BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Armored Saint “Emotion Factory Reset” (Metal Blade Records, 2026)

Gli Armored Saint continuano imperterriti per la loro strada, presentando l’ennesimo grande album della loro carriera e confermando un’innata capacità a scrivere brani in cui si fondono potenza, melodia e immediatezza, ma che, al contempo, presentano sfumature variegate che invitano a più ascolti.

“Burning Ambition – Iron Maiden” di Malcolm Venville (Universal, documentario, 100′, 2026)

“Burning Ambition” non è solo un film che celebra mezzo secolo di storia degli Iron Maiden, è uno degli ultimi baluardi contro la musica finta, contro l’algoritmo, contro la deficienza artificiale, contro la musica digitale gratis, è il nostro manifesto per dire che siamo ancora vivi e che abbiamo scelto il lato giusto della storia.

Alice Armstrong Live “Blood In The Water” (Indipendent, 2026)

Alice Armstrong dà prova d’essere una grande interprete della sua musica e non solo, divina quando la potenza non inficia una raffinatezza innata per melodie soul che aleggiano su questi sette splendidi brani.

Brown Horse “Total Dive” (Loose Music, 2026)

La band inglese suona un crossover tra indie rock e country in cui non si contano i momenti di emozionante songwriting dove trapela la loro alchimia, con le atmosfere e le sensazioni scaturite dall’ascolto dei colleghi d’oltreoceano.

Ryan Bingham And The Texas Gentlemen “They Call Us The Lucky Ones” (Thirty Tigers, 2026)

Tra canzoni più ariose ed altre dove il senso di tragica disperazione è palese, con “They Call Us The Lucky Ones” Ryan Bingham si conferma come cantore di un’America più vera, seguendo le orme dei grandi autori del passato, bravo.

Vanden Plas “AcCult2” (Frontiers Records, 2026)

I pionieri tedeschi del progressive metal Vanden Plas tornano con “AcCult 2”, il tanto atteso sequel acustico del primo capitolo del 1996. Ecco brani selezionati del loro vasto catalogo con nuovi arrangiamenti acustici, che offrono una prospettiva completamente nuova sulla musica della band.

Jason Ricci And The Bad Kind “13 Hours” (Gulf Coast Records, 2026)

Dopo un’ora di grande musica l’album si chiude in crescendo con i dodici minuti della title track, salutandoci e dandoci appuntamento al prossimo giro di walzer, pardon… di blues.

Red Sun “Songs From Hidden Places” (Subsounds Records, 2026)

alberto centenari
Allegati
ven 5 giu, 14:01 (18 ore fa)
a me
Il nuovo album dei piacentini Red Sun è un viaggio tra deserti e psiche, là dove l’elettronica aiuta viaggi staccati dal tempo e da corpi, in bilico tra visioni e realtà.

Jared James Nichols “Louder Than Fate” (Frontiers Records, 2026)

“Louder Than Fate” mette in mostra il talento di Jared James Nichols, classe 1989, un disco ben suonato, in un misto di eleganza e spunti hard. Brani che dal vivo troveranno la massima espressione.

Manraze “Lock, Stock & Barrel” (Hear No Evil, 2026)

Un cofanetto che celebra i Manraze, un supergruppo ingiustamente poco ricordato, formato da Phil Collen, Paul Cook e Simon Laffy. Essenza rock’n’roll!!

Stefano Dentone /Sundance Duo “The Seagull & The 7 Sisters” (Stefano Dentone, 2026)

Album da assaporare nota dopo nota, ritagliandosi lo spazio e il tempo per farlo vostro, bellissimo.

The 69 Eyes “I Survive” (BLKIIBLK, 2026)

“I Survive” è un EP che ha praticamente tutto il mood necessario ad entrare nella discografia dei 69 Eyes, è breve, ma affilato come un rasoio, un tassello che aumenta ancora di più l’attesa per il prossimo album.

The Nude Party “Look Who’s Back” (The Nude Party, 2026)

“Look Who’s Back” rimane un gioiellino da fare vostro se avete fame di rock americano baciato dal sole dello psych/country. Promosso.

Spell “Wretched Heart” (Bad Omen Records, 2026)

Altro album da avere assolutamente, “Wretched Heart” ha il compito di ribadire l’altissima qualità della proposta del gruppo canadese, che di fatto non assomiglia a nessuno se non a se stesso, come i gruppi che definiamo grandi e che indicano una via. chapeau.

Softcult “When a Flower Doesn’t Grow” (EasyLife, 2026)

Due gemelle canadesi firmano la combinazione perfetta: grunge e shoegaze, per un debutto che ammalia e seduce.

Il gatto, il topo e gli stem silenziosi: l’intelligenza artificiale sta cambiando le regole della musica. Ma chi le scrive?

Stem silenziosi, detection tool e il gioco del gatto e del topo: come l’intelligenza artificiale sta cambiando la musica e perché servono regole, non divieti.

Lynch Mob “The Final Ride live” (Frontiers Records, 2026)

George Lynch pubblica “The Final Ride” l’album live definitivo dei Lynch Mob, che cattura l’ultima corsa della band sul palco.
Il disco la linea fondamentale dei Lynch Mob e soprattutto un promemoria di quanto sia incredibile il repertorio di George Lynch.

Romeo “Déjà Vu Letters” (Street Symphonies Records, 2026)

I Romeo sono una rock’n’roll band dal carattere forte e senza compromessi, nata nel 2024, ispirata dal sound vintage di metà anni ’70 e ’80 attinge l’ispirazione da band come Thin Lizzy, UFO, Cheap Trick e The Dogs D’Amour. Un gran bel debutto!

The Alexis P. Sutter Band “Just Stay Live – Featuring Garth Hudson” (Nola Blue Records, 2026)

Una delle ultime apparizioni live di Garth Hudson che diventa anche la fotografia della The Alexis P. Sutter Band dell’epoca. Una band e un’interprete da scoprire se siete amanti del soul/blues e del gospel.

Layout 18: Azrael, Sconfitta, Alcstones, Elle

Una nuova puntata di Layout, per esplorare l’underground musicale nazionale, in tutte le sue forme creative.

The Quill “Master Of The Sky” (Metalville, 2026)

I The Quill sono tornati con un lavoro ispiratissimo, granitico e melodico come solo loro sanno creare…una garanzia.

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox, cantante degli Axe Hero, produttore, discografico, organizzatore di eventi e tanto altro. E per Mirko il motto è uno solo: il rock è immortale e la nostalgia non esiste!!

Scena metal italiana: il silenzio dei media non è una recensione

Scena metal italiana: perché le webzine non coprono le band di casa? Non è snobismo, è un meccanismo preciso che si può capire e cambiare.

Marc Broussard “Change Worth Taking” (KTBA Records, 2026)

Di Marc Broussard vi avevamo parlato poco più di un mese fa, in occasione della recensione sul nuovo album di…

49 Winchester “Change Of Plans” (Lucille Records/MCA, 2026)

Capitanato da l’enorme talento vocale e compositivo di Isaac Gibson, il gruppo della Virginia va oltre le aspettative per avvicinarsi spedito ai lustri di quella manciata di gruppi che stanno dando nuova vita e linfa ai suoni americani “classici”.

Mandy Manala “Something Wicked” (Argonauta Records, 2026)

Era difficile ripetersi sui livelli del primo album, ma i Mandy Manala ci sono riusciti appieno e si confermano una delle migliori realtà odierne in campo hard rock.

Tori Amos “In Times Of Dragons” (Fontana, 2026)

Un disco che ci riconsegna l’artista che 35 anni fa con la sua voce ed il suo pianoforte ci fece sognare ed oggi, ci fa riflettere sognando.

Darkthrone “Pre-Historic Metal” (Peaceville Records, 2026)

Continua il viaggio nel passato della band di Fenriz e Nocturno Culto, con una barbarica odissea nel metal che fu, trattato alla loro maniera.

Mike Zito “Outside Or The Eastside” (Gulf Coast Records, 2026)

La chitarra blues di Mike Zito è sempre una garanzia di qualità e anche questo nuovo album lo conferma.

The Delines “The Set Up” (Decor Records, 2026)

Musica che racconta l’America con la forza delle parole e l’eleganza di un sound crepuscolare, libero di adagiarsi nell’eleganza senza apparire stucchevole, melodico nella più poetica concezione del termine.

Midnight Rider “Limited Infinity” (Massacre Records, 2026)

I tedeschi Midnight Rider dopo quattro anni tornano con il loro terzo capitolo che mescola hard rock e NWOBHM. Un disco positivo che diverte e coinvolge quanto basta.

Erik Grönwall “Bad Bones”(Greenwall Entartainment, 2026)

Il talentuoso Erik Grönwall torna con un nuovo album solista “Bad Bones”, un lavoro autobiografico, che esplora tutte le sofferenze di Erik in questi anni. Il risultato? Un disco coinvolgente!

Boys From Heaven “The Wanderer” (Frontiers, 2026)

II danesi Boys From Heaven, tornano con l’atteso terzo album. “The Wanderer” è un viaggio completo, caldo e vibrante, in cui ogni brano svolge il suo ruolo, i Boys From Heaven non solo onorano l’eredità dell’AOR, ma la portano avanti con eleganza, chiarezza e una passione brillante.

Artillery “Made In Hell” EP (Mighty Music, 2026)

Gli Artillery dimostrano  di non aver perso il loro approccio a tutta velocità al thrash metal, potenti e precisi, un ottimo antipasto in attesa del nuovo disco. un Bell’EP questo “Made In Hell”

Frontiers Records “Frontiers XXX Anniversary” (Frontiers, 2026)

XXX Anniversary Compilation” è un progetto speciale che celebra 30 anni di passione, creatività e musica indimenticabile, partendo da un’idea di Serafino Perugino, un cd che riunisce alcune delle più grandi melodie e voci del mondo del rock melodico.

Hellfox: “The Spectrum” e il coraggio di essere sé stesse al 100%

Le Hellfox sono un quintetto melodic death tutto al femminile di Bergamo. Con The Spectrum, prodotto ai Domination Studio e distribuito da Rockshots Records, la band fa un salto netto rispetto al debutto: più consapevolezza, più identità, più spontaneità. Le abbiamo intervistate su produzione, scelte artistiche, live e su cosa significa fare metal serio nell’underground italiano.

Selwyn Birchwood “Electric Swamp Fuckin’ Blues” (Alligator Records, 2026)

Il nuovo album di Selwyn Birchwood non ha un momento di stanca, prende la vostra anima e la imprigiona buttando via la chiave, grande ritorno e applausi a scena aperta.

Fatal Vision “Four Sides To Every Story” (Escape Music, 2026)

I canadesi Fatal Vision, il loro suono evoca band come Europe, Journey o Asia, per una piacevole sorpresa che riesce a rinfrescare il genere senza perdere le sue radici più classiche.

Sarvaega “Postumo” (Black Widow Records, 2026)

Con “Postumo” la scena doom italiana dimostra di essere più viva che mai e mi auguro che Sarvaega possa seguire la strada tracciata dai Messa, se lo meriterebbe

Taylor Campbell Band “Never Quite Enough” (Taylor Campbell, 2026)

Tom Petty, Turnpike Troubadors, Marshall Tucker Band, Guy Clark, The Steel Woods, c’è questo e molto altro ancora tra i solchi di “Never Quite Enough”, soprattutto grande musica, consigliato.

Fangus “Emerald Dream” (From The Urn, 2026)

Ottimo album per questi ragazzi canadesi che hanno verve e attitudine, peccato solo che l’album sia difficile da reperire, anche se sembra sia imminente la ristampa, speriamo in tutti i formati e con una distribuzione adeguata alla sua qualità.

L’Ombra Della Sera “Segreti In Nero” (Black Widow Records, 2026)

La stagione leggendaria del dark sound e della cinematografia oscura italiani degli anni ‘70 rivive in questo meraviglioso progetto alimentato da Fabio Zuffanti ed altri grandi musicisti.

Brother Wallace “Electric Love” (Ato Records, 2026)

“Electric Love” è la riprova che Brother Wallace, imbevuto di gospel fino al midollo anche in virtù di esperienze autobiografiche, è un testimone passionale ed appassionato di una grande e mai doma soul music.

Armored Saint “Emotion Factory Reset” (Metal Blade Records, 2026)

Gli Armored Saint continuano imperterriti per la loro strada, presentando l’ennesimo grande album della loro carriera e confermando un’innata capacità a scrivere brani in cui si fondono potenza, melodia e immediatezza, ma che, al contempo, presentano sfumature variegate che invitano a più ascolti.

“Burning Ambition – Iron Maiden” di Malcolm Venville (Universal, documentario, 100′, 2026)

“Burning Ambition” non è solo un film che celebra mezzo secolo di storia degli Iron Maiden, è uno degli ultimi baluardi contro la musica finta, contro l’algoritmo, contro la deficienza artificiale, contro la musica digitale gratis, è il nostro manifesto per dire che siamo ancora vivi e che abbiamo scelto il lato giusto della storia.

Alice Armstrong Live “Blood In The Water” (Indipendent, 2026)

Alice Armstrong dà prova d’essere una grande interprete della sua musica e non solo, divina quando la potenza non inficia una raffinatezza innata per melodie soul che aleggiano su questi sette splendidi brani.

Brown Horse “Total Dive” (Loose Music, 2026)

La band inglese suona un crossover tra indie rock e country in cui non si contano i momenti di emozionante songwriting dove trapela la loro alchimia, con le atmosfere e le sensazioni scaturite dall’ascolto dei colleghi d’oltreoceano.

Ryan Bingham And The Texas Gentlemen “They Call Us The Lucky Ones” (Thirty Tigers, 2026)

Tra canzoni più ariose ed altre dove il senso di tragica disperazione è palese, con “They Call Us The Lucky Ones” Ryan Bingham si conferma come cantore di un’America più vera, seguendo le orme dei grandi autori del passato, bravo.

Vanden Plas “AcCult2” (Frontiers Records, 2026)

I pionieri tedeschi del progressive metal Vanden Plas tornano con “AcCult 2”, il tanto atteso sequel acustico del primo capitolo del 1996. Ecco brani selezionati del loro vasto catalogo con nuovi arrangiamenti acustici, che offrono una prospettiva completamente nuova sulla musica della band.

Jason Ricci And The Bad Kind “13 Hours” (Gulf Coast Records, 2026)

Dopo un’ora di grande musica l’album si chiude in crescendo con i dodici minuti della title track, salutandoci e dandoci appuntamento al prossimo giro di walzer, pardon… di blues.

Red Sun “Songs From Hidden Places” (Subsounds Records, 2026)

alberto centenari
Allegati
ven 5 giu, 14:01 (18 ore fa)
a me
Il nuovo album dei piacentini Red Sun è un viaggio tra deserti e psiche, là dove l’elettronica aiuta viaggi staccati dal tempo e da corpi, in bilico tra visioni e realtà.

Jared James Nichols “Louder Than Fate” (Frontiers Records, 2026)

“Louder Than Fate” mette in mostra il talento di Jared James Nichols, classe 1989, un disco ben suonato, in un misto di eleganza e spunti hard. Brani che dal vivo troveranno la massima espressione.

Manraze “Lock, Stock & Barrel” (Hear No Evil, 2026)

Un cofanetto che celebra i Manraze, un supergruppo ingiustamente poco ricordato, formato da Phil Collen, Paul Cook e Simon Laffy. Essenza rock’n’roll!!

Stefano Dentone /Sundance Duo “The Seagull & The 7 Sisters” (Stefano Dentone, 2026)

Album da assaporare nota dopo nota, ritagliandosi lo spazio e il tempo per farlo vostro, bellissimo.

The 69 Eyes “I Survive” (BLKIIBLK, 2026)

“I Survive” è un EP che ha praticamente tutto il mood necessario ad entrare nella discografia dei 69 Eyes, è breve, ma affilato come un rasoio, un tassello che aumenta ancora di più l’attesa per il prossimo album.

The Nude Party “Look Who’s Back” (The Nude Party, 2026)

“Look Who’s Back” rimane un gioiellino da fare vostro se avete fame di rock americano baciato dal sole dello psych/country. Promosso.

Spell “Wretched Heart” (Bad Omen Records, 2026)

Altro album da avere assolutamente, “Wretched Heart” ha il compito di ribadire l’altissima qualità della proposta del gruppo canadese, che di fatto non assomiglia a nessuno se non a se stesso, come i gruppi che definiamo grandi e che indicano una via. chapeau.

Softcult “When a Flower Doesn’t Grow” (EasyLife, 2026)

Due gemelle canadesi firmano la combinazione perfetta: grunge e shoegaze, per un debutto che ammalia e seduce.

Il gatto, il topo e gli stem silenziosi: l’intelligenza artificiale sta cambiando le regole della musica. Ma chi le scrive?

Stem silenziosi, detection tool e il gioco del gatto e del topo: come l’intelligenza artificiale sta cambiando la musica e perché servono regole, non divieti.

Lynch Mob “The Final Ride live” (Frontiers Records, 2026)

George Lynch pubblica “The Final Ride” l’album live definitivo dei Lynch Mob, che cattura l’ultima corsa della band sul palco.
Il disco la linea fondamentale dei Lynch Mob e soprattutto un promemoria di quanto sia incredibile il repertorio di George Lynch.

Romeo “Déjà Vu Letters” (Street Symphonies Records, 2026)

I Romeo sono una rock’n’roll band dal carattere forte e senza compromessi, nata nel 2024, ispirata dal sound vintage di metà anni ’70 e ’80 attinge l’ispirazione da band come Thin Lizzy, UFO, Cheap Trick e The Dogs D’Amour. Un gran bel debutto!

The Alexis P. Sutter Band “Just Stay Live – Featuring Garth Hudson” (Nola Blue Records, 2026)

Una delle ultime apparizioni live di Garth Hudson che diventa anche la fotografia della The Alexis P. Sutter Band dell’epoca. Una band e un’interprete da scoprire se siete amanti del soul/blues e del gospel.

Layout 18: Azrael, Sconfitta, Alcstones, Elle

Una nuova puntata di Layout, per esplorare l’underground musicale nazionale, in tutte le sue forme creative.

The Quill “Master Of The Sky” (Metalville, 2026)

I The Quill sono tornati con un lavoro ispiratissimo, granitico e melodico come solo loro sanno creare…una garanzia.

