BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Shiraz Lane “In Vertigo” (Frontiers Records, 2025)

Il gruppo rock finlandese segna un nuovo capitolo, “In Vertigo” è un gran disco audace e perfetto per chi ama il genere pop-metal.

The Third Mind “Right Now!” (Yep Rock Records, 2025)

Prendete un gruppo di musicisti affermati riuniti da un'idea del cantante, chitarrista e compositore Dave Alvin. Portateli in uno studio…

Piper & The Hard Times “Good Company” (Hard Tomes Records, 2025)

Augurando una pronta guarigione ad Al “Piper” Green, non possiamo che consigliare a tutti questo splendido secondo album dei “Piper & The Hard Times”, sicuramente protagonista della mia classifica 2025.

AFI “Silver Bleed The Black Sun…”  (Run For Cover Records, 2025)

Ho seguito gli statunitensi AFI ad inizio carriera, una trentina di anni fa e fino al primo decennio dei duemila,…

Amorphis “Borderland” (Reigning Phoenix Music, 2025)

“Borderland” conferma l’ottimo livello medio della discografia degli Amorphis, pur palesando alcuni momenti di ripetitività che da musicisti di questo livello non mi aspetto.

Shaggy Dogs “Pinball Boomers” (First Offence Records, 2025)

Prodotto da Nick Brine nei Rockfields Studios in Galles, “Pinball Boomers è di fatto un manifesto di come il blues e il rock’n’roll riescano sempre a risultare freschi, senza lasciare al tempo energia e voglia di divertirsi.

Atomic Rooster “Circle The Sun” (Esoteric Antenna, 2025)

“Circle The Sun” è di fatto un grande ritorno per la storica band britannica, riuscendo a vincere le diffidenze dovute al tempo che passa inesorabile, con mestiere, abilità ed immenso talento, imperdibile.

Dyer Davis “Kiss The Ring” (Valley Rose Records/Bing Wing Records, 2025)

Un lavoro piacevole che consiglio a tutti gli amanti del rock blues britannico e del southern d’oltreoceano.

Marcus King Band “Darling Blue” (American Recordings, 2025)

Quattordici tracce valorizzate da una varietà stilistica che allontana spettri di ripetitività a favore di un approccio libero di accomunare il sound di tradizione roots con la voce soul di Marcus e una sei corde che brucia di passione blues rock.

Electric Cherry “Cherry Heart” (Vrec, 2025)

Se molti si interrogano se può o meno funzionare in Italia una band che suona classic rock in inglese la risposta può essere una sola: dipende da come lo fai! Ed il disco “Cherry Heart” dei romani Electric Cherry ha tutte le carte in regola per funzionare eccome.

Soulfly “Chama” (Nuclear Blast Records, 2025)

Con “Chama” che in portoghese significar “fiamma”, i Soulfly dimostrano ancora una volta che la loro musica non riguarda solo i riff, ma anche le loro radici, la terra, la loro vita.

Ronnie Romero “Backbone” (Frontiers Records, 2025)

Torna il cantante Ronnie Romero che annuncia l’uscita del suo nuovo album da solista. Il nuovo album è caratterizzato da una collezione di potenti e ispirate tracce heavy metal.

The Vintage Caravan “Portals” (Napalm Records, 2025)

“Portals” conferma le qualità de The Vintage Caravan, già espresse con la discografia precedente, regalando un album ricco di ottime canzoni e andando a rappresentare al meglio il rock islandese nel mondo.

The Boneshakers “Live To Be This” (Gulf Coast Records/SoNo Recording Blues, 2025)

Questa raccolta di brani non lascia scampo, grazie ai nomi coinvolti e all’interpretazione della Langer davvero sopra le righe, consigliato.

The Zac Shulze Gang “Straight To It” (Ruf Records, 2025)

Ci aspettavamo qualcosa di eclatante dopo le ottime impressioni avute con “Live And Loud”, ma possiamo senz’altro affermare che i tre musicisti britannici si sono superati. Imperdibile!

Testament “Para Bellum” (Nuclear Blast, 2025)

Tornano i Testament, e “Para Bellum” è il loro miglior lavoro da oltre oltre un decennio, un disco che dimostra come la band non cerchi facili scorciatoie, ma voglia sempre offrire il massimo ai suoi fan. Il thrash metal ha ritrovato i suoi eroi!

The Switch “No Way Out” (Frontiers Records, 2025)

Questo “No Way Out” è un piccolo capolavoro di rock americano, che ci riporta ai suoni delle grandi band anni ’80 di AOR, da ascoltare assolutamente se amate il genere.

Rage “A New World Rising” (Steamhammer/ SPV, 2025)

“A New World Rising” il nuovo disco è un altro bel risultato per i Rage, fresco e dinamico, spaccatimpani, heavy classico, con aggiunte di modernità mai scontate.

Christone “Kingfish” Ingram “Hard Road” (Red Zero Records, 2025)

Prodotto dal solito Tom Hanbridge, questa volta raggiunto da Nick Goldstone e Patrick Hayes (a formare una squadra vincente su tutti i fronti), “Hard Road” non mancherà di aprire quelle poche porte ancora chiuse e aiutare “Kingfish” a raggiungere il gradino più alto nell’olimpo del blues odierno.

Walter Trout “Sign Of The Times” (Provogue Records, 2025)

Altro album da non perdere assolutamente se siete amanti del genere, anche se lavori come “Sign Of The Times” sono consigliati a tutti gli amanti della buona musica.

Andy And The Rockets “Casino” (Delapop, 2025)

Band svedese attiva dal 2017, Andy And The Rockets tornano con il nuovo “Casino”: la band propone un bel mix di nuovo metal e hard rock più tradizionale.

Sparzanza “From Dust To Darkness” (Despotz Records, 2025)

Dopo quasi dieci anni tornaano gli Sparzanza, band svedese, con un album caratterizzato da un mix di ritmi che vanno da cadenzati a veloci e groove più accessibili e impennate violentissime, è decisamente un album ben prodotto, heavy rock moderno e potente.

Warren Haynes “The Whisper Sessions” (Fantasy Records, 2025)

Prodotto dallo stesso Haynes, l’album merita un ascolto approfondito, magari nella tranquillità e nell’intimità di un momento rubato alla vita di tutti i giorni. Bellissimo!

Layout 15: Suede, Hot Chip, The Mars Volta, G.O.L.E.M.

Un bel mix di generi per questa nuova puntata di Layout, dal brit pop all’elettronica dancefloor, al free jazz all’hard rock. A BackInRock non abbiamo pregiudizi!!

Biffy Clyro “Fatigue” (Warner, 2025)

Mentre il mondo (brit pop) pensa alla reunion degli Oasis, il rock britannico, dopo i Suede, ci regala un altro album gigantesco, il ritorno dei re del rock del terzo millennio, i Biffy Clyro. “Futique” si candida a mio disco dell’anno.

Year Of The Goat “Trivia Goddess” (Napalm Records, 2025)

“Trivia Goddess” è un album di altissimo livello che conferma la qualità e la crescita compositiva degli Year Of The Goat, protagonisti della scana occult rock.

Buckingham Nicks “Buckingham Nicks” (Rhino – Riessue 2025)

La ristampa di questo bellissimo lavoro risulta importantissima per i fans della seconda parte di carriera dei Fleetwood Mac e di quell’enorme artista che è la strega bianca del rock. Irrinunciabile!

Whiskey Myers “Whomp Whack Thunder” (Wiggy Thump Records, 2025)

“Whomp Whack Thunder” è l’ennesima prova eccellente di questa band, ormai pronta per essere considerata tra le grandi della storia del genere!! Bentornati Whiskey Myers.

Michael Schenker Group “Don’t Sell Your Soul” (earMusic, 2025)

Un ottimo ritorno per Michael Schenker, che dimostra un ritrovato vigore nella scrittura ed una tecnica sempre notevole. Si, possiamo dirlo: “Don’t Sell Your Soul” è un gran bel disco!!

The Mean Times “Feel No Dumb” (Golden Robot Records, 2025)

Un album di debutto per questa band di Melbourne che, al ritmo di punk e garage pop, parla di libertà giovanile. Un disco diretto e senza filtri.

Green Carnation “A Dark Poem part 1: The Shores Of The Melancholia” (Season Of Mist, 2025)

I Green Carnation dimostrano ancora una volta di essere un punto di riferimento del prog metal che guarda più al contenuto che all’esibizione virtuosistica, alimentando la voglia e la curiosità di ascoltare quanto prima le altre due parti di cui sicuramente parleremo su Back In Rock.

Tedeschi Trucks Band And Leon Russell “Mad Dogs & Englishmen (Revisited Live At Lockin’)” (Fantasy Records, 2025)

Un album che, in coppia con il documentario “Learning To Live Together”: The Return Of Mad Dogs & Englishmen”, uscito nel 2021, diventa un documento importante per rivivere l’atmosfera di collaborazione e di condivisione di quel ormai leggendario periodo (non solo musicale) che sono stati gli anni 60’/’70.

Robert Plant “Saving Grace” with Suzi Dian (Nonesuch Records, 2025)

Chi ha avuto il piacere e la fortuna di vederli dal vivo sa già di cosa si tratta, mentre chi si è perso lo spettacolo nell’album troverà di che allietarsi con armonie provenienti da epoche lontane, quadri scarni ed essenziali ma perfetti nel loro trasferire emozioni e colori antichi.

Castle Rat “The Bestiary” (King Volume/Blues Funeral, 2025)

Tornano i newyorkesi Castle Rat con un secondo album maturo, importante. Metal epic doom lontano dalla tecnologia, intriso di fascino e creatività. Sosteniamoli!!

Bruce Springsteen “Nebraska” (Columbia, 1982)

In attesa della versione deluxe, in uscita a breve, il nostro Corrado Frasca riporta a galla e (ri)analizza “Nebraska” nella sua essenza originale. Un atto di incoscienza e coraggio di Bruce Springsteen, che diventò un capolavoro!!

Patti Smith (Roma, Auditorium Parco della Musica, 15 settembre 2025)

Magnetica e sciamanica, ancora una volta Patti Smith porta sul palco la sua leggenda, rimanendo sé stessa, una del popolo!

Jelusick “Apolitical Ecstasy” (Escape Music, 2025)

Secondo capitolo per l’enfant prodige croato Dino Jelusick e la sua band, che torna con un disco stratosferico dove al suo interno trovi l’energia giovanile, tecnica e influenze che portano a dinamiche incredibili.

Primal Fear “Domination” (Reigning Phoenix Music 2025)

Quindicesimo lavoro per i Primal Fear, che ci regalano un album, “Domination”, nella piena tradizione power metal.

Pier Nicolò Bambi Fossati “…Il Castello Tira Sassi…” (Black Widow Records, 2025)

Un album che raccoglie live e materiale inedito di uno dei migliori chitarrista rock blues italiani, che diventa il giusto omaggio, a dieci anni dalla scomparsa, ad un vero arista.

Arjen Anthony Lucassen “Songs No One Will Here” (Inside Out, 2025)

Un album bellissimo, un’opera che, a mio parere, era nelle corde del grande menestrello olandese tornato ai fasti di un passato mai dimenticato.

Elisa Montaldo “Il Fascino Dell’Insolito” (Autoprodotto, 2025)

Un lavoro che crea duplici emozioni, quelle di riascoltare brani favolosi che fanno parte della nostra cultura musicale e cinematografica e, al contempo, di goderne sotto una veste inedita.

Simone Galassi “Simone Galassi” (Autoprodotto, 2025)

Simone non ci fa mancare niente, nel suo background convivono (come il genere dovrebbe sempre insegnare) blues, funky e quel rock duro che molte volte viene mal interpretato ai giorni nostri, ma che nasce e cresce tra le trame di brani come quelli scritti dal musicista modenese.

Da David Bowie a Freddie Mercury a Johnny Cash. Testamenti in musica: quando si muore cantando!!

𝑻𝒆𝒔𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒊𝒏 𝒎𝒖𝒔𝒊𝒄𝒂, 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒔𝒊 𝒎𝒖𝒐𝒓𝒆 𝒄𝒂𝒏𝒕𝒂𝒏𝒅𝒐
Partendo dal disco scritto da Mike Peters in punto di morte, il nostro Gabriele Bassanetti viaggia tra alcuni dei più grandi amati che hanno scelto di salutare la vita continuando a fare musica. Non è un tuffo nella tristezza o un elogio della morte, ma al contrario un elogio alla vita. Infatti ricordare questi artisti è il miglior modo per mostrarci grati a ciò che ci hanno donato: la loro arte.

Green Carnation “A Dark Poem, Part III: The Messiah Complex” (Season Of Mist, 2026)

Terzo e ultimo capitolo di “A Dark Poem”, che nella sua interezza è un’opera maestosa e impegnativa che richiede più di un ascolto per coglierne i tanti dettagli.

Green Lung “Necropolitan” (Nuclear Blast Records, 2026)

Con “Necropolitan” i Green Lung confermano di essere una grandissima band e, dopo l’addio di Ozzy e di fatto dei Black Sabbath più doom, si candidano per raccoglierne l’eredità artistica in patria e non solo.

Jehovah On Death “Lágrimas De Oro” (I, Voidhanger Records, 2026)

Gli Jehovah On Death sono una realtà del panorama rock internazionale della quale sentiremo molto parlare; hanno attitudine, idee, immagine, talento e sanno dove vogliono andare. Speriamo che presto si esibiscano in Italia, la loro proposta trova nel palco il suo ambiente ideale.

Cinquant’anni anni fa esatti nasceva il punk. O più precisamente cominciava a morire

𝐏u𝐧k: 𝐪u𝐚n𝐝o n𝐚s𝐜i𝐭a e m𝐨r𝐭e c𝐨i𝐧c𝐢d𝐨n𝐨. S𝐜o𝐩r𝐢a𝐦o p𝐞r𝐜h𝐞̀!
8 settembre 1976, esce “Anarchy In The UK”, primo singolo dei Sex Pistols, per convenzione il giorno in cui tutto ha inizio. E invece è la fine!

Andromeda presenta: 33+1 dischi anni ’80 di HARD, HEAVY, FM, AOR canadese!

Dalla fanzine n.8, che presenta 111 album di hard rock/heavy metal canadese, estrapoliamo 33 album. Non i migliori, ma quelli con cui vogliamo stimolare la vostra curiosità. Se siete interessati alla fanzine scrivetemi in privato.

Shakra “Just Live Loud!” (Frontiers Records, 2026)

Gli svizzeri Shakra ancora una volta non deludono, dinamiche ed energia vi faranno divertire, in questo nuovo album ricco di chitarre potenti e ritornelli melodici, scritti per essere riproposti in sede live.

Sweet Electric “Something Something Disco” (Autoprodotto, 2026)

Secondo disco per la band di Colonia Sweet Electric, “Something Something Disco”  è un disco pensato, non c’è una canzone decisamente brutta nell’album, e sebbene manchi un filo conduttore (cosa che potrebbe essere voluta) risulta difficile non innamorarsi di questi cinque simpatici, scanzonati ragazzi

Scorpion Milk “Flesh Masks For Skulls”  (Peaceville Records, 2026)

Nuovo EP per la creatura di Mat McNerney, quattro brani nuovo e un remix curato da ospiti sorprendenti

Avrak “Avrak” (Peaceville Records, 2026)

Il gruppo di Ted Skjellum, alias Nocturno Culto, al di fuori dei Darkthrone, per dare piena soddisfazione alla sua passione per l’old metal.

The Night Eternal “Cold Velvet” (Metal Blade Records, 2026)

Sono certo che “Cold Velvet” sarà l’album della consacrazione di una band solida, determinata e capace di schierare un vocalist riconoscibile al primo ascolto.

Ricky Warwick “Fire & Vengeance” (Earache Records, 2026)

RQuesto non è solo un disco, ma una raccolta di pensieri, umori e storie di Ricky Warwick, un rocker vero che da 40 anni canta e suona quello che ama.

CoreLeoni “Generection” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Il chitarrista e membro fondatore dei Gotthard torna in prima linea con i suoi CoreLeoni. Questo quarto album è il lavoro più pesante, per un hard Rock tirato mischiato ad une vena soul molto interessante.

Gjenferd “Black Smoke Rising” (Apollon Records, 2026)

La fiamma dell’hard rock dei ‘70 non cesserà mai di spegnersi, ovunque, tanto più nei paesi scandinavi, dove centinaia di band radicano le loro basi in quel periodo. Non è facile per gli appassionati e i cultori arrivare a conoscere tutto e, soprattutto, avere il...

Black Reflex “Zero Dawn” (Andromeda Relix, 2026)

“Zero Dawn” è un album importante, di vero heavy metal, che speriamo non si mescoli alla massa di titoli metal fatti con il metodo del copia/incolla e trovi l’attenzione che merita.

Stormbringer “Transcendence” (Attic Records, 2026)

La band del Northamptonshire torna con ‘Transcendence’. I ragazzi hanno confezionato un disco travolgente, di classico heavy metal, come si faceva ai tempi d’oro del genere. Assolutamente consigliato e per me è sicuramente uno dei migliori dischi del genere in questo 2026.

Pirate Queen “Sailing Around The World” (Despotz Records, 2026)

Le Pirate Queen proseguono il loro viaggio attraverso i mari dell’heavy metal con il secondo album “Sailing Around The World”. Un combinazione affascinante di epic, melodia ed energia, perfetta per mettersi in viaggio con le regine dei pirati.

“Over The Edge Ft. Mickey Thomas – XXX Anniversary Edition” (Frontiers Records, 2026) 

Arriva la ristampa di “Over The Edge”, l’acclamato album rock melodico che presenta la voce inconfondibile di Mickey Thomas (Starship, Jefferson Starship), originariamente pubblicato nel 2004,

Todd Adelman “Todd Adelman And The Woodsmen” (VFIB Recordings, 2026)

Todd Adelman And The Woodsmen risulta quindi un album di genere, niente di più niente di meno, ma pregno di atmosfere suggestive e belle canzoni. What Else?

Sha-Boom “Another Nail In The Coffin” (Silver Lining Music, 2026)

Dopo oltre vent’anni, gli hard rocker svedesi Sha-Boom sono tornati in vita con “Another Nail In The Coffin”, un un bel ritorno, un gran disco AOR, consigliatissimo per gli amanti del genere.

Jeffrey Halford And The Healers “Used Parts” (Shoeless Records, 2026)

Album piacevole, che non potete perdere se siete amanti dei suoni tradizionali d’oltreoceano.

Mad Max “Stories Of Destiny” ( Rock Of Angels Records, 2026)

45 anni di Mad Max, band tedesca che ha lasciato il segno nel mondo hard&heavy di stampo europeo. “Stories Of Destiny” si presenta pulito e moderno, Rolf Munkes ha compiuto un buon lavoro, per un ritorno che merita un plauso.

