BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Bruce Springsteen “Born In The U.S.A.” (Columbia, 1984)

Il nostro Corrado Frasca ci racconta perché, a distanza di oltre 40 anni, “Born In The U.S.A.” non è solo un classico del rock, ma un pezzo di storia di tutti noi.

Risen Atlantis “Power To The Past” (Frontiers Records, 2025)

L’album  dei Risen Atlantis è un tributo ben realizzato alle tradizioni del classico power metal europeo, che soddisferà i fan di Helloween, Gamma Ray, Edguy e Stratovarius.

Grant-Lee Phillips “In The Hour Of Dust” (Yep Roc Records, 2025)

Nelle atmosfere di questo nuovo album, dove il nostro regala grandi momenti di cantautorato americano (Someone, American Lions) che passa attraverso gli anni come un corso d’acqua incontaminato, si coglie un’America lontana dai deliri politico/sociali in cui si è smarrita.

Astronoid “Stargod” (3 Dot Recordings, 2025)

“Stargod” è l’esempio di come il metal, se si ha voglia di cercare, possa offrire ancora modernità e freschezza. Disco maestoso!

Alterna “Tempo residuo elettrico” (Vrec, 2025)

Trio romano che debutta con un album che è figlio dell’epopea grunge degli anni ’90. Se amate quel suono siete nel posto giusto!

Treat “The Wild Card” (Frontiers Records, 2025)

Un buon disco di AOR classico, dove i Treat pescano sapientemente dalle loro radici che conoscono ormai molto bene con un piglio moderno rivolto al futuro.

Cassidy Paris “Bittersweet” (Frontiers Records, 2025)

La rocker australiana Cassidy Paris è entusiasta di annunciare l’uscita del suo secondo album, “Bittersweet” ancora una volta ci propone la sua miscela di attitudine rock ispirata agli anni ’80 con un tocco moderno.

Rory Block “Heavy On The Blues” (MC Records, 2025)

Un altro ottimo album per tenere legato al presente e il passato del blues, oggi più che mai cantore di disperazione, libertà, amore e dolore, cantato con la sensibilità e la forza della grande interprete statunitense. Blues on!

Defecto “Echoes Of Isolation” (Frontiers Records, 2025)

I Defecto di Nicklas Sonne realizzano un grande disco, nove  tracce di  metal moderno emozionanti e piene di energia.

Rodney Crowell “Airline Highway” (New West Records, 2025)

L’album passa in rassegna tutto quanto compone il background del cantautore texano Rodeny Crowell. Un lavoro che i più attenti ascoltatori del genere non possono lasciarsi sfuggire.

Novembre “Words Of Indigo” (Peaceville, 2025)

“Words Of Indigo”è disco bello, maturo e sincero, che per scorrevolezza e strutture melodiche, potrebbe piacere anche a chi questo genere non lo ha mai particolarmente apprezzato.

Johnny Marr: Estragon, Bologna, 7 novembre 2025

Un Johnny Marr generoso e pieno di energia incendia l’Estragon di Bologna. Lunga vita a Johnny “Fuckin” Marr!

Albus Diabolus “Compendio esoterico elettronico” (My Kingdom Music, 2025)

“Compendio esoterico elettronico” è un album di valore, nel quale il talento degli artisti coinvolti si palesa in tutta la sua essenza, rafforzando ulteriormente la tradizione della musica oscura italiana.

Coroner “Dissonance Theory” (Century Media, 2025)

Leggo la notizia e mi chiedo: “Ma perché? Perché tornare dopo 32 anni con il rischio di distruggere una grande…

Slash “Live At The S.E.R.P.E.N.T Festival” (earMUSIC, 2025)

Le emozioni viaggiano sulle corde della chitarra del “vecchio” Slash, animale da palco indomito, fiero rocker, appassionato, verace, vero. Live d’altri tempi ma di cui abbiamo un disperato bisogno. Stay rock and blues on!

“Devil’s Eyes – Rob Zombie tra il palco e lo schermo” di Edoardo Trevisani (Shatter Edizioni, 2025)

Nuova edizione aggiornata che racconta la doppia vita di Rob Zobie, demone industrial punk metal sul palco e regista di film horror.

A/lpaca “Laughter” (Sulatron Records, 2025)

Nati nel 2018 a Mantova, gli a/lpaca sono una delle realtà psych-punk più interessanti dell’attuale scena alternativa italiana, e lo confermano con “Laughter”.

Alcatrazz “Prior Convictions – Re-Recorded Classics” (BraveWords Records, 2025)

Il nuovo album degli Alcatrazz, band storica fondata, pensate da Yngwie Malmsteen nel 1983, propone ri-registrazioni dei brani classici e un paio di inediti, niente male.

“Can’t Get Enough: A Tribute To Bad Company” (Primary Wave Music, 2025)

Un tributo dovuto ad una band che tanto ha regalato al rock, un’operazione perfettamente riuscita, soprattutto per quei giovani appassionati che il nome Bad Company l’hanno solo sentito nominare.

Hell In The Club “Joker In The Pack” (Frontiers Records, 2025)

Tornano gli Hell In The Club band italo svedese, con “Joker In The Pack”, primo capitolo di un nuovo inizio, per la band che con l’innesto della brava Tezzi, ha scelto la via più rischiosa e non scontata, ma la scelta paga e rinvigorisce la band.

Stramonia live 2025: indimenticabile rituale dark metal di Halloween a Rapallo

La band ligure Stramonia incarna una visione contemporanea e al contempo radicalissima del dark/gothic metal italiano e ha calcato il…

Ana Popovic “Dance To The Rhythm” (Electric Heel Records, 2025)

Grinta da vendere e una personalità debordante nel canto e nel suonare la sua Stratocaster hanno ancora una volta fatto la differenza anche in questo nuovo lavoro.

Matt Pascale & The Stomps “Home” (Dixiefrog Records, 2025)

Un album ispiratissimo che consegna a chi ha cuore le sorti di queste sonorità una band di cui si può senz’altro contare nel prossimo futuro, promosso.

Folkstone: il futuro è sempre da scrivere!

In attesa di vederli in concerto ad Isola della Scala in occasione del “Taste Of Earth”, abbiamo incontrato i Folkstone, che ci hanno parlato del nuovo album “Natura Morta” e di molto altro.

Lo Shea Stadium e un concerto fuori dal tempo

Un altro capitolo delle “case della musica”: lo Shea Stadium e un concerto fuori dal tempo. Il 1965, i Beatles e il record di pubblico. Ma anche i concerti che vennero dopo!

Tame Impala “Deadbeat” (Columbia/Sony, 2025)

L’ispirazione dei Tame Impala questa volta appare affievolita, una battuta d’arresto in una carriera sempre in evoluzione.

Laura Cox “Trouble Coming” (earMUSIC, 2025)

Un disco che fonde boogie tradizionale, rock melodico e un’introspezione che aleggia in tutto il disco. Laura Cox si conferma una chitarrista consapevole delle sue capacità e ottima compositrice.

The Rods “Wild Dogs Uchained” (Massacre Records, 2025)

“Wild Dogs Unchained” è un disco semplice e roccioso nella piena tradizione dei The Rods, da ascoltare a tutto volume bevendosi una buona birra.

Kirk Fletcher “Keep On Pushing” (VizzTone Label Group, 2025)

Rieccoci a parlare di un bluesman che fuori dai circuiti del genere è poco conosciuto ma che, con questo nuovo…

Garry Burnside “It’s My Time Now” (Strolling Bones Recs, 2025)

Un buon disco che va assaporato nella sua interezza, manca di un paio di brani trainanti ma nel complesso soddisfa le voglie musicali dei fans del padre di tutti i generi.

Action/Adventure “Ever After” (Pure Noise Records, 2025)

Quintetto di origini afroamericane di Chicago che fonde pop punk e metalcore come pochi sanno fare. Disco fantastico!!

Layout 16: il metal non muore mai, parola di Helstar, Sweet Savage, Warrant e Battle Beast

Quattro album di band storiche con un’incursione più recente, che dimostrano che l’haevy metal ha più volti e mille vite.

The Ossuary “Requiem For The Sun” (Supreme Chaos Records, 2025)

Lode a The Ossuary che con “Requiem For The Sun” hanno scelto di non crogiolarsi sugli allori mietuti con gli ottimi album precedenti, andando a firmare il loro capolavoro.

Neurodeliri – “The Lost Tape And The Early Bulldozer” (2025)

Questo vinile non è solo un tuffo nel passato, ma una reliquia viva che batte ancora oggi sull’incudine della ribellione. Per approfondire quei momenti unici e capire cosa significhi portare avanti l’eredità di Bulldozer e Neurodeliri.

Mammoth “The End” (BMG, 2025)

Wolfgang Van Halen, che canta e suona tutto, è in grado di scrivere qualunque cosa. Le sue canzoni sono grintose, luminose e si intersecano con la musicalità e la melodia. “The End” è un disco bellissimo!

Williamson Brothers “Aquila” (Dial Black Sound, 2025)

“Aquila” è un lavoro che non risparmia richiami ad uno spirito ribelle che sta tornando a vivere tra i solchi del rock a stelle e strisce e non solo, in reazione alla deriva sociale a cui stiamo tutti andando incontro.

The Delayed “The Delayed” (El Ritual Records, 2025)

Oltre alle solite uscite, l’heavy rock di ispirazione settantiana ha tanto da proporre, basta saper cercare con passione ed attenzione, consigliato.

Deftones “Private Music” (Reprise, 2025)

I Deftones, che raramente hanno deluso, con “Private Music” tornano a livelli altissimi, con un tocco di personalità in più. Album maturo e solido da ascoltare e riascoltare.

Ritmo Tribale: 2000 “Bye Bye Show – Live At 26 Maggio 2000” (Overdrive, 2025)

Un live del 2000 che celebra un momento indimenticabile per i grandi Ritmo Tribale. Con la speranza che possa essere diventare l’incentivo per un nuovo disco di inediti.

Bruce Springsteen “Deliver Me From Nowhere” (20th Century Studios, Gotham Group, Bluegrass Films, 2025)

Questo film – bellissimo – non è una celebrazione, è la storia di un momento di crisi di un uomo, che si tramuta in uno dei più grandi dischi della storia del rock, “Nebraska”.

Heavy Pettin “ Rock Generation” (Silver Lining Music, 2025)

Abbiamo atteso a lungo per avere un nuovo album degli Heavy Pettin, ma il risultato è buono. Un bentornati ai rocker di Glasgow, eroi della NWOBHM melodica.

E John inventò il rumore: “Revolution n. 9, la “non canzone” più famosa del mondo

La storia di “Revolution n. 9, la “non canzone” più famosa del mondo. Parola di John Lennon!

Da David Bowie a Freddie Mercury a Johnny Cash. Testamenti in musica: quando si muore cantando!!

𝑻𝒆𝒔𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒊𝒏 𝒎𝒖𝒔𝒊𝒄𝒂, 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒔𝒊 𝒎𝒖𝒐𝒓𝒆 𝒄𝒂𝒏𝒕𝒂𝒏𝒅𝒐
Partendo dal disco scritto da Mike Peters in punto di morte, il nostro Gabriele Bassanetti viaggia tra alcuni dei più grandi amati che hanno scelto di salutare la vita continuando a fare musica. Non è un tuffo nella tristezza o un elogio della morte, ma al contrario un elogio alla vita. Infatti ricordare questi artisti è il miglior modo per mostrarci grati a ciò che ci hanno donato: la loro arte.

Green Carnation “A Dark Poem, Part III: The Messiah Complex” (Season Of Mist, 2026)

Terzo e ultimo capitolo di “A Dark Poem”, che nella sua interezza è un’opera maestosa e impegnativa che richiede più di un ascolto per coglierne i tanti dettagli.

Green Lung “Necropolitan” (Nuclear Blast Records, 2026)

Con “Necropolitan” i Green Lung confermano di essere una grandissima band e, dopo l’addio di Ozzy e di fatto dei Black Sabbath più doom, si candidano per raccoglierne l’eredità artistica in patria e non solo.

Jehovah On Death “Lágrimas De Oro” (I, Voidhanger Records, 2026)

Gli Jehovah On Death sono una realtà del panorama rock internazionale della quale sentiremo molto parlare; hanno attitudine, idee, immagine, talento e sanno dove vogliono andare. Speriamo che presto si esibiscano in Italia, la loro proposta trova nel palco il suo ambiente ideale.

Cinquant’anni anni fa esatti nasceva il punk. O più precisamente cominciava a morire

𝐏u𝐧k: 𝐪u𝐚n𝐝o n𝐚s𝐜i𝐭a e m𝐨r𝐭e c𝐨i𝐧c𝐢d𝐨n𝐨. S𝐜o𝐩r𝐢a𝐦o p𝐞r𝐜h𝐞̀!
8 settembre 1976, esce “Anarchy In The UK”, primo singolo dei Sex Pistols, per convenzione il giorno in cui tutto ha inizio. E invece è la fine!

Andromeda presenta: 33+1 dischi anni ’80 di HARD, HEAVY, FM, AOR canadese!

Dalla fanzine n.8, che presenta 111 album di hard rock/heavy metal canadese, estrapoliamo 33 album. Non i migliori, ma quelli con cui vogliamo stimolare la vostra curiosità. Se siete interessati alla fanzine scrivetemi in privato.

Shakra “Just Live Loud!” (Frontiers Records, 2026)

Gli svizzeri Shakra ancora una volta non deludono, dinamiche ed energia vi faranno divertire, in questo nuovo album ricco di chitarre potenti e ritornelli melodici, scritti per essere riproposti in sede live.

Sweet Electric “Something Something Disco” (Autoprodotto, 2026)

Secondo disco per la band di Colonia Sweet Electric, “Something Something Disco”  è un disco pensato, non c’è una canzone decisamente brutta nell’album, e sebbene manchi un filo conduttore (cosa che potrebbe essere voluta) risulta difficile non innamorarsi di questi cinque simpatici, scanzonati ragazzi

Scorpion Milk “Flesh Masks For Skulls”  (Peaceville Records, 2026)

Nuovo EP per la creatura di Mat McNerney, quattro brani nuovo e un remix curato da ospiti sorprendenti

Avrak “Avrak” (Peaceville Records, 2026)

Il gruppo di Ted Skjellum, alias Nocturno Culto, al di fuori dei Darkthrone, per dare piena soddisfazione alla sua passione per l’old metal.

The Night Eternal “Cold Velvet” (Metal Blade Records, 2026)

Sono certo che “Cold Velvet” sarà l’album della consacrazione di una band solida, determinata e capace di schierare un vocalist riconoscibile al primo ascolto.

Ricky Warwick “Fire & Vengeance” (Earache Records, 2026)

RQuesto non è solo un disco, ma una raccolta di pensieri, umori e storie di Ricky Warwick, un rocker vero che da 40 anni canta e suona quello che ama.

CoreLeoni “Generection” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Il chitarrista e membro fondatore dei Gotthard torna in prima linea con i suoi CoreLeoni. Questo quarto album è il lavoro più pesante, per un hard Rock tirato mischiato ad une vena soul molto interessante.

Gjenferd “Black Smoke Rising” (Apollon Records, 2026)

La fiamma dell’hard rock dei ‘70 non cesserà mai di spegnersi, ovunque, tanto più nei paesi scandinavi, dove centinaia di band radicano le loro basi in quel periodo. Non è facile per gli appassionati e i cultori arrivare a conoscere tutto e, soprattutto, avere il...

Black Reflex “Zero Dawn” (Andromeda Relix, 2026)

“Zero Dawn” è un album importante, di vero heavy metal, che speriamo non si mescoli alla massa di titoli metal fatti con il metodo del copia/incolla e trovi l’attenzione che merita.

Stormbringer “Transcendence” (Attic Records, 2026)

La band del Northamptonshire torna con ‘Transcendence’. I ragazzi hanno confezionato un disco travolgente, di classico heavy metal, come si faceva ai tempi d’oro del genere. Assolutamente consigliato e per me è sicuramente uno dei migliori dischi del genere in questo 2026.

Pirate Queen “Sailing Around The World” (Despotz Records, 2026)

Le Pirate Queen proseguono il loro viaggio attraverso i mari dell’heavy metal con il secondo album “Sailing Around The World”. Un combinazione affascinante di epic, melodia ed energia, perfetta per mettersi in viaggio con le regine dei pirati.

“Over The Edge Ft. Mickey Thomas – XXX Anniversary Edition” (Frontiers Records, 2026) 

Arriva la ristampa di “Over The Edge”, l’acclamato album rock melodico che presenta la voce inconfondibile di Mickey Thomas (Starship, Jefferson Starship), originariamente pubblicato nel 2004,

Todd Adelman “Todd Adelman And The Woodsmen” (VFIB Recordings, 2026)

Todd Adelman And The Woodsmen risulta quindi un album di genere, niente di più niente di meno, ma pregno di atmosfere suggestive e belle canzoni. What Else?

Sha-Boom “Another Nail In The Coffin” (Silver Lining Music, 2026)

Dopo oltre vent’anni, gli hard rocker svedesi Sha-Boom sono tornati in vita con “Another Nail In The Coffin”, un un bel ritorno, un gran disco AOR, consigliatissimo per gli amanti del genere.

Jeffrey Halford And The Healers “Used Parts” (Shoeless Records, 2026)

Album piacevole, che non potete perdere se siete amanti dei suoni tradizionali d’oltreoceano.

Mad Max “Stories Of Destiny” ( Rock Of Angels Records, 2026)

45 anni di Mad Max, band tedesca che ha lasciato il segno nel mondo hard&heavy di stampo europeo. “Stories Of Destiny” si presenta pulito e moderno, Rolf Munkes ha compiuto un buon lavoro, per un ritorno che merita un plauso.

Joanna Connor “Live On 11/11” (MC Records, 2026)

Grandi brani, improvvisazioni e jam da infarto, fanno di questo live un documento prezioso su di un’artista magari qualche passo indietro a livello di popolarità rispetto ad altre colleghe della scena, ma sicuramente al top se si parla di passione, attitudine e bravura.

