BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Transatlantic, “Live at Morsefest 2022: The Absolute Whirlwind” (InsideOutMusic, 2024)

Ennesima conferma dal vivo della grandezza dei Transatlantic, una delle band simbolo del prog pomp rock di questo millennio. Magia!!

Joanne Shaw Taylor “Heavy Soul” (Journeyman Records, 2024)

“Heavy Soul” è un disco che conferma il talento di Joanne Shaw Taylor ed è consigliatissimo anche a chi non è un abituale frequentatore dei sentieri del blues.

JD Miller “Empyrean” (Mighty Music, 2024)

Gli svedesi JD Miller con questo quarto album si confermano degli autentici assi nell’affrontare la sfera dell’hard&heavy melodica! Un disco da avere!!

Sunbomb “Light Up The Sky “ (Frontiers Records, 2024)

Un altro sincero e potente tributo all’heavy rock degli anni ’80 per la coppia Tracii Guns (LA Guns) e Michael Sweet (stryper, Boston).

Fu Manchu “The Return Of Tomorrow” (At The Dojo Records, 2024)

I Fu Manchu tornano con tutta la loro enorme carica, chitarre assassine, ritmiche potenti ed un songwriting che colpisce. CI siete mancati ragazzi!

McKinley James “Working Class Blues” (Archive Records, 2024)

“Working Class Blues” è un album consigliato a chi il blues lo mastica abitualmente e cerca novità al fuori dei soliti circuiti. Blues on!

Sykofant “Sykofant” (Autoproduzione, 2024)

Sono i Sykofant: di Oslo la nuova sensazione del prog? Segnatevi questo nome! Un debutto che colpisce, ricco di tecnica e melodia.

Joe Bonamassa “Live At The Hollywod Bowl With Orchestra” (Provogue Records, 2024)

Con questa opera live Bonamassa si è spinto oltre per impatto emotivo e maestosità regalando probabilmente il live più bello della sua lunga carriera. Imperdibile.

Glitter Wizard “Kiss the boot” (Kitten Robot Records, 2024)

Non fatevi ingannare dall’immagine, “Kiss The Boot” è un mini bellissimo, che illustra parte del talento di questa band americana unica nel panorama hard&heavy attuale.

Cody Dickinson “Homemade” (Strong Place Music, 2024)

Cody Dickinson è un grande musicista e un talento enorme. Ascoltatelo e dite che l’avete scoperto grazie a BackInRock!!

Remedy “Pleasure Beats The Pain” (Escape Music 2024)

Legati al tipico suono hard melodico svedesi, i Remedy si fanno valere anche con questo secondo lavoro. Molto piacevoli!!

Ivanhoe “Healed By The Sun” (Massacre Records, 2024)

Il prog metal è ormai da considerare di nicchia, ma gli Ivanhoe ne sono sicuramente ancora oggi ottimi rappresentanti.

Uncle Acid & The Deadbeats “Nell’ora blu” (Rise Above, 2024)

Complimenti agli Acid Uncle… per averci omaggiato un’opera unica!!

Tygers Of Pan Tang “Live Blood” (Mighty Music, 2024)

“Live Blood” conferma i Tygers Of Pan Tang nel ristretto novero delle migliori e più importanti classic metal band inglesi di sempre!!

Robot God “Portal Within” (Kozmik Artifactz, 2024)

In un misto di heavy psichedelico, space rock e stoner “Portal Within” risulta un album riuscito in pieno. Consigliato!!

Black Country Communion “V” (Mascot Label Group, 2024)

Un ritorno eccellente per i BCC, che dimostra la classe e l’energia di questi quattro giganti che hanno costruito la storia della musica che amiamo!

Witherfall “Sounds Of The Forgotten” (DeathWave Records, 2024)

I Witherfall con “Spunds Of The Forgotten” dimostrano di essere una delle band che meglio interpreta il metal americano nel nuovo millennio!!

Evergrey “Theories Of Emptiness” (Napalm Records, 2024)

Quattordicesimo album ed ennesima opera da custodire gelosamente alla voce prog metal per gli Evergrey. Applausi.

Burning Sleeves “Turning The Light On (Autoprodotto, 2024)

I Burning Sleeves hanno dato vita ad un gioiellino rock blues che non deve assolutamente passare inosservato. Parola di BackInRock!!

Bon Jovi “Thank You And Goodnight” (Serie TV, Disney+, 2024)

Onesto, vero, emozionante e spietato. Probabilmente la più bella testimonianza di una rock band sino ad oggi raccontata.

J.C. Cinel “Where The River Ends” (Andromeda Relix, 2024)

In un mondo giusto un album come questo avrebbe una visibilità adeguata, ma in attesa di qualche miracolo, credo che chiunque ami la musica hard rock di matrice settantiana debba farlo suo e divulgarlo con entusiasmo.

Night Pleasure Hotel “Portraits” (Art Of Melody/ Burning Minds)

L’album scivola via che è un piacere, melodico e raffinato quanto basta, una chicca da non perdere per agli appassionati di rock melodico.

Pallbearer “Mind Burns Alive” (Nuclear Blast, 2024)

“Mind Burns Alive” è un album a tratti pervaso da un forza melanconica impressionante, in cui trovano il loro habitat il doom progressivo, il dark rock più maturo e il post rock. Bellissimo!

The Crypt “The Crypt” (Metal Department, 2024)

“The crypt”: un album che riscuoterà consensi trasversali, in attesa di poterli vedere presto dal vivo.

Issa “Another World” (Frontiers Records 2024)

L’atmosfera non si allontana dai suoi dischi precedenti e nonostante qualche brano meno efficace, “Another World” è un album piacevole.

Grand Slam “Wheel Of Fortune” (Silver Lining Music, 2024)

Un bel disco, carico di belle canzoni gard rock e con un sentimento onesto che sicuramente Phil Lynott approverà. Per me uno dei dischi dell’anno.

Rotting Christ “Pro Xristou” (Season Of Mist, 2024)

Un nuovo capitolo carico di emozione e pathos per i Rotting Christ, da tempo nell’olimpo dei grandi del metal estremo.

Tyler Bryant & The Shakedown “Electrified” (Rattle Shake Records, 2024)

“Electrified” offre una tracklist degna dei classici, e in un periodo come questo in cui la musica passa veloce, è una caratteristica da non sottovalutare. Imperdibile!

Karmic Juggernaut “Phantasmagloria” (WKRM The Kream, 2023)

Gli americani Karmic Juggernaut sono tra i massimo esponenti di quello che dovrebbe realmente essere il prog rock, e questo nuovo album ne è la conferma.

Bon Jovi “Forever” (Island Records, 2024)

Il sedicesimo album di studio dei Bon Jovi vira verso il pop rock, in un misto di classe e mestiere, centrando almeno tre pezzi degni della lunga storia del gruppo.

Kerry King “From Hell I Rise” (Reigning Phoenix Music, 2024)

Se pensavate di esservi liberati dalle fiamme infernali degli Slayer, ci pensa Kerry King a ricordarvi che la battaglia non è finita.

Lucifer Giant “Lucifer Giant” (Autoprodotto, 2024)

Gli svizzeri Lucifer Giant si presentano con un debutto molto interessante, caratterizzato da un sound doom metal originale e contaminato dal varie influenze.

The Head Hunters Blues Band “Back From The Delta” (Autoprodotto. Ristampa, 2024)

Arriva dall’Inghilterra uno degli esempi più competenti e sinceri di blues classico, che giustifica appieno il coraggioso titolo.

Sonic Universe “It Is What it Is” (earMusic, 2024)

Lasciatevi sedurre dal crossover metal tecnico e fantasioso dei Sonic Universe, la band di Corey Glover dei Living Colour.

Junkyard Drive “Look At Me Now” (Mighty Music, 2024)

“Look At Me Now” è un piccolo vangelo dell’hard rock, che cita passato, presente e futuro di questa grande musica.

Chelsea Wolfe “She Reaches Out To She Reaches Out To She” (Loma Vista, 2024)

Ottavo album per la cantautrice statunitense, ed ennesimo centro, come sempre a base di un suono indefinibile e malinconico, capace di fondere drone, metal e folk. Stupendo!

Demon “Invincible” (Frontiers Records, 2024)

Un bel ritorno dei Demon, “Invincible”, con qualche tocco più melodico, darà delle belle soddisfazioni ai fan della band.

Ramblin’ Preachers “Sins & Virtues” (Toner Records, 2024)

Debutto da non perdere se amate il southern rock, i Ramblin’ Preachers non vi deluderanno!

Under The Sun “The Bell Of Doom” (Sound Effect Records, 2024)

Otto perle nere di psych rock, con un sound melmoso, oscuro e martellante.
Lasciate che la campana del destino rintocchi ancora una volta, non ve ne pentirete.

Warlord “Free Spirit Soar” (High Roller Records, 2024)

Un buon album, ma lontano dal peso della storia che il gruppo regge sulle proprie spalle.

Anims “Good’n’Evil” (Sneakout Records/Burning Minds Music Group, 2024)

“Good’n’Evil” è un buon lavoro, consigliato a tutti gli appassionati del metal melodico e che ci riconsegna due protagonisti del metal italiano.

Melvins “Tarantula Heart” (Ipecac Records, 2024)

Il nuovo album dei Melvins conferma la reputazione del trio: geniale, pazzoide e privo di punti di riferimento.

Klimt 1918 “Àmor” (Prophecy Productions, 2026)

“Àmor” non solo si candida a personale disco dell’anno, ma scolpisce il nome dei Klimt 1918 nelle cime più alte delle band contemporanee.

Voïvod “Symphonique” (Century Media, 2026)

“Symphonique” è un album/evento che soddisferà i tanti amanti dei Voïvod, ma può essere il punto di partenza per chi volesse conoscere e approfondire la band canadese.

Carmen Ratti Band Featuring Jill Dineen “Come To Me” (MoMojo Records, 2026)

Scoprire band, musicisti e album di qualità superiore è la nostra missione e quando ci riusciamo, come per magia, tutto torna al suo posto, come sempre grazie alla musica…imperdibile.

Elder “Through Zero” (Stickman Records, 2026)

Gli Elder ci regalano cinquanta minuti di musica splendidamente semplice nelle sue complicate strutture progressive, pregne di una sagacia compositiva che è esclusiva dei grandi interpreti del genere, applausi!

Masterplan “Metalmorphosis” (Frontiers, 2026)

Alla fine del viaggio ci troviamo in mano un disco onesto e piacevole, opera di una band che dopo tredici anni di silenzio non ha la minima intenzione di adagiarsi sugli allori e che ogni tanto si diverte sinceramente a spiazzarci.

Delta Generators “On & On” (Self Relehase, 2026)

Un disco del genere, nel suo rude approccio rock, è consigliato anche agli amanti dei suoni più duri, soprattutto per la sua atmosfera live che risulta l’asso nella manica dei Delta Generators.

Boogie Beasts “Don’t Be So Mean!-A Tribute To R.L. Burnside” (Donor Productions/Naked, 2026)

Tutto l’album che risplende della luce leggendaria di Burnside e della sua musica. I Boogie Beasts si confermano cult band e grandi conoscitori della storia del blues.

The Zen Circus + Lamante, venerdì 12 giugno allo Sherwood Festival di Padova

Un concerto ricco di energia ed emozione, gli Zen Circus si confermano una delle band più importanti del rock italiani di questi confusi anni duemila.

King Tuff “Moo” (Thirty Tigers, 2026)

A volte bastano una chitarra, buone idee e un talento spropositato per fare dell’ottimo rock’n’roll e King Tuff ci è ancora una volta riuscito.

Abyssian “Let Me Die Under The Stars” (Black Widow Records, 2026)

Grande crescita per gli Abyssian e altro colpo della Black Widow Records che, dopo i Sarvaega (clicca sul link colorato per leggerne la recensione), conferma per l’ennesima volta di essere punto di riferimento per il dark sound italiano (e non solo).

Spread Eagle “The Brutal Divine” (Frontiers Records, 2026)

Gli  Spread Eagle band hard rock di New York  nata a fine degli anni ’80, pubblicano un quarto album che può essere apprezzato sia dai nuovi che dai vecchi fan. La band ha ancora spazio per crescere, la scrittura è solida ben arrangiata: un buon disco hard rock vecchia maniera.

Bolan “Gargoyle Of The Garden State” (earMUSIC, 2026)

Rachel Bolan si fa avanti con il suo primo album da solista sotto il nome di Bolan “Gargoyle Of The Garden State” è un debutto audace e profondamente personale, radicato nel coraggio, nell’atteggiamento e nello spirito narrativo del New Jersey.

Philip Sayce “Scorched Earth Vol. Two Live In LA/London” (Forty Below Records ,2026)

Un documento live che appassionerà non poco gli amanti del sound del nostro eroe, un vero satanasso quando mette i piedi su di un palco, consigliato.

Alice Armstrong Live “Blood In The Water” (Indipendent, 2026)

Alice Armstrong dà prova d’essere una grande interprete della sua musica e non solo, divina quando la potenza non inficia una raffinatezza innata per melodie soul che aleggiano su questi sette splendidi brani.

Brown Horse “Total Dive” (Loose Music, 2026)

La band inglese suona un crossover tra indie rock e country in cui non si contano i momenti di emozionante songwriting dove trapela la loro alchimia, con le atmosfere e le sensazioni scaturite dall’ascolto dei colleghi d’oltreoceano.

Ryan Bingham And The Texas Gentlemen “They Call Us The Lucky Ones” (Thirty Tigers, 2026)

Tra canzoni più ariose ed altre dove il senso di tragica disperazione è palese, con “They Call Us The Lucky Ones” Ryan Bingham si conferma come cantore di un’America più vera, seguendo le orme dei grandi autori del passato, bravo.

Vanden Plas “AcCult2” (Frontiers Records, 2026)

I pionieri tedeschi del progressive metal Vanden Plas tornano con “AcCult 2”, il tanto atteso sequel acustico del primo capitolo del 1996. Ecco brani selezionati del loro vasto catalogo con nuovi arrangiamenti acustici, che offrono una prospettiva completamente nuova sulla musica della band.

Jason Ricci And The Bad Kind “13 Hours” (Gulf Coast Records, 2026)

Dopo un’ora di grande musica l’album si chiude in crescendo con i dodici minuti della title track, salutandoci e dandoci appuntamento al prossimo giro di walzer, pardon… di blues.

Red Sun “Songs From Hidden Places” (Subsounds Records, 2026)

alberto centenari
Allegati
ven 5 giu, 14:01 (18 ore fa)
a me
Il nuovo album dei piacentini Red Sun è un viaggio tra deserti e psiche, là dove l’elettronica aiuta viaggi staccati dal tempo e da corpi, in bilico tra visioni e realtà.

Jared James Nichols “Louder Than Fate” (Frontiers Records, 2026)

“Louder Than Fate” mette in mostra il talento di Jared James Nichols, classe 1989, un disco ben suonato, in un misto di eleganza e spunti hard. Brani che dal vivo troveranno la massima espressione.

Manraze “Lock, Stock & Barrel” (Hear No Evil, 2026)

Un cofanetto che celebra i Manraze, un supergruppo ingiustamente poco ricordato, formato da Phil Collen, Paul Cook e Simon Laffy. Essenza rock’n’roll!!

Stefano Dentone /Sundance Duo “The Seagull & The 7 Sisters” (Stefano Dentone, 2026)

Album da assaporare nota dopo nota, ritagliandosi lo spazio e il tempo per farlo vostro, bellissimo.