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox, cantante degli Axe Hero, produttore, discografico, organizzatore di eventi e tanto altro. E per Mirko il motto è uno solo: il rock è immortale e la nostalgia non esiste!!

Scena metal italiana: il silenzio dei media non è una recensione

Scena metal italiana: perché le webzine non coprono le band di casa? Non è snobismo, è un meccanismo preciso che si può capire e cambiare.

Marc Broussard “Change Worth Taking” (KTBA Records, 2026)

Di Marc Broussard vi avevamo parlato poco più di un mese fa, in occasione della recensione sul nuovo album di cover “SOS V: Songs Of The 50s'”, ultimo di una manciata di lavori con sigla SOS, di cui il ricavato andava ad associazioni no profit come “Love Of People” in...

49 Winchester “Change Of Plans” (Lucille Records/MCA, 2026)

Capitanato da l’enorme talento vocale e compositivo di Isaac Gibson, il gruppo della Virginia va oltre le aspettative per avvicinarsi spedito ai lustri di quella manciata di gruppi che stanno dando nuova vita e linfa ai suoni americani “classici”.

Mandy Manala “Something Wicked” (Argonauta Records, 2026)

Era difficile ripetersi sui livelli del primo album, ma i Mandy Manala ci sono riusciti appieno e si confermano una delle migliori realtà odierne in campo hard rock.

Tori Amos “In Times Of Dragons” (Fontana, 2026)

Un disco che ci riconsegna l’artista che 35 anni fa con la sua voce ed il suo pianoforte ci fece sognare ed oggi, ci fa riflettere sognando.

Darkthrone “Pre-Historic Metal” (Peaceville Records, 2026)

Continua il viaggio nel passato della band di Fenriz e Nocturno Culto, con una barbarica odissea nel metal che fu, trattato alla loro maniera.

Mike Zito “Outside Or The Eastside” (Gulf Coast Records, 2026)

La chitarra blues di Mike Zito è sempre una garanzia di qualità e anche questo nuovo album lo conferma.

The Delines “The Set Up” (Decor Records, 2026)

Musica che racconta l’America con la forza delle parole e l’eleganza di un sound crepuscolare, libero di adagiarsi nell’eleganza senza apparire stucchevole, melodico nella più poetica concezione del termine.

Midnight Rider “Limited Infinity” (Massacre Records, 2026)

I tedeschi Midnight Rider dopo quattro anni tornano con il loro terzo capitolo che mescola hard rock e NWOBHM. Un disco positivo che diverte e coinvolge quanto basta.

Erik Grönwall “Bad Bones”(Greenwall Entartainment, 2026)

Il talentuoso Erik Grönwall torna con un nuovo album solista “Bad Bones”, un lavoro autobiografico, che esplora tutte le sofferenze di Erik in questi anni. Il risultato? Un disco coinvolgente!

Boys From Heaven “The Wanderer” (Frontiers, 2026)

II danesi Boys From Heaven, tornano con l’atteso terzo album. “The Wanderer” è un viaggio completo, caldo e vibrante, in cui ogni brano svolge il suo ruolo, i Boys From Heaven non solo onorano l’eredità dell’AOR, ma la portano avanti con eleganza, chiarezza e una passione brillante.

Artillery “Made In Hell” EP (Mighty Music, 2026)

Gli Artillery dimostrano  di non aver perso il loro approccio a tutta velocità al thrash metal, potenti e precisi, un ottimo antipasto in attesa del nuovo disco. un Bell’EP questo “Made In Hell”

Frontiers Records “Frontiers XXX Anniversary” (Frontiers, 2026)

XXX Anniversary Compilation” è un progetto speciale che celebra 30 anni di passione, creatività e musica indimenticabile, partendo da un’idea di Serafino Perugino, un cd che riunisce alcune delle più grandi melodie e voci del mondo del rock melodico.

Hellfox: “The Spectrum” e il coraggio di essere sé stesse al 100%

Le Hellfox sono un quintetto melodic death tutto al femminile di Bergamo. Con The Spectrum, prodotto ai Domination Studio e distribuito da Rockshots Records, la band fa un salto netto rispetto al debutto: più consapevolezza, più identità, più spontaneità. Le abbiamo intervistate su produzione, scelte artistiche, live e su cosa significa fare metal serio nell’underground italiano.

Selwyn Birchwood “Electric Swamp Fuckin’ Blues” (Alligator Records, 2026)

Il nuovo album di Selwyn Birchwood non ha un momento di stanca, prende la vostra anima e la imprigiona buttando via la chiave, grande ritorno e applausi a scena aperta.

Fatal Vision “Four Sides To Every Story” (Escape Music, 2026)

I canadesi Fatal Vision, il loro suono evoca band come Europe, Journey o Asia, per una piacevole sorpresa che riesce a rinfrescare il genere senza perdere le sue radici più classiche.

Sarvaega “Postumo” (Black Widow Records, 2026)

Con “Postumo” la scena doom italiana dimostra di essere più viva che mai e mi auguro che Sarvaega possa seguire la strada tracciata dai Messa, se lo meriterebbe

Taylor Campbell Band “Never Quite Enough” (Taylor Campbell, 2026)

Tom Petty, Turnpike Troubadors, Marshall Tucker Band, Guy Clark, The Steel Woods, c’è questo e molto altro ancora tra i solchi di “Never Quite Enough”, soprattutto grande musica, consigliato.

Fangus “Emerald Dream” (From The Urn, 2026)

Ottimo album per questi ragazzi canadesi che hanno verve e attitudine, peccato solo che l’album sia difficile da reperire, anche se sembra sia imminente la ristampa, speriamo in tutti i formati e con una distribuzione adeguata alla sua qualità.

L’Ombra Della Sera “Segreti In Nero” (Black Widow Records, 2026)

La stagione leggendaria del dark sound e della cinematografia oscura italiani degli anni ‘70 rivive in questo meraviglioso progetto alimentato da Fabio Zuffanti ed altri grandi musicisti.

Brother Wallace “Electric Love” (Ato Records, 2026)

“Electric Love” è la riprova che Brother Wallace, imbevuto di gospel fino al midollo anche in virtù di esperienze autobiografiche, è un testimone passionale ed appassionato di una grande e mai doma soul music.

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Armored Saint “Emotion Factory Reset” (Metal Blade Records, 2026)

Gli Armored Saint continuano imperterriti per la loro strada, presentando l’ennesimo grande album della loro carriera e confermando un’innata capacità a scrivere brani in cui si fondono potenza, melodia e immediatezza, ma che, al contempo, presentano sfumature variegate che invitano a più ascolti.

“Burning Ambition – Iron Maiden” di Malcolm Venville (Universal, documentario, 100′, 2026)

“Burning Ambition” non è solo un film che celebra mezzo secolo di storia degli Iron Maiden, è uno degli ultimi baluardi contro la musica finta, contro l’algoritmo, contro la deficienza artificiale, contro la musica digitale gratis, è il nostro manifesto per dire che siamo ancora vivi e che abbiamo scelto il lato giusto della storia.

Alice Armstrong Live “Blood In The Water” (Indipendent, 2026)

Alice Armstrong dà prova d’essere una grande interprete della sua musica e non solo, divina quando la potenza non inficia una raffinatezza innata per melodie soul che aleggiano su questi sette splendidi brani.

Brown Horse “Total Dive” (Loose Music, 2026)

La band inglese suona un crossover tra indie rock e country in cui non si contano i momenti di emozionante songwriting dove trapela la loro alchimia, con le atmosfere e le sensazioni scaturite dall’ascolto dei colleghi d’oltreoceano.

Ryan Bingham And The Texas Gentlemen “They Call Us The Lucky Ones” (Thirty Tigers, 2026)

Tra canzoni più ariose ed altre dove il senso di tragica disperazione è palese, con “They Call Us The Lucky Ones” Ryan Bingham si conferma come cantore di un’America più vera, seguendo le orme dei grandi autori del passato, bravo.

Vanden Plas “AcCult2” (Frontiers Records, 2026)

I pionieri tedeschi del progressive metal Vanden Plas tornano con “AcCult 2”, il tanto atteso sequel acustico del primo capitolo del 1996. Ecco brani selezionati del loro vasto catalogo con nuovi arrangiamenti acustici, che offrono una prospettiva completamente nuova sulla musica della band.

Jason Ricci And The Bad Kind “13 Hours” (Gulf Coast Records, 2026)

Dopo un’ora di grande musica l’album si chiude in crescendo con i dodici minuti della title track, salutandoci e dandoci appuntamento al prossimo giro di walzer, pardon… di blues.

Red Sun “Songs From Hidden Places” (Subsounds Records, 2026)

alberto centenari
Allegati
ven 5 giu, 14:01 (18 ore fa)
a me
Il nuovo album dei piacentini Red Sun è un viaggio tra deserti e psiche, là dove l’elettronica aiuta viaggi staccati dal tempo e da corpi, in bilico tra visioni e realtà.

Jared James Nichols “Louder Than Fate” (Frontiers Records, 2026)

“Louder Than Fate” mette in mostra il talento di Jared James Nichols, classe 1989, un disco ben suonato, in un misto di eleganza e spunti hard. Brani che dal vivo troveranno la massima espressione.

Manraze “Lock, Stock & Barrel” (Hear No Evil, 2026)

Un cofanetto che celebra i Manraze, un supergruppo ingiustamente poco ricordato, formato da Phil Collen, Paul Cook e Simon Laffy. Essenza rock’n’roll!!

Stefano Dentone /Sundance Duo “The Seagull & The 7 Sisters” (Stefano Dentone, 2026)

Album da assaporare nota dopo nota, ritagliandosi lo spazio e il tempo per farlo vostro, bellissimo.

The 69 Eyes “I Survive” (BLKIIBLK, 2026)

“I Survive” è un EP che ha praticamente tutto il mood necessario ad entrare nella discografia dei 69 Eyes, è breve, ma affilato come un rasoio, un tassello che aumenta ancora di più l’attesa per il prossimo album.

The Nude Party “Look Who’s Back” (The Nude Party, 2026)

“Look Who’s Back” rimane un gioiellino da fare vostro se avete fame di rock americano baciato dal sole dello psych/country. Promosso.

Spell “Wretched Heart” (Bad Omen Records, 2026)

Altro album da avere assolutamente, “Wretched Heart” ha il compito di ribadire l’altissima qualità della proposta del gruppo canadese, che di fatto non assomiglia a nessuno se non a se stesso, come i gruppi che definiamo grandi e che indicano una via. chapeau.

Softcult “When a Flower Doesn’t Grow” (EasyLife, 2026)

Due gemelle canadesi firmano la combinazione perfetta: grunge e shoegaze, per un debutto che ammalia e seduce.

Il gatto, il topo e gli stem silenziosi: l’intelligenza artificiale sta cambiando le regole della musica. Ma chi le scrive?

Stem silenziosi, detection tool e il gioco del gatto e del topo: come l’intelligenza artificiale sta cambiando la musica e perché servono regole, non divieti.

Lynch Mob “The Final Ride live” (Frontiers Records, 2026)

George Lynch pubblica “The Final Ride” l’album live definitivo dei Lynch Mob, che cattura l’ultima corsa della band sul palco.
Il disco la linea fondamentale dei Lynch Mob e soprattutto un promemoria di quanto sia incredibile il repertorio di George Lynch.

Romeo “Déjà Vu Letters” (Street Symphonies Records, 2026)

I Romeo sono una rock’n’roll band dal carattere forte e senza compromessi, nata nel 2024, ispirata dal sound vintage di metà anni ’70 e ’80 attinge l’ispirazione da band come Thin Lizzy, UFO, Cheap Trick e The Dogs D’Amour. Un gran bel debutto!

The Alexis P. Sutter Band “Just Stay Live – Featuring Garth Hudson” (Nola Blue Records, 2026)

Una delle ultime apparizioni live di Garth Hudson che diventa anche la fotografia della The Alexis P. Sutter Band dell’epoca. Una band e un’interprete da scoprire se siete amanti del soul/blues e del gospel.

Layout 18: Azrael, Sconfitta, Alcstones, Elle

Una nuova puntata di Layout, per esplorare l’underground musicale nazionale, in tutte le sue forme creative.

The Quill “Master Of The Sky” (Metalville, 2026)

I The Quill sono tornati con un lavoro ispiratissimo, granitico e melodico come solo loro sanno creare…una garanzia.

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox, cantante degli Axe Hero, produttore, discografico, organizzatore di eventi e tanto altro. E per Mirko il motto è uno solo: il rock è immortale e la nostalgia non esiste!!

Scena metal italiana: il silenzio dei media non è una recensione

Scena metal italiana: perché le webzine non coprono le band di casa? Non è snobismo, è un meccanismo preciso che si può capire e cambiare.

Marc Broussard “Change Worth Taking” (KTBA Records, 2026)

Di Marc Broussard vi avevamo parlato poco più di un mese fa, in occasione della recensione sul nuovo album di…

49 Winchester “Change Of Plans” (Lucille Records/MCA, 2026)

Capitanato da l’enorme talento vocale e compositivo di Isaac Gibson, il gruppo della Virginia va oltre le aspettative per avvicinarsi spedito ai lustri di quella manciata di gruppi che stanno dando nuova vita e linfa ai suoni americani “classici”.

Mandy Manala “Something Wicked” (Argonauta Records, 2026)

Era difficile ripetersi sui livelli del primo album, ma i Mandy Manala ci sono riusciti appieno e si confermano una delle migliori realtà odierne in campo hard rock.

Tori Amos “In Times Of Dragons” (Fontana, 2026)

Un disco che ci riconsegna l’artista che 35 anni fa con la sua voce ed il suo pianoforte ci fece sognare ed oggi, ci fa riflettere sognando.

Darkthrone “Pre-Historic Metal” (Peaceville Records, 2026)

Continua il viaggio nel passato della band di Fenriz e Nocturno Culto, con una barbarica odissea nel metal che fu, trattato alla loro maniera.

Mike Zito “Outside Or The Eastside” (Gulf Coast Records, 2026)

La chitarra blues di Mike Zito è sempre una garanzia di qualità e anche questo nuovo album lo conferma.

The Delines “The Set Up” (Decor Records, 2026)

Musica che racconta l’America con la forza delle parole e l’eleganza di un sound crepuscolare, libero di adagiarsi nell’eleganza senza apparire stucchevole, melodico nella più poetica concezione del termine.

Midnight Rider “Limited Infinity” (Massacre Records, 2026)

I tedeschi Midnight Rider dopo quattro anni tornano con il loro terzo capitolo che mescola hard rock e NWOBHM. Un disco positivo che diverte e coinvolge quanto basta.

Erik Grönwall “Bad Bones”(Greenwall Entartainment, 2026)

Il talentuoso Erik Grönwall torna con un nuovo album solista “Bad Bones”, un lavoro autobiografico, che esplora tutte le sofferenze di Erik in questi anni. Il risultato? Un disco coinvolgente!

Boys From Heaven “The Wanderer” (Frontiers, 2026)

II danesi Boys From Heaven, tornano con l’atteso terzo album. “The Wanderer” è un viaggio completo, caldo e vibrante, in cui ogni brano svolge il suo ruolo, i Boys From Heaven non solo onorano l’eredità dell’AOR, ma la portano avanti con eleganza, chiarezza e una passione brillante.

Artillery “Made In Hell” EP (Mighty Music, 2026)

Gli Artillery dimostrano  di non aver perso il loro approccio a tutta velocità al thrash metal, potenti e precisi, un ottimo antipasto in attesa del nuovo disco. un Bell’EP questo “Made In Hell”

Frontiers Records “Frontiers XXX Anniversary” (Frontiers, 2026)

XXX Anniversary Compilation” è un progetto speciale che celebra 30 anni di passione, creatività e musica indimenticabile, partendo da un’idea di Serafino Perugino, un cd che riunisce alcune delle più grandi melodie e voci del mondo del rock melodico.

Hellfox: “The Spectrum” e il coraggio di essere sé stesse al 100%

Le Hellfox sono un quintetto melodic death tutto al femminile di Bergamo. Con The Spectrum, prodotto ai Domination Studio e distribuito da Rockshots Records, la band fa un salto netto rispetto al debutto: più consapevolezza, più identità, più spontaneità. Le abbiamo intervistate su produzione, scelte artistiche, live e su cosa significa fare metal serio nell’underground italiano.

Selwyn Birchwood “Electric Swamp Fuckin’ Blues” (Alligator Records, 2026)

Il nuovo album di Selwyn Birchwood non ha un momento di stanca, prende la vostra anima e la imprigiona buttando via la chiave, grande ritorno e applausi a scena aperta.

Fatal Vision “Four Sides To Every Story” (Escape Music, 2026)

I canadesi Fatal Vision, il loro suono evoca band come Europe, Journey o Asia, per una piacevole sorpresa che riesce a rinfrescare il genere senza perdere le sue radici più classiche.

Sarvaega “Postumo” (Black Widow Records, 2026)

Con “Postumo” la scena doom italiana dimostra di essere più viva che mai e mi auguro che Sarvaega possa seguire la strada tracciata dai Messa, se lo meriterebbe

Taylor Campbell Band “Never Quite Enough” (Taylor Campbell, 2026)

Tom Petty, Turnpike Troubadors, Marshall Tucker Band, Guy Clark, The Steel Woods, c’è questo e molto altro ancora tra i solchi di “Never Quite Enough”, soprattutto grande musica, consigliato.

Fangus “Emerald Dream” (From The Urn, 2026)

Ottimo album per questi ragazzi canadesi che hanno verve e attitudine, peccato solo che l’album sia difficile da reperire, anche se sembra sia imminente la ristampa, speriamo in tutti i formati e con una distribuzione adeguata alla sua qualità.

L’Ombra Della Sera “Segreti In Nero” (Black Widow Records, 2026)

La stagione leggendaria del dark sound e della cinematografia oscura italiani degli anni ‘70 rivive in questo meraviglioso progetto alimentato da Fabio Zuffanti ed altri grandi musicisti.

Brother Wallace “Electric Love” (Ato Records, 2026)

“Electric Love” è la riprova che Brother Wallace, imbevuto di gospel fino al midollo anche in virtù di esperienze autobiografiche, è un testimone passionale ed appassionato di una grande e mai doma soul music.

