BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Danny Bryant “Nothing Left Behind” (Jazzhaus Records, 2026)

Un album vario pregno di buone canzoni e caldo il giusto per piacere agli amanti del blues rock, consigliato.

“With A Little Help From My Friends – A Tribute To Matt Long” (Indipendent, 2026)

Il ricavato di questo colossale lavoro andrà al reparto oncologico del Royal Surrey County Hospital di Guildford dove Matt fu curato, motivo in più per non perdervi un pezzo di storia del blues britannico degli ultimi anni. Ciao Matt!

Giamprimo Zorzan del Giardino Music Club: l’artigiano della musica dal vivo!

La nostra intervista a Giamprimo Zorzan, factotum de Il Giardino Music Club, uno degli ultimi avamposti della musica dal vivo libera da vincoli imprenditoriale, dove regna la passione e un pubblico desideroso di buona musica, vecchia e nuova, lontana dalle mode passeggere.

U2 “Days Of Ash” (Island/Universal, 2026)

La rabbia fa bene, specie a una band sicuramente stanca e adagiata ormai da tempo su dischi realizzati forse più per dovere che per urgenza. Qui l’urgenza c’è e si sente e contribuisce alla realizzazione della migliore opera degli U2 da vent’anni a questa parte.

Voodoo Ramble “Made In The U.K – Live” (Autoprodotto, 2025)

alberto centenari
Allegati
5 mar 2026, 15:43 (18 ore fa)
a me

“Made In The U.K” conferma dunque la bontà del progetto Voodoo Ramble, band che si muove nell’underground europeo, così come tante altre realtà magari sconosciute ai più e che Back In Rock cerca di portare all’attenzione degli appassionati di musica del diavolo.

To The Max! “Two The Max!” (Go Down Records, 2026)

Arriva da Verona una bella novità, firmata da tre giovani rockers: Ale batteria e voce, Nico chitarra e voce e FRH al basso, propongono un heavy rock, con varie influenze, un disco veramente interessante, perderselo sarebbe un peccato!

Matt Mann & The Shine Runners “Wrong Side Of Histrory” (Autoprodotto, 2025)

Matt Mann ci sa fare con il microfono, ammicca ruffiano come le star del Sunset Boulevard di tanti anni fa, mentre i The Shine Runners lo assecondano in questo bellissimo secondo album che non dovete assolutamente perdere, rock on!

Neal Morse Band (NMB) “L.I.F.T.” (InsideOut, 2026)

Nonostante sappiamo cosa aspettarci, Neal Morse riesce sempre a sorprenderci. Se amate questo tipo di suoni, questo è un disco che non può mancare nella vostra discografia.

Transatlantic Radio “Midnight Transmission” (Frontiers Records, 2026)

I Transatlantic Radio debuttano con un grand disco AOR. Musicalmente, “Midnight Transmission” è una lettera d’amore ai giganti anni ’80 del genere – Foreigner, Toto, Danger Danger, Starship ma con una forte personalità.

Death Dealer “Reign Of Steel” (Massacre Records, 2026)

“Reign Of Steel”, come dice il titolo, è il regno del metallo, nulla che non sia già stato scritto o sentito, ma fatto decisamente bene e credo che i Death Dealer ne siano consapevoli. Suonano ciò che amano, che coincide esattamente con quello che amiamo noi.
https://backinrock.it/2026/03/death-dealer-reign-of-steel-

Altered Five Blues Band “Hammer & Chisel” (Blind Pig Records, 2026)

Una delle più grandi band della scena blues odierna è tornata, non fatevi trovare impreparati o vi travolgerà, blues on!

The Matt Swanton Band “Growing Pains” (Autoprodotto, 2025)

L’album non concede tregua, grazie ad una scaletta varia e ben dosata tra le tante sfumature che compongono il sound di un gruppo di cui sentiremo senz’altro parlare in futuro, noi ci saremo. Bravi.

Lost Society “Hell Is A State Of Mind” (Nuclear Blast, 2026)

Un disco coraggioso, che dimostra quanto la band sia tecnicamente preparata, ma che lascia la sensazione di un’occasione solo parzialmente sfruttata.

Dave Favours & The Roadside Ashes “Service Station Chicken” (Stanley Records, 2025)

“Service Station Chicken” non sposta gli equilibri del sound, che continua imperterrito a seguire la lezione del rock’n’roll australiano a cavallo tra gli anni ottanta e il decennio successivo.

Mayhem Mavericks “Mayhem Mavericks” (Street Symphonies/Burning Minds, 2026)

Una partenza che promette un futuro importante e ricco di soddisfazioni per questa nuova band tricolore, realtà che va ad aggiungersi ad una scena melodica di valore assoluto, consigliato.

Anna Calvi feat. Iggy Pop “God’s Lonely Man” (Domino, 2026, singolo)

Il singolo che anticipa il nuovo EP di Anna Calvi è un duetto con Iggy Pop. Un incontro così strano e affascinante, che abbiamo voluto documentare in anteprima.

“We Hate Donald Trump”: la protest song torna protagonista in America

Si sono risvegliate le coscienze americane. Era dai tempi del Vietnam che la canzone di protesta non era così forte e creativa. Una nostra analisi dell’urgenza di alcuni grandi artisti di scrivere nuovi brani contro la disfatta morale messa in atto da Donald Trump.

Nerve Star “White Hot” (Autoprodotto, 2026)

I Nerve Star esordiscono con un disco di cover, I brani sono tutti eseguiti molto bene e vi faranno calare nell’atmosfera di fine anni ‘70 primi ’80, complice anche un ottima produzione che ne esalta ogni passaggio.

Emir & His Band “Live!” (Autoprodotto, 2026)

Un album imperdibile per gli appassionati di queste sonorità, che si ritroveranno al cospetto di musicisti che nulla hanno da invidiare ai loro colleghi aldilà dell’Atlantico.

New Found Glory “Listen Up!” (Pure Noise Records, 2026)

“Listen Up!” è un disco potente, ottimista e altamente ispirato, da molti temi, dall’indignazione socio-politica all’amore, alla malattia e alla nostalgia. punk al 100%

Un disco che creato in una situazione come quella a cui è sottoposto Gilbert (un cancro metastatico aggressivo), vuol dire amore e passione per ciò che la musica ti da e che puo lasciare alle nuove generazioni.

Stonetrip “The Fight EP” (Golden Robot Records, 2026)

Gli Stonetrip tornano con“The Fight” EP che fonde ritornelli di chitarra coinvolgenti, ritmi martellanti e voci che si collocano a metà strada tra l’inno e l’introspettivo. Non è un disco che segue qualsiasi moda, è genuino e può abbracciare moltissimi fan attenti alle buone uscite.

Spidergawd “From 8 To ꚙ” (Crispin Glover Records, 2025)

Gli Spidergawd fanno ancora centro e dimostrano una capacità compositiva non comune.

The Damned “Not Like Everybody Else” (EARmusic, 2026)

Un cover album di caratura superiore. Chi conosce bene i Damned, scoprirà un’ulteriore perla, per chi non ha avuto questa fortuna, un’ottima occasione per colmare una grave lacuna.