Armored Saint “Emotion Factory Reset” (Metal Blade Records, 2026)

Gli Armored Saint continuano imperterriti per la loro strada, presentando l’ennesimo grande album della loro carriera e confermando un’innata capacità a scrivere brani in cui si fondono potenza, melodia e immediatezza, ma che, al contempo, presentano sfumature variegate che invitano a più ascolti.

The 69 Eyes “I Survive” (BLKIIBLK, 2026)

“I Survive” è un EP che ha praticamente tutto il mood necessario ad entrare nella discografia dei 69 Eyes, è breve, ma affilato come un rasoio, un tassello che aumenta ancora di più l’attesa per il prossimo album.

The Nude Party “Look Who’s Back” (The Nude Party, 2026)

“Look Who’s Back” rimane un gioiellino da fare vostro se avete fame di rock americano baciato dal sole dello psych/country. Promosso.

Spell “Wretched Heart” (Bad Omen Records, 2026)

Altro album da avere assolutamente, “Wretched Heart” ha il compito di ribadire l’altissima qualità della proposta del gruppo canadese, che di fatto non assomiglia a nessuno se non a se stesso, come i gruppi che definiamo grandi e che indicano una via. chapeau.

Softcult “When a Flower Doesn’t Grow” (EasyLife, 2026)

Due gemelle canadesi firmano la combinazione perfetta: grunge e shoegaze, per un debutto che ammalia e seduce.

Il gatto, il topo e gli stem silenziosi: l’intelligenza artificiale sta cambiando le regole della musica. Ma chi le scrive?

Stem silenziosi, detection tool e il gioco del gatto e del topo: come l’intelligenza artificiale sta cambiando la musica e perché servono regole, non divieti.

Lynch Mob “The Final Ride live” (Frontiers Records, 2026)

George Lynch pubblica “The Final Ride” l’album live definitivo dei Lynch Mob, che cattura l’ultima corsa della band sul palco.
Il disco la linea fondamentale dei Lynch Mob e soprattutto un promemoria di quanto sia incredibile il repertorio di George Lynch.

Romeo “Déjà Vu Letters” (Street Symphonies Records, 2026)

I Romeo sono una rock’n’roll band dal carattere forte e senza compromessi, nata nel 2024, ispirata dal sound vintage di metà anni ’70 e ’80 attinge l’ispirazione da band come Thin Lizzy, UFO, Cheap Trick e The Dogs D’Amour. Un gran bel debutto!

The Alexis P. Sutter Band “Just Stay Live – Featuring Garth Hudson” (Nola Blue Records, 2026)

Una delle ultime apparizioni live di Garth Hudson che diventa anche la fotografia della The Alexis P. Sutter Band dell’epoca. Una band e un’interprete da scoprire se siete amanti del soul/blues e del gospel.

Layout 18: Azrael, Sconfitta, Alcstones, Elle

Una nuova puntata di Layout, per esplorare l’underground musicale nazionale, in tutte le sue forme creative.

The Quill “Master Of The Sky” (Metalville, 2026)

I The Quill sono tornati con un lavoro ispiratissimo, granitico e melodico come solo loro sanno creare…una garanzia.

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox, cantante degli Axe Hero, produttore, discografico, organizzatore di eventi e tanto altro. E per Mirko il motto è uno solo: il rock è immortale e la nostalgia non esiste!!

Scena metal italiana: il silenzio dei media non è una recensione

Scena metal italiana: perché le webzine non coprono le band di casa? Non è snobismo, è un meccanismo preciso che si può capire e cambiare.

Marc Broussard “Change Worth Taking” (KTBA Records, 2026)

Di Marc Broussard vi avevamo parlato poco più di un mese fa, in occasione della recensione sul nuovo album di cover “SOS V: Songs Of The 50s'”, ultimo di una manciata di lavori con sigla SOS, di cui il ricavato andava ad associazioni no profit come “Love Of People” in...

49 Winchester “Change Of Plans” (Lucille Records/MCA, 2026)

Capitanato da l’enorme talento vocale e compositivo di Isaac Gibson, il gruppo della Virginia va oltre le aspettative per avvicinarsi spedito ai lustri di quella manciata di gruppi che stanno dando nuova vita e linfa ai suoni americani “classici”.

Mandy Manala “Something Wicked” (Argonauta Records, 2026)

Era difficile ripetersi sui livelli del primo album, ma i Mandy Manala ci sono riusciti appieno e si confermano una delle migliori realtà odierne in campo hard rock.

Tori Amos “In Times Of Dragons” (Fontana, 2026)

Un disco che ci riconsegna l’artista che 35 anni fa con la sua voce ed il suo pianoforte ci fece sognare ed oggi, ci fa riflettere sognando.

Darkthrone “Pre-Historic Metal” (Peaceville Records, 2026)

Continua il viaggio nel passato della band di Fenriz e Nocturno Culto, con una barbarica odissea nel metal che fu, trattato alla loro maniera.

Mike Zito “Outside Or The Eastside” (Gulf Coast Records, 2026)

La chitarra blues di Mike Zito è sempre una garanzia di qualità e anche questo nuovo album lo conferma.

The Delines “The Set Up” (Decor Records, 2026)

Musica che racconta l’America con la forza delle parole e l’eleganza di un sound crepuscolare, libero di adagiarsi nell’eleganza senza apparire stucchevole, melodico nella più poetica concezione del termine.

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Transatlantic, “Live at Morsefest 2022: The Absolute Whirlwind” (InsideOutMusic, 2024)

Ennesima conferma dal vivo della grandezza dei Transatlantic, una delle band simbolo del prog pomp rock di questo millennio. Magia!!

Joanne Shaw Taylor “Heavy Soul” (Journeyman Records, 2024)

“Heavy Soul” è un disco che conferma il talento di Joanne Shaw Taylor ed è consigliatissimo anche a chi non è un abituale frequentatore dei sentieri del blues.

JD Miller “Empyrean” (Mighty Music, 2024)

Gli svedesi JD Miller con questo quarto album si confermano degli autentici assi nell’affrontare la sfera dell’hard&heavy melodica! Un disco da avere!!

Sunbomb “Light Up The Sky “ (Frontiers Records, 2024)

Un altro sincero e potente tributo all’heavy rock degli anni ’80 per la coppia Tracii Guns (LA Guns) e Michael Sweet (stryper, Boston).

Fu Manchu “The Return Of Tomorrow” (At The Dojo Records, 2024)

I Fu Manchu tornano con tutta la loro enorme carica, chitarre assassine, ritmiche potenti ed un songwriting che colpisce. CI siete mancati ragazzi!

McKinley James “Working Class Blues” (Archive Records, 2024)

“Working Class Blues” è un album consigliato a chi il blues lo mastica abitualmente e cerca novità al fuori dei soliti circuiti. Blues on!

Sykofant “Sykofant” (Autoproduzione, 2024)

Sono i Sykofant: di Oslo la nuova sensazione del prog? Segnatevi questo nome! Un debutto che colpisce, ricco di tecnica e melodia.

Joe Bonamassa “Live At The Hollywod Bowl With Orchestra” (Provogue Records, 2024)

Con questa opera live Bonamassa si è spinto oltre per impatto emotivo e maestosità regalando probabilmente il live più bello della sua lunga carriera. Imperdibile.

Glitter Wizard “Kiss the boot” (Kitten Robot Records, 2024)

Non fatevi ingannare dall’immagine, “Kiss The Boot” è un mini bellissimo, che illustra parte del talento di questa band americana unica nel panorama hard&heavy attuale.

Cody Dickinson “Homemade” (Strong Place Music, 2024)

Cody Dickinson è un grande musicista e un talento enorme. Ascoltatelo e dite che l’avete scoperto grazie a BackInRock!!

Remedy “Pleasure Beats The Pain” (Escape Music 2024)

Legati al tipico suono hard melodico svedesi, i Remedy si fanno valere anche con questo secondo lavoro. Molto piacevoli!!

Ivanhoe “Healed By The Sun” (Massacre Records, 2024)

Il prog metal è ormai da considerare di nicchia, ma gli Ivanhoe ne sono sicuramente ancora oggi ottimi rappresentanti.

Uncle Acid & The Deadbeats “Nell’ora blu” (Rise Above, 2024)

Complimenti agli Acid Uncle… per averci omaggiato un’opera unica!!

Tygers Of Pan Tang “Live Blood” (Mighty Music, 2024)

“Live Blood” conferma i Tygers Of Pan Tang nel ristretto novero delle migliori e più importanti classic metal band inglesi di sempre!!

Robot God “Portal Within” (Kozmik Artifactz, 2024)

In un misto di heavy psichedelico, space rock e stoner “Portal Within” risulta un album riuscito in pieno. Consigliato!!

Black Country Communion “V” (Mascot Label Group, 2024)

Un ritorno eccellente per i BCC, che dimostra la classe e l’energia di questi quattro giganti che hanno costruito la storia della musica che amiamo!

Witherfall “Sounds Of The Forgotten” (DeathWave Records, 2024)

I Witherfall con “Spunds Of The Forgotten” dimostrano di essere una delle band che meglio interpreta il metal americano nel nuovo millennio!!

Evergrey “Theories Of Emptiness” (Napalm Records, 2024)

Quattordicesimo album ed ennesima opera da custodire gelosamente alla voce prog metal per gli Evergrey. Applausi.

Burning Sleeves “Turning The Light On (Autoprodotto, 2024)

I Burning Sleeves hanno dato vita ad un gioiellino rock blues che non deve assolutamente passare inosservato. Parola di BackInRock!!

Bon Jovi “Thank You And Goodnight” (Serie TV, Disney+, 2024)

Onesto, vero, emozionante e spietato. Probabilmente la più bella testimonianza di una rock band sino ad oggi raccontata.

J.C. Cinel “Where The River Ends” (Andromeda Relix, 2024)

In un mondo giusto un album come questo avrebbe una visibilità adeguata, ma in attesa di qualche miracolo, credo che chiunque ami la musica hard rock di matrice settantiana debba farlo suo e divulgarlo con entusiasmo.

Night Pleasure Hotel “Portraits” (Art Of Melody/ Burning Minds)

L’album scivola via che è un piacere, melodico e raffinato quanto basta, una chicca da non perdere per agli appassionati di rock melodico.

Pallbearer “Mind Burns Alive” (Nuclear Blast, 2024)

“Mind Burns Alive” è un album a tratti pervaso da un forza melanconica impressionante, in cui trovano il loro habitat il doom progressivo, il dark rock più maturo e il post rock. Bellissimo!

The Crypt “The Crypt” (Metal Department, 2024)

“The crypt”: un album che riscuoterà consensi trasversali, in attesa di poterli vedere presto dal vivo.

Issa “Another World” (Frontiers Records 2024)

L’atmosfera non si allontana dai suoi dischi precedenti e nonostante qualche brano meno efficace, “Another World” è un album piacevole.

Grand Slam “Wheel Of Fortune” (Silver Lining Music, 2024)

Un bel disco, carico di belle canzoni gard rock e con un sentimento onesto che sicuramente Phil Lynott approverà. Per me uno dei dischi dell’anno.

Rotting Christ “Pro Xristou” (Season Of Mist, 2024)

Un nuovo capitolo carico di emozione e pathos per i Rotting Christ, da tempo nell’olimpo dei grandi del metal estremo.

Tyler Bryant & The Shakedown “Electrified” (Rattle Shake Records, 2024)

“Electrified” offre una tracklist degna dei classici, e in un periodo come questo in cui la musica passa veloce, è una caratteristica da non sottovalutare. Imperdibile!

Karmic Juggernaut “Phantasmagloria” (WKRM The Kream, 2023)

Gli americani Karmic Juggernaut sono tra i massimo esponenti di quello che dovrebbe realmente essere il prog rock, e questo nuovo album ne è la conferma.

Bon Jovi “Forever” (Island Records, 2024)

Il sedicesimo album di studio dei Bon Jovi vira verso il pop rock, in un misto di classe e mestiere, centrando almeno tre pezzi degni della lunga storia del gruppo.

Kerry King “From Hell I Rise” (Reigning Phoenix Music, 2024)

Se pensavate di esservi liberati dalle fiamme infernali degli Slayer, ci pensa Kerry King a ricordarvi che la battaglia non è finita.

Lucifer Giant “Lucifer Giant” (Autoprodotto, 2024)

Gli svizzeri Lucifer Giant si presentano con un debutto molto interessante, caratterizzato da un sound doom metal originale e contaminato dal varie influenze.

The Head Hunters Blues Band “Back From The Delta” (Autoprodotto. Ristampa, 2024)

Arriva dall’Inghilterra uno degli esempi più competenti e sinceri di blues classico, che giustifica appieno il coraggioso titolo.

Sonic Universe “It Is What it Is” (earMusic, 2024)

Lasciatevi sedurre dal crossover metal tecnico e fantasioso dei Sonic Universe, la band di Corey Glover dei Living Colour.

Junkyard Drive “Look At Me Now” (Mighty Music, 2024)

“Look At Me Now” è un piccolo vangelo dell’hard rock, che cita passato, presente e futuro di questa grande musica.

Chelsea Wolfe “She Reaches Out To She Reaches Out To She” (Loma Vista, 2024)

Ottavo album per la cantautrice statunitense, ed ennesimo centro, come sempre a base di un suono indefinibile e malinconico, capace di fondere drone, metal e folk. Stupendo!

Demon “Invincible” (Frontiers Records, 2024)

Un bel ritorno dei Demon, “Invincible”, con qualche tocco più melodico, darà delle belle soddisfazioni ai fan della band.

Ramblin’ Preachers “Sins & Virtues” (Toner Records, 2024)

Debutto da non perdere se amate il southern rock, i Ramblin’ Preachers non vi deluderanno!

Under The Sun “The Bell Of Doom” (Sound Effect Records, 2024)

Otto perle nere di psych rock, con un sound melmoso, oscuro e martellante.
Lasciate che la campana del destino rintocchi ancora una volta, non ve ne pentirete.

Warlord “Free Spirit Soar” (High Roller Records, 2024)

Un buon album, ma lontano dal peso della storia che il gruppo regge sulle proprie spalle.

Anims “Good’n’Evil” (Sneakout Records/Burning Minds Music Group, 2024)

“Good’n’Evil” è un buon lavoro, consigliato a tutti gli appassionati del metal melodico e che ci riconsegna due protagonisti del metal italiano.

Melvins “Tarantula Heart” (Ipecac Records, 2024)

Il nuovo album dei Melvins conferma la reputazione del trio: geniale, pazzoide e privo di punti di riferimento.

Klimt 1918 “Àmor” (Prophecy Productions, 2026)

“Àmor” non solo si candida a personale disco dell’anno, ma scolpisce il nome dei Klimt 1918 nelle cime più alte delle band contemporanee.

Voïvod “Symphonique” (Century Media, 2026)

“Symphonique” è un album/evento che soddisferà i tanti amanti dei Voïvod, ma può essere il punto di partenza per chi volesse conoscere e approfondire la band canadese.

Carmen Ratti Band Featuring Jill Dineen “Come To Me” (MoMojo Records, 2026)

Scoprire band, musicisti e album di qualità superiore è la nostra missione e quando ci riusciamo, come per magia, tutto torna al suo posto, come sempre grazie alla musica…imperdibile.

Elder “Through Zero” (Stickman Records, 2026)

Gli Elder ci regalano cinquanta minuti di musica splendidamente semplice nelle sue complicate strutture progressive, pregne di una sagacia compositiva che è esclusiva dei grandi interpreti del genere, applausi!

