BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Mojo Thunder “The Infinite Hope” (Agelaius Music Group, 2024)

Un misto di hard rock, venature soul e persino un tocco di metal, gli americani Mojo Thunder ci regalano un nuovo album da ascoltare a ripetizione.

Erisu “Heavy Goddesses” (HI-QU Music, 2024)

Con “Rock Goddesses” le Erisu dimostrano di essere una realtà importante, con la possibilità di portare il rock italiano fuori dai nostri confini, cosa che tra l’altro è già avvenuta in più di un’occasione.

The Picturebooks “Albuquerque” (Sunny Slope Records, 2024)

Un disco che funziona tra chitarre torturate, ritmi tribali e cori che arricchiscono l’atmosfera desertica dei brani. Consigliato!

Body Count “Merciless” (Century Media, 2024)

Ice T e i suoi Body Count sono ancora in giro con i loro riff killer, ritmiche serrate, pesanti e le loro rime affilate e taglienti. Fidatevi, “Merciless” è un gran bel disco!!

Casandra’s Crossing “Garden Of Earthly Delights” (Frontiers Records 2024)

Speriamo che non sia un progetto passeggero, perché il binomio Carson/Lunch funziona davvero bene!

Grand Magus “Sunraven” (Nuclear Blast, 2024)

Con “Sunraven” i Grand Magus si confermano una sentenza nel panorama metallico odierno.

Storace “Crossfire” (Frontiers Records, 2024)

Un album dettato dal cuore, dall’amore per il semplice rock’n’roll di Storace, storico cantanate dei Krokus, un album da ascoltare a volume massimo.

Tinkertown “American Gothic” (American Laundromat Records, 2024)

Non rimane che consigliare l’album agli amanti dei suoni americani, con la voglia di ascoltare qualcosa di veramente diverso, pur rimanendo godibilissimo e di un’eleganza unica.

Necrodeath: una storia italiana ai confine del male!

Orgoglio italiano, i Necrodeath stanno per scrivere la parole fine di un percorso lungo quattro decenni, sempre all’insegna del metal estremo originale ed incontaminato. Ma, come dicono, c’è ancora tanto da fare!

Blues Factory Feat. Fabio Drusin “III” (ArteSuono, 2024)

Un ottimo debutto ricco di southern e calore rock blues, pronto a scaldare l’inverno oramai alle porte!! E c’è anche Fabio Drusin!

Legions Of Doom “The Skull 3” (Tee Pee Records, 2024)

La qualità dei brani, l’importanza dei curricula e la fervida ispirazione rendono quest’opera un must per ciò che riguarda il metal in generale e il doom in particolare.

The Chris Zek Band “Agarthi” (Autoproduzione, 2024)

Un disco sincero, suonato con classe e la giusta attitudine, con una produzione attinente al sound della band. Complimenti!!

Slower “Rage And Ruin” (Heavy Psych, 2024)

In attesa di vedere se la strada futura degli Slower andrà di nuovo in direzione Slayer o proseguirà sui brani originali, ci lasciano un disco che alimenta l’attesa e la voglia di saperne di più.

Lone Justice “Viva Lone Justice” (AFAR, 2024)

Un ritorno clamoroso! Appuntamento allora fra altri 37 anni per un nuovo Lone Justice, sempre con le lacrime agli occhi.

Voodoo Circle “Hail To The King” (AFM Records, 2024)

I Voodoo Circle firmano un settimo album che esalta e modernizza l’hard rock degli anni ’70 e ’80. Un bel disco che si ascolta con piacere!

Gotho “Gothron Versus Fartark” (Supernatural Cat Records, 2024)

Dieci movimenti che formano una jam strumentale ispirata da Goblin, Hawkwind, Frank Zappa e King Crimson, stravolti e rielaborati. In due parole: geniali Gotho.

Dead Monarchs “Titan” (Autoprodotto, 2024)

Dead Monarchs: segnatevi questo nome, ne risentiremo parlare.

Delta Generators “The Lost Years” (Indy, 2024)

La band di Boston dimostra di fare corsa a parte quando si tratta di forgiare la materia rock blues. Imperdibile!

Impellitteri “War Machine” (Frontiers Music, 2024)

Ritornano con il dodicesimo album Chris Impellitteri e la sua band, per un concentrato di energia e assoli funambolici!

Greenfly “Satan’s Daughter” (Seelie Court Digital, 2024)

Greenfly: l’ennesima perla nascosta proveniente dal calderone pressoché infinito del rock dei ‘60 e ‘70.

Seventh Crystal “Entity” (Frontiers Music, 2024)

Tornano Gli hard rockers svedesi Seventh Crystal con il loro terzo album “Entity”, una sorta di concept album sulla utilizzo della tecnologia.

Warren Haynes “ Million Voices Whisper” (Fantasy Records, 2024)

Album bellissimo che Haynes dedica al co-fondatore degli Allman Brothers Dickey Betts scomparso ad aprile, rock on!

Mirko DeFox: dagli Axe Hero al futuro. Una vita per il rock.

Cantante degli storici Axe Hero/X-Hero, promotore di eventi, discografico, blogger. Mirco “DeFox” Galliazzo, da quasi mezzo secolo sulla scena, è questo e molto altro. Ci racconta tutto in questa intervista esclusiva!

The Paddy Boy Zimmermann Band “The Paddy Boy Zimmermann Band” (RecordJet, 2024)

Artista tedesco per un debutto che si rivela un’opera matura, consigliata senza riserve agli amanti dei suoni rock blues.

Reckless Kelly “The Last Frontier” (No Big Deal Records, 2024)

I Reckless Kelly sono ormai diventati un’istituzione del genere, ignorarli sarebbe peccato mortale e ce lo confermano anche con questo nuovo album.

Cats In Space “Time Machine” (Esoteric Antenna, 2024)

Ascoltate questa gemma e Cats In Space diventeranno anche per voi l’unica ancora di salvezza e poco importa se non conosciamo da che galassia arrivino.

Gilby Clarke (Crossroads, Osteria Nuova, Roma, 2 novembre 2024)

Un concerto di puro rock. Forse Gilby Clarke non passerà alla storia come Slash ma è uno dannatamente vero. E sul palco lo trasmette al pubblico. Bella serata!!

The Cure “Songs Of A Lost World” (Polydor, 2024)

Un album che è come quel momento di adrenalina, quella scossa che ti percorre prima di affrontare un pericolo, però esteso per 49 minuti e 15 secondi.

Dug Pinnick “Thingamajigger” (Rat Pak Records, 2024)

Quello che hanno significato i King’s X, e ancora significano, per la storia del rock, è inestimabile e Dug Pinnick con questo sesto album solista si offre la sua parte più hard, carica di groove e anima soul!

Cemetery Skyline “Nordic Gothic” (Century Media, 2024)

Un album sontuoso di metal contaminato con suoni gotici e dark wave. Segnatevi il nome: Cemetery Skyline, se ne parlerà molto.

Quireboys “Wardour Street” (Cadiz Music, 2024)

Tornati in formazione originale i Quireboys ci regalano il miglior disco dai tempi di “A Bit Of What You Fancy”. Veramente un grande album!

The Dream Syndicate “Live Through The Past, Darkly” (Label 51 Recordings, 2024)

The Dream Syndicate, una certezza per chiunque ami il rock alle varie latitudini.
Un live che è un bene per l’anima!

Iotunn “Kinship” (Metal Blade Records, 2024)

“Kinship” nel suo genere è un capolavoro, un album di una bellezza ed emotività devastanti, pregno di furia estrema, malinconica poesia nordica e talentuose virtù progressive, che ne fanno un’opera nel vero senso del termine.

Beth Hart “You Still Got Me” (Provogue, 2024)

Non c’è un brano che non sia di una bellezza fuori categoria e che fa di “You Still Got Me” il capolavoro che tutti i fan di Beth Hart si aspettavano!

Il Segno Del Comando “…Al Passato, Al Presente, Al Futuro…” (Black Widow Records, 2024)

Attesa ristampa in due edizioni limitate in vinile, del live del Segno Del Comando pubblicato solo su cd nel 2017.

Weather Systems “Ocean Without A Shore” (Mascot, Music Theories R., 2024)

Sarà anche questioni di gusti, ma “Ocean Without A Shore” è un disco che continuo ad ascoltare e sono certo che me lo ritroverò tra i top della mia classifica di fine anno!

Jerry Cantrell “I Want Blood” (Double J Music, 2024)

Il grande ritorno di un musicista, mai banale e di una profondità che scava nell’animo di ognuno di noi con la sua arte lasciando dolorose cicatrici.

Demon Head “Through Holes Shine The Stars” (Svart Records, 2024)

Lode ai Demon Head, capaci da offrire un’eccellente e personale elaborazione dell’incontro tra hard’n’heavy e darkwave/gothic.

Patti Smith (Ostia antica, 3 settembre 2024)

Anche se fuori tempo massimo abbiamo pensato che un concerto di Patti Smith valga sempre la pena di essere raccontato!

Charlie Overbey “In Good Company” (Lone Hawks Records, 2024)

Vi ricordate i glamster Big Bang Babies? Charlie Overbey arriva da lì, ma nel tempo si è trasformato in un grandissimo portavoce di hard blues, alt rock e folk. E questo disco è una parta di stelle! Meraviglia!

Hurricanes “Back To The Basement” (ForMusic Records, 2024)

I brasiliani Hurricanes con questo secondo album si confermano una realtà della nuova scena hard rock blues!!

Radioactive “Reset” (Frontiers Music, 2024)

Tommy Denander è ormai diventato una leggenda nel circuito AOR, melodic rock e lo conferma con questo ottimo album dei Radioactive.

Klimt 1918 “Àmor” (Prophecy Productions, 2026)

“Àmor” non solo si candida a personale disco dell’anno, ma scolpisce il nome dei Klimt 1918 nelle cime più alte delle band contemporanee.

Voïvod “Symphonique” (Century Media, 2026)

“Symphonique” è un album/evento che soddisferà i tanti amanti dei Voïvod, ma può essere il punto di partenza per chi volesse conoscere e approfondire la band canadese.

Carmen Ratti Band Featuring Jill Dineen “Come To Me” (MoMojo Records, 2026)

Scoprire band, musicisti e album di qualità superiore è la nostra missione e quando ci riusciamo, come per magia, tutto torna al suo posto, come sempre grazie alla musica…imperdibile.

Elder “Through Zero” (Stickman Records, 2026)

Gli Elder ci regalano cinquanta minuti di musica splendidamente semplice nelle sue complicate strutture progressive, pregne di una sagacia compositiva che è esclusiva dei grandi interpreti del genere, applausi!

Masterplan “Metalmorphosis” (Frontiers, 2026)

Alla fine del viaggio ci troviamo in mano un disco onesto e piacevole, opera di una band che dopo tredici anni di silenzio non ha la minima intenzione di adagiarsi sugli allori e che ogni tanto si diverte sinceramente a spiazzarci.

Delta Generators “On & On” (Self Relehase, 2026)

Un disco del genere, nel suo rude approccio rock, è consigliato anche agli amanti dei suoni più duri, soprattutto per la sua atmosfera live che risulta l’asso nella manica dei Delta Generators.

Boogie Beasts “Don’t Be So Mean!-A Tribute To R.L. Burnside” (Donor Productions/Naked, 2026)

Tutto l’album che risplende della luce leggendaria di Burnside e della sua musica. I Boogie Beasts si confermano cult band e grandi conoscitori della storia del blues.

The Zen Circus + Lamante, venerdì 12 giugno allo Sherwood Festival di Padova

Un concerto ricco di energia ed emozione, gli Zen Circus si confermano una delle band più importanti del rock italiani di questi confusi anni duemila.

King Tuff “Moo” (Thirty Tigers, 2026)

A volte bastano una chitarra, buone idee e un talento spropositato per fare dell’ottimo rock’n’roll e King Tuff ci è ancora una volta riuscito.

Abyssian “Let Me Die Under The Stars” (Black Widow Records, 2026)

Grande crescita per gli Abyssian e altro colpo della Black Widow Records che, dopo i Sarvaega (clicca sul link colorato per leggerne la recensione), conferma per l’ennesima volta di essere punto di riferimento per il dark sound italiano (e non solo).

Spread Eagle “The Brutal Divine” (Frontiers Records, 2026)

Gli  Spread Eagle band hard rock di New York  nata a fine degli anni ’80, pubblicano un quarto album che può essere apprezzato sia dai nuovi che dai vecchi fan. La band ha ancora spazio per crescere, la scrittura è solida ben arrangiata: un buon disco hard rock vecchia maniera.

Bolan “Gargoyle Of The Garden State” (earMUSIC, 2026)

Rachel Bolan si fa avanti con il suo primo album da solista sotto il nome di Bolan “Gargoyle Of The Garden State” è un debutto audace e profondamente personale, radicato nel coraggio, nell’atteggiamento e nello spirito narrativo del New Jersey.

Philip Sayce “Scorched Earth Vol. Two Live In LA/London” (Forty Below Records ,2026)

Un documento live che appassionerà non poco gli amanti del sound del nostro eroe, un vero satanasso quando mette i piedi su di un palco, consigliato.

Alice Armstrong Live “Blood In The Water” (Indipendent, 2026)

Alice Armstrong dà prova d’essere una grande interprete della sua musica e non solo, divina quando la potenza non inficia una raffinatezza innata per melodie soul che aleggiano su questi sette splendidi brani.

Brown Horse “Total Dive” (Loose Music, 2026)

La band inglese suona un crossover tra indie rock e country in cui non si contano i momenti di emozionante songwriting dove trapela la loro alchimia, con le atmosfere e le sensazioni scaturite dall’ascolto dei colleghi d’oltreoceano.

Ryan Bingham And The Texas Gentlemen “They Call Us The Lucky Ones” (Thirty Tigers, 2026)

Tra canzoni più ariose ed altre dove il senso di tragica disperazione è palese, con “They Call Us The Lucky Ones” Ryan Bingham si conferma come cantore di un’America più vera, seguendo le orme dei grandi autori del passato, bravo.

Vanden Plas “AcCult2” (Frontiers Records, 2026)

I pionieri tedeschi del progressive metal Vanden Plas tornano con “AcCult 2”, il tanto atteso sequel acustico del primo capitolo del 1996. Ecco brani selezionati del loro vasto catalogo con nuovi arrangiamenti acustici, che offrono una prospettiva completamente nuova sulla musica della band.

Jason Ricci And The Bad Kind “13 Hours” (Gulf Coast Records, 2026)

Dopo un’ora di grande musica l’album si chiude in crescendo con i dodici minuti della title track, salutandoci e dandoci appuntamento al prossimo giro di walzer, pardon… di blues.

Red Sun “Songs From Hidden Places” (Subsounds Records, 2026)

alberto centenari
Allegati
ven 5 giu, 14:01 (18 ore fa)
a me
Il nuovo album dei piacentini Red Sun è un viaggio tra deserti e psiche, là dove l’elettronica aiuta viaggi staccati dal tempo e da corpi, in bilico tra visioni e realtà.

Jared James Nichols “Louder Than Fate” (Frontiers Records, 2026)

“Louder Than Fate” mette in mostra il talento di Jared James Nichols, classe 1989, un disco ben suonato, in un misto di eleganza e spunti hard. Brani che dal vivo troveranno la massima espressione.

Manraze “Lock, Stock & Barrel” (Hear No Evil, 2026)

Un cofanetto che celebra i Manraze, un supergruppo ingiustamente poco ricordato, formato da Phil Collen, Paul Cook e Simon Laffy. Essenza rock’n’roll!!

Stefano Dentone /Sundance Duo “The Seagull & The 7 Sisters” (Stefano Dentone, 2026)

Album da assaporare nota dopo nota, ritagliandosi lo spazio e il tempo per farlo vostro, bellissimo.