Armored Saint “Emotion Factory Reset” (Metal Blade Records, 2026)

Gli Armored Saint continuano imperterriti per la loro strada, presentando l’ennesimo grande album della loro carriera e confermando un’innata capacità a scrivere brani in cui si fondono potenza, melodia e immediatezza, ma che, al contempo, presentano sfumature variegate che invitano a più ascolti.

“Burning Ambition – Iron Maiden” di Malcolm Venville (Universal, documentario, 100′, 2026)

“Burning Ambition” non è solo un film che celebra mezzo secolo di storia degli Iron Maiden, è uno degli ultimi baluardi contro la musica finta, contro l’algoritmo, contro la deficienza artificiale, contro la musica digitale gratis, è il nostro manifesto per dire che siamo ancora vivi e che abbiamo scelto il lato giusto della storia.

Alice Armstrong Live “Blood In The Water” (Indipendent, 2026)

Alice Armstrong dà prova d’essere una grande interprete della sua musica e non solo, divina quando la potenza non inficia una raffinatezza innata per melodie soul che aleggiano su questi sette splendidi brani.

Brown Horse “Total Dive” (Loose Music, 2026)

La band inglese suona un crossover tra indie rock e country in cui non si contano i momenti di emozionante songwriting dove trapela la loro alchimia, con le atmosfere e le sensazioni scaturite dall’ascolto dei colleghi d’oltreoceano.

Ryan Bingham And The Texas Gentlemen “They Call Us The Lucky Ones” (Thirty Tigers, 2026)

Tra canzoni più ariose ed altre dove il senso di tragica disperazione è palese, con “They Call Us The Lucky Ones” Ryan Bingham si conferma come cantore di un’America più vera, seguendo le orme dei grandi autori del passato, bravo.

Vanden Plas “AcCult2” (Frontiers Records, 2026)

I pionieri tedeschi del progressive metal Vanden Plas tornano con “AcCult 2”, il tanto atteso sequel acustico del primo capitolo del 1996. Ecco brani selezionati del loro vasto catalogo con nuovi arrangiamenti acustici, che offrono una prospettiva completamente nuova sulla musica della band.

Jason Ricci And The Bad Kind “13 Hours” (Gulf Coast Records, 2026)

Dopo un’ora di grande musica l’album si chiude in crescendo con i dodici minuti della title track, salutandoci e dandoci appuntamento al prossimo giro di walzer, pardon… di blues.

Red Sun “Songs From Hidden Places” (Subsounds Records, 2026)

alberto centenari
Allegati
ven 5 giu, 14:01 (18 ore fa)
a me
Il nuovo album dei piacentini Red Sun è un viaggio tra deserti e psiche, là dove l’elettronica aiuta viaggi staccati dal tempo e da corpi, in bilico tra visioni e realtà.

Jared James Nichols “Louder Than Fate” (Frontiers Records, 2026)

“Louder Than Fate” mette in mostra il talento di Jared James Nichols, classe 1989, un disco ben suonato, in un misto di eleganza e spunti hard. Brani che dal vivo troveranno la massima espressione.

Manraze “Lock, Stock & Barrel” (Hear No Evil, 2026)

Un cofanetto che celebra i Manraze, un supergruppo ingiustamente poco ricordato, formato da Phil Collen, Paul Cook e Simon Laffy. Essenza rock’n’roll!!

Stefano Dentone /Sundance Duo “The Seagull & The 7 Sisters” (Stefano Dentone, 2026)

Album da assaporare nota dopo nota, ritagliandosi lo spazio e il tempo per farlo vostro, bellissimo.

The 69 Eyes “I Survive” (BLKIIBLK, 2026)

“I Survive” è un EP che ha praticamente tutto il mood necessario ad entrare nella discografia dei 69 Eyes, è breve, ma affilato come un rasoio, un tassello che aumenta ancora di più l’attesa per il prossimo album.

The Nude Party “Look Who’s Back” (The Nude Party, 2026)

“Look Who’s Back” rimane un gioiellino da fare vostro se avete fame di rock americano baciato dal sole dello psych/country. Promosso.

Spell “Wretched Heart” (Bad Omen Records, 2026)

Altro album da avere assolutamente, “Wretched Heart” ha il compito di ribadire l’altissima qualità della proposta del gruppo canadese, che di fatto non assomiglia a nessuno se non a se stesso, come i gruppi che definiamo grandi e che indicano una via. chapeau.

Softcult “When a Flower Doesn’t Grow” (EasyLife, 2026)

Due gemelle canadesi firmano la combinazione perfetta: grunge e shoegaze, per un debutto che ammalia e seduce.

Il gatto, il topo e gli stem silenziosi: l’intelligenza artificiale sta cambiando le regole della musica. Ma chi le scrive?

Stem silenziosi, detection tool e il gioco del gatto e del topo: come l’intelligenza artificiale sta cambiando la musica e perché servono regole, non divieti.

Lynch Mob “The Final Ride live” (Frontiers Records, 2026)

George Lynch pubblica “The Final Ride” l’album live definitivo dei Lynch Mob, che cattura l’ultima corsa della band sul palco.
Il disco la linea fondamentale dei Lynch Mob e soprattutto un promemoria di quanto sia incredibile il repertorio di George Lynch.

Romeo “Déjà Vu Letters” (Street Symphonies Records, 2026)

I Romeo sono una rock’n’roll band dal carattere forte e senza compromessi, nata nel 2024, ispirata dal sound vintage di metà anni ’70 e ’80 attinge l’ispirazione da band come Thin Lizzy, UFO, Cheap Trick e The Dogs D’Amour. Un gran bel debutto!

The Alexis P. Sutter Band “Just Stay Live – Featuring Garth Hudson” (Nola Blue Records, 2026)

Una delle ultime apparizioni live di Garth Hudson che diventa anche la fotografia della The Alexis P. Sutter Band dell’epoca. Una band e un’interprete da scoprire se siete amanti del soul/blues e del gospel.

Layout 18: Azrael, Sconfitta, Alcstones, Elle

Una nuova puntata di Layout, per esplorare l’underground musicale nazionale, in tutte le sue forme creative.

The Quill “Master Of The Sky” (Metalville, 2026)

I The Quill sono tornati con un lavoro ispiratissimo, granitico e melodico come solo loro sanno creare…una garanzia.

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox, cantante degli Axe Hero, produttore, discografico, organizzatore di eventi e tanto altro. E per Mirko il motto è uno solo: il rock è immortale e la nostalgia non esiste!!

Scena metal italiana: il silenzio dei media non è una recensione

Scena metal italiana: perché le webzine non coprono le band di casa? Non è snobismo, è un meccanismo preciso che si può capire e cambiare.

Marc Broussard “Change Worth Taking” (KTBA Records, 2026)

Di Marc Broussard vi avevamo parlato poco più di un mese fa, in occasione della recensione sul nuovo album di cover “SOS V: Songs Of The 50s'”, ultimo di una manciata di lavori con sigla SOS, di cui il ricavato andava ad associazioni no profit come “Love Of People” in...

49 Winchester “Change Of Plans” (Lucille Records/MCA, 2026)

Capitanato da l’enorme talento vocale e compositivo di Isaac Gibson, il gruppo della Virginia va oltre le aspettative per avvicinarsi spedito ai lustri di quella manciata di gruppi che stanno dando nuova vita e linfa ai suoni americani “classici”.

Mandy Manala “Something Wicked” (Argonauta Records, 2026)

Era difficile ripetersi sui livelli del primo album, ma i Mandy Manala ci sono riusciti appieno e si confermano una delle migliori realtà odierne in campo hard rock.

Tori Amos “In Times Of Dragons” (Fontana, 2026)

Un disco che ci riconsegna l’artista che 35 anni fa con la sua voce ed il suo pianoforte ci fece sognare ed oggi, ci fa riflettere sognando.

Darkthrone “Pre-Historic Metal” (Peaceville Records, 2026)

Continua il viaggio nel passato della band di Fenriz e Nocturno Culto, con una barbarica odissea nel metal che fu, trattato alla loro maniera.

Mike Zito “Outside Or The Eastside” (Gulf Coast Records, 2026)

La chitarra blues di Mike Zito è sempre una garanzia di qualità e anche questo nuovo album lo conferma.

The Delines “The Set Up” (Decor Records, 2026)

Musica che racconta l’America con la forza delle parole e l’eleganza di un sound crepuscolare, libero di adagiarsi nell’eleganza senza apparire stucchevole, melodico nella più poetica concezione del termine.

Midnight Rider “Limited Infinity” (Massacre Records, 2026)

I tedeschi Midnight Rider dopo quattro anni tornano con il loro terzo capitolo che mescola hard rock e NWOBHM. Un disco positivo che diverte e coinvolge quanto basta.

Erik Grönwall “Bad Bones”(Greenwall Entartainment, 2026)

Il talentuoso Erik Grönwall torna con un nuovo album solista “Bad Bones”, un lavoro autobiografico, che esplora tutte le sofferenze di Erik in questi anni. Il risultato? Un disco coinvolgente!

Boys From Heaven “The Wanderer” (Frontiers, 2026)

II danesi Boys From Heaven, tornano con l’atteso terzo album. “The Wanderer” è un viaggio completo, caldo e vibrante, in cui ogni brano svolge il suo ruolo, i Boys From Heaven non solo onorano l’eredità dell’AOR, ma la portano avanti con eleganza, chiarezza e una passione brillante.

Artillery “Made In Hell” EP (Mighty Music, 2026)

Gli Artillery dimostrano  di non aver perso il loro approccio a tutta velocità al thrash metal, potenti e precisi, un ottimo antipasto in attesa del nuovo disco. un Bell’EP questo “Made In Hell”

Frontiers Records “Frontiers XXX Anniversary” (Frontiers, 2026)

XXX Anniversary Compilation” è un progetto speciale che celebra 30 anni di passione, creatività e musica indimenticabile, partendo da un’idea di Serafino Perugino, un cd che riunisce alcune delle più grandi melodie e voci del mondo del rock melodico.

Hellfox: “The Spectrum” e il coraggio di essere sé stesse al 100%

Le Hellfox sono un quintetto melodic death tutto al femminile di Bergamo. Con The Spectrum, prodotto ai Domination Studio e distribuito da Rockshots Records, la band fa un salto netto rispetto al debutto: più consapevolezza, più identità, più spontaneità. Le abbiamo intervistate su produzione, scelte artistiche, live e su cosa significa fare metal serio nell’underground italiano.

Selwyn Birchwood “Electric Swamp Fuckin’ Blues” (Alligator Records, 2026)

Il nuovo album di Selwyn Birchwood non ha un momento di stanca, prende la vostra anima e la imprigiona buttando via la chiave, grande ritorno e applausi a scena aperta.

Fatal Vision “Four Sides To Every Story” (Escape Music, 2026)

I canadesi Fatal Vision, il loro suono evoca band come Europe, Journey o Asia, per una piacevole sorpresa che riesce a rinfrescare il genere senza perdere le sue radici più classiche.

Sarvaega “Postumo” (Black Widow Records, 2026)

Con “Postumo” la scena doom italiana dimostra di essere più viva che mai e mi auguro che Sarvaega possa seguire la strada tracciata dai Messa, se lo meriterebbe

Taylor Campbell Band “Never Quite Enough” (Taylor Campbell, 2026)

Tom Petty, Turnpike Troubadors, Marshall Tucker Band, Guy Clark, The Steel Woods, c’è questo e molto altro ancora tra i solchi di “Never Quite Enough”, soprattutto grande musica, consigliato.

Fangus “Emerald Dream” (From The Urn, 2026)

Ottimo album per questi ragazzi canadesi che hanno verve e attitudine, peccato solo che l’album sia difficile da reperire, anche se sembra sia imminente la ristampa, speriamo in tutti i formati e con una distribuzione adeguata alla sua qualità.

L’Ombra Della Sera “Segreti In Nero” (Black Widow Records, 2026)

La stagione leggendaria del dark sound e della cinematografia oscura italiani degli anni ‘70 rivive in questo meraviglioso progetto alimentato da Fabio Zuffanti ed altri grandi musicisti.

Brother Wallace “Electric Love” (Ato Records, 2026)

“Electric Love” è la riprova che Brother Wallace, imbevuto di gospel fino al midollo anche in virtù di esperienze autobiografiche, è un testimone passionale ed appassionato di una grande e mai doma soul music.

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Armored Saint “Emotion Factory Reset” (Metal Blade Records, 2026)

Gli Armored Saint continuano imperterriti per la loro strada, presentando l’ennesimo grande album della loro carriera e confermando un’innata capacità a scrivere brani in cui si fondono potenza, melodia e immediatezza, ma che, al contempo, presentano sfumature variegate che invitano a più ascolti.

“Burning Ambition – Iron Maiden” di Malcolm Venville (Universal, documentario, 100′, 2026)

“Burning Ambition” non è solo un film che celebra mezzo secolo di storia degli Iron Maiden, è uno degli ultimi baluardi contro la musica finta, contro l’algoritmo, contro la deficienza artificiale, contro la musica digitale gratis, è il nostro manifesto per dire che siamo ancora vivi e che abbiamo scelto il lato giusto della storia.

Alice Armstrong Live “Blood In The Water” (Indipendent, 2026)

Alice Armstrong dà prova d’essere una grande interprete della sua musica e non solo, divina quando la potenza non inficia una raffinatezza innata per melodie soul che aleggiano su questi sette splendidi brani.

Brown Horse “Total Dive” (Loose Music, 2026)

La band inglese suona un crossover tra indie rock e country in cui non si contano i momenti di emozionante songwriting dove trapela la loro alchimia, con le atmosfere e le sensazioni scaturite dall’ascolto dei colleghi d’oltreoceano.

Ryan Bingham And The Texas Gentlemen “They Call Us The Lucky Ones” (Thirty Tigers, 2026)

Tra canzoni più ariose ed altre dove il senso di tragica disperazione è palese, con “They Call Us The Lucky Ones” Ryan Bingham si conferma come cantore di un’America più vera, seguendo le orme dei grandi autori del passato, bravo.

Vanden Plas “AcCult2” (Frontiers Records, 2026)

I pionieri tedeschi del progressive metal Vanden Plas tornano con “AcCult 2”, il tanto atteso sequel acustico del primo capitolo del 1996. Ecco brani selezionati del loro vasto catalogo con nuovi arrangiamenti acustici, che offrono una prospettiva completamente nuova sulla musica della band.

Jason Ricci And The Bad Kind “13 Hours” (Gulf Coast Records, 2026)

Dopo un’ora di grande musica l’album si chiude in crescendo con i dodici minuti della title track, salutandoci e dandoci appuntamento al prossimo giro di walzer, pardon… di blues.

Red Sun “Songs From Hidden Places” (Subsounds Records, 2026)

alberto centenari
Allegati
ven 5 giu, 14:01 (18 ore fa)
a me
Il nuovo album dei piacentini Red Sun è un viaggio tra deserti e psiche, là dove l’elettronica aiuta viaggi staccati dal tempo e da corpi, in bilico tra visioni e realtà.

Jared James Nichols “Louder Than Fate” (Frontiers Records, 2026)

“Louder Than Fate” mette in mostra il talento di Jared James Nichols, classe 1989, un disco ben suonato, in un misto di eleganza e spunti hard. Brani che dal vivo troveranno la massima espressione.

Manraze “Lock, Stock & Barrel” (Hear No Evil, 2026)

Un cofanetto che celebra i Manraze, un supergruppo ingiustamente poco ricordato, formato da Phil Collen, Paul Cook e Simon Laffy. Essenza rock’n’roll!!

Stefano Dentone /Sundance Duo “The Seagull & The 7 Sisters” (Stefano Dentone, 2026)

Album da assaporare nota dopo nota, ritagliandosi lo spazio e il tempo per farlo vostro, bellissimo.

The 69 Eyes “I Survive” (BLKIIBLK, 2026)

“I Survive” è un EP che ha praticamente tutto il mood necessario ad entrare nella discografia dei 69 Eyes, è breve, ma affilato come un rasoio, un tassello che aumenta ancora di più l’attesa per il prossimo album.

The Nude Party “Look Who’s Back” (The Nude Party, 2026)

“Look Who’s Back” rimane un gioiellino da fare vostro se avete fame di rock americano baciato dal sole dello psych/country. Promosso.

Spell “Wretched Heart” (Bad Omen Records, 2026)

Altro album da avere assolutamente, “Wretched Heart” ha il compito di ribadire l’altissima qualità della proposta del gruppo canadese, che di fatto non assomiglia a nessuno se non a se stesso, come i gruppi che definiamo grandi e che indicano una via. chapeau.

Softcult “When a Flower Doesn’t Grow” (EasyLife, 2026)

Due gemelle canadesi firmano la combinazione perfetta: grunge e shoegaze, per un debutto che ammalia e seduce.

Il gatto, il topo e gli stem silenziosi: l’intelligenza artificiale sta cambiando le regole della musica. Ma chi le scrive?

Stem silenziosi, detection tool e il gioco del gatto e del topo: come l’intelligenza artificiale sta cambiando la musica e perché servono regole, non divieti.

Lynch Mob “The Final Ride live” (Frontiers Records, 2026)

George Lynch pubblica “The Final Ride” l’album live definitivo dei Lynch Mob, che cattura l’ultima corsa della band sul palco.
Il disco la linea fondamentale dei Lynch Mob e soprattutto un promemoria di quanto sia incredibile il repertorio di George Lynch.

Romeo “Déjà Vu Letters” (Street Symphonies Records, 2026)

I Romeo sono una rock’n’roll band dal carattere forte e senza compromessi, nata nel 2024, ispirata dal sound vintage di metà anni ’70 e ’80 attinge l’ispirazione da band come Thin Lizzy, UFO, Cheap Trick e The Dogs D’Amour. Un gran bel debutto!

The Alexis P. Sutter Band “Just Stay Live – Featuring Garth Hudson” (Nola Blue Records, 2026)

Una delle ultime apparizioni live di Garth Hudson che diventa anche la fotografia della The Alexis P. Sutter Band dell’epoca. Una band e un’interprete da scoprire se siete amanti del soul/blues e del gospel.

Layout 18: Azrael, Sconfitta, Alcstones, Elle

Una nuova puntata di Layout, per esplorare l’underground musicale nazionale, in tutte le sue forme creative.

The Quill “Master Of The Sky” (Metalville, 2026)

I The Quill sono tornati con un lavoro ispiratissimo, granitico e melodico come solo loro sanno creare…una garanzia.