Masterplan “Metalmorphosis” (Frontiers, 2026)

Alla fine del viaggio ci troviamo in mano un disco onesto e piacevole, opera di una band che dopo tredici anni di silenzio non ha la minima intenzione di adagiarsi sugli allori e che ogni tanto si diverte sinceramente a spiazzarci.

Delta Generators “On & On” (Self Relehase, 2026)

Un disco del genere, nel suo rude approccio rock, è consigliato anche agli amanti dei suoni più duri, soprattutto per la sua atmosfera live che risulta l’asso nella manica dei Delta Generators.

Boogie Beasts “Don’t Be So Mean!-A Tribute To R.L. Burnside” (Donor Productions/Naked, 2026)

Tutto l’album che risplende della luce leggendaria di Burnside e della sua musica. I Boogie Beasts si confermano cult band e grandi conoscitori della storia del blues.

The Zen Circus + Lamante, venerdì 12 giugno allo Sherwood Festival di Padova

Un concerto ricco di energia ed emozione, gli Zen Circus si confermano una delle band più importanti del rock italiani di questi confusi anni duemila.

King Tuff “Moo” (Thirty Tigers, 2026)

A volte bastano una chitarra, buone idee e un talento spropositato per fare dell’ottimo rock’n’roll e King Tuff ci è ancora una volta riuscito.

Abyssian “Let Me Die Under The Stars” (Black Widow Records, 2026)

Grande crescita per gli Abyssian e altro colpo della Black Widow Records che, dopo i Sarvaega (clicca sul link colorato per leggerne la recensione), conferma per l’ennesima volta di essere punto di riferimento per il dark sound italiano (e non solo).

Spread Eagle “The Brutal Divine” (Frontiers Records, 2026)

Gli  Spread Eagle band hard rock di New York  nata a fine degli anni ’80, pubblicano un quarto album che può essere apprezzato sia dai nuovi che dai vecchi fan. La band ha ancora spazio per crescere, la scrittura è solida ben arrangiata: un buon disco hard rock vecchia maniera.

Bolan “Gargoyle Of The Garden State” (earMUSIC, 2026)

Rachel Bolan si fa avanti con il suo primo album da solista sotto il nome di Bolan “Gargoyle Of The Garden State” è un debutto audace e profondamente personale, radicato nel coraggio, nell’atteggiamento e nello spirito narrativo del New Jersey.

Philip Sayce “Scorched Earth Vol. Two Live In LA/London” (Forty Below Records ,2026)

Un documento live che appassionerà non poco gli amanti del sound del nostro eroe, un vero satanasso quando mette i piedi su di un palco, consigliato.

Alice Armstrong Live “Blood In The Water” (Indipendent, 2026)

Alice Armstrong dà prova d’essere una grande interprete della sua musica e non solo, divina quando la potenza non inficia una raffinatezza innata per melodie soul che aleggiano su questi sette splendidi brani.

Brown Horse “Total Dive” (Loose Music, 2026)

La band inglese suona un crossover tra indie rock e country in cui non si contano i momenti di emozionante songwriting dove trapela la loro alchimia, con le atmosfere e le sensazioni scaturite dall’ascolto dei colleghi d’oltreoceano.

Ryan Bingham And The Texas Gentlemen “They Call Us The Lucky Ones” (Thirty Tigers, 2026)

Tra canzoni più ariose ed altre dove il senso di tragica disperazione è palese, con “They Call Us The Lucky Ones” Ryan Bingham si conferma come cantore di un’America più vera, seguendo le orme dei grandi autori del passato, bravo.

Vanden Plas “AcCult2” (Frontiers Records, 2026)

I pionieri tedeschi del progressive metal Vanden Plas tornano con “AcCult 2”, il tanto atteso sequel acustico del primo capitolo del 1996. Ecco brani selezionati del loro vasto catalogo con nuovi arrangiamenti acustici, che offrono una prospettiva completamente nuova sulla musica della band.

Jason Ricci And The Bad Kind “13 Hours” (Gulf Coast Records, 2026)

Dopo un’ora di grande musica l’album si chiude in crescendo con i dodici minuti della title track, salutandoci e dandoci appuntamento al prossimo giro di walzer, pardon… di blues.

Red Sun “Songs From Hidden Places” (Subsounds Records, 2026)

alberto centenari
Allegati
ven 5 giu, 14:01 (18 ore fa)
a me
Il nuovo album dei piacentini Red Sun è un viaggio tra deserti e psiche, là dove l’elettronica aiuta viaggi staccati dal tempo e da corpi, in bilico tra visioni e realtà.

Jared James Nichols “Louder Than Fate” (Frontiers Records, 2026)

“Louder Than Fate” mette in mostra il talento di Jared James Nichols, classe 1989, un disco ben suonato, in un misto di eleganza e spunti hard. Brani che dal vivo troveranno la massima espressione.

Manraze “Lock, Stock & Barrel” (Hear No Evil, 2026)

Un cofanetto che celebra i Manraze, un supergruppo ingiustamente poco ricordato, formato da Phil Collen, Paul Cook e Simon Laffy. Essenza rock’n’roll!!

Stefano Dentone /Sundance Duo “The Seagull & The 7 Sisters” (Stefano Dentone, 2026)

Album da assaporare nota dopo nota, ritagliandosi lo spazio e il tempo per farlo vostro, bellissimo.

Armored Saint “Emotion Factory Reset” (Metal Blade Records, 2026)

Gli Armored Saint continuano imperterriti per la loro strada, presentando l’ennesimo grande album della loro carriera e confermando un’innata capacità a scrivere brani in cui si fondono potenza, melodia e immediatezza, ma che, al contempo, presentano sfumature variegate che invitano a più ascolti.

The 69 Eyes “I Survive” (BLKIIBLK, 2026)

“I Survive” è un EP che ha praticamente tutto il mood necessario ad entrare nella discografia dei 69 Eyes, è breve, ma affilato come un rasoio, un tassello che aumenta ancora di più l’attesa per il prossimo album.

The Nude Party “Look Who’s Back” (The Nude Party, 2026)

“Look Who’s Back” rimane un gioiellino da fare vostro se avete fame di rock americano baciato dal sole dello psych/country. Promosso.

Spell “Wretched Heart” (Bad Omen Records, 2026)

Altro album da avere assolutamente, “Wretched Heart” ha il compito di ribadire l’altissima qualità della proposta del gruppo canadese, che di fatto non assomiglia a nessuno se non a se stesso, come i gruppi che definiamo grandi e che indicano una via. chapeau.

Softcult “When a Flower Doesn’t Grow” (EasyLife, 2026)

Due gemelle canadesi firmano la combinazione perfetta: grunge e shoegaze, per un debutto che ammalia e seduce.

Il gatto, il topo e gli stem silenziosi: l’intelligenza artificiale sta cambiando le regole della musica. Ma chi le scrive?

Stem silenziosi, detection tool e il gioco del gatto e del topo: come l’intelligenza artificiale sta cambiando la musica e perché servono regole, non divieti.

Lynch Mob “The Final Ride live” (Frontiers Records, 2026)

George Lynch pubblica “The Final Ride” l’album live definitivo dei Lynch Mob, che cattura l’ultima corsa della band sul palco.
Il disco la linea fondamentale dei Lynch Mob e soprattutto un promemoria di quanto sia incredibile il repertorio di George Lynch.

Romeo “Déjà Vu Letters” (Street Symphonies Records, 2026)

I Romeo sono una rock’n’roll band dal carattere forte e senza compromessi, nata nel 2024, ispirata dal sound vintage di metà anni ’70 e ’80 attinge l’ispirazione da band come Thin Lizzy, UFO, Cheap Trick e The Dogs D’Amour. Un gran bel debutto!

The Alexis P. Sutter Band “Just Stay Live – Featuring Garth Hudson” (Nola Blue Records, 2026)

Una delle ultime apparizioni live di Garth Hudson che diventa anche la fotografia della The Alexis P. Sutter Band dell’epoca. Una band e un’interprete da scoprire se siete amanti del soul/blues e del gospel.

Layout 18: Azrael, Sconfitta, Alcstones, Elle

Una nuova puntata di Layout, per esplorare l’underground musicale nazionale, in tutte le sue forme creative.

The Quill “Master Of The Sky” (Metalville, 2026)

I The Quill sono tornati con un lavoro ispiratissimo, granitico e melodico come solo loro sanno creare…una garanzia.

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox, cantante degli Axe Hero, produttore, discografico, organizzatore di eventi e tanto altro. E per Mirko il motto è uno solo: il rock è immortale e la nostalgia non esiste!!

Scena metal italiana: il silenzio dei media non è una recensione

Scena metal italiana: perché le webzine non coprono le band di casa? Non è snobismo, è un meccanismo preciso che si può capire e cambiare.

Marc Broussard “Change Worth Taking” (KTBA Records, 2026)

Di Marc Broussard vi avevamo parlato poco più di un mese fa, in occasione della recensione sul nuovo album di cover “SOS V: Songs Of The 50s'”, ultimo di una manciata di lavori con sigla SOS, di cui il ricavato andava ad associazioni no profit come “Love Of People” in...

49 Winchester “Change Of Plans” (Lucille Records/MCA, 2026)

Capitanato da l’enorme talento vocale e compositivo di Isaac Gibson, il gruppo della Virginia va oltre le aspettative per avvicinarsi spedito ai lustri di quella manciata di gruppi che stanno dando nuova vita e linfa ai suoni americani “classici”.

Mandy Manala “Something Wicked” (Argonauta Records, 2026)

Era difficile ripetersi sui livelli del primo album, ma i Mandy Manala ci sono riusciti appieno e si confermano una delle migliori realtà odierne in campo hard rock.

Tori Amos “In Times Of Dragons” (Fontana, 2026)

Un disco che ci riconsegna l’artista che 35 anni fa con la sua voce ed il suo pianoforte ci fece sognare ed oggi, ci fa riflettere sognando.

Darkthrone “Pre-Historic Metal” (Peaceville Records, 2026)

Continua il viaggio nel passato della band di Fenriz e Nocturno Culto, con una barbarica odissea nel metal che fu, trattato alla loro maniera.

Mike Zito “Outside Or The Eastside” (Gulf Coast Records, 2026)

La chitarra blues di Mike Zito è sempre una garanzia di qualità e anche questo nuovo album lo conferma.

The Delines “The Set Up” (Decor Records, 2026)

Musica che racconta l’America con la forza delle parole e l’eleganza di un sound crepuscolare, libero di adagiarsi nell’eleganza senza apparire stucchevole, melodico nella più poetica concezione del termine.

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Transatlantic, “Live at Morsefest 2022: The Absolute Whirlwind” (InsideOutMusic, 2024)

Ennesima conferma dal vivo della grandezza dei Transatlantic, una delle band simbolo del prog pomp rock di questo millennio. Magia!!

Joanne Shaw Taylor “Heavy Soul” (Journeyman Records, 2024)

“Heavy Soul” è un disco che conferma il talento di Joanne Shaw Taylor ed è consigliatissimo anche a chi non è un abituale frequentatore dei sentieri del blues.

JD Miller “Empyrean” (Mighty Music, 2024)

Gli svedesi JD Miller con questo quarto album si confermano degli autentici assi nell’affrontare la sfera dell’hard&heavy melodica! Un disco da avere!!

Sunbomb “Light Up The Sky “ (Frontiers Records, 2024)

Un altro sincero e potente tributo all’heavy rock degli anni ’80 per la coppia Tracii Guns (LA Guns) e Michael Sweet (stryper, Boston).

Fu Manchu “The Return Of Tomorrow” (At The Dojo Records, 2024)

I Fu Manchu tornano con tutta la loro enorme carica, chitarre assassine, ritmiche potenti ed un songwriting che colpisce. CI siete mancati ragazzi!

McKinley James “Working Class Blues” (Archive Records, 2024)

“Working Class Blues” è un album consigliato a chi il blues lo mastica abitualmente e cerca novità al fuori dei soliti circuiti. Blues on!

Sykofant “Sykofant” (Autoproduzione, 2024)

Sono i Sykofant: di Oslo la nuova sensazione del prog? Segnatevi questo nome! Un debutto che colpisce, ricco di tecnica e melodia.

Joe Bonamassa “Live At The Hollywod Bowl With Orchestra” (Provogue Records, 2024)

Con questa opera live Bonamassa si è spinto oltre per impatto emotivo e maestosità regalando probabilmente il live più bello della sua lunga carriera. Imperdibile.

Glitter Wizard “Kiss the boot” (Kitten Robot Records, 2024)

Non fatevi ingannare dall’immagine, “Kiss The Boot” è un mini bellissimo, che illustra parte del talento di questa band americana unica nel panorama hard&heavy attuale.

Cody Dickinson “Homemade” (Strong Place Music, 2024)

Cody Dickinson è un grande musicista e un talento enorme. Ascoltatelo e dite che l’avete scoperto grazie a BackInRock!!

Remedy “Pleasure Beats The Pain” (Escape Music 2024)

Legati al tipico suono hard melodico svedesi, i Remedy si fanno valere anche con questo secondo lavoro. Molto piacevoli!!

Ivanhoe “Healed By The Sun” (Massacre Records, 2024)

Il prog metal è ormai da considerare di nicchia, ma gli Ivanhoe ne sono sicuramente ancora oggi ottimi rappresentanti.

Uncle Acid & The Deadbeats “Nell’ora blu” (Rise Above, 2024)

Complimenti agli Acid Uncle… per averci omaggiato un’opera unica!!

Tygers Of Pan Tang “Live Blood” (Mighty Music, 2024)

“Live Blood” conferma i Tygers Of Pan Tang nel ristretto novero delle migliori e più importanti classic metal band inglesi di sempre!!

Robot God “Portal Within” (Kozmik Artifactz, 2024)

In un misto di heavy psichedelico, space rock e stoner “Portal Within” risulta un album riuscito in pieno. Consigliato!!

Black Country Communion “V” (Mascot Label Group, 2024)

Un ritorno eccellente per i BCC, che dimostra la classe e l’energia di questi quattro giganti che hanno costruito la storia della musica che amiamo!

Witherfall “Sounds Of The Forgotten” (DeathWave Records, 2024)

I Witherfall con “Spunds Of The Forgotten” dimostrano di essere una delle band che meglio interpreta il metal americano nel nuovo millennio!!

Evergrey “Theories Of Emptiness” (Napalm Records, 2024)

Quattordicesimo album ed ennesima opera da custodire gelosamente alla voce prog metal per gli Evergrey. Applausi.

Burning Sleeves “Turning The Light On (Autoprodotto, 2024)

I Burning Sleeves hanno dato vita ad un gioiellino rock blues che non deve assolutamente passare inosservato. Parola di BackInRock!!

Bon Jovi “Thank You And Goodnight” (Serie TV, Disney+, 2024)

Onesto, vero, emozionante e spietato. Probabilmente la più bella testimonianza di una rock band sino ad oggi raccontata.

J.C. Cinel “Where The River Ends” (Andromeda Relix, 2024)

In un mondo giusto un album come questo avrebbe una visibilità adeguata, ma in attesa di qualche miracolo, credo che chiunque ami la musica hard rock di matrice settantiana debba farlo suo e divulgarlo con entusiasmo.

Night Pleasure Hotel “Portraits” (Art Of Melody/ Burning Minds)

L’album scivola via che è un piacere, melodico e raffinato quanto basta, una chicca da non perdere per agli appassionati di rock melodico.

Pallbearer “Mind Burns Alive” (Nuclear Blast, 2024)

“Mind Burns Alive” è un album a tratti pervaso da un forza melanconica impressionante, in cui trovano il loro habitat il doom progressivo, il dark rock più maturo e il post rock. Bellissimo!