Armored Saint “Emotion Factory Reset” (Metal Blade Records, 2026)

Gli Armored Saint continuano imperterriti per la loro strada, presentando l’ennesimo grande album della loro carriera e confermando un’innata capacità a scrivere brani in cui si fondono potenza, melodia e immediatezza, ma che, al contempo, presentano sfumature variegate che invitano a più ascolti.

The 69 Eyes “I Survive” (BLKIIBLK, 2026)

“I Survive” è un EP che ha praticamente tutto il mood necessario ad entrare nella discografia dei 69 Eyes, è breve, ma affilato come un rasoio, un tassello che aumenta ancora di più l’attesa per il prossimo album.

The Nude Party “Look Who’s Back” (The Nude Party, 2026)

“Look Who’s Back” rimane un gioiellino da fare vostro se avete fame di rock americano baciato dal sole dello psych/country. Promosso.

Spell “Wretched Heart” (Bad Omen Records, 2026)

Altro album da avere assolutamente, “Wretched Heart” ha il compito di ribadire l’altissima qualità della proposta del gruppo canadese, che di fatto non assomiglia a nessuno se non a se stesso, come i gruppi che definiamo grandi e che indicano una via. chapeau.

Softcult “When a Flower Doesn’t Grow” (EasyLife, 2026)

Due gemelle canadesi firmano la combinazione perfetta: grunge e shoegaze, per un debutto che ammalia e seduce.

Il gatto, il topo e gli stem silenziosi: l’intelligenza artificiale sta cambiando le regole della musica. Ma chi le scrive?

Stem silenziosi, detection tool e il gioco del gatto e del topo: come l’intelligenza artificiale sta cambiando la musica e perché servono regole, non divieti.

Lynch Mob “The Final Ride live” (Frontiers Records, 2026)

George Lynch pubblica “The Final Ride” l’album live definitivo dei Lynch Mob, che cattura l’ultima corsa della band sul palco.
Il disco la linea fondamentale dei Lynch Mob e soprattutto un promemoria di quanto sia incredibile il repertorio di George Lynch.

Romeo “Déjà Vu Letters” (Street Symphonies Records, 2026)

I Romeo sono una rock’n’roll band dal carattere forte e senza compromessi, nata nel 2024, ispirata dal sound vintage di metà anni ’70 e ’80 attinge l’ispirazione da band come Thin Lizzy, UFO, Cheap Trick e The Dogs D’Amour. Un gran bel debutto!

The Alexis P. Sutter Band “Just Stay Live – Featuring Garth Hudson” (Nola Blue Records, 2026)

Una delle ultime apparizioni live di Garth Hudson che diventa anche la fotografia della The Alexis P. Sutter Band dell’epoca. Una band e un’interprete da scoprire se siete amanti del soul/blues e del gospel.

Layout 18: Azrael, Sconfitta, Alcstones, Elle

Una nuova puntata di Layout, per esplorare l’underground musicale nazionale, in tutte le sue forme creative.

The Quill “Master Of The Sky” (Metalville, 2026)

I The Quill sono tornati con un lavoro ispiratissimo, granitico e melodico come solo loro sanno creare…una garanzia.

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox, cantante degli Axe Hero, produttore, discografico, organizzatore di eventi e tanto altro. E per Mirko il motto è uno solo: il rock è immortale e la nostalgia non esiste!!

Scena metal italiana: il silenzio dei media non è una recensione

Scena metal italiana: perché le webzine non coprono le band di casa? Non è snobismo, è un meccanismo preciso che si può capire e cambiare.

Marc Broussard “Change Worth Taking” (KTBA Records, 2026)

Di Marc Broussard vi avevamo parlato poco più di un mese fa, in occasione della recensione sul nuovo album di cover “SOS V: Songs Of The 50s'”, ultimo di una manciata di lavori con sigla SOS, di cui il ricavato andava ad associazioni no profit come “Love Of People” in...

49 Winchester “Change Of Plans” (Lucille Records/MCA, 2026)

Capitanato da l’enorme talento vocale e compositivo di Isaac Gibson, il gruppo della Virginia va oltre le aspettative per avvicinarsi spedito ai lustri di quella manciata di gruppi che stanno dando nuova vita e linfa ai suoni americani “classici”.

Mandy Manala “Something Wicked” (Argonauta Records, 2026)

Era difficile ripetersi sui livelli del primo album, ma i Mandy Manala ci sono riusciti appieno e si confermano una delle migliori realtà odierne in campo hard rock.

Tori Amos “In Times Of Dragons” (Fontana, 2026)

Un disco che ci riconsegna l’artista che 35 anni fa con la sua voce ed il suo pianoforte ci fece sognare ed oggi, ci fa riflettere sognando.

Darkthrone “Pre-Historic Metal” (Peaceville Records, 2026)

Continua il viaggio nel passato della band di Fenriz e Nocturno Culto, con una barbarica odissea nel metal che fu, trattato alla loro maniera.

Mike Zito “Outside Or The Eastside” (Gulf Coast Records, 2026)

La chitarra blues di Mike Zito è sempre una garanzia di qualità e anche questo nuovo album lo conferma.

The Delines “The Set Up” (Decor Records, 2026)

Musica che racconta l’America con la forza delle parole e l’eleganza di un sound crepuscolare, libero di adagiarsi nell’eleganza senza apparire stucchevole, melodico nella più poetica concezione del termine.

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Mojo Thunder “The Infinite Hope” (Agelaius Music Group, 2024)

Un misto di hard rock, venature soul e persino un tocco di metal, gli americani Mojo Thunder ci regalano un nuovo album da ascoltare a ripetizione.

Erisu “Heavy Goddesses” (HI-QU Music, 2024)

Con “Rock Goddesses” le Erisu dimostrano di essere una realtà importante, con la possibilità di portare il rock italiano fuori dai nostri confini, cosa che tra l’altro è già avvenuta in più di un’occasione.

The Picturebooks “Albuquerque” (Sunny Slope Records, 2024)

Un disco che funziona tra chitarre torturate, ritmi tribali e cori che arricchiscono l’atmosfera desertica dei brani. Consigliato!

Body Count “Merciless” (Century Media, 2024)

Ice T e i suoi Body Count sono ancora in giro con i loro riff killer, ritmiche serrate, pesanti e le loro rime affilate e taglienti. Fidatevi, “Merciless” è un gran bel disco!!

Casandra’s Crossing “Garden Of Earthly Delights” (Frontiers Records 2024)

Speriamo che non sia un progetto passeggero, perché il binomio Carson/Lunch funziona davvero bene!

Grand Magus “Sunraven” (Nuclear Blast, 2024)

Con “Sunraven” i Grand Magus si confermano una sentenza nel panorama metallico odierno.

Storace “Crossfire” (Frontiers Records, 2024)

Un album dettato dal cuore, dall’amore per il semplice rock’n’roll di Storace, storico cantanate dei Krokus, un album da ascoltare a volume massimo.

Tinkertown “American Gothic” (American Laundromat Records, 2024)

Non rimane che consigliare l’album agli amanti dei suoni americani, con la voglia di ascoltare qualcosa di veramente diverso, pur rimanendo godibilissimo e di un’eleganza unica.

Necrodeath: una storia italiana ai confine del male!

Orgoglio italiano, i Necrodeath stanno per scrivere la parole fine di un percorso lungo quattro decenni, sempre all’insegna del metal estremo originale ed incontaminato. Ma, come dicono, c’è ancora tanto da fare!

Blues Factory Feat. Fabio Drusin “III” (ArteSuono, 2024)

Un ottimo debutto ricco di southern e calore rock blues, pronto a scaldare l’inverno oramai alle porte!! E c’è anche Fabio Drusin!

Legions Of Doom “The Skull 3” (Tee Pee Records, 2024)

La qualità dei brani, l’importanza dei curricula e la fervida ispirazione rendono quest’opera un must per ciò che riguarda il metal in generale e il doom in particolare.

The Chris Zek Band “Agarthi” (Autoproduzione, 2024)

Un disco sincero, suonato con classe e la giusta attitudine, con una produzione attinente al sound della band. Complimenti!!

Slower “Rage And Ruin” (Heavy Psych, 2024)

In attesa di vedere se la strada futura degli Slower andrà di nuovo in direzione Slayer o proseguirà sui brani originali, ci lasciano un disco che alimenta l’attesa e la voglia di saperne di più.

Lone Justice “Viva Lone Justice” (AFAR, 2024)

Un ritorno clamoroso! Appuntamento allora fra altri 37 anni per un nuovo Lone Justice, sempre con le lacrime agli occhi.

Voodoo Circle “Hail To The King” (AFM Records, 2024)

I Voodoo Circle firmano un settimo album che esalta e modernizza l’hard rock degli anni ’70 e ’80. Un bel disco che si ascolta con piacere!

Gotho “Gothron Versus Fartark” (Supernatural Cat Records, 2024)

Dieci movimenti che formano una jam strumentale ispirata da Goblin, Hawkwind, Frank Zappa e King Crimson, stravolti e rielaborati. In due parole: geniali Gotho.

Dead Monarchs “Titan” (Autoprodotto, 2024)

Dead Monarchs: segnatevi questo nome, ne risentiremo parlare.

Delta Generators “The Lost Years” (Indy, 2024)

La band di Boston dimostra di fare corsa a parte quando si tratta di forgiare la materia rock blues. Imperdibile!

Impellitteri “War Machine” (Frontiers Music, 2024)

Ritornano con il dodicesimo album Chris Impellitteri e la sua band, per un concentrato di energia e assoli funambolici!

Greenfly “Satan’s Daughter” (Seelie Court Digital, 2024)

Greenfly: l’ennesima perla nascosta proveniente dal calderone pressoché infinito del rock dei ‘60 e ‘70.

Seventh Crystal “Entity” (Frontiers Music, 2024)

Tornano Gli hard rockers svedesi Seventh Crystal con il loro terzo album “Entity”, una sorta di concept album sulla utilizzo della tecnologia.

Warren Haynes “ Million Voices Whisper” (Fantasy Records, 2024)

Album bellissimo che Haynes dedica al co-fondatore degli Allman Brothers Dickey Betts scomparso ad aprile, rock on!

Mirko DeFox: dagli Axe Hero al futuro. Una vita per il rock.

Cantante degli storici Axe Hero/X-Hero, promotore di eventi, discografico, blogger. Mirco “DeFox” Galliazzo, da quasi mezzo secolo sulla scena, è questo e molto altro. Ci racconta tutto in questa intervista esclusiva!

The Paddy Boy Zimmermann Band “The Paddy Boy Zimmermann Band” (RecordJet, 2024)

Artista tedesco per un debutto che si rivela un’opera matura, consigliata senza riserve agli amanti dei suoni rock blues.

Reckless Kelly “The Last Frontier” (No Big Deal Records, 2024)

I Reckless Kelly sono ormai diventati un’istituzione del genere, ignorarli sarebbe peccato mortale e ce lo confermano anche con questo nuovo album.

Cats In Space “Time Machine” (Esoteric Antenna, 2024)

Ascoltate questa gemma e Cats In Space diventeranno anche per voi l’unica ancora di salvezza e poco importa se non conosciamo da che galassia arrivino.

Gilby Clarke (Crossroads, Osteria Nuova, Roma, 2 novembre 2024)

Un concerto di puro rock. Forse Gilby Clarke non passerà alla storia come Slash ma è uno dannatamente vero. E sul palco lo trasmette al pubblico. Bella serata!!

The Cure “Songs Of A Lost World” (Polydor, 2024)

Un album che è come quel momento di adrenalina, quella scossa che ti percorre prima di affrontare un pericolo, però esteso per 49 minuti e 15 secondi.

Dug Pinnick “Thingamajigger” (Rat Pak Records, 2024)

Quello che hanno significato i King’s X, e ancora significano, per la storia del rock, è inestimabile e Dug Pinnick con questo sesto album solista si offre la sua parte più hard, carica di groove e anima soul!

Cemetery Skyline “Nordic Gothic” (Century Media, 2024)

Un album sontuoso di metal contaminato con suoni gotici e dark wave. Segnatevi il nome: Cemetery Skyline, se ne parlerà molto.

Quireboys “Wardour Street” (Cadiz Music, 2024)

Tornati in formazione originale i Quireboys ci regalano il miglior disco dai tempi di “A Bit Of What You Fancy”. Veramente un grande album!

The Dream Syndicate “Live Through The Past, Darkly” (Label 51 Recordings, 2024)

The Dream Syndicate, una certezza per chiunque ami il rock alle varie latitudini.
Un live che è un bene per l’anima!

Iotunn “Kinship” (Metal Blade Records, 2024)

“Kinship” nel suo genere è un capolavoro, un album di una bellezza ed emotività devastanti, pregno di furia estrema, malinconica poesia nordica e talentuose virtù progressive, che ne fanno un’opera nel vero senso del termine.

Beth Hart “You Still Got Me” (Provogue, 2024)

Non c’è un brano che non sia di una bellezza fuori categoria e che fa di “You Still Got Me” il capolavoro che tutti i fan di Beth Hart si aspettavano!

Il Segno Del Comando “…Al Passato, Al Presente, Al Futuro…” (Black Widow Records, 2024)

Attesa ristampa in due edizioni limitate in vinile, del live del Segno Del Comando pubblicato solo su cd nel 2017.

Weather Systems “Ocean Without A Shore” (Mascot, Music Theories R., 2024)

Sarà anche questioni di gusti, ma “Ocean Without A Shore” è un disco che continuo ad ascoltare e sono certo che me lo ritroverò tra i top della mia classifica di fine anno!

Jerry Cantrell “I Want Blood” (Double J Music, 2024)

Il grande ritorno di un musicista, mai banale e di una profondità che scava nell’animo di ognuno di noi con la sua arte lasciando dolorose cicatrici.

Demon Head “Through Holes Shine The Stars” (Svart Records, 2024)

Lode ai Demon Head, capaci da offrire un’eccellente e personale elaborazione dell’incontro tra hard’n’heavy e darkwave/gothic.

Patti Smith (Ostia antica, 3 settembre 2024)

Anche se fuori tempo massimo abbiamo pensato che un concerto di Patti Smith valga sempre la pena di essere raccontato!

Charlie Overbey “In Good Company” (Lone Hawks Records, 2024)

Vi ricordate i glamster Big Bang Babies? Charlie Overbey arriva da lì, ma nel tempo si è trasformato in un grandissimo portavoce di hard blues, alt rock e folk. E questo disco è una parta di stelle! Meraviglia!

Hurricanes “Back To The Basement” (ForMusic Records, 2024)

I brasiliani Hurricanes con questo secondo album si confermano una realtà della nuova scena hard rock blues!!

Radioactive “Reset” (Frontiers Music, 2024)

Tommy Denander è ormai diventato una leggenda nel circuito AOR, melodic rock e lo conferma con questo ottimo album dei Radioactive.

Klimt 1918 “Àmor” (Prophecy Productions, 2026)

“Àmor” non solo si candida a personale disco dell’anno, ma scolpisce il nome dei Klimt 1918 nelle cime più alte delle band contemporanee.

Voïvod “Symphonique” (Century Media, 2026)

“Symphonique” è un album/evento che soddisferà i tanti amanti dei Voïvod, ma può essere il punto di partenza per chi volesse conoscere e approfondire la band canadese.

Carmen Ratti Band Featuring Jill Dineen “Come To Me” (MoMojo Records, 2026)

Scoprire band, musicisti e album di qualità superiore è la nostra missione e quando ci riusciamo, come per magia, tutto torna al suo posto, come sempre grazie alla musica…imperdibile.

Elder “Through Zero” (Stickman Records, 2026)

Gli Elder ci regalano cinquanta minuti di musica splendidamente semplice nelle sue complicate strutture progressive, pregne di una sagacia compositiva che è esclusiva dei grandi interpreti del genere, applausi!