Joanna Connor “Live On 11/11” (MC Records, 2026)

Grandi brani, improvvisazioni e jam da infarto, fanno di questo live un documento prezioso su di un’artista magari qualche passo indietro a livello di popolarità rispetto ad altre colleghe della scena, ma sicuramente al top se si parla di passione, attitudine e bravura.

Flotsam And Jetsam “Rats In The Temple” (Napalm Records, 2026)

I Flotsam e Jetsam ci offrono il loro miglior disco post reunion, una produzione aggressiva e dura rispetto alle prime uscite anni ’80, ma i tempi chiedono questo e l’anima non ne esce snaturata. Gran disco thrash metal!

The Alarm “Transformation” (Twenty First Century Recording Company, 2026)

Il commovente ed entusiasmante testamento di Mike Peters. Qui giace un vinto che non si è arreso.

Triosphere “Oceans Above, Stars Below” (Frontiers Records, 2026)

La band norvegese heavy metal Triosphere ritorna dopo ben 12 anni con un nuovo lavoro ambizioso che raccoglie al suo interno molti stili, tra hard rock, power prog e thrash metal, un bel disco per gli amanti del genere.

Cimarron 615 “Same Sky” (Blue Elan, 2026)

Una raccolta di bellissime canzoni country, impreziosite da splendidi intrecci vocali, marchio di fabbrica dei musicisti coinvolti che, come tradizione, non rinunciano a quelle chitarre rock che rafforzano il sound.

Noveria “Becoming After” (Scarlet Records, 2026)

Non posso che dargli dieci, e lo scrivo senza il minimo imbarazzo, perché è un disco meraviglioso e perché ogni tanto conviene dirlo ad alta voce, così magari al prossimo giro non se lo perde nessuno.

Jon Lee & The Apparitions “Next Town” (Magic Hallway Records, 2026)

Un album a cui bisogna dedicare la giusta attenzione ma che non manca di momenti molto interessanti, le ispirazioni possono essere soggettive anche se è indubbio che i generi citati abbiano tutti la loro importanza, promosso.

Tokyo Blade “Hoist The Colors High” (Cherry Red Records, 2026)

Bentornati ai Tokyo Blade, oltre quattro decenni dopo con la formazione originale classica e un nuovo album “Hoist the Colours High”: un lavoro muscoloso e incisivo di heavy metal infuocato, con le radici nella NWOBHM!

Issa “Fire & Ice” (Frontiers Records, 2026)

La regina norvegese dell’AOR Issa torna con “Fire And Ice”, il suo disco più esaltante e cinematografico. Ogni traccia dell’album è scritta e prodotta dai leggendari fratelli Tom e James Martin, che hanno creato un suono che cattura perfettamente lo spirito del rock melodico degli anni ’80.

Social Distortion “Born To Kill” (Epitaph, 2026)

Il tempo passa per tutti, anche per un gruppo puro come questo ma, credetemi, “Born To Kill”, titolo troppo cattivo per quello che si ascolta, ci offre tante cose che meritano di essere ascoltate. Soprattutto se siete fan della band.

Robert Jon & The Wreck “Wreckage Vol.3” (Journeyman Records, 2026).

I Robert Jon & The Wreck fanno gli straordinari e noi non possiamo che esserne felici, questa raccolta ci offre uno spaccato odierno del gruppo e la sua voglia di andare per la propria strada, suonando quello che ad oggi riesce meglio, ovvero rock classico, energico e splendidamente sudista.

Kickin Valentina “Anthems From The Underground” (Mighty Music, 2026)

I Kickin Valentina tornano con u album che conferma Pete Newdeck come grande autore di hard ottantiano, tra melodia e street rock.

Night Ranger “Best Of” (Frontiers Records, 2026)

Sesta raccolta, per i californiani Night Ranger. Ma questa volta propone versioni remixate e rimasterizzate di successi che coprono la brillante carriera della band,

Gràinne Duffy “What Am I Supposed To Do?” (Indipendent, 2026)

Altro ottimo lavoro questo nuovissimo “”What Am I Supposed To You?”, Gràinne Duffy si conferma artista da seguire nell’immensa scena blues rock odierna.

Widowspeak “Roses” (Captured Tracks, 2026).

L’album che rientra in quella sfera di ascolti dove musica e magia sono divise da una linea sottilissima lascia che l’ascoltatore entri nel suo mondo con la delicata eleganza che ne conviene, mai troppo energico, ma assolutamente godibile, “Roses” è consigliato ai palati più fini del classic rock (dalle sfumature Indie) del nuovo millennio.

Alchem “Bloody Rose” (The Triad Records – distr. Black Widow Records, 2026)

Gli Alchem, con la loro musica coinvolgente e variegata, devono essere approfonditi da chi cerca emozioni aldilà di strade facili e immediate, andando ad arricchire ulteriormente la scena romana nella quale operano da tempo entità coraggiose e difficilmente etichettabili come Arpia e Dunwich.

The Cinelli Brothers “Live Here And There” (The Cinelli Brothers, 2026)

270 concerti in giro per il mondo, un lungo viaggio portando la propria musica dal vivo.“Live Here And There” è il risultato, il sunto di tanti chilometri, di concerti e storie che formano un pezzo di vita all’insegna del rock’n’roll.

The Eternal “Obscured Horizons” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Con “Obscured Horizons”, The Eternal firma il proprio album migliore, dimostrando che il legame con gli Amorphis ne ha favorito la crescita, forse ancor oltre gli ultimi lavori della stessa band di Helsinki, sempre buoni, ma non così sfaccettati.

Albert Castiglia “Grits & Glory” (Gulf Coast Records, 2026)

Per il prossimo Blood Brothers c’è tempo, intanto godetevi questo “Grits & Glory”, nuovo capitolo di questo grande musicista statunitense. Blues on!

Oddland “Unilluminate To Illuminate” (Frontiers Records, 2026)

Gli Oddland sono una band finlandese di progressive metal. Con questo quarto album hanno affinato il sound, con influenze dei Soen. Un ottimo esempio di progressive metal moderno scandinavo.

The Claypool Lennon Delirium “The Great Parrot-Ox And The Golden Egg Of Empathy” (ATO, 2026)

Una collaborazione che sembrava improbabile giunge al terzo album e la sensazione che sia un regalo troppo grande resta, perché il disco – non è rock, o si? – è follemente bello. Quel bello che non arriva nel cuore, ma nella testa.

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Shiraz Lane “In Vertigo” (Frontiers Records, 2025)

Il gruppo rock finlandese segna un nuovo capitolo, “In Vertigo” è un gran disco audace e perfetto per chi ama il genere pop-metal.

The Third Mind “Right Now!” (Yep Rock Records, 2025)

Prendete un gruppo di musicisti affermati riuniti da un'idea del cantante, chitarrista e compositore Dave Alvin. Portateli in uno studio…

Piper & The Hard Times “Good Company” (Hard Tomes Records, 2025)

Augurando una pronta guarigione ad Al “Piper” Green, non possiamo che consigliare a tutti questo splendido secondo album dei “Piper & The Hard Times”, sicuramente protagonista della mia classifica 2025.

AFI “Silver Bleed The Black Sun…”  (Run For Cover Records, 2025)

Ho seguito gli statunitensi AFI ad inizio carriera, una trentina di anni fa e fino al primo decennio dei duemila,…

Amorphis “Borderland” (Reigning Phoenix Music, 2025)

“Borderland” conferma l’ottimo livello medio della discografia degli Amorphis, pur palesando alcuni momenti di ripetitività che da musicisti di questo livello non mi aspetto.

Shaggy Dogs “Pinball Boomers” (First Offence Records, 2025)

Prodotto da Nick Brine nei Rockfields Studios in Galles, “Pinball Boomers è di fatto un manifesto di come il blues e il rock’n’roll riescano sempre a risultare freschi, senza lasciare al tempo energia e voglia di divertirsi.

Atomic Rooster “Circle The Sun” (Esoteric Antenna, 2025)

“Circle The Sun” è di fatto un grande ritorno per la storica band britannica, riuscendo a vincere le diffidenze dovute al tempo che passa inesorabile, con mestiere, abilità ed immenso talento, imperdibile.

Dyer Davis “Kiss The Ring” (Valley Rose Records/Bing Wing Records, 2025)

Un lavoro piacevole che consiglio a tutti gli amanti del rock blues britannico e del southern d’oltreoceano.

Marcus King Band “Darling Blue” (American Recordings, 2025)

Quattordici tracce valorizzate da una varietà stilistica che allontana spettri di ripetitività a favore di un approccio libero di accomunare il sound di tradizione roots con la voce soul di Marcus e una sei corde che brucia di passione blues rock.

Electric Cherry “Cherry Heart” (Vrec, 2025)

Se molti si interrogano se può o meno funzionare in Italia una band che suona classic rock in inglese la risposta può essere una sola: dipende da come lo fai! Ed il disco “Cherry Heart” dei romani Electric Cherry ha tutte le carte in regola per funzionare eccome.

Soulfly “Chama” (Nuclear Blast Records, 2025)

Con “Chama” che in portoghese significar “fiamma”, i Soulfly dimostrano ancora una volta che la loro musica non riguarda solo i riff, ma anche le loro radici, la terra, la loro vita.

Ronnie Romero “Backbone” (Frontiers Records, 2025)

Torna il cantante Ronnie Romero che annuncia l’uscita del suo nuovo album da solista. Il nuovo album è caratterizzato da una collezione di potenti e ispirate tracce heavy metal.

The Vintage Caravan “Portals” (Napalm Records, 2025)

“Portals” conferma le qualità de The Vintage Caravan, già espresse con la discografia precedente, regalando un album ricco di ottime canzoni e andando a rappresentare al meglio il rock islandese nel mondo.

The Boneshakers “Live To Be This” (Gulf Coast Records/SoNo Recording Blues, 2025)

Questa raccolta di brani non lascia scampo, grazie ai nomi coinvolti e all’interpretazione della Langer davvero sopra le righe, consigliato.

The Zac Shulze Gang “Straight To It” (Ruf Records, 2025)

Ci aspettavamo qualcosa di eclatante dopo le ottime impressioni avute con “Live And Loud”, ma possiamo senz’altro affermare che i tre musicisti britannici si sono superati. Imperdibile!

Testament “Para Bellum” (Nuclear Blast, 2025)

Tornano i Testament, e “Para Bellum” è il loro miglior lavoro da oltre oltre un decennio, un disco che dimostra come la band non cerchi facili scorciatoie, ma voglia sempre offrire il massimo ai suoi fan. Il thrash metal ha ritrovato i suoi eroi!

The Switch “No Way Out” (Frontiers Records, 2025)

Questo “No Way Out” è un piccolo capolavoro di rock americano, che ci riporta ai suoni delle grandi band anni ’80 di AOR, da ascoltare assolutamente se amate il genere.

Rage “A New World Rising” (Steamhammer/ SPV, 2025)

“A New World Rising” il nuovo disco è un altro bel risultato per i Rage, fresco e dinamico, spaccatimpani, heavy classico, con aggiunte di modernità mai scontate.

Christone “Kingfish” Ingram “Hard Road” (Red Zero Records, 2025)

Prodotto dal solito Tom Hanbridge, questa volta raggiunto da Nick Goldstone e Patrick Hayes (a formare una squadra vincente su tutti i fronti), “Hard Road” non mancherà di aprire quelle poche porte ancora chiuse e aiutare “Kingfish” a raggiungere il gradino più alto nell’olimpo del blues odierno.

Walter Trout “Sign Of The Times” (Provogue Records, 2025)

Altro album da non perdere assolutamente se siete amanti del genere, anche se lavori come “Sign Of The Times” sono consigliati a tutti gli amanti della buona musica.

Andy And The Rockets “Casino” (Delapop, 2025)

Band svedese attiva dal 2017, Andy And The Rockets tornano con il nuovo “Casino”: la band propone un bel mix di nuovo metal e hard rock più tradizionale.

Sparzanza “From Dust To Darkness” (Despotz Records, 2025)

Dopo quasi dieci anni tornaano gli Sparzanza, band svedese, con un album caratterizzato da un mix di ritmi che vanno da cadenzati a veloci e groove più accessibili e impennate violentissime, è decisamente un album ben prodotto, heavy rock moderno e potente.

Warren Haynes “The Whisper Sessions” (Fantasy Records, 2025)

Prodotto dallo stesso Haynes, l’album merita un ascolto approfondito, magari nella tranquillità e nell’intimità di un momento rubato alla vita di tutti i giorni. Bellissimo!

Layout 15: Suede, Hot Chip, The Mars Volta, G.O.L.E.M.

Un bel mix di generi per questa nuova puntata di Layout, dal brit pop all’elettronica dancefloor, al free jazz all’hard rock. A BackInRock non abbiamo pregiudizi!!

Biffy Clyro “Fatigue” (Warner, 2025)

Mentre il mondo (brit pop) pensa alla reunion degli Oasis, il rock britannico, dopo i Suede, ci regala un altro album gigantesco, il ritorno dei re del rock del terzo millennio, i Biffy Clyro. “Futique” si candida a mio disco dell’anno.

Year Of The Goat “Trivia Goddess” (Napalm Records, 2025)

“Trivia Goddess” è un album di altissimo livello che conferma la qualità e la crescita compositiva degli Year Of The Goat, protagonisti della scana occult rock.

Buckingham Nicks “Buckingham Nicks” (Rhino – Riessue 2025)

La ristampa di questo bellissimo lavoro risulta importantissima per i fans della seconda parte di carriera dei Fleetwood Mac e di quell’enorme artista che è la strega bianca del rock. Irrinunciabile!

Whiskey Myers “Whomp Whack Thunder” (Wiggy Thump Records, 2025)

“Whomp Whack Thunder” è l’ennesima prova eccellente di questa band, ormai pronta per essere considerata tra le grandi della storia del genere!! Bentornati Whiskey Myers.

Michael Schenker Group “Don’t Sell Your Soul” (earMusic, 2025)

Un ottimo ritorno per Michael Schenker, che dimostra un ritrovato vigore nella scrittura ed una tecnica sempre notevole. Si, possiamo dirlo: “Don’t Sell Your Soul” è un gran bel disco!!

The Mean Times “Feel No Dumb” (Golden Robot Records, 2025)

Un album di debutto per questa band di Melbourne che, al ritmo di punk e garage pop, parla di libertà giovanile. Un disco diretto e senza filtri.

Green Carnation “A Dark Poem part 1: The Shores Of The Melancholia” (Season Of Mist, 2025)

I Green Carnation dimostrano ancora una volta di essere un punto di riferimento del prog metal che guarda più al contenuto che all’esibizione virtuosistica, alimentando la voglia e la curiosità di ascoltare quanto prima le altre due parti di cui sicuramente parleremo su Back In Rock.

Tedeschi Trucks Band And Leon Russell “Mad Dogs & Englishmen (Revisited Live At Lockin’)” (Fantasy Records, 2025)

Un album che, in coppia con il documentario “Learning To Live Together”: The Return Of Mad Dogs & Englishmen”, uscito nel 2021, diventa un documento importante per rivivere l’atmosfera di collaborazione e di condivisione di quel ormai leggendario periodo (non solo musicale) che sono stati gli anni 60’/’70.

Robert Plant “Saving Grace” with Suzi Dian (Nonesuch Records, 2025)

Chi ha avuto il piacere e la fortuna di vederli dal vivo sa già di cosa si tratta, mentre chi si è perso lo spettacolo nell’album troverà di che allietarsi con armonie provenienti da epoche lontane, quadri scarni ed essenziali ma perfetti nel loro trasferire emozioni e colori antichi.

Castle Rat “The Bestiary” (King Volume/Blues Funeral, 2025)

Tornano i newyorkesi Castle Rat con un secondo album maturo, importante. Metal epic doom lontano dalla tecnologia, intriso di fascino e creatività. Sosteniamoli!!

Bruce Springsteen “Nebraska” (Columbia, 1982)

In attesa della versione deluxe, in uscita a breve, il nostro Corrado Frasca riporta a galla e (ri)analizza “Nebraska” nella sua essenza originale. Un atto di incoscienza e coraggio di Bruce Springsteen, che diventò un capolavoro!!

Patti Smith (Roma, Auditorium Parco della Musica, 15 settembre 2025)

Magnetica e sciamanica, ancora una volta Patti Smith porta sul palco la sua leggenda, rimanendo sé stessa, una del popolo!

Jelusick “Apolitical Ecstasy” (Escape Music, 2025)

Secondo capitolo per l’enfant prodige croato Dino Jelusick e la sua band, che torna con un disco stratosferico dove al suo interno trovi l’energia giovanile, tecnica e influenze che portano a dinamiche incredibili.

Primal Fear “Domination” (Reigning Phoenix Music 2025)

Quindicesimo lavoro per i Primal Fear, che ci regalano un album, “Domination”, nella piena tradizione power metal.

Pier Nicolò Bambi Fossati “…Il Castello Tira Sassi…” (Black Widow Records, 2025)

Un album che raccoglie live e materiale inedito di uno dei migliori chitarrista rock blues italiani, che diventa il giusto omaggio, a dieci anni dalla scomparsa, ad un vero arista.

Arjen Anthony Lucassen “Songs No One Will Here” (Inside Out, 2025)

Un album bellissimo, un’opera che, a mio parere, era nelle corde del grande menestrello olandese tornato ai fasti di un passato mai dimenticato.

Elisa Montaldo “Il Fascino Dell’Insolito” (Autoprodotto, 2025)

Un lavoro che crea duplici emozioni, quelle di riascoltare brani favolosi che fanno parte della nostra cultura musicale e cinematografica e, al contempo, di goderne sotto una veste inedita.

Simone Galassi “Simone Galassi” (Autoprodotto, 2025)

Simone non ci fa mancare niente, nel suo background convivono (come il genere dovrebbe sempre insegnare) blues, funky e quel rock duro che molte volte viene mal interpretato ai giorni nostri, ma che nasce e cresce tra le trame di brani come quelli scritti dal musicista modenese.

Da David Bowie a Freddie Mercury a Johnny Cash. Testamenti in musica: quando si muore cantando!!

𝑻𝒆𝒔𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒊𝒏 𝒎𝒖𝒔𝒊𝒄𝒂, 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒔𝒊 𝒎𝒖𝒐𝒓𝒆 𝒄𝒂𝒏𝒕𝒂𝒏𝒅𝒐
Partendo dal disco scritto da Mike Peters in punto di morte, il nostro Gabriele Bassanetti viaggia tra alcuni dei più grandi amati che hanno scelto di salutare la vita continuando a fare musica. Non è un tuffo nella tristezza o un elogio della morte, ma al contrario un elogio alla vita. Infatti ricordare questi artisti è il miglior modo per mostrarci grati a ciò che ci hanno donato: la loro arte.

