BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Williamson Brothers “Aquila” (Dial Black Sound, 2025)

“Aquila” è un lavoro che non risparmia richiami ad uno spirito ribelle che sta tornando a vivere tra i solchi del rock a stelle e strisce e non solo, in reazione alla deriva sociale a cui stiamo tutti andando incontro.

The Delayed “The Delayed” (El Ritual Records, 2025)

Oltre alle solite uscite, l’heavy rock di ispirazione settantiana ha tanto da proporre, basta saper cercare con passione ed attenzione, consigliato.

Deftones “Private Music” (Reprise, 2025)

I Deftones, che raramente hanno deluso, con “Private Music” tornano a livelli altissimi, con un tocco di personalità in più. Album maturo e solido da ascoltare e riascoltare.

Ritmo Tribale: 2000 “Bye Bye Show – Live At 26 Maggio 2000” (Overdrive, 2025)

Un live del 2000 che celebra un momento indimenticabile per i grandi Ritmo Tribale. Con la speranza che possa essere diventare l’incentivo per un nuovo disco di inediti.

Bruce Springsteen “Deliver Me From Nowhere” (20th Century Studios, Gotham Group, Bluegrass Films, 2025)

Questo film – bellissimo – non è una celebrazione, è la storia di un momento di crisi di un uomo, che si tramuta in uno dei più grandi dischi della storia del rock, “Nebraska”.

Heavy Pettin “ Rock Generation” (Silver Lining Music, 2025)

Abbiamo atteso a lungo per avere un nuovo album degli Heavy Pettin, ma il risultato è buono. Un bentornati ai rocker di Glasgow, eroi della NWOBHM melodica.

E John inventò il rumore: “Revolution n. 9, la “non canzone” più famosa del mondo

La storia di “Revolution n. 9, la “non canzone” più famosa del mondo. Parola di John Lennon!

Shiraz Lane “In Vertigo” (Frontiers Records, 2025)

Il gruppo rock finlandese segna un nuovo capitolo, “In Vertigo” è un gran disco audace e perfetto per chi ama il genere pop-metal.

The Third Mind “Right Now!” (Yep Rock Records, 2025)

Prendete un gruppo di musicisti affermati riuniti da un'idea del cantante, chitarrista e compositore Dave Alvin. Portateli in uno studio…

Piper & The Hard Times “Good Company” (Hard Tomes Records, 2025)

Augurando una pronta guarigione ad Al “Piper” Green, non possiamo che consigliare a tutti questo splendido secondo album dei “Piper & The Hard Times”, sicuramente protagonista della mia classifica 2025.

AFI “Silver Bleed The Black Sun…”  (Run For Cover Records, 2025)

Ho seguito gli statunitensi AFI ad inizio carriera, una trentina di anni fa e fino al primo decennio dei duemila,…

Amorphis “Borderland” (Reigning Phoenix Music, 2025)

“Borderland” conferma l’ottimo livello medio della discografia degli Amorphis, pur palesando alcuni momenti di ripetitività che da musicisti di questo livello non mi aspetto.

Shaggy Dogs “Pinball Boomers” (First Offence Records, 2025)

Prodotto da Nick Brine nei Rockfields Studios in Galles, “Pinball Boomers è di fatto un manifesto di come il blues e il rock’n’roll riescano sempre a risultare freschi, senza lasciare al tempo energia e voglia di divertirsi.

Atomic Rooster “Circle The Sun” (Esoteric Antenna, 2025)

“Circle The Sun” è di fatto un grande ritorno per la storica band britannica, riuscendo a vincere le diffidenze dovute al tempo che passa inesorabile, con mestiere, abilità ed immenso talento, imperdibile.

Dyer Davis “Kiss The Ring” (Valley Rose Records/Bing Wing Records, 2025)

Un lavoro piacevole che consiglio a tutti gli amanti del rock blues britannico e del southern d’oltreoceano.

Marcus King Band “Darling Blue” (American Recordings, 2025)

Quattordici tracce valorizzate da una varietà stilistica che allontana spettri di ripetitività a favore di un approccio libero di accomunare il sound di tradizione roots con la voce soul di Marcus e una sei corde che brucia di passione blues rock.

Electric Cherry “Cherry Heart” (Vrec, 2025)

Se molti si interrogano se può o meno funzionare in Italia una band che suona classic rock in inglese la risposta può essere una sola: dipende da come lo fai! Ed il disco “Cherry Heart” dei romani Electric Cherry ha tutte le carte in regola per funzionare eccome.

Soulfly “Chama” (Nuclear Blast Records, 2025)

Con “Chama” che in portoghese significar “fiamma”, i Soulfly dimostrano ancora una volta che la loro musica non riguarda solo i riff, ma anche le loro radici, la terra, la loro vita.

Ronnie Romero “Backbone” (Frontiers Records, 2025)

Torna il cantante Ronnie Romero che annuncia l’uscita del suo nuovo album da solista. Il nuovo album è caratterizzato da una collezione di potenti e ispirate tracce heavy metal.

The Vintage Caravan “Portals” (Napalm Records, 2025)

“Portals” conferma le qualità de The Vintage Caravan, già espresse con la discografia precedente, regalando un album ricco di ottime canzoni e andando a rappresentare al meglio il rock islandese nel mondo.

The Boneshakers “Live To Be This” (Gulf Coast Records/SoNo Recording Blues, 2025)

Questa raccolta di brani non lascia scampo, grazie ai nomi coinvolti e all’interpretazione della Langer davvero sopra le righe, consigliato.

The Zac Shulze Gang “Straight To It” (Ruf Records, 2025)

Ci aspettavamo qualcosa di eclatante dopo le ottime impressioni avute con “Live And Loud”, ma possiamo senz’altro affermare che i tre musicisti britannici si sono superati. Imperdibile!

Testament “Para Bellum” (Nuclear Blast, 2025)

Tornano i Testament, e “Para Bellum” è il loro miglior lavoro da oltre oltre un decennio, un disco che dimostra come la band non cerchi facili scorciatoie, ma voglia sempre offrire il massimo ai suoi fan. Il thrash metal ha ritrovato i suoi eroi!

The Switch “No Way Out” (Frontiers Records, 2025)

Questo “No Way Out” è un piccolo capolavoro di rock americano, che ci riporta ai suoni delle grandi band anni ’80 di AOR, da ascoltare assolutamente se amate il genere.

Rage “A New World Rising” (Steamhammer/ SPV, 2025)

“A New World Rising” il nuovo disco è un altro bel risultato per i Rage, fresco e dinamico, spaccatimpani, heavy classico, con aggiunte di modernità mai scontate.

Christone “Kingfish” Ingram “Hard Road” (Red Zero Records, 2025)

Prodotto dal solito Tom Hanbridge, questa volta raggiunto da Nick Goldstone e Patrick Hayes (a formare una squadra vincente su tutti i fronti), “Hard Road” non mancherà di aprire quelle poche porte ancora chiuse e aiutare “Kingfish” a raggiungere il gradino più alto nell’olimpo del blues odierno.

Walter Trout “Sign Of The Times” (Provogue Records, 2025)

Altro album da non perdere assolutamente se siete amanti del genere, anche se lavori come “Sign Of The Times” sono consigliati a tutti gli amanti della buona musica.

Andy And The Rockets “Casino” (Delapop, 2025)

Band svedese attiva dal 2017, Andy And The Rockets tornano con il nuovo “Casino”: la band propone un bel mix di nuovo metal e hard rock più tradizionale.

Sparzanza “From Dust To Darkness” (Despotz Records, 2025)

Dopo quasi dieci anni tornaano gli Sparzanza, band svedese, con un album caratterizzato da un mix di ritmi che vanno da cadenzati a veloci e groove più accessibili e impennate violentissime, è decisamente un album ben prodotto, heavy rock moderno e potente.

Warren Haynes “The Whisper Sessions” (Fantasy Records, 2025)

Prodotto dallo stesso Haynes, l’album merita un ascolto approfondito, magari nella tranquillità e nell’intimità di un momento rubato alla vita di tutti i giorni. Bellissimo!

Layout 15: Suede, Hot Chip, The Mars Volta, G.O.L.E.M.

Un bel mix di generi per questa nuova puntata di Layout, dal brit pop all’elettronica dancefloor, al free jazz all’hard rock. A BackInRock non abbiamo pregiudizi!!

Biffy Clyro “Fatigue” (Warner, 2025)

Mentre il mondo (brit pop) pensa alla reunion degli Oasis, il rock britannico, dopo i Suede, ci regala un altro album gigantesco, il ritorno dei re del rock del terzo millennio, i Biffy Clyro. “Futique” si candida a mio disco dell’anno.

Year Of The Goat “Trivia Goddess” (Napalm Records, 2025)

“Trivia Goddess” è un album di altissimo livello che conferma la qualità e la crescita compositiva degli Year Of The Goat, protagonisti della scana occult rock.

Buckingham Nicks “Buckingham Nicks” (Rhino – Riessue 2025)

La ristampa di questo bellissimo lavoro risulta importantissima per i fans della seconda parte di carriera dei Fleetwood Mac e di quell’enorme artista che è la strega bianca del rock. Irrinunciabile!

Whiskey Myers “Whomp Whack Thunder” (Wiggy Thump Records, 2025)

“Whomp Whack Thunder” è l’ennesima prova eccellente di questa band, ormai pronta per essere considerata tra le grandi della storia del genere!! Bentornati Whiskey Myers.

Michael Schenker Group “Don’t Sell Your Soul” (earMusic, 2025)

Un ottimo ritorno per Michael Schenker, che dimostra un ritrovato vigore nella scrittura ed una tecnica sempre notevole. Si, possiamo dirlo: “Don’t Sell Your Soul” è un gran bel disco!!

The Mean Times “Feel No Dumb” (Golden Robot Records, 2025)

Un album di debutto per questa band di Melbourne che, al ritmo di punk e garage pop, parla di libertà giovanile. Un disco diretto e senza filtri.

Green Carnation “A Dark Poem part 1: The Shores Of The Melancholia” (Season Of Mist, 2025)

I Green Carnation dimostrano ancora una volta di essere un punto di riferimento del prog metal che guarda più al contenuto che all’esibizione virtuosistica, alimentando la voglia e la curiosità di ascoltare quanto prima le altre due parti di cui sicuramente parleremo su Back In Rock.

Tedeschi Trucks Band And Leon Russell “Mad Dogs & Englishmen (Revisited Live At Lockin’)” (Fantasy Records, 2025)

Un album che, in coppia con il documentario “Learning To Live Together”: The Return Of Mad Dogs & Englishmen”, uscito nel 2021, diventa un documento importante per rivivere l’atmosfera di collaborazione e di condivisione di quel ormai leggendario periodo (non solo musicale) che sono stati gli anni 60’/’70.

Robert Plant “Saving Grace” with Suzi Dian (Nonesuch Records, 2025)

Chi ha avuto il piacere e la fortuna di vederli dal vivo sa già di cosa si tratta, mentre chi si è perso lo spettacolo nell’album troverà di che allietarsi con armonie provenienti da epoche lontane, quadri scarni ed essenziali ma perfetti nel loro trasferire emozioni e colori antichi.

Castle Rat “The Bestiary” (King Volume/Blues Funeral, 2025)

Tornano i newyorkesi Castle Rat con un secondo album maturo, importante. Metal epic doom lontano dalla tecnologia, intriso di fascino e creatività. Sosteniamoli!!

Bruce Springsteen “Nebraska” (Columbia, 1982)

In attesa della versione deluxe, in uscita a breve, il nostro Corrado Frasca riporta a galla e (ri)analizza “Nebraska” nella sua essenza originale. Un atto di incoscienza e coraggio di Bruce Springsteen, che diventò un capolavoro!!

Klimt 1918 “Àmor” (Prophecy Productions, 2026)

“Àmor” non solo si candida a personale disco dell’anno, ma scolpisce il nome dei Klimt 1918 nelle cime più alte delle band contemporanee.

Voïvod “Symphonique” (Century Media, 2026)

“Symphonique” è un album/evento che soddisferà i tanti amanti dei Voïvod, ma può essere il punto di partenza per chi volesse conoscere e approfondire la band canadese.

Rock Justice “You’ve Been Served” (Fireflash Records, 2026)

Rock Justice sono un nuovo gruppo hard rock che vede la partecipazione della cantante Maggy Luyten (Ayreon, Beautiful Sin, The Prize, ex-Nightmare) e del chitarrista Bas Maas (Doro, After Forever). “You’ve Been Served” unisce stili musicali vari, con un’atmosfera nostalgica e una produzione ben costruita.

Carmen Ratti Band Featuring Jill Dineen “Come To Me” (MoMojo Records, 2026)

Scoprire band, musicisti e album di qualità superiore è la nostra missione e quando ci riusciamo, come per magia, tutto torna al suo posto, come sempre grazie alla musica…imperdibile.

Elder “Through Zero” (Stickman Records, 2026)

Gli Elder ci regalano cinquanta minuti di musica splendidamente semplice nelle sue complicate strutture progressive, pregne di una sagacia compositiva che è esclusiva dei grandi interpreti del genere, applausi!

Masterplan “Metalmorphosis” (Frontiers, 2026)

Alla fine del viaggio ci troviamo in mano un disco onesto e piacevole, opera di una band che dopo tredici anni di silenzio non ha la minima intenzione di adagiarsi sugli allori e che ogni tanto si diverte sinceramente a spiazzarci.

Delta Generators “On & On” (Self Relehase, 2026)

Un disco del genere, nel suo rude approccio rock, è consigliato anche agli amanti dei suoni più duri, soprattutto per la sua atmosfera live che risulta l’asso nella manica dei Delta Generators.

Boogie Beasts “Don’t Be So Mean!-A Tribute To R.L. Burnside” (Donor Productions/Naked, 2026)

Tutto l’album che risplende della luce leggendaria di Burnside e della sua musica. I Boogie Beasts si confermano cult band e grandi conoscitori della storia del blues.

The Zen Circus + Lamante, venerdì 12 giugno allo Sherwood Festival di Padova

Un concerto ricco di energia ed emozione, gli Zen Circus si confermano una delle band più importanti del rock italiani di questi confusi anni duemila.

King Tuff “Moo” (Thirty Tigers, 2026)

A volte bastano una chitarra, buone idee e un talento spropositato per fare dell’ottimo rock’n’roll e King Tuff ci è ancora una volta riuscito.

Abyssian “Let Me Die Under The Stars” (Black Widow Records, 2026)

Grande crescita per gli Abyssian e altro colpo della Black Widow Records che, dopo i Sarvaega (clicca sul link colorato per leggerne la recensione), conferma per l’ennesima volta di essere punto di riferimento per il dark sound italiano (e non solo).

Spread Eagle “The Brutal Divine” (Frontiers Records, 2026)

Gli  Spread Eagle band hard rock di New York  nata a fine degli anni ’80, pubblicano un quarto album che può essere apprezzato sia dai nuovi che dai vecchi fan. La band ha ancora spazio per crescere, la scrittura è solida ben arrangiata: un buon disco hard rock vecchia maniera.

Bolan “Gargoyle Of The Garden State” (earMUSIC, 2026)

Rachel Bolan si fa avanti con il suo primo album da solista sotto il nome di Bolan “Gargoyle Of The Garden State” è un debutto audace e profondamente personale, radicato nel coraggio, nell’atteggiamento e nello spirito narrativo del New Jersey.

Philip Sayce “Scorched Earth Vol. Two Live In LA/London” (Forty Below Records ,2026)

Un documento live che appassionerà non poco gli amanti del sound del nostro eroe, un vero satanasso quando mette i piedi su di un palco, consigliato.

Alice Armstrong Live “Blood In The Water” (Indipendent, 2026)

Alice Armstrong dà prova d’essere una grande interprete della sua musica e non solo, divina quando la potenza non inficia una raffinatezza innata per melodie soul che aleggiano su questi sette splendidi brani.

Brown Horse “Total Dive” (Loose Music, 2026)

La band inglese suona un crossover tra indie rock e country in cui non si contano i momenti di emozionante songwriting dove trapela la loro alchimia, con le atmosfere e le sensazioni scaturite dall’ascolto dei colleghi d’oltreoceano.

Ryan Bingham And The Texas Gentlemen “They Call Us The Lucky Ones” (Thirty Tigers, 2026)

Tra canzoni più ariose ed altre dove il senso di tragica disperazione è palese, con “They Call Us The Lucky Ones” Ryan Bingham si conferma come cantore di un’America più vera, seguendo le orme dei grandi autori del passato, bravo.

Vanden Plas “AcCult2” (Frontiers Records, 2026)

I pionieri tedeschi del progressive metal Vanden Plas tornano con “AcCult 2”, il tanto atteso sequel acustico del primo capitolo del 1996. Ecco brani selezionati del loro vasto catalogo con nuovi arrangiamenti acustici, che offrono una prospettiva completamente nuova sulla musica della band.

Jason Ricci And The Bad Kind “13 Hours” (Gulf Coast Records, 2026)

Dopo un’ora di grande musica l’album si chiude in crescendo con i dodici minuti della title track, salutandoci e dandoci appuntamento al prossimo giro di walzer, pardon… di blues.

Red Sun “Songs From Hidden Places” (Subsounds Records, 2026)

alberto centenari
Allegati
ven 5 giu, 14:01 (18 ore fa)
a me
Il nuovo album dei piacentini Red Sun è un viaggio tra deserti e psiche, là dove l’elettronica aiuta viaggi staccati dal tempo e da corpi, in bilico tra visioni e realtà.