Furio Chirico’s The Trip “Atlantide 2025” (King Records/Ma.Ra.Cash Records, 2025)

Uno delle opere più belle uscite dallo straordinario universo del progressive italiano dei primi anni Settanta torna in questa nuova reinterpretazione, una versione aggiornata del capolavoro licenziato dai The Trip più di mezzo secolo fa.

Michael Monroe “Outerstellar” (Silver Lining Music, 2026)

“Outerstellar” è un album di grade rock, che unisce energia, attitudine e capacità di scrittura. E Michael Monroe si conferma uno delle ultime rockstar del pianeta. E’ incredibile quanto ha ancora da dare al rock questo istrionico artista.

Jackson Taylor & The Sinners “Red Lights” (Sinhaus Records, 2026)

Forte di una discografia importante, Jackson Taylor non teme di confrontarsi con il suo passato. “Red Lights” è la conferma di un nuovo inizio all’insegna dell’outlaw country dall’attitudine rock, per il musicista texano.

Joel Hoekstra’13 “From The Fade” (Frontiers Records, 2026)

“From The Fade” è sicuramente un disco ben confezionato di hard rock melodico, un album pensato con un songwriting maturo in continuità con i dischi precedenti, che cresce ascolto dopo ascolto.

It’sAlie “Wild Games” (Frontiers Records, 2026)

Tornano i rocker italiani It’sAlie con il nuovo “Wild Games”, un album davvero interessante, ben prodotto e mixato, pieno di riff hard rock con tinte blues.

Bacon Fat Louis “Come On!!!” (Autoprodotto, 2025)

Un album sfrontato e potente, un buon modo per fare la conoscenza dei Bacon Fat Louis e del loro sporco, irriverente e maleducato blues rock.

Tyler Ballgame “For The First Time, Again” (Rough Trade, 2026)

Folk rock poetico californiano, con Roy Orbison e Harry Nilsson nel cuore, per un debutto che non può passare inosservato.

Teskey “White Wolf” (Autoprodotto, 2025)

Debutto molto interessante che consiglio agli appassionati di rock blues sempre a caccia di novità, fatelo vostro non ve ne pentirete, parola di Back In Rock.

Igor Cavalera e Mai Mai Mai (Roma, Chiesa Valdese, 12 febbraio 2026)

La musica elettronica di Igor Cavalera non è per tutti e neppure per molti. Va sezionata, esaminata, capita, astraendosi da qualsiasi cosa abbia fatto in passato l’artista brasiliano. E non è detto che finisca per piacervi. È però una sfida che conviene raccogliere: magari la potreste vincere.

Misty Blues “The Other Side Of Blue” (Guitar One Records, 2025)

“The Other Side Of Blue” conta di undici brani che variano tra blues, jazz, roots music, funk e soul, per una musica senza confini, elegante, forte, piena di energia positiva.

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Jacopo Meille

Inauguriamo con il cantante Jacopo Meille (Tygers Of Pan Tang e tanti altri), questa nuova rubrica che, con brevi e dirette domande, vuole approfondire le personalità e i gusti degli artisti che incrociamo nel nostro lavoro. Ci sarà da divertirsi, ne siamo sicuri!!

Ponte Del Diavolo “De Venom Natura” (Season Of Mist, 2026)

I Ponte Del Diavolo, band di Torino, tornano con “De Venom Natura”, un misto di doom e post-metal. Atmosfere sferzate da violente accelerazioni condite dal canto di Erba del Diavolo, voce soave a volte con accenni di growl, sempre perfettamente posizionati. Band molto interessante, da seguire con attenzione.

Handsome Jack “Barburners!” (Alive, 2026)

Un altro buon lavoro, dunque, per gli Handsome Jack, e se sono una delle band preferite di Chris Robinson dei corvi neri un motivo ci sarà.

Namedroppers “Cool Blue Shoes” (Horizon Music Group/Blind Raccoon, 2025)

I Namedroppers coinvolgono e ci regalano una quarantina di minuti scarsi di rock/blues che citano il passato remoto senza perdere un grammo di energia e feeling.

Woda Woda “L’ultimo Testamento” (Sorry Mom, 2025)

Gli heavy rockers Woda Woda in poco più di mezz’ora distruggono antico e nuovo testamento a colpi di hard & heavy cantato in lingua madre , che difficilmente uscirà dai vostri supporti audio in tempi brevi, complimenti.

Joe Bonamassa “B.B. King’s Blues Summit 100-Celebrating The King Of The Blues” (KTBA Records, 2026)

Si tratta di un’opera che chiaramente non si può ignorare se si è amanti del padre di tutti i generi e per il lavoro davvero immenso fatto da chi ha voluto tributare il più grande di tutti. Imperdibile!

The Molotovs “Wasted On Youth” (Marshall Records, 2026)

Chiacchierati, pompati, amati da tutta la critica europea che vede in loro la nuova energia per trascinare il rock inglese in cima al mondo. Lo ammetto mi fa rabbia stare dalla parte dei vincenti, ma… Disco stupendo!

Roberto Formignani “202” (Autoprodotto, 2026)

Roberto Formignani con “202” ci regala un album ispirato e piacevole, suonato con passione e talento e per questo consigliato a tutti gli amanti del rock di matrice blues e southern.

Messa, Shores Of Null, Doomraiser (Orion, Ciampino, 6 febbraio 2026)

Serata italian doom con i Messa, oramai di caratura internazionale, con altre due splendide realtà come Doomraiser e Shores Of Null. Il nostro report!!

Klimt 1918 “Àmor” (Prophecy Productions, 2026)

“Àmor” non solo si candida a personale disco dell’anno, ma scolpisce il nome dei Klimt 1918 nelle cime più alte delle band contemporanee.

Voïvod “Symphonique” (Century Media, 2026)

“Symphonique” è un album/evento che soddisferà i tanti amanti dei Voïvod, ma può essere il punto di partenza per chi volesse conoscere e approfondire la band canadese.

Rock Justice “You’ve Been Served” (Fireflash Records, 2026)

Rock Justice sono un nuovo gruppo hard rock che vede la partecipazione della cantante Maggy Luyten (Ayreon, Beautiful Sin, The Prize, ex-Nightmare) e del chitarrista Bas Maas (Doro, After Forever). “You’ve Been Served” unisce stili musicali vari, con un’atmosfera nostalgica e una produzione ben costruita.

Carmen Ratti Band Featuring Jill Dineen “Come To Me” (MoMojo Records, 2026)

Scoprire band, musicisti e album di qualità superiore è la nostra missione e quando ci riusciamo, come per magia, tutto torna al suo posto, come sempre grazie alla musica…imperdibile.

Elder “Through Zero” (Stickman Records, 2026)

Gli Elder ci regalano cinquanta minuti di musica splendidamente semplice nelle sue complicate strutture progressive, pregne di una sagacia compositiva che è esclusiva dei grandi interpreti del genere, applausi!

Masterplan “Metalmorphosis” (Frontiers, 2026)

Alla fine del viaggio ci troviamo in mano un disco onesto e piacevole, opera di una band che dopo tredici anni di silenzio non ha la minima intenzione di adagiarsi sugli allori e che ogni tanto si diverte sinceramente a spiazzarci.

