BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

The Beatles “Beatles ’64” (Apple Corps, 2024. Piattaforma Disney Channel)

Non l’ennesimo documentario, ma un viaggio nel backstage dei Beatles mentre, tra sorrisi e capolavori, stavano conquistando il mondo. Imperdibile!!

Stone Whiskey “Scream For Rock” (Kivel Records, 2024)

“Scream For Rock” è il disco perfetto per i fans di Guns N’ Roses, Jackyl, Lynyrd Skynyrd e della scena rock’n’roll degli anni Ottanta. Consigliato.

The Sheepdogs “Hell Together” (Right On Records, 2024)

Un ep che conferma la scelta di Ewan Currie di percorrere sentieri blues psichedelici e folk rock. In attesa di un album intero, è un bel sentire.

Bruce Springsteen & The E Street Band “Road Diary” (Columbia, 2024. Piattaforma Disney Channel)

“Road Diary” non è un film concerto, è la porta che si apre sui segreti che la E Street Band finora aveva sempre mantenuto in un’aura di leggenda.

Cigar Box Band “Time To Go” (M&O Music, 2024)

I brasiliani Cigar Box sono un trio da seguire con attenzione, soprattutto se amate l’hard rock con influenze blues e southern.

Lions In The Street “Moving Along” (Interior Castle Music, 2024)

Classic rock tra hard, blues e southern per il secondo album di questa promettete band canadese!

Raven Sad “Polar Human Circle” (AMS, 2024)

“Polar Human Circle” è un album bello, intenso ed affascinante, parzialmente slegato dal passato della band, ma che offre il punto di incontro tra prog classico ed una visione attuale.

Ulver “Liminal Animals” (House Of Mythology, 2024)

Gli Ulver meritano il massimo rispetto per l’arte che ci offrono e che non smette di sorprenderci. Che si tratti di metal o meno è solo un dettaglio.

Storace “Live And Let Live + Bonus Live Album” (Frontiers Records, 2024)

La Frontiers approfitta della recente uscita di “Crossfire” del cantante dei Krokus, lo svizzero-maltese Marc Storace per ristampare il suo debutto solista, “Live And Let Live” del 2021 con l’aggiunta di un secondo cd bonus dal vivo.

Anciients “Beyond The Reach Of The Sun” (Season Of Mist, 2024)

Un album da avere assolutamente se siete amanti della musica progressiva che non ha barriere e confini.

Estra “Gli Anni Venti” (MoonMusic/Freecom, 2024)

C’era bisogno di un disco così: crudo, diretto, pieno di significati, che getta un’ancora di salvezza al rock italiano. Insieme si può!!

Tygers Of Pan Tang “Animal Instinct” (Mighty Music, 2024)

I Tygers Of Pan Tang non si fermano mai. Ecco una nuova versione di “Animal Instinct” rispettosa dell’originale, ma che ne migliora il suono e la produzione. E che copertina!!

Hamish Anderson “Electric” (Hamish Anderson, 2024)

L’australiano Hamish Anderson firma un album bello e interessante, consigliato a tutti quelli che amano il buon rock, privo di etichette, ma con tanta anima!

Vern Daysel & The Burning Breeze “Round Up The Wagons” (Willow Creek Records, 2024)

Ottimo lavoro e una vera gradita sorpresa questo album del chitarrista sudafricano Vern Daysel con la sua band. Se siete amanti del classic rock dalle tinte southern, fatevi avanti!

Frost* “Life In The Wires” (InsideOut, 2024)

I Frost* pubblicano un album, il quinto, splendido, che ci riconcilia con il significato attuale di rock progressivo.

Chrysalïd “Breaking The Chains” (Rockshots, 2024)

Nostalgia del puro heavy metal? “Breaking The Chains” è il disco con cui farete pace con i ricordi.

Blue Öyster Cult “50th Anniversary Live : Third Night (2CD+DVD)” (Frontiers Records, 2024)

Arriva “Third Night” l’ultima puntata dell’album dal vivo che celebra il 50esimo anniversario della grande band americana, Blue Öyster Cult.

Illusion Force “Halfana” (Frontiers Records, 2024)

Arriva anche in Europa la band power metal giapponese Illusion Force, con il loro power velocissimo mischiato ad una storica danza giapponese.

Venus In Vegas “Back In Sin” (Golden Robot Records/Robot Distro, 2024)

Venus In Vegas: una nuova realtà si è affacciata sul mondo del rock duro tricolore, non lasciatevela sfuggire.

Pearl Jam “Gigaton” (Monkeyrench, Republic, 2020)

Inauguriamo la rubrica “Vicini, ma lontani” con lo scopo di riascoltare dischi importanti, di successo, da culto o poco noti, ma chiacchierati, usciti qualche anno fa e di verificare che effetto ci fanno. Partiamo con “Gigaton” dei Pearl Jam

Nirnaeth “Il Paradiso non è altrove” (Andromeda Relix, 2024)

Tecnici, ma mai esibizionisti, veloci, ma mai esagerati, potenti, ma mai cacofonici, i Nirnaeth con “Il Paradiso non è altrove” ci offrono uno dei dischi più belli e sinceri dell’anno in campo thrash metal.

Magick Potion “Magick Potion” (RidingEasy Records, 2024)

Un bel debutto per questa band di Baltimora, in bilico tra sostanza hard rock ed atmosfere doom blues e pichedeliche!!

Alunah “Fever Dream” (Heavy Psych Sounds, 2024)

Gli inglesi Alunah si confermano una delle band più interessanti nei territori heavy psycho doom. Ma c’è una defezione dell’ultima ora…

Heart Of Pine “Southern Soul Revival” (Indipendente, 2024)

Un southern dal gusto classico che si sposa con la psichedelia per questa band di Athens, che ci regala le giuste buone vibrazioni!

Lucinda Williams “Lucinda Williams Sings The Beatles From Abbey Road” (Highway 20 Records/Thirty Tigers, 2024)

Lucinda Williams dedica il settimo capitolo della sua serie “Lu’s Jukebox” ai Beatles e va ad Abbey Road a cantarli. Stupendo!

Drakkar “Spread Your Wings” (Punishment 18, 2024)

Con ‘Spread Your Wings’ i Drakkar ci propongono la loro opera più matura, un album legato alla tradizione, ma che sa guardare anche al domani.

Marilyn Manson “One Assassination Under God – Chapter 1” (Nuclear Blast, 2024)

Il reverendo torna con un album intenso, cupo, ma pieno di luce, ingigantito dalla sua voce magnetica. Ed ora aspettiamo impazienti il secondo capitolo!

Sólstafir “Hin Helga Kvöl” (Century Media Records, 2024)

I Sólstafir presentano ancora un album ricco di tutti gli aspetti che li hanno resi riconoscibili al primo ascolto. Bersaglio centrato!

Blacksmith Tales “Pathway To Hamlet’s Hill” (Immaginifica/Aereostella, 2024)

Album consigliato senza remore a tutti gli appassionati di prog, che sia tradizionale o meno poco importa. Bravissimi.

Opeth “The Last Will And Testament” (Reigning Phoenix Music, 2024)

Un disco ispirato, che saprà soddisfare chi vede negli Opeth, uno dei punti di riferimento del metal a tinte dark e prog di questo millennio.

Crossbone Skully “Evil World Machine” (Better Noise Music 2024)

Si scomoda addirittura il leggendario Mutt Lange alla produzione per questo progetto nato un paio di anni fa da Tommy Henriksen, chitarrista di Alice Cooper.
Un album intriso di rock’n’roll stile AC/DC!!

Bobbie Dazzle “Fandabidozi” (Rise Above Records, 2024)

Il rock come terapia: “Fandabidozi” è un album esplosivo e divertente con il quale Siân ha voluto reagire al grave lutto che l’ha colpita con la perdita della sorella.

Hail Darkness “Death Divine” (Vatican / Black Widow Records, 2024)

Notevole debutto per gli Gli Hail Darkness, band americana dedita a un occult-doom che affonda le sue radici negli anni ‘70.

Neal Morse & The Resonance “No Hill For A Climber” (Inside Out, 2024)

Un nuovo progetto di Neal Morse, che porta il suo marchio indelebile: rock progressivo magniloquente e pomposo.

Drive-By Truckers “American Band Deluxe Edition” (ATO Records, ristampa 2024)

Una ristampa in versione deluxe di uno degli album più significativi del rock americano di questo millennio.

Blind Golem “Wunderkammer” (Andromeda Relix, 2024)

I Blind Golem, con “Wunderkammer”, fanno un passo avanti e dimostrano non solo di saper interpretare un suono, ma anche di avere talento nello scrivere brani variegati.

Brant Bjork Trio “Once Upon A Time In The Desert” (Duna Records, 2024)

Il guru dello stoner Brant Bjork, anche con questo progetto, ci regala un’altra gemma di heavy rock incandescente.

Monolithe “Black Hole District” (Hammerheart Records, 2024)

Oggi più che mai il doom metal si chiama anche Monolithe, fate vostro senza riserve questo loro ultimo lavoro.

Mojo Thunder “The Infinite Hope” (Agelaius Music Group, 2024)

Un misto di hard rock, venature soul e persino un tocco di metal, gli americani Mojo Thunder ci regalano un nuovo album da ascoltare a ripetizione.

Erisu “Heavy Goddesses” (HI-QU Music, 2024)

Con “Rock Goddesses” le Erisu dimostrano di essere una realtà importante, con la possibilità di portare il rock italiano fuori dai nostri confini, cosa che tra l’altro è già avvenuta in più di un’occasione.

The Picturebooks “Albuquerque” (Sunny Slope Records, 2024)

Un disco che funziona tra chitarre torturate, ritmi tribali e cori che arricchiscono l’atmosfera desertica dei brani. Consigliato!

Body Count “Merciless” (Century Media, 2024)

Ice T e i suoi Body Count sono ancora in giro con i loro riff killer, ritmiche serrate, pesanti e le loro rime affilate e taglienti. Fidatevi, “Merciless” è un gran bel disco!!

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Roby Vanni

Chitarrista veronese graduato nel 1995 al G.I.T. di Los Angeles, Roby Vanni è un chitarrista fieramente innamorato degli anni ’80, ma c’è molto altro da dire. Scopritelo in questa intervista, dove si parla del suo amico Steve Lukather, dell’incontro con Ringo Starr e… E in famiglia c’è già l’erede che ha superato il padre, il figlio Davi Lee.

Da David Bowie a Freddie Mercury a Johnny Cash. Testamenti in musica: quando si muore cantando!!

𝑻𝒆𝒔𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒊𝒏 𝒎𝒖𝒔𝒊𝒄𝒂, 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒔𝒊 𝒎𝒖𝒐𝒓𝒆 𝒄𝒂𝒏𝒕𝒂𝒏𝒅𝒐
Partendo dal disco scritto da Mike Peters in punto di morte, il nostro Gabriele Bassanetti viaggia tra alcuni dei più grandi amati che hanno scelto di salutare la vita continuando a fare musica. Non è un tuffo nella tristezza o un elogio della morte, ma al contrario un elogio alla vita. Infatti ricordare questi artisti è il miglior modo per mostrarci grati a ciò che ci hanno donato: la loro arte.

Green Carnation “A Dark Poem, Part III: The Messiah Complex” (Season Of Mist, 2026)

Terzo e ultimo capitolo di “A Dark Poem”, che nella sua interezza è un’opera maestosa e impegnativa che richiede più di un ascolto per coglierne i tanti dettagli.

Green Lung “Necropolitan” (Nuclear Blast Records, 2026)

Con “Necropolitan” i Green Lung confermano di essere una grandissima band e, dopo l’addio di Ozzy e di fatto dei Black Sabbath più doom, si candidano per raccoglierne l’eredità artistica in patria e non solo.

Jehovah On Death “Lágrimas De Oro” (I, Voidhanger Records, 2026)

Gli Jehovah On Death sono una realtà del panorama rock internazionale della quale sentiremo molto parlare; hanno attitudine, idee, immagine, talento e sanno dove vogliono andare. Speriamo che presto si esibiscano in Italia, la loro proposta trova nel palco il suo ambiente ideale.

Cinquant’anni anni fa esatti nasceva il punk. O più precisamente cominciava a morire

𝐏u𝐧k: 𝐪u𝐚n𝐝o n𝐚s𝐜i𝐭a e m𝐨r𝐭e c𝐨i𝐧c𝐢d𝐨n𝐨. S𝐜o𝐩r𝐢a𝐦o p𝐞r𝐜h𝐞̀!
8 settembre 1976, esce “Anarchy In The UK”, primo singolo dei Sex Pistols, per convenzione il giorno in cui tutto ha inizio. E invece è la fine!

Andromeda presenta: 33+1 dischi anni ’80 di HARD, HEAVY, FM, AOR canadese!

Dalla fanzine n.8, che presenta 111 album di hard rock/heavy metal canadese, estrapoliamo 33 album. Non i migliori, ma quelli con cui vogliamo stimolare la vostra curiosità. Se siete interessati alla fanzine scrivetemi in privato.

Danielle Nicole “Fireflies” (Forty Below Records, 2026)

Un album ben fatto, suonato benissimo e dal songwriting di alto livello, dalla bassista e cantante statunitense non possiamo pretendere di più, brava.

Shakra “Just Live Loud!” (Frontiers Records, 2026)

Gli svizzeri Shakra ancora una volta non deludono, dinamiche ed energia vi faranno divertire, in questo nuovo album ricco di chitarre potenti e ritornelli melodici, scritti per essere riproposti in sede live.

Sweet Electric “Something Something Disco” (Autoprodotto, 2026)

Secondo disco per la band di Colonia Sweet Electric, “Something Something Disco”  è un disco pensato, non c’è una canzone decisamente brutta nell’album, e sebbene manchi un filo conduttore (cosa che potrebbe essere voluta) risulta difficile non innamorarsi di questi cinque simpatici, scanzonati ragazzi

Scorpion Milk “Flesh Masks For Skulls”  (Peaceville Records, 2026)

Nuovo EP per la creatura di Mat McNerney, quattro brani nuovo e un remix curato da ospiti sorprendenti

Avrak “Avrak” (Peaceville Records, 2026)

Il gruppo di Ted Skjellum, alias Nocturno Culto, al di fuori dei Darkthrone, per dare piena soddisfazione alla sua passione per l’old metal.

The Night Eternal “Cold Velvet” (Metal Blade Records, 2026)

Sono certo che “Cold Velvet” sarà l’album della consacrazione di una band solida, determinata e capace di schierare un vocalist riconoscibile al primo ascolto.

Ricky Warwick “Fire & Vengeance” (Earache Records, 2026)

RQuesto non è solo un disco, ma una raccolta di pensieri, umori e storie di Ricky Warwick, un rocker vero che da 40 anni canta e suona quello che ama.

CoreLeoni “Generection” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Il chitarrista e membro fondatore dei Gotthard torna in prima linea con i suoi CoreLeoni. Questo quarto album è il lavoro più pesante, per un hard Rock tirato mischiato ad une vena soul molto interessante.

Gjenferd “Black Smoke Rising” (Apollon Records, 2026)

La fiamma dell’hard rock dei ‘70 non cesserà mai di spegnersi, ovunque, tanto più nei paesi scandinavi, dove centinaia di band radicano le loro basi in quel periodo. Non è facile per gli appassionati e i cultori arrivare a conoscere tutto e, soprattutto, avere il...

Black Reflex “Zero Dawn” (Andromeda Relix, 2026)

“Zero Dawn” è un album importante, di vero heavy metal, che speriamo non si mescoli alla massa di titoli metal fatti con il metodo del copia/incolla e trovi l’attenzione che merita.

Stormbringer “Transcendence” (Attic Records, 2026)

La band del Northamptonshire torna con ‘Transcendence’. I ragazzi hanno confezionato un disco travolgente, di classico heavy metal, come si faceva ai tempi d’oro del genere. Assolutamente consigliato e per me è sicuramente uno dei migliori dischi del genere in questo 2026.

Pirate Queen “Sailing Around The World” (Despotz Records, 2026)

Le Pirate Queen proseguono il loro viaggio attraverso i mari dell’heavy metal con il secondo album “Sailing Around The World”. Un combinazione affascinante di epic, melodia ed energia, perfetta per mettersi in viaggio con le regine dei pirati.

“Over The Edge Ft. Mickey Thomas – XXX Anniversary Edition” (Frontiers Records, 2026) 

Arriva la ristampa di “Over The Edge”, l’acclamato album rock melodico che presenta la voce inconfondibile di Mickey Thomas (Starship, Jefferson Starship), originariamente pubblicato nel 2004,

Todd Adelman “Todd Adelman And The Woodsmen” (VFIB Recordings, 2026)

Todd Adelman And The Woodsmen risulta quindi un album di genere, niente di più niente di meno, ma pregno di atmosfere suggestive e belle canzoni. What Else?

Sha-Boom “Another Nail In The Coffin” (Silver Lining Music, 2026)

Dopo oltre vent’anni, gli hard rocker svedesi Sha-Boom sono tornati in vita con “Another Nail In The Coffin”, un un bel ritorno, un gran disco AOR, consigliatissimo per gli amanti del genere.

Jeffrey Halford And The Healers “Used Parts” (Shoeless Records, 2026)

Album piacevole, che non potete perdere se siete amanti dei suoni tradizionali d’oltreoceano.

Mad Max “Stories Of Destiny” ( Rock Of Angels Records, 2026)

45 anni di Mad Max, band tedesca che ha lasciato il segno nel mondo hard&heavy di stampo europeo. “Stories Of Destiny” si presenta pulito e moderno, Rolf Munkes ha compiuto un buon lavoro, per un ritorno che merita un plauso.