Jared James Nichols “Louder Than Fate” (Frontiers Records, 2026)

“Louder Than Fate” mette in mostra il talento di Jared James Nichols, classe 1989, un disco ben suonato, in un misto di eleganza e spunti hard. Brani che dal vivo troveranno la massima espressione.

Manraze “Lock, Stock & Barrel” (Hear No Evil, 2026)

Un cofanetto che celebra i Manraze, un supergruppo ingiustamente poco ricordato, formato da Phil Collen, Paul Cook e Simon Laffy. Essenza rock’n’roll!!

Stefano Dentone /Sundance Duo “The Seagull & The 7 Sisters” (Stefano Dentone, 2026)

Album da assaporare nota dopo nota, ritagliandosi lo spazio e il tempo per farlo vostro, bellissimo.

Armored Saint “Emotion Factory Reset” (Metal Blade Records, 2026)

Gli Armored Saint continuano imperterriti per la loro strada, presentando l’ennesimo grande album della loro carriera e confermando un’innata capacità a scrivere brani in cui si fondono potenza, melodia e immediatezza, ma che, al contempo, presentano sfumature variegate che invitano a più ascolti.

The 69 Eyes “I Survive” (BLKIIBLK, 2026)

“I Survive” è un EP che ha praticamente tutto il mood necessario ad entrare nella discografia dei 69 Eyes, è breve, ma affilato come un rasoio, un tassello che aumenta ancora di più l’attesa per il prossimo album.

The Nude Party “Look Who’s Back” (The Nude Party, 2026)

“Look Who’s Back” rimane un gioiellino da fare vostro se avete fame di rock americano baciato dal sole dello psych/country. Promosso.

Spell “Wretched Heart” (Bad Omen Records, 2026)

Altro album da avere assolutamente, “Wretched Heart” ha il compito di ribadire l’altissima qualità della proposta del gruppo canadese, che di fatto non assomiglia a nessuno se non a se stesso, come i gruppi che definiamo grandi e che indicano una via. chapeau.

Softcult “When a Flower Doesn’t Grow” (EasyLife, 2026)

Due gemelle canadesi firmano la combinazione perfetta: grunge e shoegaze, per un debutto che ammalia e seduce.

Il gatto, il topo e gli stem silenziosi: l’intelligenza artificiale sta cambiando le regole della musica. Ma chi le scrive?

Stem silenziosi, detection tool e il gioco del gatto e del topo: come l’intelligenza artificiale sta cambiando la musica e perché servono regole, non divieti.

Lynch Mob “The Final Ride live” (Frontiers Records, 2026)

George Lynch pubblica “The Final Ride” l’album live definitivo dei Lynch Mob, che cattura l’ultima corsa della band sul palco.
Il disco la linea fondamentale dei Lynch Mob e soprattutto un promemoria di quanto sia incredibile il repertorio di George Lynch.

Romeo “Déjà Vu Letters” (Street Symphonies Records, 2026)

I Romeo sono una rock’n’roll band dal carattere forte e senza compromessi, nata nel 2024, ispirata dal sound vintage di metà anni ’70 e ’80 attinge l’ispirazione da band come Thin Lizzy, UFO, Cheap Trick e The Dogs D’Amour. Un gran bel debutto!

The Alexis P. Sutter Band “Just Stay Live – Featuring Garth Hudson” (Nola Blue Records, 2026)

Una delle ultime apparizioni live di Garth Hudson che diventa anche la fotografia della The Alexis P. Sutter Band dell’epoca. Una band e un’interprete da scoprire se siete amanti del soul/blues e del gospel.

Layout 18: Azrael, Sconfitta, Alcstones, Elle

Una nuova puntata di Layout, per esplorare l’underground musicale nazionale, in tutte le sue forme creative.

The Quill “Master Of The Sky” (Metalville, 2026)

I The Quill sono tornati con un lavoro ispiratissimo, granitico e melodico come solo loro sanno creare…una garanzia.

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox, cantante degli Axe Hero, produttore, discografico, organizzatore di eventi e tanto altro. E per Mirko il motto è uno solo: il rock è immortale e la nostalgia non esiste!!

Scena metal italiana: il silenzio dei media non è una recensione

Scena metal italiana: perché le webzine non coprono le band di casa? Non è snobismo, è un meccanismo preciso che si può capire e cambiare.

Marc Broussard “Change Worth Taking” (KTBA Records, 2026)

Di Marc Broussard vi avevamo parlato poco più di un mese fa, in occasione della recensione sul nuovo album di cover “SOS V: Songs Of The 50s'”, ultimo di una manciata di lavori con sigla SOS, di cui il ricavato andava ad associazioni no profit come “Love Of People” in...

49 Winchester “Change Of Plans” (Lucille Records/MCA, 2026)

Capitanato da l’enorme talento vocale e compositivo di Isaac Gibson, il gruppo della Virginia va oltre le aspettative per avvicinarsi spedito ai lustri di quella manciata di gruppi che stanno dando nuova vita e linfa ai suoni americani “classici”.

Mandy Manala “Something Wicked” (Argonauta Records, 2026)

Era difficile ripetersi sui livelli del primo album, ma i Mandy Manala ci sono riusciti appieno e si confermano una delle migliori realtà odierne in campo hard rock.

Tori Amos “In Times Of Dragons” (Fontana, 2026)

Un disco che ci riconsegna l’artista che 35 anni fa con la sua voce ed il suo pianoforte ci fece sognare ed oggi, ci fa riflettere sognando.

Darkthrone “Pre-Historic Metal” (Peaceville Records, 2026)

Continua il viaggio nel passato della band di Fenriz e Nocturno Culto, con una barbarica odissea nel metal che fu, trattato alla loro maniera.

Mike Zito “Outside Or The Eastside” (Gulf Coast Records, 2026)

La chitarra blues di Mike Zito è sempre una garanzia di qualità e anche questo nuovo album lo conferma.

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Williamson Brothers “Aquila” (Dial Black Sound, 2025)

“Aquila” è un lavoro che non risparmia richiami ad uno spirito ribelle che sta tornando a vivere tra i solchi del rock a stelle e strisce e non solo, in reazione alla deriva sociale a cui stiamo tutti andando incontro.

The Delayed “The Delayed” (El Ritual Records, 2025)

Oltre alle solite uscite, l’heavy rock di ispirazione settantiana ha tanto da proporre, basta saper cercare con passione ed attenzione, consigliato.

Deftones “Private Music” (Reprise, 2025)

I Deftones, che raramente hanno deluso, con “Private Music” tornano a livelli altissimi, con un tocco di personalità in più. Album maturo e solido da ascoltare e riascoltare.

Ritmo Tribale: 2000 “Bye Bye Show – Live At 26 Maggio 2000” (Overdrive, 2025)

Un live del 2000 che celebra un momento indimenticabile per i grandi Ritmo Tribale. Con la speranza che possa essere diventare l’incentivo per un nuovo disco di inediti.

Bruce Springsteen “Deliver Me From Nowhere” (20th Century Studios, Gotham Group, Bluegrass Films, 2025)

Questo film – bellissimo – non è una celebrazione, è la storia di un momento di crisi di un uomo, che si tramuta in uno dei più grandi dischi della storia del rock, “Nebraska”.

Heavy Pettin “ Rock Generation” (Silver Lining Music, 2025)

Abbiamo atteso a lungo per avere un nuovo album degli Heavy Pettin, ma il risultato è buono. Un bentornati ai rocker di Glasgow, eroi della NWOBHM melodica.

E John inventò il rumore: “Revolution n. 9, la “non canzone” più famosa del mondo

La storia di “Revolution n. 9, la “non canzone” più famosa del mondo. Parola di John Lennon!

Shiraz Lane “In Vertigo” (Frontiers Records, 2025)

Il gruppo rock finlandese segna un nuovo capitolo, “In Vertigo” è un gran disco audace e perfetto per chi ama il genere pop-metal.

The Third Mind “Right Now!” (Yep Rock Records, 2025)

Prendete un gruppo di musicisti affermati riuniti da un'idea del cantante, chitarrista e compositore Dave Alvin. Portateli in uno studio…

Piper & The Hard Times “Good Company” (Hard Tomes Records, 2025)

Augurando una pronta guarigione ad Al “Piper” Green, non possiamo che consigliare a tutti questo splendido secondo album dei “Piper & The Hard Times”, sicuramente protagonista della mia classifica 2025.

AFI “Silver Bleed The Black Sun…”  (Run For Cover Records, 2025)

Ho seguito gli statunitensi AFI ad inizio carriera, una trentina di anni fa e fino al primo decennio dei duemila,…

Amorphis “Borderland” (Reigning Phoenix Music, 2025)

“Borderland” conferma l’ottimo livello medio della discografia degli Amorphis, pur palesando alcuni momenti di ripetitività che da musicisti di questo livello non mi aspetto.

Shaggy Dogs “Pinball Boomers” (First Offence Records, 2025)

Prodotto da Nick Brine nei Rockfields Studios in Galles, “Pinball Boomers è di fatto un manifesto di come il blues e il rock’n’roll riescano sempre a risultare freschi, senza lasciare al tempo energia e voglia di divertirsi.

Atomic Rooster “Circle The Sun” (Esoteric Antenna, 2025)

“Circle The Sun” è di fatto un grande ritorno per la storica band britannica, riuscendo a vincere le diffidenze dovute al tempo che passa inesorabile, con mestiere, abilità ed immenso talento, imperdibile.

Dyer Davis “Kiss The Ring” (Valley Rose Records/Bing Wing Records, 2025)

Un lavoro piacevole che consiglio a tutti gli amanti del rock blues britannico e del southern d’oltreoceano.

Marcus King Band “Darling Blue” (American Recordings, 2025)

Quattordici tracce valorizzate da una varietà stilistica che allontana spettri di ripetitività a favore di un approccio libero di accomunare il sound di tradizione roots con la voce soul di Marcus e una sei corde che brucia di passione blues rock.

Electric Cherry “Cherry Heart” (Vrec, 2025)

Se molti si interrogano se può o meno funzionare in Italia una band che suona classic rock in inglese la risposta può essere una sola: dipende da come lo fai! Ed il disco “Cherry Heart” dei romani Electric Cherry ha tutte le carte in regola per funzionare eccome.

Soulfly “Chama” (Nuclear Blast Records, 2025)

Con “Chama” che in portoghese significar “fiamma”, i Soulfly dimostrano ancora una volta che la loro musica non riguarda solo i riff, ma anche le loro radici, la terra, la loro vita.

Ronnie Romero “Backbone” (Frontiers Records, 2025)

Torna il cantante Ronnie Romero che annuncia l’uscita del suo nuovo album da solista. Il nuovo album è caratterizzato da una collezione di potenti e ispirate tracce heavy metal.

The Vintage Caravan “Portals” (Napalm Records, 2025)

“Portals” conferma le qualità de The Vintage Caravan, già espresse con la discografia precedente, regalando un album ricco di ottime canzoni e andando a rappresentare al meglio il rock islandese nel mondo.

The Boneshakers “Live To Be This” (Gulf Coast Records/SoNo Recording Blues, 2025)

Questa raccolta di brani non lascia scampo, grazie ai nomi coinvolti e all’interpretazione della Langer davvero sopra le righe, consigliato.

The Zac Shulze Gang “Straight To It” (Ruf Records, 2025)

Ci aspettavamo qualcosa di eclatante dopo le ottime impressioni avute con “Live And Loud”, ma possiamo senz’altro affermare che i tre musicisti britannici si sono superati. Imperdibile!

Testament “Para Bellum” (Nuclear Blast, 2025)

Tornano i Testament, e “Para Bellum” è il loro miglior lavoro da oltre oltre un decennio, un disco che dimostra come la band non cerchi facili scorciatoie, ma voglia sempre offrire il massimo ai suoi fan. Il thrash metal ha ritrovato i suoi eroi!

The Switch “No Way Out” (Frontiers Records, 2025)

Questo “No Way Out” è un piccolo capolavoro di rock americano, che ci riporta ai suoni delle grandi band anni ’80 di AOR, da ascoltare assolutamente se amate il genere.

Rage “A New World Rising” (Steamhammer/ SPV, 2025)

“A New World Rising” il nuovo disco è un altro bel risultato per i Rage, fresco e dinamico, spaccatimpani, heavy classico, con aggiunte di modernità mai scontate.

Christone “Kingfish” Ingram “Hard Road” (Red Zero Records, 2025)

Prodotto dal solito Tom Hanbridge, questa volta raggiunto da Nick Goldstone e Patrick Hayes (a formare una squadra vincente su tutti i fronti), “Hard Road” non mancherà di aprire quelle poche porte ancora chiuse e aiutare “Kingfish” a raggiungere il gradino più alto nell’olimpo del blues odierno.

Walter Trout “Sign Of The Times” (Provogue Records, 2025)

Altro album da non perdere assolutamente se siete amanti del genere, anche se lavori come “Sign Of The Times” sono consigliati a tutti gli amanti della buona musica.

Andy And The Rockets “Casino” (Delapop, 2025)

Band svedese attiva dal 2017, Andy And The Rockets tornano con il nuovo “Casino”: la band propone un bel mix di nuovo metal e hard rock più tradizionale.

Sparzanza “From Dust To Darkness” (Despotz Records, 2025)

Dopo quasi dieci anni tornaano gli Sparzanza, band svedese, con un album caratterizzato da un mix di ritmi che vanno da cadenzati a veloci e groove più accessibili e impennate violentissime, è decisamente un album ben prodotto, heavy rock moderno e potente.

Warren Haynes “The Whisper Sessions” (Fantasy Records, 2025)

Prodotto dallo stesso Haynes, l’album merita un ascolto approfondito, magari nella tranquillità e nell’intimità di un momento rubato alla vita di tutti i giorni. Bellissimo!

Layout 15: Suede, Hot Chip, The Mars Volta, G.O.L.E.M.

Un bel mix di generi per questa nuova puntata di Layout, dal brit pop all’elettronica dancefloor, al free jazz all’hard rock. A BackInRock non abbiamo pregiudizi!!

Biffy Clyro “Fatigue” (Warner, 2025)

Mentre il mondo (brit pop) pensa alla reunion degli Oasis, il rock britannico, dopo i Suede, ci regala un altro album gigantesco, il ritorno dei re del rock del terzo millennio, i Biffy Clyro. “Futique” si candida a mio disco dell’anno.

Year Of The Goat “Trivia Goddess” (Napalm Records, 2025)

“Trivia Goddess” è un album di altissimo livello che conferma la qualità e la crescita compositiva degli Year Of The Goat, protagonisti della scana occult rock.

Buckingham Nicks “Buckingham Nicks” (Rhino – Riessue 2025)

La ristampa di questo bellissimo lavoro risulta importantissima per i fans della seconda parte di carriera dei Fleetwood Mac e di quell’enorme artista che è la strega bianca del rock. Irrinunciabile!

Whiskey Myers “Whomp Whack Thunder” (Wiggy Thump Records, 2025)

“Whomp Whack Thunder” è l’ennesima prova eccellente di questa band, ormai pronta per essere considerata tra le grandi della storia del genere!! Bentornati Whiskey Myers.

Michael Schenker Group “Don’t Sell Your Soul” (earMusic, 2025)

Un ottimo ritorno per Michael Schenker, che dimostra un ritrovato vigore nella scrittura ed una tecnica sempre notevole. Si, possiamo dirlo: “Don’t Sell Your Soul” è un gran bel disco!!

The Mean Times “Feel No Dumb” (Golden Robot Records, 2025)

Un album di debutto per questa band di Melbourne che, al ritmo di punk e garage pop, parla di libertà giovanile. Un disco diretto e senza filtri.

Green Carnation “A Dark Poem part 1: The Shores Of The Melancholia” (Season Of Mist, 2025)

I Green Carnation dimostrano ancora una volta di essere un punto di riferimento del prog metal che guarda più al contenuto che all’esibizione virtuosistica, alimentando la voglia e la curiosità di ascoltare quanto prima le altre due parti di cui sicuramente parleremo su Back In Rock.

Tedeschi Trucks Band And Leon Russell “Mad Dogs & Englishmen (Revisited Live At Lockin’)” (Fantasy Records, 2025)

Un album che, in coppia con il documentario “Learning To Live Together”: The Return Of Mad Dogs & Englishmen”, uscito nel 2021, diventa un documento importante per rivivere l’atmosfera di collaborazione e di condivisione di quel ormai leggendario periodo (non solo musicale) che sono stati gli anni 60’/’70.

Robert Plant “Saving Grace” with Suzi Dian (Nonesuch Records, 2025)

Chi ha avuto il piacere e la fortuna di vederli dal vivo sa già di cosa si tratta, mentre chi si è perso lo spettacolo nell’album troverà di che allietarsi con armonie provenienti da epoche lontane, quadri scarni ed essenziali ma perfetti nel loro trasferire emozioni e colori antichi.

Castle Rat “The Bestiary” (King Volume/Blues Funeral, 2025)

Tornano i newyorkesi Castle Rat con un secondo album maturo, importante. Metal epic doom lontano dalla tecnologia, intriso di fascino e creatività. Sosteniamoli!!

Bruce Springsteen “Nebraska” (Columbia, 1982)

In attesa della versione deluxe, in uscita a breve, il nostro Corrado Frasca riporta a galla e (ri)analizza “Nebraska” nella sua essenza originale. Un atto di incoscienza e coraggio di Bruce Springsteen, che diventò un capolavoro!!