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox, cantante degli Axe Hero, produttore, discografico, organizzatore di eventi e tanto altro. E per Mirko il motto è uno solo: il rock è immortale e la nostalgia non esiste!!

Scena metal italiana: il silenzio dei media non è una recensione

Scena metal italiana: perché le webzine non coprono le band di casa? Non è snobismo, è un meccanismo preciso che si può capire e cambiare.

Marc Broussard “Change Worth Taking” (KTBA Records, 2026)

Di Marc Broussard vi avevamo parlato poco più di un mese fa, in occasione della recensione sul nuovo album di…

49 Winchester “Change Of Plans” (Lucille Records/MCA, 2026)

Capitanato da l’enorme talento vocale e compositivo di Isaac Gibson, il gruppo della Virginia va oltre le aspettative per avvicinarsi spedito ai lustri di quella manciata di gruppi che stanno dando nuova vita e linfa ai suoni americani “classici”.

Mandy Manala “Something Wicked” (Argonauta Records, 2026)

Era difficile ripetersi sui livelli del primo album, ma i Mandy Manala ci sono riusciti appieno e si confermano una delle migliori realtà odierne in campo hard rock.

Tori Amos “In Times Of Dragons” (Fontana, 2026)

Un disco che ci riconsegna l’artista che 35 anni fa con la sua voce ed il suo pianoforte ci fece sognare ed oggi, ci fa riflettere sognando.

Darkthrone “Pre-Historic Metal” (Peaceville Records, 2026)

Continua il viaggio nel passato della band di Fenriz e Nocturno Culto, con una barbarica odissea nel metal che fu, trattato alla loro maniera.

Mike Zito “Outside Or The Eastside” (Gulf Coast Records, 2026)

La chitarra blues di Mike Zito è sempre una garanzia di qualità e anche questo nuovo album lo conferma.

The Delines “The Set Up” (Decor Records, 2026)

Musica che racconta l’America con la forza delle parole e l’eleganza di un sound crepuscolare, libero di adagiarsi nell’eleganza senza apparire stucchevole, melodico nella più poetica concezione del termine.

Midnight Rider “Limited Infinity” (Massacre Records, 2026)

I tedeschi Midnight Rider dopo quattro anni tornano con il loro terzo capitolo che mescola hard rock e NWOBHM. Un disco positivo che diverte e coinvolge quanto basta.

Erik Grönwall “Bad Bones”(Greenwall Entartainment, 2026)

Il talentuoso Erik Grönwall torna con un nuovo album solista “Bad Bones”, un lavoro autobiografico, che esplora tutte le sofferenze di Erik in questi anni. Il risultato? Un disco coinvolgente!

Boys From Heaven “The Wanderer” (Frontiers, 2026)

II danesi Boys From Heaven, tornano con l’atteso terzo album. “The Wanderer” è un viaggio completo, caldo e vibrante, in cui ogni brano svolge il suo ruolo, i Boys From Heaven non solo onorano l’eredità dell’AOR, ma la portano avanti con eleganza, chiarezza e una passione brillante.

Artillery “Made In Hell” EP (Mighty Music, 2026)

Gli Artillery dimostrano  di non aver perso il loro approccio a tutta velocità al thrash metal, potenti e precisi, un ottimo antipasto in attesa del nuovo disco. un Bell’EP questo “Made In Hell”

Frontiers Records “Frontiers XXX Anniversary” (Frontiers, 2026)

XXX Anniversary Compilation” è un progetto speciale che celebra 30 anni di passione, creatività e musica indimenticabile, partendo da un’idea di Serafino Perugino, un cd che riunisce alcune delle più grandi melodie e voci del mondo del rock melodico.

Hellfox: “The Spectrum” e il coraggio di essere sé stesse al 100%

Le Hellfox sono un quintetto melodic death tutto al femminile di Bergamo. Con The Spectrum, prodotto ai Domination Studio e distribuito da Rockshots Records, la band fa un salto netto rispetto al debutto: più consapevolezza, più identità, più spontaneità. Le abbiamo intervistate su produzione, scelte artistiche, live e su cosa significa fare metal serio nell’underground italiano.

Selwyn Birchwood “Electric Swamp Fuckin’ Blues” (Alligator Records, 2026)

Il nuovo album di Selwyn Birchwood non ha un momento di stanca, prende la vostra anima e la imprigiona buttando via la chiave, grande ritorno e applausi a scena aperta.

Fatal Vision “Four Sides To Every Story” (Escape Music, 2026)

I canadesi Fatal Vision, il loro suono evoca band come Europe, Journey o Asia, per una piacevole sorpresa che riesce a rinfrescare il genere senza perdere le sue radici più classiche.

Sarvaega “Postumo” (Black Widow Records, 2026)

Con “Postumo” la scena doom italiana dimostra di essere più viva che mai e mi auguro che Sarvaega possa seguire la strada tracciata dai Messa, se lo meriterebbe

Taylor Campbell Band “Never Quite Enough” (Taylor Campbell, 2026)

Tom Petty, Turnpike Troubadors, Marshall Tucker Band, Guy Clark, The Steel Woods, c’è questo e molto altro ancora tra i solchi di “Never Quite Enough”, soprattutto grande musica, consigliato.

Fangus “Emerald Dream” (From The Urn, 2026)

Ottimo album per questi ragazzi canadesi che hanno verve e attitudine, peccato solo che l’album sia difficile da reperire, anche se sembra sia imminente la ristampa, speriamo in tutti i formati e con una distribuzione adeguata alla sua qualità.

L’Ombra Della Sera “Segreti In Nero” (Black Widow Records, 2026)

La stagione leggendaria del dark sound e della cinematografia oscura italiani degli anni ‘70 rivive in questo meraviglioso progetto alimentato da Fabio Zuffanti ed altri grandi musicisti.

Brother Wallace “Electric Love” (Ato Records, 2026)

“Electric Love” è la riprova che Brother Wallace, imbevuto di gospel fino al midollo anche in virtù di esperienze autobiografiche, è un testimone passionale ed appassionato di una grande e mai doma soul music.

Armored Saint “Emotion Factory Reset” (Metal Blade Records, 2026)

Gli Armored Saint continuano imperterriti per la loro strada, presentando l’ennesimo grande album della loro carriera e confermando un’innata capacità a scrivere brani in cui si fondono potenza, melodia e immediatezza, ma che, al contempo, presentano sfumature variegate che invitano a più ascolti.

“Burning Ambition – Iron Maiden” di Malcolm Venville (Universal, documentario, 100′, 2026)

“Burning Ambition” non è solo un film che celebra mezzo secolo di storia degli Iron Maiden, è uno degli ultimi baluardi contro la musica finta, contro l’algoritmo, contro la deficienza artificiale, contro la musica digitale gratis, è il nostro manifesto per dire che siamo ancora vivi e che abbiamo scelto il lato giusto della storia.

Alice Armstrong Live “Blood In The Water” (Indipendent, 2026)

Alice Armstrong dà prova d’essere una grande interprete della sua musica e non solo, divina quando la potenza non inficia una raffinatezza innata per melodie soul che aleggiano su questi sette splendidi brani.

Brown Horse “Total Dive” (Loose Music, 2026)

La band inglese suona un crossover tra indie rock e country in cui non si contano i momenti di emozionante songwriting dove trapela la loro alchimia, con le atmosfere e le sensazioni scaturite dall’ascolto dei colleghi d’oltreoceano.

Ryan Bingham And The Texas Gentlemen “They Call Us The Lucky Ones” (Thirty Tigers, 2026)

Tra canzoni più ariose ed altre dove il senso di tragica disperazione è palese, con “They Call Us The Lucky Ones” Ryan Bingham si conferma come cantore di un’America più vera, seguendo le orme dei grandi autori del passato, bravo.

Vanden Plas “AcCult2” (Frontiers Records, 2026)

I pionieri tedeschi del progressive metal Vanden Plas tornano con “AcCult 2”, il tanto atteso sequel acustico del primo capitolo del 1996. Ecco brani selezionati del loro vasto catalogo con nuovi arrangiamenti acustici, che offrono una prospettiva completamente nuova sulla musica della band.

Jason Ricci And The Bad Kind “13 Hours” (Gulf Coast Records, 2026)

Dopo un’ora di grande musica l’album si chiude in crescendo con i dodici minuti della title track, salutandoci e dandoci appuntamento al prossimo giro di walzer, pardon… di blues.

Red Sun “Songs From Hidden Places” (Subsounds Records, 2026)

alberto centenari
Allegati
ven 5 giu, 14:01 (18 ore fa)
a me
Il nuovo album dei piacentini Red Sun è un viaggio tra deserti e psiche, là dove l’elettronica aiuta viaggi staccati dal tempo e da corpi, in bilico tra visioni e realtà.

Jared James Nichols “Louder Than Fate” (Frontiers Records, 2026)

“Louder Than Fate” mette in mostra il talento di Jared James Nichols, classe 1989, un disco ben suonato, in un misto di eleganza e spunti hard. Brani che dal vivo troveranno la massima espressione.

Manraze “Lock, Stock & Barrel” (Hear No Evil, 2026)

Un cofanetto che celebra i Manraze, un supergruppo ingiustamente poco ricordato, formato da Phil Collen, Paul Cook e Simon Laffy. Essenza rock’n’roll!!

Stefano Dentone /Sundance Duo “The Seagull & The 7 Sisters” (Stefano Dentone, 2026)

Album da assaporare nota dopo nota, ritagliandosi lo spazio e il tempo per farlo vostro, bellissimo.

The 69 Eyes “I Survive” (BLKIIBLK, 2026)

“I Survive” è un EP che ha praticamente tutto il mood necessario ad entrare nella discografia dei 69 Eyes, è breve, ma affilato come un rasoio, un tassello che aumenta ancora di più l’attesa per il prossimo album.

The Nude Party “Look Who’s Back” (The Nude Party, 2026)

“Look Who’s Back” rimane un gioiellino da fare vostro se avete fame di rock americano baciato dal sole dello psych/country. Promosso.

Spell “Wretched Heart” (Bad Omen Records, 2026)

Altro album da avere assolutamente, “Wretched Heart” ha il compito di ribadire l’altissima qualità della proposta del gruppo canadese, che di fatto non assomiglia a nessuno se non a se stesso, come i gruppi che definiamo grandi e che indicano una via. chapeau.

Softcult “When a Flower Doesn’t Grow” (EasyLife, 2026)

Due gemelle canadesi firmano la combinazione perfetta: grunge e shoegaze, per un debutto che ammalia e seduce.

Il gatto, il topo e gli stem silenziosi: l’intelligenza artificiale sta cambiando le regole della musica. Ma chi le scrive?

Stem silenziosi, detection tool e il gioco del gatto e del topo: come l’intelligenza artificiale sta cambiando la musica e perché servono regole, non divieti.

Lynch Mob “The Final Ride live” (Frontiers Records, 2026)

George Lynch pubblica “The Final Ride” l’album live definitivo dei Lynch Mob, che cattura l’ultima corsa della band sul palco.
Il disco la linea fondamentale dei Lynch Mob e soprattutto un promemoria di quanto sia incredibile il repertorio di George Lynch.

Romeo “Déjà Vu Letters” (Street Symphonies Records, 2026)

I Romeo sono una rock’n’roll band dal carattere forte e senza compromessi, nata nel 2024, ispirata dal sound vintage di metà anni ’70 e ’80 attinge l’ispirazione da band come Thin Lizzy, UFO, Cheap Trick e The Dogs D’Amour. Un gran bel debutto!

The Alexis P. Sutter Band “Just Stay Live – Featuring Garth Hudson” (Nola Blue Records, 2026)

Una delle ultime apparizioni live di Garth Hudson che diventa anche la fotografia della The Alexis P. Sutter Band dell’epoca. Una band e un’interprete da scoprire se siete amanti del soul/blues e del gospel.

Layout 18: Azrael, Sconfitta, Alcstones, Elle

Una nuova puntata di Layout, per esplorare l’underground musicale nazionale, in tutte le sue forme creative.

The Quill “Master Of The Sky” (Metalville, 2026)

I The Quill sono tornati con un lavoro ispiratissimo, granitico e melodico come solo loro sanno creare…una garanzia.

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox, cantante degli Axe Hero, produttore, discografico, organizzatore di eventi e tanto altro. E per Mirko il motto è uno solo: il rock è immortale e la nostalgia non esiste!!

Scena metal italiana: il silenzio dei media non è una recensione

Scena metal italiana: perché le webzine non coprono le band di casa? Non è snobismo, è un meccanismo preciso che si può capire e cambiare.

Marc Broussard “Change Worth Taking” (KTBA Records, 2026)

Di Marc Broussard vi avevamo parlato poco più di un mese fa, in occasione della recensione sul nuovo album di cover “SOS V: Songs Of The 50s'”, ultimo di una manciata di lavori con sigla SOS, di cui il ricavato andava ad associazioni no profit come “Love Of People” in...

49 Winchester “Change Of Plans” (Lucille Records/MCA, 2026)

Capitanato da l’enorme talento vocale e compositivo di Isaac Gibson, il gruppo della Virginia va oltre le aspettative per avvicinarsi spedito ai lustri di quella manciata di gruppi che stanno dando nuova vita e linfa ai suoni americani “classici”.

Mandy Manala “Something Wicked” (Argonauta Records, 2026)

Era difficile ripetersi sui livelli del primo album, ma i Mandy Manala ci sono riusciti appieno e si confermano una delle migliori realtà odierne in campo hard rock.

Tori Amos “In Times Of Dragons” (Fontana, 2026)

Un disco che ci riconsegna l’artista che 35 anni fa con la sua voce ed il suo pianoforte ci fece sognare ed oggi, ci fa riflettere sognando.

Darkthrone “Pre-Historic Metal” (Peaceville Records, 2026)

Continua il viaggio nel passato della band di Fenriz e Nocturno Culto, con una barbarica odissea nel metal che fu, trattato alla loro maniera.

Mike Zito “Outside Or The Eastside” (Gulf Coast Records, 2026)

La chitarra blues di Mike Zito è sempre una garanzia di qualità e anche questo nuovo album lo conferma.

The Delines “The Set Up” (Decor Records, 2026)

Musica che racconta l’America con la forza delle parole e l’eleganza di un sound crepuscolare, libero di adagiarsi nell’eleganza senza apparire stucchevole, melodico nella più poetica concezione del termine.

Midnight Rider “Limited Infinity” (Massacre Records, 2026)

I tedeschi Midnight Rider dopo quattro anni tornano con il loro terzo capitolo che mescola hard rock e NWOBHM. Un disco positivo che diverte e coinvolge quanto basta.

Erik Grönwall “Bad Bones”(Greenwall Entartainment, 2026)

Il talentuoso Erik Grönwall torna con un nuovo album solista “Bad Bones”, un lavoro autobiografico, che esplora tutte le sofferenze di Erik in questi anni. Il risultato? Un disco coinvolgente!

Boys From Heaven “The Wanderer” (Frontiers, 2026)

II danesi Boys From Heaven, tornano con l’atteso terzo album. “The Wanderer” è un viaggio completo, caldo e vibrante, in cui ogni brano svolge il suo ruolo, i Boys From Heaven non solo onorano l’eredità dell’AOR, ma la portano avanti con eleganza, chiarezza e una passione brillante.

Artillery “Made In Hell” EP (Mighty Music, 2026)

Gli Artillery dimostrano  di non aver perso il loro approccio a tutta velocità al thrash metal, potenti e precisi, un ottimo antipasto in attesa del nuovo disco. un Bell’EP questo “Made In Hell”

Frontiers Records “Frontiers XXX Anniversary” (Frontiers, 2026)

XXX Anniversary Compilation” è un progetto speciale che celebra 30 anni di passione, creatività e musica indimenticabile, partendo da un’idea di Serafino Perugino, un cd che riunisce alcune delle più grandi melodie e voci del mondo del rock melodico.

Hellfox: “The Spectrum” e il coraggio di essere sé stesse al 100%

Le Hellfox sono un quintetto melodic death tutto al femminile di Bergamo. Con The Spectrum, prodotto ai Domination Studio e distribuito da Rockshots Records, la band fa un salto netto rispetto al debutto: più consapevolezza, più identità, più spontaneità. Le abbiamo intervistate su produzione, scelte artistiche, live e su cosa significa fare metal serio nell’underground italiano.

Selwyn Birchwood “Electric Swamp Fuckin’ Blues” (Alligator Records, 2026)

Il nuovo album di Selwyn Birchwood non ha un momento di stanca, prende la vostra anima e la imprigiona buttando via la chiave, grande ritorno e applausi a scena aperta.

Fatal Vision “Four Sides To Every Story” (Escape Music, 2026)

I canadesi Fatal Vision, il loro suono evoca band come Europe, Journey o Asia, per una piacevole sorpresa che riesce a rinfrescare il genere senza perdere le sue radici più classiche.

Sarvaega “Postumo” (Black Widow Records, 2026)

Con “Postumo” la scena doom italiana dimostra di essere più viva che mai e mi auguro che Sarvaega possa seguire la strada tracciata dai Messa, se lo meriterebbe

Taylor Campbell Band “Never Quite Enough” (Taylor Campbell, 2026)

Tom Petty, Turnpike Troubadors, Marshall Tucker Band, Guy Clark, The Steel Woods, c’è questo e molto altro ancora tra i solchi di “Never Quite Enough”, soprattutto grande musica, consigliato.

Fangus “Emerald Dream” (From The Urn, 2026)

Ottimo album per questi ragazzi canadesi che hanno verve e attitudine, peccato solo che l’album sia difficile da reperire, anche se sembra sia imminente la ristampa, speriamo in tutti i formati e con una distribuzione adeguata alla sua qualità.

L’Ombra Della Sera “Segreti In Nero” (Black Widow Records, 2026)

La stagione leggendaria del dark sound e della cinematografia oscura italiani degli anni ‘70 rivive in questo meraviglioso progetto alimentato da Fabio Zuffanti ed altri grandi musicisti.

Brother Wallace “Electric Love” (Ato Records, 2026)

“Electric Love” è la riprova che Brother Wallace, imbevuto di gospel fino al midollo anche in virtù di esperienze autobiografiche, è un testimone passionale ed appassionato di una grande e mai doma soul music.

