Vi avevamo parlato dei 49 Winchester un paio d’anni fa, in occasione dell’uscita di “Leavin This Holler”, un piccolo gioiello di rock americano di matrice country rock, il quinto album di un sestetto che, come si dice in questi casi fa parte dei classici “predestinati”. Capitanato da l’enorme talento vocale e compositivo di Isaac Gibson, il gruppo della Virginia va oltre le aspettative per avvicinarsi spedito ai lustri di quella manciata di gruppi che stanno dando nuova vita e linfa ai suoni americani “classici”. Oggi i 49 Winchester non sono più cosa per pochi, il lungo tour di supporto al precedente album li ha portati sui palchi di mezzo mondo e dopo una trionfale serie di date in Inghilterra, sono ripartiti da “Change Of Plans” il disco della svolta definitiva. Lasciata la produzione al guru Dave Cobb, sono volati in Georgia, negli studios di Savannah per registrare queste undici nuove canzoni, di cui nove scritte da Gibson e dove troviamo una cover di “Changes” dei Black Sabbath, che risplende di quelle atmosfere country/soul/blues marchio di fabbrica del gruppo. Il resto dell’album è quanto di più perfetto ci sia nel genere e che forma un capolavoro di musica rock di stampo americano davvero entusiasmante. Gibson ha portato i 49 Winchester ad un livello altissimo, evolvendo il sound prodotto fino ad oggi in un moderno country/southern/soul rock che, valorizzato da un songwriting di spessore e una voce che racconta storie e vicissitudini legate alla vita negli Appalachi con un trasporto che scalda il cuore. Produzione ed arrangiamenti da stelle del rock fanno il resto, regalandoci brani che riscrivono l’approccio del gruppo al genere come l’opener “The Window”, “Bluebird” o “Slowly, poesie in grande musica di stampo americano. Oltre al leader alla voce e chitarra i 49 Winchester sono; Bus Shelton (chitarra), Chase Chafin (basso), Noah Patrick (pedal steel), Tim Hall (tastiere), Justin Louthian (batteria). Album che finirà sulla mia play list di fine anno senza se e senza ma.