Flotsam And Jetsam “Rats In The Temple” (Napalm Records, 2026)

I Flotsam e Jetsam ci offrono il loro miglior disco post reunion, una produzione aggressiva e dura rispetto alle prime uscite anni ’80, ma i tempi chiedono questo e l’anima non ne esce snaturata. Gran disco thrash metal!

The Alarm “Transformation” (Twenty First Century Recording Company, 2026)

Il commovente ed entusiasmante testamento di Mike Peters. Qui giace un vinto che non si è arreso.

Triosphere “Oceans Above, Stars Below” (Frontiers Records, 2026)

La band norvegese heavy metal Triosphere ritorna dopo ben 12 anni con un nuovo lavoro ambizioso che raccoglie al suo interno molti stili, tra hard rock, power prog e thrash metal, un bel disco per gli amanti del genere.

Cimarron 615 “Same Sky” (Blue Elan, 2026)

Una raccolta di bellissime canzoni country, impreziosite da splendidi intrecci vocali, marchio di fabbrica dei musicisti coinvolti che, come tradizione, non rinunciano a quelle chitarre rock che rafforzano il sound.

Noveria “Becoming After” (Scarlet Records, 2026)

Non posso che dargli dieci, e lo scrivo senza il minimo imbarazzo, perché è un disco meraviglioso e perché ogni tanto conviene dirlo ad alta voce, così magari al prossimo giro non se lo perde nessuno.

Jon Lee & The Apparitions “Next Town” (Magic Hallway Records, 2026)

Un album a cui bisogna dedicare la giusta attenzione ma che non manca di momenti molto interessanti, le ispirazioni possono essere soggettive anche se è indubbio che i generi citati abbiano tutti la loro importanza, promosso.

Tokyo Blade “Hoist The Colors High” (Cherry Red Records, 2026)

Bentornati ai Tokyo Blade, oltre quattro decenni dopo con la formazione originale classica e un nuovo album “Hoist the Colours High”: un lavoro muscoloso e incisivo di heavy metal infuocato, con le radici nella NWOBHM!

Issa “Fire & Ice” (Frontiers Records, 2026)

La regina norvegese dell’AOR Issa torna con “Fire And Ice”, il suo disco più esaltante e cinematografico. Ogni traccia dell’album è scritta e prodotta dai leggendari fratelli Tom e James Martin, che hanno creato un suono che cattura perfettamente lo spirito del rock melodico degli anni ’80.

Social Distortion “Born To Kill” (Epitaph, 2026)

Il tempo passa per tutti, anche per un gruppo puro come questo ma, credetemi, “Born To Kill”, titolo troppo cattivo per quello che si ascolta, ci offre tante cose che meritano di essere ascoltate. Soprattutto se siete fan della band.

Robert Jon & The Wreck “Wreckage Vol.3” (Journeyman Records, 2026).

I Robert Jon & The Wreck fanno gli straordinari e noi non possiamo che esserne felici, questa raccolta ci offre uno spaccato odierno del gruppo e la sua voglia di andare per la propria strada, suonando quello che ad oggi riesce meglio, ovvero rock classico, energico e splendidamente sudista.

Kickin Valentina “Anthems From The Underground” (Mighty Music, 2026)

I Kickin Valentina tornano con u album che conferma Pete Newdeck come grande autore di hard ottantiano, tra melodia e street rock.

Night Ranger “Best Of” (Frontiers Records, 2026)

Sesta raccolta, per i californiani Night Ranger. Ma questa volta propone versioni remixate e rimasterizzate di successi che coprono la brillante carriera della band,

Gràinne Duffy “What Am I Supposed To Do?” (Indipendent, 2026)

Altro ottimo lavoro questo nuovissimo “”What Am I Supposed To You?”, Gràinne Duffy si conferma artista da seguire nell’immensa scena blues rock odierna.

Widowspeak “Roses” (Captured Tracks, 2026).

L’album che rientra in quella sfera di ascolti dove musica e magia sono divise da una linea sottilissima lascia che l’ascoltatore entri nel suo mondo con la delicata eleganza che ne conviene, mai troppo energico, ma assolutamente godibile, “Roses” è consigliato ai palati più fini del classic rock (dalle sfumature Indie) del nuovo millennio.

Alchem “Bloody Rose” (The Triad Records – distr. Black Widow Records, 2026)

Gli Alchem, con la loro musica coinvolgente e variegata, devono essere approfonditi da chi cerca emozioni aldilà di strade facili e immediate, andando ad arricchire ulteriormente la scena romana nella quale operano da tempo entità coraggiose e difficilmente etichettabili come Arpia e Dunwich.

The Cinelli Brothers “Live Here And There” (The Cinelli Brothers, 2026)

270 concerti in giro per il mondo, un lungo viaggio portando la propria musica dal vivo.“Live Here And There” è il risultato, il sunto di tanti chilometri, di concerti e storie che formano un pezzo di vita all’insegna del rock’n’roll.

The Eternal “Obscured Horizons” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Con “Obscured Horizons”, The Eternal firma il proprio album migliore, dimostrando che il legame con gli Amorphis ne ha favorito la crescita, forse ancor oltre gli ultimi lavori della stessa band di Helsinki, sempre buoni, ma non così sfaccettati.

Albert Castiglia “Grits & Glory” (Gulf Coast Records, 2026)

Per il prossimo Blood Brothers c’è tempo, intanto godetevi questo “Grits & Glory”, nuovo capitolo di questo grande musicista statunitense. Blues on!

Oddland “Unilluminate To Illuminate” (Frontiers Records, 2026)

Gli Oddland sono una band finlandese di progressive metal. Con questo quarto album hanno affinato il sound, con influenze dei Soen. Un ottimo esempio di progressive metal moderno scandinavo.

The Claypool Lennon Delirium “The Great Parrot-Ox And The Golden Egg Of Empathy” (ATO, 2026)

Una collaborazione che sembrava improbabile giunge al terzo album e la sensazione che sia un regalo troppo grande resta, perché il disco – non è rock, o si? – è follemente bello. Quel bello che non arriva nel cuore, ma nella testa.

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Bruce Springsteen “Born In The U.S.A.” (Columbia, 1984)

Il nostro Corrado Frasca ci racconta perché, a distanza di oltre 40 anni, “Born In The U.S.A.” non è solo un classico del rock, ma un pezzo di storia di tutti noi.

Risen Atlantis “Power To The Past” (Frontiers Records, 2025)

L’album  dei Risen Atlantis è un tributo ben realizzato alle tradizioni del classico power metal europeo, che soddisferà i fan di Helloween, Gamma Ray, Edguy e Stratovarius.

Grant-Lee Phillips “In The Hour Of Dust” (Yep Roc Records, 2025)

Nelle atmosfere di questo nuovo album, dove il nostro regala grandi momenti di cantautorato americano (Someone, American Lions) che passa attraverso gli anni come un corso d’acqua incontaminato, si coglie un’America lontana dai deliri politico/sociali in cui si è smarrita.

Astronoid “Stargod” (3 Dot Recordings, 2025)

“Stargod” è l’esempio di come il metal, se si ha voglia di cercare, possa offrire ancora modernità e freschezza. Disco maestoso!

Alterna “Tempo residuo elettrico” (Vrec, 2025)

Trio romano che debutta con un album che è figlio dell’epopea grunge degli anni ’90. Se amate quel suono siete nel posto giusto!

Treat “The Wild Card” (Frontiers Records, 2025)

Un buon disco di AOR classico, dove i Treat pescano sapientemente dalle loro radici che conoscono ormai molto bene con un piglio moderno rivolto al futuro.

Cassidy Paris “Bittersweet” (Frontiers Records, 2025)

La rocker australiana Cassidy Paris è entusiasta di annunciare l’uscita del suo secondo album, “Bittersweet” ancora una volta ci propone la sua miscela di attitudine rock ispirata agli anni ’80 con un tocco moderno.

Rory Block “Heavy On The Blues” (MC Records, 2025)

Un altro ottimo album per tenere legato al presente e il passato del blues, oggi più che mai cantore di disperazione, libertà, amore e dolore, cantato con la sensibilità e la forza della grande interprete statunitense. Blues on!

Defecto “Echoes Of Isolation” (Frontiers Records, 2025)

I Defecto di Nicklas Sonne realizzano un grande disco, nove  tracce di  metal moderno emozionanti e piene di energia.

Rodney Crowell “Airline Highway” (New West Records, 2025)

L’album passa in rassegna tutto quanto compone il background del cantautore texano Rodeny Crowell. Un lavoro che i più attenti ascoltatori del genere non possono lasciarsi sfuggire.

Novembre “Words Of Indigo” (Peaceville, 2025)

“Words Of Indigo”è disco bello, maturo e sincero, che per scorrevolezza e strutture melodiche, potrebbe piacere anche a chi questo genere non lo ha mai particolarmente apprezzato.

Johnny Marr: Estragon, Bologna, 7 novembre 2025

Un Johnny Marr generoso e pieno di energia incendia l’Estragon di Bologna. Lunga vita a Johnny “Fuckin” Marr!

Albus Diabolus “Compendio esoterico elettronico” (My Kingdom Music, 2025)

“Compendio esoterico elettronico” è un album di valore, nel quale il talento degli artisti coinvolti si palesa in tutta la sua essenza, rafforzando ulteriormente la tradizione della musica oscura italiana.

Coroner “Dissonance Theory” (Century Media, 2025)

Leggo la notizia e mi chiedo: “Ma perché? Perché tornare dopo 32 anni con il rischio di distruggere una grande…

Slash “Live At The S.E.R.P.E.N.T Festival” (earMUSIC, 2025)

Le emozioni viaggiano sulle corde della chitarra del “vecchio” Slash, animale da palco indomito, fiero rocker, appassionato, verace, vero. Live d’altri tempi ma di cui abbiamo un disperato bisogno. Stay rock and blues on!

“Devil’s Eyes – Rob Zombie tra il palco e lo schermo” di Edoardo Trevisani (Shatter Edizioni, 2025)

Nuova edizione aggiornata che racconta la doppia vita di Rob Zobie, demone industrial punk metal sul palco e regista di film horror.

A/lpaca “Laughter” (Sulatron Records, 2025)

Nati nel 2018 a Mantova, gli a/lpaca sono una delle realtà psych-punk più interessanti dell’attuale scena alternativa italiana, e lo confermano con “Laughter”.

Alcatrazz “Prior Convictions – Re-Recorded Classics” (BraveWords Records, 2025)

Il nuovo album degli Alcatrazz, band storica fondata, pensate da Yngwie Malmsteen nel 1983, propone ri-registrazioni dei brani classici e un paio di inediti, niente male.

“Can’t Get Enough: A Tribute To Bad Company” (Primary Wave Music, 2025)

Un tributo dovuto ad una band che tanto ha regalato al rock, un’operazione perfettamente riuscita, soprattutto per quei giovani appassionati che il nome Bad Company l’hanno solo sentito nominare.

Hell In The Club “Joker In The Pack” (Frontiers Records, 2025)

Tornano gli Hell In The Club band italo svedese, con “Joker In The Pack”, primo capitolo di un nuovo inizio, per la band che con l’innesto della brava Tezzi, ha scelto la via più rischiosa e non scontata, ma la scelta paga e rinvigorisce la band.

Stramonia live 2025: indimenticabile rituale dark metal di Halloween a Rapallo

La band ligure Stramonia incarna una visione contemporanea e al contempo radicalissima del dark/gothic metal italiano e ha calcato il…

Ana Popovic “Dance To The Rhythm” (Electric Heel Records, 2025)

Grinta da vendere e una personalità debordante nel canto e nel suonare la sua Stratocaster hanno ancora una volta fatto la differenza anche in questo nuovo lavoro.

Matt Pascale & The Stomps “Home” (Dixiefrog Records, 2025)

Un album ispiratissimo che consegna a chi ha cuore le sorti di queste sonorità una band di cui si può senz’altro contare nel prossimo futuro, promosso.

Folkstone: il futuro è sempre da scrivere!

In attesa di vederli in concerto ad Isola della Scala in occasione del “Taste Of Earth”, abbiamo incontrato i Folkstone, che ci hanno parlato del nuovo album “Natura Morta” e di molto altro.

Lo Shea Stadium e un concerto fuori dal tempo

Un altro capitolo delle “case della musica”: lo Shea Stadium e un concerto fuori dal tempo. Il 1965, i Beatles e il record di pubblico. Ma anche i concerti che vennero dopo!

Tame Impala “Deadbeat” (Columbia/Sony, 2025)

L’ispirazione dei Tame Impala questa volta appare affievolita, una battuta d’arresto in una carriera sempre in evoluzione.

Laura Cox “Trouble Coming” (earMUSIC, 2025)

Un disco che fonde boogie tradizionale, rock melodico e un’introspezione che aleggia in tutto il disco. Laura Cox si conferma una chitarrista consapevole delle sue capacità e ottima compositrice.

The Rods “Wild Dogs Uchained” (Massacre Records, 2025)

“Wild Dogs Unchained” è un disco semplice e roccioso nella piena tradizione dei The Rods, da ascoltare a tutto volume bevendosi una buona birra.

Kirk Fletcher “Keep On Pushing” (VizzTone Label Group, 2025)

Rieccoci a parlare di un bluesman che fuori dai circuiti del genere è poco conosciuto ma che, con questo nuovo…

Garry Burnside “It’s My Time Now” (Strolling Bones Recs, 2025)

Un buon disco che va assaporato nella sua interezza, manca di un paio di brani trainanti ma nel complesso soddisfa le voglie musicali dei fans del padre di tutti i generi.

Action/Adventure “Ever After” (Pure Noise Records, 2025)

Quintetto di origini afroamericane di Chicago che fonde pop punk e metalcore come pochi sanno fare. Disco fantastico!!

Layout 16: il metal non muore mai, parola di Helstar, Sweet Savage, Warrant e Battle Beast

Quattro album di band storiche con un’incursione più recente, che dimostrano che l’haevy metal ha più volti e mille vite.

The Ossuary “Requiem For The Sun” (Supreme Chaos Records, 2025)

Lode a The Ossuary che con “Requiem For The Sun” hanno scelto di non crogiolarsi sugli allori mietuti con gli ottimi album precedenti, andando a firmare il loro capolavoro.

Neurodeliri – “The Lost Tape And The Early Bulldozer” (2025)

Questo vinile non è solo un tuffo nel passato, ma una reliquia viva che batte ancora oggi sull’incudine della ribellione. Per approfondire quei momenti unici e capire cosa significhi portare avanti l’eredità di Bulldozer e Neurodeliri.

Mammoth “The End” (BMG, 2025)

Wolfgang Van Halen, che canta e suona tutto, è in grado di scrivere qualunque cosa. Le sue canzoni sono grintose, luminose e si intersecano con la musicalità e la melodia. “The End” è un disco bellissimo!

Williamson Brothers “Aquila” (Dial Black Sound, 2025)

“Aquila” è un lavoro che non risparmia richiami ad uno spirito ribelle che sta tornando a vivere tra i solchi del rock a stelle e strisce e non solo, in reazione alla deriva sociale a cui stiamo tutti andando incontro.

The Delayed “The Delayed” (El Ritual Records, 2025)

Oltre alle solite uscite, l’heavy rock di ispirazione settantiana ha tanto da proporre, basta saper cercare con passione ed attenzione, consigliato.

Deftones “Private Music” (Reprise, 2025)

I Deftones, che raramente hanno deluso, con “Private Music” tornano a livelli altissimi, con un tocco di personalità in più. Album maturo e solido da ascoltare e riascoltare.

Ritmo Tribale: 2000 “Bye Bye Show – Live At 26 Maggio 2000” (Overdrive, 2025)

Un live del 2000 che celebra un momento indimenticabile per i grandi Ritmo Tribale. Con la speranza che possa essere diventare l’incentivo per un nuovo disco di inediti.

Bruce Springsteen “Deliver Me From Nowhere” (20th Century Studios, Gotham Group, Bluegrass Films, 2025)

Questo film – bellissimo – non è una celebrazione, è la storia di un momento di crisi di un uomo, che si tramuta in uno dei più grandi dischi della storia del rock, “Nebraska”.

Heavy Pettin “ Rock Generation” (Silver Lining Music, 2025)

Abbiamo atteso a lungo per avere un nuovo album degli Heavy Pettin, ma il risultato è buono. Un bentornati ai rocker di Glasgow, eroi della NWOBHM melodica.

E John inventò il rumore: “Revolution n. 9, la “non canzone” più famosa del mondo

La storia di “Revolution n. 9, la “non canzone” più famosa del mondo. Parola di John Lennon!

Da David Bowie a Freddie Mercury a Johnny Cash. Testamenti in musica: quando si muore cantando!!

𝑻𝒆𝒔𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒊𝒏 𝒎𝒖𝒔𝒊𝒄𝒂, 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒔𝒊 𝒎𝒖𝒐𝒓𝒆 𝒄𝒂𝒏𝒕𝒂𝒏𝒅𝒐
Partendo dal disco scritto da Mike Peters in punto di morte, il nostro Gabriele Bassanetti viaggia tra alcuni dei più grandi amati che hanno scelto di salutare la vita continuando a fare musica. Non è un tuffo nella tristezza o un elogio della morte, ma al contrario un elogio alla vita. Infatti ricordare questi artisti è il miglior modo per mostrarci grati a ciò che ci hanno donato: la loro arte.

Green Carnation “A Dark Poem, Part III: The Messiah Complex” (Season Of Mist, 2026)

Terzo e ultimo capitolo di “A Dark Poem”, che nella sua interezza è un’opera maestosa e impegnativa che richiede più di un ascolto per coglierne i tanti dettagli.

Green Lung “Necropolitan” (Nuclear Blast Records, 2026)

Con “Necropolitan” i Green Lung confermano di essere una grandissima band e, dopo l’addio di Ozzy e di fatto dei Black Sabbath più doom, si candidano per raccoglierne l’eredità artistica in patria e non solo.