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Armored Saint “Emotion Factory Reset” (Metal Blade Records, 2026)

Gli Armored Saint continuano imperterriti per la loro strada, presentando l’ennesimo grande album della loro carriera e confermando un’innata capacità a scrivere brani in cui si fondono potenza, melodia e immediatezza, ma che, al contempo, presentano sfumature variegate che invitano a più ascolti.

“Burning Ambition – Iron Maiden” di Malcolm Venville (Universal, documentario, 100′, 2026)

“Burning Ambition” non è solo un film che celebra mezzo secolo di storia degli Iron Maiden, è uno degli ultimi baluardi contro la musica finta, contro l’algoritmo, contro la deficienza artificiale, contro la musica digitale gratis, è il nostro manifesto per dire che siamo ancora vivi e che abbiamo scelto il lato giusto della storia.

Alice Armstrong Live “Blood In The Water” (Indipendent, 2026)

Alice Armstrong dà prova d’essere una grande interprete della sua musica e non solo, divina quando la potenza non inficia una raffinatezza innata per melodie soul che aleggiano su questi sette splendidi brani.

Brown Horse “Total Dive” (Loose Music, 2026)

La band inglese suona un crossover tra indie rock e country in cui non si contano i momenti di emozionante songwriting dove trapela la loro alchimia, con le atmosfere e le sensazioni scaturite dall’ascolto dei colleghi d’oltreoceano.

Ryan Bingham And The Texas Gentlemen “They Call Us The Lucky Ones” (Thirty Tigers, 2026)

Tra canzoni più ariose ed altre dove il senso di tragica disperazione è palese, con “They Call Us The Lucky Ones” Ryan Bingham si conferma come cantore di un’America più vera, seguendo le orme dei grandi autori del passato, bravo.

Vanden Plas “AcCult2” (Frontiers Records, 2026)

I pionieri tedeschi del progressive metal Vanden Plas tornano con “AcCult 2”, il tanto atteso sequel acustico del primo capitolo del 1996. Ecco brani selezionati del loro vasto catalogo con nuovi arrangiamenti acustici, che offrono una prospettiva completamente nuova sulla musica della band.

Jason Ricci And The Bad Kind “13 Hours” (Gulf Coast Records, 2026)

Dopo un’ora di grande musica l’album si chiude in crescendo con i dodici minuti della title track, salutandoci e dandoci appuntamento al prossimo giro di walzer, pardon… di blues.

Red Sun “Songs From Hidden Places” (Subsounds Records, 2026)

alberto centenari
Allegati
ven 5 giu, 14:01 (18 ore fa)
a me
Il nuovo album dei piacentini Red Sun è un viaggio tra deserti e psiche, là dove l’elettronica aiuta viaggi staccati dal tempo e da corpi, in bilico tra visioni e realtà.

Jared James Nichols “Louder Than Fate” (Frontiers Records, 2026)

“Louder Than Fate” mette in mostra il talento di Jared James Nichols, classe 1989, un disco ben suonato, in un misto di eleganza e spunti hard. Brani che dal vivo troveranno la massima espressione.

Manraze “Lock, Stock & Barrel” (Hear No Evil, 2026)

Un cofanetto che celebra i Manraze, un supergruppo ingiustamente poco ricordato, formato da Phil Collen, Paul Cook e Simon Laffy. Essenza rock’n’roll!!

Stefano Dentone /Sundance Duo “The Seagull & The 7 Sisters” (Stefano Dentone, 2026)

Album da assaporare nota dopo nota, ritagliandosi lo spazio e il tempo per farlo vostro, bellissimo.

The 69 Eyes “I Survive” (BLKIIBLK, 2026)

“I Survive” è un EP che ha praticamente tutto il mood necessario ad entrare nella discografia dei 69 Eyes, è breve, ma affilato come un rasoio, un tassello che aumenta ancora di più l’attesa per il prossimo album.

The Nude Party “Look Who’s Back” (The Nude Party, 2026)

“Look Who’s Back” rimane un gioiellino da fare vostro se avete fame di rock americano baciato dal sole dello psych/country. Promosso.

Spell “Wretched Heart” (Bad Omen Records, 2026)

Altro album da avere assolutamente, “Wretched Heart” ha il compito di ribadire l’altissima qualità della proposta del gruppo canadese, che di fatto non assomiglia a nessuno se non a se stesso, come i gruppi che definiamo grandi e che indicano una via. chapeau.

Softcult “When a Flower Doesn’t Grow” (EasyLife, 2026)

Due gemelle canadesi firmano la combinazione perfetta: grunge e shoegaze, per un debutto che ammalia e seduce.

Il gatto, il topo e gli stem silenziosi: l’intelligenza artificiale sta cambiando le regole della musica. Ma chi le scrive?

Stem silenziosi, detection tool e il gioco del gatto e del topo: come l’intelligenza artificiale sta cambiando la musica e perché servono regole, non divieti.

Lynch Mob “The Final Ride live” (Frontiers Records, 2026)

George Lynch pubblica “The Final Ride” l’album live definitivo dei Lynch Mob, che cattura l’ultima corsa della band sul palco.
Il disco la linea fondamentale dei Lynch Mob e soprattutto un promemoria di quanto sia incredibile il repertorio di George Lynch.

Romeo “Déjà Vu Letters” (Street Symphonies Records, 2026)

I Romeo sono una rock’n’roll band dal carattere forte e senza compromessi, nata nel 2024, ispirata dal sound vintage di metà anni ’70 e ’80 attinge l’ispirazione da band come Thin Lizzy, UFO, Cheap Trick e The Dogs D’Amour. Un gran bel debutto!

The Alexis P. Sutter Band “Just Stay Live – Featuring Garth Hudson” (Nola Blue Records, 2026)

Una delle ultime apparizioni live di Garth Hudson che diventa anche la fotografia della The Alexis P. Sutter Band dell’epoca. Una band e un’interprete da scoprire se siete amanti del soul/blues e del gospel.

Layout 18: Azrael, Sconfitta, Alcstones, Elle

Una nuova puntata di Layout, per esplorare l’underground musicale nazionale, in tutte le sue forme creative.

The Quill “Master Of The Sky” (Metalville, 2026)

I The Quill sono tornati con un lavoro ispiratissimo, granitico e melodico come solo loro sanno creare…una garanzia.

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox, cantante degli Axe Hero, produttore, discografico, organizzatore di eventi e tanto altro. E per Mirko il motto è uno solo: il rock è immortale e la nostalgia non esiste!!

Scena metal italiana: il silenzio dei media non è una recensione

Scena metal italiana: perché le webzine non coprono le band di casa? Non è snobismo, è un meccanismo preciso che si può capire e cambiare.

Marc Broussard “Change Worth Taking” (KTBA Records, 2026)

Di Marc Broussard vi avevamo parlato poco più di un mese fa, in occasione della recensione sul nuovo album di…

49 Winchester “Change Of Plans” (Lucille Records/MCA, 2026)

Capitanato da l’enorme talento vocale e compositivo di Isaac Gibson, il gruppo della Virginia va oltre le aspettative per avvicinarsi spedito ai lustri di quella manciata di gruppi che stanno dando nuova vita e linfa ai suoni americani “classici”.

Mandy Manala “Something Wicked” (Argonauta Records, 2026)

Era difficile ripetersi sui livelli del primo album, ma i Mandy Manala ci sono riusciti appieno e si confermano una delle migliori realtà odierne in campo hard rock.

Tori Amos “In Times Of Dragons” (Fontana, 2026)

Un disco che ci riconsegna l’artista che 35 anni fa con la sua voce ed il suo pianoforte ci fece sognare ed oggi, ci fa riflettere sognando.

Darkthrone “Pre-Historic Metal” (Peaceville Records, 2026)

Continua il viaggio nel passato della band di Fenriz e Nocturno Culto, con una barbarica odissea nel metal che fu, trattato alla loro maniera.

Mike Zito “Outside Or The Eastside” (Gulf Coast Records, 2026)

La chitarra blues di Mike Zito è sempre una garanzia di qualità e anche questo nuovo album lo conferma.

The Delines “The Set Up” (Decor Records, 2026)

Musica che racconta l’America con la forza delle parole e l’eleganza di un sound crepuscolare, libero di adagiarsi nell’eleganza senza apparire stucchevole, melodico nella più poetica concezione del termine.

Midnight Rider “Limited Infinity” (Massacre Records, 2026)

I tedeschi Midnight Rider dopo quattro anni tornano con il loro terzo capitolo che mescola hard rock e NWOBHM. Un disco positivo che diverte e coinvolge quanto basta.

Erik Grönwall “Bad Bones”(Greenwall Entartainment, 2026)

Il talentuoso Erik Grönwall torna con un nuovo album solista “Bad Bones”, un lavoro autobiografico, che esplora tutte le sofferenze di Erik in questi anni. Il risultato? Un disco coinvolgente!

Boys From Heaven “The Wanderer” (Frontiers, 2026)

II danesi Boys From Heaven, tornano con l’atteso terzo album. “The Wanderer” è un viaggio completo, caldo e vibrante, in cui ogni brano svolge il suo ruolo, i Boys From Heaven non solo onorano l’eredità dell’AOR, ma la portano avanti con eleganza, chiarezza e una passione brillante.

Artillery “Made In Hell” EP (Mighty Music, 2026)

Gli Artillery dimostrano  di non aver perso il loro approccio a tutta velocità al thrash metal, potenti e precisi, un ottimo antipasto in attesa del nuovo disco. un Bell’EP questo “Made In Hell”

Frontiers Records “Frontiers XXX Anniversary” (Frontiers, 2026)

XXX Anniversary Compilation” è un progetto speciale che celebra 30 anni di passione, creatività e musica indimenticabile, partendo da un’idea di Serafino Perugino, un cd che riunisce alcune delle più grandi melodie e voci del mondo del rock melodico.

Hellfox: “The Spectrum” e il coraggio di essere sé stesse al 100%

Le Hellfox sono un quintetto melodic death tutto al femminile di Bergamo. Con The Spectrum, prodotto ai Domination Studio e distribuito da Rockshots Records, la band fa un salto netto rispetto al debutto: più consapevolezza, più identità, più spontaneità. Le abbiamo intervistate su produzione, scelte artistiche, live e su cosa significa fare metal serio nell’underground italiano.

Selwyn Birchwood “Electric Swamp Fuckin’ Blues” (Alligator Records, 2026)

Il nuovo album di Selwyn Birchwood non ha un momento di stanca, prende la vostra anima e la imprigiona buttando via la chiave, grande ritorno e applausi a scena aperta.

Fatal Vision “Four Sides To Every Story” (Escape Music, 2026)

I canadesi Fatal Vision, il loro suono evoca band come Europe, Journey o Asia, per una piacevole sorpresa che riesce a rinfrescare il genere senza perdere le sue radici più classiche.

Sarvaega “Postumo” (Black Widow Records, 2026)

Con “Postumo” la scena doom italiana dimostra di essere più viva che mai e mi auguro che Sarvaega possa seguire la strada tracciata dai Messa, se lo meriterebbe

Taylor Campbell Band “Never Quite Enough” (Taylor Campbell, 2026)

Tom Petty, Turnpike Troubadors, Marshall Tucker Band, Guy Clark, The Steel Woods, c’è questo e molto altro ancora tra i solchi di “Never Quite Enough”, soprattutto grande musica, consigliato.

Fangus “Emerald Dream” (From The Urn, 2026)

Ottimo album per questi ragazzi canadesi che hanno verve e attitudine, peccato solo che l’album sia difficile da reperire, anche se sembra sia imminente la ristampa, speriamo in tutti i formati e con una distribuzione adeguata alla sua qualità.

L’Ombra Della Sera “Segreti In Nero” (Black Widow Records, 2026)

La stagione leggendaria del dark sound e della cinematografia oscura italiani degli anni ‘70 rivive in questo meraviglioso progetto alimentato da Fabio Zuffanti ed altri grandi musicisti.

Brother Wallace “Electric Love” (Ato Records, 2026)

“Electric Love” è la riprova che Brother Wallace, imbevuto di gospel fino al midollo anche in virtù di esperienze autobiografiche, è un testimone passionale ed appassionato di una grande e mai doma soul music.

Armored Saint “Emotion Factory Reset” (Metal Blade Records, 2026)

Gli Armored Saint continuano imperterriti per la loro strada, presentando l’ennesimo grande album della loro carriera e confermando un’innata capacità a scrivere brani in cui si fondono potenza, melodia e immediatezza, ma che, al contempo, presentano sfumature variegate che invitano a più ascolti.

“Burning Ambition – Iron Maiden” di Malcolm Venville (Universal, documentario, 100′, 2026)

“Burning Ambition” non è solo un film che celebra mezzo secolo di storia degli Iron Maiden, è uno degli ultimi baluardi contro la musica finta, contro l’algoritmo, contro la deficienza artificiale, contro la musica digitale gratis, è il nostro manifesto per dire che siamo ancora vivi e che abbiamo scelto il lato giusto della storia.

Alice Armstrong Live “Blood In The Water” (Indipendent, 2026)

Alice Armstrong dà prova d’essere una grande interprete della sua musica e non solo, divina quando la potenza non inficia una raffinatezza innata per melodie soul che aleggiano su questi sette splendidi brani.

Brown Horse “Total Dive” (Loose Music, 2026)

La band inglese suona un crossover tra indie rock e country in cui non si contano i momenti di emozionante songwriting dove trapela la loro alchimia, con le atmosfere e le sensazioni scaturite dall’ascolto dei colleghi d’oltreoceano.

Ryan Bingham And The Texas Gentlemen “They Call Us The Lucky Ones” (Thirty Tigers, 2026)

Tra canzoni più ariose ed altre dove il senso di tragica disperazione è palese, con “They Call Us The Lucky Ones” Ryan Bingham si conferma come cantore di un’America più vera, seguendo le orme dei grandi autori del passato, bravo.

Vanden Plas “AcCult2” (Frontiers Records, 2026)

I pionieri tedeschi del progressive metal Vanden Plas tornano con “AcCult 2”, il tanto atteso sequel acustico del primo capitolo del 1996. Ecco brani selezionati del loro vasto catalogo con nuovi arrangiamenti acustici, che offrono una prospettiva completamente nuova sulla musica della band.

Jason Ricci And The Bad Kind “13 Hours” (Gulf Coast Records, 2026)

Dopo un’ora di grande musica l’album si chiude in crescendo con i dodici minuti della title track, salutandoci e dandoci appuntamento al prossimo giro di walzer, pardon… di blues.

Red Sun “Songs From Hidden Places” (Subsounds Records, 2026)

alberto centenari
Allegati
ven 5 giu, 14:01 (18 ore fa)
a me
Il nuovo album dei piacentini Red Sun è un viaggio tra deserti e psiche, là dove l’elettronica aiuta viaggi staccati dal tempo e da corpi, in bilico tra visioni e realtà.

Jared James Nichols “Louder Than Fate” (Frontiers Records, 2026)

“Louder Than Fate” mette in mostra il talento di Jared James Nichols, classe 1989, un disco ben suonato, in un misto di eleganza e spunti hard. Brani che dal vivo troveranno la massima espressione.

Manraze “Lock, Stock & Barrel” (Hear No Evil, 2026)

Un cofanetto che celebra i Manraze, un supergruppo ingiustamente poco ricordato, formato da Phil Collen, Paul Cook e Simon Laffy. Essenza rock’n’roll!!

Stefano Dentone /Sundance Duo “The Seagull & The 7 Sisters” (Stefano Dentone, 2026)

Album da assaporare nota dopo nota, ritagliandosi lo spazio e il tempo per farlo vostro, bellissimo.

The 69 Eyes “I Survive” (BLKIIBLK, 2026)

“I Survive” è un EP che ha praticamente tutto il mood necessario ad entrare nella discografia dei 69 Eyes, è breve, ma affilato come un rasoio, un tassello che aumenta ancora di più l’attesa per il prossimo album.

The Nude Party “Look Who’s Back” (The Nude Party, 2026)

“Look Who’s Back” rimane un gioiellino da fare vostro se avete fame di rock americano baciato dal sole dello psych/country. Promosso.

Spell “Wretched Heart” (Bad Omen Records, 2026)

Altro album da avere assolutamente, “Wretched Heart” ha il compito di ribadire l’altissima qualità della proposta del gruppo canadese, che di fatto non assomiglia a nessuno se non a se stesso, come i gruppi che definiamo grandi e che indicano una via. chapeau.

Softcult “When a Flower Doesn’t Grow” (EasyLife, 2026)

Due gemelle canadesi firmano la combinazione perfetta: grunge e shoegaze, per un debutto che ammalia e seduce.

Il gatto, il topo e gli stem silenziosi: l’intelligenza artificiale sta cambiando le regole della musica. Ma chi le scrive?

Stem silenziosi, detection tool e il gioco del gatto e del topo: come l’intelligenza artificiale sta cambiando la musica e perché servono regole, non divieti.

Lynch Mob “The Final Ride live” (Frontiers Records, 2026)

George Lynch pubblica “The Final Ride” l’album live definitivo dei Lynch Mob, che cattura l’ultima corsa della band sul palco.
Il disco la linea fondamentale dei Lynch Mob e soprattutto un promemoria di quanto sia incredibile il repertorio di George Lynch.

Romeo “Déjà Vu Letters” (Street Symphonies Records, 2026)

I Romeo sono una rock’n’roll band dal carattere forte e senza compromessi, nata nel 2024, ispirata dal sound vintage di metà anni ’70 e ’80 attinge l’ispirazione da band come Thin Lizzy, UFO, Cheap Trick e The Dogs D’Amour. Un gran bel debutto!

The Alexis P. Sutter Band “Just Stay Live – Featuring Garth Hudson” (Nola Blue Records, 2026)

Una delle ultime apparizioni live di Garth Hudson che diventa anche la fotografia della The Alexis P. Sutter Band dell’epoca. Una band e un’interprete da scoprire se siete amanti del soul/blues e del gospel.

Layout 18: Azrael, Sconfitta, Alcstones, Elle

Una nuova puntata di Layout, per esplorare l’underground musicale nazionale, in tutte le sue forme creative.

The Quill “Master Of The Sky” (Metalville, 2026)

I The Quill sono tornati con un lavoro ispiratissimo, granitico e melodico come solo loro sanno creare…una garanzia.

