BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mickey E. Vil

Cantante e leader dei The Mugshots, autore di colonne sonore, DJ di un programma con quasi trenta anni di storia, autori di libri, articoli e interviste, Mickey E. Vil è uno dei personaggi di punta del nostra scena musicale underground. Andiamo a conoscerlo meglio!!

Crippled Black Phoenix “Sceaduhelm” (Season Of Mist, 2026)

I Crippled Black Phoenix sorprendono ancora e dimostrano quanto l’underground inglese sia lontano dall’esaurire la propria capacità di produrre opere importanti.

Foo Fighters “Your Favorite Toys” (Roswell Records/RCA Records, 2026)

Non sarà sicuramente il migliore album dei Foo Fighters ma “Your Favorite Toys” è un riuscito ritorno alla vita; difficile, drammatico ma voluto con tutte le forza da una delle rock band più importati degli ultimi anni, bentornati.

John Corabi “New Day” (Frontiers, 2026)

E’ un periodo dove John Corabi è presente nelle vetrine degli ormai quasi del tutto virtuali negozi di dischi e noi non possiamo che esserne felici e ringraziarlo di tanta bellezza, imperdibile.

Von Groove “Born To Rock” (Frontiers Records, 2026)

Tornano i canadesi Von Groove, e “Born To Rock” ti lascia un gran sorriso, un meraviglioso lavoro di rivisitazione del passato ben piantato nel presente. Eccezionali i Von Groove.

Drivin N Cryin “Crushing Flowers” (Drivin N Cryin Records, 2026)

Il nuovo album è formato da una carrellata di brani che, in modo sagace, trovano ispirazione in una buona fetta del meglio che il rock americano abbia regalato nei decenni scorsi.

The Cold Stares “Texas” (Mascot Records, 2026)

Conferme che forse erano già state date in abbondanza in passato, ma che con “Texas” lasciano spazio alla convinzione di essere al cospetto di una delle band più significative del rock blues odierno.

Jesper Lindell “3614 Jackson Highway” (Yep Rock, 2026)

Un album che trasuda leggenda da tutti i pori e ci restituisce un artista dalla grande passione e talento, dalla voce sanguigna e dall’amore smisurato per queste sonorità.

Jonathon Boogie Long “Courage In The Chaos” (Myrical Records, 2026)

Se sei nato a Baton Rouge in Louisiana, che tu lo voglia o no cresci con il blues tatuato nel…

Confess “Metalmorphosis” (Frontiers Records, 2026)

Bravi i Confess che con questo quarto album, pubblicano il loro miglior lavoro e sono pronti a raccogliere l’eredità di Crashdïet e Hardcore Superstar.

Crobot “Supermoon” (Megaforce Records, 2026)

“Supermoon” è il tipo di album che dimostra come la coerenza sia la strada migliore per un album di qualità.  Le influenze non sono un mistero, ma il modo in cui vengono presentate dà vita a un suono davvero unico. Bravi!

Moonlight Haze – “Interstellar Madness” (Scarlet Records, 2026) – Recensione

Quinto capitolo della carriera Moonlight Haze: un EP cosmico e ambizioso, prodotto da Sascha Paeth, che porta il symphonic power metal italiano su standard internazionali.

Ben Brandt “Solid Ground” (Katalex Records, 2026)

“Solid Ground” è un album che riesce ad accontentare più palati, per questo consigliato sia ai fans del rock blues che a quelli più inclini a sonorità soul/funk.

Eliza Neals “Thunder In The House” (E & H Records, 2026)

Un nuovo album della cantante, pianista e produttrice discografica Eliza Neals è sempre sinonimo di grande blues rock, sanguigno e grintoso, di scuola metropolitana e di grande impatto.

Exhumed: teste mozzate e gore metal sul pubblico! (Traffic, 25 aprile 2026)

I californiani Exhumed riportano in auge i giorni gloriosi del gore metal, quello vero e putrefatto. E Roma risponde presente!

Venom “Into Oblivion” (Noise/Bmg, 2026)

A distanza di quasi mezzo secolo, l’essenza di ciò che rende speciale i Venom è rimasta intatta, un perfetto equilibrio tra aggressività e orecchiabilità, misto a quel rifiuto di prendersi troppo sul serio. “Into Oblivion” piacerà sia ai vecchi e ai nuovi fan.

Avon Desert Rock “Black On Sunshine” (Go Down Records, 2026)

Un buon ritorno, per il trio degli Avon, autori di un album che è vangelo per gli appassionati di stoner e desert rock.

Hardline “Shout” (Steamhammer, 2026)

Un buon ritorno questo degli Hardline, un disco ben interpretato da Johnny Joely, che si conferma un gran cantante, le canzoni scorrono con qualità, grazie ad una band preparata e che ama ciò che suona. Una conferma che farà piacere ai fan.

Arthur Brown, il padre dello shock rock

La prima maschera, le prime fiamme, le prime performance teatrali, il primo screaming, la prima elettronica, nella storia della nostra musica preferita. Ladies and gentlemen: Mr. Arthur Brown!

Chäinfist “Chäinfist ” (Stormbound Records, 2026)

Nato da un profondo e condiviso rispetto per gruppi come Motörhead, Venom e Sodom, Chäinfist è esattamente ciò che sembra: un disco ruvido, la produzione è iper fragorosa, si fa apprezzare per la sua genuina sfrontatezza.

Astrolabio “Una volta qui era tutta campagna pubblicitaria” (Andromeda Relix, 2026)

Gli Astrolabio firmano un’altra opera irriverente, ironica e densa di significati, che alza il rock italiano a un livello altissimo, dove lo spettatore si trova in una regnatela di riferimenti ed è costretto a concentrarsi nell’ascolto, evitando di disperdere attenzione.

Twenty Four Hours “At The Edge Of Faith” (Andromeda Relix, 2026)

Un altro capitolo, il decimo, originale, ricco di musica affascinante e mai banale, che conferma gli italiani Twent Four Hors, una delle band più interessanti del panorama prog psichedelico internazionale.

Angine De Poitrine “Vol. 2” (Spectacles Bonzaï, 2026)

Non è una baracconata, è musica vera e originale, dissonante alle orecchie degli abituali consumatori di rock e anche per questo interessante. Resta da capire il motivo dell’enorme successo di una proposta decisamente underground.

Dark Millennium “Come” (Massacre Records, 2026)

Death, Doom, Black, Prog tutto mischiato insieme senza soluzione di continuità e senza un ordine apparente. Se ti lasci trasportare questo disco è un bel viaggio.

Dimmu Borgir “Grand Serpent Rising”  (Nuclear Blast, 2026)

Otto anni di attesa ma non tutto funziona. Grand Serpent Rising è come una nera montagna, arrivi al picco verso metà album e poi ricominci a scendere. Indomabili ma forse stanchi.

Satellite Inn “From Nowhere Revisited” (Cortez, 2026)

Il ritorno dei nostri eroi dell’alt country è quanto di meglio si potesse sperare, rendendone l’ascolto un rito obbligatorio per tutti gli appassionati del genere.

Kevin Steele “One Thing Left To Do” (Steele Records, 2026)

“One Thing Left To Do” è un album vario e personale, un sunto delle influenze e ispirazioni che hanno accompagnato Kevin Steele (Roxx Gang) nel suo percorso musicale iniziato quasi quarant’anni fa.

Naria “Lyra-La” (Autoproduzione, 2026)

Band tedesca che fonde proh, post e math rock, con un’attutudine melodica che ammalia. Secondo capitolo di una trilogia che merita l’attenzione di chi nel rock cerca nuove emozioni.

Generation Radio “Take Two” (Frontiers Records, 2026)

Generation Radio è un super gruppo formato da membri di Chicago, Rascal Flatts e altre band. “Take Two” è il loro grande secondo album. AOR ai massimi livelli.

Degreed “Curtain Calls” (Frontiers Records, 2026)

I Degreed sono tra i migliori interpreti del melodico svedese. Lo confermano con un album piuttosto vario, con melodie ricercate e un Robin Eriksson è al top della sua potenza vocale.

Sepultura “The Cloud of Unknowing EP” (Nuclear Blast, 2026)

Mentre è in corso il tour d’addio, i Sepultura hanno scritto alcune nuove canzoni, un EP che mostra una band con una totale libertà musicale. “The Cloud of Unknowing” è un saluto da apprezzare in pieno.

Creye “IV: Aftermath” (Frontiers Records, 2026)

Nuovo capitolo per gli svedesi Creye, “IV Aftermath” non vive di nostalgia, anche se la onora, guarda al futuro con melodie moderne, arrangiamenti sofisticati e una produzione notevole che ne esalta il lavoro.

Fighter V “Deja Vu” (Frontiers Records, 2026)

“Deja Vu” è il terzo album della band svizzera, che rispecchia la grande influenza dei loro idoli musicali, così come l’amore per l’hard rock melodico/AOR degli anni ’80. Disco ben fatto, consigliato per i nostalgici.

Dana Fuchs “Live In Denmark” (Juno Records, 2026)

“Live In Denmark” è live vero e sanguigno, con la cantante in splendida forma, dalla voce calda e Jopliniana a dare vita a un concerto blues con i controfiocchi.

Gypsy Pistoleros “Dark Faerie Tales” (The New Church Records, 2026)

Ritornano quei quattro pazzi londinesi dei Gypsy Pistoleros, con il loro mix di Glam Punk ‘n’ Roll hanno creato un’altra storia oscura e colorata sempre in bilico tra Hanoy Rocks,  Killing Joke, Poison e simili.

Robben Ford “Two Shades Of Blue” (Provogue/Artone, 2026)

Ottimo ritorno dopo cinque anni di assenza per Robben Ford, conferma che la vecchia guardia continua a dire la sua nella scena musicale internazionale.

Rose’s Pwan Shop “American Seams” (Blu Elan, 2026).

Un album consigliato non solo agli appassionati del genere che sicuramente avranno già avuto a che fare con la musica del gruppo californiano, ma pure a chi è in cerca di un album di ottima musica roots.

Crimson Glory “Chasing The Hydra” (BraveWords Records, 2026)

Tornano i Crimson Glory, con le loro maschere argentate per un album coinvolgente, che cattura l’essenza dell’identità musicale del gruppo. In sintesi un ritorno all’altezza del peso del loro nome e di quel prog metal che hanno contribuito ad inventare.

Cactus “Temple Of Blues II” (Cleopatra, 2026)

I Cactus, conosciuti come i Led Zeppelin d'America, sono una delle band cult dell'hard blues di primi anni settanta. Nati…

LeOssAPowerII “AllARiScOssA!” (Autoproduzione, 2026)

Un debutto militante, che ci ricorda che il rock è anche schierarsi e ribellione. Tra punk e noise, il duo ci travolge con un suono diretto che è un pugno nello stomaco!

U2 “Easter Lily” (Island Records, 2026)

Non si sa cosa sia successo ma è qualcosa di bello: gli U2 continuano a lavorare al loro album che canta di celebrazione, ma nel frattempo pare si trovino così bene con Jacknife Lee alla produzione, da non riuscire a trattenere la musica che viene fuori.

Warhog “Ethereal Journey” (Iron Tusk Productions, 2026)

Metal fantasioso, ispirato dai classici, ma che poi prende una direzione del tutto personale. Da ascoltare con attenzione.

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mickey E. Vil

Cantante e leader dei The Mugshots, autore di colonne sonore, DJ di un programma con quasi trenta anni di storia, autori di libri, articoli e interviste, Mickey E. Vil è uno dei personaggi di punta del nostra scena musicale underground. Andiamo a conoscerlo meglio!!

Crippled Black Phoenix “Sceaduhelm” (Season Of Mist, 2026)

I Crippled Black Phoenix sorprendono ancora e dimostrano quanto l’underground inglese sia lontano dall’esaurire la propria capacità di produrre opere importanti.

Foo Fighters “Your Favorite Toys” (Roswell Records/RCA Records, 2026)

Non sarà sicuramente il migliore album dei Foo Fighters ma “Your Favorite Toys” è un riuscito ritorno alla vita; difficile, drammatico ma voluto con tutte le forza da una delle rock band più importati degli ultimi anni, bentornati.

John Corabi “New Day” (Frontiers, 2026)

E’ un periodo dove John Corabi è presente nelle vetrine degli ormai quasi del tutto virtuali negozi di dischi e noi non possiamo che esserne felici e ringraziarlo di tanta bellezza, imperdibile.

Von Groove “Born To Rock” (Frontiers Records, 2026)

Tornano i canadesi Von Groove, e “Born To Rock” ti lascia un gran sorriso, un meraviglioso lavoro di rivisitazione del passato ben piantato nel presente. Eccezionali i Von Groove.

Drivin N Cryin “Crushing Flowers” (Drivin N Cryin Records, 2026)

Il nuovo album è formato da una carrellata di brani che, in modo sagace, trovano ispirazione in una buona fetta del meglio che il rock americano abbia regalato nei decenni scorsi.

The Cold Stares “Texas” (Mascot Records, 2026)

Conferme che forse erano già state date in abbondanza in passato, ma che con “Texas” lasciano spazio alla convinzione di essere al cospetto di una delle band più significative del rock blues odierno.

Jesper Lindell “3614 Jackson Highway” (Yep Rock, 2026)

Un album che trasuda leggenda da tutti i pori e ci restituisce un artista dalla grande passione e talento, dalla voce sanguigna e dall’amore smisurato per queste sonorità.

Jonathon Boogie Long “Courage In The Chaos” (Myrical Records, 2026)

Se sei nato a Baton Rouge in Louisiana, che tu lo voglia o no cresci con il blues tatuato nel corpo e nell'anima. Quel blues che è sangue, fatica, libertà, che ti scorre nelle vene da quando vedi la luce. Jonathon Boogie Long è figlio di quella terra paludosa, piena...

Confess “Metalmorphosis” (Frontiers Records, 2026)

Bravi i Confess che con questo quarto album, pubblicano il loro miglior lavoro e sono pronti a raccogliere l’eredità di Crashdïet e Hardcore Superstar.

Crobot “Supermoon” (Megaforce Records, 2026)

“Supermoon” è il tipo di album che dimostra come la coerenza sia la strada migliore per un album di qualità.  Le influenze non sono un mistero, ma il modo in cui vengono presentate dà vita a un suono davvero unico. Bravi!

Moonlight Haze – “Interstellar Madness” (Scarlet Records, 2026) – Recensione

Quinto capitolo della carriera Moonlight Haze: un EP cosmico e ambizioso, prodotto da Sascha Paeth, che porta il symphonic power metal italiano su standard internazionali.

Ben Brandt “Solid Ground” (Katalex Records, 2026)

“Solid Ground” è un album che riesce ad accontentare più palati, per questo consigliato sia ai fans del rock blues che a quelli più inclini a sonorità soul/funk.

Eliza Neals “Thunder In The House” (E & H Records, 2026)

Un nuovo album della cantante, pianista e produttrice discografica Eliza Neals è sempre sinonimo di grande blues rock, sanguigno e grintoso, di scuola metropolitana e di grande impatto.

Exhumed: teste mozzate e gore metal sul pubblico! (Traffic, 25 aprile 2026)

I californiani Exhumed riportano in auge i giorni gloriosi del gore metal, quello vero e putrefatto. E Roma risponde presente!

Venom “Into Oblivion” (Noise/Bmg, 2026)

A distanza di quasi mezzo secolo, l’essenza di ciò che rende speciale i Venom è rimasta intatta, un perfetto equilibrio tra aggressività e orecchiabilità, misto a quel rifiuto di prendersi troppo sul serio. “Into Oblivion” piacerà sia ai vecchi e ai nuovi fan.

Avon Desert Rock “Black On Sunshine” (Go Down Records, 2026)

Un buon ritorno, per il trio degli Avon, autori di un album che è vangelo per gli appassionati di stoner e desert rock.

Hardline “Shout” (Steamhammer, 2026)

Un buon ritorno questo degli Hardline, un disco ben interpretato da Johnny Joely, che si conferma un gran cantante, le canzoni scorrono con qualità, grazie ad una band preparata e che ama ciò che suona. Una conferma che farà piacere ai fan.

Arthur Brown, il padre dello shock rock

La prima maschera, le prime fiamme, le prime performance teatrali, il primo screaming, la prima elettronica, nella storia della nostra musica preferita. Ladies and gentlemen: Mr. Arthur Brown!

Chäinfist “Chäinfist ” (Stormbound Records, 2026)

Nato da un profondo e condiviso rispetto per gruppi come Motörhead, Venom e Sodom, Chäinfist è esattamente ciò che sembra: un disco ruvido, la produzione è iper fragorosa, si fa apprezzare per la sua genuina sfrontatezza.

Astrolabio “Una volta qui era tutta campagna pubblicitaria” (Andromeda Relix, 2026)

Gli Astrolabio firmano un’altra opera irriverente, ironica e densa di significati, che alza il rock italiano a un livello altissimo, dove lo spettatore si trova in una regnatela di riferimenti ed è costretto a concentrarsi nell’ascolto, evitando di disperdere attenzione.

