BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Old Heavy Hands “Small Fires” (Spitting Daggers Records, 2024)

Tra country rock e southern, gli Old Heavy Hands ci regalano un disco di spessore. Ne sentiremo parlare.

Scavenger “Beyond The Bell” (No Remorse, 2024)

Tornano i belgi Scavenger con “Beyond The Bell”: heavy metal classico che scalderà i cuori dei fan della NWOBHM.

Florence Black “Bed Of Nails” (Autoprodotto, 2024)

I Florence Black convincono con “Bed Of Nails”, un album che ha nella varietà di stili la sua forza!

Thor “Ride Of Iron Horse” (Cleopatra Records, 2024)

Dopo 50 anni di carriera il martello degli dei Thor è ancora in circolazione con il suo hard rock teatrale.

Diego Mongue Band “While You Were Gone” (Autoprodotto, 2024)

I Diego Mongue Band firmano un album che è una vera sorpresa, ed uno dei dischi blues più convincenti Di questa prima parte dell’anno.

Blues Joke “Better Old Than Dead” (Andromeda Relix, 2024)

“Better Old Than Dead” è un album maturo e trascinante. Da un trio al debutto, cosa chiedere di più?

Silenzio Profondo “Terra Madre (Andromeda Relix, 2024)

Se amate il metal anni ’80 “Terra Madre” è uno dei dischi più interessanti degli ultimi mesi.

Big Big Train “The Likes Of Us” (InsideOutMusic, 2024)

“The Likes of Us” dimostra la brillante creatività dei Big Big Train, band di cui già attendiamo con curiosità il prossimo lavoro.

Thin Lizzy “Vagabonds Of The Western World – 50th Anniversary Edition” (Decca Universal, 2024)

Una ristampa ricca di materiale inedito, che farà piacere ai vecchi rocker e a quelli più giovani che desiderano scoprire la band di Phil Lynott.

Lipz “Changing The Melody” (Frontiers Records, 2024)

Piacerà ai fan del glam metal il secondo disco degli svedesi Lipz!!

Early Moods “A Sinner’s Past” (RidingEasy Records, 2024)

Un buon lavoro dove troverete tracce di Trouble e Pentagram, ma anche spunti di originalità! Doom On!

Tinsley Ellis “Naked Truth” (Alligator Records, 2024)

Tinsley Ellis con “Naked Truth”è suona un blues d’altri tempi, ancora in grado di provocare brividi!

Spiritus Mortis “Spiritism 2008-2017” (Svart, 2023)

Una raccolta che accontenta i profani e i fan degli Spiritus Mortis.

Semiramis “La fine non esiste” (Vinyl Magic, 2024)

“La fine non esiste” è un eccellente ritorno, degno di quanto prodotto nel fulgido periodo del Pop italiano degli anni’70.

Wyrmzyr “II” (Autoprodotto, 2024)

Un trio americano che propone un hard psichedelico contaminato dal prog. Eccellenza pura!

Jack J Hutchinson “Battles” (Autoprodotto, 2024)

“Battles” è un ottimo album, consigliato a tutti gli amanti del rock duro, che mette in evidenza il nome di Jack J Hutchinson.

Lords Of Black – Mechanics Of Predacity (Frontiers Music, 2024)

Ritornano con un buon disco i Lords Of Black, band spagnola heavy prog con contaminazioni hard rock e power metal.

Holler “Reborn” (Scarlet Records, 2024)

Convince e piace il debutto solista di Terence Holler, ex cantante degli Eldritch!

Philip Sayce “Wolves Are Coming” (Forty Below Records, 2024)

“Wolves Are Coming” risulta un ottimo ritorno per il musicista canadese e merita sicuramente l’attenzione degli appassionati. Consigliato.

Birds Of Vale “Limbo” (Bitter Tea Records, 2024)

Inutile dire che i Birds Of Vale sono uno dei gruppi da seguire nell’underground rock internazionale e che il loro album rasenta il capolavoro, parola di BackInRock.

The Neptune Power Federation “Goodnight my children” (Cruz Del Sur Music, 2024)

Buonanotte figli miei, prima di addormentarvi ringraziate di aver avuto l’opportunità di conoscere The Neptune Power Federation. Grade disco!!

Lucidvox “That’s what remained” (Glitterbeat, 2023)

I Lucidvox offrono musica da ascoltare senza distrazioni, con la mente aperta e privi di pregiudizi. Vi stupirà!

The Buddy Blake Band “Seven Ways From Someday” (ROAR Records, 2024)z/strong>

Blake Bell racconta, con queste ottime dodici canzoni, storie d’America con un rock Che chiama in causa Tom Petty, R.E.M e Counting Crows.

Nightblaze “Nightblaze” (Art Of Melody Music/BM, 2024)

I Nightblaze firmano un album che piacerà agli appassionati di hard rock melodico e non solo. Bello!

Myrath “Karma” (EAR Music, 2024)

Un ottimo album, ricco di soluzioni, ma che non porta i Myrath al livello superiore, traguardo raggiungibile, considerando il loro talento..

David Longdon, “Wild River” (autoprodotto, 2023)

La ristampa di “Wild River” di David Longdon, scomparso nel 2021, offre la possibilità di guardare alla vicenda personale dell’artista con nuove prospettive,

Judas Priest “Invincible Shield” (Columbia/Sony, 2024)

Un ritorno che conferma la grandezza di una band non solo ha inventato l’heavy metal, ma ha contribuito in mezzo secolo di storia a renderlo immortale!

Borknagar “Fall” (Century Media, 2024)

“Fall” è un album vitale e creativo, che dimostra la crescita costante dei Borknagar, capaci di portare il metal estremo verso lidi progressivi.

Artificial Heaven “Digital Dreams” (My Kingdom Music, 2024)

Gli Artificial Heaven sono una voce fuori dal coro e si fanno interpreti convincenti di quello che è ancora oggi il vero e solo dark sound. Applausi!

Ministry “Hopiumforthemasses” (Nuclear Blast, 2024)

“Hopiumforthemasses” ci presenta dei Ministry più che convincenti, grazie ad un songwriting che non lascia spazio a indecisioni arrivando deciso al traguardo.

Traveler “Prequel To Madness” (No Remorse Records, 2024)

Terzo convincente album per i Traveler, autori di un power metal classico e moderno allo stesso tempo.

Brothers Brown “Nowhere Left To Go” (Woodward Avenue Records, 2024)

I Brothers Brown firmano un ottimo album di quel rock tipicamente americano, cementato nel blues, nel soul e nella roots music.

We Are Space Horses “Apologia” (Bailey Road Records, 2023)

I We Are Space Horses danno alle stampe un buon esordio, consigliato agli amanti del rock psichedelico.  

Bruce Dickinson “The Mandrake Project” (BMG Rights Management, 2024)

Possiamo scolpirlo ovunque: a 65 anni Bruce Dickinson guarda ancora al futuro e si conferma un gigante del metal e del rock.

Douglas R. Docker: the man who created the future!

La nostra intervista esclusiva a Douglas R. Docker, un americano francese in Italia. La storia del rock passa anche da qui!!

The Cadillac Three “The Years Go Fast” (Big Machine, 2023)

Questo nuovo lavoro, colloca i The Cadillac Three, tra le band più originali della scena southern attuale.

The Obsessed “Gilded Sorrow” (Ripple Music, 2024)

In “Gilded Sorrow” si respirano tradizione e talento, in funzione di un genere che oggi più che mai fa parlare ed attira un pubblico sempre più ampio.

Rikochet “Kinaesthesia Empathia” (Andromeda Relix, 2024)

Sin dalla copertina, con quei colori sfumati, e dal titolo questo album profuma di anni ’90. Già quel decennio tanto…

Mick Mars “The Other Side Of Mars” (1313 MRI, 2024)

Arriva finalmente il lavoro solista di Mick Mars. Ed è una sorpresa. ma non troppo!!

Lucid Sins “Dancing In The Dark” (Totem Cat Records, 2023)

I Lucid Sins son una proiezione di diapositive del passato verso il futuro, attraverso ambienti di natura misteriosa e incontaminata.

Robert Finley “Black Bayou” (Easy Eye Sound, 2023)

Artista di livello superiore, Robert Finley sembra davvero provenire da un altro tempo per ergersi a custode della tradizione blues del sud degli States.

Derrick Dove And The Peacekeepers “Rough Time” (Blue Voodoo Records, 2023)

“Rough Time” è un ottimo lavoro per chi ama questo tipo di sonorità e non si accontenta dei soliti nomi che arrivano in un paese come il nostro, destinato ancora a rincorrere quando si parla di southern rock.

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Roby Vanni

Chitarrista veronese graduato nel 1995 al G.I.T. di Los Angeles, Roby Vanni è un chitarrista fieramente innamorato degli anni ’80, ma c’è molto altro da dire. Scopritelo in questa intervista, dove si parla del suo amico Steve Lukather, dell’incontro con Ringo Starr e… E in famiglia c’è già l’erede che ha superato il padre, il figlio Davi Lee.

Da David Bowie a Freddie Mercury a Johnny Cash. Testamenti in musica: quando si muore cantando!!

𝑻𝒆𝒔𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒊𝒏 𝒎𝒖𝒔𝒊𝒄𝒂, 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒔𝒊 𝒎𝒖𝒐𝒓𝒆 𝒄𝒂𝒏𝒕𝒂𝒏𝒅𝒐
Partendo dal disco scritto da Mike Peters in punto di morte, il nostro Gabriele Bassanetti viaggia tra alcuni dei più grandi amati che hanno scelto di salutare la vita continuando a fare musica. Non è un tuffo nella tristezza o un elogio della morte, ma al contrario un elogio alla vita. Infatti ricordare questi artisti è il miglior modo per mostrarci grati a ciò che ci hanno donato: la loro arte.

Green Carnation “A Dark Poem, Part III: The Messiah Complex” (Season Of Mist, 2026)

Terzo e ultimo capitolo di “A Dark Poem”, che nella sua interezza è un’opera maestosa e impegnativa che richiede più di un ascolto per coglierne i tanti dettagli.

Green Lung “Necropolitan” (Nuclear Blast Records, 2026)

Con “Necropolitan” i Green Lung confermano di essere una grandissima band e, dopo l’addio di Ozzy e di fatto dei Black Sabbath più doom, si candidano per raccoglierne l’eredità artistica in patria e non solo.

Jehovah On Death “Lágrimas De Oro” (I, Voidhanger Records, 2026)

Gli Jehovah On Death sono una realtà del panorama rock internazionale della quale sentiremo molto parlare; hanno attitudine, idee, immagine, talento e sanno dove vogliono andare. Speriamo che presto si esibiscano in Italia, la loro proposta trova nel palco il suo ambiente ideale.

Cinquant’anni anni fa esatti nasceva il punk. O più precisamente cominciava a morire

𝐏u𝐧k: 𝐪u𝐚n𝐝o n𝐚s𝐜i𝐭a e m𝐨r𝐭e c𝐨i𝐧c𝐢d𝐨n𝐨. S𝐜o𝐩r𝐢a𝐦o p𝐞r𝐜h𝐞̀!
8 settembre 1976, esce “Anarchy In The UK”, primo singolo dei Sex Pistols, per convenzione il giorno in cui tutto ha inizio. E invece è la fine!

Andromeda presenta: 33+1 dischi anni ’80 di HARD, HEAVY, FM, AOR canadese!

Dalla fanzine n.8, che presenta 111 album di hard rock/heavy metal canadese, estrapoliamo 33 album. Non i migliori, ma quelli con cui vogliamo stimolare la vostra curiosità. Se siete interessati alla fanzine scrivetemi in privato.

Danielle Nicole “Fireflies” (Forty Below Records, 2026)

Un album ben fatto, suonato benissimo e dal songwriting di alto livello, dalla bassista e cantante statunitense non possiamo pretendere di più, brava.

Shakra “Just Live Loud!” (Frontiers Records, 2026)

Gli svizzeri Shakra ancora una volta non deludono, dinamiche ed energia vi faranno divertire, in questo nuovo album ricco di chitarre potenti e ritornelli melodici, scritti per essere riproposti in sede live.

Sweet Electric “Something Something Disco” (Autoprodotto, 2026)

Secondo disco per la band di Colonia Sweet Electric, “Something Something Disco”  è un disco pensato, non c’è una canzone decisamente brutta nell’album, e sebbene manchi un filo conduttore (cosa che potrebbe essere voluta) risulta difficile non innamorarsi di questi cinque simpatici, scanzonati ragazzi

Scorpion Milk “Flesh Masks For Skulls”  (Peaceville Records, 2026)

Nuovo EP per la creatura di Mat McNerney, quattro brani nuovo e un remix curato da ospiti sorprendenti

Avrak “Avrak” (Peaceville Records, 2026)

Il gruppo di Ted Skjellum, alias Nocturno Culto, al di fuori dei Darkthrone, per dare piena soddisfazione alla sua passione per l’old metal.

The Night Eternal “Cold Velvet” (Metal Blade Records, 2026)

Sono certo che “Cold Velvet” sarà l’album della consacrazione di una band solida, determinata e capace di schierare un vocalist riconoscibile al primo ascolto.

Ricky Warwick “Fire & Vengeance” (Earache Records, 2026)

RQuesto non è solo un disco, ma una raccolta di pensieri, umori e storie di Ricky Warwick, un rocker vero che da 40 anni canta e suona quello che ama.

CoreLeoni “Generection” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Il chitarrista e membro fondatore dei Gotthard torna in prima linea con i suoi CoreLeoni. Questo quarto album è il lavoro più pesante, per un hard Rock tirato mischiato ad une vena soul molto interessante.

Gjenferd “Black Smoke Rising” (Apollon Records, 2026)

La fiamma dell’hard rock dei ‘70 non cesserà mai di spegnersi, ovunque, tanto più nei paesi scandinavi, dove centinaia di band radicano le loro basi in quel periodo. Non è facile per gli appassionati e i cultori arrivare a conoscere tutto e, soprattutto, avere il...

Black Reflex “Zero Dawn” (Andromeda Relix, 2026)

“Zero Dawn” è un album importante, di vero heavy metal, che speriamo non si mescoli alla massa di titoli metal fatti con il metodo del copia/incolla e trovi l’attenzione che merita.

Stormbringer “Transcendence” (Attic Records, 2026)

La band del Northamptonshire torna con ‘Transcendence’. I ragazzi hanno confezionato un disco travolgente, di classico heavy metal, come si faceva ai tempi d’oro del genere. Assolutamente consigliato e per me è sicuramente uno dei migliori dischi del genere in questo 2026.

Pirate Queen “Sailing Around The World” (Despotz Records, 2026)

Le Pirate Queen proseguono il loro viaggio attraverso i mari dell’heavy metal con il secondo album “Sailing Around The World”. Un combinazione affascinante di epic, melodia ed energia, perfetta per mettersi in viaggio con le regine dei pirati.

“Over The Edge Ft. Mickey Thomas – XXX Anniversary Edition” (Frontiers Records, 2026) 

Arriva la ristampa di “Over The Edge”, l’acclamato album rock melodico che presenta la voce inconfondibile di Mickey Thomas (Starship, Jefferson Starship), originariamente pubblicato nel 2004,

Todd Adelman “Todd Adelman And The Woodsmen” (VFIB Recordings, 2026)

Todd Adelman And The Woodsmen risulta quindi un album di genere, niente di più niente di meno, ma pregno di atmosfere suggestive e belle canzoni. What Else?

Sha-Boom “Another Nail In The Coffin” (Silver Lining Music, 2026)

Dopo oltre vent’anni, gli hard rocker svedesi Sha-Boom sono tornati in vita con “Another Nail In The Coffin”, un un bel ritorno, un gran disco AOR, consigliatissimo per gli amanti del genere.

Jeffrey Halford And The Healers “Used Parts” (Shoeless Records, 2026)

Album piacevole, che non potete perdere se siete amanti dei suoni tradizionali d’oltreoceano.

Mad Max “Stories Of Destiny” ( Rock Of Angels Records, 2026)

45 anni di Mad Max, band tedesca che ha lasciato il segno nel mondo hard&heavy di stampo europeo. “Stories Of Destiny” si presenta pulito e moderno, Rolf Munkes ha compiuto un buon lavoro, per un ritorno che merita un plauso.

Joanna Connor “Live On 11/11” (MC Records, 2026)

Grandi brani, improvvisazioni e jam da infarto, fanno di questo live un documento prezioso su di un’artista magari qualche passo indietro a livello di popolarità rispetto ad altre colleghe della scena, ma sicuramente al top se si parla di passione, attitudine e bravura.

