Viviamo tempi difficili in cui una sorta di tutti contro tutti avvelena anche una forma d’arte come la musica, così varia e sfuggente, umiliata da artificiosi confini di genere che portano solo a scontri e non confronti.

Ne fa le spese pure un genere di nicchia come il Doom, amato dagli appassionati ma anche oggetto di divisioni, talvolta da chi vuole solo difendere orticelli dalle dimensioni infinitesimali rispetto a quelle di chi, con la musica, muove mercati da milioni di dollari.

E allora, ecco che in nostro soccorso arrivano realtà da altri mondi, dove il pericolo non sono una voce o una chitarra distorta bensì dischi volanti comandati da ostili soldati alieni, che ci guardano, ci misurano ed aspettano il momento adatto per attaccarci.

E chi meglio dei The Watch Us From The Moon può raccontare gli avvenimenti che porteranno all’estinzione del genere umano, attraverso un magnifico esempio di Doom Metal dalle sfumature Stoner ed Alternative?

They Watch Us From The Moon: il Kansas non è mai stato così alternativo!

Fondato in Kansas cinque anni fa, il sestetto giunge al debutto con questo straordinario primo capitolo Sci-Fi intitolato “Cosmic Chronicles, Act One: The Ascension”.

La proposta del gruppo americano è quanto di più originale, pesante e melodico potrete trovare nella scena odierna, essendo una forma ibrida di Doom Metal che si nutre allo stesso tempo di Stoner, Psichedelia ed alternative metal, uscendone vincitore sotto tutti gli aspetti.

Intanto le vocalist sono due e cantano all’unisono dando profondità ed epicità al sound tanto che, a tratti, lo riveste di camicie in flanella riportandoci ai primi anni novanta per rompere le catene che imprigionavano la Alice di Jerry Cantrell e Layne Staley (“Creeper A.D”).

Il muro sonoro è notevole, le ispirazioni a sfondo psichedelico non mancano e la band sforna una prestazione da applausi per intensità e personalità.

Zakkatron (basso), Angel Adrian (batteria), R.Benjamin Black e The General Shane Thirteen (chitarre e voci) fanno da colonna sonora ai racconti fantascientifici interpretati dalle due sirene spaziali Luna Nemeses e Nova 1001001, per quello che è di fatto il più convincente debutto nel genere per quanto riguarda questo 2023 che va a concludersi.

Un album che va ascoltato con la dovuta calma, assaporando i numerosi dettagli che emergono dal sound di questa straordinaria realtà dell’underground statunitense, in possesso di tutti i numeri per regalare ai fans del genere grandi soddisfazioni anche in futuro, parola di BackInRock.