“The Mystic Technocracy – Season 1: The Age Of Ignorance” (Lion, 2012)

“The Mystic Technocracy – Season 2: The Age Of Entropy” (elevate, 2022)

The Heisenberg Diaries – Book A: Sounds Of Future Past (Black Swan, 2015)

Un giorno come tanti. Ecco il solito contatto, l’ennesimo, via social. Ne ricevo a decine ogni settimana: band che mi chiedono consigli, artisti alle prime armi che si spacciano per geni, persone che vorrebbero il manuale per diventare famose, altre che reclamano una lista di locali dove suonare. È tutto un fiorire di pretese e richieste, spesso condite da complimenti iniziali, ma (quasi) mai nessuno compie un concreto atto di supporto, ovvero acquistare un mio libro o un cd della mia label Andromeda Relix.

Dicevo, un altro messaggio, ma nelle parole traspare educazione e gentilezza. Mi faccio fregare, gli prometto che ascolterò il suo cd, solo se mi spedisce il fisico, niente file, altrimenti è troppo facile. Della serie: almeno un sacrificio devi farlo. Qualche giorno dopo arriva un pacco, lo apro, tre cd, un libro, adesivi, spillette… Gli sticker sulla confezione evidenziano ospiti del calibro di Annekke Van Giersbegen, Amanda Somerville, Joel Hoekstra… Ma come? Ma chi è Douglas R. Docker, chi sono i suoi Docker’s Guild? Mi documento superficialmente, la vita corre troppo in fretta. Me ne pentirò.

Visita il sito dei Docker’s Guild: https://www.dockersguild.com/

Infatti, nonostante la curiosità e il sincero proposito di ascoltare presto i cd, il pacchetto sosta sulla mia scrivania giorni, poi settimane, poi mesi. C’è sempre l’ultimo articolo da fare, la recensione urgente, l’intervista da organizzare, il lavoro, la famiglia, le rotture di balle burocratiche e mille storie. Poi, un giorno come tanti altri, l’illuminazione: oggi in macchina ascolto “quel” cd. Motore, cinture, inserisco il dischetto nel lettore e, bastano pochi secondi per pensare: ma chi ca##o è questo? Sonorità professionali, scrittura meravigliosa, un fluire di melodie magniloquenti che mi procurano brividi, mi arrivano nell’animo sensazioni di Neal Morse, Devin Townsend, Kansas, Asia, Journey, Valentine e tanti protagonisti del prog rock classico anni ’70. Anche se il primo nome che mi balza alla mente è quello di Arjen Anthony Lucassen, con i suoi progetti in bilico tra prog, fantascienza e fantasy. L’ascolto è attento, e si fa sempre più emozionante, il tutto è assemblato con una certa originalità e, ribadisco, i brani pur complessi, catturano sin da subito. E così eccomi a chiedere scusa a Douglas per averlo messo in fondo alla fila e mi incazzo con me stesso, perché non conoscevo questo talento franco canadese, ma da tempo residente in Italia.

E se volete saperne di più di Douglas R. Docker, ecco la sua biografia. Preparatevi perché è gigantesca, oltre a studi classici, vanta infiniti progetti di ogni estrazione stilistica, dalla disco music ai Therion

https://blackswan-musicschool.com/chi_siamo/biografia_di_douglas_r_docker

I dischi

“The Mystic Technocracy – Season 1: The Age Of Ignorance” esce su Lion nel 2012 ed è una vera e propria opera rock, sulla scia di progetti tipo Ayreon con tanto di personaggi, ruoli e svolgimento della storia. Numerosi gli ospiti ed interpreti: Tony Mills, Amanda Somerville, Göran Edman, Tony Franklin, Jeff Watson, Gregg Bissonette ed altri. Tutti i protagonisti partecipano ad un lavoro di squadra, che colpisce per compattezza ed allo stesso tempo elasticità di ascolto.

“The Mystic Technocracy – Season 2: The Age Of Entropy” è la seconda parte del 2022 (su Elevate), mantiene lo stesso imprinting del primo capitolo: musica piena, elaborata, con cascate di tastiere e parti cantate cariche di cori. Curata nei mini dettagli, anche se presenta alcuni tratti più leggeri, rispetto all’enfasi del primo capitolo. Si tratta di sfumature, perché sonorità pompose e magniloquenti sono sempre le colonne di questo progetto che Douglas R. Docker è riuscito, con talento ed impegno a portare ad un livello altissimo, dove tecnica e cantabilità trovano un equilibrio perfetto. Molto bella anche la parte grafica, accattivante e coinvolgente. La storia e i protagonisti dei due album sono narrati un bel libro a colori, acquistabile a parte.

In mezzo ai due album c’è un omaggio con rifacimenti di alcuni brani famosi e temi portanti di colonne sonore, naturalmente il tutto riletto in chiave pomp metal (tra gli ospiti anche la brava Anna Portalupi al basso), con una versione del tema portante di “Barbarella”, capolavoro del 1968 con Jane Fonda, che da sola vale il disco. L’operazione verrà ripresa in un pezzo bonus di “Season 2”, con una bellissima versione di “SOS Space 1999” degli Oliver Onions, brano portante di chiusura della seconda stagione della celebre serie televisiva trasmessa la prima volta da mamma Rai nel 1979, tre anni dopo l’originale inglese.

Tre grandi album, di cui parleremo ancora, perché, con la promessa di non far passare altri sei mesi, abbiamo deciso di intervistare Douglas R. Docker, per approfondire la sua storia e la sua arte.

“The Mystic Technocracy – Season 2: The Age of Entropy” (2022)

Douglas R. Docker: produttore, tastiere, orchestrazioni, voce solista e cori.

Basso: Anna Portalupi Giorgio Novarino, Luca Pisu, Roberto Salvai.

Chitarre: Joel Hoekstra, Luigi Iamundo, Mio Jäger, Nita Strauss, Sascha Paeth.

Cantanti: Amanda Somerville, Anna Petracca, Anneke van Giersbergen, Valentina Procopio.

Coriste: Elizabeth Andrews, Serena Moine.

“The Heisenberg Diaries – Book A: Sounds Of Future Past” (2016)

Basso: Anna Portalupi

Batteria: Elisa Montin, Roxy Petrucci

Chitarre: Mio Jäger, Nita Strauss, Yasi

Cantanti: Amanda Somerville, Elize Ryd, Valentina Procopio

Douglas R. Docker: produttore, tastiere, orchestrazioni, voce solista e cori.

Mixato da Alessandro Del Vecchio