Flotsam And Jetsam “Rats In The Temple” (Napalm Records, 2026)

I Flotsam e Jetsam ci offrono il loro miglior disco post reunion, una produzione aggressiva e dura rispetto alle prime uscite anni ’80, ma i tempi chiedono questo e l’anima non ne esce snaturata. Gran disco thrash metal!

The Alarm “Transformation” (Twenty First Century Recording Company, 2026)

Il commovente ed entusiasmante testamento di Mike Peters. Qui giace un vinto che non si è arreso.

Triosphere “Oceans Above, Stars Below” (Frontiers Records, 2026)

La band norvegese heavy metal Triosphere ritorna dopo ben 12 anni con un nuovo lavoro ambizioso che raccoglie al suo interno molti stili, tra hard rock, power prog e thrash metal, un bel disco per gli amanti del genere.

Cimarron 615 “Same Sky” (Blue Elan, 2026)

Una raccolta di bellissime canzoni country, impreziosite da splendidi intrecci vocali, marchio di fabbrica dei musicisti coinvolti che, come tradizione, non rinunciano a quelle chitarre rock che rafforzano il sound.

Noveria “Becoming After” (Scarlet Records, 2026)

Non posso che dargli dieci, e lo scrivo senza il minimo imbarazzo, perché è un disco meraviglioso e perché ogni tanto conviene dirlo ad alta voce, così magari al prossimo giro non se lo perde nessuno.

Jon Lee & The Apparitions “Next Town” (Magic Hallway Records, 2026)

Un album a cui bisogna dedicare la giusta attenzione ma che non manca di momenti molto interessanti, le ispirazioni possono essere soggettive anche se è indubbio che i generi citati abbiano tutti la loro importanza, promosso.

Tokyo Blade “Hoist The Colors High” (Cherry Red Records, 2026)

Bentornati ai Tokyo Blade, oltre quattro decenni dopo con la formazione originale classica e un nuovo album “Hoist the Colours High”: un lavoro muscoloso e incisivo di heavy metal infuocato, con le radici nella NWOBHM!

Issa “Fire & Ice” (Frontiers Records, 2026)

La regina norvegese dell’AOR Issa torna con “Fire And Ice”, il suo disco più esaltante e cinematografico. Ogni traccia dell’album è scritta e prodotta dai leggendari fratelli Tom e James Martin, che hanno creato un suono che cattura perfettamente lo spirito del rock melodico degli anni ’80.

Social Distortion “Born To Kill” (Epitaph, 2026)

Il tempo passa per tutti, anche per un gruppo puro come questo ma, credetemi, “Born To Kill”, titolo troppo cattivo per quello che si ascolta, ci offre tante cose che meritano di essere ascoltate. Soprattutto se siete fan della band.

Robert Jon & The Wreck “Wreckage Vol.3” (Journeyman Records, 2026).

I Robert Jon & The Wreck fanno gli straordinari e noi non possiamo che esserne felici, questa raccolta ci offre uno spaccato odierno del gruppo e la sua voglia di andare per la propria strada, suonando quello che ad oggi riesce meglio, ovvero rock classico, energico e splendidamente sudista.

Kickin Valentina “Anthems From The Underground” (Mighty Music, 2026)

I Kickin Valentina tornano con u album che conferma Pete Newdeck come grande autore di hard ottantiano, tra melodia e street rock.

Night Ranger “Best Of” (Frontiers Records, 2026)

Sesta raccolta, per i californiani Night Ranger. Ma questa volta propone versioni remixate e rimasterizzate di successi che coprono la brillante carriera della band,

Gràinne Duffy “What Am I Supposed To Do?” (Indipendent, 2026)

Altro ottimo lavoro questo nuovissimo “”What Am I Supposed To You?”, Gràinne Duffy si conferma artista da seguire nell’immensa scena blues rock odierna.

Widowspeak “Roses” (Captured Tracks, 2026).

L’album che rientra in quella sfera di ascolti dove musica e magia sono divise da una linea sottilissima lascia che l’ascoltatore entri nel suo mondo con la delicata eleganza che ne conviene, mai troppo energico, ma assolutamente godibile, “Roses” è consigliato ai palati più fini del classic rock (dalle sfumature Indie) del nuovo millennio.

Alchem “Bloody Rose” (The Triad Records – distr. Black Widow Records, 2026)

Gli Alchem, con la loro musica coinvolgente e variegata, devono essere approfonditi da chi cerca emozioni aldilà di strade facili e immediate, andando ad arricchire ulteriormente la scena romana nella quale operano da tempo entità coraggiose e difficilmente etichettabili come Arpia e Dunwich.

The Cinelli Brothers “Live Here And There” (The Cinelli Brothers, 2026)

270 concerti in giro per il mondo, un lungo viaggio portando la propria musica dal vivo.“Live Here And There” è il risultato, il sunto di tanti chilometri, di concerti e storie che formano un pezzo di vita all’insegna del rock’n’roll.

The Eternal “Obscured Horizons” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Con “Obscured Horizons”, The Eternal firma il proprio album migliore, dimostrando che il legame con gli Amorphis ne ha favorito la crescita, forse ancor oltre gli ultimi lavori della stessa band di Helsinki, sempre buoni, ma non così sfaccettati.

Albert Castiglia “Grits & Glory” (Gulf Coast Records, 2026)

Per il prossimo Blood Brothers c’è tempo, intanto godetevi questo “Grits & Glory”, nuovo capitolo di questo grande musicista statunitense. Blues on!

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Old Heavy Hands “Small Fires” (Spitting Daggers Records, 2024)

Tra country rock e southern, gli Old Heavy Hands ci regalano un disco di spessore. Ne sentiremo parlare.

Scavenger “Beyond The Bell” (No Remorse, 2024)

Tornano i belgi Scavenger con “Beyond The Bell”: heavy metal classico che scalderà i cuori dei fan della NWOBHM.

Florence Black “Bed Of Nails” (Autoprodotto, 2024)

I Florence Black convincono con “Bed Of Nails”, un album che ha nella varietà di stili la sua forza!

Thor “Ride Of Iron Horse” (Cleopatra Records, 2024)

Dopo 50 anni di carriera il martello degli dei Thor è ancora in circolazione con il suo hard rock teatrale.

Diego Mongue Band “While You Were Gone” (Autoprodotto, 2024)

I Diego Mongue Band firmano un album che è una vera sorpresa, ed uno dei dischi blues più convincenti Di questa prima parte dell’anno.

Blues Joke “Better Old Than Dead” (Andromeda Relix, 2024)

“Better Old Than Dead” è un album maturo e trascinante. Da un trio al debutto, cosa chiedere di più?

Silenzio Profondo “Terra Madre (Andromeda Relix, 2024)

Se amate il metal anni ’80 “Terra Madre” è uno dei dischi più interessanti degli ultimi mesi.

Big Big Train “The Likes Of Us” (InsideOutMusic, 2024)

“The Likes of Us” dimostra la brillante creatività dei Big Big Train, band di cui già attendiamo con curiosità il prossimo lavoro.

Thin Lizzy “Vagabonds Of The Western World – 50th Anniversary Edition” (Decca Universal, 2024)

Una ristampa ricca di materiale inedito, che farà piacere ai vecchi rocker e a quelli più giovani che desiderano scoprire la band di Phil Lynott.

Lipz “Changing The Melody” (Frontiers Records, 2024)

Piacerà ai fan del glam metal il secondo disco degli svedesi Lipz!!

Early Moods “A Sinner’s Past” (RidingEasy Records, 2024)

Un buon lavoro dove troverete tracce di Trouble e Pentagram, ma anche spunti di originalità! Doom On!

Tinsley Ellis “Naked Truth” (Alligator Records, 2024)

Tinsley Ellis con “Naked Truth”è suona un blues d’altri tempi, ancora in grado di provocare brividi!

Spiritus Mortis “Spiritism 2008-2017” (Svart, 2023)

Una raccolta che accontenta i profani e i fan degli Spiritus Mortis.

Semiramis “La fine non esiste” (Vinyl Magic, 2024)

“La fine non esiste” è un eccellente ritorno, degno di quanto prodotto nel fulgido periodo del Pop italiano degli anni’70.

Wyrmzyr “II” (Autoprodotto, 2024)

Un trio americano che propone un hard psichedelico contaminato dal prog. Eccellenza pura!

Jack J Hutchinson “Battles” (Autoprodotto, 2024)

“Battles” è un ottimo album, consigliato a tutti gli amanti del rock duro, che mette in evidenza il nome di Jack J Hutchinson.

Lords Of Black – Mechanics Of Predacity (Frontiers Music, 2024)

Ritornano con un buon disco i Lords Of Black, band spagnola heavy prog con contaminazioni hard rock e power metal.

Holler “Reborn” (Scarlet Records, 2024)

Convince e piace il debutto solista di Terence Holler, ex cantante degli Eldritch!

Philip Sayce “Wolves Are Coming” (Forty Below Records, 2024)

“Wolves Are Coming” risulta un ottimo ritorno per il musicista canadese e merita sicuramente l’attenzione degli appassionati. Consigliato.

Birds Of Vale “Limbo” (Bitter Tea Records, 2024)

Inutile dire che i Birds Of Vale sono uno dei gruppi da seguire nell’underground rock internazionale e che il loro album rasenta il capolavoro, parola di BackInRock.

The Neptune Power Federation “Goodnight my children” (Cruz Del Sur Music, 2024)

Buonanotte figli miei, prima di addormentarvi ringraziate di aver avuto l’opportunità di conoscere The Neptune Power Federation. Grade disco!!

Lucidvox “That’s what remained” (Glitterbeat, 2023)

I Lucidvox offrono musica da ascoltare senza distrazioni, con la mente aperta e privi di pregiudizi. Vi stupirà!

The Buddy Blake Band “Seven Ways From Someday” (ROAR Records, 2024)z/strong>

Blake Bell racconta, con queste ottime dodici canzoni, storie d’America con un rock Che chiama in causa Tom Petty, R.E.M e Counting Crows.

Nightblaze “Nightblaze” (Art Of Melody Music/BM, 2024)

I Nightblaze firmano un album che piacerà agli appassionati di hard rock melodico e non solo. Bello!

Myrath “Karma” (EAR Music, 2024)

Un ottimo album, ricco di soluzioni, ma che non porta i Myrath al livello superiore, traguardo raggiungibile, considerando il loro talento..

David Longdon, “Wild River” (autoprodotto, 2023)

La ristampa di “Wild River” di David Longdon, scomparso nel 2021, offre la possibilità di guardare alla vicenda personale dell’artista con nuove prospettive,

Judas Priest “Invincible Shield” (Columbia/Sony, 2024)

Un ritorno che conferma la grandezza di una band non solo ha inventato l’heavy metal, ma ha contribuito in mezzo secolo di storia a renderlo immortale!

Borknagar “Fall” (Century Media, 2024)

“Fall” è un album vitale e creativo, che dimostra la crescita costante dei Borknagar, capaci di portare il metal estremo verso lidi progressivi.

Artificial Heaven “Digital Dreams” (My Kingdom Music, 2024)

Gli Artificial Heaven sono una voce fuori dal coro e si fanno interpreti convincenti di quello che è ancora oggi il vero e solo dark sound. Applausi!

Ministry “Hopiumforthemasses” (Nuclear Blast, 2024)

“Hopiumforthemasses” ci presenta dei Ministry più che convincenti, grazie ad un songwriting che non lascia spazio a indecisioni arrivando deciso al traguardo.

Traveler “Prequel To Madness” (No Remorse Records, 2024)

Terzo convincente album per i Traveler, autori di un power metal classico e moderno allo stesso tempo.

Brothers Brown “Nowhere Left To Go” (Woodward Avenue Records, 2024)

I Brothers Brown firmano un ottimo album di quel rock tipicamente americano, cementato nel blues, nel soul e nella roots music.

We Are Space Horses “Apologia” (Bailey Road Records, 2023)

I We Are Space Horses danno alle stampe un buon esordio, consigliato agli amanti del rock psichedelico.  

Bruce Dickinson “The Mandrake Project” (BMG Rights Management, 2024)

Possiamo scolpirlo ovunque: a 65 anni Bruce Dickinson guarda ancora al futuro e si conferma un gigante del metal e del rock.

Douglas R. Docker: the man who created the future!

La nostra intervista esclusiva a Douglas R. Docker, un americano francese in Italia. La storia del rock passa anche da qui!!

The Cadillac Three “The Years Go Fast” (Big Machine, 2023)

Questo nuovo lavoro, colloca i The Cadillac Three, tra le band più originali della scena southern attuale.

The Obsessed “Gilded Sorrow” (Ripple Music, 2024)

In “Gilded Sorrow” si respirano tradizione e talento, in funzione di un genere che oggi più che mai fa parlare ed attira un pubblico sempre più ampio.

Rikochet “Kinaesthesia Empathia” (Andromeda Relix, 2024)

Sin dalla copertina, con quei colori sfumati, e dal titolo questo album profuma di anni ’90. Già quel decennio tanto…

Mick Mars “The Other Side Of Mars” (1313 MRI, 2024)

Arriva finalmente il lavoro solista di Mick Mars. Ed è una sorpresa. ma non troppo!!

Lucid Sins “Dancing In The Dark” (Totem Cat Records, 2023)

I Lucid Sins son una proiezione di diapositive del passato verso il futuro, attraverso ambienti di natura misteriosa e incontaminata.

Robert Finley “Black Bayou” (Easy Eye Sound, 2023)

Artista di livello superiore, Robert Finley sembra davvero provenire da un altro tempo per ergersi a custode della tradizione blues del sud degli States.

Derrick Dove And The Peacekeepers “Rough Time” (Blue Voodoo Records, 2023)

“Rough Time” è un ottimo lavoro per chi ama questo tipo di sonorità e non si accontenta dei soliti nomi che arrivano in un paese come il nostro, destinato ancora a rincorrere quando si parla di southern rock.

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Roby Vanni

Chitarrista veronese graduato nel 1995 al G.I.T. di Los Angeles, Roby Vanni è un chitarrista fieramente innamorato degli anni ’80, ma c’è molto altro da dire. Scopritelo in questa intervista, dove si parla del suo amico Steve Lukather, dell’incontro con Ringo Starr e… E in famiglia c’è già l’erede che ha superato il padre, il figlio Davi Lee.

Da David Bowie a Freddie Mercury a Johnny Cash. Testamenti in musica: quando si muore cantando!!

𝑻𝒆𝒔𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒊𝒏 𝒎𝒖𝒔𝒊𝒄𝒂, 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒔𝒊 𝒎𝒖𝒐𝒓𝒆 𝒄𝒂𝒏𝒕𝒂𝒏𝒅𝒐
Partendo dal disco scritto da Mike Peters in punto di morte, il nostro Gabriele Bassanetti viaggia tra alcuni dei più grandi amati che hanno scelto di salutare la vita continuando a fare musica. Non è un tuffo nella tristezza o un elogio della morte, ma al contrario un elogio alla vita. Infatti ricordare questi artisti è il miglior modo per mostrarci grati a ciò che ci hanno donato: la loro arte.

Green Carnation “A Dark Poem, Part III: The Messiah Complex” (Season Of Mist, 2026)

Terzo e ultimo capitolo di “A Dark Poem”, che nella sua interezza è un’opera maestosa e impegnativa che richiede più di un ascolto per coglierne i tanti dettagli.

Green Lung “Necropolitan” (Nuclear Blast Records, 2026)

Con “Necropolitan” i Green Lung confermano di essere una grandissima band e, dopo l’addio di Ozzy e di fatto dei Black Sabbath più doom, si candidano per raccoglierne l’eredità artistica in patria e non solo.

Jehovah On Death “Lágrimas De Oro” (I, Voidhanger Records, 2026)

Gli Jehovah On Death sono una realtà del panorama rock internazionale della quale sentiremo molto parlare; hanno attitudine, idee, immagine, talento e sanno dove vogliono andare. Speriamo che presto si esibiscano in Italia, la loro proposta trova nel palco il suo ambiente ideale.

Cinquant’anni anni fa esatti nasceva il punk. O più precisamente cominciava a morire

𝐏u𝐧k: 𝐪u𝐚n𝐝o n𝐚s𝐜i𝐭a e m𝐨r𝐭e c𝐨i𝐧c𝐢d𝐨n𝐨. S𝐜o𝐩r𝐢a𝐦o p𝐞r𝐜h𝐞̀!
8 settembre 1976, esce “Anarchy In The UK”, primo singolo dei Sex Pistols, per convenzione il giorno in cui tutto ha inizio. E invece è la fine!