Delta Generators “On & On” (Self Relehase, 2026)

Un disco del genere, nel suo rude approccio rock, è consigliato anche agli amanti dei suoni più duri, soprattutto per la sua atmosfera live che risulta l’asso nella manica dei Delta Generators.

Boogie Beasts “Don’t Be So Mean!-A Tribute To R.L. Burnside” (Donor Productions/Naked, 2026)

Tutto l’album che risplende della luce leggendaria di Burnside e della sua musica. I Boogie Beasts si confermano cult band e grandi conoscitori della storia del blues.

The Zen Circus + Lamante, venerdì 12 giugno allo Sherwood Festival di Padova

Un concerto ricco di energia ed emozione, gli Zen Circus si confermano una delle band più importanti del rock italiani di questi confusi anni duemila.

King Tuff “Moo” (Thirty Tigers, 2026)

A volte bastano una chitarra, buone idee e un talento spropositato per fare dell’ottimo rock’n’roll e King Tuff ci è ancora una volta riuscito.

Abyssian “Let Me Die Under The Stars” (Black Widow Records, 2026)

Grande crescita per gli Abyssian e altro colpo della Black Widow Records che, dopo i Sarvaega (clicca sul link colorato per leggerne la recensione), conferma per l’ennesima volta di essere punto di riferimento per il dark sound italiano (e non solo).

Spread Eagle “The Brutal Divine” (Frontiers Records, 2026)

Gli  Spread Eagle band hard rock di New York  nata a fine degli anni ’80, pubblicano un quarto album che può essere apprezzato sia dai nuovi che dai vecchi fan. La band ha ancora spazio per crescere, la scrittura è solida ben arrangiata: un buon disco hard rock vecchia maniera.

Bolan “Gargoyle Of The Garden State” (earMUSIC, 2026)

Rachel Bolan si fa avanti con il suo primo album da solista sotto il nome di Bolan “Gargoyle Of The Garden State” è un debutto audace e profondamente personale, radicato nel coraggio, nell’atteggiamento e nello spirito narrativo del New Jersey.

Philip Sayce “Scorched Earth Vol. Two Live In LA/London” (Forty Below Records ,2026)

Un documento live che appassionerà non poco gli amanti del sound del nostro eroe, un vero satanasso quando mette i piedi su di un palco, consigliato.

Alice Armstrong Live “Blood In The Water” (Indipendent, 2026)

Alice Armstrong dà prova d’essere una grande interprete della sua musica e non solo, divina quando la potenza non inficia una raffinatezza innata per melodie soul che aleggiano su questi sette splendidi brani.

Brown Horse “Total Dive” (Loose Music, 2026)

La band inglese suona un crossover tra indie rock e country in cui non si contano i momenti di emozionante songwriting dove trapela la loro alchimia, con le atmosfere e le sensazioni scaturite dall’ascolto dei colleghi d’oltreoceano.

Ryan Bingham And The Texas Gentlemen “They Call Us The Lucky Ones” (Thirty Tigers, 2026)

Tra canzoni più ariose ed altre dove il senso di tragica disperazione è palese, con “They Call Us The Lucky Ones” Ryan Bingham si conferma come cantore di un’America più vera, seguendo le orme dei grandi autori del passato, bravo.

Vanden Plas “AcCult2” (Frontiers Records, 2026)

I pionieri tedeschi del progressive metal Vanden Plas tornano con “AcCult 2”, il tanto atteso sequel acustico del primo capitolo del 1996. Ecco brani selezionati del loro vasto catalogo con nuovi arrangiamenti acustici, che offrono una prospettiva completamente nuova sulla musica della band.

Jason Ricci And The Bad Kind “13 Hours” (Gulf Coast Records, 2026)

Dopo un’ora di grande musica l’album si chiude in crescendo con i dodici minuti della title track, salutandoci e dandoci appuntamento al prossimo giro di walzer, pardon… di blues.

Red Sun “Songs From Hidden Places” (Subsounds Records, 2026)

alberto centenari
Allegati
ven 5 giu, 14:01 (18 ore fa)
a me
Il nuovo album dei piacentini Red Sun è un viaggio tra deserti e psiche, là dove l’elettronica aiuta viaggi staccati dal tempo e da corpi, in bilico tra visioni e realtà.

Jared James Nichols “Louder Than Fate” (Frontiers Records, 2026)

“Louder Than Fate” mette in mostra il talento di Jared James Nichols, classe 1989, un disco ben suonato, in un misto di eleganza e spunti hard. Brani che dal vivo troveranno la massima espressione.

Manraze “Lock, Stock & Barrel” (Hear No Evil, 2026)

Un cofanetto che celebra i Manraze, un supergruppo ingiustamente poco ricordato, formato da Phil Collen, Paul Cook e Simon Laffy. Essenza rock’n’roll!!

Stefano Dentone /Sundance Duo “The Seagull & The 7 Sisters” (Stefano Dentone, 2026)

Album da assaporare nota dopo nota, ritagliandosi lo spazio e il tempo per farlo vostro, bellissimo.

Armored Saint “Emotion Factory Reset” (Metal Blade Records, 2026)

Gli Armored Saint continuano imperterriti per la loro strada, presentando l’ennesimo grande album della loro carriera e confermando un’innata capacità a scrivere brani in cui si fondono potenza, melodia e immediatezza, ma che, al contempo, presentano sfumature variegate che invitano a più ascolti.

The 69 Eyes “I Survive” (BLKIIBLK, 2026)

“I Survive” è un EP che ha praticamente tutto il mood necessario ad entrare nella discografia dei 69 Eyes, è breve, ma affilato come un rasoio, un tassello che aumenta ancora di più l’attesa per il prossimo album.

The Nude Party “Look Who’s Back” (The Nude Party, 2026)

“Look Who’s Back” rimane un gioiellino da fare vostro se avete fame di rock americano baciato dal sole dello psych/country. Promosso.

Spell “Wretched Heart” (Bad Omen Records, 2026)

Altro album da avere assolutamente, “Wretched Heart” ha il compito di ribadire l’altissima qualità della proposta del gruppo canadese, che di fatto non assomiglia a nessuno se non a se stesso, come i gruppi che definiamo grandi e che indicano una via. chapeau.

Softcult “When a Flower Doesn’t Grow” (EasyLife, 2026)

Due gemelle canadesi firmano la combinazione perfetta: grunge e shoegaze, per un debutto che ammalia e seduce.

Il gatto, il topo e gli stem silenziosi: l’intelligenza artificiale sta cambiando le regole della musica. Ma chi le scrive?

Stem silenziosi, detection tool e il gioco del gatto e del topo: come l’intelligenza artificiale sta cambiando la musica e perché servono regole, non divieti.

Lynch Mob “The Final Ride live” (Frontiers Records, 2026)

George Lynch pubblica “The Final Ride” l’album live definitivo dei Lynch Mob, che cattura l’ultima corsa della band sul palco.
Il disco la linea fondamentale dei Lynch Mob e soprattutto un promemoria di quanto sia incredibile il repertorio di George Lynch.