Joanna Connor “Live On 11/11” (MC Records, 2026)

Grandi brani, improvvisazioni e jam da infarto, fanno di questo live un documento prezioso su di un’artista magari qualche passo indietro a livello di popolarità rispetto ad altre colleghe della scena, ma sicuramente al top se si parla di passione, attitudine e bravura.

Flotsam And Jetsam “Rats In The Temple” (Napalm Records, 2026)

I Flotsam e Jetsam ci offrono il loro miglior disco post reunion, una produzione aggressiva e dura rispetto alle prime uscite anni ’80, ma i tempi chiedono questo e l’anima non ne esce snaturata. Gran disco thrash metal!

The Alarm “Transformation” (Twenty First Century Recording Company, 2026)

Il commovente ed entusiasmante testamento di Mike Peters. Qui giace un vinto che non si è arreso.

Triosphere “Oceans Above, Stars Below” (Frontiers Records, 2026)

La band norvegese heavy metal Triosphere ritorna dopo ben 12 anni con un nuovo lavoro ambizioso che raccoglie al suo interno molti stili, tra hard rock, power prog e thrash metal, un bel disco per gli amanti del genere.

Cimarron 615 “Same Sky” (Blue Elan, 2026)

Una raccolta di bellissime canzoni country, impreziosite da splendidi intrecci vocali, marchio di fabbrica dei musicisti coinvolti che, come tradizione, non rinunciano a quelle chitarre rock che rafforzano il sound.

Noveria “Becoming After” (Scarlet Records, 2026)

Non posso che dargli dieci, e lo scrivo senza il minimo imbarazzo, perché è un disco meraviglioso e perché ogni tanto conviene dirlo ad alta voce, così magari al prossimo giro non se lo perde nessuno.

Jon Lee & The Apparitions “Next Town” (Magic Hallway Records, 2026)

Un album a cui bisogna dedicare la giusta attenzione ma che non manca di momenti molto interessanti, le ispirazioni possono essere soggettive anche se è indubbio che i generi citati abbiano tutti la loro importanza, promosso.

Tokyo Blade “Hoist The Colors High” (Cherry Red Records, 2026)

Bentornati ai Tokyo Blade, oltre quattro decenni dopo con la formazione originale classica e un nuovo album “Hoist the Colours High”: un lavoro muscoloso e incisivo di heavy metal infuocato, con le radici nella NWOBHM!

Issa “Fire & Ice” (Frontiers Records, 2026)

La regina norvegese dell’AOR Issa torna con “Fire And Ice”, il suo disco più esaltante e cinematografico. Ogni traccia dell’album è scritta e prodotta dai leggendari fratelli Tom e James Martin, che hanno creato un suono che cattura perfettamente lo spirito del rock melodico degli anni ’80.

Social Distortion “Born To Kill” (Epitaph, 2026)

Il tempo passa per tutti, anche per un gruppo puro come questo ma, credetemi, “Born To Kill”, titolo troppo cattivo per quello che si ascolta, ci offre tante cose che meritano di essere ascoltate. Soprattutto se siete fan della band.

Robert Jon & The Wreck “Wreckage Vol.3” (Journeyman Records, 2026).

I Robert Jon & The Wreck fanno gli straordinari e noi non possiamo che esserne felici, questa raccolta ci offre uno spaccato odierno del gruppo e la sua voglia di andare per la propria strada, suonando quello che ad oggi riesce meglio, ovvero rock classico, energico e splendidamente sudista.

Kickin Valentina “Anthems From The Underground” (Mighty Music, 2026)

I Kickin Valentina tornano con u album che conferma Pete Newdeck come grande autore di hard ottantiano, tra melodia e street rock.

Night Ranger “Best Of” (Frontiers Records, 2026)

Sesta raccolta, per i californiani Night Ranger. Ma questa volta propone versioni remixate e rimasterizzate di successi che coprono la brillante carriera della band,

Gràinne Duffy “What Am I Supposed To Do?” (Indipendent, 2026)

Altro ottimo lavoro questo nuovissimo “”What Am I Supposed To You?”, Gràinne Duffy si conferma artista da seguire nell’immensa scena blues rock odierna.

Widowspeak “Roses” (Captured Tracks, 2026).

L’album che rientra in quella sfera di ascolti dove musica e magia sono divise da una linea sottilissima lascia che l’ascoltatore entri nel suo mondo con la delicata eleganza che ne conviene, mai troppo energico, ma assolutamente godibile, “Roses” è consigliato ai palati più fini del classic rock (dalle sfumature Indie) del nuovo millennio.

Alchem “Bloody Rose” (The Triad Records – distr. Black Widow Records, 2026)

Gli Alchem, con la loro musica coinvolgente e variegata, devono essere approfonditi da chi cerca emozioni aldilà di strade facili e immediate, andando ad arricchire ulteriormente la scena romana nella quale operano da tempo entità coraggiose e difficilmente etichettabili come Arpia e Dunwich.

The Cinelli Brothers “Live Here And There” (The Cinelli Brothers, 2026)

270 concerti in giro per il mondo, un lungo viaggio portando la propria musica dal vivo.“Live Here And There” è il risultato, il sunto di tanti chilometri, di concerti e storie che formano un pezzo di vita all’insegna del rock’n’roll.

The Eternal “Obscured Horizons” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Con “Obscured Horizons”, The Eternal firma il proprio album migliore, dimostrando che il legame con gli Amorphis ne ha favorito la crescita, forse ancor oltre gli ultimi lavori della stessa band di Helsinki, sempre buoni, ma non così sfaccettati.

Albert Castiglia “Grits & Glory” (Gulf Coast Records, 2026)

Per il prossimo Blood Brothers c’è tempo, intanto godetevi questo “Grits & Glory”, nuovo capitolo di questo grande musicista statunitense. Blues on!

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

The Beatles “Beatles ’64” (Apple Corps, 2024. Piattaforma Disney Channel)

Non l’ennesimo documentario, ma un viaggio nel backstage dei Beatles mentre, tra sorrisi e capolavori, stavano conquistando il mondo. Imperdibile!!

Stone Whiskey “Scream For Rock” (Kivel Records, 2024)

“Scream For Rock” è il disco perfetto per i fans di Guns N’ Roses, Jackyl, Lynyrd Skynyrd e della scena rock’n’roll degli anni Ottanta. Consigliato.

The Sheepdogs “Hell Together” (Right On Records, 2024)

Un ep che conferma la scelta di Ewan Currie di percorrere sentieri blues psichedelici e folk rock. In attesa di un album intero, è un bel sentire.

Bruce Springsteen & The E Street Band “Road Diary” (Columbia, 2024. Piattaforma Disney Channel)

“Road Diary” non è un film concerto, è la porta che si apre sui segreti che la E Street Band finora aveva sempre mantenuto in un’aura di leggenda.

Cigar Box Band “Time To Go” (M&O Music, 2024)

I brasiliani Cigar Box sono un trio da seguire con attenzione, soprattutto se amate l’hard rock con influenze blues e southern.

Lions In The Street “Moving Along” (Interior Castle Music, 2024)

Classic rock tra hard, blues e southern per il secondo album di questa promettete band canadese!

Raven Sad “Polar Human Circle” (AMS, 2024)

“Polar Human Circle” è un album bello, intenso ed affascinante, parzialmente slegato dal passato della band, ma che offre il punto di incontro tra prog classico ed una visione attuale.

Ulver “Liminal Animals” (House Of Mythology, 2024)

Gli Ulver meritano il massimo rispetto per l’arte che ci offrono e che non smette di sorprenderci. Che si tratti di metal o meno è solo un dettaglio.

Storace “Live And Let Live + Bonus Live Album” (Frontiers Records, 2024)

La Frontiers approfitta della recente uscita di “Crossfire” del cantante dei Krokus, lo svizzero-maltese Marc Storace per ristampare il suo debutto solista, “Live And Let Live” del 2021 con l’aggiunta di un secondo cd bonus dal vivo.

Anciients “Beyond The Reach Of The Sun” (Season Of Mist, 2024)

Un album da avere assolutamente se siete amanti della musica progressiva che non ha barriere e confini.

Estra “Gli Anni Venti” (MoonMusic/Freecom, 2024)

C’era bisogno di un disco così: crudo, diretto, pieno di significati, che getta un’ancora di salvezza al rock italiano. Insieme si può!!

Tygers Of Pan Tang “Animal Instinct” (Mighty Music, 2024)

I Tygers Of Pan Tang non si fermano mai. Ecco una nuova versione di “Animal Instinct” rispettosa dell’originale, ma che ne migliora il suono e la produzione. E che copertina!!

Hamish Anderson “Electric” (Hamish Anderson, 2024)

L’australiano Hamish Anderson firma un album bello e interessante, consigliato a tutti quelli che amano il buon rock, privo di etichette, ma con tanta anima!

Vern Daysel & The Burning Breeze “Round Up The Wagons” (Willow Creek Records, 2024)

Ottimo lavoro e una vera gradita sorpresa questo album del chitarrista sudafricano Vern Daysel con la sua band. Se siete amanti del classic rock dalle tinte southern, fatevi avanti!

Frost* “Life In The Wires” (InsideOut, 2024)

I Frost* pubblicano un album, il quinto, splendido, che ci riconcilia con il significato attuale di rock progressivo.

Chrysalïd “Breaking The Chains” (Rockshots, 2024)

Nostalgia del puro heavy metal? “Breaking The Chains” è il disco con cui farete pace con i ricordi.

Blue Öyster Cult “50th Anniversary Live : Third Night (2CD+DVD)” (Frontiers Records, 2024)

Arriva “Third Night” l’ultima puntata dell’album dal vivo che celebra il 50esimo anniversario della grande band americana, Blue Öyster Cult.

Illusion Force “Halfana” (Frontiers Records, 2024)

Arriva anche in Europa la band power metal giapponese Illusion Force, con il loro power velocissimo mischiato ad una storica danza giapponese.

Venus In Vegas “Back In Sin” (Golden Robot Records/Robot Distro, 2024)

Venus In Vegas: una nuova realtà si è affacciata sul mondo del rock duro tricolore, non lasciatevela sfuggire.

Pearl Jam “Gigaton” (Monkeyrench, Republic, 2020)

Inauguriamo la rubrica “Vicini, ma lontani” con lo scopo di riascoltare dischi importanti, di successo, da culto o poco noti, ma chiacchierati, usciti qualche anno fa e di verificare che effetto ci fanno. Partiamo con “Gigaton” dei Pearl Jam

Nirnaeth “Il Paradiso non è altrove” (Andromeda Relix, 2024)

Tecnici, ma mai esibizionisti, veloci, ma mai esagerati, potenti, ma mai cacofonici, i Nirnaeth con “Il Paradiso non è altrove” ci offrono uno dei dischi più belli e sinceri dell’anno in campo thrash metal.

Magick Potion “Magick Potion” (RidingEasy Records, 2024)

Un bel debutto per questa band di Baltimora, in bilico tra sostanza hard rock ed atmosfere doom blues e pichedeliche!!

Alunah “Fever Dream” (Heavy Psych Sounds, 2024)

Gli inglesi Alunah si confermano una delle band più interessanti nei territori heavy psycho doom. Ma c’è una defezione dell’ultima ora…

Heart Of Pine “Southern Soul Revival” (Indipendente, 2024)

Un southern dal gusto classico che si sposa con la psichedelia per questa band di Athens, che ci regala le giuste buone vibrazioni!

Lucinda Williams “Lucinda Williams Sings The Beatles From Abbey Road” (Highway 20 Records/Thirty Tigers, 2024)

Lucinda Williams dedica il settimo capitolo della sua serie “Lu’s Jukebox” ai Beatles e va ad Abbey Road a cantarli. Stupendo!

Drakkar “Spread Your Wings” (Punishment 18, 2024)

Con ‘Spread Your Wings’ i Drakkar ci propongono la loro opera più matura, un album legato alla tradizione, ma che sa guardare anche al domani.

Marilyn Manson “One Assassination Under God – Chapter 1” (Nuclear Blast, 2024)

Il reverendo torna con un album intenso, cupo, ma pieno di luce, ingigantito dalla sua voce magnetica. Ed ora aspettiamo impazienti il secondo capitolo!

Sólstafir “Hin Helga Kvöl” (Century Media Records, 2024)

I Sólstafir presentano ancora un album ricco di tutti gli aspetti che li hanno resi riconoscibili al primo ascolto. Bersaglio centrato!

Blacksmith Tales “Pathway To Hamlet’s Hill” (Immaginifica/Aereostella, 2024)

Album consigliato senza remore a tutti gli appassionati di prog, che sia tradizionale o meno poco importa. Bravissimi.

Opeth “The Last Will And Testament” (Reigning Phoenix Music, 2024)

Un disco ispirato, che saprà soddisfare chi vede negli Opeth, uno dei punti di riferimento del metal a tinte dark e prog di questo millennio.

Crossbone Skully “Evil World Machine” (Better Noise Music 2024)

Si scomoda addirittura il leggendario Mutt Lange alla produzione per questo progetto nato un paio di anni fa da Tommy Henriksen, chitarrista di Alice Cooper.
Un album intriso di rock’n’roll stile AC/DC!!

Bobbie Dazzle “Fandabidozi” (Rise Above Records, 2024)

Il rock come terapia: “Fandabidozi” è un album esplosivo e divertente con il quale Siân ha voluto reagire al grave lutto che l’ha colpita con la perdita della sorella.

Hail Darkness “Death Divine” (Vatican / Black Widow Records, 2024)

Notevole debutto per gli Gli Hail Darkness, band americana dedita a un occult-doom che affonda le sue radici negli anni ‘70.

Neal Morse & The Resonance “No Hill For A Climber” (Inside Out, 2024)

Un nuovo progetto di Neal Morse, che porta il suo marchio indelebile: rock progressivo magniloquente e pomposo.

Drive-By Truckers “American Band Deluxe Edition” (ATO Records, ristampa 2024)

Una ristampa in versione deluxe di uno degli album più significativi del rock americano di questo millennio.

Blind Golem “Wunderkammer” (Andromeda Relix, 2024)

I Blind Golem, con “Wunderkammer”, fanno un passo avanti e dimostrano non solo di saper interpretare un suono, ma anche di avere talento nello scrivere brani variegati.

Brant Bjork Trio “Once Upon A Time In The Desert” (Duna Records, 2024)

Il guru dello stoner Brant Bjork, anche con questo progetto, ci regala un’altra gemma di heavy rock incandescente.

Monolithe “Black Hole District” (Hammerheart Records, 2024)

Oggi più che mai il doom metal si chiama anche Monolithe, fate vostro senza riserve questo loro ultimo lavoro.

Mojo Thunder “The Infinite Hope” (Agelaius Music Group, 2024)

Un misto di hard rock, venature soul e persino un tocco di metal, gli americani Mojo Thunder ci regalano un nuovo album da ascoltare a ripetizione.

Erisu “Heavy Goddesses” (HI-QU Music, 2024)

Con “Rock Goddesses” le Erisu dimostrano di essere una realtà importante, con la possibilità di portare il rock italiano fuori dai nostri confini, cosa che tra l’altro è già avvenuta in più di un’occasione.

The Picturebooks “Albuquerque” (Sunny Slope Records, 2024)

Un disco che funziona tra chitarre torturate, ritmi tribali e cori che arricchiscono l’atmosfera desertica dei brani. Consigliato!

Body Count “Merciless” (Century Media, 2024)

Ice T e i suoi Body Count sono ancora in giro con i loro riff killer, ritmiche serrate, pesanti e le loro rime affilate e taglienti. Fidatevi, “Merciless” è un gran bel disco!!

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Roby Vanni

Chitarrista veronese graduato nel 1995 al G.I.T. di Los Angeles, Roby Vanni è un chitarrista fieramente innamorato degli anni ’80, ma c’è molto altro da dire. Scopritelo in questa intervista, dove si parla del suo amico Steve Lukather, dell’incontro con Ringo Starr e… E in famiglia c’è già l’erede che ha superato il padre, il figlio Davi Lee.

Da David Bowie a Freddie Mercury a Johnny Cash. Testamenti in musica: quando si muore cantando!!

𝑻𝒆𝒔𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒊𝒏 𝒎𝒖𝒔𝒊𝒄𝒂, 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒔𝒊 𝒎𝒖𝒐𝒓𝒆 𝒄𝒂𝒏𝒕𝒂𝒏𝒅𝒐
Partendo dal disco scritto da Mike Peters in punto di morte, il nostro Gabriele Bassanetti viaggia tra alcuni dei più grandi amati che hanno scelto di salutare la vita continuando a fare musica. Non è un tuffo nella tristezza o un elogio della morte, ma al contrario un elogio alla vita. Infatti ricordare questi artisti è il miglior modo per mostrarci grati a ciò che ci hanno donato: la loro arte.

Green Carnation “A Dark Poem, Part III: The Messiah Complex” (Season Of Mist, 2026)

Terzo e ultimo capitolo di “A Dark Poem”, che nella sua interezza è un’opera maestosa e impegnativa che richiede più di un ascolto per coglierne i tanti dettagli.

Green Lung “Necropolitan” (Nuclear Blast Records, 2026)

Con “Necropolitan” i Green Lung confermano di essere una grandissima band e, dopo l’addio di Ozzy e di fatto dei Black Sabbath più doom, si candidano per raccoglierne l’eredità artistica in patria e non solo.

