Attivo sin dalla fine degli anni ’70, Mirko DeFox è uno dei personaggi totalmente a 360 gradi all’interno della musica: cantante con gli X-Hero e tante altre realtà, discografico, produttore, oragnizzatore di eventi e molto altro (leggete la biografia dettagloata in fondo all’intervista), oggi si è prestato a rispondere alle

Quando hai scoperto l’amore per la musica? Credo attorno ai 10 anni di età. Mio fratello Remi aveva già sedici e quindi attraverso gli amici, la sua compagnia, portava a casa un sacco di dischi, di tutti i generi. Praticamente tutto ciò che si poteva leggere su “Ciao 2001” e su “Music”, le classifiche, le recensioni, lo trovavo in casa mia, anzi risuonava nella cameretta di mio fratello. Proviamo ad immaginare le novità in campo prog italiano, ho sempre ascoltato il Banco, i Goblin, la PFM, le Orme, gli Area, il Rock anglosassone da David Bowie ai Pink Floyd, dai Queen ai Led Zeppelin fino ai Deep Purple e Genesis. Insomma una infinità di musica. Anche mio papà ha influenzato il mio percorso artistico, lui amava leggere e comprava in edicola molte riviste, dall’”Intrepido” a il “Monello”, da “Boy Music” a “Bliz”, da “Skorpio” a “Lancio Story”, in tutti questi albo potevi trovare oltre ai fumetti anche interviste e special sulla musica Rock e non solo.

Il desiderio di suonare (o cantare) quando nasce? Hai un ricordo particolare da regalarci? Nel 1978 ho ascoltato gli Scorpions con il loro iconico album live “Tokyo Tapes” e “Double live Gonzo” di Ted Nugent e me ne innamorai. Sentire quel suono ruvido, potente, diretto ed emozionale, il pubblico che si esalta scalpitando, credo che quella è stata la scintilla che mi ha portato all’idea di fondare una rock band, in questo caso gli Axe Hero.

Il primo disco che rammenti di aver acquistato con i tuoi soldi? Sono quasi certo che si tratti del primo album degli Iron Maiden e “Strong arm of the law” dei Saxon. In seguito ne sono arrivati almeno un’altro migliaio. Quindi “schei” ne ho spesi molti per amore del Rock!

Il tuo musicista/cantante preferito? E perché? Il mio artista preferito, senza alcun dubbio, è David Bowie. Dal primissimo ascolto, mi ha conquistato non solo per come cantava, ma per come vestiva ogni sua canzone. Era un interprete totale: la voce, i testi, la presenza scenica, il look, persino l’artwork delle copertine. Niente in lui era lasciato al caso. Bowie non faceva solo musica: costruiva galassie. Ed è proprio questa cura ossessiva per ogni dettaglio a renderlo unico, un vero innovatore, un’icona. La cosa che mi spezza il cuore è pensare a quanto ancora avrebbe potuto regalare. Se n’è andato troppo presto, quando aveva ancora così tanta arte da sputare fuori. Per me resterà per sempre insostituibile.

I gruppi/artisti che ami di più, a cui perdoni anche i passi falsi. Il perdono, per me, non è un atto di generosità: è logica. Quando un artista o una band hanno decenni di carriera sulle spalle, è fisiologico che non siano più performanti come ai bei tempi. E allora sì, ho amorevolmente perdonato tutti i dinosauri che ancora calcano i palchi: Scorpions, Saxon, Iron Maiden, Judas Priest, Styx, Cheap Trick, Deep Purple, Yes. Ma attenzione: non li perdono perché ne ho pietà. Li perdono perché la musica di oggi, quella che ascoltiamo e produciamo, sta in piedi grazie alle fondamenta che loro hanno messo. La storia della musica contemporanea deve tributare a queste band non un saluto di cortesia, ma un inchino dovuto. Perché quello che hanno lasciato in eredità all’umanità non sono solo canzoni: è un intero modo di sentire il rock, la potenza, la melodia, la ribellione. E quella roba lì non invecchia mai.

Un regalo ai nostri lettori: una band del passato per te ingiustamente poco conosciuta e una nata in questo millennio, anche famosa, che ami.