Klimt 1918 “Àmor” (Prophecy Productions, 2026)

“Àmor” non solo si candida a personale disco dell’anno, ma scolpisce il nome dei Klimt 1918 nelle cime più alte delle band contemporanee.

Voïvod “Symphonique” (Century Media, 2026)

“Symphonique” è un album/evento che soddisferà i tanti amanti dei Voïvod, ma può essere il punto di partenza per chi volesse conoscere e approfondire la band canadese.

Rock Justice “You’ve Been Served” (Fireflash Records, 2026)

Rock Justice sono un nuovo gruppo hard rock che vede la partecipazione della cantante Maggy Luyten (Ayreon, Beautiful Sin, The Prize, ex-Nightmare) e del chitarrista Bas Maas (Doro, After Forever). “You’ve Been Served” unisce stili musicali vari, con un’atmosfera nostalgica e una produzione ben costruita.

Carmen Ratti Band Featuring Jill Dineen “Come To Me” (MoMojo Records, 2026)

Scoprire band, musicisti e album di qualità superiore è la nostra missione e quando ci riusciamo, come per magia, tutto torna al suo posto, come sempre grazie alla musica…imperdibile.

Elder “Through Zero” (Stickman Records, 2026)

Gli Elder ci regalano cinquanta minuti di musica splendidamente semplice nelle sue complicate strutture progressive, pregne di una sagacia compositiva che è esclusiva dei grandi interpreti del genere, applausi!

Masterplan “Metalmorphosis” (Frontiers, 2026)

Alla fine del viaggio ci troviamo in mano un disco onesto e piacevole, opera di una band che dopo tredici anni di silenzio non ha la minima intenzione di adagiarsi sugli allori e che ogni tanto si diverte sinceramente a spiazzarci.

Delta Generators “On & On” (Self Relehase, 2026)

Un disco del genere, nel suo rude approccio rock, è consigliato anche agli amanti dei suoni più duri, soprattutto per la sua atmosfera live che risulta l’asso nella manica dei Delta Generators.

Boogie Beasts “Don’t Be So Mean!-A Tribute To R.L. Burnside” (Donor Productions/Naked, 2026)

Tutto l’album che risplende della luce leggendaria di Burnside e della sua musica. I Boogie Beasts si confermano cult band e grandi conoscitori della storia del blues.

The Zen Circus + Lamante, venerdì 12 giugno allo Sherwood Festival di Padova

Un concerto ricco di energia ed emozione, gli Zen Circus si confermano una delle band più importanti del rock italiani di questi confusi anni duemila.

King Tuff “Moo” (Thirty Tigers, 2026)

A volte bastano una chitarra, buone idee e un talento spropositato per fare dell’ottimo rock’n’roll e King Tuff ci è ancora una volta riuscito.

Abyssian “Let Me Die Under The Stars” (Black Widow Records, 2026)

Grande crescita per gli Abyssian e altro colpo della Black Widow Records che, dopo i Sarvaega (clicca sul link colorato per leggerne la recensione), conferma per l’ennesima volta di essere punto di riferimento per il dark sound italiano (e non solo).

Spread Eagle “The Brutal Divine” (Frontiers Records, 2026)

Gli  Spread Eagle band hard rock di New York  nata a fine degli anni ’80, pubblicano un quarto album che può essere apprezzato sia dai nuovi che dai vecchi fan. La band ha ancora spazio per crescere, la scrittura è solida ben arrangiata: un buon disco hard rock vecchia maniera.

Bolan “Gargoyle Of The Garden State” (earMUSIC, 2026)

Rachel Bolan si fa avanti con il suo primo album da solista sotto il nome di Bolan “Gargoyle Of The Garden State” è un debutto audace e profondamente personale, radicato nel coraggio, nell’atteggiamento e nello spirito narrativo del New Jersey.

Philip Sayce “Scorched Earth Vol. Two Live In LA/London” (Forty Below Records ,2026)

Un documento live che appassionerà non poco gli amanti del sound del nostro eroe, un vero satanasso quando mette i piedi su di un palco, consigliato.

Alice Armstrong Live “Blood In The Water” (Indipendent, 2026)

Alice Armstrong dà prova d’essere una grande interprete della sua musica e non solo, divina quando la potenza non inficia una raffinatezza innata per melodie soul che aleggiano su questi sette splendidi brani.

Brown Horse “Total Dive” (Loose Music, 2026)

La band inglese suona un crossover tra indie rock e country in cui non si contano i momenti di emozionante songwriting dove trapela la loro alchimia, con le atmosfere e le sensazioni scaturite dall’ascolto dei colleghi d’oltreoceano.

Ryan Bingham And The Texas Gentlemen “They Call Us The Lucky Ones” (Thirty Tigers, 2026)

Tra canzoni più ariose ed altre dove il senso di tragica disperazione è palese, con “They Call Us The Lucky Ones” Ryan Bingham si conferma come cantore di un’America più vera, seguendo le orme dei grandi autori del passato, bravo.

Vanden Plas “AcCult2” (Frontiers Records, 2026)

I pionieri tedeschi del progressive metal Vanden Plas tornano con “AcCult 2”, il tanto atteso sequel acustico del primo capitolo del 1996. Ecco brani selezionati del loro vasto catalogo con nuovi arrangiamenti acustici, che offrono una prospettiva completamente nuova sulla musica della band.

Jason Ricci And The Bad Kind “13 Hours” (Gulf Coast Records, 2026)

Dopo un’ora di grande musica l’album si chiude in crescendo con i dodici minuti della title track, salutandoci e dandoci appuntamento al prossimo giro di walzer, pardon… di blues.

Red Sun “Songs From Hidden Places” (Subsounds Records, 2026)

alberto centenari
Allegati
ven 5 giu, 14:01 (18 ore fa)
a me
Il nuovo album dei piacentini Red Sun è un viaggio tra deserti e psiche, là dove l’elettronica aiuta viaggi staccati dal tempo e da corpi, in bilico tra visioni e realtà.

Jared James Nichols “Louder Than Fate” (Frontiers Records, 2026)

“Louder Than Fate” mette in mostra il talento di Jared James Nichols, classe 1989, un disco ben suonato, in un misto di eleganza e spunti hard. Brani che dal vivo troveranno la massima espressione.

Manraze “Lock, Stock & Barrel” (Hear No Evil, 2026)

Un cofanetto che celebra i Manraze, un supergruppo ingiustamente poco ricordato, formato da Phil Collen, Paul Cook e Simon Laffy. Essenza rock’n’roll!!

Stefano Dentone /Sundance Duo “The Seagull & The 7 Sisters” (Stefano Dentone, 2026)

Album da assaporare nota dopo nota, ritagliandosi lo spazio e il tempo per farlo vostro, bellissimo.

Armored Saint “Emotion Factory Reset” (Metal Blade Records, 2026)

Gli Armored Saint continuano imperterriti per la loro strada, presentando l’ennesimo grande album della loro carriera e confermando un’innata capacità a scrivere brani in cui si fondono potenza, melodia e immediatezza, ma che, al contempo, presentano sfumature variegate che invitano a più ascolti.

The 69 Eyes “I Survive” (BLKIIBLK, 2026)

“I Survive” è un EP che ha praticamente tutto il mood necessario ad entrare nella discografia dei 69 Eyes, è breve, ma affilato come un rasoio, un tassello che aumenta ancora di più l’attesa per il prossimo album.

The Nude Party “Look Who’s Back” (The Nude Party, 2026)

“Look Who’s Back” rimane un gioiellino da fare vostro se avete fame di rock americano baciato dal sole dello psych/country. Promosso.

Spell “Wretched Heart” (Bad Omen Records, 2026)

Altro album da avere assolutamente, “Wretched Heart” ha il compito di ribadire l’altissima qualità della proposta del gruppo canadese, che di fatto non assomiglia a nessuno se non a se stesso, come i gruppi che definiamo grandi e che indicano una via. chapeau.

Softcult “When a Flower Doesn’t Grow” (EasyLife, 2026)

Due gemelle canadesi firmano la combinazione perfetta: grunge e shoegaze, per un debutto che ammalia e seduce.

Il gatto, il topo e gli stem silenziosi: l’intelligenza artificiale sta cambiando le regole della musica. Ma chi le scrive?

Stem silenziosi, detection tool e il gioco del gatto e del topo: come l’intelligenza artificiale sta cambiando la musica e perché servono regole, non divieti.

Lynch Mob “The Final Ride live” (Frontiers Records, 2026)

George Lynch pubblica “The Final Ride” l’album live definitivo dei Lynch Mob, che cattura l’ultima corsa della band sul palco.
Il disco la linea fondamentale dei Lynch Mob e soprattutto un promemoria di quanto sia incredibile il repertorio di George Lynch.

Romeo “Déjà Vu Letters” (Street Symphonies Records, 2026)

I Romeo sono una rock’n’roll band dal carattere forte e senza compromessi, nata nel 2024, ispirata dal sound vintage di metà anni ’70 e ’80 attinge l’ispirazione da band come Thin Lizzy, UFO, Cheap Trick e The Dogs D’Amour. Un gran bel debutto!

The Alexis P. Sutter Band “Just Stay Live – Featuring Garth Hudson” (Nola Blue Records, 2026)

Una delle ultime apparizioni live di Garth Hudson che diventa anche la fotografia della The Alexis P. Sutter Band dell’epoca. Una band e un’interprete da scoprire se siete amanti del soul/blues e del gospel.

Layout 18: Azrael, Sconfitta, Alcstones, Elle

Una nuova puntata di Layout, per esplorare l’underground musicale nazionale, in tutte le sue forme creative.

The Quill “Master Of The Sky” (Metalville, 2026)

I The Quill sono tornati con un lavoro ispiratissimo, granitico e melodico come solo loro sanno creare…una garanzia.

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox, cantante degli Axe Hero, produttore, discografico, organizzatore di eventi e tanto altro. E per Mirko il motto è uno solo: il rock è immortale e la nostalgia non esiste!!

Scena metal italiana: il silenzio dei media non è una recensione

Scena metal italiana: perché le webzine non coprono le band di casa? Non è snobismo, è un meccanismo preciso che si può capire e cambiare.

Marc Broussard “Change Worth Taking” (KTBA Records, 2026)

Di Marc Broussard vi avevamo parlato poco più di un mese fa, in occasione della recensione sul nuovo album di cover “SOS V: Songs Of The 50s'”, ultimo di una manciata di lavori con sigla SOS, di cui il ricavato andava ad associazioni no profit come “Love Of People” in...

49 Winchester “Change Of Plans” (Lucille Records/MCA, 2026)

Capitanato da l’enorme talento vocale e compositivo di Isaac Gibson, il gruppo della Virginia va oltre le aspettative per avvicinarsi spedito ai lustri di quella manciata di gruppi che stanno dando nuova vita e linfa ai suoni americani “classici”.

Mandy Manala “Something Wicked” (Argonauta Records, 2026)

Era difficile ripetersi sui livelli del primo album, ma i Mandy Manala ci sono riusciti appieno e si confermano una delle migliori realtà odierne in campo hard rock.

Tori Amos “In Times Of Dragons” (Fontana, 2026)

Un disco che ci riconsegna l’artista che 35 anni fa con la sua voce ed il suo pianoforte ci fece sognare ed oggi, ci fa riflettere sognando.

Darkthrone “Pre-Historic Metal” (Peaceville Records, 2026)

Continua il viaggio nel passato della band di Fenriz e Nocturno Culto, con una barbarica odissea nel metal che fu, trattato alla loro maniera.

Mike Zito “Outside Or The Eastside” (Gulf Coast Records, 2026)

La chitarra blues di Mike Zito è sempre una garanzia di qualità e anche questo nuovo album lo conferma.

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Williamson Brothers “Aquila” (Dial Black Sound, 2025)

“Aquila” è un lavoro che non risparmia richiami ad uno spirito ribelle che sta tornando a vivere tra i solchi del rock a stelle e strisce e non solo, in reazione alla deriva sociale a cui stiamo tutti andando incontro.

The Delayed “The Delayed” (El Ritual Records, 2025)

Oltre alle solite uscite, l’heavy rock di ispirazione settantiana ha tanto da proporre, basta saper cercare con passione ed attenzione, consigliato.

Deftones “Private Music” (Reprise, 2025)

I Deftones, che raramente hanno deluso, con “Private Music” tornano a livelli altissimi, con un tocco di personalità in più. Album maturo e solido da ascoltare e riascoltare.

Ritmo Tribale: 2000 “Bye Bye Show – Live At 26 Maggio 2000” (Overdrive, 2025)

Un live del 2000 che celebra un momento indimenticabile per i grandi Ritmo Tribale. Con la speranza che possa essere diventare l’incentivo per un nuovo disco di inediti.

Bruce Springsteen “Deliver Me From Nowhere” (20th Century Studios, Gotham Group, Bluegrass Films, 2025)

Questo film – bellissimo – non è una celebrazione, è la storia di un momento di crisi di un uomo, che si tramuta in uno dei più grandi dischi della storia del rock, “Nebraska”.

Heavy Pettin “ Rock Generation” (Silver Lining Music, 2025)

Abbiamo atteso a lungo per avere un nuovo album degli Heavy Pettin, ma il risultato è buono. Un bentornati ai rocker di Glasgow, eroi della NWOBHM melodica.

E John inventò il rumore: “Revolution n. 9, la “non canzone” più famosa del mondo

La storia di “Revolution n. 9, la “non canzone” più famosa del mondo. Parola di John Lennon!

Shiraz Lane “In Vertigo” (Frontiers Records, 2025)

Il gruppo rock finlandese segna un nuovo capitolo, “In Vertigo” è un gran disco audace e perfetto per chi ama il genere pop-metal.

The Third Mind “Right Now!” (Yep Rock Records, 2025)

Prendete un gruppo di musicisti affermati riuniti da un'idea del cantante, chitarrista e compositore Dave Alvin. Portateli in uno studio…

Piper & The Hard Times “Good Company” (Hard Tomes Records, 2025)

Augurando una pronta guarigione ad Al “Piper” Green, non possiamo che consigliare a tutti questo splendido secondo album dei “Piper & The Hard Times”, sicuramente protagonista della mia classifica 2025.

AFI “Silver Bleed The Black Sun…”  (Run For Cover Records, 2025)

Ho seguito gli statunitensi AFI ad inizio carriera, una trentina di anni fa e fino al primo decennio dei duemila,…

Amorphis “Borderland” (Reigning Phoenix Music, 2025)

“Borderland” conferma l’ottimo livello medio della discografia degli Amorphis, pur palesando alcuni momenti di ripetitività che da musicisti di questo livello non mi aspetto.

Shaggy Dogs “Pinball Boomers” (First Offence Records, 2025)

Prodotto da Nick Brine nei Rockfields Studios in Galles, “Pinball Boomers è di fatto un manifesto di come il blues e il rock’n’roll riescano sempre a risultare freschi, senza lasciare al tempo energia e voglia di divertirsi.

Atomic Rooster “Circle The Sun” (Esoteric Antenna, 2025)

“Circle The Sun” è di fatto un grande ritorno per la storica band britannica, riuscendo a vincere le diffidenze dovute al tempo che passa inesorabile, con mestiere, abilità ed immenso talento, imperdibile.

Dyer Davis “Kiss The Ring” (Valley Rose Records/Bing Wing Records, 2025)

Un lavoro piacevole che consiglio a tutti gli amanti del rock blues britannico e del southern d’oltreoceano.

Marcus King Band “Darling Blue” (American Recordings, 2025)

Quattordici tracce valorizzate da una varietà stilistica che allontana spettri di ripetitività a favore di un approccio libero di accomunare il sound di tradizione roots con la voce soul di Marcus e una sei corde che brucia di passione blues rock.

Electric Cherry “Cherry Heart” (Vrec, 2025)

Se molti si interrogano se può o meno funzionare in Italia una band che suona classic rock in inglese la risposta può essere una sola: dipende da come lo fai! Ed il disco “Cherry Heart” dei romani Electric Cherry ha tutte le carte in regola per funzionare eccome.

Soulfly “Chama” (Nuclear Blast Records, 2025)

Con “Chama” che in portoghese significar “fiamma”, i Soulfly dimostrano ancora una volta che la loro musica non riguarda solo i riff, ma anche le loro radici, la terra, la loro vita.

Ronnie Romero “Backbone” (Frontiers Records, 2025)

Torna il cantante Ronnie Romero che annuncia l’uscita del suo nuovo album da solista. Il nuovo album è caratterizzato da una collezione di potenti e ispirate tracce heavy metal.

The Vintage Caravan “Portals” (Napalm Records, 2025)

“Portals” conferma le qualità de The Vintage Caravan, già espresse con la discografia precedente, regalando un album ricco di ottime canzoni e andando a rappresentare al meglio il rock islandese nel mondo.

The Boneshakers “Live To Be This” (Gulf Coast Records/SoNo Recording Blues, 2025)

Questa raccolta di brani non lascia scampo, grazie ai nomi coinvolti e all’interpretazione della Langer davvero sopra le righe, consigliato.

The Zac Shulze Gang “Straight To It” (Ruf Records, 2025)

Ci aspettavamo qualcosa di eclatante dopo le ottime impressioni avute con “Live And Loud”, ma possiamo senz’altro affermare che i tre musicisti britannici si sono superati. Imperdibile!