The Crypt “The Crypt” (Metal Department, 2024)

“The crypt”: un album che riscuoterà consensi trasversali, in attesa di poterli vedere presto dal vivo.

Issa “Another World” (Frontiers Records 2024)

L’atmosfera non si allontana dai suoi dischi precedenti e nonostante qualche brano meno efficace, “Another World” è un album piacevole.

Grand Slam “Wheel Of Fortune” (Silver Lining Music, 2024)

Un bel disco, carico di belle canzoni gard rock e con un sentimento onesto che sicuramente Phil Lynott approverà. Per me uno dei dischi dell’anno.

Rotting Christ “Pro Xristou” (Season Of Mist, 2024)

Un nuovo capitolo carico di emozione e pathos per i Rotting Christ, da tempo nell’olimpo dei grandi del metal estremo.

Tyler Bryant & The Shakedown “Electrified” (Rattle Shake Records, 2024)

“Electrified” offre una tracklist degna dei classici, e in un periodo come questo in cui la musica passa veloce, è una caratteristica da non sottovalutare. Imperdibile!

Karmic Juggernaut “Phantasmagloria” (WKRM The Kream, 2023)

Gli americani Karmic Juggernaut sono tra i massimo esponenti di quello che dovrebbe realmente essere il prog rock, e questo nuovo album ne è la conferma.

Bon Jovi “Forever” (Island Records, 2024)

Il sedicesimo album di studio dei Bon Jovi vira verso il pop rock, in un misto di classe e mestiere, centrando almeno tre pezzi degni della lunga storia del gruppo.

Kerry King “From Hell I Rise” (Reigning Phoenix Music, 2024)

Se pensavate di esservi liberati dalle fiamme infernali degli Slayer, ci pensa Kerry King a ricordarvi che la battaglia non è finita.

Lucifer Giant “Lucifer Giant” (Autoprodotto, 2024)

Gli svizzeri Lucifer Giant si presentano con un debutto molto interessante, caratterizzato da un sound doom metal originale e contaminato dal varie influenze.

The Head Hunters Blues Band “Back From The Delta” (Autoprodotto. Ristampa, 2024)

Arriva dall’Inghilterra uno degli esempi più competenti e sinceri di blues classico, che giustifica appieno il coraggioso titolo.

Sonic Universe “It Is What it Is” (earMusic, 2024)

Lasciatevi sedurre dal crossover metal tecnico e fantasioso dei Sonic Universe, la band di Corey Glover dei Living Colour.

Junkyard Drive “Look At Me Now” (Mighty Music, 2024)

“Look At Me Now” è un piccolo vangelo dell’hard rock, che cita passato, presente e futuro di questa grande musica.

Chelsea Wolfe “She Reaches Out To She Reaches Out To She” (Loma Vista, 2024)

Ottavo album per la cantautrice statunitense, ed ennesimo centro, come sempre a base di un suono indefinibile e malinconico, capace di fondere drone, metal e folk. Stupendo!

Demon “Invincible” (Frontiers Records, 2024)

Un bel ritorno dei Demon, “Invincible”, con qualche tocco più melodico, darà delle belle soddisfazioni ai fan della band.

Ramblin’ Preachers “Sins & Virtues” (Toner Records, 2024)

Debutto da non perdere se amate il southern rock, i Ramblin’ Preachers non vi deluderanno!

Under The Sun “The Bell Of Doom” (Sound Effect Records, 2024)

Otto perle nere di psych rock, con un sound melmoso, oscuro e martellante.
Lasciate che la campana del destino rintocchi ancora una volta, non ve ne pentirete.

Warlord “Free Spirit Soar” (High Roller Records, 2024)

Un buon album, ma lontano dal peso della storia che il gruppo regge sulle proprie spalle.

Anims “Good’n’Evil” (Sneakout Records/Burning Minds Music Group, 2024)

“Good’n’Evil” è un buon lavoro, consigliato a tutti gli appassionati del metal melodico e che ci riconsegna due protagonisti del metal italiano.

Melvins “Tarantula Heart” (Ipecac Records, 2024)

Il nuovo album dei Melvins conferma la reputazione del trio: geniale, pazzoide e privo di punti di riferimento.

Klimt 1918 “Àmor” (Prophecy Productions, 2026)

“Àmor” non solo si candida a personale disco dell’anno, ma scolpisce il nome dei Klimt 1918 nelle cime più alte delle band contemporanee.

Voïvod “Symphonique” (Century Media, 2026)

“Symphonique” è un album/evento che soddisferà i tanti amanti dei Voïvod, ma può essere il punto di partenza per chi volesse conoscere e approfondire la band canadese.

Carmen Ratti Band Featuring Jill Dineen “Come To Me” (MoMojo Records, 2026)

Scoprire band, musicisti e album di qualità superiore è la nostra missione e quando ci riusciamo, come per magia, tutto torna al suo posto, come sempre grazie alla musica…imperdibile.

Elder “Through Zero” (Stickman Records, 2026)

Gli Elder ci regalano cinquanta minuti di musica splendidamente semplice nelle sue complicate strutture progressive, pregne di una sagacia compositiva che è esclusiva dei grandi interpreti del genere, applausi!

Masterplan “Metalmorphosis” (Frontiers, 2026)

Alla fine del viaggio ci troviamo in mano un disco onesto e piacevole, opera di una band che dopo tredici anni di silenzio non ha la minima intenzione di adagiarsi sugli allori e che ogni tanto si diverte sinceramente a spiazzarci.

Delta Generators “On & On” (Self Relehase, 2026)

Un disco del genere, nel suo rude approccio rock, è consigliato anche agli amanti dei suoni più duri, soprattutto per la sua atmosfera live che risulta l’asso nella manica dei Delta Generators.

Boogie Beasts “Don’t Be So Mean!-A Tribute To R.L. Burnside” (Donor Productions/Naked, 2026)

Tutto l’album che risplende della luce leggendaria di Burnside e della sua musica. I Boogie Beasts si confermano cult band e grandi conoscitori della storia del blues.

The Zen Circus + Lamante, venerdì 12 giugno allo Sherwood Festival di Padova

Un concerto ricco di energia ed emozione, gli Zen Circus si confermano una delle band più importanti del rock italiani di questi confusi anni duemila.

King Tuff “Moo” (Thirty Tigers, 2026)

A volte bastano una chitarra, buone idee e un talento spropositato per fare dell’ottimo rock’n’roll e King Tuff ci è ancora una volta riuscito.

Abyssian “Let Me Die Under The Stars” (Black Widow Records, 2026)

Grande crescita per gli Abyssian e altro colpo della Black Widow Records che, dopo i Sarvaega (clicca sul link colorato per leggerne la recensione), conferma per l’ennesima volta di essere punto di riferimento per il dark sound italiano (e non solo).

Spread Eagle “The Brutal Divine” (Frontiers Records, 2026)

Gli  Spread Eagle band hard rock di New York  nata a fine degli anni ’80, pubblicano un quarto album che può essere apprezzato sia dai nuovi che dai vecchi fan. La band ha ancora spazio per crescere, la scrittura è solida ben arrangiata: un buon disco hard rock vecchia maniera.

Bolan “Gargoyle Of The Garden State” (earMUSIC, 2026)

Rachel Bolan si fa avanti con il suo primo album da solista sotto il nome di Bolan “Gargoyle Of The Garden State” è un debutto audace e profondamente personale, radicato nel coraggio, nell’atteggiamento e nello spirito narrativo del New Jersey.

Philip Sayce “Scorched Earth Vol. Two Live In LA/London” (Forty Below Records ,2026)

Un documento live che appassionerà non poco gli amanti del sound del nostro eroe, un vero satanasso quando mette i piedi su di un palco, consigliato.

Alice Armstrong Live “Blood In The Water” (Indipendent, 2026)

Alice Armstrong dà prova d’essere una grande interprete della sua musica e non solo, divina quando la potenza non inficia una raffinatezza innata per melodie soul che aleggiano su questi sette splendidi brani.

Brown Horse “Total Dive” (Loose Music, 2026)

La band inglese suona un crossover tra indie rock e country in cui non si contano i momenti di emozionante songwriting dove trapela la loro alchimia, con le atmosfere e le sensazioni scaturite dall’ascolto dei colleghi d’oltreoceano.

Ryan Bingham And The Texas Gentlemen “They Call Us The Lucky Ones” (Thirty Tigers, 2026)

Tra canzoni più ariose ed altre dove il senso di tragica disperazione è palese, con “They Call Us The Lucky Ones” Ryan Bingham si conferma come cantore di un’America più vera, seguendo le orme dei grandi autori del passato, bravo.

Vanden Plas “AcCult2” (Frontiers Records, 2026)

I pionieri tedeschi del progressive metal Vanden Plas tornano con “AcCult 2”, il tanto atteso sequel acustico del primo capitolo del 1996. Ecco brani selezionati del loro vasto catalogo con nuovi arrangiamenti acustici, che offrono una prospettiva completamente nuova sulla musica della band.

Jason Ricci And The Bad Kind “13 Hours” (Gulf Coast Records, 2026)

Dopo un’ora di grande musica l’album si chiude in crescendo con i dodici minuti della title track, salutandoci e dandoci appuntamento al prossimo giro di walzer, pardon… di blues.

Red Sun “Songs From Hidden Places” (Subsounds Records, 2026)

alberto centenari
Allegati
ven 5 giu, 14:01 (18 ore fa)
a me
Il nuovo album dei piacentini Red Sun è un viaggio tra deserti e psiche, là dove l’elettronica aiuta viaggi staccati dal tempo e da corpi, in bilico tra visioni e realtà.

Jared James Nichols “Louder Than Fate” (Frontiers Records, 2026)

“Louder Than Fate” mette in mostra il talento di Jared James Nichols, classe 1989, un disco ben suonato, in un misto di eleganza e spunti hard. Brani che dal vivo troveranno la massima espressione.

Manraze “Lock, Stock & Barrel” (Hear No Evil, 2026)

Un cofanetto che celebra i Manraze, un supergruppo ingiustamente poco ricordato, formato da Phil Collen, Paul Cook e Simon Laffy. Essenza rock’n’roll!!

Stefano Dentone /Sundance Duo “The Seagull & The 7 Sisters” (Stefano Dentone, 2026)

Album da assaporare nota dopo nota, ritagliandosi lo spazio e il tempo per farlo vostro, bellissimo.

Armored Saint “Emotion Factory Reset” (Metal Blade Records, 2026)

Gli Armored Saint continuano imperterriti per la loro strada, presentando l’ennesimo grande album della loro carriera e confermando un’innata capacità a scrivere brani in cui si fondono potenza, melodia e immediatezza, ma che, al contempo, presentano sfumature variegate che invitano a più ascolti.

The 69 Eyes “I Survive” (BLKIIBLK, 2026)

“I Survive” è un EP che ha praticamente tutto il mood necessario ad entrare nella discografia dei 69 Eyes, è breve, ma affilato come un rasoio, un tassello che aumenta ancora di più l’attesa per il prossimo album.

The Nude Party “Look Who’s Back” (The Nude Party, 2026)

“Look Who’s Back” rimane un gioiellino da fare vostro se avete fame di rock americano baciato dal sole dello psych/country. Promosso.

Spell “Wretched Heart” (Bad Omen Records, 2026)

Altro album da avere assolutamente, “Wretched Heart” ha il compito di ribadire l’altissima qualità della proposta del gruppo canadese, che di fatto non assomiglia a nessuno se non a se stesso, come i gruppi che definiamo grandi e che indicano una via. chapeau.

Softcult “When a Flower Doesn’t Grow” (EasyLife, 2026)

Due gemelle canadesi firmano la combinazione perfetta: grunge e shoegaze, per un debutto che ammalia e seduce.

Il gatto, il topo e gli stem silenziosi: l’intelligenza artificiale sta cambiando le regole della musica. Ma chi le scrive?

Stem silenziosi, detection tool e il gioco del gatto e del topo: come l’intelligenza artificiale sta cambiando la musica e perché servono regole, non divieti.

Lynch Mob “The Final Ride live” (Frontiers Records, 2026)

George Lynch pubblica “The Final Ride” l’album live definitivo dei Lynch Mob, che cattura l’ultima corsa della band sul palco.
Il disco la linea fondamentale dei Lynch Mob e soprattutto un promemoria di quanto sia incredibile il repertorio di George Lynch.

Romeo “Déjà Vu Letters” (Street Symphonies Records, 2026)

I Romeo sono una rock’n’roll band dal carattere forte e senza compromessi, nata nel 2024, ispirata dal sound vintage di metà anni ’70 e ’80 attinge l’ispirazione da band come Thin Lizzy, UFO, Cheap Trick e The Dogs D’Amour. Un gran bel debutto!

The Alexis P. Sutter Band “Just Stay Live – Featuring Garth Hudson” (Nola Blue Records, 2026)

Una delle ultime apparizioni live di Garth Hudson che diventa anche la fotografia della The Alexis P. Sutter Band dell’epoca. Una band e un’interprete da scoprire se siete amanti del soul/blues e del gospel.

Layout 18: Azrael, Sconfitta, Alcstones, Elle

Una nuova puntata di Layout, per esplorare l’underground musicale nazionale, in tutte le sue forme creative.

The Quill “Master Of The Sky” (Metalville, 2026)

I The Quill sono tornati con un lavoro ispiratissimo, granitico e melodico come solo loro sanno creare…una garanzia.

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox, cantante degli Axe Hero, produttore, discografico, organizzatore di eventi e tanto altro. E per Mirko il motto è uno solo: il rock è immortale e la nostalgia non esiste!!

Scena metal italiana: il silenzio dei media non è una recensione

Scena metal italiana: perché le webzine non coprono le band di casa? Non è snobismo, è un meccanismo preciso che si può capire e cambiare.

Marc Broussard “Change Worth Taking” (KTBA Records, 2026)

Di Marc Broussard vi avevamo parlato poco più di un mese fa, in occasione della recensione sul nuovo album di cover “SOS V: Songs Of The 50s'”, ultimo di una manciata di lavori con sigla SOS, di cui il ricavato andava ad associazioni no profit come “Love Of People” in...

49 Winchester “Change Of Plans” (Lucille Records/MCA, 2026)

Capitanato da l’enorme talento vocale e compositivo di Isaac Gibson, il gruppo della Virginia va oltre le aspettative per avvicinarsi spedito ai lustri di quella manciata di gruppi che stanno dando nuova vita e linfa ai suoni americani “classici”.

Mandy Manala “Something Wicked” (Argonauta Records, 2026)

Era difficile ripetersi sui livelli del primo album, ma i Mandy Manala ci sono riusciti appieno e si confermano una delle migliori realtà odierne in campo hard rock.

Tori Amos “In Times Of Dragons” (Fontana, 2026)

Un disco che ci riconsegna l’artista che 35 anni fa con la sua voce ed il suo pianoforte ci fece sognare ed oggi, ci fa riflettere sognando.

Darkthrone “Pre-Historic Metal” (Peaceville Records, 2026)

Continua il viaggio nel passato della band di Fenriz e Nocturno Culto, con una barbarica odissea nel metal che fu, trattato alla loro maniera.

Mike Zito “Outside Or The Eastside” (Gulf Coast Records, 2026)

La chitarra blues di Mike Zito è sempre una garanzia di qualità e anche questo nuovo album lo conferma.

The Delines “The Set Up” (Decor Records, 2026)

Musica che racconta l’America con la forza delle parole e l’eleganza di un sound crepuscolare, libero di adagiarsi nell’eleganza senza apparire stucchevole, melodico nella più poetica concezione del termine.