Parto dal passato. E potrei fare una lista lunga così, ma mi limito a due nomi che in Italia non hanno mai avuto quel che meritavano: colpa della distribuzione, colpa della promozione, colpa di un mondo che non era pronto. Parlo dei Pavlov’s Dog e dei Mother’s Finest. Due gruppi mostruosi, capitanati da voci fuori dal comune: David Surkamp, Baby Jane Kennedy, Glenn Murdock. Li ho amati ieri, li amo oggi. Li ascolto ancora e ogni volta scopro qualcosa di nuovo. Veniamo al nuovo millennio. Qui sono impazzito per un progetto che forse in pochi conoscono: i G.o.a.s.t.t. – Ghost of a Saber Tooth Tiger. Il progetto ammaliante di Sean Lennon e Charlotte Kemp Muhl. Perché li amo? Perché i loro album profumano di Pink Floyd, cantano melodie alla Beatles, e poi si perdono in psichedelie visionarie che ti stregano dalla prima all’ultima traccia. Hanno avuto un discreto riscontro, ma secondo me avrebbero meritato molto, molto di più. Molto di più. Ecco. Questo è il mio regalo. Ascoltateli. E poi ditemi se avevo torto.

Tre concerti che porti nel cuore. E uno che ti ha deluso. Nostalgicamente sono stato travolto nel 1981 dal concerto degli Scorpions in quel di Bolzano nel loro “Blackout tour”, impossibile dimenticare i Motorhead a Brescia nel 1983 e Dave Lee Roth con Vai e i fratelli Bisonette a Milano nel 1988. La delusione? Forse il Banco che ho visto al Teatro romano di Verona qualche anno fa.

Tre dischi in cui hai suonato/cantato, che dobbiamo ascoltare per forza e perché? Lo so, sembra una risposta da provocatore. Ma la verità è che io sono sempre proteso verso il futuro. Il passato mi ha formato, ha gettato le fondamenta di quello che sono oggi come musicista, come cantante, come produttore. E proprio per questo, adesso posso guardare avanti con la certezza di avere qualcosa di importante da dire. Il fatto è questo: ho già tutto pronto. Il ritorno degli X-Hero è imminente, e sarà un colpo. Ma non solo. Ci sono altri progetti all’orizzonte, e anche un percorso solista che mi sta prendendo anima e corpo. Credo che queste prossime mosse discografiche avranno un impatto vero, di quelli che lasciano il segno. Quindi sì, i tre dischi che dovete ascoltare per forza non sono ancora usciti. Ma quando usciranno, lo saprete. E io sarò lì a dirvi: “Ve l’avevo detto”.

Il momento più emozionante che hai vissuto sul palco? Rimane tutt’ora il concerto come opener che con X-Hero abbiamo fatto per i Saxon a Verona. Ma ricordo con grande piacere il festival a Padova con gli Axe Hero organizzato dalla fanzine Fireball di Antonio Ferro.

Ci consigli un paio di libri e/o biografie musicali che hai apprezzato e che dobbiamo leggere anche noi.  Il primo consiglio per un libro è certamente “Italian Metal Legion” di Gianni Della Cioppa, imperdibile e monumentale per comprendere cosa è stato il metallo italiano. Deve ancora uscire ma il mio “Star Child – The N.W.O.B.H.M. chronicles of Mike “Star Child” O’Connor”  sarà un progetto multimediale unico, che unisce narrativa, musica e storia, pensato per far rivivere le emozioni di un’era irripetibile come quella nata negli anni 80 nella terra d’Albione. Grazie ai QR code presenti nel libro, i lettori potranno ascoltare ogni brano corrispondente al capitolo, creando un’esperienza immersiva unica tra parole e musica.

Cosa rispondi a chi afferma che il rock è morto? La mia risposta è secca e perentoria: Il Rock è immortale!

Come vorresti essere ricordato come artista?

Mi ritengo un Artista multidisciplinare, produttore discografico, autore e performer, ho sviluppato una ricerca che attraversa musica, parola e immaginario, costruendo un linguaggio personale capace di fondere dimensioni apparentemente distanti: suono e silenzio, tecnologia e visione, istinto e struttura. Ho esplorato forme espressive diverse che si contaminano e si trasformano.