Green Carnation “A Dark Poem, Part III: The Messiah Complex” (Season Of Mist, 2026)

Terzo e ultimo capitolo di “A Dark Poem”, che nella sua interezza è un’opera maestosa e impegnativa che richiede più di un ascolto per coglierne i tanti dettagli.

Green Lung “Necropolitan” (Nuclear Blast Records, 2026)

Con “Necropolitan” i Green Lung confermano di essere una grandissima band e, dopo l’addio di Ozzy e di fatto dei Black Sabbath più doom, si candidano per raccoglierne l’eredità artistica in patria e non solo.

Jehovah On Death “Lágrimas De Oro” (I, Voidhanger Records, 2026)

Gli Jehovah On Death sono una realtà del panorama rock internazionale della quale sentiremo molto parlare; hanno attitudine, idee, immagine, talento e sanno dove vogliono andare. Speriamo che presto si esibiscano in Italia, la loro proposta trova nel palco il suo ambiente ideale.

Cinquant’anni anni fa esatti nasceva il punk. O più precisamente cominciava a morire

𝐏u𝐧k: 𝐪u𝐚n𝐝o n𝐚s𝐜i𝐭a e m𝐨r𝐭e c𝐨i𝐧c𝐢d𝐨n𝐨. S𝐜o𝐩r𝐢a𝐦o p𝐞r𝐜h𝐞̀!
8 settembre 1976, esce “Anarchy In The UK”, primo singolo dei Sex Pistols, per convenzione il giorno in cui tutto ha inizio. E invece è la fine!

Andromeda presenta: 33+1 dischi anni ’80 di HARD, HEAVY, FM, AOR canadese!

Dalla fanzine n.8, che presenta 111 album di hard rock/heavy metal canadese, estrapoliamo 33 album. Non i migliori, ma quelli con cui vogliamo stimolare la vostra curiosità. Se siete interessati alla fanzine scrivetemi in privato.

Shakra “Just Live Loud!” (Frontiers Records, 2026)

Gli svizzeri Shakra ancora una volta non deludono, dinamiche ed energia vi faranno divertire, in questo nuovo album ricco di chitarre potenti e ritornelli melodici, scritti per essere riproposti in sede live.

Sweet Electric “Something Something Disco” (Autoprodotto, 2026)

Secondo disco per la band di Colonia Sweet Electric, “Something Something Disco”  è un disco pensato, non c’è una canzone decisamente brutta nell’album, e sebbene manchi un filo conduttore (cosa che potrebbe essere voluta) risulta difficile non innamorarsi di questi cinque simpatici, scanzonati ragazzi

Scorpion Milk “Flesh Masks For Skulls”  (Peaceville Records, 2026)

Nuovo EP per la creatura di Mat McNerney, quattro brani nuovo e un remix curato da ospiti sorprendenti

Avrak “Avrak” (Peaceville Records, 2026)

Il gruppo di Ted Skjellum, alias Nocturno Culto, al di fuori dei Darkthrone, per dare piena soddisfazione alla sua passione per l’old metal.

The Night Eternal “Cold Velvet” (Metal Blade Records, 2026)

Sono certo che “Cold Velvet” sarà l’album della consacrazione di una band solida, determinata e capace di schierare un vocalist riconoscibile al primo ascolto.

Ricky Warwick “Fire & Vengeance” (Earache Records, 2026)

RQuesto non è solo un disco, ma una raccolta di pensieri, umori e storie di Ricky Warwick, un rocker vero che da 40 anni canta e suona quello che ama.

CoreLeoni “Generection” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Il chitarrista e membro fondatore dei Gotthard torna in prima linea con i suoi CoreLeoni. Questo quarto album è il lavoro più pesante, per un hard Rock tirato mischiato ad une vena soul molto interessante.

Gjenferd “Black Smoke Rising” (Apollon Records, 2026)

La fiamma dell’hard rock dei ‘70 non cesserà mai di spegnersi, ovunque, tanto più nei paesi scandinavi, dove centinaia di band radicano le loro basi in quel periodo. Non è facile per gli appassionati e i cultori arrivare a conoscere tutto e, soprattutto, avere il...

Black Reflex “Zero Dawn” (Andromeda Relix, 2026)

“Zero Dawn” è un album importante, di vero heavy metal, che speriamo non si mescoli alla massa di titoli metal fatti con il metodo del copia/incolla e trovi l’attenzione che merita.

Stormbringer “Transcendence” (Attic Records, 2026)

La band del Northamptonshire torna con ‘Transcendence’. I ragazzi hanno confezionato un disco travolgente, di classico heavy metal, come si faceva ai tempi d’oro del genere. Assolutamente consigliato e per me è sicuramente uno dei migliori dischi del genere in questo 2026.

Pirate Queen “Sailing Around The World” (Despotz Records, 2026)

Le Pirate Queen proseguono il loro viaggio attraverso i mari dell’heavy metal con il secondo album “Sailing Around The World”. Un combinazione affascinante di epic, melodia ed energia, perfetta per mettersi in viaggio con le regine dei pirati.

“Over The Edge Ft. Mickey Thomas – XXX Anniversary Edition” (Frontiers Records, 2026) 

Arriva la ristampa di “Over The Edge”, l’acclamato album rock melodico che presenta la voce inconfondibile di Mickey Thomas (Starship, Jefferson Starship), originariamente pubblicato nel 2004,

Todd Adelman “Todd Adelman And The Woodsmen” (VFIB Recordings, 2026)

Todd Adelman And The Woodsmen risulta quindi un album di genere, niente di più niente di meno, ma pregno di atmosfere suggestive e belle canzoni. What Else?

Sha-Boom “Another Nail In The Coffin” (Silver Lining Music, 2026)

Dopo oltre vent’anni, gli hard rocker svedesi Sha-Boom sono tornati in vita con “Another Nail In The Coffin”, un un bel ritorno, un gran disco AOR, consigliatissimo per gli amanti del genere.

Jeffrey Halford And The Healers “Used Parts” (Shoeless Records, 2026)

Album piacevole, che non potete perdere se siete amanti dei suoni tradizionali d’oltreoceano.

Mad Max “Stories Of Destiny” ( Rock Of Angels Records, 2026)

45 anni di Mad Max, band tedesca che ha lasciato il segno nel mondo hard&heavy di stampo europeo. “Stories Of Destiny” si presenta pulito e moderno, Rolf Munkes ha compiuto un buon lavoro, per un ritorno che merita un plauso.

Joanna Connor “Live On 11/11” (MC Records, 2026)

Grandi brani, improvvisazioni e jam da infarto, fanno di questo live un documento prezioso su di un’artista magari qualche passo indietro a livello di popolarità rispetto ad altre colleghe della scena, ma sicuramente al top se si parla di passione, attitudine e bravura.

Flotsam And Jetsam “Rats In The Temple” (Napalm Records, 2026)

I Flotsam e Jetsam ci offrono il loro miglior disco post reunion, una produzione aggressiva e dura rispetto alle prime uscite anni ’80, ma i tempi chiedono questo e l’anima non ne esce snaturata. Gran disco thrash metal!

The Alarm “Transformation” (Twenty First Century Recording Company, 2026)

Il commovente ed entusiasmante testamento di Mike Peters. Qui giace un vinto che non si è arreso.

Triosphere “Oceans Above, Stars Below” (Frontiers Records, 2026)

La band norvegese heavy metal Triosphere ritorna dopo ben 12 anni con un nuovo lavoro ambizioso che raccoglie al suo interno molti stili, tra hard rock, power prog e thrash metal, un bel disco per gli amanti del genere.

Cimarron 615 “Same Sky” (Blue Elan, 2026)

Una raccolta di bellissime canzoni country, impreziosite da splendidi intrecci vocali, marchio di fabbrica dei musicisti coinvolti che, come tradizione, non rinunciano a quelle chitarre rock che rafforzano il sound.

Noveria “Becoming After” (Scarlet Records, 2026)

Non posso che dargli dieci, e lo scrivo senza il minimo imbarazzo, perché è un disco meraviglioso e perché ogni tanto conviene dirlo ad alta voce, così magari al prossimo giro non se lo perde nessuno.

Jon Lee & The Apparitions “Next Town” (Magic Hallway Records, 2026)

Un album a cui bisogna dedicare la giusta attenzione ma che non manca di momenti molto interessanti, le ispirazioni possono essere soggettive anche se è indubbio che i generi citati abbiano tutti la loro importanza, promosso.

Tokyo Blade “Hoist The Colors High” (Cherry Red Records, 2026)

Bentornati ai Tokyo Blade, oltre quattro decenni dopo con la formazione originale classica e un nuovo album “Hoist the Colours High”: un lavoro muscoloso e incisivo di heavy metal infuocato, con le radici nella NWOBHM!

Issa “Fire & Ice” (Frontiers Records, 2026)

La regina norvegese dell’AOR Issa torna con “Fire And Ice”, il suo disco più esaltante e cinematografico. Ogni traccia dell’album è scritta e prodotta dai leggendari fratelli Tom e James Martin, che hanno creato un suono che cattura perfettamente lo spirito del rock melodico degli anni ’80.

Social Distortion “Born To Kill” (Epitaph, 2026)

Il tempo passa per tutti, anche per un gruppo puro come questo ma, credetemi, “Born To Kill”, titolo troppo cattivo per quello che si ascolta, ci offre tante cose che meritano di essere ascoltate. Soprattutto se siete fan della band.

Robert Jon & The Wreck “Wreckage Vol.3” (Journeyman Records, 2026).

I Robert Jon & The Wreck fanno gli straordinari e noi non possiamo che esserne felici, questa raccolta ci offre uno spaccato odierno del gruppo e la sua voglia di andare per la propria strada, suonando quello che ad oggi riesce meglio, ovvero rock classico, energico e splendidamente sudista.

Kickin Valentina “Anthems From The Underground” (Mighty Music, 2026)

I Kickin Valentina tornano con u album che conferma Pete Newdeck come grande autore di hard ottantiano, tra melodia e street rock.

Night Ranger “Best Of” (Frontiers Records, 2026)

Sesta raccolta, per i californiani Night Ranger. Ma questa volta propone versioni remixate e rimasterizzate di successi che coprono la brillante carriera della band,

Gràinne Duffy “What Am I Supposed To Do?” (Indipendent, 2026)

Altro ottimo lavoro questo nuovissimo “”What Am I Supposed To You?”, Gràinne Duffy si conferma artista da seguire nell’immensa scena blues rock odierna.

Widowspeak “Roses” (Captured Tracks, 2026).

L’album che rientra in quella sfera di ascolti dove musica e magia sono divise da una linea sottilissima lascia che l’ascoltatore entri nel suo mondo con la delicata eleganza che ne conviene, mai troppo energico, ma assolutamente godibile, “Roses” è consigliato ai palati più fini del classic rock (dalle sfumature Indie) del nuovo millennio.

Alchem “Bloody Rose” (The Triad Records – distr. Black Widow Records, 2026)

Gli Alchem, con la loro musica coinvolgente e variegata, devono essere approfonditi da chi cerca emozioni aldilà di strade facili e immediate, andando ad arricchire ulteriormente la scena romana nella quale operano da tempo entità coraggiose e difficilmente etichettabili come Arpia e Dunwich.

The Cinelli Brothers “Live Here And There” (The Cinelli Brothers, 2026)

270 concerti in giro per il mondo, un lungo viaggio portando la propria musica dal vivo.“Live Here And There” è il risultato, il sunto di tanti chilometri, di concerti e storie che formano un pezzo di vita all’insegna del rock’n’roll.

The Eternal “Obscured Horizons” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Con “Obscured Horizons”, The Eternal firma il proprio album migliore, dimostrando che il legame con gli Amorphis ne ha favorito la crescita, forse ancor oltre gli ultimi lavori della stessa band di Helsinki, sempre buoni, ma non così sfaccettati.

Albert Castiglia “Grits & Glory” (Gulf Coast Records, 2026)

Per il prossimo Blood Brothers c’è tempo, intanto godetevi questo “Grits & Glory”, nuovo capitolo di questo grande musicista statunitense. Blues on!

Oddland “Unilluminate To Illuminate” (Frontiers Records, 2026)

Gli Oddland sono una band finlandese di progressive metal. Con questo quarto album hanno affinato il sound, con influenze dei Soen. Un ottimo esempio di progressive metal moderno scandinavo.

The Claypool Lennon Delirium “The Great Parrot-Ox And The Golden Egg Of Empathy” (ATO, 2026)

Una collaborazione che sembrava improbabile giunge al terzo album e la sensazione che sia un regalo troppo grande resta, perché il disco – non è rock, o si? – è follemente bello. Quel bello che non arriva nel cuore, ma nella testa.

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Shiraz Lane “In Vertigo” (Frontiers Records, 2025)

Il gruppo rock finlandese segna un nuovo capitolo, “In Vertigo” è un gran disco audace e perfetto per chi ama il genere pop-metal.

The Third Mind “Right Now!” (Yep Rock Records, 2025)

Prendete un gruppo di musicisti affermati riuniti da un'idea del cantante, chitarrista e compositore Dave Alvin. Portateli in uno studio…

Piper & The Hard Times “Good Company” (Hard Tomes Records, 2025)

Augurando una pronta guarigione ad Al “Piper” Green, non possiamo che consigliare a tutti questo splendido secondo album dei “Piper & The Hard Times”, sicuramente protagonista della mia classifica 2025.

AFI “Silver Bleed The Black Sun…”  (Run For Cover Records, 2025)

Ho seguito gli statunitensi AFI ad inizio carriera, una trentina di anni fa e fino al primo decennio dei duemila,…

Amorphis “Borderland” (Reigning Phoenix Music, 2025)

“Borderland” conferma l’ottimo livello medio della discografia degli Amorphis, pur palesando alcuni momenti di ripetitività che da musicisti di questo livello non mi aspetto.

Shaggy Dogs “Pinball Boomers” (First Offence Records, 2025)

Prodotto da Nick Brine nei Rockfields Studios in Galles, “Pinball Boomers è di fatto un manifesto di come il blues e il rock’n’roll riescano sempre a risultare freschi, senza lasciare al tempo energia e voglia di divertirsi.

Atomic Rooster “Circle The Sun” (Esoteric Antenna, 2025)

“Circle The Sun” è di fatto un grande ritorno per la storica band britannica, riuscendo a vincere le diffidenze dovute al tempo che passa inesorabile, con mestiere, abilità ed immenso talento, imperdibile.

Dyer Davis “Kiss The Ring” (Valley Rose Records/Bing Wing Records, 2025)

Un lavoro piacevole che consiglio a tutti gli amanti del rock blues britannico e del southern d’oltreoceano.

Marcus King Band “Darling Blue” (American Recordings, 2025)

Quattordici tracce valorizzate da una varietà stilistica che allontana spettri di ripetitività a favore di un approccio libero di accomunare il sound di tradizione roots con la voce soul di Marcus e una sei corde che brucia di passione blues rock.

Electric Cherry “Cherry Heart” (Vrec, 2025)

Se molti si interrogano se può o meno funzionare in Italia una band che suona classic rock in inglese la risposta può essere una sola: dipende da come lo fai! Ed il disco “Cherry Heart” dei romani Electric Cherry ha tutte le carte in regola per funzionare eccome.

Soulfly “Chama” (Nuclear Blast Records, 2025)

Con “Chama” che in portoghese significar “fiamma”, i Soulfly dimostrano ancora una volta che la loro musica non riguarda solo i riff, ma anche le loro radici, la terra, la loro vita.

Ronnie Romero “Backbone” (Frontiers Records, 2025)

Torna il cantante Ronnie Romero che annuncia l’uscita del suo nuovo album da solista. Il nuovo album è caratterizzato da una collezione di potenti e ispirate tracce heavy metal.

The Vintage Caravan “Portals” (Napalm Records, 2025)

“Portals” conferma le qualità de The Vintage Caravan, già espresse con la discografia precedente, regalando un album ricco di ottime canzoni e andando a rappresentare al meglio il rock islandese nel mondo.

The Boneshakers “Live To Be This” (Gulf Coast Records/SoNo Recording Blues, 2025)

Questa raccolta di brani non lascia scampo, grazie ai nomi coinvolti e all’interpretazione della Langer davvero sopra le righe, consigliato.

The Zac Shulze Gang “Straight To It” (Ruf Records, 2025)

Ci aspettavamo qualcosa di eclatante dopo le ottime impressioni avute con “Live And Loud”, ma possiamo senz’altro affermare che i tre musicisti britannici si sono superati. Imperdibile!

Testament “Para Bellum” (Nuclear Blast, 2025)

Tornano i Testament, e “Para Bellum” è il loro miglior lavoro da oltre oltre un decennio, un disco che dimostra come la band non cerchi facili scorciatoie, ma voglia sempre offrire il massimo ai suoi fan. Il thrash metal ha ritrovato i suoi eroi!

The Switch “No Way Out” (Frontiers Records, 2025)

Questo “No Way Out” è un piccolo capolavoro di rock americano, che ci riporta ai suoni delle grandi band anni ’80 di AOR, da ascoltare assolutamente se amate il genere.

Rage “A New World Rising” (Steamhammer/ SPV, 2025)

“A New World Rising” il nuovo disco è un altro bel risultato per i Rage, fresco e dinamico, spaccatimpani, heavy classico, con aggiunte di modernità mai scontate.

Christone “Kingfish” Ingram “Hard Road” (Red Zero Records, 2025)

Prodotto dal solito Tom Hanbridge, questa volta raggiunto da Nick Goldstone e Patrick Hayes (a formare una squadra vincente su tutti i fronti), “Hard Road” non mancherà di aprire quelle poche porte ancora chiuse e aiutare “Kingfish” a raggiungere il gradino più alto nell’olimpo del blues odierno.

Walter Trout “Sign Of The Times” (Provogue Records, 2025)

Altro album da non perdere assolutamente se siete amanti del genere, anche se lavori come “Sign Of The Times” sono consigliati a tutti gli amanti della buona musica.

Andy And The Rockets “Casino” (Delapop, 2025)

Band svedese attiva dal 2017, Andy And The Rockets tornano con il nuovo “Casino”: la band propone un bel mix di nuovo metal e hard rock più tradizionale.

Sparzanza “From Dust To Darkness” (Despotz Records, 2025)

Dopo quasi dieci anni tornaano gli Sparzanza, band svedese, con un album caratterizzato da un mix di ritmi che vanno da cadenzati a veloci e groove più accessibili e impennate violentissime, è decisamente un album ben prodotto, heavy rock moderno e potente.

Warren Haynes “The Whisper Sessions” (Fantasy Records, 2025)

Prodotto dallo stesso Haynes, l’album merita un ascolto approfondito, magari nella tranquillità e nell’intimità di un momento rubato alla vita di tutti i giorni. Bellissimo!

Layout 15: Suede, Hot Chip, The Mars Volta, G.O.L.E.M.