Romeo “Déjà Vu Letters” (Street Symphonies Records, 2026)

I Romeo sono una rock’n’roll band dal carattere forte e senza compromessi, nata nel 2024, ispirata dal sound vintage di metà anni ’70 e ’80 attinge l’ispirazione da band come Thin Lizzy, UFO, Cheap Trick e The Dogs D’Amour. Un gran bel debutto!

The Alexis P. Sutter Band “Just Stay Live – Featuring Garth Hudson” (Nola Blue Records, 2026)

Una delle ultime apparizioni live di Garth Hudson che diventa anche la fotografia della The Alexis P. Sutter Band dell’epoca. Una band e un’interprete da scoprire se siete amanti del soul/blues e del gospel.

Layout 18: Azrael, Sconfitta, Alcstones, Elle

Una nuova puntata di Layout, per esplorare l’underground musicale nazionale, in tutte le sue forme creative.

The Quill “Master Of The Sky” (Metalville, 2026)

I The Quill sono tornati con un lavoro ispiratissimo, granitico e melodico come solo loro sanno creare…una garanzia.

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox, cantante degli Axe Hero, produttore, discografico, organizzatore di eventi e tanto altro. E per Mirko il motto è uno solo: il rock è immortale e la nostalgia non esiste!!

Scena metal italiana: il silenzio dei media non è una recensione

Scena metal italiana: perché le webzine non coprono le band di casa? Non è snobismo, è un meccanismo preciso che si può capire e cambiare.

Marc Broussard “Change Worth Taking” (KTBA Records, 2026)

Di Marc Broussard vi avevamo parlato poco più di un mese fa, in occasione della recensione sul nuovo album di cover “SOS V: Songs Of The 50s'”, ultimo di una manciata di lavori con sigla SOS, di cui il ricavato andava ad associazioni no profit come “Love Of People” in...

49 Winchester “Change Of Plans” (Lucille Records/MCA, 2026)

Capitanato da l’enorme talento vocale e compositivo di Isaac Gibson, il gruppo della Virginia va oltre le aspettative per avvicinarsi spedito ai lustri di quella manciata di gruppi che stanno dando nuova vita e linfa ai suoni americani “classici”.

Mandy Manala “Something Wicked” (Argonauta Records, 2026)

Era difficile ripetersi sui livelli del primo album, ma i Mandy Manala ci sono riusciti appieno e si confermano una delle migliori realtà odierne in campo hard rock.

Tori Amos “In Times Of Dragons” (Fontana, 2026)

Un disco che ci riconsegna l’artista che 35 anni fa con la sua voce ed il suo pianoforte ci fece sognare ed oggi, ci fa riflettere sognando.

Darkthrone “Pre-Historic Metal” (Peaceville Records, 2026)

Continua il viaggio nel passato della band di Fenriz e Nocturno Culto, con una barbarica odissea nel metal che fu, trattato alla loro maniera.

Mike Zito “Outside Or The Eastside” (Gulf Coast Records, 2026)

La chitarra blues di Mike Zito è sempre una garanzia di qualità e anche questo nuovo album lo conferma.

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Danny Bryant “Nothing Left Behind” (Jazzhaus Records, 2026)

Un album vario pregno di buone canzoni e caldo il giusto per piacere agli amanti del blues rock, consigliato.

“With A Little Help From My Friends – A Tribute To Matt Long” (Indipendent, 2026)

Il ricavato di questo colossale lavoro andrà al reparto oncologico del Royal Surrey County Hospital di Guildford dove Matt fu curato, motivo in più per non perdervi un pezzo di storia del blues britannico degli ultimi anni. Ciao Matt!

Giamprimo Zorzan del Giardino Music Club: l’artigiano della musica dal vivo!

La nostra intervista a Giamprimo Zorzan, factotum de Il Giardino Music Club, uno degli ultimi avamposti della musica dal vivo libera da vincoli imprenditoriale, dove regna la passione e un pubblico desideroso di buona musica, vecchia e nuova, lontana dalle mode passeggere.

U2 “Days Of Ash” (Island/Universal, 2026)

La rabbia fa bene, specie a una band sicuramente stanca e adagiata ormai da tempo su dischi realizzati forse più per dovere che per urgenza. Qui l’urgenza c’è e si sente e contribuisce alla realizzazione della migliore opera degli U2 da vent’anni a questa parte.

Voodoo Ramble “Made In The U.K – Live” (Autoprodotto, 2025)

alberto centenari
Allegati
5 mar 2026, 15:43 (18 ore fa)
a me

“Made In The U.K” conferma dunque la bontà del progetto Voodoo Ramble, band che si muove nell’underground europeo, così come tante altre realtà magari sconosciute ai più e che Back In Rock cerca di portare all’attenzione degli appassionati di musica del diavolo.

To The Max! “Two The Max!” (Go Down Records, 2026)

Arriva da Verona una bella novità, firmata da tre giovani rockers: Ale batteria e voce, Nico chitarra e voce e FRH al basso, propongono un heavy rock, con varie influenze, un disco veramente interessante, perderselo sarebbe un peccato!

Matt Mann & The Shine Runners “Wrong Side Of Histrory” (Autoprodotto, 2025)

Matt Mann ci sa fare con il microfono, ammicca ruffiano come le star del Sunset Boulevard di tanti anni fa, mentre i The Shine Runners lo assecondano in questo bellissimo secondo album che non dovete assolutamente perdere, rock on!

Neal Morse Band (NMB) “L.I.F.T.” (InsideOut, 2026)

Nonostante sappiamo cosa aspettarci, Neal Morse riesce sempre a sorprenderci. Se amate questo tipo di suoni, questo è un disco che non può mancare nella vostra discografia.

Transatlantic Radio “Midnight Transmission” (Frontiers Records, 2026)

I Transatlantic Radio debuttano con un grand disco AOR. Musicalmente, “Midnight Transmission” è una lettera d’amore ai giganti anni ’80 del genere – Foreigner, Toto, Danger Danger, Starship ma con una forte personalità.

Death Dealer “Reign Of Steel” (Massacre Records, 2026)

“Reign Of Steel”, come dice il titolo, è il regno del metallo, nulla che non sia già stato scritto o sentito, ma fatto decisamente bene e credo che i Death Dealer ne siano consapevoli. Suonano ciò che amano, che coincide esattamente con quello che amiamo noi.
https://backinrock.it/2026/03/death-dealer-reign-of-steel-

Altered Five Blues Band “Hammer & Chisel” (Blind Pig Records, 2026)

Una delle più grandi band della scena blues odierna è tornata, non fatevi trovare impreparati o vi travolgerà, blues on!

The Matt Swanton Band “Growing Pains” (Autoprodotto, 2025)

L’album non concede tregua, grazie ad una scaletta varia e ben dosata tra le tante sfumature che compongono il sound di un gruppo di cui sentiremo senz’altro parlare in futuro, noi ci saremo. Bravi.

Lost Society “Hell Is A State Of Mind” (Nuclear Blast, 2026)

Un disco coraggioso, che dimostra quanto la band sia tecnicamente preparata, ma che lascia la sensazione di un’occasione solo parzialmente sfruttata.