Andromeda presenta: 33+1 dischi anni ’80 di HARD, HEAVY, FM, AOR canadese!

Dalla fanzine n.8, che presenta 111 album di hard rock/heavy metal canadese, estrapoliamo 33 album. Non i migliori, ma quelli con cui vogliamo stimolare la vostra curiosità. Se siete interessati alla fanzine scrivetemi in privato.

Danielle Nicole “Fireflies” (Forty Below Records, 2026)

Un album ben fatto, suonato benissimo e dal songwriting di alto livello, dalla bassista e cantante statunitense non possiamo pretendere di più, brava.

Shakra “Just Live Loud!” (Frontiers Records, 2026)

Gli svizzeri Shakra ancora una volta non deludono, dinamiche ed energia vi faranno divertire, in questo nuovo album ricco di chitarre potenti e ritornelli melodici, scritti per essere riproposti in sede live.

Sweet Electric “Something Something Disco” (Autoprodotto, 2026)

Secondo disco per la band di Colonia Sweet Electric, “Something Something Disco”  è un disco pensato, non c’è una canzone decisamente brutta nell’album, e sebbene manchi un filo conduttore (cosa che potrebbe essere voluta) risulta difficile non innamorarsi di questi cinque simpatici, scanzonati ragazzi

Scorpion Milk “Flesh Masks For Skulls”  (Peaceville Records, 2026)

Nuovo EP per la creatura di Mat McNerney, quattro brani nuovo e un remix curato da ospiti sorprendenti

Avrak “Avrak” (Peaceville Records, 2026)

Il gruppo di Ted Skjellum, alias Nocturno Culto, al di fuori dei Darkthrone, per dare piena soddisfazione alla sua passione per l’old metal.

The Night Eternal “Cold Velvet” (Metal Blade Records, 2026)

Sono certo che “Cold Velvet” sarà l’album della consacrazione di una band solida, determinata e capace di schierare un vocalist riconoscibile al primo ascolto.

Ricky Warwick “Fire & Vengeance” (Earache Records, 2026)

RQuesto non è solo un disco, ma una raccolta di pensieri, umori e storie di Ricky Warwick, un rocker vero che da 40 anni canta e suona quello che ama.

CoreLeoni “Generection” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Il chitarrista e membro fondatore dei Gotthard torna in prima linea con i suoi CoreLeoni. Questo quarto album è il lavoro più pesante, per un hard Rock tirato mischiato ad une vena soul molto interessante.

Gjenferd “Black Smoke Rising” (Apollon Records, 2026)

La fiamma dell’hard rock dei ‘70 non cesserà mai di spegnersi, ovunque, tanto più nei paesi scandinavi, dove centinaia di band radicano le loro basi in quel periodo. Non è facile per gli appassionati e i cultori arrivare a conoscere tutto e, soprattutto, avere il...

Black Reflex “Zero Dawn” (Andromeda Relix, 2026)

“Zero Dawn” è un album importante, di vero heavy metal, che speriamo non si mescoli alla massa di titoli metal fatti con il metodo del copia/incolla e trovi l’attenzione che merita.

Stormbringer “Transcendence” (Attic Records, 2026)

La band del Northamptonshire torna con ‘Transcendence’. I ragazzi hanno confezionato un disco travolgente, di classico heavy metal, come si faceva ai tempi d’oro del genere. Assolutamente consigliato e per me è sicuramente uno dei migliori dischi del genere in questo 2026.

Pirate Queen “Sailing Around The World” (Despotz Records, 2026)

Le Pirate Queen proseguono il loro viaggio attraverso i mari dell’heavy metal con il secondo album “Sailing Around The World”. Un combinazione affascinante di epic, melodia ed energia, perfetta per mettersi in viaggio con le regine dei pirati.

“Over The Edge Ft. Mickey Thomas – XXX Anniversary Edition” (Frontiers Records, 2026) 

Arriva la ristampa di “Over The Edge”, l’acclamato album rock melodico che presenta la voce inconfondibile di Mickey Thomas (Starship, Jefferson Starship), originariamente pubblicato nel 2004,

Todd Adelman “Todd Adelman And The Woodsmen” (VFIB Recordings, 2026)

Todd Adelman And The Woodsmen risulta quindi un album di genere, niente di più niente di meno, ma pregno di atmosfere suggestive e belle canzoni. What Else?

Sha-Boom “Another Nail In The Coffin” (Silver Lining Music, 2026)

Dopo oltre vent’anni, gli hard rocker svedesi Sha-Boom sono tornati in vita con “Another Nail In The Coffin”, un un bel ritorno, un gran disco AOR, consigliatissimo per gli amanti del genere.

Jeffrey Halford And The Healers “Used Parts” (Shoeless Records, 2026)

Album piacevole, che non potete perdere se siete amanti dei suoni tradizionali d’oltreoceano.

Mad Max “Stories Of Destiny” ( Rock Of Angels Records, 2026)

45 anni di Mad Max, band tedesca che ha lasciato il segno nel mondo hard&heavy di stampo europeo. “Stories Of Destiny” si presenta pulito e moderno, Rolf Munkes ha compiuto un buon lavoro, per un ritorno che merita un plauso.

Joanna Connor “Live On 11/11” (MC Records, 2026)

Grandi brani, improvvisazioni e jam da infarto, fanno di questo live un documento prezioso su di un’artista magari qualche passo indietro a livello di popolarità rispetto ad altre colleghe della scena, ma sicuramente al top se si parla di passione, attitudine e bravura.

Flotsam And Jetsam “Rats In The Temple” (Napalm Records, 2026)

I Flotsam e Jetsam ci offrono il loro miglior disco post reunion, una produzione aggressiva e dura rispetto alle prime uscite anni ’80, ma i tempi chiedono questo e l’anima non ne esce snaturata. Gran disco thrash metal!

The Alarm “Transformation” (Twenty First Century Recording Company, 2026)

Il commovente ed entusiasmante testamento di Mike Peters. Qui giace un vinto che non si è arreso.

Triosphere “Oceans Above, Stars Below” (Frontiers Records, 2026)

La band norvegese heavy metal Triosphere ritorna dopo ben 12 anni con un nuovo lavoro ambizioso che raccoglie al suo interno molti stili, tra hard rock, power prog e thrash metal, un bel disco per gli amanti del genere.

Cimarron 615 “Same Sky” (Blue Elan, 2026)

Una raccolta di bellissime canzoni country, impreziosite da splendidi intrecci vocali, marchio di fabbrica dei musicisti coinvolti che, come tradizione, non rinunciano a quelle chitarre rock che rafforzano il sound.

Noveria “Becoming After” (Scarlet Records, 2026)

Non posso che dargli dieci, e lo scrivo senza il minimo imbarazzo, perché è un disco meraviglioso e perché ogni tanto conviene dirlo ad alta voce, così magari al prossimo giro non se lo perde nessuno.

Jon Lee & The Apparitions “Next Town” (Magic Hallway Records, 2026)

Un album a cui bisogna dedicare la giusta attenzione ma che non manca di momenti molto interessanti, le ispirazioni possono essere soggettive anche se è indubbio che i generi citati abbiano tutti la loro importanza, promosso.

Tokyo Blade “Hoist The Colors High” (Cherry Red Records, 2026)

Bentornati ai Tokyo Blade, oltre quattro decenni dopo con la formazione originale classica e un nuovo album “Hoist the Colours High”: un lavoro muscoloso e incisivo di heavy metal infuocato, con le radici nella NWOBHM!

Issa “Fire & Ice” (Frontiers Records, 2026)

La regina norvegese dell’AOR Issa torna con “Fire And Ice”, il suo disco più esaltante e cinematografico. Ogni traccia dell’album è scritta e prodotta dai leggendari fratelli Tom e James Martin, che hanno creato un suono che cattura perfettamente lo spirito del rock melodico degli anni ’80.

Social Distortion “Born To Kill” (Epitaph, 2026)

Il tempo passa per tutti, anche per un gruppo puro come questo ma, credetemi, “Born To Kill”, titolo troppo cattivo per quello che si ascolta, ci offre tante cose che meritano di essere ascoltate. Soprattutto se siete fan della band.

Robert Jon & The Wreck “Wreckage Vol.3” (Journeyman Records, 2026).

I Robert Jon & The Wreck fanno gli straordinari e noi non possiamo che esserne felici, questa raccolta ci offre uno spaccato odierno del gruppo e la sua voglia di andare per la propria strada, suonando quello che ad oggi riesce meglio, ovvero rock classico, energico e splendidamente sudista.

Kickin Valentina “Anthems From The Underground” (Mighty Music, 2026)

I Kickin Valentina tornano con u album che conferma Pete Newdeck come grande autore di hard ottantiano, tra melodia e street rock.

Night Ranger “Best Of” (Frontiers Records, 2026)

Sesta raccolta, per i californiani Night Ranger. Ma questa volta propone versioni remixate e rimasterizzate di successi che coprono la brillante carriera della band,

Gràinne Duffy “What Am I Supposed To Do?” (Indipendent, 2026)

Altro ottimo lavoro questo nuovissimo “”What Am I Supposed To You?”, Gràinne Duffy si conferma artista da seguire nell’immensa scena blues rock odierna.

Widowspeak “Roses” (Captured Tracks, 2026).

L’album che rientra in quella sfera di ascolti dove musica e magia sono divise da una linea sottilissima lascia che l’ascoltatore entri nel suo mondo con la delicata eleganza che ne conviene, mai troppo energico, ma assolutamente godibile, “Roses” è consigliato ai palati più fini del classic rock (dalle sfumature Indie) del nuovo millennio.

Alchem “Bloody Rose” (The Triad Records – distr. Black Widow Records, 2026)

Gli Alchem, con la loro musica coinvolgente e variegata, devono essere approfonditi da chi cerca emozioni aldilà di strade facili e immediate, andando ad arricchire ulteriormente la scena romana nella quale operano da tempo entità coraggiose e difficilmente etichettabili come Arpia e Dunwich.

The Cinelli Brothers “Live Here And There” (The Cinelli Brothers, 2026)

270 concerti in giro per il mondo, un lungo viaggio portando la propria musica dal vivo.“Live Here And There” è il risultato, il sunto di tanti chilometri, di concerti e storie che formano un pezzo di vita all’insegna del rock’n’roll.

The Eternal “Obscured Horizons” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Con “Obscured Horizons”, The Eternal firma il proprio album migliore, dimostrando che il legame con gli Amorphis ne ha favorito la crescita, forse ancor oltre gli ultimi lavori della stessa band di Helsinki, sempre buoni, ma non così sfaccettati.

Albert Castiglia “Grits & Glory” (Gulf Coast Records, 2026)

Per il prossimo Blood Brothers c’è tempo, intanto godetevi questo “Grits & Glory”, nuovo capitolo di questo grande musicista statunitense. Blues on!

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Old Heavy Hands “Small Fires” (Spitting Daggers Records, 2024)

Tra country rock e southern, gli Old Heavy Hands ci regalano un disco di spessore. Ne sentiremo parlare.

Scavenger “Beyond The Bell” (No Remorse, 2024)

Tornano i belgi Scavenger con “Beyond The Bell”: heavy metal classico che scalderà i cuori dei fan della NWOBHM.

Florence Black “Bed Of Nails” (Autoprodotto, 2024)

I Florence Black convincono con “Bed Of Nails”, un album che ha nella varietà di stili la sua forza!

Thor “Ride Of Iron Horse” (Cleopatra Records, 2024)

Dopo 50 anni di carriera il martello degli dei Thor è ancora in circolazione con il suo hard rock teatrale.

Diego Mongue Band “While You Were Gone” (Autoprodotto, 2024)

I Diego Mongue Band firmano un album che è una vera sorpresa, ed uno dei dischi blues più convincenti Di questa prima parte dell’anno.

Blues Joke “Better Old Than Dead” (Andromeda Relix, 2024)

“Better Old Than Dead” è un album maturo e trascinante. Da un trio al debutto, cosa chiedere di più?

Silenzio Profondo “Terra Madre (Andromeda Relix, 2024)

Se amate il metal anni ’80 “Terra Madre” è uno dei dischi più interessanti degli ultimi mesi.

Big Big Train “The Likes Of Us” (InsideOutMusic, 2024)

“The Likes of Us” dimostra la brillante creatività dei Big Big Train, band di cui già attendiamo con curiosità il prossimo lavoro.

Thin Lizzy “Vagabonds Of The Western World – 50th Anniversary Edition” (Decca Universal, 2024)

Una ristampa ricca di materiale inedito, che farà piacere ai vecchi rocker e a quelli più giovani che desiderano scoprire la band di Phil Lynott.

Lipz “Changing The Melody” (Frontiers Records, 2024)

Piacerà ai fan del glam metal il secondo disco degli svedesi Lipz!!

Early Moods “A Sinner’s Past” (RidingEasy Records, 2024)

Un buon lavoro dove troverete tracce di Trouble e Pentagram, ma anche spunti di originalità! Doom On!

Tinsley Ellis “Naked Truth” (Alligator Records, 2024)

Tinsley Ellis con “Naked Truth”è suona un blues d’altri tempi, ancora in grado di provocare brividi!

Spiritus Mortis “Spiritism 2008-2017” (Svart, 2023)

Una raccolta che accontenta i profani e i fan degli Spiritus Mortis.

Semiramis “La fine non esiste” (Vinyl Magic, 2024)

“La fine non esiste” è un eccellente ritorno, degno di quanto prodotto nel fulgido periodo del Pop italiano degli anni’70.

Wyrmzyr “II” (Autoprodotto, 2024)

Un trio americano che propone un hard psichedelico contaminato dal prog. Eccellenza pura!

Jack J Hutchinson “Battles” (Autoprodotto, 2024)

“Battles” è un ottimo album, consigliato a tutti gli amanti del rock duro, che mette in evidenza il nome di Jack J Hutchinson.

Lords Of Black – Mechanics Of Predacity (Frontiers Music, 2024)

Ritornano con un buon disco i Lords Of Black, band spagnola heavy prog con contaminazioni hard rock e power metal.

Holler “Reborn” (Scarlet Records, 2024)

Convince e piace il debutto solista di Terence Holler, ex cantante degli Eldritch!

Philip Sayce “Wolves Are Coming” (Forty Below Records, 2024)

“Wolves Are Coming” risulta un ottimo ritorno per il musicista canadese e merita sicuramente l’attenzione degli appassionati. Consigliato.

Birds Of Vale “Limbo” (Bitter Tea Records, 2024)

Inutile dire che i Birds Of Vale sono uno dei gruppi da seguire nell’underground rock internazionale e che il loro album rasenta il capolavoro, parola di BackInRock.

The Neptune Power Federation “Goodnight my children” (Cruz Del Sur Music, 2024)

Buonanotte figli miei, prima di addormentarvi ringraziate di aver avuto l’opportunità di conoscere The Neptune Power Federation. Grade disco!!

Lucidvox “That’s what remained” (Glitterbeat, 2023)

I Lucidvox offrono musica da ascoltare senza distrazioni, con la mente aperta e privi di pregiudizi. Vi stupirà!

The Buddy Blake Band “Seven Ways From Someday” (ROAR Records, 2024)z/strong>

Blake Bell racconta, con queste ottime dodici canzoni, storie d’America con un rock Che chiama in causa Tom Petty, R.E.M e Counting Crows.

Nightblaze “Nightblaze” (Art Of Melody Music/BM, 2024)

I Nightblaze firmano un album che piacerà agli appassionati di hard rock melodico e non solo. Bello!

Myrath “Karma” (EAR Music, 2024)

Un ottimo album, ricco di soluzioni, ma che non porta i Myrath al livello superiore, traguardo raggiungibile, considerando il loro talento..

David Longdon, “Wild River” (autoprodotto, 2023)

La ristampa di “Wild River” di David Longdon, scomparso nel 2021, offre la possibilità di guardare alla vicenda personale dell’artista con nuove prospettive,

Judas Priest “Invincible Shield” (Columbia/Sony, 2024)

Un ritorno che conferma la grandezza di una band non solo ha inventato l’heavy metal, ma ha contribuito in mezzo secolo di storia a renderlo immortale!

Borknagar “Fall” (Century Media, 2024)

“Fall” è un album vitale e creativo, che dimostra la crescita costante dei Borknagar, capaci di portare il metal estremo verso lidi progressivi.