Un bel mix di generi per questa nuova puntata di Layout, dal brit pop all’elettronica dancefloor, al free jazz all’hard rock. A BackInRock non abbiamo pregiudizi!!

Biffy Clyro “Fatigue” (Warner, 2025)

Mentre il mondo (brit pop) pensa alla reunion degli Oasis, il rock britannico, dopo i Suede, ci regala un altro album gigantesco, il ritorno dei re del rock del terzo millennio, i Biffy Clyro. “Futique” si candida a mio disco dell’anno.

Year Of The Goat “Trivia Goddess” (Napalm Records, 2025)

“Trivia Goddess” è un album di altissimo livello che conferma la qualità e la crescita compositiva degli Year Of The Goat, protagonisti della scana occult rock.

Buckingham Nicks “Buckingham Nicks” (Rhino – Riessue 2025)

La ristampa di questo bellissimo lavoro risulta importantissima per i fans della seconda parte di carriera dei Fleetwood Mac e di quell’enorme artista che è la strega bianca del rock. Irrinunciabile!

Whiskey Myers “Whomp Whack Thunder” (Wiggy Thump Records, 2025)

“Whomp Whack Thunder” è l’ennesima prova eccellente di questa band, ormai pronta per essere considerata tra le grandi della storia del genere!! Bentornati Whiskey Myers.

Michael Schenker Group “Don’t Sell Your Soul” (earMusic, 2025)

Un ottimo ritorno per Michael Schenker, che dimostra un ritrovato vigore nella scrittura ed una tecnica sempre notevole. Si, possiamo dirlo: “Don’t Sell Your Soul” è un gran bel disco!!

The Mean Times “Feel No Dumb” (Golden Robot Records, 2025)

Un album di debutto per questa band di Melbourne che, al ritmo di punk e garage pop, parla di libertà giovanile. Un disco diretto e senza filtri.

Green Carnation “A Dark Poem part 1: The Shores Of The Melancholia” (Season Of Mist, 2025)

I Green Carnation dimostrano ancora una volta di essere un punto di riferimento del prog metal che guarda più al contenuto che all’esibizione virtuosistica, alimentando la voglia e la curiosità di ascoltare quanto prima le altre due parti di cui sicuramente parleremo su Back In Rock.

Tedeschi Trucks Band And Leon Russell “Mad Dogs & Englishmen (Revisited Live At Lockin’)” (Fantasy Records, 2025)

Un album che, in coppia con il documentario “Learning To Live Together”: The Return Of Mad Dogs & Englishmen”, uscito nel 2021, diventa un documento importante per rivivere l’atmosfera di collaborazione e di condivisione di quel ormai leggendario periodo (non solo musicale) che sono stati gli anni 60’/’70.

Robert Plant “Saving Grace” with Suzi Dian (Nonesuch Records, 2025)

Chi ha avuto il piacere e la fortuna di vederli dal vivo sa già di cosa si tratta, mentre chi si è perso lo spettacolo nell’album troverà di che allietarsi con armonie provenienti da epoche lontane, quadri scarni ed essenziali ma perfetti nel loro trasferire emozioni e colori antichi.

Castle Rat “The Bestiary” (King Volume/Blues Funeral, 2025)

Tornano i newyorkesi Castle Rat con un secondo album maturo, importante. Metal epic doom lontano dalla tecnologia, intriso di fascino e creatività. Sosteniamoli!!

Bruce Springsteen “Nebraska” (Columbia, 1982)

In attesa della versione deluxe, in uscita a breve, il nostro Corrado Frasca riporta a galla e (ri)analizza “Nebraska” nella sua essenza originale. Un atto di incoscienza e coraggio di Bruce Springsteen, che diventò un capolavoro!!

Patti Smith (Roma, Auditorium Parco della Musica, 15 settembre 2025)

Magnetica e sciamanica, ancora una volta Patti Smith porta sul palco la sua leggenda, rimanendo sé stessa, una del popolo!

Jelusick “Apolitical Ecstasy” (Escape Music, 2025)

Secondo capitolo per l’enfant prodige croato Dino Jelusick e la sua band, che torna con un disco stratosferico dove al suo interno trovi l’energia giovanile, tecnica e influenze che portano a dinamiche incredibili.

Primal Fear “Domination” (Reigning Phoenix Music 2025)

Quindicesimo lavoro per i Primal Fear, che ci regalano un album, “Domination”, nella piena tradizione power metal.

Pier Nicolò Bambi Fossati “…Il Castello Tira Sassi…” (Black Widow Records, 2025)

Un album che raccoglie live e materiale inedito di uno dei migliori chitarrista rock blues italiani, che diventa il giusto omaggio, a dieci anni dalla scomparsa, ad un vero arista.

Arjen Anthony Lucassen “Songs No One Will Here” (Inside Out, 2025)

Un album bellissimo, un’opera che, a mio parere, era nelle corde del grande menestrello olandese tornato ai fasti di un passato mai dimenticato.

Elisa Montaldo “Il Fascino Dell’Insolito” (Autoprodotto, 2025)

Un lavoro che crea duplici emozioni, quelle di riascoltare brani favolosi che fanno parte della nostra cultura musicale e cinematografica e, al contempo, di goderne sotto una veste inedita.

Simone Galassi “Simone Galassi” (Autoprodotto, 2025)

Simone non ci fa mancare niente, nel suo background convivono (come il genere dovrebbe sempre insegnare) blues, funky e quel rock duro che molte volte viene mal interpretato ai giorni nostri, ma che nasce e cresce tra le trame di brani come quelli scritti dal musicista modenese.

Da David Bowie a Freddie Mercury a Johnny Cash. Testamenti in musica: quando si muore cantando!!

𝑻𝒆𝒔𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒊𝒏 𝒎𝒖𝒔𝒊𝒄𝒂, 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒔𝒊 𝒎𝒖𝒐𝒓𝒆 𝒄𝒂𝒏𝒕𝒂𝒏𝒅𝒐
Partendo dal disco scritto da Mike Peters in punto di morte, il nostro Gabriele Bassanetti viaggia tra alcuni dei più grandi amati che hanno scelto di salutare la vita continuando a fare musica. Non è un tuffo nella tristezza o un elogio della morte, ma al contrario un elogio alla vita. Infatti ricordare questi artisti è il miglior modo per mostrarci grati a ciò che ci hanno donato: la loro arte.

Green Carnation “A Dark Poem, Part III: The Messiah Complex” (Season Of Mist, 2026)

Terzo e ultimo capitolo di “A Dark Poem”, che nella sua interezza è un’opera maestosa e impegnativa che richiede più di un ascolto per coglierne i tanti dettagli.

Green Lung “Necropolitan” (Nuclear Blast Records, 2026)

Con “Necropolitan” i Green Lung confermano di essere una grandissima band e, dopo l’addio di Ozzy e di fatto dei Black Sabbath più doom, si candidano per raccoglierne l’eredità artistica in patria e non solo.

Jehovah On Death “Lágrimas De Oro” (I, Voidhanger Records, 2026)

Gli Jehovah On Death sono una realtà del panorama rock internazionale della quale sentiremo molto parlare; hanno attitudine, idee, immagine, talento e sanno dove vogliono andare. Speriamo che presto si esibiscano in Italia, la loro proposta trova nel palco il suo ambiente ideale.

Cinquant’anni anni fa esatti nasceva il punk. O più precisamente cominciava a morire

𝐏u𝐧k: 𝐪u𝐚n𝐝o n𝐚s𝐜i𝐭a e m𝐨r𝐭e c𝐨i𝐧c𝐢d𝐨n𝐨. S𝐜o𝐩r𝐢a𝐦o p𝐞r𝐜h𝐞̀!
8 settembre 1976, esce “Anarchy In The UK”, primo singolo dei Sex Pistols, per convenzione il giorno in cui tutto ha inizio. E invece è la fine!

Andromeda presenta: 33+1 dischi anni ’80 di HARD, HEAVY, FM, AOR canadese!

Dalla fanzine n.8, che presenta 111 album di hard rock/heavy metal canadese, estrapoliamo 33 album. Non i migliori, ma quelli con cui vogliamo stimolare la vostra curiosità. Se siete interessati alla fanzine scrivetemi in privato.

Shakra “Just Live Loud!” (Frontiers Records, 2026)

Gli svizzeri Shakra ancora una volta non deludono, dinamiche ed energia vi faranno divertire, in questo nuovo album ricco di chitarre potenti e ritornelli melodici, scritti per essere riproposti in sede live.

Sweet Electric “Something Something Disco” (Autoprodotto, 2026)

Secondo disco per la band di Colonia Sweet Electric, “Something Something Disco”  è un disco pensato, non c’è una canzone decisamente brutta nell’album, e sebbene manchi un filo conduttore (cosa che potrebbe essere voluta) risulta difficile non innamorarsi di questi cinque simpatici, scanzonati ragazzi

Scorpion Milk “Flesh Masks For Skulls”  (Peaceville Records, 2026)

Nuovo EP per la creatura di Mat McNerney, quattro brani nuovo e un remix curato da ospiti sorprendenti

Avrak “Avrak” (Peaceville Records, 2026)

Il gruppo di Ted Skjellum, alias Nocturno Culto, al di fuori dei Darkthrone, per dare piena soddisfazione alla sua passione per l’old metal.

The Night Eternal “Cold Velvet” (Metal Blade Records, 2026)

Sono certo che “Cold Velvet” sarà l’album della consacrazione di una band solida, determinata e capace di schierare un vocalist riconoscibile al primo ascolto.

Ricky Warwick “Fire & Vengeance” (Earache Records, 2026)

RQuesto non è solo un disco, ma una raccolta di pensieri, umori e storie di Ricky Warwick, un rocker vero che da 40 anni canta e suona quello che ama.

CoreLeoni “Generection” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Il chitarrista e membro fondatore dei Gotthard torna in prima linea con i suoi CoreLeoni. Questo quarto album è il lavoro più pesante, per un hard Rock tirato mischiato ad une vena soul molto interessante.

Gjenferd “Black Smoke Rising” (Apollon Records, 2026)

La fiamma dell’hard rock dei ‘70 non cesserà mai di spegnersi, ovunque, tanto più nei paesi scandinavi, dove centinaia di band radicano le loro basi in quel periodo. Non è facile per gli appassionati e i cultori arrivare a conoscere tutto e, soprattutto, avere il...

Black Reflex “Zero Dawn” (Andromeda Relix, 2026)

“Zero Dawn” è un album importante, di vero heavy metal, che speriamo non si mescoli alla massa di titoli metal fatti con il metodo del copia/incolla e trovi l’attenzione che merita.

Stormbringer “Transcendence” (Attic Records, 2026)

La band del Northamptonshire torna con ‘Transcendence’. I ragazzi hanno confezionato un disco travolgente, di classico heavy metal, come si faceva ai tempi d’oro del genere. Assolutamente consigliato e per me è sicuramente uno dei migliori dischi del genere in questo 2026.

Pirate Queen “Sailing Around The World” (Despotz Records, 2026)

Le Pirate Queen proseguono il loro viaggio attraverso i mari dell’heavy metal con il secondo album “Sailing Around The World”. Un combinazione affascinante di epic, melodia ed energia, perfetta per mettersi in viaggio con le regine dei pirati.

“Over The Edge Ft. Mickey Thomas – XXX Anniversary Edition” (Frontiers Records, 2026) 

Arriva la ristampa di “Over The Edge”, l’acclamato album rock melodico che presenta la voce inconfondibile di Mickey Thomas (Starship, Jefferson Starship), originariamente pubblicato nel 2004,

Todd Adelman “Todd Adelman And The Woodsmen” (VFIB Recordings, 2026)

Todd Adelman And The Woodsmen risulta quindi un album di genere, niente di più niente di meno, ma pregno di atmosfere suggestive e belle canzoni. What Else?

Sha-Boom “Another Nail In The Coffin” (Silver Lining Music, 2026)

Dopo oltre vent’anni, gli hard rocker svedesi Sha-Boom sono tornati in vita con “Another Nail In The Coffin”, un un bel ritorno, un gran disco AOR, consigliatissimo per gli amanti del genere.

Jeffrey Halford And The Healers “Used Parts” (Shoeless Records, 2026)

Album piacevole, che non potete perdere se siete amanti dei suoni tradizionali d’oltreoceano.

Mad Max “Stories Of Destiny” ( Rock Of Angels Records, 2026)

45 anni di Mad Max, band tedesca che ha lasciato il segno nel mondo hard&heavy di stampo europeo. “Stories Of Destiny” si presenta pulito e moderno, Rolf Munkes ha compiuto un buon lavoro, per un ritorno che merita un plauso.

Joanna Connor “Live On 11/11” (MC Records, 2026)

Grandi brani, improvvisazioni e jam da infarto, fanno di questo live un documento prezioso su di un’artista magari qualche passo indietro a livello di popolarità rispetto ad altre colleghe della scena, ma sicuramente al top se si parla di passione, attitudine e bravura.

Flotsam And Jetsam “Rats In The Temple” (Napalm Records, 2026)

I Flotsam e Jetsam ci offrono il loro miglior disco post reunion, una produzione aggressiva e dura rispetto alle prime uscite anni ’80, ma i tempi chiedono questo e l’anima non ne esce snaturata. Gran disco thrash metal!

The Alarm “Transformation” (Twenty First Century Recording Company, 2026)

Il commovente ed entusiasmante testamento di Mike Peters. Qui giace un vinto che non si è arreso.

Triosphere “Oceans Above, Stars Below” (Frontiers Records, 2026)

La band norvegese heavy metal Triosphere ritorna dopo ben 12 anni con un nuovo lavoro ambizioso che raccoglie al suo interno molti stili, tra hard rock, power prog e thrash metal, un bel disco per gli amanti del genere.

Cimarron 615 “Same Sky” (Blue Elan, 2026)

Una raccolta di bellissime canzoni country, impreziosite da splendidi intrecci vocali, marchio di fabbrica dei musicisti coinvolti che, come tradizione, non rinunciano a quelle chitarre rock che rafforzano il sound.

Noveria “Becoming After” (Scarlet Records, 2026)

Non posso che dargli dieci, e lo scrivo senza il minimo imbarazzo, perché è un disco meraviglioso e perché ogni tanto conviene dirlo ad alta voce, così magari al prossimo giro non se lo perde nessuno.

Jon Lee & The Apparitions “Next Town” (Magic Hallway Records, 2026)

Un album a cui bisogna dedicare la giusta attenzione ma che non manca di momenti molto interessanti, le ispirazioni possono essere soggettive anche se è indubbio che i generi citati abbiano tutti la loro importanza, promosso.

Tokyo Blade “Hoist The Colors High” (Cherry Red Records, 2026)

Bentornati ai Tokyo Blade, oltre quattro decenni dopo con la formazione originale classica e un nuovo album “Hoist the Colours High”: un lavoro muscoloso e incisivo di heavy metal infuocato, con le radici nella NWOBHM!

Issa “Fire & Ice” (Frontiers Records, 2026)

La regina norvegese dell’AOR Issa torna con “Fire And Ice”, il suo disco più esaltante e cinematografico. Ogni traccia dell’album è scritta e prodotta dai leggendari fratelli Tom e James Martin, che hanno creato un suono che cattura perfettamente lo spirito del rock melodico degli anni ’80.

Social Distortion “Born To Kill” (Epitaph, 2026)

Il tempo passa per tutti, anche per un gruppo puro come questo ma, credetemi, “Born To Kill”, titolo troppo cattivo per quello che si ascolta, ci offre tante cose che meritano di essere ascoltate. Soprattutto se siete fan della band.

Robert Jon & The Wreck “Wreckage Vol.3” (Journeyman Records, 2026).

I Robert Jon & The Wreck fanno gli straordinari e noi non possiamo che esserne felici, questa raccolta ci offre uno spaccato odierno del gruppo e la sua voglia di andare per la propria strada, suonando quello che ad oggi riesce meglio, ovvero rock classico, energico e splendidamente sudista.

Kickin Valentina “Anthems From The Underground” (Mighty Music, 2026)

I Kickin Valentina tornano con u album che conferma Pete Newdeck come grande autore di hard ottantiano, tra melodia e street rock.

Night Ranger “Best Of” (Frontiers Records, 2026)

Sesta raccolta, per i californiani Night Ranger. Ma questa volta propone versioni remixate e rimasterizzate di successi che coprono la brillante carriera della band,

Gràinne Duffy “What Am I Supposed To Do?” (Indipendent, 2026)

Altro ottimo lavoro questo nuovissimo “”What Am I Supposed To You?”, Gràinne Duffy si conferma artista da seguire nell’immensa scena blues rock odierna.

Widowspeak “Roses” (Captured Tracks, 2026).

L’album che rientra in quella sfera di ascolti dove musica e magia sono divise da una linea sottilissima lascia che l’ascoltatore entri nel suo mondo con la delicata eleganza che ne conviene, mai troppo energico, ma assolutamente godibile, “Roses” è consigliato ai palati più fini del classic rock (dalle sfumature Indie) del nuovo millennio.

Alchem “Bloody Rose” (The Triad Records – distr. Black Widow Records, 2026)

Gli Alchem, con la loro musica coinvolgente e variegata, devono essere approfonditi da chi cerca emozioni aldilà di strade facili e immediate, andando ad arricchire ulteriormente la scena romana nella quale operano da tempo entità coraggiose e difficilmente etichettabili come Arpia e Dunwich.

The Cinelli Brothers “Live Here And There” (The Cinelli Brothers, 2026)

270 concerti in giro per il mondo, un lungo viaggio portando la propria musica dal vivo.“Live Here And There” è il risultato, il sunto di tanti chilometri, di concerti e storie che formano un pezzo di vita all’insegna del rock’n’roll.

The Eternal “Obscured Horizons” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Con “Obscured Horizons”, The Eternal firma il proprio album migliore, dimostrando che il legame con gli Amorphis ne ha favorito la crescita, forse ancor oltre gli ultimi lavori della stessa band di Helsinki, sempre buoni, ma non così sfaccettati.

Albert Castiglia “Grits & Glory” (Gulf Coast Records, 2026)

Per il prossimo Blood Brothers c’è tempo, intanto godetevi questo “Grits & Glory”, nuovo capitolo di questo grande musicista statunitense. Blues on!

Oddland “Unilluminate To Illuminate” (Frontiers Records, 2026)

Gli Oddland sono una band finlandese di progressive metal. Con questo quarto album hanno affinato il sound, con influenze dei Soen. Un ottimo esempio di progressive metal moderno scandinavo.

The Claypool Lennon Delirium “The Great Parrot-Ox And The Golden Egg Of Empathy” (ATO, 2026)

Una collaborazione che sembrava improbabile giunge al terzo album e la sensazione che sia un regalo troppo grande resta, perché il disco – non è rock, o si? – è follemente bello. Quel bello che non arriva nel cuore, ma nella testa.