Dave Favours & The Roadside Ashes “Service Station Chicken” (Stanley Records, 2025)

“Service Station Chicken” non sposta gli equilibri del sound, che continua imperterrito a seguire la lezione del rock’n’roll australiano a cavallo tra gli anni ottanta e il decennio successivo.

Mayhem Mavericks “Mayhem Mavericks” (Street Symphonies/Burning Minds, 2026)

Una partenza che promette un futuro importante e ricco di soddisfazioni per questa nuova band tricolore, realtà che va ad aggiungersi ad una scena melodica di valore assoluto, consigliato.

Anna Calvi feat. Iggy Pop “God’s Lonely Man” (Domino, 2026, singolo)

Il singolo che anticipa il nuovo EP di Anna Calvi è un duetto con Iggy Pop. Un incontro così strano e affascinante, che abbiamo voluto documentare in anteprima.

“We Hate Donald Trump”: la protest song torna protagonista in America

Si sono risvegliate le coscienze americane. Era dai tempi del Vietnam che la canzone di protesta non era così forte e creativa. Una nostra analisi dell’urgenza di alcuni grandi artisti di scrivere nuovi brani contro la disfatta morale messa in atto da Donald Trump.

Nerve Star “White Hot” (Autoprodotto, 2026)

I Nerve Star esordiscono con un disco di cover, I brani sono tutti eseguiti molto bene e vi faranno calare nell’atmosfera di fine anni ‘70 primi ’80, complice anche un ottima produzione che ne esalta ogni passaggio.

Emir & His Band “Live!” (Autoprodotto, 2026)

Un album imperdibile per gli appassionati di queste sonorità, che si ritroveranno al cospetto di musicisti che nulla hanno da invidiare ai loro colleghi aldilà dell’Atlantico.

New Found Glory “Listen Up!” (Pure Noise Records, 2026)

“Listen Up!” è un disco potente, ottimista e altamente ispirato, da molti temi, dall’indignazione socio-politica all’amore, alla malattia e alla nostalgia. punk al 100%

Un disco che creato in una situazione come quella a cui è sottoposto Gilbert (un cancro metastatico aggressivo), vuol dire amore e passione per ciò che la musica ti da e che puo lasciare alle nuove generazioni.

Stonetrip “The Fight EP” (Golden Robot Records, 2026)

Gli Stonetrip tornano con“The Fight” EP che fonde ritornelli di chitarra coinvolgenti, ritmi martellanti e voci che si collocano a metà strada tra l’inno e l’introspettivo. Non è un disco che segue qualsiasi moda, è genuino e può abbracciare moltissimi fan attenti alle buone uscite.

Spidergawd “From 8 To ꚙ” (Crispin Glover Records, 2025)

Gli Spidergawd fanno ancora centro e dimostrano una capacità compositiva non comune.

The Damned “Not Like Everybody Else” (EARmusic, 2026)

Un cover album di caratura superiore. Chi conosce bene i Damned, scoprirà un’ulteriore perla, per chi non ha avuto questa fortuna, un’ottima occasione per colmare una grave lacuna.

Furio Chirico’s The Trip “Atlantide 2025” (King Records/Ma.Ra.Cash Records, 2025)

Uno delle opere più belle uscite dallo straordinario universo del progressive italiano dei primi anni Settanta torna in questa nuova reinterpretazione, una versione aggiornata del capolavoro licenziato dai The Trip più di mezzo secolo fa.

Michael Monroe “Outerstellar” (Silver Lining Music, 2026)

“Outerstellar” è un album di grade rock, che unisce energia, attitudine e capacità di scrittura. E Michael Monroe si conferma uno delle ultime rockstar del pianeta. E’ incredibile quanto ha ancora da dare al rock questo istrionico artista.

Jackson Taylor & The Sinners “Red Lights” (Sinhaus Records, 2026)

Forte di una discografia importante, Jackson Taylor non teme di confrontarsi con il suo passato. “Red Lights” è la conferma di un nuovo inizio all’insegna dell’outlaw country dall’attitudine rock, per il musicista texano.

Joel Hoekstra’13 “From The Fade” (Frontiers Records, 2026)

“From The Fade” è sicuramente un disco ben confezionato di hard rock melodico, un album pensato con un songwriting maturo in continuità con i dischi precedenti, che cresce ascolto dopo ascolto.

It’sAlie “Wild Games” (Frontiers Records, 2026)

Tornano i rocker italiani It’sAlie con il nuovo “Wild Games”, un album davvero interessante, ben prodotto e mixato, pieno di riff hard rock con tinte blues.

Bacon Fat Louis “Come On!!!” (Autoprodotto, 2025)

Un album sfrontato e potente, un buon modo per fare la conoscenza dei Bacon Fat Louis e del loro sporco, irriverente e maleducato blues rock.

Tyler Ballgame “For The First Time, Again” (Rough Trade, 2026)

Folk rock poetico californiano, con Roy Orbison e Harry Nilsson nel cuore, per un debutto che non può passare inosservato.

Teskey “White Wolf” (Autoprodotto, 2025)

Debutto molto interessante che consiglio agli appassionati di rock blues sempre a caccia di novità, fatelo vostro non ve ne pentirete, parola di Back In Rock.

Igor Cavalera e Mai Mai Mai (Roma, Chiesa Valdese, 12 febbraio 2026)

La musica elettronica di Igor Cavalera non è per tutti e neppure per molti. Va sezionata, esaminata, capita, astraendosi da qualsiasi cosa abbia fatto in passato l’artista brasiliano. E non è detto che finisca per piacervi. È però una sfida che conviene raccogliere: magari la potreste vincere.

Misty Blues “The Other Side Of Blue” (Guitar One Records, 2025)

“The Other Side Of Blue” conta di undici brani che variano tra blues, jazz, roots music, funk e soul, per una musica senza confini, elegante, forte, piena di energia positiva.

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Jacopo Meille

Inauguriamo con il cantante Jacopo Meille (Tygers Of Pan Tang e tanti altri), questa nuova rubrica che, con brevi e dirette domande, vuole approfondire le personalità e i gusti degli artisti che incrociamo nel nostro lavoro. Ci sarà da divertirsi, ne siamo sicuri!!

Ponte Del Diavolo “De Venom Natura” (Season Of Mist, 2026)

I Ponte Del Diavolo, band di Torino, tornano con “De Venom Natura”, un misto di doom e post-metal. Atmosfere sferzate da violente accelerazioni condite dal canto di Erba del Diavolo, voce soave a volte con accenni di growl, sempre perfettamente posizionati. Band molto interessante, da seguire con attenzione.

Handsome Jack “Barburners!” (Alive, 2026)

Un altro buon lavoro, dunque, per gli Handsome Jack, e se sono una delle band preferite di Chris Robinson dei corvi neri un motivo ci sarà.

Namedroppers “Cool Blue Shoes” (Horizon Music Group/Blind Raccoon, 2025)

I Namedroppers coinvolgono e ci regalano una quarantina di minuti scarsi di rock/blues che citano il passato remoto senza perdere un grammo di energia e feeling.