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox, cantante degli Axe Hero, produttore, discografico, organizzatore di eventi e tanto altro. E per Mirko il motto è uno solo: il rock è immortale e la nostalgia non esiste!!

Scena metal italiana: il silenzio dei media non è una recensione

Scena metal italiana: perché le webzine non coprono le band di casa? Non è snobismo, è un meccanismo preciso che si può capire e cambiare.

Marc Broussard “Change Worth Taking” (KTBA Records, 2026)

Di Marc Broussard vi avevamo parlato poco più di un mese fa, in occasione della recensione sul nuovo album di cover “SOS V: Songs Of The 50s'”, ultimo di una manciata di lavori con sigla SOS, di cui il ricavato andava ad associazioni no profit come “Love Of People” in...

49 Winchester “Change Of Plans” (Lucille Records/MCA, 2026)

Capitanato da l’enorme talento vocale e compositivo di Isaac Gibson, il gruppo della Virginia va oltre le aspettative per avvicinarsi spedito ai lustri di quella manciata di gruppi che stanno dando nuova vita e linfa ai suoni americani “classici”.

Mandy Manala “Something Wicked” (Argonauta Records, 2026)

Era difficile ripetersi sui livelli del primo album, ma i Mandy Manala ci sono riusciti appieno e si confermano una delle migliori realtà odierne in campo hard rock.

Tori Amos “In Times Of Dragons” (Fontana, 2026)

Un disco che ci riconsegna l’artista che 35 anni fa con la sua voce ed il suo pianoforte ci fece sognare ed oggi, ci fa riflettere sognando.

Darkthrone “Pre-Historic Metal” (Peaceville Records, 2026)

Continua il viaggio nel passato della band di Fenriz e Nocturno Culto, con una barbarica odissea nel metal che fu, trattato alla loro maniera.

Mike Zito “Outside Or The Eastside” (Gulf Coast Records, 2026)

La chitarra blues di Mike Zito è sempre una garanzia di qualità e anche questo nuovo album lo conferma.

The Delines “The Set Up” (Decor Records, 2026)

Musica che racconta l’America con la forza delle parole e l’eleganza di un sound crepuscolare, libero di adagiarsi nell’eleganza senza apparire stucchevole, melodico nella più poetica concezione del termine.

Midnight Rider “Limited Infinity” (Massacre Records, 2026)

I tedeschi Midnight Rider dopo quattro anni tornano con il loro terzo capitolo che mescola hard rock e NWOBHM. Un disco positivo che diverte e coinvolge quanto basta.

Erik Grönwall “Bad Bones”(Greenwall Entartainment, 2026)

Il talentuoso Erik Grönwall torna con un nuovo album solista “Bad Bones”, un lavoro autobiografico, che esplora tutte le sofferenze di Erik in questi anni. Il risultato? Un disco coinvolgente!

Boys From Heaven “The Wanderer” (Frontiers, 2026)

II danesi Boys From Heaven, tornano con l’atteso terzo album. “The Wanderer” è un viaggio completo, caldo e vibrante, in cui ogni brano svolge il suo ruolo, i Boys From Heaven non solo onorano l’eredità dell’AOR, ma la portano avanti con eleganza, chiarezza e una passione brillante.

Artillery “Made In Hell” EP (Mighty Music, 2026)

Gli Artillery dimostrano  di non aver perso il loro approccio a tutta velocità al thrash metal, potenti e precisi, un ottimo antipasto in attesa del nuovo disco. un Bell’EP questo “Made In Hell”

Frontiers Records “Frontiers XXX Anniversary” (Frontiers, 2026)

XXX Anniversary Compilation” è un progetto speciale che celebra 30 anni di passione, creatività e musica indimenticabile, partendo da un’idea di Serafino Perugino, un cd che riunisce alcune delle più grandi melodie e voci del mondo del rock melodico.

Hellfox: “The Spectrum” e il coraggio di essere sé stesse al 100%

Le Hellfox sono un quintetto melodic death tutto al femminile di Bergamo. Con The Spectrum, prodotto ai Domination Studio e distribuito da Rockshots Records, la band fa un salto netto rispetto al debutto: più consapevolezza, più identità, più spontaneità. Le abbiamo intervistate su produzione, scelte artistiche, live e su cosa significa fare metal serio nell’underground italiano.

Selwyn Birchwood “Electric Swamp Fuckin’ Blues” (Alligator Records, 2026)

Il nuovo album di Selwyn Birchwood non ha un momento di stanca, prende la vostra anima e la imprigiona buttando via la chiave, grande ritorno e applausi a scena aperta.

Fatal Vision “Four Sides To Every Story” (Escape Music, 2026)

I canadesi Fatal Vision, il loro suono evoca band come Europe, Journey o Asia, per una piacevole sorpresa che riesce a rinfrescare il genere senza perdere le sue radici più classiche.

Sarvaega “Postumo” (Black Widow Records, 2026)

Con “Postumo” la scena doom italiana dimostra di essere più viva che mai e mi auguro che Sarvaega possa seguire la strada tracciata dai Messa, se lo meriterebbe

Taylor Campbell Band “Never Quite Enough” (Taylor Campbell, 2026)

Tom Petty, Turnpike Troubadors, Marshall Tucker Band, Guy Clark, The Steel Woods, c’è questo e molto altro ancora tra i solchi di “Never Quite Enough”, soprattutto grande musica, consigliato.

Fangus “Emerald Dream” (From The Urn, 2026)

Ottimo album per questi ragazzi canadesi che hanno verve e attitudine, peccato solo che l’album sia difficile da reperire, anche se sembra sia imminente la ristampa, speriamo in tutti i formati e con una distribuzione adeguata alla sua qualità.

L’Ombra Della Sera “Segreti In Nero” (Black Widow Records, 2026)

La stagione leggendaria del dark sound e della cinematografia oscura italiani degli anni ‘70 rivive in questo meraviglioso progetto alimentato da Fabio Zuffanti ed altri grandi musicisti.

Brother Wallace “Electric Love” (Ato Records, 2026)

“Electric Love” è la riprova che Brother Wallace, imbevuto di gospel fino al midollo anche in virtù di esperienze autobiografiche, è un testimone passionale ed appassionato di una grande e mai doma soul music.

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Armored Saint “Emotion Factory Reset” (Metal Blade Records, 2026)

Gli Armored Saint continuano imperterriti per la loro strada, presentando l’ennesimo grande album della loro carriera e confermando un’innata capacità a scrivere brani in cui si fondono potenza, melodia e immediatezza, ma che, al contempo, presentano sfumature variegate che invitano a più ascolti.

“Burning Ambition – Iron Maiden” di Malcolm Venville (Universal, documentario, 100′, 2026)

“Burning Ambition” non è solo un film che celebra mezzo secolo di storia degli Iron Maiden, è uno degli ultimi baluardi contro la musica finta, contro l’algoritmo, contro la deficienza artificiale, contro la musica digitale gratis, è il nostro manifesto per dire che siamo ancora vivi e che abbiamo scelto il lato giusto della storia.

Alice Armstrong Live “Blood In The Water” (Indipendent, 2026)

Alice Armstrong dà prova d’essere una grande interprete della sua musica e non solo, divina quando la potenza non inficia una raffinatezza innata per melodie soul che aleggiano su questi sette splendidi brani.

Brown Horse “Total Dive” (Loose Music, 2026)

La band inglese suona un crossover tra indie rock e country in cui non si contano i momenti di emozionante songwriting dove trapela la loro alchimia, con le atmosfere e le sensazioni scaturite dall’ascolto dei colleghi d’oltreoceano.

Ryan Bingham And The Texas Gentlemen “They Call Us The Lucky Ones” (Thirty Tigers, 2026)

Tra canzoni più ariose ed altre dove il senso di tragica disperazione è palese, con “They Call Us The Lucky Ones” Ryan Bingham si conferma come cantore di un’America più vera, seguendo le orme dei grandi autori del passato, bravo.

Vanden Plas “AcCult2” (Frontiers Records, 2026)

I pionieri tedeschi del progressive metal Vanden Plas tornano con “AcCult 2”, il tanto atteso sequel acustico del primo capitolo del 1996. Ecco brani selezionati del loro vasto catalogo con nuovi arrangiamenti acustici, che offrono una prospettiva completamente nuova sulla musica della band.

Jason Ricci And The Bad Kind “13 Hours” (Gulf Coast Records, 2026)

Dopo un’ora di grande musica l’album si chiude in crescendo con i dodici minuti della title track, salutandoci e dandoci appuntamento al prossimo giro di walzer, pardon… di blues.

Red Sun “Songs From Hidden Places” (Subsounds Records, 2026)

alberto centenari
Allegati
ven 5 giu, 14:01 (18 ore fa)
a me
Il nuovo album dei piacentini Red Sun è un viaggio tra deserti e psiche, là dove l’elettronica aiuta viaggi staccati dal tempo e da corpi, in bilico tra visioni e realtà.

Jared James Nichols “Louder Than Fate” (Frontiers Records, 2026)

“Louder Than Fate” mette in mostra il talento di Jared James Nichols, classe 1989, un disco ben suonato, in un misto di eleganza e spunti hard. Brani che dal vivo troveranno la massima espressione.

Manraze “Lock, Stock & Barrel” (Hear No Evil, 2026)

Un cofanetto che celebra i Manraze, un supergruppo ingiustamente poco ricordato, formato da Phil Collen, Paul Cook e Simon Laffy. Essenza rock’n’roll!!

Stefano Dentone /Sundance Duo “The Seagull & The 7 Sisters” (Stefano Dentone, 2026)

Album da assaporare nota dopo nota, ritagliandosi lo spazio e il tempo per farlo vostro, bellissimo.

The 69 Eyes “I Survive” (BLKIIBLK, 2026)

“I Survive” è un EP che ha praticamente tutto il mood necessario ad entrare nella discografia dei 69 Eyes, è breve, ma affilato come un rasoio, un tassello che aumenta ancora di più l’attesa per il prossimo album.

The Nude Party “Look Who’s Back” (The Nude Party, 2026)

“Look Who’s Back” rimane un gioiellino da fare vostro se avete fame di rock americano baciato dal sole dello psych/country. Promosso.

Spell “Wretched Heart” (Bad Omen Records, 2026)

Altro album da avere assolutamente, “Wretched Heart” ha il compito di ribadire l’altissima qualità della proposta del gruppo canadese, che di fatto non assomiglia a nessuno se non a se stesso, come i gruppi che definiamo grandi e che indicano una via. chapeau.

Softcult “When a Flower Doesn’t Grow” (EasyLife, 2026)

Due gemelle canadesi firmano la combinazione perfetta: grunge e shoegaze, per un debutto che ammalia e seduce.

Il gatto, il topo e gli stem silenziosi: l’intelligenza artificiale sta cambiando le regole della musica. Ma chi le scrive?

Stem silenziosi, detection tool e il gioco del gatto e del topo: come l’intelligenza artificiale sta cambiando la musica e perché servono regole, non divieti.

Lynch Mob “The Final Ride live” (Frontiers Records, 2026)

George Lynch pubblica “The Final Ride” l’album live definitivo dei Lynch Mob, che cattura l’ultima corsa della band sul palco.
Il disco la linea fondamentale dei Lynch Mob e soprattutto un promemoria di quanto sia incredibile il repertorio di George Lynch.

Romeo “Déjà Vu Letters” (Street Symphonies Records, 2026)

I Romeo sono una rock’n’roll band dal carattere forte e senza compromessi, nata nel 2024, ispirata dal sound vintage di metà anni ’70 e ’80 attinge l’ispirazione da band come Thin Lizzy, UFO, Cheap Trick e The Dogs D’Amour. Un gran bel debutto!

The Alexis P. Sutter Band “Just Stay Live – Featuring Garth Hudson” (Nola Blue Records, 2026)

Una delle ultime apparizioni live di Garth Hudson che diventa anche la fotografia della The Alexis P. Sutter Band dell’epoca. Una band e un’interprete da scoprire se siete amanti del soul/blues e del gospel.

Layout 18: Azrael, Sconfitta, Alcstones, Elle

Una nuova puntata di Layout, per esplorare l’underground musicale nazionale, in tutte le sue forme creative.

The Quill “Master Of The Sky” (Metalville, 2026)

I The Quill sono tornati con un lavoro ispiratissimo, granitico e melodico come solo loro sanno creare…una garanzia.

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox, cantante degli Axe Hero, produttore, discografico, organizzatore di eventi e tanto altro. E per Mirko il motto è uno solo: il rock è immortale e la nostalgia non esiste!!

Scena metal italiana: il silenzio dei media non è una recensione

Scena metal italiana: perché le webzine non coprono le band di casa? Non è snobismo, è un meccanismo preciso che si può capire e cambiare.

Marc Broussard “Change Worth Taking” (KTBA Records, 2026)

Di Marc Broussard vi avevamo parlato poco più di un mese fa, in occasione della recensione sul nuovo album di…

49 Winchester “Change Of Plans” (Lucille Records/MCA, 2026)

Capitanato da l’enorme talento vocale e compositivo di Isaac Gibson, il gruppo della Virginia va oltre le aspettative per avvicinarsi spedito ai lustri di quella manciata di gruppi che stanno dando nuova vita e linfa ai suoni americani “classici”.

Mandy Manala “Something Wicked” (Argonauta Records, 2026)

Era difficile ripetersi sui livelli del primo album, ma i Mandy Manala ci sono riusciti appieno e si confermano una delle migliori realtà odierne in campo hard rock.

Tori Amos “In Times Of Dragons” (Fontana, 2026)

Un disco che ci riconsegna l’artista che 35 anni fa con la sua voce ed il suo pianoforte ci fece sognare ed oggi, ci fa riflettere sognando.

Darkthrone “Pre-Historic Metal” (Peaceville Records, 2026)

Continua il viaggio nel passato della band di Fenriz e Nocturno Culto, con una barbarica odissea nel metal che fu, trattato alla loro maniera.

Mike Zito “Outside Or The Eastside” (Gulf Coast Records, 2026)

La chitarra blues di Mike Zito è sempre una garanzia di qualità e anche questo nuovo album lo conferma.

The Delines “The Set Up” (Decor Records, 2026)

Musica che racconta l’America con la forza delle parole e l’eleganza di un sound crepuscolare, libero di adagiarsi nell’eleganza senza apparire stucchevole, melodico nella più poetica concezione del termine.

Midnight Rider “Limited Infinity” (Massacre Records, 2026)

I tedeschi Midnight Rider dopo quattro anni tornano con il loro terzo capitolo che mescola hard rock e NWOBHM. Un disco positivo che diverte e coinvolge quanto basta.

Erik Grönwall “Bad Bones”(Greenwall Entartainment, 2026)

Il talentuoso Erik Grönwall torna con un nuovo album solista “Bad Bones”, un lavoro autobiografico, che esplora tutte le sofferenze di Erik in questi anni. Il risultato? Un disco coinvolgente!

Boys From Heaven “The Wanderer” (Frontiers, 2026)

II danesi Boys From Heaven, tornano con l’atteso terzo album. “The Wanderer” è un viaggio completo, caldo e vibrante, in cui ogni brano svolge il suo ruolo, i Boys From Heaven non solo onorano l’eredità dell’AOR, ma la portano avanti con eleganza, chiarezza e una passione brillante.

Artillery “Made In Hell” EP (Mighty Music, 2026)

Gli Artillery dimostrano  di non aver perso il loro approccio a tutta velocità al thrash metal, potenti e precisi, un ottimo antipasto in attesa del nuovo disco. un Bell’EP questo “Made In Hell”

Frontiers Records “Frontiers XXX Anniversary” (Frontiers, 2026)

XXX Anniversary Compilation” è un progetto speciale che celebra 30 anni di passione, creatività e musica indimenticabile, partendo da un’idea di Serafino Perugino, un cd che riunisce alcune delle più grandi melodie e voci del mondo del rock melodico.

Hellfox: “The Spectrum” e il coraggio di essere sé stesse al 100%

Le Hellfox sono un quintetto melodic death tutto al femminile di Bergamo. Con The Spectrum, prodotto ai Domination Studio e distribuito da Rockshots Records, la band fa un salto netto rispetto al debutto: più consapevolezza, più identità, più spontaneità. Le abbiamo intervistate su produzione, scelte artistiche, live e su cosa significa fare metal serio nell’underground italiano.

Selwyn Birchwood “Electric Swamp Fuckin’ Blues” (Alligator Records, 2026)

Il nuovo album di Selwyn Birchwood non ha un momento di stanca, prende la vostra anima e la imprigiona buttando via la chiave, grande ritorno e applausi a scena aperta.

Fatal Vision “Four Sides To Every Story” (Escape Music, 2026)

I canadesi Fatal Vision, il loro suono evoca band come Europe, Journey o Asia, per una piacevole sorpresa che riesce a rinfrescare il genere senza perdere le sue radici più classiche.

Sarvaega “Postumo” (Black Widow Records, 2026)

Con “Postumo” la scena doom italiana dimostra di essere più viva che mai e mi auguro che Sarvaega possa seguire la strada tracciata dai Messa, se lo meriterebbe

Taylor Campbell Band “Never Quite Enough” (Taylor Campbell, 2026)

Tom Petty, Turnpike Troubadors, Marshall Tucker Band, Guy Clark, The Steel Woods, c’è questo e molto altro ancora tra i solchi di “Never Quite Enough”, soprattutto grande musica, consigliato.

Fangus “Emerald Dream” (From The Urn, 2026)

Ottimo album per questi ragazzi canadesi che hanno verve e attitudine, peccato solo che l’album sia difficile da reperire, anche se sembra sia imminente la ristampa, speriamo in tutti i formati e con una distribuzione adeguata alla sua qualità.

L’Ombra Della Sera “Segreti In Nero” (Black Widow Records, 2026)

La stagione leggendaria del dark sound e della cinematografia oscura italiani degli anni ‘70 rivive in questo meraviglioso progetto alimentato da Fabio Zuffanti ed altri grandi musicisti.

Brother Wallace “Electric Love” (Ato Records, 2026)

“Electric Love” è la riprova che Brother Wallace, imbevuto di gospel fino al midollo anche in virtù di esperienze autobiografiche, è un testimone passionale ed appassionato di una grande e mai doma soul music.