Una risposta non scontata sarebbe gradita: per te cos’è la musica? La musica? Per me non è solo il ritmo della vita. È l’unico modo che ho per tenere il mondo fuori dalla testa mentre lo faccio entrare nel petto. Quell’innata frenesia e urgenza non è un’emozione: è un battito che parte dai piedi, sale alle dita e ti costringe a muoverti, cantare, sporcarti. Da produttore, imparo che la musica è disciplina dell’istinto: sai quando entrare, quando stare zitto, quando il silenzio vale più di mille note. Da performer, è la vertigine di regalare un pezzo di te a sconosciuti e vederli restituirtelo in un applauso, in una lacrima, in un grido. Diventa vitale quando smetti di suonare per piacere e inizi a farlo per respirare. Sul palco non reciti: sanguini ritmo. E se la gente lo sente, allora hai fatto centro.

Due foto degli Axe Hero degli anni ’80

Biografia – Mirko DeFox Galliazzo

Mirko DeFox Galliazzo, nato l’8 aprile 1964 a Negrar (Lessinia), Verona, è un musicista, autore, produttore e figura storica della scena Rock e Heavy Metal italiana. Attivo fin dagli anni ’80, è conosciuto come frontman, cantante e autore dei testi della band Heavy Metal Axe Hero, successivamente X-Hero, contribuendo alla diffusione del metal italiano sin dalle prime fasi del movimento underground europeo.

Il suo percorso musicale prende forma nei primi anni ’80, quando fonda insieme ai fratelli Davide e Remi il gruppo Axe Hero, una delle prime realtà della New Wave Of Italian Heavy Metal (nota anche come Italian Way Of Metal). La band ottiene anche un contratto discografico con una label americana chiamata King Klassic Records. Fin dagli esordi, Mirko si distingue per la sua attitudine creativa e per una forte identità artistica.

Nel corso degli anni 80, importanti riviste musicali internazionali e nazionali hanno pubblicato recensioni e interviste dedicate agli Axe Hero e X-Hero, tra cui Aardshock America (USA), Metal Forces (UK), Shock Power (Germania), oltre a testate italiane storiche come Ciao 2001, Tutti Frutti, Metal Shock, Rockerilla, HM, Flash e Classix. Inoltre importanti trasmissioni radiofoniche con programmi come Rai Stereodrome e Radio Peter Flowers.

Sul finire degli anni ’80 amplia la propria attività diventando autore di testi e paroliere per diversi progetti musicali, lavorando prevalentemente nei generi Rock, Prog e Metal, mettendo la sua esperienza al servizio della scrittura e della produzione artistica.

Nei primi anni ’90, a Roma, entra nei Lunatic Studios di Paul Mazzolini, in arte Gazebo, per registrare il secondo album degli X-Hero. Durante le sessioni in studio collabora con il talentuoso e visionario Richard Benson, figura iconica del rock chitarristico italiano, che si occupa della cura dei suoni.

In quegli anni consegue il titolo professionale presso la SIAE (Società Italiana Autori ed Editori), certificando la propria qualifica di autore nel repertorio musicale italiano. Attualmente è associato a Soundreef, ente riconosciuto dall’Intellectual Property Office del Regno Unito.

Parallelamente all’attività musicale, sviluppa competenze professionali nel settore dell’editoria e della produzione musicale, ricoprendo ruoli di art director e responsabile di progetti editoriali presso realtà italiane come Emmeciesse Music Publishing e A.M.Song & Music. In questi contesti si occupa di direzione artistica e gestione delle edizioni musicali.

La sua carriera si arricchisce ulteriormente attraverso attività di produzione, direzione artistica, promozione e management musicale. Ha operato come executive producer per etichette quali DeFox Records e Heart Of Steel Records, contribuendo alla pubblicazione e ristampa di lavori storici del Rock e dell’Heavy Metal.

Nel corso delle sue produzioni ha collaborato, direttamente o indirettamente, con artisti di fama internazionale tra cui Steve Lukather (Toto), Paul Di’Anno (Iron Maiden), Don Dokken, Richie Kotzen (Poison), Doug Aldrich (Whitesnake), Timothy Drury (Eagles), Marco Mendoza (Dead Daisies, Ted Nugent), Doug Wimbish (Living Colour), George Lynch, Reb Beach, Atma Anur e Terri Ilous.