Testament “Para Bellum” (Nuclear Blast, 2025)

Tornano i Testament, e “Para Bellum” è il loro miglior lavoro da oltre oltre un decennio, un disco che dimostra come la band non cerchi facili scorciatoie, ma voglia sempre offrire il massimo ai suoi fan. Il thrash metal ha ritrovato i suoi eroi!

The Switch “No Way Out” (Frontiers Records, 2025)

Questo “No Way Out” è un piccolo capolavoro di rock americano, che ci riporta ai suoni delle grandi band anni ’80 di AOR, da ascoltare assolutamente se amate il genere.

Rage “A New World Rising” (Steamhammer/ SPV, 2025)

“A New World Rising” il nuovo disco è un altro bel risultato per i Rage, fresco e dinamico, spaccatimpani, heavy classico, con aggiunte di modernità mai scontate.

Christone “Kingfish” Ingram “Hard Road” (Red Zero Records, 2025)

Prodotto dal solito Tom Hanbridge, questa volta raggiunto da Nick Goldstone e Patrick Hayes (a formare una squadra vincente su tutti i fronti), “Hard Road” non mancherà di aprire quelle poche porte ancora chiuse e aiutare “Kingfish” a raggiungere il gradino più alto nell’olimpo del blues odierno.

Walter Trout “Sign Of The Times” (Provogue Records, 2025)

Altro album da non perdere assolutamente se siete amanti del genere, anche se lavori come “Sign Of The Times” sono consigliati a tutti gli amanti della buona musica.

Andy And The Rockets “Casino” (Delapop, 2025)

Band svedese attiva dal 2017, Andy And The Rockets tornano con il nuovo “Casino”: la band propone un bel mix di nuovo metal e hard rock più tradizionale.

Sparzanza “From Dust To Darkness” (Despotz Records, 2025)

Dopo quasi dieci anni tornaano gli Sparzanza, band svedese, con un album caratterizzato da un mix di ritmi che vanno da cadenzati a veloci e groove più accessibili e impennate violentissime, è decisamente un album ben prodotto, heavy rock moderno e potente.

Warren Haynes “The Whisper Sessions” (Fantasy Records, 2025)

Prodotto dallo stesso Haynes, l’album merita un ascolto approfondito, magari nella tranquillità e nell’intimità di un momento rubato alla vita di tutti i giorni. Bellissimo!

Layout 15: Suede, Hot Chip, The Mars Volta, G.O.L.E.M.

Un bel mix di generi per questa nuova puntata di Layout, dal brit pop all’elettronica dancefloor, al free jazz all’hard rock. A BackInRock non abbiamo pregiudizi!!

Biffy Clyro “Fatigue” (Warner, 2025)

Mentre il mondo (brit pop) pensa alla reunion degli Oasis, il rock britannico, dopo i Suede, ci regala un altro album gigantesco, il ritorno dei re del rock del terzo millennio, i Biffy Clyro. “Futique” si candida a mio disco dell’anno.

Year Of The Goat “Trivia Goddess” (Napalm Records, 2025)

“Trivia Goddess” è un album di altissimo livello che conferma la qualità e la crescita compositiva degli Year Of The Goat, protagonisti della scana occult rock.

Buckingham Nicks “Buckingham Nicks” (Rhino – Riessue 2025)

La ristampa di questo bellissimo lavoro risulta importantissima per i fans della seconda parte di carriera dei Fleetwood Mac e di quell’enorme artista che è la strega bianca del rock. Irrinunciabile!

Whiskey Myers “Whomp Whack Thunder” (Wiggy Thump Records, 2025)

“Whomp Whack Thunder” è l’ennesima prova eccellente di questa band, ormai pronta per essere considerata tra le grandi della storia del genere!! Bentornati Whiskey Myers.

Michael Schenker Group “Don’t Sell Your Soul” (earMusic, 2025)

Un ottimo ritorno per Michael Schenker, che dimostra un ritrovato vigore nella scrittura ed una tecnica sempre notevole. Si, possiamo dirlo: “Don’t Sell Your Soul” è un gran bel disco!!

The Mean Times “Feel No Dumb” (Golden Robot Records, 2025)

Un album di debutto per questa band di Melbourne che, al ritmo di punk e garage pop, parla di libertà giovanile. Un disco diretto e senza filtri.

Green Carnation “A Dark Poem part 1: The Shores Of The Melancholia” (Season Of Mist, 2025)

I Green Carnation dimostrano ancora una volta di essere un punto di riferimento del prog metal che guarda più al contenuto che all’esibizione virtuosistica, alimentando la voglia e la curiosità di ascoltare quanto prima le altre due parti di cui sicuramente parleremo su Back In Rock.

Tedeschi Trucks Band And Leon Russell “Mad Dogs & Englishmen (Revisited Live At Lockin’)” (Fantasy Records, 2025)

Un album che, in coppia con il documentario “Learning To Live Together”: The Return Of Mad Dogs & Englishmen”, uscito nel 2021, diventa un documento importante per rivivere l’atmosfera di collaborazione e di condivisione di quel ormai leggendario periodo (non solo musicale) che sono stati gli anni 60’/’70.

Robert Plant “Saving Grace” with Suzi Dian (Nonesuch Records, 2025)

Chi ha avuto il piacere e la fortuna di vederli dal vivo sa già di cosa si tratta, mentre chi si è perso lo spettacolo nell’album troverà di che allietarsi con armonie provenienti da epoche lontane, quadri scarni ed essenziali ma perfetti nel loro trasferire emozioni e colori antichi.

Castle Rat “The Bestiary” (King Volume/Blues Funeral, 2025)

Tornano i newyorkesi Castle Rat con un secondo album maturo, importante. Metal epic doom lontano dalla tecnologia, intriso di fascino e creatività. Sosteniamoli!!

Bruce Springsteen “Nebraska” (Columbia, 1982)

In attesa della versione deluxe, in uscita a breve, il nostro Corrado Frasca riporta a galla e (ri)analizza “Nebraska” nella sua essenza originale. Un atto di incoscienza e coraggio di Bruce Springsteen, che diventò un capolavoro!!

Klimt 1918 “Àmor” (Prophecy Productions, 2026)

“Àmor” non solo si candida a personale disco dell’anno, ma scolpisce il nome dei Klimt 1918 nelle cime più alte delle band contemporanee.

Voïvod “Symphonique” (Century Media, 2026)

“Symphonique” è un album/evento che soddisferà i tanti amanti dei Voïvod, ma può essere il punto di partenza per chi volesse conoscere e approfondire la band canadese.

Rock Justice “You’ve Been Served” (Fireflash Records, 2026)

Rock Justice sono un nuovo gruppo hard rock che vede la partecipazione della cantante Maggy Luyten (Ayreon, Beautiful Sin, The Prize, ex-Nightmare) e del chitarrista Bas Maas (Doro, After Forever). “You’ve Been Served” unisce stili musicali vari, con un’atmosfera nostalgica e una produzione ben costruita.

Carmen Ratti Band Featuring Jill Dineen “Come To Me” (MoMojo Records, 2026)

Scoprire band, musicisti e album di qualità superiore è la nostra missione e quando ci riusciamo, come per magia, tutto torna al suo posto, come sempre grazie alla musica…imperdibile.

Elder “Through Zero” (Stickman Records, 2026)

Gli Elder ci regalano cinquanta minuti di musica splendidamente semplice nelle sue complicate strutture progressive, pregne di una sagacia compositiva che è esclusiva dei grandi interpreti del genere, applausi!

Masterplan “Metalmorphosis” (Frontiers, 2026)

Alla fine del viaggio ci troviamo in mano un disco onesto e piacevole, opera di una band che dopo tredici anni di silenzio non ha la minima intenzione di adagiarsi sugli allori e che ogni tanto si diverte sinceramente a spiazzarci.

Delta Generators “On & On” (Self Relehase, 2026)

Un disco del genere, nel suo rude approccio rock, è consigliato anche agli amanti dei suoni più duri, soprattutto per la sua atmosfera live che risulta l’asso nella manica dei Delta Generators.

Boogie Beasts “Don’t Be So Mean!-A Tribute To R.L. Burnside” (Donor Productions/Naked, 2026)

Tutto l’album che risplende della luce leggendaria di Burnside e della sua musica. I Boogie Beasts si confermano cult band e grandi conoscitori della storia del blues.

The Zen Circus + Lamante, venerdì 12 giugno allo Sherwood Festival di Padova

Un concerto ricco di energia ed emozione, gli Zen Circus si confermano una delle band più importanti del rock italiani di questi confusi anni duemila.

King Tuff “Moo” (Thirty Tigers, 2026)

A volte bastano una chitarra, buone idee e un talento spropositato per fare dell’ottimo rock’n’roll e King Tuff ci è ancora una volta riuscito.

Abyssian “Let Me Die Under The Stars” (Black Widow Records, 2026)

Grande crescita per gli Abyssian e altro colpo della Black Widow Records che, dopo i Sarvaega (clicca sul link colorato per leggerne la recensione), conferma per l’ennesima volta di essere punto di riferimento per il dark sound italiano (e non solo).

Spread Eagle “The Brutal Divine” (Frontiers Records, 2026)

Gli  Spread Eagle band hard rock di New York  nata a fine degli anni ’80, pubblicano un quarto album che può essere apprezzato sia dai nuovi che dai vecchi fan. La band ha ancora spazio per crescere, la scrittura è solida ben arrangiata: un buon disco hard rock vecchia maniera.

Bolan “Gargoyle Of The Garden State” (earMUSIC, 2026)

Rachel Bolan si fa avanti con il suo primo album da solista sotto il nome di Bolan “Gargoyle Of The Garden State” è un debutto audace e profondamente personale, radicato nel coraggio, nell’atteggiamento e nello spirito narrativo del New Jersey.

Philip Sayce “Scorched Earth Vol. Two Live In LA/London” (Forty Below Records ,2026)

Un documento live che appassionerà non poco gli amanti del sound del nostro eroe, un vero satanasso quando mette i piedi su di un palco, consigliato.

Alice Armstrong Live “Blood In The Water” (Indipendent, 2026)

Alice Armstrong dà prova d’essere una grande interprete della sua musica e non solo, divina quando la potenza non inficia una raffinatezza innata per melodie soul che aleggiano su questi sette splendidi brani.

Brown Horse “Total Dive” (Loose Music, 2026)

La band inglese suona un crossover tra indie rock e country in cui non si contano i momenti di emozionante songwriting dove trapela la loro alchimia, con le atmosfere e le sensazioni scaturite dall’ascolto dei colleghi d’oltreoceano.

Ryan Bingham And The Texas Gentlemen “They Call Us The Lucky Ones” (Thirty Tigers, 2026)

Tra canzoni più ariose ed altre dove il senso di tragica disperazione è palese, con “They Call Us The Lucky Ones” Ryan Bingham si conferma come cantore di un’America più vera, seguendo le orme dei grandi autori del passato, bravo.

Vanden Plas “AcCult2” (Frontiers Records, 2026)

I pionieri tedeschi del progressive metal Vanden Plas tornano con “AcCult 2”, il tanto atteso sequel acustico del primo capitolo del 1996. Ecco brani selezionati del loro vasto catalogo con nuovi arrangiamenti acustici, che offrono una prospettiva completamente nuova sulla musica della band.

Jason Ricci And The Bad Kind “13 Hours” (Gulf Coast Records, 2026)

Dopo un’ora di grande musica l’album si chiude in crescendo con i dodici minuti della title track, salutandoci e dandoci appuntamento al prossimo giro di walzer, pardon… di blues.

Red Sun “Songs From Hidden Places” (Subsounds Records, 2026)

alberto centenari
Allegati
ven 5 giu, 14:01 (18 ore fa)
a me
Il nuovo album dei piacentini Red Sun è un viaggio tra deserti e psiche, là dove l’elettronica aiuta viaggi staccati dal tempo e da corpi, in bilico tra visioni e realtà.

Jared James Nichols “Louder Than Fate” (Frontiers Records, 2026)

“Louder Than Fate” mette in mostra il talento di Jared James Nichols, classe 1989, un disco ben suonato, in un misto di eleganza e spunti hard. Brani che dal vivo troveranno la massima espressione.

Manraze “Lock, Stock & Barrel” (Hear No Evil, 2026)

Un cofanetto che celebra i Manraze, un supergruppo ingiustamente poco ricordato, formato da Phil Collen, Paul Cook e Simon Laffy. Essenza rock’n’roll!!

Stefano Dentone /Sundance Duo “The Seagull & The 7 Sisters” (Stefano Dentone, 2026)

Album da assaporare nota dopo nota, ritagliandosi lo spazio e il tempo per farlo vostro, bellissimo.

Armored Saint “Emotion Factory Reset” (Metal Blade Records, 2026)

Gli Armored Saint continuano imperterriti per la loro strada, presentando l’ennesimo grande album della loro carriera e confermando un’innata capacità a scrivere brani in cui si fondono potenza, melodia e immediatezza, ma che, al contempo, presentano sfumature variegate che invitano a più ascolti.

The 69 Eyes “I Survive” (BLKIIBLK, 2026)

“I Survive” è un EP che ha praticamente tutto il mood necessario ad entrare nella discografia dei 69 Eyes, è breve, ma affilato come un rasoio, un tassello che aumenta ancora di più l’attesa per il prossimo album.

The Nude Party “Look Who’s Back” (The Nude Party, 2026)

“Look Who’s Back” rimane un gioiellino da fare vostro se avete fame di rock americano baciato dal sole dello psych/country. Promosso.

Spell “Wretched Heart” (Bad Omen Records, 2026)

Altro album da avere assolutamente, “Wretched Heart” ha il compito di ribadire l’altissima qualità della proposta del gruppo canadese, che di fatto non assomiglia a nessuno se non a se stesso, come i gruppi che definiamo grandi e che indicano una via. chapeau.

Softcult “When a Flower Doesn’t Grow” (EasyLife, 2026)

Due gemelle canadesi firmano la combinazione perfetta: grunge e shoegaze, per un debutto che ammalia e seduce.

Il gatto, il topo e gli stem silenziosi: l’intelligenza artificiale sta cambiando le regole della musica. Ma chi le scrive?

Stem silenziosi, detection tool e il gioco del gatto e del topo: come l’intelligenza artificiale sta cambiando la musica e perché servono regole, non divieti.

Lynch Mob “The Final Ride live” (Frontiers Records, 2026)

George Lynch pubblica “The Final Ride” l’album live definitivo dei Lynch Mob, che cattura l’ultima corsa della band sul palco.
Il disco la linea fondamentale dei Lynch Mob e soprattutto un promemoria di quanto sia incredibile il repertorio di George Lynch.

Romeo “Déjà Vu Letters” (Street Symphonies Records, 2026)

I Romeo sono una rock’n’roll band dal carattere forte e senza compromessi, nata nel 2024, ispirata dal sound vintage di metà anni ’70 e ’80 attinge l’ispirazione da band come Thin Lizzy, UFO, Cheap Trick e The Dogs D’Amour. Un gran bel debutto!

The Alexis P. Sutter Band “Just Stay Live – Featuring Garth Hudson” (Nola Blue Records, 2026)

Una delle ultime apparizioni live di Garth Hudson che diventa anche la fotografia della The Alexis P. Sutter Band dell’epoca. Una band e un’interprete da scoprire se siete amanti del soul/blues e del gospel.

Layout 18: Azrael, Sconfitta, Alcstones, Elle

Una nuova puntata di Layout, per esplorare l’underground musicale nazionale, in tutte le sue forme creative.

The Quill “Master Of The Sky” (Metalville, 2026)

I The Quill sono tornati con un lavoro ispiratissimo, granitico e melodico come solo loro sanno creare…una garanzia.

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox, cantante degli Axe Hero, produttore, discografico, organizzatore di eventi e tanto altro. E per Mirko il motto è uno solo: il rock è immortale e la nostalgia non esiste!!

Scena metal italiana: il silenzio dei media non è una recensione

Scena metal italiana: perché le webzine non coprono le band di casa? Non è snobismo, è un meccanismo preciso che si può capire e cambiare.

Marc Broussard “Change Worth Taking” (KTBA Records, 2026)

Di Marc Broussard vi avevamo parlato poco più di un mese fa, in occasione della recensione sul nuovo album di cover “SOS V: Songs Of The 50s'”, ultimo di una manciata di lavori con sigla SOS, di cui il ricavato andava ad associazioni no profit come “Love Of People” in...

49 Winchester “Change Of Plans” (Lucille Records/MCA, 2026)

Capitanato da l’enorme talento vocale e compositivo di Isaac Gibson, il gruppo della Virginia va oltre le aspettative per avvicinarsi spedito ai lustri di quella manciata di gruppi che stanno dando nuova vita e linfa ai suoni americani “classici”.

Mandy Manala “Something Wicked” (Argonauta Records, 2026)

Era difficile ripetersi sui livelli del primo album, ma i Mandy Manala ci sono riusciti appieno e si confermano una delle migliori realtà odierne in campo hard rock.

Tori Amos “In Times Of Dragons” (Fontana, 2026)

Un disco che ci riconsegna l’artista che 35 anni fa con la sua voce ed il suo pianoforte ci fece sognare ed oggi, ci fa riflettere sognando.

Darkthrone “Pre-Historic Metal” (Peaceville Records, 2026)

Continua il viaggio nel passato della band di Fenriz e Nocturno Culto, con una barbarica odissea nel metal che fu, trattato alla loro maniera.

Mike Zito “Outside Or The Eastside” (Gulf Coast Records, 2026)

La chitarra blues di Mike Zito è sempre una garanzia di qualità e anche questo nuovo album lo conferma.

