Vi avevamo parlato già parlato dei belgi Boogie Beasts in occasione dell’uscita del loro quarto album “Neon Skies & Different Highs”, datato 2024, successore di un capolavoro come “Blues From Jupiter” di un paio d’anni prima, dischi che hanno portato la band allo status di cult, almeno per chi ama il blues underground. Il quartetto composto da Jan Jaspers (chitarra e voce), Patrick Louis (chitarra e voce), Fabian Bennardo (armonica) e Gert Servaes (batteria) questa volta ha voluto omaggiare con un tributo R.L Burnside, leggenda del blues della Hill Country, cresciuto nel profondo sud negli anni della grande depressione. I Boogie Beasts sono riusciti inoltre a circondarsi di una manciata di ospiti eccellenti, primo tra tutti il grande Luther Dickinson dei North Mississippi All Stars e poi, oltre al figlio Duwayne Burnside, il chitarrista Kenny Brown per lungo tempo al fianco di Burnside, Pablo Van De Poel dei DeWolff, il rapper G.Love e il rocker belga Cedric Maess. “Don’t Be So Mean!” è una raccolta di brani straordinari che la band con l’aiuto dei suoi ospiti rende (se ce ne fosse ancora bisogno) definitivamente immortali, grazie a quell’approccio grezzo e live che è marchio di fabbrica del quartetto che, ricordo, fa a meno del basso e lascia alla sei corde e all’armonica il compito di alzare centimetri di pelle d’oca grazie a brani nati là dove tutto e iniziato. Stupende le versioni crude e dirette di “Jumper On The Line”, “You Got To Move” e “Over The Hill”, ma è tutto l’album che risplende della luce leggendaria di Burnside e della sua musica. I Boogie Beasts si confermano cult band e grandi conoscitori della storia del blues. Solo applausi.
