Azrael “Clockwork Abyss” (autoproduzione, 2026)

In giro dalla fine degli anni ’80, i liguri Azrael vantano una lunga storia sempre a base di metal classico, tra cover e pezzi originali. Dopo aver chiuso l’avventura a metà del decennio successivo, oggi tornano guidati dal chitarrista originale Andy Lijoi, sotto forma di sestetto a due chitarre e con tastiere, con una line up solida, e un ep che di fatto rappresenta il loro debutto ufficiale. “Clockwork Abyss”, ci presenta cinque brani assolutamente maturi, che fondono più anime metal, dal classico a certe atmosfere svedesi più melodiche, spinte da tanta energia anche nei suoni e nella produzione, elaborata in autonomia. Ascoltate “Chinatown” e ditemi se non pensate alla scuola Treat e Bad Habit, mentre ““My Lost Delight” è vicina ai Crimson Glory più magniloquenti. Complimenti ragazzi. (Gianni Della Cioppa)

Sconfitta “Essere nessuno” (autoproduzione, 2026)

Sette pezzi aspri e senza compromessi, decisi come un pugno nello stomaco. Un suono che evoca Prong e certo crossover a cavallo tra anni ’80/’90 con le chitarre in primo piano e un cantato sgraziato e efficace, notevole il supporto della ritmica, che rende originale la proposta. Bella la confezione, un digipack a tre ante, per un cd, come dicono le note di copertina, che si poteva anche rubare, ma se vi serve qualcosa di esibire sul cruscotto della macchina funziona bene. Spirito punk fino in fondo. (Gianni Della Cioppa)

Alcstones “Skeletons And Dolls” (autoproduzione, 2025)

Band veronese che torna a farsi viva con una formazione allargata a quattro, con l’ex Methodica Marco Baschera come seconda chitarra, che si aggiunge a Cristina Bonamini, batteria; Matteo pozza, chitarra e Luca Avesani, voce e asso. Lo stile, pur rimanendo ancorato ad un heavy rock diretto e immediato, in queste sei tracce suona più elaborato, allargando lo spettro stoner degli esordi, con contaminazioni elaborate, con influenze dei Mastodon. Il cerchio trova però un punto di rottura nei fraseggi di blues moderno di “Insanity And Serenety”, il pezzo più coraggioso del lotto. (Gianni Della Cioppa)


Elle “Silent search of spring” (Urtovox, 2026)

Arrivano al terzo album gli Elle romani (da non confondersi con gli omonimi torinesi al debutto qualche mese fa, nda), e ci colpiscono ancora una volta con il loro pop folk sofisticato, che profuma di Tori Amos e Tom Waits contaminati da atmosfere alla 4AD. Irresistibili gli intrecci vocali di Danilo Ramon Giannini, che scrive tutti i testi e Miriam Fornari, che si occupa anche delle parti di sintetizzatori, completano il gruppo Marco Calderano alla chitarra e Giovanni Lafavia alla batteria. I brani si muovono con un’atmosfera autunnale che affascina e ci trascina verso pensieri di nostalgia. In una proposta di ottimo livello, vi segnalo “Truth”, il brano che preferisco, sorta di Boléro acustica, che si muove tra post rock e ballata folk, con intrecci vocali che colpiscono il cuore. (Gianni Della Cioppa)