Artificial Heaven “Digital Dreams” (My Kingdom Music, 2024)

Gli Artificial Heaven sono una voce fuori dal coro e si fanno interpreti convincenti di quello che è ancora oggi il vero e solo dark sound. Applausi!

Ministry “Hopiumforthemasses” (Nuclear Blast, 2024)

“Hopiumforthemasses” ci presenta dei Ministry più che convincenti, grazie ad un songwriting che non lascia spazio a indecisioni arrivando deciso al traguardo.

Traveler “Prequel To Madness” (No Remorse Records, 2024)

Terzo convincente album per i Traveler, autori di un power metal classico e moderno allo stesso tempo.

Brothers Brown “Nowhere Left To Go” (Woodward Avenue Records, 2024)

I Brothers Brown firmano un ottimo album di quel rock tipicamente americano, cementato nel blues, nel soul e nella roots music.

We Are Space Horses “Apologia” (Bailey Road Records, 2023)

I We Are Space Horses danno alle stampe un buon esordio, consigliato agli amanti del rock psichedelico.  

Bruce Dickinson “The Mandrake Project” (BMG Rights Management, 2024)

Possiamo scolpirlo ovunque: a 65 anni Bruce Dickinson guarda ancora al futuro e si conferma un gigante del metal e del rock.

Douglas R. Docker: the man who created the future!

La nostra intervista esclusiva a Douglas R. Docker, un americano francese in Italia. La storia del rock passa anche da qui!!

The Cadillac Three “The Years Go Fast” (Big Machine, 2023)

Questo nuovo lavoro, colloca i The Cadillac Three, tra le band più originali della scena southern attuale.

The Obsessed “Gilded Sorrow” (Ripple Music, 2024)

In “Gilded Sorrow” si respirano tradizione e talento, in funzione di un genere che oggi più che mai fa parlare ed attira un pubblico sempre più ampio.

Rikochet “Kinaesthesia Empathia” (Andromeda Relix, 2024)

Sin dalla copertina, con quei colori sfumati, e dal titolo questo album profuma di anni ’90. Già quel decennio tanto…

Mick Mars “The Other Side Of Mars” (1313 MRI, 2024)

Arriva finalmente il lavoro solista di Mick Mars. Ed è una sorpresa. ma non troppo!!

Lucid Sins “Dancing In The Dark” (Totem Cat Records, 2023)

I Lucid Sins son una proiezione di diapositive del passato verso il futuro, attraverso ambienti di natura misteriosa e incontaminata.

Robert Finley “Black Bayou” (Easy Eye Sound, 2023)

Artista di livello superiore, Robert Finley sembra davvero provenire da un altro tempo per ergersi a custode della tradizione blues del sud degli States.

Derrick Dove And The Peacekeepers “Rough Time” (Blue Voodoo Records, 2023)

“Rough Time” è un ottimo lavoro per chi ama questo tipo di sonorità e non si accontenta dei soliti nomi che arrivano in un paese come il nostro, destinato ancora a rincorrere quando si parla di southern rock.

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Roby Vanni

Chitarrista veronese graduato nel 1995 al G.I.T. di Los Angeles, Roby Vanni è un chitarrista fieramente innamorato degli anni ’80, ma c’è molto altro da dire. Scopritelo in questa intervista, dove si parla del suo amico Steve Lukather, dell’incontro con Ringo Starr e… E in famiglia c’è già l’erede che ha superato il padre, il figlio Davi Lee.

Da David Bowie a Freddie Mercury a Johnny Cash. Testamenti in musica: quando si muore cantando!!

𝑻𝒆𝒔𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒊𝒏 𝒎𝒖𝒔𝒊𝒄𝒂, 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒔𝒊 𝒎𝒖𝒐𝒓𝒆 𝒄𝒂𝒏𝒕𝒂𝒏𝒅𝒐
Partendo dal disco scritto da Mike Peters in punto di morte, il nostro Gabriele Bassanetti viaggia tra alcuni dei più grandi amati che hanno scelto di salutare la vita continuando a fare musica. Non è un tuffo nella tristezza o un elogio della morte, ma al contrario un elogio alla vita. Infatti ricordare questi artisti è il miglior modo per mostrarci grati a ciò che ci hanno donato: la loro arte.

Green Carnation “A Dark Poem, Part III: The Messiah Complex” (Season Of Mist, 2026)

Terzo e ultimo capitolo di “A Dark Poem”, che nella sua interezza è un’opera maestosa e impegnativa che richiede più di un ascolto per coglierne i tanti dettagli.

Green Lung “Necropolitan” (Nuclear Blast Records, 2026)

Con “Necropolitan” i Green Lung confermano di essere una grandissima band e, dopo l’addio di Ozzy e di fatto dei Black Sabbath più doom, si candidano per raccoglierne l’eredità artistica in patria e non solo.

Jehovah On Death “Lágrimas De Oro” (I, Voidhanger Records, 2026)

Gli Jehovah On Death sono una realtà del panorama rock internazionale della quale sentiremo molto parlare; hanno attitudine, idee, immagine, talento e sanno dove vogliono andare. Speriamo che presto si esibiscano in Italia, la loro proposta trova nel palco il suo ambiente ideale.

Cinquant’anni anni fa esatti nasceva il punk. O più precisamente cominciava a morire

𝐏u𝐧k: 𝐪u𝐚n𝐝o n𝐚s𝐜i𝐭a e m𝐨r𝐭e c𝐨i𝐧c𝐢d𝐨n𝐨. S𝐜o𝐩r𝐢a𝐦o p𝐞r𝐜h𝐞̀!
8 settembre 1976, esce “Anarchy In The UK”, primo singolo dei Sex Pistols, per convenzione il giorno in cui tutto ha inizio. E invece è la fine!

Andromeda presenta: 33+1 dischi anni ’80 di HARD, HEAVY, FM, AOR canadese!

Dalla fanzine n.8, che presenta 111 album di hard rock/heavy metal canadese, estrapoliamo 33 album. Non i migliori, ma quelli con cui vogliamo stimolare la vostra curiosità. Se siete interessati alla fanzine scrivetemi in privato.

Danielle Nicole “Fireflies” (Forty Below Records, 2026)

Un album ben fatto, suonato benissimo e dal songwriting di alto livello, dalla bassista e cantante statunitense non possiamo pretendere di più, brava.

Shakra “Just Live Loud!” (Frontiers Records, 2026)

Gli svizzeri Shakra ancora una volta non deludono, dinamiche ed energia vi faranno divertire, in questo nuovo album ricco di chitarre potenti e ritornelli melodici, scritti per essere riproposti in sede live.

Sweet Electric “Something Something Disco” (Autoprodotto, 2026)

Secondo disco per la band di Colonia Sweet Electric, “Something Something Disco”  è un disco pensato, non c’è una canzone decisamente brutta nell’album, e sebbene manchi un filo conduttore (cosa che potrebbe essere voluta) risulta difficile non innamorarsi di questi cinque simpatici, scanzonati ragazzi

Scorpion Milk “Flesh Masks For Skulls”  (Peaceville Records, 2026)

Nuovo EP per la creatura di Mat McNerney, quattro brani nuovo e un remix curato da ospiti sorprendenti

Avrak “Avrak” (Peaceville Records, 2026)

Il gruppo di Ted Skjellum, alias Nocturno Culto, al di fuori dei Darkthrone, per dare piena soddisfazione alla sua passione per l’old metal.

The Night Eternal “Cold Velvet” (Metal Blade Records, 2026)

Sono certo che “Cold Velvet” sarà l’album della consacrazione di una band solida, determinata e capace di schierare un vocalist riconoscibile al primo ascolto.

Ricky Warwick “Fire & Vengeance” (Earache Records, 2026)

RQuesto non è solo un disco, ma una raccolta di pensieri, umori e storie di Ricky Warwick, un rocker vero che da 40 anni canta e suona quello che ama.

CoreLeoni “Generection” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Il chitarrista e membro fondatore dei Gotthard torna in prima linea con i suoi CoreLeoni. Questo quarto album è il lavoro più pesante, per un hard Rock tirato mischiato ad une vena soul molto interessante.

Gjenferd “Black Smoke Rising” (Apollon Records, 2026)

La fiamma dell’hard rock dei ‘70 non cesserà mai di spegnersi, ovunque, tanto più nei paesi scandinavi, dove centinaia di band radicano le loro basi in quel periodo. Non è facile per gli appassionati e i cultori arrivare a conoscere tutto e, soprattutto, avere il...

Black Reflex “Zero Dawn” (Andromeda Relix, 2026)

“Zero Dawn” è un album importante, di vero heavy metal, che speriamo non si mescoli alla massa di titoli metal fatti con il metodo del copia/incolla e trovi l’attenzione che merita.

Stormbringer “Transcendence” (Attic Records, 2026)

La band del Northamptonshire torna con ‘Transcendence’. I ragazzi hanno confezionato un disco travolgente, di classico heavy metal, come si faceva ai tempi d’oro del genere. Assolutamente consigliato e per me è sicuramente uno dei migliori dischi del genere in questo 2026.

Pirate Queen “Sailing Around The World” (Despotz Records, 2026)

Le Pirate Queen proseguono il loro viaggio attraverso i mari dell’heavy metal con il secondo album “Sailing Around The World”. Un combinazione affascinante di epic, melodia ed energia, perfetta per mettersi in viaggio con le regine dei pirati.

“Over The Edge Ft. Mickey Thomas – XXX Anniversary Edition” (Frontiers Records, 2026) 

Arriva la ristampa di “Over The Edge”, l’acclamato album rock melodico che presenta la voce inconfondibile di Mickey Thomas (Starship, Jefferson Starship), originariamente pubblicato nel 2004,

Todd Adelman “Todd Adelman And The Woodsmen” (VFIB Recordings, 2026)

Todd Adelman And The Woodsmen risulta quindi un album di genere, niente di più niente di meno, ma pregno di atmosfere suggestive e belle canzoni. What Else?

Sha-Boom “Another Nail In The Coffin” (Silver Lining Music, 2026)

Dopo oltre vent’anni, gli hard rocker svedesi Sha-Boom sono tornati in vita con “Another Nail In The Coffin”, un un bel ritorno, un gran disco AOR, consigliatissimo per gli amanti del genere.

Jeffrey Halford And The Healers “Used Parts” (Shoeless Records, 2026)

Album piacevole, che non potete perdere se siete amanti dei suoni tradizionali d’oltreoceano.

Mad Max “Stories Of Destiny” ( Rock Of Angels Records, 2026)

45 anni di Mad Max, band tedesca che ha lasciato il segno nel mondo hard&heavy di stampo europeo. “Stories Of Destiny” si presenta pulito e moderno, Rolf Munkes ha compiuto un buon lavoro, per un ritorno che merita un plauso.

Joanna Connor “Live On 11/11” (MC Records, 2026)

Grandi brani, improvvisazioni e jam da infarto, fanno di questo live un documento prezioso su di un’artista magari qualche passo indietro a livello di popolarità rispetto ad altre colleghe della scena, ma sicuramente al top se si parla di passione, attitudine e bravura.

Flotsam And Jetsam “Rats In The Temple” (Napalm Records, 2026)

I Flotsam e Jetsam ci offrono il loro miglior disco post reunion, una produzione aggressiva e dura rispetto alle prime uscite anni ’80, ma i tempi chiedono questo e l’anima non ne esce snaturata. Gran disco thrash metal!

The Alarm “Transformation” (Twenty First Century Recording Company, 2026)

Il commovente ed entusiasmante testamento di Mike Peters. Qui giace un vinto che non si è arreso.

Triosphere “Oceans Above, Stars Below” (Frontiers Records, 2026)

La band norvegese heavy metal Triosphere ritorna dopo ben 12 anni con un nuovo lavoro ambizioso che raccoglie al suo interno molti stili, tra hard rock, power prog e thrash metal, un bel disco per gli amanti del genere.

Cimarron 615 “Same Sky” (Blue Elan, 2026)

Una raccolta di bellissime canzoni country, impreziosite da splendidi intrecci vocali, marchio di fabbrica dei musicisti coinvolti che, come tradizione, non rinunciano a quelle chitarre rock che rafforzano il sound.

Noveria “Becoming After” (Scarlet Records, 2026)

Non posso che dargli dieci, e lo scrivo senza il minimo imbarazzo, perché è un disco meraviglioso e perché ogni tanto conviene dirlo ad alta voce, così magari al prossimo giro non se lo perde nessuno.

Jon Lee & The Apparitions “Next Town” (Magic Hallway Records, 2026)

Un album a cui bisogna dedicare la giusta attenzione ma che non manca di momenti molto interessanti, le ispirazioni possono essere soggettive anche se è indubbio che i generi citati abbiano tutti la loro importanza, promosso.

Tokyo Blade “Hoist The Colors High” (Cherry Red Records, 2026)

Bentornati ai Tokyo Blade, oltre quattro decenni dopo con la formazione originale classica e un nuovo album “Hoist the Colours High”: un lavoro muscoloso e incisivo di heavy metal infuocato, con le radici nella NWOBHM!

Issa “Fire & Ice” (Frontiers Records, 2026)

La regina norvegese dell’AOR Issa torna con “Fire And Ice”, il suo disco più esaltante e cinematografico. Ogni traccia dell’album è scritta e prodotta dai leggendari fratelli Tom e James Martin, che hanno creato un suono che cattura perfettamente lo spirito del rock melodico degli anni ’80.

Social Distortion “Born To Kill” (Epitaph, 2026)

Il tempo passa per tutti, anche per un gruppo puro come questo ma, credetemi, “Born To Kill”, titolo troppo cattivo per quello che si ascolta, ci offre tante cose che meritano di essere ascoltate. Soprattutto se siete fan della band.

Robert Jon & The Wreck “Wreckage Vol.3” (Journeyman Records, 2026).

I Robert Jon & The Wreck fanno gli straordinari e noi non possiamo che esserne felici, questa raccolta ci offre uno spaccato odierno del gruppo e la sua voglia di andare per la propria strada, suonando quello che ad oggi riesce meglio, ovvero rock classico, energico e splendidamente sudista.

Kickin Valentina “Anthems From The Underground” (Mighty Music, 2026)

I Kickin Valentina tornano con u album che conferma Pete Newdeck come grande autore di hard ottantiano, tra melodia e street rock.

Night Ranger “Best Of” (Frontiers Records, 2026)

Sesta raccolta, per i californiani Night Ranger. Ma questa volta propone versioni remixate e rimasterizzate di successi che coprono la brillante carriera della band,

Gràinne Duffy “What Am I Supposed To Do?” (Indipendent, 2026)

Altro ottimo lavoro questo nuovissimo “”What Am I Supposed To You?”, Gràinne Duffy si conferma artista da seguire nell’immensa scena blues rock odierna.

Widowspeak “Roses” (Captured Tracks, 2026).

L’album che rientra in quella sfera di ascolti dove musica e magia sono divise da una linea sottilissima lascia che l’ascoltatore entri nel suo mondo con la delicata eleganza che ne conviene, mai troppo energico, ma assolutamente godibile, “Roses” è consigliato ai palati più fini del classic rock (dalle sfumature Indie) del nuovo millennio.

Alchem “Bloody Rose” (The Triad Records – distr. Black Widow Records, 2026)

Gli Alchem, con la loro musica coinvolgente e variegata, devono essere approfonditi da chi cerca emozioni aldilà di strade facili e immediate, andando ad arricchire ulteriormente la scena romana nella quale operano da tempo entità coraggiose e difficilmente etichettabili come Arpia e Dunwich.

The Cinelli Brothers “Live Here And There” (The Cinelli Brothers, 2026)

270 concerti in giro per il mondo, un lungo viaggio portando la propria musica dal vivo.“Live Here And There” è il risultato, il sunto di tanti chilometri, di concerti e storie che formano un pezzo di vita all’insegna del rock’n’roll.

The Eternal “Obscured Horizons” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Con “Obscured Horizons”, The Eternal firma il proprio album migliore, dimostrando che il legame con gli Amorphis ne ha favorito la crescita, forse ancor oltre gli ultimi lavori della stessa band di Helsinki, sempre buoni, ma non così sfaccettati.

Albert Castiglia “Grits & Glory” (Gulf Coast Records, 2026)

Per il prossimo Blood Brothers c’è tempo, intanto godetevi questo “Grits & Glory”, nuovo capitolo di questo grande musicista statunitense. Blues on!