Jehovah On Death “Lágrimas De Oro” (I, Voidhanger Records, 2026)

Gli Jehovah On Death sono una realtà del panorama rock internazionale della quale sentiremo molto parlare; hanno attitudine, idee, immagine, talento e sanno dove vogliono andare. Speriamo che presto si esibiscano in Italia, la loro proposta trova nel palco il suo ambiente ideale.

Cinquant’anni anni fa esatti nasceva il punk. O più precisamente cominciava a morire

𝐏u𝐧k: 𝐪u𝐚n𝐝o n𝐚s𝐜i𝐭a e m𝐨r𝐭e c𝐨i𝐧c𝐢d𝐨n𝐨. S𝐜o𝐩r𝐢a𝐦o p𝐞r𝐜h𝐞̀!
8 settembre 1976, esce “Anarchy In The UK”, primo singolo dei Sex Pistols, per convenzione il giorno in cui tutto ha inizio. E invece è la fine!

Andromeda presenta: 33+1 dischi anni ’80 di HARD, HEAVY, FM, AOR canadese!

Dalla fanzine n.8, che presenta 111 album di hard rock/heavy metal canadese, estrapoliamo 33 album. Non i migliori, ma quelli con cui vogliamo stimolare la vostra curiosità. Se siete interessati alla fanzine scrivetemi in privato.

Danielle Nicole “Fireflies” (Forty Below Records, 2026)

Un album ben fatto, suonato benissimo e dal songwriting di alto livello, dalla bassista e cantante statunitense non possiamo pretendere di più, brava.

Shakra “Just Live Loud!” (Frontiers Records, 2026)

Gli svizzeri Shakra ancora una volta non deludono, dinamiche ed energia vi faranno divertire, in questo nuovo album ricco di chitarre potenti e ritornelli melodici, scritti per essere riproposti in sede live.

Sweet Electric “Something Something Disco” (Autoprodotto, 2026)

Secondo disco per la band di Colonia Sweet Electric, “Something Something Disco”  è un disco pensato, non c’è una canzone decisamente brutta nell’album, e sebbene manchi un filo conduttore (cosa che potrebbe essere voluta) risulta difficile non innamorarsi di questi cinque simpatici, scanzonati ragazzi

Scorpion Milk “Flesh Masks For Skulls”  (Peaceville Records, 2026)

Nuovo EP per la creatura di Mat McNerney, quattro brani nuovo e un remix curato da ospiti sorprendenti

Avrak “Avrak” (Peaceville Records, 2026)

Il gruppo di Ted Skjellum, alias Nocturno Culto, al di fuori dei Darkthrone, per dare piena soddisfazione alla sua passione per l’old metal.

The Night Eternal “Cold Velvet” (Metal Blade Records, 2026)

Sono certo che “Cold Velvet” sarà l’album della consacrazione di una band solida, determinata e capace di schierare un vocalist riconoscibile al primo ascolto.

Ricky Warwick “Fire & Vengeance” (Earache Records, 2026)

RQuesto non è solo un disco, ma una raccolta di pensieri, umori e storie di Ricky Warwick, un rocker vero che da 40 anni canta e suona quello che ama.

CoreLeoni “Generection” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Il chitarrista e membro fondatore dei Gotthard torna in prima linea con i suoi CoreLeoni. Questo quarto album è il lavoro più pesante, per un hard Rock tirato mischiato ad une vena soul molto interessante.

Gjenferd “Black Smoke Rising” (Apollon Records, 2026)

La fiamma dell’hard rock dei ‘70 non cesserà mai di spegnersi, ovunque, tanto più nei paesi scandinavi, dove centinaia di band radicano le loro basi in quel periodo. Non è facile per gli appassionati e i cultori arrivare a conoscere tutto e, soprattutto, avere il...

Black Reflex “Zero Dawn” (Andromeda Relix, 2026)

“Zero Dawn” è un album importante, di vero heavy metal, che speriamo non si mescoli alla massa di titoli metal fatti con il metodo del copia/incolla e trovi l’attenzione che merita.

Stormbringer “Transcendence” (Attic Records, 2026)

La band del Northamptonshire torna con ‘Transcendence’. I ragazzi hanno confezionato un disco travolgente, di classico heavy metal, come si faceva ai tempi d’oro del genere. Assolutamente consigliato e per me è sicuramente uno dei migliori dischi del genere in questo 2026.

Pirate Queen “Sailing Around The World” (Despotz Records, 2026)

Le Pirate Queen proseguono il loro viaggio attraverso i mari dell’heavy metal con il secondo album “Sailing Around The World”. Un combinazione affascinante di epic, melodia ed energia, perfetta per mettersi in viaggio con le regine dei pirati.

“Over The Edge Ft. Mickey Thomas – XXX Anniversary Edition” (Frontiers Records, 2026) 

Arriva la ristampa di “Over The Edge”, l’acclamato album rock melodico che presenta la voce inconfondibile di Mickey Thomas (Starship, Jefferson Starship), originariamente pubblicato nel 2004,

Todd Adelman “Todd Adelman And The Woodsmen” (VFIB Recordings, 2026)

Todd Adelman And The Woodsmen risulta quindi un album di genere, niente di più niente di meno, ma pregno di atmosfere suggestive e belle canzoni. What Else?

Sha-Boom “Another Nail In The Coffin” (Silver Lining Music, 2026)

Dopo oltre vent’anni, gli hard rocker svedesi Sha-Boom sono tornati in vita con “Another Nail In The Coffin”, un un bel ritorno, un gran disco AOR, consigliatissimo per gli amanti del genere.

Jeffrey Halford And The Healers “Used Parts” (Shoeless Records, 2026)

Album piacevole, che non potete perdere se siete amanti dei suoni tradizionali d’oltreoceano.

Mad Max “Stories Of Destiny” ( Rock Of Angels Records, 2026)

45 anni di Mad Max, band tedesca che ha lasciato il segno nel mondo hard&heavy di stampo europeo. “Stories Of Destiny” si presenta pulito e moderno, Rolf Munkes ha compiuto un buon lavoro, per un ritorno che merita un plauso.

Joanna Connor “Live On 11/11” (MC Records, 2026)

Grandi brani, improvvisazioni e jam da infarto, fanno di questo live un documento prezioso su di un’artista magari qualche passo indietro a livello di popolarità rispetto ad altre colleghe della scena, ma sicuramente al top se si parla di passione, attitudine e bravura.

Flotsam And Jetsam “Rats In The Temple” (Napalm Records, 2026)

I Flotsam e Jetsam ci offrono il loro miglior disco post reunion, una produzione aggressiva e dura rispetto alle prime uscite anni ’80, ma i tempi chiedono questo e l’anima non ne esce snaturata. Gran disco thrash metal!

The Alarm “Transformation” (Twenty First Century Recording Company, 2026)

Il commovente ed entusiasmante testamento di Mike Peters. Qui giace un vinto che non si è arreso.

Triosphere “Oceans Above, Stars Below” (Frontiers Records, 2026)

La band norvegese heavy metal Triosphere ritorna dopo ben 12 anni con un nuovo lavoro ambizioso che raccoglie al suo interno molti stili, tra hard rock, power prog e thrash metal, un bel disco per gli amanti del genere.

Cimarron 615 “Same Sky” (Blue Elan, 2026)

Una raccolta di bellissime canzoni country, impreziosite da splendidi intrecci vocali, marchio di fabbrica dei musicisti coinvolti che, come tradizione, non rinunciano a quelle chitarre rock che rafforzano il sound.

Noveria “Becoming After” (Scarlet Records, 2026)

Non posso che dargli dieci, e lo scrivo senza il minimo imbarazzo, perché è un disco meraviglioso e perché ogni tanto conviene dirlo ad alta voce, così magari al prossimo giro non se lo perde nessuno.

Jon Lee & The Apparitions “Next Town” (Magic Hallway Records, 2026)

Un album a cui bisogna dedicare la giusta attenzione ma che non manca di momenti molto interessanti, le ispirazioni possono essere soggettive anche se è indubbio che i generi citati abbiano tutti la loro importanza, promosso.

Tokyo Blade “Hoist The Colors High” (Cherry Red Records, 2026)

Bentornati ai Tokyo Blade, oltre quattro decenni dopo con la formazione originale classica e un nuovo album “Hoist the Colours High”: un lavoro muscoloso e incisivo di heavy metal infuocato, con le radici nella NWOBHM!

Issa “Fire & Ice” (Frontiers Records, 2026)

La regina norvegese dell’AOR Issa torna con “Fire And Ice”, il suo disco più esaltante e cinematografico. Ogni traccia dell’album è scritta e prodotta dai leggendari fratelli Tom e James Martin, che hanno creato un suono che cattura perfettamente lo spirito del rock melodico degli anni ’80.

Social Distortion “Born To Kill” (Epitaph, 2026)

Il tempo passa per tutti, anche per un gruppo puro come questo ma, credetemi, “Born To Kill”, titolo troppo cattivo per quello che si ascolta, ci offre tante cose che meritano di essere ascoltate. Soprattutto se siete fan della band.

Robert Jon & The Wreck “Wreckage Vol.3” (Journeyman Records, 2026).

I Robert Jon & The Wreck fanno gli straordinari e noi non possiamo che esserne felici, questa raccolta ci offre uno spaccato odierno del gruppo e la sua voglia di andare per la propria strada, suonando quello che ad oggi riesce meglio, ovvero rock classico, energico e splendidamente sudista.

Kickin Valentina “Anthems From The Underground” (Mighty Music, 2026)

I Kickin Valentina tornano con u album che conferma Pete Newdeck come grande autore di hard ottantiano, tra melodia e street rock.

Night Ranger “Best Of” (Frontiers Records, 2026)

Sesta raccolta, per i californiani Night Ranger. Ma questa volta propone versioni remixate e rimasterizzate di successi che coprono la brillante carriera della band,

Gràinne Duffy “What Am I Supposed To Do?” (Indipendent, 2026)

Altro ottimo lavoro questo nuovissimo “”What Am I Supposed To You?”, Gràinne Duffy si conferma artista da seguire nell’immensa scena blues rock odierna.

Widowspeak “Roses” (Captured Tracks, 2026).

L’album che rientra in quella sfera di ascolti dove musica e magia sono divise da una linea sottilissima lascia che l’ascoltatore entri nel suo mondo con la delicata eleganza che ne conviene, mai troppo energico, ma assolutamente godibile, “Roses” è consigliato ai palati più fini del classic rock (dalle sfumature Indie) del nuovo millennio.

Alchem “Bloody Rose” (The Triad Records – distr. Black Widow Records, 2026)

Gli Alchem, con la loro musica coinvolgente e variegata, devono essere approfonditi da chi cerca emozioni aldilà di strade facili e immediate, andando ad arricchire ulteriormente la scena romana nella quale operano da tempo entità coraggiose e difficilmente etichettabili come Arpia e Dunwich.

The Cinelli Brothers “Live Here And There” (The Cinelli Brothers, 2026)

270 concerti in giro per il mondo, un lungo viaggio portando la propria musica dal vivo.“Live Here And There” è il risultato, il sunto di tanti chilometri, di concerti e storie che formano un pezzo di vita all’insegna del rock’n’roll.

The Eternal “Obscured Horizons” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Con “Obscured Horizons”, The Eternal firma il proprio album migliore, dimostrando che il legame con gli Amorphis ne ha favorito la crescita, forse ancor oltre gli ultimi lavori della stessa band di Helsinki, sempre buoni, ma non così sfaccettati.

Albert Castiglia “Grits & Glory” (Gulf Coast Records, 2026)

Per il prossimo Blood Brothers c’è tempo, intanto godetevi questo “Grits & Glory”, nuovo capitolo di questo grande musicista statunitense. Blues on!

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

The Beatles “Beatles ’64” (Apple Corps, 2024. Piattaforma Disney Channel)

Non l’ennesimo documentario, ma un viaggio nel backstage dei Beatles mentre, tra sorrisi e capolavori, stavano conquistando il mondo. Imperdibile!!

Stone Whiskey “Scream For Rock” (Kivel Records, 2024)

“Scream For Rock” è il disco perfetto per i fans di Guns N’ Roses, Jackyl, Lynyrd Skynyrd e della scena rock’n’roll degli anni Ottanta. Consigliato.

The Sheepdogs “Hell Together” (Right On Records, 2024)

Un ep che conferma la scelta di Ewan Currie di percorrere sentieri blues psichedelici e folk rock. In attesa di un album intero, è un bel sentire.

Bruce Springsteen & The E Street Band “Road Diary” (Columbia, 2024. Piattaforma Disney Channel)

“Road Diary” non è un film concerto, è la porta che si apre sui segreti che la E Street Band finora aveva sempre mantenuto in un’aura di leggenda.

Cigar Box Band “Time To Go” (M&O Music, 2024)

I brasiliani Cigar Box sono un trio da seguire con attenzione, soprattutto se amate l’hard rock con influenze blues e southern.

Lions In The Street “Moving Along” (Interior Castle Music, 2024)

Classic rock tra hard, blues e southern per il secondo album di questa promettete band canadese!

Raven Sad “Polar Human Circle” (AMS, 2024)

“Polar Human Circle” è un album bello, intenso ed affascinante, parzialmente slegato dal passato della band, ma che offre il punto di incontro tra prog classico ed una visione attuale.

Ulver “Liminal Animals” (House Of Mythology, 2024)

Gli Ulver meritano il massimo rispetto per l’arte che ci offrono e che non smette di sorprenderci. Che si tratti di metal o meno è solo un dettaglio.

Storace “Live And Let Live + Bonus Live Album” (Frontiers Records, 2024)

La Frontiers approfitta della recente uscita di “Crossfire” del cantante dei Krokus, lo svizzero-maltese Marc Storace per ristampare il suo debutto solista, “Live And Let Live” del 2021 con l’aggiunta di un secondo cd bonus dal vivo.

Anciients “Beyond The Reach Of The Sun” (Season Of Mist, 2024)

Un album da avere assolutamente se siete amanti della musica progressiva che non ha barriere e confini.

Estra “Gli Anni Venti” (MoonMusic/Freecom, 2024)

C’era bisogno di un disco così: crudo, diretto, pieno di significati, che getta un’ancora di salvezza al rock italiano. Insieme si può!!

Tygers Of Pan Tang “Animal Instinct” (Mighty Music, 2024)

I Tygers Of Pan Tang non si fermano mai. Ecco una nuova versione di “Animal Instinct” rispettosa dell’originale, ma che ne migliora il suono e la produzione. E che copertina!!

Hamish Anderson “Electric” (Hamish Anderson, 2024)

L’australiano Hamish Anderson firma un album bello e interessante, consigliato a tutti quelli che amano il buon rock, privo di etichette, ma con tanta anima!

Vern Daysel & The Burning Breeze “Round Up The Wagons” (Willow Creek Records, 2024)

Ottimo lavoro e una vera gradita sorpresa questo album del chitarrista sudafricano Vern Daysel con la sua band. Se siete amanti del classic rock dalle tinte southern, fatevi avanti!

Frost* “Life In The Wires” (InsideOut, 2024)

I Frost* pubblicano un album, il quinto, splendido, che ci riconcilia con il significato attuale di rock progressivo.

Chrysalïd “Breaking The Chains” (Rockshots, 2024)

Nostalgia del puro heavy metal? “Breaking The Chains” è il disco con cui farete pace con i ricordi.

Blue Öyster Cult “50th Anniversary Live : Third Night (2CD+DVD)” (Frontiers Records, 2024)

Arriva “Third Night” l’ultima puntata dell’album dal vivo che celebra il 50esimo anniversario della grande band americana, Blue Öyster Cult.

Illusion Force “Halfana” (Frontiers Records, 2024)

Arriva anche in Europa la band power metal giapponese Illusion Force, con il loro power velocissimo mischiato ad una storica danza giapponese.

Venus In Vegas “Back In Sin” (Golden Robot Records/Robot Distro, 2024)

Venus In Vegas: una nuova realtà si è affacciata sul mondo del rock duro tricolore, non lasciatevela sfuggire.

Pearl Jam “Gigaton” (Monkeyrench, Republic, 2020)

Inauguriamo la rubrica “Vicini, ma lontani” con lo scopo di riascoltare dischi importanti, di successo, da culto o poco noti, ma chiacchierati, usciti qualche anno fa e di verificare che effetto ci fanno. Partiamo con “Gigaton” dei Pearl Jam

Nirnaeth “Il Paradiso non è altrove” (Andromeda Relix, 2024)

Tecnici, ma mai esibizionisti, veloci, ma mai esagerati, potenti, ma mai cacofonici, i Nirnaeth con “Il Paradiso non è altrove” ci offrono uno dei dischi più belli e sinceri dell’anno in campo thrash metal.

Magick Potion “Magick Potion” (RidingEasy Records, 2024)

Un bel debutto per questa band di Baltimora, in bilico tra sostanza hard rock ed atmosfere doom blues e pichedeliche!!

Alunah “Fever Dream” (Heavy Psych Sounds, 2024)

Gli inglesi Alunah si confermano una delle band più interessanti nei territori heavy psycho doom. Ma c’è una defezione dell’ultima ora…

Heart Of Pine “Southern Soul Revival” (Indipendente, 2024)

Un southern dal gusto classico che si sposa con la psichedelia per questa band di Athens, che ci regala le giuste buone vibrazioni!

Lucinda Williams “Lucinda Williams Sings The Beatles From Abbey Road” (Highway 20 Records/Thirty Tigers, 2024)

Lucinda Williams dedica il settimo capitolo della sua serie “Lu’s Jukebox” ai Beatles e va ad Abbey Road a cantarli. Stupendo!