Twenty Four Hours “At The Edge Of Faith” (Andromeda Relix, 2026)

Un altro capitolo, il decimo, originale, ricco di musica affascinante e mai banale, che conferma gli italiani Twent Four Hors, una delle band più interessanti del panorama prog psichedelico internazionale.

Angine De Poitrine “Vol. 2” (Spectacles Bonzaï, 2026)

Non è una baracconata, è musica vera e originale, dissonante alle orecchie degli abituali consumatori di rock e anche per questo interessante. Resta da capire il motivo dell’enorme successo di una proposta decisamente underground.

Dark Millennium “Come” (Massacre Records, 2026)

Death, Doom, Black, Prog tutto mischiato insieme senza soluzione di continuità e senza un ordine apparente. Se ti lasci trasportare questo disco è un bel viaggio.

Dimmu Borgir “Grand Serpent Rising”  (Nuclear Blast, 2026)

Otto anni di attesa ma non tutto funziona. Grand Serpent Rising è come una nera montagna, arrivi al picco verso metà album e poi ricominci a scendere. Indomabili ma forse stanchi.

Satellite Inn “From Nowhere Revisited” (Cortez, 2026)

Il ritorno dei nostri eroi dell’alt country è quanto di meglio si potesse sperare, rendendone l’ascolto un rito obbligatorio per tutti gli appassionati del genere.

Kevin Steele “One Thing Left To Do” (Steele Records, 2026)

“One Thing Left To Do” è un album vario e personale, un sunto delle influenze e ispirazioni che hanno accompagnato Kevin Steele (Roxx Gang) nel suo percorso musicale iniziato quasi quarant’anni fa.

Naria “Lyra-La” (Autoproduzione, 2026)

Band tedesca che fonde proh, post e math rock, con un’attutudine melodica che ammalia. Secondo capitolo di una trilogia che merita l’attenzione di chi nel rock cerca nuove emozioni.

Generation Radio “Take Two” (Frontiers Records, 2026)

Generation Radio è un super gruppo formato da membri di Chicago, Rascal Flatts e altre band. “Take Two” è il loro grande secondo album. AOR ai massimi livelli.

Degreed “Curtain Calls” (Frontiers Records, 2026)

I Degreed sono tra i migliori interpreti del melodico svedese. Lo confermano con un album piuttosto vario, con melodie ricercate e un Robin Eriksson è al top della sua potenza vocale.

Sepultura “The Cloud of Unknowing EP” (Nuclear Blast, 2026)

Mentre è in corso il tour d’addio, i Sepultura hanno scritto alcune nuove canzoni, un EP che mostra una band con una totale libertà musicale. “The Cloud of Unknowing” è un saluto da apprezzare in pieno.

Creye “IV: Aftermath” (Frontiers Records, 2026)

Nuovo capitolo per gli svedesi Creye, “IV Aftermath” non vive di nostalgia, anche se la onora, guarda al futuro con melodie moderne, arrangiamenti sofisticati e una produzione notevole che ne esalta il lavoro.

Fighter V “Deja Vu” (Frontiers Records, 2026)

“Deja Vu” è il terzo album della band svizzera, che rispecchia la grande influenza dei loro idoli musicali, così come l’amore per l’hard rock melodico/AOR degli anni ’80. Disco ben fatto, consigliato per i nostalgici.

Dana Fuchs “Live In Denmark” (Juno Records, 2026)

“Live In Denmark” è live vero e sanguigno, con la cantante in splendida forma, dalla voce calda e Jopliniana a dare vita a un concerto blues con i controfiocchi.

Gypsy Pistoleros “Dark Faerie Tales” (The New Church Records, 2026)

Ritornano quei quattro pazzi londinesi dei Gypsy Pistoleros, con il loro mix di Glam Punk ‘n’ Roll hanno creato un’altra storia oscura e colorata sempre in bilico tra Hanoy Rocks,  Killing Joke, Poison e simili.

Robben Ford “Two Shades Of Blue” (Provogue/Artone, 2026)

Ottimo ritorno dopo cinque anni di assenza per Robben Ford, conferma che la vecchia guardia continua a dire la sua nella scena musicale internazionale.

Rose’s Pwan Shop “American Seams” (Blu Elan, 2026).

Un album consigliato non solo agli appassionati del genere che sicuramente avranno già avuto a che fare con la musica del gruppo californiano, ma pure a chi è in cerca di un album di ottima musica roots.

Crimson Glory “Chasing The Hydra” (BraveWords Records, 2026)

Tornano i Crimson Glory, con le loro maschere argentate per un album coinvolgente, che cattura l’essenza dell’identità musicale del gruppo. In sintesi un ritorno all’altezza del peso del loro nome e di quel prog metal che hanno contribuito ad inventare.

Cactus “Temple Of Blues II” (Cleopatra, 2026)

I Cactus, conosciuti come i Led Zeppelin d'America, sono una delle band cult dell'hard blues di primi anni settanta. Nati per volere dello storico batterista Carmine Appice dopo la fine artistica dei Vanilla Fudge, diedero vita a due album epocali come l'esordio...

LeOssAPowerII “AllARiScOssA!” (Autoproduzione, 2026)

Un debutto militante, che ci ricorda che il rock è anche schierarsi e ribellione. Tra punk e noise, il duo ci travolge con un suono diretto che è un pugno nello stomaco!

U2 “Easter Lily” (Island Records, 2026)

Non si sa cosa sia successo ma è qualcosa di bello: gli U2 continuano a lavorare al loro album che canta di celebrazione, ma nel frattempo pare si trovino così bene con Jacknife Lee alla produzione, da non riuscire a trattenere la musica che viene fuori.

Warhog “Ethereal Journey” (Iron Tusk Productions, 2026)

Metal fantasioso, ispirato dai classici, ma che poi prende una direzione del tutto personale. Da ascoltare con attenzione.

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mickey E. Vil

Cantante e leader dei The Mugshots, autore di colonne sonore, DJ di un programma con quasi trenta anni di storia, autori di libri, articoli e interviste, Mickey E. Vil è uno dei personaggi di punta del nostra scena musicale underground. Andiamo a conoscerlo meglio!!

Crippled Black Phoenix “Sceaduhelm” (Season Of Mist, 2026)

I Crippled Black Phoenix sorprendono ancora e dimostrano quanto l’underground inglese sia lontano dall’esaurire la propria capacità di produrre opere importanti.

Foo Fighters “Your Favorite Toys” (Roswell Records/RCA Records, 2026)

Non sarà sicuramente il migliore album dei Foo Fighters ma “Your Favorite Toys” è un riuscito ritorno alla vita; difficile, drammatico ma voluto con tutte le forza da una delle rock band più importati degli ultimi anni, bentornati.

John Corabi “New Day” (Frontiers, 2026)

E’ un periodo dove John Corabi è presente nelle vetrine degli ormai quasi del tutto virtuali negozi di dischi e noi non possiamo che esserne felici e ringraziarlo di tanta bellezza, imperdibile.

Von Groove “Born To Rock” (Frontiers Records, 2026)

Tornano i canadesi Von Groove, e “Born To Rock” ti lascia un gran sorriso, un meraviglioso lavoro di rivisitazione del passato ben piantato nel presente. Eccezionali i Von Groove.

Drivin N Cryin “Crushing Flowers” (Drivin N Cryin Records, 2026)

Il nuovo album è formato da una carrellata di brani che, in modo sagace, trovano ispirazione in una buona fetta del meglio che il rock americano abbia regalato nei decenni scorsi.

The Cold Stares “Texas” (Mascot Records, 2026)

Conferme che forse erano già state date in abbondanza in passato, ma che con “Texas” lasciano spazio alla convinzione di essere al cospetto di una delle band più significative del rock blues odierno.

Jesper Lindell “3614 Jackson Highway” (Yep Rock, 2026)

Un album che trasuda leggenda da tutti i pori e ci restituisce un artista dalla grande passione e talento, dalla voce sanguigna e dall’amore smisurato per queste sonorità.

Jonathon Boogie Long “Courage In The Chaos” (Myrical Records, 2026)

Se sei nato a Baton Rouge in Louisiana, che tu lo voglia o no cresci con il blues tatuato nel…

Confess “Metalmorphosis” (Frontiers Records, 2026)

Bravi i Confess che con questo quarto album, pubblicano il loro miglior lavoro e sono pronti a raccogliere l’eredità di Crashdïet e Hardcore Superstar.

Crobot “Supermoon” (Megaforce Records, 2026)

“Supermoon” è il tipo di album che dimostra come la coerenza sia la strada migliore per un album di qualità.  Le influenze non sono un mistero, ma il modo in cui vengono presentate dà vita a un suono davvero unico. Bravi!

Moonlight Haze – “Interstellar Madness” (Scarlet Records, 2026) – Recensione

Quinto capitolo della carriera Moonlight Haze: un EP cosmico e ambizioso, prodotto da Sascha Paeth, che porta il symphonic power metal italiano su standard internazionali.

Ben Brandt “Solid Ground” (Katalex Records, 2026)

“Solid Ground” è un album che riesce ad accontentare più palati, per questo consigliato sia ai fans del rock blues che a quelli più inclini a sonorità soul/funk.

Eliza Neals “Thunder In The House” (E & H Records, 2026)

Un nuovo album della cantante, pianista e produttrice discografica Eliza Neals è sempre sinonimo di grande blues rock, sanguigno e grintoso, di scuola metropolitana e di grande impatto.

Exhumed: teste mozzate e gore metal sul pubblico! (Traffic, 25 aprile 2026)

I californiani Exhumed riportano in auge i giorni gloriosi del gore metal, quello vero e putrefatto. E Roma risponde presente!

Venom “Into Oblivion” (Noise/Bmg, 2026)

A distanza di quasi mezzo secolo, l’essenza di ciò che rende speciale i Venom è rimasta intatta, un perfetto equilibrio tra aggressività e orecchiabilità, misto a quel rifiuto di prendersi troppo sul serio. “Into Oblivion” piacerà sia ai vecchi e ai nuovi fan.

Avon Desert Rock “Black On Sunshine” (Go Down Records, 2026)

Un buon ritorno, per il trio degli Avon, autori di un album che è vangelo per gli appassionati di stoner e desert rock.

Hardline “Shout” (Steamhammer, 2026)

Un buon ritorno questo degli Hardline, un disco ben interpretato da Johnny Joely, che si conferma un gran cantante, le canzoni scorrono con qualità, grazie ad una band preparata e che ama ciò che suona. Una conferma che farà piacere ai fan.

Arthur Brown, il padre dello shock rock

La prima maschera, le prime fiamme, le prime performance teatrali, il primo screaming, la prima elettronica, nella storia della nostra musica preferita. Ladies and gentlemen: Mr. Arthur Brown!

Chäinfist “Chäinfist ” (Stormbound Records, 2026)

Nato da un profondo e condiviso rispetto per gruppi come Motörhead, Venom e Sodom, Chäinfist è esattamente ciò che sembra: un disco ruvido, la produzione è iper fragorosa, si fa apprezzare per la sua genuina sfrontatezza.

Astrolabio “Una volta qui era tutta campagna pubblicitaria” (Andromeda Relix, 2026)

Gli Astrolabio firmano un’altra opera irriverente, ironica e densa di significati, che alza il rock italiano a un livello altissimo, dove lo spettatore si trova in una regnatela di riferimenti ed è costretto a concentrarsi nell’ascolto, evitando di disperdere attenzione.

Twenty Four Hours “At The Edge Of Faith” (Andromeda Relix, 2026)

Un altro capitolo, il decimo, originale, ricco di musica affascinante e mai banale, che conferma gli italiani Twent Four Hors, una delle band più interessanti del panorama prog psichedelico internazionale.

Angine De Poitrine “Vol. 2” (Spectacles Bonzaï, 2026)

Non è una baracconata, è musica vera e originale, dissonante alle orecchie degli abituali consumatori di rock e anche per questo interessante. Resta da capire il motivo dell’enorme successo di una proposta decisamente underground.

Dark Millennium “Come” (Massacre Records, 2026)

Death, Doom, Black, Prog tutto mischiato insieme senza soluzione di continuità e senza un ordine apparente. Se ti lasci trasportare questo disco è un bel viaggio.

Dimmu Borgir “Grand Serpent Rising”  (Nuclear Blast, 2026)

Otto anni di attesa ma non tutto funziona. Grand Serpent Rising è come una nera montagna, arrivi al picco verso metà album e poi ricominci a scendere. Indomabili ma forse stanchi.

Satellite Inn “From Nowhere Revisited” (Cortez, 2026)

Il ritorno dei nostri eroi dell’alt country è quanto di meglio si potesse sperare, rendendone l’ascolto un rito obbligatorio per tutti gli appassionati del genere.

Kevin Steele “One Thing Left To Do” (Steele Records, 2026)

“One Thing Left To Do” è un album vario e personale, un sunto delle influenze e ispirazioni che hanno accompagnato Kevin Steele (Roxx Gang) nel suo percorso musicale iniziato quasi quarant’anni fa.

Naria “Lyra-La” (Autoproduzione, 2026)

Band tedesca che fonde proh, post e math rock, con un’attutudine melodica che ammalia. Secondo capitolo di una trilogia che merita l’attenzione di chi nel rock cerca nuove emozioni.

Generation Radio “Take Two” (Frontiers Records, 2026)

Generation Radio è un super gruppo formato da membri di Chicago, Rascal Flatts e altre band. “Take Two” è il loro grande secondo album. AOR ai massimi livelli.

Degreed “Curtain Calls” (Frontiers Records, 2026)

I Degreed sono tra i migliori interpreti del melodico svedese. Lo confermano con un album piuttosto vario, con melodie ricercate e un Robin Eriksson è al top della sua potenza vocale.

Sepultura “The Cloud of Unknowing EP” (Nuclear Blast, 2026)

Mentre è in corso il tour d’addio, i Sepultura hanno scritto alcune nuove canzoni, un EP che mostra una band con una totale libertà musicale. “The Cloud of Unknowing” è un saluto da apprezzare in pieno.

Creye “IV: Aftermath” (Frontiers Records, 2026)

Nuovo capitolo per gli svedesi Creye, “IV Aftermath” non vive di nostalgia, anche se la onora, guarda al futuro con melodie moderne, arrangiamenti sofisticati e una produzione notevole che ne esalta il lavoro.

Fighter V “Deja Vu” (Frontiers Records, 2026)

“Deja Vu” è il terzo album della band svizzera, che rispecchia la grande influenza dei loro idoli musicali, così come l’amore per l’hard rock melodico/AOR degli anni ’80. Disco ben fatto, consigliato per i nostalgici.

Dana Fuchs “Live In Denmark” (Juno Records, 2026)

“Live In Denmark” è live vero e sanguigno, con la cantante in splendida forma, dalla voce calda e Jopliniana a dare vita a un concerto blues con i controfiocchi.

Gypsy Pistoleros “Dark Faerie Tales” (The New Church Records, 2026)

Ritornano quei quattro pazzi londinesi dei Gypsy Pistoleros, con il loro mix di Glam Punk ‘n’ Roll hanno creato un’altra storia oscura e colorata sempre in bilico tra Hanoy Rocks,  Killing Joke, Poison e simili.

Robben Ford “Two Shades Of Blue” (Provogue/Artone, 2026)

Ottimo ritorno dopo cinque anni di assenza per Robben Ford, conferma che la vecchia guardia continua a dire la sua nella scena musicale internazionale.

Rose’s Pwan Shop “American Seams” (Blu Elan, 2026).

Un album consigliato non solo agli appassionati del genere che sicuramente avranno già avuto a che fare con la musica del gruppo californiano, ma pure a chi è in cerca di un album di ottima musica roots.

Crimson Glory “Chasing The Hydra” (BraveWords Records, 2026)

Tornano i Crimson Glory, con le loro maschere argentate per un album coinvolgente, che cattura l’essenza dell’identità musicale del gruppo. In sintesi un ritorno all’altezza del peso del loro nome e di quel prog metal che hanno contribuito ad inventare.

Cactus “Temple Of Blues II” (Cleopatra, 2026)

I Cactus, conosciuti come i Led Zeppelin d'America, sono una delle band cult dell'hard blues di primi anni settanta. Nati…

LeOssAPowerII “AllARiScOssA!” (Autoproduzione, 2026)

Un debutto militante, che ci ricorda che il rock è anche schierarsi e ribellione. Tra punk e noise, il duo ci travolge con un suono diretto che è un pugno nello stomaco!

U2 “Easter Lily” (Island Records, 2026)

Non si sa cosa sia successo ma è qualcosa di bello: gli U2 continuano a lavorare al loro album che canta di celebrazione, ma nel frattempo pare si trovino così bene con Jacknife Lee alla produzione, da non riuscire a trattenere la musica che viene fuori.

Warhog “Ethereal Journey” (Iron Tusk Productions, 2026)

Metal fantasioso, ispirato dai classici, ma che poi prende una direzione del tutto personale. Da ascoltare con attenzione.

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mickey E. Vil

Cantante e leader dei The Mugshots, autore di colonne sonore, DJ di un programma con quasi trenta anni di storia, autori di libri, articoli e interviste, Mickey E. Vil è uno dei personaggi di punta del nostra scena musicale underground. Andiamo a conoscerlo meglio!!

