BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Greta Van Fleet “Palace For The People” (Republic Records, 2026)

“Palace For The People” è un album maturo nella sua completezza, che omaggia il il rock, il blue e il folk in egual misura e ci consegna una band matura e consapevole che sta lasciando un segno forte nella scena rock di questi anni.

Leadfeather “Cath The Silvertrain” (Autoprodotto, 2026)

I Leadfeather sono una band hard rock britannica che fonde energia grezza guidata da riff e atmosfera anni ’70, questi ep in sei pezzi li conferma su ottimi livelli, tra Led Zeppelin e Black Crowes.

The Band Feel “What Of Now” (Autoprodotto, 2026)

“What Of Now” regala buoni momenti di rock vintage, suonato bene e ottimamente cantato il disco è quindi assolutamente consigliato agli appassionati del genere.

Haerdsmaelta “Haerdrock” (Icons Creating Evil Art, 2026)

Dopo oltre un decennio trascorso a costruire uno degli universi underground più imprevedibili della Svezia, gli Haerdsmalta tornano con “Haerdrock” il loro terzo album, il più imprevedibile e non catalogabile tra le uscite dell’anno. Da ascoltare assolutamente se siete curiosi. Bello!

Pure Reason Revolution “Terrifying Angels” (InsideOut Music, 2026)

I Pure Reason Revolution si confermano in continua evoluzione e ci consegnano un altro ottimo album, che si ascolta tra piacere e stupore.

Robin Trower “Shine” (Provogue Records, 2026)

Per gli amanti della musica di Robin Trower, “Shine” è l’ennesimo capitolo di una carriera eccezionale e lavoro da non perdere assolutamente, parola di Back In Rock.

John Diva & The Rockets Of Love “Your Favorite Drug” (Frontiers Records, 2026)

John Diva & The Rockets of Love sono una band interessante, Questo lavoro è in equilibrio tra raffinatezza e grinta. Perfetto per chi ricerca un sound che aiuta a distarsi, e a cantare senza pensare ai problemi che ci affliggono.

Elysion “Identity” (Massacre Records, 2026)

Vent’anni dopo la loro formazione e dopo tre album in studio, la band greca Elysion, torna con “Identity”. Il disco continua nel territorio consolidato di dark atmospheric metal, con chitarre più pesanti, una produzione più forte e una prospettiva lirica più matura.

In This Moment “Wicth” (Better Noise Music, 2026)

In generale il disco non affonda fino in fondo, ma veleggia fiero e si ascolta con piacere. Forse in studio gli In This Moment hanno già dato il meglio, ma restano comunque una band con un suono personale.

Forbidden “Forbidden” (BLK II BLK Records, 2026)

I Forbidden hanno storie e un bagaglio di esperienze da cui attingere. Tornano dopo 16 anni con il loro thrash old-school misto a groove prog, dimostrando una notevole capacità tecnica e compositiva.

Wasted Wizards “Wake Up Dead” (Scream For Existence, 2026)

Wasted Wizards pubblicano il loro EP di debutto “Wake Up Dead” con cinque brani completamente nuovi che catturano i diversi lati di una band che sta rapidamente sviluppando la propria identità. EP da ascoltare per gli appassionati sia di My Chemical Romance, ma anche per chi ama Hardcore Superstar o Extreme.

“B(l)ack In Time” (Autoproduzione, 2026)

Sebbene il marchio di fabbrica dei Necrodeath rimanga presente e distintivo di una formula portata avanti per quarant’anni, in tutto l’album persiste un sentimento di libertà e sperimentazione che permette di attingere da diversi discorsi musicali legati al metal estremo.

Elektradrive “Live! 40th Anniversary” (Andromeda Relix, 2026)

Un doppio dal vivo clamoroso, che racconta la storia di una grande band e dell’intera scena heavy rock italiana dagli anni ’80 ai giorni nostri. Imperdibile!!

Graveyard “Fever” (Nuclear Blast Records, 2026)

“Fever” riconferma i Graveyard come una delle migliori entità attuali di hard settantiano, proponendo una scaletta di brani ispirati, da ascoltare a volume sostenuto come ottimo antidoto per scacciare rabbia e tensione…

Airbourne “Airbourne” (Spinefarm Records, 2026)

Dopo 25 anni e 6 LP in studio, la macchina hard rock australiana nota come Airbourne, ha registrato un disco iconico, che rappresenta la tradizione consolidata della band, viene portata avanti, attraverso una raccolta di brani ben prodotti e suonati.

Ghost Hounds “Justified” (Maple House Records, 2026)

L’eccellenza è ormai l’asticella su cui il gruppo passeggia con la disinvoltura dei grandi e l’album arriva alla fine del viaggio attraverso un’America più grigia, emozionante e vera di quella che ci presentano i tg della sera di questi tempi, consigliato.

Johnny Winter “The Woodstock Experience” (Floating World/Retroworld, 2026)

Il blues trasformato in pane e pesci per trecentomila persone nella tre giorni più importante della storia del rock, questo è “The Woodstock Experience”. Blues on!

Alex Mari “Origins” (Art Of Melody Music/Burning Mind Music, 2026)

“Origins” è il primo album solista di Alex Mari (cantante dei Night Pleasure Hotel). Il progetto nasce dalla riscoperta e dalla trasformazione delle primissime canzoni scritte da Alex tra la fine degli anni ’90 e i primi anni Duemila. Tredici brani che sono praticamente ricordi recuperati. Tanti i musicisti ospiti.

Xion “When Stars Collide” (Fireflash Records, 2026)

Gli Xion sono una band Thrash fondata nel 2022, quando alcune componenti erano ancora minorenni. “When Stars Collide” è stato prodotto da Jonas Arnberg, è un ottimo secondo album, nel complesso il risultato è piuttosto orecchiabile e sicuramente riuscirà a conquistare nuovi fans, bravi questi cinque giovanotti svedesi.

Bobbie Dazzle “Star Power” (Rise Above Records, 2026)

“Star Power” è un album strabordante di energia hard rock, classe e fascino, con tutte le carte in regola per mietere ulteriori e meritati consensi, aumentando la notorietà di Bobbie Dazzle, artista cui non difettano teatralità, talento, bellezza e ambizione.

Åskväder “Wax” (Icons Creating Evil Art, 2026)

La rock band svedese Åskväder esce con il terzo disco “Wax” che segna l’inizio di un nuovo capitolo, inaugurato dall’ingresso di Saga Flygare-Täll nel ruolo di cantante e chitarrista, e fotografa una band nel pieno delle proprie forze. Un bel lavoro di rock scandinavo da ascoltare!

Signum Regis “Beyond Spacetime” (Fireflash Records/Edel, 2026)

Torna il gruppo dei Signum Regis, fondato nel 2007. Il loro prossimo nuovo e ottavo album in studio “Beyond Spacetime” un album convincente e potente di power metal melodico contemporaneo.

Bernie Marsden “Stage” (Conquest Music, 2026)

L’ultimo capitolo di questa splendida serie di lavori firmata da Marsden non poteva che essere una celebrazione sua e di tutti quei musicisti che lo hanno accompagnato e influenzato nella sua lunga carriera. Sarai sicuramente a jammare con i più grandi lassù, nel paradiso del rock, arrivederci Bernie.

Chrystal Throne “Chantry Of Sacrifice” (Autoprodotto, 2026)

Da anni non ascoltavo un disco di prog metal anni ’80, certamente derivativo, ma così ben delineato e ricco di valori tecnici e compositivi.

The Jayhawks “Sanctuary Park” (Thirty Tigers, 2026)

Grande ritorno per un gruppo che non ha mai perso la bussola compositiva e ha segnato la storia dell’alternative rock degli ultimi quarant’anni.

The Steel Woods “The Lexington Tapes, live ’17” (Thirty Tigers, 2026)

Peccato che un gruppo di valore assoluto come i The Steel Woods non possano più regalarci grande musica, rimarranno nella leggenda del rock americano così come il loro sfortunato leader.

Feline Melinda “Duets II” (Diotima Records, 2026)

I Feline Melinda celebrano il prestigioso quarantesimo anniversario con un rinnovamento della propria immagine. “Duets II” presenta cinque brani di epoche diverse con nuovi arrangiamenti e voci, proposti in duetto con la cantante Doris Albenberger.

Overwhelm “The Bad Blood Of Humankind” (Autoprodotto, 2026)

Thrash metal classico in questo quarto disco degli Overwhelm, realtà nazionale. Buona autoproduzione e attitudine, testi impegnati: la strada è spianata, ora bisogna correre.

7 Miles To Pittsburgh “Beyond Repair” (M-Theory Audio, 2026)

Tra hard rock e prog rock, il terzo album di questo quintetto, guidato dall’ex Sleeze Beez Andrew Wet, è una piccola gemma che fonde Rainbow, Kansas e tocchi AOR. Che bella sorpresa.

Paul Laine “The Long Road Back” (Frontiers, 2026)

“The Long Road Back” è la confessione di un ragazzo che ha sognato di fare la rockstar, per poi scoprire che il posto più bello, citando il titolo dell’album, è tornare alle origini. Un album di rock melodico carico di passione.

Jovin Webb “Son Of A Sinner” (Blind Pig Records, 2026)

Jovin Webb aveva fatto parlare di sé due anni fa con il debutto “Drifter” e ora, con il nuovo album, conferma la bontà della sua proposta ed il suo talento innato per il padre di tutti i generi.

Invincia “Echoes From The Past” (Escape Music, 2026)

E’ una grande bella sorpresa per me l’ascolto di questo esordio dei finlandesi Invincia. “Echoes From The Past”è un lavoro veramente interessante, fresco ben prodotto, un disco che ti coinvolge dall’inizio alla fine, ogni canzone è guidata da una vera passione per l’heavy metal.

Warren Haynes “Dreams & Songs: A Symphonic Journey” (Provogue Records, 2026)

Vi consiglio di non perdervi l’ennesima pubblicazione firmata da Warren Haynes, una garanzia di altissima qualità nella scena rock mondiale.

Stryper “Throne Of Thorns” (Frontiers Records, 2026)

I pionieri del metal cristiano Stryper tornano con un nuovo capitolo della loro carriera leggendaria. In “Throne Of Thorns” c’è molto heavy metal, ma altrettanta melodia, un ottimo album che si inserisce tra i loro ultimi migliori lavori.

Mason “Edge Of Destruction” (Eonian Records, 2026)

Marcus Mason e il suo gruppo ritornano con il terzo disco “Edge Of Destruction”. Uno dei migliori album AOR del’anno, raffinato e ben costruito.

Dinosaur Jr. “There Near” (Jagjaguwar, 2026)

“There Near” non sposta di una virgola tutto quello che si è detto e scritto sulla band, un manifesto della musica di J Mascis e compagni. Questo è il rock alternativo, questi sono i Dinosaur Jr.

Tygers Of Pan Tang “Electrifyed” (Mighty Music, 2026)

I veterani Tygers Of Pan Tang tornano con un disco compatto, pesante, potente, un nuovo tassello della band che porta avanti la storia con la consapevolezza che il livello qualitativo creativo è di qualità. Il metal classico senza nostalgia.

Europe “Come This Madness” (Silver Lining Music, 2026)

Ottima produzione e tecnica inappuntabile, ma il punto focale sono le canzoni, che sommate insieme formano un ottimo disco che ci (ri)consegna gli Europe del terzo millennio in piena forma.

Janiva Magness “Truth In The Room: Clearmountain Sessions (Blue Elan Records, 2026)

Un album che consiglio a tutti gli appassionati, troverete al suo interno momenti di grande musica, parola di BIR.

Villagers Of Ioannina City “Venceremos” (Napalm Records, 2026)

I Villagers Of Ioannina City sono una realtà da tenere in grande considerazione, coniugano tradizione rock settantiana, con elementi più moderni ispirati dal post rock e dal metal, senza mai perdere di vista la ricerca di linee melodiche. “Venceremos” ne conferma l’ulteriore crescita in fase compositiva.

The Right Reverend Crow “Demokracy Blues” (Need To Know Music, 2026)

Un album da leggere oltre che da ascoltare per apprezzare al meglio i testi di Nathan Bell seguiti da una copertina che la dice lunga sulle intenzioni dei “The Right Reverend Crow”, con in evidenza (oltre a Jimi Hendrix), i due atleti afroamericani Tommie Smith e John Carlos e il loro pugno chiuso durante la premiazione dei 200 metri alle Olimpiadi messicane del ‘68.

Chris Horses & The Slow Smoke “Nowhere Bound” (Devil’s Forks Records, 2026)

nuovo disco “Nowhere Bound” per Chris Horses & The Slow Smoke: un gran disco southen/country un lavoro che merita di essere ascoltato e diffuso, tanta carne al fuoco, bravi Chris Horses & The Slow Smoke

Greta Van Fleet “Palace For The People” (Republic Records, 2026)

“Palace For The People” è un album maturo nella sua completezza, che omaggia il il rock, il blue e il folk in egual misura e ci consegna una band matura e consapevole che sta lasciando un segno forte nella scena rock di questi anni.

Leadfeather “Cath The Silvertrain” (Autoprodotto, 2026)

I Leadfeather sono una band hard rock britannica che fonde energia grezza guidata da riff e atmosfera anni ’70, questi ep in sei pezzi li conferma su ottimi livelli, tra Led Zeppelin e Black Crowes.

The Band Feel “What Of Now” (Autoprodotto, 2026)

“What Of Now” regala buoni momenti di rock vintage, suonato bene e ottimamente cantato il disco è quindi assolutamente consigliato agli appassionati del genere.

Haerdsmaelta “Haerdrock” (Icons Creating Evil Art, 2026)

Dopo oltre un decennio trascorso a costruire uno degli universi underground più imprevedibili della Svezia, gli Haerdsmalta tornano con “Haerdrock” il loro terzo album, il più imprevedibile e non catalogabile tra le uscite dell’anno. Da ascoltare assolutamente se siete curiosi. Bello!

Pure Reason Revolution “Terrifying Angels” (InsideOut Music, 2026)

I Pure Reason Revolution si confermano in continua evoluzione e ci consegnano un altro ottimo album, che si ascolta tra piacere e stupore.

Robin Trower “Shine” (Provogue Records, 2026)

Per gli amanti della musica di Robin Trower, “Shine” è l’ennesimo capitolo di una carriera eccezionale e lavoro da non perdere assolutamente, parola di Back In Rock.

John Diva & The Rockets Of Love “Your Favorite Drug” (Frontiers Records, 2026)

John Diva & The Rockets of Love sono una band interessante, Questo lavoro è in equilibrio tra raffinatezza e grinta. Perfetto per chi ricerca un sound che aiuta a distarsi, e a cantare senza pensare ai problemi che ci affliggono.

Elysion “Identity” (Massacre Records, 2026)

Vent’anni dopo la loro formazione e dopo tre album in studio, la band greca Elysion, torna con “Identity”. Il disco continua nel territorio consolidato di dark atmospheric metal, con chitarre più pesanti, una produzione più forte e una prospettiva lirica più matura.

In This Moment “Wicth” (Better Noise Music, 2026)

In generale il disco non affonda fino in fondo, ma veleggia fiero e si ascolta con piacere. Forse in studio gli In This Moment hanno già dato il meglio, ma restano comunque una band con un suono personale.

Forbidden “Forbidden” (BLK II BLK Records, 2026)

I Forbidden hanno storie e un bagaglio di esperienze da cui attingere. Tornano dopo 16 anni con il loro thrash old-school misto a groove prog, dimostrando una notevole capacità tecnica e compositiva.

Wasted Wizards “Wake Up Dead” (Scream For Existence, 2026)

Wasted Wizards pubblicano il loro EP di debutto “Wake Up Dead” con cinque brani completamente nuovi che catturano i diversi lati di una band che sta rapidamente sviluppando la propria identità. EP da ascoltare per gli appassionati sia di My Chemical Romance, ma anche per chi ama Hardcore Superstar o Extreme.

“B(l)ack In Time” (Autoproduzione, 2026)

Sebbene il marchio di fabbrica dei Necrodeath rimanga presente e distintivo di una formula portata avanti per quarant’anni, in tutto l’album persiste un sentimento di libertà e sperimentazione che permette di attingere da diversi discorsi musicali legati al metal estremo.

Elektradrive “Live! 40th Anniversary” (Andromeda Relix, 2026)

Un doppio dal vivo clamoroso, che racconta la storia di una grande band e dell’intera scena heavy rock italiana dagli anni ’80 ai giorni nostri. Imperdibile!!

Graveyard “Fever” (Nuclear Blast Records, 2026)

“Fever” riconferma i Graveyard come una delle migliori entità attuali di hard settantiano, proponendo una scaletta di brani ispirati, da ascoltare a volume sostenuto come ottimo antidoto per scacciare rabbia e tensione…

Airbourne “Airbourne” (Spinefarm Records, 2026)

Dopo 25 anni e 6 LP in studio, la macchina hard rock australiana nota come Airbourne, ha registrato un disco iconico, che rappresenta la tradizione consolidata della band, viene portata avanti, attraverso una raccolta di brani ben prodotti e suonati.

Ghost Hounds “Justified” (Maple House Records, 2026)

L’eccellenza è ormai l’asticella su cui il gruppo passeggia con la disinvoltura dei grandi e l’album arriva alla fine del viaggio attraverso un’America più grigia, emozionante e vera di quella che ci presentano i tg della sera di questi tempi, consigliato.

Johnny Winter “The Woodstock Experience” (Floating World/Retroworld, 2026)

Il blues trasformato in pane e pesci per trecentomila persone nella tre giorni più importante della storia del rock, questo è “The Woodstock Experience”. Blues on!

Alex Mari “Origins” (Art Of Melody Music/Burning Mind Music, 2026)

“Origins” è il primo album solista di Alex Mari (cantante dei Night Pleasure Hotel). Il progetto nasce dalla riscoperta e dalla trasformazione delle primissime canzoni scritte da Alex tra la fine degli anni ’90 e i primi anni Duemila. Tredici brani che sono praticamente ricordi recuperati. Tanti i musicisti ospiti.

Xion “When Stars Collide” (Fireflash Records, 2026)

Gli Xion sono una band Thrash fondata nel 2022, quando alcune componenti erano ancora minorenni. “When Stars Collide” è stato prodotto da Jonas Arnberg, è un ottimo secondo album, nel complesso il risultato è piuttosto orecchiabile e sicuramente riuscirà a conquistare nuovi fans, bravi questi cinque giovanotti svedesi.

Bobbie Dazzle “Star Power” (Rise Above Records, 2026)

“Star Power” è un album strabordante di energia hard rock, classe e fascino, con tutte le carte in regola per mietere ulteriori e meritati consensi, aumentando la notorietà di Bobbie Dazzle, artista cui non difettano teatralità, talento, bellezza e ambizione.

Åskväder “Wax” (Icons Creating Evil Art, 2026)

La rock band svedese Åskväder esce con il terzo disco “Wax” che segna l’inizio di un nuovo capitolo, inaugurato dall’ingresso di Saga Flygare-Täll nel ruolo di cantante e chitarrista, e fotografa una band nel pieno delle proprie forze. Un bel lavoro di rock scandinavo da ascoltare!