Jehovah On Death “Lágrimas De Oro” (I, Voidhanger Records, 2026)

Gli Jehovah On Death sono una realtà del panorama rock internazionale della quale sentiremo molto parlare; hanno attitudine, idee, immagine, talento e sanno dove vogliono andare. Speriamo che presto si esibiscano in Italia, la loro proposta trova nel palco il suo ambiente ideale.

Cinquant’anni anni fa esatti nasceva il punk. O più precisamente cominciava a morire

𝐏u𝐧k: 𝐪u𝐚n𝐝o n𝐚s𝐜i𝐭a e m𝐨r𝐭e c𝐨i𝐧c𝐢d𝐨n𝐨. S𝐜o𝐩r𝐢a𝐦o p𝐞r𝐜h𝐞̀!
8 settembre 1976, esce “Anarchy In The UK”, primo singolo dei Sex Pistols, per convenzione il giorno in cui tutto ha inizio. E invece è la fine!

Andromeda presenta: 33+1 dischi anni ’80 di HARD, HEAVY, FM, AOR canadese!

Dalla fanzine n.8, che presenta 111 album di hard rock/heavy metal canadese, estrapoliamo 33 album. Non i migliori, ma quelli con cui vogliamo stimolare la vostra curiosità. Se siete interessati alla fanzine scrivetemi in privato.

Shakra “Just Live Loud!” (Frontiers Records, 2026)

Gli svizzeri Shakra ancora una volta non deludono, dinamiche ed energia vi faranno divertire, in questo nuovo album ricco di chitarre potenti e ritornelli melodici, scritti per essere riproposti in sede live.

Sweet Electric “Something Something Disco” (Autoprodotto, 2026)

Secondo disco per la band di Colonia Sweet Electric, “Something Something Disco”  è un disco pensato, non c’è una canzone decisamente brutta nell’album, e sebbene manchi un filo conduttore (cosa che potrebbe essere voluta) risulta difficile non innamorarsi di questi cinque simpatici, scanzonati ragazzi

Scorpion Milk “Flesh Masks For Skulls”  (Peaceville Records, 2026)

Nuovo EP per la creatura di Mat McNerney, quattro brani nuovo e un remix curato da ospiti sorprendenti

Avrak “Avrak” (Peaceville Records, 2026)

Il gruppo di Ted Skjellum, alias Nocturno Culto, al di fuori dei Darkthrone, per dare piena soddisfazione alla sua passione per l’old metal.

The Night Eternal “Cold Velvet” (Metal Blade Records, 2026)

Sono certo che “Cold Velvet” sarà l’album della consacrazione di una band solida, determinata e capace di schierare un vocalist riconoscibile al primo ascolto.

Ricky Warwick “Fire & Vengeance” (Earache Records, 2026)

RQuesto non è solo un disco, ma una raccolta di pensieri, umori e storie di Ricky Warwick, un rocker vero che da 40 anni canta e suona quello che ama.

CoreLeoni “Generection” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Il chitarrista e membro fondatore dei Gotthard torna in prima linea con i suoi CoreLeoni. Questo quarto album è il lavoro più pesante, per un hard Rock tirato mischiato ad une vena soul molto interessante.

Gjenferd “Black Smoke Rising” (Apollon Records, 2026)

La fiamma dell’hard rock dei ‘70 non cesserà mai di spegnersi, ovunque, tanto più nei paesi scandinavi, dove centinaia di band radicano le loro basi in quel periodo. Non è facile per gli appassionati e i cultori arrivare a conoscere tutto e, soprattutto, avere il...

Black Reflex “Zero Dawn” (Andromeda Relix, 2026)

“Zero Dawn” è un album importante, di vero heavy metal, che speriamo non si mescoli alla massa di titoli metal fatti con il metodo del copia/incolla e trovi l’attenzione che merita.

Stormbringer “Transcendence” (Attic Records, 2026)

La band del Northamptonshire torna con ‘Transcendence’. I ragazzi hanno confezionato un disco travolgente, di classico heavy metal, come si faceva ai tempi d’oro del genere. Assolutamente consigliato e per me è sicuramente uno dei migliori dischi del genere in questo 2026.

Pirate Queen “Sailing Around The World” (Despotz Records, 2026)

Le Pirate Queen proseguono il loro viaggio attraverso i mari dell’heavy metal con il secondo album “Sailing Around The World”. Un combinazione affascinante di epic, melodia ed energia, perfetta per mettersi in viaggio con le regine dei pirati.

“Over The Edge Ft. Mickey Thomas – XXX Anniversary Edition” (Frontiers Records, 2026) 

Arriva la ristampa di “Over The Edge”, l’acclamato album rock melodico che presenta la voce inconfondibile di Mickey Thomas (Starship, Jefferson Starship), originariamente pubblicato nel 2004,

Todd Adelman “Todd Adelman And The Woodsmen” (VFIB Recordings, 2026)

Todd Adelman And The Woodsmen risulta quindi un album di genere, niente di più niente di meno, ma pregno di atmosfere suggestive e belle canzoni. What Else?

Sha-Boom “Another Nail In The Coffin” (Silver Lining Music, 2026)

Dopo oltre vent’anni, gli hard rocker svedesi Sha-Boom sono tornati in vita con “Another Nail In The Coffin”, un un bel ritorno, un gran disco AOR, consigliatissimo per gli amanti del genere.

Jeffrey Halford And The Healers “Used Parts” (Shoeless Records, 2026)

Album piacevole, che non potete perdere se siete amanti dei suoni tradizionali d’oltreoceano.

Mad Max “Stories Of Destiny” ( Rock Of Angels Records, 2026)

45 anni di Mad Max, band tedesca che ha lasciato il segno nel mondo hard&heavy di stampo europeo. “Stories Of Destiny” si presenta pulito e moderno, Rolf Munkes ha compiuto un buon lavoro, per un ritorno che merita un plauso.

Joanna Connor “Live On 11/11” (MC Records, 2026)

Grandi brani, improvvisazioni e jam da infarto, fanno di questo live un documento prezioso su di un’artista magari qualche passo indietro a livello di popolarità rispetto ad altre colleghe della scena, ma sicuramente al top se si parla di passione, attitudine e bravura.

Flotsam And Jetsam “Rats In The Temple” (Napalm Records, 2026)

I Flotsam e Jetsam ci offrono il loro miglior disco post reunion, una produzione aggressiva e dura rispetto alle prime uscite anni ’80, ma i tempi chiedono questo e l’anima non ne esce snaturata. Gran disco thrash metal!

The Alarm “Transformation” (Twenty First Century Recording Company, 2026)

Il commovente ed entusiasmante testamento di Mike Peters. Qui giace un vinto che non si è arreso.

Triosphere “Oceans Above, Stars Below” (Frontiers Records, 2026)

La band norvegese heavy metal Triosphere ritorna dopo ben 12 anni con un nuovo lavoro ambizioso che raccoglie al suo interno molti stili, tra hard rock, power prog e thrash metal, un bel disco per gli amanti del genere.

Cimarron 615 “Same Sky” (Blue Elan, 2026)

Una raccolta di bellissime canzoni country, impreziosite da splendidi intrecci vocali, marchio di fabbrica dei musicisti coinvolti che, come tradizione, non rinunciano a quelle chitarre rock che rafforzano il sound.

Noveria “Becoming After” (Scarlet Records, 2026)

Non posso che dargli dieci, e lo scrivo senza il minimo imbarazzo, perché è un disco meraviglioso e perché ogni tanto conviene dirlo ad alta voce, così magari al prossimo giro non se lo perde nessuno.

Jon Lee & The Apparitions “Next Town” (Magic Hallway Records, 2026)

Un album a cui bisogna dedicare la giusta attenzione ma che non manca di momenti molto interessanti, le ispirazioni possono essere soggettive anche se è indubbio che i generi citati abbiano tutti la loro importanza, promosso.

Tokyo Blade “Hoist The Colors High” (Cherry Red Records, 2026)

Bentornati ai Tokyo Blade, oltre quattro decenni dopo con la formazione originale classica e un nuovo album “Hoist the Colours High”: un lavoro muscoloso e incisivo di heavy metal infuocato, con le radici nella NWOBHM!

Issa “Fire & Ice” (Frontiers Records, 2026)

La regina norvegese dell’AOR Issa torna con “Fire And Ice”, il suo disco più esaltante e cinematografico. Ogni traccia dell’album è scritta e prodotta dai leggendari fratelli Tom e James Martin, che hanno creato un suono che cattura perfettamente lo spirito del rock melodico degli anni ’80.

Social Distortion “Born To Kill” (Epitaph, 2026)

Il tempo passa per tutti, anche per un gruppo puro come questo ma, credetemi, “Born To Kill”, titolo troppo cattivo per quello che si ascolta, ci offre tante cose che meritano di essere ascoltate. Soprattutto se siete fan della band.

Robert Jon & The Wreck “Wreckage Vol.3” (Journeyman Records, 2026).

I Robert Jon & The Wreck fanno gli straordinari e noi non possiamo che esserne felici, questa raccolta ci offre uno spaccato odierno del gruppo e la sua voglia di andare per la propria strada, suonando quello che ad oggi riesce meglio, ovvero rock classico, energico e splendidamente sudista.

Kickin Valentina “Anthems From The Underground” (Mighty Music, 2026)

I Kickin Valentina tornano con u album che conferma Pete Newdeck come grande autore di hard ottantiano, tra melodia e street rock.

Night Ranger “Best Of” (Frontiers Records, 2026)

Sesta raccolta, per i californiani Night Ranger. Ma questa volta propone versioni remixate e rimasterizzate di successi che coprono la brillante carriera della band,

Gràinne Duffy “What Am I Supposed To Do?” (Indipendent, 2026)

Altro ottimo lavoro questo nuovissimo “”What Am I Supposed To You?”, Gràinne Duffy si conferma artista da seguire nell’immensa scena blues rock odierna.

Widowspeak “Roses” (Captured Tracks, 2026).

L’album che rientra in quella sfera di ascolti dove musica e magia sono divise da una linea sottilissima lascia che l’ascoltatore entri nel suo mondo con la delicata eleganza che ne conviene, mai troppo energico, ma assolutamente godibile, “Roses” è consigliato ai palati più fini del classic rock (dalle sfumature Indie) del nuovo millennio.

Alchem “Bloody Rose” (The Triad Records – distr. Black Widow Records, 2026)

Gli Alchem, con la loro musica coinvolgente e variegata, devono essere approfonditi da chi cerca emozioni aldilà di strade facili e immediate, andando ad arricchire ulteriormente la scena romana nella quale operano da tempo entità coraggiose e difficilmente etichettabili come Arpia e Dunwich.

The Cinelli Brothers “Live Here And There” (The Cinelli Brothers, 2026)

270 concerti in giro per il mondo, un lungo viaggio portando la propria musica dal vivo.“Live Here And There” è il risultato, il sunto di tanti chilometri, di concerti e storie che formano un pezzo di vita all’insegna del rock’n’roll.

The Eternal “Obscured Horizons” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Con “Obscured Horizons”, The Eternal firma il proprio album migliore, dimostrando che il legame con gli Amorphis ne ha favorito la crescita, forse ancor oltre gli ultimi lavori della stessa band di Helsinki, sempre buoni, ma non così sfaccettati.

Albert Castiglia “Grits & Glory” (Gulf Coast Records, 2026)

Per il prossimo Blood Brothers c’è tempo, intanto godetevi questo “Grits & Glory”, nuovo capitolo di questo grande musicista statunitense. Blues on!

Oddland “Unilluminate To Illuminate” (Frontiers Records, 2026)

Gli Oddland sono una band finlandese di progressive metal. Con questo quarto album hanno affinato il sound, con influenze dei Soen. Un ottimo esempio di progressive metal moderno scandinavo.

The Claypool Lennon Delirium “The Great Parrot-Ox And The Golden Egg Of Empathy” (ATO, 2026)

Una collaborazione che sembrava improbabile giunge al terzo album e la sensazione che sia un regalo troppo grande resta, perché il disco – non è rock, o si? – è follemente bello. Quel bello che non arriva nel cuore, ma nella testa.

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Bruce Springsteen “Born In The U.S.A.” (Columbia, 1984)

Il nostro Corrado Frasca ci racconta perché, a distanza di oltre 40 anni, “Born In The U.S.A.” non è solo un classico del rock, ma un pezzo di storia di tutti noi.

Risen Atlantis “Power To The Past” (Frontiers Records, 2025)

L’album  dei Risen Atlantis è un tributo ben realizzato alle tradizioni del classico power metal europeo, che soddisferà i fan di Helloween, Gamma Ray, Edguy e Stratovarius.

Grant-Lee Phillips “In The Hour Of Dust” (Yep Roc Records, 2025)

Nelle atmosfere di questo nuovo album, dove il nostro regala grandi momenti di cantautorato americano (Someone, American Lions) che passa attraverso gli anni come un corso d’acqua incontaminato, si coglie un’America lontana dai deliri politico/sociali in cui si è smarrita.

Astronoid “Stargod” (3 Dot Recordings, 2025)

“Stargod” è l’esempio di come il metal, se si ha voglia di cercare, possa offrire ancora modernità e freschezza. Disco maestoso!

Alterna “Tempo residuo elettrico” (Vrec, 2025)

Trio romano che debutta con un album che è figlio dell’epopea grunge degli anni ’90. Se amate quel suono siete nel posto giusto!

Treat “The Wild Card” (Frontiers Records, 2025)

Un buon disco di AOR classico, dove i Treat pescano sapientemente dalle loro radici che conoscono ormai molto bene con un piglio moderno rivolto al futuro.

Cassidy Paris “Bittersweet” (Frontiers Records, 2025)

La rocker australiana Cassidy Paris è entusiasta di annunciare l’uscita del suo secondo album, “Bittersweet” ancora una volta ci propone la sua miscela di attitudine rock ispirata agli anni ’80 con un tocco moderno.

Rory Block “Heavy On The Blues” (MC Records, 2025)

Un altro ottimo album per tenere legato al presente e il passato del blues, oggi più che mai cantore di disperazione, libertà, amore e dolore, cantato con la sensibilità e la forza della grande interprete statunitense. Blues on!

Defecto “Echoes Of Isolation” (Frontiers Records, 2025)

I Defecto di Nicklas Sonne realizzano un grande disco, nove  tracce di  metal moderno emozionanti e piene di energia.

Rodney Crowell “Airline Highway” (New West Records, 2025)

L’album passa in rassegna tutto quanto compone il background del cantautore texano Rodeny Crowell. Un lavoro che i più attenti ascoltatori del genere non possono lasciarsi sfuggire.

Novembre “Words Of Indigo” (Peaceville, 2025)

“Words Of Indigo”è disco bello, maturo e sincero, che per scorrevolezza e strutture melodiche, potrebbe piacere anche a chi questo genere non lo ha mai particolarmente apprezzato.

Johnny Marr: Estragon, Bologna, 7 novembre 2025

Un Johnny Marr generoso e pieno di energia incendia l’Estragon di Bologna. Lunga vita a Johnny “Fuckin” Marr!

Albus Diabolus “Compendio esoterico elettronico” (My Kingdom Music, 2025)

“Compendio esoterico elettronico” è un album di valore, nel quale il talento degli artisti coinvolti si palesa in tutta la sua essenza, rafforzando ulteriormente la tradizione della musica oscura italiana.

Coroner “Dissonance Theory” (Century Media, 2025)

Leggo la notizia e mi chiedo: “Ma perché? Perché tornare dopo 32 anni con il rischio di distruggere una grande…

Slash “Live At The S.E.R.P.E.N.T Festival” (earMUSIC, 2025)

Le emozioni viaggiano sulle corde della chitarra del “vecchio” Slash, animale da palco indomito, fiero rocker, appassionato, verace, vero. Live d’altri tempi ma di cui abbiamo un disperato bisogno. Stay rock and blues on!

“Devil’s Eyes – Rob Zombie tra il palco e lo schermo” di Edoardo Trevisani (Shatter Edizioni, 2025)

Nuova edizione aggiornata che racconta la doppia vita di Rob Zobie, demone industrial punk metal sul palco e regista di film horror.

A/lpaca “Laughter” (Sulatron Records, 2025)

Nati nel 2018 a Mantova, gli a/lpaca sono una delle realtà psych-punk più interessanti dell’attuale scena alternativa italiana, e lo confermano con “Laughter”.

Alcatrazz “Prior Convictions – Re-Recorded Classics” (BraveWords Records, 2025)

Il nuovo album degli Alcatrazz, band storica fondata, pensate da Yngwie Malmsteen nel 1983, propone ri-registrazioni dei brani classici e un paio di inediti, niente male.

“Can’t Get Enough: A Tribute To Bad Company” (Primary Wave Music, 2025)

Un tributo dovuto ad una band che tanto ha regalato al rock, un’operazione perfettamente riuscita, soprattutto per quei giovani appassionati che il nome Bad Company l’hanno solo sentito nominare.

Hell In The Club “Joker In The Pack” (Frontiers Records, 2025)

Tornano gli Hell In The Club band italo svedese, con “Joker In The Pack”, primo capitolo di un nuovo inizio, per la band che con l’innesto della brava Tezzi, ha scelto la via più rischiosa e non scontata, ma la scelta paga e rinvigorisce la band.

Stramonia live 2025: indimenticabile rituale dark metal di Halloween a Rapallo

La band ligure Stramonia incarna una visione contemporanea e al contempo radicalissima del dark/gothic metal italiano e ha calcato il…

Ana Popovic “Dance To The Rhythm” (Electric Heel Records, 2025)

Grinta da vendere e una personalità debordante nel canto e nel suonare la sua Stratocaster hanno ancora una volta fatto la differenza anche in questo nuovo lavoro.

Matt Pascale & The Stomps “Home” (Dixiefrog Records, 2025)

Un album ispiratissimo che consegna a chi ha cuore le sorti di queste sonorità una band di cui si può senz’altro contare nel prossimo futuro, promosso.

Folkstone: il futuro è sempre da scrivere!