Crippled Black Phoenix “Sceaduhelm” (Season Of Mist, 2026)

I Crippled Black Phoenix sorprendono ancora e dimostrano quanto l’underground inglese sia lontano dall’esaurire la propria capacità di produrre opere importanti.

Foo Fighters “Your Favorite Toys” (Roswell Records/RCA Records, 2026)

Non sarà sicuramente il migliore album dei Foo Fighters ma “Your Favorite Toys” è un riuscito ritorno alla vita; difficile, drammatico ma voluto con tutte le forza da una delle rock band più importati degli ultimi anni, bentornati.

John Corabi “New Day” (Frontiers, 2026)

E’ un periodo dove John Corabi è presente nelle vetrine degli ormai quasi del tutto virtuali negozi di dischi e noi non possiamo che esserne felici e ringraziarlo di tanta bellezza, imperdibile.

Von Groove “Born To Rock” (Frontiers Records, 2026)

Tornano i canadesi Von Groove, e “Born To Rock” ti lascia un gran sorriso, un meraviglioso lavoro di rivisitazione del passato ben piantato nel presente. Eccezionali i Von Groove.

Drivin N Cryin “Crushing Flowers” (Drivin N Cryin Records, 2026)

Il nuovo album è formato da una carrellata di brani che, in modo sagace, trovano ispirazione in una buona fetta del meglio che il rock americano abbia regalato nei decenni scorsi.

The Cold Stares “Texas” (Mascot Records, 2026)

Conferme che forse erano già state date in abbondanza in passato, ma che con “Texas” lasciano spazio alla convinzione di essere al cospetto di una delle band più significative del rock blues odierno.

Jesper Lindell “3614 Jackson Highway” (Yep Rock, 2026)

Un album che trasuda leggenda da tutti i pori e ci restituisce un artista dalla grande passione e talento, dalla voce sanguigna e dall’amore smisurato per queste sonorità.

Jonathon Boogie Long “Courage In The Chaos” (Myrical Records, 2026)

Se sei nato a Baton Rouge in Louisiana, che tu lo voglia o no cresci con il blues tatuato nel corpo e nell'anima. Quel blues che è sangue, fatica, libertà, che ti scorre nelle vene da quando vedi la luce. Jonathon Boogie Long è figlio di quella terra paludosa, piena...

Confess “Metalmorphosis” (Frontiers Records, 2026)

Bravi i Confess che con questo quarto album, pubblicano il loro miglior lavoro e sono pronti a raccogliere l’eredità di Crashdïet e Hardcore Superstar.

Crobot “Supermoon” (Megaforce Records, 2026)

“Supermoon” è il tipo di album che dimostra come la coerenza sia la strada migliore per un album di qualità.  Le influenze non sono un mistero, ma il modo in cui vengono presentate dà vita a un suono davvero unico. Bravi!

Moonlight Haze – “Interstellar Madness” (Scarlet Records, 2026) – Recensione

Quinto capitolo della carriera Moonlight Haze: un EP cosmico e ambizioso, prodotto da Sascha Paeth, che porta il symphonic power metal italiano su standard internazionali.

Ben Brandt “Solid Ground” (Katalex Records, 2026)

“Solid Ground” è un album che riesce ad accontentare più palati, per questo consigliato sia ai fans del rock blues che a quelli più inclini a sonorità soul/funk.

Eliza Neals “Thunder In The House” (E & H Records, 2026)

Un nuovo album della cantante, pianista e produttrice discografica Eliza Neals è sempre sinonimo di grande blues rock, sanguigno e grintoso, di scuola metropolitana e di grande impatto.

Exhumed: teste mozzate e gore metal sul pubblico! (Traffic, 25 aprile 2026)

I californiani Exhumed riportano in auge i giorni gloriosi del gore metal, quello vero e putrefatto. E Roma risponde presente!

Venom “Into Oblivion” (Noise/Bmg, 2026)

A distanza di quasi mezzo secolo, l’essenza di ciò che rende speciale i Venom è rimasta intatta, un perfetto equilibrio tra aggressività e orecchiabilità, misto a quel rifiuto di prendersi troppo sul serio. “Into Oblivion” piacerà sia ai vecchi e ai nuovi fan.

Avon Desert Rock “Black On Sunshine” (Go Down Records, 2026)

Un buon ritorno, per il trio degli Avon, autori di un album che è vangelo per gli appassionati di stoner e desert rock.

Hardline “Shout” (Steamhammer, 2026)

Un buon ritorno questo degli Hardline, un disco ben interpretato da Johnny Joely, che si conferma un gran cantante, le canzoni scorrono con qualità, grazie ad una band preparata e che ama ciò che suona. Una conferma che farà piacere ai fan.

Arthur Brown, il padre dello shock rock

La prima maschera, le prime fiamme, le prime performance teatrali, il primo screaming, la prima elettronica, nella storia della nostra musica preferita. Ladies and gentlemen: Mr. Arthur Brown!

Chäinfist “Chäinfist ” (Stormbound Records, 2026)

Nato da un profondo e condiviso rispetto per gruppi come Motörhead, Venom e Sodom, Chäinfist è esattamente ciò che sembra: un disco ruvido, la produzione è iper fragorosa, si fa apprezzare per la sua genuina sfrontatezza.

Astrolabio “Una volta qui era tutta campagna pubblicitaria” (Andromeda Relix, 2026)

Gli Astrolabio firmano un’altra opera irriverente, ironica e densa di significati, che alza il rock italiano a un livello altissimo, dove lo spettatore si trova in una regnatela di riferimenti ed è costretto a concentrarsi nell’ascolto, evitando di disperdere attenzione.

Twenty Four Hours “At The Edge Of Faith” (Andromeda Relix, 2026)

Un altro capitolo, il decimo, originale, ricco di musica affascinante e mai banale, che conferma gli italiani Twent Four Hors, una delle band più interessanti del panorama prog psichedelico internazionale.

Angine De Poitrine “Vol. 2” (Spectacles Bonzaï, 2026)

Non è una baracconata, è musica vera e originale, dissonante alle orecchie degli abituali consumatori di rock e anche per questo interessante. Resta da capire il motivo dell’enorme successo di una proposta decisamente underground.

Dark Millennium “Come” (Massacre Records, 2026)

Death, Doom, Black, Prog tutto mischiato insieme senza soluzione di continuità e senza un ordine apparente. Se ti lasci trasportare questo disco è un bel viaggio.

Dimmu Borgir “Grand Serpent Rising”  (Nuclear Blast, 2026)

Otto anni di attesa ma non tutto funziona. Grand Serpent Rising è come una nera montagna, arrivi al picco verso metà album e poi ricominci a scendere. Indomabili ma forse stanchi.

Satellite Inn “From Nowhere Revisited” (Cortez, 2026)

Il ritorno dei nostri eroi dell’alt country è quanto di meglio si potesse sperare, rendendone l’ascolto un rito obbligatorio per tutti gli appassionati del genere.

Kevin Steele “One Thing Left To Do” (Steele Records, 2026)

“One Thing Left To Do” è un album vario e personale, un sunto delle influenze e ispirazioni che hanno accompagnato Kevin Steele (Roxx Gang) nel suo percorso musicale iniziato quasi quarant’anni fa.

Naria “Lyra-La” (Autoproduzione, 2026)

Band tedesca che fonde proh, post e math rock, con un’attutudine melodica che ammalia. Secondo capitolo di una trilogia che merita l’attenzione di chi nel rock cerca nuove emozioni.

Generation Radio “Take Two” (Frontiers Records, 2026)

Generation Radio è un super gruppo formato da membri di Chicago, Rascal Flatts e altre band. “Take Two” è il loro grande secondo album. AOR ai massimi livelli.

Degreed “Curtain Calls” (Frontiers Records, 2026)

I Degreed sono tra i migliori interpreti del melodico svedese. Lo confermano con un album piuttosto vario, con melodie ricercate e un Robin Eriksson è al top della sua potenza vocale.

Sepultura “The Cloud of Unknowing EP” (Nuclear Blast, 2026)

Mentre è in corso il tour d’addio, i Sepultura hanno scritto alcune nuove canzoni, un EP che mostra una band con una totale libertà musicale. “The Cloud of Unknowing” è un saluto da apprezzare in pieno.

Creye “IV: Aftermath” (Frontiers Records, 2026)

Nuovo capitolo per gli svedesi Creye, “IV Aftermath” non vive di nostalgia, anche se la onora, guarda al futuro con melodie moderne, arrangiamenti sofisticati e una produzione notevole che ne esalta il lavoro.

Fighter V “Deja Vu” (Frontiers Records, 2026)

“Deja Vu” è il terzo album della band svizzera, che rispecchia la grande influenza dei loro idoli musicali, così come l’amore per l’hard rock melodico/AOR degli anni ’80. Disco ben fatto, consigliato per i nostalgici.

Dana Fuchs “Live In Denmark” (Juno Records, 2026)

“Live In Denmark” è live vero e sanguigno, con la cantante in splendida forma, dalla voce calda e Jopliniana a dare vita a un concerto blues con i controfiocchi.

Gypsy Pistoleros “Dark Faerie Tales” (The New Church Records, 2026)

Ritornano quei quattro pazzi londinesi dei Gypsy Pistoleros, con il loro mix di Glam Punk ‘n’ Roll hanno creato un’altra storia oscura e colorata sempre in bilico tra Hanoy Rocks,  Killing Joke, Poison e simili.

Robben Ford “Two Shades Of Blue” (Provogue/Artone, 2026)

Ottimo ritorno dopo cinque anni di assenza per Robben Ford, conferma che la vecchia guardia continua a dire la sua nella scena musicale internazionale.

Rose’s Pwan Shop “American Seams” (Blu Elan, 2026).

Un album consigliato non solo agli appassionati del genere che sicuramente avranno già avuto a che fare con la musica del gruppo californiano, ma pure a chi è in cerca di un album di ottima musica roots.

Crimson Glory “Chasing The Hydra” (BraveWords Records, 2026)

Tornano i Crimson Glory, con le loro maschere argentate per un album coinvolgente, che cattura l’essenza dell’identità musicale del gruppo. In sintesi un ritorno all’altezza del peso del loro nome e di quel prog metal che hanno contribuito ad inventare.

Cactus “Temple Of Blues II” (Cleopatra, 2026)

I Cactus, conosciuti come i Led Zeppelin d'America, sono una delle band cult dell'hard blues di primi anni settanta. Nati per volere dello storico batterista Carmine Appice dopo la fine artistica dei Vanilla Fudge, diedero vita a due album epocali come l'esordio...

LeOssAPowerII “AllARiScOssA!” (Autoproduzione, 2026)

Un debutto militante, che ci ricorda che il rock è anche schierarsi e ribellione. Tra punk e noise, il duo ci travolge con un suono diretto che è un pugno nello stomaco!

U2 “Easter Lily” (Island Records, 2026)

Non si sa cosa sia successo ma è qualcosa di bello: gli U2 continuano a lavorare al loro album che canta di celebrazione, ma nel frattempo pare si trovino così bene con Jacknife Lee alla produzione, da non riuscire a trattenere la musica che viene fuori.

Warhog “Ethereal Journey” (Iron Tusk Productions, 2026)

Metal fantasioso, ispirato dai classici, ma che poi prende una direzione del tutto personale. Da ascoltare con attenzione.

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mickey E. Vil

Cantante e leader dei The Mugshots, autore di colonne sonore, DJ di un programma con quasi trenta anni di storia, autori di libri, articoli e interviste, Mickey E. Vil è uno dei personaggi di punta del nostra scena musicale underground. Andiamo a conoscerlo meglio!!

Crippled Black Phoenix “Sceaduhelm” (Season Of Mist, 2026)

I Crippled Black Phoenix sorprendono ancora e dimostrano quanto l’underground inglese sia lontano dall’esaurire la propria capacità di produrre opere importanti.

Foo Fighters “Your Favorite Toys” (Roswell Records/RCA Records, 2026)

Non sarà sicuramente il migliore album dei Foo Fighters ma “Your Favorite Toys” è un riuscito ritorno alla vita; difficile, drammatico ma voluto con tutte le forza da una delle rock band più importati degli ultimi anni, bentornati.

John Corabi “New Day” (Frontiers, 2026)

E’ un periodo dove John Corabi è presente nelle vetrine degli ormai quasi del tutto virtuali negozi di dischi e noi non possiamo che esserne felici e ringraziarlo di tanta bellezza, imperdibile.

Von Groove “Born To Rock” (Frontiers Records, 2026)

Tornano i canadesi Von Groove, e “Born To Rock” ti lascia un gran sorriso, un meraviglioso lavoro di rivisitazione del passato ben piantato nel presente. Eccezionali i Von Groove.

Drivin N Cryin “Crushing Flowers” (Drivin N Cryin Records, 2026)

Il nuovo album è formato da una carrellata di brani che, in modo sagace, trovano ispirazione in una buona fetta del meglio che il rock americano abbia regalato nei decenni scorsi.

The Cold Stares “Texas” (Mascot Records, 2026)

Conferme che forse erano già state date in abbondanza in passato, ma che con “Texas” lasciano spazio alla convinzione di essere al cospetto di una delle band più significative del rock blues odierno.

Jesper Lindell “3614 Jackson Highway” (Yep Rock, 2026)

Un album che trasuda leggenda da tutti i pori e ci restituisce un artista dalla grande passione e talento, dalla voce sanguigna e dall’amore smisurato per queste sonorità.

Jonathon Boogie Long “Courage In The Chaos” (Myrical Records, 2026)

Se sei nato a Baton Rouge in Louisiana, che tu lo voglia o no cresci con il blues tatuato nel…

Confess “Metalmorphosis” (Frontiers Records, 2026)

Bravi i Confess che con questo quarto album, pubblicano il loro miglior lavoro e sono pronti a raccogliere l’eredità di Crashdïet e Hardcore Superstar.

Crobot “Supermoon” (Megaforce Records, 2026)

“Supermoon” è il tipo di album che dimostra come la coerenza sia la strada migliore per un album di qualità.  Le influenze non sono un mistero, ma il modo in cui vengono presentate dà vita a un suono davvero unico. Bravi!

Moonlight Haze – “Interstellar Madness” (Scarlet Records, 2026) – Recensione

Quinto capitolo della carriera Moonlight Haze: un EP cosmico e ambizioso, prodotto da Sascha Paeth, che porta il symphonic power metal italiano su standard internazionali.

Ben Brandt “Solid Ground” (Katalex Records, 2026)

“Solid Ground” è un album che riesce ad accontentare più palati, per questo consigliato sia ai fans del rock blues che a quelli più inclini a sonorità soul/funk.

Eliza Neals “Thunder In The House” (E & H Records, 2026)

Un nuovo album della cantante, pianista e produttrice discografica Eliza Neals è sempre sinonimo di grande blues rock, sanguigno e grintoso, di scuola metropolitana e di grande impatto.

Exhumed: teste mozzate e gore metal sul pubblico! (Traffic, 25 aprile 2026)

I californiani Exhumed riportano in auge i giorni gloriosi del gore metal, quello vero e putrefatto. E Roma risponde presente!

Venom “Into Oblivion” (Noise/Bmg, 2026)

A distanza di quasi mezzo secolo, l’essenza di ciò che rende speciale i Venom è rimasta intatta, un perfetto equilibrio tra aggressività e orecchiabilità, misto a quel rifiuto di prendersi troppo sul serio. “Into Oblivion” piacerà sia ai vecchi e ai nuovi fan.

Avon Desert Rock “Black On Sunshine” (Go Down Records, 2026)

Un buon ritorno, per il trio degli Avon, autori di un album che è vangelo per gli appassionati di stoner e desert rock.

Hardline “Shout” (Steamhammer, 2026)

Un buon ritorno questo degli Hardline, un disco ben interpretato da Johnny Joely, che si conferma un gran cantante, le canzoni scorrono con qualità, grazie ad una band preparata e che ama ciò che suona. Una conferma che farà piacere ai fan.

Arthur Brown, il padre dello shock rock

La prima maschera, le prime fiamme, le prime performance teatrali, il primo screaming, la prima elettronica, nella storia della nostra musica preferita. Ladies and gentlemen: Mr. Arthur Brown!

Chäinfist “Chäinfist ” (Stormbound Records, 2026)

Nato da un profondo e condiviso rispetto per gruppi come Motörhead, Venom e Sodom, Chäinfist è esattamente ciò che sembra: un disco ruvido, la produzione è iper fragorosa, si fa apprezzare per la sua genuina sfrontatezza.

Astrolabio “Una volta qui era tutta campagna pubblicitaria” (Andromeda Relix, 2026)

Gli Astrolabio firmano un’altra opera irriverente, ironica e densa di significati, che alza il rock italiano a un livello altissimo, dove lo spettatore si trova in una regnatela di riferimenti ed è costretto a concentrarsi nell’ascolto, evitando di disperdere attenzione.