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Old Heavy Hands “Small Fires” (Spitting Daggers Records, 2024)

Tra country rock e southern, gli Old Heavy Hands ci regalano un disco di spessore. Ne sentiremo parlare.

Scavenger “Beyond The Bell” (No Remorse, 2024)

Tornano i belgi Scavenger con “Beyond The Bell”: heavy metal classico che scalderà i cuori dei fan della NWOBHM.

Florence Black “Bed Of Nails” (Autoprodotto, 2024)

I Florence Black convincono con “Bed Of Nails”, un album che ha nella varietà di stili la sua forza!

Thor “Ride Of Iron Horse” (Cleopatra Records, 2024)

Dopo 50 anni di carriera il martello degli dei Thor è ancora in circolazione con il suo hard rock teatrale.

Diego Mongue Band “While You Were Gone” (Autoprodotto, 2024)

I Diego Mongue Band firmano un album che è una vera sorpresa, ed uno dei dischi blues più convincenti Di questa prima parte dell’anno.

Blues Joke “Better Old Than Dead” (Andromeda Relix, 2024)

“Better Old Than Dead” è un album maturo e trascinante. Da un trio al debutto, cosa chiedere di più?

Silenzio Profondo “Terra Madre (Andromeda Relix, 2024)

Se amate il metal anni ’80 “Terra Madre” è uno dei dischi più interessanti degli ultimi mesi.

Big Big Train “The Likes Of Us” (InsideOutMusic, 2024)

“The Likes of Us” dimostra la brillante creatività dei Big Big Train, band di cui già attendiamo con curiosità il prossimo lavoro.

Thin Lizzy “Vagabonds Of The Western World – 50th Anniversary Edition” (Decca Universal, 2024)

Una ristampa ricca di materiale inedito, che farà piacere ai vecchi rocker e a quelli più giovani che desiderano scoprire la band di Phil Lynott.

Lipz “Changing The Melody” (Frontiers Records, 2024)

Piacerà ai fan del glam metal il secondo disco degli svedesi Lipz!!

Early Moods “A Sinner’s Past” (RidingEasy Records, 2024)

Un buon lavoro dove troverete tracce di Trouble e Pentagram, ma anche spunti di originalità! Doom On!

Tinsley Ellis “Naked Truth” (Alligator Records, 2024)

Tinsley Ellis con “Naked Truth”è suona un blues d’altri tempi, ancora in grado di provocare brividi!

Spiritus Mortis “Spiritism 2008-2017” (Svart, 2023)

Una raccolta che accontenta i profani e i fan degli Spiritus Mortis.

Semiramis “La fine non esiste” (Vinyl Magic, 2024)

“La fine non esiste” è un eccellente ritorno, degno di quanto prodotto nel fulgido periodo del Pop italiano degli anni’70.

Wyrmzyr “II” (Autoprodotto, 2024)

Un trio americano che propone un hard psichedelico contaminato dal prog. Eccellenza pura!

Jack J Hutchinson “Battles” (Autoprodotto, 2024)

“Battles” è un ottimo album, consigliato a tutti gli amanti del rock duro, che mette in evidenza il nome di Jack J Hutchinson.

Lords Of Black – Mechanics Of Predacity (Frontiers Music, 2024)

Ritornano con un buon disco i Lords Of Black, band spagnola heavy prog con contaminazioni hard rock e power metal.

Holler “Reborn” (Scarlet Records, 2024)

Convince e piace il debutto solista di Terence Holler, ex cantante degli Eldritch!

Philip Sayce “Wolves Are Coming” (Forty Below Records, 2024)

“Wolves Are Coming” risulta un ottimo ritorno per il musicista canadese e merita sicuramente l’attenzione degli appassionati. Consigliato.

Birds Of Vale “Limbo” (Bitter Tea Records, 2024)

Inutile dire che i Birds Of Vale sono uno dei gruppi da seguire nell’underground rock internazionale e che il loro album rasenta il capolavoro, parola di BackInRock.

The Neptune Power Federation “Goodnight my children” (Cruz Del Sur Music, 2024)

Buonanotte figli miei, prima di addormentarvi ringraziate di aver avuto l’opportunità di conoscere The Neptune Power Federation. Grade disco!!

Lucidvox “That’s what remained” (Glitterbeat, 2023)

I Lucidvox offrono musica da ascoltare senza distrazioni, con la mente aperta e privi di pregiudizi. Vi stupirà!

The Buddy Blake Band “Seven Ways From Someday” (ROAR Records, 2024)z/strong>

Blake Bell racconta, con queste ottime dodici canzoni, storie d’America con un rock Che chiama in causa Tom Petty, R.E.M e Counting Crows.

Nightblaze “Nightblaze” (Art Of Melody Music/BM, 2024)

I Nightblaze firmano un album che piacerà agli appassionati di hard rock melodico e non solo. Bello!

Myrath “Karma” (EAR Music, 2024)

Un ottimo album, ricco di soluzioni, ma che non porta i Myrath al livello superiore, traguardo raggiungibile, considerando il loro talento..

David Longdon, “Wild River” (autoprodotto, 2023)

La ristampa di “Wild River” di David Longdon, scomparso nel 2021, offre la possibilità di guardare alla vicenda personale dell’artista con nuove prospettive,

Judas Priest “Invincible Shield” (Columbia/Sony, 2024)

Un ritorno che conferma la grandezza di una band non solo ha inventato l’heavy metal, ma ha contribuito in mezzo secolo di storia a renderlo immortale!

Borknagar “Fall” (Century Media, 2024)

“Fall” è un album vitale e creativo, che dimostra la crescita costante dei Borknagar, capaci di portare il metal estremo verso lidi progressivi.

Artificial Heaven “Digital Dreams” (My Kingdom Music, 2024)

Gli Artificial Heaven sono una voce fuori dal coro e si fanno interpreti convincenti di quello che è ancora oggi il vero e solo dark sound. Applausi!

Ministry “Hopiumforthemasses” (Nuclear Blast, 2024)

“Hopiumforthemasses” ci presenta dei Ministry più che convincenti, grazie ad un songwriting che non lascia spazio a indecisioni arrivando deciso al traguardo.

Traveler “Prequel To Madness” (No Remorse Records, 2024)

Terzo convincente album per i Traveler, autori di un power metal classico e moderno allo stesso tempo.

Brothers Brown “Nowhere Left To Go” (Woodward Avenue Records, 2024)

I Brothers Brown firmano un ottimo album di quel rock tipicamente americano, cementato nel blues, nel soul e nella roots music.

We Are Space Horses “Apologia” (Bailey Road Records, 2023)

I We Are Space Horses danno alle stampe un buon esordio, consigliato agli amanti del rock psichedelico.  

Bruce Dickinson “The Mandrake Project” (BMG Rights Management, 2024)

Possiamo scolpirlo ovunque: a 65 anni Bruce Dickinson guarda ancora al futuro e si conferma un gigante del metal e del rock.

Douglas R. Docker: the man who created the future!

La nostra intervista esclusiva a Douglas R. Docker, un americano francese in Italia. La storia del rock passa anche da qui!!

The Cadillac Three “The Years Go Fast” (Big Machine, 2023)

Questo nuovo lavoro, colloca i The Cadillac Three, tra le band più originali della scena southern attuale.

The Obsessed “Gilded Sorrow” (Ripple Music, 2024)

In “Gilded Sorrow” si respirano tradizione e talento, in funzione di un genere che oggi più che mai fa parlare ed attira un pubblico sempre più ampio.

Rikochet “Kinaesthesia Empathia” (Andromeda Relix, 2024)

Sin dalla copertina, con quei colori sfumati, e dal titolo questo album profuma di anni ’90. Già quel decennio tanto…

Mick Mars “The Other Side Of Mars” (1313 MRI, 2024)

Arriva finalmente il lavoro solista di Mick Mars. Ed è una sorpresa. ma non troppo!!

Lucid Sins “Dancing In The Dark” (Totem Cat Records, 2023)

I Lucid Sins son una proiezione di diapositive del passato verso il futuro, attraverso ambienti di natura misteriosa e incontaminata.

Robert Finley “Black Bayou” (Easy Eye Sound, 2023)

Artista di livello superiore, Robert Finley sembra davvero provenire da un altro tempo per ergersi a custode della tradizione blues del sud degli States.

Derrick Dove And The Peacekeepers “Rough Time” (Blue Voodoo Records, 2023)

“Rough Time” è un ottimo lavoro per chi ama questo tipo di sonorità e non si accontenta dei soliti nomi che arrivano in un paese come il nostro, destinato ancora a rincorrere quando si parla di southern rock.

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Roby Vanni

Chitarrista veronese graduato nel 1995 al G.I.T. di Los Angeles, Roby Vanni è un chitarrista fieramente innamorato degli anni ’80, ma c’è molto altro da dire. Scopritelo in questa intervista, dove si parla del suo amico Steve Lukather, dell’incontro con Ringo Starr e… E in famiglia c’è già l’erede che ha superato il padre, il figlio Davi Lee.

Da David Bowie a Freddie Mercury a Johnny Cash. Testamenti in musica: quando si muore cantando!!

𝑻𝒆𝒔𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒊𝒏 𝒎𝒖𝒔𝒊𝒄𝒂, 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒔𝒊 𝒎𝒖𝒐𝒓𝒆 𝒄𝒂𝒏𝒕𝒂𝒏𝒅𝒐
Partendo dal disco scritto da Mike Peters in punto di morte, il nostro Gabriele Bassanetti viaggia tra alcuni dei più grandi amati che hanno scelto di salutare la vita continuando a fare musica. Non è un tuffo nella tristezza o un elogio della morte, ma al contrario un elogio alla vita. Infatti ricordare questi artisti è il miglior modo per mostrarci grati a ciò che ci hanno donato: la loro arte.

Green Carnation “A Dark Poem, Part III: The Messiah Complex” (Season Of Mist, 2026)

Terzo e ultimo capitolo di “A Dark Poem”, che nella sua interezza è un’opera maestosa e impegnativa che richiede più di un ascolto per coglierne i tanti dettagli.

Green Lung “Necropolitan” (Nuclear Blast Records, 2026)

Con “Necropolitan” i Green Lung confermano di essere una grandissima band e, dopo l’addio di Ozzy e di fatto dei Black Sabbath più doom, si candidano per raccoglierne l’eredità artistica in patria e non solo.

Jehovah On Death “Lágrimas De Oro” (I, Voidhanger Records, 2026)

Gli Jehovah On Death sono una realtà del panorama rock internazionale della quale sentiremo molto parlare; hanno attitudine, idee, immagine, talento e sanno dove vogliono andare. Speriamo che presto si esibiscano in Italia, la loro proposta trova nel palco il suo ambiente ideale.

Cinquant’anni anni fa esatti nasceva il punk. O più precisamente cominciava a morire

𝐏u𝐧k: 𝐪u𝐚n𝐝o n𝐚s𝐜i𝐭a e m𝐨r𝐭e c𝐨i𝐧c𝐢d𝐨n𝐨. S𝐜o𝐩r𝐢a𝐦o p𝐞r𝐜h𝐞̀!
8 settembre 1976, esce “Anarchy In The UK”, primo singolo dei Sex Pistols, per convenzione il giorno in cui tutto ha inizio. E invece è la fine!

Andromeda presenta: 33+1 dischi anni ’80 di HARD, HEAVY, FM, AOR canadese!

Dalla fanzine n.8, che presenta 111 album di hard rock/heavy metal canadese, estrapoliamo 33 album. Non i migliori, ma quelli con cui vogliamo stimolare la vostra curiosità. Se siete interessati alla fanzine scrivetemi in privato.

Danielle Nicole “Fireflies” (Forty Below Records, 2026)

Un album ben fatto, suonato benissimo e dal songwriting di alto livello, dalla bassista e cantante statunitense non possiamo pretendere di più, brava.

Shakra “Just Live Loud!” (Frontiers Records, 2026)

Gli svizzeri Shakra ancora una volta non deludono, dinamiche ed energia vi faranno divertire, in questo nuovo album ricco di chitarre potenti e ritornelli melodici, scritti per essere riproposti in sede live.

Sweet Electric “Something Something Disco” (Autoprodotto, 2026)

Secondo disco per la band di Colonia Sweet Electric, “Something Something Disco”  è un disco pensato, non c’è una canzone decisamente brutta nell’album, e sebbene manchi un filo conduttore (cosa che potrebbe essere voluta) risulta difficile non innamorarsi di questi cinque simpatici, scanzonati ragazzi

Scorpion Milk “Flesh Masks For Skulls”  (Peaceville Records, 2026)

Nuovo EP per la creatura di Mat McNerney, quattro brani nuovo e un remix curato da ospiti sorprendenti

Avrak “Avrak” (Peaceville Records, 2026)

Il gruppo di Ted Skjellum, alias Nocturno Culto, al di fuori dei Darkthrone, per dare piena soddisfazione alla sua passione per l’old metal.

The Night Eternal “Cold Velvet” (Metal Blade Records, 2026)

Sono certo che “Cold Velvet” sarà l’album della consacrazione di una band solida, determinata e capace di schierare un vocalist riconoscibile al primo ascolto.

Ricky Warwick “Fire & Vengeance” (Earache Records, 2026)

RQuesto non è solo un disco, ma una raccolta di pensieri, umori e storie di Ricky Warwick, un rocker vero che da 40 anni canta e suona quello che ama.

CoreLeoni “Generection” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Il chitarrista e membro fondatore dei Gotthard torna in prima linea con i suoi CoreLeoni. Questo quarto album è il lavoro più pesante, per un hard Rock tirato mischiato ad une vena soul molto interessante.

Gjenferd “Black Smoke Rising” (Apollon Records, 2026)

La fiamma dell’hard rock dei ‘70 non cesserà mai di spegnersi, ovunque, tanto più nei paesi scandinavi, dove centinaia di band radicano le loro basi in quel periodo. Non è facile per gli appassionati e i cultori arrivare a conoscere tutto e, soprattutto, avere il...

Black Reflex “Zero Dawn” (Andromeda Relix, 2026)

“Zero Dawn” è un album importante, di vero heavy metal, che speriamo non si mescoli alla massa di titoli metal fatti con il metodo del copia/incolla e trovi l’attenzione che merita.

Stormbringer “Transcendence” (Attic Records, 2026)

La band del Northamptonshire torna con ‘Transcendence’. I ragazzi hanno confezionato un disco travolgente, di classico heavy metal, come si faceva ai tempi d’oro del genere. Assolutamente consigliato e per me è sicuramente uno dei migliori dischi del genere in questo 2026.

Pirate Queen “Sailing Around The World” (Despotz Records, 2026)

Le Pirate Queen proseguono il loro viaggio attraverso i mari dell’heavy metal con il secondo album “Sailing Around The World”. Un combinazione affascinante di epic, melodia ed energia, perfetta per mettersi in viaggio con le regine dei pirati.

“Over The Edge Ft. Mickey Thomas – XXX Anniversary Edition” (Frontiers Records, 2026) 

Arriva la ristampa di “Over The Edge”, l’acclamato album rock melodico che presenta la voce inconfondibile di Mickey Thomas (Starship, Jefferson Starship), originariamente pubblicato nel 2004,

Todd Adelman “Todd Adelman And The Woodsmen” (VFIB Recordings, 2026)

Todd Adelman And The Woodsmen risulta quindi un album di genere, niente di più niente di meno, ma pregno di atmosfere suggestive e belle canzoni. What Else?

Sha-Boom “Another Nail In The Coffin” (Silver Lining Music, 2026)

Dopo oltre vent’anni, gli hard rocker svedesi Sha-Boom sono tornati in vita con “Another Nail In The Coffin”, un un bel ritorno, un gran disco AOR, consigliatissimo per gli amanti del genere.

Jeffrey Halford And The Healers “Used Parts” (Shoeless Records, 2026)

Album piacevole, che non potete perdere se siete amanti dei suoni tradizionali d’oltreoceano.

Mad Max “Stories Of Destiny” ( Rock Of Angels Records, 2026)

45 anni di Mad Max, band tedesca che ha lasciato il segno nel mondo hard&heavy di stampo europeo. “Stories Of Destiny” si presenta pulito e moderno, Rolf Munkes ha compiuto un buon lavoro, per un ritorno che merita un plauso.

Joanna Connor “Live On 11/11” (MC Records, 2026)

Grandi brani, improvvisazioni e jam da infarto, fanno di questo live un documento prezioso su di un’artista magari qualche passo indietro a livello di popolarità rispetto ad altre colleghe della scena, ma sicuramente al top se si parla di passione, attitudine e bravura.