Drakkar “Spread Your Wings” (Punishment 18, 2024)

Con ‘Spread Your Wings’ i Drakkar ci propongono la loro opera più matura, un album legato alla tradizione, ma che sa guardare anche al domani.

Marilyn Manson “One Assassination Under God – Chapter 1” (Nuclear Blast, 2024)

Il reverendo torna con un album intenso, cupo, ma pieno di luce, ingigantito dalla sua voce magnetica. Ed ora aspettiamo impazienti il secondo capitolo!

Sólstafir “Hin Helga Kvöl” (Century Media Records, 2024)

I Sólstafir presentano ancora un album ricco di tutti gli aspetti che li hanno resi riconoscibili al primo ascolto. Bersaglio centrato!

Blacksmith Tales “Pathway To Hamlet’s Hill” (Immaginifica/Aereostella, 2024)

Album consigliato senza remore a tutti gli appassionati di prog, che sia tradizionale o meno poco importa. Bravissimi.

Opeth “The Last Will And Testament” (Reigning Phoenix Music, 2024)

Un disco ispirato, che saprà soddisfare chi vede negli Opeth, uno dei punti di riferimento del metal a tinte dark e prog di questo millennio.

Crossbone Skully “Evil World Machine” (Better Noise Music 2024)

Si scomoda addirittura il leggendario Mutt Lange alla produzione per questo progetto nato un paio di anni fa da Tommy Henriksen, chitarrista di Alice Cooper.
Un album intriso di rock’n’roll stile AC/DC!!

Bobbie Dazzle “Fandabidozi” (Rise Above Records, 2024)

Il rock come terapia: “Fandabidozi” è un album esplosivo e divertente con il quale Siân ha voluto reagire al grave lutto che l’ha colpita con la perdita della sorella.

Hail Darkness “Death Divine” (Vatican / Black Widow Records, 2024)

Notevole debutto per gli Gli Hail Darkness, band americana dedita a un occult-doom che affonda le sue radici negli anni ‘70.

Neal Morse & The Resonance “No Hill For A Climber” (Inside Out, 2024)

Un nuovo progetto di Neal Morse, che porta il suo marchio indelebile: rock progressivo magniloquente e pomposo.

Drive-By Truckers “American Band Deluxe Edition” (ATO Records, ristampa 2024)

Una ristampa in versione deluxe di uno degli album più significativi del rock americano di questo millennio.

Blind Golem “Wunderkammer” (Andromeda Relix, 2024)

I Blind Golem, con “Wunderkammer”, fanno un passo avanti e dimostrano non solo di saper interpretare un suono, ma anche di avere talento nello scrivere brani variegati.

Brant Bjork Trio “Once Upon A Time In The Desert” (Duna Records, 2024)

Il guru dello stoner Brant Bjork, anche con questo progetto, ci regala un’altra gemma di heavy rock incandescente.

Monolithe “Black Hole District” (Hammerheart Records, 2024)

Oggi più che mai il doom metal si chiama anche Monolithe, fate vostro senza riserve questo loro ultimo lavoro.

Mojo Thunder “The Infinite Hope” (Agelaius Music Group, 2024)

Un misto di hard rock, venature soul e persino un tocco di metal, gli americani Mojo Thunder ci regalano un nuovo album da ascoltare a ripetizione.

Erisu “Heavy Goddesses” (HI-QU Music, 2024)

Con “Rock Goddesses” le Erisu dimostrano di essere una realtà importante, con la possibilità di portare il rock italiano fuori dai nostri confini, cosa che tra l’altro è già avvenuta in più di un’occasione.

The Picturebooks “Albuquerque” (Sunny Slope Records, 2024)

Un disco che funziona tra chitarre torturate, ritmi tribali e cori che arricchiscono l’atmosfera desertica dei brani. Consigliato!

Body Count “Merciless” (Century Media, 2024)

Ice T e i suoi Body Count sono ancora in giro con i loro riff killer, ritmiche serrate, pesanti e le loro rime affilate e taglienti. Fidatevi, “Merciless” è un gran bel disco!!

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Roby Vanni

Chitarrista veronese graduato nel 1995 al G.I.T. di Los Angeles, Roby Vanni è un chitarrista fieramente innamorato degli anni ’80, ma c’è molto altro da dire. Scopritelo in questa intervista, dove si parla del suo amico Steve Lukather, dell’incontro con Ringo Starr e… E in famiglia c’è già l’erede che ha superato il padre, il figlio Davi Lee.

Da David Bowie a Freddie Mercury a Johnny Cash. Testamenti in musica: quando si muore cantando!!

𝑻𝒆𝒔𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒊𝒏 𝒎𝒖𝒔𝒊𝒄𝒂, 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒔𝒊 𝒎𝒖𝒐𝒓𝒆 𝒄𝒂𝒏𝒕𝒂𝒏𝒅𝒐
Partendo dal disco scritto da Mike Peters in punto di morte, il nostro Gabriele Bassanetti viaggia tra alcuni dei più grandi amati che hanno scelto di salutare la vita continuando a fare musica. Non è un tuffo nella tristezza o un elogio della morte, ma al contrario un elogio alla vita. Infatti ricordare questi artisti è il miglior modo per mostrarci grati a ciò che ci hanno donato: la loro arte.

Green Carnation “A Dark Poem, Part III: The Messiah Complex” (Season Of Mist, 2026)

Terzo e ultimo capitolo di “A Dark Poem”, che nella sua interezza è un’opera maestosa e impegnativa che richiede più di un ascolto per coglierne i tanti dettagli.

Green Lung “Necropolitan” (Nuclear Blast Records, 2026)

Con “Necropolitan” i Green Lung confermano di essere una grandissima band e, dopo l’addio di Ozzy e di fatto dei Black Sabbath più doom, si candidano per raccoglierne l’eredità artistica in patria e non solo.

Jehovah On Death “Lágrimas De Oro” (I, Voidhanger Records, 2026)

Gli Jehovah On Death sono una realtà del panorama rock internazionale della quale sentiremo molto parlare; hanno attitudine, idee, immagine, talento e sanno dove vogliono andare. Speriamo che presto si esibiscano in Italia, la loro proposta trova nel palco il suo ambiente ideale.

Cinquant’anni anni fa esatti nasceva il punk. O più precisamente cominciava a morire

𝐏u𝐧k: 𝐪u𝐚n𝐝o n𝐚s𝐜i𝐭a e m𝐨r𝐭e c𝐨i𝐧c𝐢d𝐨n𝐨. S𝐜o𝐩r𝐢a𝐦o p𝐞r𝐜h𝐞̀!
8 settembre 1976, esce “Anarchy In The UK”, primo singolo dei Sex Pistols, per convenzione il giorno in cui tutto ha inizio. E invece è la fine!

Andromeda presenta: 33+1 dischi anni ’80 di HARD, HEAVY, FM, AOR canadese!

Dalla fanzine n.8, che presenta 111 album di hard rock/heavy metal canadese, estrapoliamo 33 album. Non i migliori, ma quelli con cui vogliamo stimolare la vostra curiosità. Se siete interessati alla fanzine scrivetemi in privato.

Danielle Nicole “Fireflies” (Forty Below Records, 2026)

Un album ben fatto, suonato benissimo e dal songwriting di alto livello, dalla bassista e cantante statunitense non possiamo pretendere di più, brava.

Shakra “Just Live Loud!” (Frontiers Records, 2026)

Gli svizzeri Shakra ancora una volta non deludono, dinamiche ed energia vi faranno divertire, in questo nuovo album ricco di chitarre potenti e ritornelli melodici, scritti per essere riproposti in sede live.

Sweet Electric “Something Something Disco” (Autoprodotto, 2026)

Secondo disco per la band di Colonia Sweet Electric, “Something Something Disco”  è un disco pensato, non c’è una canzone decisamente brutta nell’album, e sebbene manchi un filo conduttore (cosa che potrebbe essere voluta) risulta difficile non innamorarsi di questi cinque simpatici, scanzonati ragazzi

Scorpion Milk “Flesh Masks For Skulls”  (Peaceville Records, 2026)

Nuovo EP per la creatura di Mat McNerney, quattro brani nuovo e un remix curato da ospiti sorprendenti

Avrak “Avrak” (Peaceville Records, 2026)

Il gruppo di Ted Skjellum, alias Nocturno Culto, al di fuori dei Darkthrone, per dare piena soddisfazione alla sua passione per l’old metal.

The Night Eternal “Cold Velvet” (Metal Blade Records, 2026)

Sono certo che “Cold Velvet” sarà l’album della consacrazione di una band solida, determinata e capace di schierare un vocalist riconoscibile al primo ascolto.

Ricky Warwick “Fire & Vengeance” (Earache Records, 2026)

RQuesto non è solo un disco, ma una raccolta di pensieri, umori e storie di Ricky Warwick, un rocker vero che da 40 anni canta e suona quello che ama.

CoreLeoni “Generection” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Il chitarrista e membro fondatore dei Gotthard torna in prima linea con i suoi CoreLeoni. Questo quarto album è il lavoro più pesante, per un hard Rock tirato mischiato ad une vena soul molto interessante.

Gjenferd “Black Smoke Rising” (Apollon Records, 2026)

La fiamma dell’hard rock dei ‘70 non cesserà mai di spegnersi, ovunque, tanto più nei paesi scandinavi, dove centinaia di band radicano le loro basi in quel periodo. Non è facile per gli appassionati e i cultori arrivare a conoscere tutto e, soprattutto, avere il...

Black Reflex “Zero Dawn” (Andromeda Relix, 2026)

“Zero Dawn” è un album importante, di vero heavy metal, che speriamo non si mescoli alla massa di titoli metal fatti con il metodo del copia/incolla e trovi l’attenzione che merita.

Stormbringer “Transcendence” (Attic Records, 2026)

La band del Northamptonshire torna con ‘Transcendence’. I ragazzi hanno confezionato un disco travolgente, di classico heavy metal, come si faceva ai tempi d’oro del genere. Assolutamente consigliato e per me è sicuramente uno dei migliori dischi del genere in questo 2026.

Pirate Queen “Sailing Around The World” (Despotz Records, 2026)

Le Pirate Queen proseguono il loro viaggio attraverso i mari dell’heavy metal con il secondo album “Sailing Around The World”. Un combinazione affascinante di epic, melodia ed energia, perfetta per mettersi in viaggio con le regine dei pirati.

“Over The Edge Ft. Mickey Thomas – XXX Anniversary Edition” (Frontiers Records, 2026) 

Arriva la ristampa di “Over The Edge”, l’acclamato album rock melodico che presenta la voce inconfondibile di Mickey Thomas (Starship, Jefferson Starship), originariamente pubblicato nel 2004,

Todd Adelman “Todd Adelman And The Woodsmen” (VFIB Recordings, 2026)

Todd Adelman And The Woodsmen risulta quindi un album di genere, niente di più niente di meno, ma pregno di atmosfere suggestive e belle canzoni. What Else?

Sha-Boom “Another Nail In The Coffin” (Silver Lining Music, 2026)

Dopo oltre vent’anni, gli hard rocker svedesi Sha-Boom sono tornati in vita con “Another Nail In The Coffin”, un un bel ritorno, un gran disco AOR, consigliatissimo per gli amanti del genere.

Jeffrey Halford And The Healers “Used Parts” (Shoeless Records, 2026)

Album piacevole, che non potete perdere se siete amanti dei suoni tradizionali d’oltreoceano.

Mad Max “Stories Of Destiny” ( Rock Of Angels Records, 2026)

45 anni di Mad Max, band tedesca che ha lasciato il segno nel mondo hard&heavy di stampo europeo. “Stories Of Destiny” si presenta pulito e moderno, Rolf Munkes ha compiuto un buon lavoro, per un ritorno che merita un plauso.

Joanna Connor “Live On 11/11” (MC Records, 2026)

Grandi brani, improvvisazioni e jam da infarto, fanno di questo live un documento prezioso su di un’artista magari qualche passo indietro a livello di popolarità rispetto ad altre colleghe della scena, ma sicuramente al top se si parla di passione, attitudine e bravura.

Flotsam And Jetsam “Rats In The Temple” (Napalm Records, 2026)

I Flotsam e Jetsam ci offrono il loro miglior disco post reunion, una produzione aggressiva e dura rispetto alle prime uscite anni ’80, ma i tempi chiedono questo e l’anima non ne esce snaturata. Gran disco thrash metal!

The Alarm “Transformation” (Twenty First Century Recording Company, 2026)

Il commovente ed entusiasmante testamento di Mike Peters. Qui giace un vinto che non si è arreso.

Triosphere “Oceans Above, Stars Below” (Frontiers Records, 2026)

La band norvegese heavy metal Triosphere ritorna dopo ben 12 anni con un nuovo lavoro ambizioso che raccoglie al suo interno molti stili, tra hard rock, power prog e thrash metal, un bel disco per gli amanti del genere.

Cimarron 615 “Same Sky” (Blue Elan, 2026)

Una raccolta di bellissime canzoni country, impreziosite da splendidi intrecci vocali, marchio di fabbrica dei musicisti coinvolti che, come tradizione, non rinunciano a quelle chitarre rock che rafforzano il sound.

Noveria “Becoming After” (Scarlet Records, 2026)

Non posso che dargli dieci, e lo scrivo senza il minimo imbarazzo, perché è un disco meraviglioso e perché ogni tanto conviene dirlo ad alta voce, così magari al prossimo giro non se lo perde nessuno.

Jon Lee & The Apparitions “Next Town” (Magic Hallway Records, 2026)

Un album a cui bisogna dedicare la giusta attenzione ma che non manca di momenti molto interessanti, le ispirazioni possono essere soggettive anche se è indubbio che i generi citati abbiano tutti la loro importanza, promosso.

Tokyo Blade “Hoist The Colors High” (Cherry Red Records, 2026)

Bentornati ai Tokyo Blade, oltre quattro decenni dopo con la formazione originale classica e un nuovo album “Hoist the Colours High”: un lavoro muscoloso e incisivo di heavy metal infuocato, con le radici nella NWOBHM!

Issa “Fire & Ice” (Frontiers Records, 2026)

La regina norvegese dell’AOR Issa torna con “Fire And Ice”, il suo disco più esaltante e cinematografico. Ogni traccia dell’album è scritta e prodotta dai leggendari fratelli Tom e James Martin, che hanno creato un suono che cattura perfettamente lo spirito del rock melodico degli anni ’80.

Social Distortion “Born To Kill” (Epitaph, 2026)

Il tempo passa per tutti, anche per un gruppo puro come questo ma, credetemi, “Born To Kill”, titolo troppo cattivo per quello che si ascolta, ci offre tante cose che meritano di essere ascoltate. Soprattutto se siete fan della band.

Robert Jon & The Wreck “Wreckage Vol.3” (Journeyman Records, 2026).

I Robert Jon & The Wreck fanno gli straordinari e noi non possiamo che esserne felici, questa raccolta ci offre uno spaccato odierno del gruppo e la sua voglia di andare per la propria strada, suonando quello che ad oggi riesce meglio, ovvero rock classico, energico e splendidamente sudista.

Kickin Valentina “Anthems From The Underground” (Mighty Music, 2026)

I Kickin Valentina tornano con u album che conferma Pete Newdeck come grande autore di hard ottantiano, tra melodia e street rock.

Night Ranger “Best Of” (Frontiers Records, 2026)

Sesta raccolta, per i californiani Night Ranger. Ma questa volta propone versioni remixate e rimasterizzate di successi che coprono la brillante carriera della band,

Gràinne Duffy “What Am I Supposed To Do?” (Indipendent, 2026)

Altro ottimo lavoro questo nuovissimo “”What Am I Supposed To You?”, Gràinne Duffy si conferma artista da seguire nell’immensa scena blues rock odierna.

Widowspeak “Roses” (Captured Tracks, 2026).

L’album che rientra in quella sfera di ascolti dove musica e magia sono divise da una linea sottilissima lascia che l’ascoltatore entri nel suo mondo con la delicata eleganza che ne conviene, mai troppo energico, ma assolutamente godibile, “Roses” è consigliato ai palati più fini del classic rock (dalle sfumature Indie) del nuovo millennio.

Alchem “Bloody Rose” (The Triad Records – distr. Black Widow Records, 2026)

Gli Alchem, con la loro musica coinvolgente e variegata, devono essere approfonditi da chi cerca emozioni aldilà di strade facili e immediate, andando ad arricchire ulteriormente la scena romana nella quale operano da tempo entità coraggiose e difficilmente etichettabili come Arpia e Dunwich.

The Cinelli Brothers “Live Here And There” (The Cinelli Brothers, 2026)

270 concerti in giro per il mondo, un lungo viaggio portando la propria musica dal vivo.“Live Here And There” è il risultato, il sunto di tanti chilometri, di concerti e storie che formano un pezzo di vita all’insegna del rock’n’roll.

The Eternal “Obscured Horizons” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Con “Obscured Horizons”, The Eternal firma il proprio album migliore, dimostrando che il legame con gli Amorphis ne ha favorito la crescita, forse ancor oltre gli ultimi lavori della stessa band di Helsinki, sempre buoni, ma non così sfaccettati.

Albert Castiglia “Grits & Glory” (Gulf Coast Records, 2026)

Per il prossimo Blood Brothers c’è tempo, intanto godetevi questo “Grits & Glory”, nuovo capitolo di questo grande musicista statunitense. Blues on!