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Williamson Brothers “Aquila” (Dial Black Sound, 2025)

“Aquila” è un lavoro che non risparmia richiami ad uno spirito ribelle che sta tornando a vivere tra i solchi del rock a stelle e strisce e non solo, in reazione alla deriva sociale a cui stiamo tutti andando incontro.

The Delayed “The Delayed” (El Ritual Records, 2025)

Oltre alle solite uscite, l’heavy rock di ispirazione settantiana ha tanto da proporre, basta saper cercare con passione ed attenzione, consigliato.

Deftones “Private Music” (Reprise, 2025)

I Deftones, che raramente hanno deluso, con “Private Music” tornano a livelli altissimi, con un tocco di personalità in più. Album maturo e solido da ascoltare e riascoltare.

Ritmo Tribale: 2000 “Bye Bye Show – Live At 26 Maggio 2000” (Overdrive, 2025)

Un live del 2000 che celebra un momento indimenticabile per i grandi Ritmo Tribale. Con la speranza che possa essere diventare l’incentivo per un nuovo disco di inediti.

Bruce Springsteen “Deliver Me From Nowhere” (20th Century Studios, Gotham Group, Bluegrass Films, 2025)

Questo film – bellissimo – non è una celebrazione, è la storia di un momento di crisi di un uomo, che si tramuta in uno dei più grandi dischi della storia del rock, “Nebraska”.

Heavy Pettin “ Rock Generation” (Silver Lining Music, 2025)

Abbiamo atteso a lungo per avere un nuovo album degli Heavy Pettin, ma il risultato è buono. Un bentornati ai rocker di Glasgow, eroi della NWOBHM melodica.

E John inventò il rumore: “Revolution n. 9, la “non canzone” più famosa del mondo

La storia di “Revolution n. 9, la “non canzone” più famosa del mondo. Parola di John Lennon!

Shiraz Lane “In Vertigo” (Frontiers Records, 2025)

Il gruppo rock finlandese segna un nuovo capitolo, “In Vertigo” è un gran disco audace e perfetto per chi ama il genere pop-metal.

The Third Mind “Right Now!” (Yep Rock Records, 2025)

Prendete un gruppo di musicisti affermati riuniti da un'idea del cantante, chitarrista e compositore Dave Alvin. Portateli in uno studio…

Piper & The Hard Times “Good Company” (Hard Tomes Records, 2025)

Augurando una pronta guarigione ad Al “Piper” Green, non possiamo che consigliare a tutti questo splendido secondo album dei “Piper & The Hard Times”, sicuramente protagonista della mia classifica 2025.

AFI “Silver Bleed The Black Sun…”  (Run For Cover Records, 2025)

Ho seguito gli statunitensi AFI ad inizio carriera, una trentina di anni fa e fino al primo decennio dei duemila,…

Amorphis “Borderland” (Reigning Phoenix Music, 2025)

“Borderland” conferma l’ottimo livello medio della discografia degli Amorphis, pur palesando alcuni momenti di ripetitività che da musicisti di questo livello non mi aspetto.

Shaggy Dogs “Pinball Boomers” (First Offence Records, 2025)

Prodotto da Nick Brine nei Rockfields Studios in Galles, “Pinball Boomers è di fatto un manifesto di come il blues e il rock’n’roll riescano sempre a risultare freschi, senza lasciare al tempo energia e voglia di divertirsi.

Atomic Rooster “Circle The Sun” (Esoteric Antenna, 2025)

“Circle The Sun” è di fatto un grande ritorno per la storica band britannica, riuscendo a vincere le diffidenze dovute al tempo che passa inesorabile, con mestiere, abilità ed immenso talento, imperdibile.

Dyer Davis “Kiss The Ring” (Valley Rose Records/Bing Wing Records, 2025)

Un lavoro piacevole che consiglio a tutti gli amanti del rock blues britannico e del southern d’oltreoceano.

Marcus King Band “Darling Blue” (American Recordings, 2025)

Quattordici tracce valorizzate da una varietà stilistica che allontana spettri di ripetitività a favore di un approccio libero di accomunare il sound di tradizione roots con la voce soul di Marcus e una sei corde che brucia di passione blues rock.

Electric Cherry “Cherry Heart” (Vrec, 2025)

Se molti si interrogano se può o meno funzionare in Italia una band che suona classic rock in inglese la risposta può essere una sola: dipende da come lo fai! Ed il disco “Cherry Heart” dei romani Electric Cherry ha tutte le carte in regola per funzionare eccome.

Soulfly “Chama” (Nuclear Blast Records, 2025)

Con “Chama” che in portoghese significar “fiamma”, i Soulfly dimostrano ancora una volta che la loro musica non riguarda solo i riff, ma anche le loro radici, la terra, la loro vita.

Ronnie Romero “Backbone” (Frontiers Records, 2025)

Torna il cantante Ronnie Romero che annuncia l’uscita del suo nuovo album da solista. Il nuovo album è caratterizzato da una collezione di potenti e ispirate tracce heavy metal.

The Vintage Caravan “Portals” (Napalm Records, 2025)

“Portals” conferma le qualità de The Vintage Caravan, già espresse con la discografia precedente, regalando un album ricco di ottime canzoni e andando a rappresentare al meglio il rock islandese nel mondo.

The Boneshakers “Live To Be This” (Gulf Coast Records/SoNo Recording Blues, 2025)

Questa raccolta di brani non lascia scampo, grazie ai nomi coinvolti e all’interpretazione della Langer davvero sopra le righe, consigliato.

The Zac Shulze Gang “Straight To It” (Ruf Records, 2025)

Ci aspettavamo qualcosa di eclatante dopo le ottime impressioni avute con “Live And Loud”, ma possiamo senz’altro affermare che i tre musicisti britannici si sono superati. Imperdibile!

Testament “Para Bellum” (Nuclear Blast, 2025)

Tornano i Testament, e “Para Bellum” è il loro miglior lavoro da oltre oltre un decennio, un disco che dimostra come la band non cerchi facili scorciatoie, ma voglia sempre offrire il massimo ai suoi fan. Il thrash metal ha ritrovato i suoi eroi!

The Switch “No Way Out” (Frontiers Records, 2025)

Questo “No Way Out” è un piccolo capolavoro di rock americano, che ci riporta ai suoni delle grandi band anni ’80 di AOR, da ascoltare assolutamente se amate il genere.

Rage “A New World Rising” (Steamhammer/ SPV, 2025)

“A New World Rising” il nuovo disco è un altro bel risultato per i Rage, fresco e dinamico, spaccatimpani, heavy classico, con aggiunte di modernità mai scontate.

Christone “Kingfish” Ingram “Hard Road” (Red Zero Records, 2025)

Prodotto dal solito Tom Hanbridge, questa volta raggiunto da Nick Goldstone e Patrick Hayes (a formare una squadra vincente su tutti i fronti), “Hard Road” non mancherà di aprire quelle poche porte ancora chiuse e aiutare “Kingfish” a raggiungere il gradino più alto nell’olimpo del blues odierno.

Walter Trout “Sign Of The Times” (Provogue Records, 2025)

Altro album da non perdere assolutamente se siete amanti del genere, anche se lavori come “Sign Of The Times” sono consigliati a tutti gli amanti della buona musica.

Andy And The Rockets “Casino” (Delapop, 2025)

Band svedese attiva dal 2017, Andy And The Rockets tornano con il nuovo “Casino”: la band propone un bel mix di nuovo metal e hard rock più tradizionale.

Sparzanza “From Dust To Darkness” (Despotz Records, 2025)

Dopo quasi dieci anni tornaano gli Sparzanza, band svedese, con un album caratterizzato da un mix di ritmi che vanno da cadenzati a veloci e groove più accessibili e impennate violentissime, è decisamente un album ben prodotto, heavy rock moderno e potente.

Warren Haynes “The Whisper Sessions” (Fantasy Records, 2025)

Prodotto dallo stesso Haynes, l’album merita un ascolto approfondito, magari nella tranquillità e nell’intimità di un momento rubato alla vita di tutti i giorni. Bellissimo!

Layout 15: Suede, Hot Chip, The Mars Volta, G.O.L.E.M.

Un bel mix di generi per questa nuova puntata di Layout, dal brit pop all’elettronica dancefloor, al free jazz all’hard rock. A BackInRock non abbiamo pregiudizi!!

Biffy Clyro “Fatigue” (Warner, 2025)

Mentre il mondo (brit pop) pensa alla reunion degli Oasis, il rock britannico, dopo i Suede, ci regala un altro album gigantesco, il ritorno dei re del rock del terzo millennio, i Biffy Clyro. “Futique” si candida a mio disco dell’anno.

Year Of The Goat “Trivia Goddess” (Napalm Records, 2025)

“Trivia Goddess” è un album di altissimo livello che conferma la qualità e la crescita compositiva degli Year Of The Goat, protagonisti della scana occult rock.

Buckingham Nicks “Buckingham Nicks” (Rhino – Riessue 2025)

La ristampa di questo bellissimo lavoro risulta importantissima per i fans della seconda parte di carriera dei Fleetwood Mac e di quell’enorme artista che è la strega bianca del rock. Irrinunciabile!

Whiskey Myers “Whomp Whack Thunder” (Wiggy Thump Records, 2025)

“Whomp Whack Thunder” è l’ennesima prova eccellente di questa band, ormai pronta per essere considerata tra le grandi della storia del genere!! Bentornati Whiskey Myers.

Michael Schenker Group “Don’t Sell Your Soul” (earMusic, 2025)

Un ottimo ritorno per Michael Schenker, che dimostra un ritrovato vigore nella scrittura ed una tecnica sempre notevole. Si, possiamo dirlo: “Don’t Sell Your Soul” è un gran bel disco!!

The Mean Times “Feel No Dumb” (Golden Robot Records, 2025)

Un album di debutto per questa band di Melbourne che, al ritmo di punk e garage pop, parla di libertà giovanile. Un disco diretto e senza filtri.

Green Carnation “A Dark Poem part 1: The Shores Of The Melancholia” (Season Of Mist, 2025)

I Green Carnation dimostrano ancora una volta di essere un punto di riferimento del prog metal che guarda più al contenuto che all’esibizione virtuosistica, alimentando la voglia e la curiosità di ascoltare quanto prima le altre due parti di cui sicuramente parleremo su Back In Rock.

Tedeschi Trucks Band And Leon Russell “Mad Dogs & Englishmen (Revisited Live At Lockin’)” (Fantasy Records, 2025)

Un album che, in coppia con il documentario “Learning To Live Together”: The Return Of Mad Dogs & Englishmen”, uscito nel 2021, diventa un documento importante per rivivere l’atmosfera di collaborazione e di condivisione di quel ormai leggendario periodo (non solo musicale) che sono stati gli anni 60’/’70.

Robert Plant “Saving Grace” with Suzi Dian (Nonesuch Records, 2025)

Chi ha avuto il piacere e la fortuna di vederli dal vivo sa già di cosa si tratta, mentre chi si è perso lo spettacolo nell’album troverà di che allietarsi con armonie provenienti da epoche lontane, quadri scarni ed essenziali ma perfetti nel loro trasferire emozioni e colori antichi.

Castle Rat “The Bestiary” (King Volume/Blues Funeral, 2025)

Tornano i newyorkesi Castle Rat con un secondo album maturo, importante. Metal epic doom lontano dalla tecnologia, intriso di fascino e creatività. Sosteniamoli!!

Bruce Springsteen “Nebraska” (Columbia, 1982)

In attesa della versione deluxe, in uscita a breve, il nostro Corrado Frasca riporta a galla e (ri)analizza “Nebraska” nella sua essenza originale. Un atto di incoscienza e coraggio di Bruce Springsteen, che diventò un capolavoro!!

Klimt 1918 “Àmor” (Prophecy Productions, 2026)

“Àmor” non solo si candida a personale disco dell’anno, ma scolpisce il nome dei Klimt 1918 nelle cime più alte delle band contemporanee.

Voïvod “Symphonique” (Century Media, 2026)

“Symphonique” è un album/evento che soddisferà i tanti amanti dei Voïvod, ma può essere il punto di partenza per chi volesse conoscere e approfondire la band canadese.

Rock Justice “You’ve Been Served” (Fireflash Records, 2026)

Rock Justice sono un nuovo gruppo hard rock che vede la partecipazione della cantante Maggy Luyten (Ayreon, Beautiful Sin, The Prize, ex-Nightmare) e del chitarrista Bas Maas (Doro, After Forever). “You’ve Been Served” unisce stili musicali vari, con un’atmosfera nostalgica e una produzione ben costruita.

Carmen Ratti Band Featuring Jill Dineen “Come To Me” (MoMojo Records, 2026)

Scoprire band, musicisti e album di qualità superiore è la nostra missione e quando ci riusciamo, come per magia, tutto torna al suo posto, come sempre grazie alla musica…imperdibile.

Elder “Through Zero” (Stickman Records, 2026)

Gli Elder ci regalano cinquanta minuti di musica splendidamente semplice nelle sue complicate strutture progressive, pregne di una sagacia compositiva che è esclusiva dei grandi interpreti del genere, applausi!

Masterplan “Metalmorphosis” (Frontiers, 2026)

Alla fine del viaggio ci troviamo in mano un disco onesto e piacevole, opera di una band che dopo tredici anni di silenzio non ha la minima intenzione di adagiarsi sugli allori e che ogni tanto si diverte sinceramente a spiazzarci.

Delta Generators “On & On” (Self Relehase, 2026)

Un disco del genere, nel suo rude approccio rock, è consigliato anche agli amanti dei suoni più duri, soprattutto per la sua atmosfera live che risulta l’asso nella manica dei Delta Generators.

Boogie Beasts “Don’t Be So Mean!-A Tribute To R.L. Burnside” (Donor Productions/Naked, 2026)

Tutto l’album che risplende della luce leggendaria di Burnside e della sua musica. I Boogie Beasts si confermano cult band e grandi conoscitori della storia del blues.

The Zen Circus + Lamante, venerdì 12 giugno allo Sherwood Festival di Padova

Un concerto ricco di energia ed emozione, gli Zen Circus si confermano una delle band più importanti del rock italiani di questi confusi anni duemila.

King Tuff “Moo” (Thirty Tigers, 2026)

A volte bastano una chitarra, buone idee e un talento spropositato per fare dell’ottimo rock’n’roll e King Tuff ci è ancora una volta riuscito.

Abyssian “Let Me Die Under The Stars” (Black Widow Records, 2026)

Grande crescita per gli Abyssian e altro colpo della Black Widow Records che, dopo i Sarvaega (clicca sul link colorato per leggerne la recensione), conferma per l’ennesima volta di essere punto di riferimento per il dark sound italiano (e non solo).

Spread Eagle “The Brutal Divine” (Frontiers Records, 2026)

Gli  Spread Eagle band hard rock di New York  nata a fine degli anni ’80, pubblicano un quarto album che può essere apprezzato sia dai nuovi che dai vecchi fan. La band ha ancora spazio per crescere, la scrittura è solida ben arrangiata: un buon disco hard rock vecchia maniera.

Bolan “Gargoyle Of The Garden State” (earMUSIC, 2026)

Rachel Bolan si fa avanti con il suo primo album da solista sotto il nome di Bolan “Gargoyle Of The Garden State” è un debutto audace e profondamente personale, radicato nel coraggio, nell’atteggiamento e nello spirito narrativo del New Jersey.

Philip Sayce “Scorched Earth Vol. Two Live In LA/London” (Forty Below Records ,2026)

Un documento live che appassionerà non poco gli amanti del sound del nostro eroe, un vero satanasso quando mette i piedi su di un palco, consigliato.

Alice Armstrong Live “Blood In The Water” (Indipendent, 2026)

Alice Armstrong dà prova d’essere una grande interprete della sua musica e non solo, divina quando la potenza non inficia una raffinatezza innata per melodie soul che aleggiano su questi sette splendidi brani.

Brown Horse “Total Dive” (Loose Music, 2026)

La band inglese suona un crossover tra indie rock e country in cui non si contano i momenti di emozionante songwriting dove trapela la loro alchimia, con le atmosfere e le sensazioni scaturite dall’ascolto dei colleghi d’oltreoceano.

Ryan Bingham And The Texas Gentlemen “They Call Us The Lucky Ones” (Thirty Tigers, 2026)

Tra canzoni più ariose ed altre dove il senso di tragica disperazione è palese, con “They Call Us The Lucky Ones” Ryan Bingham si conferma come cantore di un’America più vera, seguendo le orme dei grandi autori del passato, bravo.

Vanden Plas “AcCult2” (Frontiers Records, 2026)

I pionieri tedeschi del progressive metal Vanden Plas tornano con “AcCult 2”, il tanto atteso sequel acustico del primo capitolo del 1996. Ecco brani selezionati del loro vasto catalogo con nuovi arrangiamenti acustici, che offrono una prospettiva completamente nuova sulla musica della band.

Jason Ricci And The Bad Kind “13 Hours” (Gulf Coast Records, 2026)

Dopo un’ora di grande musica l’album si chiude in crescendo con i dodici minuti della title track, salutandoci e dandoci appuntamento al prossimo giro di walzer, pardon… di blues.

Red Sun “Songs From Hidden Places” (Subsounds Records, 2026)

alberto centenari
Allegati
ven 5 giu, 14:01 (18 ore fa)
a me
Il nuovo album dei piacentini Red Sun è un viaggio tra deserti e psiche, là dove l’elettronica aiuta viaggi staccati dal tempo e da corpi, in bilico tra visioni e realtà.