Signum Regis “Beyond Spacetime” (Fireflash Records/Edel, 2026)

Torna il gruppo dei Signum Regis, fondato nel 2007. Il loro prossimo nuovo e ottavo album in studio “Beyond Spacetime” un album convincente e potente di power metal melodico contemporaneo.

Bernie Marsden “Stage” (Conquest Music, 2026)

L’ultimo capitolo di questa splendida serie di lavori firmata da Marsden non poteva che essere una celebrazione sua e di tutti quei musicisti che lo hanno accompagnato e influenzato nella sua lunga carriera. Sarai sicuramente a jammare con i più grandi lassù, nel paradiso del rock, arrivederci Bernie.

Chrystal Throne “Chantry Of Sacrifice” (Autoprodotto, 2026)

Da anni non ascoltavo un disco di prog metal anni ’80, certamente derivativo, ma così ben delineato e ricco di valori tecnici e compositivi.

The Jayhawks “Sanctuary Park” (Thirty Tigers, 2026)

Grande ritorno per un gruppo che non ha mai perso la bussola compositiva e ha segnato la storia dell’alternative rock degli ultimi quarant’anni.

The Steel Woods “The Lexington Tapes, live ’17” (Thirty Tigers, 2026)

Peccato che un gruppo di valore assoluto come i The Steel Woods non possano più regalarci grande musica, rimarranno nella leggenda del rock americano così come il loro sfortunato leader.

Feline Melinda “Duets II” (Diotima Records, 2026)

I Feline Melinda celebrano il prestigioso quarantesimo anniversario con un rinnovamento della propria immagine. “Duets II” presenta cinque brani di epoche diverse con nuovi arrangiamenti e voci, proposti in duetto con la cantante Doris Albenberger.

Overwhelm “The Bad Blood Of Humankind” (Autoprodotto, 2026)

Thrash metal classico in questo quarto disco degli Overwhelm, realtà nazionale. Buona autoproduzione e attitudine, testi impegnati: la strada è spianata, ora bisogna correre.

7 Miles To Pittsburgh “Beyond Repair” (M-Theory Audio, 2026)

Tra hard rock e prog rock, il terzo album di questo quintetto, guidato dall’ex Sleeze Beez Andrew Wet, è una piccola gemma che fonde Rainbow, Kansas e tocchi AOR. Che bella sorpresa.

Paul Laine “The Long Road Back” (Frontiers, 2026)

“The Long Road Back” è la confessione di un ragazzo che ha sognato di fare la rockstar, per poi scoprire che il posto più bello, citando il titolo dell’album, è tornare alle origini. Un album di rock melodico carico di passione.

Jovin Webb “Son Of A Sinner” (Blind Pig Records, 2026)

Jovin Webb aveva fatto parlare di sé due anni fa con il debutto “Drifter” e ora, con il nuovo album, conferma la bontà della sua proposta ed il suo talento innato per il padre di tutti i generi.

Invincia “Echoes From The Past” (Escape Music, 2026)

E’ una grande bella sorpresa per me l’ascolto di questo esordio dei finlandesi Invincia. “Echoes From The Past”è un lavoro veramente interessante, fresco ben prodotto, un disco che ti coinvolge dall’inizio alla fine, ogni canzone è guidata da una vera passione per l’heavy metal.

Warren Haynes “Dreams & Songs: A Symphonic Journey” (Provogue Records, 2026)

Vi consiglio di non perdervi l’ennesima pubblicazione firmata da Warren Haynes, una garanzia di altissima qualità nella scena rock mondiale.

Stryper “Throne Of Thorns” (Frontiers Records, 2026)

I pionieri del metal cristiano Stryper tornano con un nuovo capitolo della loro carriera leggendaria. In “Throne Of Thorns” c’è molto heavy metal, ma altrettanta melodia, un ottimo album che si inserisce tra i loro ultimi migliori lavori.

Mason “Edge Of Destruction” (Eonian Records, 2026)

Marcus Mason e il suo gruppo ritornano con il terzo disco “Edge Of Destruction”. Uno dei migliori album AOR del’anno, raffinato e ben costruito.

Dinosaur Jr. “There Near” (Jagjaguwar, 2026)

“There Near” non sposta di una virgola tutto quello che si è detto e scritto sulla band, un manifesto della musica di J Mascis e compagni. Questo è il rock alternativo, questi sono i Dinosaur Jr.

Tygers Of Pan Tang “Electrifyed” (Mighty Music, 2026)

I veterani Tygers Of Pan Tang tornano con un disco compatto, pesante, potente, un nuovo tassello della band che porta avanti la storia con la consapevolezza che il livello qualitativo creativo è di qualità. Il metal classico senza nostalgia.

Europe “Come This Madness” (Silver Lining Music, 2026)

Ottima produzione e tecnica inappuntabile, ma il punto focale sono le canzoni, che sommate insieme formano un ottimo disco che ci (ri)consegna gli Europe del terzo millennio in piena forma.

Janiva Magness “Truth In The Room: Clearmountain Sessions (Blue Elan Records, 2026)

Un album che consiglio a tutti gli appassionati, troverete al suo interno momenti di grande musica, parola di BIR.

Villagers Of Ioannina City “Venceremos” (Napalm Records, 2026)

I Villagers Of Ioannina City sono una realtà da tenere in grande considerazione, coniugano tradizione rock settantiana, con elementi più moderni ispirati dal post rock e dal metal, senza mai perdere di vista la ricerca di linee melodiche. “Venceremos” ne conferma l’ulteriore crescita in fase compositiva.

The Right Reverend Crow “Demokracy Blues” (Need To Know Music, 2026)

Un album da leggere oltre che da ascoltare per apprezzare al meglio i testi di Nathan Bell seguiti da una copertina che la dice lunga sulle intenzioni dei “The Right Reverend Crow”, con in evidenza (oltre a Jimi Hendrix), i due atleti afroamericani Tommie Smith e John Carlos e il loro pugno chiuso durante la premiazione dei 200 metri alle Olimpiadi messicane del ‘68.

Chris Horses & The Slow Smoke “Nowhere Bound” (Devil’s Forks Records, 2026)

nuovo disco “Nowhere Bound” per Chris Horses & The Slow Smoke: un gran disco southen/country un lavoro che merita di essere ascoltato e diffuso, tanta carne al fuoco, bravi Chris Horses & The Slow Smoke

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Greta Van Fleet “Palace For The People” (Republic Records, 2026)

“Palace For The People” è un album maturo nella sua completezza, che omaggia il il rock, il blue e il folk in egual misura e ci consegna una band matura e consapevole che sta lasciando un segno forte nella scena rock di questi anni.

Leadfeather “Cath The Silvertrain” (Autoprodotto, 2026)

I Leadfeather sono una band hard rock britannica che fonde energia grezza guidata da riff e atmosfera anni ’70, questi ep in sei pezzi li conferma su ottimi livelli, tra Led Zeppelin e Black Crowes.

The Band Feel “What Of Now” (Autoprodotto, 2026)

“What Of Now” regala buoni momenti di rock vintage, suonato bene e ottimamente cantato il disco è quindi assolutamente consigliato agli appassionati del genere.

Haerdsmaelta “Haerdrock” (Icons Creating Evil Art, 2026)

Dopo oltre un decennio trascorso a costruire uno degli universi underground più imprevedibili della Svezia, gli Haerdsmalta tornano con “Haerdrock” il loro terzo album, il più imprevedibile e non catalogabile tra le uscite dell’anno. Da ascoltare assolutamente se siete curiosi. Bello!

Pure Reason Revolution “Terrifying Angels” (InsideOut Music, 2026)

I Pure Reason Revolution si confermano in continua evoluzione e ci consegnano un altro ottimo album, che si ascolta tra piacere e stupore.

Robin Trower “Shine” (Provogue Records, 2026)

Per gli amanti della musica di Robin Trower, “Shine” è l’ennesimo capitolo di una carriera eccezionale e lavoro da non perdere assolutamente, parola di Back In Rock.

John Diva & The Rockets Of Love “Your Favorite Drug” (Frontiers Records, 2026)

John Diva & The Rockets of Love sono una band interessante, Questo lavoro è in equilibrio tra raffinatezza e grinta. Perfetto per chi ricerca un sound che aiuta a distarsi, e a cantare senza pensare ai problemi che ci affliggono.

Elysion “Identity” (Massacre Records, 2026)

Vent’anni dopo la loro formazione e dopo tre album in studio, la band greca Elysion, torna con “Identity”. Il disco continua nel territorio consolidato di dark atmospheric metal, con chitarre più pesanti, una produzione più forte e una prospettiva lirica più matura.

In This Moment “Wicth” (Better Noise Music, 2026)

In generale il disco non affonda fino in fondo, ma veleggia fiero e si ascolta con piacere. Forse in studio gli In This Moment hanno già dato il meglio, ma restano comunque una band con un suono personale.

Forbidden “Forbidden” (BLK II BLK Records, 2026)

I Forbidden hanno storie e un bagaglio di esperienze da cui attingere. Tornano dopo 16 anni con il loro thrash old-school misto a groove prog, dimostrando una notevole capacità tecnica e compositiva.

Wasted Wizards “Wake Up Dead” (Scream For Existence, 2026)

Wasted Wizards pubblicano il loro EP di debutto “Wake Up Dead” con cinque brani completamente nuovi che catturano i diversi lati di una band che sta rapidamente sviluppando la propria identità. EP da ascoltare per gli appassionati sia di My Chemical Romance, ma anche per chi ama Hardcore Superstar o Extreme.

“B(l)ack In Time” (Autoproduzione, 2026)

Sebbene il marchio di fabbrica dei Necrodeath rimanga presente e distintivo di una formula portata avanti per quarant’anni, in tutto l’album persiste un sentimento di libertà e sperimentazione che permette di attingere da diversi discorsi musicali legati al metal estremo.

Elektradrive “Live! 40th Anniversary” (Andromeda Relix, 2026)

Un doppio dal vivo clamoroso, che racconta la storia di una grande band e dell’intera scena heavy rock italiana dagli anni ’80 ai giorni nostri. Imperdibile!!

Graveyard “Fever” (Nuclear Blast Records, 2026)

“Fever” riconferma i Graveyard come una delle migliori entità attuali di hard settantiano, proponendo una scaletta di brani ispirati, da ascoltare a volume sostenuto come ottimo antidoto per scacciare rabbia e tensione…

Airbourne “Airbourne” (Spinefarm Records, 2026)

Dopo 25 anni e 6 LP in studio, la macchina hard rock australiana nota come Airbourne, ha registrato un disco iconico, che rappresenta la tradizione consolidata della band, viene portata avanti, attraverso una raccolta di brani ben prodotti e suonati.

Ghost Hounds “Justified” (Maple House Records, 2026)

L’eccellenza è ormai l’asticella su cui il gruppo passeggia con la disinvoltura dei grandi e l’album arriva alla fine del viaggio attraverso un’America più grigia, emozionante e vera di quella che ci presentano i tg della sera di questi tempi, consigliato.

Johnny Winter “The Woodstock Experience” (Floating World/Retroworld, 2026)

Il blues trasformato in pane e pesci per trecentomila persone nella tre giorni più importante della storia del rock, questo è “The Woodstock Experience”. Blues on!

Alex Mari “Origins” (Art Of Melody Music/Burning Mind Music, 2026)

“Origins” è il primo album solista di Alex Mari (cantante dei Night Pleasure Hotel). Il progetto nasce dalla riscoperta e dalla trasformazione delle primissime canzoni scritte da Alex tra la fine degli anni ’90 e i primi anni Duemila. Tredici brani che sono praticamente ricordi recuperati. Tanti i musicisti ospiti.

Xion “When Stars Collide” (Fireflash Records, 2026)

Gli Xion sono una band Thrash fondata nel 2022, quando alcune componenti erano ancora minorenni. “When Stars Collide” è stato prodotto da Jonas Arnberg, è un ottimo secondo album, nel complesso il risultato è piuttosto orecchiabile e sicuramente riuscirà a conquistare nuovi fans, bravi questi cinque giovanotti svedesi.

Bobbie Dazzle “Star Power” (Rise Above Records, 2026)

“Star Power” è un album strabordante di energia hard rock, classe e fascino, con tutte le carte in regola per mietere ulteriori e meritati consensi, aumentando la notorietà di Bobbie Dazzle, artista cui non difettano teatralità, talento, bellezza e ambizione.

Åskväder “Wax” (Icons Creating Evil Art, 2026)

La rock band svedese Åskväder esce con il terzo disco “Wax” che segna l’inizio di un nuovo capitolo, inaugurato dall’ingresso di Saga Flygare-Täll nel ruolo di cantante e chitarrista, e fotografa una band nel pieno delle proprie forze. Un bel lavoro di rock scandinavo da ascoltare!

Signum Regis “Beyond Spacetime” (Fireflash Records/Edel, 2026)

Torna il gruppo dei Signum Regis, fondato nel 2007. Il loro prossimo nuovo e ottavo album in studio “Beyond Spacetime” un album convincente e potente di power metal melodico contemporaneo.

Bernie Marsden “Stage” (Conquest Music, 2026)

L’ultimo capitolo di questa splendida serie di lavori firmata da Marsden non poteva che essere una celebrazione sua e di tutti quei musicisti che lo hanno accompagnato e influenzato nella sua lunga carriera. Sarai sicuramente a jammare con i più grandi lassù, nel paradiso del rock, arrivederci Bernie.

Chrystal Throne “Chantry Of Sacrifice” (Autoprodotto, 2026)

Da anni non ascoltavo un disco di prog metal anni ’80, certamente derivativo, ma così ben delineato e ricco di valori tecnici e compositivi.

The Jayhawks “Sanctuary Park” (Thirty Tigers, 2026)

Grande ritorno per un gruppo che non ha mai perso la bussola compositiva e ha segnato la storia dell’alternative rock degli ultimi quarant’anni.

The Steel Woods “The Lexington Tapes, live ’17” (Thirty Tigers, 2026)

Peccato che un gruppo di valore assoluto come i The Steel Woods non possano più regalarci grande musica, rimarranno nella leggenda del rock americano così come il loro sfortunato leader.

Feline Melinda “Duets II” (Diotima Records, 2026)

I Feline Melinda celebrano il prestigioso quarantesimo anniversario con un rinnovamento della propria immagine. “Duets II” presenta cinque brani di epoche diverse con nuovi arrangiamenti e voci, proposti in duetto con la cantante Doris Albenberger.

Overwhelm “The Bad Blood Of Humankind” (Autoprodotto, 2026)

Thrash metal classico in questo quarto disco degli Overwhelm, realtà nazionale. Buona autoproduzione e attitudine, testi impegnati: la strada è spianata, ora bisogna correre.

7 Miles To Pittsburgh “Beyond Repair” (M-Theory Audio, 2026)

Tra hard rock e prog rock, il terzo album di questo quintetto, guidato dall’ex Sleeze Beez Andrew Wet, è una piccola gemma che fonde Rainbow, Kansas e tocchi AOR. Che bella sorpresa.

Paul Laine “The Long Road Back” (Frontiers, 2026)

“The Long Road Back” è la confessione di un ragazzo che ha sognato di fare la rockstar, per poi scoprire che il posto più bello, citando il titolo dell’album, è tornare alle origini. Un album di rock melodico carico di passione.

Jovin Webb “Son Of A Sinner” (Blind Pig Records, 2026)

Jovin Webb aveva fatto parlare di sé due anni fa con il debutto “Drifter” e ora, con il nuovo album, conferma la bontà della sua proposta ed il suo talento innato per il padre di tutti i generi.

Invincia “Echoes From The Past” (Escape Music, 2026)

E’ una grande bella sorpresa per me l’ascolto di questo esordio dei finlandesi Invincia. “Echoes From The Past”è un lavoro veramente interessante, fresco ben prodotto, un disco che ti coinvolge dall’inizio alla fine, ogni canzone è guidata da una vera passione per l’heavy metal.

Warren Haynes “Dreams & Songs: A Symphonic Journey” (Provogue Records, 2026)

Vi consiglio di non perdervi l’ennesima pubblicazione firmata da Warren Haynes, una garanzia di altissima qualità nella scena rock mondiale.

Stryper “Throne Of Thorns” (Frontiers Records, 2026)

I pionieri del metal cristiano Stryper tornano con un nuovo capitolo della loro carriera leggendaria. In “Throne Of Thorns” c’è molto heavy metal, ma altrettanta melodia, un ottimo album che si inserisce tra i loro ultimi migliori lavori.

Mason “Edge Of Destruction” (Eonian Records, 2026)

Marcus Mason e il suo gruppo ritornano con il terzo disco “Edge Of Destruction”. Uno dei migliori album AOR del’anno, raffinato e ben costruito.

Dinosaur Jr. “There Near” (Jagjaguwar, 2026)

“There Near” non sposta di una virgola tutto quello che si è detto e scritto sulla band, un manifesto della musica di J Mascis e compagni. Questo è il rock alternativo, questi sono i Dinosaur Jr.

Tygers Of Pan Tang “Electrifyed” (Mighty Music, 2026)

I veterani Tygers Of Pan Tang tornano con un disco compatto, pesante, potente, un nuovo tassello della band che porta avanti la storia con la consapevolezza che il livello qualitativo creativo è di qualità. Il metal classico senza nostalgia.

Europe “Come This Madness” (Silver Lining Music, 2026)

Ottima produzione e tecnica inappuntabile, ma il punto focale sono le canzoni, che sommate insieme formano un ottimo disco che ci (ri)consegna gli Europe del terzo millennio in piena forma.

Janiva Magness “Truth In The Room: Clearmountain Sessions (Blue Elan Records, 2026)

Un album che consiglio a tutti gli appassionati, troverete al suo interno momenti di grande musica, parola di BIR.

Villagers Of Ioannina City “Venceremos” (Napalm Records, 2026)

I Villagers Of Ioannina City sono una realtà da tenere in grande considerazione, coniugano tradizione rock settantiana, con elementi più moderni ispirati dal post rock e dal metal, senza mai perdere di vista la ricerca di linee melodiche. “Venceremos” ne conferma l’ulteriore crescita in fase compositiva.

The Right Reverend Crow “Demokracy Blues” (Need To Know Music, 2026)

Un album da leggere oltre che da ascoltare per apprezzare al meglio i testi di Nathan Bell seguiti da una copertina che la dice lunga sulle intenzioni dei “The Right Reverend Crow”, con in evidenza (oltre a Jimi Hendrix), i due atleti afroamericani Tommie Smith e John Carlos e il loro pugno chiuso durante la premiazione dei 200 metri alle Olimpiadi messicane del ‘68.

Chris Horses & The Slow Smoke “Nowhere Bound” (Devil’s Forks Records, 2026)

nuovo disco “Nowhere Bound” per Chris Horses & The Slow Smoke: un gran disco southen/country un lavoro che merita di essere ascoltato e diffuso, tanta carne al fuoco, bravi Chris Horses & The Slow Smoke

Greta Van Fleet “Palace For The People” (Republic Records, 2026)

“Palace For The People” è un album maturo nella sua completezza, che omaggia il il rock, il blue e il folk in egual misura e ci consegna una band matura e consapevole che sta lasciando un segno forte nella scena rock di questi anni.