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Transatlantic, “Live at Morsefest 2022: The Absolute Whirlwind” (InsideOutMusic, 2024)

Ennesima conferma dal vivo della grandezza dei Transatlantic, una delle band simbolo del prog pomp rock di questo millennio. Magia!!

Joanne Shaw Taylor “Heavy Soul” (Journeyman Records, 2024)

“Heavy Soul” è un disco che conferma il talento di Joanne Shaw Taylor ed è consigliatissimo anche a chi non è un abituale frequentatore dei sentieri del blues.

JD Miller “Empyrean” (Mighty Music, 2024)

Gli svedesi JD Miller con questo quarto album si confermano degli autentici assi nell’affrontare la sfera dell’hard&heavy melodica! Un disco da avere!!

Sunbomb “Light Up The Sky “ (Frontiers Records, 2024)

Un altro sincero e potente tributo all’heavy rock degli anni ’80 per la coppia Tracii Guns (LA Guns) e Michael Sweet (stryper, Boston).

Fu Manchu “The Return Of Tomorrow” (At The Dojo Records, 2024)

I Fu Manchu tornano con tutta la loro enorme carica, chitarre assassine, ritmiche potenti ed un songwriting che colpisce. CI siete mancati ragazzi!

McKinley James “Working Class Blues” (Archive Records, 2024)

“Working Class Blues” è un album consigliato a chi il blues lo mastica abitualmente e cerca novità al fuori dei soliti circuiti. Blues on!

Sykofant “Sykofant” (Autoproduzione, 2024)

Sono i Sykofant: di Oslo la nuova sensazione del prog? Segnatevi questo nome! Un debutto che colpisce, ricco di tecnica e melodia.

Joe Bonamassa “Live At The Hollywod Bowl With Orchestra” (Provogue Records, 2024)

Con questa opera live Bonamassa si è spinto oltre per impatto emotivo e maestosità regalando probabilmente il live più bello della sua lunga carriera. Imperdibile.

Glitter Wizard “Kiss the boot” (Kitten Robot Records, 2024)

Non fatevi ingannare dall’immagine, “Kiss The Boot” è un mini bellissimo, che illustra parte del talento di questa band americana unica nel panorama hard&heavy attuale.

Cody Dickinson “Homemade” (Strong Place Music, 2024)

Cody Dickinson è un grande musicista e un talento enorme. Ascoltatelo e dite che l’avete scoperto grazie a BackInRock!!

Remedy “Pleasure Beats The Pain” (Escape Music 2024)

Legati al tipico suono hard melodico svedesi, i Remedy si fanno valere anche con questo secondo lavoro. Molto piacevoli!!

Ivanhoe “Healed By The Sun” (Massacre Records, 2024)

Il prog metal è ormai da considerare di nicchia, ma gli Ivanhoe ne sono sicuramente ancora oggi ottimi rappresentanti.

Uncle Acid & The Deadbeats “Nell’ora blu” (Rise Above, 2024)

Complimenti agli Acid Uncle… per averci omaggiato un’opera unica!!

Tygers Of Pan Tang “Live Blood” (Mighty Music, 2024)

“Live Blood” conferma i Tygers Of Pan Tang nel ristretto novero delle migliori e più importanti classic metal band inglesi di sempre!!

Robot God “Portal Within” (Kozmik Artifactz, 2024)

In un misto di heavy psichedelico, space rock e stoner “Portal Within” risulta un album riuscito in pieno. Consigliato!!

Black Country Communion “V” (Mascot Label Group, 2024)

Un ritorno eccellente per i BCC, che dimostra la classe e l’energia di questi quattro giganti che hanno costruito la storia della musica che amiamo!

Witherfall “Sounds Of The Forgotten” (DeathWave Records, 2024)

I Witherfall con “Spunds Of The Forgotten” dimostrano di essere una delle band che meglio interpreta il metal americano nel nuovo millennio!!

Evergrey “Theories Of Emptiness” (Napalm Records, 2024)

Quattordicesimo album ed ennesima opera da custodire gelosamente alla voce prog metal per gli Evergrey. Applausi.

Burning Sleeves “Turning The Light On (Autoprodotto, 2024)

I Burning Sleeves hanno dato vita ad un gioiellino rock blues che non deve assolutamente passare inosservato. Parola di BackInRock!!

Bon Jovi “Thank You And Goodnight” (Serie TV, Disney+, 2024)

Onesto, vero, emozionante e spietato. Probabilmente la più bella testimonianza di una rock band sino ad oggi raccontata.

J.C. Cinel “Where The River Ends” (Andromeda Relix, 2024)

In un mondo giusto un album come questo avrebbe una visibilità adeguata, ma in attesa di qualche miracolo, credo che chiunque ami la musica hard rock di matrice settantiana debba farlo suo e divulgarlo con entusiasmo.

Night Pleasure Hotel “Portraits” (Art Of Melody/ Burning Minds)

L’album scivola via che è un piacere, melodico e raffinato quanto basta, una chicca da non perdere per agli appassionati di rock melodico.

Pallbearer “Mind Burns Alive” (Nuclear Blast, 2024)

“Mind Burns Alive” è un album a tratti pervaso da un forza melanconica impressionante, in cui trovano il loro habitat il doom progressivo, il dark rock più maturo e il post rock. Bellissimo!

The Crypt “The Crypt” (Metal Department, 2024)

“The crypt”: un album che riscuoterà consensi trasversali, in attesa di poterli vedere presto dal vivo.

Issa “Another World” (Frontiers Records 2024)

L’atmosfera non si allontana dai suoi dischi precedenti e nonostante qualche brano meno efficace, “Another World” è un album piacevole.

Grand Slam “Wheel Of Fortune” (Silver Lining Music, 2024)

Un bel disco, carico di belle canzoni gard rock e con un sentimento onesto che sicuramente Phil Lynott approverà. Per me uno dei dischi dell’anno.

Rotting Christ “Pro Xristou” (Season Of Mist, 2024)

Un nuovo capitolo carico di emozione e pathos per i Rotting Christ, da tempo nell’olimpo dei grandi del metal estremo.

Tyler Bryant & The Shakedown “Electrified” (Rattle Shake Records, 2024)

“Electrified” offre una tracklist degna dei classici, e in un periodo come questo in cui la musica passa veloce, è una caratteristica da non sottovalutare. Imperdibile!

Karmic Juggernaut “Phantasmagloria” (WKRM The Kream, 2023)

Gli americani Karmic Juggernaut sono tra i massimo esponenti di quello che dovrebbe realmente essere il prog rock, e questo nuovo album ne è la conferma.

Bon Jovi “Forever” (Island Records, 2024)

Il sedicesimo album di studio dei Bon Jovi vira verso il pop rock, in un misto di classe e mestiere, centrando almeno tre pezzi degni della lunga storia del gruppo.

Kerry King “From Hell I Rise” (Reigning Phoenix Music, 2024)

Se pensavate di esservi liberati dalle fiamme infernali degli Slayer, ci pensa Kerry King a ricordarvi che la battaglia non è finita.

Lucifer Giant “Lucifer Giant” (Autoprodotto, 2024)

Gli svizzeri Lucifer Giant si presentano con un debutto molto interessante, caratterizzato da un sound doom metal originale e contaminato dal varie influenze.

The Head Hunters Blues Band “Back From The Delta” (Autoprodotto. Ristampa, 2024)

Arriva dall’Inghilterra uno degli esempi più competenti e sinceri di blues classico, che giustifica appieno il coraggioso titolo.

Sonic Universe “It Is What it Is” (earMusic, 2024)

Lasciatevi sedurre dal crossover metal tecnico e fantasioso dei Sonic Universe, la band di Corey Glover dei Living Colour.

Junkyard Drive “Look At Me Now” (Mighty Music, 2024)

“Look At Me Now” è un piccolo vangelo dell’hard rock, che cita passato, presente e futuro di questa grande musica.

Chelsea Wolfe “She Reaches Out To She Reaches Out To She” (Loma Vista, 2024)

Ottavo album per la cantautrice statunitense, ed ennesimo centro, come sempre a base di un suono indefinibile e malinconico, capace di fondere drone, metal e folk. Stupendo!

Demon “Invincible” (Frontiers Records, 2024)

Un bel ritorno dei Demon, “Invincible”, con qualche tocco più melodico, darà delle belle soddisfazioni ai fan della band.

Ramblin’ Preachers “Sins & Virtues” (Toner Records, 2024)

Debutto da non perdere se amate il southern rock, i Ramblin’ Preachers non vi deluderanno!

Under The Sun “The Bell Of Doom” (Sound Effect Records, 2024)

Otto perle nere di psych rock, con un sound melmoso, oscuro e martellante.
Lasciate che la campana del destino rintocchi ancora una volta, non ve ne pentirete.

Warlord “Free Spirit Soar” (High Roller Records, 2024)

Un buon album, ma lontano dal peso della storia che il gruppo regge sulle proprie spalle.

Anims “Good’n’Evil” (Sneakout Records/Burning Minds Music Group, 2024)

“Good’n’Evil” è un buon lavoro, consigliato a tutti gli appassionati del metal melodico e che ci riconsegna due protagonisti del metal italiano.

Melvins “Tarantula Heart” (Ipecac Records, 2024)

Il nuovo album dei Melvins conferma la reputazione del trio: geniale, pazzoide e privo di punti di riferimento.

Klimt 1918 “Àmor” (Prophecy Productions, 2026)

“Àmor” non solo si candida a personale disco dell’anno, ma scolpisce il nome dei Klimt 1918 nelle cime più alte delle band contemporanee.

Voïvod “Symphonique” (Century Media, 2026)

“Symphonique” è un album/evento che soddisferà i tanti amanti dei Voïvod, ma può essere il punto di partenza per chi volesse conoscere e approfondire la band canadese.

Carmen Ratti Band Featuring Jill Dineen “Come To Me” (MoMojo Records, 2026)

Scoprire band, musicisti e album di qualità superiore è la nostra missione e quando ci riusciamo, come per magia, tutto torna al suo posto, come sempre grazie alla musica…imperdibile.

Elder “Through Zero” (Stickman Records, 2026)

Gli Elder ci regalano cinquanta minuti di musica splendidamente semplice nelle sue complicate strutture progressive, pregne di una sagacia compositiva che è esclusiva dei grandi interpreti del genere, applausi!

Masterplan “Metalmorphosis” (Frontiers, 2026)

Alla fine del viaggio ci troviamo in mano un disco onesto e piacevole, opera di una band che dopo tredici anni di silenzio non ha la minima intenzione di adagiarsi sugli allori e che ogni tanto si diverte sinceramente a spiazzarci.

Delta Generators “On & On” (Self Relehase, 2026)

Un disco del genere, nel suo rude approccio rock, è consigliato anche agli amanti dei suoni più duri, soprattutto per la sua atmosfera live che risulta l’asso nella manica dei Delta Generators.

Boogie Beasts “Don’t Be So Mean!-A Tribute To R.L. Burnside” (Donor Productions/Naked, 2026)

Tutto l’album che risplende della luce leggendaria di Burnside e della sua musica. I Boogie Beasts si confermano cult band e grandi conoscitori della storia del blues.

The Zen Circus + Lamante, venerdì 12 giugno allo Sherwood Festival di Padova

Un concerto ricco di energia ed emozione, gli Zen Circus si confermano una delle band più importanti del rock italiani di questi confusi anni duemila.

King Tuff “Moo” (Thirty Tigers, 2026)

A volte bastano una chitarra, buone idee e un talento spropositato per fare dell’ottimo rock’n’roll e King Tuff ci è ancora una volta riuscito.

Abyssian “Let Me Die Under The Stars” (Black Widow Records, 2026)

Grande crescita per gli Abyssian e altro colpo della Black Widow Records che, dopo i Sarvaega (clicca sul link colorato per leggerne la recensione), conferma per l’ennesima volta di essere punto di riferimento per il dark sound italiano (e non solo).

Spread Eagle “The Brutal Divine” (Frontiers Records, 2026)

Gli  Spread Eagle band hard rock di New York  nata a fine degli anni ’80, pubblicano un quarto album che può essere apprezzato sia dai nuovi che dai vecchi fan. La band ha ancora spazio per crescere, la scrittura è solida ben arrangiata: un buon disco hard rock vecchia maniera.

Bolan “Gargoyle Of The Garden State” (earMUSIC, 2026)

Rachel Bolan si fa avanti con il suo primo album da solista sotto il nome di Bolan “Gargoyle Of The Garden State” è un debutto audace e profondamente personale, radicato nel coraggio, nell’atteggiamento e nello spirito narrativo del New Jersey.

Philip Sayce “Scorched Earth Vol. Two Live In LA/London” (Forty Below Records ,2026)

Un documento live che appassionerà non poco gli amanti del sound del nostro eroe, un vero satanasso quando mette i piedi su di un palco, consigliato.

Alice Armstrong Live “Blood In The Water” (Indipendent, 2026)

Alice Armstrong dà prova d’essere una grande interprete della sua musica e non solo, divina quando la potenza non inficia una raffinatezza innata per melodie soul che aleggiano su questi sette splendidi brani.

Brown Horse “Total Dive” (Loose Music, 2026)

La band inglese suona un crossover tra indie rock e country in cui non si contano i momenti di emozionante songwriting dove trapela la loro alchimia, con le atmosfere e le sensazioni scaturite dall’ascolto dei colleghi d’oltreoceano.

Ryan Bingham And The Texas Gentlemen “They Call Us The Lucky Ones” (Thirty Tigers, 2026)

Tra canzoni più ariose ed altre dove il senso di tragica disperazione è palese, con “They Call Us The Lucky Ones” Ryan Bingham si conferma come cantore di un’America più vera, seguendo le orme dei grandi autori del passato, bravo.

Vanden Plas “AcCult2” (Frontiers Records, 2026)

I pionieri tedeschi del progressive metal Vanden Plas tornano con “AcCult 2”, il tanto atteso sequel acustico del primo capitolo del 1996. Ecco brani selezionati del loro vasto catalogo con nuovi arrangiamenti acustici, che offrono una prospettiva completamente nuova sulla musica della band.

Jason Ricci And The Bad Kind “13 Hours” (Gulf Coast Records, 2026)

Dopo un’ora di grande musica l’album si chiude in crescendo con i dodici minuti della title track, salutandoci e dandoci appuntamento al prossimo giro di walzer, pardon… di blues.

Red Sun “Songs From Hidden Places” (Subsounds Records, 2026)

alberto centenari
Allegati
ven 5 giu, 14:01 (18 ore fa)
a me
Il nuovo album dei piacentini Red Sun è un viaggio tra deserti e psiche, là dove l’elettronica aiuta viaggi staccati dal tempo e da corpi, in bilico tra visioni e realtà.

Jared James Nichols “Louder Than Fate” (Frontiers Records, 2026)

“Louder Than Fate” mette in mostra il talento di Jared James Nichols, classe 1989, un disco ben suonato, in un misto di eleganza e spunti hard. Brani che dal vivo troveranno la massima espressione.

Manraze “Lock, Stock & Barrel” (Hear No Evil, 2026)

Un cofanetto che celebra i Manraze, un supergruppo ingiustamente poco ricordato, formato da Phil Collen, Paul Cook e Simon Laffy. Essenza rock’n’roll!!

Stefano Dentone /Sundance Duo “The Seagull & The 7 Sisters” (Stefano Dentone, 2026)

Album da assaporare nota dopo nota, ritagliandosi lo spazio e il tempo per farlo vostro, bellissimo.