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Shiraz Lane “In Vertigo” (Frontiers Records, 2025)

Il gruppo rock finlandese segna un nuovo capitolo, “In Vertigo” è un gran disco audace e perfetto per chi ama il genere pop-metal.

The Third Mind “Right Now!” (Yep Rock Records, 2025)

Prendete un gruppo di musicisti affermati riuniti da un'idea del cantante, chitarrista e compositore Dave Alvin. Portateli in uno studio…

Piper & The Hard Times “Good Company” (Hard Tomes Records, 2025)

Augurando una pronta guarigione ad Al “Piper” Green, non possiamo che consigliare a tutti questo splendido secondo album dei “Piper & The Hard Times”, sicuramente protagonista della mia classifica 2025.

AFI “Silver Bleed The Black Sun…”  (Run For Cover Records, 2025)

Ho seguito gli statunitensi AFI ad inizio carriera, una trentina di anni fa e fino al primo decennio dei duemila,…

Amorphis “Borderland” (Reigning Phoenix Music, 2025)

“Borderland” conferma l’ottimo livello medio della discografia degli Amorphis, pur palesando alcuni momenti di ripetitività che da musicisti di questo livello non mi aspetto.

Shaggy Dogs “Pinball Boomers” (First Offence Records, 2025)

Prodotto da Nick Brine nei Rockfields Studios in Galles, “Pinball Boomers è di fatto un manifesto di come il blues e il rock’n’roll riescano sempre a risultare freschi, senza lasciare al tempo energia e voglia di divertirsi.

Atomic Rooster “Circle The Sun” (Esoteric Antenna, 2025)

“Circle The Sun” è di fatto un grande ritorno per la storica band britannica, riuscendo a vincere le diffidenze dovute al tempo che passa inesorabile, con mestiere, abilità ed immenso talento, imperdibile.

Dyer Davis “Kiss The Ring” (Valley Rose Records/Bing Wing Records, 2025)

Un lavoro piacevole che consiglio a tutti gli amanti del rock blues britannico e del southern d’oltreoceano.

Marcus King Band “Darling Blue” (American Recordings, 2025)

Quattordici tracce valorizzate da una varietà stilistica che allontana spettri di ripetitività a favore di un approccio libero di accomunare il sound di tradizione roots con la voce soul di Marcus e una sei corde che brucia di passione blues rock.

Electric Cherry “Cherry Heart” (Vrec, 2025)

Se molti si interrogano se può o meno funzionare in Italia una band che suona classic rock in inglese la risposta può essere una sola: dipende da come lo fai! Ed il disco “Cherry Heart” dei romani Electric Cherry ha tutte le carte in regola per funzionare eccome.

Soulfly “Chama” (Nuclear Blast Records, 2025)

Con “Chama” che in portoghese significar “fiamma”, i Soulfly dimostrano ancora una volta che la loro musica non riguarda solo i riff, ma anche le loro radici, la terra, la loro vita.

Ronnie Romero “Backbone” (Frontiers Records, 2025)

Torna il cantante Ronnie Romero che annuncia l’uscita del suo nuovo album da solista. Il nuovo album è caratterizzato da una collezione di potenti e ispirate tracce heavy metal.

The Vintage Caravan “Portals” (Napalm Records, 2025)

“Portals” conferma le qualità de The Vintage Caravan, già espresse con la discografia precedente, regalando un album ricco di ottime canzoni e andando a rappresentare al meglio il rock islandese nel mondo.

The Boneshakers “Live To Be This” (Gulf Coast Records/SoNo Recording Blues, 2025)

Questa raccolta di brani non lascia scampo, grazie ai nomi coinvolti e all’interpretazione della Langer davvero sopra le righe, consigliato.

The Zac Shulze Gang “Straight To It” (Ruf Records, 2025)

Ci aspettavamo qualcosa di eclatante dopo le ottime impressioni avute con “Live And Loud”, ma possiamo senz’altro affermare che i tre musicisti britannici si sono superati. Imperdibile!

Testament “Para Bellum” (Nuclear Blast, 2025)

Tornano i Testament, e “Para Bellum” è il loro miglior lavoro da oltre oltre un decennio, un disco che dimostra come la band non cerchi facili scorciatoie, ma voglia sempre offrire il massimo ai suoi fan. Il thrash metal ha ritrovato i suoi eroi!

The Switch “No Way Out” (Frontiers Records, 2025)

Questo “No Way Out” è un piccolo capolavoro di rock americano, che ci riporta ai suoni delle grandi band anni ’80 di AOR, da ascoltare assolutamente se amate il genere.

Rage “A New World Rising” (Steamhammer/ SPV, 2025)

“A New World Rising” il nuovo disco è un altro bel risultato per i Rage, fresco e dinamico, spaccatimpani, heavy classico, con aggiunte di modernità mai scontate.

Christone “Kingfish” Ingram “Hard Road” (Red Zero Records, 2025)

Prodotto dal solito Tom Hanbridge, questa volta raggiunto da Nick Goldstone e Patrick Hayes (a formare una squadra vincente su tutti i fronti), “Hard Road” non mancherà di aprire quelle poche porte ancora chiuse e aiutare “Kingfish” a raggiungere il gradino più alto nell’olimpo del blues odierno.

Walter Trout “Sign Of The Times” (Provogue Records, 2025)

Altro album da non perdere assolutamente se siete amanti del genere, anche se lavori come “Sign Of The Times” sono consigliati a tutti gli amanti della buona musica.

Andy And The Rockets “Casino” (Delapop, 2025)

Band svedese attiva dal 2017, Andy And The Rockets tornano con il nuovo “Casino”: la band propone un bel mix di nuovo metal e hard rock più tradizionale.

Sparzanza “From Dust To Darkness” (Despotz Records, 2025)

Dopo quasi dieci anni tornaano gli Sparzanza, band svedese, con un album caratterizzato da un mix di ritmi che vanno da cadenzati a veloci e groove più accessibili e impennate violentissime, è decisamente un album ben prodotto, heavy rock moderno e potente.

Warren Haynes “The Whisper Sessions” (Fantasy Records, 2025)

Prodotto dallo stesso Haynes, l’album merita un ascolto approfondito, magari nella tranquillità e nell’intimità di un momento rubato alla vita di tutti i giorni. Bellissimo!

Layout 15: Suede, Hot Chip, The Mars Volta, G.O.L.E.M.

Un bel mix di generi per questa nuova puntata di Layout, dal brit pop all’elettronica dancefloor, al free jazz all’hard rock. A BackInRock non abbiamo pregiudizi!!

Biffy Clyro “Fatigue” (Warner, 2025)

Mentre il mondo (brit pop) pensa alla reunion degli Oasis, il rock britannico, dopo i Suede, ci regala un altro album gigantesco, il ritorno dei re del rock del terzo millennio, i Biffy Clyro. “Futique” si candida a mio disco dell’anno.

Year Of The Goat “Trivia Goddess” (Napalm Records, 2025)

“Trivia Goddess” è un album di altissimo livello che conferma la qualità e la crescita compositiva degli Year Of The Goat, protagonisti della scana occult rock.

Buckingham Nicks “Buckingham Nicks” (Rhino – Riessue 2025)

La ristampa di questo bellissimo lavoro risulta importantissima per i fans della seconda parte di carriera dei Fleetwood Mac e di quell’enorme artista che è la strega bianca del rock. Irrinunciabile!

Whiskey Myers “Whomp Whack Thunder” (Wiggy Thump Records, 2025)

“Whomp Whack Thunder” è l’ennesima prova eccellente di questa band, ormai pronta per essere considerata tra le grandi della storia del genere!! Bentornati Whiskey Myers.

Michael Schenker Group “Don’t Sell Your Soul” (earMusic, 2025)

Un ottimo ritorno per Michael Schenker, che dimostra un ritrovato vigore nella scrittura ed una tecnica sempre notevole. Si, possiamo dirlo: “Don’t Sell Your Soul” è un gran bel disco!!

The Mean Times “Feel No Dumb” (Golden Robot Records, 2025)

Un album di debutto per questa band di Melbourne che, al ritmo di punk e garage pop, parla di libertà giovanile. Un disco diretto e senza filtri.

Green Carnation “A Dark Poem part 1: The Shores Of The Melancholia” (Season Of Mist, 2025)

I Green Carnation dimostrano ancora una volta di essere un punto di riferimento del prog metal che guarda più al contenuto che all’esibizione virtuosistica, alimentando la voglia e la curiosità di ascoltare quanto prima le altre due parti di cui sicuramente parleremo su Back In Rock.

Tedeschi Trucks Band And Leon Russell “Mad Dogs & Englishmen (Revisited Live At Lockin’)” (Fantasy Records, 2025)

Un album che, in coppia con il documentario “Learning To Live Together”: The Return Of Mad Dogs & Englishmen”, uscito nel 2021, diventa un documento importante per rivivere l’atmosfera di collaborazione e di condivisione di quel ormai leggendario periodo (non solo musicale) che sono stati gli anni 60’/’70.

Robert Plant “Saving Grace” with Suzi Dian (Nonesuch Records, 2025)

Chi ha avuto il piacere e la fortuna di vederli dal vivo sa già di cosa si tratta, mentre chi si è perso lo spettacolo nell’album troverà di che allietarsi con armonie provenienti da epoche lontane, quadri scarni ed essenziali ma perfetti nel loro trasferire emozioni e colori antichi.

Castle Rat “The Bestiary” (King Volume/Blues Funeral, 2025)

Tornano i newyorkesi Castle Rat con un secondo album maturo, importante. Metal epic doom lontano dalla tecnologia, intriso di fascino e creatività. Sosteniamoli!!

Bruce Springsteen “Nebraska” (Columbia, 1982)

In attesa della versione deluxe, in uscita a breve, il nostro Corrado Frasca riporta a galla e (ri)analizza “Nebraska” nella sua essenza originale. Un atto di incoscienza e coraggio di Bruce Springsteen, che diventò un capolavoro!!

Patti Smith (Roma, Auditorium Parco della Musica, 15 settembre 2025)

Magnetica e sciamanica, ancora una volta Patti Smith porta sul palco la sua leggenda, rimanendo sé stessa, una del popolo!

Jelusick “Apolitical Ecstasy” (Escape Music, 2025)

Secondo capitolo per l’enfant prodige croato Dino Jelusick e la sua band, che torna con un disco stratosferico dove al suo interno trovi l’energia giovanile, tecnica e influenze che portano a dinamiche incredibili.

Primal Fear “Domination” (Reigning Phoenix Music 2025)

Quindicesimo lavoro per i Primal Fear, che ci regalano un album, “Domination”, nella piena tradizione power metal.

Pier Nicolò Bambi Fossati “…Il Castello Tira Sassi…” (Black Widow Records, 2025)

Un album che raccoglie live e materiale inedito di uno dei migliori chitarrista rock blues italiani, che diventa il giusto omaggio, a dieci anni dalla scomparsa, ad un vero arista.

Arjen Anthony Lucassen “Songs No One Will Here” (Inside Out, 2025)

Un album bellissimo, un’opera che, a mio parere, era nelle corde del grande menestrello olandese tornato ai fasti di un passato mai dimenticato.

Elisa Montaldo “Il Fascino Dell’Insolito” (Autoprodotto, 2025)

Un lavoro che crea duplici emozioni, quelle di riascoltare brani favolosi che fanno parte della nostra cultura musicale e cinematografica e, al contempo, di goderne sotto una veste inedita.

Simone Galassi “Simone Galassi” (Autoprodotto, 2025)

Simone non ci fa mancare niente, nel suo background convivono (come il genere dovrebbe sempre insegnare) blues, funky e quel rock duro che molte volte viene mal interpretato ai giorni nostri, ma che nasce e cresce tra le trame di brani come quelli scritti dal musicista modenese.

Da David Bowie a Freddie Mercury a Johnny Cash. Testamenti in musica: quando si muore cantando!!

𝑻𝒆𝒔𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒊𝒏 𝒎𝒖𝒔𝒊𝒄𝒂, 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒔𝒊 𝒎𝒖𝒐𝒓𝒆 𝒄𝒂𝒏𝒕𝒂𝒏𝒅𝒐
Partendo dal disco scritto da Mike Peters in punto di morte, il nostro Gabriele Bassanetti viaggia tra alcuni dei più grandi amati che hanno scelto di salutare la vita continuando a fare musica. Non è un tuffo nella tristezza o un elogio della morte, ma al contrario un elogio alla vita. Infatti ricordare questi artisti è il miglior modo per mostrarci grati a ciò che ci hanno donato: la loro arte.

Green Carnation “A Dark Poem, Part III: The Messiah Complex” (Season Of Mist, 2026)

Terzo e ultimo capitolo di “A Dark Poem”, che nella sua interezza è un’opera maestosa e impegnativa che richiede più di un ascolto per coglierne i tanti dettagli.

Green Lung “Necropolitan” (Nuclear Blast Records, 2026)

Con “Necropolitan” i Green Lung confermano di essere una grandissima band e, dopo l’addio di Ozzy e di fatto dei Black Sabbath più doom, si candidano per raccoglierne l’eredità artistica in patria e non solo.

Jehovah On Death “Lágrimas De Oro” (I, Voidhanger Records, 2026)

Gli Jehovah On Death sono una realtà del panorama rock internazionale della quale sentiremo molto parlare; hanno attitudine, idee, immagine, talento e sanno dove vogliono andare. Speriamo che presto si esibiscano in Italia, la loro proposta trova nel palco il suo ambiente ideale.

Cinquant’anni anni fa esatti nasceva il punk. O più precisamente cominciava a morire

𝐏u𝐧k: 𝐪u𝐚n𝐝o n𝐚s𝐜i𝐭a e m𝐨r𝐭e c𝐨i𝐧c𝐢d𝐨n𝐨. S𝐜o𝐩r𝐢a𝐦o p𝐞r𝐜h𝐞̀!
8 settembre 1976, esce “Anarchy In The UK”, primo singolo dei Sex Pistols, per convenzione il giorno in cui tutto ha inizio. E invece è la fine!

Andromeda presenta: 33+1 dischi anni ’80 di HARD, HEAVY, FM, AOR canadese!

Dalla fanzine n.8, che presenta 111 album di hard rock/heavy metal canadese, estrapoliamo 33 album. Non i migliori, ma quelli con cui vogliamo stimolare la vostra curiosità. Se siete interessati alla fanzine scrivetemi in privato.

Shakra “Just Live Loud!” (Frontiers Records, 2026)

Gli svizzeri Shakra ancora una volta non deludono, dinamiche ed energia vi faranno divertire, in questo nuovo album ricco di chitarre potenti e ritornelli melodici, scritti per essere riproposti in sede live.

Sweet Electric “Something Something Disco” (Autoprodotto, 2026)

Secondo disco per la band di Colonia Sweet Electric, “Something Something Disco”  è un disco pensato, non c’è una canzone decisamente brutta nell’album, e sebbene manchi un filo conduttore (cosa che potrebbe essere voluta) risulta difficile non innamorarsi di questi cinque simpatici, scanzonati ragazzi

Scorpion Milk “Flesh Masks For Skulls”  (Peaceville Records, 2026)

Nuovo EP per la creatura di Mat McNerney, quattro brani nuovo e un remix curato da ospiti sorprendenti

Avrak “Avrak” (Peaceville Records, 2026)

Il gruppo di Ted Skjellum, alias Nocturno Culto, al di fuori dei Darkthrone, per dare piena soddisfazione alla sua passione per l’old metal.

The Night Eternal “Cold Velvet” (Metal Blade Records, 2026)

Sono certo che “Cold Velvet” sarà l’album della consacrazione di una band solida, determinata e capace di schierare un vocalist riconoscibile al primo ascolto.

Ricky Warwick “Fire & Vengeance” (Earache Records, 2026)

RQuesto non è solo un disco, ma una raccolta di pensieri, umori e storie di Ricky Warwick, un rocker vero che da 40 anni canta e suona quello che ama.

CoreLeoni “Generection” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Il chitarrista e membro fondatore dei Gotthard torna in prima linea con i suoi CoreLeoni. Questo quarto album è il lavoro più pesante, per un hard Rock tirato mischiato ad une vena soul molto interessante.

Gjenferd “Black Smoke Rising” (Apollon Records, 2026)

La fiamma dell’hard rock dei ‘70 non cesserà mai di spegnersi, ovunque, tanto più nei paesi scandinavi, dove centinaia di band radicano le loro basi in quel periodo. Non è facile per gli appassionati e i cultori arrivare a conoscere tutto e, soprattutto, avere il...

Black Reflex “Zero Dawn” (Andromeda Relix, 2026)

“Zero Dawn” è un album importante, di vero heavy metal, che speriamo non si mescoli alla massa di titoli metal fatti con il metodo del copia/incolla e trovi l’attenzione che merita.

Stormbringer “Transcendence” (Attic Records, 2026)

La band del Northamptonshire torna con ‘Transcendence’. I ragazzi hanno confezionato un disco travolgente, di classico heavy metal, come si faceva ai tempi d’oro del genere. Assolutamente consigliato e per me è sicuramente uno dei migliori dischi del genere in questo 2026.

Pirate Queen “Sailing Around The World” (Despotz Records, 2026)

Le Pirate Queen proseguono il loro viaggio attraverso i mari dell’heavy metal con il secondo album “Sailing Around The World”. Un combinazione affascinante di epic, melodia ed energia, perfetta per mettersi in viaggio con le regine dei pirati.

“Over The Edge Ft. Mickey Thomas – XXX Anniversary Edition” (Frontiers Records, 2026) 

Arriva la ristampa di “Over The Edge”, l’acclamato album rock melodico che presenta la voce inconfondibile di Mickey Thomas (Starship, Jefferson Starship), originariamente pubblicato nel 2004,

Todd Adelman “Todd Adelman And The Woodsmen” (VFIB Recordings, 2026)

Todd Adelman And The Woodsmen risulta quindi un album di genere, niente di più niente di meno, ma pregno di atmosfere suggestive e belle canzoni. What Else?

Sha-Boom “Another Nail In The Coffin” (Silver Lining Music, 2026)

Dopo oltre vent’anni, gli hard rocker svedesi Sha-Boom sono tornati in vita con “Another Nail In The Coffin”, un un bel ritorno, un gran disco AOR, consigliatissimo per gli amanti del genere.

Jeffrey Halford And The Healers “Used Parts” (Shoeless Records, 2026)

Album piacevole, che non potete perdere se siete amanti dei suoni tradizionali d’oltreoceano.

Mad Max “Stories Of Destiny” ( Rock Of Angels Records, 2026)

45 anni di Mad Max, band tedesca che ha lasciato il segno nel mondo hard&heavy di stampo europeo. “Stories Of Destiny” si presenta pulito e moderno, Rolf Munkes ha compiuto un buon lavoro, per un ritorno che merita un plauso.