Leadfeather “Cath The Silvertrain” (Autoprodotto, 2026)

I Leadfeather sono una band hard rock britannica che fonde energia grezza guidata da riff e atmosfera anni ’70, questi ep in sei pezzi li conferma su ottimi livelli, tra Led Zeppelin e Black Crowes.

The Band Feel “What Of Now” (Autoprodotto, 2026)

“What Of Now” regala buoni momenti di rock vintage, suonato bene e ottimamente cantato il disco è quindi assolutamente consigliato agli appassionati del genere.

Haerdsmaelta “Haerdrock” (Icons Creating Evil Art, 2026)

Dopo oltre un decennio trascorso a costruire uno degli universi underground più imprevedibili della Svezia, gli Haerdsmalta tornano con “Haerdrock” il loro terzo album, il più imprevedibile e non catalogabile tra le uscite dell’anno. Da ascoltare assolutamente se siete curiosi. Bello!

Pure Reason Revolution “Terrifying Angels” (InsideOut Music, 2026)

I Pure Reason Revolution si confermano in continua evoluzione e ci consegnano un altro ottimo album, che si ascolta tra piacere e stupore.

Robin Trower “Shine” (Provogue Records, 2026)

Per gli amanti della musica di Robin Trower, “Shine” è l’ennesimo capitolo di una carriera eccezionale e lavoro da non perdere assolutamente, parola di Back In Rock.

John Diva & The Rockets Of Love “Your Favorite Drug” (Frontiers Records, 2026)

John Diva & The Rockets of Love sono una band interessante, Questo lavoro è in equilibrio tra raffinatezza e grinta. Perfetto per chi ricerca un sound che aiuta a distarsi, e a cantare senza pensare ai problemi che ci affliggono.

Elysion “Identity” (Massacre Records, 2026)

Vent’anni dopo la loro formazione e dopo tre album in studio, la band greca Elysion, torna con “Identity”. Il disco continua nel territorio consolidato di dark atmospheric metal, con chitarre più pesanti, una produzione più forte e una prospettiva lirica più matura.

In This Moment “Wicth” (Better Noise Music, 2026)

In generale il disco non affonda fino in fondo, ma veleggia fiero e si ascolta con piacere. Forse in studio gli In This Moment hanno già dato il meglio, ma restano comunque una band con un suono personale.

Forbidden “Forbidden” (BLK II BLK Records, 2026)

I Forbidden hanno storie e un bagaglio di esperienze da cui attingere. Tornano dopo 16 anni con il loro thrash old-school misto a groove prog, dimostrando una notevole capacità tecnica e compositiva.

Wasted Wizards “Wake Up Dead” (Scream For Existence, 2026)

Wasted Wizards pubblicano il loro EP di debutto “Wake Up Dead” con cinque brani completamente nuovi che catturano i diversi lati di una band che sta rapidamente sviluppando la propria identità. EP da ascoltare per gli appassionati sia di My Chemical Romance, ma anche per chi ama Hardcore Superstar o Extreme.

“B(l)ack In Time” (Autoproduzione, 2026)

Sebbene il marchio di fabbrica dei Necrodeath rimanga presente e distintivo di una formula portata avanti per quarant’anni, in tutto l’album persiste un sentimento di libertà e sperimentazione che permette di attingere da diversi discorsi musicali legati al metal estremo.

Elektradrive “Live! 40th Anniversary” (Andromeda Relix, 2026)

Un doppio dal vivo clamoroso, che racconta la storia di una grande band e dell’intera scena heavy rock italiana dagli anni ’80 ai giorni nostri. Imperdibile!!

Graveyard “Fever” (Nuclear Blast Records, 2026)

“Fever” riconferma i Graveyard come una delle migliori entità attuali di hard settantiano, proponendo una scaletta di brani ispirati, da ascoltare a volume sostenuto come ottimo antidoto per scacciare rabbia e tensione…

Airbourne “Airbourne” (Spinefarm Records, 2026)

Dopo 25 anni e 6 LP in studio, la macchina hard rock australiana nota come Airbourne, ha registrato un disco iconico, che rappresenta la tradizione consolidata della band, viene portata avanti, attraverso una raccolta di brani ben prodotti e suonati.

Ghost Hounds “Justified” (Maple House Records, 2026)

L’eccellenza è ormai l’asticella su cui il gruppo passeggia con la disinvoltura dei grandi e l’album arriva alla fine del viaggio attraverso un’America più grigia, emozionante e vera di quella che ci presentano i tg della sera di questi tempi, consigliato.

Johnny Winter “The Woodstock Experience” (Floating World/Retroworld, 2026)

Il blues trasformato in pane e pesci per trecentomila persone nella tre giorni più importante della storia del rock, questo è “The Woodstock Experience”. Blues on!

Alex Mari “Origins” (Art Of Melody Music/Burning Mind Music, 2026)

“Origins” è il primo album solista di Alex Mari (cantante dei Night Pleasure Hotel). Il progetto nasce dalla riscoperta e dalla trasformazione delle primissime canzoni scritte da Alex tra la fine degli anni ’90 e i primi anni Duemila. Tredici brani che sono praticamente ricordi recuperati. Tanti i musicisti ospiti.

Xion “When Stars Collide” (Fireflash Records, 2026)

Gli Xion sono una band Thrash fondata nel 2022, quando alcune componenti erano ancora minorenni. “When Stars Collide” è stato prodotto da Jonas Arnberg, è un ottimo secondo album, nel complesso il risultato è piuttosto orecchiabile e sicuramente riuscirà a conquistare nuovi fans, bravi questi cinque giovanotti svedesi.

Bobbie Dazzle “Star Power” (Rise Above Records, 2026)

“Star Power” è un album strabordante di energia hard rock, classe e fascino, con tutte le carte in regola per mietere ulteriori e meritati consensi, aumentando la notorietà di Bobbie Dazzle, artista cui non difettano teatralità, talento, bellezza e ambizione.

Åskväder “Wax” (Icons Creating Evil Art, 2026)

La rock band svedese Åskväder esce con il terzo disco “Wax” che segna l’inizio di un nuovo capitolo, inaugurato dall’ingresso di Saga Flygare-Täll nel ruolo di cantante e chitarrista, e fotografa una band nel pieno delle proprie forze. Un bel lavoro di rock scandinavo da ascoltare!

Signum Regis “Beyond Spacetime” (Fireflash Records/Edel, 2026)

Torna il gruppo dei Signum Regis, fondato nel 2007. Il loro prossimo nuovo e ottavo album in studio “Beyond Spacetime” un album convincente e potente di power metal melodico contemporaneo.

Bernie Marsden “Stage” (Conquest Music, 2026)

L’ultimo capitolo di questa splendida serie di lavori firmata da Marsden non poteva che essere una celebrazione sua e di tutti quei musicisti che lo hanno accompagnato e influenzato nella sua lunga carriera. Sarai sicuramente a jammare con i più grandi lassù, nel paradiso del rock, arrivederci Bernie.

Chrystal Throne “Chantry Of Sacrifice” (Autoprodotto, 2026)

Da anni non ascoltavo un disco di prog metal anni ’80, certamente derivativo, ma così ben delineato e ricco di valori tecnici e compositivi.

The Jayhawks “Sanctuary Park” (Thirty Tigers, 2026)

Grande ritorno per un gruppo che non ha mai perso la bussola compositiva e ha segnato la storia dell’alternative rock degli ultimi quarant’anni.

The Steel Woods “The Lexington Tapes, live ’17” (Thirty Tigers, 2026)

Peccato che un gruppo di valore assoluto come i The Steel Woods non possano più regalarci grande musica, rimarranno nella leggenda del rock americano così come il loro sfortunato leader.

Feline Melinda “Duets II” (Diotima Records, 2026)

I Feline Melinda celebrano il prestigioso quarantesimo anniversario con un rinnovamento della propria immagine. “Duets II” presenta cinque brani di epoche diverse con nuovi arrangiamenti e voci, proposti in duetto con la cantante Doris Albenberger.

Overwhelm “The Bad Blood Of Humankind” (Autoprodotto, 2026)

Thrash metal classico in questo quarto disco degli Overwhelm, realtà nazionale. Buona autoproduzione e attitudine, testi impegnati: la strada è spianata, ora bisogna correre.

7 Miles To Pittsburgh “Beyond Repair” (M-Theory Audio, 2026)

Tra hard rock e prog rock, il terzo album di questo quintetto, guidato dall’ex Sleeze Beez Andrew Wet, è una piccola gemma che fonde Rainbow, Kansas e tocchi AOR. Che bella sorpresa.

Paul Laine “The Long Road Back” (Frontiers, 2026)

“The Long Road Back” è la confessione di un ragazzo che ha sognato di fare la rockstar, per poi scoprire che il posto più bello, citando il titolo dell’album, è tornare alle origini. Un album di rock melodico carico di passione.

Jovin Webb “Son Of A Sinner” (Blind Pig Records, 2026)

Jovin Webb aveva fatto parlare di sé due anni fa con il debutto “Drifter” e ora, con il nuovo album, conferma la bontà della sua proposta ed il suo talento innato per il padre di tutti i generi.

Invincia “Echoes From The Past” (Escape Music, 2026)

E’ una grande bella sorpresa per me l’ascolto di questo esordio dei finlandesi Invincia. “Echoes From The Past”è un lavoro veramente interessante, fresco ben prodotto, un disco che ti coinvolge dall’inizio alla fine, ogni canzone è guidata da una vera passione per l’heavy metal.

Warren Haynes “Dreams & Songs: A Symphonic Journey” (Provogue Records, 2026)

Vi consiglio di non perdervi l’ennesima pubblicazione firmata da Warren Haynes, una garanzia di altissima qualità nella scena rock mondiale.

Stryper “Throne Of Thorns” (Frontiers Records, 2026)

I pionieri del metal cristiano Stryper tornano con un nuovo capitolo della loro carriera leggendaria. In “Throne Of Thorns” c’è molto heavy metal, ma altrettanta melodia, un ottimo album che si inserisce tra i loro ultimi migliori lavori.

Mason “Edge Of Destruction” (Eonian Records, 2026)

Marcus Mason e il suo gruppo ritornano con il terzo disco “Edge Of Destruction”. Uno dei migliori album AOR del’anno, raffinato e ben costruito.

Dinosaur Jr. “There Near” (Jagjaguwar, 2026)

“There Near” non sposta di una virgola tutto quello che si è detto e scritto sulla band, un manifesto della musica di J Mascis e compagni. Questo è il rock alternativo, questi sono i Dinosaur Jr.

Tygers Of Pan Tang “Electrifyed” (Mighty Music, 2026)

I veterani Tygers Of Pan Tang tornano con un disco compatto, pesante, potente, un nuovo tassello della band che porta avanti la storia con la consapevolezza che il livello qualitativo creativo è di qualità. Il metal classico senza nostalgia.

Europe “Come This Madness” (Silver Lining Music, 2026)

Ottima produzione e tecnica inappuntabile, ma il punto focale sono le canzoni, che sommate insieme formano un ottimo disco che ci (ri)consegna gli Europe del terzo millennio in piena forma.

Janiva Magness “Truth In The Room: Clearmountain Sessions (Blue Elan Records, 2026)

Un album che consiglio a tutti gli appassionati, troverete al suo interno momenti di grande musica, parola di BIR.

Villagers Of Ioannina City “Venceremos” (Napalm Records, 2026)

I Villagers Of Ioannina City sono una realtà da tenere in grande considerazione, coniugano tradizione rock settantiana, con elementi più moderni ispirati dal post rock e dal metal, senza mai perdere di vista la ricerca di linee melodiche. “Venceremos” ne conferma l’ulteriore crescita in fase compositiva.

The Right Reverend Crow “Demokracy Blues” (Need To Know Music, 2026)

Un album da leggere oltre che da ascoltare per apprezzare al meglio i testi di Nathan Bell seguiti da una copertina che la dice lunga sulle intenzioni dei “The Right Reverend Crow”, con in evidenza (oltre a Jimi Hendrix), i due atleti afroamericani Tommie Smith e John Carlos e il loro pugno chiuso durante la premiazione dei 200 metri alle Olimpiadi messicane del ‘68.

Chris Horses & The Slow Smoke “Nowhere Bound” (Devil’s Forks Records, 2026)

nuovo disco “Nowhere Bound” per Chris Horses & The Slow Smoke: un gran disco southen/country un lavoro che merita di essere ascoltato e diffuso, tanta carne al fuoco, bravi Chris Horses & The Slow Smoke

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Greta Van Fleet “Palace For The People” (Republic Records, 2026)

“Palace For The People” è un album maturo nella sua completezza, che omaggia il il rock, il blue e il folk in egual misura e ci consegna una band matura e consapevole che sta lasciando un segno forte nella scena rock di questi anni.

Leadfeather “Cath The Silvertrain” (Autoprodotto, 2026)

I Leadfeather sono una band hard rock britannica che fonde energia grezza guidata da riff e atmosfera anni ’70, questi ep in sei pezzi li conferma su ottimi livelli, tra Led Zeppelin e Black Crowes.

The Band Feel “What Of Now” (Autoprodotto, 2026)

“What Of Now” regala buoni momenti di rock vintage, suonato bene e ottimamente cantato il disco è quindi assolutamente consigliato agli appassionati del genere.

Haerdsmaelta “Haerdrock” (Icons Creating Evil Art, 2026)

Dopo oltre un decennio trascorso a costruire uno degli universi underground più imprevedibili della Svezia, gli Haerdsmalta tornano con “Haerdrock” il loro terzo album, il più imprevedibile e non catalogabile tra le uscite dell’anno. Da ascoltare assolutamente se siete curiosi. Bello!

Pure Reason Revolution “Terrifying Angels” (InsideOut Music, 2026)

I Pure Reason Revolution si confermano in continua evoluzione e ci consegnano un altro ottimo album, che si ascolta tra piacere e stupore.

Robin Trower “Shine” (Provogue Records, 2026)

Per gli amanti della musica di Robin Trower, “Shine” è l’ennesimo capitolo di una carriera eccezionale e lavoro da non perdere assolutamente, parola di Back In Rock.

John Diva & The Rockets Of Love “Your Favorite Drug” (Frontiers Records, 2026)

John Diva & The Rockets of Love sono una band interessante, Questo lavoro è in equilibrio tra raffinatezza e grinta. Perfetto per chi ricerca un sound che aiuta a distarsi, e a cantare senza pensare ai problemi che ci affliggono.

Elysion “Identity” (Massacre Records, 2026)

Vent’anni dopo la loro formazione e dopo tre album in studio, la band greca Elysion, torna con “Identity”. Il disco continua nel territorio consolidato di dark atmospheric metal, con chitarre più pesanti, una produzione più forte e una prospettiva lirica più matura.

In This Moment “Wicth” (Better Noise Music, 2026)

In generale il disco non affonda fino in fondo, ma veleggia fiero e si ascolta con piacere. Forse in studio gli In This Moment hanno già dato il meglio, ma restano comunque una band con un suono personale.

Forbidden “Forbidden” (BLK II BLK Records, 2026)

I Forbidden hanno storie e un bagaglio di esperienze da cui attingere. Tornano dopo 16 anni con il loro thrash old-school misto a groove prog, dimostrando una notevole capacità tecnica e compositiva.

Wasted Wizards “Wake Up Dead” (Scream For Existence, 2026)

Wasted Wizards pubblicano il loro EP di debutto “Wake Up Dead” con cinque brani completamente nuovi che catturano i diversi lati di una band che sta rapidamente sviluppando la propria identità. EP da ascoltare per gli appassionati sia di My Chemical Romance, ma anche per chi ama Hardcore Superstar o Extreme.

“B(l)ack In Time” (Autoproduzione, 2026)

Sebbene il marchio di fabbrica dei Necrodeath rimanga presente e distintivo di una formula portata avanti per quarant’anni, in tutto l’album persiste un sentimento di libertà e sperimentazione che permette di attingere da diversi discorsi musicali legati al metal estremo.

Elektradrive “Live! 40th Anniversary” (Andromeda Relix, 2026)

Un doppio dal vivo clamoroso, che racconta la storia di una grande band e dell’intera scena heavy rock italiana dagli anni ’80 ai giorni nostri. Imperdibile!!

Graveyard “Fever” (Nuclear Blast Records, 2026)

“Fever” riconferma i Graveyard come una delle migliori entità attuali di hard settantiano, proponendo una scaletta di brani ispirati, da ascoltare a volume sostenuto come ottimo antidoto per scacciare rabbia e tensione…

Airbourne “Airbourne” (Spinefarm Records, 2026)

Dopo 25 anni e 6 LP in studio, la macchina hard rock australiana nota come Airbourne, ha registrato un disco iconico, che rappresenta la tradizione consolidata della band, viene portata avanti, attraverso una raccolta di brani ben prodotti e suonati.

Ghost Hounds “Justified” (Maple House Records, 2026)

L’eccellenza è ormai l’asticella su cui il gruppo passeggia con la disinvoltura dei grandi e l’album arriva alla fine del viaggio attraverso un’America più grigia, emozionante e vera di quella che ci presentano i tg della sera di questi tempi, consigliato.

Johnny Winter “The Woodstock Experience” (Floating World/Retroworld, 2026)

Il blues trasformato in pane e pesci per trecentomila persone nella tre giorni più importante della storia del rock, questo è “The Woodstock Experience”. Blues on!

Alex Mari “Origins” (Art Of Melody Music/Burning Mind Music, 2026)

“Origins” è il primo album solista di Alex Mari (cantante dei Night Pleasure Hotel). Il progetto nasce dalla riscoperta e dalla trasformazione delle primissime canzoni scritte da Alex tra la fine degli anni ’90 e i primi anni Duemila. Tredici brani che sono praticamente ricordi recuperati. Tanti i musicisti ospiti.

Xion “When Stars Collide” (Fireflash Records, 2026)

Gli Xion sono una band Thrash fondata nel 2022, quando alcune componenti erano ancora minorenni. “When Stars Collide” è stato prodotto da Jonas Arnberg, è un ottimo secondo album, nel complesso il risultato è piuttosto orecchiabile e sicuramente riuscirà a conquistare nuovi fans, bravi questi cinque giovanotti svedesi.

Bobbie Dazzle “Star Power” (Rise Above Records, 2026)

“Star Power” è un album strabordante di energia hard rock, classe e fascino, con tutte le carte in regola per mietere ulteriori e meritati consensi, aumentando la notorietà di Bobbie Dazzle, artista cui non difettano teatralità, talento, bellezza e ambizione.

Åskväder “Wax” (Icons Creating Evil Art, 2026)

La rock band svedese Åskväder esce con il terzo disco “Wax” che segna l’inizio di un nuovo capitolo, inaugurato dall’ingresso di Saga Flygare-Täll nel ruolo di cantante e chitarrista, e fotografa una band nel pieno delle proprie forze. Un bel lavoro di rock scandinavo da ascoltare!