Masterplan “Metalmorphosis” (Frontiers, 2026)

Alla fine del viaggio ci troviamo in mano un disco onesto e piacevole, opera di una band che dopo tredici anni di silenzio non ha la minima intenzione di adagiarsi sugli allori e che ogni tanto si diverte sinceramente a spiazzarci.

Delta Generators “On & On” (Self Relehase, 2026)

Un disco del genere, nel suo rude approccio rock, è consigliato anche agli amanti dei suoni più duri, soprattutto per la sua atmosfera live che risulta l’asso nella manica dei Delta Generators.

Boogie Beasts “Don’t Be So Mean!-A Tribute To R.L. Burnside” (Donor Productions/Naked, 2026)

Tutto l’album che risplende della luce leggendaria di Burnside e della sua musica. I Boogie Beasts si confermano cult band e grandi conoscitori della storia del blues.

The Zen Circus + Lamante, venerdì 12 giugno allo Sherwood Festival di Padova

Un concerto ricco di energia ed emozione, gli Zen Circus si confermano una delle band più importanti del rock italiani di questi confusi anni duemila.

King Tuff “Moo” (Thirty Tigers, 2026)

A volte bastano una chitarra, buone idee e un talento spropositato per fare dell’ottimo rock’n’roll e King Tuff ci è ancora una volta riuscito.

Abyssian “Let Me Die Under The Stars” (Black Widow Records, 2026)

Grande crescita per gli Abyssian e altro colpo della Black Widow Records che, dopo i Sarvaega (clicca sul link colorato per leggerne la recensione), conferma per l’ennesima volta di essere punto di riferimento per il dark sound italiano (e non solo).

Spread Eagle “The Brutal Divine” (Frontiers Records, 2026)

Gli  Spread Eagle band hard rock di New York  nata a fine degli anni ’80, pubblicano un quarto album che può essere apprezzato sia dai nuovi che dai vecchi fan. La band ha ancora spazio per crescere, la scrittura è solida ben arrangiata: un buon disco hard rock vecchia maniera.

Bolan “Gargoyle Of The Garden State” (earMUSIC, 2026)

Rachel Bolan si fa avanti con il suo primo album da solista sotto il nome di Bolan “Gargoyle Of The Garden State” è un debutto audace e profondamente personale, radicato nel coraggio, nell’atteggiamento e nello spirito narrativo del New Jersey.

Philip Sayce “Scorched Earth Vol. Two Live In LA/London” (Forty Below Records ,2026)

Un documento live che appassionerà non poco gli amanti del sound del nostro eroe, un vero satanasso quando mette i piedi su di un palco, consigliato.

Alice Armstrong Live “Blood In The Water” (Indipendent, 2026)

Alice Armstrong dà prova d’essere una grande interprete della sua musica e non solo, divina quando la potenza non inficia una raffinatezza innata per melodie soul che aleggiano su questi sette splendidi brani.

Brown Horse “Total Dive” (Loose Music, 2026)

La band inglese suona un crossover tra indie rock e country in cui non si contano i momenti di emozionante songwriting dove trapela la loro alchimia, con le atmosfere e le sensazioni scaturite dall’ascolto dei colleghi d’oltreoceano.

Ryan Bingham And The Texas Gentlemen “They Call Us The Lucky Ones” (Thirty Tigers, 2026)

Tra canzoni più ariose ed altre dove il senso di tragica disperazione è palese, con “They Call Us The Lucky Ones” Ryan Bingham si conferma come cantore di un’America più vera, seguendo le orme dei grandi autori del passato, bravo.

Vanden Plas “AcCult2” (Frontiers Records, 2026)

I pionieri tedeschi del progressive metal Vanden Plas tornano con “AcCult 2”, il tanto atteso sequel acustico del primo capitolo del 1996. Ecco brani selezionati del loro vasto catalogo con nuovi arrangiamenti acustici, che offrono una prospettiva completamente nuova sulla musica della band.

Jason Ricci And The Bad Kind “13 Hours” (Gulf Coast Records, 2026)

Dopo un’ora di grande musica l’album si chiude in crescendo con i dodici minuti della title track, salutandoci e dandoci appuntamento al prossimo giro di walzer, pardon… di blues.

Red Sun “Songs From Hidden Places” (Subsounds Records, 2026)

alberto centenari
Allegati
ven 5 giu, 14:01 (18 ore fa)
a me
Il nuovo album dei piacentini Red Sun è un viaggio tra deserti e psiche, là dove l’elettronica aiuta viaggi staccati dal tempo e da corpi, in bilico tra visioni e realtà.

Jared James Nichols “Louder Than Fate” (Frontiers Records, 2026)

“Louder Than Fate” mette in mostra il talento di Jared James Nichols, classe 1989, un disco ben suonato, in un misto di eleganza e spunti hard. Brani che dal vivo troveranno la massima espressione.

Manraze “Lock, Stock & Barrel” (Hear No Evil, 2026)

Un cofanetto che celebra i Manraze, un supergruppo ingiustamente poco ricordato, formato da Phil Collen, Paul Cook e Simon Laffy. Essenza rock’n’roll!!

Stefano Dentone /Sundance Duo “The Seagull & The 7 Sisters” (Stefano Dentone, 2026)

Album da assaporare nota dopo nota, ritagliandosi lo spazio e il tempo per farlo vostro, bellissimo.

Armored Saint “Emotion Factory Reset” (Metal Blade Records, 2026)

Gli Armored Saint continuano imperterriti per la loro strada, presentando l’ennesimo grande album della loro carriera e confermando un’innata capacità a scrivere brani in cui si fondono potenza, melodia e immediatezza, ma che, al contempo, presentano sfumature variegate che invitano a più ascolti.

The 69 Eyes “I Survive” (BLKIIBLK, 2026)

“I Survive” è un EP che ha praticamente tutto il mood necessario ad entrare nella discografia dei 69 Eyes, è breve, ma affilato come un rasoio, un tassello che aumenta ancora di più l’attesa per il prossimo album.

The Nude Party “Look Who’s Back” (The Nude Party, 2026)

“Look Who’s Back” rimane un gioiellino da fare vostro se avete fame di rock americano baciato dal sole dello psych/country. Promosso.

Spell “Wretched Heart” (Bad Omen Records, 2026)

Altro album da avere assolutamente, “Wretched Heart” ha il compito di ribadire l’altissima qualità della proposta del gruppo canadese, che di fatto non assomiglia a nessuno se non a se stesso, come i gruppi che definiamo grandi e che indicano una via. chapeau.

Softcult “When a Flower Doesn’t Grow” (EasyLife, 2026)

Due gemelle canadesi firmano la combinazione perfetta: grunge e shoegaze, per un debutto che ammalia e seduce.

Il gatto, il topo e gli stem silenziosi: l’intelligenza artificiale sta cambiando le regole della musica. Ma chi le scrive?

Stem silenziosi, detection tool e il gioco del gatto e del topo: come l’intelligenza artificiale sta cambiando la musica e perché servono regole, non divieti.

Lynch Mob “The Final Ride live” (Frontiers Records, 2026)

George Lynch pubblica “The Final Ride” l’album live definitivo dei Lynch Mob, che cattura l’ultima corsa della band sul palco.
Il disco la linea fondamentale dei Lynch Mob e soprattutto un promemoria di quanto sia incredibile il repertorio di George Lynch.

Romeo “Déjà Vu Letters” (Street Symphonies Records, 2026)

I Romeo sono una rock’n’roll band dal carattere forte e senza compromessi, nata nel 2024, ispirata dal sound vintage di metà anni ’70 e ’80 attinge l’ispirazione da band come Thin Lizzy, UFO, Cheap Trick e The Dogs D’Amour. Un gran bel debutto!

The Alexis P. Sutter Band “Just Stay Live – Featuring Garth Hudson” (Nola Blue Records, 2026)

Una delle ultime apparizioni live di Garth Hudson che diventa anche la fotografia della The Alexis P. Sutter Band dell’epoca. Una band e un’interprete da scoprire se siete amanti del soul/blues e del gospel.

Layout 18: Azrael, Sconfitta, Alcstones, Elle

Una nuova puntata di Layout, per esplorare l’underground musicale nazionale, in tutte le sue forme creative.

The Quill “Master Of The Sky” (Metalville, 2026)

I The Quill sono tornati con un lavoro ispiratissimo, granitico e melodico come solo loro sanno creare…una garanzia.

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox, cantante degli Axe Hero, produttore, discografico, organizzatore di eventi e tanto altro. E per Mirko il motto è uno solo: il rock è immortale e la nostalgia non esiste!!

Scena metal italiana: il silenzio dei media non è una recensione

Scena metal italiana: perché le webzine non coprono le band di casa? Non è snobismo, è un meccanismo preciso che si può capire e cambiare.

Marc Broussard “Change Worth Taking” (KTBA Records, 2026)

Di Marc Broussard vi avevamo parlato poco più di un mese fa, in occasione della recensione sul nuovo album di cover “SOS V: Songs Of The 50s'”, ultimo di una manciata di lavori con sigla SOS, di cui il ricavato andava ad associazioni no profit come “Love Of People” in...

49 Winchester “Change Of Plans” (Lucille Records/MCA, 2026)

Capitanato da l’enorme talento vocale e compositivo di Isaac Gibson, il gruppo della Virginia va oltre le aspettative per avvicinarsi spedito ai lustri di quella manciata di gruppi che stanno dando nuova vita e linfa ai suoni americani “classici”.

Mandy Manala “Something Wicked” (Argonauta Records, 2026)

Era difficile ripetersi sui livelli del primo album, ma i Mandy Manala ci sono riusciti appieno e si confermano una delle migliori realtà odierne in campo hard rock.

Tori Amos “In Times Of Dragons” (Fontana, 2026)

Un disco che ci riconsegna l’artista che 35 anni fa con la sua voce ed il suo pianoforte ci fece sognare ed oggi, ci fa riflettere sognando.

Darkthrone “Pre-Historic Metal” (Peaceville Records, 2026)

Continua il viaggio nel passato della band di Fenriz e Nocturno Culto, con una barbarica odissea nel metal che fu, trattato alla loro maniera.

Mike Zito “Outside Or The Eastside” (Gulf Coast Records, 2026)

La chitarra blues di Mike Zito è sempre una garanzia di qualità e anche questo nuovo album lo conferma.

The Delines “The Set Up” (Decor Records, 2026)

Musica che racconta l’America con la forza delle parole e l’eleganza di un sound crepuscolare, libero di adagiarsi nell’eleganza senza apparire stucchevole, melodico nella più poetica concezione del termine.

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Mojo Thunder “The Infinite Hope” (Agelaius Music Group, 2024)

Un misto di hard rock, venature soul e persino un tocco di metal, gli americani Mojo Thunder ci regalano un nuovo album da ascoltare a ripetizione.

Erisu “Heavy Goddesses” (HI-QU Music, 2024)

Con “Rock Goddesses” le Erisu dimostrano di essere una realtà importante, con la possibilità di portare il rock italiano fuori dai nostri confini, cosa che tra l’altro è già avvenuta in più di un’occasione.

The Picturebooks “Albuquerque” (Sunny Slope Records, 2024)

Un disco che funziona tra chitarre torturate, ritmi tribali e cori che arricchiscono l’atmosfera desertica dei brani. Consigliato!

Body Count “Merciless” (Century Media, 2024)

Ice T e i suoi Body Count sono ancora in giro con i loro riff killer, ritmiche serrate, pesanti e le loro rime affilate e taglienti. Fidatevi, “Merciless” è un gran bel disco!!

Casandra’s Crossing “Garden Of Earthly Delights” (Frontiers Records 2024)

Speriamo che non sia un progetto passeggero, perché il binomio Carson/Lunch funziona davvero bene!

Grand Magus “Sunraven” (Nuclear Blast, 2024)

Con “Sunraven” i Grand Magus si confermano una sentenza nel panorama metallico odierno.

Storace “Crossfire” (Frontiers Records, 2024)

Un album dettato dal cuore, dall’amore per il semplice rock’n’roll di Storace, storico cantanate dei Krokus, un album da ascoltare a volume massimo.

Tinkertown “American Gothic” (American Laundromat Records, 2024)

Non rimane che consigliare l’album agli amanti dei suoni americani, con la voglia di ascoltare qualcosa di veramente diverso, pur rimanendo godibilissimo e di un’eleganza unica.

Necrodeath: una storia italiana ai confine del male!

Orgoglio italiano, i Necrodeath stanno per scrivere la parole fine di un percorso lungo quattro decenni, sempre all’insegna del metal estremo originale ed incontaminato. Ma, come dicono, c’è ancora tanto da fare!

Blues Factory Feat. Fabio Drusin “III” (ArteSuono, 2024)

Un ottimo debutto ricco di southern e calore rock blues, pronto a scaldare l’inverno oramai alle porte!! E c’è anche Fabio Drusin!

Legions Of Doom “The Skull 3” (Tee Pee Records, 2024)

La qualità dei brani, l’importanza dei curricula e la fervida ispirazione rendono quest’opera un must per ciò che riguarda il metal in generale e il doom in particolare.

The Chris Zek Band “Agarthi” (Autoproduzione, 2024)

Un disco sincero, suonato con classe e la giusta attitudine, con una produzione attinente al sound della band. Complimenti!!

Slower “Rage And Ruin” (Heavy Psych, 2024)

In attesa di vedere se la strada futura degli Slower andrà di nuovo in direzione Slayer o proseguirà sui brani originali, ci lasciano un disco che alimenta l’attesa e la voglia di saperne di più.

Lone Justice “Viva Lone Justice” (AFAR, 2024)

Un ritorno clamoroso! Appuntamento allora fra altri 37 anni per un nuovo Lone Justice, sempre con le lacrime agli occhi.

Voodoo Circle “Hail To The King” (AFM Records, 2024)

I Voodoo Circle firmano un settimo album che esalta e modernizza l’hard rock degli anni ’70 e ’80. Un bel disco che si ascolta con piacere!

Gotho “Gothron Versus Fartark” (Supernatural Cat Records, 2024)

Dieci movimenti che formano una jam strumentale ispirata da Goblin, Hawkwind, Frank Zappa e King Crimson, stravolti e rielaborati. In due parole: geniali Gotho.

Dead Monarchs “Titan” (Autoprodotto, 2024)

Dead Monarchs: segnatevi questo nome, ne risentiremo parlare.

Delta Generators “The Lost Years” (Indy, 2024)

La band di Boston dimostra di fare corsa a parte quando si tratta di forgiare la materia rock blues. Imperdibile!

Impellitteri “War Machine” (Frontiers Music, 2024)

Ritornano con il dodicesimo album Chris Impellitteri e la sua band, per un concentrato di energia e assoli funambolici!

Greenfly “Satan’s Daughter” (Seelie Court Digital, 2024)

Greenfly: l’ennesima perla nascosta proveniente dal calderone pressoché infinito del rock dei ‘60 e ‘70.

Seventh Crystal “Entity” (Frontiers Music, 2024)

Tornano Gli hard rockers svedesi Seventh Crystal con il loro terzo album “Entity”, una sorta di concept album sulla utilizzo della tecnologia.

Warren Haynes “ Million Voices Whisper” (Fantasy Records, 2024)

Album bellissimo che Haynes dedica al co-fondatore degli Allman Brothers Dickey Betts scomparso ad aprile, rock on!

Mirko DeFox: dagli Axe Hero al futuro. Una vita per il rock.

Cantante degli storici Axe Hero/X-Hero, promotore di eventi, discografico, blogger. Mirco “DeFox” Galliazzo, da quasi mezzo secolo sulla scena, è questo e molto altro. Ci racconta tutto in questa intervista esclusiva!