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

The Beatles “Beatles ’64” (Apple Corps, 2024. Piattaforma Disney Channel)

Non l’ennesimo documentario, ma un viaggio nel backstage dei Beatles mentre, tra sorrisi e capolavori, stavano conquistando il mondo. Imperdibile!!

Stone Whiskey “Scream For Rock” (Kivel Records, 2024)

“Scream For Rock” è il disco perfetto per i fans di Guns N’ Roses, Jackyl, Lynyrd Skynyrd e della scena rock’n’roll degli anni Ottanta. Consigliato.

The Sheepdogs “Hell Together” (Right On Records, 2024)

Un ep che conferma la scelta di Ewan Currie di percorrere sentieri blues psichedelici e folk rock. In attesa di un album intero, è un bel sentire.

Bruce Springsteen & The E Street Band “Road Diary” (Columbia, 2024. Piattaforma Disney Channel)

“Road Diary” non è un film concerto, è la porta che si apre sui segreti che la E Street Band finora aveva sempre mantenuto in un’aura di leggenda.

Cigar Box Band “Time To Go” (M&O Music, 2024)

I brasiliani Cigar Box sono un trio da seguire con attenzione, soprattutto se amate l’hard rock con influenze blues e southern.

Lions In The Street “Moving Along” (Interior Castle Music, 2024)

Classic rock tra hard, blues e southern per il secondo album di questa promettete band canadese!

Raven Sad “Polar Human Circle” (AMS, 2024)

“Polar Human Circle” è un album bello, intenso ed affascinante, parzialmente slegato dal passato della band, ma che offre il punto di incontro tra prog classico ed una visione attuale.

Ulver “Liminal Animals” (House Of Mythology, 2024)

Gli Ulver meritano il massimo rispetto per l’arte che ci offrono e che non smette di sorprenderci. Che si tratti di metal o meno è solo un dettaglio.

Storace “Live And Let Live + Bonus Live Album” (Frontiers Records, 2024)

La Frontiers approfitta della recente uscita di “Crossfire” del cantante dei Krokus, lo svizzero-maltese Marc Storace per ristampare il suo debutto solista, “Live And Let Live” del 2021 con l’aggiunta di un secondo cd bonus dal vivo.

Anciients “Beyond The Reach Of The Sun” (Season Of Mist, 2024)

Un album da avere assolutamente se siete amanti della musica progressiva che non ha barriere e confini.

Estra “Gli Anni Venti” (MoonMusic/Freecom, 2024)

C’era bisogno di un disco così: crudo, diretto, pieno di significati, che getta un’ancora di salvezza al rock italiano. Insieme si può!!

Tygers Of Pan Tang “Animal Instinct” (Mighty Music, 2024)

I Tygers Of Pan Tang non si fermano mai. Ecco una nuova versione di “Animal Instinct” rispettosa dell’originale, ma che ne migliora il suono e la produzione. E che copertina!!

Hamish Anderson “Electric” (Hamish Anderson, 2024)

L’australiano Hamish Anderson firma un album bello e interessante, consigliato a tutti quelli che amano il buon rock, privo di etichette, ma con tanta anima!

Vern Daysel & The Burning Breeze “Round Up The Wagons” (Willow Creek Records, 2024)

Ottimo lavoro e una vera gradita sorpresa questo album del chitarrista sudafricano Vern Daysel con la sua band. Se siete amanti del classic rock dalle tinte southern, fatevi avanti!

Frost* “Life In The Wires” (InsideOut, 2024)

I Frost* pubblicano un album, il quinto, splendido, che ci riconcilia con il significato attuale di rock progressivo.

Chrysalïd “Breaking The Chains” (Rockshots, 2024)

Nostalgia del puro heavy metal? “Breaking The Chains” è il disco con cui farete pace con i ricordi.

Blue Öyster Cult “50th Anniversary Live : Third Night (2CD+DVD)” (Frontiers Records, 2024)

Arriva “Third Night” l’ultima puntata dell’album dal vivo che celebra il 50esimo anniversario della grande band americana, Blue Öyster Cult.

Illusion Force “Halfana” (Frontiers Records, 2024)

Arriva anche in Europa la band power metal giapponese Illusion Force, con il loro power velocissimo mischiato ad una storica danza giapponese.

Venus In Vegas “Back In Sin” (Golden Robot Records/Robot Distro, 2024)

Venus In Vegas: una nuova realtà si è affacciata sul mondo del rock duro tricolore, non lasciatevela sfuggire.

Pearl Jam “Gigaton” (Monkeyrench, Republic, 2020)

Inauguriamo la rubrica “Vicini, ma lontani” con lo scopo di riascoltare dischi importanti, di successo, da culto o poco noti, ma chiacchierati, usciti qualche anno fa e di verificare che effetto ci fanno. Partiamo con “Gigaton” dei Pearl Jam

Nirnaeth “Il Paradiso non è altrove” (Andromeda Relix, 2024)

Tecnici, ma mai esibizionisti, veloci, ma mai esagerati, potenti, ma mai cacofonici, i Nirnaeth con “Il Paradiso non è altrove” ci offrono uno dei dischi più belli e sinceri dell’anno in campo thrash metal.

Magick Potion “Magick Potion” (RidingEasy Records, 2024)

Un bel debutto per questa band di Baltimora, in bilico tra sostanza hard rock ed atmosfere doom blues e pichedeliche!!

Alunah “Fever Dream” (Heavy Psych Sounds, 2024)

Gli inglesi Alunah si confermano una delle band più interessanti nei territori heavy psycho doom. Ma c’è una defezione dell’ultima ora…

Heart Of Pine “Southern Soul Revival” (Indipendente, 2024)

Un southern dal gusto classico che si sposa con la psichedelia per questa band di Athens, che ci regala le giuste buone vibrazioni!

Lucinda Williams “Lucinda Williams Sings The Beatles From Abbey Road” (Highway 20 Records/Thirty Tigers, 2024)

Lucinda Williams dedica il settimo capitolo della sua serie “Lu’s Jukebox” ai Beatles e va ad Abbey Road a cantarli. Stupendo!

Drakkar “Spread Your Wings” (Punishment 18, 2024)

Con ‘Spread Your Wings’ i Drakkar ci propongono la loro opera più matura, un album legato alla tradizione, ma che sa guardare anche al domani.

Marilyn Manson “One Assassination Under God – Chapter 1” (Nuclear Blast, 2024)

Il reverendo torna con un album intenso, cupo, ma pieno di luce, ingigantito dalla sua voce magnetica. Ed ora aspettiamo impazienti il secondo capitolo!

Sólstafir “Hin Helga Kvöl” (Century Media Records, 2024)

I Sólstafir presentano ancora un album ricco di tutti gli aspetti che li hanno resi riconoscibili al primo ascolto. Bersaglio centrato!

Blacksmith Tales “Pathway To Hamlet’s Hill” (Immaginifica/Aereostella, 2024)

Album consigliato senza remore a tutti gli appassionati di prog, che sia tradizionale o meno poco importa. Bravissimi.

Opeth “The Last Will And Testament” (Reigning Phoenix Music, 2024)

Un disco ispirato, che saprà soddisfare chi vede negli Opeth, uno dei punti di riferimento del metal a tinte dark e prog di questo millennio.

Crossbone Skully “Evil World Machine” (Better Noise Music 2024)

Si scomoda addirittura il leggendario Mutt Lange alla produzione per questo progetto nato un paio di anni fa da Tommy Henriksen, chitarrista di Alice Cooper.
Un album intriso di rock’n’roll stile AC/DC!!

Bobbie Dazzle “Fandabidozi” (Rise Above Records, 2024)

Il rock come terapia: “Fandabidozi” è un album esplosivo e divertente con il quale Siân ha voluto reagire al grave lutto che l’ha colpita con la perdita della sorella.

Hail Darkness “Death Divine” (Vatican / Black Widow Records, 2024)

Notevole debutto per gli Gli Hail Darkness, band americana dedita a un occult-doom che affonda le sue radici negli anni ‘70.

Neal Morse & The Resonance “No Hill For A Climber” (Inside Out, 2024)

Un nuovo progetto di Neal Morse, che porta il suo marchio indelebile: rock progressivo magniloquente e pomposo.

Drive-By Truckers “American Band Deluxe Edition” (ATO Records, ristampa 2024)

Una ristampa in versione deluxe di uno degli album più significativi del rock americano di questo millennio.

Blind Golem “Wunderkammer” (Andromeda Relix, 2024)

I Blind Golem, con “Wunderkammer”, fanno un passo avanti e dimostrano non solo di saper interpretare un suono, ma anche di avere talento nello scrivere brani variegati.

Brant Bjork Trio “Once Upon A Time In The Desert” (Duna Records, 2024)

Il guru dello stoner Brant Bjork, anche con questo progetto, ci regala un’altra gemma di heavy rock incandescente.

Monolithe “Black Hole District” (Hammerheart Records, 2024)

Oggi più che mai il doom metal si chiama anche Monolithe, fate vostro senza riserve questo loro ultimo lavoro.

Mojo Thunder “The Infinite Hope” (Agelaius Music Group, 2024)

Un misto di hard rock, venature soul e persino un tocco di metal, gli americani Mojo Thunder ci regalano un nuovo album da ascoltare a ripetizione.

Erisu “Heavy Goddesses” (HI-QU Music, 2024)

Con “Rock Goddesses” le Erisu dimostrano di essere una realtà importante, con la possibilità di portare il rock italiano fuori dai nostri confini, cosa che tra l’altro è già avvenuta in più di un’occasione.

The Picturebooks “Albuquerque” (Sunny Slope Records, 2024)

Un disco che funziona tra chitarre torturate, ritmi tribali e cori che arricchiscono l’atmosfera desertica dei brani. Consigliato!

Body Count “Merciless” (Century Media, 2024)

Ice T e i suoi Body Count sono ancora in giro con i loro riff killer, ritmiche serrate, pesanti e le loro rime affilate e taglienti. Fidatevi, “Merciless” è un gran bel disco!!

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Roby Vanni

Chitarrista veronese graduato nel 1995 al G.I.T. di Los Angeles, Roby Vanni è un chitarrista fieramente innamorato degli anni ’80, ma c’è molto altro da dire. Scopritelo in questa intervista, dove si parla del suo amico Steve Lukather, dell’incontro con Ringo Starr e… E in famiglia c’è già l’erede che ha superato il padre, il figlio Davi Lee.

Da David Bowie a Freddie Mercury a Johnny Cash. Testamenti in musica: quando si muore cantando!!

𝑻𝒆𝒔𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒊𝒏 𝒎𝒖𝒔𝒊𝒄𝒂, 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒔𝒊 𝒎𝒖𝒐𝒓𝒆 𝒄𝒂𝒏𝒕𝒂𝒏𝒅𝒐
Partendo dal disco scritto da Mike Peters in punto di morte, il nostro Gabriele Bassanetti viaggia tra alcuni dei più grandi amati che hanno scelto di salutare la vita continuando a fare musica. Non è un tuffo nella tristezza o un elogio della morte, ma al contrario un elogio alla vita. Infatti ricordare questi artisti è il miglior modo per mostrarci grati a ciò che ci hanno donato: la loro arte.

Green Carnation “A Dark Poem, Part III: The Messiah Complex” (Season Of Mist, 2026)

Terzo e ultimo capitolo di “A Dark Poem”, che nella sua interezza è un’opera maestosa e impegnativa che richiede più di un ascolto per coglierne i tanti dettagli.

Green Lung “Necropolitan” (Nuclear Blast Records, 2026)

Con “Necropolitan” i Green Lung confermano di essere una grandissima band e, dopo l’addio di Ozzy e di fatto dei Black Sabbath più doom, si candidano per raccoglierne l’eredità artistica in patria e non solo.

Jehovah On Death “Lágrimas De Oro” (I, Voidhanger Records, 2026)

Gli Jehovah On Death sono una realtà del panorama rock internazionale della quale sentiremo molto parlare; hanno attitudine, idee, immagine, talento e sanno dove vogliono andare. Speriamo che presto si esibiscano in Italia, la loro proposta trova nel palco il suo ambiente ideale.

Cinquant’anni anni fa esatti nasceva il punk. O più precisamente cominciava a morire

𝐏u𝐧k: 𝐪u𝐚n𝐝o n𝐚s𝐜i𝐭a e m𝐨r𝐭e c𝐨i𝐧c𝐢d𝐨n𝐨. S𝐜o𝐩r𝐢a𝐦o p𝐞r𝐜h𝐞̀!
8 settembre 1976, esce “Anarchy In The UK”, primo singolo dei Sex Pistols, per convenzione il giorno in cui tutto ha inizio. E invece è la fine!

Andromeda presenta: 33+1 dischi anni ’80 di HARD, HEAVY, FM, AOR canadese!

Dalla fanzine n.8, che presenta 111 album di hard rock/heavy metal canadese, estrapoliamo 33 album. Non i migliori, ma quelli con cui vogliamo stimolare la vostra curiosità. Se siete interessati alla fanzine scrivetemi in privato.

Danielle Nicole “Fireflies” (Forty Below Records, 2026)

Un album ben fatto, suonato benissimo e dal songwriting di alto livello, dalla bassista e cantante statunitense non possiamo pretendere di più, brava.

Shakra “Just Live Loud!” (Frontiers Records, 2026)

Gli svizzeri Shakra ancora una volta non deludono, dinamiche ed energia vi faranno divertire, in questo nuovo album ricco di chitarre potenti e ritornelli melodici, scritti per essere riproposti in sede live.

Sweet Electric “Something Something Disco” (Autoprodotto, 2026)

Secondo disco per la band di Colonia Sweet Electric, “Something Something Disco”  è un disco pensato, non c’è una canzone decisamente brutta nell’album, e sebbene manchi un filo conduttore (cosa che potrebbe essere voluta) risulta difficile non innamorarsi di questi cinque simpatici, scanzonati ragazzi

Scorpion Milk “Flesh Masks For Skulls”  (Peaceville Records, 2026)

Nuovo EP per la creatura di Mat McNerney, quattro brani nuovo e un remix curato da ospiti sorprendenti

Avrak “Avrak” (Peaceville Records, 2026)

Il gruppo di Ted Skjellum, alias Nocturno Culto, al di fuori dei Darkthrone, per dare piena soddisfazione alla sua passione per l’old metal.

The Night Eternal “Cold Velvet” (Metal Blade Records, 2026)

Sono certo che “Cold Velvet” sarà l’album della consacrazione di una band solida, determinata e capace di schierare un vocalist riconoscibile al primo ascolto.

Ricky Warwick “Fire & Vengeance” (Earache Records, 2026)

RQuesto non è solo un disco, ma una raccolta di pensieri, umori e storie di Ricky Warwick, un rocker vero che da 40 anni canta e suona quello che ama.

CoreLeoni “Generection” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Il chitarrista e membro fondatore dei Gotthard torna in prima linea con i suoi CoreLeoni. Questo quarto album è il lavoro più pesante, per un hard Rock tirato mischiato ad une vena soul molto interessante.

Gjenferd “Black Smoke Rising” (Apollon Records, 2026)

La fiamma dell’hard rock dei ‘70 non cesserà mai di spegnersi, ovunque, tanto più nei paesi scandinavi, dove centinaia di band radicano le loro basi in quel periodo. Non è facile per gli appassionati e i cultori arrivare a conoscere tutto e, soprattutto, avere il...

Black Reflex “Zero Dawn” (Andromeda Relix, 2026)

“Zero Dawn” è un album importante, di vero heavy metal, che speriamo non si mescoli alla massa di titoli metal fatti con il metodo del copia/incolla e trovi l’attenzione che merita.

Stormbringer “Transcendence” (Attic Records, 2026)

La band del Northamptonshire torna con ‘Transcendence’. I ragazzi hanno confezionato un disco travolgente, di classico heavy metal, come si faceva ai tempi d’oro del genere. Assolutamente consigliato e per me è sicuramente uno dei migliori dischi del genere in questo 2026.

Pirate Queen “Sailing Around The World” (Despotz Records, 2026)

Le Pirate Queen proseguono il loro viaggio attraverso i mari dell’heavy metal con il secondo album “Sailing Around The World”. Un combinazione affascinante di epic, melodia ed energia, perfetta per mettersi in viaggio con le regine dei pirati.

“Over The Edge Ft. Mickey Thomas – XXX Anniversary Edition” (Frontiers Records, 2026) 

Arriva la ristampa di “Over The Edge”, l’acclamato album rock melodico che presenta la voce inconfondibile di Mickey Thomas (Starship, Jefferson Starship), originariamente pubblicato nel 2004,

Todd Adelman “Todd Adelman And The Woodsmen” (VFIB Recordings, 2026)

Todd Adelman And The Woodsmen risulta quindi un album di genere, niente di più niente di meno, ma pregno di atmosfere suggestive e belle canzoni. What Else?

Sha-Boom “Another Nail In The Coffin” (Silver Lining Music, 2026)

Dopo oltre vent’anni, gli hard rocker svedesi Sha-Boom sono tornati in vita con “Another Nail In The Coffin”, un un bel ritorno, un gran disco AOR, consigliatissimo per gli amanti del genere.

Jeffrey Halford And The Healers “Used Parts” (Shoeless Records, 2026)

Album piacevole, che non potete perdere se siete amanti dei suoni tradizionali d’oltreoceano.

Mad Max “Stories Of Destiny” ( Rock Of Angels Records, 2026)

45 anni di Mad Max, band tedesca che ha lasciato il segno nel mondo hard&heavy di stampo europeo. “Stories Of Destiny” si presenta pulito e moderno, Rolf Munkes ha compiuto un buon lavoro, per un ritorno che merita un plauso.