Flotsam And Jetsam “Rats In The Temple” (Napalm Records, 2026)

I Flotsam e Jetsam ci offrono il loro miglior disco post reunion, una produzione aggressiva e dura rispetto alle prime uscite anni ’80, ma i tempi chiedono questo e l’anima non ne esce snaturata. Gran disco thrash metal!

The Alarm “Transformation” (Twenty First Century Recording Company, 2026)

Il commovente ed entusiasmante testamento di Mike Peters. Qui giace un vinto che non si è arreso.

Triosphere “Oceans Above, Stars Below” (Frontiers Records, 2026)

La band norvegese heavy metal Triosphere ritorna dopo ben 12 anni con un nuovo lavoro ambizioso che raccoglie al suo interno molti stili, tra hard rock, power prog e thrash metal, un bel disco per gli amanti del genere.

Cimarron 615 “Same Sky” (Blue Elan, 2026)

Una raccolta di bellissime canzoni country, impreziosite da splendidi intrecci vocali, marchio di fabbrica dei musicisti coinvolti che, come tradizione, non rinunciano a quelle chitarre rock che rafforzano il sound.

Noveria “Becoming After” (Scarlet Records, 2026)

Non posso che dargli dieci, e lo scrivo senza il minimo imbarazzo, perché è un disco meraviglioso e perché ogni tanto conviene dirlo ad alta voce, così magari al prossimo giro non se lo perde nessuno.

Jon Lee & The Apparitions “Next Town” (Magic Hallway Records, 2026)

Un album a cui bisogna dedicare la giusta attenzione ma che non manca di momenti molto interessanti, le ispirazioni possono essere soggettive anche se è indubbio che i generi citati abbiano tutti la loro importanza, promosso.

Tokyo Blade “Hoist The Colors High” (Cherry Red Records, 2026)

Bentornati ai Tokyo Blade, oltre quattro decenni dopo con la formazione originale classica e un nuovo album “Hoist the Colours High”: un lavoro muscoloso e incisivo di heavy metal infuocato, con le radici nella NWOBHM!

Issa “Fire & Ice” (Frontiers Records, 2026)

La regina norvegese dell’AOR Issa torna con “Fire And Ice”, il suo disco più esaltante e cinematografico. Ogni traccia dell’album è scritta e prodotta dai leggendari fratelli Tom e James Martin, che hanno creato un suono che cattura perfettamente lo spirito del rock melodico degli anni ’80.

Social Distortion “Born To Kill” (Epitaph, 2026)

Il tempo passa per tutti, anche per un gruppo puro come questo ma, credetemi, “Born To Kill”, titolo troppo cattivo per quello che si ascolta, ci offre tante cose che meritano di essere ascoltate. Soprattutto se siete fan della band.

Robert Jon & The Wreck “Wreckage Vol.3” (Journeyman Records, 2026).

I Robert Jon & The Wreck fanno gli straordinari e noi non possiamo che esserne felici, questa raccolta ci offre uno spaccato odierno del gruppo e la sua voglia di andare per la propria strada, suonando quello che ad oggi riesce meglio, ovvero rock classico, energico e splendidamente sudista.

Kickin Valentina “Anthems From The Underground” (Mighty Music, 2026)

I Kickin Valentina tornano con u album che conferma Pete Newdeck come grande autore di hard ottantiano, tra melodia e street rock.

Night Ranger “Best Of” (Frontiers Records, 2026)

Sesta raccolta, per i californiani Night Ranger. Ma questa volta propone versioni remixate e rimasterizzate di successi che coprono la brillante carriera della band,

Gràinne Duffy “What Am I Supposed To Do?” (Indipendent, 2026)

Altro ottimo lavoro questo nuovissimo “”What Am I Supposed To You?”, Gràinne Duffy si conferma artista da seguire nell’immensa scena blues rock odierna.

Widowspeak “Roses” (Captured Tracks, 2026).

L’album che rientra in quella sfera di ascolti dove musica e magia sono divise da una linea sottilissima lascia che l’ascoltatore entri nel suo mondo con la delicata eleganza che ne conviene, mai troppo energico, ma assolutamente godibile, “Roses” è consigliato ai palati più fini del classic rock (dalle sfumature Indie) del nuovo millennio.

Alchem “Bloody Rose” (The Triad Records – distr. Black Widow Records, 2026)

Gli Alchem, con la loro musica coinvolgente e variegata, devono essere approfonditi da chi cerca emozioni aldilà di strade facili e immediate, andando ad arricchire ulteriormente la scena romana nella quale operano da tempo entità coraggiose e difficilmente etichettabili come Arpia e Dunwich.

The Cinelli Brothers “Live Here And There” (The Cinelli Brothers, 2026)

270 concerti in giro per il mondo, un lungo viaggio portando la propria musica dal vivo.“Live Here And There” è il risultato, il sunto di tanti chilometri, di concerti e storie che formano un pezzo di vita all’insegna del rock’n’roll.

The Eternal “Obscured Horizons” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Con “Obscured Horizons”, The Eternal firma il proprio album migliore, dimostrando che il legame con gli Amorphis ne ha favorito la crescita, forse ancor oltre gli ultimi lavori della stessa band di Helsinki, sempre buoni, ma non così sfaccettati.

Albert Castiglia “Grits & Glory” (Gulf Coast Records, 2026)

Per il prossimo Blood Brothers c’è tempo, intanto godetevi questo “Grits & Glory”, nuovo capitolo di questo grande musicista statunitense. Blues on!

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Old Heavy Hands “Small Fires” (Spitting Daggers Records, 2024)

Tra country rock e southern, gli Old Heavy Hands ci regalano un disco di spessore. Ne sentiremo parlare.

Scavenger “Beyond The Bell” (No Remorse, 2024)

Tornano i belgi Scavenger con “Beyond The Bell”: heavy metal classico che scalderà i cuori dei fan della NWOBHM.

Florence Black “Bed Of Nails” (Autoprodotto, 2024)

I Florence Black convincono con “Bed Of Nails”, un album che ha nella varietà di stili la sua forza!

Thor “Ride Of Iron Horse” (Cleopatra Records, 2024)

Dopo 50 anni di carriera il martello degli dei Thor è ancora in circolazione con il suo hard rock teatrale.

Diego Mongue Band “While You Were Gone” (Autoprodotto, 2024)

I Diego Mongue Band firmano un album che è una vera sorpresa, ed uno dei dischi blues più convincenti Di questa prima parte dell’anno.

Blues Joke “Better Old Than Dead” (Andromeda Relix, 2024)

“Better Old Than Dead” è un album maturo e trascinante. Da un trio al debutto, cosa chiedere di più?

Silenzio Profondo “Terra Madre (Andromeda Relix, 2024)

Se amate il metal anni ’80 “Terra Madre” è uno dei dischi più interessanti degli ultimi mesi.

Big Big Train “The Likes Of Us” (InsideOutMusic, 2024)

“The Likes of Us” dimostra la brillante creatività dei Big Big Train, band di cui già attendiamo con curiosità il prossimo lavoro.

Thin Lizzy “Vagabonds Of The Western World – 50th Anniversary Edition” (Decca Universal, 2024)

Una ristampa ricca di materiale inedito, che farà piacere ai vecchi rocker e a quelli più giovani che desiderano scoprire la band di Phil Lynott.

Lipz “Changing The Melody” (Frontiers Records, 2024)

Piacerà ai fan del glam metal il secondo disco degli svedesi Lipz!!

Early Moods “A Sinner’s Past” (RidingEasy Records, 2024)

Un buon lavoro dove troverete tracce di Trouble e Pentagram, ma anche spunti di originalità! Doom On!

Tinsley Ellis “Naked Truth” (Alligator Records, 2024)

Tinsley Ellis con “Naked Truth”è suona un blues d’altri tempi, ancora in grado di provocare brividi!

Spiritus Mortis “Spiritism 2008-2017” (Svart, 2023)

Una raccolta che accontenta i profani e i fan degli Spiritus Mortis.

Semiramis “La fine non esiste” (Vinyl Magic, 2024)

“La fine non esiste” è un eccellente ritorno, degno di quanto prodotto nel fulgido periodo del Pop italiano degli anni’70.

Wyrmzyr “II” (Autoprodotto, 2024)

Un trio americano che propone un hard psichedelico contaminato dal prog. Eccellenza pura!

Jack J Hutchinson “Battles” (Autoprodotto, 2024)

“Battles” è un ottimo album, consigliato a tutti gli amanti del rock duro, che mette in evidenza il nome di Jack J Hutchinson.

Lords Of Black – Mechanics Of Predacity (Frontiers Music, 2024)

Ritornano con un buon disco i Lords Of Black, band spagnola heavy prog con contaminazioni hard rock e power metal.

Holler “Reborn” (Scarlet Records, 2024)

Convince e piace il debutto solista di Terence Holler, ex cantante degli Eldritch!

Philip Sayce “Wolves Are Coming” (Forty Below Records, 2024)

“Wolves Are Coming” risulta un ottimo ritorno per il musicista canadese e merita sicuramente l’attenzione degli appassionati. Consigliato.

Birds Of Vale “Limbo” (Bitter Tea Records, 2024)

Inutile dire che i Birds Of Vale sono uno dei gruppi da seguire nell’underground rock internazionale e che il loro album rasenta il capolavoro, parola di BackInRock.

The Neptune Power Federation “Goodnight my children” (Cruz Del Sur Music, 2024)

Buonanotte figli miei, prima di addormentarvi ringraziate di aver avuto l’opportunità di conoscere The Neptune Power Federation. Grade disco!!

Lucidvox “That’s what remained” (Glitterbeat, 2023)

I Lucidvox offrono musica da ascoltare senza distrazioni, con la mente aperta e privi di pregiudizi. Vi stupirà!

The Buddy Blake Band “Seven Ways From Someday” (ROAR Records, 2024)z/strong>

Blake Bell racconta, con queste ottime dodici canzoni, storie d’America con un rock Che chiama in causa Tom Petty, R.E.M e Counting Crows.

Nightblaze “Nightblaze” (Art Of Melody Music/BM, 2024)

I Nightblaze firmano un album che piacerà agli appassionati di hard rock melodico e non solo. Bello!

Myrath “Karma” (EAR Music, 2024)

Un ottimo album, ricco di soluzioni, ma che non porta i Myrath al livello superiore, traguardo raggiungibile, considerando il loro talento..

David Longdon, “Wild River” (autoprodotto, 2023)

La ristampa di “Wild River” di David Longdon, scomparso nel 2021, offre la possibilità di guardare alla vicenda personale dell’artista con nuove prospettive,

Judas Priest “Invincible Shield” (Columbia/Sony, 2024)

Un ritorno che conferma la grandezza di una band non solo ha inventato l’heavy metal, ma ha contribuito in mezzo secolo di storia a renderlo immortale!

Borknagar “Fall” (Century Media, 2024)

“Fall” è un album vitale e creativo, che dimostra la crescita costante dei Borknagar, capaci di portare il metal estremo verso lidi progressivi.

Artificial Heaven “Digital Dreams” (My Kingdom Music, 2024)

Gli Artificial Heaven sono una voce fuori dal coro e si fanno interpreti convincenti di quello che è ancora oggi il vero e solo dark sound. Applausi!

Ministry “Hopiumforthemasses” (Nuclear Blast, 2024)

“Hopiumforthemasses” ci presenta dei Ministry più che convincenti, grazie ad un songwriting che non lascia spazio a indecisioni arrivando deciso al traguardo.

Traveler “Prequel To Madness” (No Remorse Records, 2024)

Terzo convincente album per i Traveler, autori di un power metal classico e moderno allo stesso tempo.

Brothers Brown “Nowhere Left To Go” (Woodward Avenue Records, 2024)

I Brothers Brown firmano un ottimo album di quel rock tipicamente americano, cementato nel blues, nel soul e nella roots music.

We Are Space Horses “Apologia” (Bailey Road Records, 2023)

I We Are Space Horses danno alle stampe un buon esordio, consigliato agli amanti del rock psichedelico.  

Bruce Dickinson “The Mandrake Project” (BMG Rights Management, 2024)

Possiamo scolpirlo ovunque: a 65 anni Bruce Dickinson guarda ancora al futuro e si conferma un gigante del metal e del rock.

Douglas R. Docker: the man who created the future!

La nostra intervista esclusiva a Douglas R. Docker, un americano francese in Italia. La storia del rock passa anche da qui!!

The Cadillac Three “The Years Go Fast” (Big Machine, 2023)

Questo nuovo lavoro, colloca i The Cadillac Three, tra le band più originali della scena southern attuale.

The Obsessed “Gilded Sorrow” (Ripple Music, 2024)

In “Gilded Sorrow” si respirano tradizione e talento, in funzione di un genere che oggi più che mai fa parlare ed attira un pubblico sempre più ampio.

Rikochet “Kinaesthesia Empathia” (Andromeda Relix, 2024)

Sin dalla copertina, con quei colori sfumati, e dal titolo questo album profuma di anni ’90. Già quel decennio tanto…

Mick Mars “The Other Side Of Mars” (1313 MRI, 2024)

Arriva finalmente il lavoro solista di Mick Mars. Ed è una sorpresa. ma non troppo!!

Lucid Sins “Dancing In The Dark” (Totem Cat Records, 2023)

I Lucid Sins son una proiezione di diapositive del passato verso il futuro, attraverso ambienti di natura misteriosa e incontaminata.

Robert Finley “Black Bayou” (Easy Eye Sound, 2023)

Artista di livello superiore, Robert Finley sembra davvero provenire da un altro tempo per ergersi a custode della tradizione blues del sud degli States.

Derrick Dove And The Peacekeepers “Rough Time” (Blue Voodoo Records, 2023)

“Rough Time” è un ottimo lavoro per chi ama questo tipo di sonorità e non si accontenta dei soliti nomi che arrivano in un paese come il nostro, destinato ancora a rincorrere quando si parla di southern rock.

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Roby Vanni

Chitarrista veronese graduato nel 1995 al G.I.T. di Los Angeles, Roby Vanni è un chitarrista fieramente innamorato degli anni ’80, ma c’è molto altro da dire. Scopritelo in questa intervista, dove si parla del suo amico Steve Lukather, dell’incontro con Ringo Starr e… E in famiglia c’è già l’erede che ha superato il padre, il figlio Davi Lee.

Da David Bowie a Freddie Mercury a Johnny Cash. Testamenti in musica: quando si muore cantando!!

𝑻𝒆𝒔𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒊𝒏 𝒎𝒖𝒔𝒊𝒄𝒂, 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒔𝒊 𝒎𝒖𝒐𝒓𝒆 𝒄𝒂𝒏𝒕𝒂𝒏𝒅𝒐
Partendo dal disco scritto da Mike Peters in punto di morte, il nostro Gabriele Bassanetti viaggia tra alcuni dei più grandi amati che hanno scelto di salutare la vita continuando a fare musica. Non è un tuffo nella tristezza o un elogio della morte, ma al contrario un elogio alla vita. Infatti ricordare questi artisti è il miglior modo per mostrarci grati a ciò che ci hanno donato: la loro arte.

Green Carnation “A Dark Poem, Part III: The Messiah Complex” (Season Of Mist, 2026)

Terzo e ultimo capitolo di “A Dark Poem”, che nella sua interezza è un’opera maestosa e impegnativa che richiede più di un ascolto per coglierne i tanti dettagli.

Green Lung “Necropolitan” (Nuclear Blast Records, 2026)

Con “Necropolitan” i Green Lung confermano di essere una grandissima band e, dopo l’addio di Ozzy e di fatto dei Black Sabbath più doom, si candidano per raccoglierne l’eredità artistica in patria e non solo.

Jehovah On Death “Lágrimas De Oro” (I, Voidhanger Records, 2026)

Gli Jehovah On Death sono una realtà del panorama rock internazionale della quale sentiremo molto parlare; hanno attitudine, idee, immagine, talento e sanno dove vogliono andare. Speriamo che presto si esibiscano in Italia, la loro proposta trova nel palco il suo ambiente ideale.

Cinquant’anni anni fa esatti nasceva il punk. O più precisamente cominciava a morire

𝐏u𝐧k: 𝐪u𝐚n𝐝o n𝐚s𝐜i𝐭a e m𝐨r𝐭e c𝐨i𝐧c𝐢d𝐨n𝐨. S𝐜o𝐩r𝐢a𝐦o p𝐞r𝐜h𝐞̀!
8 settembre 1976, esce “Anarchy In The UK”, primo singolo dei Sex Pistols, per convenzione il giorno in cui tutto ha inizio. E invece è la fine!