Twenty Four Hours “At The Edge Of Faith” (Andromeda Relix, 2026)

Un altro capitolo, il decimo, originale, ricco di musica affascinante e mai banale, che conferma gli italiani Twent Four Hors, una delle band più interessanti del panorama prog psichedelico internazionale.

Angine De Poitrine “Vol. 2” (Spectacles Bonzaï, 2026)

Non è una baracconata, è musica vera e originale, dissonante alle orecchie degli abituali consumatori di rock e anche per questo interessante. Resta da capire il motivo dell’enorme successo di una proposta decisamente underground.

Dark Millennium “Come” (Massacre Records, 2026)

Death, Doom, Black, Prog tutto mischiato insieme senza soluzione di continuità e senza un ordine apparente. Se ti lasci trasportare questo disco è un bel viaggio.

Dimmu Borgir “Grand Serpent Rising”  (Nuclear Blast, 2026)

Otto anni di attesa ma non tutto funziona. Grand Serpent Rising è come una nera montagna, arrivi al picco verso metà album e poi ricominci a scendere. Indomabili ma forse stanchi.

Satellite Inn “From Nowhere Revisited” (Cortez, 2026)

Il ritorno dei nostri eroi dell’alt country è quanto di meglio si potesse sperare, rendendone l’ascolto un rito obbligatorio per tutti gli appassionati del genere.

Kevin Steele “One Thing Left To Do” (Steele Records, 2026)

“One Thing Left To Do” è un album vario e personale, un sunto delle influenze e ispirazioni che hanno accompagnato Kevin Steele (Roxx Gang) nel suo percorso musicale iniziato quasi quarant’anni fa.

Naria “Lyra-La” (Autoproduzione, 2026)

Band tedesca che fonde proh, post e math rock, con un’attutudine melodica che ammalia. Secondo capitolo di una trilogia che merita l’attenzione di chi nel rock cerca nuove emozioni.

Generation Radio “Take Two” (Frontiers Records, 2026)

Generation Radio è un super gruppo formato da membri di Chicago, Rascal Flatts e altre band. “Take Two” è il loro grande secondo album. AOR ai massimi livelli.

Degreed “Curtain Calls” (Frontiers Records, 2026)

I Degreed sono tra i migliori interpreti del melodico svedese. Lo confermano con un album piuttosto vario, con melodie ricercate e un Robin Eriksson è al top della sua potenza vocale.

Sepultura “The Cloud of Unknowing EP” (Nuclear Blast, 2026)

Mentre è in corso il tour d’addio, i Sepultura hanno scritto alcune nuove canzoni, un EP che mostra una band con una totale libertà musicale. “The Cloud of Unknowing” è un saluto da apprezzare in pieno.

Creye “IV: Aftermath” (Frontiers Records, 2026)

Nuovo capitolo per gli svedesi Creye, “IV Aftermath” non vive di nostalgia, anche se la onora, guarda al futuro con melodie moderne, arrangiamenti sofisticati e una produzione notevole che ne esalta il lavoro.

Fighter V “Deja Vu” (Frontiers Records, 2026)

“Deja Vu” è il terzo album della band svizzera, che rispecchia la grande influenza dei loro idoli musicali, così come l’amore per l’hard rock melodico/AOR degli anni ’80. Disco ben fatto, consigliato per i nostalgici.

Dana Fuchs “Live In Denmark” (Juno Records, 2026)

“Live In Denmark” è live vero e sanguigno, con la cantante in splendida forma, dalla voce calda e Jopliniana a dare vita a un concerto blues con i controfiocchi.

Gypsy Pistoleros “Dark Faerie Tales” (The New Church Records, 2026)

Ritornano quei quattro pazzi londinesi dei Gypsy Pistoleros, con il loro mix di Glam Punk ‘n’ Roll hanno creato un’altra storia oscura e colorata sempre in bilico tra Hanoy Rocks,  Killing Joke, Poison e simili.

Robben Ford “Two Shades Of Blue” (Provogue/Artone, 2026)

Ottimo ritorno dopo cinque anni di assenza per Robben Ford, conferma che la vecchia guardia continua a dire la sua nella scena musicale internazionale.

Rose’s Pwan Shop “American Seams” (Blu Elan, 2026).

Un album consigliato non solo agli appassionati del genere che sicuramente avranno già avuto a che fare con la musica del gruppo californiano, ma pure a chi è in cerca di un album di ottima musica roots.

Crimson Glory “Chasing The Hydra” (BraveWords Records, 2026)

Tornano i Crimson Glory, con le loro maschere argentate per un album coinvolgente, che cattura l’essenza dell’identità musicale del gruppo. In sintesi un ritorno all’altezza del peso del loro nome e di quel prog metal che hanno contribuito ad inventare.

Cactus “Temple Of Blues II” (Cleopatra, 2026)

I Cactus, conosciuti come i Led Zeppelin d'America, sono una delle band cult dell'hard blues di primi anni settanta. Nati…

LeOssAPowerII “AllARiScOssA!” (Autoproduzione, 2026)

Un debutto militante, che ci ricorda che il rock è anche schierarsi e ribellione. Tra punk e noise, il duo ci travolge con un suono diretto che è un pugno nello stomaco!

U2 “Easter Lily” (Island Records, 2026)

Non si sa cosa sia successo ma è qualcosa di bello: gli U2 continuano a lavorare al loro album che canta di celebrazione, ma nel frattempo pare si trovino così bene con Jacknife Lee alla produzione, da non riuscire a trattenere la musica che viene fuori.

Warhog “Ethereal Journey” (Iron Tusk Productions, 2026)

Metal fantasioso, ispirato dai classici, ma che poi prende una direzione del tutto personale. Da ascoltare con attenzione.

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mickey E. Vil

Cantante e leader dei The Mugshots, autore di colonne sonore, DJ di un programma con quasi trenta anni di storia, autori di libri, articoli e interviste, Mickey E. Vil è uno dei personaggi di punta del nostra scena musicale underground. Andiamo a conoscerlo meglio!!

Crippled Black Phoenix “Sceaduhelm” (Season Of Mist, 2026)

I Crippled Black Phoenix sorprendono ancora e dimostrano quanto l’underground inglese sia lontano dall’esaurire la propria capacità di produrre opere importanti.

Foo Fighters “Your Favorite Toys” (Roswell Records/RCA Records, 2026)

Non sarà sicuramente il migliore album dei Foo Fighters ma “Your Favorite Toys” è un riuscito ritorno alla vita; difficile, drammatico ma voluto con tutte le forza da una delle rock band più importati degli ultimi anni, bentornati.

John Corabi “New Day” (Frontiers, 2026)

E’ un periodo dove John Corabi è presente nelle vetrine degli ormai quasi del tutto virtuali negozi di dischi e noi non possiamo che esserne felici e ringraziarlo di tanta bellezza, imperdibile.

Von Groove “Born To Rock” (Frontiers Records, 2026)

Tornano i canadesi Von Groove, e “Born To Rock” ti lascia un gran sorriso, un meraviglioso lavoro di rivisitazione del passato ben piantato nel presente. Eccezionali i Von Groove.

Drivin N Cryin “Crushing Flowers” (Drivin N Cryin Records, 2026)

Il nuovo album è formato da una carrellata di brani che, in modo sagace, trovano ispirazione in una buona fetta del meglio che il rock americano abbia regalato nei decenni scorsi.

The Cold Stares “Texas” (Mascot Records, 2026)

Conferme che forse erano già state date in abbondanza in passato, ma che con “Texas” lasciano spazio alla convinzione di essere al cospetto di una delle band più significative del rock blues odierno.

Jesper Lindell “3614 Jackson Highway” (Yep Rock, 2026)

Un album che trasuda leggenda da tutti i pori e ci restituisce un artista dalla grande passione e talento, dalla voce sanguigna e dall’amore smisurato per queste sonorità.

Jonathon Boogie Long “Courage In The Chaos” (Myrical Records, 2026)

Se sei nato a Baton Rouge in Louisiana, che tu lo voglia o no cresci con il blues tatuato nel corpo e nell'anima. Quel blues che è sangue, fatica, libertà, che ti scorre nelle vene da quando vedi la luce. Jonathon Boogie Long è figlio di quella terra paludosa, piena...

Confess “Metalmorphosis” (Frontiers Records, 2026)

Bravi i Confess che con questo quarto album, pubblicano il loro miglior lavoro e sono pronti a raccogliere l’eredità di Crashdïet e Hardcore Superstar.

Crobot “Supermoon” (Megaforce Records, 2026)

“Supermoon” è il tipo di album che dimostra come la coerenza sia la strada migliore per un album di qualità.  Le influenze non sono un mistero, ma il modo in cui vengono presentate dà vita a un suono davvero unico. Bravi!

Moonlight Haze – “Interstellar Madness” (Scarlet Records, 2026) – Recensione

Quinto capitolo della carriera Moonlight Haze: un EP cosmico e ambizioso, prodotto da Sascha Paeth, che porta il symphonic power metal italiano su standard internazionali.

Ben Brandt “Solid Ground” (Katalex Records, 2026)

“Solid Ground” è un album che riesce ad accontentare più palati, per questo consigliato sia ai fans del rock blues che a quelli più inclini a sonorità soul/funk.

Eliza Neals “Thunder In The House” (E & H Records, 2026)

Un nuovo album della cantante, pianista e produttrice discografica Eliza Neals è sempre sinonimo di grande blues rock, sanguigno e grintoso, di scuola metropolitana e di grande impatto.

Exhumed: teste mozzate e gore metal sul pubblico! (Traffic, 25 aprile 2026)

I californiani Exhumed riportano in auge i giorni gloriosi del gore metal, quello vero e putrefatto. E Roma risponde presente!

Venom “Into Oblivion” (Noise/Bmg, 2026)

A distanza di quasi mezzo secolo, l’essenza di ciò che rende speciale i Venom è rimasta intatta, un perfetto equilibrio tra aggressività e orecchiabilità, misto a quel rifiuto di prendersi troppo sul serio. “Into Oblivion” piacerà sia ai vecchi e ai nuovi fan.

Avon Desert Rock “Black On Sunshine” (Go Down Records, 2026)

Un buon ritorno, per il trio degli Avon, autori di un album che è vangelo per gli appassionati di stoner e desert rock.

Hardline “Shout” (Steamhammer, 2026)

Un buon ritorno questo degli Hardline, un disco ben interpretato da Johnny Joely, che si conferma un gran cantante, le canzoni scorrono con qualità, grazie ad una band preparata e che ama ciò che suona. Una conferma che farà piacere ai fan.

Arthur Brown, il padre dello shock rock

La prima maschera, le prime fiamme, le prime performance teatrali, il primo screaming, la prima elettronica, nella storia della nostra musica preferita. Ladies and gentlemen: Mr. Arthur Brown!

Chäinfist “Chäinfist ” (Stormbound Records, 2026)

Nato da un profondo e condiviso rispetto per gruppi come Motörhead, Venom e Sodom, Chäinfist è esattamente ciò che sembra: un disco ruvido, la produzione è iper fragorosa, si fa apprezzare per la sua genuina sfrontatezza.

Astrolabio “Una volta qui era tutta campagna pubblicitaria” (Andromeda Relix, 2026)

Gli Astrolabio firmano un’altra opera irriverente, ironica e densa di significati, che alza il rock italiano a un livello altissimo, dove lo spettatore si trova in una regnatela di riferimenti ed è costretto a concentrarsi nell’ascolto, evitando di disperdere attenzione.

Twenty Four Hours “At The Edge Of Faith” (Andromeda Relix, 2026)

Un altro capitolo, il decimo, originale, ricco di musica affascinante e mai banale, che conferma gli italiani Twent Four Hors, una delle band più interessanti del panorama prog psichedelico internazionale.

Angine De Poitrine “Vol. 2” (Spectacles Bonzaï, 2026)

Non è una baracconata, è musica vera e originale, dissonante alle orecchie degli abituali consumatori di rock e anche per questo interessante. Resta da capire il motivo dell’enorme successo di una proposta decisamente underground.

Dark Millennium “Come” (Massacre Records, 2026)

Death, Doom, Black, Prog tutto mischiato insieme senza soluzione di continuità e senza un ordine apparente. Se ti lasci trasportare questo disco è un bel viaggio.

Dimmu Borgir “Grand Serpent Rising”  (Nuclear Blast, 2026)

Otto anni di attesa ma non tutto funziona. Grand Serpent Rising è come una nera montagna, arrivi al picco verso metà album e poi ricominci a scendere. Indomabili ma forse stanchi.

Satellite Inn “From Nowhere Revisited” (Cortez, 2026)

Il ritorno dei nostri eroi dell’alt country è quanto di meglio si potesse sperare, rendendone l’ascolto un rito obbligatorio per tutti gli appassionati del genere.

Kevin Steele “One Thing Left To Do” (Steele Records, 2026)

“One Thing Left To Do” è un album vario e personale, un sunto delle influenze e ispirazioni che hanno accompagnato Kevin Steele (Roxx Gang) nel suo percorso musicale iniziato quasi quarant’anni fa.

Naria “Lyra-La” (Autoproduzione, 2026)

Band tedesca che fonde proh, post e math rock, con un’attutudine melodica che ammalia. Secondo capitolo di una trilogia che merita l’attenzione di chi nel rock cerca nuove emozioni.

Generation Radio “Take Two” (Frontiers Records, 2026)

Generation Radio è un super gruppo formato da membri di Chicago, Rascal Flatts e altre band. “Take Two” è il loro grande secondo album. AOR ai massimi livelli.

Degreed “Curtain Calls” (Frontiers Records, 2026)

I Degreed sono tra i migliori interpreti del melodico svedese. Lo confermano con un album piuttosto vario, con melodie ricercate e un Robin Eriksson è al top della sua potenza vocale.

Sepultura “The Cloud of Unknowing EP” (Nuclear Blast, 2026)

Mentre è in corso il tour d’addio, i Sepultura hanno scritto alcune nuove canzoni, un EP che mostra una band con una totale libertà musicale. “The Cloud of Unknowing” è un saluto da apprezzare in pieno.

Creye “IV: Aftermath” (Frontiers Records, 2026)

Nuovo capitolo per gli svedesi Creye, “IV Aftermath” non vive di nostalgia, anche se la onora, guarda al futuro con melodie moderne, arrangiamenti sofisticati e una produzione notevole che ne esalta il lavoro.

Fighter V “Deja Vu” (Frontiers Records, 2026)

“Deja Vu” è il terzo album della band svizzera, che rispecchia la grande influenza dei loro idoli musicali, così come l’amore per l’hard rock melodico/AOR degli anni ’80. Disco ben fatto, consigliato per i nostalgici.

Dana Fuchs “Live In Denmark” (Juno Records, 2026)

“Live In Denmark” è live vero e sanguigno, con la cantante in splendida forma, dalla voce calda e Jopliniana a dare vita a un concerto blues con i controfiocchi.

Gypsy Pistoleros “Dark Faerie Tales” (The New Church Records, 2026)

Ritornano quei quattro pazzi londinesi dei Gypsy Pistoleros, con il loro mix di Glam Punk ‘n’ Roll hanno creato un’altra storia oscura e colorata sempre in bilico tra Hanoy Rocks,  Killing Joke, Poison e simili.

Robben Ford “Two Shades Of Blue” (Provogue/Artone, 2026)

Ottimo ritorno dopo cinque anni di assenza per Robben Ford, conferma che la vecchia guardia continua a dire la sua nella scena musicale internazionale.

Rose’s Pwan Shop “American Seams” (Blu Elan, 2026).

Un album consigliato non solo agli appassionati del genere che sicuramente avranno già avuto a che fare con la musica del gruppo californiano, ma pure a chi è in cerca di un album di ottima musica roots.

Crimson Glory “Chasing The Hydra” (BraveWords Records, 2026)

Tornano i Crimson Glory, con le loro maschere argentate per un album coinvolgente, che cattura l’essenza dell’identità musicale del gruppo. In sintesi un ritorno all’altezza del peso del loro nome e di quel prog metal che hanno contribuito ad inventare.

Cactus “Temple Of Blues II” (Cleopatra, 2026)

I Cactus, conosciuti come i Led Zeppelin d'America, sono una delle band cult dell'hard blues di primi anni settanta. Nati per volere dello storico batterista Carmine Appice dopo la fine artistica dei Vanilla Fudge, diedero vita a due album epocali come l'esordio...

LeOssAPowerII “AllARiScOssA!” (Autoproduzione, 2026)

Un debutto militante, che ci ricorda che il rock è anche schierarsi e ribellione. Tra punk e noise, il duo ci travolge con un suono diretto che è un pugno nello stomaco!

U2 “Easter Lily” (Island Records, 2026)

Non si sa cosa sia successo ma è qualcosa di bello: gli U2 continuano a lavorare al loro album che canta di celebrazione, ma nel frattempo pare si trovino così bene con Jacknife Lee alla produzione, da non riuscire a trattenere la musica che viene fuori.

Warhog “Ethereal Journey” (Iron Tusk Productions, 2026)

Metal fantasioso, ispirato dai classici, ma che poi prende una direzione del tutto personale. Da ascoltare con attenzione.