Tra le sue esperienze più significative figura la fondazione e direzione di associazioni culturali come Artisti No Limits, attraverso cui promuove progetti legati a musica, arte, sport e comunicazione, coordinando network editoriali multilingue e iniziative dedicate al collezionismo musicale.

È inoltre tra i pionieri della divulgazione online della musica rock italiana, avendo creato piattaforme come Rockitaly.com, MusicaFollia.com e Strillostrano, veri e propri punti di riferimento per magazine ed enciclopedie digitali dedicate al rock e al metal nazionale. A queste attività affianca l’organizzazione di eventi, festival, convention e mostre tematiche.

Tra i progetti ideati spicca il festival rievocativo “80’S ITALIAN METAL LEGION / ATTACK”, che ha riportato sul palco band storiche degli anni ’80, contribuendo alla riscoperta della scena underground italiana. Ha inoltre ideato eventi come VenetoRock Festival, Collezionando, Musica Viva, Rock Tremila, Countdown Music Contest.

Nel corso della sua carriera si è cimentato anche nella regia di videoclip musicali e nella realizzazione di colonne sonore per film, ampliando ulteriormente il proprio raggio creativo nel campo audiovisivo.

Il suo impegno si estende anche alla tutela e valorizzazione della memoria storica del rock italiano, attraverso la creazione dell’Archivio Nazionale della Musica Rock Italiana: una vasta raccolta che include CD, demo tape, audiocassette, fanzine, libri, riviste e memorabilia d’epoca come flyer, manifesti e materiali promozionali.

Negli ultimi anni ha promosso numerose iniziative discografiche su supporto fisico CD, sostenendo la scena underground tramite compilation come Area Sismica e Roccaccio, dedicate alla valorizzazione di artisti emergenti.

Parallelamente, si dedica alla scrittura di articoli, retrospettive e contenuti editoriali pubblicati sui blog del network DVLGator Bureau, in particolare su Best Magazine e Best Star Magazine. Ha ideato l’iniziativa Faakcoronavirus,un progetto no-profit di raccolta e diffusione di messaggi positivi attraverso un e-book (che a superato il milione di views) e lanciati da artisti, musicisti, operatori del mondo dello sport, intrattenimento, cultura, arte e media comunicazione. Tra gli artisti spiccano le partecipazioni di: Leo Lyons – Bassista storico dei Ten Years After, Aldo Nova – cantante, chitarrista e produttore con Grammy Awards, Peter Godwin – Cantante/songwriter della band Metro, Phil Palmer – Chitarrista//songwriter con Dire Straits, Iaia De Capitani – regista, coreografa e produttrice italiana, manager della PFM.

Negli ultimi tempi ha intrapreso anche un percorso nella narrativa, con diverse pubblicazioni di romanzi previste in formato cartaceo nel corso del 2026.

La carriera di Mirko DeFox Galliazzo si distingue per una continuità rara: un impegno costante nella musica, nell’editoria e nella promozione culturale, guidato da una visione autentica e da una profonda passione per il Rock e tutte le forme artistiche.

Biography – Mirko DeFox Galliazzo

Mirko DeFox Galliazzo, born on April 8, 1964, in Negrar (Lessinia), Verona, Italy, is a musician, author, producer, and a historical figure in the Italian Rock and Heavy Metal scene. Active since the early 1980s, he is best known as the frontman, vocalist, and lyricist of the Heavy Metal band Axe Hero, later known as X-Hero, contributing to the spread of Italian metal from the earliest stages of the European underground movement.

His musical journey began in the early 1980s when he founded Axe Hero together with his brothers Davide and Remi, one of the first bands of the New Wave Of Italian Heavy Metal (also known as the Italian Way Of Metal). The band also secured a recording deal with an American label. From the very beginning, Mirko stood out for his creative attitude and strong artistic identity.

During the 1980s, major international and national music magazines published reviews and interviews dedicated to Axe Hero and X-Hero, including Aardshock America (USA), Metal Forces (UK), Shock Power (Germany), as well as historic Italian publications such as Ciao 2001, Tutti Frutti, Metal Shock, Rockerilla, HM, Flash, and Classix. The band also gained exposure through important radio programs such as Rai Stereodrome and Radio Peter Flowers.