Andromeda presenta: 33+1 dischi anni ’80 di HARD, HEAVY, FM, AOR canadese!

Dalla fanzine n.8, che presenta 111 album di hard rock/heavy metal canadese, estrapoliamo 33 album. Non i migliori, ma quelli con cui vogliamo stimolare la vostra curiosità. Se siete interessati alla fanzine scrivetemi in privato.

Danielle Nicole “Fireflies” (Forty Below Records, 2026)

Un album ben fatto, suonato benissimo e dal songwriting di alto livello, dalla bassista e cantante statunitense non possiamo pretendere di più, brava.

Shakra “Just Live Loud!” (Frontiers Records, 2026)

Gli svizzeri Shakra ancora una volta non deludono, dinamiche ed energia vi faranno divertire, in questo nuovo album ricco di chitarre potenti e ritornelli melodici, scritti per essere riproposti in sede live.

Sweet Electric “Something Something Disco” (Autoprodotto, 2026)

Secondo disco per la band di Colonia Sweet Electric, “Something Something Disco”  è un disco pensato, non c’è una canzone decisamente brutta nell’album, e sebbene manchi un filo conduttore (cosa che potrebbe essere voluta) risulta difficile non innamorarsi di questi cinque simpatici, scanzonati ragazzi

Scorpion Milk “Flesh Masks For Skulls”  (Peaceville Records, 2026)

Nuovo EP per la creatura di Mat McNerney, quattro brani nuovo e un remix curato da ospiti sorprendenti

Avrak “Avrak” (Peaceville Records, 2026)

Il gruppo di Ted Skjellum, alias Nocturno Culto, al di fuori dei Darkthrone, per dare piena soddisfazione alla sua passione per l’old metal.

The Night Eternal “Cold Velvet” (Metal Blade Records, 2026)

Sono certo che “Cold Velvet” sarà l’album della consacrazione di una band solida, determinata e capace di schierare un vocalist riconoscibile al primo ascolto.

Ricky Warwick “Fire & Vengeance” (Earache Records, 2026)

RQuesto non è solo un disco, ma una raccolta di pensieri, umori e storie di Ricky Warwick, un rocker vero che da 40 anni canta e suona quello che ama.

CoreLeoni “Generection” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Il chitarrista e membro fondatore dei Gotthard torna in prima linea con i suoi CoreLeoni. Questo quarto album è il lavoro più pesante, per un hard Rock tirato mischiato ad une vena soul molto interessante.

Gjenferd “Black Smoke Rising” (Apollon Records, 2026)

La fiamma dell’hard rock dei ‘70 non cesserà mai di spegnersi, ovunque, tanto più nei paesi scandinavi, dove centinaia di band radicano le loro basi in quel periodo. Non è facile per gli appassionati e i cultori arrivare a conoscere tutto e, soprattutto, avere il...

Black Reflex “Zero Dawn” (Andromeda Relix, 2026)

“Zero Dawn” è un album importante, di vero heavy metal, che speriamo non si mescoli alla massa di titoli metal fatti con il metodo del copia/incolla e trovi l’attenzione che merita.

Stormbringer “Transcendence” (Attic Records, 2026)

La band del Northamptonshire torna con ‘Transcendence’. I ragazzi hanno confezionato un disco travolgente, di classico heavy metal, come si faceva ai tempi d’oro del genere. Assolutamente consigliato e per me è sicuramente uno dei migliori dischi del genere in questo 2026.

Pirate Queen “Sailing Around The World” (Despotz Records, 2026)

Le Pirate Queen proseguono il loro viaggio attraverso i mari dell’heavy metal con il secondo album “Sailing Around The World”. Un combinazione affascinante di epic, melodia ed energia, perfetta per mettersi in viaggio con le regine dei pirati.

“Over The Edge Ft. Mickey Thomas – XXX Anniversary Edition” (Frontiers Records, 2026) 

Arriva la ristampa di “Over The Edge”, l’acclamato album rock melodico che presenta la voce inconfondibile di Mickey Thomas (Starship, Jefferson Starship), originariamente pubblicato nel 2004,

Todd Adelman “Todd Adelman And The Woodsmen” (VFIB Recordings, 2026)

Todd Adelman And The Woodsmen risulta quindi un album di genere, niente di più niente di meno, ma pregno di atmosfere suggestive e belle canzoni. What Else?

Sha-Boom “Another Nail In The Coffin” (Silver Lining Music, 2026)

Dopo oltre vent’anni, gli hard rocker svedesi Sha-Boom sono tornati in vita con “Another Nail In The Coffin”, un un bel ritorno, un gran disco AOR, consigliatissimo per gli amanti del genere.

Jeffrey Halford And The Healers “Used Parts” (Shoeless Records, 2026)

Album piacevole, che non potete perdere se siete amanti dei suoni tradizionali d’oltreoceano.

Mad Max “Stories Of Destiny” ( Rock Of Angels Records, 2026)

45 anni di Mad Max, band tedesca che ha lasciato il segno nel mondo hard&heavy di stampo europeo. “Stories Of Destiny” si presenta pulito e moderno, Rolf Munkes ha compiuto un buon lavoro, per un ritorno che merita un plauso.

Joanna Connor “Live On 11/11” (MC Records, 2026)

Grandi brani, improvvisazioni e jam da infarto, fanno di questo live un documento prezioso su di un’artista magari qualche passo indietro a livello di popolarità rispetto ad altre colleghe della scena, ma sicuramente al top se si parla di passione, attitudine e bravura.

Flotsam And Jetsam “Rats In The Temple” (Napalm Records, 2026)

I Flotsam e Jetsam ci offrono il loro miglior disco post reunion, una produzione aggressiva e dura rispetto alle prime uscite anni ’80, ma i tempi chiedono questo e l’anima non ne esce snaturata. Gran disco thrash metal!

The Alarm “Transformation” (Twenty First Century Recording Company, 2026)

Il commovente ed entusiasmante testamento di Mike Peters. Qui giace un vinto che non si è arreso.

Triosphere “Oceans Above, Stars Below” (Frontiers Records, 2026)

La band norvegese heavy metal Triosphere ritorna dopo ben 12 anni con un nuovo lavoro ambizioso che raccoglie al suo interno molti stili, tra hard rock, power prog e thrash metal, un bel disco per gli amanti del genere.

Cimarron 615 “Same Sky” (Blue Elan, 2026)

Una raccolta di bellissime canzoni country, impreziosite da splendidi intrecci vocali, marchio di fabbrica dei musicisti coinvolti che, come tradizione, non rinunciano a quelle chitarre rock che rafforzano il sound.

Noveria “Becoming After” (Scarlet Records, 2026)

Non posso che dargli dieci, e lo scrivo senza il minimo imbarazzo, perché è un disco meraviglioso e perché ogni tanto conviene dirlo ad alta voce, così magari al prossimo giro non se lo perde nessuno.

Jon Lee & The Apparitions “Next Town” (Magic Hallway Records, 2026)

Un album a cui bisogna dedicare la giusta attenzione ma che non manca di momenti molto interessanti, le ispirazioni possono essere soggettive anche se è indubbio che i generi citati abbiano tutti la loro importanza, promosso.

Tokyo Blade “Hoist The Colors High” (Cherry Red Records, 2026)

Bentornati ai Tokyo Blade, oltre quattro decenni dopo con la formazione originale classica e un nuovo album “Hoist the Colours High”: un lavoro muscoloso e incisivo di heavy metal infuocato, con le radici nella NWOBHM!

Issa “Fire & Ice” (Frontiers Records, 2026)

La regina norvegese dell’AOR Issa torna con “Fire And Ice”, il suo disco più esaltante e cinematografico. Ogni traccia dell’album è scritta e prodotta dai leggendari fratelli Tom e James Martin, che hanno creato un suono che cattura perfettamente lo spirito del rock melodico degli anni ’80.

Social Distortion “Born To Kill” (Epitaph, 2026)

Il tempo passa per tutti, anche per un gruppo puro come questo ma, credetemi, “Born To Kill”, titolo troppo cattivo per quello che si ascolta, ci offre tante cose che meritano di essere ascoltate. Soprattutto se siete fan della band.

Robert Jon & The Wreck “Wreckage Vol.3” (Journeyman Records, 2026).

I Robert Jon & The Wreck fanno gli straordinari e noi non possiamo che esserne felici, questa raccolta ci offre uno spaccato odierno del gruppo e la sua voglia di andare per la propria strada, suonando quello che ad oggi riesce meglio, ovvero rock classico, energico e splendidamente sudista.

Kickin Valentina “Anthems From The Underground” (Mighty Music, 2026)

I Kickin Valentina tornano con u album che conferma Pete Newdeck come grande autore di hard ottantiano, tra melodia e street rock.

Night Ranger “Best Of” (Frontiers Records, 2026)

Sesta raccolta, per i californiani Night Ranger. Ma questa volta propone versioni remixate e rimasterizzate di successi che coprono la brillante carriera della band,

Gràinne Duffy “What Am I Supposed To Do?” (Indipendent, 2026)

Altro ottimo lavoro questo nuovissimo “”What Am I Supposed To You?”, Gràinne Duffy si conferma artista da seguire nell’immensa scena blues rock odierna.

Widowspeak “Roses” (Captured Tracks, 2026).

L’album che rientra in quella sfera di ascolti dove musica e magia sono divise da una linea sottilissima lascia che l’ascoltatore entri nel suo mondo con la delicata eleganza che ne conviene, mai troppo energico, ma assolutamente godibile, “Roses” è consigliato ai palati più fini del classic rock (dalle sfumature Indie) del nuovo millennio.

Alchem “Bloody Rose” (The Triad Records – distr. Black Widow Records, 2026)

Gli Alchem, con la loro musica coinvolgente e variegata, devono essere approfonditi da chi cerca emozioni aldilà di strade facili e immediate, andando ad arricchire ulteriormente la scena romana nella quale operano da tempo entità coraggiose e difficilmente etichettabili come Arpia e Dunwich.

The Cinelli Brothers “Live Here And There” (The Cinelli Brothers, 2026)

270 concerti in giro per il mondo, un lungo viaggio portando la propria musica dal vivo.“Live Here And There” è il risultato, il sunto di tanti chilometri, di concerti e storie che formano un pezzo di vita all’insegna del rock’n’roll.

The Eternal “Obscured Horizons” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Con “Obscured Horizons”, The Eternal firma il proprio album migliore, dimostrando che il legame con gli Amorphis ne ha favorito la crescita, forse ancor oltre gli ultimi lavori della stessa band di Helsinki, sempre buoni, ma non così sfaccettati.

Albert Castiglia “Grits & Glory” (Gulf Coast Records, 2026)

Per il prossimo Blood Brothers c’è tempo, intanto godetevi questo “Grits & Glory”, nuovo capitolo di questo grande musicista statunitense. Blues on!

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Old Heavy Hands “Small Fires” (Spitting Daggers Records, 2024)

Tra country rock e southern, gli Old Heavy Hands ci regalano un disco di spessore. Ne sentiremo parlare.

Scavenger “Beyond The Bell” (No Remorse, 2024)

Tornano i belgi Scavenger con “Beyond The Bell”: heavy metal classico che scalderà i cuori dei fan della NWOBHM.

Florence Black “Bed Of Nails” (Autoprodotto, 2024)

I Florence Black convincono con “Bed Of Nails”, un album che ha nella varietà di stili la sua forza!

Thor “Ride Of Iron Horse” (Cleopatra Records, 2024)

Dopo 50 anni di carriera il martello degli dei Thor è ancora in circolazione con il suo hard rock teatrale.

Diego Mongue Band “While You Were Gone” (Autoprodotto, 2024)

I Diego Mongue Band firmano un album che è una vera sorpresa, ed uno dei dischi blues più convincenti Di questa prima parte dell’anno.

Blues Joke “Better Old Than Dead” (Andromeda Relix, 2024)

“Better Old Than Dead” è un album maturo e trascinante. Da un trio al debutto, cosa chiedere di più?

Silenzio Profondo “Terra Madre (Andromeda Relix, 2024)

Se amate il metal anni ’80 “Terra Madre” è uno dei dischi più interessanti degli ultimi mesi.

Big Big Train “The Likes Of Us” (InsideOutMusic, 2024)

“The Likes of Us” dimostra la brillante creatività dei Big Big Train, band di cui già attendiamo con curiosità il prossimo lavoro.

Thin Lizzy “Vagabonds Of The Western World – 50th Anniversary Edition” (Decca Universal, 2024)

Una ristampa ricca di materiale inedito, che farà piacere ai vecchi rocker e a quelli più giovani che desiderano scoprire la band di Phil Lynott.

Lipz “Changing The Melody” (Frontiers Records, 2024)

Piacerà ai fan del glam metal il secondo disco degli svedesi Lipz!!

Early Moods “A Sinner’s Past” (RidingEasy Records, 2024)

Un buon lavoro dove troverete tracce di Trouble e Pentagram, ma anche spunti di originalità! Doom On!

Tinsley Ellis “Naked Truth” (Alligator Records, 2024)

Tinsley Ellis con “Naked Truth”è suona un blues d’altri tempi, ancora in grado di provocare brividi!

Spiritus Mortis “Spiritism 2008-2017” (Svart, 2023)

Una raccolta che accontenta i profani e i fan degli Spiritus Mortis.

Semiramis “La fine non esiste” (Vinyl Magic, 2024)

“La fine non esiste” è un eccellente ritorno, degno di quanto prodotto nel fulgido periodo del Pop italiano degli anni’70.

Wyrmzyr “II” (Autoprodotto, 2024)

Un trio americano che propone un hard psichedelico contaminato dal prog. Eccellenza pura!

Jack J Hutchinson “Battles” (Autoprodotto, 2024)

“Battles” è un ottimo album, consigliato a tutti gli amanti del rock duro, che mette in evidenza il nome di Jack J Hutchinson.

Lords Of Black – Mechanics Of Predacity (Frontiers Music, 2024)

Ritornano con un buon disco i Lords Of Black, band spagnola heavy prog con contaminazioni hard rock e power metal.

Holler “Reborn” (Scarlet Records, 2024)

Convince e piace il debutto solista di Terence Holler, ex cantante degli Eldritch!

Philip Sayce “Wolves Are Coming” (Forty Below Records, 2024)

“Wolves Are Coming” risulta un ottimo ritorno per il musicista canadese e merita sicuramente l’attenzione degli appassionati. Consigliato.

Birds Of Vale “Limbo” (Bitter Tea Records, 2024)

Inutile dire che i Birds Of Vale sono uno dei gruppi da seguire nell’underground rock internazionale e che il loro album rasenta il capolavoro, parola di BackInRock.

The Neptune Power Federation “Goodnight my children” (Cruz Del Sur Music, 2024)

Buonanotte figli miei, prima di addormentarvi ringraziate di aver avuto l’opportunità di conoscere The Neptune Power Federation. Grade disco!!

Lucidvox “That’s what remained” (Glitterbeat, 2023)

I Lucidvox offrono musica da ascoltare senza distrazioni, con la mente aperta e privi di pregiudizi. Vi stupirà!

The Buddy Blake Band “Seven Ways From Someday” (ROAR Records, 2024)z/strong>

Blake Bell racconta, con queste ottime dodici canzoni, storie d’America con un rock Che chiama in causa Tom Petty, R.E.M e Counting Crows.

Nightblaze “Nightblaze” (Art Of Melody Music/BM, 2024)

I Nightblaze firmano un album che piacerà agli appassionati di hard rock melodico e non solo. Bello!

Myrath “Karma” (EAR Music, 2024)

Un ottimo album, ricco di soluzioni, ma che non porta i Myrath al livello superiore, traguardo raggiungibile, considerando il loro talento..

David Longdon, “Wild River” (autoprodotto, 2023)

La ristampa di “Wild River” di David Longdon, scomparso nel 2021, offre la possibilità di guardare alla vicenda personale dell’artista con nuove prospettive,

Judas Priest “Invincible Shield” (Columbia/Sony, 2024)

Un ritorno che conferma la grandezza di una band non solo ha inventato l’heavy metal, ma ha contribuito in mezzo secolo di storia a renderlo immortale!

Borknagar “Fall” (Century Media, 2024)

“Fall” è un album vitale e creativo, che dimostra la crescita costante dei Borknagar, capaci di portare il metal estremo verso lidi progressivi.