Woda Woda “L’ultimo Testamento” (Sorry Mom, 2025)

Gli heavy rockers Woda Woda in poco più di mezz’ora distruggono antico e nuovo testamento a colpi di hard & heavy cantato in lingua madre , che difficilmente uscirà dai vostri supporti audio in tempi brevi, complimenti.

Joe Bonamassa “B.B. King’s Blues Summit 100-Celebrating The King Of The Blues” (KTBA Records, 2026)

Si tratta di un’opera che chiaramente non si può ignorare se si è amanti del padre di tutti i generi e per il lavoro davvero immenso fatto da chi ha voluto tributare il più grande di tutti. Imperdibile!

The Molotovs “Wasted On Youth” (Marshall Records, 2026)

Chiacchierati, pompati, amati da tutta la critica europea che vede in loro la nuova energia per trascinare il rock inglese in cima al mondo. Lo ammetto mi fa rabbia stare dalla parte dei vincenti, ma… Disco stupendo!

Roberto Formignani “202” (Autoprodotto, 2026)

Roberto Formignani con “202” ci regala un album ispirato e piacevole, suonato con passione e talento e per questo consigliato a tutti gli amanti del rock di matrice blues e southern.

Messa, Shores Of Null, Doomraiser (Orion, Ciampino, 6 febbraio 2026)

Serata italian doom con i Messa, oramai di caratura internazionale, con altre due splendide realtà come Doomraiser e Shores Of Null. Il nostro report!!

Klimt 1918 “Àmor” (Prophecy Productions, 2026)

“Àmor” non solo si candida a personale disco dell’anno, ma scolpisce il nome dei Klimt 1918 nelle cime più alte delle band contemporanee.

Voïvod “Symphonique” (Century Media, 2026)

“Symphonique” è un album/evento che soddisferà i tanti amanti dei Voïvod, ma può essere il punto di partenza per chi volesse conoscere e approfondire la band canadese.

Rock Justice “You’ve Been Served” (Fireflash Records, 2026)

Rock Justice sono un nuovo gruppo hard rock che vede la partecipazione della cantante Maggy Luyten (Ayreon, Beautiful Sin, The Prize, ex-Nightmare) e del chitarrista Bas Maas (Doro, After Forever). “You’ve Been Served” unisce stili musicali vari, con un’atmosfera nostalgica e una produzione ben costruita.

Carmen Ratti Band Featuring Jill Dineen “Come To Me” (MoMojo Records, 2026)

Scoprire band, musicisti e album di qualità superiore è la nostra missione e quando ci riusciamo, come per magia, tutto torna al suo posto, come sempre grazie alla musica…imperdibile.

Elder “Through Zero” (Stickman Records, 2026)

Gli Elder ci regalano cinquanta minuti di musica splendidamente semplice nelle sue complicate strutture progressive, pregne di una sagacia compositiva che è esclusiva dei grandi interpreti del genere, applausi!

Masterplan “Metalmorphosis” (Frontiers, 2026)

Alla fine del viaggio ci troviamo in mano un disco onesto e piacevole, opera di una band che dopo tredici anni di silenzio non ha la minima intenzione di adagiarsi sugli allori e che ogni tanto si diverte sinceramente a spiazzarci.

Delta Generators “On & On” (Self Relehase, 2026)

Un disco del genere, nel suo rude approccio rock, è consigliato anche agli amanti dei suoni più duri, soprattutto per la sua atmosfera live che risulta l’asso nella manica dei Delta Generators.

Boogie Beasts “Don’t Be So Mean!-A Tribute To R.L. Burnside” (Donor Productions/Naked, 2026)

Tutto l’album che risplende della luce leggendaria di Burnside e della sua musica. I Boogie Beasts si confermano cult band e grandi conoscitori della storia del blues.

The Zen Circus + Lamante, venerdì 12 giugno allo Sherwood Festival di Padova

Un concerto ricco di energia ed emozione, gli Zen Circus si confermano una delle band più importanti del rock italiani di questi confusi anni duemila.

King Tuff “Moo” (Thirty Tigers, 2026)

A volte bastano una chitarra, buone idee e un talento spropositato per fare dell’ottimo rock’n’roll e King Tuff ci è ancora una volta riuscito.

Abyssian “Let Me Die Under The Stars” (Black Widow Records, 2026)

Grande crescita per gli Abyssian e altro colpo della Black Widow Records che, dopo i Sarvaega (clicca sul link colorato per leggerne la recensione), conferma per l’ennesima volta di essere punto di riferimento per il dark sound italiano (e non solo).

Spread Eagle “The Brutal Divine” (Frontiers Records, 2026)

Gli  Spread Eagle band hard rock di New York  nata a fine degli anni ’80, pubblicano un quarto album che può essere apprezzato sia dai nuovi che dai vecchi fan. La band ha ancora spazio per crescere, la scrittura è solida ben arrangiata: un buon disco hard rock vecchia maniera.

Bolan “Gargoyle Of The Garden State” (earMUSIC, 2026)

Rachel Bolan si fa avanti con il suo primo album da solista sotto il nome di Bolan “Gargoyle Of The Garden State” è un debutto audace e profondamente personale, radicato nel coraggio, nell’atteggiamento e nello spirito narrativo del New Jersey.

Philip Sayce “Scorched Earth Vol. Two Live In LA/London” (Forty Below Records ,2026)

Un documento live che appassionerà non poco gli amanti del sound del nostro eroe, un vero satanasso quando mette i piedi su di un palco, consigliato.

Alice Armstrong Live “Blood In The Water” (Indipendent, 2026)

Alice Armstrong dà prova d’essere una grande interprete della sua musica e non solo, divina quando la potenza non inficia una raffinatezza innata per melodie soul che aleggiano su questi sette splendidi brani.

Brown Horse “Total Dive” (Loose Music, 2026)

La band inglese suona un crossover tra indie rock e country in cui non si contano i momenti di emozionante songwriting dove trapela la loro alchimia, con le atmosfere e le sensazioni scaturite dall’ascolto dei colleghi d’oltreoceano.

Ryan Bingham And The Texas Gentlemen “They Call Us The Lucky Ones” (Thirty Tigers, 2026)

Tra canzoni più ariose ed altre dove il senso di tragica disperazione è palese, con “They Call Us The Lucky Ones” Ryan Bingham si conferma come cantore di un’America più vera, seguendo le orme dei grandi autori del passato, bravo.

Vanden Plas “AcCult2” (Frontiers Records, 2026)

I pionieri tedeschi del progressive metal Vanden Plas tornano con “AcCult 2”, il tanto atteso sequel acustico del primo capitolo del 1996. Ecco brani selezionati del loro vasto catalogo con nuovi arrangiamenti acustici, che offrono una prospettiva completamente nuova sulla musica della band.

Jason Ricci And The Bad Kind “13 Hours” (Gulf Coast Records, 2026)

Dopo un’ora di grande musica l’album si chiude in crescendo con i dodici minuti della title track, salutandoci e dandoci appuntamento al prossimo giro di walzer, pardon… di blues.