The Paddy Boy Zimmermann Band “The Paddy Boy Zimmermann Band” (RecordJet, 2024)

Artista tedesco per un debutto che si rivela un’opera matura, consigliata senza riserve agli amanti dei suoni rock blues.

Reckless Kelly “The Last Frontier” (No Big Deal Records, 2024)

I Reckless Kelly sono ormai diventati un’istituzione del genere, ignorarli sarebbe peccato mortale e ce lo confermano anche con questo nuovo album.

Cats In Space “Time Machine” (Esoteric Antenna, 2024)

Ascoltate questa gemma e Cats In Space diventeranno anche per voi l’unica ancora di salvezza e poco importa se non conosciamo da che galassia arrivino.

Gilby Clarke (Crossroads, Osteria Nuova, Roma, 2 novembre 2024)

Un concerto di puro rock. Forse Gilby Clarke non passerà alla storia come Slash ma è uno dannatamente vero. E sul palco lo trasmette al pubblico. Bella serata!!

The Cure “Songs Of A Lost World” (Polydor, 2024)

Un album che è come quel momento di adrenalina, quella scossa che ti percorre prima di affrontare un pericolo, però esteso per 49 minuti e 15 secondi.

Dug Pinnick “Thingamajigger” (Rat Pak Records, 2024)

Quello che hanno significato i King’s X, e ancora significano, per la storia del rock, è inestimabile e Dug Pinnick con questo sesto album solista si offre la sua parte più hard, carica di groove e anima soul!

Cemetery Skyline “Nordic Gothic” (Century Media, 2024)

Un album sontuoso di metal contaminato con suoni gotici e dark wave. Segnatevi il nome: Cemetery Skyline, se ne parlerà molto.

Quireboys “Wardour Street” (Cadiz Music, 2024)

Tornati in formazione originale i Quireboys ci regalano il miglior disco dai tempi di “A Bit Of What You Fancy”. Veramente un grande album!

The Dream Syndicate “Live Through The Past, Darkly” (Label 51 Recordings, 2024)

The Dream Syndicate, una certezza per chiunque ami il rock alle varie latitudini.
Un live che è un bene per l’anima!

Iotunn “Kinship” (Metal Blade Records, 2024)

“Kinship” nel suo genere è un capolavoro, un album di una bellezza ed emotività devastanti, pregno di furia estrema, malinconica poesia nordica e talentuose virtù progressive, che ne fanno un’opera nel vero senso del termine.

Beth Hart “You Still Got Me” (Provogue, 2024)

Non c’è un brano che non sia di una bellezza fuori categoria e che fa di “You Still Got Me” il capolavoro che tutti i fan di Beth Hart si aspettavano!

Il Segno Del Comando “…Al Passato, Al Presente, Al Futuro…” (Black Widow Records, 2024)

Attesa ristampa in due edizioni limitate in vinile, del live del Segno Del Comando pubblicato solo su cd nel 2017.

Weather Systems “Ocean Without A Shore” (Mascot, Music Theories R., 2024)

Sarà anche questioni di gusti, ma “Ocean Without A Shore” è un disco che continuo ad ascoltare e sono certo che me lo ritroverò tra i top della mia classifica di fine anno!

Jerry Cantrell “I Want Blood” (Double J Music, 2024)

Il grande ritorno di un musicista, mai banale e di una profondità che scava nell’animo di ognuno di noi con la sua arte lasciando dolorose cicatrici.

Demon Head “Through Holes Shine The Stars” (Svart Records, 2024)

Lode ai Demon Head, capaci da offrire un’eccellente e personale elaborazione dell’incontro tra hard’n’heavy e darkwave/gothic.

Patti Smith (Ostia antica, 3 settembre 2024)

Anche se fuori tempo massimo abbiamo pensato che un concerto di Patti Smith valga sempre la pena di essere raccontato!

Charlie Overbey “In Good Company” (Lone Hawks Records, 2024)

Vi ricordate i glamster Big Bang Babies? Charlie Overbey arriva da lì, ma nel tempo si è trasformato in un grandissimo portavoce di hard blues, alt rock e folk. E questo disco è una parta di stelle! Meraviglia!

Hurricanes “Back To The Basement” (ForMusic Records, 2024)

I brasiliani Hurricanes con questo secondo album si confermano una realtà della nuova scena hard rock blues!!

Radioactive “Reset” (Frontiers Music, 2024)

Tommy Denander è ormai diventato una leggenda nel circuito AOR, melodic rock e lo conferma con questo ottimo album dei Radioactive.

Klimt 1918 “Àmor” (Prophecy Productions, 2026)

“Àmor” non solo si candida a personale disco dell’anno, ma scolpisce il nome dei Klimt 1918 nelle cime più alte delle band contemporanee.

Voïvod “Symphonique” (Century Media, 2026)

“Symphonique” è un album/evento che soddisferà i tanti amanti dei Voïvod, ma può essere il punto di partenza per chi volesse conoscere e approfondire la band canadese.

Carmen Ratti Band Featuring Jill Dineen “Come To Me” (MoMojo Records, 2026)

Scoprire band, musicisti e album di qualità superiore è la nostra missione e quando ci riusciamo, come per magia, tutto torna al suo posto, come sempre grazie alla musica…imperdibile.

Elder “Through Zero” (Stickman Records, 2026)

Gli Elder ci regalano cinquanta minuti di musica splendidamente semplice nelle sue complicate strutture progressive, pregne di una sagacia compositiva che è esclusiva dei grandi interpreti del genere, applausi!

Masterplan “Metalmorphosis” (Frontiers, 2026)

Alla fine del viaggio ci troviamo in mano un disco onesto e piacevole, opera di una band che dopo tredici anni di silenzio non ha la minima intenzione di adagiarsi sugli allori e che ogni tanto si diverte sinceramente a spiazzarci.

Delta Generators “On & On” (Self Relehase, 2026)

Un disco del genere, nel suo rude approccio rock, è consigliato anche agli amanti dei suoni più duri, soprattutto per la sua atmosfera live che risulta l’asso nella manica dei Delta Generators.

Boogie Beasts “Don’t Be So Mean!-A Tribute To R.L. Burnside” (Donor Productions/Naked, 2026)

Tutto l’album che risplende della luce leggendaria di Burnside e della sua musica. I Boogie Beasts si confermano cult band e grandi conoscitori della storia del blues.

The Zen Circus + Lamante, venerdì 12 giugno allo Sherwood Festival di Padova

Un concerto ricco di energia ed emozione, gli Zen Circus si confermano una delle band più importanti del rock italiani di questi confusi anni duemila.

King Tuff “Moo” (Thirty Tigers, 2026)

A volte bastano una chitarra, buone idee e un talento spropositato per fare dell’ottimo rock’n’roll e King Tuff ci è ancora una volta riuscito.

Abyssian “Let Me Die Under The Stars” (Black Widow Records, 2026)

Grande crescita per gli Abyssian e altro colpo della Black Widow Records che, dopo i Sarvaega (clicca sul link colorato per leggerne la recensione), conferma per l’ennesima volta di essere punto di riferimento per il dark sound italiano (e non solo).

Spread Eagle “The Brutal Divine” (Frontiers Records, 2026)

Gli  Spread Eagle band hard rock di New York  nata a fine degli anni ’80, pubblicano un quarto album che può essere apprezzato sia dai nuovi che dai vecchi fan. La band ha ancora spazio per crescere, la scrittura è solida ben arrangiata: un buon disco hard rock vecchia maniera.

Bolan “Gargoyle Of The Garden State” (earMUSIC, 2026)

Rachel Bolan si fa avanti con il suo primo album da solista sotto il nome di Bolan “Gargoyle Of The Garden State” è un debutto audace e profondamente personale, radicato nel coraggio, nell’atteggiamento e nello spirito narrativo del New Jersey.

Philip Sayce “Scorched Earth Vol. Two Live In LA/London” (Forty Below Records ,2026)

Un documento live che appassionerà non poco gli amanti del sound del nostro eroe, un vero satanasso quando mette i piedi su di un palco, consigliato.

Alice Armstrong Live “Blood In The Water” (Indipendent, 2026)

Alice Armstrong dà prova d’essere una grande interprete della sua musica e non solo, divina quando la potenza non inficia una raffinatezza innata per melodie soul che aleggiano su questi sette splendidi brani.

Brown Horse “Total Dive” (Loose Music, 2026)

La band inglese suona un crossover tra indie rock e country in cui non si contano i momenti di emozionante songwriting dove trapela la loro alchimia, con le atmosfere e le sensazioni scaturite dall’ascolto dei colleghi d’oltreoceano.

Ryan Bingham And The Texas Gentlemen “They Call Us The Lucky Ones” (Thirty Tigers, 2026)

Tra canzoni più ariose ed altre dove il senso di tragica disperazione è palese, con “They Call Us The Lucky Ones” Ryan Bingham si conferma come cantore di un’America più vera, seguendo le orme dei grandi autori del passato, bravo.

Vanden Plas “AcCult2” (Frontiers Records, 2026)

I pionieri tedeschi del progressive metal Vanden Plas tornano con “AcCult 2”, il tanto atteso sequel acustico del primo capitolo del 1996. Ecco brani selezionati del loro vasto catalogo con nuovi arrangiamenti acustici, che offrono una prospettiva completamente nuova sulla musica della band.

Jason Ricci And The Bad Kind “13 Hours” (Gulf Coast Records, 2026)

Dopo un’ora di grande musica l’album si chiude in crescendo con i dodici minuti della title track, salutandoci e dandoci appuntamento al prossimo giro di walzer, pardon… di blues.

Red Sun “Songs From Hidden Places” (Subsounds Records, 2026)

alberto centenari
Allegati
ven 5 giu, 14:01 (18 ore fa)
a me
Il nuovo album dei piacentini Red Sun è un viaggio tra deserti e psiche, là dove l’elettronica aiuta viaggi staccati dal tempo e da corpi, in bilico tra visioni e realtà.

Jared James Nichols “Louder Than Fate” (Frontiers Records, 2026)

“Louder Than Fate” mette in mostra il talento di Jared James Nichols, classe 1989, un disco ben suonato, in un misto di eleganza e spunti hard. Brani che dal vivo troveranno la massima espressione.

Manraze “Lock, Stock & Barrel” (Hear No Evil, 2026)

Un cofanetto che celebra i Manraze, un supergruppo ingiustamente poco ricordato, formato da Phil Collen, Paul Cook e Simon Laffy. Essenza rock’n’roll!!

Stefano Dentone /Sundance Duo “The Seagull & The 7 Sisters” (Stefano Dentone, 2026)

Album da assaporare nota dopo nota, ritagliandosi lo spazio e il tempo per farlo vostro, bellissimo.

Armored Saint “Emotion Factory Reset” (Metal Blade Records, 2026)

Gli Armored Saint continuano imperterriti per la loro strada, presentando l’ennesimo grande album della loro carriera e confermando un’innata capacità a scrivere brani in cui si fondono potenza, melodia e immediatezza, ma che, al contempo, presentano sfumature variegate che invitano a più ascolti.

The 69 Eyes “I Survive” (BLKIIBLK, 2026)

“I Survive” è un EP che ha praticamente tutto il mood necessario ad entrare nella discografia dei 69 Eyes, è breve, ma affilato come un rasoio, un tassello che aumenta ancora di più l’attesa per il prossimo album.

The Nude Party “Look Who’s Back” (The Nude Party, 2026)

“Look Who’s Back” rimane un gioiellino da fare vostro se avete fame di rock americano baciato dal sole dello psych/country. Promosso.

Spell “Wretched Heart” (Bad Omen Records, 2026)

Altro album da avere assolutamente, “Wretched Heart” ha il compito di ribadire l’altissima qualità della proposta del gruppo canadese, che di fatto non assomiglia a nessuno se non a se stesso, come i gruppi che definiamo grandi e che indicano una via. chapeau.

Softcult “When a Flower Doesn’t Grow” (EasyLife, 2026)

Due gemelle canadesi firmano la combinazione perfetta: grunge e shoegaze, per un debutto che ammalia e seduce.

Il gatto, il topo e gli stem silenziosi: l’intelligenza artificiale sta cambiando le regole della musica. Ma chi le scrive?

Stem silenziosi, detection tool e il gioco del gatto e del topo: come l’intelligenza artificiale sta cambiando la musica e perché servono regole, non divieti.

Lynch Mob “The Final Ride live” (Frontiers Records, 2026)

George Lynch pubblica “The Final Ride” l’album live definitivo dei Lynch Mob, che cattura l’ultima corsa della band sul palco.
Il disco la linea fondamentale dei Lynch Mob e soprattutto un promemoria di quanto sia incredibile il repertorio di George Lynch.

Romeo “Déjà Vu Letters” (Street Symphonies Records, 2026)

I Romeo sono una rock’n’roll band dal carattere forte e senza compromessi, nata nel 2024, ispirata dal sound vintage di metà anni ’70 e ’80 attinge l’ispirazione da band come Thin Lizzy, UFO, Cheap Trick e The Dogs D’Amour. Un gran bel debutto!

The Alexis P. Sutter Band “Just Stay Live – Featuring Garth Hudson” (Nola Blue Records, 2026)

Una delle ultime apparizioni live di Garth Hudson che diventa anche la fotografia della The Alexis P. Sutter Band dell’epoca. Una band e un’interprete da scoprire se siete amanti del soul/blues e del gospel.

Layout 18: Azrael, Sconfitta, Alcstones, Elle

Una nuova puntata di Layout, per esplorare l’underground musicale nazionale, in tutte le sue forme creative.

The Quill “Master Of The Sky” (Metalville, 2026)

I The Quill sono tornati con un lavoro ispiratissimo, granitico e melodico come solo loro sanno creare…una garanzia.

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox, cantante degli Axe Hero, produttore, discografico, organizzatore di eventi e tanto altro. E per Mirko il motto è uno solo: il rock è immortale e la nostalgia non esiste!!

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Scena metal italiana: perché le webzine non coprono le band di casa? Non è snobismo, è un meccanismo preciso che si può capire e cambiare.

Marc Broussard “Change Worth Taking” (KTBA Records, 2026)

Di Marc Broussard vi avevamo parlato poco più di un mese fa, in occasione della recensione sul nuovo album di cover “SOS V: Songs Of The 50s'”, ultimo di una manciata di lavori con sigla SOS, di cui il ricavato andava ad associazioni no profit come “Love Of People” in...

49 Winchester “Change Of Plans” (Lucille Records/MCA, 2026)

Capitanato da l’enorme talento vocale e compositivo di Isaac Gibson, il gruppo della Virginia va oltre le aspettative per avvicinarsi spedito ai lustri di quella manciata di gruppi che stanno dando nuova vita e linfa ai suoni americani “classici”.

Mandy Manala “Something Wicked” (Argonauta Records, 2026)

Era difficile ripetersi sui livelli del primo album, ma i Mandy Manala ci sono riusciti appieno e si confermano una delle migliori realtà odierne in campo hard rock.

Tori Amos “In Times Of Dragons” (Fontana, 2026)

Un disco che ci riconsegna l’artista che 35 anni fa con la sua voce ed il suo pianoforte ci fece sognare ed oggi, ci fa riflettere sognando.

Darkthrone “Pre-Historic Metal” (Peaceville Records, 2026)

Continua il viaggio nel passato della band di Fenriz e Nocturno Culto, con una barbarica odissea nel metal che fu, trattato alla loro maniera.

Mike Zito “Outside Or The Eastside” (Gulf Coast Records, 2026)

La chitarra blues di Mike Zito è sempre una garanzia di qualità e anche questo nuovo album lo conferma.

The Delines “The Set Up” (Decor Records, 2026)

Musica che racconta l’America con la forza delle parole e l’eleganza di un sound crepuscolare, libero di adagiarsi nell’eleganza senza apparire stucchevole, melodico nella più poetica concezione del termine.