Artificial Heaven “Digital Dreams” (My Kingdom Music, 2024)

Gli Artificial Heaven sono una voce fuori dal coro e si fanno interpreti convincenti di quello che è ancora oggi il vero e solo dark sound. Applausi!

Ministry “Hopiumforthemasses” (Nuclear Blast, 2024)

“Hopiumforthemasses” ci presenta dei Ministry più che convincenti, grazie ad un songwriting che non lascia spazio a indecisioni arrivando deciso al traguardo.

Traveler “Prequel To Madness” (No Remorse Records, 2024)

Terzo convincente album per i Traveler, autori di un power metal classico e moderno allo stesso tempo.

Brothers Brown “Nowhere Left To Go” (Woodward Avenue Records, 2024)

I Brothers Brown firmano un ottimo album di quel rock tipicamente americano, cementato nel blues, nel soul e nella roots music.

We Are Space Horses “Apologia” (Bailey Road Records, 2023)

I We Are Space Horses danno alle stampe un buon esordio, consigliato agli amanti del rock psichedelico.  

Bruce Dickinson “The Mandrake Project” (BMG Rights Management, 2024)

Possiamo scolpirlo ovunque: a 65 anni Bruce Dickinson guarda ancora al futuro e si conferma un gigante del metal e del rock.

Douglas R. Docker: the man who created the future!

La nostra intervista esclusiva a Douglas R. Docker, un americano francese in Italia. La storia del rock passa anche da qui!!

The Cadillac Three “The Years Go Fast” (Big Machine, 2023)

Questo nuovo lavoro, colloca i The Cadillac Three, tra le band più originali della scena southern attuale.

The Obsessed “Gilded Sorrow” (Ripple Music, 2024)

In “Gilded Sorrow” si respirano tradizione e talento, in funzione di un genere che oggi più che mai fa parlare ed attira un pubblico sempre più ampio.

Rikochet “Kinaesthesia Empathia” (Andromeda Relix, 2024)

Sin dalla copertina, con quei colori sfumati, e dal titolo questo album profuma di anni ’90. Già quel decennio tanto…

Mick Mars “The Other Side Of Mars” (1313 MRI, 2024)

Arriva finalmente il lavoro solista di Mick Mars. Ed è una sorpresa. ma non troppo!!

Lucid Sins “Dancing In The Dark” (Totem Cat Records, 2023)

I Lucid Sins son una proiezione di diapositive del passato verso il futuro, attraverso ambienti di natura misteriosa e incontaminata.

Robert Finley “Black Bayou” (Easy Eye Sound, 2023)

Artista di livello superiore, Robert Finley sembra davvero provenire da un altro tempo per ergersi a custode della tradizione blues del sud degli States.

Derrick Dove And The Peacekeepers “Rough Time” (Blue Voodoo Records, 2023)

“Rough Time” è un ottimo lavoro per chi ama questo tipo di sonorità e non si accontenta dei soliti nomi che arrivano in un paese come il nostro, destinato ancora a rincorrere quando si parla di southern rock.

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Roby Vanni

Chitarrista veronese graduato nel 1995 al G.I.T. di Los Angeles, Roby Vanni è un chitarrista fieramente innamorato degli anni ’80, ma c’è molto altro da dire. Scopritelo in questa intervista, dove si parla del suo amico Steve Lukather, dell’incontro con Ringo Starr e… E in famiglia c’è già l’erede che ha superato il padre, il figlio Davi Lee.

Da David Bowie a Freddie Mercury a Johnny Cash. Testamenti in musica: quando si muore cantando!!

𝑻𝒆𝒔𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒊𝒏 𝒎𝒖𝒔𝒊𝒄𝒂, 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒔𝒊 𝒎𝒖𝒐𝒓𝒆 𝒄𝒂𝒏𝒕𝒂𝒏𝒅𝒐
Partendo dal disco scritto da Mike Peters in punto di morte, il nostro Gabriele Bassanetti viaggia tra alcuni dei più grandi amati che hanno scelto di salutare la vita continuando a fare musica. Non è un tuffo nella tristezza o un elogio della morte, ma al contrario un elogio alla vita. Infatti ricordare questi artisti è il miglior modo per mostrarci grati a ciò che ci hanno donato: la loro arte.

Green Carnation “A Dark Poem, Part III: The Messiah Complex” (Season Of Mist, 2026)

Terzo e ultimo capitolo di “A Dark Poem”, che nella sua interezza è un’opera maestosa e impegnativa che richiede più di un ascolto per coglierne i tanti dettagli.

Green Lung “Necropolitan” (Nuclear Blast Records, 2026)

Con “Necropolitan” i Green Lung confermano di essere una grandissima band e, dopo l’addio di Ozzy e di fatto dei Black Sabbath più doom, si candidano per raccoglierne l’eredità artistica in patria e non solo.

Jehovah On Death “Lágrimas De Oro” (I, Voidhanger Records, 2026)

Gli Jehovah On Death sono una realtà del panorama rock internazionale della quale sentiremo molto parlare; hanno attitudine, idee, immagine, talento e sanno dove vogliono andare. Speriamo che presto si esibiscano in Italia, la loro proposta trova nel palco il suo ambiente ideale.

Cinquant’anni anni fa esatti nasceva il punk. O più precisamente cominciava a morire

𝐏u𝐧k: 𝐪u𝐚n𝐝o n𝐚s𝐜i𝐭a e m𝐨r𝐭e c𝐨i𝐧c𝐢d𝐨n𝐨. S𝐜o𝐩r𝐢a𝐦o p𝐞r𝐜h𝐞̀!
8 settembre 1976, esce “Anarchy In The UK”, primo singolo dei Sex Pistols, per convenzione il giorno in cui tutto ha inizio. E invece è la fine!

Andromeda presenta: 33+1 dischi anni ’80 di HARD, HEAVY, FM, AOR canadese!

Dalla fanzine n.8, che presenta 111 album di hard rock/heavy metal canadese, estrapoliamo 33 album. Non i migliori, ma quelli con cui vogliamo stimolare la vostra curiosità. Se siete interessati alla fanzine scrivetemi in privato.

Danielle Nicole “Fireflies” (Forty Below Records, 2026)

Un album ben fatto, suonato benissimo e dal songwriting di alto livello, dalla bassista e cantante statunitense non possiamo pretendere di più, brava.

Shakra “Just Live Loud!” (Frontiers Records, 2026)

Gli svizzeri Shakra ancora una volta non deludono, dinamiche ed energia vi faranno divertire, in questo nuovo album ricco di chitarre potenti e ritornelli melodici, scritti per essere riproposti in sede live.

Sweet Electric “Something Something Disco” (Autoprodotto, 2026)

Secondo disco per la band di Colonia Sweet Electric, “Something Something Disco”  è un disco pensato, non c’è una canzone decisamente brutta nell’album, e sebbene manchi un filo conduttore (cosa che potrebbe essere voluta) risulta difficile non innamorarsi di questi cinque simpatici, scanzonati ragazzi

Scorpion Milk “Flesh Masks For Skulls”  (Peaceville Records, 2026)

Nuovo EP per la creatura di Mat McNerney, quattro brani nuovo e un remix curato da ospiti sorprendenti

Avrak “Avrak” (Peaceville Records, 2026)

Il gruppo di Ted Skjellum, alias Nocturno Culto, al di fuori dei Darkthrone, per dare piena soddisfazione alla sua passione per l’old metal.

The Night Eternal “Cold Velvet” (Metal Blade Records, 2026)

Sono certo che “Cold Velvet” sarà l’album della consacrazione di una band solida, determinata e capace di schierare un vocalist riconoscibile al primo ascolto.

Ricky Warwick “Fire & Vengeance” (Earache Records, 2026)

RQuesto non è solo un disco, ma una raccolta di pensieri, umori e storie di Ricky Warwick, un rocker vero che da 40 anni canta e suona quello che ama.

CoreLeoni “Generection” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Il chitarrista e membro fondatore dei Gotthard torna in prima linea con i suoi CoreLeoni. Questo quarto album è il lavoro più pesante, per un hard Rock tirato mischiato ad une vena soul molto interessante.

Gjenferd “Black Smoke Rising” (Apollon Records, 2026)

La fiamma dell’hard rock dei ‘70 non cesserà mai di spegnersi, ovunque, tanto più nei paesi scandinavi, dove centinaia di band radicano le loro basi in quel periodo. Non è facile per gli appassionati e i cultori arrivare a conoscere tutto e, soprattutto, avere il...

Black Reflex “Zero Dawn” (Andromeda Relix, 2026)

“Zero Dawn” è un album importante, di vero heavy metal, che speriamo non si mescoli alla massa di titoli metal fatti con il metodo del copia/incolla e trovi l’attenzione che merita.

Stormbringer “Transcendence” (Attic Records, 2026)

La band del Northamptonshire torna con ‘Transcendence’. I ragazzi hanno confezionato un disco travolgente, di classico heavy metal, come si faceva ai tempi d’oro del genere. Assolutamente consigliato e per me è sicuramente uno dei migliori dischi del genere in questo 2026.

Pirate Queen “Sailing Around The World” (Despotz Records, 2026)

Le Pirate Queen proseguono il loro viaggio attraverso i mari dell’heavy metal con il secondo album “Sailing Around The World”. Un combinazione affascinante di epic, melodia ed energia, perfetta per mettersi in viaggio con le regine dei pirati.

“Over The Edge Ft. Mickey Thomas – XXX Anniversary Edition” (Frontiers Records, 2026) 

Arriva la ristampa di “Over The Edge”, l’acclamato album rock melodico che presenta la voce inconfondibile di Mickey Thomas (Starship, Jefferson Starship), originariamente pubblicato nel 2004,

Todd Adelman “Todd Adelman And The Woodsmen” (VFIB Recordings, 2026)

Todd Adelman And The Woodsmen risulta quindi un album di genere, niente di più niente di meno, ma pregno di atmosfere suggestive e belle canzoni. What Else?

Sha-Boom “Another Nail In The Coffin” (Silver Lining Music, 2026)

Dopo oltre vent’anni, gli hard rocker svedesi Sha-Boom sono tornati in vita con “Another Nail In The Coffin”, un un bel ritorno, un gran disco AOR, consigliatissimo per gli amanti del genere.

Jeffrey Halford And The Healers “Used Parts” (Shoeless Records, 2026)

Album piacevole, che non potete perdere se siete amanti dei suoni tradizionali d’oltreoceano.

Mad Max “Stories Of Destiny” ( Rock Of Angels Records, 2026)

45 anni di Mad Max, band tedesca che ha lasciato il segno nel mondo hard&heavy di stampo europeo. “Stories Of Destiny” si presenta pulito e moderno, Rolf Munkes ha compiuto un buon lavoro, per un ritorno che merita un plauso.

Joanna Connor “Live On 11/11” (MC Records, 2026)

Grandi brani, improvvisazioni e jam da infarto, fanno di questo live un documento prezioso su di un’artista magari qualche passo indietro a livello di popolarità rispetto ad altre colleghe della scena, ma sicuramente al top se si parla di passione, attitudine e bravura.

Flotsam And Jetsam “Rats In The Temple” (Napalm Records, 2026)

I Flotsam e Jetsam ci offrono il loro miglior disco post reunion, una produzione aggressiva e dura rispetto alle prime uscite anni ’80, ma i tempi chiedono questo e l’anima non ne esce snaturata. Gran disco thrash metal!

The Alarm “Transformation” (Twenty First Century Recording Company, 2026)

Il commovente ed entusiasmante testamento di Mike Peters. Qui giace un vinto che non si è arreso.

Triosphere “Oceans Above, Stars Below” (Frontiers Records, 2026)

La band norvegese heavy metal Triosphere ritorna dopo ben 12 anni con un nuovo lavoro ambizioso che raccoglie al suo interno molti stili, tra hard rock, power prog e thrash metal, un bel disco per gli amanti del genere.

Cimarron 615 “Same Sky” (Blue Elan, 2026)

Una raccolta di bellissime canzoni country, impreziosite da splendidi intrecci vocali, marchio di fabbrica dei musicisti coinvolti che, come tradizione, non rinunciano a quelle chitarre rock che rafforzano il sound.

Noveria “Becoming After” (Scarlet Records, 2026)

Non posso che dargli dieci, e lo scrivo senza il minimo imbarazzo, perché è un disco meraviglioso e perché ogni tanto conviene dirlo ad alta voce, così magari al prossimo giro non se lo perde nessuno.

Jon Lee & The Apparitions “Next Town” (Magic Hallway Records, 2026)

Un album a cui bisogna dedicare la giusta attenzione ma che non manca di momenti molto interessanti, le ispirazioni possono essere soggettive anche se è indubbio che i generi citati abbiano tutti la loro importanza, promosso.

Tokyo Blade “Hoist The Colors High” (Cherry Red Records, 2026)

Bentornati ai Tokyo Blade, oltre quattro decenni dopo con la formazione originale classica e un nuovo album “Hoist the Colours High”: un lavoro muscoloso e incisivo di heavy metal infuocato, con le radici nella NWOBHM!

Issa “Fire & Ice” (Frontiers Records, 2026)

La regina norvegese dell’AOR Issa torna con “Fire And Ice”, il suo disco più esaltante e cinematografico. Ogni traccia dell’album è scritta e prodotta dai leggendari fratelli Tom e James Martin, che hanno creato un suono che cattura perfettamente lo spirito del rock melodico degli anni ’80.

Social Distortion “Born To Kill” (Epitaph, 2026)

Il tempo passa per tutti, anche per un gruppo puro come questo ma, credetemi, “Born To Kill”, titolo troppo cattivo per quello che si ascolta, ci offre tante cose che meritano di essere ascoltate. Soprattutto se siete fan della band.

Robert Jon & The Wreck “Wreckage Vol.3” (Journeyman Records, 2026).

I Robert Jon & The Wreck fanno gli straordinari e noi non possiamo che esserne felici, questa raccolta ci offre uno spaccato odierno del gruppo e la sua voglia di andare per la propria strada, suonando quello che ad oggi riesce meglio, ovvero rock classico, energico e splendidamente sudista.

Kickin Valentina “Anthems From The Underground” (Mighty Music, 2026)

I Kickin Valentina tornano con u album che conferma Pete Newdeck come grande autore di hard ottantiano, tra melodia e street rock.

Night Ranger “Best Of” (Frontiers Records, 2026)

Sesta raccolta, per i californiani Night Ranger. Ma questa volta propone versioni remixate e rimasterizzate di successi che coprono la brillante carriera della band,

Gràinne Duffy “What Am I Supposed To Do?” (Indipendent, 2026)

Altro ottimo lavoro questo nuovissimo “”What Am I Supposed To You?”, Gràinne Duffy si conferma artista da seguire nell’immensa scena blues rock odierna.

Widowspeak “Roses” (Captured Tracks, 2026).

L’album che rientra in quella sfera di ascolti dove musica e magia sono divise da una linea sottilissima lascia che l’ascoltatore entri nel suo mondo con la delicata eleganza che ne conviene, mai troppo energico, ma assolutamente godibile, “Roses” è consigliato ai palati più fini del classic rock (dalle sfumature Indie) del nuovo millennio.

Alchem “Bloody Rose” (The Triad Records – distr. Black Widow Records, 2026)

Gli Alchem, con la loro musica coinvolgente e variegata, devono essere approfonditi da chi cerca emozioni aldilà di strade facili e immediate, andando ad arricchire ulteriormente la scena romana nella quale operano da tempo entità coraggiose e difficilmente etichettabili come Arpia e Dunwich.

The Cinelli Brothers “Live Here And There” (The Cinelli Brothers, 2026)

270 concerti in giro per il mondo, un lungo viaggio portando la propria musica dal vivo.“Live Here And There” è il risultato, il sunto di tanti chilometri, di concerti e storie che formano un pezzo di vita all’insegna del rock’n’roll.

The Eternal “Obscured Horizons” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Con “Obscured Horizons”, The Eternal firma il proprio album migliore, dimostrando che il legame con gli Amorphis ne ha favorito la crescita, forse ancor oltre gli ultimi lavori della stessa band di Helsinki, sempre buoni, ma non così sfaccettati.

Albert Castiglia “Grits & Glory” (Gulf Coast Records, 2026)

Per il prossimo Blood Brothers c’è tempo, intanto godetevi questo “Grits & Glory”, nuovo capitolo di questo grande musicista statunitense. Blues on!