Armored Saint “Emotion Factory Reset” (Metal Blade Records, 2026)

Gli Armored Saint continuano imperterriti per la loro strada, presentando l’ennesimo grande album della loro carriera e confermando un’innata capacità a scrivere brani in cui si fondono potenza, melodia e immediatezza, ma che, al contempo, presentano sfumature variegate che invitano a più ascolti.

The 69 Eyes “I Survive” (BLKIIBLK, 2026)

“I Survive” è un EP che ha praticamente tutto il mood necessario ad entrare nella discografia dei 69 Eyes, è breve, ma affilato come un rasoio, un tassello che aumenta ancora di più l’attesa per il prossimo album.

The Nude Party “Look Who’s Back” (The Nude Party, 2026)

“Look Who’s Back” rimane un gioiellino da fare vostro se avete fame di rock americano baciato dal sole dello psych/country. Promosso.

Spell “Wretched Heart” (Bad Omen Records, 2026)

Altro album da avere assolutamente, “Wretched Heart” ha il compito di ribadire l’altissima qualità della proposta del gruppo canadese, che di fatto non assomiglia a nessuno se non a se stesso, come i gruppi che definiamo grandi e che indicano una via. chapeau.

Softcult “When a Flower Doesn’t Grow” (EasyLife, 2026)

Due gemelle canadesi firmano la combinazione perfetta: grunge e shoegaze, per un debutto che ammalia e seduce.

Il gatto, il topo e gli stem silenziosi: l’intelligenza artificiale sta cambiando le regole della musica. Ma chi le scrive?

Stem silenziosi, detection tool e il gioco del gatto e del topo: come l’intelligenza artificiale sta cambiando la musica e perché servono regole, non divieti.

Lynch Mob “The Final Ride live” (Frontiers Records, 2026)

George Lynch pubblica “The Final Ride” l’album live definitivo dei Lynch Mob, che cattura l’ultima corsa della band sul palco.
Il disco la linea fondamentale dei Lynch Mob e soprattutto un promemoria di quanto sia incredibile il repertorio di George Lynch.

Romeo “Déjà Vu Letters” (Street Symphonies Records, 2026)

I Romeo sono una rock’n’roll band dal carattere forte e senza compromessi, nata nel 2024, ispirata dal sound vintage di metà anni ’70 e ’80 attinge l’ispirazione da band come Thin Lizzy, UFO, Cheap Trick e The Dogs D’Amour. Un gran bel debutto!

The Alexis P. Sutter Band “Just Stay Live – Featuring Garth Hudson” (Nola Blue Records, 2026)

Una delle ultime apparizioni live di Garth Hudson che diventa anche la fotografia della The Alexis P. Sutter Band dell’epoca. Una band e un’interprete da scoprire se siete amanti del soul/blues e del gospel.

Layout 18: Azrael, Sconfitta, Alcstones, Elle

Una nuova puntata di Layout, per esplorare l’underground musicale nazionale, in tutte le sue forme creative.

The Quill “Master Of The Sky” (Metalville, 2026)

I The Quill sono tornati con un lavoro ispiratissimo, granitico e melodico come solo loro sanno creare…una garanzia.

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox, cantante degli Axe Hero, produttore, discografico, organizzatore di eventi e tanto altro. E per Mirko il motto è uno solo: il rock è immortale e la nostalgia non esiste!!

Scena metal italiana: il silenzio dei media non è una recensione

Scena metal italiana: perché le webzine non coprono le band di casa? Non è snobismo, è un meccanismo preciso che si può capire e cambiare.

Marc Broussard “Change Worth Taking” (KTBA Records, 2026)

Di Marc Broussard vi avevamo parlato poco più di un mese fa, in occasione della recensione sul nuovo album di cover “SOS V: Songs Of The 50s'”, ultimo di una manciata di lavori con sigla SOS, di cui il ricavato andava ad associazioni no profit come “Love Of People” in...

49 Winchester “Change Of Plans” (Lucille Records/MCA, 2026)

Capitanato da l’enorme talento vocale e compositivo di Isaac Gibson, il gruppo della Virginia va oltre le aspettative per avvicinarsi spedito ai lustri di quella manciata di gruppi che stanno dando nuova vita e linfa ai suoni americani “classici”.

Mandy Manala “Something Wicked” (Argonauta Records, 2026)

Era difficile ripetersi sui livelli del primo album, ma i Mandy Manala ci sono riusciti appieno e si confermano una delle migliori realtà odierne in campo hard rock.

Tori Amos “In Times Of Dragons” (Fontana, 2026)

Un disco che ci riconsegna l’artista che 35 anni fa con la sua voce ed il suo pianoforte ci fece sognare ed oggi, ci fa riflettere sognando.

Darkthrone “Pre-Historic Metal” (Peaceville Records, 2026)

Continua il viaggio nel passato della band di Fenriz e Nocturno Culto, con una barbarica odissea nel metal che fu, trattato alla loro maniera.

Mike Zito “Outside Or The Eastside” (Gulf Coast Records, 2026)

La chitarra blues di Mike Zito è sempre una garanzia di qualità e anche questo nuovo album lo conferma.

The Delines “The Set Up” (Decor Records, 2026)

Musica che racconta l’America con la forza delle parole e l’eleganza di un sound crepuscolare, libero di adagiarsi nell’eleganza senza apparire stucchevole, melodico nella più poetica concezione del termine.

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Transatlantic, “Live at Morsefest 2022: The Absolute Whirlwind” (InsideOutMusic, 2024)

Ennesima conferma dal vivo della grandezza dei Transatlantic, una delle band simbolo del prog pomp rock di questo millennio. Magia!!

Joanne Shaw Taylor “Heavy Soul” (Journeyman Records, 2024)

“Heavy Soul” è un disco che conferma il talento di Joanne Shaw Taylor ed è consigliatissimo anche a chi non è un abituale frequentatore dei sentieri del blues.

JD Miller “Empyrean” (Mighty Music, 2024)

Gli svedesi JD Miller con questo quarto album si confermano degli autentici assi nell’affrontare la sfera dell’hard&heavy melodica! Un disco da avere!!

Sunbomb “Light Up The Sky “ (Frontiers Records, 2024)

Un altro sincero e potente tributo all’heavy rock degli anni ’80 per la coppia Tracii Guns (LA Guns) e Michael Sweet (stryper, Boston).

Fu Manchu “The Return Of Tomorrow” (At The Dojo Records, 2024)

I Fu Manchu tornano con tutta la loro enorme carica, chitarre assassine, ritmiche potenti ed un songwriting che colpisce. CI siete mancati ragazzi!

McKinley James “Working Class Blues” (Archive Records, 2024)

“Working Class Blues” è un album consigliato a chi il blues lo mastica abitualmente e cerca novità al fuori dei soliti circuiti. Blues on!

Sykofant “Sykofant” (Autoproduzione, 2024)

Sono i Sykofant: di Oslo la nuova sensazione del prog? Segnatevi questo nome! Un debutto che colpisce, ricco di tecnica e melodia.

Joe Bonamassa “Live At The Hollywod Bowl With Orchestra” (Provogue Records, 2024)

Con questa opera live Bonamassa si è spinto oltre per impatto emotivo e maestosità regalando probabilmente il live più bello della sua lunga carriera. Imperdibile.

Glitter Wizard “Kiss the boot” (Kitten Robot Records, 2024)

Non fatevi ingannare dall’immagine, “Kiss The Boot” è un mini bellissimo, che illustra parte del talento di questa band americana unica nel panorama hard&heavy attuale.

Cody Dickinson “Homemade” (Strong Place Music, 2024)

Cody Dickinson è un grande musicista e un talento enorme. Ascoltatelo e dite che l’avete scoperto grazie a BackInRock!!

Remedy “Pleasure Beats The Pain” (Escape Music 2024)

Legati al tipico suono hard melodico svedesi, i Remedy si fanno valere anche con questo secondo lavoro. Molto piacevoli!!

Ivanhoe “Healed By The Sun” (Massacre Records, 2024)

Il prog metal è ormai da considerare di nicchia, ma gli Ivanhoe ne sono sicuramente ancora oggi ottimi rappresentanti.

Uncle Acid & The Deadbeats “Nell’ora blu” (Rise Above, 2024)

Complimenti agli Acid Uncle… per averci omaggiato un’opera unica!!

Tygers Of Pan Tang “Live Blood” (Mighty Music, 2024)

“Live Blood” conferma i Tygers Of Pan Tang nel ristretto novero delle migliori e più importanti classic metal band inglesi di sempre!!

Robot God “Portal Within” (Kozmik Artifactz, 2024)

In un misto di heavy psichedelico, space rock e stoner “Portal Within” risulta un album riuscito in pieno. Consigliato!!

Black Country Communion “V” (Mascot Label Group, 2024)

Un ritorno eccellente per i BCC, che dimostra la classe e l’energia di questi quattro giganti che hanno costruito la storia della musica che amiamo!

Witherfall “Sounds Of The Forgotten” (DeathWave Records, 2024)

I Witherfall con “Spunds Of The Forgotten” dimostrano di essere una delle band che meglio interpreta il metal americano nel nuovo millennio!!

Evergrey “Theories Of Emptiness” (Napalm Records, 2024)

Quattordicesimo album ed ennesima opera da custodire gelosamente alla voce prog metal per gli Evergrey. Applausi.

Burning Sleeves “Turning The Light On (Autoprodotto, 2024)

I Burning Sleeves hanno dato vita ad un gioiellino rock blues che non deve assolutamente passare inosservato. Parola di BackInRock!!

Bon Jovi “Thank You And Goodnight” (Serie TV, Disney+, 2024)

Onesto, vero, emozionante e spietato. Probabilmente la più bella testimonianza di una rock band sino ad oggi raccontata.

J.C. Cinel “Where The River Ends” (Andromeda Relix, 2024)

In un mondo giusto un album come questo avrebbe una visibilità adeguata, ma in attesa di qualche miracolo, credo che chiunque ami la musica hard rock di matrice settantiana debba farlo suo e divulgarlo con entusiasmo.

Night Pleasure Hotel “Portraits” (Art Of Melody/ Burning Minds)

L’album scivola via che è un piacere, melodico e raffinato quanto basta, una chicca da non perdere per agli appassionati di rock melodico.

Pallbearer “Mind Burns Alive” (Nuclear Blast, 2024)

“Mind Burns Alive” è un album a tratti pervaso da un forza melanconica impressionante, in cui trovano il loro habitat il doom progressivo, il dark rock più maturo e il post rock. Bellissimo!

The Crypt “The Crypt” (Metal Department, 2024)

“The crypt”: un album che riscuoterà consensi trasversali, in attesa di poterli vedere presto dal vivo.

Issa “Another World” (Frontiers Records 2024)

L’atmosfera non si allontana dai suoi dischi precedenti e nonostante qualche brano meno efficace, “Another World” è un album piacevole.

Grand Slam “Wheel Of Fortune” (Silver Lining Music, 2024)

Un bel disco, carico di belle canzoni gard rock e con un sentimento onesto che sicuramente Phil Lynott approverà. Per me uno dei dischi dell’anno.

Rotting Christ “Pro Xristou” (Season Of Mist, 2024)

Un nuovo capitolo carico di emozione e pathos per i Rotting Christ, da tempo nell’olimpo dei grandi del metal estremo.

Tyler Bryant & The Shakedown “Electrified” (Rattle Shake Records, 2024)

“Electrified” offre una tracklist degna dei classici, e in un periodo come questo in cui la musica passa veloce, è una caratteristica da non sottovalutare. Imperdibile!

Karmic Juggernaut “Phantasmagloria” (WKRM The Kream, 2023)

Gli americani Karmic Juggernaut sono tra i massimo esponenti di quello che dovrebbe realmente essere il prog rock, e questo nuovo album ne è la conferma.

Bon Jovi “Forever” (Island Records, 2024)

Il sedicesimo album di studio dei Bon Jovi vira verso il pop rock, in un misto di classe e mestiere, centrando almeno tre pezzi degni della lunga storia del gruppo.

Kerry King “From Hell I Rise” (Reigning Phoenix Music, 2024)

Se pensavate di esservi liberati dalle fiamme infernali degli Slayer, ci pensa Kerry King a ricordarvi che la battaglia non è finita.

Lucifer Giant “Lucifer Giant” (Autoprodotto, 2024)

Gli svizzeri Lucifer Giant si presentano con un debutto molto interessante, caratterizzato da un sound doom metal originale e contaminato dal varie influenze.

The Head Hunters Blues Band “Back From The Delta” (Autoprodotto. Ristampa, 2024)

Arriva dall’Inghilterra uno degli esempi più competenti e sinceri di blues classico, che giustifica appieno il coraggioso titolo.

Sonic Universe “It Is What it Is” (earMusic, 2024)

Lasciatevi sedurre dal crossover metal tecnico e fantasioso dei Sonic Universe, la band di Corey Glover dei Living Colour.

Junkyard Drive “Look At Me Now” (Mighty Music, 2024)

“Look At Me Now” è un piccolo vangelo dell’hard rock, che cita passato, presente e futuro di questa grande musica.

Chelsea Wolfe “She Reaches Out To She Reaches Out To She” (Loma Vista, 2024)

Ottavo album per la cantautrice statunitense, ed ennesimo centro, come sempre a base di un suono indefinibile e malinconico, capace di fondere drone, metal e folk. Stupendo!

Demon “Invincible” (Frontiers Records, 2024)

Un bel ritorno dei Demon, “Invincible”, con qualche tocco più melodico, darà delle belle soddisfazioni ai fan della band.

Ramblin’ Preachers “Sins & Virtues” (Toner Records, 2024)

Debutto da non perdere se amate il southern rock, i Ramblin’ Preachers non vi deluderanno!

Under The Sun “The Bell Of Doom” (Sound Effect Records, 2024)

Otto perle nere di psych rock, con un sound melmoso, oscuro e martellante.
Lasciate che la campana del destino rintocchi ancora una volta, non ve ne pentirete.

Warlord “Free Spirit Soar” (High Roller Records, 2024)

Un buon album, ma lontano dal peso della storia che il gruppo regge sulle proprie spalle.

Anims “Good’n’Evil” (Sneakout Records/Burning Minds Music Group, 2024)

“Good’n’Evil” è un buon lavoro, consigliato a tutti gli appassionati del metal melodico e che ci riconsegna due protagonisti del metal italiano.

Melvins “Tarantula Heart” (Ipecac Records, 2024)

Il nuovo album dei Melvins conferma la reputazione del trio: geniale, pazzoide e privo di punti di riferimento.

Klimt 1918 “Àmor” (Prophecy Productions, 2026)

“Àmor” non solo si candida a personale disco dell’anno, ma scolpisce il nome dei Klimt 1918 nelle cime più alte delle band contemporanee.

Voïvod “Symphonique” (Century Media, 2026)

“Symphonique” è un album/evento che soddisferà i tanti amanti dei Voïvod, ma può essere il punto di partenza per chi volesse conoscere e approfondire la band canadese.

Carmen Ratti Band Featuring Jill Dineen “Come To Me” (MoMojo Records, 2026)

Scoprire band, musicisti e album di qualità superiore è la nostra missione e quando ci riusciamo, come per magia, tutto torna al suo posto, come sempre grazie alla musica…imperdibile.

Elder “Through Zero” (Stickman Records, 2026)

Gli Elder ci regalano cinquanta minuti di musica splendidamente semplice nelle sue complicate strutture progressive, pregne di una sagacia compositiva che è esclusiva dei grandi interpreti del genere, applausi!