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Mojo Thunder “The Infinite Hope” (Agelaius Music Group, 2024)

Un misto di hard rock, venature soul e persino un tocco di metal, gli americani Mojo Thunder ci regalano un nuovo album da ascoltare a ripetizione.

Erisu “Heavy Goddesses” (HI-QU Music, 2024)

Con “Rock Goddesses” le Erisu dimostrano di essere una realtà importante, con la possibilità di portare il rock italiano fuori dai nostri confini, cosa che tra l’altro è già avvenuta in più di un’occasione.

The Picturebooks “Albuquerque” (Sunny Slope Records, 2024)

Un disco che funziona tra chitarre torturate, ritmi tribali e cori che arricchiscono l’atmosfera desertica dei brani. Consigliato!

Body Count “Merciless” (Century Media, 2024)

Ice T e i suoi Body Count sono ancora in giro con i loro riff killer, ritmiche serrate, pesanti e le loro rime affilate e taglienti. Fidatevi, “Merciless” è un gran bel disco!!

Casandra’s Crossing “Garden Of Earthly Delights” (Frontiers Records 2024)

Speriamo che non sia un progetto passeggero, perché il binomio Carson/Lunch funziona davvero bene!

Grand Magus “Sunraven” (Nuclear Blast, 2024)

Con “Sunraven” i Grand Magus si confermano una sentenza nel panorama metallico odierno.

Storace “Crossfire” (Frontiers Records, 2024)

Un album dettato dal cuore, dall’amore per il semplice rock’n’roll di Storace, storico cantanate dei Krokus, un album da ascoltare a volume massimo.

Tinkertown “American Gothic” (American Laundromat Records, 2024)

Non rimane che consigliare l’album agli amanti dei suoni americani, con la voglia di ascoltare qualcosa di veramente diverso, pur rimanendo godibilissimo e di un’eleganza unica.

Necrodeath: una storia italiana ai confine del male!

Orgoglio italiano, i Necrodeath stanno per scrivere la parole fine di un percorso lungo quattro decenni, sempre all’insegna del metal estremo originale ed incontaminato. Ma, come dicono, c’è ancora tanto da fare!

Blues Factory Feat. Fabio Drusin “III” (ArteSuono, 2024)

Un ottimo debutto ricco di southern e calore rock blues, pronto a scaldare l’inverno oramai alle porte!! E c’è anche Fabio Drusin!

Legions Of Doom “The Skull 3” (Tee Pee Records, 2024)

La qualità dei brani, l’importanza dei curricula e la fervida ispirazione rendono quest’opera un must per ciò che riguarda il metal in generale e il doom in particolare.

The Chris Zek Band “Agarthi” (Autoproduzione, 2024)

Un disco sincero, suonato con classe e la giusta attitudine, con una produzione attinente al sound della band. Complimenti!!

Slower “Rage And Ruin” (Heavy Psych, 2024)

In attesa di vedere se la strada futura degli Slower andrà di nuovo in direzione Slayer o proseguirà sui brani originali, ci lasciano un disco che alimenta l’attesa e la voglia di saperne di più.

Lone Justice “Viva Lone Justice” (AFAR, 2024)

Un ritorno clamoroso! Appuntamento allora fra altri 37 anni per un nuovo Lone Justice, sempre con le lacrime agli occhi.

Voodoo Circle “Hail To The King” (AFM Records, 2024)

I Voodoo Circle firmano un settimo album che esalta e modernizza l’hard rock degli anni ’70 e ’80. Un bel disco che si ascolta con piacere!

Gotho “Gothron Versus Fartark” (Supernatural Cat Records, 2024)

Dieci movimenti che formano una jam strumentale ispirata da Goblin, Hawkwind, Frank Zappa e King Crimson, stravolti e rielaborati. In due parole: geniali Gotho.

Dead Monarchs “Titan” (Autoprodotto, 2024)

Dead Monarchs: segnatevi questo nome, ne risentiremo parlare.

Delta Generators “The Lost Years” (Indy, 2024)

La band di Boston dimostra di fare corsa a parte quando si tratta di forgiare la materia rock blues. Imperdibile!

Impellitteri “War Machine” (Frontiers Music, 2024)

Ritornano con il dodicesimo album Chris Impellitteri e la sua band, per un concentrato di energia e assoli funambolici!

Greenfly “Satan’s Daughter” (Seelie Court Digital, 2024)

Greenfly: l’ennesima perla nascosta proveniente dal calderone pressoché infinito del rock dei ‘60 e ‘70.

Seventh Crystal “Entity” (Frontiers Music, 2024)

Tornano Gli hard rockers svedesi Seventh Crystal con il loro terzo album “Entity”, una sorta di concept album sulla utilizzo della tecnologia.

Warren Haynes “ Million Voices Whisper” (Fantasy Records, 2024)

Album bellissimo che Haynes dedica al co-fondatore degli Allman Brothers Dickey Betts scomparso ad aprile, rock on!

Mirko DeFox: dagli Axe Hero al futuro. Una vita per il rock.

Cantante degli storici Axe Hero/X-Hero, promotore di eventi, discografico, blogger. Mirco “DeFox” Galliazzo, da quasi mezzo secolo sulla scena, è questo e molto altro. Ci racconta tutto in questa intervista esclusiva!

The Paddy Boy Zimmermann Band “The Paddy Boy Zimmermann Band” (RecordJet, 2024)

Artista tedesco per un debutto che si rivela un’opera matura, consigliata senza riserve agli amanti dei suoni rock blues.

Reckless Kelly “The Last Frontier” (No Big Deal Records, 2024)

I Reckless Kelly sono ormai diventati un’istituzione del genere, ignorarli sarebbe peccato mortale e ce lo confermano anche con questo nuovo album.

Cats In Space “Time Machine” (Esoteric Antenna, 2024)

Ascoltate questa gemma e Cats In Space diventeranno anche per voi l’unica ancora di salvezza e poco importa se non conosciamo da che galassia arrivino.

Gilby Clarke (Crossroads, Osteria Nuova, Roma, 2 novembre 2024)

Un concerto di puro rock. Forse Gilby Clarke non passerà alla storia come Slash ma è uno dannatamente vero. E sul palco lo trasmette al pubblico. Bella serata!!

The Cure “Songs Of A Lost World” (Polydor, 2024)

Un album che è come quel momento di adrenalina, quella scossa che ti percorre prima di affrontare un pericolo, però esteso per 49 minuti e 15 secondi.

Dug Pinnick “Thingamajigger” (Rat Pak Records, 2024)

Quello che hanno significato i King’s X, e ancora significano, per la storia del rock, è inestimabile e Dug Pinnick con questo sesto album solista si offre la sua parte più hard, carica di groove e anima soul!

Cemetery Skyline “Nordic Gothic” (Century Media, 2024)

Un album sontuoso di metal contaminato con suoni gotici e dark wave. Segnatevi il nome: Cemetery Skyline, se ne parlerà molto.

Quireboys “Wardour Street” (Cadiz Music, 2024)

Tornati in formazione originale i Quireboys ci regalano il miglior disco dai tempi di “A Bit Of What You Fancy”. Veramente un grande album!

The Dream Syndicate “Live Through The Past, Darkly” (Label 51 Recordings, 2024)

The Dream Syndicate, una certezza per chiunque ami il rock alle varie latitudini.
Un live che è un bene per l’anima!

Iotunn “Kinship” (Metal Blade Records, 2024)

“Kinship” nel suo genere è un capolavoro, un album di una bellezza ed emotività devastanti, pregno di furia estrema, malinconica poesia nordica e talentuose virtù progressive, che ne fanno un’opera nel vero senso del termine.

Beth Hart “You Still Got Me” (Provogue, 2024)

Non c’è un brano che non sia di una bellezza fuori categoria e che fa di “You Still Got Me” il capolavoro che tutti i fan di Beth Hart si aspettavano!

Il Segno Del Comando “…Al Passato, Al Presente, Al Futuro…” (Black Widow Records, 2024)

Attesa ristampa in due edizioni limitate in vinile, del live del Segno Del Comando pubblicato solo su cd nel 2017.

Weather Systems “Ocean Without A Shore” (Mascot, Music Theories R., 2024)

Sarà anche questioni di gusti, ma “Ocean Without A Shore” è un disco che continuo ad ascoltare e sono certo che me lo ritroverò tra i top della mia classifica di fine anno!

Jerry Cantrell “I Want Blood” (Double J Music, 2024)

Il grande ritorno di un musicista, mai banale e di una profondità che scava nell’animo di ognuno di noi con la sua arte lasciando dolorose cicatrici.

Demon Head “Through Holes Shine The Stars” (Svart Records, 2024)

Lode ai Demon Head, capaci da offrire un’eccellente e personale elaborazione dell’incontro tra hard’n’heavy e darkwave/gothic.

Patti Smith (Ostia antica, 3 settembre 2024)

Anche se fuori tempo massimo abbiamo pensato che un concerto di Patti Smith valga sempre la pena di essere raccontato!

Charlie Overbey “In Good Company” (Lone Hawks Records, 2024)

Vi ricordate i glamster Big Bang Babies? Charlie Overbey arriva da lì, ma nel tempo si è trasformato in un grandissimo portavoce di hard blues, alt rock e folk. E questo disco è una parta di stelle! Meraviglia!

Hurricanes “Back To The Basement” (ForMusic Records, 2024)

I brasiliani Hurricanes con questo secondo album si confermano una realtà della nuova scena hard rock blues!!

Radioactive “Reset” (Frontiers Music, 2024)

Tommy Denander è ormai diventato una leggenda nel circuito AOR, melodic rock e lo conferma con questo ottimo album dei Radioactive.

Klimt 1918 “Àmor” (Prophecy Productions, 2026)

“Àmor” non solo si candida a personale disco dell’anno, ma scolpisce il nome dei Klimt 1918 nelle cime più alte delle band contemporanee.

Voïvod “Symphonique” (Century Media, 2026)

“Symphonique” è un album/evento che soddisferà i tanti amanti dei Voïvod, ma può essere il punto di partenza per chi volesse conoscere e approfondire la band canadese.

Carmen Ratti Band Featuring Jill Dineen “Come To Me” (MoMojo Records, 2026)

Scoprire band, musicisti e album di qualità superiore è la nostra missione e quando ci riusciamo, come per magia, tutto torna al suo posto, come sempre grazie alla musica…imperdibile.

Elder “Through Zero” (Stickman Records, 2026)

Gli Elder ci regalano cinquanta minuti di musica splendidamente semplice nelle sue complicate strutture progressive, pregne di una sagacia compositiva che è esclusiva dei grandi interpreti del genere, applausi!

Masterplan “Metalmorphosis” (Frontiers, 2026)

Alla fine del viaggio ci troviamo in mano un disco onesto e piacevole, opera di una band che dopo tredici anni di silenzio non ha la minima intenzione di adagiarsi sugli allori e che ogni tanto si diverte sinceramente a spiazzarci.

Delta Generators “On & On” (Self Relehase, 2026)

Un disco del genere, nel suo rude approccio rock, è consigliato anche agli amanti dei suoni più duri, soprattutto per la sua atmosfera live che risulta l’asso nella manica dei Delta Generators.

Boogie Beasts “Don’t Be So Mean!-A Tribute To R.L. Burnside” (Donor Productions/Naked, 2026)

Tutto l’album che risplende della luce leggendaria di Burnside e della sua musica. I Boogie Beasts si confermano cult band e grandi conoscitori della storia del blues.

The Zen Circus + Lamante, venerdì 12 giugno allo Sherwood Festival di Padova

Un concerto ricco di energia ed emozione, gli Zen Circus si confermano una delle band più importanti del rock italiani di questi confusi anni duemila.

King Tuff “Moo” (Thirty Tigers, 2026)

A volte bastano una chitarra, buone idee e un talento spropositato per fare dell’ottimo rock’n’roll e King Tuff ci è ancora una volta riuscito.

Abyssian “Let Me Die Under The Stars” (Black Widow Records, 2026)

Grande crescita per gli Abyssian e altro colpo della Black Widow Records che, dopo i Sarvaega (clicca sul link colorato per leggerne la recensione), conferma per l’ennesima volta di essere punto di riferimento per il dark sound italiano (e non solo).

Spread Eagle “The Brutal Divine” (Frontiers Records, 2026)

Gli  Spread Eagle band hard rock di New York  nata a fine degli anni ’80, pubblicano un quarto album che può essere apprezzato sia dai nuovi che dai vecchi fan. La band ha ancora spazio per crescere, la scrittura è solida ben arrangiata: un buon disco hard rock vecchia maniera.

Bolan “Gargoyle Of The Garden State” (earMUSIC, 2026)

Rachel Bolan si fa avanti con il suo primo album da solista sotto il nome di Bolan “Gargoyle Of The Garden State” è un debutto audace e profondamente personale, radicato nel coraggio, nell’atteggiamento e nello spirito narrativo del New Jersey.

Philip Sayce “Scorched Earth Vol. Two Live In LA/London” (Forty Below Records ,2026)

Un documento live che appassionerà non poco gli amanti del sound del nostro eroe, un vero satanasso quando mette i piedi su di un palco, consigliato.

Alice Armstrong Live “Blood In The Water” (Indipendent, 2026)

Alice Armstrong dà prova d’essere una grande interprete della sua musica e non solo, divina quando la potenza non inficia una raffinatezza innata per melodie soul che aleggiano su questi sette splendidi brani.

Brown Horse “Total Dive” (Loose Music, 2026)

La band inglese suona un crossover tra indie rock e country in cui non si contano i momenti di emozionante songwriting dove trapela la loro alchimia, con le atmosfere e le sensazioni scaturite dall’ascolto dei colleghi d’oltreoceano.

Ryan Bingham And The Texas Gentlemen “They Call Us The Lucky Ones” (Thirty Tigers, 2026)

Tra canzoni più ariose ed altre dove il senso di tragica disperazione è palese, con “They Call Us The Lucky Ones” Ryan Bingham si conferma come cantore di un’America più vera, seguendo le orme dei grandi autori del passato, bravo.

Vanden Plas “AcCult2” (Frontiers Records, 2026)

I pionieri tedeschi del progressive metal Vanden Plas tornano con “AcCult 2”, il tanto atteso sequel acustico del primo capitolo del 1996. Ecco brani selezionati del loro vasto catalogo con nuovi arrangiamenti acustici, che offrono una prospettiva completamente nuova sulla musica della band.

Jason Ricci And The Bad Kind “13 Hours” (Gulf Coast Records, 2026)

Dopo un’ora di grande musica l’album si chiude in crescendo con i dodici minuti della title track, salutandoci e dandoci appuntamento al prossimo giro di walzer, pardon… di blues.

Red Sun “Songs From Hidden Places” (Subsounds Records, 2026)

alberto centenari
Allegati
ven 5 giu, 14:01 (18 ore fa)
a me
Il nuovo album dei piacentini Red Sun è un viaggio tra deserti e psiche, là dove l’elettronica aiuta viaggi staccati dal tempo e da corpi, in bilico tra visioni e realtà.

Jared James Nichols “Louder Than Fate” (Frontiers Records, 2026)

“Louder Than Fate” mette in mostra il talento di Jared James Nichols, classe 1989, un disco ben suonato, in un misto di eleganza e spunti hard. Brani che dal vivo troveranno la massima espressione.

Manraze “Lock, Stock & Barrel” (Hear No Evil, 2026)

Un cofanetto che celebra i Manraze, un supergruppo ingiustamente poco ricordato, formato da Phil Collen, Paul Cook e Simon Laffy. Essenza rock’n’roll!!

Stefano Dentone /Sundance Duo “The Seagull & The 7 Sisters” (Stefano Dentone, 2026)

Album da assaporare nota dopo nota, ritagliandosi lo spazio e il tempo per farlo vostro, bellissimo.