Jared James Nichols “Louder Than Fate” (Frontiers Records, 2026)

“Louder Than Fate” mette in mostra il talento di Jared James Nichols, classe 1989, un disco ben suonato, in un misto di eleganza e spunti hard. Brani che dal vivo troveranno la massima espressione.

Manraze “Lock, Stock & Barrel” (Hear No Evil, 2026)

Un cofanetto che celebra i Manraze, un supergruppo ingiustamente poco ricordato, formato da Phil Collen, Paul Cook e Simon Laffy. Essenza rock’n’roll!!

Stefano Dentone /Sundance Duo “The Seagull & The 7 Sisters” (Stefano Dentone, 2026)

Album da assaporare nota dopo nota, ritagliandosi lo spazio e il tempo per farlo vostro, bellissimo.

Armored Saint “Emotion Factory Reset” (Metal Blade Records, 2026)

Gli Armored Saint continuano imperterriti per la loro strada, presentando l’ennesimo grande album della loro carriera e confermando un’innata capacità a scrivere brani in cui si fondono potenza, melodia e immediatezza, ma che, al contempo, presentano sfumature variegate che invitano a più ascolti.

The 69 Eyes “I Survive” (BLKIIBLK, 2026)

“I Survive” è un EP che ha praticamente tutto il mood necessario ad entrare nella discografia dei 69 Eyes, è breve, ma affilato come un rasoio, un tassello che aumenta ancora di più l’attesa per il prossimo album.

The Nude Party “Look Who’s Back” (The Nude Party, 2026)

“Look Who’s Back” rimane un gioiellino da fare vostro se avete fame di rock americano baciato dal sole dello psych/country. Promosso.

Spell “Wretched Heart” (Bad Omen Records, 2026)

Altro album da avere assolutamente, “Wretched Heart” ha il compito di ribadire l’altissima qualità della proposta del gruppo canadese, che di fatto non assomiglia a nessuno se non a se stesso, come i gruppi che definiamo grandi e che indicano una via. chapeau.

Softcult “When a Flower Doesn’t Grow” (EasyLife, 2026)

Due gemelle canadesi firmano la combinazione perfetta: grunge e shoegaze, per un debutto che ammalia e seduce.

Il gatto, il topo e gli stem silenziosi: l’intelligenza artificiale sta cambiando le regole della musica. Ma chi le scrive?

Stem silenziosi, detection tool e il gioco del gatto e del topo: come l’intelligenza artificiale sta cambiando la musica e perché servono regole, non divieti.

Lynch Mob “The Final Ride live” (Frontiers Records, 2026)

George Lynch pubblica “The Final Ride” l’album live definitivo dei Lynch Mob, che cattura l’ultima corsa della band sul palco.
Il disco la linea fondamentale dei Lynch Mob e soprattutto un promemoria di quanto sia incredibile il repertorio di George Lynch.

Romeo “Déjà Vu Letters” (Street Symphonies Records, 2026)

I Romeo sono una rock’n’roll band dal carattere forte e senza compromessi, nata nel 2024, ispirata dal sound vintage di metà anni ’70 e ’80 attinge l’ispirazione da band come Thin Lizzy, UFO, Cheap Trick e The Dogs D’Amour. Un gran bel debutto!

The Alexis P. Sutter Band “Just Stay Live – Featuring Garth Hudson” (Nola Blue Records, 2026)

Una delle ultime apparizioni live di Garth Hudson che diventa anche la fotografia della The Alexis P. Sutter Band dell’epoca. Una band e un’interprete da scoprire se siete amanti del soul/blues e del gospel.

Layout 18: Azrael, Sconfitta, Alcstones, Elle

Una nuova puntata di Layout, per esplorare l’underground musicale nazionale, in tutte le sue forme creative.

The Quill “Master Of The Sky” (Metalville, 2026)

I The Quill sono tornati con un lavoro ispiratissimo, granitico e melodico come solo loro sanno creare…una garanzia.

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox, cantante degli Axe Hero, produttore, discografico, organizzatore di eventi e tanto altro. E per Mirko il motto è uno solo: il rock è immortale e la nostalgia non esiste!!

Scena metal italiana: il silenzio dei media non è una recensione

Scena metal italiana: perché le webzine non coprono le band di casa? Non è snobismo, è un meccanismo preciso che si può capire e cambiare.

Marc Broussard “Change Worth Taking” (KTBA Records, 2026)

Di Marc Broussard vi avevamo parlato poco più di un mese fa, in occasione della recensione sul nuovo album di cover “SOS V: Songs Of The 50s'”, ultimo di una manciata di lavori con sigla SOS, di cui il ricavato andava ad associazioni no profit come “Love Of People” in...

49 Winchester “Change Of Plans” (Lucille Records/MCA, 2026)

Capitanato da l’enorme talento vocale e compositivo di Isaac Gibson, il gruppo della Virginia va oltre le aspettative per avvicinarsi spedito ai lustri di quella manciata di gruppi che stanno dando nuova vita e linfa ai suoni americani “classici”.

Mandy Manala “Something Wicked” (Argonauta Records, 2026)

Era difficile ripetersi sui livelli del primo album, ma i Mandy Manala ci sono riusciti appieno e si confermano una delle migliori realtà odierne in campo hard rock.

Tori Amos “In Times Of Dragons” (Fontana, 2026)

Un disco che ci riconsegna l’artista che 35 anni fa con la sua voce ed il suo pianoforte ci fece sognare ed oggi, ci fa riflettere sognando.

Darkthrone “Pre-Historic Metal” (Peaceville Records, 2026)

Continua il viaggio nel passato della band di Fenriz e Nocturno Culto, con una barbarica odissea nel metal che fu, trattato alla loro maniera.

Mike Zito “Outside Or The Eastside” (Gulf Coast Records, 2026)

La chitarra blues di Mike Zito è sempre una garanzia di qualità e anche questo nuovo album lo conferma.

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Williamson Brothers “Aquila” (Dial Black Sound, 2025)

“Aquila” è un lavoro che non risparmia richiami ad uno spirito ribelle che sta tornando a vivere tra i solchi del rock a stelle e strisce e non solo, in reazione alla deriva sociale a cui stiamo tutti andando incontro.

The Delayed “The Delayed” (El Ritual Records, 2025)

Oltre alle solite uscite, l’heavy rock di ispirazione settantiana ha tanto da proporre, basta saper cercare con passione ed attenzione, consigliato.

Deftones “Private Music” (Reprise, 2025)

I Deftones, che raramente hanno deluso, con “Private Music” tornano a livelli altissimi, con un tocco di personalità in più. Album maturo e solido da ascoltare e riascoltare.

Ritmo Tribale: 2000 “Bye Bye Show – Live At 26 Maggio 2000” (Overdrive, 2025)

Un live del 2000 che celebra un momento indimenticabile per i grandi Ritmo Tribale. Con la speranza che possa essere diventare l’incentivo per un nuovo disco di inediti.

Bruce Springsteen “Deliver Me From Nowhere” (20th Century Studios, Gotham Group, Bluegrass Films, 2025)

Questo film – bellissimo – non è una celebrazione, è la storia di un momento di crisi di un uomo, che si tramuta in uno dei più grandi dischi della storia del rock, “Nebraska”.

Heavy Pettin “ Rock Generation” (Silver Lining Music, 2025)

Abbiamo atteso a lungo per avere un nuovo album degli Heavy Pettin, ma il risultato è buono. Un bentornati ai rocker di Glasgow, eroi della NWOBHM melodica.

E John inventò il rumore: “Revolution n. 9, la “non canzone” più famosa del mondo

La storia di “Revolution n. 9, la “non canzone” più famosa del mondo. Parola di John Lennon!

Shiraz Lane “In Vertigo” (Frontiers Records, 2025)

Il gruppo rock finlandese segna un nuovo capitolo, “In Vertigo” è un gran disco audace e perfetto per chi ama il genere pop-metal.

The Third Mind “Right Now!” (Yep Rock Records, 2025)

Prendete un gruppo di musicisti affermati riuniti da un'idea del cantante, chitarrista e compositore Dave Alvin. Portateli in uno studio…

Piper & The Hard Times “Good Company” (Hard Tomes Records, 2025)

Augurando una pronta guarigione ad Al “Piper” Green, non possiamo che consigliare a tutti questo splendido secondo album dei “Piper & The Hard Times”, sicuramente protagonista della mia classifica 2025.

AFI “Silver Bleed The Black Sun…”  (Run For Cover Records, 2025)

Ho seguito gli statunitensi AFI ad inizio carriera, una trentina di anni fa e fino al primo decennio dei duemila,…

Amorphis “Borderland” (Reigning Phoenix Music, 2025)

“Borderland” conferma l’ottimo livello medio della discografia degli Amorphis, pur palesando alcuni momenti di ripetitività che da musicisti di questo livello non mi aspetto.

Shaggy Dogs “Pinball Boomers” (First Offence Records, 2025)

Prodotto da Nick Brine nei Rockfields Studios in Galles, “Pinball Boomers è di fatto un manifesto di come il blues e il rock’n’roll riescano sempre a risultare freschi, senza lasciare al tempo energia e voglia di divertirsi.

Atomic Rooster “Circle The Sun” (Esoteric Antenna, 2025)

“Circle The Sun” è di fatto un grande ritorno per la storica band britannica, riuscendo a vincere le diffidenze dovute al tempo che passa inesorabile, con mestiere, abilità ed immenso talento, imperdibile.

Dyer Davis “Kiss The Ring” (Valley Rose Records/Bing Wing Records, 2025)

Un lavoro piacevole che consiglio a tutti gli amanti del rock blues britannico e del southern d’oltreoceano.

Marcus King Band “Darling Blue” (American Recordings, 2025)

Quattordici tracce valorizzate da una varietà stilistica che allontana spettri di ripetitività a favore di un approccio libero di accomunare il sound di tradizione roots con la voce soul di Marcus e una sei corde che brucia di passione blues rock.

Electric Cherry “Cherry Heart” (Vrec, 2025)

Se molti si interrogano se può o meno funzionare in Italia una band che suona classic rock in inglese la risposta può essere una sola: dipende da come lo fai! Ed il disco “Cherry Heart” dei romani Electric Cherry ha tutte le carte in regola per funzionare eccome.

Soulfly “Chama” (Nuclear Blast Records, 2025)

Con “Chama” che in portoghese significar “fiamma”, i Soulfly dimostrano ancora una volta che la loro musica non riguarda solo i riff, ma anche le loro radici, la terra, la loro vita.

Ronnie Romero “Backbone” (Frontiers Records, 2025)

Torna il cantante Ronnie Romero che annuncia l’uscita del suo nuovo album da solista. Il nuovo album è caratterizzato da una collezione di potenti e ispirate tracce heavy metal.

The Vintage Caravan “Portals” (Napalm Records, 2025)

“Portals” conferma le qualità de The Vintage Caravan, già espresse con la discografia precedente, regalando un album ricco di ottime canzoni e andando a rappresentare al meglio il rock islandese nel mondo.

The Boneshakers “Live To Be This” (Gulf Coast Records/SoNo Recording Blues, 2025)

Questa raccolta di brani non lascia scampo, grazie ai nomi coinvolti e all’interpretazione della Langer davvero sopra le righe, consigliato.

The Zac Shulze Gang “Straight To It” (Ruf Records, 2025)

Ci aspettavamo qualcosa di eclatante dopo le ottime impressioni avute con “Live And Loud”, ma possiamo senz’altro affermare che i tre musicisti britannici si sono superati. Imperdibile!

Testament “Para Bellum” (Nuclear Blast, 2025)

Tornano i Testament, e “Para Bellum” è il loro miglior lavoro da oltre oltre un decennio, un disco che dimostra come la band non cerchi facili scorciatoie, ma voglia sempre offrire il massimo ai suoi fan. Il thrash metal ha ritrovato i suoi eroi!

The Switch “No Way Out” (Frontiers Records, 2025)

Questo “No Way Out” è un piccolo capolavoro di rock americano, che ci riporta ai suoni delle grandi band anni ’80 di AOR, da ascoltare assolutamente se amate il genere.

Rage “A New World Rising” (Steamhammer/ SPV, 2025)

“A New World Rising” il nuovo disco è un altro bel risultato per i Rage, fresco e dinamico, spaccatimpani, heavy classico, con aggiunte di modernità mai scontate.

Christone “Kingfish” Ingram “Hard Road” (Red Zero Records, 2025)

Prodotto dal solito Tom Hanbridge, questa volta raggiunto da Nick Goldstone e Patrick Hayes (a formare una squadra vincente su tutti i fronti), “Hard Road” non mancherà di aprire quelle poche porte ancora chiuse e aiutare “Kingfish” a raggiungere il gradino più alto nell’olimpo del blues odierno.

Walter Trout “Sign Of The Times” (Provogue Records, 2025)

Altro album da non perdere assolutamente se siete amanti del genere, anche se lavori come “Sign Of The Times” sono consigliati a tutti gli amanti della buona musica.

Andy And The Rockets “Casino” (Delapop, 2025)

Band svedese attiva dal 2017, Andy And The Rockets tornano con il nuovo “Casino”: la band propone un bel mix di nuovo metal e hard rock più tradizionale.

Sparzanza “From Dust To Darkness” (Despotz Records, 2025)

Dopo quasi dieci anni tornaano gli Sparzanza, band svedese, con un album caratterizzato da un mix di ritmi che vanno da cadenzati a veloci e groove più accessibili e impennate violentissime, è decisamente un album ben prodotto, heavy rock moderno e potente.

Warren Haynes “The Whisper Sessions” (Fantasy Records, 2025)

Prodotto dallo stesso Haynes, l’album merita un ascolto approfondito, magari nella tranquillità e nell’intimità di un momento rubato alla vita di tutti i giorni. Bellissimo!

Layout 15: Suede, Hot Chip, The Mars Volta, G.O.L.E.M.

Un bel mix di generi per questa nuova puntata di Layout, dal brit pop all’elettronica dancefloor, al free jazz all’hard rock. A BackInRock non abbiamo pregiudizi!!

Biffy Clyro “Fatigue” (Warner, 2025)

Mentre il mondo (brit pop) pensa alla reunion degli Oasis, il rock britannico, dopo i Suede, ci regala un altro album gigantesco, il ritorno dei re del rock del terzo millennio, i Biffy Clyro. “Futique” si candida a mio disco dell’anno.

Year Of The Goat “Trivia Goddess” (Napalm Records, 2025)

“Trivia Goddess” è un album di altissimo livello che conferma la qualità e la crescita compositiva degli Year Of The Goat, protagonisti della scana occult rock.

Buckingham Nicks “Buckingham Nicks” (Rhino – Riessue 2025)

La ristampa di questo bellissimo lavoro risulta importantissima per i fans della seconda parte di carriera dei Fleetwood Mac e di quell’enorme artista che è la strega bianca del rock. Irrinunciabile!

Whiskey Myers “Whomp Whack Thunder” (Wiggy Thump Records, 2025)

“Whomp Whack Thunder” è l’ennesima prova eccellente di questa band, ormai pronta per essere considerata tra le grandi della storia del genere!! Bentornati Whiskey Myers.

Michael Schenker Group “Don’t Sell Your Soul” (earMusic, 2025)

Un ottimo ritorno per Michael Schenker, che dimostra un ritrovato vigore nella scrittura ed una tecnica sempre notevole. Si, possiamo dirlo: “Don’t Sell Your Soul” è un gran bel disco!!

The Mean Times “Feel No Dumb” (Golden Robot Records, 2025)

Un album di debutto per questa band di Melbourne che, al ritmo di punk e garage pop, parla di libertà giovanile. Un disco diretto e senza filtri.

Green Carnation “A Dark Poem part 1: The Shores Of The Melancholia” (Season Of Mist, 2025)

I Green Carnation dimostrano ancora una volta di essere un punto di riferimento del prog metal che guarda più al contenuto che all’esibizione virtuosistica, alimentando la voglia e la curiosità di ascoltare quanto prima le altre due parti di cui sicuramente parleremo su Back In Rock.

Tedeschi Trucks Band And Leon Russell “Mad Dogs & Englishmen (Revisited Live At Lockin’)” (Fantasy Records, 2025)

Un album che, in coppia con il documentario “Learning To Live Together”: The Return Of Mad Dogs & Englishmen”, uscito nel 2021, diventa un documento importante per rivivere l’atmosfera di collaborazione e di condivisione di quel ormai leggendario periodo (non solo musicale) che sono stati gli anni 60’/’70.

Robert Plant “Saving Grace” with Suzi Dian (Nonesuch Records, 2025)

Chi ha avuto il piacere e la fortuna di vederli dal vivo sa già di cosa si tratta, mentre chi si è perso lo spettacolo nell’album troverà di che allietarsi con armonie provenienti da epoche lontane, quadri scarni ed essenziali ma perfetti nel loro trasferire emozioni e colori antichi.

Castle Rat “The Bestiary” (King Volume/Blues Funeral, 2025)

Tornano i newyorkesi Castle Rat con un secondo album maturo, importante. Metal epic doom lontano dalla tecnologia, intriso di fascino e creatività. Sosteniamoli!!

Bruce Springsteen “Nebraska” (Columbia, 1982)

In attesa della versione deluxe, in uscita a breve, il nostro Corrado Frasca riporta a galla e (ri)analizza “Nebraska” nella sua essenza originale. Un atto di incoscienza e coraggio di Bruce Springsteen, che diventò un capolavoro!!