Signum Regis “Beyond Spacetime” (Fireflash Records/Edel, 2026)

Torna il gruppo dei Signum Regis, fondato nel 2007. Il loro prossimo nuovo e ottavo album in studio “Beyond Spacetime” un album convincente e potente di power metal melodico contemporaneo.

Bernie Marsden “Stage” (Conquest Music, 2026)

L’ultimo capitolo di questa splendida serie di lavori firmata da Marsden non poteva che essere una celebrazione sua e di tutti quei musicisti che lo hanno accompagnato e influenzato nella sua lunga carriera. Sarai sicuramente a jammare con i più grandi lassù, nel paradiso del rock, arrivederci Bernie.

Chrystal Throne “Chantry Of Sacrifice” (Autoprodotto, 2026)

Da anni non ascoltavo un disco di prog metal anni ’80, certamente derivativo, ma così ben delineato e ricco di valori tecnici e compositivi.

The Jayhawks “Sanctuary Park” (Thirty Tigers, 2026)

Grande ritorno per un gruppo che non ha mai perso la bussola compositiva e ha segnato la storia dell’alternative rock degli ultimi quarant’anni.

The Steel Woods “The Lexington Tapes, live ’17” (Thirty Tigers, 2026)

Peccato che un gruppo di valore assoluto come i The Steel Woods non possano più regalarci grande musica, rimarranno nella leggenda del rock americano così come il loro sfortunato leader.

Feline Melinda “Duets II” (Diotima Records, 2026)

I Feline Melinda celebrano il prestigioso quarantesimo anniversario con un rinnovamento della propria immagine. “Duets II” presenta cinque brani di epoche diverse con nuovi arrangiamenti e voci, proposti in duetto con la cantante Doris Albenberger.

Overwhelm “The Bad Blood Of Humankind” (Autoprodotto, 2026)

Thrash metal classico in questo quarto disco degli Overwhelm, realtà nazionale. Buona autoproduzione e attitudine, testi impegnati: la strada è spianata, ora bisogna correre.

7 Miles To Pittsburgh “Beyond Repair” (M-Theory Audio, 2026)

Tra hard rock e prog rock, il terzo album di questo quintetto, guidato dall’ex Sleeze Beez Andrew Wet, è una piccola gemma che fonde Rainbow, Kansas e tocchi AOR. Che bella sorpresa.

Paul Laine “The Long Road Back” (Frontiers, 2026)

“The Long Road Back” è la confessione di un ragazzo che ha sognato di fare la rockstar, per poi scoprire che il posto più bello, citando il titolo dell’album, è tornare alle origini. Un album di rock melodico carico di passione.

Jovin Webb “Son Of A Sinner” (Blind Pig Records, 2026)

Jovin Webb aveva fatto parlare di sé due anni fa con il debutto “Drifter” e ora, con il nuovo album, conferma la bontà della sua proposta ed il suo talento innato per il padre di tutti i generi.

Invincia “Echoes From The Past” (Escape Music, 2026)

E’ una grande bella sorpresa per me l’ascolto di questo esordio dei finlandesi Invincia. “Echoes From The Past”è un lavoro veramente interessante, fresco ben prodotto, un disco che ti coinvolge dall’inizio alla fine, ogni canzone è guidata da una vera passione per l’heavy metal.

Warren Haynes “Dreams & Songs: A Symphonic Journey” (Provogue Records, 2026)

Vi consiglio di non perdervi l’ennesima pubblicazione firmata da Warren Haynes, una garanzia di altissima qualità nella scena rock mondiale.

Stryper “Throne Of Thorns” (Frontiers Records, 2026)

I pionieri del metal cristiano Stryper tornano con un nuovo capitolo della loro carriera leggendaria. In “Throne Of Thorns” c’è molto heavy metal, ma altrettanta melodia, un ottimo album che si inserisce tra i loro ultimi migliori lavori.

Mason “Edge Of Destruction” (Eonian Records, 2026)

Marcus Mason e il suo gruppo ritornano con il terzo disco “Edge Of Destruction”. Uno dei migliori album AOR del’anno, raffinato e ben costruito.

Dinosaur Jr. “There Near” (Jagjaguwar, 2026)

“There Near” non sposta di una virgola tutto quello che si è detto e scritto sulla band, un manifesto della musica di J Mascis e compagni. Questo è il rock alternativo, questi sono i Dinosaur Jr.

Tygers Of Pan Tang “Electrifyed” (Mighty Music, 2026)

I veterani Tygers Of Pan Tang tornano con un disco compatto, pesante, potente, un nuovo tassello della band che porta avanti la storia con la consapevolezza che il livello qualitativo creativo è di qualità. Il metal classico senza nostalgia.

Europe “Come This Madness” (Silver Lining Music, 2026)

Ottima produzione e tecnica inappuntabile, ma il punto focale sono le canzoni, che sommate insieme formano un ottimo disco che ci (ri)consegna gli Europe del terzo millennio in piena forma.

Janiva Magness “Truth In The Room: Clearmountain Sessions (Blue Elan Records, 2026)

Un album che consiglio a tutti gli appassionati, troverete al suo interno momenti di grande musica, parola di BIR.

Villagers Of Ioannina City “Venceremos” (Napalm Records, 2026)

I Villagers Of Ioannina City sono una realtà da tenere in grande considerazione, coniugano tradizione rock settantiana, con elementi più moderni ispirati dal post rock e dal metal, senza mai perdere di vista la ricerca di linee melodiche. “Venceremos” ne conferma l’ulteriore crescita in fase compositiva.

The Right Reverend Crow “Demokracy Blues” (Need To Know Music, 2026)

Un album da leggere oltre che da ascoltare per apprezzare al meglio i testi di Nathan Bell seguiti da una copertina che la dice lunga sulle intenzioni dei “The Right Reverend Crow”, con in evidenza (oltre a Jimi Hendrix), i due atleti afroamericani Tommie Smith e John Carlos e il loro pugno chiuso durante la premiazione dei 200 metri alle Olimpiadi messicane del ‘68.

Chris Horses & The Slow Smoke “Nowhere Bound” (Devil’s Forks Records, 2026)

nuovo disco “Nowhere Bound” per Chris Horses & The Slow Smoke: un gran disco southen/country un lavoro che merita di essere ascoltato e diffuso, tanta carne al fuoco, bravi Chris Horses & The Slow Smoke

Greta Van Fleet “Palace For The People” (Republic Records, 2026)

“Palace For The People” è un album maturo nella sua completezza, che omaggia il il rock, il blue e il folk in egual misura e ci consegna una band matura e consapevole che sta lasciando un segno forte nella scena rock di questi anni.

Leadfeather “Cath The Silvertrain” (Autoprodotto, 2026)

I Leadfeather sono una band hard rock britannica che fonde energia grezza guidata da riff e atmosfera anni ’70, questi ep in sei pezzi li conferma su ottimi livelli, tra Led Zeppelin e Black Crowes.

The Band Feel “What Of Now” (Autoprodotto, 2026)

“What Of Now” regala buoni momenti di rock vintage, suonato bene e ottimamente cantato il disco è quindi assolutamente consigliato agli appassionati del genere.

Haerdsmaelta “Haerdrock” (Icons Creating Evil Art, 2026)

Dopo oltre un decennio trascorso a costruire uno degli universi underground più imprevedibili della Svezia, gli Haerdsmalta tornano con “Haerdrock” il loro terzo album, il più imprevedibile e non catalogabile tra le uscite dell’anno. Da ascoltare assolutamente se siete curiosi. Bello!

Pure Reason Revolution “Terrifying Angels” (InsideOut Music, 2026)

I Pure Reason Revolution si confermano in continua evoluzione e ci consegnano un altro ottimo album, che si ascolta tra piacere e stupore.

Robin Trower “Shine” (Provogue Records, 2026)

Per gli amanti della musica di Robin Trower, “Shine” è l’ennesimo capitolo di una carriera eccezionale e lavoro da non perdere assolutamente, parola di Back In Rock.

John Diva & The Rockets Of Love “Your Favorite Drug” (Frontiers Records, 2026)

John Diva & The Rockets of Love sono una band interessante, Questo lavoro è in equilibrio tra raffinatezza e grinta. Perfetto per chi ricerca un sound che aiuta a distarsi, e a cantare senza pensare ai problemi che ci affliggono.

Elysion “Identity” (Massacre Records, 2026)

Vent’anni dopo la loro formazione e dopo tre album in studio, la band greca Elysion, torna con “Identity”. Il disco continua nel territorio consolidato di dark atmospheric metal, con chitarre più pesanti, una produzione più forte e una prospettiva lirica più matura.

In This Moment “Wicth” (Better Noise Music, 2026)

In generale il disco non affonda fino in fondo, ma veleggia fiero e si ascolta con piacere. Forse in studio gli In This Moment hanno già dato il meglio, ma restano comunque una band con un suono personale.

Forbidden “Forbidden” (BLK II BLK Records, 2026)

I Forbidden hanno storie e un bagaglio di esperienze da cui attingere. Tornano dopo 16 anni con il loro thrash old-school misto a groove prog, dimostrando una notevole capacità tecnica e compositiva.

Wasted Wizards “Wake Up Dead” (Scream For Existence, 2026)

Wasted Wizards pubblicano il loro EP di debutto “Wake Up Dead” con cinque brani completamente nuovi che catturano i diversi lati di una band che sta rapidamente sviluppando la propria identità. EP da ascoltare per gli appassionati sia di My Chemical Romance, ma anche per chi ama Hardcore Superstar o Extreme.

“B(l)ack In Time” (Autoproduzione, 2026)

Sebbene il marchio di fabbrica dei Necrodeath rimanga presente e distintivo di una formula portata avanti per quarant’anni, in tutto l’album persiste un sentimento di libertà e sperimentazione che permette di attingere da diversi discorsi musicali legati al metal estremo.

Elektradrive “Live! 40th Anniversary” (Andromeda Relix, 2026)

Un doppio dal vivo clamoroso, che racconta la storia di una grande band e dell’intera scena heavy rock italiana dagli anni ’80 ai giorni nostri. Imperdibile!!

Graveyard “Fever” (Nuclear Blast Records, 2026)

“Fever” riconferma i Graveyard come una delle migliori entità attuali di hard settantiano, proponendo una scaletta di brani ispirati, da ascoltare a volume sostenuto come ottimo antidoto per scacciare rabbia e tensione…

Airbourne “Airbourne” (Spinefarm Records, 2026)

Dopo 25 anni e 6 LP in studio, la macchina hard rock australiana nota come Airbourne, ha registrato un disco iconico, che rappresenta la tradizione consolidata della band, viene portata avanti, attraverso una raccolta di brani ben prodotti e suonati.

Ghost Hounds “Justified” (Maple House Records, 2026)

L’eccellenza è ormai l’asticella su cui il gruppo passeggia con la disinvoltura dei grandi e l’album arriva alla fine del viaggio attraverso un’America più grigia, emozionante e vera di quella che ci presentano i tg della sera di questi tempi, consigliato.

Johnny Winter “The Woodstock Experience” (Floating World/Retroworld, 2026)

Il blues trasformato in pane e pesci per trecentomila persone nella tre giorni più importante della storia del rock, questo è “The Woodstock Experience”. Blues on!

Alex Mari “Origins” (Art Of Melody Music/Burning Mind Music, 2026)

“Origins” è il primo album solista di Alex Mari (cantante dei Night Pleasure Hotel). Il progetto nasce dalla riscoperta e dalla trasformazione delle primissime canzoni scritte da Alex tra la fine degli anni ’90 e i primi anni Duemila. Tredici brani che sono praticamente ricordi recuperati. Tanti i musicisti ospiti.

Xion “When Stars Collide” (Fireflash Records, 2026)

Gli Xion sono una band Thrash fondata nel 2022, quando alcune componenti erano ancora minorenni. “When Stars Collide” è stato prodotto da Jonas Arnberg, è un ottimo secondo album, nel complesso il risultato è piuttosto orecchiabile e sicuramente riuscirà a conquistare nuovi fans, bravi questi cinque giovanotti svedesi.

Bobbie Dazzle “Star Power” (Rise Above Records, 2026)

“Star Power” è un album strabordante di energia hard rock, classe e fascino, con tutte le carte in regola per mietere ulteriori e meritati consensi, aumentando la notorietà di Bobbie Dazzle, artista cui non difettano teatralità, talento, bellezza e ambizione.

Åskväder “Wax” (Icons Creating Evil Art, 2026)

La rock band svedese Åskväder esce con il terzo disco “Wax” che segna l’inizio di un nuovo capitolo, inaugurato dall’ingresso di Saga Flygare-Täll nel ruolo di cantante e chitarrista, e fotografa una band nel pieno delle proprie forze. Un bel lavoro di rock scandinavo da ascoltare!

Signum Regis “Beyond Spacetime” (Fireflash Records/Edel, 2026)

Torna il gruppo dei Signum Regis, fondato nel 2007. Il loro prossimo nuovo e ottavo album in studio “Beyond Spacetime” un album convincente e potente di power metal melodico contemporaneo.

Bernie Marsden “Stage” (Conquest Music, 2026)

L’ultimo capitolo di questa splendida serie di lavori firmata da Marsden non poteva che essere una celebrazione sua e di tutti quei musicisti che lo hanno accompagnato e influenzato nella sua lunga carriera. Sarai sicuramente a jammare con i più grandi lassù, nel paradiso del rock, arrivederci Bernie.

Chrystal Throne “Chantry Of Sacrifice” (Autoprodotto, 2026)

Da anni non ascoltavo un disco di prog metal anni ’80, certamente derivativo, ma così ben delineato e ricco di valori tecnici e compositivi.

The Jayhawks “Sanctuary Park” (Thirty Tigers, 2026)

Grande ritorno per un gruppo che non ha mai perso la bussola compositiva e ha segnato la storia dell’alternative rock degli ultimi quarant’anni.

The Steel Woods “The Lexington Tapes, live ’17” (Thirty Tigers, 2026)

Peccato che un gruppo di valore assoluto come i The Steel Woods non possano più regalarci grande musica, rimarranno nella leggenda del rock americano così come il loro sfortunato leader.

Feline Melinda “Duets II” (Diotima Records, 2026)

I Feline Melinda celebrano il prestigioso quarantesimo anniversario con un rinnovamento della propria immagine. “Duets II” presenta cinque brani di epoche diverse con nuovi arrangiamenti e voci, proposti in duetto con la cantante Doris Albenberger.

Overwhelm “The Bad Blood Of Humankind” (Autoprodotto, 2026)

Thrash metal classico in questo quarto disco degli Overwhelm, realtà nazionale. Buona autoproduzione e attitudine, testi impegnati: la strada è spianata, ora bisogna correre.

7 Miles To Pittsburgh “Beyond Repair” (M-Theory Audio, 2026)

Tra hard rock e prog rock, il terzo album di questo quintetto, guidato dall’ex Sleeze Beez Andrew Wet, è una piccola gemma che fonde Rainbow, Kansas e tocchi AOR. Che bella sorpresa.

Paul Laine “The Long Road Back” (Frontiers, 2026)

“The Long Road Back” è la confessione di un ragazzo che ha sognato di fare la rockstar, per poi scoprire che il posto più bello, citando il titolo dell’album, è tornare alle origini. Un album di rock melodico carico di passione.

Jovin Webb “Son Of A Sinner” (Blind Pig Records, 2026)

Jovin Webb aveva fatto parlare di sé due anni fa con il debutto “Drifter” e ora, con il nuovo album, conferma la bontà della sua proposta ed il suo talento innato per il padre di tutti i generi.

Invincia “Echoes From The Past” (Escape Music, 2026)

E’ una grande bella sorpresa per me l’ascolto di questo esordio dei finlandesi Invincia. “Echoes From The Past”è un lavoro veramente interessante, fresco ben prodotto, un disco che ti coinvolge dall’inizio alla fine, ogni canzone è guidata da una vera passione per l’heavy metal.

Warren Haynes “Dreams & Songs: A Symphonic Journey” (Provogue Records, 2026)

Vi consiglio di non perdervi l’ennesima pubblicazione firmata da Warren Haynes, una garanzia di altissima qualità nella scena rock mondiale.

Stryper “Throne Of Thorns” (Frontiers Records, 2026)

I pionieri del metal cristiano Stryper tornano con un nuovo capitolo della loro carriera leggendaria. In “Throne Of Thorns” c’è molto heavy metal, ma altrettanta melodia, un ottimo album che si inserisce tra i loro ultimi migliori lavori.

Mason “Edge Of Destruction” (Eonian Records, 2026)

Marcus Mason e il suo gruppo ritornano con il terzo disco “Edge Of Destruction”. Uno dei migliori album AOR del’anno, raffinato e ben costruito.

Dinosaur Jr. “There Near” (Jagjaguwar, 2026)

“There Near” non sposta di una virgola tutto quello che si è detto e scritto sulla band, un manifesto della musica di J Mascis e compagni. Questo è il rock alternativo, questi sono i Dinosaur Jr.

Tygers Of Pan Tang “Electrifyed” (Mighty Music, 2026)

I veterani Tygers Of Pan Tang tornano con un disco compatto, pesante, potente, un nuovo tassello della band che porta avanti la storia con la consapevolezza che il livello qualitativo creativo è di qualità. Il metal classico senza nostalgia.

Europe “Come This Madness” (Silver Lining Music, 2026)

Ottima produzione e tecnica inappuntabile, ma il punto focale sono le canzoni, che sommate insieme formano un ottimo disco che ci (ri)consegna gli Europe del terzo millennio in piena forma.

Janiva Magness “Truth In The Room: Clearmountain Sessions (Blue Elan Records, 2026)

Un album che consiglio a tutti gli appassionati, troverete al suo interno momenti di grande musica, parola di BIR.

Villagers Of Ioannina City “Venceremos” (Napalm Records, 2026)

I Villagers Of Ioannina City sono una realtà da tenere in grande considerazione, coniugano tradizione rock settantiana, con elementi più moderni ispirati dal post rock e dal metal, senza mai perdere di vista la ricerca di linee melodiche. “Venceremos” ne conferma l’ulteriore crescita in fase compositiva.

The Right Reverend Crow “Demokracy Blues” (Need To Know Music, 2026)

Un album da leggere oltre che da ascoltare per apprezzare al meglio i testi di Nathan Bell seguiti da una copertina che la dice lunga sulle intenzioni dei “The Right Reverend Crow”, con in evidenza (oltre a Jimi Hendrix), i due atleti afroamericani Tommie Smith e John Carlos e il loro pugno chiuso durante la premiazione dei 200 metri alle Olimpiadi messicane del ‘68.

Chris Horses & The Slow Smoke “Nowhere Bound” (Devil’s Forks Records, 2026)

nuovo disco “Nowhere Bound” per Chris Horses & The Slow Smoke: un gran disco southen/country un lavoro che merita di essere ascoltato e diffuso, tanta carne al fuoco, bravi Chris Horses & The Slow Smoke

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Greta Van Fleet “Palace For The People” (Republic Records, 2026)

“Palace For The People” è un album maturo nella sua completezza, che omaggia il il rock, il blue e il folk in egual misura e ci consegna una band matura e consapevole che sta lasciando un segno forte nella scena rock di questi anni.