Armored Saint “Emotion Factory Reset” (Metal Blade Records, 2026)

Gli Armored Saint continuano imperterriti per la loro strada, presentando l’ennesimo grande album della loro carriera e confermando un’innata capacità a scrivere brani in cui si fondono potenza, melodia e immediatezza, ma che, al contempo, presentano sfumature variegate che invitano a più ascolti.

The 69 Eyes “I Survive” (BLKIIBLK, 2026)

“I Survive” è un EP che ha praticamente tutto il mood necessario ad entrare nella discografia dei 69 Eyes, è breve, ma affilato come un rasoio, un tassello che aumenta ancora di più l’attesa per il prossimo album.

The Nude Party “Look Who’s Back” (The Nude Party, 2026)

“Look Who’s Back” rimane un gioiellino da fare vostro se avete fame di rock americano baciato dal sole dello psych/country. Promosso.

Spell “Wretched Heart” (Bad Omen Records, 2026)

Altro album da avere assolutamente, “Wretched Heart” ha il compito di ribadire l’altissima qualità della proposta del gruppo canadese, che di fatto non assomiglia a nessuno se non a se stesso, come i gruppi che definiamo grandi e che indicano una via. chapeau.

Softcult “When a Flower Doesn’t Grow” (EasyLife, 2026)

Due gemelle canadesi firmano la combinazione perfetta: grunge e shoegaze, per un debutto che ammalia e seduce.

Il gatto, il topo e gli stem silenziosi: l’intelligenza artificiale sta cambiando le regole della musica. Ma chi le scrive?

Stem silenziosi, detection tool e il gioco del gatto e del topo: come l’intelligenza artificiale sta cambiando la musica e perché servono regole, non divieti.

Lynch Mob “The Final Ride live” (Frontiers Records, 2026)

George Lynch pubblica “The Final Ride” l’album live definitivo dei Lynch Mob, che cattura l’ultima corsa della band sul palco.
Il disco la linea fondamentale dei Lynch Mob e soprattutto un promemoria di quanto sia incredibile il repertorio di George Lynch.

Romeo “Déjà Vu Letters” (Street Symphonies Records, 2026)

I Romeo sono una rock’n’roll band dal carattere forte e senza compromessi, nata nel 2024, ispirata dal sound vintage di metà anni ’70 e ’80 attinge l’ispirazione da band come Thin Lizzy, UFO, Cheap Trick e The Dogs D’Amour. Un gran bel debutto!

The Alexis P. Sutter Band “Just Stay Live – Featuring Garth Hudson” (Nola Blue Records, 2026)

Una delle ultime apparizioni live di Garth Hudson che diventa anche la fotografia della The Alexis P. Sutter Band dell’epoca. Una band e un’interprete da scoprire se siete amanti del soul/blues e del gospel.

Layout 18: Azrael, Sconfitta, Alcstones, Elle

Una nuova puntata di Layout, per esplorare l’underground musicale nazionale, in tutte le sue forme creative.

The Quill “Master Of The Sky” (Metalville, 2026)

I The Quill sono tornati con un lavoro ispiratissimo, granitico e melodico come solo loro sanno creare…una garanzia.

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox, cantante degli Axe Hero, produttore, discografico, organizzatore di eventi e tanto altro. E per Mirko il motto è uno solo: il rock è immortale e la nostalgia non esiste!!

Scena metal italiana: il silenzio dei media non è una recensione

Scena metal italiana: perché le webzine non coprono le band di casa? Non è snobismo, è un meccanismo preciso che si può capire e cambiare.

Marc Broussard “Change Worth Taking” (KTBA Records, 2026)

Di Marc Broussard vi avevamo parlato poco più di un mese fa, in occasione della recensione sul nuovo album di cover “SOS V: Songs Of The 50s'”, ultimo di una manciata di lavori con sigla SOS, di cui il ricavato andava ad associazioni no profit come “Love Of People” in...

49 Winchester “Change Of Plans” (Lucille Records/MCA, 2026)

Capitanato da l’enorme talento vocale e compositivo di Isaac Gibson, il gruppo della Virginia va oltre le aspettative per avvicinarsi spedito ai lustri di quella manciata di gruppi che stanno dando nuova vita e linfa ai suoni americani “classici”.

Mandy Manala “Something Wicked” (Argonauta Records, 2026)

Era difficile ripetersi sui livelli del primo album, ma i Mandy Manala ci sono riusciti appieno e si confermano una delle migliori realtà odierne in campo hard rock.

Tori Amos “In Times Of Dragons” (Fontana, 2026)

Un disco che ci riconsegna l’artista che 35 anni fa con la sua voce ed il suo pianoforte ci fece sognare ed oggi, ci fa riflettere sognando.

Darkthrone “Pre-Historic Metal” (Peaceville Records, 2026)

Continua il viaggio nel passato della band di Fenriz e Nocturno Culto, con una barbarica odissea nel metal che fu, trattato alla loro maniera.

Mike Zito “Outside Or The Eastside” (Gulf Coast Records, 2026)

La chitarra blues di Mike Zito è sempre una garanzia di qualità e anche questo nuovo album lo conferma.

The Delines “The Set Up” (Decor Records, 2026)

Musica che racconta l’America con la forza delle parole e l’eleganza di un sound crepuscolare, libero di adagiarsi nell’eleganza senza apparire stucchevole, melodico nella più poetica concezione del termine.

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Mojo Thunder “The Infinite Hope” (Agelaius Music Group, 2024)

Un misto di hard rock, venature soul e persino un tocco di metal, gli americani Mojo Thunder ci regalano un nuovo album da ascoltare a ripetizione.

Erisu “Heavy Goddesses” (HI-QU Music, 2024)

Con “Rock Goddesses” le Erisu dimostrano di essere una realtà importante, con la possibilità di portare il rock italiano fuori dai nostri confini, cosa che tra l’altro è già avvenuta in più di un’occasione.

The Picturebooks “Albuquerque” (Sunny Slope Records, 2024)

Un disco che funziona tra chitarre torturate, ritmi tribali e cori che arricchiscono l’atmosfera desertica dei brani. Consigliato!

Body Count “Merciless” (Century Media, 2024)

Ice T e i suoi Body Count sono ancora in giro con i loro riff killer, ritmiche serrate, pesanti e le loro rime affilate e taglienti. Fidatevi, “Merciless” è un gran bel disco!!

Casandra’s Crossing “Garden Of Earthly Delights” (Frontiers Records 2024)

Speriamo che non sia un progetto passeggero, perché il binomio Carson/Lunch funziona davvero bene!

Grand Magus “Sunraven” (Nuclear Blast, 2024)

Con “Sunraven” i Grand Magus si confermano una sentenza nel panorama metallico odierno.

Storace “Crossfire” (Frontiers Records, 2024)

Un album dettato dal cuore, dall’amore per il semplice rock’n’roll di Storace, storico cantanate dei Krokus, un album da ascoltare a volume massimo.

Tinkertown “American Gothic” (American Laundromat Records, 2024)

Non rimane che consigliare l’album agli amanti dei suoni americani, con la voglia di ascoltare qualcosa di veramente diverso, pur rimanendo godibilissimo e di un’eleganza unica.

Necrodeath: una storia italiana ai confine del male!

Orgoglio italiano, i Necrodeath stanno per scrivere la parole fine di un percorso lungo quattro decenni, sempre all’insegna del metal estremo originale ed incontaminato. Ma, come dicono, c’è ancora tanto da fare!

Blues Factory Feat. Fabio Drusin “III” (ArteSuono, 2024)

Un ottimo debutto ricco di southern e calore rock blues, pronto a scaldare l’inverno oramai alle porte!! E c’è anche Fabio Drusin!

Legions Of Doom “The Skull 3” (Tee Pee Records, 2024)

La qualità dei brani, l’importanza dei curricula e la fervida ispirazione rendono quest’opera un must per ciò che riguarda il metal in generale e il doom in particolare.

The Chris Zek Band “Agarthi” (Autoproduzione, 2024)

Un disco sincero, suonato con classe e la giusta attitudine, con una produzione attinente al sound della band. Complimenti!!

Slower “Rage And Ruin” (Heavy Psych, 2024)

In attesa di vedere se la strada futura degli Slower andrà di nuovo in direzione Slayer o proseguirà sui brani originali, ci lasciano un disco che alimenta l’attesa e la voglia di saperne di più.

Lone Justice “Viva Lone Justice” (AFAR, 2024)

Un ritorno clamoroso! Appuntamento allora fra altri 37 anni per un nuovo Lone Justice, sempre con le lacrime agli occhi.

Voodoo Circle “Hail To The King” (AFM Records, 2024)

I Voodoo Circle firmano un settimo album che esalta e modernizza l’hard rock degli anni ’70 e ’80. Un bel disco che si ascolta con piacere!

Gotho “Gothron Versus Fartark” (Supernatural Cat Records, 2024)

Dieci movimenti che formano una jam strumentale ispirata da Goblin, Hawkwind, Frank Zappa e King Crimson, stravolti e rielaborati. In due parole: geniali Gotho.

Dead Monarchs “Titan” (Autoprodotto, 2024)

Dead Monarchs: segnatevi questo nome, ne risentiremo parlare.

Delta Generators “The Lost Years” (Indy, 2024)

La band di Boston dimostra di fare corsa a parte quando si tratta di forgiare la materia rock blues. Imperdibile!

Impellitteri “War Machine” (Frontiers Music, 2024)

Ritornano con il dodicesimo album Chris Impellitteri e la sua band, per un concentrato di energia e assoli funambolici!

Greenfly “Satan’s Daughter” (Seelie Court Digital, 2024)

Greenfly: l’ennesima perla nascosta proveniente dal calderone pressoché infinito del rock dei ‘60 e ‘70.

Seventh Crystal “Entity” (Frontiers Music, 2024)

Tornano Gli hard rockers svedesi Seventh Crystal con il loro terzo album “Entity”, una sorta di concept album sulla utilizzo della tecnologia.

Warren Haynes “ Million Voices Whisper” (Fantasy Records, 2024)

Album bellissimo che Haynes dedica al co-fondatore degli Allman Brothers Dickey Betts scomparso ad aprile, rock on!

Mirko DeFox: dagli Axe Hero al futuro. Una vita per il rock.

Cantante degli storici Axe Hero/X-Hero, promotore di eventi, discografico, blogger. Mirco “DeFox” Galliazzo, da quasi mezzo secolo sulla scena, è questo e molto altro. Ci racconta tutto in questa intervista esclusiva!

The Paddy Boy Zimmermann Band “The Paddy Boy Zimmermann Band” (RecordJet, 2024)

Artista tedesco per un debutto che si rivela un’opera matura, consigliata senza riserve agli amanti dei suoni rock blues.

Reckless Kelly “The Last Frontier” (No Big Deal Records, 2024)

I Reckless Kelly sono ormai diventati un’istituzione del genere, ignorarli sarebbe peccato mortale e ce lo confermano anche con questo nuovo album.

Cats In Space “Time Machine” (Esoteric Antenna, 2024)

Ascoltate questa gemma e Cats In Space diventeranno anche per voi l’unica ancora di salvezza e poco importa se non conosciamo da che galassia arrivino.

Gilby Clarke (Crossroads, Osteria Nuova, Roma, 2 novembre 2024)

Un concerto di puro rock. Forse Gilby Clarke non passerà alla storia come Slash ma è uno dannatamente vero. E sul palco lo trasmette al pubblico. Bella serata!!

The Cure “Songs Of A Lost World” (Polydor, 2024)

Un album che è come quel momento di adrenalina, quella scossa che ti percorre prima di affrontare un pericolo, però esteso per 49 minuti e 15 secondi.

Dug Pinnick “Thingamajigger” (Rat Pak Records, 2024)

Quello che hanno significato i King’s X, e ancora significano, per la storia del rock, è inestimabile e Dug Pinnick con questo sesto album solista si offre la sua parte più hard, carica di groove e anima soul!

Cemetery Skyline “Nordic Gothic” (Century Media, 2024)

Un album sontuoso di metal contaminato con suoni gotici e dark wave. Segnatevi il nome: Cemetery Skyline, se ne parlerà molto.

Quireboys “Wardour Street” (Cadiz Music, 2024)

Tornati in formazione originale i Quireboys ci regalano il miglior disco dai tempi di “A Bit Of What You Fancy”. Veramente un grande album!

The Dream Syndicate “Live Through The Past, Darkly” (Label 51 Recordings, 2024)

The Dream Syndicate, una certezza per chiunque ami il rock alle varie latitudini.
Un live che è un bene per l’anima!

Iotunn “Kinship” (Metal Blade Records, 2024)

“Kinship” nel suo genere è un capolavoro, un album di una bellezza ed emotività devastanti, pregno di furia estrema, malinconica poesia nordica e talentuose virtù progressive, che ne fanno un’opera nel vero senso del termine.

Beth Hart “You Still Got Me” (Provogue, 2024)

Non c’è un brano che non sia di una bellezza fuori categoria e che fa di “You Still Got Me” il capolavoro che tutti i fan di Beth Hart si aspettavano!

Il Segno Del Comando “…Al Passato, Al Presente, Al Futuro…” (Black Widow Records, 2024)

Attesa ristampa in due edizioni limitate in vinile, del live del Segno Del Comando pubblicato solo su cd nel 2017.

Weather Systems “Ocean Without A Shore” (Mascot, Music Theories R., 2024)

Sarà anche questioni di gusti, ma “Ocean Without A Shore” è un disco che continuo ad ascoltare e sono certo che me lo ritroverò tra i top della mia classifica di fine anno!

Jerry Cantrell “I Want Blood” (Double J Music, 2024)

Il grande ritorno di un musicista, mai banale e di una profondità che scava nell’animo di ognuno di noi con la sua arte lasciando dolorose cicatrici.

Demon Head “Through Holes Shine The Stars” (Svart Records, 2024)

Lode ai Demon Head, capaci da offrire un’eccellente e personale elaborazione dell’incontro tra hard’n’heavy e darkwave/gothic.

Patti Smith (Ostia antica, 3 settembre 2024)

Anche se fuori tempo massimo abbiamo pensato che un concerto di Patti Smith valga sempre la pena di essere raccontato!

Charlie Overbey “In Good Company” (Lone Hawks Records, 2024)

Vi ricordate i glamster Big Bang Babies? Charlie Overbey arriva da lì, ma nel tempo si è trasformato in un grandissimo portavoce di hard blues, alt rock e folk. E questo disco è una parta di stelle! Meraviglia!

Hurricanes “Back To The Basement” (ForMusic Records, 2024)

I brasiliani Hurricanes con questo secondo album si confermano una realtà della nuova scena hard rock blues!!

Radioactive “Reset” (Frontiers Music, 2024)

Tommy Denander è ormai diventato una leggenda nel circuito AOR, melodic rock e lo conferma con questo ottimo album dei Radioactive.

Klimt 1918 “Àmor” (Prophecy Productions, 2026)

“Àmor” non solo si candida a personale disco dell’anno, ma scolpisce il nome dei Klimt 1918 nelle cime più alte delle band contemporanee.

Voïvod “Symphonique” (Century Media, 2026)

“Symphonique” è un album/evento che soddisferà i tanti amanti dei Voïvod, ma può essere il punto di partenza per chi volesse conoscere e approfondire la band canadese.

Carmen Ratti Band Featuring Jill Dineen “Come To Me” (MoMojo Records, 2026)

Scoprire band, musicisti e album di qualità superiore è la nostra missione e quando ci riusciamo, come per magia, tutto torna al suo posto, come sempre grazie alla musica…imperdibile.

Elder “Through Zero” (Stickman Records, 2026)

Gli Elder ci regalano cinquanta minuti di musica splendidamente semplice nelle sue complicate strutture progressive, pregne di una sagacia compositiva che è esclusiva dei grandi interpreti del genere, applausi!