In attesa di vederli in concerto ad Isola della Scala in occasione del “Taste Of Earth”, abbiamo incontrato i Folkstone, che ci hanno parlato del nuovo album “Natura Morta” e di molto altro.

Lo Shea Stadium e un concerto fuori dal tempo

Un altro capitolo delle “case della musica”: lo Shea Stadium e un concerto fuori dal tempo. Il 1965, i Beatles e il record di pubblico. Ma anche i concerti che vennero dopo!

Tame Impala “Deadbeat” (Columbia/Sony, 2025)

L’ispirazione dei Tame Impala questa volta appare affievolita, una battuta d’arresto in una carriera sempre in evoluzione.

Laura Cox “Trouble Coming” (earMUSIC, 2025)

Un disco che fonde boogie tradizionale, rock melodico e un’introspezione che aleggia in tutto il disco. Laura Cox si conferma una chitarrista consapevole delle sue capacità e ottima compositrice.

The Rods “Wild Dogs Uchained” (Massacre Records, 2025)

“Wild Dogs Unchained” è un disco semplice e roccioso nella piena tradizione dei The Rods, da ascoltare a tutto volume bevendosi una buona birra.

Kirk Fletcher “Keep On Pushing” (VizzTone Label Group, 2025)

Rieccoci a parlare di un bluesman che fuori dai circuiti del genere è poco conosciuto ma che, con questo nuovo…

Garry Burnside “It’s My Time Now” (Strolling Bones Recs, 2025)

Un buon disco che va assaporato nella sua interezza, manca di un paio di brani trainanti ma nel complesso soddisfa le voglie musicali dei fans del padre di tutti i generi.

Action/Adventure “Ever After” (Pure Noise Records, 2025)

Quintetto di origini afroamericane di Chicago che fonde pop punk e metalcore come pochi sanno fare. Disco fantastico!!

Layout 16: il metal non muore mai, parola di Helstar, Sweet Savage, Warrant e Battle Beast

Quattro album di band storiche con un’incursione più recente, che dimostrano che l’haevy metal ha più volti e mille vite.

The Ossuary “Requiem For The Sun” (Supreme Chaos Records, 2025)

Lode a The Ossuary che con “Requiem For The Sun” hanno scelto di non crogiolarsi sugli allori mietuti con gli ottimi album precedenti, andando a firmare il loro capolavoro.

Neurodeliri – “The Lost Tape And The Early Bulldozer” (2025)

Questo vinile non è solo un tuffo nel passato, ma una reliquia viva che batte ancora oggi sull’incudine della ribellione. Per approfondire quei momenti unici e capire cosa significhi portare avanti l’eredità di Bulldozer e Neurodeliri.

Mammoth “The End” (BMG, 2025)

Wolfgang Van Halen, che canta e suona tutto, è in grado di scrivere qualunque cosa. Le sue canzoni sono grintose, luminose e si intersecano con la musicalità e la melodia. “The End” è un disco bellissimo!

Williamson Brothers “Aquila” (Dial Black Sound, 2025)

“Aquila” è un lavoro che non risparmia richiami ad uno spirito ribelle che sta tornando a vivere tra i solchi del rock a stelle e strisce e non solo, in reazione alla deriva sociale a cui stiamo tutti andando incontro.

The Delayed “The Delayed” (El Ritual Records, 2025)

Oltre alle solite uscite, l’heavy rock di ispirazione settantiana ha tanto da proporre, basta saper cercare con passione ed attenzione, consigliato.

Deftones “Private Music” (Reprise, 2025)

I Deftones, che raramente hanno deluso, con “Private Music” tornano a livelli altissimi, con un tocco di personalità in più. Album maturo e solido da ascoltare e riascoltare.

Ritmo Tribale: 2000 “Bye Bye Show – Live At 26 Maggio 2000” (Overdrive, 2025)

Un live del 2000 che celebra un momento indimenticabile per i grandi Ritmo Tribale. Con la speranza che possa essere diventare l’incentivo per un nuovo disco di inediti.

Bruce Springsteen “Deliver Me From Nowhere” (20th Century Studios, Gotham Group, Bluegrass Films, 2025)

Questo film – bellissimo – non è una celebrazione, è la storia di un momento di crisi di un uomo, che si tramuta in uno dei più grandi dischi della storia del rock, “Nebraska”.

Heavy Pettin “ Rock Generation” (Silver Lining Music, 2025)

Abbiamo atteso a lungo per avere un nuovo album degli Heavy Pettin, ma il risultato è buono. Un bentornati ai rocker di Glasgow, eroi della NWOBHM melodica.

E John inventò il rumore: “Revolution n. 9, la “non canzone” più famosa del mondo

La storia di “Revolution n. 9, la “non canzone” più famosa del mondo. Parola di John Lennon!

Da David Bowie a Freddie Mercury a Johnny Cash. Testamenti in musica: quando si muore cantando!!

𝑻𝒆𝒔𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒊𝒏 𝒎𝒖𝒔𝒊𝒄𝒂, 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒔𝒊 𝒎𝒖𝒐𝒓𝒆 𝒄𝒂𝒏𝒕𝒂𝒏𝒅𝒐
Partendo dal disco scritto da Mike Peters in punto di morte, il nostro Gabriele Bassanetti viaggia tra alcuni dei più grandi amati che hanno scelto di salutare la vita continuando a fare musica. Non è un tuffo nella tristezza o un elogio della morte, ma al contrario un elogio alla vita. Infatti ricordare questi artisti è il miglior modo per mostrarci grati a ciò che ci hanno donato: la loro arte.

Green Carnation “A Dark Poem, Part III: The Messiah Complex” (Season Of Mist, 2026)

Terzo e ultimo capitolo di “A Dark Poem”, che nella sua interezza è un’opera maestosa e impegnativa che richiede più di un ascolto per coglierne i tanti dettagli.

Green Lung “Necropolitan” (Nuclear Blast Records, 2026)

Con “Necropolitan” i Green Lung confermano di essere una grandissima band e, dopo l’addio di Ozzy e di fatto dei Black Sabbath più doom, si candidano per raccoglierne l’eredità artistica in patria e non solo.

Jehovah On Death “Lágrimas De Oro” (I, Voidhanger Records, 2026)

Gli Jehovah On Death sono una realtà del panorama rock internazionale della quale sentiremo molto parlare; hanno attitudine, idee, immagine, talento e sanno dove vogliono andare. Speriamo che presto si esibiscano in Italia, la loro proposta trova nel palco il suo ambiente ideale.

Cinquant’anni anni fa esatti nasceva il punk. O più precisamente cominciava a morire

𝐏u𝐧k: 𝐪u𝐚n𝐝o n𝐚s𝐜i𝐭a e m𝐨r𝐭e c𝐨i𝐧c𝐢d𝐨n𝐨. S𝐜o𝐩r𝐢a𝐦o p𝐞r𝐜h𝐞̀!
8 settembre 1976, esce “Anarchy In The UK”, primo singolo dei Sex Pistols, per convenzione il giorno in cui tutto ha inizio. E invece è la fine!

Andromeda presenta: 33+1 dischi anni ’80 di HARD, HEAVY, FM, AOR canadese!

Dalla fanzine n.8, che presenta 111 album di hard rock/heavy metal canadese, estrapoliamo 33 album. Non i migliori, ma quelli con cui vogliamo stimolare la vostra curiosità. Se siete interessati alla fanzine scrivetemi in privato.

Shakra “Just Live Loud!” (Frontiers Records, 2026)

Gli svizzeri Shakra ancora una volta non deludono, dinamiche ed energia vi faranno divertire, in questo nuovo album ricco di chitarre potenti e ritornelli melodici, scritti per essere riproposti in sede live.

Sweet Electric “Something Something Disco” (Autoprodotto, 2026)

Secondo disco per la band di Colonia Sweet Electric, “Something Something Disco”  è un disco pensato, non c’è una canzone decisamente brutta nell’album, e sebbene manchi un filo conduttore (cosa che potrebbe essere voluta) risulta difficile non innamorarsi di questi cinque simpatici, scanzonati ragazzi

Scorpion Milk “Flesh Masks For Skulls”  (Peaceville Records, 2026)

Nuovo EP per la creatura di Mat McNerney, quattro brani nuovo e un remix curato da ospiti sorprendenti

Avrak “Avrak” (Peaceville Records, 2026)

Il gruppo di Ted Skjellum, alias Nocturno Culto, al di fuori dei Darkthrone, per dare piena soddisfazione alla sua passione per l’old metal.

The Night Eternal “Cold Velvet” (Metal Blade Records, 2026)

Sono certo che “Cold Velvet” sarà l’album della consacrazione di una band solida, determinata e capace di schierare un vocalist riconoscibile al primo ascolto.

Ricky Warwick “Fire & Vengeance” (Earache Records, 2026)

RQuesto non è solo un disco, ma una raccolta di pensieri, umori e storie di Ricky Warwick, un rocker vero che da 40 anni canta e suona quello che ama.

CoreLeoni “Generection” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Il chitarrista e membro fondatore dei Gotthard torna in prima linea con i suoi CoreLeoni. Questo quarto album è il lavoro più pesante, per un hard Rock tirato mischiato ad une vena soul molto interessante.

Gjenferd “Black Smoke Rising” (Apollon Records, 2026)

La fiamma dell’hard rock dei ‘70 non cesserà mai di spegnersi, ovunque, tanto più nei paesi scandinavi, dove centinaia di band radicano le loro basi in quel periodo. Non è facile per gli appassionati e i cultori arrivare a conoscere tutto e, soprattutto, avere il...

Black Reflex “Zero Dawn” (Andromeda Relix, 2026)

“Zero Dawn” è un album importante, di vero heavy metal, che speriamo non si mescoli alla massa di titoli metal fatti con il metodo del copia/incolla e trovi l’attenzione che merita.

Stormbringer “Transcendence” (Attic Records, 2026)

La band del Northamptonshire torna con ‘Transcendence’. I ragazzi hanno confezionato un disco travolgente, di classico heavy metal, come si faceva ai tempi d’oro del genere. Assolutamente consigliato e per me è sicuramente uno dei migliori dischi del genere in questo 2026.

Pirate Queen “Sailing Around The World” (Despotz Records, 2026)

Le Pirate Queen proseguono il loro viaggio attraverso i mari dell’heavy metal con il secondo album “Sailing Around The World”. Un combinazione affascinante di epic, melodia ed energia, perfetta per mettersi in viaggio con le regine dei pirati.

“Over The Edge Ft. Mickey Thomas – XXX Anniversary Edition” (Frontiers Records, 2026) 

Arriva la ristampa di “Over The Edge”, l’acclamato album rock melodico che presenta la voce inconfondibile di Mickey Thomas (Starship, Jefferson Starship), originariamente pubblicato nel 2004,

Todd Adelman “Todd Adelman And The Woodsmen” (VFIB Recordings, 2026)

Todd Adelman And The Woodsmen risulta quindi un album di genere, niente di più niente di meno, ma pregno di atmosfere suggestive e belle canzoni. What Else?

Sha-Boom “Another Nail In The Coffin” (Silver Lining Music, 2026)

Dopo oltre vent’anni, gli hard rocker svedesi Sha-Boom sono tornati in vita con “Another Nail In The Coffin”, un un bel ritorno, un gran disco AOR, consigliatissimo per gli amanti del genere.

Jeffrey Halford And The Healers “Used Parts” (Shoeless Records, 2026)

Album piacevole, che non potete perdere se siete amanti dei suoni tradizionali d’oltreoceano.

Mad Max “Stories Of Destiny” ( Rock Of Angels Records, 2026)

45 anni di Mad Max, band tedesca che ha lasciato il segno nel mondo hard&heavy di stampo europeo. “Stories Of Destiny” si presenta pulito e moderno, Rolf Munkes ha compiuto un buon lavoro, per un ritorno che merita un plauso.

Joanna Connor “Live On 11/11” (MC Records, 2026)

Grandi brani, improvvisazioni e jam da infarto, fanno di questo live un documento prezioso su di un’artista magari qualche passo indietro a livello di popolarità rispetto ad altre colleghe della scena, ma sicuramente al top se si parla di passione, attitudine e bravura.

Flotsam And Jetsam “Rats In The Temple” (Napalm Records, 2026)

I Flotsam e Jetsam ci offrono il loro miglior disco post reunion, una produzione aggressiva e dura rispetto alle prime uscite anni ’80, ma i tempi chiedono questo e l’anima non ne esce snaturata. Gran disco thrash metal!

The Alarm “Transformation” (Twenty First Century Recording Company, 2026)

Il commovente ed entusiasmante testamento di Mike Peters. Qui giace un vinto che non si è arreso.

Triosphere “Oceans Above, Stars Below” (Frontiers Records, 2026)

La band norvegese heavy metal Triosphere ritorna dopo ben 12 anni con un nuovo lavoro ambizioso che raccoglie al suo interno molti stili, tra hard rock, power prog e thrash metal, un bel disco per gli amanti del genere.

Cimarron 615 “Same Sky” (Blue Elan, 2026)

Una raccolta di bellissime canzoni country, impreziosite da splendidi intrecci vocali, marchio di fabbrica dei musicisti coinvolti che, come tradizione, non rinunciano a quelle chitarre rock che rafforzano il sound.

Noveria “Becoming After” (Scarlet Records, 2026)

Non posso che dargli dieci, e lo scrivo senza il minimo imbarazzo, perché è un disco meraviglioso e perché ogni tanto conviene dirlo ad alta voce, così magari al prossimo giro non se lo perde nessuno.

Jon Lee & The Apparitions “Next Town” (Magic Hallway Records, 2026)

Un album a cui bisogna dedicare la giusta attenzione ma che non manca di momenti molto interessanti, le ispirazioni possono essere soggettive anche se è indubbio che i generi citati abbiano tutti la loro importanza, promosso.

Tokyo Blade “Hoist The Colors High” (Cherry Red Records, 2026)

Bentornati ai Tokyo Blade, oltre quattro decenni dopo con la formazione originale classica e un nuovo album “Hoist the Colours High”: un lavoro muscoloso e incisivo di heavy metal infuocato, con le radici nella NWOBHM!

Issa “Fire & Ice” (Frontiers Records, 2026)

La regina norvegese dell’AOR Issa torna con “Fire And Ice”, il suo disco più esaltante e cinematografico. Ogni traccia dell’album è scritta e prodotta dai leggendari fratelli Tom e James Martin, che hanno creato un suono che cattura perfettamente lo spirito del rock melodico degli anni ’80.

Social Distortion “Born To Kill” (Epitaph, 2026)

Il tempo passa per tutti, anche per un gruppo puro come questo ma, credetemi, “Born To Kill”, titolo troppo cattivo per quello che si ascolta, ci offre tante cose che meritano di essere ascoltate. Soprattutto se siete fan della band.

Robert Jon & The Wreck “Wreckage Vol.3” (Journeyman Records, 2026).

I Robert Jon & The Wreck fanno gli straordinari e noi non possiamo che esserne felici, questa raccolta ci offre uno spaccato odierno del gruppo e la sua voglia di andare per la propria strada, suonando quello che ad oggi riesce meglio, ovvero rock classico, energico e splendidamente sudista.

Kickin Valentina “Anthems From The Underground” (Mighty Music, 2026)

I Kickin Valentina tornano con u album che conferma Pete Newdeck come grande autore di hard ottantiano, tra melodia e street rock.

Night Ranger “Best Of” (Frontiers Records, 2026)

Sesta raccolta, per i californiani Night Ranger. Ma questa volta propone versioni remixate e rimasterizzate di successi che coprono la brillante carriera della band,

Gràinne Duffy “What Am I Supposed To Do?” (Indipendent, 2026)

Altro ottimo lavoro questo nuovissimo “”What Am I Supposed To You?”, Gràinne Duffy si conferma artista da seguire nell’immensa scena blues rock odierna.

Widowspeak “Roses” (Captured Tracks, 2026).

L’album che rientra in quella sfera di ascolti dove musica e magia sono divise da una linea sottilissima lascia che l’ascoltatore entri nel suo mondo con la delicata eleganza che ne conviene, mai troppo energico, ma assolutamente godibile, “Roses” è consigliato ai palati più fini del classic rock (dalle sfumature Indie) del nuovo millennio.

Alchem “Bloody Rose” (The Triad Records – distr. Black Widow Records, 2026)

Gli Alchem, con la loro musica coinvolgente e variegata, devono essere approfonditi da chi cerca emozioni aldilà di strade facili e immediate, andando ad arricchire ulteriormente la scena romana nella quale operano da tempo entità coraggiose e difficilmente etichettabili come Arpia e Dunwich.

The Cinelli Brothers “Live Here And There” (The Cinelli Brothers, 2026)

270 concerti in giro per il mondo, un lungo viaggio portando la propria musica dal vivo.“Live Here And There” è il risultato, il sunto di tanti chilometri, di concerti e storie che formano un pezzo di vita all’insegna del rock’n’roll.

The Eternal “Obscured Horizons” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Con “Obscured Horizons”, The Eternal firma il proprio album migliore, dimostrando che il legame con gli Amorphis ne ha favorito la crescita, forse ancor oltre gli ultimi lavori della stessa band di Helsinki, sempre buoni, ma non così sfaccettati.

Albert Castiglia “Grits & Glory” (Gulf Coast Records, 2026)

Per il prossimo Blood Brothers c’è tempo, intanto godetevi questo “Grits & Glory”, nuovo capitolo di questo grande musicista statunitense. Blues on!

Oddland “Unilluminate To Illuminate” (Frontiers Records, 2026)

Gli Oddland sono una band finlandese di progressive metal. Con questo quarto album hanno affinato il sound, con influenze dei Soen. Un ottimo esempio di progressive metal moderno scandinavo.

The Claypool Lennon Delirium “The Great Parrot-Ox And The Golden Egg Of Empathy” (ATO, 2026)

Una collaborazione che sembrava improbabile giunge al terzo album e la sensazione che sia un regalo troppo grande resta, perché il disco – non è rock, o si? – è follemente bello. Quel bello che non arriva nel cuore, ma nella testa.