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mickey E. Vil

Cantante e leader dei The Mugshots, autore di colonne sonore, DJ di un programma con quasi trenta anni di storia, autori di libri, articoli e interviste, Mickey E. Vil è uno dei personaggi di punta del nostra scena musicale underground. Andiamo a conoscerlo meglio!!

Crippled Black Phoenix “Sceaduhelm” (Season Of Mist, 2026)

I Crippled Black Phoenix sorprendono ancora e dimostrano quanto l’underground inglese sia lontano dall’esaurire la propria capacità di produrre opere importanti.

Foo Fighters “Your Favorite Toys” (Roswell Records/RCA Records, 2026)

Non sarà sicuramente il migliore album dei Foo Fighters ma “Your Favorite Toys” è un riuscito ritorno alla vita; difficile, drammatico ma voluto con tutte le forza da una delle rock band più importati degli ultimi anni, bentornati.

John Corabi “New Day” (Frontiers, 2026)

E’ un periodo dove John Corabi è presente nelle vetrine degli ormai quasi del tutto virtuali negozi di dischi e noi non possiamo che esserne felici e ringraziarlo di tanta bellezza, imperdibile.

Von Groove “Born To Rock” (Frontiers Records, 2026)

Tornano i canadesi Von Groove, e “Born To Rock” ti lascia un gran sorriso, un meraviglioso lavoro di rivisitazione del passato ben piantato nel presente. Eccezionali i Von Groove.

Drivin N Cryin “Crushing Flowers” (Drivin N Cryin Records, 2026)

Il nuovo album è formato da una carrellata di brani che, in modo sagace, trovano ispirazione in una buona fetta del meglio che il rock americano abbia regalato nei decenni scorsi.

The Cold Stares “Texas” (Mascot Records, 2026)

Conferme che forse erano già state date in abbondanza in passato, ma che con “Texas” lasciano spazio alla convinzione di essere al cospetto di una delle band più significative del rock blues odierno.

Jesper Lindell “3614 Jackson Highway” (Yep Rock, 2026)

Un album che trasuda leggenda da tutti i pori e ci restituisce un artista dalla grande passione e talento, dalla voce sanguigna e dall’amore smisurato per queste sonorità.

Jonathon Boogie Long “Courage In The Chaos” (Myrical Records, 2026)

Se sei nato a Baton Rouge in Louisiana, che tu lo voglia o no cresci con il blues tatuato nel…

Confess “Metalmorphosis” (Frontiers Records, 2026)

Bravi i Confess che con questo quarto album, pubblicano il loro miglior lavoro e sono pronti a raccogliere l’eredità di Crashdïet e Hardcore Superstar.

Crobot “Supermoon” (Megaforce Records, 2026)

“Supermoon” è il tipo di album che dimostra come la coerenza sia la strada migliore per un album di qualità.  Le influenze non sono un mistero, ma il modo in cui vengono presentate dà vita a un suono davvero unico. Bravi!

Moonlight Haze – “Interstellar Madness” (Scarlet Records, 2026) – Recensione

Quinto capitolo della carriera Moonlight Haze: un EP cosmico e ambizioso, prodotto da Sascha Paeth, che porta il symphonic power metal italiano su standard internazionali.

Ben Brandt “Solid Ground” (Katalex Records, 2026)

“Solid Ground” è un album che riesce ad accontentare più palati, per questo consigliato sia ai fans del rock blues che a quelli più inclini a sonorità soul/funk.

Eliza Neals “Thunder In The House” (E & H Records, 2026)

Un nuovo album della cantante, pianista e produttrice discografica Eliza Neals è sempre sinonimo di grande blues rock, sanguigno e grintoso, di scuola metropolitana e di grande impatto.

Exhumed: teste mozzate e gore metal sul pubblico! (Traffic, 25 aprile 2026)

I californiani Exhumed riportano in auge i giorni gloriosi del gore metal, quello vero e putrefatto. E Roma risponde presente!

Venom “Into Oblivion” (Noise/Bmg, 2026)

A distanza di quasi mezzo secolo, l’essenza di ciò che rende speciale i Venom è rimasta intatta, un perfetto equilibrio tra aggressività e orecchiabilità, misto a quel rifiuto di prendersi troppo sul serio. “Into Oblivion” piacerà sia ai vecchi e ai nuovi fan.

Avon Desert Rock “Black On Sunshine” (Go Down Records, 2026)

Un buon ritorno, per il trio degli Avon, autori di un album che è vangelo per gli appassionati di stoner e desert rock.

Hardline “Shout” (Steamhammer, 2026)

Un buon ritorno questo degli Hardline, un disco ben interpretato da Johnny Joely, che si conferma un gran cantante, le canzoni scorrono con qualità, grazie ad una band preparata e che ama ciò che suona. Una conferma che farà piacere ai fan.

Arthur Brown, il padre dello shock rock

La prima maschera, le prime fiamme, le prime performance teatrali, il primo screaming, la prima elettronica, nella storia della nostra musica preferita. Ladies and gentlemen: Mr. Arthur Brown!

Chäinfist “Chäinfist ” (Stormbound Records, 2026)

Nato da un profondo e condiviso rispetto per gruppi come Motörhead, Venom e Sodom, Chäinfist è esattamente ciò che sembra: un disco ruvido, la produzione è iper fragorosa, si fa apprezzare per la sua genuina sfrontatezza.

Astrolabio “Una volta qui era tutta campagna pubblicitaria” (Andromeda Relix, 2026)

Gli Astrolabio firmano un’altra opera irriverente, ironica e densa di significati, che alza il rock italiano a un livello altissimo, dove lo spettatore si trova in una regnatela di riferimenti ed è costretto a concentrarsi nell’ascolto, evitando di disperdere attenzione.

Twenty Four Hours “At The Edge Of Faith” (Andromeda Relix, 2026)

Un altro capitolo, il decimo, originale, ricco di musica affascinante e mai banale, che conferma gli italiani Twent Four Hors, una delle band più interessanti del panorama prog psichedelico internazionale.

Angine De Poitrine “Vol. 2” (Spectacles Bonzaï, 2026)

Non è una baracconata, è musica vera e originale, dissonante alle orecchie degli abituali consumatori di rock e anche per questo interessante. Resta da capire il motivo dell’enorme successo di una proposta decisamente underground.

Dark Millennium “Come” (Massacre Records, 2026)

Death, Doom, Black, Prog tutto mischiato insieme senza soluzione di continuità e senza un ordine apparente. Se ti lasci trasportare questo disco è un bel viaggio.

Dimmu Borgir “Grand Serpent Rising”  (Nuclear Blast, 2026)

Otto anni di attesa ma non tutto funziona. Grand Serpent Rising è come una nera montagna, arrivi al picco verso metà album e poi ricominci a scendere. Indomabili ma forse stanchi.

Satellite Inn “From Nowhere Revisited” (Cortez, 2026)

Il ritorno dei nostri eroi dell’alt country è quanto di meglio si potesse sperare, rendendone l’ascolto un rito obbligatorio per tutti gli appassionati del genere.

Kevin Steele “One Thing Left To Do” (Steele Records, 2026)

“One Thing Left To Do” è un album vario e personale, un sunto delle influenze e ispirazioni che hanno accompagnato Kevin Steele (Roxx Gang) nel suo percorso musicale iniziato quasi quarant’anni fa.

Naria “Lyra-La” (Autoproduzione, 2026)

Band tedesca che fonde proh, post e math rock, con un’attutudine melodica che ammalia. Secondo capitolo di una trilogia che merita l’attenzione di chi nel rock cerca nuove emozioni.

Generation Radio “Take Two” (Frontiers Records, 2026)

Generation Radio è un super gruppo formato da membri di Chicago, Rascal Flatts e altre band. “Take Two” è il loro grande secondo album. AOR ai massimi livelli.

Degreed “Curtain Calls” (Frontiers Records, 2026)

I Degreed sono tra i migliori interpreti del melodico svedese. Lo confermano con un album piuttosto vario, con melodie ricercate e un Robin Eriksson è al top della sua potenza vocale.

Sepultura “The Cloud of Unknowing EP” (Nuclear Blast, 2026)

Mentre è in corso il tour d’addio, i Sepultura hanno scritto alcune nuove canzoni, un EP che mostra una band con una totale libertà musicale. “The Cloud of Unknowing” è un saluto da apprezzare in pieno.

Creye “IV: Aftermath” (Frontiers Records, 2026)

Nuovo capitolo per gli svedesi Creye, “IV Aftermath” non vive di nostalgia, anche se la onora, guarda al futuro con melodie moderne, arrangiamenti sofisticati e una produzione notevole che ne esalta il lavoro.

Fighter V “Deja Vu” (Frontiers Records, 2026)

“Deja Vu” è il terzo album della band svizzera, che rispecchia la grande influenza dei loro idoli musicali, così come l’amore per l’hard rock melodico/AOR degli anni ’80. Disco ben fatto, consigliato per i nostalgici.

Dana Fuchs “Live In Denmark” (Juno Records, 2026)

“Live In Denmark” è live vero e sanguigno, con la cantante in splendida forma, dalla voce calda e Jopliniana a dare vita a un concerto blues con i controfiocchi.

Gypsy Pistoleros “Dark Faerie Tales” (The New Church Records, 2026)

Ritornano quei quattro pazzi londinesi dei Gypsy Pistoleros, con il loro mix di Glam Punk ‘n’ Roll hanno creato un’altra storia oscura e colorata sempre in bilico tra Hanoy Rocks,  Killing Joke, Poison e simili.

Robben Ford “Two Shades Of Blue” (Provogue/Artone, 2026)

Ottimo ritorno dopo cinque anni di assenza per Robben Ford, conferma che la vecchia guardia continua a dire la sua nella scena musicale internazionale.

Rose’s Pwan Shop “American Seams” (Blu Elan, 2026).

Un album consigliato non solo agli appassionati del genere che sicuramente avranno già avuto a che fare con la musica del gruppo californiano, ma pure a chi è in cerca di un album di ottima musica roots.

Crimson Glory “Chasing The Hydra” (BraveWords Records, 2026)

Tornano i Crimson Glory, con le loro maschere argentate per un album coinvolgente, che cattura l’essenza dell’identità musicale del gruppo. In sintesi un ritorno all’altezza del peso del loro nome e di quel prog metal che hanno contribuito ad inventare.

Cactus “Temple Of Blues II” (Cleopatra, 2026)

I Cactus, conosciuti come i Led Zeppelin d'America, sono una delle band cult dell'hard blues di primi anni settanta. Nati…

LeOssAPowerII “AllARiScOssA!” (Autoproduzione, 2026)

Un debutto militante, che ci ricorda che il rock è anche schierarsi e ribellione. Tra punk e noise, il duo ci travolge con un suono diretto che è un pugno nello stomaco!

U2 “Easter Lily” (Island Records, 2026)

Non si sa cosa sia successo ma è qualcosa di bello: gli U2 continuano a lavorare al loro album che canta di celebrazione, ma nel frattempo pare si trovino così bene con Jacknife Lee alla produzione, da non riuscire a trattenere la musica che viene fuori.

Warhog “Ethereal Journey” (Iron Tusk Productions, 2026)

Metal fantasioso, ispirato dai classici, ma che poi prende una direzione del tutto personale. Da ascoltare con attenzione.

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mickey E. Vil

Cantante e leader dei The Mugshots, autore di colonne sonore, DJ di un programma con quasi trenta anni di storia, autori di libri, articoli e interviste, Mickey E. Vil è uno dei personaggi di punta del nostra scena musicale underground. Andiamo a conoscerlo meglio!!

Crippled Black Phoenix “Sceaduhelm” (Season Of Mist, 2026)

I Crippled Black Phoenix sorprendono ancora e dimostrano quanto l’underground inglese sia lontano dall’esaurire la propria capacità di produrre opere importanti.

Foo Fighters “Your Favorite Toys” (Roswell Records/RCA Records, 2026)

Non sarà sicuramente il migliore album dei Foo Fighters ma “Your Favorite Toys” è un riuscito ritorno alla vita; difficile, drammatico ma voluto con tutte le forza da una delle rock band più importati degli ultimi anni, bentornati.

John Corabi “New Day” (Frontiers, 2026)

E’ un periodo dove John Corabi è presente nelle vetrine degli ormai quasi del tutto virtuali negozi di dischi e noi non possiamo che esserne felici e ringraziarlo di tanta bellezza, imperdibile.

Von Groove “Born To Rock” (Frontiers Records, 2026)

Tornano i canadesi Von Groove, e “Born To Rock” ti lascia un gran sorriso, un meraviglioso lavoro di rivisitazione del passato ben piantato nel presente. Eccezionali i Von Groove.

Drivin N Cryin “Crushing Flowers” (Drivin N Cryin Records, 2026)

Il nuovo album è formato da una carrellata di brani che, in modo sagace, trovano ispirazione in una buona fetta del meglio che il rock americano abbia regalato nei decenni scorsi.

The Cold Stares “Texas” (Mascot Records, 2026)

Conferme che forse erano già state date in abbondanza in passato, ma che con “Texas” lasciano spazio alla convinzione di essere al cospetto di una delle band più significative del rock blues odierno.

Jesper Lindell “3614 Jackson Highway” (Yep Rock, 2026)

Un album che trasuda leggenda da tutti i pori e ci restituisce un artista dalla grande passione e talento, dalla voce sanguigna e dall’amore smisurato per queste sonorità.

Jonathon Boogie Long “Courage In The Chaos” (Myrical Records, 2026)

Se sei nato a Baton Rouge in Louisiana, che tu lo voglia o no cresci con il blues tatuato nel corpo e nell'anima. Quel blues che è sangue, fatica, libertà, che ti scorre nelle vene da quando vedi la luce. Jonathon Boogie Long è figlio di quella terra paludosa, piena...

Confess “Metalmorphosis” (Frontiers Records, 2026)

Bravi i Confess che con questo quarto album, pubblicano il loro miglior lavoro e sono pronti a raccogliere l’eredità di Crashdïet e Hardcore Superstar.

Crobot “Supermoon” (Megaforce Records, 2026)

“Supermoon” è il tipo di album che dimostra come la coerenza sia la strada migliore per un album di qualità.  Le influenze non sono un mistero, ma il modo in cui vengono presentate dà vita a un suono davvero unico. Bravi!

Moonlight Haze – “Interstellar Madness” (Scarlet Records, 2026) – Recensione

Quinto capitolo della carriera Moonlight Haze: un EP cosmico e ambizioso, prodotto da Sascha Paeth, che porta il symphonic power metal italiano su standard internazionali.

Ben Brandt “Solid Ground” (Katalex Records, 2026)

“Solid Ground” è un album che riesce ad accontentare più palati, per questo consigliato sia ai fans del rock blues che a quelli più inclini a sonorità soul/funk.

Eliza Neals “Thunder In The House” (E & H Records, 2026)

Un nuovo album della cantante, pianista e produttrice discografica Eliza Neals è sempre sinonimo di grande blues rock, sanguigno e grintoso, di scuola metropolitana e di grande impatto.

Exhumed: teste mozzate e gore metal sul pubblico! (Traffic, 25 aprile 2026)

I californiani Exhumed riportano in auge i giorni gloriosi del gore metal, quello vero e putrefatto. E Roma risponde presente!

Venom “Into Oblivion” (Noise/Bmg, 2026)

A distanza di quasi mezzo secolo, l’essenza di ciò che rende speciale i Venom è rimasta intatta, un perfetto equilibrio tra aggressività e orecchiabilità, misto a quel rifiuto di prendersi troppo sul serio. “Into Oblivion” piacerà sia ai vecchi e ai nuovi fan.

Avon Desert Rock “Black On Sunshine” (Go Down Records, 2026)

Un buon ritorno, per il trio degli Avon, autori di un album che è vangelo per gli appassionati di stoner e desert rock.

Hardline “Shout” (Steamhammer, 2026)

Un buon ritorno questo degli Hardline, un disco ben interpretato da Johnny Joely, che si conferma un gran cantante, le canzoni scorrono con qualità, grazie ad una band preparata e che ama ciò che suona. Una conferma che farà piacere ai fan.

Arthur Brown, il padre dello shock rock

La prima maschera, le prime fiamme, le prime performance teatrali, il primo screaming, la prima elettronica, nella storia della nostra musica preferita. Ladies and gentlemen: Mr. Arthur Brown!

Chäinfist “Chäinfist ” (Stormbound Records, 2026)

Nato da un profondo e condiviso rispetto per gruppi come Motörhead, Venom e Sodom, Chäinfist è esattamente ciò che sembra: un disco ruvido, la produzione è iper fragorosa, si fa apprezzare per la sua genuina sfrontatezza.

Astrolabio “Una volta qui era tutta campagna pubblicitaria” (Andromeda Relix, 2026)

Gli Astrolabio firmano un’altra opera irriverente, ironica e densa di significati, che alza il rock italiano a un livello altissimo, dove lo spettatore si trova in una regnatela di riferimenti ed è costretto a concentrarsi nell’ascolto, evitando di disperdere attenzione.