Klimt 1918 “Àmor” (Prophecy Productions, 2026)

“Àmor” non solo si candida a personale disco dell’anno, ma scolpisce il nome dei Klimt 1918 nelle cime più alte delle band contemporanee.

Voïvod “Symphonique” (Century Media, 2026)

“Symphonique” è un album/evento che soddisferà i tanti amanti dei Voïvod, ma può essere il punto di partenza per chi volesse conoscere e approfondire la band canadese.

Rock Justice “You’ve Been Served” (Fireflash Records, 2026)

Rock Justice sono un nuovo gruppo hard rock che vede la partecipazione della cantante Maggy Luyten (Ayreon, Beautiful Sin, The Prize, ex-Nightmare) e del chitarrista Bas Maas (Doro, After Forever). “You’ve Been Served” unisce stili musicali vari, con un’atmosfera nostalgica e una produzione ben costruita.

Carmen Ratti Band Featuring Jill Dineen “Come To Me” (MoMojo Records, 2026)

Scoprire band, musicisti e album di qualità superiore è la nostra missione e quando ci riusciamo, come per magia, tutto torna al suo posto, come sempre grazie alla musica…imperdibile.

Elder “Through Zero” (Stickman Records, 2026)

Gli Elder ci regalano cinquanta minuti di musica splendidamente semplice nelle sue complicate strutture progressive, pregne di una sagacia compositiva che è esclusiva dei grandi interpreti del genere, applausi!

Masterplan “Metalmorphosis” (Frontiers, 2026)

Alla fine del viaggio ci troviamo in mano un disco onesto e piacevole, opera di una band che dopo tredici anni di silenzio non ha la minima intenzione di adagiarsi sugli allori e che ogni tanto si diverte sinceramente a spiazzarci.

Delta Generators “On & On” (Self Relehase, 2026)

Un disco del genere, nel suo rude approccio rock, è consigliato anche agli amanti dei suoni più duri, soprattutto per la sua atmosfera live che risulta l’asso nella manica dei Delta Generators.

Boogie Beasts “Don’t Be So Mean!-A Tribute To R.L. Burnside” (Donor Productions/Naked, 2026)

Tutto l’album che risplende della luce leggendaria di Burnside e della sua musica. I Boogie Beasts si confermano cult band e grandi conoscitori della storia del blues.

The Zen Circus + Lamante, venerdì 12 giugno allo Sherwood Festival di Padova

Un concerto ricco di energia ed emozione, gli Zen Circus si confermano una delle band più importanti del rock italiani di questi confusi anni duemila.

King Tuff “Moo” (Thirty Tigers, 2026)

A volte bastano una chitarra, buone idee e un talento spropositato per fare dell’ottimo rock’n’roll e King Tuff ci è ancora una volta riuscito.

Abyssian “Let Me Die Under The Stars” (Black Widow Records, 2026)

Grande crescita per gli Abyssian e altro colpo della Black Widow Records che, dopo i Sarvaega (clicca sul link colorato per leggerne la recensione), conferma per l’ennesima volta di essere punto di riferimento per il dark sound italiano (e non solo).

Spread Eagle “The Brutal Divine” (Frontiers Records, 2026)

Gli  Spread Eagle band hard rock di New York  nata a fine degli anni ’80, pubblicano un quarto album che può essere apprezzato sia dai nuovi che dai vecchi fan. La band ha ancora spazio per crescere, la scrittura è solida ben arrangiata: un buon disco hard rock vecchia maniera.

Bolan “Gargoyle Of The Garden State” (earMUSIC, 2026)

Rachel Bolan si fa avanti con il suo primo album da solista sotto il nome di Bolan “Gargoyle Of The Garden State” è un debutto audace e profondamente personale, radicato nel coraggio, nell’atteggiamento e nello spirito narrativo del New Jersey.

Philip Sayce “Scorched Earth Vol. Two Live In LA/London” (Forty Below Records ,2026)

Un documento live che appassionerà non poco gli amanti del sound del nostro eroe, un vero satanasso quando mette i piedi su di un palco, consigliato.

Alice Armstrong Live “Blood In The Water” (Indipendent, 2026)

Alice Armstrong dà prova d’essere una grande interprete della sua musica e non solo, divina quando la potenza non inficia una raffinatezza innata per melodie soul che aleggiano su questi sette splendidi brani.

Brown Horse “Total Dive” (Loose Music, 2026)

La band inglese suona un crossover tra indie rock e country in cui non si contano i momenti di emozionante songwriting dove trapela la loro alchimia, con le atmosfere e le sensazioni scaturite dall’ascolto dei colleghi d’oltreoceano.

Ryan Bingham And The Texas Gentlemen “They Call Us The Lucky Ones” (Thirty Tigers, 2026)

Tra canzoni più ariose ed altre dove il senso di tragica disperazione è palese, con “They Call Us The Lucky Ones” Ryan Bingham si conferma come cantore di un’America più vera, seguendo le orme dei grandi autori del passato, bravo.

Vanden Plas “AcCult2” (Frontiers Records, 2026)

I pionieri tedeschi del progressive metal Vanden Plas tornano con “AcCult 2”, il tanto atteso sequel acustico del primo capitolo del 1996. Ecco brani selezionati del loro vasto catalogo con nuovi arrangiamenti acustici, che offrono una prospettiva completamente nuova sulla musica della band.

Jason Ricci And The Bad Kind “13 Hours” (Gulf Coast Records, 2026)

Dopo un’ora di grande musica l’album si chiude in crescendo con i dodici minuti della title track, salutandoci e dandoci appuntamento al prossimo giro di walzer, pardon… di blues.

Red Sun “Songs From Hidden Places” (Subsounds Records, 2026)

alberto centenari
Allegati
ven 5 giu, 14:01 (18 ore fa)
a me
Il nuovo album dei piacentini Red Sun è un viaggio tra deserti e psiche, là dove l’elettronica aiuta viaggi staccati dal tempo e da corpi, in bilico tra visioni e realtà.

Jared James Nichols “Louder Than Fate” (Frontiers Records, 2026)

“Louder Than Fate” mette in mostra il talento di Jared James Nichols, classe 1989, un disco ben suonato, in un misto di eleganza e spunti hard. Brani che dal vivo troveranno la massima espressione.

Manraze “Lock, Stock & Barrel” (Hear No Evil, 2026)

Un cofanetto che celebra i Manraze, un supergruppo ingiustamente poco ricordato, formato da Phil Collen, Paul Cook e Simon Laffy. Essenza rock’n’roll!!

Stefano Dentone /Sundance Duo “The Seagull & The 7 Sisters” (Stefano Dentone, 2026)

Album da assaporare nota dopo nota, ritagliandosi lo spazio e il tempo per farlo vostro, bellissimo.

Armored Saint “Emotion Factory Reset” (Metal Blade Records, 2026)

Gli Armored Saint continuano imperterriti per la loro strada, presentando l’ennesimo grande album della loro carriera e confermando un’innata capacità a scrivere brani in cui si fondono potenza, melodia e immediatezza, ma che, al contempo, presentano sfumature variegate che invitano a più ascolti.

The 69 Eyes “I Survive” (BLKIIBLK, 2026)

“I Survive” è un EP che ha praticamente tutto il mood necessario ad entrare nella discografia dei 69 Eyes, è breve, ma affilato come un rasoio, un tassello che aumenta ancora di più l’attesa per il prossimo album.

The Nude Party “Look Who’s Back” (The Nude Party, 2026)

“Look Who’s Back” rimane un gioiellino da fare vostro se avete fame di rock americano baciato dal sole dello psych/country. Promosso.

Spell “Wretched Heart” (Bad Omen Records, 2026)

Altro album da avere assolutamente, “Wretched Heart” ha il compito di ribadire l’altissima qualità della proposta del gruppo canadese, che di fatto non assomiglia a nessuno se non a se stesso, come i gruppi che definiamo grandi e che indicano una via. chapeau.

Softcult “When a Flower Doesn’t Grow” (EasyLife, 2026)

Due gemelle canadesi firmano la combinazione perfetta: grunge e shoegaze, per un debutto che ammalia e seduce.

Il gatto, il topo e gli stem silenziosi: l’intelligenza artificiale sta cambiando le regole della musica. Ma chi le scrive?

Stem silenziosi, detection tool e il gioco del gatto e del topo: come l’intelligenza artificiale sta cambiando la musica e perché servono regole, non divieti.

Lynch Mob “The Final Ride live” (Frontiers Records, 2026)

George Lynch pubblica “The Final Ride” l’album live definitivo dei Lynch Mob, che cattura l’ultima corsa della band sul palco.
Il disco la linea fondamentale dei Lynch Mob e soprattutto un promemoria di quanto sia incredibile il repertorio di George Lynch.

Romeo “Déjà Vu Letters” (Street Symphonies Records, 2026)

I Romeo sono una rock’n’roll band dal carattere forte e senza compromessi, nata nel 2024, ispirata dal sound vintage di metà anni ’70 e ’80 attinge l’ispirazione da band come Thin Lizzy, UFO, Cheap Trick e The Dogs D’Amour. Un gran bel debutto!

The Alexis P. Sutter Band “Just Stay Live – Featuring Garth Hudson” (Nola Blue Records, 2026)

Una delle ultime apparizioni live di Garth Hudson che diventa anche la fotografia della The Alexis P. Sutter Band dell’epoca. Una band e un’interprete da scoprire se siete amanti del soul/blues e del gospel.

Layout 18: Azrael, Sconfitta, Alcstones, Elle

Una nuova puntata di Layout, per esplorare l’underground musicale nazionale, in tutte le sue forme creative.

The Quill “Master Of The Sky” (Metalville, 2026)

I The Quill sono tornati con un lavoro ispiratissimo, granitico e melodico come solo loro sanno creare…una garanzia.

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox, cantante degli Axe Hero, produttore, discografico, organizzatore di eventi e tanto altro. E per Mirko il motto è uno solo: il rock è immortale e la nostalgia non esiste!!

Scena metal italiana: il silenzio dei media non è una recensione

Scena metal italiana: perché le webzine non coprono le band di casa? Non è snobismo, è un meccanismo preciso che si può capire e cambiare.

Marc Broussard “Change Worth Taking” (KTBA Records, 2026)

Di Marc Broussard vi avevamo parlato poco più di un mese fa, in occasione della recensione sul nuovo album di cover “SOS V: Songs Of The 50s'”, ultimo di una manciata di lavori con sigla SOS, di cui il ricavato andava ad associazioni no profit come “Love Of People” in...

49 Winchester “Change Of Plans” (Lucille Records/MCA, 2026)

Capitanato da l’enorme talento vocale e compositivo di Isaac Gibson, il gruppo della Virginia va oltre le aspettative per avvicinarsi spedito ai lustri di quella manciata di gruppi che stanno dando nuova vita e linfa ai suoni americani “classici”.

Mandy Manala “Something Wicked” (Argonauta Records, 2026)

Era difficile ripetersi sui livelli del primo album, ma i Mandy Manala ci sono riusciti appieno e si confermano una delle migliori realtà odierne in campo hard rock.

Tori Amos “In Times Of Dragons” (Fontana, 2026)

Un disco che ci riconsegna l’artista che 35 anni fa con la sua voce ed il suo pianoforte ci fece sognare ed oggi, ci fa riflettere sognando.

Darkthrone “Pre-Historic Metal” (Peaceville Records, 2026)

Continua il viaggio nel passato della band di Fenriz e Nocturno Culto, con una barbarica odissea nel metal che fu, trattato alla loro maniera.

Mike Zito “Outside Or The Eastside” (Gulf Coast Records, 2026)

La chitarra blues di Mike Zito è sempre una garanzia di qualità e anche questo nuovo album lo conferma.

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Williamson Brothers “Aquila” (Dial Black Sound, 2025)

“Aquila” è un lavoro che non risparmia richiami ad uno spirito ribelle che sta tornando a vivere tra i solchi del rock a stelle e strisce e non solo, in reazione alla deriva sociale a cui stiamo tutti andando incontro.

The Delayed “The Delayed” (El Ritual Records, 2025)

Oltre alle solite uscite, l’heavy rock di ispirazione settantiana ha tanto da proporre, basta saper cercare con passione ed attenzione, consigliato.

Deftones “Private Music” (Reprise, 2025)

I Deftones, che raramente hanno deluso, con “Private Music” tornano a livelli altissimi, con un tocco di personalità in più. Album maturo e solido da ascoltare e riascoltare.

Ritmo Tribale: 2000 “Bye Bye Show – Live At 26 Maggio 2000” (Overdrive, 2025)

Un live del 2000 che celebra un momento indimenticabile per i grandi Ritmo Tribale. Con la speranza che possa essere diventare l’incentivo per un nuovo disco di inediti.

Bruce Springsteen “Deliver Me From Nowhere” (20th Century Studios, Gotham Group, Bluegrass Films, 2025)

Questo film – bellissimo – non è una celebrazione, è la storia di un momento di crisi di un uomo, che si tramuta in uno dei più grandi dischi della storia del rock, “Nebraska”.

Heavy Pettin “ Rock Generation” (Silver Lining Music, 2025)

Abbiamo atteso a lungo per avere un nuovo album degli Heavy Pettin, ma il risultato è buono. Un bentornati ai rocker di Glasgow, eroi della NWOBHM melodica.

E John inventò il rumore: “Revolution n. 9, la “non canzone” più famosa del mondo

La storia di “Revolution n. 9, la “non canzone” più famosa del mondo. Parola di John Lennon!

Shiraz Lane “In Vertigo” (Frontiers Records, 2025)

Il gruppo rock finlandese segna un nuovo capitolo, “In Vertigo” è un gran disco audace e perfetto per chi ama il genere pop-metal.

The Third Mind “Right Now!” (Yep Rock Records, 2025)

Prendete un gruppo di musicisti affermati riuniti da un'idea del cantante, chitarrista e compositore Dave Alvin. Portateli in uno studio…

Piper & The Hard Times “Good Company” (Hard Tomes Records, 2025)

Augurando una pronta guarigione ad Al “Piper” Green, non possiamo che consigliare a tutti questo splendido secondo album dei “Piper & The Hard Times”, sicuramente protagonista della mia classifica 2025.

AFI “Silver Bleed The Black Sun…”  (Run For Cover Records, 2025)

Ho seguito gli statunitensi AFI ad inizio carriera, una trentina di anni fa e fino al primo decennio dei duemila,…

Amorphis “Borderland” (Reigning Phoenix Music, 2025)

“Borderland” conferma l’ottimo livello medio della discografia degli Amorphis, pur palesando alcuni momenti di ripetitività che da musicisti di questo livello non mi aspetto.

Shaggy Dogs “Pinball Boomers” (First Offence Records, 2025)

Prodotto da Nick Brine nei Rockfields Studios in Galles, “Pinball Boomers è di fatto un manifesto di come il blues e il rock’n’roll riescano sempre a risultare freschi, senza lasciare al tempo energia e voglia di divertirsi.

Atomic Rooster “Circle The Sun” (Esoteric Antenna, 2025)

“Circle The Sun” è di fatto un grande ritorno per la storica band britannica, riuscendo a vincere le diffidenze dovute al tempo che passa inesorabile, con mestiere, abilità ed immenso talento, imperdibile.

Dyer Davis “Kiss The Ring” (Valley Rose Records/Bing Wing Records, 2025)

Un lavoro piacevole che consiglio a tutti gli amanti del rock blues britannico e del southern d’oltreoceano.

Marcus King Band “Darling Blue” (American Recordings, 2025)

Quattordici tracce valorizzate da una varietà stilistica che allontana spettri di ripetitività a favore di un approccio libero di accomunare il sound di tradizione roots con la voce soul di Marcus e una sei corde che brucia di passione blues rock.

Electric Cherry “Cherry Heart” (Vrec, 2025)

Se molti si interrogano se può o meno funzionare in Italia una band che suona classic rock in inglese la risposta può essere una sola: dipende da come lo fai! Ed il disco “Cherry Heart” dei romani Electric Cherry ha tutte le carte in regola per funzionare eccome.

Soulfly “Chama” (Nuclear Blast Records, 2025)

Con “Chama” che in portoghese significar “fiamma”, i Soulfly dimostrano ancora una volta che la loro musica non riguarda solo i riff, ma anche le loro radici, la terra, la loro vita.

Ronnie Romero “Backbone” (Frontiers Records, 2025)

Torna il cantante Ronnie Romero che annuncia l’uscita del suo nuovo album da solista. Il nuovo album è caratterizzato da una collezione di potenti e ispirate tracce heavy metal.

The Vintage Caravan “Portals” (Napalm Records, 2025)

“Portals” conferma le qualità de The Vintage Caravan, già espresse con la discografia precedente, regalando un album ricco di ottime canzoni e andando a rappresentare al meglio il rock islandese nel mondo.

The Boneshakers “Live To Be This” (Gulf Coast Records/SoNo Recording Blues, 2025)

Questa raccolta di brani non lascia scampo, grazie ai nomi coinvolti e all’interpretazione della Langer davvero sopra le righe, consigliato.

The Zac Shulze Gang “Straight To It” (Ruf Records, 2025)

Ci aspettavamo qualcosa di eclatante dopo le ottime impressioni avute con “Live And Loud”, ma possiamo senz’altro affermare che i tre musicisti britannici si sono superati. Imperdibile!

