Nati da una costola dei leggendari Savoy Brown, tornano con il loro diciassettesimo album gli storici rockers britannici Foghat.

Dal 1970 il loro Blues/Boogie Rock ha attraversato più di cinquant’anni di musica tra numerose rivoluzioni nella line up, lutti e grandi album, diventando un punto di riferimento per gli appassionati con il Rock nel cuore e sempre meno capelli in testa.

Oggi la band può contare su uno dei membri fondatori, il batterista Roger Earl, affiancato da Bryan Bassett alla chitarra e al basso (Molly Hatchet, Wild Cherry), Rodney O’Quinn alla voce e alla chitarra (Pat Travers band) e Scott Holt alla chitarra (Buddy Guy), cantante dei Earl & The Agitators, progetto parallelo di Roger Earl.

I Foghat del 2023: non siamo qui per nostalgia!!

Con questa straordinaria line up, il nuovo “Stuck Mojo” non può che essere un disco entusiasmante sotto tutti i punti di vista.

Il songwriting risulta fresco e convincente, le performance di assoluto valore e con una scaletta di brani che non lasciano spazio a dubbi sulla forma del quartetto, che fin dall’opener “She’s A Little Bit Of Everything dà sfoggio della sua padronanza del genere.

Su tre di queste canzoni c’è la mano di Kim Simmonds, il leggendario leader dei Savoy Brown scomparso recentemente, mentre troviamo anche le cover di “Mean Women Blues”, scritta da Claude Demetrius, “Let Me Love You Baby” di Willie Dixon, “How Many More Years” del grande Howlin’ Wolf, “Song For The Life” dall’autore Country Rodney Crowell, “She’s Dynamite” di B.B King e il classico di Chuck Berry “Promised Land, che chiude il disco.

Nel mezzo un lotto di ottimi brani, interpretati alla grande da Earl e soci che sguazzano tra atmosfere Country, Southern, Blues e quel Boogie Rock che li ha resi famosi in tutto il mondo.

“Stuck Mojo” è quindi un album consigliato, opera di una band che riesce a divertire ancora malgrado i tanti anni di storia alle spalle. Rock On!