Twenty Four Hours “At The Edge Of Faith” (Andromeda Relix, 2026)

Un altro capitolo, il decimo, originale, ricco di musica affascinante e mai banale, che conferma gli italiani Twent Four Hors, una delle band più interessanti del panorama prog psichedelico internazionale.

Angine De Poitrine “Vol. 2” (Spectacles Bonzaï, 2026)

Non è una baracconata, è musica vera e originale, dissonante alle orecchie degli abituali consumatori di rock e anche per questo interessante. Resta da capire il motivo dell’enorme successo di una proposta decisamente underground.

Dark Millennium “Come” (Massacre Records, 2026)

Death, Doom, Black, Prog tutto mischiato insieme senza soluzione di continuità e senza un ordine apparente. Se ti lasci trasportare questo disco è un bel viaggio.

Dimmu Borgir “Grand Serpent Rising”  (Nuclear Blast, 2026)

Otto anni di attesa ma non tutto funziona. Grand Serpent Rising è come una nera montagna, arrivi al picco verso metà album e poi ricominci a scendere. Indomabili ma forse stanchi.

Satellite Inn “From Nowhere Revisited” (Cortez, 2026)

Il ritorno dei nostri eroi dell’alt country è quanto di meglio si potesse sperare, rendendone l’ascolto un rito obbligatorio per tutti gli appassionati del genere.

Kevin Steele “One Thing Left To Do” (Steele Records, 2026)

“One Thing Left To Do” è un album vario e personale, un sunto delle influenze e ispirazioni che hanno accompagnato Kevin Steele (Roxx Gang) nel suo percorso musicale iniziato quasi quarant’anni fa.

Naria “Lyra-La” (Autoproduzione, 2026)

Band tedesca che fonde proh, post e math rock, con un’attutudine melodica che ammalia. Secondo capitolo di una trilogia che merita l’attenzione di chi nel rock cerca nuove emozioni.

Generation Radio “Take Two” (Frontiers Records, 2026)

Generation Radio è un super gruppo formato da membri di Chicago, Rascal Flatts e altre band. “Take Two” è il loro grande secondo album. AOR ai massimi livelli.

Degreed “Curtain Calls” (Frontiers Records, 2026)

I Degreed sono tra i migliori interpreti del melodico svedese. Lo confermano con un album piuttosto vario, con melodie ricercate e un Robin Eriksson è al top della sua potenza vocale.

Sepultura “The Cloud of Unknowing EP” (Nuclear Blast, 2026)

Mentre è in corso il tour d’addio, i Sepultura hanno scritto alcune nuove canzoni, un EP che mostra una band con una totale libertà musicale. “The Cloud of Unknowing” è un saluto da apprezzare in pieno.

Creye “IV: Aftermath” (Frontiers Records, 2026)

Nuovo capitolo per gli svedesi Creye, “IV Aftermath” non vive di nostalgia, anche se la onora, guarda al futuro con melodie moderne, arrangiamenti sofisticati e una produzione notevole che ne esalta il lavoro.

Fighter V “Deja Vu” (Frontiers Records, 2026)

“Deja Vu” è il terzo album della band svizzera, che rispecchia la grande influenza dei loro idoli musicali, così come l’amore per l’hard rock melodico/AOR degli anni ’80. Disco ben fatto, consigliato per i nostalgici.

Dana Fuchs “Live In Denmark” (Juno Records, 2026)

“Live In Denmark” è live vero e sanguigno, con la cantante in splendida forma, dalla voce calda e Jopliniana a dare vita a un concerto blues con i controfiocchi.

Gypsy Pistoleros “Dark Faerie Tales” (The New Church Records, 2026)

Ritornano quei quattro pazzi londinesi dei Gypsy Pistoleros, con il loro mix di Glam Punk ‘n’ Roll hanno creato un’altra storia oscura e colorata sempre in bilico tra Hanoy Rocks,  Killing Joke, Poison e simili.

Robben Ford “Two Shades Of Blue” (Provogue/Artone, 2026)

Ottimo ritorno dopo cinque anni di assenza per Robben Ford, conferma che la vecchia guardia continua a dire la sua nella scena musicale internazionale.

Rose’s Pwan Shop “American Seams” (Blu Elan, 2026).

Un album consigliato non solo agli appassionati del genere che sicuramente avranno già avuto a che fare con la musica del gruppo californiano, ma pure a chi è in cerca di un album di ottima musica roots.

Crimson Glory “Chasing The Hydra” (BraveWords Records, 2026)

Tornano i Crimson Glory, con le loro maschere argentate per un album coinvolgente, che cattura l’essenza dell’identità musicale del gruppo. In sintesi un ritorno all’altezza del peso del loro nome e di quel prog metal che hanno contribuito ad inventare.

Cactus “Temple Of Blues II” (Cleopatra, 2026)

I Cactus, conosciuti come i Led Zeppelin d'America, sono una delle band cult dell'hard blues di primi anni settanta. Nati per volere dello storico batterista Carmine Appice dopo la fine artistica dei Vanilla Fudge, diedero vita a due album epocali come l'esordio...

LeOssAPowerII “AllARiScOssA!” (Autoproduzione, 2026)

Un debutto militante, che ci ricorda che il rock è anche schierarsi e ribellione. Tra punk e noise, il duo ci travolge con un suono diretto che è un pugno nello stomaco!

U2 “Easter Lily” (Island Records, 2026)

Non si sa cosa sia successo ma è qualcosa di bello: gli U2 continuano a lavorare al loro album che canta di celebrazione, ma nel frattempo pare si trovino così bene con Jacknife Lee alla produzione, da non riuscire a trattenere la musica che viene fuori.

Warhog “Ethereal Journey” (Iron Tusk Productions, 2026)

Metal fantasioso, ispirato dai classici, ma che poi prende una direzione del tutto personale. Da ascoltare con attenzione.

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mickey E. Vil

Cantante e leader dei The Mugshots, autore di colonne sonore, DJ di un programma con quasi trenta anni di storia, autori di libri, articoli e interviste, Mickey E. Vil è uno dei personaggi di punta del nostra scena musicale underground. Andiamo a conoscerlo meglio!!

Crippled Black Phoenix “Sceaduhelm” (Season Of Mist, 2026)

I Crippled Black Phoenix sorprendono ancora e dimostrano quanto l’underground inglese sia lontano dall’esaurire la propria capacità di produrre opere importanti.

Foo Fighters “Your Favorite Toys” (Roswell Records/RCA Records, 2026)

Non sarà sicuramente il migliore album dei Foo Fighters ma “Your Favorite Toys” è un riuscito ritorno alla vita; difficile, drammatico ma voluto con tutte le forza da una delle rock band più importati degli ultimi anni, bentornati.

John Corabi “New Day” (Frontiers, 2026)

E’ un periodo dove John Corabi è presente nelle vetrine degli ormai quasi del tutto virtuali negozi di dischi e noi non possiamo che esserne felici e ringraziarlo di tanta bellezza, imperdibile.

Von Groove “Born To Rock” (Frontiers Records, 2026)

Tornano i canadesi Von Groove, e “Born To Rock” ti lascia un gran sorriso, un meraviglioso lavoro di rivisitazione del passato ben piantato nel presente. Eccezionali i Von Groove.

Drivin N Cryin “Crushing Flowers” (Drivin N Cryin Records, 2026)

Il nuovo album è formato da una carrellata di brani che, in modo sagace, trovano ispirazione in una buona fetta del meglio che il rock americano abbia regalato nei decenni scorsi.

The Cold Stares “Texas” (Mascot Records, 2026)

Conferme che forse erano già state date in abbondanza in passato, ma che con “Texas” lasciano spazio alla convinzione di essere al cospetto di una delle band più significative del rock blues odierno.

Jesper Lindell “3614 Jackson Highway” (Yep Rock, 2026)

Un album che trasuda leggenda da tutti i pori e ci restituisce un artista dalla grande passione e talento, dalla voce sanguigna e dall’amore smisurato per queste sonorità.

Jonathon Boogie Long “Courage In The Chaos” (Myrical Records, 2026)

Se sei nato a Baton Rouge in Louisiana, che tu lo voglia o no cresci con il blues tatuato nel…

Confess “Metalmorphosis” (Frontiers Records, 2026)

Bravi i Confess che con questo quarto album, pubblicano il loro miglior lavoro e sono pronti a raccogliere l’eredità di Crashdïet e Hardcore Superstar.

Crobot “Supermoon” (Megaforce Records, 2026)

“Supermoon” è il tipo di album che dimostra come la coerenza sia la strada migliore per un album di qualità.  Le influenze non sono un mistero, ma il modo in cui vengono presentate dà vita a un suono davvero unico. Bravi!

Moonlight Haze – “Interstellar Madness” (Scarlet Records, 2026) – Recensione

Quinto capitolo della carriera Moonlight Haze: un EP cosmico e ambizioso, prodotto da Sascha Paeth, che porta il symphonic power metal italiano su standard internazionali.

Ben Brandt “Solid Ground” (Katalex Records, 2026)

“Solid Ground” è un album che riesce ad accontentare più palati, per questo consigliato sia ai fans del rock blues che a quelli più inclini a sonorità soul/funk.

Eliza Neals “Thunder In The House” (E & H Records, 2026)

Un nuovo album della cantante, pianista e produttrice discografica Eliza Neals è sempre sinonimo di grande blues rock, sanguigno e grintoso, di scuola metropolitana e di grande impatto.

Exhumed: teste mozzate e gore metal sul pubblico! (Traffic, 25 aprile 2026)

I californiani Exhumed riportano in auge i giorni gloriosi del gore metal, quello vero e putrefatto. E Roma risponde presente!

Venom “Into Oblivion” (Noise/Bmg, 2026)

A distanza di quasi mezzo secolo, l’essenza di ciò che rende speciale i Venom è rimasta intatta, un perfetto equilibrio tra aggressività e orecchiabilità, misto a quel rifiuto di prendersi troppo sul serio. “Into Oblivion” piacerà sia ai vecchi e ai nuovi fan.

Avon Desert Rock “Black On Sunshine” (Go Down Records, 2026)

Un buon ritorno, per il trio degli Avon, autori di un album che è vangelo per gli appassionati di stoner e desert rock.

Hardline “Shout” (Steamhammer, 2026)

Un buon ritorno questo degli Hardline, un disco ben interpretato da Johnny Joely, che si conferma un gran cantante, le canzoni scorrono con qualità, grazie ad una band preparata e che ama ciò che suona. Una conferma che farà piacere ai fan.

Arthur Brown, il padre dello shock rock

La prima maschera, le prime fiamme, le prime performance teatrali, il primo screaming, la prima elettronica, nella storia della nostra musica preferita. Ladies and gentlemen: Mr. Arthur Brown!

Chäinfist “Chäinfist ” (Stormbound Records, 2026)

Nato da un profondo e condiviso rispetto per gruppi come Motörhead, Venom e Sodom, Chäinfist è esattamente ciò che sembra: un disco ruvido, la produzione è iper fragorosa, si fa apprezzare per la sua genuina sfrontatezza.

Astrolabio “Una volta qui era tutta campagna pubblicitaria” (Andromeda Relix, 2026)

Gli Astrolabio firmano un’altra opera irriverente, ironica e densa di significati, che alza il rock italiano a un livello altissimo, dove lo spettatore si trova in una regnatela di riferimenti ed è costretto a concentrarsi nell’ascolto, evitando di disperdere attenzione.

Twenty Four Hours “At The Edge Of Faith” (Andromeda Relix, 2026)

Un altro capitolo, il decimo, originale, ricco di musica affascinante e mai banale, che conferma gli italiani Twent Four Hors, una delle band più interessanti del panorama prog psichedelico internazionale.

Angine De Poitrine “Vol. 2” (Spectacles Bonzaï, 2026)

Non è una baracconata, è musica vera e originale, dissonante alle orecchie degli abituali consumatori di rock e anche per questo interessante. Resta da capire il motivo dell’enorme successo di una proposta decisamente underground.

Dark Millennium “Come” (Massacre Records, 2026)

Death, Doom, Black, Prog tutto mischiato insieme senza soluzione di continuità e senza un ordine apparente. Se ti lasci trasportare questo disco è un bel viaggio.

Dimmu Borgir “Grand Serpent Rising”  (Nuclear Blast, 2026)

Otto anni di attesa ma non tutto funziona. Grand Serpent Rising è come una nera montagna, arrivi al picco verso metà album e poi ricominci a scendere. Indomabili ma forse stanchi.

Satellite Inn “From Nowhere Revisited” (Cortez, 2026)

Il ritorno dei nostri eroi dell’alt country è quanto di meglio si potesse sperare, rendendone l’ascolto un rito obbligatorio per tutti gli appassionati del genere.

Kevin Steele “One Thing Left To Do” (Steele Records, 2026)

“One Thing Left To Do” è un album vario e personale, un sunto delle influenze e ispirazioni che hanno accompagnato Kevin Steele (Roxx Gang) nel suo percorso musicale iniziato quasi quarant’anni fa.

Naria “Lyra-La” (Autoproduzione, 2026)

Band tedesca che fonde proh, post e math rock, con un’attutudine melodica che ammalia. Secondo capitolo di una trilogia che merita l’attenzione di chi nel rock cerca nuove emozioni.

Generation Radio “Take Two” (Frontiers Records, 2026)

Generation Radio è un super gruppo formato da membri di Chicago, Rascal Flatts e altre band. “Take Two” è il loro grande secondo album. AOR ai massimi livelli.

Degreed “Curtain Calls” (Frontiers Records, 2026)

I Degreed sono tra i migliori interpreti del melodico svedese. Lo confermano con un album piuttosto vario, con melodie ricercate e un Robin Eriksson è al top della sua potenza vocale.

Sepultura “The Cloud of Unknowing EP” (Nuclear Blast, 2026)

Mentre è in corso il tour d’addio, i Sepultura hanno scritto alcune nuove canzoni, un EP che mostra una band con una totale libertà musicale. “The Cloud of Unknowing” è un saluto da apprezzare in pieno.

Creye “IV: Aftermath” (Frontiers Records, 2026)

Nuovo capitolo per gli svedesi Creye, “IV Aftermath” non vive di nostalgia, anche se la onora, guarda al futuro con melodie moderne, arrangiamenti sofisticati e una produzione notevole che ne esalta il lavoro.

Fighter V “Deja Vu” (Frontiers Records, 2026)

“Deja Vu” è il terzo album della band svizzera, che rispecchia la grande influenza dei loro idoli musicali, così come l’amore per l’hard rock melodico/AOR degli anni ’80. Disco ben fatto, consigliato per i nostalgici.

Dana Fuchs “Live In Denmark” (Juno Records, 2026)

“Live In Denmark” è live vero e sanguigno, con la cantante in splendida forma, dalla voce calda e Jopliniana a dare vita a un concerto blues con i controfiocchi.

Gypsy Pistoleros “Dark Faerie Tales” (The New Church Records, 2026)

Ritornano quei quattro pazzi londinesi dei Gypsy Pistoleros, con il loro mix di Glam Punk ‘n’ Roll hanno creato un’altra storia oscura e colorata sempre in bilico tra Hanoy Rocks,  Killing Joke, Poison e simili.

Robben Ford “Two Shades Of Blue” (Provogue/Artone, 2026)

Ottimo ritorno dopo cinque anni di assenza per Robben Ford, conferma che la vecchia guardia continua a dire la sua nella scena musicale internazionale.

Rose’s Pwan Shop “American Seams” (Blu Elan, 2026).

Un album consigliato non solo agli appassionati del genere che sicuramente avranno già avuto a che fare con la musica del gruppo californiano, ma pure a chi è in cerca di un album di ottima musica roots.

Crimson Glory “Chasing The Hydra” (BraveWords Records, 2026)

Tornano i Crimson Glory, con le loro maschere argentate per un album coinvolgente, che cattura l’essenza dell’identità musicale del gruppo. In sintesi un ritorno all’altezza del peso del loro nome e di quel prog metal che hanno contribuito ad inventare.

Cactus “Temple Of Blues II” (Cleopatra, 2026)

I Cactus, conosciuti come i Led Zeppelin d'America, sono una delle band cult dell'hard blues di primi anni settanta. Nati…

LeOssAPowerII “AllARiScOssA!” (Autoproduzione, 2026)

Un debutto militante, che ci ricorda che il rock è anche schierarsi e ribellione. Tra punk e noise, il duo ci travolge con un suono diretto che è un pugno nello stomaco!

U2 “Easter Lily” (Island Records, 2026)

Non si sa cosa sia successo ma è qualcosa di bello: gli U2 continuano a lavorare al loro album che canta di celebrazione, ma nel frattempo pare si trovino così bene con Jacknife Lee alla produzione, da non riuscire a trattenere la musica che viene fuori.

Warhog “Ethereal Journey” (Iron Tusk Productions, 2026)

Metal fantasioso, ispirato dai classici, ma che poi prende una direzione del tutto personale. Da ascoltare con attenzione.

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mickey E. Vil

Cantante e leader dei The Mugshots, autore di colonne sonore, DJ di un programma con quasi trenta anni di storia, autori di libri, articoli e interviste, Mickey E. Vil è uno dei personaggi di punta del nostra scena musicale underground. Andiamo a conoscerlo meglio!!