Joanna Connor “Live On 11/11” (MC Records, 2026)

Grandi brani, improvvisazioni e jam da infarto, fanno di questo live un documento prezioso su di un’artista magari qualche passo indietro a livello di popolarità rispetto ad altre colleghe della scena, ma sicuramente al top se si parla di passione, attitudine e bravura.

Flotsam And Jetsam “Rats In The Temple” (Napalm Records, 2026)

I Flotsam e Jetsam ci offrono il loro miglior disco post reunion, una produzione aggressiva e dura rispetto alle prime uscite anni ’80, ma i tempi chiedono questo e l’anima non ne esce snaturata. Gran disco thrash metal!

The Alarm “Transformation” (Twenty First Century Recording Company, 2026)

Il commovente ed entusiasmante testamento di Mike Peters. Qui giace un vinto che non si è arreso.

Triosphere “Oceans Above, Stars Below” (Frontiers Records, 2026)

La band norvegese heavy metal Triosphere ritorna dopo ben 12 anni con un nuovo lavoro ambizioso che raccoglie al suo interno molti stili, tra hard rock, power prog e thrash metal, un bel disco per gli amanti del genere.

Cimarron 615 “Same Sky” (Blue Elan, 2026)

Una raccolta di bellissime canzoni country, impreziosite da splendidi intrecci vocali, marchio di fabbrica dei musicisti coinvolti che, come tradizione, non rinunciano a quelle chitarre rock che rafforzano il sound.

Noveria “Becoming After” (Scarlet Records, 2026)

Non posso che dargli dieci, e lo scrivo senza il minimo imbarazzo, perché è un disco meraviglioso e perché ogni tanto conviene dirlo ad alta voce, così magari al prossimo giro non se lo perde nessuno.

Jon Lee & The Apparitions “Next Town” (Magic Hallway Records, 2026)

Un album a cui bisogna dedicare la giusta attenzione ma che non manca di momenti molto interessanti, le ispirazioni possono essere soggettive anche se è indubbio che i generi citati abbiano tutti la loro importanza, promosso.

Tokyo Blade “Hoist The Colors High” (Cherry Red Records, 2026)

Bentornati ai Tokyo Blade, oltre quattro decenni dopo con la formazione originale classica e un nuovo album “Hoist the Colours High”: un lavoro muscoloso e incisivo di heavy metal infuocato, con le radici nella NWOBHM!

Issa “Fire & Ice” (Frontiers Records, 2026)

La regina norvegese dell’AOR Issa torna con “Fire And Ice”, il suo disco più esaltante e cinematografico. Ogni traccia dell’album è scritta e prodotta dai leggendari fratelli Tom e James Martin, che hanno creato un suono che cattura perfettamente lo spirito del rock melodico degli anni ’80.

Social Distortion “Born To Kill” (Epitaph, 2026)

Il tempo passa per tutti, anche per un gruppo puro come questo ma, credetemi, “Born To Kill”, titolo troppo cattivo per quello che si ascolta, ci offre tante cose che meritano di essere ascoltate. Soprattutto se siete fan della band.

Robert Jon & The Wreck “Wreckage Vol.3” (Journeyman Records, 2026).

I Robert Jon & The Wreck fanno gli straordinari e noi non possiamo che esserne felici, questa raccolta ci offre uno spaccato odierno del gruppo e la sua voglia di andare per la propria strada, suonando quello che ad oggi riesce meglio, ovvero rock classico, energico e splendidamente sudista.

Kickin Valentina “Anthems From The Underground” (Mighty Music, 2026)

I Kickin Valentina tornano con u album che conferma Pete Newdeck come grande autore di hard ottantiano, tra melodia e street rock.

Night Ranger “Best Of” (Frontiers Records, 2026)

Sesta raccolta, per i californiani Night Ranger. Ma questa volta propone versioni remixate e rimasterizzate di successi che coprono la brillante carriera della band,

Gràinne Duffy “What Am I Supposed To Do?” (Indipendent, 2026)

Altro ottimo lavoro questo nuovissimo “”What Am I Supposed To You?”, Gràinne Duffy si conferma artista da seguire nell’immensa scena blues rock odierna.

Widowspeak “Roses” (Captured Tracks, 2026).

L’album che rientra in quella sfera di ascolti dove musica e magia sono divise da una linea sottilissima lascia che l’ascoltatore entri nel suo mondo con la delicata eleganza che ne conviene, mai troppo energico, ma assolutamente godibile, “Roses” è consigliato ai palati più fini del classic rock (dalle sfumature Indie) del nuovo millennio.

Alchem “Bloody Rose” (The Triad Records – distr. Black Widow Records, 2026)

Gli Alchem, con la loro musica coinvolgente e variegata, devono essere approfonditi da chi cerca emozioni aldilà di strade facili e immediate, andando ad arricchire ulteriormente la scena romana nella quale operano da tempo entità coraggiose e difficilmente etichettabili come Arpia e Dunwich.

The Cinelli Brothers “Live Here And There” (The Cinelli Brothers, 2026)

270 concerti in giro per il mondo, un lungo viaggio portando la propria musica dal vivo.“Live Here And There” è il risultato, il sunto di tanti chilometri, di concerti e storie che formano un pezzo di vita all’insegna del rock’n’roll.

The Eternal “Obscured Horizons” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Con “Obscured Horizons”, The Eternal firma il proprio album migliore, dimostrando che il legame con gli Amorphis ne ha favorito la crescita, forse ancor oltre gli ultimi lavori della stessa band di Helsinki, sempre buoni, ma non così sfaccettati.

Albert Castiglia “Grits & Glory” (Gulf Coast Records, 2026)

Per il prossimo Blood Brothers c’è tempo, intanto godetevi questo “Grits & Glory”, nuovo capitolo di questo grande musicista statunitense. Blues on!

Oddland “Unilluminate To Illuminate” (Frontiers Records, 2026)

Gli Oddland sono una band finlandese di progressive metal. Con questo quarto album hanno affinato il sound, con influenze dei Soen. Un ottimo esempio di progressive metal moderno scandinavo.

The Claypool Lennon Delirium “The Great Parrot-Ox And The Golden Egg Of Empathy” (ATO, 2026)

Una collaborazione che sembrava improbabile giunge al terzo album e la sensazione che sia un regalo troppo grande resta, perché il disco – non è rock, o si? – è follemente bello. Quel bello che non arriva nel cuore, ma nella testa.

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Shiraz Lane “In Vertigo” (Frontiers Records, 2025)

Il gruppo rock finlandese segna un nuovo capitolo, “In Vertigo” è un gran disco audace e perfetto per chi ama il genere pop-metal.

The Third Mind “Right Now!” (Yep Rock Records, 2025)

Prendete un gruppo di musicisti affermati riuniti da un'idea del cantante, chitarrista e compositore Dave Alvin. Portateli in uno studio…

Piper & The Hard Times “Good Company” (Hard Tomes Records, 2025)

Augurando una pronta guarigione ad Al “Piper” Green, non possiamo che consigliare a tutti questo splendido secondo album dei “Piper & The Hard Times”, sicuramente protagonista della mia classifica 2025.

AFI “Silver Bleed The Black Sun…”  (Run For Cover Records, 2025)

Ho seguito gli statunitensi AFI ad inizio carriera, una trentina di anni fa e fino al primo decennio dei duemila,…

Amorphis “Borderland” (Reigning Phoenix Music, 2025)

“Borderland” conferma l’ottimo livello medio della discografia degli Amorphis, pur palesando alcuni momenti di ripetitività che da musicisti di questo livello non mi aspetto.

Shaggy Dogs “Pinball Boomers” (First Offence Records, 2025)

Prodotto da Nick Brine nei Rockfields Studios in Galles, “Pinball Boomers è di fatto un manifesto di come il blues e il rock’n’roll riescano sempre a risultare freschi, senza lasciare al tempo energia e voglia di divertirsi.

Atomic Rooster “Circle The Sun” (Esoteric Antenna, 2025)

“Circle The Sun” è di fatto un grande ritorno per la storica band britannica, riuscendo a vincere le diffidenze dovute al tempo che passa inesorabile, con mestiere, abilità ed immenso talento, imperdibile.

Dyer Davis “Kiss The Ring” (Valley Rose Records/Bing Wing Records, 2025)

Un lavoro piacevole che consiglio a tutti gli amanti del rock blues britannico e del southern d’oltreoceano.

Marcus King Band “Darling Blue” (American Recordings, 2025)

Quattordici tracce valorizzate da una varietà stilistica che allontana spettri di ripetitività a favore di un approccio libero di accomunare il sound di tradizione roots con la voce soul di Marcus e una sei corde che brucia di passione blues rock.

Electric Cherry “Cherry Heart” (Vrec, 2025)

Se molti si interrogano se può o meno funzionare in Italia una band che suona classic rock in inglese la risposta può essere una sola: dipende da come lo fai! Ed il disco “Cherry Heart” dei romani Electric Cherry ha tutte le carte in regola per funzionare eccome.

Soulfly “Chama” (Nuclear Blast Records, 2025)

Con “Chama” che in portoghese significar “fiamma”, i Soulfly dimostrano ancora una volta che la loro musica non riguarda solo i riff, ma anche le loro radici, la terra, la loro vita.

Ronnie Romero “Backbone” (Frontiers Records, 2025)

Torna il cantante Ronnie Romero che annuncia l’uscita del suo nuovo album da solista. Il nuovo album è caratterizzato da una collezione di potenti e ispirate tracce heavy metal.

The Vintage Caravan “Portals” (Napalm Records, 2025)

“Portals” conferma le qualità de The Vintage Caravan, già espresse con la discografia precedente, regalando un album ricco di ottime canzoni e andando a rappresentare al meglio il rock islandese nel mondo.

The Boneshakers “Live To Be This” (Gulf Coast Records/SoNo Recording Blues, 2025)

Questa raccolta di brani non lascia scampo, grazie ai nomi coinvolti e all’interpretazione della Langer davvero sopra le righe, consigliato.

The Zac Shulze Gang “Straight To It” (Ruf Records, 2025)

Ci aspettavamo qualcosa di eclatante dopo le ottime impressioni avute con “Live And Loud”, ma possiamo senz’altro affermare che i tre musicisti britannici si sono superati. Imperdibile!

Testament “Para Bellum” (Nuclear Blast, 2025)

Tornano i Testament, e “Para Bellum” è il loro miglior lavoro da oltre oltre un decennio, un disco che dimostra come la band non cerchi facili scorciatoie, ma voglia sempre offrire il massimo ai suoi fan. Il thrash metal ha ritrovato i suoi eroi!

The Switch “No Way Out” (Frontiers Records, 2025)

Questo “No Way Out” è un piccolo capolavoro di rock americano, che ci riporta ai suoni delle grandi band anni ’80 di AOR, da ascoltare assolutamente se amate il genere.

Rage “A New World Rising” (Steamhammer/ SPV, 2025)

“A New World Rising” il nuovo disco è un altro bel risultato per i Rage, fresco e dinamico, spaccatimpani, heavy classico, con aggiunte di modernità mai scontate.

Christone “Kingfish” Ingram “Hard Road” (Red Zero Records, 2025)

Prodotto dal solito Tom Hanbridge, questa volta raggiunto da Nick Goldstone e Patrick Hayes (a formare una squadra vincente su tutti i fronti), “Hard Road” non mancherà di aprire quelle poche porte ancora chiuse e aiutare “Kingfish” a raggiungere il gradino più alto nell’olimpo del blues odierno.

Walter Trout “Sign Of The Times” (Provogue Records, 2025)

Altro album da non perdere assolutamente se siete amanti del genere, anche se lavori come “Sign Of The Times” sono consigliati a tutti gli amanti della buona musica.

Andy And The Rockets “Casino” (Delapop, 2025)

Band svedese attiva dal 2017, Andy And The Rockets tornano con il nuovo “Casino”: la band propone un bel mix di nuovo metal e hard rock più tradizionale.

Sparzanza “From Dust To Darkness” (Despotz Records, 2025)

Dopo quasi dieci anni tornaano gli Sparzanza, band svedese, con un album caratterizzato da un mix di ritmi che vanno da cadenzati a veloci e groove più accessibili e impennate violentissime, è decisamente un album ben prodotto, heavy rock moderno e potente.

Warren Haynes “The Whisper Sessions” (Fantasy Records, 2025)

Prodotto dallo stesso Haynes, l’album merita un ascolto approfondito, magari nella tranquillità e nell’intimità di un momento rubato alla vita di tutti i giorni. Bellissimo!

Layout 15: Suede, Hot Chip, The Mars Volta, G.O.L.E.M.

Un bel mix di generi per questa nuova puntata di Layout, dal brit pop all’elettronica dancefloor, al free jazz all’hard rock. A BackInRock non abbiamo pregiudizi!!

Biffy Clyro “Fatigue” (Warner, 2025)

Mentre il mondo (brit pop) pensa alla reunion degli Oasis, il rock britannico, dopo i Suede, ci regala un altro album gigantesco, il ritorno dei re del rock del terzo millennio, i Biffy Clyro. “Futique” si candida a mio disco dell’anno.

Year Of The Goat “Trivia Goddess” (Napalm Records, 2025)

“Trivia Goddess” è un album di altissimo livello che conferma la qualità e la crescita compositiva degli Year Of The Goat, protagonisti della scana occult rock.

Buckingham Nicks “Buckingham Nicks” (Rhino – Riessue 2025)

La ristampa di questo bellissimo lavoro risulta importantissima per i fans della seconda parte di carriera dei Fleetwood Mac e di quell’enorme artista che è la strega bianca del rock. Irrinunciabile!

Whiskey Myers “Whomp Whack Thunder” (Wiggy Thump Records, 2025)

“Whomp Whack Thunder” è l’ennesima prova eccellente di questa band, ormai pronta per essere considerata tra le grandi della storia del genere!! Bentornati Whiskey Myers.

Michael Schenker Group “Don’t Sell Your Soul” (earMusic, 2025)

Un ottimo ritorno per Michael Schenker, che dimostra un ritrovato vigore nella scrittura ed una tecnica sempre notevole. Si, possiamo dirlo: “Don’t Sell Your Soul” è un gran bel disco!!

The Mean Times “Feel No Dumb” (Golden Robot Records, 2025)

Un album di debutto per questa band di Melbourne che, al ritmo di punk e garage pop, parla di libertà giovanile. Un disco diretto e senza filtri.

Green Carnation “A Dark Poem part 1: The Shores Of The Melancholia” (Season Of Mist, 2025)

I Green Carnation dimostrano ancora una volta di essere un punto di riferimento del prog metal che guarda più al contenuto che all’esibizione virtuosistica, alimentando la voglia e la curiosità di ascoltare quanto prima le altre due parti di cui sicuramente parleremo su Back In Rock.

Tedeschi Trucks Band And Leon Russell “Mad Dogs & Englishmen (Revisited Live At Lockin’)” (Fantasy Records, 2025)

Un album che, in coppia con il documentario “Learning To Live Together”: The Return Of Mad Dogs & Englishmen”, uscito nel 2021, diventa un documento importante per rivivere l’atmosfera di collaborazione e di condivisione di quel ormai leggendario periodo (non solo musicale) che sono stati gli anni 60’/’70.

Robert Plant “Saving Grace” with Suzi Dian (Nonesuch Records, 2025)

Chi ha avuto il piacere e la fortuna di vederli dal vivo sa già di cosa si tratta, mentre chi si è perso lo spettacolo nell’album troverà di che allietarsi con armonie provenienti da epoche lontane, quadri scarni ed essenziali ma perfetti nel loro trasferire emozioni e colori antichi.

Castle Rat “The Bestiary” (King Volume/Blues Funeral, 2025)

Tornano i newyorkesi Castle Rat con un secondo album maturo, importante. Metal epic doom lontano dalla tecnologia, intriso di fascino e creatività. Sosteniamoli!!

Bruce Springsteen “Nebraska” (Columbia, 1982)

In attesa della versione deluxe, in uscita a breve, il nostro Corrado Frasca riporta a galla e (ri)analizza “Nebraska” nella sua essenza originale. Un atto di incoscienza e coraggio di Bruce Springsteen, che diventò un capolavoro!!

Patti Smith (Roma, Auditorium Parco della Musica, 15 settembre 2025)

Magnetica e sciamanica, ancora una volta Patti Smith porta sul palco la sua leggenda, rimanendo sé stessa, una del popolo!

Jelusick “Apolitical Ecstasy” (Escape Music, 2025)

Secondo capitolo per l’enfant prodige croato Dino Jelusick e la sua band, che torna con un disco stratosferico dove al suo interno trovi l’energia giovanile, tecnica e influenze che portano a dinamiche incredibili.

Primal Fear “Domination” (Reigning Phoenix Music 2025)

Quindicesimo lavoro per i Primal Fear, che ci regalano un album, “Domination”, nella piena tradizione power metal.

Pier Nicolò Bambi Fossati “…Il Castello Tira Sassi…” (Black Widow Records, 2025)

Un album che raccoglie live e materiale inedito di uno dei migliori chitarrista rock blues italiani, che diventa il giusto omaggio, a dieci anni dalla scomparsa, ad un vero arista.

Arjen Anthony Lucassen “Songs No One Will Here” (Inside Out, 2025)

Un album bellissimo, un’opera che, a mio parere, era nelle corde del grande menestrello olandese tornato ai fasti di un passato mai dimenticato.

Elisa Montaldo “Il Fascino Dell’Insolito” (Autoprodotto, 2025)

Un lavoro che crea duplici emozioni, quelle di riascoltare brani favolosi che fanno parte della nostra cultura musicale e cinematografica e, al contempo, di goderne sotto una veste inedita.

Simone Galassi “Simone Galassi” (Autoprodotto, 2025)

Simone non ci fa mancare niente, nel suo background convivono (come il genere dovrebbe sempre insegnare) blues, funky e quel rock duro che molte volte viene mal interpretato ai giorni nostri, ma che nasce e cresce tra le trame di brani come quelli scritti dal musicista modenese.

Da David Bowie a Freddie Mercury a Johnny Cash. Testamenti in musica: quando si muore cantando!!

𝑻𝒆𝒔𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒊𝒏 𝒎𝒖𝒔𝒊𝒄𝒂, 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒔𝒊 𝒎𝒖𝒐𝒓𝒆 𝒄𝒂𝒏𝒕𝒂𝒏𝒅𝒐
Partendo dal disco scritto da Mike Peters in punto di morte, il nostro Gabriele Bassanetti viaggia tra alcuni dei più grandi amati che hanno scelto di salutare la vita continuando a fare musica. Non è un tuffo nella tristezza o un elogio della morte, ma al contrario un elogio alla vita. Infatti ricordare questi artisti è il miglior modo per mostrarci grati a ciò che ci hanno donato: la loro arte.