Joanna Connor “Live On 11/11” (MC Records, 2026)

Grandi brani, improvvisazioni e jam da infarto, fanno di questo live un documento prezioso su di un’artista magari qualche passo indietro a livello di popolarità rispetto ad altre colleghe della scena, ma sicuramente al top se si parla di passione, attitudine e bravura.

Flotsam And Jetsam “Rats In The Temple” (Napalm Records, 2026)

I Flotsam e Jetsam ci offrono il loro miglior disco post reunion, una produzione aggressiva e dura rispetto alle prime uscite anni ’80, ma i tempi chiedono questo e l’anima non ne esce snaturata. Gran disco thrash metal!

The Alarm “Transformation” (Twenty First Century Recording Company, 2026)

Il commovente ed entusiasmante testamento di Mike Peters. Qui giace un vinto che non si è arreso.

Triosphere “Oceans Above, Stars Below” (Frontiers Records, 2026)

La band norvegese heavy metal Triosphere ritorna dopo ben 12 anni con un nuovo lavoro ambizioso che raccoglie al suo interno molti stili, tra hard rock, power prog e thrash metal, un bel disco per gli amanti del genere.

Cimarron 615 “Same Sky” (Blue Elan, 2026)

Una raccolta di bellissime canzoni country, impreziosite da splendidi intrecci vocali, marchio di fabbrica dei musicisti coinvolti che, come tradizione, non rinunciano a quelle chitarre rock che rafforzano il sound.

Noveria “Becoming After” (Scarlet Records, 2026)

Non posso che dargli dieci, e lo scrivo senza il minimo imbarazzo, perché è un disco meraviglioso e perché ogni tanto conviene dirlo ad alta voce, così magari al prossimo giro non se lo perde nessuno.

Jon Lee & The Apparitions “Next Town” (Magic Hallway Records, 2026)

Un album a cui bisogna dedicare la giusta attenzione ma che non manca di momenti molto interessanti, le ispirazioni possono essere soggettive anche se è indubbio che i generi citati abbiano tutti la loro importanza, promosso.

Tokyo Blade “Hoist The Colors High” (Cherry Red Records, 2026)

Bentornati ai Tokyo Blade, oltre quattro decenni dopo con la formazione originale classica e un nuovo album “Hoist the Colours High”: un lavoro muscoloso e incisivo di heavy metal infuocato, con le radici nella NWOBHM!

Issa “Fire & Ice” (Frontiers Records, 2026)

La regina norvegese dell’AOR Issa torna con “Fire And Ice”, il suo disco più esaltante e cinematografico. Ogni traccia dell’album è scritta e prodotta dai leggendari fratelli Tom e James Martin, che hanno creato un suono che cattura perfettamente lo spirito del rock melodico degli anni ’80.

Social Distortion “Born To Kill” (Epitaph, 2026)

Il tempo passa per tutti, anche per un gruppo puro come questo ma, credetemi, “Born To Kill”, titolo troppo cattivo per quello che si ascolta, ci offre tante cose che meritano di essere ascoltate. Soprattutto se siete fan della band.

Robert Jon & The Wreck “Wreckage Vol.3” (Journeyman Records, 2026).

I Robert Jon & The Wreck fanno gli straordinari e noi non possiamo che esserne felici, questa raccolta ci offre uno spaccato odierno del gruppo e la sua voglia di andare per la propria strada, suonando quello che ad oggi riesce meglio, ovvero rock classico, energico e splendidamente sudista.

Kickin Valentina “Anthems From The Underground” (Mighty Music, 2026)

I Kickin Valentina tornano con u album che conferma Pete Newdeck come grande autore di hard ottantiano, tra melodia e street rock.

Night Ranger “Best Of” (Frontiers Records, 2026)

Sesta raccolta, per i californiani Night Ranger. Ma questa volta propone versioni remixate e rimasterizzate di successi che coprono la brillante carriera della band,

Gràinne Duffy “What Am I Supposed To Do?” (Indipendent, 2026)

Altro ottimo lavoro questo nuovissimo “”What Am I Supposed To You?”, Gràinne Duffy si conferma artista da seguire nell’immensa scena blues rock odierna.

Widowspeak “Roses” (Captured Tracks, 2026).

L’album che rientra in quella sfera di ascolti dove musica e magia sono divise da una linea sottilissima lascia che l’ascoltatore entri nel suo mondo con la delicata eleganza che ne conviene, mai troppo energico, ma assolutamente godibile, “Roses” è consigliato ai palati più fini del classic rock (dalle sfumature Indie) del nuovo millennio.

Alchem “Bloody Rose” (The Triad Records – distr. Black Widow Records, 2026)

Gli Alchem, con la loro musica coinvolgente e variegata, devono essere approfonditi da chi cerca emozioni aldilà di strade facili e immediate, andando ad arricchire ulteriormente la scena romana nella quale operano da tempo entità coraggiose e difficilmente etichettabili come Arpia e Dunwich.

The Cinelli Brothers “Live Here And There” (The Cinelli Brothers, 2026)

270 concerti in giro per il mondo, un lungo viaggio portando la propria musica dal vivo.“Live Here And There” è il risultato, il sunto di tanti chilometri, di concerti e storie che formano un pezzo di vita all’insegna del rock’n’roll.

The Eternal “Obscured Horizons” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Con “Obscured Horizons”, The Eternal firma il proprio album migliore, dimostrando che il legame con gli Amorphis ne ha favorito la crescita, forse ancor oltre gli ultimi lavori della stessa band di Helsinki, sempre buoni, ma non così sfaccettati.

Albert Castiglia “Grits & Glory” (Gulf Coast Records, 2026)

Per il prossimo Blood Brothers c’è tempo, intanto godetevi questo “Grits & Glory”, nuovo capitolo di questo grande musicista statunitense. Blues on!

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

The Beatles “Beatles ’64” (Apple Corps, 2024. Piattaforma Disney Channel)

Non l’ennesimo documentario, ma un viaggio nel backstage dei Beatles mentre, tra sorrisi e capolavori, stavano conquistando il mondo. Imperdibile!!

Stone Whiskey “Scream For Rock” (Kivel Records, 2024)

“Scream For Rock” è il disco perfetto per i fans di Guns N’ Roses, Jackyl, Lynyrd Skynyrd e della scena rock’n’roll degli anni Ottanta. Consigliato.

The Sheepdogs “Hell Together” (Right On Records, 2024)

Un ep che conferma la scelta di Ewan Currie di percorrere sentieri blues psichedelici e folk rock. In attesa di un album intero, è un bel sentire.

Bruce Springsteen & The E Street Band “Road Diary” (Columbia, 2024. Piattaforma Disney Channel)

“Road Diary” non è un film concerto, è la porta che si apre sui segreti che la E Street Band finora aveva sempre mantenuto in un’aura di leggenda.

Cigar Box Band “Time To Go” (M&O Music, 2024)

I brasiliani Cigar Box sono un trio da seguire con attenzione, soprattutto se amate l’hard rock con influenze blues e southern.

Lions In The Street “Moving Along” (Interior Castle Music, 2024)

Classic rock tra hard, blues e southern per il secondo album di questa promettete band canadese!

Raven Sad “Polar Human Circle” (AMS, 2024)

“Polar Human Circle” è un album bello, intenso ed affascinante, parzialmente slegato dal passato della band, ma che offre il punto di incontro tra prog classico ed una visione attuale.

Ulver “Liminal Animals” (House Of Mythology, 2024)

Gli Ulver meritano il massimo rispetto per l’arte che ci offrono e che non smette di sorprenderci. Che si tratti di metal o meno è solo un dettaglio.

Storace “Live And Let Live + Bonus Live Album” (Frontiers Records, 2024)

La Frontiers approfitta della recente uscita di “Crossfire” del cantante dei Krokus, lo svizzero-maltese Marc Storace per ristampare il suo debutto solista, “Live And Let Live” del 2021 con l’aggiunta di un secondo cd bonus dal vivo.

Anciients “Beyond The Reach Of The Sun” (Season Of Mist, 2024)

Un album da avere assolutamente se siete amanti della musica progressiva che non ha barriere e confini.

Estra “Gli Anni Venti” (MoonMusic/Freecom, 2024)

C’era bisogno di un disco così: crudo, diretto, pieno di significati, che getta un’ancora di salvezza al rock italiano. Insieme si può!!

Tygers Of Pan Tang “Animal Instinct” (Mighty Music, 2024)

I Tygers Of Pan Tang non si fermano mai. Ecco una nuova versione di “Animal Instinct” rispettosa dell’originale, ma che ne migliora il suono e la produzione. E che copertina!!

Hamish Anderson “Electric” (Hamish Anderson, 2024)

L’australiano Hamish Anderson firma un album bello e interessante, consigliato a tutti quelli che amano il buon rock, privo di etichette, ma con tanta anima!

Vern Daysel & The Burning Breeze “Round Up The Wagons” (Willow Creek Records, 2024)

Ottimo lavoro e una vera gradita sorpresa questo album del chitarrista sudafricano Vern Daysel con la sua band. Se siete amanti del classic rock dalle tinte southern, fatevi avanti!

Frost* “Life In The Wires” (InsideOut, 2024)

I Frost* pubblicano un album, il quinto, splendido, che ci riconcilia con il significato attuale di rock progressivo.

Chrysalïd “Breaking The Chains” (Rockshots, 2024)

Nostalgia del puro heavy metal? “Breaking The Chains” è il disco con cui farete pace con i ricordi.

Blue Öyster Cult “50th Anniversary Live : Third Night (2CD+DVD)” (Frontiers Records, 2024)

Arriva “Third Night” l’ultima puntata dell’album dal vivo che celebra il 50esimo anniversario della grande band americana, Blue Öyster Cult.

Illusion Force “Halfana” (Frontiers Records, 2024)

Arriva anche in Europa la band power metal giapponese Illusion Force, con il loro power velocissimo mischiato ad una storica danza giapponese.

Venus In Vegas “Back In Sin” (Golden Robot Records/Robot Distro, 2024)

Venus In Vegas: una nuova realtà si è affacciata sul mondo del rock duro tricolore, non lasciatevela sfuggire.

Pearl Jam “Gigaton” (Monkeyrench, Republic, 2020)

Inauguriamo la rubrica “Vicini, ma lontani” con lo scopo di riascoltare dischi importanti, di successo, da culto o poco noti, ma chiacchierati, usciti qualche anno fa e di verificare che effetto ci fanno. Partiamo con “Gigaton” dei Pearl Jam

Nirnaeth “Il Paradiso non è altrove” (Andromeda Relix, 2024)

Tecnici, ma mai esibizionisti, veloci, ma mai esagerati, potenti, ma mai cacofonici, i Nirnaeth con “Il Paradiso non è altrove” ci offrono uno dei dischi più belli e sinceri dell’anno in campo thrash metal.

Magick Potion “Magick Potion” (RidingEasy Records, 2024)

Un bel debutto per questa band di Baltimora, in bilico tra sostanza hard rock ed atmosfere doom blues e pichedeliche!!

Alunah “Fever Dream” (Heavy Psych Sounds, 2024)

Gli inglesi Alunah si confermano una delle band più interessanti nei territori heavy psycho doom. Ma c’è una defezione dell’ultima ora…

Heart Of Pine “Southern Soul Revival” (Indipendente, 2024)

Un southern dal gusto classico che si sposa con la psichedelia per questa band di Athens, che ci regala le giuste buone vibrazioni!

Lucinda Williams “Lucinda Williams Sings The Beatles From Abbey Road” (Highway 20 Records/Thirty Tigers, 2024)

Lucinda Williams dedica il settimo capitolo della sua serie “Lu’s Jukebox” ai Beatles e va ad Abbey Road a cantarli. Stupendo!

Drakkar “Spread Your Wings” (Punishment 18, 2024)

Con ‘Spread Your Wings’ i Drakkar ci propongono la loro opera più matura, un album legato alla tradizione, ma che sa guardare anche al domani.

Marilyn Manson “One Assassination Under God – Chapter 1” (Nuclear Blast, 2024)

Il reverendo torna con un album intenso, cupo, ma pieno di luce, ingigantito dalla sua voce magnetica. Ed ora aspettiamo impazienti il secondo capitolo!

Sólstafir “Hin Helga Kvöl” (Century Media Records, 2024)

I Sólstafir presentano ancora un album ricco di tutti gli aspetti che li hanno resi riconoscibili al primo ascolto. Bersaglio centrato!

Blacksmith Tales “Pathway To Hamlet’s Hill” (Immaginifica/Aereostella, 2024)

Album consigliato senza remore a tutti gli appassionati di prog, che sia tradizionale o meno poco importa. Bravissimi.

Opeth “The Last Will And Testament” (Reigning Phoenix Music, 2024)

Un disco ispirato, che saprà soddisfare chi vede negli Opeth, uno dei punti di riferimento del metal a tinte dark e prog di questo millennio.

Crossbone Skully “Evil World Machine” (Better Noise Music 2024)

Si scomoda addirittura il leggendario Mutt Lange alla produzione per questo progetto nato un paio di anni fa da Tommy Henriksen, chitarrista di Alice Cooper.
Un album intriso di rock’n’roll stile AC/DC!!

Bobbie Dazzle “Fandabidozi” (Rise Above Records, 2024)

Il rock come terapia: “Fandabidozi” è un album esplosivo e divertente con il quale Siân ha voluto reagire al grave lutto che l’ha colpita con la perdita della sorella.

Hail Darkness “Death Divine” (Vatican / Black Widow Records, 2024)

Notevole debutto per gli Gli Hail Darkness, band americana dedita a un occult-doom che affonda le sue radici negli anni ‘70.

Neal Morse & The Resonance “No Hill For A Climber” (Inside Out, 2024)

Un nuovo progetto di Neal Morse, che porta il suo marchio indelebile: rock progressivo magniloquente e pomposo.

Drive-By Truckers “American Band Deluxe Edition” (ATO Records, ristampa 2024)

Una ristampa in versione deluxe di uno degli album più significativi del rock americano di questo millennio.

Blind Golem “Wunderkammer” (Andromeda Relix, 2024)

I Blind Golem, con “Wunderkammer”, fanno un passo avanti e dimostrano non solo di saper interpretare un suono, ma anche di avere talento nello scrivere brani variegati.

Brant Bjork Trio “Once Upon A Time In The Desert” (Duna Records, 2024)

Il guru dello stoner Brant Bjork, anche con questo progetto, ci regala un’altra gemma di heavy rock incandescente.

Monolithe “Black Hole District” (Hammerheart Records, 2024)

Oggi più che mai il doom metal si chiama anche Monolithe, fate vostro senza riserve questo loro ultimo lavoro.

Mojo Thunder “The Infinite Hope” (Agelaius Music Group, 2024)

Un misto di hard rock, venature soul e persino un tocco di metal, gli americani Mojo Thunder ci regalano un nuovo album da ascoltare a ripetizione.

Erisu “Heavy Goddesses” (HI-QU Music, 2024)

Con “Rock Goddesses” le Erisu dimostrano di essere una realtà importante, con la possibilità di portare il rock italiano fuori dai nostri confini, cosa che tra l’altro è già avvenuta in più di un’occasione.

The Picturebooks “Albuquerque” (Sunny Slope Records, 2024)

Un disco che funziona tra chitarre torturate, ritmi tribali e cori che arricchiscono l’atmosfera desertica dei brani. Consigliato!

Body Count “Merciless” (Century Media, 2024)

Ice T e i suoi Body Count sono ancora in giro con i loro riff killer, ritmiche serrate, pesanti e le loro rime affilate e taglienti. Fidatevi, “Merciless” è un gran bel disco!!

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Roby Vanni

Chitarrista veronese graduato nel 1995 al G.I.T. di Los Angeles, Roby Vanni è un chitarrista fieramente innamorato degli anni ’80, ma c’è molto altro da dire. Scopritelo in questa intervista, dove si parla del suo amico Steve Lukather, dell’incontro con Ringo Starr e… E in famiglia c’è già l’erede che ha superato il padre, il figlio Davi Lee.

Da David Bowie a Freddie Mercury a Johnny Cash. Testamenti in musica: quando si muore cantando!!

𝑻𝒆𝒔𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒊𝒏 𝒎𝒖𝒔𝒊𝒄𝒂, 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒔𝒊 𝒎𝒖𝒐𝒓𝒆 𝒄𝒂𝒏𝒕𝒂𝒏𝒅𝒐
Partendo dal disco scritto da Mike Peters in punto di morte, il nostro Gabriele Bassanetti viaggia tra alcuni dei più grandi amati che hanno scelto di salutare la vita continuando a fare musica. Non è un tuffo nella tristezza o un elogio della morte, ma al contrario un elogio alla vita. Infatti ricordare questi artisti è il miglior modo per mostrarci grati a ciò che ci hanno donato: la loro arte.

Green Carnation “A Dark Poem, Part III: The Messiah Complex” (Season Of Mist, 2026)

Terzo e ultimo capitolo di “A Dark Poem”, che nella sua interezza è un’opera maestosa e impegnativa che richiede più di un ascolto per coglierne i tanti dettagli.

Green Lung “Necropolitan” (Nuclear Blast Records, 2026)

Con “Necropolitan” i Green Lung confermano di essere una grandissima band e, dopo l’addio di Ozzy e di fatto dei Black Sabbath più doom, si candidano per raccoglierne l’eredità artistica in patria e non solo.