Red Sun “Songs From Hidden Places” (Subsounds Records, 2026)

alberto centenari
Allegati
ven 5 giu, 14:01 (18 ore fa)
a me
Il nuovo album dei piacentini Red Sun è un viaggio tra deserti e psiche, là dove l’elettronica aiuta viaggi staccati dal tempo e da corpi, in bilico tra visioni e realtà.

Jared James Nichols “Louder Than Fate” (Frontiers Records, 2026)

“Louder Than Fate” mette in mostra il talento di Jared James Nichols, classe 1989, un disco ben suonato, in un misto di eleganza e spunti hard. Brani che dal vivo troveranno la massima espressione.

Manraze “Lock, Stock & Barrel” (Hear No Evil, 2026)

Un cofanetto che celebra i Manraze, un supergruppo ingiustamente poco ricordato, formato da Phil Collen, Paul Cook e Simon Laffy. Essenza rock’n’roll!!

Stefano Dentone /Sundance Duo “The Seagull & The 7 Sisters” (Stefano Dentone, 2026)

Album da assaporare nota dopo nota, ritagliandosi lo spazio e il tempo per farlo vostro, bellissimo.

Armored Saint “Emotion Factory Reset” (Metal Blade Records, 2026)

Gli Armored Saint continuano imperterriti per la loro strada, presentando l’ennesimo grande album della loro carriera e confermando un’innata capacità a scrivere brani in cui si fondono potenza, melodia e immediatezza, ma che, al contempo, presentano sfumature variegate che invitano a più ascolti.

The 69 Eyes “I Survive” (BLKIIBLK, 2026)

“I Survive” è un EP che ha praticamente tutto il mood necessario ad entrare nella discografia dei 69 Eyes, è breve, ma affilato come un rasoio, un tassello che aumenta ancora di più l’attesa per il prossimo album.

The Nude Party “Look Who’s Back” (The Nude Party, 2026)

“Look Who’s Back” rimane un gioiellino da fare vostro se avete fame di rock americano baciato dal sole dello psych/country. Promosso.

Spell “Wretched Heart” (Bad Omen Records, 2026)

Altro album da avere assolutamente, “Wretched Heart” ha il compito di ribadire l’altissima qualità della proposta del gruppo canadese, che di fatto non assomiglia a nessuno se non a se stesso, come i gruppi che definiamo grandi e che indicano una via. chapeau.

Softcult “When a Flower Doesn’t Grow” (EasyLife, 2026)

Due gemelle canadesi firmano la combinazione perfetta: grunge e shoegaze, per un debutto che ammalia e seduce.

Il gatto, il topo e gli stem silenziosi: l’intelligenza artificiale sta cambiando le regole della musica. Ma chi le scrive?

Stem silenziosi, detection tool e il gioco del gatto e del topo: come l’intelligenza artificiale sta cambiando la musica e perché servono regole, non divieti.

Lynch Mob “The Final Ride live” (Frontiers Records, 2026)

George Lynch pubblica “The Final Ride” l’album live definitivo dei Lynch Mob, che cattura l’ultima corsa della band sul palco.
Il disco la linea fondamentale dei Lynch Mob e soprattutto un promemoria di quanto sia incredibile il repertorio di George Lynch.

Romeo “Déjà Vu Letters” (Street Symphonies Records, 2026)

I Romeo sono una rock’n’roll band dal carattere forte e senza compromessi, nata nel 2024, ispirata dal sound vintage di metà anni ’70 e ’80 attinge l’ispirazione da band come Thin Lizzy, UFO, Cheap Trick e The Dogs D’Amour. Un gran bel debutto!

The Alexis P. Sutter Band “Just Stay Live – Featuring Garth Hudson” (Nola Blue Records, 2026)

Una delle ultime apparizioni live di Garth Hudson che diventa anche la fotografia della The Alexis P. Sutter Band dell’epoca. Una band e un’interprete da scoprire se siete amanti del soul/blues e del gospel.

Layout 18: Azrael, Sconfitta, Alcstones, Elle

Una nuova puntata di Layout, per esplorare l’underground musicale nazionale, in tutte le sue forme creative.

The Quill “Master Of The Sky” (Metalville, 2026)

I The Quill sono tornati con un lavoro ispiratissimo, granitico e melodico come solo loro sanno creare…una garanzia.

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox, cantante degli Axe Hero, produttore, discografico, organizzatore di eventi e tanto altro. E per Mirko il motto è uno solo: il rock è immortale e la nostalgia non esiste!!

Scena metal italiana: il silenzio dei media non è una recensione

Scena metal italiana: perché le webzine non coprono le band di casa? Non è snobismo, è un meccanismo preciso che si può capire e cambiare.

Marc Broussard “Change Worth Taking” (KTBA Records, 2026)

Di Marc Broussard vi avevamo parlato poco più di un mese fa, in occasione della recensione sul nuovo album di cover “SOS V: Songs Of The 50s'”, ultimo di una manciata di lavori con sigla SOS, di cui il ricavato andava ad associazioni no profit come “Love Of People” in...

49 Winchester “Change Of Plans” (Lucille Records/MCA, 2026)

Capitanato da l’enorme talento vocale e compositivo di Isaac Gibson, il gruppo della Virginia va oltre le aspettative per avvicinarsi spedito ai lustri di quella manciata di gruppi che stanno dando nuova vita e linfa ai suoni americani “classici”.

Mandy Manala “Something Wicked” (Argonauta Records, 2026)

Era difficile ripetersi sui livelli del primo album, ma i Mandy Manala ci sono riusciti appieno e si confermano una delle migliori realtà odierne in campo hard rock.

Tori Amos “In Times Of Dragons” (Fontana, 2026)

Un disco che ci riconsegna l’artista che 35 anni fa con la sua voce ed il suo pianoforte ci fece sognare ed oggi, ci fa riflettere sognando.

Darkthrone “Pre-Historic Metal” (Peaceville Records, 2026)

Continua il viaggio nel passato della band di Fenriz e Nocturno Culto, con una barbarica odissea nel metal che fu, trattato alla loro maniera.

Mike Zito “Outside Or The Eastside” (Gulf Coast Records, 2026)

La chitarra blues di Mike Zito è sempre una garanzia di qualità e anche questo nuovo album lo conferma.

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Danny Bryant “Nothing Left Behind” (Jazzhaus Records, 2026)

Un album vario pregno di buone canzoni e caldo il giusto per piacere agli amanti del blues rock, consigliato.

“With A Little Help From My Friends – A Tribute To Matt Long” (Indipendent, 2026)

Il ricavato di questo colossale lavoro andrà al reparto oncologico del Royal Surrey County Hospital di Guildford dove Matt fu curato, motivo in più per non perdervi un pezzo di storia del blues britannico degli ultimi anni. Ciao Matt!

Giamprimo Zorzan del Giardino Music Club: l’artigiano della musica dal vivo!

La nostra intervista a Giamprimo Zorzan, factotum de Il Giardino Music Club, uno degli ultimi avamposti della musica dal vivo libera da vincoli imprenditoriale, dove regna la passione e un pubblico desideroso di buona musica, vecchia e nuova, lontana dalle mode passeggere.