Green Carnation “A Dark Poem, Part III: The Messiah Complex” (Season Of Mist, 2026)

Terzo e ultimo capitolo di “A Dark Poem”, che nella sua interezza è un’opera maestosa e impegnativa che richiede più di un ascolto per coglierne i tanti dettagli.

Green Lung “Necropolitan” (Nuclear Blast Records, 2026)

Con “Necropolitan” i Green Lung confermano di essere una grandissima band e, dopo l’addio di Ozzy e di fatto dei Black Sabbath più doom, si candidano per raccoglierne l’eredità artistica in patria e non solo.

Jehovah On Death “Lágrimas De Oro” (I, Voidhanger Records, 2026)

Gli Jehovah On Death sono una realtà del panorama rock internazionale della quale sentiremo molto parlare; hanno attitudine, idee, immagine, talento e sanno dove vogliono andare. Speriamo che presto si esibiscano in Italia, la loro proposta trova nel palco il suo ambiente ideale.

Cinquant’anni anni fa esatti nasceva il punk. O più precisamente cominciava a morire

𝐏u𝐧k: 𝐪u𝐚n𝐝o n𝐚s𝐜i𝐭a e m𝐨r𝐭e c𝐨i𝐧c𝐢d𝐨n𝐨. S𝐜o𝐩r𝐢a𝐦o p𝐞r𝐜h𝐞̀!
8 settembre 1976, esce “Anarchy In The UK”, primo singolo dei Sex Pistols, per convenzione il giorno in cui tutto ha inizio. E invece è la fine!

Andromeda presenta: 33+1 dischi anni ’80 di HARD, HEAVY, FM, AOR canadese!

Dalla fanzine n.8, che presenta 111 album di hard rock/heavy metal canadese, estrapoliamo 33 album. Non i migliori, ma quelli con cui vogliamo stimolare la vostra curiosità. Se siete interessati alla fanzine scrivetemi in privato.

Shakra “Just Live Loud!” (Frontiers Records, 2026)

Gli svizzeri Shakra ancora una volta non deludono, dinamiche ed energia vi faranno divertire, in questo nuovo album ricco di chitarre potenti e ritornelli melodici, scritti per essere riproposti in sede live.

Sweet Electric “Something Something Disco” (Autoprodotto, 2026)

Secondo disco per la band di Colonia Sweet Electric, “Something Something Disco”  è un disco pensato, non c’è una canzone decisamente brutta nell’album, e sebbene manchi un filo conduttore (cosa che potrebbe essere voluta) risulta difficile non innamorarsi di questi cinque simpatici, scanzonati ragazzi

Scorpion Milk “Flesh Masks For Skulls”  (Peaceville Records, 2026)

Nuovo EP per la creatura di Mat McNerney, quattro brani nuovo e un remix curato da ospiti sorprendenti

Avrak “Avrak” (Peaceville Records, 2026)

Il gruppo di Ted Skjellum, alias Nocturno Culto, al di fuori dei Darkthrone, per dare piena soddisfazione alla sua passione per l’old metal.

The Night Eternal “Cold Velvet” (Metal Blade Records, 2026)

Sono certo che “Cold Velvet” sarà l’album della consacrazione di una band solida, determinata e capace di schierare un vocalist riconoscibile al primo ascolto.

Ricky Warwick “Fire & Vengeance” (Earache Records, 2026)

RQuesto non è solo un disco, ma una raccolta di pensieri, umori e storie di Ricky Warwick, un rocker vero che da 40 anni canta e suona quello che ama.

CoreLeoni “Generection” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Il chitarrista e membro fondatore dei Gotthard torna in prima linea con i suoi CoreLeoni. Questo quarto album è il lavoro più pesante, per un hard Rock tirato mischiato ad une vena soul molto interessante.

Gjenferd “Black Smoke Rising” (Apollon Records, 2026)

La fiamma dell’hard rock dei ‘70 non cesserà mai di spegnersi, ovunque, tanto più nei paesi scandinavi, dove centinaia di band radicano le loro basi in quel periodo. Non è facile per gli appassionati e i cultori arrivare a conoscere tutto e, soprattutto, avere il...

Black Reflex “Zero Dawn” (Andromeda Relix, 2026)

“Zero Dawn” è un album importante, di vero heavy metal, che speriamo non si mescoli alla massa di titoli metal fatti con il metodo del copia/incolla e trovi l’attenzione che merita.

Stormbringer “Transcendence” (Attic Records, 2026)

La band del Northamptonshire torna con ‘Transcendence’. I ragazzi hanno confezionato un disco travolgente, di classico heavy metal, come si faceva ai tempi d’oro del genere. Assolutamente consigliato e per me è sicuramente uno dei migliori dischi del genere in questo 2026.

Pirate Queen “Sailing Around The World” (Despotz Records, 2026)

Le Pirate Queen proseguono il loro viaggio attraverso i mari dell’heavy metal con il secondo album “Sailing Around The World”. Un combinazione affascinante di epic, melodia ed energia, perfetta per mettersi in viaggio con le regine dei pirati.

“Over The Edge Ft. Mickey Thomas – XXX Anniversary Edition” (Frontiers Records, 2026) 

Arriva la ristampa di “Over The Edge”, l’acclamato album rock melodico che presenta la voce inconfondibile di Mickey Thomas (Starship, Jefferson Starship), originariamente pubblicato nel 2004,

Todd Adelman “Todd Adelman And The Woodsmen” (VFIB Recordings, 2026)

Todd Adelman And The Woodsmen risulta quindi un album di genere, niente di più niente di meno, ma pregno di atmosfere suggestive e belle canzoni. What Else?

Sha-Boom “Another Nail In The Coffin” (Silver Lining Music, 2026)

Dopo oltre vent’anni, gli hard rocker svedesi Sha-Boom sono tornati in vita con “Another Nail In The Coffin”, un un bel ritorno, un gran disco AOR, consigliatissimo per gli amanti del genere.

Jeffrey Halford And The Healers “Used Parts” (Shoeless Records, 2026)

Album piacevole, che non potete perdere se siete amanti dei suoni tradizionali d’oltreoceano.

Mad Max “Stories Of Destiny” ( Rock Of Angels Records, 2026)

45 anni di Mad Max, band tedesca che ha lasciato il segno nel mondo hard&heavy di stampo europeo. “Stories Of Destiny” si presenta pulito e moderno, Rolf Munkes ha compiuto un buon lavoro, per un ritorno che merita un plauso.

Joanna Connor “Live On 11/11” (MC Records, 2026)

Grandi brani, improvvisazioni e jam da infarto, fanno di questo live un documento prezioso su di un’artista magari qualche passo indietro a livello di popolarità rispetto ad altre colleghe della scena, ma sicuramente al top se si parla di passione, attitudine e bravura.

Flotsam And Jetsam “Rats In The Temple” (Napalm Records, 2026)

I Flotsam e Jetsam ci offrono il loro miglior disco post reunion, una produzione aggressiva e dura rispetto alle prime uscite anni ’80, ma i tempi chiedono questo e l’anima non ne esce snaturata. Gran disco thrash metal!

The Alarm “Transformation” (Twenty First Century Recording Company, 2026)

Il commovente ed entusiasmante testamento di Mike Peters. Qui giace un vinto che non si è arreso.

Triosphere “Oceans Above, Stars Below” (Frontiers Records, 2026)

La band norvegese heavy metal Triosphere ritorna dopo ben 12 anni con un nuovo lavoro ambizioso che raccoglie al suo interno molti stili, tra hard rock, power prog e thrash metal, un bel disco per gli amanti del genere.

Cimarron 615 “Same Sky” (Blue Elan, 2026)

Una raccolta di bellissime canzoni country, impreziosite da splendidi intrecci vocali, marchio di fabbrica dei musicisti coinvolti che, come tradizione, non rinunciano a quelle chitarre rock che rafforzano il sound.

Noveria “Becoming After” (Scarlet Records, 2026)

Non posso che dargli dieci, e lo scrivo senza il minimo imbarazzo, perché è un disco meraviglioso e perché ogni tanto conviene dirlo ad alta voce, così magari al prossimo giro non se lo perde nessuno.

Jon Lee & The Apparitions “Next Town” (Magic Hallway Records, 2026)

Un album a cui bisogna dedicare la giusta attenzione ma che non manca di momenti molto interessanti, le ispirazioni possono essere soggettive anche se è indubbio che i generi citati abbiano tutti la loro importanza, promosso.

Tokyo Blade “Hoist The Colors High” (Cherry Red Records, 2026)

Bentornati ai Tokyo Blade, oltre quattro decenni dopo con la formazione originale classica e un nuovo album “Hoist the Colours High”: un lavoro muscoloso e incisivo di heavy metal infuocato, con le radici nella NWOBHM!

Issa “Fire & Ice” (Frontiers Records, 2026)

La regina norvegese dell’AOR Issa torna con “Fire And Ice”, il suo disco più esaltante e cinematografico. Ogni traccia dell’album è scritta e prodotta dai leggendari fratelli Tom e James Martin, che hanno creato un suono che cattura perfettamente lo spirito del rock melodico degli anni ’80.

Social Distortion “Born To Kill” (Epitaph, 2026)

Il tempo passa per tutti, anche per un gruppo puro come questo ma, credetemi, “Born To Kill”, titolo troppo cattivo per quello che si ascolta, ci offre tante cose che meritano di essere ascoltate. Soprattutto se siete fan della band.

Robert Jon & The Wreck “Wreckage Vol.3” (Journeyman Records, 2026).

I Robert Jon & The Wreck fanno gli straordinari e noi non possiamo che esserne felici, questa raccolta ci offre uno spaccato odierno del gruppo e la sua voglia di andare per la propria strada, suonando quello che ad oggi riesce meglio, ovvero rock classico, energico e splendidamente sudista.

Kickin Valentina “Anthems From The Underground” (Mighty Music, 2026)

I Kickin Valentina tornano con u album che conferma Pete Newdeck come grande autore di hard ottantiano, tra melodia e street rock.

Night Ranger “Best Of” (Frontiers Records, 2026)

Sesta raccolta, per i californiani Night Ranger. Ma questa volta propone versioni remixate e rimasterizzate di successi che coprono la brillante carriera della band,

Gràinne Duffy “What Am I Supposed To Do?” (Indipendent, 2026)

Altro ottimo lavoro questo nuovissimo “”What Am I Supposed To You?”, Gràinne Duffy si conferma artista da seguire nell’immensa scena blues rock odierna.

Widowspeak “Roses” (Captured Tracks, 2026).

L’album che rientra in quella sfera di ascolti dove musica e magia sono divise da una linea sottilissima lascia che l’ascoltatore entri nel suo mondo con la delicata eleganza che ne conviene, mai troppo energico, ma assolutamente godibile, “Roses” è consigliato ai palati più fini del classic rock (dalle sfumature Indie) del nuovo millennio.

Alchem “Bloody Rose” (The Triad Records – distr. Black Widow Records, 2026)

Gli Alchem, con la loro musica coinvolgente e variegata, devono essere approfonditi da chi cerca emozioni aldilà di strade facili e immediate, andando ad arricchire ulteriormente la scena romana nella quale operano da tempo entità coraggiose e difficilmente etichettabili come Arpia e Dunwich.

The Cinelli Brothers “Live Here And There” (The Cinelli Brothers, 2026)

270 concerti in giro per il mondo, un lungo viaggio portando la propria musica dal vivo.“Live Here And There” è il risultato, il sunto di tanti chilometri, di concerti e storie che formano un pezzo di vita all’insegna del rock’n’roll.

The Eternal “Obscured Horizons” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Con “Obscured Horizons”, The Eternal firma il proprio album migliore, dimostrando che il legame con gli Amorphis ne ha favorito la crescita, forse ancor oltre gli ultimi lavori della stessa band di Helsinki, sempre buoni, ma non così sfaccettati.

Albert Castiglia “Grits & Glory” (Gulf Coast Records, 2026)

Per il prossimo Blood Brothers c’è tempo, intanto godetevi questo “Grits & Glory”, nuovo capitolo di questo grande musicista statunitense. Blues on!

Oddland “Unilluminate To Illuminate” (Frontiers Records, 2026)

Gli Oddland sono una band finlandese di progressive metal. Con questo quarto album hanno affinato il sound, con influenze dei Soen. Un ottimo esempio di progressive metal moderno scandinavo.

The Claypool Lennon Delirium “The Great Parrot-Ox And The Golden Egg Of Empathy” (ATO, 2026)

Una collaborazione che sembrava improbabile giunge al terzo album e la sensazione che sia un regalo troppo grande resta, perché il disco – non è rock, o si? – è follemente bello. Quel bello che non arriva nel cuore, ma nella testa.

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Shiraz Lane “In Vertigo” (Frontiers Records, 2025)

Il gruppo rock finlandese segna un nuovo capitolo, “In Vertigo” è un gran disco audace e perfetto per chi ama il genere pop-metal.

The Third Mind “Right Now!” (Yep Rock Records, 2025)

Prendete un gruppo di musicisti affermati riuniti da un'idea del cantante, chitarrista e compositore Dave Alvin. Portateli in uno studio…

Piper & The Hard Times “Good Company” (Hard Tomes Records, 2025)

Augurando una pronta guarigione ad Al “Piper” Green, non possiamo che consigliare a tutti questo splendido secondo album dei “Piper & The Hard Times”, sicuramente protagonista della mia classifica 2025.

AFI “Silver Bleed The Black Sun…”  (Run For Cover Records, 2025)

Ho seguito gli statunitensi AFI ad inizio carriera, una trentina di anni fa e fino al primo decennio dei duemila,…

Amorphis “Borderland” (Reigning Phoenix Music, 2025)

“Borderland” conferma l’ottimo livello medio della discografia degli Amorphis, pur palesando alcuni momenti di ripetitività che da musicisti di questo livello non mi aspetto.

Shaggy Dogs “Pinball Boomers” (First Offence Records, 2025)

Prodotto da Nick Brine nei Rockfields Studios in Galles, “Pinball Boomers è di fatto un manifesto di come il blues e il rock’n’roll riescano sempre a risultare freschi, senza lasciare al tempo energia e voglia di divertirsi.

Atomic Rooster “Circle The Sun” (Esoteric Antenna, 2025)

“Circle The Sun” è di fatto un grande ritorno per la storica band britannica, riuscendo a vincere le diffidenze dovute al tempo che passa inesorabile, con mestiere, abilità ed immenso talento, imperdibile.

Dyer Davis “Kiss The Ring” (Valley Rose Records/Bing Wing Records, 2025)

Un lavoro piacevole che consiglio a tutti gli amanti del rock blues britannico e del southern d’oltreoceano.

Marcus King Band “Darling Blue” (American Recordings, 2025)

Quattordici tracce valorizzate da una varietà stilistica che allontana spettri di ripetitività a favore di un approccio libero di accomunare il sound di tradizione roots con la voce soul di Marcus e una sei corde che brucia di passione blues rock.

Electric Cherry “Cherry Heart” (Vrec, 2025)

Se molti si interrogano se può o meno funzionare in Italia una band che suona classic rock in inglese la risposta può essere una sola: dipende da come lo fai! Ed il disco “Cherry Heart” dei romani Electric Cherry ha tutte le carte in regola per funzionare eccome.

Soulfly “Chama” (Nuclear Blast Records, 2025)

Con “Chama” che in portoghese significar “fiamma”, i Soulfly dimostrano ancora una volta che la loro musica non riguarda solo i riff, ma anche le loro radici, la terra, la loro vita.

Ronnie Romero “Backbone” (Frontiers Records, 2025)

Torna il cantante Ronnie Romero che annuncia l’uscita del suo nuovo album da solista. Il nuovo album è caratterizzato da una collezione di potenti e ispirate tracce heavy metal.

The Vintage Caravan “Portals” (Napalm Records, 2025)

“Portals” conferma le qualità de The Vintage Caravan, già espresse con la discografia precedente, regalando un album ricco di ottime canzoni e andando a rappresentare al meglio il rock islandese nel mondo.

The Boneshakers “Live To Be This” (Gulf Coast Records/SoNo Recording Blues, 2025)

Questa raccolta di brani non lascia scampo, grazie ai nomi coinvolti e all’interpretazione della Langer davvero sopra le righe, consigliato.

The Zac Shulze Gang “Straight To It” (Ruf Records, 2025)

Ci aspettavamo qualcosa di eclatante dopo le ottime impressioni avute con “Live And Loud”, ma possiamo senz’altro affermare che i tre musicisti britannici si sono superati. Imperdibile!

Testament “Para Bellum” (Nuclear Blast, 2025)

Tornano i Testament, e “Para Bellum” è il loro miglior lavoro da oltre oltre un decennio, un disco che dimostra come la band non cerchi facili scorciatoie, ma voglia sempre offrire il massimo ai suoi fan. Il thrash metal ha ritrovato i suoi eroi!

The Switch “No Way Out” (Frontiers Records, 2025)

Questo “No Way Out” è un piccolo capolavoro di rock americano, che ci riporta ai suoni delle grandi band anni ’80 di AOR, da ascoltare assolutamente se amate il genere.

Rage “A New World Rising” (Steamhammer/ SPV, 2025)

“A New World Rising” il nuovo disco è un altro bel risultato per i Rage, fresco e dinamico, spaccatimpani, heavy classico, con aggiunte di modernità mai scontate.

Christone “Kingfish” Ingram “Hard Road” (Red Zero Records, 2025)

Prodotto dal solito Tom Hanbridge, questa volta raggiunto da Nick Goldstone e Patrick Hayes (a formare una squadra vincente su tutti i fronti), “Hard Road” non mancherà di aprire quelle poche porte ancora chiuse e aiutare “Kingfish” a raggiungere il gradino più alto nell’olimpo del blues odierno.

Walter Trout “Sign Of The Times” (Provogue Records, 2025)

Altro album da non perdere assolutamente se siete amanti del genere, anche se lavori come “Sign Of The Times” sono consigliati a tutti gli amanti della buona musica.

Andy And The Rockets “Casino” (Delapop, 2025)

Band svedese attiva dal 2017, Andy And The Rockets tornano con il nuovo “Casino”: la band propone un bel mix di nuovo metal e hard rock più tradizionale.

Sparzanza “From Dust To Darkness” (Despotz Records, 2025)

Dopo quasi dieci anni tornaano gli Sparzanza, band svedese, con un album caratterizzato da un mix di ritmi che vanno da cadenzati a veloci e groove più accessibili e impennate violentissime, è decisamente un album ben prodotto, heavy rock moderno e potente.

Warren Haynes “The Whisper Sessions” (Fantasy Records, 2025)

Prodotto dallo stesso Haynes, l’album merita un ascolto approfondito, magari nella tranquillità e nell’intimità di un momento rubato alla vita di tutti i giorni. Bellissimo!

Layout 15: Suede, Hot Chip, The Mars Volta, G.O.L.E.M.