Crippled Black Phoenix “Sceaduhelm” (Season Of Mist, 2026)

I Crippled Black Phoenix sorprendono ancora e dimostrano quanto l’underground inglese sia lontano dall’esaurire la propria capacità di produrre opere importanti.

Foo Fighters “Your Favorite Toys” (Roswell Records/RCA Records, 2026)

Non sarà sicuramente il migliore album dei Foo Fighters ma “Your Favorite Toys” è un riuscito ritorno alla vita; difficile, drammatico ma voluto con tutte le forza da una delle rock band più importati degli ultimi anni, bentornati.

John Corabi “New Day” (Frontiers, 2026)

E’ un periodo dove John Corabi è presente nelle vetrine degli ormai quasi del tutto virtuali negozi di dischi e noi non possiamo che esserne felici e ringraziarlo di tanta bellezza, imperdibile.

Von Groove “Born To Rock” (Frontiers Records, 2026)

Tornano i canadesi Von Groove, e “Born To Rock” ti lascia un gran sorriso, un meraviglioso lavoro di rivisitazione del passato ben piantato nel presente. Eccezionali i Von Groove.

Drivin N Cryin “Crushing Flowers” (Drivin N Cryin Records, 2026)

Il nuovo album è formato da una carrellata di brani che, in modo sagace, trovano ispirazione in una buona fetta del meglio che il rock americano abbia regalato nei decenni scorsi.

The Cold Stares “Texas” (Mascot Records, 2026)

Conferme che forse erano già state date in abbondanza in passato, ma che con “Texas” lasciano spazio alla convinzione di essere al cospetto di una delle band più significative del rock blues odierno.

Jesper Lindell “3614 Jackson Highway” (Yep Rock, 2026)

Un album che trasuda leggenda da tutti i pori e ci restituisce un artista dalla grande passione e talento, dalla voce sanguigna e dall’amore smisurato per queste sonorità.

Jonathon Boogie Long “Courage In The Chaos” (Myrical Records, 2026)

Se sei nato a Baton Rouge in Louisiana, che tu lo voglia o no cresci con il blues tatuato nel corpo e nell'anima. Quel blues che è sangue, fatica, libertà, che ti scorre nelle vene da quando vedi la luce. Jonathon Boogie Long è figlio di quella terra paludosa, piena...

Confess “Metalmorphosis” (Frontiers Records, 2026)

Bravi i Confess che con questo quarto album, pubblicano il loro miglior lavoro e sono pronti a raccogliere l’eredità di Crashdïet e Hardcore Superstar.

Crobot “Supermoon” (Megaforce Records, 2026)

“Supermoon” è il tipo di album che dimostra come la coerenza sia la strada migliore per un album di qualità.  Le influenze non sono un mistero, ma il modo in cui vengono presentate dà vita a un suono davvero unico. Bravi!

Moonlight Haze – “Interstellar Madness” (Scarlet Records, 2026) – Recensione

Quinto capitolo della carriera Moonlight Haze: un EP cosmico e ambizioso, prodotto da Sascha Paeth, che porta il symphonic power metal italiano su standard internazionali.

Ben Brandt “Solid Ground” (Katalex Records, 2026)

“Solid Ground” è un album che riesce ad accontentare più palati, per questo consigliato sia ai fans del rock blues che a quelli più inclini a sonorità soul/funk.

Eliza Neals “Thunder In The House” (E & H Records, 2026)

Un nuovo album della cantante, pianista e produttrice discografica Eliza Neals è sempre sinonimo di grande blues rock, sanguigno e grintoso, di scuola metropolitana e di grande impatto.

Exhumed: teste mozzate e gore metal sul pubblico! (Traffic, 25 aprile 2026)

I californiani Exhumed riportano in auge i giorni gloriosi del gore metal, quello vero e putrefatto. E Roma risponde presente!

Venom “Into Oblivion” (Noise/Bmg, 2026)

A distanza di quasi mezzo secolo, l’essenza di ciò che rende speciale i Venom è rimasta intatta, un perfetto equilibrio tra aggressività e orecchiabilità, misto a quel rifiuto di prendersi troppo sul serio. “Into Oblivion” piacerà sia ai vecchi e ai nuovi fan.

Avon Desert Rock “Black On Sunshine” (Go Down Records, 2026)

Un buon ritorno, per il trio degli Avon, autori di un album che è vangelo per gli appassionati di stoner e desert rock.

Hardline “Shout” (Steamhammer, 2026)

Un buon ritorno questo degli Hardline, un disco ben interpretato da Johnny Joely, che si conferma un gran cantante, le canzoni scorrono con qualità, grazie ad una band preparata e che ama ciò che suona. Una conferma che farà piacere ai fan.

Arthur Brown, il padre dello shock rock

La prima maschera, le prime fiamme, le prime performance teatrali, il primo screaming, la prima elettronica, nella storia della nostra musica preferita. Ladies and gentlemen: Mr. Arthur Brown!

Chäinfist “Chäinfist ” (Stormbound Records, 2026)

Nato da un profondo e condiviso rispetto per gruppi come Motörhead, Venom e Sodom, Chäinfist è esattamente ciò che sembra: un disco ruvido, la produzione è iper fragorosa, si fa apprezzare per la sua genuina sfrontatezza.

Astrolabio “Una volta qui era tutta campagna pubblicitaria” (Andromeda Relix, 2026)

Gli Astrolabio firmano un’altra opera irriverente, ironica e densa di significati, che alza il rock italiano a un livello altissimo, dove lo spettatore si trova in una regnatela di riferimenti ed è costretto a concentrarsi nell’ascolto, evitando di disperdere attenzione.

Twenty Four Hours “At The Edge Of Faith” (Andromeda Relix, 2026)

Un altro capitolo, il decimo, originale, ricco di musica affascinante e mai banale, che conferma gli italiani Twent Four Hors, una delle band più interessanti del panorama prog psichedelico internazionale.

Angine De Poitrine “Vol. 2” (Spectacles Bonzaï, 2026)

Non è una baracconata, è musica vera e originale, dissonante alle orecchie degli abituali consumatori di rock e anche per questo interessante. Resta da capire il motivo dell’enorme successo di una proposta decisamente underground.

Dark Millennium “Come” (Massacre Records, 2026)

Death, Doom, Black, Prog tutto mischiato insieme senza soluzione di continuità e senza un ordine apparente. Se ti lasci trasportare questo disco è un bel viaggio.

Dimmu Borgir “Grand Serpent Rising”  (Nuclear Blast, 2026)

Otto anni di attesa ma non tutto funziona. Grand Serpent Rising è come una nera montagna, arrivi al picco verso metà album e poi ricominci a scendere. Indomabili ma forse stanchi.

Satellite Inn “From Nowhere Revisited” (Cortez, 2026)

Il ritorno dei nostri eroi dell’alt country è quanto di meglio si potesse sperare, rendendone l’ascolto un rito obbligatorio per tutti gli appassionati del genere.

Kevin Steele “One Thing Left To Do” (Steele Records, 2026)

“One Thing Left To Do” è un album vario e personale, un sunto delle influenze e ispirazioni che hanno accompagnato Kevin Steele (Roxx Gang) nel suo percorso musicale iniziato quasi quarant’anni fa.

Naria “Lyra-La” (Autoproduzione, 2026)

Band tedesca che fonde proh, post e math rock, con un’attutudine melodica che ammalia. Secondo capitolo di una trilogia che merita l’attenzione di chi nel rock cerca nuove emozioni.

Generation Radio “Take Two” (Frontiers Records, 2026)

Generation Radio è un super gruppo formato da membri di Chicago, Rascal Flatts e altre band. “Take Two” è il loro grande secondo album. AOR ai massimi livelli.

Degreed “Curtain Calls” (Frontiers Records, 2026)

I Degreed sono tra i migliori interpreti del melodico svedese. Lo confermano con un album piuttosto vario, con melodie ricercate e un Robin Eriksson è al top della sua potenza vocale.

Sepultura “The Cloud of Unknowing EP” (Nuclear Blast, 2026)

Mentre è in corso il tour d’addio, i Sepultura hanno scritto alcune nuove canzoni, un EP che mostra una band con una totale libertà musicale. “The Cloud of Unknowing” è un saluto da apprezzare in pieno.

Creye “IV: Aftermath” (Frontiers Records, 2026)

Nuovo capitolo per gli svedesi Creye, “IV Aftermath” non vive di nostalgia, anche se la onora, guarda al futuro con melodie moderne, arrangiamenti sofisticati e una produzione notevole che ne esalta il lavoro.

Fighter V “Deja Vu” (Frontiers Records, 2026)

“Deja Vu” è il terzo album della band svizzera, che rispecchia la grande influenza dei loro idoli musicali, così come l’amore per l’hard rock melodico/AOR degli anni ’80. Disco ben fatto, consigliato per i nostalgici.

Dana Fuchs “Live In Denmark” (Juno Records, 2026)

“Live In Denmark” è live vero e sanguigno, con la cantante in splendida forma, dalla voce calda e Jopliniana a dare vita a un concerto blues con i controfiocchi.

Gypsy Pistoleros “Dark Faerie Tales” (The New Church Records, 2026)

Ritornano quei quattro pazzi londinesi dei Gypsy Pistoleros, con il loro mix di Glam Punk ‘n’ Roll hanno creato un’altra storia oscura e colorata sempre in bilico tra Hanoy Rocks,  Killing Joke, Poison e simili.

Robben Ford “Two Shades Of Blue” (Provogue/Artone, 2026)

Ottimo ritorno dopo cinque anni di assenza per Robben Ford, conferma che la vecchia guardia continua a dire la sua nella scena musicale internazionale.

Rose’s Pwan Shop “American Seams” (Blu Elan, 2026).

Un album consigliato non solo agli appassionati del genere che sicuramente avranno già avuto a che fare con la musica del gruppo californiano, ma pure a chi è in cerca di un album di ottima musica roots.

Crimson Glory “Chasing The Hydra” (BraveWords Records, 2026)

Tornano i Crimson Glory, con le loro maschere argentate per un album coinvolgente, che cattura l’essenza dell’identità musicale del gruppo. In sintesi un ritorno all’altezza del peso del loro nome e di quel prog metal che hanno contribuito ad inventare.

Cactus “Temple Of Blues II” (Cleopatra, 2026)

I Cactus, conosciuti come i Led Zeppelin d'America, sono una delle band cult dell'hard blues di primi anni settanta. Nati per volere dello storico batterista Carmine Appice dopo la fine artistica dei Vanilla Fudge, diedero vita a due album epocali come l'esordio...

LeOssAPowerII “AllARiScOssA!” (Autoproduzione, 2026)

Un debutto militante, che ci ricorda che il rock è anche schierarsi e ribellione. Tra punk e noise, il duo ci travolge con un suono diretto che è un pugno nello stomaco!

U2 “Easter Lily” (Island Records, 2026)

Non si sa cosa sia successo ma è qualcosa di bello: gli U2 continuano a lavorare al loro album che canta di celebrazione, ma nel frattempo pare si trovino così bene con Jacknife Lee alla produzione, da non riuscire a trattenere la musica che viene fuori.

Warhog “Ethereal Journey” (Iron Tusk Productions, 2026)

Metal fantasioso, ispirato dai classici, ma che poi prende una direzione del tutto personale. Da ascoltare con attenzione.

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mickey E. Vil

Cantante e leader dei The Mugshots, autore di colonne sonore, DJ di un programma con quasi trenta anni di storia, autori di libri, articoli e interviste, Mickey E. Vil è uno dei personaggi di punta del nostra scena musicale underground. Andiamo a conoscerlo meglio!!

Crippled Black Phoenix “Sceaduhelm” (Season Of Mist, 2026)

I Crippled Black Phoenix sorprendono ancora e dimostrano quanto l’underground inglese sia lontano dall’esaurire la propria capacità di produrre opere importanti.

Foo Fighters “Your Favorite Toys” (Roswell Records/RCA Records, 2026)

Non sarà sicuramente il migliore album dei Foo Fighters ma “Your Favorite Toys” è un riuscito ritorno alla vita; difficile, drammatico ma voluto con tutte le forza da una delle rock band più importati degli ultimi anni, bentornati.

John Corabi “New Day” (Frontiers, 2026)

E’ un periodo dove John Corabi è presente nelle vetrine degli ormai quasi del tutto virtuali negozi di dischi e noi non possiamo che esserne felici e ringraziarlo di tanta bellezza, imperdibile.

Von Groove “Born To Rock” (Frontiers Records, 2026)

Tornano i canadesi Von Groove, e “Born To Rock” ti lascia un gran sorriso, un meraviglioso lavoro di rivisitazione del passato ben piantato nel presente. Eccezionali i Von Groove.

Drivin N Cryin “Crushing Flowers” (Drivin N Cryin Records, 2026)

Il nuovo album è formato da una carrellata di brani che, in modo sagace, trovano ispirazione in una buona fetta del meglio che il rock americano abbia regalato nei decenni scorsi.

The Cold Stares “Texas” (Mascot Records, 2026)

Conferme che forse erano già state date in abbondanza in passato, ma che con “Texas” lasciano spazio alla convinzione di essere al cospetto di una delle band più significative del rock blues odierno.

Jesper Lindell “3614 Jackson Highway” (Yep Rock, 2026)

Un album che trasuda leggenda da tutti i pori e ci restituisce un artista dalla grande passione e talento, dalla voce sanguigna e dall’amore smisurato per queste sonorità.

Jonathon Boogie Long “Courage In The Chaos” (Myrical Records, 2026)

Se sei nato a Baton Rouge in Louisiana, che tu lo voglia o no cresci con il blues tatuato nel…

Confess “Metalmorphosis” (Frontiers Records, 2026)

Bravi i Confess che con questo quarto album, pubblicano il loro miglior lavoro e sono pronti a raccogliere l’eredità di Crashdïet e Hardcore Superstar.

Crobot “Supermoon” (Megaforce Records, 2026)

“Supermoon” è il tipo di album che dimostra come la coerenza sia la strada migliore per un album di qualità.  Le influenze non sono un mistero, ma il modo in cui vengono presentate dà vita a un suono davvero unico. Bravi!

Moonlight Haze – “Interstellar Madness” (Scarlet Records, 2026) – Recensione

Quinto capitolo della carriera Moonlight Haze: un EP cosmico e ambizioso, prodotto da Sascha Paeth, che porta il symphonic power metal italiano su standard internazionali.

Ben Brandt “Solid Ground” (Katalex Records, 2026)

“Solid Ground” è un album che riesce ad accontentare più palati, per questo consigliato sia ai fans del rock blues che a quelli più inclini a sonorità soul/funk.

Eliza Neals “Thunder In The House” (E & H Records, 2026)

Un nuovo album della cantante, pianista e produttrice discografica Eliza Neals è sempre sinonimo di grande blues rock, sanguigno e grintoso, di scuola metropolitana e di grande impatto.

Exhumed: teste mozzate e gore metal sul pubblico! (Traffic, 25 aprile 2026)

I californiani Exhumed riportano in auge i giorni gloriosi del gore metal, quello vero e putrefatto. E Roma risponde presente!

Venom “Into Oblivion” (Noise/Bmg, 2026)

A distanza di quasi mezzo secolo, l’essenza di ciò che rende speciale i Venom è rimasta intatta, un perfetto equilibrio tra aggressività e orecchiabilità, misto a quel rifiuto di prendersi troppo sul serio. “Into Oblivion” piacerà sia ai vecchi e ai nuovi fan.

Avon Desert Rock “Black On Sunshine” (Go Down Records, 2026)

Un buon ritorno, per il trio degli Avon, autori di un album che è vangelo per gli appassionati di stoner e desert rock.

Hardline “Shout” (Steamhammer, 2026)

Un buon ritorno questo degli Hardline, un disco ben interpretato da Johnny Joely, che si conferma un gran cantante, le canzoni scorrono con qualità, grazie ad una band preparata e che ama ciò che suona. Una conferma che farà piacere ai fan.

Arthur Brown, il padre dello shock rock

La prima maschera, le prime fiamme, le prime performance teatrali, il primo screaming, la prima elettronica, nella storia della nostra musica preferita. Ladies and gentlemen: Mr. Arthur Brown!

Chäinfist “Chäinfist ” (Stormbound Records, 2026)

Nato da un profondo e condiviso rispetto per gruppi come Motörhead, Venom e Sodom, Chäinfist è esattamente ciò che sembra: un disco ruvido, la produzione è iper fragorosa, si fa apprezzare per la sua genuina sfrontatezza.

Astrolabio “Una volta qui era tutta campagna pubblicitaria” (Andromeda Relix, 2026)

Gli Astrolabio firmano un’altra opera irriverente, ironica e densa di significati, che alza il rock italiano a un livello altissimo, dove lo spettatore si trova in una regnatela di riferimenti ed è costretto a concentrarsi nell’ascolto, evitando di disperdere attenzione.