Jehovah On Death “Lágrimas De Oro” (I, Voidhanger Records, 2026)

Gli Jehovah On Death sono una realtà del panorama rock internazionale della quale sentiremo molto parlare; hanno attitudine, idee, immagine, talento e sanno dove vogliono andare. Speriamo che presto si esibiscano in Italia, la loro proposta trova nel palco il suo ambiente ideale.

Cinquant’anni anni fa esatti nasceva il punk. O più precisamente cominciava a morire

𝐏u𝐧k: 𝐪u𝐚n𝐝o n𝐚s𝐜i𝐭a e m𝐨r𝐭e c𝐨i𝐧c𝐢d𝐨n𝐨. S𝐜o𝐩r𝐢a𝐦o p𝐞r𝐜h𝐞̀!
8 settembre 1976, esce “Anarchy In The UK”, primo singolo dei Sex Pistols, per convenzione il giorno in cui tutto ha inizio. E invece è la fine!

Andromeda presenta: 33+1 dischi anni ’80 di HARD, HEAVY, FM, AOR canadese!

Dalla fanzine n.8, che presenta 111 album di hard rock/heavy metal canadese, estrapoliamo 33 album. Non i migliori, ma quelli con cui vogliamo stimolare la vostra curiosità. Se siete interessati alla fanzine scrivetemi in privato.

Danielle Nicole “Fireflies” (Forty Below Records, 2026)

Un album ben fatto, suonato benissimo e dal songwriting di alto livello, dalla bassista e cantante statunitense non possiamo pretendere di più, brava.

Shakra “Just Live Loud!” (Frontiers Records, 2026)

Gli svizzeri Shakra ancora una volta non deludono, dinamiche ed energia vi faranno divertire, in questo nuovo album ricco di chitarre potenti e ritornelli melodici, scritti per essere riproposti in sede live.

Sweet Electric “Something Something Disco” (Autoprodotto, 2026)

Secondo disco per la band di Colonia Sweet Electric, “Something Something Disco”  è un disco pensato, non c’è una canzone decisamente brutta nell’album, e sebbene manchi un filo conduttore (cosa che potrebbe essere voluta) risulta difficile non innamorarsi di questi cinque simpatici, scanzonati ragazzi

Scorpion Milk “Flesh Masks For Skulls”  (Peaceville Records, 2026)

Nuovo EP per la creatura di Mat McNerney, quattro brani nuovo e un remix curato da ospiti sorprendenti

Avrak “Avrak” (Peaceville Records, 2026)

Il gruppo di Ted Skjellum, alias Nocturno Culto, al di fuori dei Darkthrone, per dare piena soddisfazione alla sua passione per l’old metal.

The Night Eternal “Cold Velvet” (Metal Blade Records, 2026)

Sono certo che “Cold Velvet” sarà l’album della consacrazione di una band solida, determinata e capace di schierare un vocalist riconoscibile al primo ascolto.

Ricky Warwick “Fire & Vengeance” (Earache Records, 2026)

RQuesto non è solo un disco, ma una raccolta di pensieri, umori e storie di Ricky Warwick, un rocker vero che da 40 anni canta e suona quello che ama.

CoreLeoni “Generection” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Il chitarrista e membro fondatore dei Gotthard torna in prima linea con i suoi CoreLeoni. Questo quarto album è il lavoro più pesante, per un hard Rock tirato mischiato ad une vena soul molto interessante.

Gjenferd “Black Smoke Rising” (Apollon Records, 2026)

La fiamma dell’hard rock dei ‘70 non cesserà mai di spegnersi, ovunque, tanto più nei paesi scandinavi, dove centinaia di band radicano le loro basi in quel periodo. Non è facile per gli appassionati e i cultori arrivare a conoscere tutto e, soprattutto, avere il...

Black Reflex “Zero Dawn” (Andromeda Relix, 2026)

“Zero Dawn” è un album importante, di vero heavy metal, che speriamo non si mescoli alla massa di titoli metal fatti con il metodo del copia/incolla e trovi l’attenzione che merita.

Stormbringer “Transcendence” (Attic Records, 2026)

La band del Northamptonshire torna con ‘Transcendence’. I ragazzi hanno confezionato un disco travolgente, di classico heavy metal, come si faceva ai tempi d’oro del genere. Assolutamente consigliato e per me è sicuramente uno dei migliori dischi del genere in questo 2026.

Pirate Queen “Sailing Around The World” (Despotz Records, 2026)

Le Pirate Queen proseguono il loro viaggio attraverso i mari dell’heavy metal con il secondo album “Sailing Around The World”. Un combinazione affascinante di epic, melodia ed energia, perfetta per mettersi in viaggio con le regine dei pirati.

“Over The Edge Ft. Mickey Thomas – XXX Anniversary Edition” (Frontiers Records, 2026) 

Arriva la ristampa di “Over The Edge”, l’acclamato album rock melodico che presenta la voce inconfondibile di Mickey Thomas (Starship, Jefferson Starship), originariamente pubblicato nel 2004,

Todd Adelman “Todd Adelman And The Woodsmen” (VFIB Recordings, 2026)

Todd Adelman And The Woodsmen risulta quindi un album di genere, niente di più niente di meno, ma pregno di atmosfere suggestive e belle canzoni. What Else?

Sha-Boom “Another Nail In The Coffin” (Silver Lining Music, 2026)

Dopo oltre vent’anni, gli hard rocker svedesi Sha-Boom sono tornati in vita con “Another Nail In The Coffin”, un un bel ritorno, un gran disco AOR, consigliatissimo per gli amanti del genere.

Jeffrey Halford And The Healers “Used Parts” (Shoeless Records, 2026)

Album piacevole, che non potete perdere se siete amanti dei suoni tradizionali d’oltreoceano.

Mad Max “Stories Of Destiny” ( Rock Of Angels Records, 2026)

45 anni di Mad Max, band tedesca che ha lasciato il segno nel mondo hard&heavy di stampo europeo. “Stories Of Destiny” si presenta pulito e moderno, Rolf Munkes ha compiuto un buon lavoro, per un ritorno che merita un plauso.

Joanna Connor “Live On 11/11” (MC Records, 2026)

Grandi brani, improvvisazioni e jam da infarto, fanno di questo live un documento prezioso su di un’artista magari qualche passo indietro a livello di popolarità rispetto ad altre colleghe della scena, ma sicuramente al top se si parla di passione, attitudine e bravura.

Flotsam And Jetsam “Rats In The Temple” (Napalm Records, 2026)

I Flotsam e Jetsam ci offrono il loro miglior disco post reunion, una produzione aggressiva e dura rispetto alle prime uscite anni ’80, ma i tempi chiedono questo e l’anima non ne esce snaturata. Gran disco thrash metal!

The Alarm “Transformation” (Twenty First Century Recording Company, 2026)

Il commovente ed entusiasmante testamento di Mike Peters. Qui giace un vinto che non si è arreso.

Triosphere “Oceans Above, Stars Below” (Frontiers Records, 2026)

La band norvegese heavy metal Triosphere ritorna dopo ben 12 anni con un nuovo lavoro ambizioso che raccoglie al suo interno molti stili, tra hard rock, power prog e thrash metal, un bel disco per gli amanti del genere.

Cimarron 615 “Same Sky” (Blue Elan, 2026)

Una raccolta di bellissime canzoni country, impreziosite da splendidi intrecci vocali, marchio di fabbrica dei musicisti coinvolti che, come tradizione, non rinunciano a quelle chitarre rock che rafforzano il sound.

Noveria “Becoming After” (Scarlet Records, 2026)

Non posso che dargli dieci, e lo scrivo senza il minimo imbarazzo, perché è un disco meraviglioso e perché ogni tanto conviene dirlo ad alta voce, così magari al prossimo giro non se lo perde nessuno.

Jon Lee & The Apparitions “Next Town” (Magic Hallway Records, 2026)

Un album a cui bisogna dedicare la giusta attenzione ma che non manca di momenti molto interessanti, le ispirazioni possono essere soggettive anche se è indubbio che i generi citati abbiano tutti la loro importanza, promosso.

Tokyo Blade “Hoist The Colors High” (Cherry Red Records, 2026)

Bentornati ai Tokyo Blade, oltre quattro decenni dopo con la formazione originale classica e un nuovo album “Hoist the Colours High”: un lavoro muscoloso e incisivo di heavy metal infuocato, con le radici nella NWOBHM!

Issa “Fire & Ice” (Frontiers Records, 2026)

La regina norvegese dell’AOR Issa torna con “Fire And Ice”, il suo disco più esaltante e cinematografico. Ogni traccia dell’album è scritta e prodotta dai leggendari fratelli Tom e James Martin, che hanno creato un suono che cattura perfettamente lo spirito del rock melodico degli anni ’80.

Social Distortion “Born To Kill” (Epitaph, 2026)

Il tempo passa per tutti, anche per un gruppo puro come questo ma, credetemi, “Born To Kill”, titolo troppo cattivo per quello che si ascolta, ci offre tante cose che meritano di essere ascoltate. Soprattutto se siete fan della band.

Robert Jon & The Wreck “Wreckage Vol.3” (Journeyman Records, 2026).

I Robert Jon & The Wreck fanno gli straordinari e noi non possiamo che esserne felici, questa raccolta ci offre uno spaccato odierno del gruppo e la sua voglia di andare per la propria strada, suonando quello che ad oggi riesce meglio, ovvero rock classico, energico e splendidamente sudista.

Kickin Valentina “Anthems From The Underground” (Mighty Music, 2026)

I Kickin Valentina tornano con u album che conferma Pete Newdeck come grande autore di hard ottantiano, tra melodia e street rock.

Night Ranger “Best Of” (Frontiers Records, 2026)

Sesta raccolta, per i californiani Night Ranger. Ma questa volta propone versioni remixate e rimasterizzate di successi che coprono la brillante carriera della band,

Gràinne Duffy “What Am I Supposed To Do?” (Indipendent, 2026)

Altro ottimo lavoro questo nuovissimo “”What Am I Supposed To You?”, Gràinne Duffy si conferma artista da seguire nell’immensa scena blues rock odierna.

Widowspeak “Roses” (Captured Tracks, 2026).

L’album che rientra in quella sfera di ascolti dove musica e magia sono divise da una linea sottilissima lascia che l’ascoltatore entri nel suo mondo con la delicata eleganza che ne conviene, mai troppo energico, ma assolutamente godibile, “Roses” è consigliato ai palati più fini del classic rock (dalle sfumature Indie) del nuovo millennio.

Alchem “Bloody Rose” (The Triad Records – distr. Black Widow Records, 2026)

Gli Alchem, con la loro musica coinvolgente e variegata, devono essere approfonditi da chi cerca emozioni aldilà di strade facili e immediate, andando ad arricchire ulteriormente la scena romana nella quale operano da tempo entità coraggiose e difficilmente etichettabili come Arpia e Dunwich.

The Cinelli Brothers “Live Here And There” (The Cinelli Brothers, 2026)

270 concerti in giro per il mondo, un lungo viaggio portando la propria musica dal vivo.“Live Here And There” è il risultato, il sunto di tanti chilometri, di concerti e storie che formano un pezzo di vita all’insegna del rock’n’roll.

The Eternal “Obscured Horizons” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Con “Obscured Horizons”, The Eternal firma il proprio album migliore, dimostrando che il legame con gli Amorphis ne ha favorito la crescita, forse ancor oltre gli ultimi lavori della stessa band di Helsinki, sempre buoni, ma non così sfaccettati.

Albert Castiglia “Grits & Glory” (Gulf Coast Records, 2026)

Per il prossimo Blood Brothers c’è tempo, intanto godetevi questo “Grits & Glory”, nuovo capitolo di questo grande musicista statunitense. Blues on!

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

The Beatles “Beatles ’64” (Apple Corps, 2024. Piattaforma Disney Channel)

Non l’ennesimo documentario, ma un viaggio nel backstage dei Beatles mentre, tra sorrisi e capolavori, stavano conquistando il mondo. Imperdibile!!

Stone Whiskey “Scream For Rock” (Kivel Records, 2024)

“Scream For Rock” è il disco perfetto per i fans di Guns N’ Roses, Jackyl, Lynyrd Skynyrd e della scena rock’n’roll degli anni Ottanta. Consigliato.

The Sheepdogs “Hell Together” (Right On Records, 2024)

Un ep che conferma la scelta di Ewan Currie di percorrere sentieri blues psichedelici e folk rock. In attesa di un album intero, è un bel sentire.

Bruce Springsteen & The E Street Band “Road Diary” (Columbia, 2024. Piattaforma Disney Channel)

“Road Diary” non è un film concerto, è la porta che si apre sui segreti che la E Street Band finora aveva sempre mantenuto in un’aura di leggenda.

Cigar Box Band “Time To Go” (M&O Music, 2024)

I brasiliani Cigar Box sono un trio da seguire con attenzione, soprattutto se amate l’hard rock con influenze blues e southern.

Lions In The Street “Moving Along” (Interior Castle Music, 2024)

Classic rock tra hard, blues e southern per il secondo album di questa promettete band canadese!

Raven Sad “Polar Human Circle” (AMS, 2024)

“Polar Human Circle” è un album bello, intenso ed affascinante, parzialmente slegato dal passato della band, ma che offre il punto di incontro tra prog classico ed una visione attuale.

Ulver “Liminal Animals” (House Of Mythology, 2024)

Gli Ulver meritano il massimo rispetto per l’arte che ci offrono e che non smette di sorprenderci. Che si tratti di metal o meno è solo un dettaglio.

Storace “Live And Let Live + Bonus Live Album” (Frontiers Records, 2024)

La Frontiers approfitta della recente uscita di “Crossfire” del cantante dei Krokus, lo svizzero-maltese Marc Storace per ristampare il suo debutto solista, “Live And Let Live” del 2021 con l’aggiunta di un secondo cd bonus dal vivo.

Anciients “Beyond The Reach Of The Sun” (Season Of Mist, 2024)

Un album da avere assolutamente se siete amanti della musica progressiva che non ha barriere e confini.

Estra “Gli Anni Venti” (MoonMusic/Freecom, 2024)

C’era bisogno di un disco così: crudo, diretto, pieno di significati, che getta un’ancora di salvezza al rock italiano. Insieme si può!!

Tygers Of Pan Tang “Animal Instinct” (Mighty Music, 2024)

I Tygers Of Pan Tang non si fermano mai. Ecco una nuova versione di “Animal Instinct” rispettosa dell’originale, ma che ne migliora il suono e la produzione. E che copertina!!

Hamish Anderson “Electric” (Hamish Anderson, 2024)

L’australiano Hamish Anderson firma un album bello e interessante, consigliato a tutti quelli che amano il buon rock, privo di etichette, ma con tanta anima!

Vern Daysel & The Burning Breeze “Round Up The Wagons” (Willow Creek Records, 2024)

Ottimo lavoro e una vera gradita sorpresa questo album del chitarrista sudafricano Vern Daysel con la sua band. Se siete amanti del classic rock dalle tinte southern, fatevi avanti!

Frost* “Life In The Wires” (InsideOut, 2024)

I Frost* pubblicano un album, il quinto, splendido, che ci riconcilia con il significato attuale di rock progressivo.

Chrysalïd “Breaking The Chains” (Rockshots, 2024)

Nostalgia del puro heavy metal? “Breaking The Chains” è il disco con cui farete pace con i ricordi.

Blue Öyster Cult “50th Anniversary Live : Third Night (2CD+DVD)” (Frontiers Records, 2024)

Arriva “Third Night” l’ultima puntata dell’album dal vivo che celebra il 50esimo anniversario della grande band americana, Blue Öyster Cult.

Illusion Force “Halfana” (Frontiers Records, 2024)

Arriva anche in Europa la band power metal giapponese Illusion Force, con il loro power velocissimo mischiato ad una storica danza giapponese.

Venus In Vegas “Back In Sin” (Golden Robot Records/Robot Distro, 2024)

Venus In Vegas: una nuova realtà si è affacciata sul mondo del rock duro tricolore, non lasciatevela sfuggire.

Pearl Jam “Gigaton” (Monkeyrench, Republic, 2020)

Inauguriamo la rubrica “Vicini, ma lontani” con lo scopo di riascoltare dischi importanti, di successo, da culto o poco noti, ma chiacchierati, usciti qualche anno fa e di verificare che effetto ci fanno. Partiamo con “Gigaton” dei Pearl Jam

Nirnaeth “Il Paradiso non è altrove” (Andromeda Relix, 2024)

Tecnici, ma mai esibizionisti, veloci, ma mai esagerati, potenti, ma mai cacofonici, i Nirnaeth con “Il Paradiso non è altrove” ci offrono uno dei dischi più belli e sinceri dell’anno in campo thrash metal.

Magick Potion “Magick Potion” (RidingEasy Records, 2024)

Un bel debutto per questa band di Baltimora, in bilico tra sostanza hard rock ed atmosfere doom blues e pichedeliche!!

Alunah “Fever Dream” (Heavy Psych Sounds, 2024)

Gli inglesi Alunah si confermano una delle band più interessanti nei territori heavy psycho doom. Ma c’è una defezione dell’ultima ora…

Heart Of Pine “Southern Soul Revival” (Indipendente, 2024)

Un southern dal gusto classico che si sposa con la psichedelia per questa band di Athens, che ci regala le giuste buone vibrazioni!

Lucinda Williams “Lucinda Williams Sings The Beatles From Abbey Road” (Highway 20 Records/Thirty Tigers, 2024)

Lucinda Williams dedica il settimo capitolo della sua serie “Lu’s Jukebox” ai Beatles e va ad Abbey Road a cantarli. Stupendo!