Leadfeather “Cath The Silvertrain” (Autoprodotto, 2026)

I Leadfeather sono una band hard rock britannica che fonde energia grezza guidata da riff e atmosfera anni ’70, questi ep in sei pezzi li conferma su ottimi livelli, tra Led Zeppelin e Black Crowes.

The Band Feel “What Of Now” (Autoprodotto, 2026)

“What Of Now” regala buoni momenti di rock vintage, suonato bene e ottimamente cantato il disco è quindi assolutamente consigliato agli appassionati del genere.

Haerdsmaelta “Haerdrock” (Icons Creating Evil Art, 2026)

Dopo oltre un decennio trascorso a costruire uno degli universi underground più imprevedibili della Svezia, gli Haerdsmalta tornano con “Haerdrock” il loro terzo album, il più imprevedibile e non catalogabile tra le uscite dell’anno. Da ascoltare assolutamente se siete curiosi. Bello!

Pure Reason Revolution “Terrifying Angels” (InsideOut Music, 2026)

I Pure Reason Revolution si confermano in continua evoluzione e ci consegnano un altro ottimo album, che si ascolta tra piacere e stupore.

Robin Trower “Shine” (Provogue Records, 2026)

Per gli amanti della musica di Robin Trower, “Shine” è l’ennesimo capitolo di una carriera eccezionale e lavoro da non perdere assolutamente, parola di Back In Rock.

John Diva & The Rockets Of Love “Your Favorite Drug” (Frontiers Records, 2026)

John Diva & The Rockets of Love sono una band interessante, Questo lavoro è in equilibrio tra raffinatezza e grinta. Perfetto per chi ricerca un sound che aiuta a distarsi, e a cantare senza pensare ai problemi che ci affliggono.

Elysion “Identity” (Massacre Records, 2026)

Vent’anni dopo la loro formazione e dopo tre album in studio, la band greca Elysion, torna con “Identity”. Il disco continua nel territorio consolidato di dark atmospheric metal, con chitarre più pesanti, una produzione più forte e una prospettiva lirica più matura.

In This Moment “Wicth” (Better Noise Music, 2026)

In generale il disco non affonda fino in fondo, ma veleggia fiero e si ascolta con piacere. Forse in studio gli In This Moment hanno già dato il meglio, ma restano comunque una band con un suono personale.

Forbidden “Forbidden” (BLK II BLK Records, 2026)

I Forbidden hanno storie e un bagaglio di esperienze da cui attingere. Tornano dopo 16 anni con il loro thrash old-school misto a groove prog, dimostrando una notevole capacità tecnica e compositiva.

Wasted Wizards “Wake Up Dead” (Scream For Existence, 2026)

Wasted Wizards pubblicano il loro EP di debutto “Wake Up Dead” con cinque brani completamente nuovi che catturano i diversi lati di una band che sta rapidamente sviluppando la propria identità. EP da ascoltare per gli appassionati sia di My Chemical Romance, ma anche per chi ama Hardcore Superstar o Extreme.

“B(l)ack In Time” (Autoproduzione, 2026)

Sebbene il marchio di fabbrica dei Necrodeath rimanga presente e distintivo di una formula portata avanti per quarant’anni, in tutto l’album persiste un sentimento di libertà e sperimentazione che permette di attingere da diversi discorsi musicali legati al metal estremo.

Elektradrive “Live! 40th Anniversary” (Andromeda Relix, 2026)

Un doppio dal vivo clamoroso, che racconta la storia di una grande band e dell’intera scena heavy rock italiana dagli anni ’80 ai giorni nostri. Imperdibile!!

Graveyard “Fever” (Nuclear Blast Records, 2026)

“Fever” riconferma i Graveyard come una delle migliori entità attuali di hard settantiano, proponendo una scaletta di brani ispirati, da ascoltare a volume sostenuto come ottimo antidoto per scacciare rabbia e tensione…

Airbourne “Airbourne” (Spinefarm Records, 2026)

Dopo 25 anni e 6 LP in studio, la macchina hard rock australiana nota come Airbourne, ha registrato un disco iconico, che rappresenta la tradizione consolidata della band, viene portata avanti, attraverso una raccolta di brani ben prodotti e suonati.

Ghost Hounds “Justified” (Maple House Records, 2026)

L’eccellenza è ormai l’asticella su cui il gruppo passeggia con la disinvoltura dei grandi e l’album arriva alla fine del viaggio attraverso un’America più grigia, emozionante e vera di quella che ci presentano i tg della sera di questi tempi, consigliato.

Johnny Winter “The Woodstock Experience” (Floating World/Retroworld, 2026)

Il blues trasformato in pane e pesci per trecentomila persone nella tre giorni più importante della storia del rock, questo è “The Woodstock Experience”. Blues on!

Alex Mari “Origins” (Art Of Melody Music/Burning Mind Music, 2026)

“Origins” è il primo album solista di Alex Mari (cantante dei Night Pleasure Hotel). Il progetto nasce dalla riscoperta e dalla trasformazione delle primissime canzoni scritte da Alex tra la fine degli anni ’90 e i primi anni Duemila. Tredici brani che sono praticamente ricordi recuperati. Tanti i musicisti ospiti.

Xion “When Stars Collide” (Fireflash Records, 2026)

Gli Xion sono una band Thrash fondata nel 2022, quando alcune componenti erano ancora minorenni. “When Stars Collide” è stato prodotto da Jonas Arnberg, è un ottimo secondo album, nel complesso il risultato è piuttosto orecchiabile e sicuramente riuscirà a conquistare nuovi fans, bravi questi cinque giovanotti svedesi.

Bobbie Dazzle “Star Power” (Rise Above Records, 2026)

“Star Power” è un album strabordante di energia hard rock, classe e fascino, con tutte le carte in regola per mietere ulteriori e meritati consensi, aumentando la notorietà di Bobbie Dazzle, artista cui non difettano teatralità, talento, bellezza e ambizione.

Åskväder “Wax” (Icons Creating Evil Art, 2026)

La rock band svedese Åskväder esce con il terzo disco “Wax” che segna l’inizio di un nuovo capitolo, inaugurato dall’ingresso di Saga Flygare-Täll nel ruolo di cantante e chitarrista, e fotografa una band nel pieno delle proprie forze. Un bel lavoro di rock scandinavo da ascoltare!

Signum Regis “Beyond Spacetime” (Fireflash Records/Edel, 2026)

Torna il gruppo dei Signum Regis, fondato nel 2007. Il loro prossimo nuovo e ottavo album in studio “Beyond Spacetime” un album convincente e potente di power metal melodico contemporaneo.

Bernie Marsden “Stage” (Conquest Music, 2026)

L’ultimo capitolo di questa splendida serie di lavori firmata da Marsden non poteva che essere una celebrazione sua e di tutti quei musicisti che lo hanno accompagnato e influenzato nella sua lunga carriera. Sarai sicuramente a jammare con i più grandi lassù, nel paradiso del rock, arrivederci Bernie.

Chrystal Throne “Chantry Of Sacrifice” (Autoprodotto, 2026)

Da anni non ascoltavo un disco di prog metal anni ’80, certamente derivativo, ma così ben delineato e ricco di valori tecnici e compositivi.

The Jayhawks “Sanctuary Park” (Thirty Tigers, 2026)

Grande ritorno per un gruppo che non ha mai perso la bussola compositiva e ha segnato la storia dell’alternative rock degli ultimi quarant’anni.

The Steel Woods “The Lexington Tapes, live ’17” (Thirty Tigers, 2026)

Peccato che un gruppo di valore assoluto come i The Steel Woods non possano più regalarci grande musica, rimarranno nella leggenda del rock americano così come il loro sfortunato leader.

Feline Melinda “Duets II” (Diotima Records, 2026)

I Feline Melinda celebrano il prestigioso quarantesimo anniversario con un rinnovamento della propria immagine. “Duets II” presenta cinque brani di epoche diverse con nuovi arrangiamenti e voci, proposti in duetto con la cantante Doris Albenberger.

Overwhelm “The Bad Blood Of Humankind” (Autoprodotto, 2026)

Thrash metal classico in questo quarto disco degli Overwhelm, realtà nazionale. Buona autoproduzione e attitudine, testi impegnati: la strada è spianata, ora bisogna correre.

7 Miles To Pittsburgh “Beyond Repair” (M-Theory Audio, 2026)

Tra hard rock e prog rock, il terzo album di questo quintetto, guidato dall’ex Sleeze Beez Andrew Wet, è una piccola gemma che fonde Rainbow, Kansas e tocchi AOR. Che bella sorpresa.

Paul Laine “The Long Road Back” (Frontiers, 2026)

“The Long Road Back” è la confessione di un ragazzo che ha sognato di fare la rockstar, per poi scoprire che il posto più bello, citando il titolo dell’album, è tornare alle origini. Un album di rock melodico carico di passione.

Jovin Webb “Son Of A Sinner” (Blind Pig Records, 2026)

Jovin Webb aveva fatto parlare di sé due anni fa con il debutto “Drifter” e ora, con il nuovo album, conferma la bontà della sua proposta ed il suo talento innato per il padre di tutti i generi.

Invincia “Echoes From The Past” (Escape Music, 2026)

E’ una grande bella sorpresa per me l’ascolto di questo esordio dei finlandesi Invincia. “Echoes From The Past”è un lavoro veramente interessante, fresco ben prodotto, un disco che ti coinvolge dall’inizio alla fine, ogni canzone è guidata da una vera passione per l’heavy metal.

Warren Haynes “Dreams & Songs: A Symphonic Journey” (Provogue Records, 2026)

Vi consiglio di non perdervi l’ennesima pubblicazione firmata da Warren Haynes, una garanzia di altissima qualità nella scena rock mondiale.

Stryper “Throne Of Thorns” (Frontiers Records, 2026)

I pionieri del metal cristiano Stryper tornano con un nuovo capitolo della loro carriera leggendaria. In “Throne Of Thorns” c’è molto heavy metal, ma altrettanta melodia, un ottimo album che si inserisce tra i loro ultimi migliori lavori.

Mason “Edge Of Destruction” (Eonian Records, 2026)

Marcus Mason e il suo gruppo ritornano con il terzo disco “Edge Of Destruction”. Uno dei migliori album AOR del’anno, raffinato e ben costruito.

Dinosaur Jr. “There Near” (Jagjaguwar, 2026)

“There Near” non sposta di una virgola tutto quello che si è detto e scritto sulla band, un manifesto della musica di J Mascis e compagni. Questo è il rock alternativo, questi sono i Dinosaur Jr.

Tygers Of Pan Tang “Electrifyed” (Mighty Music, 2026)

I veterani Tygers Of Pan Tang tornano con un disco compatto, pesante, potente, un nuovo tassello della band che porta avanti la storia con la consapevolezza che il livello qualitativo creativo è di qualità. Il metal classico senza nostalgia.

Europe “Come This Madness” (Silver Lining Music, 2026)

Ottima produzione e tecnica inappuntabile, ma il punto focale sono le canzoni, che sommate insieme formano un ottimo disco che ci (ri)consegna gli Europe del terzo millennio in piena forma.

Janiva Magness “Truth In The Room: Clearmountain Sessions (Blue Elan Records, 2026)

Un album che consiglio a tutti gli appassionati, troverete al suo interno momenti di grande musica, parola di BIR.

Villagers Of Ioannina City “Venceremos” (Napalm Records, 2026)

I Villagers Of Ioannina City sono una realtà da tenere in grande considerazione, coniugano tradizione rock settantiana, con elementi più moderni ispirati dal post rock e dal metal, senza mai perdere di vista la ricerca di linee melodiche. “Venceremos” ne conferma l’ulteriore crescita in fase compositiva.

The Right Reverend Crow “Demokracy Blues” (Need To Know Music, 2026)

Un album da leggere oltre che da ascoltare per apprezzare al meglio i testi di Nathan Bell seguiti da una copertina che la dice lunga sulle intenzioni dei “The Right Reverend Crow”, con in evidenza (oltre a Jimi Hendrix), i due atleti afroamericani Tommie Smith e John Carlos e il loro pugno chiuso durante la premiazione dei 200 metri alle Olimpiadi messicane del ‘68.

Chris Horses & The Slow Smoke “Nowhere Bound” (Devil’s Forks Records, 2026)

nuovo disco “Nowhere Bound” per Chris Horses & The Slow Smoke: un gran disco southen/country un lavoro che merita di essere ascoltato e diffuso, tanta carne al fuoco, bravi Chris Horses & The Slow Smoke

Greta Van Fleet “Palace For The People” (Republic Records, 2026)

“Palace For The People” è un album maturo nella sua completezza, che omaggia il il rock, il blue e il folk in egual misura e ci consegna una band matura e consapevole che sta lasciando un segno forte nella scena rock di questi anni.

Leadfeather “Cath The Silvertrain” (Autoprodotto, 2026)

I Leadfeather sono una band hard rock britannica che fonde energia grezza guidata da riff e atmosfera anni ’70, questi ep in sei pezzi li conferma su ottimi livelli, tra Led Zeppelin e Black Crowes.

The Band Feel “What Of Now” (Autoprodotto, 2026)

“What Of Now” regala buoni momenti di rock vintage, suonato bene e ottimamente cantato il disco è quindi assolutamente consigliato agli appassionati del genere.

Haerdsmaelta “Haerdrock” (Icons Creating Evil Art, 2026)

Dopo oltre un decennio trascorso a costruire uno degli universi underground più imprevedibili della Svezia, gli Haerdsmalta tornano con “Haerdrock” il loro terzo album, il più imprevedibile e non catalogabile tra le uscite dell’anno. Da ascoltare assolutamente se siete curiosi. Bello!

Pure Reason Revolution “Terrifying Angels” (InsideOut Music, 2026)

I Pure Reason Revolution si confermano in continua evoluzione e ci consegnano un altro ottimo album, che si ascolta tra piacere e stupore.

Robin Trower “Shine” (Provogue Records, 2026)

Per gli amanti della musica di Robin Trower, “Shine” è l’ennesimo capitolo di una carriera eccezionale e lavoro da non perdere assolutamente, parola di Back In Rock.

John Diva & The Rockets Of Love “Your Favorite Drug” (Frontiers Records, 2026)

John Diva & The Rockets of Love sono una band interessante, Questo lavoro è in equilibrio tra raffinatezza e grinta. Perfetto per chi ricerca un sound che aiuta a distarsi, e a cantare senza pensare ai problemi che ci affliggono.

Elysion “Identity” (Massacre Records, 2026)

Vent’anni dopo la loro formazione e dopo tre album in studio, la band greca Elysion, torna con “Identity”. Il disco continua nel territorio consolidato di dark atmospheric metal, con chitarre più pesanti, una produzione più forte e una prospettiva lirica più matura.

In This Moment “Wicth” (Better Noise Music, 2026)

In generale il disco non affonda fino in fondo, ma veleggia fiero e si ascolta con piacere. Forse in studio gli In This Moment hanno già dato il meglio, ma restano comunque una band con un suono personale.

Forbidden “Forbidden” (BLK II BLK Records, 2026)

I Forbidden hanno storie e un bagaglio di esperienze da cui attingere. Tornano dopo 16 anni con il loro thrash old-school misto a groove prog, dimostrando una notevole capacità tecnica e compositiva.

Wasted Wizards “Wake Up Dead” (Scream For Existence, 2026)

Wasted Wizards pubblicano il loro EP di debutto “Wake Up Dead” con cinque brani completamente nuovi che catturano i diversi lati di una band che sta rapidamente sviluppando la propria identità. EP da ascoltare per gli appassionati sia di My Chemical Romance, ma anche per chi ama Hardcore Superstar o Extreme.

“B(l)ack In Time” (Autoproduzione, 2026)

Sebbene il marchio di fabbrica dei Necrodeath rimanga presente e distintivo di una formula portata avanti per quarant’anni, in tutto l’album persiste un sentimento di libertà e sperimentazione che permette di attingere da diversi discorsi musicali legati al metal estremo.

Elektradrive “Live! 40th Anniversary” (Andromeda Relix, 2026)

Un doppio dal vivo clamoroso, che racconta la storia di una grande band e dell’intera scena heavy rock italiana dagli anni ’80 ai giorni nostri. Imperdibile!!

Graveyard “Fever” (Nuclear Blast Records, 2026)

“Fever” riconferma i Graveyard come una delle migliori entità attuali di hard settantiano, proponendo una scaletta di brani ispirati, da ascoltare a volume sostenuto come ottimo antidoto per scacciare rabbia e tensione…

Airbourne “Airbourne” (Spinefarm Records, 2026)

Dopo 25 anni e 6 LP in studio, la macchina hard rock australiana nota come Airbourne, ha registrato un disco iconico, che rappresenta la tradizione consolidata della band, viene portata avanti, attraverso una raccolta di brani ben prodotti e suonati.

Ghost Hounds “Justified” (Maple House Records, 2026)

L’eccellenza è ormai l’asticella su cui il gruppo passeggia con la disinvoltura dei grandi e l’album arriva alla fine del viaggio attraverso un’America più grigia, emozionante e vera di quella che ci presentano i tg della sera di questi tempi, consigliato.

Johnny Winter “The Woodstock Experience” (Floating World/Retroworld, 2026)

Il blues trasformato in pane e pesci per trecentomila persone nella tre giorni più importante della storia del rock, questo è “The Woodstock Experience”. Blues on!

Alex Mari “Origins” (Art Of Melody Music/Burning Mind Music, 2026)

“Origins” è il primo album solista di Alex Mari (cantante dei Night Pleasure Hotel). Il progetto nasce dalla riscoperta e dalla trasformazione delle primissime canzoni scritte da Alex tra la fine degli anni ’90 e i primi anni Duemila. Tredici brani che sono praticamente ricordi recuperati. Tanti i musicisti ospiti.

Xion “When Stars Collide” (Fireflash Records, 2026)

Gli Xion sono una band Thrash fondata nel 2022, quando alcune componenti erano ancora minorenni. “When Stars Collide” è stato prodotto da Jonas Arnberg, è un ottimo secondo album, nel complesso il risultato è piuttosto orecchiabile e sicuramente riuscirà a conquistare nuovi fans, bravi questi cinque giovanotti svedesi.

Bobbie Dazzle “Star Power” (Rise Above Records, 2026)

“Star Power” è un album strabordante di energia hard rock, classe e fascino, con tutte le carte in regola per mietere ulteriori e meritati consensi, aumentando la notorietà di Bobbie Dazzle, artista cui non difettano teatralità, talento, bellezza e ambizione.

Åskväder “Wax” (Icons Creating Evil Art, 2026)

La rock band svedese Åskväder esce con il terzo disco “Wax” che segna l’inizio di un nuovo capitolo, inaugurato dall’ingresso di Saga Flygare-Täll nel ruolo di cantante e chitarrista, e fotografa una band nel pieno delle proprie forze. Un bel lavoro di rock scandinavo da ascoltare!

