Gli  Spread Eagle band hard rock di New York  nata a fine degli anni 80, sono pronti a pubblicare il loro quarto album in studio, dopo sette lunghi anni dal loro album “Subway to the Stars” .Rispetto ai dischi precedenti Ray West sembra aver abbandonato i falsetti e i toni più acuti per tonaltà più dure e grezze. Dal punto di vista strumentale la band conferma la sua attitudine grezza e stradaiola. La band ha descritto il nuovo disco come “un corpus di canzoni carico di emotività e musica che mostra una padronanza unica di potere, dinamica e melodia. Abbiamo sfruttato l’energia di anni di tour ininterrotti e l’abbiamo trasformata in un album metal/punk e emozionante”. “Liricamente, “The Brutal Divine” ci sfida a mettere in discussione le nostre opinioni e a chiederci se siamo davvero così liberi di pensare come potremmo credere. Una volta posta questa domanda, l’album progredisce verso messaggi edificanti di speranza e comunità” Il chitarrista Gianmaria “Jommy” Puledda infonde al disco riff affilati come rasoi e armonie elevate, mentre Rob De Luca (basso, voce) e Rik De Luca (batteria) formano una spina dorsale ritmica fragorosa che guida ogni brano con autorità e groove. Prodotto da Rob De Luca, “The Brutal Divine” cattura la band nel suo momento più concentrato e dinamico – fondendo le radici classiche dell’hard rock con un tono più oscuro e pesante. L’album trasmette l’intensità e l’autenticità che hanno messo i Spread Eagle sulla mappa, mostrando al contempo una band che continua a evolversi senza perdere la propria identità. “Flat Earth Vultures” che apre il disco mostra un attitudine che si è persa un po per strada durante questi anni , la band riesce a stilare riff potenti e affilati conditi da un groove ammaliante. Altro brano da segnalare è sicuramente “Gunflower” la sezione ritmica martellante ci colpisce con entrambe le canne mentre i solidi rullanti picchiano forte e veloce. I riff corrono e ci danno quello che vogliamo sentire, “Inside A Shrunken Head” ci fa sentire l’anima punk del gruppo. “Makebeliever “ che chiude il disco è un pezzo che rispecchia il disco proposto, marcio e oscuro che cambia marcia e raddoppia ad un certo punto. Questo album può essere apprezzato sia dai nuovi che dai vecchi fan, la band ha ancora spazio per crescere, la scrittura è solida ben arrangiata: un buon disco hard rock vecchia maniera.

Tracklist:

1.    Flat Earth Vultures
2.    Street Noise
3.    Gunflower
4.    Jail Rat
5.    Forbidden Local Honey
6.    Pushed To The Limit
7.    Ant Farm
8.    Scars In Our Eyes (City Kids)
9.    Inside A Shrunken Head
10.    Makebeliever

Line Up:
Ray West – Lead Vocals
Gianmaria “Jommy” Puledda – Guitars and Vocals
Rob De Luca – Bass and Vocals
Rik De Luca – Drums