Un bel mix di generi per questa nuova puntata di Layout, dal brit pop all’elettronica dancefloor, al free jazz all’hard rock. A BackInRock non abbiamo pregiudizi!!

Biffy Clyro “Fatigue” (Warner, 2025)

Mentre il mondo (brit pop) pensa alla reunion degli Oasis, il rock britannico, dopo i Suede, ci regala un altro album gigantesco, il ritorno dei re del rock del terzo millennio, i Biffy Clyro. “Futique” si candida a mio disco dell’anno.

Year Of The Goat “Trivia Goddess” (Napalm Records, 2025)

“Trivia Goddess” è un album di altissimo livello che conferma la qualità e la crescita compositiva degli Year Of The Goat, protagonisti della scana occult rock.

Buckingham Nicks “Buckingham Nicks” (Rhino – Riessue 2025)

La ristampa di questo bellissimo lavoro risulta importantissima per i fans della seconda parte di carriera dei Fleetwood Mac e di quell’enorme artista che è la strega bianca del rock. Irrinunciabile!

Whiskey Myers “Whomp Whack Thunder” (Wiggy Thump Records, 2025)

“Whomp Whack Thunder” è l’ennesima prova eccellente di questa band, ormai pronta per essere considerata tra le grandi della storia del genere!! Bentornati Whiskey Myers.

Michael Schenker Group “Don’t Sell Your Soul” (earMusic, 2025)

Un ottimo ritorno per Michael Schenker, che dimostra un ritrovato vigore nella scrittura ed una tecnica sempre notevole. Si, possiamo dirlo: “Don’t Sell Your Soul” è un gran bel disco!!

The Mean Times “Feel No Dumb” (Golden Robot Records, 2025)

Un album di debutto per questa band di Melbourne che, al ritmo di punk e garage pop, parla di libertà giovanile. Un disco diretto e senza filtri.

Green Carnation “A Dark Poem part 1: The Shores Of The Melancholia” (Season Of Mist, 2025)

I Green Carnation dimostrano ancora una volta di essere un punto di riferimento del prog metal che guarda più al contenuto che all’esibizione virtuosistica, alimentando la voglia e la curiosità di ascoltare quanto prima le altre due parti di cui sicuramente parleremo su Back In Rock.

Tedeschi Trucks Band And Leon Russell “Mad Dogs & Englishmen (Revisited Live At Lockin’)” (Fantasy Records, 2025)

Un album che, in coppia con il documentario “Learning To Live Together”: The Return Of Mad Dogs & Englishmen”, uscito nel 2021, diventa un documento importante per rivivere l’atmosfera di collaborazione e di condivisione di quel ormai leggendario periodo (non solo musicale) che sono stati gli anni 60’/’70.

Robert Plant “Saving Grace” with Suzi Dian (Nonesuch Records, 2025)

Chi ha avuto il piacere e la fortuna di vederli dal vivo sa già di cosa si tratta, mentre chi si è perso lo spettacolo nell’album troverà di che allietarsi con armonie provenienti da epoche lontane, quadri scarni ed essenziali ma perfetti nel loro trasferire emozioni e colori antichi.

Castle Rat “The Bestiary” (King Volume/Blues Funeral, 2025)

Tornano i newyorkesi Castle Rat con un secondo album maturo, importante. Metal epic doom lontano dalla tecnologia, intriso di fascino e creatività. Sosteniamoli!!

Bruce Springsteen “Nebraska” (Columbia, 1982)

In attesa della versione deluxe, in uscita a breve, il nostro Corrado Frasca riporta a galla e (ri)analizza “Nebraska” nella sua essenza originale. Un atto di incoscienza e coraggio di Bruce Springsteen, che diventò un capolavoro!!

Patti Smith (Roma, Auditorium Parco della Musica, 15 settembre 2025)

Magnetica e sciamanica, ancora una volta Patti Smith porta sul palco la sua leggenda, rimanendo sé stessa, una del popolo!

Jelusick “Apolitical Ecstasy” (Escape Music, 2025)

Secondo capitolo per l’enfant prodige croato Dino Jelusick e la sua band, che torna con un disco stratosferico dove al suo interno trovi l’energia giovanile, tecnica e influenze che portano a dinamiche incredibili.

Primal Fear “Domination” (Reigning Phoenix Music 2025)

Quindicesimo lavoro per i Primal Fear, che ci regalano un album, “Domination”, nella piena tradizione power metal.

Pier Nicolò Bambi Fossati “…Il Castello Tira Sassi…” (Black Widow Records, 2025)

Un album che raccoglie live e materiale inedito di uno dei migliori chitarrista rock blues italiani, che diventa il giusto omaggio, a dieci anni dalla scomparsa, ad un vero arista.

Arjen Anthony Lucassen “Songs No One Will Here” (Inside Out, 2025)

Un album bellissimo, un’opera che, a mio parere, era nelle corde del grande menestrello olandese tornato ai fasti di un passato mai dimenticato.

Elisa Montaldo “Il Fascino Dell’Insolito” (Autoprodotto, 2025)

Un lavoro che crea duplici emozioni, quelle di riascoltare brani favolosi che fanno parte della nostra cultura musicale e cinematografica e, al contempo, di goderne sotto una veste inedita.

Simone Galassi “Simone Galassi” (Autoprodotto, 2025)

Simone non ci fa mancare niente, nel suo background convivono (come il genere dovrebbe sempre insegnare) blues, funky e quel rock duro che molte volte viene mal interpretato ai giorni nostri, ma che nasce e cresce tra le trame di brani come quelli scritti dal musicista modenese.

Da David Bowie a Freddie Mercury a Johnny Cash. Testamenti in musica: quando si muore cantando!!

𝑻𝒆𝒔𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒊𝒏 𝒎𝒖𝒔𝒊𝒄𝒂, 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒔𝒊 𝒎𝒖𝒐𝒓𝒆 𝒄𝒂𝒏𝒕𝒂𝒏𝒅𝒐
Partendo dal disco scritto da Mike Peters in punto di morte, il nostro Gabriele Bassanetti viaggia tra alcuni dei più grandi amati che hanno scelto di salutare la vita continuando a fare musica. Non è un tuffo nella tristezza o un elogio della morte, ma al contrario un elogio alla vita. Infatti ricordare questi artisti è il miglior modo per mostrarci grati a ciò che ci hanno donato: la loro arte.

Green Carnation “A Dark Poem, Part III: The Messiah Complex” (Season Of Mist, 2026)

Terzo e ultimo capitolo di “A Dark Poem”, che nella sua interezza è un’opera maestosa e impegnativa che richiede più di un ascolto per coglierne i tanti dettagli.

Green Lung “Necropolitan” (Nuclear Blast Records, 2026)

Con “Necropolitan” i Green Lung confermano di essere una grandissima band e, dopo l’addio di Ozzy e di fatto dei Black Sabbath più doom, si candidano per raccoglierne l’eredità artistica in patria e non solo.

Jehovah On Death “Lágrimas De Oro” (I, Voidhanger Records, 2026)

Gli Jehovah On Death sono una realtà del panorama rock internazionale della quale sentiremo molto parlare; hanno attitudine, idee, immagine, talento e sanno dove vogliono andare. Speriamo che presto si esibiscano in Italia, la loro proposta trova nel palco il suo ambiente ideale.

Cinquant’anni anni fa esatti nasceva il punk. O più precisamente cominciava a morire

𝐏u𝐧k: 𝐪u𝐚n𝐝o n𝐚s𝐜i𝐭a e m𝐨r𝐭e c𝐨i𝐧c𝐢d𝐨n𝐨. S𝐜o𝐩r𝐢a𝐦o p𝐞r𝐜h𝐞̀!
8 settembre 1976, esce “Anarchy In The UK”, primo singolo dei Sex Pistols, per convenzione il giorno in cui tutto ha inizio. E invece è la fine!

Andromeda presenta: 33+1 dischi anni ’80 di HARD, HEAVY, FM, AOR canadese!

Dalla fanzine n.8, che presenta 111 album di hard rock/heavy metal canadese, estrapoliamo 33 album. Non i migliori, ma quelli con cui vogliamo stimolare la vostra curiosità. Se siete interessati alla fanzine scrivetemi in privato.

Shakra “Just Live Loud!” (Frontiers Records, 2026)

Gli svizzeri Shakra ancora una volta non deludono, dinamiche ed energia vi faranno divertire, in questo nuovo album ricco di chitarre potenti e ritornelli melodici, scritti per essere riproposti in sede live.

Sweet Electric “Something Something Disco” (Autoprodotto, 2026)

Secondo disco per la band di Colonia Sweet Electric, “Something Something Disco”  è un disco pensato, non c’è una canzone decisamente brutta nell’album, e sebbene manchi un filo conduttore (cosa che potrebbe essere voluta) risulta difficile non innamorarsi di questi cinque simpatici, scanzonati ragazzi

Scorpion Milk “Flesh Masks For Skulls”  (Peaceville Records, 2026)

Nuovo EP per la creatura di Mat McNerney, quattro brani nuovo e un remix curato da ospiti sorprendenti

Avrak “Avrak” (Peaceville Records, 2026)

Il gruppo di Ted Skjellum, alias Nocturno Culto, al di fuori dei Darkthrone, per dare piena soddisfazione alla sua passione per l’old metal.

The Night Eternal “Cold Velvet” (Metal Blade Records, 2026)

Sono certo che “Cold Velvet” sarà l’album della consacrazione di una band solida, determinata e capace di schierare un vocalist riconoscibile al primo ascolto.

Ricky Warwick “Fire & Vengeance” (Earache Records, 2026)

RQuesto non è solo un disco, ma una raccolta di pensieri, umori e storie di Ricky Warwick, un rocker vero che da 40 anni canta e suona quello che ama.

CoreLeoni “Generection” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Il chitarrista e membro fondatore dei Gotthard torna in prima linea con i suoi CoreLeoni. Questo quarto album è il lavoro più pesante, per un hard Rock tirato mischiato ad une vena soul molto interessante.

Gjenferd “Black Smoke Rising” (Apollon Records, 2026)

La fiamma dell’hard rock dei ‘70 non cesserà mai di spegnersi, ovunque, tanto più nei paesi scandinavi, dove centinaia di band radicano le loro basi in quel periodo. Non è facile per gli appassionati e i cultori arrivare a conoscere tutto e, soprattutto, avere il...

Black Reflex “Zero Dawn” (Andromeda Relix, 2026)

“Zero Dawn” è un album importante, di vero heavy metal, che speriamo non si mescoli alla massa di titoli metal fatti con il metodo del copia/incolla e trovi l’attenzione che merita.

Stormbringer “Transcendence” (Attic Records, 2026)

La band del Northamptonshire torna con ‘Transcendence’. I ragazzi hanno confezionato un disco travolgente, di classico heavy metal, come si faceva ai tempi d’oro del genere. Assolutamente consigliato e per me è sicuramente uno dei migliori dischi del genere in questo 2026.

Pirate Queen “Sailing Around The World” (Despotz Records, 2026)

Le Pirate Queen proseguono il loro viaggio attraverso i mari dell’heavy metal con il secondo album “Sailing Around The World”. Un combinazione affascinante di epic, melodia ed energia, perfetta per mettersi in viaggio con le regine dei pirati.

“Over The Edge Ft. Mickey Thomas – XXX Anniversary Edition” (Frontiers Records, 2026) 

Arriva la ristampa di “Over The Edge”, l’acclamato album rock melodico che presenta la voce inconfondibile di Mickey Thomas (Starship, Jefferson Starship), originariamente pubblicato nel 2004,

Todd Adelman “Todd Adelman And The Woodsmen” (VFIB Recordings, 2026)

Todd Adelman And The Woodsmen risulta quindi un album di genere, niente di più niente di meno, ma pregno di atmosfere suggestive e belle canzoni. What Else?

Sha-Boom “Another Nail In The Coffin” (Silver Lining Music, 2026)

Dopo oltre vent’anni, gli hard rocker svedesi Sha-Boom sono tornati in vita con “Another Nail In The Coffin”, un un bel ritorno, un gran disco AOR, consigliatissimo per gli amanti del genere.

Jeffrey Halford And The Healers “Used Parts” (Shoeless Records, 2026)

Album piacevole, che non potete perdere se siete amanti dei suoni tradizionali d’oltreoceano.

Mad Max “Stories Of Destiny” ( Rock Of Angels Records, 2026)

45 anni di Mad Max, band tedesca che ha lasciato il segno nel mondo hard&heavy di stampo europeo. “Stories Of Destiny” si presenta pulito e moderno, Rolf Munkes ha compiuto un buon lavoro, per un ritorno che merita un plauso.

Joanna Connor “Live On 11/11” (MC Records, 2026)

Grandi brani, improvvisazioni e jam da infarto, fanno di questo live un documento prezioso su di un’artista magari qualche passo indietro a livello di popolarità rispetto ad altre colleghe della scena, ma sicuramente al top se si parla di passione, attitudine e bravura.

Flotsam And Jetsam “Rats In The Temple” (Napalm Records, 2026)

I Flotsam e Jetsam ci offrono il loro miglior disco post reunion, una produzione aggressiva e dura rispetto alle prime uscite anni ’80, ma i tempi chiedono questo e l’anima non ne esce snaturata. Gran disco thrash metal!

The Alarm “Transformation” (Twenty First Century Recording Company, 2026)

Il commovente ed entusiasmante testamento di Mike Peters. Qui giace un vinto che non si è arreso.

Triosphere “Oceans Above, Stars Below” (Frontiers Records, 2026)

La band norvegese heavy metal Triosphere ritorna dopo ben 12 anni con un nuovo lavoro ambizioso che raccoglie al suo interno molti stili, tra hard rock, power prog e thrash metal, un bel disco per gli amanti del genere.

Cimarron 615 “Same Sky” (Blue Elan, 2026)

Una raccolta di bellissime canzoni country, impreziosite da splendidi intrecci vocali, marchio di fabbrica dei musicisti coinvolti che, come tradizione, non rinunciano a quelle chitarre rock che rafforzano il sound.

Noveria “Becoming After” (Scarlet Records, 2026)

Non posso che dargli dieci, e lo scrivo senza il minimo imbarazzo, perché è un disco meraviglioso e perché ogni tanto conviene dirlo ad alta voce, così magari al prossimo giro non se lo perde nessuno.

Jon Lee & The Apparitions “Next Town” (Magic Hallway Records, 2026)

Un album a cui bisogna dedicare la giusta attenzione ma che non manca di momenti molto interessanti, le ispirazioni possono essere soggettive anche se è indubbio che i generi citati abbiano tutti la loro importanza, promosso.

Tokyo Blade “Hoist The Colors High” (Cherry Red Records, 2026)

Bentornati ai Tokyo Blade, oltre quattro decenni dopo con la formazione originale classica e un nuovo album “Hoist the Colours High”: un lavoro muscoloso e incisivo di heavy metal infuocato, con le radici nella NWOBHM!

Issa “Fire & Ice” (Frontiers Records, 2026)

La regina norvegese dell’AOR Issa torna con “Fire And Ice”, il suo disco più esaltante e cinematografico. Ogni traccia dell’album è scritta e prodotta dai leggendari fratelli Tom e James Martin, che hanno creato un suono che cattura perfettamente lo spirito del rock melodico degli anni ’80.

Social Distortion “Born To Kill” (Epitaph, 2026)

Il tempo passa per tutti, anche per un gruppo puro come questo ma, credetemi, “Born To Kill”, titolo troppo cattivo per quello che si ascolta, ci offre tante cose che meritano di essere ascoltate. Soprattutto se siete fan della band.

Robert Jon & The Wreck “Wreckage Vol.3” (Journeyman Records, 2026).

I Robert Jon & The Wreck fanno gli straordinari e noi non possiamo che esserne felici, questa raccolta ci offre uno spaccato odierno del gruppo e la sua voglia di andare per la propria strada, suonando quello che ad oggi riesce meglio, ovvero rock classico, energico e splendidamente sudista.

Kickin Valentina “Anthems From The Underground” (Mighty Music, 2026)

I Kickin Valentina tornano con u album che conferma Pete Newdeck come grande autore di hard ottantiano, tra melodia e street rock.

Night Ranger “Best Of” (Frontiers Records, 2026)

Sesta raccolta, per i californiani Night Ranger. Ma questa volta propone versioni remixate e rimasterizzate di successi che coprono la brillante carriera della band,

Gràinne Duffy “What Am I Supposed To Do?” (Indipendent, 2026)

Altro ottimo lavoro questo nuovissimo “”What Am I Supposed To You?”, Gràinne Duffy si conferma artista da seguire nell’immensa scena blues rock odierna.

Widowspeak “Roses” (Captured Tracks, 2026).

L’album che rientra in quella sfera di ascolti dove musica e magia sono divise da una linea sottilissima lascia che l’ascoltatore entri nel suo mondo con la delicata eleganza che ne conviene, mai troppo energico, ma assolutamente godibile, “Roses” è consigliato ai palati più fini del classic rock (dalle sfumature Indie) del nuovo millennio.

Alchem “Bloody Rose” (The Triad Records – distr. Black Widow Records, 2026)

Gli Alchem, con la loro musica coinvolgente e variegata, devono essere approfonditi da chi cerca emozioni aldilà di strade facili e immediate, andando ad arricchire ulteriormente la scena romana nella quale operano da tempo entità coraggiose e difficilmente etichettabili come Arpia e Dunwich.

The Cinelli Brothers “Live Here And There” (The Cinelli Brothers, 2026)

270 concerti in giro per il mondo, un lungo viaggio portando la propria musica dal vivo.“Live Here And There” è il risultato, il sunto di tanti chilometri, di concerti e storie che formano un pezzo di vita all’insegna del rock’n’roll.

The Eternal “Obscured Horizons” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Con “Obscured Horizons”, The Eternal firma il proprio album migliore, dimostrando che il legame con gli Amorphis ne ha favorito la crescita, forse ancor oltre gli ultimi lavori della stessa band di Helsinki, sempre buoni, ma non così sfaccettati.

Albert Castiglia “Grits & Glory” (Gulf Coast Records, 2026)

Per il prossimo Blood Brothers c’è tempo, intanto godetevi questo “Grits & Glory”, nuovo capitolo di questo grande musicista statunitense. Blues on!

Oddland “Unilluminate To Illuminate” (Frontiers Records, 2026)

Gli Oddland sono una band finlandese di progressive metal. Con questo quarto album hanno affinato il sound, con influenze dei Soen. Un ottimo esempio di progressive metal moderno scandinavo.

The Claypool Lennon Delirium “The Great Parrot-Ox And The Golden Egg Of Empathy” (ATO, 2026)

Una collaborazione che sembrava improbabile giunge al terzo album e la sensazione che sia un regalo troppo grande resta, perché il disco – non è rock, o si? – è follemente bello. Quel bello che non arriva nel cuore, ma nella testa.