Signum Regis “Beyond Spacetime” (Fireflash Records/Edel, 2026)

Torna il gruppo dei Signum Regis, fondato nel 2007. Il loro prossimo nuovo e ottavo album in studio “Beyond Spacetime” un album convincente e potente di power metal melodico contemporaneo.

Bernie Marsden “Stage” (Conquest Music, 2026)

L’ultimo capitolo di questa splendida serie di lavori firmata da Marsden non poteva che essere una celebrazione sua e di tutti quei musicisti che lo hanno accompagnato e influenzato nella sua lunga carriera. Sarai sicuramente a jammare con i più grandi lassù, nel paradiso del rock, arrivederci Bernie.

Chrystal Throne “Chantry Of Sacrifice” (Autoprodotto, 2026)

Da anni non ascoltavo un disco di prog metal anni ’80, certamente derivativo, ma così ben delineato e ricco di valori tecnici e compositivi.

The Jayhawks “Sanctuary Park” (Thirty Tigers, 2026)

Grande ritorno per un gruppo che non ha mai perso la bussola compositiva e ha segnato la storia dell’alternative rock degli ultimi quarant’anni.

The Steel Woods “The Lexington Tapes, live ’17” (Thirty Tigers, 2026)

Peccato che un gruppo di valore assoluto come i The Steel Woods non possano più regalarci grande musica, rimarranno nella leggenda del rock americano così come il loro sfortunato leader.

Feline Melinda “Duets II” (Diotima Records, 2026)

I Feline Melinda celebrano il prestigioso quarantesimo anniversario con un rinnovamento della propria immagine. “Duets II” presenta cinque brani di epoche diverse con nuovi arrangiamenti e voci, proposti in duetto con la cantante Doris Albenberger.

Overwhelm “The Bad Blood Of Humankind” (Autoprodotto, 2026)

Thrash metal classico in questo quarto disco degli Overwhelm, realtà nazionale. Buona autoproduzione e attitudine, testi impegnati: la strada è spianata, ora bisogna correre.

7 Miles To Pittsburgh “Beyond Repair” (M-Theory Audio, 2026)

Tra hard rock e prog rock, il terzo album di questo quintetto, guidato dall’ex Sleeze Beez Andrew Wet, è una piccola gemma che fonde Rainbow, Kansas e tocchi AOR. Che bella sorpresa.

Paul Laine “The Long Road Back” (Frontiers, 2026)

“The Long Road Back” è la confessione di un ragazzo che ha sognato di fare la rockstar, per poi scoprire che il posto più bello, citando il titolo dell’album, è tornare alle origini. Un album di rock melodico carico di passione.

Jovin Webb “Son Of A Sinner” (Blind Pig Records, 2026)

Jovin Webb aveva fatto parlare di sé due anni fa con il debutto “Drifter” e ora, con il nuovo album, conferma la bontà della sua proposta ed il suo talento innato per il padre di tutti i generi.

Invincia “Echoes From The Past” (Escape Music, 2026)

E’ una grande bella sorpresa per me l’ascolto di questo esordio dei finlandesi Invincia. “Echoes From The Past”è un lavoro veramente interessante, fresco ben prodotto, un disco che ti coinvolge dall’inizio alla fine, ogni canzone è guidata da una vera passione per l’heavy metal.

Warren Haynes “Dreams & Songs: A Symphonic Journey” (Provogue Records, 2026)

Vi consiglio di non perdervi l’ennesima pubblicazione firmata da Warren Haynes, una garanzia di altissima qualità nella scena rock mondiale.

Stryper “Throne Of Thorns” (Frontiers Records, 2026)

I pionieri del metal cristiano Stryper tornano con un nuovo capitolo della loro carriera leggendaria. In “Throne Of Thorns” c’è molto heavy metal, ma altrettanta melodia, un ottimo album che si inserisce tra i loro ultimi migliori lavori.

Mason “Edge Of Destruction” (Eonian Records, 2026)

Marcus Mason e il suo gruppo ritornano con il terzo disco “Edge Of Destruction”. Uno dei migliori album AOR del’anno, raffinato e ben costruito.

Dinosaur Jr. “There Near” (Jagjaguwar, 2026)

“There Near” non sposta di una virgola tutto quello che si è detto e scritto sulla band, un manifesto della musica di J Mascis e compagni. Questo è il rock alternativo, questi sono i Dinosaur Jr.

Tygers Of Pan Tang “Electrifyed” (Mighty Music, 2026)

I veterani Tygers Of Pan Tang tornano con un disco compatto, pesante, potente, un nuovo tassello della band che porta avanti la storia con la consapevolezza che il livello qualitativo creativo è di qualità. Il metal classico senza nostalgia.

Europe “Come This Madness” (Silver Lining Music, 2026)

Ottima produzione e tecnica inappuntabile, ma il punto focale sono le canzoni, che sommate insieme formano un ottimo disco che ci (ri)consegna gli Europe del terzo millennio in piena forma.

Janiva Magness “Truth In The Room: Clearmountain Sessions (Blue Elan Records, 2026)

Un album che consiglio a tutti gli appassionati, troverete al suo interno momenti di grande musica, parola di BIR.

Villagers Of Ioannina City “Venceremos” (Napalm Records, 2026)

I Villagers Of Ioannina City sono una realtà da tenere in grande considerazione, coniugano tradizione rock settantiana, con elementi più moderni ispirati dal post rock e dal metal, senza mai perdere di vista la ricerca di linee melodiche. “Venceremos” ne conferma l’ulteriore crescita in fase compositiva.

The Right Reverend Crow “Demokracy Blues” (Need To Know Music, 2026)

Un album da leggere oltre che da ascoltare per apprezzare al meglio i testi di Nathan Bell seguiti da una copertina che la dice lunga sulle intenzioni dei “The Right Reverend Crow”, con in evidenza (oltre a Jimi Hendrix), i due atleti afroamericani Tommie Smith e John Carlos e il loro pugno chiuso durante la premiazione dei 200 metri alle Olimpiadi messicane del ‘68.

Chris Horses & The Slow Smoke “Nowhere Bound” (Devil’s Forks Records, 2026)

nuovo disco “Nowhere Bound” per Chris Horses & The Slow Smoke: un gran disco southen/country un lavoro che merita di essere ascoltato e diffuso, tanta carne al fuoco, bravi Chris Horses & The Slow Smoke

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Greta Van Fleet “Palace For The People” (Republic Records, 2026)

“Palace For The People” è un album maturo nella sua completezza, che omaggia il il rock, il blue e il folk in egual misura e ci consegna una band matura e consapevole che sta lasciando un segno forte nella scena rock di questi anni.

Leadfeather “Cath The Silvertrain” (Autoprodotto, 2026)

I Leadfeather sono una band hard rock britannica che fonde energia grezza guidata da riff e atmosfera anni ’70, questi ep in sei pezzi li conferma su ottimi livelli, tra Led Zeppelin e Black Crowes.

The Band Feel “What Of Now” (Autoprodotto, 2026)

“What Of Now” regala buoni momenti di rock vintage, suonato bene e ottimamente cantato il disco è quindi assolutamente consigliato agli appassionati del genere.

Haerdsmaelta “Haerdrock” (Icons Creating Evil Art, 2026)

Dopo oltre un decennio trascorso a costruire uno degli universi underground più imprevedibili della Svezia, gli Haerdsmalta tornano con “Haerdrock” il loro terzo album, il più imprevedibile e non catalogabile tra le uscite dell’anno. Da ascoltare assolutamente se siete curiosi. Bello!

Pure Reason Revolution “Terrifying Angels” (InsideOut Music, 2026)

I Pure Reason Revolution si confermano in continua evoluzione e ci consegnano un altro ottimo album, che si ascolta tra piacere e stupore.

Robin Trower “Shine” (Provogue Records, 2026)

Per gli amanti della musica di Robin Trower, “Shine” è l’ennesimo capitolo di una carriera eccezionale e lavoro da non perdere assolutamente, parola di Back In Rock.

John Diva & The Rockets Of Love “Your Favorite Drug” (Frontiers Records, 2026)

John Diva & The Rockets of Love sono una band interessante, Questo lavoro è in equilibrio tra raffinatezza e grinta. Perfetto per chi ricerca un sound che aiuta a distarsi, e a cantare senza pensare ai problemi che ci affliggono.

Elysion “Identity” (Massacre Records, 2026)

Vent’anni dopo la loro formazione e dopo tre album in studio, la band greca Elysion, torna con “Identity”. Il disco continua nel territorio consolidato di dark atmospheric metal, con chitarre più pesanti, una produzione più forte e una prospettiva lirica più matura.

In This Moment “Wicth” (Better Noise Music, 2026)

In generale il disco non affonda fino in fondo, ma veleggia fiero e si ascolta con piacere. Forse in studio gli In This Moment hanno già dato il meglio, ma restano comunque una band con un suono personale.

Forbidden “Forbidden” (BLK II BLK Records, 2026)

I Forbidden hanno storie e un bagaglio di esperienze da cui attingere. Tornano dopo 16 anni con il loro thrash old-school misto a groove prog, dimostrando una notevole capacità tecnica e compositiva.

Wasted Wizards “Wake Up Dead” (Scream For Existence, 2026)

Wasted Wizards pubblicano il loro EP di debutto “Wake Up Dead” con cinque brani completamente nuovi che catturano i diversi lati di una band che sta rapidamente sviluppando la propria identità. EP da ascoltare per gli appassionati sia di My Chemical Romance, ma anche per chi ama Hardcore Superstar o Extreme.

“B(l)ack In Time” (Autoproduzione, 2026)

Sebbene il marchio di fabbrica dei Necrodeath rimanga presente e distintivo di una formula portata avanti per quarant’anni, in tutto l’album persiste un sentimento di libertà e sperimentazione che permette di attingere da diversi discorsi musicali legati al metal estremo.

Elektradrive “Live! 40th Anniversary” (Andromeda Relix, 2026)

Un doppio dal vivo clamoroso, che racconta la storia di una grande band e dell’intera scena heavy rock italiana dagli anni ’80 ai giorni nostri. Imperdibile!!

Graveyard “Fever” (Nuclear Blast Records, 2026)

“Fever” riconferma i Graveyard come una delle migliori entità attuali di hard settantiano, proponendo una scaletta di brani ispirati, da ascoltare a volume sostenuto come ottimo antidoto per scacciare rabbia e tensione…

Airbourne “Airbourne” (Spinefarm Records, 2026)

Dopo 25 anni e 6 LP in studio, la macchina hard rock australiana nota come Airbourne, ha registrato un disco iconico, che rappresenta la tradizione consolidata della band, viene portata avanti, attraverso una raccolta di brani ben prodotti e suonati.

Ghost Hounds “Justified” (Maple House Records, 2026)

L’eccellenza è ormai l’asticella su cui il gruppo passeggia con la disinvoltura dei grandi e l’album arriva alla fine del viaggio attraverso un’America più grigia, emozionante e vera di quella che ci presentano i tg della sera di questi tempi, consigliato.

Johnny Winter “The Woodstock Experience” (Floating World/Retroworld, 2026)

Il blues trasformato in pane e pesci per trecentomila persone nella tre giorni più importante della storia del rock, questo è “The Woodstock Experience”. Blues on!

Alex Mari “Origins” (Art Of Melody Music/Burning Mind Music, 2026)

“Origins” è il primo album solista di Alex Mari (cantante dei Night Pleasure Hotel). Il progetto nasce dalla riscoperta e dalla trasformazione delle primissime canzoni scritte da Alex tra la fine degli anni ’90 e i primi anni Duemila. Tredici brani che sono praticamente ricordi recuperati. Tanti i musicisti ospiti.

Xion “When Stars Collide” (Fireflash Records, 2026)

Gli Xion sono una band Thrash fondata nel 2022, quando alcune componenti erano ancora minorenni. “When Stars Collide” è stato prodotto da Jonas Arnberg, è un ottimo secondo album, nel complesso il risultato è piuttosto orecchiabile e sicuramente riuscirà a conquistare nuovi fans, bravi questi cinque giovanotti svedesi.

Bobbie Dazzle “Star Power” (Rise Above Records, 2026)

“Star Power” è un album strabordante di energia hard rock, classe e fascino, con tutte le carte in regola per mietere ulteriori e meritati consensi, aumentando la notorietà di Bobbie Dazzle, artista cui non difettano teatralità, talento, bellezza e ambizione.

Åskväder “Wax” (Icons Creating Evil Art, 2026)

La rock band svedese Åskväder esce con il terzo disco “Wax” che segna l’inizio di un nuovo capitolo, inaugurato dall’ingresso di Saga Flygare-Täll nel ruolo di cantante e chitarrista, e fotografa una band nel pieno delle proprie forze. Un bel lavoro di rock scandinavo da ascoltare!

Signum Regis “Beyond Spacetime” (Fireflash Records/Edel, 2026)

Torna il gruppo dei Signum Regis, fondato nel 2007. Il loro prossimo nuovo e ottavo album in studio “Beyond Spacetime” un album convincente e potente di power metal melodico contemporaneo.

Bernie Marsden “Stage” (Conquest Music, 2026)

L’ultimo capitolo di questa splendida serie di lavori firmata da Marsden non poteva che essere una celebrazione sua e di tutti quei musicisti che lo hanno accompagnato e influenzato nella sua lunga carriera. Sarai sicuramente a jammare con i più grandi lassù, nel paradiso del rock, arrivederci Bernie.

Chrystal Throne “Chantry Of Sacrifice” (Autoprodotto, 2026)

Da anni non ascoltavo un disco di prog metal anni ’80, certamente derivativo, ma così ben delineato e ricco di valori tecnici e compositivi.

The Jayhawks “Sanctuary Park” (Thirty Tigers, 2026)

Grande ritorno per un gruppo che non ha mai perso la bussola compositiva e ha segnato la storia dell’alternative rock degli ultimi quarant’anni.

The Steel Woods “The Lexington Tapes, live ’17” (Thirty Tigers, 2026)

Peccato che un gruppo di valore assoluto come i The Steel Woods non possano più regalarci grande musica, rimarranno nella leggenda del rock americano così come il loro sfortunato leader.

Feline Melinda “Duets II” (Diotima Records, 2026)

I Feline Melinda celebrano il prestigioso quarantesimo anniversario con un rinnovamento della propria immagine. “Duets II” presenta cinque brani di epoche diverse con nuovi arrangiamenti e voci, proposti in duetto con la cantante Doris Albenberger.

Overwhelm “The Bad Blood Of Humankind” (Autoprodotto, 2026)

Thrash metal classico in questo quarto disco degli Overwhelm, realtà nazionale. Buona autoproduzione e attitudine, testi impegnati: la strada è spianata, ora bisogna correre.

7 Miles To Pittsburgh “Beyond Repair” (M-Theory Audio, 2026)

Tra hard rock e prog rock, il terzo album di questo quintetto, guidato dall’ex Sleeze Beez Andrew Wet, è una piccola gemma che fonde Rainbow, Kansas e tocchi AOR. Che bella sorpresa.

Paul Laine “The Long Road Back” (Frontiers, 2026)

“The Long Road Back” è la confessione di un ragazzo che ha sognato di fare la rockstar, per poi scoprire che il posto più bello, citando il titolo dell’album, è tornare alle origini. Un album di rock melodico carico di passione.

Jovin Webb “Son Of A Sinner” (Blind Pig Records, 2026)

Jovin Webb aveva fatto parlare di sé due anni fa con il debutto “Drifter” e ora, con il nuovo album, conferma la bontà della sua proposta ed il suo talento innato per il padre di tutti i generi.

Invincia “Echoes From The Past” (Escape Music, 2026)

E’ una grande bella sorpresa per me l’ascolto di questo esordio dei finlandesi Invincia. “Echoes From The Past”è un lavoro veramente interessante, fresco ben prodotto, un disco che ti coinvolge dall’inizio alla fine, ogni canzone è guidata da una vera passione per l’heavy metal.

Warren Haynes “Dreams & Songs: A Symphonic Journey” (Provogue Records, 2026)

Vi consiglio di non perdervi l’ennesima pubblicazione firmata da Warren Haynes, una garanzia di altissima qualità nella scena rock mondiale.

Stryper “Throne Of Thorns” (Frontiers Records, 2026)

I pionieri del metal cristiano Stryper tornano con un nuovo capitolo della loro carriera leggendaria. In “Throne Of Thorns” c’è molto heavy metal, ma altrettanta melodia, un ottimo album che si inserisce tra i loro ultimi migliori lavori.

Mason “Edge Of Destruction” (Eonian Records, 2026)

Marcus Mason e il suo gruppo ritornano con il terzo disco “Edge Of Destruction”. Uno dei migliori album AOR del’anno, raffinato e ben costruito.

Dinosaur Jr. “There Near” (Jagjaguwar, 2026)

“There Near” non sposta di una virgola tutto quello che si è detto e scritto sulla band, un manifesto della musica di J Mascis e compagni. Questo è il rock alternativo, questi sono i Dinosaur Jr.

Tygers Of Pan Tang “Electrifyed” (Mighty Music, 2026)

I veterani Tygers Of Pan Tang tornano con un disco compatto, pesante, potente, un nuovo tassello della band che porta avanti la storia con la consapevolezza che il livello qualitativo creativo è di qualità. Il metal classico senza nostalgia.

Europe “Come This Madness” (Silver Lining Music, 2026)

Ottima produzione e tecnica inappuntabile, ma il punto focale sono le canzoni, che sommate insieme formano un ottimo disco che ci (ri)consegna gli Europe del terzo millennio in piena forma.

Janiva Magness “Truth In The Room: Clearmountain Sessions (Blue Elan Records, 2026)

Un album che consiglio a tutti gli appassionati, troverete al suo interno momenti di grande musica, parola di BIR.

Villagers Of Ioannina City “Venceremos” (Napalm Records, 2026)

I Villagers Of Ioannina City sono una realtà da tenere in grande considerazione, coniugano tradizione rock settantiana, con elementi più moderni ispirati dal post rock e dal metal, senza mai perdere di vista la ricerca di linee melodiche. “Venceremos” ne conferma l’ulteriore crescita in fase compositiva.

The Right Reverend Crow “Demokracy Blues” (Need To Know Music, 2026)

Un album da leggere oltre che da ascoltare per apprezzare al meglio i testi di Nathan Bell seguiti da una copertina che la dice lunga sulle intenzioni dei “The Right Reverend Crow”, con in evidenza (oltre a Jimi Hendrix), i due atleti afroamericani Tommie Smith e John Carlos e il loro pugno chiuso durante la premiazione dei 200 metri alle Olimpiadi messicane del ‘68.

Chris Horses & The Slow Smoke “Nowhere Bound” (Devil’s Forks Records, 2026)

nuovo disco “Nowhere Bound” per Chris Horses & The Slow Smoke: un gran disco southen/country un lavoro che merita di essere ascoltato e diffuso, tanta carne al fuoco, bravi Chris Horses & The Slow Smoke

Greta Van Fleet “Palace For The People” (Republic Records, 2026)

“Palace For The People” è un album maturo nella sua completezza, che omaggia il il rock, il blue e il folk in egual misura e ci consegna una band matura e consapevole che sta lasciando un segno forte nella scena rock di questi anni.