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Bruce Springsteen “Born In The U.S.A.” (Columbia, 1984)

Il nostro Corrado Frasca ci racconta perché, a distanza di oltre 40 anni, “Born In The U.S.A.” non è solo un classico del rock, ma un pezzo di storia di tutti noi.

Risen Atlantis “Power To The Past” (Frontiers Records, 2025)

L’album  dei Risen Atlantis è un tributo ben realizzato alle tradizioni del classico power metal europeo, che soddisferà i fan di Helloween, Gamma Ray, Edguy e Stratovarius.

Grant-Lee Phillips “In The Hour Of Dust” (Yep Roc Records, 2025)

Nelle atmosfere di questo nuovo album, dove il nostro regala grandi momenti di cantautorato americano (Someone, American Lions) che passa attraverso gli anni come un corso d’acqua incontaminato, si coglie un’America lontana dai deliri politico/sociali in cui si è smarrita.

Astronoid “Stargod” (3 Dot Recordings, 2025)

“Stargod” è l’esempio di come il metal, se si ha voglia di cercare, possa offrire ancora modernità e freschezza. Disco maestoso!

Alterna “Tempo residuo elettrico” (Vrec, 2025)

Trio romano che debutta con un album che è figlio dell’epopea grunge degli anni ’90. Se amate quel suono siete nel posto giusto!

Treat “The Wild Card” (Frontiers Records, 2025)

Un buon disco di AOR classico, dove i Treat pescano sapientemente dalle loro radici che conoscono ormai molto bene con un piglio moderno rivolto al futuro.

Cassidy Paris “Bittersweet” (Frontiers Records, 2025)

La rocker australiana Cassidy Paris è entusiasta di annunciare l’uscita del suo secondo album, “Bittersweet” ancora una volta ci propone la sua miscela di attitudine rock ispirata agli anni ’80 con un tocco moderno.

Rory Block “Heavy On The Blues” (MC Records, 2025)

Un altro ottimo album per tenere legato al presente e il passato del blues, oggi più che mai cantore di disperazione, libertà, amore e dolore, cantato con la sensibilità e la forza della grande interprete statunitense. Blues on!

Defecto “Echoes Of Isolation” (Frontiers Records, 2025)

I Defecto di Nicklas Sonne realizzano un grande disco, nove  tracce di  metal moderno emozionanti e piene di energia.

Rodney Crowell “Airline Highway” (New West Records, 2025)

L’album passa in rassegna tutto quanto compone il background del cantautore texano Rodeny Crowell. Un lavoro che i più attenti ascoltatori del genere non possono lasciarsi sfuggire.

Novembre “Words Of Indigo” (Peaceville, 2025)

“Words Of Indigo”è disco bello, maturo e sincero, che per scorrevolezza e strutture melodiche, potrebbe piacere anche a chi questo genere non lo ha mai particolarmente apprezzato.

Johnny Marr: Estragon, Bologna, 7 novembre 2025

Un Johnny Marr generoso e pieno di energia incendia l’Estragon di Bologna. Lunga vita a Johnny “Fuckin” Marr!

Albus Diabolus “Compendio esoterico elettronico” (My Kingdom Music, 2025)

“Compendio esoterico elettronico” è un album di valore, nel quale il talento degli artisti coinvolti si palesa in tutta la sua essenza, rafforzando ulteriormente la tradizione della musica oscura italiana.

Coroner “Dissonance Theory” (Century Media, 2025)

Leggo la notizia e mi chiedo: “Ma perché? Perché tornare dopo 32 anni con il rischio di distruggere una grande…

Slash “Live At The S.E.R.P.E.N.T Festival” (earMUSIC, 2025)

Le emozioni viaggiano sulle corde della chitarra del “vecchio” Slash, animale da palco indomito, fiero rocker, appassionato, verace, vero. Live d’altri tempi ma di cui abbiamo un disperato bisogno. Stay rock and blues on!

“Devil’s Eyes – Rob Zombie tra il palco e lo schermo” di Edoardo Trevisani (Shatter Edizioni, 2025)

Nuova edizione aggiornata che racconta la doppia vita di Rob Zobie, demone industrial punk metal sul palco e regista di film horror.

A/lpaca “Laughter” (Sulatron Records, 2025)

Nati nel 2018 a Mantova, gli a/lpaca sono una delle realtà psych-punk più interessanti dell’attuale scena alternativa italiana, e lo confermano con “Laughter”.

Alcatrazz “Prior Convictions – Re-Recorded Classics” (BraveWords Records, 2025)

Il nuovo album degli Alcatrazz, band storica fondata, pensate da Yngwie Malmsteen nel 1983, propone ri-registrazioni dei brani classici e un paio di inediti, niente male.

“Can’t Get Enough: A Tribute To Bad Company” (Primary Wave Music, 2025)

Un tributo dovuto ad una band che tanto ha regalato al rock, un’operazione perfettamente riuscita, soprattutto per quei giovani appassionati che il nome Bad Company l’hanno solo sentito nominare.

Hell In The Club “Joker In The Pack” (Frontiers Records, 2025)

Tornano gli Hell In The Club band italo svedese, con “Joker In The Pack”, primo capitolo di un nuovo inizio, per la band che con l’innesto della brava Tezzi, ha scelto la via più rischiosa e non scontata, ma la scelta paga e rinvigorisce la band.

Stramonia live 2025: indimenticabile rituale dark metal di Halloween a Rapallo

La band ligure Stramonia incarna una visione contemporanea e al contempo radicalissima del dark/gothic metal italiano e ha calcato il…

Ana Popovic “Dance To The Rhythm” (Electric Heel Records, 2025)

Grinta da vendere e una personalità debordante nel canto e nel suonare la sua Stratocaster hanno ancora una volta fatto la differenza anche in questo nuovo lavoro.

Matt Pascale & The Stomps “Home” (Dixiefrog Records, 2025)

Un album ispiratissimo che consegna a chi ha cuore le sorti di queste sonorità una band di cui si può senz’altro contare nel prossimo futuro, promosso.

Folkstone: il futuro è sempre da scrivere!

In attesa di vederli in concerto ad Isola della Scala in occasione del “Taste Of Earth”, abbiamo incontrato i Folkstone, che ci hanno parlato del nuovo album “Natura Morta” e di molto altro.

Lo Shea Stadium e un concerto fuori dal tempo

Un altro capitolo delle “case della musica”: lo Shea Stadium e un concerto fuori dal tempo. Il 1965, i Beatles e il record di pubblico. Ma anche i concerti che vennero dopo!

Tame Impala “Deadbeat” (Columbia/Sony, 2025)

L’ispirazione dei Tame Impala questa volta appare affievolita, una battuta d’arresto in una carriera sempre in evoluzione.

Laura Cox “Trouble Coming” (earMUSIC, 2025)

Un disco che fonde boogie tradizionale, rock melodico e un’introspezione che aleggia in tutto il disco. Laura Cox si conferma una chitarrista consapevole delle sue capacità e ottima compositrice.

The Rods “Wild Dogs Uchained” (Massacre Records, 2025)

“Wild Dogs Unchained” è un disco semplice e roccioso nella piena tradizione dei The Rods, da ascoltare a tutto volume bevendosi una buona birra.

Kirk Fletcher “Keep On Pushing” (VizzTone Label Group, 2025)

Rieccoci a parlare di un bluesman che fuori dai circuiti del genere è poco conosciuto ma che, con questo nuovo…

Garry Burnside “It’s My Time Now” (Strolling Bones Recs, 2025)

Un buon disco che va assaporato nella sua interezza, manca di un paio di brani trainanti ma nel complesso soddisfa le voglie musicali dei fans del padre di tutti i generi.

Action/Adventure “Ever After” (Pure Noise Records, 2025)

Quintetto di origini afroamericane di Chicago che fonde pop punk e metalcore come pochi sanno fare. Disco fantastico!!

Layout 16: il metal non muore mai, parola di Helstar, Sweet Savage, Warrant e Battle Beast

Quattro album di band storiche con un’incursione più recente, che dimostrano che l’haevy metal ha più volti e mille vite.

The Ossuary “Requiem For The Sun” (Supreme Chaos Records, 2025)

Lode a The Ossuary che con “Requiem For The Sun” hanno scelto di non crogiolarsi sugli allori mietuti con gli ottimi album precedenti, andando a firmare il loro capolavoro.

Neurodeliri – “The Lost Tape And The Early Bulldozer” (2025)

Questo vinile non è solo un tuffo nel passato, ma una reliquia viva che batte ancora oggi sull’incudine della ribellione. Per approfondire quei momenti unici e capire cosa significhi portare avanti l’eredità di Bulldozer e Neurodeliri.

Mammoth “The End” (BMG, 2025)

Wolfgang Van Halen, che canta e suona tutto, è in grado di scrivere qualunque cosa. Le sue canzoni sono grintose, luminose e si intersecano con la musicalità e la melodia. “The End” è un disco bellissimo!

Williamson Brothers “Aquila” (Dial Black Sound, 2025)

“Aquila” è un lavoro che non risparmia richiami ad uno spirito ribelle che sta tornando a vivere tra i solchi del rock a stelle e strisce e non solo, in reazione alla deriva sociale a cui stiamo tutti andando incontro.

The Delayed “The Delayed” (El Ritual Records, 2025)

Oltre alle solite uscite, l’heavy rock di ispirazione settantiana ha tanto da proporre, basta saper cercare con passione ed attenzione, consigliato.

Deftones “Private Music” (Reprise, 2025)

I Deftones, che raramente hanno deluso, con “Private Music” tornano a livelli altissimi, con un tocco di personalità in più. Album maturo e solido da ascoltare e riascoltare.

Ritmo Tribale: 2000 “Bye Bye Show – Live At 26 Maggio 2000” (Overdrive, 2025)

Un live del 2000 che celebra un momento indimenticabile per i grandi Ritmo Tribale. Con la speranza che possa essere diventare l’incentivo per un nuovo disco di inediti.

Bruce Springsteen “Deliver Me From Nowhere” (20th Century Studios, Gotham Group, Bluegrass Films, 2025)

Questo film – bellissimo – non è una celebrazione, è la storia di un momento di crisi di un uomo, che si tramuta in uno dei più grandi dischi della storia del rock, “Nebraska”.

Heavy Pettin “ Rock Generation” (Silver Lining Music, 2025)

Abbiamo atteso a lungo per avere un nuovo album degli Heavy Pettin, ma il risultato è buono. Un bentornati ai rocker di Glasgow, eroi della NWOBHM melodica.

E John inventò il rumore: “Revolution n. 9, la “non canzone” più famosa del mondo

La storia di “Revolution n. 9, la “non canzone” più famosa del mondo. Parola di John Lennon!

Da David Bowie a Freddie Mercury a Johnny Cash. Testamenti in musica: quando si muore cantando!!

𝑻𝒆𝒔𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒊𝒏 𝒎𝒖𝒔𝒊𝒄𝒂, 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒔𝒊 𝒎𝒖𝒐𝒓𝒆 𝒄𝒂𝒏𝒕𝒂𝒏𝒅𝒐
Partendo dal disco scritto da Mike Peters in punto di morte, il nostro Gabriele Bassanetti viaggia tra alcuni dei più grandi amati che hanno scelto di salutare la vita continuando a fare musica. Non è un tuffo nella tristezza o un elogio della morte, ma al contrario un elogio alla vita. Infatti ricordare questi artisti è il miglior modo per mostrarci grati a ciò che ci hanno donato: la loro arte.

Green Carnation “A Dark Poem, Part III: The Messiah Complex” (Season Of Mist, 2026)

Terzo e ultimo capitolo di “A Dark Poem”, che nella sua interezza è un’opera maestosa e impegnativa che richiede più di un ascolto per coglierne i tanti dettagli.

Green Lung “Necropolitan” (Nuclear Blast Records, 2026)

Con “Necropolitan” i Green Lung confermano di essere una grandissima band e, dopo l’addio di Ozzy e di fatto dei Black Sabbath più doom, si candidano per raccoglierne l’eredità artistica in patria e non solo.

Jehovah On Death “Lágrimas De Oro” (I, Voidhanger Records, 2026)

Gli Jehovah On Death sono una realtà del panorama rock internazionale della quale sentiremo molto parlare; hanno attitudine, idee, immagine, talento e sanno dove vogliono andare. Speriamo che presto si esibiscano in Italia, la loro proposta trova nel palco il suo ambiente ideale.

Cinquant’anni anni fa esatti nasceva il punk. O più precisamente cominciava a morire

𝐏u𝐧k: 𝐪u𝐚n𝐝o n𝐚s𝐜i𝐭a e m𝐨r𝐭e c𝐨i𝐧c𝐢d𝐨n𝐨. S𝐜o𝐩r𝐢a𝐦o p𝐞r𝐜h𝐞̀!
8 settembre 1976, esce “Anarchy In The UK”, primo singolo dei Sex Pistols, per convenzione il giorno in cui tutto ha inizio. E invece è la fine!

Andromeda presenta: 33+1 dischi anni ’80 di HARD, HEAVY, FM, AOR canadese!

Dalla fanzine n.8, che presenta 111 album di hard rock/heavy metal canadese, estrapoliamo 33 album. Non i migliori, ma quelli con cui vogliamo stimolare la vostra curiosità. Se siete interessati alla fanzine scrivetemi in privato.

Shakra “Just Live Loud!” (Frontiers Records, 2026)

Gli svizzeri Shakra ancora una volta non deludono, dinamiche ed energia vi faranno divertire, in questo nuovo album ricco di chitarre potenti e ritornelli melodici, scritti per essere riproposti in sede live.

Sweet Electric “Something Something Disco” (Autoprodotto, 2026)

Secondo disco per la band di Colonia Sweet Electric, “Something Something Disco”  è un disco pensato, non c’è una canzone decisamente brutta nell’album, e sebbene manchi un filo conduttore (cosa che potrebbe essere voluta) risulta difficile non innamorarsi di questi cinque simpatici, scanzonati ragazzi

Scorpion Milk “Flesh Masks For Skulls”  (Peaceville Records, 2026)

Nuovo EP per la creatura di Mat McNerney, quattro brani nuovo e un remix curato da ospiti sorprendenti

Avrak “Avrak” (Peaceville Records, 2026)

Il gruppo di Ted Skjellum, alias Nocturno Culto, al di fuori dei Darkthrone, per dare piena soddisfazione alla sua passione per l’old metal.

The Night Eternal “Cold Velvet” (Metal Blade Records, 2026)

Sono certo che “Cold Velvet” sarà l’album della consacrazione di una band solida, determinata e capace di schierare un vocalist riconoscibile al primo ascolto.

Ricky Warwick “Fire & Vengeance” (Earache Records, 2026)

RQuesto non è solo un disco, ma una raccolta di pensieri, umori e storie di Ricky Warwick, un rocker vero che da 40 anni canta e suona quello che ama.

CoreLeoni “Generection” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Il chitarrista e membro fondatore dei Gotthard torna in prima linea con i suoi CoreLeoni. Questo quarto album è il lavoro più pesante, per un hard Rock tirato mischiato ad une vena soul molto interessante.

Gjenferd “Black Smoke Rising” (Apollon Records, 2026)

La fiamma dell’hard rock dei ‘70 non cesserà mai di spegnersi, ovunque, tanto più nei paesi scandinavi, dove centinaia di band radicano le loro basi in quel periodo. Non è facile per gli appassionati e i cultori arrivare a conoscere tutto e, soprattutto, avere il...

Black Reflex “Zero Dawn” (Andromeda Relix, 2026)

“Zero Dawn” è un album importante, di vero heavy metal, che speriamo non si mescoli alla massa di titoli metal fatti con il metodo del copia/incolla e trovi l’attenzione che merita.

Stormbringer “Transcendence” (Attic Records, 2026)

La band del Northamptonshire torna con ‘Transcendence’. I ragazzi hanno confezionato un disco travolgente, di classico heavy metal, come si faceva ai tempi d’oro del genere. Assolutamente consigliato e per me è sicuramente uno dei migliori dischi del genere in questo 2026.

Pirate Queen “Sailing Around The World” (Despotz Records, 2026)

Le Pirate Queen proseguono il loro viaggio attraverso i mari dell’heavy metal con il secondo album “Sailing Around The World”. Un combinazione affascinante di epic, melodia ed energia, perfetta per mettersi in viaggio con le regine dei pirati.

“Over The Edge Ft. Mickey Thomas – XXX Anniversary Edition” (Frontiers Records, 2026) 

Arriva la ristampa di “Over The Edge”, l’acclamato album rock melodico che presenta la voce inconfondibile di Mickey Thomas (Starship, Jefferson Starship), originariamente pubblicato nel 2004,

Todd Adelman “Todd Adelman And The Woodsmen” (VFIB Recordings, 2026)

Todd Adelman And The Woodsmen risulta quindi un album di genere, niente di più niente di meno, ma pregno di atmosfere suggestive e belle canzoni. What Else?

Sha-Boom “Another Nail In The Coffin” (Silver Lining Music, 2026)

Dopo oltre vent’anni, gli hard rocker svedesi Sha-Boom sono tornati in vita con “Another Nail In The Coffin”, un un bel ritorno, un gran disco AOR, consigliatissimo per gli amanti del genere.

Jeffrey Halford And The Healers “Used Parts” (Shoeless Records, 2026)

Album piacevole, che non potete perdere se siete amanti dei suoni tradizionali d’oltreoceano.

Mad Max “Stories Of Destiny” ( Rock Of Angels Records, 2026)

45 anni di Mad Max, band tedesca che ha lasciato il segno nel mondo hard&heavy di stampo europeo. “Stories Of Destiny” si presenta pulito e moderno, Rolf Munkes ha compiuto un buon lavoro, per un ritorno che merita un plauso.

Joanna Connor “Live On 11/11” (MC Records, 2026)

Grandi brani, improvvisazioni e jam da infarto, fanno di questo live un documento prezioso su di un’artista magari qualche passo indietro a livello di popolarità rispetto ad altre colleghe della scena, ma sicuramente al top se si parla di passione, attitudine e bravura.

