La Finlandia, terra dei laghi, di leggende fuori dal tempo e desolate distese bianche, è ormai da anni culla di band che si sono imposte sul mercato europeo, specialmente se si parla di metal estremo ed atmosfere gothic/doom.

Turku, vecchia capitale del paese situata sulla punta sud occidentale, è la città che ha dato i natali a una miriade di gruppi e sviluppato molte delle scena musicali che poi hanno conquistato la più mite Europa e non solo.

I Craneium sono un quartetto nato una dozzina d’anni fa tra le vie della città finlandese, con una  carriera che conta un buon numero di lavori, divisi tra full length, split ed ep, portando vanti una personale visione di doom metal.

Partiti con un approccio sicuramente più stoner/doom con l’ep “The Slowerdrive Tapes”, e in seguito con il full lenght “Explore The Void” uscito nel 2015, Andreas Kaiàn (chitarra e voce), Martin Ahlo (chitarra e voce), Jonas Ridberg (basso) e Joel Kronqvist (batteria) con i successivi lavori sulla lunga distanza (“The Narrow Line” e “Unknown Heights” usciti rispettivamente nel 2018 e 2021) hanno evoluto il loro sound immettendovi massicce dosi di psichedelia e il risultato è “Point Of No Return”, ottimo nuovo album che dà nuova linfa e maggiore spazio di manovra alla band finnica.

I sei brani portano il sound dei Craneium verso un heavy psych rock che lascia ormai poco al doom, portando con sé qualche rimasuglio stoner e circondandosi di atmosfere psichedeliche, potenziate in alcuni casi da chitarre fuzz, per restare così in un ambito più moderno, anche se i riferimenti alla psichedelia settantiana non mancano.

“One Thousand Sighs”, “The Sun” aprono questo lavoro dalle tematiche ambientaliste con una musica a tratti potente, fluttuante in uno spazio temporale in cui veniamo trasportati dalla Pinkloydiana “A Distant Shore” e dalla conclusiva “Search Eternal”, mentre nel mezzo i riferimenti a band come gli Elder confermano il nuovo corso intrapreso dai Craneium.

Un album ispirato e che necessita di tempo per essere assimilato ma che non è sicuramente avaro di ottimi spunti.