Leadfeather “Cath The Silvertrain” (Autoprodotto, 2026)

I Leadfeather sono una band hard rock britannica che fonde energia grezza guidata da riff e atmosfera anni ’70, questi ep in sei pezzi li conferma su ottimi livelli, tra Led Zeppelin e Black Crowes.

The Band Feel “What Of Now” (Autoprodotto, 2026)

“What Of Now” regala buoni momenti di rock vintage, suonato bene e ottimamente cantato il disco è quindi assolutamente consigliato agli appassionati del genere.

Haerdsmaelta “Haerdrock” (Icons Creating Evil Art, 2026)

Dopo oltre un decennio trascorso a costruire uno degli universi underground più imprevedibili della Svezia, gli Haerdsmalta tornano con “Haerdrock” il loro terzo album, il più imprevedibile e non catalogabile tra le uscite dell’anno. Da ascoltare assolutamente se siete curiosi. Bello!

Pure Reason Revolution “Terrifying Angels” (InsideOut Music, 2026)

I Pure Reason Revolution si confermano in continua evoluzione e ci consegnano un altro ottimo album, che si ascolta tra piacere e stupore.

Robin Trower “Shine” (Provogue Records, 2026)

Per gli amanti della musica di Robin Trower, “Shine” è l’ennesimo capitolo di una carriera eccezionale e lavoro da non perdere assolutamente, parola di Back In Rock.

John Diva & The Rockets Of Love “Your Favorite Drug” (Frontiers Records, 2026)

John Diva & The Rockets of Love sono una band interessante, Questo lavoro è in equilibrio tra raffinatezza e grinta. Perfetto per chi ricerca un sound che aiuta a distarsi, e a cantare senza pensare ai problemi che ci affliggono.

Elysion “Identity” (Massacre Records, 2026)

Vent’anni dopo la loro formazione e dopo tre album in studio, la band greca Elysion, torna con “Identity”. Il disco continua nel territorio consolidato di dark atmospheric metal, con chitarre più pesanti, una produzione più forte e una prospettiva lirica più matura.

In This Moment “Wicth” (Better Noise Music, 2026)

In generale il disco non affonda fino in fondo, ma veleggia fiero e si ascolta con piacere. Forse in studio gli In This Moment hanno già dato il meglio, ma restano comunque una band con un suono personale.

Forbidden “Forbidden” (BLK II BLK Records, 2026)

I Forbidden hanno storie e un bagaglio di esperienze da cui attingere. Tornano dopo 16 anni con il loro thrash old-school misto a groove prog, dimostrando una notevole capacità tecnica e compositiva.

Wasted Wizards “Wake Up Dead” (Scream For Existence, 2026)

Wasted Wizards pubblicano il loro EP di debutto “Wake Up Dead” con cinque brani completamente nuovi che catturano i diversi lati di una band che sta rapidamente sviluppando la propria identità. EP da ascoltare per gli appassionati sia di My Chemical Romance, ma anche per chi ama Hardcore Superstar o Extreme.

“B(l)ack In Time” (Autoproduzione, 2026)

Sebbene il marchio di fabbrica dei Necrodeath rimanga presente e distintivo di una formula portata avanti per quarant’anni, in tutto l’album persiste un sentimento di libertà e sperimentazione che permette di attingere da diversi discorsi musicali legati al metal estremo.

Elektradrive “Live! 40th Anniversary” (Andromeda Relix, 2026)

Un doppio dal vivo clamoroso, che racconta la storia di una grande band e dell’intera scena heavy rock italiana dagli anni ’80 ai giorni nostri. Imperdibile!!

Graveyard “Fever” (Nuclear Blast Records, 2026)

“Fever” riconferma i Graveyard come una delle migliori entità attuali di hard settantiano, proponendo una scaletta di brani ispirati, da ascoltare a volume sostenuto come ottimo antidoto per scacciare rabbia e tensione…

Airbourne “Airbourne” (Spinefarm Records, 2026)

Dopo 25 anni e 6 LP in studio, la macchina hard rock australiana nota come Airbourne, ha registrato un disco iconico, che rappresenta la tradizione consolidata della band, viene portata avanti, attraverso una raccolta di brani ben prodotti e suonati.

Ghost Hounds “Justified” (Maple House Records, 2026)

L’eccellenza è ormai l’asticella su cui il gruppo passeggia con la disinvoltura dei grandi e l’album arriva alla fine del viaggio attraverso un’America più grigia, emozionante e vera di quella che ci presentano i tg della sera di questi tempi, consigliato.

Johnny Winter “The Woodstock Experience” (Floating World/Retroworld, 2026)

Il blues trasformato in pane e pesci per trecentomila persone nella tre giorni più importante della storia del rock, questo è “The Woodstock Experience”. Blues on!

Alex Mari “Origins” (Art Of Melody Music/Burning Mind Music, 2026)

“Origins” è il primo album solista di Alex Mari (cantante dei Night Pleasure Hotel). Il progetto nasce dalla riscoperta e dalla trasformazione delle primissime canzoni scritte da Alex tra la fine degli anni ’90 e i primi anni Duemila. Tredici brani che sono praticamente ricordi recuperati. Tanti i musicisti ospiti.

Xion “When Stars Collide” (Fireflash Records, 2026)

Gli Xion sono una band Thrash fondata nel 2022, quando alcune componenti erano ancora minorenni. “When Stars Collide” è stato prodotto da Jonas Arnberg, è un ottimo secondo album, nel complesso il risultato è piuttosto orecchiabile e sicuramente riuscirà a conquistare nuovi fans, bravi questi cinque giovanotti svedesi.

Bobbie Dazzle “Star Power” (Rise Above Records, 2026)

“Star Power” è un album strabordante di energia hard rock, classe e fascino, con tutte le carte in regola per mietere ulteriori e meritati consensi, aumentando la notorietà di Bobbie Dazzle, artista cui non difettano teatralità, talento, bellezza e ambizione.

Åskväder “Wax” (Icons Creating Evil Art, 2026)

La rock band svedese Åskväder esce con il terzo disco “Wax” che segna l’inizio di un nuovo capitolo, inaugurato dall’ingresso di Saga Flygare-Täll nel ruolo di cantante e chitarrista, e fotografa una band nel pieno delle proprie forze. Un bel lavoro di rock scandinavo da ascoltare!

Signum Regis “Beyond Spacetime” (Fireflash Records/Edel, 2026)

Torna il gruppo dei Signum Regis, fondato nel 2007. Il loro prossimo nuovo e ottavo album in studio “Beyond Spacetime” un album convincente e potente di power metal melodico contemporaneo.

Bernie Marsden “Stage” (Conquest Music, 2026)

L’ultimo capitolo di questa splendida serie di lavori firmata da Marsden non poteva che essere una celebrazione sua e di tutti quei musicisti che lo hanno accompagnato e influenzato nella sua lunga carriera. Sarai sicuramente a jammare con i più grandi lassù, nel paradiso del rock, arrivederci Bernie.

Chrystal Throne “Chantry Of Sacrifice” (Autoprodotto, 2026)

Da anni non ascoltavo un disco di prog metal anni ’80, certamente derivativo, ma così ben delineato e ricco di valori tecnici e compositivi.

The Jayhawks “Sanctuary Park” (Thirty Tigers, 2026)

Grande ritorno per un gruppo che non ha mai perso la bussola compositiva e ha segnato la storia dell’alternative rock degli ultimi quarant’anni.

The Steel Woods “The Lexington Tapes, live ’17” (Thirty Tigers, 2026)

Peccato che un gruppo di valore assoluto come i The Steel Woods non possano più regalarci grande musica, rimarranno nella leggenda del rock americano così come il loro sfortunato leader.

Feline Melinda “Duets II” (Diotima Records, 2026)

I Feline Melinda celebrano il prestigioso quarantesimo anniversario con un rinnovamento della propria immagine. “Duets II” presenta cinque brani di epoche diverse con nuovi arrangiamenti e voci, proposti in duetto con la cantante Doris Albenberger.

Overwhelm “The Bad Blood Of Humankind” (Autoprodotto, 2026)

Thrash metal classico in questo quarto disco degli Overwhelm, realtà nazionale. Buona autoproduzione e attitudine, testi impegnati: la strada è spianata, ora bisogna correre.

7 Miles To Pittsburgh “Beyond Repair” (M-Theory Audio, 2026)

Tra hard rock e prog rock, il terzo album di questo quintetto, guidato dall’ex Sleeze Beez Andrew Wet, è una piccola gemma che fonde Rainbow, Kansas e tocchi AOR. Che bella sorpresa.

Paul Laine “The Long Road Back” (Frontiers, 2026)

“The Long Road Back” è la confessione di un ragazzo che ha sognato di fare la rockstar, per poi scoprire che il posto più bello, citando il titolo dell’album, è tornare alle origini. Un album di rock melodico carico di passione.

Jovin Webb “Son Of A Sinner” (Blind Pig Records, 2026)

Jovin Webb aveva fatto parlare di sé due anni fa con il debutto “Drifter” e ora, con il nuovo album, conferma la bontà della sua proposta ed il suo talento innato per il padre di tutti i generi.

Invincia “Echoes From The Past” (Escape Music, 2026)

E’ una grande bella sorpresa per me l’ascolto di questo esordio dei finlandesi Invincia. “Echoes From The Past”è un lavoro veramente interessante, fresco ben prodotto, un disco che ti coinvolge dall’inizio alla fine, ogni canzone è guidata da una vera passione per l’heavy metal.

Warren Haynes “Dreams & Songs: A Symphonic Journey” (Provogue Records, 2026)

Vi consiglio di non perdervi l’ennesima pubblicazione firmata da Warren Haynes, una garanzia di altissima qualità nella scena rock mondiale.

Stryper “Throne Of Thorns” (Frontiers Records, 2026)

I pionieri del metal cristiano Stryper tornano con un nuovo capitolo della loro carriera leggendaria. In “Throne Of Thorns” c’è molto heavy metal, ma altrettanta melodia, un ottimo album che si inserisce tra i loro ultimi migliori lavori.

Mason “Edge Of Destruction” (Eonian Records, 2026)

Marcus Mason e il suo gruppo ritornano con il terzo disco “Edge Of Destruction”. Uno dei migliori album AOR del’anno, raffinato e ben costruito.

Dinosaur Jr. “There Near” (Jagjaguwar, 2026)

“There Near” non sposta di una virgola tutto quello che si è detto e scritto sulla band, un manifesto della musica di J Mascis e compagni. Questo è il rock alternativo, questi sono i Dinosaur Jr.

Tygers Of Pan Tang “Electrifyed” (Mighty Music, 2026)

I veterani Tygers Of Pan Tang tornano con un disco compatto, pesante, potente, un nuovo tassello della band che porta avanti la storia con la consapevolezza che il livello qualitativo creativo è di qualità. Il metal classico senza nostalgia.

Europe “Come This Madness” (Silver Lining Music, 2026)

Ottima produzione e tecnica inappuntabile, ma il punto focale sono le canzoni, che sommate insieme formano un ottimo disco che ci (ri)consegna gli Europe del terzo millennio in piena forma.

Janiva Magness “Truth In The Room: Clearmountain Sessions (Blue Elan Records, 2026)

Un album che consiglio a tutti gli appassionati, troverete al suo interno momenti di grande musica, parola di BIR.

Villagers Of Ioannina City “Venceremos” (Napalm Records, 2026)

I Villagers Of Ioannina City sono una realtà da tenere in grande considerazione, coniugano tradizione rock settantiana, con elementi più moderni ispirati dal post rock e dal metal, senza mai perdere di vista la ricerca di linee melodiche. “Venceremos” ne conferma l’ulteriore crescita in fase compositiva.

The Right Reverend Crow “Demokracy Blues” (Need To Know Music, 2026)

Un album da leggere oltre che da ascoltare per apprezzare al meglio i testi di Nathan Bell seguiti da una copertina che la dice lunga sulle intenzioni dei “The Right Reverend Crow”, con in evidenza (oltre a Jimi Hendrix), i due atleti afroamericani Tommie Smith e John Carlos e il loro pugno chiuso durante la premiazione dei 200 metri alle Olimpiadi messicane del ‘68.

Chris Horses & The Slow Smoke “Nowhere Bound” (Devil’s Forks Records, 2026)

nuovo disco “Nowhere Bound” per Chris Horses & The Slow Smoke: un gran disco southen/country un lavoro che merita di essere ascoltato e diffuso, tanta carne al fuoco, bravi Chris Horses & The Slow Smoke

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Greta Van Fleet “Palace For The People” (Republic Records, 2026)

“Palace For The People” è un album maturo nella sua completezza, che omaggia il il rock, il blue e il folk in egual misura e ci consegna una band matura e consapevole che sta lasciando un segno forte nella scena rock di questi anni.

Leadfeather “Cath The Silvertrain” (Autoprodotto, 2026)

I Leadfeather sono una band hard rock britannica che fonde energia grezza guidata da riff e atmosfera anni ’70, questi ep in sei pezzi li conferma su ottimi livelli, tra Led Zeppelin e Black Crowes.

The Band Feel “What Of Now” (Autoprodotto, 2026)

“What Of Now” regala buoni momenti di rock vintage, suonato bene e ottimamente cantato il disco è quindi assolutamente consigliato agli appassionati del genere.

Haerdsmaelta “Haerdrock” (Icons Creating Evil Art, 2026)

Dopo oltre un decennio trascorso a costruire uno degli universi underground più imprevedibili della Svezia, gli Haerdsmalta tornano con “Haerdrock” il loro terzo album, il più imprevedibile e non catalogabile tra le uscite dell’anno. Da ascoltare assolutamente se siete curiosi. Bello!

Pure Reason Revolution “Terrifying Angels” (InsideOut Music, 2026)

I Pure Reason Revolution si confermano in continua evoluzione e ci consegnano un altro ottimo album, che si ascolta tra piacere e stupore.

Robin Trower “Shine” (Provogue Records, 2026)

Per gli amanti della musica di Robin Trower, “Shine” è l’ennesimo capitolo di una carriera eccezionale e lavoro da non perdere assolutamente, parola di Back In Rock.

John Diva & The Rockets Of Love “Your Favorite Drug” (Frontiers Records, 2026)

John Diva & The Rockets of Love sono una band interessante, Questo lavoro è in equilibrio tra raffinatezza e grinta. Perfetto per chi ricerca un sound che aiuta a distarsi, e a cantare senza pensare ai problemi che ci affliggono.

Elysion “Identity” (Massacre Records, 2026)

Vent’anni dopo la loro formazione e dopo tre album in studio, la band greca Elysion, torna con “Identity”. Il disco continua nel territorio consolidato di dark atmospheric metal, con chitarre più pesanti, una produzione più forte e una prospettiva lirica più matura.

In This Moment “Wicth” (Better Noise Music, 2026)

In generale il disco non affonda fino in fondo, ma veleggia fiero e si ascolta con piacere. Forse in studio gli In This Moment hanno già dato il meglio, ma restano comunque una band con un suono personale.

Forbidden “Forbidden” (BLK II BLK Records, 2026)

I Forbidden hanno storie e un bagaglio di esperienze da cui attingere. Tornano dopo 16 anni con il loro thrash old-school misto a groove prog, dimostrando una notevole capacità tecnica e compositiva.

Wasted Wizards “Wake Up Dead” (Scream For Existence, 2026)

Wasted Wizards pubblicano il loro EP di debutto “Wake Up Dead” con cinque brani completamente nuovi che catturano i diversi lati di una band che sta rapidamente sviluppando la propria identità. EP da ascoltare per gli appassionati sia di My Chemical Romance, ma anche per chi ama Hardcore Superstar o Extreme.

“B(l)ack In Time” (Autoproduzione, 2026)

Sebbene il marchio di fabbrica dei Necrodeath rimanga presente e distintivo di una formula portata avanti per quarant’anni, in tutto l’album persiste un sentimento di libertà e sperimentazione che permette di attingere da diversi discorsi musicali legati al metal estremo.

Elektradrive “Live! 40th Anniversary” (Andromeda Relix, 2026)

Un doppio dal vivo clamoroso, che racconta la storia di una grande band e dell’intera scena heavy rock italiana dagli anni ’80 ai giorni nostri. Imperdibile!!

Graveyard “Fever” (Nuclear Blast Records, 2026)

“Fever” riconferma i Graveyard come una delle migliori entità attuali di hard settantiano, proponendo una scaletta di brani ispirati, da ascoltare a volume sostenuto come ottimo antidoto per scacciare rabbia e tensione…

Airbourne “Airbourne” (Spinefarm Records, 2026)

Dopo 25 anni e 6 LP in studio, la macchina hard rock australiana nota come Airbourne, ha registrato un disco iconico, che rappresenta la tradizione consolidata della band, viene portata avanti, attraverso una raccolta di brani ben prodotti e suonati.

Ghost Hounds “Justified” (Maple House Records, 2026)

L’eccellenza è ormai l’asticella su cui il gruppo passeggia con la disinvoltura dei grandi e l’album arriva alla fine del viaggio attraverso un’America più grigia, emozionante e vera di quella che ci presentano i tg della sera di questi tempi, consigliato.

Johnny Winter “The Woodstock Experience” (Floating World/Retroworld, 2026)

Il blues trasformato in pane e pesci per trecentomila persone nella tre giorni più importante della storia del rock, questo è “The Woodstock Experience”. Blues on!

Alex Mari “Origins” (Art Of Melody Music/Burning Mind Music, 2026)

“Origins” è il primo album solista di Alex Mari (cantante dei Night Pleasure Hotel). Il progetto nasce dalla riscoperta e dalla trasformazione delle primissime canzoni scritte da Alex tra la fine degli anni ’90 e i primi anni Duemila. Tredici brani che sono praticamente ricordi recuperati. Tanti i musicisti ospiti.

Xion “When Stars Collide” (Fireflash Records, 2026)

Gli Xion sono una band Thrash fondata nel 2022, quando alcune componenti erano ancora minorenni. “When Stars Collide” è stato prodotto da Jonas Arnberg, è un ottimo secondo album, nel complesso il risultato è piuttosto orecchiabile e sicuramente riuscirà a conquistare nuovi fans, bravi questi cinque giovanotti svedesi.

Bobbie Dazzle “Star Power” (Rise Above Records, 2026)

“Star Power” è un album strabordante di energia hard rock, classe e fascino, con tutte le carte in regola per mietere ulteriori e meritati consensi, aumentando la notorietà di Bobbie Dazzle, artista cui non difettano teatralità, talento, bellezza e ambizione.

Åskväder “Wax” (Icons Creating Evil Art, 2026)

La rock band svedese Åskväder esce con il terzo disco “Wax” che segna l’inizio di un nuovo capitolo, inaugurato dall’ingresso di Saga Flygare-Täll nel ruolo di cantante e chitarrista, e fotografa una band nel pieno delle proprie forze. Un bel lavoro di rock scandinavo da ascoltare!