Flotsam And Jetsam “Rats In The Temple” (Napalm Records, 2026)

I Flotsam e Jetsam ci offrono il loro miglior disco post reunion, una produzione aggressiva e dura rispetto alle prime uscite anni ’80, ma i tempi chiedono questo e l’anima non ne esce snaturata. Gran disco thrash metal!

The Alarm “Transformation” (Twenty First Century Recording Company, 2026)

Il commovente ed entusiasmante testamento di Mike Peters. Qui giace un vinto che non si è arreso.

Triosphere “Oceans Above, Stars Below” (Frontiers Records, 2026)

La band norvegese heavy metal Triosphere ritorna dopo ben 12 anni con un nuovo lavoro ambizioso che raccoglie al suo interno molti stili, tra hard rock, power prog e thrash metal, un bel disco per gli amanti del genere.

Cimarron 615 “Same Sky” (Blue Elan, 2026)

Una raccolta di bellissime canzoni country, impreziosite da splendidi intrecci vocali, marchio di fabbrica dei musicisti coinvolti che, come tradizione, non rinunciano a quelle chitarre rock che rafforzano il sound.

Noveria “Becoming After” (Scarlet Records, 2026)

Non posso che dargli dieci, e lo scrivo senza il minimo imbarazzo, perché è un disco meraviglioso e perché ogni tanto conviene dirlo ad alta voce, così magari al prossimo giro non se lo perde nessuno.

Jon Lee & The Apparitions “Next Town” (Magic Hallway Records, 2026)

Un album a cui bisogna dedicare la giusta attenzione ma che non manca di momenti molto interessanti, le ispirazioni possono essere soggettive anche se è indubbio che i generi citati abbiano tutti la loro importanza, promosso.

Tokyo Blade “Hoist The Colors High” (Cherry Red Records, 2026)

Bentornati ai Tokyo Blade, oltre quattro decenni dopo con la formazione originale classica e un nuovo album “Hoist the Colours High”: un lavoro muscoloso e incisivo di heavy metal infuocato, con le radici nella NWOBHM!

Issa “Fire & Ice” (Frontiers Records, 2026)

La regina norvegese dell’AOR Issa torna con “Fire And Ice”, il suo disco più esaltante e cinematografico. Ogni traccia dell’album è scritta e prodotta dai leggendari fratelli Tom e James Martin, che hanno creato un suono che cattura perfettamente lo spirito del rock melodico degli anni ’80.

Social Distortion “Born To Kill” (Epitaph, 2026)

Il tempo passa per tutti, anche per un gruppo puro come questo ma, credetemi, “Born To Kill”, titolo troppo cattivo per quello che si ascolta, ci offre tante cose che meritano di essere ascoltate. Soprattutto se siete fan della band.

Robert Jon & The Wreck “Wreckage Vol.3” (Journeyman Records, 2026).

I Robert Jon & The Wreck fanno gli straordinari e noi non possiamo che esserne felici, questa raccolta ci offre uno spaccato odierno del gruppo e la sua voglia di andare per la propria strada, suonando quello che ad oggi riesce meglio, ovvero rock classico, energico e splendidamente sudista.

Kickin Valentina “Anthems From The Underground” (Mighty Music, 2026)

I Kickin Valentina tornano con u album che conferma Pete Newdeck come grande autore di hard ottantiano, tra melodia e street rock.

Night Ranger “Best Of” (Frontiers Records, 2026)

Sesta raccolta, per i californiani Night Ranger. Ma questa volta propone versioni remixate e rimasterizzate di successi che coprono la brillante carriera della band,

Gràinne Duffy “What Am I Supposed To Do?” (Indipendent, 2026)

Altro ottimo lavoro questo nuovissimo “”What Am I Supposed To You?”, Gràinne Duffy si conferma artista da seguire nell’immensa scena blues rock odierna.

Widowspeak “Roses” (Captured Tracks, 2026).

L’album che rientra in quella sfera di ascolti dove musica e magia sono divise da una linea sottilissima lascia che l’ascoltatore entri nel suo mondo con la delicata eleganza che ne conviene, mai troppo energico, ma assolutamente godibile, “Roses” è consigliato ai palati più fini del classic rock (dalle sfumature Indie) del nuovo millennio.

Alchem “Bloody Rose” (The Triad Records – distr. Black Widow Records, 2026)

Gli Alchem, con la loro musica coinvolgente e variegata, devono essere approfonditi da chi cerca emozioni aldilà di strade facili e immediate, andando ad arricchire ulteriormente la scena romana nella quale operano da tempo entità coraggiose e difficilmente etichettabili come Arpia e Dunwich.

The Cinelli Brothers “Live Here And There” (The Cinelli Brothers, 2026)

270 concerti in giro per il mondo, un lungo viaggio portando la propria musica dal vivo.“Live Here And There” è il risultato, il sunto di tanti chilometri, di concerti e storie che formano un pezzo di vita all’insegna del rock’n’roll.

The Eternal “Obscured Horizons” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Con “Obscured Horizons”, The Eternal firma il proprio album migliore, dimostrando che il legame con gli Amorphis ne ha favorito la crescita, forse ancor oltre gli ultimi lavori della stessa band di Helsinki, sempre buoni, ma non così sfaccettati.

Albert Castiglia “Grits & Glory” (Gulf Coast Records, 2026)

Per il prossimo Blood Brothers c’è tempo, intanto godetevi questo “Grits & Glory”, nuovo capitolo di questo grande musicista statunitense. Blues on!

Oddland “Unilluminate To Illuminate” (Frontiers Records, 2026)

Gli Oddland sono una band finlandese di progressive metal. Con questo quarto album hanno affinato il sound, con influenze dei Soen. Un ottimo esempio di progressive metal moderno scandinavo.

The Claypool Lennon Delirium “The Great Parrot-Ox And The Golden Egg Of Empathy” (ATO, 2026)

Una collaborazione che sembrava improbabile giunge al terzo album e la sensazione che sia un regalo troppo grande resta, perché il disco – non è rock, o si? – è follemente bello. Quel bello che non arriva nel cuore, ma nella testa.

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Bruce Springsteen “Born In The U.S.A.” (Columbia, 1984)

Il nostro Corrado Frasca ci racconta perché, a distanza di oltre 40 anni, “Born In The U.S.A.” non è solo un classico del rock, ma un pezzo di storia di tutti noi.

Risen Atlantis “Power To The Past” (Frontiers Records, 2025)

L’album  dei Risen Atlantis è un tributo ben realizzato alle tradizioni del classico power metal europeo, che soddisferà i fan di Helloween, Gamma Ray, Edguy e Stratovarius.

Grant-Lee Phillips “In The Hour Of Dust” (Yep Roc Records, 2025)

Nelle atmosfere di questo nuovo album, dove il nostro regala grandi momenti di cantautorato americano (Someone, American Lions) che passa attraverso gli anni come un corso d’acqua incontaminato, si coglie un’America lontana dai deliri politico/sociali in cui si è smarrita.

Astronoid “Stargod” (3 Dot Recordings, 2025)

“Stargod” è l’esempio di come il metal, se si ha voglia di cercare, possa offrire ancora modernità e freschezza. Disco maestoso!

Alterna “Tempo residuo elettrico” (Vrec, 2025)

Trio romano che debutta con un album che è figlio dell’epopea grunge degli anni ’90. Se amate quel suono siete nel posto giusto!

Treat “The Wild Card” (Frontiers Records, 2025)

Un buon disco di AOR classico, dove i Treat pescano sapientemente dalle loro radici che conoscono ormai molto bene con un piglio moderno rivolto al futuro.

Cassidy Paris “Bittersweet” (Frontiers Records, 2025)

La rocker australiana Cassidy Paris è entusiasta di annunciare l’uscita del suo secondo album, “Bittersweet” ancora una volta ci propone la sua miscela di attitudine rock ispirata agli anni ’80 con un tocco moderno.

Rory Block “Heavy On The Blues” (MC Records, 2025)

Un altro ottimo album per tenere legato al presente e il passato del blues, oggi più che mai cantore di disperazione, libertà, amore e dolore, cantato con la sensibilità e la forza della grande interprete statunitense. Blues on!

Defecto “Echoes Of Isolation” (Frontiers Records, 2025)

I Defecto di Nicklas Sonne realizzano un grande disco, nove  tracce di  metal moderno emozionanti e piene di energia.

Rodney Crowell “Airline Highway” (New West Records, 2025)

L’album passa in rassegna tutto quanto compone il background del cantautore texano Rodeny Crowell. Un lavoro che i più attenti ascoltatori del genere non possono lasciarsi sfuggire.

Novembre “Words Of Indigo” (Peaceville, 2025)

“Words Of Indigo”è disco bello, maturo e sincero, che per scorrevolezza e strutture melodiche, potrebbe piacere anche a chi questo genere non lo ha mai particolarmente apprezzato.

Johnny Marr: Estragon, Bologna, 7 novembre 2025

Un Johnny Marr generoso e pieno di energia incendia l’Estragon di Bologna. Lunga vita a Johnny “Fuckin” Marr!

Albus Diabolus “Compendio esoterico elettronico” (My Kingdom Music, 2025)

“Compendio esoterico elettronico” è un album di valore, nel quale il talento degli artisti coinvolti si palesa in tutta la sua essenza, rafforzando ulteriormente la tradizione della musica oscura italiana.

Coroner “Dissonance Theory” (Century Media, 2025)

Leggo la notizia e mi chiedo: “Ma perché? Perché tornare dopo 32 anni con il rischio di distruggere una grande…

Slash “Live At The S.E.R.P.E.N.T Festival” (earMUSIC, 2025)

Le emozioni viaggiano sulle corde della chitarra del “vecchio” Slash, animale da palco indomito, fiero rocker, appassionato, verace, vero. Live d’altri tempi ma di cui abbiamo un disperato bisogno. Stay rock and blues on!

“Devil’s Eyes – Rob Zombie tra il palco e lo schermo” di Edoardo Trevisani (Shatter Edizioni, 2025)

Nuova edizione aggiornata che racconta la doppia vita di Rob Zobie, demone industrial punk metal sul palco e regista di film horror.

A/lpaca “Laughter” (Sulatron Records, 2025)

Nati nel 2018 a Mantova, gli a/lpaca sono una delle realtà psych-punk più interessanti dell’attuale scena alternativa italiana, e lo confermano con “Laughter”.

Alcatrazz “Prior Convictions – Re-Recorded Classics” (BraveWords Records, 2025)

Il nuovo album degli Alcatrazz, band storica fondata, pensate da Yngwie Malmsteen nel 1983, propone ri-registrazioni dei brani classici e un paio di inediti, niente male.

“Can’t Get Enough: A Tribute To Bad Company” (Primary Wave Music, 2025)

Un tributo dovuto ad una band che tanto ha regalato al rock, un’operazione perfettamente riuscita, soprattutto per quei giovani appassionati che il nome Bad Company l’hanno solo sentito nominare.

Hell In The Club “Joker In The Pack” (Frontiers Records, 2025)

Tornano gli Hell In The Club band italo svedese, con “Joker In The Pack”, primo capitolo di un nuovo inizio, per la band che con l’innesto della brava Tezzi, ha scelto la via più rischiosa e non scontata, ma la scelta paga e rinvigorisce la band.

Stramonia live 2025: indimenticabile rituale dark metal di Halloween a Rapallo

La band ligure Stramonia incarna una visione contemporanea e al contempo radicalissima del dark/gothic metal italiano e ha calcato il…

Ana Popovic “Dance To The Rhythm” (Electric Heel Records, 2025)

Grinta da vendere e una personalità debordante nel canto e nel suonare la sua Stratocaster hanno ancora una volta fatto la differenza anche in questo nuovo lavoro.

Matt Pascale & The Stomps “Home” (Dixiefrog Records, 2025)

Un album ispiratissimo che consegna a chi ha cuore le sorti di queste sonorità una band di cui si può senz’altro contare nel prossimo futuro, promosso.

Folkstone: il futuro è sempre da scrivere!

In attesa di vederli in concerto ad Isola della Scala in occasione del “Taste Of Earth”, abbiamo incontrato i Folkstone, che ci hanno parlato del nuovo album “Natura Morta” e di molto altro.

Lo Shea Stadium e un concerto fuori dal tempo

Un altro capitolo delle “case della musica”: lo Shea Stadium e un concerto fuori dal tempo. Il 1965, i Beatles e il record di pubblico. Ma anche i concerti che vennero dopo!

Tame Impala “Deadbeat” (Columbia/Sony, 2025)

L’ispirazione dei Tame Impala questa volta appare affievolita, una battuta d’arresto in una carriera sempre in evoluzione.

Laura Cox “Trouble Coming” (earMUSIC, 2025)

Un disco che fonde boogie tradizionale, rock melodico e un’introspezione che aleggia in tutto il disco. Laura Cox si conferma una chitarrista consapevole delle sue capacità e ottima compositrice.

The Rods “Wild Dogs Uchained” (Massacre Records, 2025)

“Wild Dogs Unchained” è un disco semplice e roccioso nella piena tradizione dei The Rods, da ascoltare a tutto volume bevendosi una buona birra.

Kirk Fletcher “Keep On Pushing” (VizzTone Label Group, 2025)

Rieccoci a parlare di un bluesman che fuori dai circuiti del genere è poco conosciuto ma che, con questo nuovo…

Garry Burnside “It’s My Time Now” (Strolling Bones Recs, 2025)

Un buon disco che va assaporato nella sua interezza, manca di un paio di brani trainanti ma nel complesso soddisfa le voglie musicali dei fans del padre di tutti i generi.

Action/Adventure “Ever After” (Pure Noise Records, 2025)

Quintetto di origini afroamericane di Chicago che fonde pop punk e metalcore come pochi sanno fare. Disco fantastico!!

Layout 16: il metal non muore mai, parola di Helstar, Sweet Savage, Warrant e Battle Beast

Quattro album di band storiche con un’incursione più recente, che dimostrano che l’haevy metal ha più volti e mille vite.

The Ossuary “Requiem For The Sun” (Supreme Chaos Records, 2025)

Lode a The Ossuary che con “Requiem For The Sun” hanno scelto di non crogiolarsi sugli allori mietuti con gli ottimi album precedenti, andando a firmare il loro capolavoro.

Neurodeliri – “The Lost Tape And The Early Bulldozer” (2025)

Questo vinile non è solo un tuffo nel passato, ma una reliquia viva che batte ancora oggi sull’incudine della ribellione. Per approfondire quei momenti unici e capire cosa significhi portare avanti l’eredità di Bulldozer e Neurodeliri.

Mammoth “The End” (BMG, 2025)

Wolfgang Van Halen, che canta e suona tutto, è in grado di scrivere qualunque cosa. Le sue canzoni sono grintose, luminose e si intersecano con la musicalità e la melodia. “The End” è un disco bellissimo!

Williamson Brothers “Aquila” (Dial Black Sound, 2025)

“Aquila” è un lavoro che non risparmia richiami ad uno spirito ribelle che sta tornando a vivere tra i solchi del rock a stelle e strisce e non solo, in reazione alla deriva sociale a cui stiamo tutti andando incontro.

The Delayed “The Delayed” (El Ritual Records, 2025)

Oltre alle solite uscite, l’heavy rock di ispirazione settantiana ha tanto da proporre, basta saper cercare con passione ed attenzione, consigliato.

Deftones “Private Music” (Reprise, 2025)

I Deftones, che raramente hanno deluso, con “Private Music” tornano a livelli altissimi, con un tocco di personalità in più. Album maturo e solido da ascoltare e riascoltare.

Ritmo Tribale: 2000 “Bye Bye Show – Live At 26 Maggio 2000” (Overdrive, 2025)

Un live del 2000 che celebra un momento indimenticabile per i grandi Ritmo Tribale. Con la speranza che possa essere diventare l’incentivo per un nuovo disco di inediti.

Bruce Springsteen “Deliver Me From Nowhere” (20th Century Studios, Gotham Group, Bluegrass Films, 2025)

Questo film – bellissimo – non è una celebrazione, è la storia di un momento di crisi di un uomo, che si tramuta in uno dei più grandi dischi della storia del rock, “Nebraska”.

Heavy Pettin “ Rock Generation” (Silver Lining Music, 2025)

Abbiamo atteso a lungo per avere un nuovo album degli Heavy Pettin, ma il risultato è buono. Un bentornati ai rocker di Glasgow, eroi della NWOBHM melodica.

E John inventò il rumore: “Revolution n. 9, la “non canzone” più famosa del mondo

La storia di “Revolution n. 9, la “non canzone” più famosa del mondo. Parola di John Lennon!

Da David Bowie a Freddie Mercury a Johnny Cash. Testamenti in musica: quando si muore cantando!!

𝑻𝒆𝒔𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒊𝒏 𝒎𝒖𝒔𝒊𝒄𝒂, 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒔𝒊 𝒎𝒖𝒐𝒓𝒆 𝒄𝒂𝒏𝒕𝒂𝒏𝒅𝒐
Partendo dal disco scritto da Mike Peters in punto di morte, il nostro Gabriele Bassanetti viaggia tra alcuni dei più grandi amati che hanno scelto di salutare la vita continuando a fare musica. Non è un tuffo nella tristezza o un elogio della morte, ma al contrario un elogio alla vita. Infatti ricordare questi artisti è il miglior modo per mostrarci grati a ciò che ci hanno donato: la loro arte.

Green Carnation “A Dark Poem, Part III: The Messiah Complex” (Season Of Mist, 2026)

Terzo e ultimo capitolo di “A Dark Poem”, che nella sua interezza è un’opera maestosa e impegnativa che richiede più di un ascolto per coglierne i tanti dettagli.

Green Lung “Necropolitan” (Nuclear Blast Records, 2026)

Con “Necropolitan” i Green Lung confermano di essere una grandissima band e, dopo l’addio di Ozzy e di fatto dei Black Sabbath più doom, si candidano per raccoglierne l’eredità artistica in patria e non solo.