Twenty Four Hours “At The Edge Of Faith” (Andromeda Relix, 2026)

Un altro capitolo, il decimo, originale, ricco di musica affascinante e mai banale, che conferma gli italiani Twent Four Hors, una delle band più interessanti del panorama prog psichedelico internazionale.

Angine De Poitrine “Vol. 2” (Spectacles Bonzaï, 2026)

Non è una baracconata, è musica vera e originale, dissonante alle orecchie degli abituali consumatori di rock e anche per questo interessante. Resta da capire il motivo dell’enorme successo di una proposta decisamente underground.

Dark Millennium “Come” (Massacre Records, 2026)

Death, Doom, Black, Prog tutto mischiato insieme senza soluzione di continuità e senza un ordine apparente. Se ti lasci trasportare questo disco è un bel viaggio.

Dimmu Borgir “Grand Serpent Rising”  (Nuclear Blast, 2026)

Otto anni di attesa ma non tutto funziona. Grand Serpent Rising è come una nera montagna, arrivi al picco verso metà album e poi ricominci a scendere. Indomabili ma forse stanchi.

Satellite Inn “From Nowhere Revisited” (Cortez, 2026)

Il ritorno dei nostri eroi dell’alt country è quanto di meglio si potesse sperare, rendendone l’ascolto un rito obbligatorio per tutti gli appassionati del genere.

Kevin Steele “One Thing Left To Do” (Steele Records, 2026)

“One Thing Left To Do” è un album vario e personale, un sunto delle influenze e ispirazioni che hanno accompagnato Kevin Steele (Roxx Gang) nel suo percorso musicale iniziato quasi quarant’anni fa.

Naria “Lyra-La” (Autoproduzione, 2026)

Band tedesca che fonde proh, post e math rock, con un’attutudine melodica che ammalia. Secondo capitolo di una trilogia che merita l’attenzione di chi nel rock cerca nuove emozioni.

Generation Radio “Take Two” (Frontiers Records, 2026)

Generation Radio è un super gruppo formato da membri di Chicago, Rascal Flatts e altre band. “Take Two” è il loro grande secondo album. AOR ai massimi livelli.

Degreed “Curtain Calls” (Frontiers Records, 2026)

I Degreed sono tra i migliori interpreti del melodico svedese. Lo confermano con un album piuttosto vario, con melodie ricercate e un Robin Eriksson è al top della sua potenza vocale.

Sepultura “The Cloud of Unknowing EP” (Nuclear Blast, 2026)

Mentre è in corso il tour d’addio, i Sepultura hanno scritto alcune nuove canzoni, un EP che mostra una band con una totale libertà musicale. “The Cloud of Unknowing” è un saluto da apprezzare in pieno.

Creye “IV: Aftermath” (Frontiers Records, 2026)

Nuovo capitolo per gli svedesi Creye, “IV Aftermath” non vive di nostalgia, anche se la onora, guarda al futuro con melodie moderne, arrangiamenti sofisticati e una produzione notevole che ne esalta il lavoro.

Fighter V “Deja Vu” (Frontiers Records, 2026)

“Deja Vu” è il terzo album della band svizzera, che rispecchia la grande influenza dei loro idoli musicali, così come l’amore per l’hard rock melodico/AOR degli anni ’80. Disco ben fatto, consigliato per i nostalgici.

Dana Fuchs “Live In Denmark” (Juno Records, 2026)

“Live In Denmark” è live vero e sanguigno, con la cantante in splendida forma, dalla voce calda e Jopliniana a dare vita a un concerto blues con i controfiocchi.

Gypsy Pistoleros “Dark Faerie Tales” (The New Church Records, 2026)

Ritornano quei quattro pazzi londinesi dei Gypsy Pistoleros, con il loro mix di Glam Punk ‘n’ Roll hanno creato un’altra storia oscura e colorata sempre in bilico tra Hanoy Rocks,  Killing Joke, Poison e simili.

Robben Ford “Two Shades Of Blue” (Provogue/Artone, 2026)

Ottimo ritorno dopo cinque anni di assenza per Robben Ford, conferma che la vecchia guardia continua a dire la sua nella scena musicale internazionale.

Rose’s Pwan Shop “American Seams” (Blu Elan, 2026).

Un album consigliato non solo agli appassionati del genere che sicuramente avranno già avuto a che fare con la musica del gruppo californiano, ma pure a chi è in cerca di un album di ottima musica roots.

Crimson Glory “Chasing The Hydra” (BraveWords Records, 2026)

Tornano i Crimson Glory, con le loro maschere argentate per un album coinvolgente, che cattura l’essenza dell’identità musicale del gruppo. In sintesi un ritorno all’altezza del peso del loro nome e di quel prog metal che hanno contribuito ad inventare.

Cactus “Temple Of Blues II” (Cleopatra, 2026)

I Cactus, conosciuti come i Led Zeppelin d'America, sono una delle band cult dell'hard blues di primi anni settanta. Nati…

LeOssAPowerII “AllARiScOssA!” (Autoproduzione, 2026)

Un debutto militante, che ci ricorda che il rock è anche schierarsi e ribellione. Tra punk e noise, il duo ci travolge con un suono diretto che è un pugno nello stomaco!

U2 “Easter Lily” (Island Records, 2026)

Non si sa cosa sia successo ma è qualcosa di bello: gli U2 continuano a lavorare al loro album che canta di celebrazione, ma nel frattempo pare si trovino così bene con Jacknife Lee alla produzione, da non riuscire a trattenere la musica che viene fuori.

Warhog “Ethereal Journey” (Iron Tusk Productions, 2026)

Metal fantasioso, ispirato dai classici, ma che poi prende una direzione del tutto personale. Da ascoltare con attenzione.

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mickey E. Vil

Cantante e leader dei The Mugshots, autore di colonne sonore, DJ di un programma con quasi trenta anni di storia, autori di libri, articoli e interviste, Mickey E. Vil è uno dei personaggi di punta del nostra scena musicale underground. Andiamo a conoscerlo meglio!!

Crippled Black Phoenix “Sceaduhelm” (Season Of Mist, 2026)

I Crippled Black Phoenix sorprendono ancora e dimostrano quanto l’underground inglese sia lontano dall’esaurire la propria capacità di produrre opere importanti.

Foo Fighters “Your Favorite Toys” (Roswell Records/RCA Records, 2026)

Non sarà sicuramente il migliore album dei Foo Fighters ma “Your Favorite Toys” è un riuscito ritorno alla vita; difficile, drammatico ma voluto con tutte le forza da una delle rock band più importati degli ultimi anni, bentornati.

John Corabi “New Day” (Frontiers, 2026)

E’ un periodo dove John Corabi è presente nelle vetrine degli ormai quasi del tutto virtuali negozi di dischi e noi non possiamo che esserne felici e ringraziarlo di tanta bellezza, imperdibile.

Von Groove “Born To Rock” (Frontiers Records, 2026)

Tornano i canadesi Von Groove, e “Born To Rock” ti lascia un gran sorriso, un meraviglioso lavoro di rivisitazione del passato ben piantato nel presente. Eccezionali i Von Groove.

Drivin N Cryin “Crushing Flowers” (Drivin N Cryin Records, 2026)

Il nuovo album è formato da una carrellata di brani che, in modo sagace, trovano ispirazione in una buona fetta del meglio che il rock americano abbia regalato nei decenni scorsi.

The Cold Stares “Texas” (Mascot Records, 2026)

Conferme che forse erano già state date in abbondanza in passato, ma che con “Texas” lasciano spazio alla convinzione di essere al cospetto di una delle band più significative del rock blues odierno.

Jesper Lindell “3614 Jackson Highway” (Yep Rock, 2026)

Un album che trasuda leggenda da tutti i pori e ci restituisce un artista dalla grande passione e talento, dalla voce sanguigna e dall’amore smisurato per queste sonorità.

Jonathon Boogie Long “Courage In The Chaos” (Myrical Records, 2026)

Se sei nato a Baton Rouge in Louisiana, che tu lo voglia o no cresci con il blues tatuato nel corpo e nell'anima. Quel blues che è sangue, fatica, libertà, che ti scorre nelle vene da quando vedi la luce. Jonathon Boogie Long è figlio di quella terra paludosa, piena...

Confess “Metalmorphosis” (Frontiers Records, 2026)

Bravi i Confess che con questo quarto album, pubblicano il loro miglior lavoro e sono pronti a raccogliere l’eredità di Crashdïet e Hardcore Superstar.

Crobot “Supermoon” (Megaforce Records, 2026)

“Supermoon” è il tipo di album che dimostra come la coerenza sia la strada migliore per un album di qualità.  Le influenze non sono un mistero, ma il modo in cui vengono presentate dà vita a un suono davvero unico. Bravi!

Moonlight Haze – “Interstellar Madness” (Scarlet Records, 2026) – Recensione

Quinto capitolo della carriera Moonlight Haze: un EP cosmico e ambizioso, prodotto da Sascha Paeth, che porta il symphonic power metal italiano su standard internazionali.

Ben Brandt “Solid Ground” (Katalex Records, 2026)

“Solid Ground” è un album che riesce ad accontentare più palati, per questo consigliato sia ai fans del rock blues che a quelli più inclini a sonorità soul/funk.

Eliza Neals “Thunder In The House” (E & H Records, 2026)

Un nuovo album della cantante, pianista e produttrice discografica Eliza Neals è sempre sinonimo di grande blues rock, sanguigno e grintoso, di scuola metropolitana e di grande impatto.

Exhumed: teste mozzate e gore metal sul pubblico! (Traffic, 25 aprile 2026)

I californiani Exhumed riportano in auge i giorni gloriosi del gore metal, quello vero e putrefatto. E Roma risponde presente!

Venom “Into Oblivion” (Noise/Bmg, 2026)

A distanza di quasi mezzo secolo, l’essenza di ciò che rende speciale i Venom è rimasta intatta, un perfetto equilibrio tra aggressività e orecchiabilità, misto a quel rifiuto di prendersi troppo sul serio. “Into Oblivion” piacerà sia ai vecchi e ai nuovi fan.

Avon Desert Rock “Black On Sunshine” (Go Down Records, 2026)

Un buon ritorno, per il trio degli Avon, autori di un album che è vangelo per gli appassionati di stoner e desert rock.

Hardline “Shout” (Steamhammer, 2026)

Un buon ritorno questo degli Hardline, un disco ben interpretato da Johnny Joely, che si conferma un gran cantante, le canzoni scorrono con qualità, grazie ad una band preparata e che ama ciò che suona. Una conferma che farà piacere ai fan.

Arthur Brown, il padre dello shock rock

La prima maschera, le prime fiamme, le prime performance teatrali, il primo screaming, la prima elettronica, nella storia della nostra musica preferita. Ladies and gentlemen: Mr. Arthur Brown!

Chäinfist “Chäinfist ” (Stormbound Records, 2026)

Nato da un profondo e condiviso rispetto per gruppi come Motörhead, Venom e Sodom, Chäinfist è esattamente ciò che sembra: un disco ruvido, la produzione è iper fragorosa, si fa apprezzare per la sua genuina sfrontatezza.

Astrolabio “Una volta qui era tutta campagna pubblicitaria” (Andromeda Relix, 2026)

Gli Astrolabio firmano un’altra opera irriverente, ironica e densa di significati, che alza il rock italiano a un livello altissimo, dove lo spettatore si trova in una regnatela di riferimenti ed è costretto a concentrarsi nell’ascolto, evitando di disperdere attenzione.

Twenty Four Hours “At The Edge Of Faith” (Andromeda Relix, 2026)

Un altro capitolo, il decimo, originale, ricco di musica affascinante e mai banale, che conferma gli italiani Twent Four Hors, una delle band più interessanti del panorama prog psichedelico internazionale.

Angine De Poitrine “Vol. 2” (Spectacles Bonzaï, 2026)

Non è una baracconata, è musica vera e originale, dissonante alle orecchie degli abituali consumatori di rock e anche per questo interessante. Resta da capire il motivo dell’enorme successo di una proposta decisamente underground.

Dark Millennium “Come” (Massacre Records, 2026)

Death, Doom, Black, Prog tutto mischiato insieme senza soluzione di continuità e senza un ordine apparente. Se ti lasci trasportare questo disco è un bel viaggio.

Dimmu Borgir “Grand Serpent Rising”  (Nuclear Blast, 2026)

Otto anni di attesa ma non tutto funziona. Grand Serpent Rising è come una nera montagna, arrivi al picco verso metà album e poi ricominci a scendere. Indomabili ma forse stanchi.

Satellite Inn “From Nowhere Revisited” (Cortez, 2026)

Il ritorno dei nostri eroi dell’alt country è quanto di meglio si potesse sperare, rendendone l’ascolto un rito obbligatorio per tutti gli appassionati del genere.

Kevin Steele “One Thing Left To Do” (Steele Records, 2026)

“One Thing Left To Do” è un album vario e personale, un sunto delle influenze e ispirazioni che hanno accompagnato Kevin Steele (Roxx Gang) nel suo percorso musicale iniziato quasi quarant’anni fa.

Naria “Lyra-La” (Autoproduzione, 2026)

Band tedesca che fonde proh, post e math rock, con un’attutudine melodica che ammalia. Secondo capitolo di una trilogia che merita l’attenzione di chi nel rock cerca nuove emozioni.

Generation Radio “Take Two” (Frontiers Records, 2026)

Generation Radio è un super gruppo formato da membri di Chicago, Rascal Flatts e altre band. “Take Two” è il loro grande secondo album. AOR ai massimi livelli.

Degreed “Curtain Calls” (Frontiers Records, 2026)

I Degreed sono tra i migliori interpreti del melodico svedese. Lo confermano con un album piuttosto vario, con melodie ricercate e un Robin Eriksson è al top della sua potenza vocale.

Sepultura “The Cloud of Unknowing EP” (Nuclear Blast, 2026)

Mentre è in corso il tour d’addio, i Sepultura hanno scritto alcune nuove canzoni, un EP che mostra una band con una totale libertà musicale. “The Cloud of Unknowing” è un saluto da apprezzare in pieno.

Creye “IV: Aftermath” (Frontiers Records, 2026)

Nuovo capitolo per gli svedesi Creye, “IV Aftermath” non vive di nostalgia, anche se la onora, guarda al futuro con melodie moderne, arrangiamenti sofisticati e una produzione notevole che ne esalta il lavoro.

Fighter V “Deja Vu” (Frontiers Records, 2026)

“Deja Vu” è il terzo album della band svizzera, che rispecchia la grande influenza dei loro idoli musicali, così come l’amore per l’hard rock melodico/AOR degli anni ’80. Disco ben fatto, consigliato per i nostalgici.

Dana Fuchs “Live In Denmark” (Juno Records, 2026)

“Live In Denmark” è live vero e sanguigno, con la cantante in splendida forma, dalla voce calda e Jopliniana a dare vita a un concerto blues con i controfiocchi.

Gypsy Pistoleros “Dark Faerie Tales” (The New Church Records, 2026)

Ritornano quei quattro pazzi londinesi dei Gypsy Pistoleros, con il loro mix di Glam Punk ‘n’ Roll hanno creato un’altra storia oscura e colorata sempre in bilico tra Hanoy Rocks,  Killing Joke, Poison e simili.

Robben Ford “Two Shades Of Blue” (Provogue/Artone, 2026)

Ottimo ritorno dopo cinque anni di assenza per Robben Ford, conferma che la vecchia guardia continua a dire la sua nella scena musicale internazionale.

Rose’s Pwan Shop “American Seams” (Blu Elan, 2026).

Un album consigliato non solo agli appassionati del genere che sicuramente avranno già avuto a che fare con la musica del gruppo californiano, ma pure a chi è in cerca di un album di ottima musica roots.

Crimson Glory “Chasing The Hydra” (BraveWords Records, 2026)

Tornano i Crimson Glory, con le loro maschere argentate per un album coinvolgente, che cattura l’essenza dell’identità musicale del gruppo. In sintesi un ritorno all’altezza del peso del loro nome e di quel prog metal che hanno contribuito ad inventare.

Cactus “Temple Of Blues II” (Cleopatra, 2026)

I Cactus, conosciuti come i Led Zeppelin d'America, sono una delle band cult dell'hard blues di primi anni settanta. Nati per volere dello storico batterista Carmine Appice dopo la fine artistica dei Vanilla Fudge, diedero vita a due album epocali come l'esordio...

LeOssAPowerII “AllARiScOssA!” (Autoproduzione, 2026)

Un debutto militante, che ci ricorda che il rock è anche schierarsi e ribellione. Tra punk e noise, il duo ci travolge con un suono diretto che è un pugno nello stomaco!

U2 “Easter Lily” (Island Records, 2026)

Non si sa cosa sia successo ma è qualcosa di bello: gli U2 continuano a lavorare al loro album che canta di celebrazione, ma nel frattempo pare si trovino così bene con Jacknife Lee alla produzione, da non riuscire a trattenere la musica che viene fuori.

Warhog “Ethereal Journey” (Iron Tusk Productions, 2026)

Metal fantasioso, ispirato dai classici, ma che poi prende una direzione del tutto personale. Da ascoltare con attenzione.