Masterplan “Metalmorphosis” (Frontiers, 2026)

Alla fine del viaggio ci troviamo in mano un disco onesto e piacevole, opera di una band che dopo tredici anni di silenzio non ha la minima intenzione di adagiarsi sugli allori e che ogni tanto si diverte sinceramente a spiazzarci.

Delta Generators “On & On” (Self Relehase, 2026)

Un disco del genere, nel suo rude approccio rock, è consigliato anche agli amanti dei suoni più duri, soprattutto per la sua atmosfera live che risulta l’asso nella manica dei Delta Generators.

Boogie Beasts “Don’t Be So Mean!-A Tribute To R.L. Burnside” (Donor Productions/Naked, 2026)

Tutto l’album che risplende della luce leggendaria di Burnside e della sua musica. I Boogie Beasts si confermano cult band e grandi conoscitori della storia del blues.

The Zen Circus + Lamante, venerdì 12 giugno allo Sherwood Festival di Padova

Un concerto ricco di energia ed emozione, gli Zen Circus si confermano una delle band più importanti del rock italiani di questi confusi anni duemila.

King Tuff “Moo” (Thirty Tigers, 2026)

A volte bastano una chitarra, buone idee e un talento spropositato per fare dell’ottimo rock’n’roll e King Tuff ci è ancora una volta riuscito.

Abyssian “Let Me Die Under The Stars” (Black Widow Records, 2026)

Grande crescita per gli Abyssian e altro colpo della Black Widow Records che, dopo i Sarvaega (clicca sul link colorato per leggerne la recensione), conferma per l’ennesima volta di essere punto di riferimento per il dark sound italiano (e non solo).

Spread Eagle “The Brutal Divine” (Frontiers Records, 2026)

Gli  Spread Eagle band hard rock di New York  nata a fine degli anni ’80, pubblicano un quarto album che può essere apprezzato sia dai nuovi che dai vecchi fan. La band ha ancora spazio per crescere, la scrittura è solida ben arrangiata: un buon disco hard rock vecchia maniera.

Bolan “Gargoyle Of The Garden State” (earMUSIC, 2026)

Rachel Bolan si fa avanti con il suo primo album da solista sotto il nome di Bolan “Gargoyle Of The Garden State” è un debutto audace e profondamente personale, radicato nel coraggio, nell’atteggiamento e nello spirito narrativo del New Jersey.

Philip Sayce “Scorched Earth Vol. Two Live In LA/London” (Forty Below Records ,2026)

Un documento live che appassionerà non poco gli amanti del sound del nostro eroe, un vero satanasso quando mette i piedi su di un palco, consigliato.

Alice Armstrong Live “Blood In The Water” (Indipendent, 2026)

Alice Armstrong dà prova d’essere una grande interprete della sua musica e non solo, divina quando la potenza non inficia una raffinatezza innata per melodie soul che aleggiano su questi sette splendidi brani.

Brown Horse “Total Dive” (Loose Music, 2026)

La band inglese suona un crossover tra indie rock e country in cui non si contano i momenti di emozionante songwriting dove trapela la loro alchimia, con le atmosfere e le sensazioni scaturite dall’ascolto dei colleghi d’oltreoceano.

Ryan Bingham And The Texas Gentlemen “They Call Us The Lucky Ones” (Thirty Tigers, 2026)

Tra canzoni più ariose ed altre dove il senso di tragica disperazione è palese, con “They Call Us The Lucky Ones” Ryan Bingham si conferma come cantore di un’America più vera, seguendo le orme dei grandi autori del passato, bravo.

Vanden Plas “AcCult2” (Frontiers Records, 2026)

I pionieri tedeschi del progressive metal Vanden Plas tornano con “AcCult 2”, il tanto atteso sequel acustico del primo capitolo del 1996. Ecco brani selezionati del loro vasto catalogo con nuovi arrangiamenti acustici, che offrono una prospettiva completamente nuova sulla musica della band.

Jason Ricci And The Bad Kind “13 Hours” (Gulf Coast Records, 2026)

Dopo un’ora di grande musica l’album si chiude in crescendo con i dodici minuti della title track, salutandoci e dandoci appuntamento al prossimo giro di walzer, pardon… di blues.

Red Sun “Songs From Hidden Places” (Subsounds Records, 2026)

alberto centenari
Allegati
ven 5 giu, 14:01 (18 ore fa)
a me
Il nuovo album dei piacentini Red Sun è un viaggio tra deserti e psiche, là dove l’elettronica aiuta viaggi staccati dal tempo e da corpi, in bilico tra visioni e realtà.

Jared James Nichols “Louder Than Fate” (Frontiers Records, 2026)

“Louder Than Fate” mette in mostra il talento di Jared James Nichols, classe 1989, un disco ben suonato, in un misto di eleganza e spunti hard. Brani che dal vivo troveranno la massima espressione.

Manraze “Lock, Stock & Barrel” (Hear No Evil, 2026)

Un cofanetto che celebra i Manraze, un supergruppo ingiustamente poco ricordato, formato da Phil Collen, Paul Cook e Simon Laffy. Essenza rock’n’roll!!

Stefano Dentone /Sundance Duo “The Seagull & The 7 Sisters” (Stefano Dentone, 2026)

Album da assaporare nota dopo nota, ritagliandosi lo spazio e il tempo per farlo vostro, bellissimo.

Armored Saint “Emotion Factory Reset” (Metal Blade Records, 2026)

Gli Armored Saint continuano imperterriti per la loro strada, presentando l’ennesimo grande album della loro carriera e confermando un’innata capacità a scrivere brani in cui si fondono potenza, melodia e immediatezza, ma che, al contempo, presentano sfumature variegate che invitano a più ascolti.

The 69 Eyes “I Survive” (BLKIIBLK, 2026)

“I Survive” è un EP che ha praticamente tutto il mood necessario ad entrare nella discografia dei 69 Eyes, è breve, ma affilato come un rasoio, un tassello che aumenta ancora di più l’attesa per il prossimo album.

The Nude Party “Look Who’s Back” (The Nude Party, 2026)

“Look Who’s Back” rimane un gioiellino da fare vostro se avete fame di rock americano baciato dal sole dello psych/country. Promosso.

Spell “Wretched Heart” (Bad Omen Records, 2026)

Altro album da avere assolutamente, “Wretched Heart” ha il compito di ribadire l’altissima qualità della proposta del gruppo canadese, che di fatto non assomiglia a nessuno se non a se stesso, come i gruppi che definiamo grandi e che indicano una via. chapeau.

Softcult “When a Flower Doesn’t Grow” (EasyLife, 2026)

Due gemelle canadesi firmano la combinazione perfetta: grunge e shoegaze, per un debutto che ammalia e seduce.

Il gatto, il topo e gli stem silenziosi: l’intelligenza artificiale sta cambiando le regole della musica. Ma chi le scrive?

Stem silenziosi, detection tool e il gioco del gatto e del topo: come l’intelligenza artificiale sta cambiando la musica e perché servono regole, non divieti.

Lynch Mob “The Final Ride live” (Frontiers Records, 2026)

George Lynch pubblica “The Final Ride” l’album live definitivo dei Lynch Mob, che cattura l’ultima corsa della band sul palco.
Il disco la linea fondamentale dei Lynch Mob e soprattutto un promemoria di quanto sia incredibile il repertorio di George Lynch.

Romeo “Déjà Vu Letters” (Street Symphonies Records, 2026)

I Romeo sono una rock’n’roll band dal carattere forte e senza compromessi, nata nel 2024, ispirata dal sound vintage di metà anni ’70 e ’80 attinge l’ispirazione da band come Thin Lizzy, UFO, Cheap Trick e The Dogs D’Amour. Un gran bel debutto!

The Alexis P. Sutter Band “Just Stay Live – Featuring Garth Hudson” (Nola Blue Records, 2026)

Una delle ultime apparizioni live di Garth Hudson che diventa anche la fotografia della The Alexis P. Sutter Band dell’epoca. Una band e un’interprete da scoprire se siete amanti del soul/blues e del gospel.

Layout 18: Azrael, Sconfitta, Alcstones, Elle

Una nuova puntata di Layout, per esplorare l’underground musicale nazionale, in tutte le sue forme creative.

The Quill “Master Of The Sky” (Metalville, 2026)

I The Quill sono tornati con un lavoro ispiratissimo, granitico e melodico come solo loro sanno creare…una garanzia.

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox, cantante degli Axe Hero, produttore, discografico, organizzatore di eventi e tanto altro. E per Mirko il motto è uno solo: il rock è immortale e la nostalgia non esiste!!

Scena metal italiana: il silenzio dei media non è una recensione

Scena metal italiana: perché le webzine non coprono le band di casa? Non è snobismo, è un meccanismo preciso che si può capire e cambiare.

Marc Broussard “Change Worth Taking” (KTBA Records, 2026)

Di Marc Broussard vi avevamo parlato poco più di un mese fa, in occasione della recensione sul nuovo album di cover “SOS V: Songs Of The 50s'”, ultimo di una manciata di lavori con sigla SOS, di cui il ricavato andava ad associazioni no profit come “Love Of People” in...

49 Winchester “Change Of Plans” (Lucille Records/MCA, 2026)

Capitanato da l’enorme talento vocale e compositivo di Isaac Gibson, il gruppo della Virginia va oltre le aspettative per avvicinarsi spedito ai lustri di quella manciata di gruppi che stanno dando nuova vita e linfa ai suoni americani “classici”.

Mandy Manala “Something Wicked” (Argonauta Records, 2026)

Era difficile ripetersi sui livelli del primo album, ma i Mandy Manala ci sono riusciti appieno e si confermano una delle migliori realtà odierne in campo hard rock.

Tori Amos “In Times Of Dragons” (Fontana, 2026)

Un disco che ci riconsegna l’artista che 35 anni fa con la sua voce ed il suo pianoforte ci fece sognare ed oggi, ci fa riflettere sognando.

Darkthrone “Pre-Historic Metal” (Peaceville Records, 2026)

Continua il viaggio nel passato della band di Fenriz e Nocturno Culto, con una barbarica odissea nel metal che fu, trattato alla loro maniera.

Mike Zito “Outside Or The Eastside” (Gulf Coast Records, 2026)

La chitarra blues di Mike Zito è sempre una garanzia di qualità e anche questo nuovo album lo conferma.

The Delines “The Set Up” (Decor Records, 2026)

Musica che racconta l’America con la forza delle parole e l’eleganza di un sound crepuscolare, libero di adagiarsi nell’eleganza senza apparire stucchevole, melodico nella più poetica concezione del termine.

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Transatlantic, “Live at Morsefest 2022: The Absolute Whirlwind” (InsideOutMusic, 2024)

Ennesima conferma dal vivo della grandezza dei Transatlantic, una delle band simbolo del prog pomp rock di questo millennio. Magia!!

Joanne Shaw Taylor “Heavy Soul” (Journeyman Records, 2024)

“Heavy Soul” è un disco che conferma il talento di Joanne Shaw Taylor ed è consigliatissimo anche a chi non è un abituale frequentatore dei sentieri del blues.

JD Miller “Empyrean” (Mighty Music, 2024)

Gli svedesi JD Miller con questo quarto album si confermano degli autentici assi nell’affrontare la sfera dell’hard&heavy melodica! Un disco da avere!!

Sunbomb “Light Up The Sky “ (Frontiers Records, 2024)

Un altro sincero e potente tributo all’heavy rock degli anni ’80 per la coppia Tracii Guns (LA Guns) e Michael Sweet (stryper, Boston).

Fu Manchu “The Return Of Tomorrow” (At The Dojo Records, 2024)

I Fu Manchu tornano con tutta la loro enorme carica, chitarre assassine, ritmiche potenti ed un songwriting che colpisce. CI siete mancati ragazzi!

McKinley James “Working Class Blues” (Archive Records, 2024)

“Working Class Blues” è un album consigliato a chi il blues lo mastica abitualmente e cerca novità al fuori dei soliti circuiti. Blues on!

Sykofant “Sykofant” (Autoproduzione, 2024)

Sono i Sykofant: di Oslo la nuova sensazione del prog? Segnatevi questo nome! Un debutto che colpisce, ricco di tecnica e melodia.

Joe Bonamassa “Live At The Hollywod Bowl With Orchestra” (Provogue Records, 2024)

Con questa opera live Bonamassa si è spinto oltre per impatto emotivo e maestosità regalando probabilmente il live più bello della sua lunga carriera. Imperdibile.

Glitter Wizard “Kiss the boot” (Kitten Robot Records, 2024)

Non fatevi ingannare dall’immagine, “Kiss The Boot” è un mini bellissimo, che illustra parte del talento di questa band americana unica nel panorama hard&heavy attuale.

Cody Dickinson “Homemade” (Strong Place Music, 2024)

Cody Dickinson è un grande musicista e un talento enorme. Ascoltatelo e dite che l’avete scoperto grazie a BackInRock!!

Remedy “Pleasure Beats The Pain” (Escape Music 2024)

Legati al tipico suono hard melodico svedesi, i Remedy si fanno valere anche con questo secondo lavoro. Molto piacevoli!!

Ivanhoe “Healed By The Sun” (Massacre Records, 2024)

Il prog metal è ormai da considerare di nicchia, ma gli Ivanhoe ne sono sicuramente ancora oggi ottimi rappresentanti.

Uncle Acid & The Deadbeats “Nell’ora blu” (Rise Above, 2024)

Complimenti agli Acid Uncle… per averci omaggiato un’opera unica!!

Tygers Of Pan Tang “Live Blood” (Mighty Music, 2024)

“Live Blood” conferma i Tygers Of Pan Tang nel ristretto novero delle migliori e più importanti classic metal band inglesi di sempre!!

Robot God “Portal Within” (Kozmik Artifactz, 2024)

In un misto di heavy psichedelico, space rock e stoner “Portal Within” risulta un album riuscito in pieno. Consigliato!!

Black Country Communion “V” (Mascot Label Group, 2024)

Un ritorno eccellente per i BCC, che dimostra la classe e l’energia di questi quattro giganti che hanno costruito la storia della musica che amiamo!

Witherfall “Sounds Of The Forgotten” (DeathWave Records, 2024)

I Witherfall con “Spunds Of The Forgotten” dimostrano di essere una delle band che meglio interpreta il metal americano nel nuovo millennio!!

Evergrey “Theories Of Emptiness” (Napalm Records, 2024)

Quattordicesimo album ed ennesima opera da custodire gelosamente alla voce prog metal per gli Evergrey. Applausi.

Burning Sleeves “Turning The Light On (Autoprodotto, 2024)

I Burning Sleeves hanno dato vita ad un gioiellino rock blues che non deve assolutamente passare inosservato. Parola di BackInRock!!

Bon Jovi “Thank You And Goodnight” (Serie TV, Disney+, 2024)

Onesto, vero, emozionante e spietato. Probabilmente la più bella testimonianza di una rock band sino ad oggi raccontata.

J.C. Cinel “Where The River Ends” (Andromeda Relix, 2024)

In un mondo giusto un album come questo avrebbe una visibilità adeguata, ma in attesa di qualche miracolo, credo che chiunque ami la musica hard rock di matrice settantiana debba farlo suo e divulgarlo con entusiasmo.

Night Pleasure Hotel “Portraits” (Art Of Melody/ Burning Minds)

L’album scivola via che è un piacere, melodico e raffinato quanto basta, una chicca da non perdere per agli appassionati di rock melodico.

Pallbearer “Mind Burns Alive” (Nuclear Blast, 2024)

“Mind Burns Alive” è un album a tratti pervaso da un forza melanconica impressionante, in cui trovano il loro habitat il doom progressivo, il dark rock più maturo e il post rock. Bellissimo!