In the late 1980s, he expanded his activity by becoming a lyricist and songwriter for various musical projects, mainly within the Rock, Progressive, and Metal genres, bringing his experience into songwriting and artistic production.

In the early 1990s, in Rome, he entered the Lunatic Studios of Paul Mazzolini, also known as Gazebo, to record the second X-Hero album. During the studio sessions, he collaborated with the talented and visionary Richard Benson, an iconic figure in Italian rock guitar, who handled the sound production.

During the same period, he obtained his professional qualification from SIAE (Italian Society of Authors and Publishers), certifying his status as a recognized author in the Italian music repertoire. He is currently affiliated with Soundreef, an organization recognized by the UK Intellectual Property Office.

Alongside his musical activity, he developed professional expertise in music publishing and production, working as an art director and project manager for Italian companies such as Emmeciesse Music Publishing and A.M.Song & Music, where he handled artistic direction and publishing management.

His career further expanded through activities in production, artistic direction, promotion, and music management. He has worked as an executive producer for labels such as DeFox Records and Heart Of Steel Records, contributing to the release and reissue of historic Rock and Heavy Metal works.

Throughout his productions, he has collaborated, directly or indirectly, with internationally renowned artists including Steve Lukather (Toto), Paul Di’Anno (Iron Maiden), Don Dokken, Richie Kotzen (Poison), Doug Aldrich (Whitesnake), Timothy Drury (Eagles), Marco Mendoza (Dead Daisies), Doug Wimbish (Living Colour), George Lynch, Reb Beach, Atma Anur, and Terri Ilous.

Among his most significant experiences is the founding and direction of cultural associations such as Artisti No Limits, through which he has promoted projects related to music, art, sports, and communication, coordinating multilingual editorial networks and initiatives dedicated to music collecting.

He is also among the pioneers of online promotion of Italian rock music, having created platforms such as Rockitaly.com, MusicaFollia.com, and Strillostrano—key reference points for digital magazines and encyclopedias dedicated to Italian rock and metal. Alongside these activities, he has organized events, festivals, conventions, and thematic exhibitions.

Among his projects stands out the revival festival “80’S ITALIAN METAL LEGION / ATTACK,” which brought historic 1980s metal bands back to the stage, contributing to the rediscovery of the Italian underground scene. He has also created events such as VenetoRock Festival, Collezionando, Musica Viva, Rock Tremila and Countdown Music Contest.

Throughout his career, he has also ventured into directing music videos and composing soundtracks for films, further expanding his creative scope into the audiovisual field.

His commitment also extends to preserving and promoting the historical memory of Italian rock through the creation of the Archivio della Musica Rock Italiana, a vast collection including CDs, demo tapes, audiocassettes, fanzines, books, magazines, and vintage memorabilia such as flyers, posters, and promotional materials.

In recent years, he has promoted numerous physical CD releases, supporting the underground scene through compilations such as Area Sismica and Roccaccio, aimed at showcasing emerging artists.

At the same time, he is dedicated to writing articles, retrospectives, and editorial content published on the blogs of the DVLGator Bureau network, particularly on Best Magazine and Best Star Magazine.

He also conceived the initiative Faakcoronavirus, a non-profit project aimed at collecting and sharing positive messages through an e-book (which has surpassed one million views), contributed by artists, musicians, and professionals from the worlds of sports, entertainment, culture, art, and media communication.

Notable contributors include Leo Lyons – historic bassist of Ten Years After, Aldo Nova – singer, guitarist, and Grammy Award-winning producer, Peter Godwin – singer/songwriter of the band Metro, Phil Palmer – guitarist/songwriter known for his work with Dire Straits, and Iaia De Capitani – Italian director, choreographer, and producer, as well as manager of PFM.

.More recently, he has also embarked on a literary path, with several novels scheduled for print publication in 2026.

Mirko DeFox Galliazzo’s career stands out for its rare continuity: a constant commitment to music, publishing, and cultural promotion, driven by an authentic vision and a deep passion for Rock and all forms of artistic expression.