Masterplan “Metalmorphosis” (Frontiers, 2026)

Alla fine del viaggio ci troviamo in mano un disco onesto e piacevole, opera di una band che dopo tredici anni di silenzio non ha la minima intenzione di adagiarsi sugli allori e che ogni tanto si diverte sinceramente a spiazzarci.

Delta Generators “On & On” (Self Relehase, 2026)

Un disco del genere, nel suo rude approccio rock, è consigliato anche agli amanti dei suoni più duri, soprattutto per la sua atmosfera live che risulta l’asso nella manica dei Delta Generators.

Boogie Beasts “Don’t Be So Mean!-A Tribute To R.L. Burnside” (Donor Productions/Naked, 2026)

Tutto l’album che risplende della luce leggendaria di Burnside e della sua musica. I Boogie Beasts si confermano cult band e grandi conoscitori della storia del blues.

The Zen Circus + Lamante, venerdì 12 giugno allo Sherwood Festival di Padova

Un concerto ricco di energia ed emozione, gli Zen Circus si confermano una delle band più importanti del rock italiani di questi confusi anni duemila.

King Tuff “Moo” (Thirty Tigers, 2026)

A volte bastano una chitarra, buone idee e un talento spropositato per fare dell’ottimo rock’n’roll e King Tuff ci è ancora una volta riuscito.

Abyssian “Let Me Die Under The Stars” (Black Widow Records, 2026)

Grande crescita per gli Abyssian e altro colpo della Black Widow Records che, dopo i Sarvaega (clicca sul link colorato per leggerne la recensione), conferma per l’ennesima volta di essere punto di riferimento per il dark sound italiano (e non solo).

Spread Eagle “The Brutal Divine” (Frontiers Records, 2026)

Gli  Spread Eagle band hard rock di New York  nata a fine degli anni ’80, pubblicano un quarto album che può essere apprezzato sia dai nuovi che dai vecchi fan. La band ha ancora spazio per crescere, la scrittura è solida ben arrangiata: un buon disco hard rock vecchia maniera.

Bolan “Gargoyle Of The Garden State” (earMUSIC, 2026)

Rachel Bolan si fa avanti con il suo primo album da solista sotto il nome di Bolan “Gargoyle Of The Garden State” è un debutto audace e profondamente personale, radicato nel coraggio, nell’atteggiamento e nello spirito narrativo del New Jersey.

Philip Sayce “Scorched Earth Vol. Two Live In LA/London” (Forty Below Records ,2026)

Un documento live che appassionerà non poco gli amanti del sound del nostro eroe, un vero satanasso quando mette i piedi su di un palco, consigliato.

Alice Armstrong Live “Blood In The Water” (Indipendent, 2026)

Alice Armstrong dà prova d’essere una grande interprete della sua musica e non solo, divina quando la potenza non inficia una raffinatezza innata per melodie soul che aleggiano su questi sette splendidi brani.

Brown Horse “Total Dive” (Loose Music, 2026)

La band inglese suona un crossover tra indie rock e country in cui non si contano i momenti di emozionante songwriting dove trapela la loro alchimia, con le atmosfere e le sensazioni scaturite dall’ascolto dei colleghi d’oltreoceano.

Ryan Bingham And The Texas Gentlemen “They Call Us The Lucky Ones” (Thirty Tigers, 2026)

Tra canzoni più ariose ed altre dove il senso di tragica disperazione è palese, con “They Call Us The Lucky Ones” Ryan Bingham si conferma come cantore di un’America più vera, seguendo le orme dei grandi autori del passato, bravo.

Vanden Plas “AcCult2” (Frontiers Records, 2026)

I pionieri tedeschi del progressive metal Vanden Plas tornano con “AcCult 2”, il tanto atteso sequel acustico del primo capitolo del 1996. Ecco brani selezionati del loro vasto catalogo con nuovi arrangiamenti acustici, che offrono una prospettiva completamente nuova sulla musica della band.

Jason Ricci And The Bad Kind “13 Hours” (Gulf Coast Records, 2026)

Dopo un’ora di grande musica l’album si chiude in crescendo con i dodici minuti della title track, salutandoci e dandoci appuntamento al prossimo giro di walzer, pardon… di blues.

Red Sun “Songs From Hidden Places” (Subsounds Records, 2026)

alberto centenari
Allegati
ven 5 giu, 14:01 (18 ore fa)
a me
Il nuovo album dei piacentini Red Sun è un viaggio tra deserti e psiche, là dove l’elettronica aiuta viaggi staccati dal tempo e da corpi, in bilico tra visioni e realtà.

Jared James Nichols “Louder Than Fate” (Frontiers Records, 2026)

“Louder Than Fate” mette in mostra il talento di Jared James Nichols, classe 1989, un disco ben suonato, in un misto di eleganza e spunti hard. Brani che dal vivo troveranno la massima espressione.

Manraze “Lock, Stock & Barrel” (Hear No Evil, 2026)

Un cofanetto che celebra i Manraze, un supergruppo ingiustamente poco ricordato, formato da Phil Collen, Paul Cook e Simon Laffy. Essenza rock’n’roll!!

Stefano Dentone /Sundance Duo “The Seagull & The 7 Sisters” (Stefano Dentone, 2026)

Album da assaporare nota dopo nota, ritagliandosi lo spazio e il tempo per farlo vostro, bellissimo.

Armored Saint “Emotion Factory Reset” (Metal Blade Records, 2026)

Gli Armored Saint continuano imperterriti per la loro strada, presentando l’ennesimo grande album della loro carriera e confermando un’innata capacità a scrivere brani in cui si fondono potenza, melodia e immediatezza, ma che, al contempo, presentano sfumature variegate che invitano a più ascolti.

The 69 Eyes “I Survive” (BLKIIBLK, 2026)

“I Survive” è un EP che ha praticamente tutto il mood necessario ad entrare nella discografia dei 69 Eyes, è breve, ma affilato come un rasoio, un tassello che aumenta ancora di più l’attesa per il prossimo album.

The Nude Party “Look Who’s Back” (The Nude Party, 2026)

“Look Who’s Back” rimane un gioiellino da fare vostro se avete fame di rock americano baciato dal sole dello psych/country. Promosso.

Spell “Wretched Heart” (Bad Omen Records, 2026)

Altro album da avere assolutamente, “Wretched Heart” ha il compito di ribadire l’altissima qualità della proposta del gruppo canadese, che di fatto non assomiglia a nessuno se non a se stesso, come i gruppi che definiamo grandi e che indicano una via. chapeau.

Softcult “When a Flower Doesn’t Grow” (EasyLife, 2026)

Due gemelle canadesi firmano la combinazione perfetta: grunge e shoegaze, per un debutto che ammalia e seduce.

Il gatto, il topo e gli stem silenziosi: l’intelligenza artificiale sta cambiando le regole della musica. Ma chi le scrive?

Stem silenziosi, detection tool e il gioco del gatto e del topo: come l’intelligenza artificiale sta cambiando la musica e perché servono regole, non divieti.

Lynch Mob “The Final Ride live” (Frontiers Records, 2026)

George Lynch pubblica “The Final Ride” l’album live definitivo dei Lynch Mob, che cattura l’ultima corsa della band sul palco.
Il disco la linea fondamentale dei Lynch Mob e soprattutto un promemoria di quanto sia incredibile il repertorio di George Lynch.

Romeo “Déjà Vu Letters” (Street Symphonies Records, 2026)

I Romeo sono una rock’n’roll band dal carattere forte e senza compromessi, nata nel 2024, ispirata dal sound vintage di metà anni ’70 e ’80 attinge l’ispirazione da band come Thin Lizzy, UFO, Cheap Trick e The Dogs D’Amour. Un gran bel debutto!

The Alexis P. Sutter Band “Just Stay Live – Featuring Garth Hudson” (Nola Blue Records, 2026)

Una delle ultime apparizioni live di Garth Hudson che diventa anche la fotografia della The Alexis P. Sutter Band dell’epoca. Una band e un’interprete da scoprire se siete amanti del soul/blues e del gospel.

Layout 18: Azrael, Sconfitta, Alcstones, Elle

Una nuova puntata di Layout, per esplorare l’underground musicale nazionale, in tutte le sue forme creative.

The Quill “Master Of The Sky” (Metalville, 2026)

I The Quill sono tornati con un lavoro ispiratissimo, granitico e melodico come solo loro sanno creare…una garanzia.

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox, cantante degli Axe Hero, produttore, discografico, organizzatore di eventi e tanto altro. E per Mirko il motto è uno solo: il rock è immortale e la nostalgia non esiste!!

Scena metal italiana: il silenzio dei media non è una recensione

Scena metal italiana: perché le webzine non coprono le band di casa? Non è snobismo, è un meccanismo preciso che si può capire e cambiare.

Marc Broussard “Change Worth Taking” (KTBA Records, 2026)

Di Marc Broussard vi avevamo parlato poco più di un mese fa, in occasione della recensione sul nuovo album di cover “SOS V: Songs Of The 50s'”, ultimo di una manciata di lavori con sigla SOS, di cui il ricavato andava ad associazioni no profit come “Love Of People” in...

49 Winchester “Change Of Plans” (Lucille Records/MCA, 2026)

Capitanato da l’enorme talento vocale e compositivo di Isaac Gibson, il gruppo della Virginia va oltre le aspettative per avvicinarsi spedito ai lustri di quella manciata di gruppi che stanno dando nuova vita e linfa ai suoni americani “classici”.

Mandy Manala “Something Wicked” (Argonauta Records, 2026)

Era difficile ripetersi sui livelli del primo album, ma i Mandy Manala ci sono riusciti appieno e si confermano una delle migliori realtà odierne in campo hard rock.

Tori Amos “In Times Of Dragons” (Fontana, 2026)

Un disco che ci riconsegna l’artista che 35 anni fa con la sua voce ed il suo pianoforte ci fece sognare ed oggi, ci fa riflettere sognando.

Darkthrone “Pre-Historic Metal” (Peaceville Records, 2026)

Continua il viaggio nel passato della band di Fenriz e Nocturno Culto, con una barbarica odissea nel metal che fu, trattato alla loro maniera.

Mike Zito “Outside Or The Eastside” (Gulf Coast Records, 2026)

La chitarra blues di Mike Zito è sempre una garanzia di qualità e anche questo nuovo album lo conferma.

The Delines “The Set Up” (Decor Records, 2026)

Musica che racconta l’America con la forza delle parole e l’eleganza di un sound crepuscolare, libero di adagiarsi nell’eleganza senza apparire stucchevole, melodico nella più poetica concezione del termine.

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Mojo Thunder “The Infinite Hope” (Agelaius Music Group, 2024)

Un misto di hard rock, venature soul e persino un tocco di metal, gli americani Mojo Thunder ci regalano un nuovo album da ascoltare a ripetizione.

Erisu “Heavy Goddesses” (HI-QU Music, 2024)

Con “Rock Goddesses” le Erisu dimostrano di essere una realtà importante, con la possibilità di portare il rock italiano fuori dai nostri confini, cosa che tra l’altro è già avvenuta in più di un’occasione.

The Picturebooks “Albuquerque” (Sunny Slope Records, 2024)

Un disco che funziona tra chitarre torturate, ritmi tribali e cori che arricchiscono l’atmosfera desertica dei brani. Consigliato!

Body Count “Merciless” (Century Media, 2024)

Ice T e i suoi Body Count sono ancora in giro con i loro riff killer, ritmiche serrate, pesanti e le loro rime affilate e taglienti. Fidatevi, “Merciless” è un gran bel disco!!

Casandra’s Crossing “Garden Of Earthly Delights” (Frontiers Records 2024)

Speriamo che non sia un progetto passeggero, perché il binomio Carson/Lunch funziona davvero bene!

Grand Magus “Sunraven” (Nuclear Blast, 2024)

Con “Sunraven” i Grand Magus si confermano una sentenza nel panorama metallico odierno.

Storace “Crossfire” (Frontiers Records, 2024)

Un album dettato dal cuore, dall’amore per il semplice rock’n’roll di Storace, storico cantanate dei Krokus, un album da ascoltare a volume massimo.

Tinkertown “American Gothic” (American Laundromat Records, 2024)

Non rimane che consigliare l’album agli amanti dei suoni americani, con la voglia di ascoltare qualcosa di veramente diverso, pur rimanendo godibilissimo e di un’eleganza unica.

Necrodeath: una storia italiana ai confine del male!

Orgoglio italiano, i Necrodeath stanno per scrivere la parole fine di un percorso lungo quattro decenni, sempre all’insegna del metal estremo originale ed incontaminato. Ma, come dicono, c’è ancora tanto da fare!

Blues Factory Feat. Fabio Drusin “III” (ArteSuono, 2024)

Un ottimo debutto ricco di southern e calore rock blues, pronto a scaldare l’inverno oramai alle porte!! E c’è anche Fabio Drusin!

Legions Of Doom “The Skull 3” (Tee Pee Records, 2024)

La qualità dei brani, l’importanza dei curricula e la fervida ispirazione rendono quest’opera un must per ciò che riguarda il metal in generale e il doom in particolare.

The Chris Zek Band “Agarthi” (Autoproduzione, 2024)

Un disco sincero, suonato con classe e la giusta attitudine, con una produzione attinente al sound della band. Complimenti!!

Slower “Rage And Ruin” (Heavy Psych, 2024)

In attesa di vedere se la strada futura degli Slower andrà di nuovo in direzione Slayer o proseguirà sui brani originali, ci lasciano un disco che alimenta l’attesa e la voglia di saperne di più.

Lone Justice “Viva Lone Justice” (AFAR, 2024)

Un ritorno clamoroso! Appuntamento allora fra altri 37 anni per un nuovo Lone Justice, sempre con le lacrime agli occhi.

Voodoo Circle “Hail To The King” (AFM Records, 2024)

I Voodoo Circle firmano un settimo album che esalta e modernizza l’hard rock degli anni ’70 e ’80. Un bel disco che si ascolta con piacere!

Gotho “Gothron Versus Fartark” (Supernatural Cat Records, 2024)

Dieci movimenti che formano una jam strumentale ispirata da Goblin, Hawkwind, Frank Zappa e King Crimson, stravolti e rielaborati. In due parole: geniali Gotho.

Dead Monarchs “Titan” (Autoprodotto, 2024)

Dead Monarchs: segnatevi questo nome, ne risentiremo parlare.

Delta Generators “The Lost Years” (Indy, 2024)

La band di Boston dimostra di fare corsa a parte quando si tratta di forgiare la materia rock blues. Imperdibile!

Impellitteri “War Machine” (Frontiers Music, 2024)

Ritornano con il dodicesimo album Chris Impellitteri e la sua band, per un concentrato di energia e assoli funambolici!

Greenfly “Satan’s Daughter” (Seelie Court Digital, 2024)

Greenfly: l’ennesima perla nascosta proveniente dal calderone pressoché infinito del rock dei ‘60 e ‘70.

Seventh Crystal “Entity” (Frontiers Music, 2024)

Tornano Gli hard rockers svedesi Seventh Crystal con il loro terzo album “Entity”, una sorta di concept album sulla utilizzo della tecnologia.

Warren Haynes “ Million Voices Whisper” (Fantasy Records, 2024)

Album bellissimo che Haynes dedica al co-fondatore degli Allman Brothers Dickey Betts scomparso ad aprile, rock on!

Mirko DeFox: dagli Axe Hero al futuro. Una vita per il rock.

Cantante degli storici Axe Hero/X-Hero, promotore di eventi, discografico, blogger. Mirco “DeFox” Galliazzo, da quasi mezzo secolo sulla scena, è questo e molto altro. Ci racconta tutto in questa intervista esclusiva!