The Crypt “The Crypt” (Metal Department, 2024)

“The crypt”: un album che riscuoterà consensi trasversali, in attesa di poterli vedere presto dal vivo.

Issa “Another World” (Frontiers Records 2024)

L’atmosfera non si allontana dai suoi dischi precedenti e nonostante qualche brano meno efficace, “Another World” è un album piacevole.

Grand Slam “Wheel Of Fortune” (Silver Lining Music, 2024)

Un bel disco, carico di belle canzoni gard rock e con un sentimento onesto che sicuramente Phil Lynott approverà. Per me uno dei dischi dell’anno.

Rotting Christ “Pro Xristou” (Season Of Mist, 2024)

Un nuovo capitolo carico di emozione e pathos per i Rotting Christ, da tempo nell’olimpo dei grandi del metal estremo.

Tyler Bryant & The Shakedown “Electrified” (Rattle Shake Records, 2024)

“Electrified” offre una tracklist degna dei classici, e in un periodo come questo in cui la musica passa veloce, è una caratteristica da non sottovalutare. Imperdibile!

Karmic Juggernaut “Phantasmagloria” (WKRM The Kream, 2023)

Gli americani Karmic Juggernaut sono tra i massimo esponenti di quello che dovrebbe realmente essere il prog rock, e questo nuovo album ne è la conferma.

Bon Jovi “Forever” (Island Records, 2024)

Il sedicesimo album di studio dei Bon Jovi vira verso il pop rock, in un misto di classe e mestiere, centrando almeno tre pezzi degni della lunga storia del gruppo.

Kerry King “From Hell I Rise” (Reigning Phoenix Music, 2024)

Se pensavate di esservi liberati dalle fiamme infernali degli Slayer, ci pensa Kerry King a ricordarvi che la battaglia non è finita.

Lucifer Giant “Lucifer Giant” (Autoprodotto, 2024)

Gli svizzeri Lucifer Giant si presentano con un debutto molto interessante, caratterizzato da un sound doom metal originale e contaminato dal varie influenze.

The Head Hunters Blues Band “Back From The Delta” (Autoprodotto. Ristampa, 2024)

Arriva dall’Inghilterra uno degli esempi più competenti e sinceri di blues classico, che giustifica appieno il coraggioso titolo.

Sonic Universe “It Is What it Is” (earMusic, 2024)

Lasciatevi sedurre dal crossover metal tecnico e fantasioso dei Sonic Universe, la band di Corey Glover dei Living Colour.

Junkyard Drive “Look At Me Now” (Mighty Music, 2024)

“Look At Me Now” è un piccolo vangelo dell’hard rock, che cita passato, presente e futuro di questa grande musica.

Chelsea Wolfe “She Reaches Out To She Reaches Out To She” (Loma Vista, 2024)

Ottavo album per la cantautrice statunitense, ed ennesimo centro, come sempre a base di un suono indefinibile e malinconico, capace di fondere drone, metal e folk. Stupendo!

Demon “Invincible” (Frontiers Records, 2024)

Un bel ritorno dei Demon, “Invincible”, con qualche tocco più melodico, darà delle belle soddisfazioni ai fan della band.

Ramblin’ Preachers “Sins & Virtues” (Toner Records, 2024)

Debutto da non perdere se amate il southern rock, i Ramblin’ Preachers non vi deluderanno!

Under The Sun “The Bell Of Doom” (Sound Effect Records, 2024)

Otto perle nere di psych rock, con un sound melmoso, oscuro e martellante.
Lasciate che la campana del destino rintocchi ancora una volta, non ve ne pentirete.

Warlord “Free Spirit Soar” (High Roller Records, 2024)

Un buon album, ma lontano dal peso della storia che il gruppo regge sulle proprie spalle.

Anims “Good’n’Evil” (Sneakout Records/Burning Minds Music Group, 2024)

“Good’n’Evil” è un buon lavoro, consigliato a tutti gli appassionati del metal melodico e che ci riconsegna due protagonisti del metal italiano.

Melvins “Tarantula Heart” (Ipecac Records, 2024)

Il nuovo album dei Melvins conferma la reputazione del trio: geniale, pazzoide e privo di punti di riferimento.

Klimt 1918 “Àmor” (Prophecy Productions, 2026)

“Àmor” non solo si candida a personale disco dell’anno, ma scolpisce il nome dei Klimt 1918 nelle cime più alte delle band contemporanee.

Voïvod “Symphonique” (Century Media, 2026)

“Symphonique” è un album/evento che soddisferà i tanti amanti dei Voïvod, ma può essere il punto di partenza per chi volesse conoscere e approfondire la band canadese.

Carmen Ratti Band Featuring Jill Dineen “Come To Me” (MoMojo Records, 2026)

Scoprire band, musicisti e album di qualità superiore è la nostra missione e quando ci riusciamo, come per magia, tutto torna al suo posto, come sempre grazie alla musica…imperdibile.

Elder “Through Zero” (Stickman Records, 2026)

Gli Elder ci regalano cinquanta minuti di musica splendidamente semplice nelle sue complicate strutture progressive, pregne di una sagacia compositiva che è esclusiva dei grandi interpreti del genere, applausi!

Masterplan “Metalmorphosis” (Frontiers, 2026)

Alla fine del viaggio ci troviamo in mano un disco onesto e piacevole, opera di una band che dopo tredici anni di silenzio non ha la minima intenzione di adagiarsi sugli allori e che ogni tanto si diverte sinceramente a spiazzarci.

Delta Generators “On & On” (Self Relehase, 2026)

Un disco del genere, nel suo rude approccio rock, è consigliato anche agli amanti dei suoni più duri, soprattutto per la sua atmosfera live che risulta l’asso nella manica dei Delta Generators.

Boogie Beasts “Don’t Be So Mean!-A Tribute To R.L. Burnside” (Donor Productions/Naked, 2026)

Tutto l’album che risplende della luce leggendaria di Burnside e della sua musica. I Boogie Beasts si confermano cult band e grandi conoscitori della storia del blues.

The Zen Circus + Lamante, venerdì 12 giugno allo Sherwood Festival di Padova

Un concerto ricco di energia ed emozione, gli Zen Circus si confermano una delle band più importanti del rock italiani di questi confusi anni duemila.

King Tuff “Moo” (Thirty Tigers, 2026)

A volte bastano una chitarra, buone idee e un talento spropositato per fare dell’ottimo rock’n’roll e King Tuff ci è ancora una volta riuscito.

Abyssian “Let Me Die Under The Stars” (Black Widow Records, 2026)

Grande crescita per gli Abyssian e altro colpo della Black Widow Records che, dopo i Sarvaega (clicca sul link colorato per leggerne la recensione), conferma per l’ennesima volta di essere punto di riferimento per il dark sound italiano (e non solo).

Spread Eagle “The Brutal Divine” (Frontiers Records, 2026)

Gli  Spread Eagle band hard rock di New York  nata a fine degli anni ’80, pubblicano un quarto album che può essere apprezzato sia dai nuovi che dai vecchi fan. La band ha ancora spazio per crescere, la scrittura è solida ben arrangiata: un buon disco hard rock vecchia maniera.

Bolan “Gargoyle Of The Garden State” (earMUSIC, 2026)

Rachel Bolan si fa avanti con il suo primo album da solista sotto il nome di Bolan “Gargoyle Of The Garden State” è un debutto audace e profondamente personale, radicato nel coraggio, nell’atteggiamento e nello spirito narrativo del New Jersey.

Philip Sayce “Scorched Earth Vol. Two Live In LA/London” (Forty Below Records ,2026)

Un documento live che appassionerà non poco gli amanti del sound del nostro eroe, un vero satanasso quando mette i piedi su di un palco, consigliato.

Alice Armstrong Live “Blood In The Water” (Indipendent, 2026)

Alice Armstrong dà prova d’essere una grande interprete della sua musica e non solo, divina quando la potenza non inficia una raffinatezza innata per melodie soul che aleggiano su questi sette splendidi brani.

Brown Horse “Total Dive” (Loose Music, 2026)

La band inglese suona un crossover tra indie rock e country in cui non si contano i momenti di emozionante songwriting dove trapela la loro alchimia, con le atmosfere e le sensazioni scaturite dall’ascolto dei colleghi d’oltreoceano.

Ryan Bingham And The Texas Gentlemen “They Call Us The Lucky Ones” (Thirty Tigers, 2026)

Tra canzoni più ariose ed altre dove il senso di tragica disperazione è palese, con “They Call Us The Lucky Ones” Ryan Bingham si conferma come cantore di un’America più vera, seguendo le orme dei grandi autori del passato, bravo.

Vanden Plas “AcCult2” (Frontiers Records, 2026)

I pionieri tedeschi del progressive metal Vanden Plas tornano con “AcCult 2”, il tanto atteso sequel acustico del primo capitolo del 1996. Ecco brani selezionati del loro vasto catalogo con nuovi arrangiamenti acustici, che offrono una prospettiva completamente nuova sulla musica della band.

Jason Ricci And The Bad Kind “13 Hours” (Gulf Coast Records, 2026)

Dopo un’ora di grande musica l’album si chiude in crescendo con i dodici minuti della title track, salutandoci e dandoci appuntamento al prossimo giro di walzer, pardon… di blues.

Red Sun “Songs From Hidden Places” (Subsounds Records, 2026)

alberto centenari
Allegati
ven 5 giu, 14:01 (18 ore fa)
a me
Il nuovo album dei piacentini Red Sun è un viaggio tra deserti e psiche, là dove l’elettronica aiuta viaggi staccati dal tempo e da corpi, in bilico tra visioni e realtà.

Jared James Nichols “Louder Than Fate” (Frontiers Records, 2026)

“Louder Than Fate” mette in mostra il talento di Jared James Nichols, classe 1989, un disco ben suonato, in un misto di eleganza e spunti hard. Brani che dal vivo troveranno la massima espressione.

Manraze “Lock, Stock & Barrel” (Hear No Evil, 2026)

Un cofanetto che celebra i Manraze, un supergruppo ingiustamente poco ricordato, formato da Phil Collen, Paul Cook e Simon Laffy. Essenza rock’n’roll!!

Stefano Dentone /Sundance Duo “The Seagull & The 7 Sisters” (Stefano Dentone, 2026)

Album da assaporare nota dopo nota, ritagliandosi lo spazio e il tempo per farlo vostro, bellissimo.

Armored Saint “Emotion Factory Reset” (Metal Blade Records, 2026)

Gli Armored Saint continuano imperterriti per la loro strada, presentando l’ennesimo grande album della loro carriera e confermando un’innata capacità a scrivere brani in cui si fondono potenza, melodia e immediatezza, ma che, al contempo, presentano sfumature variegate che invitano a più ascolti.

The 69 Eyes “I Survive” (BLKIIBLK, 2026)

“I Survive” è un EP che ha praticamente tutto il mood necessario ad entrare nella discografia dei 69 Eyes, è breve, ma affilato come un rasoio, un tassello che aumenta ancora di più l’attesa per il prossimo album.

The Nude Party “Look Who’s Back” (The Nude Party, 2026)

“Look Who’s Back” rimane un gioiellino da fare vostro se avete fame di rock americano baciato dal sole dello psych/country. Promosso.

Spell “Wretched Heart” (Bad Omen Records, 2026)

Altro album da avere assolutamente, “Wretched Heart” ha il compito di ribadire l’altissima qualità della proposta del gruppo canadese, che di fatto non assomiglia a nessuno se non a se stesso, come i gruppi che definiamo grandi e che indicano una via. chapeau.

Softcult “When a Flower Doesn’t Grow” (EasyLife, 2026)

Due gemelle canadesi firmano la combinazione perfetta: grunge e shoegaze, per un debutto che ammalia e seduce.

Il gatto, il topo e gli stem silenziosi: l’intelligenza artificiale sta cambiando le regole della musica. Ma chi le scrive?

Stem silenziosi, detection tool e il gioco del gatto e del topo: come l’intelligenza artificiale sta cambiando la musica e perché servono regole, non divieti.

Lynch Mob “The Final Ride live” (Frontiers Records, 2026)

George Lynch pubblica “The Final Ride” l’album live definitivo dei Lynch Mob, che cattura l’ultima corsa della band sul palco.
Il disco la linea fondamentale dei Lynch Mob e soprattutto un promemoria di quanto sia incredibile il repertorio di George Lynch.

Romeo “Déjà Vu Letters” (Street Symphonies Records, 2026)

I Romeo sono una rock’n’roll band dal carattere forte e senza compromessi, nata nel 2024, ispirata dal sound vintage di metà anni ’70 e ’80 attinge l’ispirazione da band come Thin Lizzy, UFO, Cheap Trick e The Dogs D’Amour. Un gran bel debutto!

The Alexis P. Sutter Band “Just Stay Live – Featuring Garth Hudson” (Nola Blue Records, 2026)

Una delle ultime apparizioni live di Garth Hudson che diventa anche la fotografia della The Alexis P. Sutter Band dell’epoca. Una band e un’interprete da scoprire se siete amanti del soul/blues e del gospel.

Layout 18: Azrael, Sconfitta, Alcstones, Elle

Una nuova puntata di Layout, per esplorare l’underground musicale nazionale, in tutte le sue forme creative.

The Quill “Master Of The Sky” (Metalville, 2026)

I The Quill sono tornati con un lavoro ispiratissimo, granitico e melodico come solo loro sanno creare…una garanzia.

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox, cantante degli Axe Hero, produttore, discografico, organizzatore di eventi e tanto altro. E per Mirko il motto è uno solo: il rock è immortale e la nostalgia non esiste!!

Scena metal italiana: il silenzio dei media non è una recensione

Scena metal italiana: perché le webzine non coprono le band di casa? Non è snobismo, è un meccanismo preciso che si può capire e cambiare.

Marc Broussard “Change Worth Taking” (KTBA Records, 2026)

Di Marc Broussard vi avevamo parlato poco più di un mese fa, in occasione della recensione sul nuovo album di cover “SOS V: Songs Of The 50s'”, ultimo di una manciata di lavori con sigla SOS, di cui il ricavato andava ad associazioni no profit come “Love Of People” in...

49 Winchester “Change Of Plans” (Lucille Records/MCA, 2026)

Capitanato da l’enorme talento vocale e compositivo di Isaac Gibson, il gruppo della Virginia va oltre le aspettative per avvicinarsi spedito ai lustri di quella manciata di gruppi che stanno dando nuova vita e linfa ai suoni americani “classici”.

Mandy Manala “Something Wicked” (Argonauta Records, 2026)

Era difficile ripetersi sui livelli del primo album, ma i Mandy Manala ci sono riusciti appieno e si confermano una delle migliori realtà odierne in campo hard rock.

Tori Amos “In Times Of Dragons” (Fontana, 2026)

Un disco che ci riconsegna l’artista che 35 anni fa con la sua voce ed il suo pianoforte ci fece sognare ed oggi, ci fa riflettere sognando.

Darkthrone “Pre-Historic Metal” (Peaceville Records, 2026)

Continua il viaggio nel passato della band di Fenriz e Nocturno Culto, con una barbarica odissea nel metal che fu, trattato alla loro maniera.

Mike Zito “Outside Or The Eastside” (Gulf Coast Records, 2026)

La chitarra blues di Mike Zito è sempre una garanzia di qualità e anche questo nuovo album lo conferma.

The Delines “The Set Up” (Decor Records, 2026)

Musica che racconta l’America con la forza delle parole e l’eleganza di un sound crepuscolare, libero di adagiarsi nell’eleganza senza apparire stucchevole, melodico nella più poetica concezione del termine.