Armored Saint “Emotion Factory Reset” (Metal Blade Records, 2026)

Gli Armored Saint continuano imperterriti per la loro strada, presentando l’ennesimo grande album della loro carriera e confermando un’innata capacità a scrivere brani in cui si fondono potenza, melodia e immediatezza, ma che, al contempo, presentano sfumature variegate che invitano a più ascolti.

“Burning Ambition – Iron Maiden” di Malcolm Venville (Universal, documentario, 100′, 2026)

“Burning Ambition” non è solo un film che celebra mezzo secolo di storia degli Iron Maiden, è uno degli ultimi baluardi contro la musica finta, contro l’algoritmo, contro la deficienza artificiale, contro la musica digitale gratis, è il nostro manifesto per dire che siamo ancora vivi e che abbiamo scelto il lato giusto della storia.

Alice Armstrong Live “Blood In The Water” (Indipendent, 2026)

Alice Armstrong dà prova d’essere una grande interprete della sua musica e non solo, divina quando la potenza non inficia una raffinatezza innata per melodie soul che aleggiano su questi sette splendidi brani.

Brown Horse “Total Dive” (Loose Music, 2026)

La band inglese suona un crossover tra indie rock e country in cui non si contano i momenti di emozionante songwriting dove trapela la loro alchimia, con le atmosfere e le sensazioni scaturite dall’ascolto dei colleghi d’oltreoceano.

Ryan Bingham And The Texas Gentlemen “They Call Us The Lucky Ones” (Thirty Tigers, 2026)

Tra canzoni più ariose ed altre dove il senso di tragica disperazione è palese, con “They Call Us The Lucky Ones” Ryan Bingham si conferma come cantore di un’America più vera, seguendo le orme dei grandi autori del passato, bravo.

Vanden Plas “AcCult2” (Frontiers Records, 2026)

I pionieri tedeschi del progressive metal Vanden Plas tornano con “AcCult 2”, il tanto atteso sequel acustico del primo capitolo del 1996. Ecco brani selezionati del loro vasto catalogo con nuovi arrangiamenti acustici, che offrono una prospettiva completamente nuova sulla musica della band.

Jason Ricci And The Bad Kind “13 Hours” (Gulf Coast Records, 2026)

Dopo un’ora di grande musica l’album si chiude in crescendo con i dodici minuti della title track, salutandoci e dandoci appuntamento al prossimo giro di walzer, pardon… di blues.

Red Sun “Songs From Hidden Places” (Subsounds Records, 2026)

alberto centenari
Allegati
ven 5 giu, 14:01 (18 ore fa)
a me
Il nuovo album dei piacentini Red Sun è un viaggio tra deserti e psiche, là dove l’elettronica aiuta viaggi staccati dal tempo e da corpi, in bilico tra visioni e realtà.

Jared James Nichols “Louder Than Fate” (Frontiers Records, 2026)

“Louder Than Fate” mette in mostra il talento di Jared James Nichols, classe 1989, un disco ben suonato, in un misto di eleganza e spunti hard. Brani che dal vivo troveranno la massima espressione.

Manraze “Lock, Stock & Barrel” (Hear No Evil, 2026)

Un cofanetto che celebra i Manraze, un supergruppo ingiustamente poco ricordato, formato da Phil Collen, Paul Cook e Simon Laffy. Essenza rock’n’roll!!

Stefano Dentone /Sundance Duo “The Seagull & The 7 Sisters” (Stefano Dentone, 2026)

Album da assaporare nota dopo nota, ritagliandosi lo spazio e il tempo per farlo vostro, bellissimo.

The 69 Eyes “I Survive” (BLKIIBLK, 2026)

“I Survive” è un EP che ha praticamente tutto il mood necessario ad entrare nella discografia dei 69 Eyes, è breve, ma affilato come un rasoio, un tassello che aumenta ancora di più l’attesa per il prossimo album.

The Nude Party “Look Who’s Back” (The Nude Party, 2026)

“Look Who’s Back” rimane un gioiellino da fare vostro se avete fame di rock americano baciato dal sole dello psych/country. Promosso.

Spell “Wretched Heart” (Bad Omen Records, 2026)

Altro album da avere assolutamente, “Wretched Heart” ha il compito di ribadire l’altissima qualità della proposta del gruppo canadese, che di fatto non assomiglia a nessuno se non a se stesso, come i gruppi che definiamo grandi e che indicano una via. chapeau.

Softcult “When a Flower Doesn’t Grow” (EasyLife, 2026)

Due gemelle canadesi firmano la combinazione perfetta: grunge e shoegaze, per un debutto che ammalia e seduce.

Il gatto, il topo e gli stem silenziosi: l’intelligenza artificiale sta cambiando le regole della musica. Ma chi le scrive?

Stem silenziosi, detection tool e il gioco del gatto e del topo: come l’intelligenza artificiale sta cambiando la musica e perché servono regole, non divieti.

Lynch Mob “The Final Ride live” (Frontiers Records, 2026)

George Lynch pubblica “The Final Ride” l’album live definitivo dei Lynch Mob, che cattura l’ultima corsa della band sul palco.
Il disco la linea fondamentale dei Lynch Mob e soprattutto un promemoria di quanto sia incredibile il repertorio di George Lynch.

Romeo “Déjà Vu Letters” (Street Symphonies Records, 2026)

I Romeo sono una rock’n’roll band dal carattere forte e senza compromessi, nata nel 2024, ispirata dal sound vintage di metà anni ’70 e ’80 attinge l’ispirazione da band come Thin Lizzy, UFO, Cheap Trick e The Dogs D’Amour. Un gran bel debutto!

The Alexis P. Sutter Band “Just Stay Live – Featuring Garth Hudson” (Nola Blue Records, 2026)

Una delle ultime apparizioni live di Garth Hudson che diventa anche la fotografia della The Alexis P. Sutter Band dell’epoca. Una band e un’interprete da scoprire se siete amanti del soul/blues e del gospel.

Layout 18: Azrael, Sconfitta, Alcstones, Elle

Una nuova puntata di Layout, per esplorare l’underground musicale nazionale, in tutte le sue forme creative.

The Quill “Master Of The Sky” (Metalville, 2026)

I The Quill sono tornati con un lavoro ispiratissimo, granitico e melodico come solo loro sanno creare…una garanzia.

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox, cantante degli Axe Hero, produttore, discografico, organizzatore di eventi e tanto altro. E per Mirko il motto è uno solo: il rock è immortale e la nostalgia non esiste!!

Scena metal italiana: il silenzio dei media non è una recensione

Scena metal italiana: perché le webzine non coprono le band di casa? Non è snobismo, è un meccanismo preciso che si può capire e cambiare.

Marc Broussard “Change Worth Taking” (KTBA Records, 2026)

Di Marc Broussard vi avevamo parlato poco più di un mese fa, in occasione della recensione sul nuovo album di cover “SOS V: Songs Of The 50s'”, ultimo di una manciata di lavori con sigla SOS, di cui il ricavato andava ad associazioni no profit come “Love Of People” in...

49 Winchester “Change Of Plans” (Lucille Records/MCA, 2026)

Capitanato da l’enorme talento vocale e compositivo di Isaac Gibson, il gruppo della Virginia va oltre le aspettative per avvicinarsi spedito ai lustri di quella manciata di gruppi che stanno dando nuova vita e linfa ai suoni americani “classici”.

Mandy Manala “Something Wicked” (Argonauta Records, 2026)

Era difficile ripetersi sui livelli del primo album, ma i Mandy Manala ci sono riusciti appieno e si confermano una delle migliori realtà odierne in campo hard rock.

Tori Amos “In Times Of Dragons” (Fontana, 2026)

Un disco che ci riconsegna l’artista che 35 anni fa con la sua voce ed il suo pianoforte ci fece sognare ed oggi, ci fa riflettere sognando.

Darkthrone “Pre-Historic Metal” (Peaceville Records, 2026)

Continua il viaggio nel passato della band di Fenriz e Nocturno Culto, con una barbarica odissea nel metal che fu, trattato alla loro maniera.

Mike Zito “Outside Or The Eastside” (Gulf Coast Records, 2026)

La chitarra blues di Mike Zito è sempre una garanzia di qualità e anche questo nuovo album lo conferma.

The Delines “The Set Up” (Decor Records, 2026)

Musica che racconta l’America con la forza delle parole e l’eleganza di un sound crepuscolare, libero di adagiarsi nell’eleganza senza apparire stucchevole, melodico nella più poetica concezione del termine.

Midnight Rider “Limited Infinity” (Massacre Records, 2026)

I tedeschi Midnight Rider dopo quattro anni tornano con il loro terzo capitolo che mescola hard rock e NWOBHM. Un disco positivo che diverte e coinvolge quanto basta.

Erik Grönwall “Bad Bones”(Greenwall Entartainment, 2026)

Il talentuoso Erik Grönwall torna con un nuovo album solista “Bad Bones”, un lavoro autobiografico, che esplora tutte le sofferenze di Erik in questi anni. Il risultato? Un disco coinvolgente!

Boys From Heaven “The Wanderer” (Frontiers, 2026)

II danesi Boys From Heaven, tornano con l’atteso terzo album. “The Wanderer” è un viaggio completo, caldo e vibrante, in cui ogni brano svolge il suo ruolo, i Boys From Heaven non solo onorano l’eredità dell’AOR, ma la portano avanti con eleganza, chiarezza e una passione brillante.

Artillery “Made In Hell” EP (Mighty Music, 2026)

Gli Artillery dimostrano  di non aver perso il loro approccio a tutta velocità al thrash metal, potenti e precisi, un ottimo antipasto in attesa del nuovo disco. un Bell’EP questo “Made In Hell”

Frontiers Records “Frontiers XXX Anniversary” (Frontiers, 2026)

XXX Anniversary Compilation” è un progetto speciale che celebra 30 anni di passione, creatività e musica indimenticabile, partendo da un’idea di Serafino Perugino, un cd che riunisce alcune delle più grandi melodie e voci del mondo del rock melodico.

Hellfox: “The Spectrum” e il coraggio di essere sé stesse al 100%

Le Hellfox sono un quintetto melodic death tutto al femminile di Bergamo. Con The Spectrum, prodotto ai Domination Studio e distribuito da Rockshots Records, la band fa un salto netto rispetto al debutto: più consapevolezza, più identità, più spontaneità. Le abbiamo intervistate su produzione, scelte artistiche, live e su cosa significa fare metal serio nell’underground italiano.

Selwyn Birchwood “Electric Swamp Fuckin’ Blues” (Alligator Records, 2026)

Il nuovo album di Selwyn Birchwood non ha un momento di stanca, prende la vostra anima e la imprigiona buttando via la chiave, grande ritorno e applausi a scena aperta.

Fatal Vision “Four Sides To Every Story” (Escape Music, 2026)

I canadesi Fatal Vision, il loro suono evoca band come Europe, Journey o Asia, per una piacevole sorpresa che riesce a rinfrescare il genere senza perdere le sue radici più classiche.

Sarvaega “Postumo” (Black Widow Records, 2026)

Con “Postumo” la scena doom italiana dimostra di essere più viva che mai e mi auguro che Sarvaega possa seguire la strada tracciata dai Messa, se lo meriterebbe

Taylor Campbell Band “Never Quite Enough” (Taylor Campbell, 2026)

Tom Petty, Turnpike Troubadors, Marshall Tucker Band, Guy Clark, The Steel Woods, c’è questo e molto altro ancora tra i solchi di “Never Quite Enough”, soprattutto grande musica, consigliato.

Fangus “Emerald Dream” (From The Urn, 2026)

Ottimo album per questi ragazzi canadesi che hanno verve e attitudine, peccato solo che l’album sia difficile da reperire, anche se sembra sia imminente la ristampa, speriamo in tutti i formati e con una distribuzione adeguata alla sua qualità.

L’Ombra Della Sera “Segreti In Nero” (Black Widow Records, 2026)

La stagione leggendaria del dark sound e della cinematografia oscura italiani degli anni ‘70 rivive in questo meraviglioso progetto alimentato da Fabio Zuffanti ed altri grandi musicisti.

Brother Wallace “Electric Love” (Ato Records, 2026)

“Electric Love” è la riprova che Brother Wallace, imbevuto di gospel fino al midollo anche in virtù di esperienze autobiografiche, è un testimone passionale ed appassionato di una grande e mai doma soul music.

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Armored Saint “Emotion Factory Reset” (Metal Blade Records, 2026)

Gli Armored Saint continuano imperterriti per la loro strada, presentando l’ennesimo grande album della loro carriera e confermando un’innata capacità a scrivere brani in cui si fondono potenza, melodia e immediatezza, ma che, al contempo, presentano sfumature variegate che invitano a più ascolti.

“Burning Ambition – Iron Maiden” di Malcolm Venville (Universal, documentario, 100′, 2026)

“Burning Ambition” non è solo un film che celebra mezzo secolo di storia degli Iron Maiden, è uno degli ultimi baluardi contro la musica finta, contro l’algoritmo, contro la deficienza artificiale, contro la musica digitale gratis, è il nostro manifesto per dire che siamo ancora vivi e che abbiamo scelto il lato giusto della storia.

Alice Armstrong Live “Blood In The Water” (Indipendent, 2026)

Alice Armstrong dà prova d’essere una grande interprete della sua musica e non solo, divina quando la potenza non inficia una raffinatezza innata per melodie soul che aleggiano su questi sette splendidi brani.

Brown Horse “Total Dive” (Loose Music, 2026)

La band inglese suona un crossover tra indie rock e country in cui non si contano i momenti di emozionante songwriting dove trapela la loro alchimia, con le atmosfere e le sensazioni scaturite dall’ascolto dei colleghi d’oltreoceano.

Ryan Bingham And The Texas Gentlemen “They Call Us The Lucky Ones” (Thirty Tigers, 2026)

Tra canzoni più ariose ed altre dove il senso di tragica disperazione è palese, con “They Call Us The Lucky Ones” Ryan Bingham si conferma come cantore di un’America più vera, seguendo le orme dei grandi autori del passato, bravo.

Vanden Plas “AcCult2” (Frontiers Records, 2026)

I pionieri tedeschi del progressive metal Vanden Plas tornano con “AcCult 2”, il tanto atteso sequel acustico del primo capitolo del 1996. Ecco brani selezionati del loro vasto catalogo con nuovi arrangiamenti acustici, che offrono una prospettiva completamente nuova sulla musica della band.

Jason Ricci And The Bad Kind “13 Hours” (Gulf Coast Records, 2026)

Dopo un’ora di grande musica l’album si chiude in crescendo con i dodici minuti della title track, salutandoci e dandoci appuntamento al prossimo giro di walzer, pardon… di blues.

Red Sun “Songs From Hidden Places” (Subsounds Records, 2026)

alberto centenari
Allegati
ven 5 giu, 14:01 (18 ore fa)
a me
Il nuovo album dei piacentini Red Sun è un viaggio tra deserti e psiche, là dove l’elettronica aiuta viaggi staccati dal tempo e da corpi, in bilico tra visioni e realtà.

Jared James Nichols “Louder Than Fate” (Frontiers Records, 2026)

“Louder Than Fate” mette in mostra il talento di Jared James Nichols, classe 1989, un disco ben suonato, in un misto di eleganza e spunti hard. Brani che dal vivo troveranno la massima espressione.

Manraze “Lock, Stock & Barrel” (Hear No Evil, 2026)

Un cofanetto che celebra i Manraze, un supergruppo ingiustamente poco ricordato, formato da Phil Collen, Paul Cook e Simon Laffy. Essenza rock’n’roll!!

Stefano Dentone /Sundance Duo “The Seagull & The 7 Sisters” (Stefano Dentone, 2026)

Album da assaporare nota dopo nota, ritagliandosi lo spazio e il tempo per farlo vostro, bellissimo.

The 69 Eyes “I Survive” (BLKIIBLK, 2026)

“I Survive” è un EP che ha praticamente tutto il mood necessario ad entrare nella discografia dei 69 Eyes, è breve, ma affilato come un rasoio, un tassello che aumenta ancora di più l’attesa per il prossimo album.

The Nude Party “Look Who’s Back” (The Nude Party, 2026)

“Look Who’s Back” rimane un gioiellino da fare vostro se avete fame di rock americano baciato dal sole dello psych/country. Promosso.

Spell “Wretched Heart” (Bad Omen Records, 2026)

Altro album da avere assolutamente, “Wretched Heart” ha il compito di ribadire l’altissima qualità della proposta del gruppo canadese, che di fatto non assomiglia a nessuno se non a se stesso, come i gruppi che definiamo grandi e che indicano una via. chapeau.

Softcult “When a Flower Doesn’t Grow” (EasyLife, 2026)

Due gemelle canadesi firmano la combinazione perfetta: grunge e shoegaze, per un debutto che ammalia e seduce.

Il gatto, il topo e gli stem silenziosi: l’intelligenza artificiale sta cambiando le regole della musica. Ma chi le scrive?

Stem silenziosi, detection tool e il gioco del gatto e del topo: come l’intelligenza artificiale sta cambiando la musica e perché servono regole, non divieti.

Lynch Mob “The Final Ride live” (Frontiers Records, 2026)

George Lynch pubblica “The Final Ride” l’album live definitivo dei Lynch Mob, che cattura l’ultima corsa della band sul palco.
Il disco la linea fondamentale dei Lynch Mob e soprattutto un promemoria di quanto sia incredibile il repertorio di George Lynch.

Romeo “Déjà Vu Letters” (Street Symphonies Records, 2026)

I Romeo sono una rock’n’roll band dal carattere forte e senza compromessi, nata nel 2024, ispirata dal sound vintage di metà anni ’70 e ’80 attinge l’ispirazione da band come Thin Lizzy, UFO, Cheap Trick e The Dogs D’Amour. Un gran bel debutto!

The Alexis P. Sutter Band “Just Stay Live – Featuring Garth Hudson” (Nola Blue Records, 2026)

Una delle ultime apparizioni live di Garth Hudson che diventa anche la fotografia della The Alexis P. Sutter Band dell’epoca. Una band e un’interprete da scoprire se siete amanti del soul/blues e del gospel.

Layout 18: Azrael, Sconfitta, Alcstones, Elle

Una nuova puntata di Layout, per esplorare l’underground musicale nazionale, in tutte le sue forme creative.

The Quill “Master Of The Sky” (Metalville, 2026)

I The Quill sono tornati con un lavoro ispiratissimo, granitico e melodico come solo loro sanno creare…una garanzia.