Drakkar “Spread Your Wings” (Punishment 18, 2024)

Con ‘Spread Your Wings’ i Drakkar ci propongono la loro opera più matura, un album legato alla tradizione, ma che sa guardare anche al domani.

Marilyn Manson “One Assassination Under God – Chapter 1” (Nuclear Blast, 2024)

Il reverendo torna con un album intenso, cupo, ma pieno di luce, ingigantito dalla sua voce magnetica. Ed ora aspettiamo impazienti il secondo capitolo!

Sólstafir “Hin Helga Kvöl” (Century Media Records, 2024)

I Sólstafir presentano ancora un album ricco di tutti gli aspetti che li hanno resi riconoscibili al primo ascolto. Bersaglio centrato!

Blacksmith Tales “Pathway To Hamlet’s Hill” (Immaginifica/Aereostella, 2024)

Album consigliato senza remore a tutti gli appassionati di prog, che sia tradizionale o meno poco importa. Bravissimi.

Opeth “The Last Will And Testament” (Reigning Phoenix Music, 2024)

Un disco ispirato, che saprà soddisfare chi vede negli Opeth, uno dei punti di riferimento del metal a tinte dark e prog di questo millennio.

Crossbone Skully “Evil World Machine” (Better Noise Music 2024)

Si scomoda addirittura il leggendario Mutt Lange alla produzione per questo progetto nato un paio di anni fa da Tommy Henriksen, chitarrista di Alice Cooper.
Un album intriso di rock’n’roll stile AC/DC!!

Bobbie Dazzle “Fandabidozi” (Rise Above Records, 2024)

Il rock come terapia: “Fandabidozi” è un album esplosivo e divertente con il quale Siân ha voluto reagire al grave lutto che l’ha colpita con la perdita della sorella.

Hail Darkness “Death Divine” (Vatican / Black Widow Records, 2024)

Notevole debutto per gli Gli Hail Darkness, band americana dedita a un occult-doom che affonda le sue radici negli anni ‘70.

Neal Morse & The Resonance “No Hill For A Climber” (Inside Out, 2024)

Un nuovo progetto di Neal Morse, che porta il suo marchio indelebile: rock progressivo magniloquente e pomposo.

Drive-By Truckers “American Band Deluxe Edition” (ATO Records, ristampa 2024)

Una ristampa in versione deluxe di uno degli album più significativi del rock americano di questo millennio.

Blind Golem “Wunderkammer” (Andromeda Relix, 2024)

I Blind Golem, con “Wunderkammer”, fanno un passo avanti e dimostrano non solo di saper interpretare un suono, ma anche di avere talento nello scrivere brani variegati.

Brant Bjork Trio “Once Upon A Time In The Desert” (Duna Records, 2024)

Il guru dello stoner Brant Bjork, anche con questo progetto, ci regala un’altra gemma di heavy rock incandescente.

Monolithe “Black Hole District” (Hammerheart Records, 2024)

Oggi più che mai il doom metal si chiama anche Monolithe, fate vostro senza riserve questo loro ultimo lavoro.

Mojo Thunder “The Infinite Hope” (Agelaius Music Group, 2024)

Un misto di hard rock, venature soul e persino un tocco di metal, gli americani Mojo Thunder ci regalano un nuovo album da ascoltare a ripetizione.

Erisu “Heavy Goddesses” (HI-QU Music, 2024)

Con “Rock Goddesses” le Erisu dimostrano di essere una realtà importante, con la possibilità di portare il rock italiano fuori dai nostri confini, cosa che tra l’altro è già avvenuta in più di un’occasione.

The Picturebooks “Albuquerque” (Sunny Slope Records, 2024)

Un disco che funziona tra chitarre torturate, ritmi tribali e cori che arricchiscono l’atmosfera desertica dei brani. Consigliato!

Body Count “Merciless” (Century Media, 2024)

Ice T e i suoi Body Count sono ancora in giro con i loro riff killer, ritmiche serrate, pesanti e le loro rime affilate e taglienti. Fidatevi, “Merciless” è un gran bel disco!!

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Roby Vanni

Chitarrista veronese graduato nel 1995 al G.I.T. di Los Angeles, Roby Vanni è un chitarrista fieramente innamorato degli anni ’80, ma c’è molto altro da dire. Scopritelo in questa intervista, dove si parla del suo amico Steve Lukather, dell’incontro con Ringo Starr e… E in famiglia c’è già l’erede che ha superato il padre, il figlio Davi Lee.

Da David Bowie a Freddie Mercury a Johnny Cash. Testamenti in musica: quando si muore cantando!!

𝑻𝒆𝒔𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒊𝒏 𝒎𝒖𝒔𝒊𝒄𝒂, 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒔𝒊 𝒎𝒖𝒐𝒓𝒆 𝒄𝒂𝒏𝒕𝒂𝒏𝒅𝒐
Partendo dal disco scritto da Mike Peters in punto di morte, il nostro Gabriele Bassanetti viaggia tra alcuni dei più grandi amati che hanno scelto di salutare la vita continuando a fare musica. Non è un tuffo nella tristezza o un elogio della morte, ma al contrario un elogio alla vita. Infatti ricordare questi artisti è il miglior modo per mostrarci grati a ciò che ci hanno donato: la loro arte.

Green Carnation “A Dark Poem, Part III: The Messiah Complex” (Season Of Mist, 2026)

Terzo e ultimo capitolo di “A Dark Poem”, che nella sua interezza è un’opera maestosa e impegnativa che richiede più di un ascolto per coglierne i tanti dettagli.

Green Lung “Necropolitan” (Nuclear Blast Records, 2026)

Con “Necropolitan” i Green Lung confermano di essere una grandissima band e, dopo l’addio di Ozzy e di fatto dei Black Sabbath più doom, si candidano per raccoglierne l’eredità artistica in patria e non solo.

Jehovah On Death “Lágrimas De Oro” (I, Voidhanger Records, 2026)

Gli Jehovah On Death sono una realtà del panorama rock internazionale della quale sentiremo molto parlare; hanno attitudine, idee, immagine, talento e sanno dove vogliono andare. Speriamo che presto si esibiscano in Italia, la loro proposta trova nel palco il suo ambiente ideale.

Cinquant’anni anni fa esatti nasceva il punk. O più precisamente cominciava a morire

𝐏u𝐧k: 𝐪u𝐚n𝐝o n𝐚s𝐜i𝐭a e m𝐨r𝐭e c𝐨i𝐧c𝐢d𝐨n𝐨. S𝐜o𝐩r𝐢a𝐦o p𝐞r𝐜h𝐞̀!
8 settembre 1976, esce “Anarchy In The UK”, primo singolo dei Sex Pistols, per convenzione il giorno in cui tutto ha inizio. E invece è la fine!

Andromeda presenta: 33+1 dischi anni ’80 di HARD, HEAVY, FM, AOR canadese!

Dalla fanzine n.8, che presenta 111 album di hard rock/heavy metal canadese, estrapoliamo 33 album. Non i migliori, ma quelli con cui vogliamo stimolare la vostra curiosità. Se siete interessati alla fanzine scrivetemi in privato.

Danielle Nicole “Fireflies” (Forty Below Records, 2026)

Un album ben fatto, suonato benissimo e dal songwriting di alto livello, dalla bassista e cantante statunitense non possiamo pretendere di più, brava.

Shakra “Just Live Loud!” (Frontiers Records, 2026)

Gli svizzeri Shakra ancora una volta non deludono, dinamiche ed energia vi faranno divertire, in questo nuovo album ricco di chitarre potenti e ritornelli melodici, scritti per essere riproposti in sede live.

Sweet Electric “Something Something Disco” (Autoprodotto, 2026)

Secondo disco per la band di Colonia Sweet Electric, “Something Something Disco”  è un disco pensato, non c’è una canzone decisamente brutta nell’album, e sebbene manchi un filo conduttore (cosa che potrebbe essere voluta) risulta difficile non innamorarsi di questi cinque simpatici, scanzonati ragazzi

Scorpion Milk “Flesh Masks For Skulls”  (Peaceville Records, 2026)

Nuovo EP per la creatura di Mat McNerney, quattro brani nuovo e un remix curato da ospiti sorprendenti

Avrak “Avrak” (Peaceville Records, 2026)

Il gruppo di Ted Skjellum, alias Nocturno Culto, al di fuori dei Darkthrone, per dare piena soddisfazione alla sua passione per l’old metal.

The Night Eternal “Cold Velvet” (Metal Blade Records, 2026)

Sono certo che “Cold Velvet” sarà l’album della consacrazione di una band solida, determinata e capace di schierare un vocalist riconoscibile al primo ascolto.

Ricky Warwick “Fire & Vengeance” (Earache Records, 2026)

RQuesto non è solo un disco, ma una raccolta di pensieri, umori e storie di Ricky Warwick, un rocker vero che da 40 anni canta e suona quello che ama.

CoreLeoni “Generection” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Il chitarrista e membro fondatore dei Gotthard torna in prima linea con i suoi CoreLeoni. Questo quarto album è il lavoro più pesante, per un hard Rock tirato mischiato ad une vena soul molto interessante.

Gjenferd “Black Smoke Rising” (Apollon Records, 2026)

La fiamma dell’hard rock dei ‘70 non cesserà mai di spegnersi, ovunque, tanto più nei paesi scandinavi, dove centinaia di band radicano le loro basi in quel periodo. Non è facile per gli appassionati e i cultori arrivare a conoscere tutto e, soprattutto, avere il...

Black Reflex “Zero Dawn” (Andromeda Relix, 2026)

“Zero Dawn” è un album importante, di vero heavy metal, che speriamo non si mescoli alla massa di titoli metal fatti con il metodo del copia/incolla e trovi l’attenzione che merita.

Stormbringer “Transcendence” (Attic Records, 2026)

La band del Northamptonshire torna con ‘Transcendence’. I ragazzi hanno confezionato un disco travolgente, di classico heavy metal, come si faceva ai tempi d’oro del genere. Assolutamente consigliato e per me è sicuramente uno dei migliori dischi del genere in questo 2026.

Pirate Queen “Sailing Around The World” (Despotz Records, 2026)

Le Pirate Queen proseguono il loro viaggio attraverso i mari dell’heavy metal con il secondo album “Sailing Around The World”. Un combinazione affascinante di epic, melodia ed energia, perfetta per mettersi in viaggio con le regine dei pirati.

“Over The Edge Ft. Mickey Thomas – XXX Anniversary Edition” (Frontiers Records, 2026) 

Arriva la ristampa di “Over The Edge”, l’acclamato album rock melodico che presenta la voce inconfondibile di Mickey Thomas (Starship, Jefferson Starship), originariamente pubblicato nel 2004,

Todd Adelman “Todd Adelman And The Woodsmen” (VFIB Recordings, 2026)

Todd Adelman And The Woodsmen risulta quindi un album di genere, niente di più niente di meno, ma pregno di atmosfere suggestive e belle canzoni. What Else?

Sha-Boom “Another Nail In The Coffin” (Silver Lining Music, 2026)

Dopo oltre vent’anni, gli hard rocker svedesi Sha-Boom sono tornati in vita con “Another Nail In The Coffin”, un un bel ritorno, un gran disco AOR, consigliatissimo per gli amanti del genere.

Jeffrey Halford And The Healers “Used Parts” (Shoeless Records, 2026)

Album piacevole, che non potete perdere se siete amanti dei suoni tradizionali d’oltreoceano.

Mad Max “Stories Of Destiny” ( Rock Of Angels Records, 2026)

45 anni di Mad Max, band tedesca che ha lasciato il segno nel mondo hard&heavy di stampo europeo. “Stories Of Destiny” si presenta pulito e moderno, Rolf Munkes ha compiuto un buon lavoro, per un ritorno che merita un plauso.

Joanna Connor “Live On 11/11” (MC Records, 2026)

Grandi brani, improvvisazioni e jam da infarto, fanno di questo live un documento prezioso su di un’artista magari qualche passo indietro a livello di popolarità rispetto ad altre colleghe della scena, ma sicuramente al top se si parla di passione, attitudine e bravura.

Flotsam And Jetsam “Rats In The Temple” (Napalm Records, 2026)

I Flotsam e Jetsam ci offrono il loro miglior disco post reunion, una produzione aggressiva e dura rispetto alle prime uscite anni ’80, ma i tempi chiedono questo e l’anima non ne esce snaturata. Gran disco thrash metal!

The Alarm “Transformation” (Twenty First Century Recording Company, 2026)

Il commovente ed entusiasmante testamento di Mike Peters. Qui giace un vinto che non si è arreso.

Triosphere “Oceans Above, Stars Below” (Frontiers Records, 2026)

La band norvegese heavy metal Triosphere ritorna dopo ben 12 anni con un nuovo lavoro ambizioso che raccoglie al suo interno molti stili, tra hard rock, power prog e thrash metal, un bel disco per gli amanti del genere.

Cimarron 615 “Same Sky” (Blue Elan, 2026)

Una raccolta di bellissime canzoni country, impreziosite da splendidi intrecci vocali, marchio di fabbrica dei musicisti coinvolti che, come tradizione, non rinunciano a quelle chitarre rock che rafforzano il sound.

Noveria “Becoming After” (Scarlet Records, 2026)

Non posso che dargli dieci, e lo scrivo senza il minimo imbarazzo, perché è un disco meraviglioso e perché ogni tanto conviene dirlo ad alta voce, così magari al prossimo giro non se lo perde nessuno.

Jon Lee & The Apparitions “Next Town” (Magic Hallway Records, 2026)

Un album a cui bisogna dedicare la giusta attenzione ma che non manca di momenti molto interessanti, le ispirazioni possono essere soggettive anche se è indubbio che i generi citati abbiano tutti la loro importanza, promosso.

Tokyo Blade “Hoist The Colors High” (Cherry Red Records, 2026)

Bentornati ai Tokyo Blade, oltre quattro decenni dopo con la formazione originale classica e un nuovo album “Hoist the Colours High”: un lavoro muscoloso e incisivo di heavy metal infuocato, con le radici nella NWOBHM!

Issa “Fire & Ice” (Frontiers Records, 2026)

La regina norvegese dell’AOR Issa torna con “Fire And Ice”, il suo disco più esaltante e cinematografico. Ogni traccia dell’album è scritta e prodotta dai leggendari fratelli Tom e James Martin, che hanno creato un suono che cattura perfettamente lo spirito del rock melodico degli anni ’80.

Social Distortion “Born To Kill” (Epitaph, 2026)

Il tempo passa per tutti, anche per un gruppo puro come questo ma, credetemi, “Born To Kill”, titolo troppo cattivo per quello che si ascolta, ci offre tante cose che meritano di essere ascoltate. Soprattutto se siete fan della band.

Robert Jon & The Wreck “Wreckage Vol.3” (Journeyman Records, 2026).

I Robert Jon & The Wreck fanno gli straordinari e noi non possiamo che esserne felici, questa raccolta ci offre uno spaccato odierno del gruppo e la sua voglia di andare per la propria strada, suonando quello che ad oggi riesce meglio, ovvero rock classico, energico e splendidamente sudista.

Kickin Valentina “Anthems From The Underground” (Mighty Music, 2026)

I Kickin Valentina tornano con u album che conferma Pete Newdeck come grande autore di hard ottantiano, tra melodia e street rock.

Night Ranger “Best Of” (Frontiers Records, 2026)

Sesta raccolta, per i californiani Night Ranger. Ma questa volta propone versioni remixate e rimasterizzate di successi che coprono la brillante carriera della band,

Gràinne Duffy “What Am I Supposed To Do?” (Indipendent, 2026)

Altro ottimo lavoro questo nuovissimo “”What Am I Supposed To You?”, Gràinne Duffy si conferma artista da seguire nell’immensa scena blues rock odierna.

Widowspeak “Roses” (Captured Tracks, 2026).

L’album che rientra in quella sfera di ascolti dove musica e magia sono divise da una linea sottilissima lascia che l’ascoltatore entri nel suo mondo con la delicata eleganza che ne conviene, mai troppo energico, ma assolutamente godibile, “Roses” è consigliato ai palati più fini del classic rock (dalle sfumature Indie) del nuovo millennio.

Alchem “Bloody Rose” (The Triad Records – distr. Black Widow Records, 2026)

Gli Alchem, con la loro musica coinvolgente e variegata, devono essere approfonditi da chi cerca emozioni aldilà di strade facili e immediate, andando ad arricchire ulteriormente la scena romana nella quale operano da tempo entità coraggiose e difficilmente etichettabili come Arpia e Dunwich.

The Cinelli Brothers “Live Here And There” (The Cinelli Brothers, 2026)

270 concerti in giro per il mondo, un lungo viaggio portando la propria musica dal vivo.“Live Here And There” è il risultato, il sunto di tanti chilometri, di concerti e storie che formano un pezzo di vita all’insegna del rock’n’roll.

The Eternal “Obscured Horizons” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Con “Obscured Horizons”, The Eternal firma il proprio album migliore, dimostrando che il legame con gli Amorphis ne ha favorito la crescita, forse ancor oltre gli ultimi lavori della stessa band di Helsinki, sempre buoni, ma non così sfaccettati.

Albert Castiglia “Grits & Glory” (Gulf Coast Records, 2026)

Per il prossimo Blood Brothers c’è tempo, intanto godetevi questo “Grits & Glory”, nuovo capitolo di questo grande musicista statunitense. Blues on!