Signum Regis “Beyond Spacetime” (Fireflash Records/Edel, 2026)

Torna il gruppo dei Signum Regis, fondato nel 2007. Il loro prossimo nuovo e ottavo album in studio “Beyond Spacetime” un album convincente e potente di power metal melodico contemporaneo.

Bernie Marsden “Stage” (Conquest Music, 2026)

L’ultimo capitolo di questa splendida serie di lavori firmata da Marsden non poteva che essere una celebrazione sua e di tutti quei musicisti che lo hanno accompagnato e influenzato nella sua lunga carriera. Sarai sicuramente a jammare con i più grandi lassù, nel paradiso del rock, arrivederci Bernie.

Chrystal Throne “Chantry Of Sacrifice” (Autoprodotto, 2026)

Da anni non ascoltavo un disco di prog metal anni ’80, certamente derivativo, ma così ben delineato e ricco di valori tecnici e compositivi.

The Jayhawks “Sanctuary Park” (Thirty Tigers, 2026)

Grande ritorno per un gruppo che non ha mai perso la bussola compositiva e ha segnato la storia dell’alternative rock degli ultimi quarant’anni.

The Steel Woods “The Lexington Tapes, live ’17” (Thirty Tigers, 2026)

Peccato che un gruppo di valore assoluto come i The Steel Woods non possano più regalarci grande musica, rimarranno nella leggenda del rock americano così come il loro sfortunato leader.

Feline Melinda “Duets II” (Diotima Records, 2026)

I Feline Melinda celebrano il prestigioso quarantesimo anniversario con un rinnovamento della propria immagine. “Duets II” presenta cinque brani di epoche diverse con nuovi arrangiamenti e voci, proposti in duetto con la cantante Doris Albenberger.

Overwhelm “The Bad Blood Of Humankind” (Autoprodotto, 2026)

Thrash metal classico in questo quarto disco degli Overwhelm, realtà nazionale. Buona autoproduzione e attitudine, testi impegnati: la strada è spianata, ora bisogna correre.

7 Miles To Pittsburgh “Beyond Repair” (M-Theory Audio, 2026)

Tra hard rock e prog rock, il terzo album di questo quintetto, guidato dall’ex Sleeze Beez Andrew Wet, è una piccola gemma che fonde Rainbow, Kansas e tocchi AOR. Che bella sorpresa.

Paul Laine “The Long Road Back” (Frontiers, 2026)

“The Long Road Back” è la confessione di un ragazzo che ha sognato di fare la rockstar, per poi scoprire che il posto più bello, citando il titolo dell’album, è tornare alle origini. Un album di rock melodico carico di passione.

Jovin Webb “Son Of A Sinner” (Blind Pig Records, 2026)

Jovin Webb aveva fatto parlare di sé due anni fa con il debutto “Drifter” e ora, con il nuovo album, conferma la bontà della sua proposta ed il suo talento innato per il padre di tutti i generi.

Invincia “Echoes From The Past” (Escape Music, 2026)

E’ una grande bella sorpresa per me l’ascolto di questo esordio dei finlandesi Invincia. “Echoes From The Past”è un lavoro veramente interessante, fresco ben prodotto, un disco che ti coinvolge dall’inizio alla fine, ogni canzone è guidata da una vera passione per l’heavy metal.

Warren Haynes “Dreams & Songs: A Symphonic Journey” (Provogue Records, 2026)

Vi consiglio di non perdervi l’ennesima pubblicazione firmata da Warren Haynes, una garanzia di altissima qualità nella scena rock mondiale.

Stryper “Throne Of Thorns” (Frontiers Records, 2026)

I pionieri del metal cristiano Stryper tornano con un nuovo capitolo della loro carriera leggendaria. In “Throne Of Thorns” c’è molto heavy metal, ma altrettanta melodia, un ottimo album che si inserisce tra i loro ultimi migliori lavori.

Mason “Edge Of Destruction” (Eonian Records, 2026)

Marcus Mason e il suo gruppo ritornano con il terzo disco “Edge Of Destruction”. Uno dei migliori album AOR del’anno, raffinato e ben costruito.

Dinosaur Jr. “There Near” (Jagjaguwar, 2026)

“There Near” non sposta di una virgola tutto quello che si è detto e scritto sulla band, un manifesto della musica di J Mascis e compagni. Questo è il rock alternativo, questi sono i Dinosaur Jr.

Tygers Of Pan Tang “Electrifyed” (Mighty Music, 2026)

I veterani Tygers Of Pan Tang tornano con un disco compatto, pesante, potente, un nuovo tassello della band che porta avanti la storia con la consapevolezza che il livello qualitativo creativo è di qualità. Il metal classico senza nostalgia.

Europe “Come This Madness” (Silver Lining Music, 2026)

Ottima produzione e tecnica inappuntabile, ma il punto focale sono le canzoni, che sommate insieme formano un ottimo disco che ci (ri)consegna gli Europe del terzo millennio in piena forma.

Janiva Magness “Truth In The Room: Clearmountain Sessions (Blue Elan Records, 2026)

Un album che consiglio a tutti gli appassionati, troverete al suo interno momenti di grande musica, parola di BIR.

Villagers Of Ioannina City “Venceremos” (Napalm Records, 2026)

I Villagers Of Ioannina City sono una realtà da tenere in grande considerazione, coniugano tradizione rock settantiana, con elementi più moderni ispirati dal post rock e dal metal, senza mai perdere di vista la ricerca di linee melodiche. “Venceremos” ne conferma l’ulteriore crescita in fase compositiva.

The Right Reverend Crow “Demokracy Blues” (Need To Know Music, 2026)

Un album da leggere oltre che da ascoltare per apprezzare al meglio i testi di Nathan Bell seguiti da una copertina che la dice lunga sulle intenzioni dei “The Right Reverend Crow”, con in evidenza (oltre a Jimi Hendrix), i due atleti afroamericani Tommie Smith e John Carlos e il loro pugno chiuso durante la premiazione dei 200 metri alle Olimpiadi messicane del ‘68.

Chris Horses & The Slow Smoke “Nowhere Bound” (Devil’s Forks Records, 2026)

nuovo disco “Nowhere Bound” per Chris Horses & The Slow Smoke: un gran disco southen/country un lavoro che merita di essere ascoltato e diffuso, tanta carne al fuoco, bravi Chris Horses & The Slow Smoke

Greta Van Fleet “Palace For The People” (Republic Records, 2026)

“Palace For The People” è un album maturo nella sua completezza, che omaggia il il rock, il blue e il folk in egual misura e ci consegna una band matura e consapevole che sta lasciando un segno forte nella scena rock di questi anni.

Leadfeather “Cath The Silvertrain” (Autoprodotto, 2026)

I Leadfeather sono una band hard rock britannica che fonde energia grezza guidata da riff e atmosfera anni ’70, questi ep in sei pezzi li conferma su ottimi livelli, tra Led Zeppelin e Black Crowes.

The Band Feel “What Of Now” (Autoprodotto, 2026)

“What Of Now” regala buoni momenti di rock vintage, suonato bene e ottimamente cantato il disco è quindi assolutamente consigliato agli appassionati del genere.

Haerdsmaelta “Haerdrock” (Icons Creating Evil Art, 2026)

Dopo oltre un decennio trascorso a costruire uno degli universi underground più imprevedibili della Svezia, gli Haerdsmalta tornano con “Haerdrock” il loro terzo album, il più imprevedibile e non catalogabile tra le uscite dell’anno. Da ascoltare assolutamente se siete curiosi. Bello!

Pure Reason Revolution “Terrifying Angels” (InsideOut Music, 2026)

I Pure Reason Revolution si confermano in continua evoluzione e ci consegnano un altro ottimo album, che si ascolta tra piacere e stupore.

Robin Trower “Shine” (Provogue Records, 2026)

Per gli amanti della musica di Robin Trower, “Shine” è l’ennesimo capitolo di una carriera eccezionale e lavoro da non perdere assolutamente, parola di Back In Rock.

John Diva & The Rockets Of Love “Your Favorite Drug” (Frontiers Records, 2026)

John Diva & The Rockets of Love sono una band interessante, Questo lavoro è in equilibrio tra raffinatezza e grinta. Perfetto per chi ricerca un sound che aiuta a distarsi, e a cantare senza pensare ai problemi che ci affliggono.

Elysion “Identity” (Massacre Records, 2026)

Vent’anni dopo la loro formazione e dopo tre album in studio, la band greca Elysion, torna con “Identity”. Il disco continua nel territorio consolidato di dark atmospheric metal, con chitarre più pesanti, una produzione più forte e una prospettiva lirica più matura.

In This Moment “Wicth” (Better Noise Music, 2026)

In generale il disco non affonda fino in fondo, ma veleggia fiero e si ascolta con piacere. Forse in studio gli In This Moment hanno già dato il meglio, ma restano comunque una band con un suono personale.

Forbidden “Forbidden” (BLK II BLK Records, 2026)

I Forbidden hanno storie e un bagaglio di esperienze da cui attingere. Tornano dopo 16 anni con il loro thrash old-school misto a groove prog, dimostrando una notevole capacità tecnica e compositiva.

Wasted Wizards “Wake Up Dead” (Scream For Existence, 2026)

Wasted Wizards pubblicano il loro EP di debutto “Wake Up Dead” con cinque brani completamente nuovi che catturano i diversi lati di una band che sta rapidamente sviluppando la propria identità. EP da ascoltare per gli appassionati sia di My Chemical Romance, ma anche per chi ama Hardcore Superstar o Extreme.

“B(l)ack In Time” (Autoproduzione, 2026)

Sebbene il marchio di fabbrica dei Necrodeath rimanga presente e distintivo di una formula portata avanti per quarant’anni, in tutto l’album persiste un sentimento di libertà e sperimentazione che permette di attingere da diversi discorsi musicali legati al metal estremo.

Elektradrive “Live! 40th Anniversary” (Andromeda Relix, 2026)

Un doppio dal vivo clamoroso, che racconta la storia di una grande band e dell’intera scena heavy rock italiana dagli anni ’80 ai giorni nostri. Imperdibile!!

Graveyard “Fever” (Nuclear Blast Records, 2026)

“Fever” riconferma i Graveyard come una delle migliori entità attuali di hard settantiano, proponendo una scaletta di brani ispirati, da ascoltare a volume sostenuto come ottimo antidoto per scacciare rabbia e tensione…

Airbourne “Airbourne” (Spinefarm Records, 2026)

Dopo 25 anni e 6 LP in studio, la macchina hard rock australiana nota come Airbourne, ha registrato un disco iconico, che rappresenta la tradizione consolidata della band, viene portata avanti, attraverso una raccolta di brani ben prodotti e suonati.

Ghost Hounds “Justified” (Maple House Records, 2026)

L’eccellenza è ormai l’asticella su cui il gruppo passeggia con la disinvoltura dei grandi e l’album arriva alla fine del viaggio attraverso un’America più grigia, emozionante e vera di quella che ci presentano i tg della sera di questi tempi, consigliato.

Johnny Winter “The Woodstock Experience” (Floating World/Retroworld, 2026)

Il blues trasformato in pane e pesci per trecentomila persone nella tre giorni più importante della storia del rock, questo è “The Woodstock Experience”. Blues on!

Alex Mari “Origins” (Art Of Melody Music/Burning Mind Music, 2026)

“Origins” è il primo album solista di Alex Mari (cantante dei Night Pleasure Hotel). Il progetto nasce dalla riscoperta e dalla trasformazione delle primissime canzoni scritte da Alex tra la fine degli anni ’90 e i primi anni Duemila. Tredici brani che sono praticamente ricordi recuperati. Tanti i musicisti ospiti.

Xion “When Stars Collide” (Fireflash Records, 2026)

Gli Xion sono una band Thrash fondata nel 2022, quando alcune componenti erano ancora minorenni. “When Stars Collide” è stato prodotto da Jonas Arnberg, è un ottimo secondo album, nel complesso il risultato è piuttosto orecchiabile e sicuramente riuscirà a conquistare nuovi fans, bravi questi cinque giovanotti svedesi.

Bobbie Dazzle “Star Power” (Rise Above Records, 2026)

“Star Power” è un album strabordante di energia hard rock, classe e fascino, con tutte le carte in regola per mietere ulteriori e meritati consensi, aumentando la notorietà di Bobbie Dazzle, artista cui non difettano teatralità, talento, bellezza e ambizione.

Åskväder “Wax” (Icons Creating Evil Art, 2026)

La rock band svedese Åskväder esce con il terzo disco “Wax” che segna l’inizio di un nuovo capitolo, inaugurato dall’ingresso di Saga Flygare-Täll nel ruolo di cantante e chitarrista, e fotografa una band nel pieno delle proprie forze. Un bel lavoro di rock scandinavo da ascoltare!

Signum Regis “Beyond Spacetime” (Fireflash Records/Edel, 2026)

Torna il gruppo dei Signum Regis, fondato nel 2007. Il loro prossimo nuovo e ottavo album in studio “Beyond Spacetime” un album convincente e potente di power metal melodico contemporaneo.

Bernie Marsden “Stage” (Conquest Music, 2026)

L’ultimo capitolo di questa splendida serie di lavori firmata da Marsden non poteva che essere una celebrazione sua e di tutti quei musicisti che lo hanno accompagnato e influenzato nella sua lunga carriera. Sarai sicuramente a jammare con i più grandi lassù, nel paradiso del rock, arrivederci Bernie.

Chrystal Throne “Chantry Of Sacrifice” (Autoprodotto, 2026)

Da anni non ascoltavo un disco di prog metal anni ’80, certamente derivativo, ma così ben delineato e ricco di valori tecnici e compositivi.

The Jayhawks “Sanctuary Park” (Thirty Tigers, 2026)

Grande ritorno per un gruppo che non ha mai perso la bussola compositiva e ha segnato la storia dell’alternative rock degli ultimi quarant’anni.

The Steel Woods “The Lexington Tapes, live ’17” (Thirty Tigers, 2026)

Peccato che un gruppo di valore assoluto come i The Steel Woods non possano più regalarci grande musica, rimarranno nella leggenda del rock americano così come il loro sfortunato leader.

Feline Melinda “Duets II” (Diotima Records, 2026)

I Feline Melinda celebrano il prestigioso quarantesimo anniversario con un rinnovamento della propria immagine. “Duets II” presenta cinque brani di epoche diverse con nuovi arrangiamenti e voci, proposti in duetto con la cantante Doris Albenberger.

Overwhelm “The Bad Blood Of Humankind” (Autoprodotto, 2026)

Thrash metal classico in questo quarto disco degli Overwhelm, realtà nazionale. Buona autoproduzione e attitudine, testi impegnati: la strada è spianata, ora bisogna correre.

7 Miles To Pittsburgh “Beyond Repair” (M-Theory Audio, 2026)

Tra hard rock e prog rock, il terzo album di questo quintetto, guidato dall’ex Sleeze Beez Andrew Wet, è una piccola gemma che fonde Rainbow, Kansas e tocchi AOR. Che bella sorpresa.

Paul Laine “The Long Road Back” (Frontiers, 2026)

“The Long Road Back” è la confessione di un ragazzo che ha sognato di fare la rockstar, per poi scoprire che il posto più bello, citando il titolo dell’album, è tornare alle origini. Un album di rock melodico carico di passione.

Jovin Webb “Son Of A Sinner” (Blind Pig Records, 2026)

Jovin Webb aveva fatto parlare di sé due anni fa con il debutto “Drifter” e ora, con il nuovo album, conferma la bontà della sua proposta ed il suo talento innato per il padre di tutti i generi.

Invincia “Echoes From The Past” (Escape Music, 2026)

E’ una grande bella sorpresa per me l’ascolto di questo esordio dei finlandesi Invincia. “Echoes From The Past”è un lavoro veramente interessante, fresco ben prodotto, un disco che ti coinvolge dall’inizio alla fine, ogni canzone è guidata da una vera passione per l’heavy metal.

Warren Haynes “Dreams & Songs: A Symphonic Journey” (Provogue Records, 2026)

Vi consiglio di non perdervi l’ennesima pubblicazione firmata da Warren Haynes, una garanzia di altissima qualità nella scena rock mondiale.

Stryper “Throne Of Thorns” (Frontiers Records, 2026)

I pionieri del metal cristiano Stryper tornano con un nuovo capitolo della loro carriera leggendaria. In “Throne Of Thorns” c’è molto heavy metal, ma altrettanta melodia, un ottimo album che si inserisce tra i loro ultimi migliori lavori.

Mason “Edge Of Destruction” (Eonian Records, 2026)

Marcus Mason e il suo gruppo ritornano con il terzo disco “Edge Of Destruction”. Uno dei migliori album AOR del’anno, raffinato e ben costruito.

Dinosaur Jr. “There Near” (Jagjaguwar, 2026)

“There Near” non sposta di una virgola tutto quello che si è detto e scritto sulla band, un manifesto della musica di J Mascis e compagni. Questo è il rock alternativo, questi sono i Dinosaur Jr.

Tygers Of Pan Tang “Electrifyed” (Mighty Music, 2026)

I veterani Tygers Of Pan Tang tornano con un disco compatto, pesante, potente, un nuovo tassello della band che porta avanti la storia con la consapevolezza che il livello qualitativo creativo è di qualità. Il metal classico senza nostalgia.

Europe “Come This Madness” (Silver Lining Music, 2026)

Ottima produzione e tecnica inappuntabile, ma il punto focale sono le canzoni, che sommate insieme formano un ottimo disco che ci (ri)consegna gli Europe del terzo millennio in piena forma.

Janiva Magness “Truth In The Room: Clearmountain Sessions (Blue Elan Records, 2026)

Un album che consiglio a tutti gli appassionati, troverete al suo interno momenti di grande musica, parola di BIR.

Villagers Of Ioannina City “Venceremos” (Napalm Records, 2026)

I Villagers Of Ioannina City sono una realtà da tenere in grande considerazione, coniugano tradizione rock settantiana, con elementi più moderni ispirati dal post rock e dal metal, senza mai perdere di vista la ricerca di linee melodiche. “Venceremos” ne conferma l’ulteriore crescita in fase compositiva.

The Right Reverend Crow “Demokracy Blues” (Need To Know Music, 2026)

Un album da leggere oltre che da ascoltare per apprezzare al meglio i testi di Nathan Bell seguiti da una copertina che la dice lunga sulle intenzioni dei “The Right Reverend Crow”, con in evidenza (oltre a Jimi Hendrix), i due atleti afroamericani Tommie Smith e John Carlos e il loro pugno chiuso durante la premiazione dei 200 metri alle Olimpiadi messicane del ‘68.

Chris Horses & The Slow Smoke “Nowhere Bound” (Devil’s Forks Records, 2026)

nuovo disco “Nowhere Bound” per Chris Horses & The Slow Smoke: un gran disco southen/country un lavoro che merita di essere ascoltato e diffuso, tanta carne al fuoco, bravi Chris Horses & The Slow Smoke