The Paddy Boy Zimmermann Band “The Paddy Boy Zimmermann Band” (RecordJet, 2024)

Artista tedesco per un debutto che si rivela un’opera matura, consigliata senza riserve agli amanti dei suoni rock blues.

Reckless Kelly “The Last Frontier” (No Big Deal Records, 2024)

I Reckless Kelly sono ormai diventati un’istituzione del genere, ignorarli sarebbe peccato mortale e ce lo confermano anche con questo nuovo album.

Cats In Space “Time Machine” (Esoteric Antenna, 2024)

Ascoltate questa gemma e Cats In Space diventeranno anche per voi l’unica ancora di salvezza e poco importa se non conosciamo da che galassia arrivino.

Gilby Clarke (Crossroads, Osteria Nuova, Roma, 2 novembre 2024)

Un concerto di puro rock. Forse Gilby Clarke non passerà alla storia come Slash ma è uno dannatamente vero. E sul palco lo trasmette al pubblico. Bella serata!!

The Cure “Songs Of A Lost World” (Polydor, 2024)

Un album che è come quel momento di adrenalina, quella scossa che ti percorre prima di affrontare un pericolo, però esteso per 49 minuti e 15 secondi.

Dug Pinnick “Thingamajigger” (Rat Pak Records, 2024)

Quello che hanno significato i King’s X, e ancora significano, per la storia del rock, è inestimabile e Dug Pinnick con questo sesto album solista si offre la sua parte più hard, carica di groove e anima soul!

Cemetery Skyline “Nordic Gothic” (Century Media, 2024)

Un album sontuoso di metal contaminato con suoni gotici e dark wave. Segnatevi il nome: Cemetery Skyline, se ne parlerà molto.

Quireboys “Wardour Street” (Cadiz Music, 2024)

Tornati in formazione originale i Quireboys ci regalano il miglior disco dai tempi di “A Bit Of What You Fancy”. Veramente un grande album!

The Dream Syndicate “Live Through The Past, Darkly” (Label 51 Recordings, 2024)

The Dream Syndicate, una certezza per chiunque ami il rock alle varie latitudini.
Un live che è un bene per l’anima!

Iotunn “Kinship” (Metal Blade Records, 2024)

“Kinship” nel suo genere è un capolavoro, un album di una bellezza ed emotività devastanti, pregno di furia estrema, malinconica poesia nordica e talentuose virtù progressive, che ne fanno un’opera nel vero senso del termine.

Beth Hart “You Still Got Me” (Provogue, 2024)

Non c’è un brano che non sia di una bellezza fuori categoria e che fa di “You Still Got Me” il capolavoro che tutti i fan di Beth Hart si aspettavano!

Il Segno Del Comando “…Al Passato, Al Presente, Al Futuro…” (Black Widow Records, 2024)

Attesa ristampa in due edizioni limitate in vinile, del live del Segno Del Comando pubblicato solo su cd nel 2017.

Weather Systems “Ocean Without A Shore” (Mascot, Music Theories R., 2024)

Sarà anche questioni di gusti, ma “Ocean Without A Shore” è un disco che continuo ad ascoltare e sono certo che me lo ritroverò tra i top della mia classifica di fine anno!

Jerry Cantrell “I Want Blood” (Double J Music, 2024)

Il grande ritorno di un musicista, mai banale e di una profondità che scava nell’animo di ognuno di noi con la sua arte lasciando dolorose cicatrici.

Demon Head “Through Holes Shine The Stars” (Svart Records, 2024)

Lode ai Demon Head, capaci da offrire un’eccellente e personale elaborazione dell’incontro tra hard’n’heavy e darkwave/gothic.

Patti Smith (Ostia antica, 3 settembre 2024)

Anche se fuori tempo massimo abbiamo pensato che un concerto di Patti Smith valga sempre la pena di essere raccontato!

Charlie Overbey “In Good Company” (Lone Hawks Records, 2024)

Vi ricordate i glamster Big Bang Babies? Charlie Overbey arriva da lì, ma nel tempo si è trasformato in un grandissimo portavoce di hard blues, alt rock e folk. E questo disco è una parta di stelle! Meraviglia!

Hurricanes “Back To The Basement” (ForMusic Records, 2024)

I brasiliani Hurricanes con questo secondo album si confermano una realtà della nuova scena hard rock blues!!

Radioactive “Reset” (Frontiers Music, 2024)

Tommy Denander è ormai diventato una leggenda nel circuito AOR, melodic rock e lo conferma con questo ottimo album dei Radioactive.

Klimt 1918 “Àmor” (Prophecy Productions, 2026)

“Àmor” non solo si candida a personale disco dell’anno, ma scolpisce il nome dei Klimt 1918 nelle cime più alte delle band contemporanee.

Voïvod “Symphonique” (Century Media, 2026)

“Symphonique” è un album/evento che soddisferà i tanti amanti dei Voïvod, ma può essere il punto di partenza per chi volesse conoscere e approfondire la band canadese.

Carmen Ratti Band Featuring Jill Dineen “Come To Me” (MoMojo Records, 2026)

Scoprire band, musicisti e album di qualità superiore è la nostra missione e quando ci riusciamo, come per magia, tutto torna al suo posto, come sempre grazie alla musica…imperdibile.

Elder “Through Zero” (Stickman Records, 2026)

Gli Elder ci regalano cinquanta minuti di musica splendidamente semplice nelle sue complicate strutture progressive, pregne di una sagacia compositiva che è esclusiva dei grandi interpreti del genere, applausi!

Masterplan “Metalmorphosis” (Frontiers, 2026)

Alla fine del viaggio ci troviamo in mano un disco onesto e piacevole, opera di una band che dopo tredici anni di silenzio non ha la minima intenzione di adagiarsi sugli allori e che ogni tanto si diverte sinceramente a spiazzarci.

Delta Generators “On & On” (Self Relehase, 2026)

Un disco del genere, nel suo rude approccio rock, è consigliato anche agli amanti dei suoni più duri, soprattutto per la sua atmosfera live che risulta l’asso nella manica dei Delta Generators.

Boogie Beasts “Don’t Be So Mean!-A Tribute To R.L. Burnside” (Donor Productions/Naked, 2026)

Tutto l’album che risplende della luce leggendaria di Burnside e della sua musica. I Boogie Beasts si confermano cult band e grandi conoscitori della storia del blues.

The Zen Circus + Lamante, venerdì 12 giugno allo Sherwood Festival di Padova

Un concerto ricco di energia ed emozione, gli Zen Circus si confermano una delle band più importanti del rock italiani di questi confusi anni duemila.

King Tuff “Moo” (Thirty Tigers, 2026)

A volte bastano una chitarra, buone idee e un talento spropositato per fare dell’ottimo rock’n’roll e King Tuff ci è ancora una volta riuscito.

Abyssian “Let Me Die Under The Stars” (Black Widow Records, 2026)

Grande crescita per gli Abyssian e altro colpo della Black Widow Records che, dopo i Sarvaega (clicca sul link colorato per leggerne la recensione), conferma per l’ennesima volta di essere punto di riferimento per il dark sound italiano (e non solo).

Spread Eagle “The Brutal Divine” (Frontiers Records, 2026)

Gli  Spread Eagle band hard rock di New York  nata a fine degli anni ’80, pubblicano un quarto album che può essere apprezzato sia dai nuovi che dai vecchi fan. La band ha ancora spazio per crescere, la scrittura è solida ben arrangiata: un buon disco hard rock vecchia maniera.

Bolan “Gargoyle Of The Garden State” (earMUSIC, 2026)

Rachel Bolan si fa avanti con il suo primo album da solista sotto il nome di Bolan “Gargoyle Of The Garden State” è un debutto audace e profondamente personale, radicato nel coraggio, nell’atteggiamento e nello spirito narrativo del New Jersey.

Philip Sayce “Scorched Earth Vol. Two Live In LA/London” (Forty Below Records ,2026)

Un documento live che appassionerà non poco gli amanti del sound del nostro eroe, un vero satanasso quando mette i piedi su di un palco, consigliato.

Alice Armstrong Live “Blood In The Water” (Indipendent, 2026)

Alice Armstrong dà prova d’essere una grande interprete della sua musica e non solo, divina quando la potenza non inficia una raffinatezza innata per melodie soul che aleggiano su questi sette splendidi brani.

Brown Horse “Total Dive” (Loose Music, 2026)

La band inglese suona un crossover tra indie rock e country in cui non si contano i momenti di emozionante songwriting dove trapela la loro alchimia, con le atmosfere e le sensazioni scaturite dall’ascolto dei colleghi d’oltreoceano.

Ryan Bingham And The Texas Gentlemen “They Call Us The Lucky Ones” (Thirty Tigers, 2026)

Tra canzoni più ariose ed altre dove il senso di tragica disperazione è palese, con “They Call Us The Lucky Ones” Ryan Bingham si conferma come cantore di un’America più vera, seguendo le orme dei grandi autori del passato, bravo.

Vanden Plas “AcCult2” (Frontiers Records, 2026)

I pionieri tedeschi del progressive metal Vanden Plas tornano con “AcCult 2”, il tanto atteso sequel acustico del primo capitolo del 1996. Ecco brani selezionati del loro vasto catalogo con nuovi arrangiamenti acustici, che offrono una prospettiva completamente nuova sulla musica della band.

Jason Ricci And The Bad Kind “13 Hours” (Gulf Coast Records, 2026)

Dopo un’ora di grande musica l’album si chiude in crescendo con i dodici minuti della title track, salutandoci e dandoci appuntamento al prossimo giro di walzer, pardon… di blues.

Red Sun “Songs From Hidden Places” (Subsounds Records, 2026)

alberto centenari
Allegati
ven 5 giu, 14:01 (18 ore fa)
a me
Il nuovo album dei piacentini Red Sun è un viaggio tra deserti e psiche, là dove l’elettronica aiuta viaggi staccati dal tempo e da corpi, in bilico tra visioni e realtà.

Jared James Nichols “Louder Than Fate” (Frontiers Records, 2026)

“Louder Than Fate” mette in mostra il talento di Jared James Nichols, classe 1989, un disco ben suonato, in un misto di eleganza e spunti hard. Brani che dal vivo troveranno la massima espressione.

Manraze “Lock, Stock & Barrel” (Hear No Evil, 2026)

Un cofanetto che celebra i Manraze, un supergruppo ingiustamente poco ricordato, formato da Phil Collen, Paul Cook e Simon Laffy. Essenza rock’n’roll!!

Stefano Dentone /Sundance Duo “The Seagull & The 7 Sisters” (Stefano Dentone, 2026)

Album da assaporare nota dopo nota, ritagliandosi lo spazio e il tempo per farlo vostro, bellissimo.

Armored Saint “Emotion Factory Reset” (Metal Blade Records, 2026)

Gli Armored Saint continuano imperterriti per la loro strada, presentando l’ennesimo grande album della loro carriera e confermando un’innata capacità a scrivere brani in cui si fondono potenza, melodia e immediatezza, ma che, al contempo, presentano sfumature variegate che invitano a più ascolti.

The 69 Eyes “I Survive” (BLKIIBLK, 2026)

“I Survive” è un EP che ha praticamente tutto il mood necessario ad entrare nella discografia dei 69 Eyes, è breve, ma affilato come un rasoio, un tassello che aumenta ancora di più l’attesa per il prossimo album.

The Nude Party “Look Who’s Back” (The Nude Party, 2026)

“Look Who’s Back” rimane un gioiellino da fare vostro se avete fame di rock americano baciato dal sole dello psych/country. Promosso.

Spell “Wretched Heart” (Bad Omen Records, 2026)

Altro album da avere assolutamente, “Wretched Heart” ha il compito di ribadire l’altissima qualità della proposta del gruppo canadese, che di fatto non assomiglia a nessuno se non a se stesso, come i gruppi che definiamo grandi e che indicano una via. chapeau.

Softcult “When a Flower Doesn’t Grow” (EasyLife, 2026)

Due gemelle canadesi firmano la combinazione perfetta: grunge e shoegaze, per un debutto che ammalia e seduce.

Il gatto, il topo e gli stem silenziosi: l’intelligenza artificiale sta cambiando le regole della musica. Ma chi le scrive?

Stem silenziosi, detection tool e il gioco del gatto e del topo: come l’intelligenza artificiale sta cambiando la musica e perché servono regole, non divieti.

Lynch Mob “The Final Ride live” (Frontiers Records, 2026)

George Lynch pubblica “The Final Ride” l’album live definitivo dei Lynch Mob, che cattura l’ultima corsa della band sul palco.
Il disco la linea fondamentale dei Lynch Mob e soprattutto un promemoria di quanto sia incredibile il repertorio di George Lynch.

Romeo “Déjà Vu Letters” (Street Symphonies Records, 2026)

I Romeo sono una rock’n’roll band dal carattere forte e senza compromessi, nata nel 2024, ispirata dal sound vintage di metà anni ’70 e ’80 attinge l’ispirazione da band come Thin Lizzy, UFO, Cheap Trick e The Dogs D’Amour. Un gran bel debutto!

The Alexis P. Sutter Band “Just Stay Live – Featuring Garth Hudson” (Nola Blue Records, 2026)

Una delle ultime apparizioni live di Garth Hudson che diventa anche la fotografia della The Alexis P. Sutter Band dell’epoca. Una band e un’interprete da scoprire se siete amanti del soul/blues e del gospel.

Layout 18: Azrael, Sconfitta, Alcstones, Elle

Una nuova puntata di Layout, per esplorare l’underground musicale nazionale, in tutte le sue forme creative.

The Quill “Master Of The Sky” (Metalville, 2026)

I The Quill sono tornati con un lavoro ispiratissimo, granitico e melodico come solo loro sanno creare…una garanzia.

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox, cantante degli Axe Hero, produttore, discografico, organizzatore di eventi e tanto altro. E per Mirko il motto è uno solo: il rock è immortale e la nostalgia non esiste!!

Scena metal italiana: il silenzio dei media non è una recensione

Scena metal italiana: perché le webzine non coprono le band di casa? Non è snobismo, è un meccanismo preciso che si può capire e cambiare.

Marc Broussard “Change Worth Taking” (KTBA Records, 2026)

Di Marc Broussard vi avevamo parlato poco più di un mese fa, in occasione della recensione sul nuovo album di cover “SOS V: Songs Of The 50s'”, ultimo di una manciata di lavori con sigla SOS, di cui il ricavato andava ad associazioni no profit come “Love Of People” in...

49 Winchester “Change Of Plans” (Lucille Records/MCA, 2026)

Capitanato da l’enorme talento vocale e compositivo di Isaac Gibson, il gruppo della Virginia va oltre le aspettative per avvicinarsi spedito ai lustri di quella manciata di gruppi che stanno dando nuova vita e linfa ai suoni americani “classici”.

Mandy Manala “Something Wicked” (Argonauta Records, 2026)

Era difficile ripetersi sui livelli del primo album, ma i Mandy Manala ci sono riusciti appieno e si confermano una delle migliori realtà odierne in campo hard rock.

Tori Amos “In Times Of Dragons” (Fontana, 2026)

Un disco che ci riconsegna l’artista che 35 anni fa con la sua voce ed il suo pianoforte ci fece sognare ed oggi, ci fa riflettere sognando.

Darkthrone “Pre-Historic Metal” (Peaceville Records, 2026)

Continua il viaggio nel passato della band di Fenriz e Nocturno Culto, con una barbarica odissea nel metal che fu, trattato alla loro maniera.

Mike Zito “Outside Or The Eastside” (Gulf Coast Records, 2026)

La chitarra blues di Mike Zito è sempre una garanzia di qualità e anche questo nuovo album lo conferma.

The Delines “The Set Up” (Decor Records, 2026)

Musica che racconta l’America con la forza delle parole e l’eleganza di un sound crepuscolare, libero di adagiarsi nell’eleganza senza apparire stucchevole, melodico nella più poetica concezione del termine.