Testament “Para Bellum” (Nuclear Blast, 2025)

Tornano i Testament, e “Para Bellum” è il loro miglior lavoro da oltre oltre un decennio, un disco che dimostra come la band non cerchi facili scorciatoie, ma voglia sempre offrire il massimo ai suoi fan. Il thrash metal ha ritrovato i suoi eroi!

The Switch “No Way Out” (Frontiers Records, 2025)

Questo “No Way Out” è un piccolo capolavoro di rock americano, che ci riporta ai suoni delle grandi band anni ’80 di AOR, da ascoltare assolutamente se amate il genere.

Rage “A New World Rising” (Steamhammer/ SPV, 2025)

“A New World Rising” il nuovo disco è un altro bel risultato per i Rage, fresco e dinamico, spaccatimpani, heavy classico, con aggiunte di modernità mai scontate.

Christone “Kingfish” Ingram “Hard Road” (Red Zero Records, 2025)

Prodotto dal solito Tom Hanbridge, questa volta raggiunto da Nick Goldstone e Patrick Hayes (a formare una squadra vincente su tutti i fronti), “Hard Road” non mancherà di aprire quelle poche porte ancora chiuse e aiutare “Kingfish” a raggiungere il gradino più alto nell’olimpo del blues odierno.

Walter Trout “Sign Of The Times” (Provogue Records, 2025)

Altro album da non perdere assolutamente se siete amanti del genere, anche se lavori come “Sign Of The Times” sono consigliati a tutti gli amanti della buona musica.

Andy And The Rockets “Casino” (Delapop, 2025)

Band svedese attiva dal 2017, Andy And The Rockets tornano con il nuovo “Casino”: la band propone un bel mix di nuovo metal e hard rock più tradizionale.

Sparzanza “From Dust To Darkness” (Despotz Records, 2025)

Dopo quasi dieci anni tornaano gli Sparzanza, band svedese, con un album caratterizzato da un mix di ritmi che vanno da cadenzati a veloci e groove più accessibili e impennate violentissime, è decisamente un album ben prodotto, heavy rock moderno e potente.

Warren Haynes “The Whisper Sessions” (Fantasy Records, 2025)

Prodotto dallo stesso Haynes, l’album merita un ascolto approfondito, magari nella tranquillità e nell’intimità di un momento rubato alla vita di tutti i giorni. Bellissimo!

Layout 15: Suede, Hot Chip, The Mars Volta, G.O.L.E.M.

Un bel mix di generi per questa nuova puntata di Layout, dal brit pop all’elettronica dancefloor, al free jazz all’hard rock. A BackInRock non abbiamo pregiudizi!!

Biffy Clyro “Fatigue” (Warner, 2025)

Mentre il mondo (brit pop) pensa alla reunion degli Oasis, il rock britannico, dopo i Suede, ci regala un altro album gigantesco, il ritorno dei re del rock del terzo millennio, i Biffy Clyro. “Futique” si candida a mio disco dell’anno.

Year Of The Goat “Trivia Goddess” (Napalm Records, 2025)

“Trivia Goddess” è un album di altissimo livello che conferma la qualità e la crescita compositiva degli Year Of The Goat, protagonisti della scana occult rock.

Buckingham Nicks “Buckingham Nicks” (Rhino – Riessue 2025)

La ristampa di questo bellissimo lavoro risulta importantissima per i fans della seconda parte di carriera dei Fleetwood Mac e di quell’enorme artista che è la strega bianca del rock. Irrinunciabile!

Whiskey Myers “Whomp Whack Thunder” (Wiggy Thump Records, 2025)

“Whomp Whack Thunder” è l’ennesima prova eccellente di questa band, ormai pronta per essere considerata tra le grandi della storia del genere!! Bentornati Whiskey Myers.

Michael Schenker Group “Don’t Sell Your Soul” (earMusic, 2025)

Un ottimo ritorno per Michael Schenker, che dimostra un ritrovato vigore nella scrittura ed una tecnica sempre notevole. Si, possiamo dirlo: “Don’t Sell Your Soul” è un gran bel disco!!

The Mean Times “Feel No Dumb” (Golden Robot Records, 2025)

Un album di debutto per questa band di Melbourne che, al ritmo di punk e garage pop, parla di libertà giovanile. Un disco diretto e senza filtri.

Green Carnation “A Dark Poem part 1: The Shores Of The Melancholia” (Season Of Mist, 2025)

I Green Carnation dimostrano ancora una volta di essere un punto di riferimento del prog metal che guarda più al contenuto che all’esibizione virtuosistica, alimentando la voglia e la curiosità di ascoltare quanto prima le altre due parti di cui sicuramente parleremo su Back In Rock.

Tedeschi Trucks Band And Leon Russell “Mad Dogs & Englishmen (Revisited Live At Lockin’)” (Fantasy Records, 2025)

Un album che, in coppia con il documentario “Learning To Live Together”: The Return Of Mad Dogs & Englishmen”, uscito nel 2021, diventa un documento importante per rivivere l’atmosfera di collaborazione e di condivisione di quel ormai leggendario periodo (non solo musicale) che sono stati gli anni 60’/’70.

Robert Plant “Saving Grace” with Suzi Dian (Nonesuch Records, 2025)

Chi ha avuto il piacere e la fortuna di vederli dal vivo sa già di cosa si tratta, mentre chi si è perso lo spettacolo nell’album troverà di che allietarsi con armonie provenienti da epoche lontane, quadri scarni ed essenziali ma perfetti nel loro trasferire emozioni e colori antichi.

Castle Rat “The Bestiary” (King Volume/Blues Funeral, 2025)

Tornano i newyorkesi Castle Rat con un secondo album maturo, importante. Metal epic doom lontano dalla tecnologia, intriso di fascino e creatività. Sosteniamoli!!

Bruce Springsteen “Nebraska” (Columbia, 1982)

In attesa della versione deluxe, in uscita a breve, il nostro Corrado Frasca riporta a galla e (ri)analizza “Nebraska” nella sua essenza originale. Un atto di incoscienza e coraggio di Bruce Springsteen, che diventò un capolavoro!!

Klimt 1918 “Àmor” (Prophecy Productions, 2026)

“Àmor” non solo si candida a personale disco dell’anno, ma scolpisce il nome dei Klimt 1918 nelle cime più alte delle band contemporanee.

Voïvod “Symphonique” (Century Media, 2026)

“Symphonique” è un album/evento che soddisferà i tanti amanti dei Voïvod, ma può essere il punto di partenza per chi volesse conoscere e approfondire la band canadese.

Rock Justice “You’ve Been Served” (Fireflash Records, 2026)

Rock Justice sono un nuovo gruppo hard rock che vede la partecipazione della cantante Maggy Luyten (Ayreon, Beautiful Sin, The Prize, ex-Nightmare) e del chitarrista Bas Maas (Doro, After Forever). “You’ve Been Served” unisce stili musicali vari, con un’atmosfera nostalgica e una produzione ben costruita.

Carmen Ratti Band Featuring Jill Dineen “Come To Me” (MoMojo Records, 2026)

Scoprire band, musicisti e album di qualità superiore è la nostra missione e quando ci riusciamo, come per magia, tutto torna al suo posto, come sempre grazie alla musica…imperdibile.

Elder “Through Zero” (Stickman Records, 2026)

Gli Elder ci regalano cinquanta minuti di musica splendidamente semplice nelle sue complicate strutture progressive, pregne di una sagacia compositiva che è esclusiva dei grandi interpreti del genere, applausi!

Masterplan “Metalmorphosis” (Frontiers, 2026)

Alla fine del viaggio ci troviamo in mano un disco onesto e piacevole, opera di una band che dopo tredici anni di silenzio non ha la minima intenzione di adagiarsi sugli allori e che ogni tanto si diverte sinceramente a spiazzarci.

Delta Generators “On & On” (Self Relehase, 2026)

Un disco del genere, nel suo rude approccio rock, è consigliato anche agli amanti dei suoni più duri, soprattutto per la sua atmosfera live che risulta l’asso nella manica dei Delta Generators.

Boogie Beasts “Don’t Be So Mean!-A Tribute To R.L. Burnside” (Donor Productions/Naked, 2026)

Tutto l’album che risplende della luce leggendaria di Burnside e della sua musica. I Boogie Beasts si confermano cult band e grandi conoscitori della storia del blues.

The Zen Circus + Lamante, venerdì 12 giugno allo Sherwood Festival di Padova

Un concerto ricco di energia ed emozione, gli Zen Circus si confermano una delle band più importanti del rock italiani di questi confusi anni duemila.

King Tuff “Moo” (Thirty Tigers, 2026)

A volte bastano una chitarra, buone idee e un talento spropositato per fare dell’ottimo rock’n’roll e King Tuff ci è ancora una volta riuscito.

Abyssian “Let Me Die Under The Stars” (Black Widow Records, 2026)

Grande crescita per gli Abyssian e altro colpo della Black Widow Records che, dopo i Sarvaega (clicca sul link colorato per leggerne la recensione), conferma per l’ennesima volta di essere punto di riferimento per il dark sound italiano (e non solo).

Spread Eagle “The Brutal Divine” (Frontiers Records, 2026)

Gli  Spread Eagle band hard rock di New York  nata a fine degli anni ’80, pubblicano un quarto album che può essere apprezzato sia dai nuovi che dai vecchi fan. La band ha ancora spazio per crescere, la scrittura è solida ben arrangiata: un buon disco hard rock vecchia maniera.

Bolan “Gargoyle Of The Garden State” (earMUSIC, 2026)

Rachel Bolan si fa avanti con il suo primo album da solista sotto il nome di Bolan “Gargoyle Of The Garden State” è un debutto audace e profondamente personale, radicato nel coraggio, nell’atteggiamento e nello spirito narrativo del New Jersey.

Philip Sayce “Scorched Earth Vol. Two Live In LA/London” (Forty Below Records ,2026)

Un documento live che appassionerà non poco gli amanti del sound del nostro eroe, un vero satanasso quando mette i piedi su di un palco, consigliato.

Alice Armstrong Live “Blood In The Water” (Indipendent, 2026)

Alice Armstrong dà prova d’essere una grande interprete della sua musica e non solo, divina quando la potenza non inficia una raffinatezza innata per melodie soul che aleggiano su questi sette splendidi brani.

Brown Horse “Total Dive” (Loose Music, 2026)

La band inglese suona un crossover tra indie rock e country in cui non si contano i momenti di emozionante songwriting dove trapela la loro alchimia, con le atmosfere e le sensazioni scaturite dall’ascolto dei colleghi d’oltreoceano.

Ryan Bingham And The Texas Gentlemen “They Call Us The Lucky Ones” (Thirty Tigers, 2026)

Tra canzoni più ariose ed altre dove il senso di tragica disperazione è palese, con “They Call Us The Lucky Ones” Ryan Bingham si conferma come cantore di un’America più vera, seguendo le orme dei grandi autori del passato, bravo.

Vanden Plas “AcCult2” (Frontiers Records, 2026)

I pionieri tedeschi del progressive metal Vanden Plas tornano con “AcCult 2”, il tanto atteso sequel acustico del primo capitolo del 1996. Ecco brani selezionati del loro vasto catalogo con nuovi arrangiamenti acustici, che offrono una prospettiva completamente nuova sulla musica della band.

Jason Ricci And The Bad Kind “13 Hours” (Gulf Coast Records, 2026)

Dopo un’ora di grande musica l’album si chiude in crescendo con i dodici minuti della title track, salutandoci e dandoci appuntamento al prossimo giro di walzer, pardon… di blues.

Red Sun “Songs From Hidden Places” (Subsounds Records, 2026)

alberto centenari
Allegati
ven 5 giu, 14:01 (18 ore fa)
a me
Il nuovo album dei piacentini Red Sun è un viaggio tra deserti e psiche, là dove l’elettronica aiuta viaggi staccati dal tempo e da corpi, in bilico tra visioni e realtà.

Jared James Nichols “Louder Than Fate” (Frontiers Records, 2026)

“Louder Than Fate” mette in mostra il talento di Jared James Nichols, classe 1989, un disco ben suonato, in un misto di eleganza e spunti hard. Brani che dal vivo troveranno la massima espressione.

Manraze “Lock, Stock & Barrel” (Hear No Evil, 2026)

Un cofanetto che celebra i Manraze, un supergruppo ingiustamente poco ricordato, formato da Phil Collen, Paul Cook e Simon Laffy. Essenza rock’n’roll!!

Stefano Dentone /Sundance Duo “The Seagull & The 7 Sisters” (Stefano Dentone, 2026)

Album da assaporare nota dopo nota, ritagliandosi lo spazio e il tempo per farlo vostro, bellissimo.

Armored Saint “Emotion Factory Reset” (Metal Blade Records, 2026)

Gli Armored Saint continuano imperterriti per la loro strada, presentando l’ennesimo grande album della loro carriera e confermando un’innata capacità a scrivere brani in cui si fondono potenza, melodia e immediatezza, ma che, al contempo, presentano sfumature variegate che invitano a più ascolti.

The 69 Eyes “I Survive” (BLKIIBLK, 2026)

“I Survive” è un EP che ha praticamente tutto il mood necessario ad entrare nella discografia dei 69 Eyes, è breve, ma affilato come un rasoio, un tassello che aumenta ancora di più l’attesa per il prossimo album.

The Nude Party “Look Who’s Back” (The Nude Party, 2026)

“Look Who’s Back” rimane un gioiellino da fare vostro se avete fame di rock americano baciato dal sole dello psych/country. Promosso.

Spell “Wretched Heart” (Bad Omen Records, 2026)

Altro album da avere assolutamente, “Wretched Heart” ha il compito di ribadire l’altissima qualità della proposta del gruppo canadese, che di fatto non assomiglia a nessuno se non a se stesso, come i gruppi che definiamo grandi e che indicano una via. chapeau.

Softcult “When a Flower Doesn’t Grow” (EasyLife, 2026)

Due gemelle canadesi firmano la combinazione perfetta: grunge e shoegaze, per un debutto che ammalia e seduce.

Il gatto, il topo e gli stem silenziosi: l’intelligenza artificiale sta cambiando le regole della musica. Ma chi le scrive?

Stem silenziosi, detection tool e il gioco del gatto e del topo: come l’intelligenza artificiale sta cambiando la musica e perché servono regole, non divieti.

Lynch Mob “The Final Ride live” (Frontiers Records, 2026)

George Lynch pubblica “The Final Ride” l’album live definitivo dei Lynch Mob, che cattura l’ultima corsa della band sul palco.
Il disco la linea fondamentale dei Lynch Mob e soprattutto un promemoria di quanto sia incredibile il repertorio di George Lynch.

Romeo “Déjà Vu Letters” (Street Symphonies Records, 2026)

I Romeo sono una rock’n’roll band dal carattere forte e senza compromessi, nata nel 2024, ispirata dal sound vintage di metà anni ’70 e ’80 attinge l’ispirazione da band come Thin Lizzy, UFO, Cheap Trick e The Dogs D’Amour. Un gran bel debutto!

The Alexis P. Sutter Band “Just Stay Live – Featuring Garth Hudson” (Nola Blue Records, 2026)

Una delle ultime apparizioni live di Garth Hudson che diventa anche la fotografia della The Alexis P. Sutter Band dell’epoca. Una band e un’interprete da scoprire se siete amanti del soul/blues e del gospel.

Layout 18: Azrael, Sconfitta, Alcstones, Elle

Una nuova puntata di Layout, per esplorare l’underground musicale nazionale, in tutte le sue forme creative.

The Quill “Master Of The Sky” (Metalville, 2026)

I The Quill sono tornati con un lavoro ispiratissimo, granitico e melodico come solo loro sanno creare…una garanzia.

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox, cantante degli Axe Hero, produttore, discografico, organizzatore di eventi e tanto altro. E per Mirko il motto è uno solo: il rock è immortale e la nostalgia non esiste!!

Scena metal italiana: il silenzio dei media non è una recensione

Scena metal italiana: perché le webzine non coprono le band di casa? Non è snobismo, è un meccanismo preciso che si può capire e cambiare.

Marc Broussard “Change Worth Taking” (KTBA Records, 2026)

Di Marc Broussard vi avevamo parlato poco più di un mese fa, in occasione della recensione sul nuovo album di cover “SOS V: Songs Of The 50s'”, ultimo di una manciata di lavori con sigla SOS, di cui il ricavato andava ad associazioni no profit come “Love Of People” in...

49 Winchester “Change Of Plans” (Lucille Records/MCA, 2026)

Capitanato da l’enorme talento vocale e compositivo di Isaac Gibson, il gruppo della Virginia va oltre le aspettative per avvicinarsi spedito ai lustri di quella manciata di gruppi che stanno dando nuova vita e linfa ai suoni americani “classici”.

Mandy Manala “Something Wicked” (Argonauta Records, 2026)

Era difficile ripetersi sui livelli del primo album, ma i Mandy Manala ci sono riusciti appieno e si confermano una delle migliori realtà odierne in campo hard rock.

Tori Amos “In Times Of Dragons” (Fontana, 2026)

Un disco che ci riconsegna l’artista che 35 anni fa con la sua voce ed il suo pianoforte ci fece sognare ed oggi, ci fa riflettere sognando.

Darkthrone “Pre-Historic Metal” (Peaceville Records, 2026)

Continua il viaggio nel passato della band di Fenriz e Nocturno Culto, con una barbarica odissea nel metal che fu, trattato alla loro maniera.

Mike Zito “Outside Or The Eastside” (Gulf Coast Records, 2026)

La chitarra blues di Mike Zito è sempre una garanzia di qualità e anche questo nuovo album lo conferma.