A Shawn Smith, morto il 3 aprile 2019, ennesima vittima della Seattle anni ’90, nonostante i trascorsi con molte star di quel momento storico (basterebbe Stone Grossard, una leggenda del grunge e dintorni, ma c’è anche Regan Hagar), non è stata concessa nemmeno la celebrazione postuma. Tutti d’accordo che la fama di Shawn non sia paragonabile a Kurt Cobain, Chris Cornell, Layne Staley, Scott Weiland o Andrew Wood dei Mother Love Bone, il primo martire del grunge, ma non c’è dubbio che la qualità della sua arte non abbia niente da invidiare agli sfortunati colleghi.

Shawn Smith, talento straordinario, cantore della malinconia, capace di scrivere brani che toccano l’anima, non ha fatto molto per non andare incontro alla morte, ha curato poco il corpo, ma ha dato tanto con un cuore grandissimo. Lo dice la sua musica, le sue parole, e chi conosce le band a cui a cui ha donato il suo talento (All Hail The Crown, Brad, From The North, Pigeonhed, Satchel, The Twilight Singers, oltre al suo notevole percorso solista), sa di cosa parlo.

I Brad in concerto a Firenze nel 2013 (foto tratta dall’ottimo sito pearljamonline.it)

Questo album nasce per l’ostinazione dei suoi compagni di band che hanno preso le dieci tracce a cui stavano lavorando e le hanno completate, montando alcuni frammenti strumentali sulle parti vocali già cantate da Shawn. Il risultato è commovente, c’è il punk, il grunge, il rock’n’roll, il soul, tutti elementi fondamentali nel telaio artistico del cantante. E poi c’è la sua voce, carismatica, rotonda, calda, che si accovaccia su ogni nota per renderla una piccola opera d’arte.

Nei poco più che trenta minuti del disco, si respira un’aria di purezza, e si immagina i quattro amici (più un paio di amici alle tastiere e fiati) che ridono e si divertono, mentre i brani prendono forma. E se ‘Straight To The Hoop’, un trattato di puro rock americano, è forse uno dei momenti più alti dell’intera storia dei Brad, sanno quasi di presagio il rifacimento di  ‘Stars n You’ rifacimento di un pezzo dei Malfunkshun, prima band di Andrew Wood e la conclusiva ‘Simple Subtraction’ che gira intorno ad un ricamo di pianoforte, con Shawn che sussurra ossessivamente “We were so young…”.

Eravamo così giovani Shawn e lo saremo per sempre. Anche grazie alla tua musica. Emozione pura!

Keith Love: basso, pianoforte

Regan hagar: batteria, tastiere

Stone Gossard: chitarra

Shawn Smith: voce, chitarra, tastiere

Barret Jones: pianoforte

Hans Teuber: tastiere ed strumenti a fiato di legno (woodwind)