Jehovah On Death “Lágrimas De Oro” (I, Voidhanger Records, 2026)

Gli Jehovah On Death sono una realtà del panorama rock internazionale della quale sentiremo molto parlare; hanno attitudine, idee, immagine, talento e sanno dove vogliono andare. Speriamo che presto si esibiscano in Italia, la loro proposta trova nel palco il suo ambiente ideale.

Cinquant’anni anni fa esatti nasceva il punk. O più precisamente cominciava a morire

𝐏u𝐧k: 𝐪u𝐚n𝐝o n𝐚s𝐜i𝐭a e m𝐨r𝐭e c𝐨i𝐧c𝐢d𝐨n𝐨. S𝐜o𝐩r𝐢a𝐦o p𝐞r𝐜h𝐞̀!
8 settembre 1976, esce “Anarchy In The UK”, primo singolo dei Sex Pistols, per convenzione il giorno in cui tutto ha inizio. E invece è la fine!

Andromeda presenta: 33+1 dischi anni ’80 di HARD, HEAVY, FM, AOR canadese!

Dalla fanzine n.8, che presenta 111 album di hard rock/heavy metal canadese, estrapoliamo 33 album. Non i migliori, ma quelli con cui vogliamo stimolare la vostra curiosità. Se siete interessati alla fanzine scrivetemi in privato.

Shakra “Just Live Loud!” (Frontiers Records, 2026)

Gli svizzeri Shakra ancora una volta non deludono, dinamiche ed energia vi faranno divertire, in questo nuovo album ricco di chitarre potenti e ritornelli melodici, scritti per essere riproposti in sede live.

Sweet Electric “Something Something Disco” (Autoprodotto, 2026)

Secondo disco per la band di Colonia Sweet Electric, “Something Something Disco”  è un disco pensato, non c’è una canzone decisamente brutta nell’album, e sebbene manchi un filo conduttore (cosa che potrebbe essere voluta) risulta difficile non innamorarsi di questi cinque simpatici, scanzonati ragazzi

Scorpion Milk “Flesh Masks For Skulls”  (Peaceville Records, 2026)

Nuovo EP per la creatura di Mat McNerney, quattro brani nuovo e un remix curato da ospiti sorprendenti

Avrak “Avrak” (Peaceville Records, 2026)

Il gruppo di Ted Skjellum, alias Nocturno Culto, al di fuori dei Darkthrone, per dare piena soddisfazione alla sua passione per l’old metal.

The Night Eternal “Cold Velvet” (Metal Blade Records, 2026)

Sono certo che “Cold Velvet” sarà l’album della consacrazione di una band solida, determinata e capace di schierare un vocalist riconoscibile al primo ascolto.

Ricky Warwick “Fire & Vengeance” (Earache Records, 2026)

RQuesto non è solo un disco, ma una raccolta di pensieri, umori e storie di Ricky Warwick, un rocker vero che da 40 anni canta e suona quello che ama.

CoreLeoni “Generection” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Il chitarrista e membro fondatore dei Gotthard torna in prima linea con i suoi CoreLeoni. Questo quarto album è il lavoro più pesante, per un hard Rock tirato mischiato ad une vena soul molto interessante.

Gjenferd “Black Smoke Rising” (Apollon Records, 2026)

La fiamma dell’hard rock dei ‘70 non cesserà mai di spegnersi, ovunque, tanto più nei paesi scandinavi, dove centinaia di band radicano le loro basi in quel periodo. Non è facile per gli appassionati e i cultori arrivare a conoscere tutto e, soprattutto, avere il...

Black Reflex “Zero Dawn” (Andromeda Relix, 2026)

“Zero Dawn” è un album importante, di vero heavy metal, che speriamo non si mescoli alla massa di titoli metal fatti con il metodo del copia/incolla e trovi l’attenzione che merita.

Stormbringer “Transcendence” (Attic Records, 2026)

La band del Northamptonshire torna con ‘Transcendence’. I ragazzi hanno confezionato un disco travolgente, di classico heavy metal, come si faceva ai tempi d’oro del genere. Assolutamente consigliato e per me è sicuramente uno dei migliori dischi del genere in questo 2026.

Pirate Queen “Sailing Around The World” (Despotz Records, 2026)

Le Pirate Queen proseguono il loro viaggio attraverso i mari dell’heavy metal con il secondo album “Sailing Around The World”. Un combinazione affascinante di epic, melodia ed energia, perfetta per mettersi in viaggio con le regine dei pirati.

“Over The Edge Ft. Mickey Thomas – XXX Anniversary Edition” (Frontiers Records, 2026) 

Arriva la ristampa di “Over The Edge”, l’acclamato album rock melodico che presenta la voce inconfondibile di Mickey Thomas (Starship, Jefferson Starship), originariamente pubblicato nel 2004,

Todd Adelman “Todd Adelman And The Woodsmen” (VFIB Recordings, 2026)

Todd Adelman And The Woodsmen risulta quindi un album di genere, niente di più niente di meno, ma pregno di atmosfere suggestive e belle canzoni. What Else?

Sha-Boom “Another Nail In The Coffin” (Silver Lining Music, 2026)

Dopo oltre vent’anni, gli hard rocker svedesi Sha-Boom sono tornati in vita con “Another Nail In The Coffin”, un un bel ritorno, un gran disco AOR, consigliatissimo per gli amanti del genere.

Jeffrey Halford And The Healers “Used Parts” (Shoeless Records, 2026)

Album piacevole, che non potete perdere se siete amanti dei suoni tradizionali d’oltreoceano.

Mad Max “Stories Of Destiny” ( Rock Of Angels Records, 2026)

45 anni di Mad Max, band tedesca che ha lasciato il segno nel mondo hard&heavy di stampo europeo. “Stories Of Destiny” si presenta pulito e moderno, Rolf Munkes ha compiuto un buon lavoro, per un ritorno che merita un plauso.

Joanna Connor “Live On 11/11” (MC Records, 2026)

Grandi brani, improvvisazioni e jam da infarto, fanno di questo live un documento prezioso su di un’artista magari qualche passo indietro a livello di popolarità rispetto ad altre colleghe della scena, ma sicuramente al top se si parla di passione, attitudine e bravura.

Flotsam And Jetsam “Rats In The Temple” (Napalm Records, 2026)

I Flotsam e Jetsam ci offrono il loro miglior disco post reunion, una produzione aggressiva e dura rispetto alle prime uscite anni ’80, ma i tempi chiedono questo e l’anima non ne esce snaturata. Gran disco thrash metal!

The Alarm “Transformation” (Twenty First Century Recording Company, 2026)

Il commovente ed entusiasmante testamento di Mike Peters. Qui giace un vinto che non si è arreso.

Triosphere “Oceans Above, Stars Below” (Frontiers Records, 2026)

La band norvegese heavy metal Triosphere ritorna dopo ben 12 anni con un nuovo lavoro ambizioso che raccoglie al suo interno molti stili, tra hard rock, power prog e thrash metal, un bel disco per gli amanti del genere.

Cimarron 615 “Same Sky” (Blue Elan, 2026)

Una raccolta di bellissime canzoni country, impreziosite da splendidi intrecci vocali, marchio di fabbrica dei musicisti coinvolti che, come tradizione, non rinunciano a quelle chitarre rock che rafforzano il sound.

Noveria “Becoming After” (Scarlet Records, 2026)

Non posso che dargli dieci, e lo scrivo senza il minimo imbarazzo, perché è un disco meraviglioso e perché ogni tanto conviene dirlo ad alta voce, così magari al prossimo giro non se lo perde nessuno.

Jon Lee & The Apparitions “Next Town” (Magic Hallway Records, 2026)

Un album a cui bisogna dedicare la giusta attenzione ma che non manca di momenti molto interessanti, le ispirazioni possono essere soggettive anche se è indubbio che i generi citati abbiano tutti la loro importanza, promosso.

Tokyo Blade “Hoist The Colors High” (Cherry Red Records, 2026)

Bentornati ai Tokyo Blade, oltre quattro decenni dopo con la formazione originale classica e un nuovo album “Hoist the Colours High”: un lavoro muscoloso e incisivo di heavy metal infuocato, con le radici nella NWOBHM!

Issa “Fire & Ice” (Frontiers Records, 2026)

La regina norvegese dell’AOR Issa torna con “Fire And Ice”, il suo disco più esaltante e cinematografico. Ogni traccia dell’album è scritta e prodotta dai leggendari fratelli Tom e James Martin, che hanno creato un suono che cattura perfettamente lo spirito del rock melodico degli anni ’80.

Social Distortion “Born To Kill” (Epitaph, 2026)

Il tempo passa per tutti, anche per un gruppo puro come questo ma, credetemi, “Born To Kill”, titolo troppo cattivo per quello che si ascolta, ci offre tante cose che meritano di essere ascoltate. Soprattutto se siete fan della band.

Robert Jon & The Wreck “Wreckage Vol.3” (Journeyman Records, 2026).

I Robert Jon & The Wreck fanno gli straordinari e noi non possiamo che esserne felici, questa raccolta ci offre uno spaccato odierno del gruppo e la sua voglia di andare per la propria strada, suonando quello che ad oggi riesce meglio, ovvero rock classico, energico e splendidamente sudista.

Kickin Valentina “Anthems From The Underground” (Mighty Music, 2026)

I Kickin Valentina tornano con u album che conferma Pete Newdeck come grande autore di hard ottantiano, tra melodia e street rock.

Night Ranger “Best Of” (Frontiers Records, 2026)

Sesta raccolta, per i californiani Night Ranger. Ma questa volta propone versioni remixate e rimasterizzate di successi che coprono la brillante carriera della band,

Gràinne Duffy “What Am I Supposed To Do?” (Indipendent, 2026)

Altro ottimo lavoro questo nuovissimo “”What Am I Supposed To You?”, Gràinne Duffy si conferma artista da seguire nell’immensa scena blues rock odierna.

Widowspeak “Roses” (Captured Tracks, 2026).

L’album che rientra in quella sfera di ascolti dove musica e magia sono divise da una linea sottilissima lascia che l’ascoltatore entri nel suo mondo con la delicata eleganza che ne conviene, mai troppo energico, ma assolutamente godibile, “Roses” è consigliato ai palati più fini del classic rock (dalle sfumature Indie) del nuovo millennio.

Alchem “Bloody Rose” (The Triad Records – distr. Black Widow Records, 2026)

Gli Alchem, con la loro musica coinvolgente e variegata, devono essere approfonditi da chi cerca emozioni aldilà di strade facili e immediate, andando ad arricchire ulteriormente la scena romana nella quale operano da tempo entità coraggiose e difficilmente etichettabili come Arpia e Dunwich.

The Cinelli Brothers “Live Here And There” (The Cinelli Brothers, 2026)

270 concerti in giro per il mondo, un lungo viaggio portando la propria musica dal vivo.“Live Here And There” è il risultato, il sunto di tanti chilometri, di concerti e storie che formano un pezzo di vita all’insegna del rock’n’roll.

The Eternal “Obscured Horizons” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Con “Obscured Horizons”, The Eternal firma il proprio album migliore, dimostrando che il legame con gli Amorphis ne ha favorito la crescita, forse ancor oltre gli ultimi lavori della stessa band di Helsinki, sempre buoni, ma non così sfaccettati.

Albert Castiglia “Grits & Glory” (Gulf Coast Records, 2026)

Per il prossimo Blood Brothers c’è tempo, intanto godetevi questo “Grits & Glory”, nuovo capitolo di questo grande musicista statunitense. Blues on!

Oddland “Unilluminate To Illuminate” (Frontiers Records, 2026)

Gli Oddland sono una band finlandese di progressive metal. Con questo quarto album hanno affinato il sound, con influenze dei Soen. Un ottimo esempio di progressive metal moderno scandinavo.

The Claypool Lennon Delirium “The Great Parrot-Ox And The Golden Egg Of Empathy” (ATO, 2026)

Una collaborazione che sembrava improbabile giunge al terzo album e la sensazione che sia un regalo troppo grande resta, perché il disco – non è rock, o si? – è follemente bello. Quel bello che non arriva nel cuore, ma nella testa.

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Bruce Springsteen “Born In The U.S.A.” (Columbia, 1984)

Il nostro Corrado Frasca ci racconta perché, a distanza di oltre 40 anni, “Born In The U.S.A.” non è solo un classico del rock, ma un pezzo di storia di tutti noi.

Risen Atlantis “Power To The Past” (Frontiers Records, 2025)

L’album  dei Risen Atlantis è un tributo ben realizzato alle tradizioni del classico power metal europeo, che soddisferà i fan di Helloween, Gamma Ray, Edguy e Stratovarius.

Grant-Lee Phillips “In The Hour Of Dust” (Yep Roc Records, 2025)

Nelle atmosfere di questo nuovo album, dove il nostro regala grandi momenti di cantautorato americano (Someone, American Lions) che passa attraverso gli anni come un corso d’acqua incontaminato, si coglie un’America lontana dai deliri politico/sociali in cui si è smarrita.

Astronoid “Stargod” (3 Dot Recordings, 2025)

“Stargod” è l’esempio di come il metal, se si ha voglia di cercare, possa offrire ancora modernità e freschezza. Disco maestoso!

Alterna “Tempo residuo elettrico” (Vrec, 2025)

Trio romano che debutta con un album che è figlio dell’epopea grunge degli anni ’90. Se amate quel suono siete nel posto giusto!

Treat “The Wild Card” (Frontiers Records, 2025)

Un buon disco di AOR classico, dove i Treat pescano sapientemente dalle loro radici che conoscono ormai molto bene con un piglio moderno rivolto al futuro.

Cassidy Paris “Bittersweet” (Frontiers Records, 2025)

La rocker australiana Cassidy Paris è entusiasta di annunciare l’uscita del suo secondo album, “Bittersweet” ancora una volta ci propone la sua miscela di attitudine rock ispirata agli anni ’80 con un tocco moderno.

Rory Block “Heavy On The Blues” (MC Records, 2025)

Un altro ottimo album per tenere legato al presente e il passato del blues, oggi più che mai cantore di disperazione, libertà, amore e dolore, cantato con la sensibilità e la forza della grande interprete statunitense. Blues on!

Defecto “Echoes Of Isolation” (Frontiers Records, 2025)

I Defecto di Nicklas Sonne realizzano un grande disco, nove  tracce di  metal moderno emozionanti e piene di energia.

Rodney Crowell “Airline Highway” (New West Records, 2025)

L’album passa in rassegna tutto quanto compone il background del cantautore texano Rodeny Crowell. Un lavoro che i più attenti ascoltatori del genere non possono lasciarsi sfuggire.

Novembre “Words Of Indigo” (Peaceville, 2025)

“Words Of Indigo”è disco bello, maturo e sincero, che per scorrevolezza e strutture melodiche, potrebbe piacere anche a chi questo genere non lo ha mai particolarmente apprezzato.

Johnny Marr: Estragon, Bologna, 7 novembre 2025

Un Johnny Marr generoso e pieno di energia incendia l’Estragon di Bologna. Lunga vita a Johnny “Fuckin” Marr!

Albus Diabolus “Compendio esoterico elettronico” (My Kingdom Music, 2025)

“Compendio esoterico elettronico” è un album di valore, nel quale il talento degli artisti coinvolti si palesa in tutta la sua essenza, rafforzando ulteriormente la tradizione della musica oscura italiana.

Coroner “Dissonance Theory” (Century Media, 2025)

Leggo la notizia e mi chiedo: “Ma perché? Perché tornare dopo 32 anni con il rischio di distruggere una grande…

Slash “Live At The S.E.R.P.E.N.T Festival” (earMUSIC, 2025)

Le emozioni viaggiano sulle corde della chitarra del “vecchio” Slash, animale da palco indomito, fiero rocker, appassionato, verace, vero. Live d’altri tempi ma di cui abbiamo un disperato bisogno. Stay rock and blues on!

“Devil’s Eyes – Rob Zombie tra il palco e lo schermo” di Edoardo Trevisani (Shatter Edizioni, 2025)

Nuova edizione aggiornata che racconta la doppia vita di Rob Zobie, demone industrial punk metal sul palco e regista di film horror.

A/lpaca “Laughter” (Sulatron Records, 2025)

Nati nel 2018 a Mantova, gli a/lpaca sono una delle realtà psych-punk più interessanti dell’attuale scena alternativa italiana, e lo confermano con “Laughter”.

Alcatrazz “Prior Convictions – Re-Recorded Classics” (BraveWords Records, 2025)

Il nuovo album degli Alcatrazz, band storica fondata, pensate da Yngwie Malmsteen nel 1983, propone ri-registrazioni dei brani classici e un paio di inediti, niente male.

“Can’t Get Enough: A Tribute To Bad Company” (Primary Wave Music, 2025)

Un tributo dovuto ad una band che tanto ha regalato al rock, un’operazione perfettamente riuscita, soprattutto per quei giovani appassionati che il nome Bad Company l’hanno solo sentito nominare.

Hell In The Club “Joker In The Pack” (Frontiers Records, 2025)

Tornano gli Hell In The Club band italo svedese, con “Joker In The Pack”, primo capitolo di un nuovo inizio, per la band che con l’innesto della brava Tezzi, ha scelto la via più rischiosa e non scontata, ma la scelta paga e rinvigorisce la band.

Stramonia live 2025: indimenticabile rituale dark metal di Halloween a Rapallo

La band ligure Stramonia incarna una visione contemporanea e al contempo radicalissima del dark/gothic metal italiano e ha calcato il…

Ana Popovic “Dance To The Rhythm” (Electric Heel Records, 2025)

Grinta da vendere e una personalità debordante nel canto e nel suonare la sua Stratocaster hanno ancora una volta fatto la differenza anche in questo nuovo lavoro.

Matt Pascale & The Stomps “Home” (Dixiefrog Records, 2025)

Un album ispiratissimo che consegna a chi ha cuore le sorti di queste sonorità una band di cui si può senz’altro contare nel prossimo futuro, promosso.

Folkstone: il futuro è sempre da scrivere!