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox, cantante degli Axe Hero, produttore, discografico, organizzatore di eventi e tanto altro. E per Mirko il motto è uno solo: il rock è immortale e la nostalgia non esiste!!

Scena metal italiana: il silenzio dei media non è una recensione

Scena metal italiana: perché le webzine non coprono le band di casa? Non è snobismo, è un meccanismo preciso che si può capire e cambiare.

Marc Broussard “Change Worth Taking” (KTBA Records, 2026)

Di Marc Broussard vi avevamo parlato poco più di un mese fa, in occasione della recensione sul nuovo album di…

49 Winchester “Change Of Plans” (Lucille Records/MCA, 2026)

Capitanato da l’enorme talento vocale e compositivo di Isaac Gibson, il gruppo della Virginia va oltre le aspettative per avvicinarsi spedito ai lustri di quella manciata di gruppi che stanno dando nuova vita e linfa ai suoni americani “classici”.

Mandy Manala “Something Wicked” (Argonauta Records, 2026)

Era difficile ripetersi sui livelli del primo album, ma i Mandy Manala ci sono riusciti appieno e si confermano una delle migliori realtà odierne in campo hard rock.

Tori Amos “In Times Of Dragons” (Fontana, 2026)

Un disco che ci riconsegna l’artista che 35 anni fa con la sua voce ed il suo pianoforte ci fece sognare ed oggi, ci fa riflettere sognando.

Darkthrone “Pre-Historic Metal” (Peaceville Records, 2026)

Continua il viaggio nel passato della band di Fenriz e Nocturno Culto, con una barbarica odissea nel metal che fu, trattato alla loro maniera.

Mike Zito “Outside Or The Eastside” (Gulf Coast Records, 2026)

La chitarra blues di Mike Zito è sempre una garanzia di qualità e anche questo nuovo album lo conferma.

The Delines “The Set Up” (Decor Records, 2026)

Musica che racconta l’America con la forza delle parole e l’eleganza di un sound crepuscolare, libero di adagiarsi nell’eleganza senza apparire stucchevole, melodico nella più poetica concezione del termine.

Midnight Rider “Limited Infinity” (Massacre Records, 2026)

I tedeschi Midnight Rider dopo quattro anni tornano con il loro terzo capitolo che mescola hard rock e NWOBHM. Un disco positivo che diverte e coinvolge quanto basta.

Erik Grönwall “Bad Bones”(Greenwall Entartainment, 2026)

Il talentuoso Erik Grönwall torna con un nuovo album solista “Bad Bones”, un lavoro autobiografico, che esplora tutte le sofferenze di Erik in questi anni. Il risultato? Un disco coinvolgente!

Boys From Heaven “The Wanderer” (Frontiers, 2026)

II danesi Boys From Heaven, tornano con l’atteso terzo album. “The Wanderer” è un viaggio completo, caldo e vibrante, in cui ogni brano svolge il suo ruolo, i Boys From Heaven non solo onorano l’eredità dell’AOR, ma la portano avanti con eleganza, chiarezza e una passione brillante.

Artillery “Made In Hell” EP (Mighty Music, 2026)

Gli Artillery dimostrano  di non aver perso il loro approccio a tutta velocità al thrash metal, potenti e precisi, un ottimo antipasto in attesa del nuovo disco. un Bell’EP questo “Made In Hell”

Frontiers Records “Frontiers XXX Anniversary” (Frontiers, 2026)

XXX Anniversary Compilation” è un progetto speciale che celebra 30 anni di passione, creatività e musica indimenticabile, partendo da un’idea di Serafino Perugino, un cd che riunisce alcune delle più grandi melodie e voci del mondo del rock melodico.

Hellfox: “The Spectrum” e il coraggio di essere sé stesse al 100%

Le Hellfox sono un quintetto melodic death tutto al femminile di Bergamo. Con The Spectrum, prodotto ai Domination Studio e distribuito da Rockshots Records, la band fa un salto netto rispetto al debutto: più consapevolezza, più identità, più spontaneità. Le abbiamo intervistate su produzione, scelte artistiche, live e su cosa significa fare metal serio nell’underground italiano.

Selwyn Birchwood “Electric Swamp Fuckin’ Blues” (Alligator Records, 2026)

Il nuovo album di Selwyn Birchwood non ha un momento di stanca, prende la vostra anima e la imprigiona buttando via la chiave, grande ritorno e applausi a scena aperta.

Fatal Vision “Four Sides To Every Story” (Escape Music, 2026)

I canadesi Fatal Vision, il loro suono evoca band come Europe, Journey o Asia, per una piacevole sorpresa che riesce a rinfrescare il genere senza perdere le sue radici più classiche.

Sarvaega “Postumo” (Black Widow Records, 2026)

Con “Postumo” la scena doom italiana dimostra di essere più viva che mai e mi auguro che Sarvaega possa seguire la strada tracciata dai Messa, se lo meriterebbe

Taylor Campbell Band “Never Quite Enough” (Taylor Campbell, 2026)

Tom Petty, Turnpike Troubadors, Marshall Tucker Band, Guy Clark, The Steel Woods, c’è questo e molto altro ancora tra i solchi di “Never Quite Enough”, soprattutto grande musica, consigliato.

Fangus “Emerald Dream” (From The Urn, 2026)

Ottimo album per questi ragazzi canadesi che hanno verve e attitudine, peccato solo che l’album sia difficile da reperire, anche se sembra sia imminente la ristampa, speriamo in tutti i formati e con una distribuzione adeguata alla sua qualità.

L’Ombra Della Sera “Segreti In Nero” (Black Widow Records, 2026)

La stagione leggendaria del dark sound e della cinematografia oscura italiani degli anni ‘70 rivive in questo meraviglioso progetto alimentato da Fabio Zuffanti ed altri grandi musicisti.

Brother Wallace “Electric Love” (Ato Records, 2026)

“Electric Love” è la riprova che Brother Wallace, imbevuto di gospel fino al midollo anche in virtù di esperienze autobiografiche, è un testimone passionale ed appassionato di una grande e mai doma soul music.

Armored Saint “Emotion Factory Reset” (Metal Blade Records, 2026)

Gli Armored Saint continuano imperterriti per la loro strada, presentando l’ennesimo grande album della loro carriera e confermando un’innata capacità a scrivere brani in cui si fondono potenza, melodia e immediatezza, ma che, al contempo, presentano sfumature variegate che invitano a più ascolti.

“Burning Ambition – Iron Maiden” di Malcolm Venville (Universal, documentario, 100′, 2026)

“Burning Ambition” non è solo un film che celebra mezzo secolo di storia degli Iron Maiden, è uno degli ultimi baluardi contro la musica finta, contro l’algoritmo, contro la deficienza artificiale, contro la musica digitale gratis, è il nostro manifesto per dire che siamo ancora vivi e che abbiamo scelto il lato giusto della storia.

Alice Armstrong Live “Blood In The Water” (Indipendent, 2026)

Alice Armstrong dà prova d’essere una grande interprete della sua musica e non solo, divina quando la potenza non inficia una raffinatezza innata per melodie soul che aleggiano su questi sette splendidi brani.

Brown Horse “Total Dive” (Loose Music, 2026)

La band inglese suona un crossover tra indie rock e country in cui non si contano i momenti di emozionante songwriting dove trapela la loro alchimia, con le atmosfere e le sensazioni scaturite dall’ascolto dei colleghi d’oltreoceano.

Ryan Bingham And The Texas Gentlemen “They Call Us The Lucky Ones” (Thirty Tigers, 2026)

Tra canzoni più ariose ed altre dove il senso di tragica disperazione è palese, con “They Call Us The Lucky Ones” Ryan Bingham si conferma come cantore di un’America più vera, seguendo le orme dei grandi autori del passato, bravo.

Vanden Plas “AcCult2” (Frontiers Records, 2026)

I pionieri tedeschi del progressive metal Vanden Plas tornano con “AcCult 2”, il tanto atteso sequel acustico del primo capitolo del 1996. Ecco brani selezionati del loro vasto catalogo con nuovi arrangiamenti acustici, che offrono una prospettiva completamente nuova sulla musica della band.

Jason Ricci And The Bad Kind “13 Hours” (Gulf Coast Records, 2026)

Dopo un’ora di grande musica l’album si chiude in crescendo con i dodici minuti della title track, salutandoci e dandoci appuntamento al prossimo giro di walzer, pardon… di blues.

Red Sun “Songs From Hidden Places” (Subsounds Records, 2026)

alberto centenari
Allegati
ven 5 giu, 14:01 (18 ore fa)
a me
Il nuovo album dei piacentini Red Sun è un viaggio tra deserti e psiche, là dove l’elettronica aiuta viaggi staccati dal tempo e da corpi, in bilico tra visioni e realtà.

Jared James Nichols “Louder Than Fate” (Frontiers Records, 2026)

“Louder Than Fate” mette in mostra il talento di Jared James Nichols, classe 1989, un disco ben suonato, in un misto di eleganza e spunti hard. Brani che dal vivo troveranno la massima espressione.

Manraze “Lock, Stock & Barrel” (Hear No Evil, 2026)

Un cofanetto che celebra i Manraze, un supergruppo ingiustamente poco ricordato, formato da Phil Collen, Paul Cook e Simon Laffy. Essenza rock’n’roll!!

Stefano Dentone /Sundance Duo “The Seagull & The 7 Sisters” (Stefano Dentone, 2026)

Album da assaporare nota dopo nota, ritagliandosi lo spazio e il tempo per farlo vostro, bellissimo.

The 69 Eyes “I Survive” (BLKIIBLK, 2026)

“I Survive” è un EP che ha praticamente tutto il mood necessario ad entrare nella discografia dei 69 Eyes, è breve, ma affilato come un rasoio, un tassello che aumenta ancora di più l’attesa per il prossimo album.

The Nude Party “Look Who’s Back” (The Nude Party, 2026)

“Look Who’s Back” rimane un gioiellino da fare vostro se avete fame di rock americano baciato dal sole dello psych/country. Promosso.

Spell “Wretched Heart” (Bad Omen Records, 2026)

Altro album da avere assolutamente, “Wretched Heart” ha il compito di ribadire l’altissima qualità della proposta del gruppo canadese, che di fatto non assomiglia a nessuno se non a se stesso, come i gruppi che definiamo grandi e che indicano una via. chapeau.

Softcult “When a Flower Doesn’t Grow” (EasyLife, 2026)

Due gemelle canadesi firmano la combinazione perfetta: grunge e shoegaze, per un debutto che ammalia e seduce.

Il gatto, il topo e gli stem silenziosi: l’intelligenza artificiale sta cambiando le regole della musica. Ma chi le scrive?

Stem silenziosi, detection tool e il gioco del gatto e del topo: come l’intelligenza artificiale sta cambiando la musica e perché servono regole, non divieti.

Lynch Mob “The Final Ride live” (Frontiers Records, 2026)

George Lynch pubblica “The Final Ride” l’album live definitivo dei Lynch Mob, che cattura l’ultima corsa della band sul palco.
Il disco la linea fondamentale dei Lynch Mob e soprattutto un promemoria di quanto sia incredibile il repertorio di George Lynch.

Romeo “Déjà Vu Letters” (Street Symphonies Records, 2026)

I Romeo sono una rock’n’roll band dal carattere forte e senza compromessi, nata nel 2024, ispirata dal sound vintage di metà anni ’70 e ’80 attinge l’ispirazione da band come Thin Lizzy, UFO, Cheap Trick e The Dogs D’Amour. Un gran bel debutto!

The Alexis P. Sutter Band “Just Stay Live – Featuring Garth Hudson” (Nola Blue Records, 2026)

Una delle ultime apparizioni live di Garth Hudson che diventa anche la fotografia della The Alexis P. Sutter Band dell’epoca. Una band e un’interprete da scoprire se siete amanti del soul/blues e del gospel.

Layout 18: Azrael, Sconfitta, Alcstones, Elle

Una nuova puntata di Layout, per esplorare l’underground musicale nazionale, in tutte le sue forme creative.

The Quill “Master Of The Sky” (Metalville, 2026)

I The Quill sono tornati con un lavoro ispiratissimo, granitico e melodico come solo loro sanno creare…una garanzia.

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox, cantante degli Axe Hero, produttore, discografico, organizzatore di eventi e tanto altro. E per Mirko il motto è uno solo: il rock è immortale e la nostalgia non esiste!!

Scena metal italiana: il silenzio dei media non è una recensione

Scena metal italiana: perché le webzine non coprono le band di casa? Non è snobismo, è un meccanismo preciso che si può capire e cambiare.

Marc Broussard “Change Worth Taking” (KTBA Records, 2026)

Di Marc Broussard vi avevamo parlato poco più di un mese fa, in occasione della recensione sul nuovo album di cover “SOS V: Songs Of The 50s'”, ultimo di una manciata di lavori con sigla SOS, di cui il ricavato andava ad associazioni no profit come “Love Of People” in...

49 Winchester “Change Of Plans” (Lucille Records/MCA, 2026)

Capitanato da l’enorme talento vocale e compositivo di Isaac Gibson, il gruppo della Virginia va oltre le aspettative per avvicinarsi spedito ai lustri di quella manciata di gruppi che stanno dando nuova vita e linfa ai suoni americani “classici”.

Mandy Manala “Something Wicked” (Argonauta Records, 2026)

Era difficile ripetersi sui livelli del primo album, ma i Mandy Manala ci sono riusciti appieno e si confermano una delle migliori realtà odierne in campo hard rock.

Tori Amos “In Times Of Dragons” (Fontana, 2026)

Un disco che ci riconsegna l’artista che 35 anni fa con la sua voce ed il suo pianoforte ci fece sognare ed oggi, ci fa riflettere sognando.

Darkthrone “Pre-Historic Metal” (Peaceville Records, 2026)

Continua il viaggio nel passato della band di Fenriz e Nocturno Culto, con una barbarica odissea nel metal che fu, trattato alla loro maniera.

Mike Zito “Outside Or The Eastside” (Gulf Coast Records, 2026)

La chitarra blues di Mike Zito è sempre una garanzia di qualità e anche questo nuovo album lo conferma.

The Delines “The Set Up” (Decor Records, 2026)

Musica che racconta l’America con la forza delle parole e l’eleganza di un sound crepuscolare, libero di adagiarsi nell’eleganza senza apparire stucchevole, melodico nella più poetica concezione del termine.

Midnight Rider “Limited Infinity” (Massacre Records, 2026)

I tedeschi Midnight Rider dopo quattro anni tornano con il loro terzo capitolo che mescola hard rock e NWOBHM. Un disco positivo che diverte e coinvolge quanto basta.

Erik Grönwall “Bad Bones”(Greenwall Entartainment, 2026)

Il talentuoso Erik Grönwall torna con un nuovo album solista “Bad Bones”, un lavoro autobiografico, che esplora tutte le sofferenze di Erik in questi anni. Il risultato? Un disco coinvolgente!

Boys From Heaven “The Wanderer” (Frontiers, 2026)

II danesi Boys From Heaven, tornano con l’atteso terzo album. “The Wanderer” è un viaggio completo, caldo e vibrante, in cui ogni brano svolge il suo ruolo, i Boys From Heaven non solo onorano l’eredità dell’AOR, ma la portano avanti con eleganza, chiarezza e una passione brillante.

Artillery “Made In Hell” EP (Mighty Music, 2026)

Gli Artillery dimostrano  di non aver perso il loro approccio a tutta velocità al thrash metal, potenti e precisi, un ottimo antipasto in attesa del nuovo disco. un Bell’EP questo “Made In Hell”

Frontiers Records “Frontiers XXX Anniversary” (Frontiers, 2026)

XXX Anniversary Compilation” è un progetto speciale che celebra 30 anni di passione, creatività e musica indimenticabile, partendo da un’idea di Serafino Perugino, un cd che riunisce alcune delle più grandi melodie e voci del mondo del rock melodico.

Hellfox: “The Spectrum” e il coraggio di essere sé stesse al 100%

Le Hellfox sono un quintetto melodic death tutto al femminile di Bergamo. Con The Spectrum, prodotto ai Domination Studio e distribuito da Rockshots Records, la band fa un salto netto rispetto al debutto: più consapevolezza, più identità, più spontaneità. Le abbiamo intervistate su produzione, scelte artistiche, live e su cosa significa fare metal serio nell’underground italiano.

Selwyn Birchwood “Electric Swamp Fuckin’ Blues” (Alligator Records, 2026)

Il nuovo album di Selwyn Birchwood non ha un momento di stanca, prende la vostra anima e la imprigiona buttando via la chiave, grande ritorno e applausi a scena aperta.

Fatal Vision “Four Sides To Every Story” (Escape Music, 2026)

I canadesi Fatal Vision, il loro suono evoca band come Europe, Journey o Asia, per una piacevole sorpresa che riesce a rinfrescare il genere senza perdere le sue radici più classiche.

Sarvaega “Postumo” (Black Widow Records, 2026)

Con “Postumo” la scena doom italiana dimostra di essere più viva che mai e mi auguro che Sarvaega possa seguire la strada tracciata dai Messa, se lo meriterebbe

Taylor Campbell Band “Never Quite Enough” (Taylor Campbell, 2026)

Tom Petty, Turnpike Troubadors, Marshall Tucker Band, Guy Clark, The Steel Woods, c’è questo e molto altro ancora tra i solchi di “Never Quite Enough”, soprattutto grande musica, consigliato.

Fangus “Emerald Dream” (From The Urn, 2026)

Ottimo album per questi ragazzi canadesi che hanno verve e attitudine, peccato solo che l’album sia difficile da reperire, anche se sembra sia imminente la ristampa, speriamo in tutti i formati e con una distribuzione adeguata alla sua qualità.

L’Ombra Della Sera “Segreti In Nero” (Black Widow Records, 2026)

La stagione leggendaria del dark sound e della cinematografia oscura italiani degli anni ‘70 rivive in questo meraviglioso progetto alimentato da Fabio Zuffanti ed altri grandi musicisti.

Brother Wallace “Electric Love” (Ato Records, 2026)

“Electric Love” è la riprova che Brother Wallace, imbevuto di gospel fino al midollo anche in virtù di esperienze autobiografiche, è un testimone passionale ed appassionato di una grande e mai doma soul music.