Torna il musicista, cantautore e attore Ryan Bingham con i suoi The Texas Gentlemen, dopo sette lunghi anni e una fama cresciuta a dismisura dopo la partecipazione alla gallina dalle uova d’oro (parlando di serie televisive) “Yellowstone”, da cui passarono con successo anche gli Whiskey Myers. Sul versante musicale Bingham non è da meno, dimostrando grande talento nel raccontare storie di frontiera grazie ad una composizione che usa tutte le armi a disposizione, dal country, al southern, dall’america pregna di soul music al rock. “They Call Us The Lucky Ones”, non fa che confermare l’ottima qualità della musica proposta, aiutato dai The Texas Gentlemen, ormai una garanzia di collaborazione fruttuosa per il nostro menestrello americano. Le atmosfere seguono il viaggio di Bingham in una frontiera mai così ricca di poesia, gli orizzonti descritti su gioiellini country/roots come “Let The Big Dog Eat” o “Cocaine Charlie” (ballatona da brividi) sono quelli assolati di route perse nel deserto, dove il cantautore cammina ai lati della strada sperando prima poi in un passaggio per arrivare al prossimo locale in cui risuonano “Ballad Of The Texas Gentlemen” e “Blue Skies”, altri due brani che fanno dell’album un’imperdibile raccolta di canzoni che portano con se l’essenza del rock americano. Tra canzoni più ariose ed altre dove il senso di tragica disperazione è palese, “They Call Us The Lucky Ones” scorre come il letto di un fiume da attraversare in sella al proprio stallone, grati di essere ancora vivi, dopo l’ennesima avventura tra il Canyon e i polverosi sentieri della frontiera. Ryan Bingham si conferma come cantore di un’America più vera, seguendo le orme dei grandi autori del passato, bravo.