In attesa di vederli in concerto ad Isola della Scala in occasione del “Taste Of Earth”, abbiamo incontrato i Folkstone, che ci hanno parlato del nuovo album “Natura Morta” e di molto altro.

Lo Shea Stadium e un concerto fuori dal tempo

Un altro capitolo delle “case della musica”: lo Shea Stadium e un concerto fuori dal tempo. Il 1965, i Beatles e il record di pubblico. Ma anche i concerti che vennero dopo!

Tame Impala “Deadbeat” (Columbia/Sony, 2025)

L’ispirazione dei Tame Impala questa volta appare affievolita, una battuta d’arresto in una carriera sempre in evoluzione.

Laura Cox “Trouble Coming” (earMUSIC, 2025)

Un disco che fonde boogie tradizionale, rock melodico e un’introspezione che aleggia in tutto il disco. Laura Cox si conferma una chitarrista consapevole delle sue capacità e ottima compositrice.

The Rods “Wild Dogs Uchained” (Massacre Records, 2025)

“Wild Dogs Unchained” è un disco semplice e roccioso nella piena tradizione dei The Rods, da ascoltare a tutto volume bevendosi una buona birra.

Kirk Fletcher “Keep On Pushing” (VizzTone Label Group, 2025)

Rieccoci a parlare di un bluesman che fuori dai circuiti del genere è poco conosciuto ma che, con questo nuovo…

Garry Burnside “It’s My Time Now” (Strolling Bones Recs, 2025)

Un buon disco che va assaporato nella sua interezza, manca di un paio di brani trainanti ma nel complesso soddisfa le voglie musicali dei fans del padre di tutti i generi.

Action/Adventure “Ever After” (Pure Noise Records, 2025)

Quintetto di origini afroamericane di Chicago che fonde pop punk e metalcore come pochi sanno fare. Disco fantastico!!

Layout 16: il metal non muore mai, parola di Helstar, Sweet Savage, Warrant e Battle Beast

Quattro album di band storiche con un’incursione più recente, che dimostrano che l’haevy metal ha più volti e mille vite.

The Ossuary “Requiem For The Sun” (Supreme Chaos Records, 2025)

Lode a The Ossuary che con “Requiem For The Sun” hanno scelto di non crogiolarsi sugli allori mietuti con gli ottimi album precedenti, andando a firmare il loro capolavoro.

Neurodeliri – “The Lost Tape And The Early Bulldozer” (2025)

Questo vinile non è solo un tuffo nel passato, ma una reliquia viva che batte ancora oggi sull’incudine della ribellione. Per approfondire quei momenti unici e capire cosa significhi portare avanti l’eredità di Bulldozer e Neurodeliri.

Mammoth “The End” (BMG, 2025)

Wolfgang Van Halen, che canta e suona tutto, è in grado di scrivere qualunque cosa. Le sue canzoni sono grintose, luminose e si intersecano con la musicalità e la melodia. “The End” è un disco bellissimo!

Williamson Brothers “Aquila” (Dial Black Sound, 2025)

“Aquila” è un lavoro che non risparmia richiami ad uno spirito ribelle che sta tornando a vivere tra i solchi del rock a stelle e strisce e non solo, in reazione alla deriva sociale a cui stiamo tutti andando incontro.

The Delayed “The Delayed” (El Ritual Records, 2025)

Oltre alle solite uscite, l’heavy rock di ispirazione settantiana ha tanto da proporre, basta saper cercare con passione ed attenzione, consigliato.

Deftones “Private Music” (Reprise, 2025)

I Deftones, che raramente hanno deluso, con “Private Music” tornano a livelli altissimi, con un tocco di personalità in più. Album maturo e solido da ascoltare e riascoltare.

Ritmo Tribale: 2000 “Bye Bye Show – Live At 26 Maggio 2000” (Overdrive, 2025)

Un live del 2000 che celebra un momento indimenticabile per i grandi Ritmo Tribale. Con la speranza che possa essere diventare l’incentivo per un nuovo disco di inediti.

Bruce Springsteen “Deliver Me From Nowhere” (20th Century Studios, Gotham Group, Bluegrass Films, 2025)

Questo film – bellissimo – non è una celebrazione, è la storia di un momento di crisi di un uomo, che si tramuta in uno dei più grandi dischi della storia del rock, “Nebraska”.

Heavy Pettin “ Rock Generation” (Silver Lining Music, 2025)

Abbiamo atteso a lungo per avere un nuovo album degli Heavy Pettin, ma il risultato è buono. Un bentornati ai rocker di Glasgow, eroi della NWOBHM melodica.

E John inventò il rumore: “Revolution n. 9, la “non canzone” più famosa del mondo

La storia di “Revolution n. 9, la “non canzone” più famosa del mondo. Parola di John Lennon!

Da David Bowie a Freddie Mercury a Johnny Cash. Testamenti in musica: quando si muore cantando!!

𝑻𝒆𝒔𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒊𝒏 𝒎𝒖𝒔𝒊𝒄𝒂, 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒔𝒊 𝒎𝒖𝒐𝒓𝒆 𝒄𝒂𝒏𝒕𝒂𝒏𝒅𝒐
Partendo dal disco scritto da Mike Peters in punto di morte, il nostro Gabriele Bassanetti viaggia tra alcuni dei più grandi amati che hanno scelto di salutare la vita continuando a fare musica. Non è un tuffo nella tristezza o un elogio della morte, ma al contrario un elogio alla vita. Infatti ricordare questi artisti è il miglior modo per mostrarci grati a ciò che ci hanno donato: la loro arte.

Green Carnation “A Dark Poem, Part III: The Messiah Complex” (Season Of Mist, 2026)

Terzo e ultimo capitolo di “A Dark Poem”, che nella sua interezza è un’opera maestosa e impegnativa che richiede più di un ascolto per coglierne i tanti dettagli.

Green Lung “Necropolitan” (Nuclear Blast Records, 2026)

Con “Necropolitan” i Green Lung confermano di essere una grandissima band e, dopo l’addio di Ozzy e di fatto dei Black Sabbath più doom, si candidano per raccoglierne l’eredità artistica in patria e non solo.

Jehovah On Death “Lágrimas De Oro” (I, Voidhanger Records, 2026)

Gli Jehovah On Death sono una realtà del panorama rock internazionale della quale sentiremo molto parlare; hanno attitudine, idee, immagine, talento e sanno dove vogliono andare. Speriamo che presto si esibiscano in Italia, la loro proposta trova nel palco il suo ambiente ideale.

Cinquant’anni anni fa esatti nasceva il punk. O più precisamente cominciava a morire

𝐏u𝐧k: 𝐪u𝐚n𝐝o n𝐚s𝐜i𝐭a e m𝐨r𝐭e c𝐨i𝐧c𝐢d𝐨n𝐨. S𝐜o𝐩r𝐢a𝐦o p𝐞r𝐜h𝐞̀!
8 settembre 1976, esce “Anarchy In The UK”, primo singolo dei Sex Pistols, per convenzione il giorno in cui tutto ha inizio. E invece è la fine!

Andromeda presenta: 33+1 dischi anni ’80 di HARD, HEAVY, FM, AOR canadese!

Dalla fanzine n.8, che presenta 111 album di hard rock/heavy metal canadese, estrapoliamo 33 album. Non i migliori, ma quelli con cui vogliamo stimolare la vostra curiosità. Se siete interessati alla fanzine scrivetemi in privato.

Shakra “Just Live Loud!” (Frontiers Records, 2026)

Gli svizzeri Shakra ancora una volta non deludono, dinamiche ed energia vi faranno divertire, in questo nuovo album ricco di chitarre potenti e ritornelli melodici, scritti per essere riproposti in sede live.

Sweet Electric “Something Something Disco” (Autoprodotto, 2026)

Secondo disco per la band di Colonia Sweet Electric, “Something Something Disco”  è un disco pensato, non c’è una canzone decisamente brutta nell’album, e sebbene manchi un filo conduttore (cosa che potrebbe essere voluta) risulta difficile non innamorarsi di questi cinque simpatici, scanzonati ragazzi

Scorpion Milk “Flesh Masks For Skulls”  (Peaceville Records, 2026)

Nuovo EP per la creatura di Mat McNerney, quattro brani nuovo e un remix curato da ospiti sorprendenti

Avrak “Avrak” (Peaceville Records, 2026)

Il gruppo di Ted Skjellum, alias Nocturno Culto, al di fuori dei Darkthrone, per dare piena soddisfazione alla sua passione per l’old metal.

The Night Eternal “Cold Velvet” (Metal Blade Records, 2026)

Sono certo che “Cold Velvet” sarà l’album della consacrazione di una band solida, determinata e capace di schierare un vocalist riconoscibile al primo ascolto.

Ricky Warwick “Fire & Vengeance” (Earache Records, 2026)

RQuesto non è solo un disco, ma una raccolta di pensieri, umori e storie di Ricky Warwick, un rocker vero che da 40 anni canta e suona quello che ama.

CoreLeoni “Generection” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Il chitarrista e membro fondatore dei Gotthard torna in prima linea con i suoi CoreLeoni. Questo quarto album è il lavoro più pesante, per un hard Rock tirato mischiato ad une vena soul molto interessante.

Gjenferd “Black Smoke Rising” (Apollon Records, 2026)

La fiamma dell’hard rock dei ‘70 non cesserà mai di spegnersi, ovunque, tanto più nei paesi scandinavi, dove centinaia di band radicano le loro basi in quel periodo. Non è facile per gli appassionati e i cultori arrivare a conoscere tutto e, soprattutto, avere il...

Black Reflex “Zero Dawn” (Andromeda Relix, 2026)

“Zero Dawn” è un album importante, di vero heavy metal, che speriamo non si mescoli alla massa di titoli metal fatti con il metodo del copia/incolla e trovi l’attenzione che merita.

Stormbringer “Transcendence” (Attic Records, 2026)

La band del Northamptonshire torna con ‘Transcendence’. I ragazzi hanno confezionato un disco travolgente, di classico heavy metal, come si faceva ai tempi d’oro del genere. Assolutamente consigliato e per me è sicuramente uno dei migliori dischi del genere in questo 2026.

Pirate Queen “Sailing Around The World” (Despotz Records, 2026)

Le Pirate Queen proseguono il loro viaggio attraverso i mari dell’heavy metal con il secondo album “Sailing Around The World”. Un combinazione affascinante di epic, melodia ed energia, perfetta per mettersi in viaggio con le regine dei pirati.

“Over The Edge Ft. Mickey Thomas – XXX Anniversary Edition” (Frontiers Records, 2026) 

Arriva la ristampa di “Over The Edge”, l’acclamato album rock melodico che presenta la voce inconfondibile di Mickey Thomas (Starship, Jefferson Starship), originariamente pubblicato nel 2004,

Todd Adelman “Todd Adelman And The Woodsmen” (VFIB Recordings, 2026)

Todd Adelman And The Woodsmen risulta quindi un album di genere, niente di più niente di meno, ma pregno di atmosfere suggestive e belle canzoni. What Else?

Sha-Boom “Another Nail In The Coffin” (Silver Lining Music, 2026)

Dopo oltre vent’anni, gli hard rocker svedesi Sha-Boom sono tornati in vita con “Another Nail In The Coffin”, un un bel ritorno, un gran disco AOR, consigliatissimo per gli amanti del genere.

Jeffrey Halford And The Healers “Used Parts” (Shoeless Records, 2026)

Album piacevole, che non potete perdere se siete amanti dei suoni tradizionali d’oltreoceano.

Mad Max “Stories Of Destiny” ( Rock Of Angels Records, 2026)

45 anni di Mad Max, band tedesca che ha lasciato il segno nel mondo hard&heavy di stampo europeo. “Stories Of Destiny” si presenta pulito e moderno, Rolf Munkes ha compiuto un buon lavoro, per un ritorno che merita un plauso.

Joanna Connor “Live On 11/11” (MC Records, 2026)

Grandi brani, improvvisazioni e jam da infarto, fanno di questo live un documento prezioso su di un’artista magari qualche passo indietro a livello di popolarità rispetto ad altre colleghe della scena, ma sicuramente al top se si parla di passione, attitudine e bravura.

Flotsam And Jetsam “Rats In The Temple” (Napalm Records, 2026)

I Flotsam e Jetsam ci offrono il loro miglior disco post reunion, una produzione aggressiva e dura rispetto alle prime uscite anni ’80, ma i tempi chiedono questo e l’anima non ne esce snaturata. Gran disco thrash metal!

The Alarm “Transformation” (Twenty First Century Recording Company, 2026)

Il commovente ed entusiasmante testamento di Mike Peters. Qui giace un vinto che non si è arreso.

Triosphere “Oceans Above, Stars Below” (Frontiers Records, 2026)

La band norvegese heavy metal Triosphere ritorna dopo ben 12 anni con un nuovo lavoro ambizioso che raccoglie al suo interno molti stili, tra hard rock, power prog e thrash metal, un bel disco per gli amanti del genere.

Cimarron 615 “Same Sky” (Blue Elan, 2026)

Una raccolta di bellissime canzoni country, impreziosite da splendidi intrecci vocali, marchio di fabbrica dei musicisti coinvolti che, come tradizione, non rinunciano a quelle chitarre rock che rafforzano il sound.

Noveria “Becoming After” (Scarlet Records, 2026)

Non posso che dargli dieci, e lo scrivo senza il minimo imbarazzo, perché è un disco meraviglioso e perché ogni tanto conviene dirlo ad alta voce, così magari al prossimo giro non se lo perde nessuno.

Jon Lee & The Apparitions “Next Town” (Magic Hallway Records, 2026)

Un album a cui bisogna dedicare la giusta attenzione ma che non manca di momenti molto interessanti, le ispirazioni possono essere soggettive anche se è indubbio che i generi citati abbiano tutti la loro importanza, promosso.

Tokyo Blade “Hoist The Colors High” (Cherry Red Records, 2026)

Bentornati ai Tokyo Blade, oltre quattro decenni dopo con la formazione originale classica e un nuovo album “Hoist the Colours High”: un lavoro muscoloso e incisivo di heavy metal infuocato, con le radici nella NWOBHM!

Issa “Fire & Ice” (Frontiers Records, 2026)

La regina norvegese dell’AOR Issa torna con “Fire And Ice”, il suo disco più esaltante e cinematografico. Ogni traccia dell’album è scritta e prodotta dai leggendari fratelli Tom e James Martin, che hanno creato un suono che cattura perfettamente lo spirito del rock melodico degli anni ’80.

Social Distortion “Born To Kill” (Epitaph, 2026)

Il tempo passa per tutti, anche per un gruppo puro come questo ma, credetemi, “Born To Kill”, titolo troppo cattivo per quello che si ascolta, ci offre tante cose che meritano di essere ascoltate. Soprattutto se siete fan della band.

Robert Jon & The Wreck “Wreckage Vol.3” (Journeyman Records, 2026).

I Robert Jon & The Wreck fanno gli straordinari e noi non possiamo che esserne felici, questa raccolta ci offre uno spaccato odierno del gruppo e la sua voglia di andare per la propria strada, suonando quello che ad oggi riesce meglio, ovvero rock classico, energico e splendidamente sudista.

Kickin Valentina “Anthems From The Underground” (Mighty Music, 2026)

I Kickin Valentina tornano con u album che conferma Pete Newdeck come grande autore di hard ottantiano, tra melodia e street rock.

Night Ranger “Best Of” (Frontiers Records, 2026)

Sesta raccolta, per i californiani Night Ranger. Ma questa volta propone versioni remixate e rimasterizzate di successi che coprono la brillante carriera della band,

Gràinne Duffy “What Am I Supposed To Do?” (Indipendent, 2026)

Altro ottimo lavoro questo nuovissimo “”What Am I Supposed To You?”, Gràinne Duffy si conferma artista da seguire nell’immensa scena blues rock odierna.

Widowspeak “Roses” (Captured Tracks, 2026).

L’album che rientra in quella sfera di ascolti dove musica e magia sono divise da una linea sottilissima lascia che l’ascoltatore entri nel suo mondo con la delicata eleganza che ne conviene, mai troppo energico, ma assolutamente godibile, “Roses” è consigliato ai palati più fini del classic rock (dalle sfumature Indie) del nuovo millennio.

Alchem “Bloody Rose” (The Triad Records – distr. Black Widow Records, 2026)

Gli Alchem, con la loro musica coinvolgente e variegata, devono essere approfonditi da chi cerca emozioni aldilà di strade facili e immediate, andando ad arricchire ulteriormente la scena romana nella quale operano da tempo entità coraggiose e difficilmente etichettabili come Arpia e Dunwich.

The Cinelli Brothers “Live Here And There” (The Cinelli Brothers, 2026)

270 concerti in giro per il mondo, un lungo viaggio portando la propria musica dal vivo.“Live Here And There” è il risultato, il sunto di tanti chilometri, di concerti e storie che formano un pezzo di vita all’insegna del rock’n’roll.

The Eternal “Obscured Horizons” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Con “Obscured Horizons”, The Eternal firma il proprio album migliore, dimostrando che il legame con gli Amorphis ne ha favorito la crescita, forse ancor oltre gli ultimi lavori della stessa band di Helsinki, sempre buoni, ma non così sfaccettati.

Albert Castiglia “Grits & Glory” (Gulf Coast Records, 2026)

Per il prossimo Blood Brothers c’è tempo, intanto godetevi questo “Grits & Glory”, nuovo capitolo di questo grande musicista statunitense. Blues on!

Oddland “Unilluminate To Illuminate” (Frontiers Records, 2026)

Gli Oddland sono una band finlandese di progressive metal. Con questo quarto album hanno affinato il sound, con influenze dei Soen. Un ottimo esempio di progressive metal moderno scandinavo.

The Claypool Lennon Delirium “The Great Parrot-Ox And The Golden Egg Of Empathy” (ATO, 2026)

Una collaborazione che sembrava improbabile giunge al terzo album e la sensazione che sia un regalo troppo grande resta, perché il disco – non è rock, o si? – è follemente bello. Quel bello che non arriva nel cuore, ma nella testa.