U2 “Days Of Ash” (Island/Universal, 2026)

La rabbia fa bene, specie a una band sicuramente stanca e adagiata ormai da tempo su dischi realizzati forse più per dovere che per urgenza. Qui l’urgenza c’è e si sente e contribuisce alla realizzazione della migliore opera degli U2 da vent’anni a questa parte.

Voodoo Ramble “Made In The U.K – Live” (Autoprodotto, 2025)

alberto centenari
Allegati
5 mar 2026, 15:43 (18 ore fa)
a me

“Made In The U.K” conferma dunque la bontà del progetto Voodoo Ramble, band che si muove nell’underground europeo, così come tante altre realtà magari sconosciute ai più e che Back In Rock cerca di portare all’attenzione degli appassionati di musica del diavolo.

To The Max! “Two The Max!” (Go Down Records, 2026)

Arriva da Verona una bella novità, firmata da tre giovani rockers: Ale batteria e voce, Nico chitarra e voce e FRH al basso, propongono un heavy rock, con varie influenze, un disco veramente interessante, perderselo sarebbe un peccato!

Matt Mann & The Shine Runners “Wrong Side Of Histrory” (Autoprodotto, 2025)

Matt Mann ci sa fare con il microfono, ammicca ruffiano come le star del Sunset Boulevard di tanti anni fa, mentre i The Shine Runners lo assecondano in questo bellissimo secondo album che non dovete assolutamente perdere, rock on!

Neal Morse Band (NMB) “L.I.F.T.” (InsideOut, 2026)

Nonostante sappiamo cosa aspettarci, Neal Morse riesce sempre a sorprenderci. Se amate questo tipo di suoni, questo è un disco che non può mancare nella vostra discografia.

Transatlantic Radio “Midnight Transmission” (Frontiers Records, 2026)

I Transatlantic Radio debuttano con un grand disco AOR. Musicalmente, “Midnight Transmission” è una lettera d’amore ai giganti anni ’80 del genere – Foreigner, Toto, Danger Danger, Starship ma con una forte personalità.

Death Dealer “Reign Of Steel” (Massacre Records, 2026)

“Reign Of Steel”, come dice il titolo, è il regno del metallo, nulla che non sia già stato scritto o sentito, ma fatto decisamente bene e credo che i Death Dealer ne siano consapevoli. Suonano ciò che amano, che coincide esattamente con quello che amiamo noi.
https://backinrock.it/2026/03/death-dealer-reign-of-steel-

Altered Five Blues Band “Hammer & Chisel” (Blind Pig Records, 2026)

Una delle più grandi band della scena blues odierna è tornata, non fatevi trovare impreparati o vi travolgerà, blues on!

The Matt Swanton Band “Growing Pains” (Autoprodotto, 2025)

L’album non concede tregua, grazie ad una scaletta varia e ben dosata tra le tante sfumature che compongono il sound di un gruppo di cui sentiremo senz’altro parlare in futuro, noi ci saremo. Bravi.

Lost Society “Hell Is A State Of Mind” (Nuclear Blast, 2026)

Un disco coraggioso, che dimostra quanto la band sia tecnicamente preparata, ma che lascia la sensazione di un’occasione solo parzialmente sfruttata.

Dave Favours & The Roadside Ashes “Service Station Chicken” (Stanley Records, 2025)

“Service Station Chicken” non sposta gli equilibri del sound, che continua imperterrito a seguire la lezione del rock’n’roll australiano a cavallo tra gli anni ottanta e il decennio successivo.

Mayhem Mavericks “Mayhem Mavericks” (Street Symphonies/Burning Minds, 2026)

Una partenza che promette un futuro importante e ricco di soddisfazioni per questa nuova band tricolore, realtà che va ad aggiungersi ad una scena melodica di valore assoluto, consigliato.

Anna Calvi feat. Iggy Pop “God’s Lonely Man” (Domino, 2026, singolo)

Il singolo che anticipa il nuovo EP di Anna Calvi è un duetto con Iggy Pop. Un incontro così strano e affascinante, che abbiamo voluto documentare in anteprima.

“We Hate Donald Trump”: la protest song torna protagonista in America

Si sono risvegliate le coscienze americane. Era dai tempi del Vietnam che la canzone di protesta non era così forte e creativa. Una nostra analisi dell’urgenza di alcuni grandi artisti di scrivere nuovi brani contro la disfatta morale messa in atto da Donald Trump.

Nerve Star “White Hot” (Autoprodotto, 2026)

I Nerve Star esordiscono con un disco di cover, I brani sono tutti eseguiti molto bene e vi faranno calare nell’atmosfera di fine anni ‘70 primi ’80, complice anche un ottima produzione che ne esalta ogni passaggio.

Emir & His Band “Live!” (Autoprodotto, 2026)

Un album imperdibile per gli appassionati di queste sonorità, che si ritroveranno al cospetto di musicisti che nulla hanno da invidiare ai loro colleghi aldilà dell’Atlantico.

New Found Glory “Listen Up!” (Pure Noise Records, 2026)

“Listen Up!” è un disco potente, ottimista e altamente ispirato, da molti temi, dall’indignazione socio-politica all’amore, alla malattia e alla nostalgia. punk al 100%

Un disco che creato in una situazione come quella a cui è sottoposto Gilbert (un cancro metastatico aggressivo), vuol dire amore e passione per ciò che la musica ti da e che puo lasciare alle nuove generazioni.

Stonetrip “The Fight EP” (Golden Robot Records, 2026)

Gli Stonetrip tornano con“The Fight” EP che fonde ritornelli di chitarra coinvolgenti, ritmi martellanti e voci che si collocano a metà strada tra l’inno e l’introspettivo. Non è un disco che segue qualsiasi moda, è genuino e può abbracciare moltissimi fan attenti alle buone uscite.

Spidergawd “From 8 To ꚙ” (Crispin Glover Records, 2025)

Gli Spidergawd fanno ancora centro e dimostrano una capacità compositiva non comune.

The Damned “Not Like Everybody Else” (EARmusic, 2026)

Un cover album di caratura superiore. Chi conosce bene i Damned, scoprirà un’ulteriore perla, per chi non ha avuto questa fortuna, un’ottima occasione per colmare una grave lacuna.

Furio Chirico’s The Trip “Atlantide 2025” (King Records/Ma.Ra.Cash Records, 2025)

Uno delle opere più belle uscite dallo straordinario universo del progressive italiano dei primi anni Settanta torna in questa nuova reinterpretazione, una versione aggiornata del capolavoro licenziato dai The Trip più di mezzo secolo fa.

Michael Monroe “Outerstellar” (Silver Lining Music, 2026)

“Outerstellar” è un album di grade rock, che unisce energia, attitudine e capacità di scrittura. E Michael Monroe si conferma uno delle ultime rockstar del pianeta. E’ incredibile quanto ha ancora da dare al rock questo istrionico artista.

Jackson Taylor & The Sinners “Red Lights” (Sinhaus Records, 2026)

Forte di una discografia importante, Jackson Taylor non teme di confrontarsi con il suo passato. “Red Lights” è la conferma di un nuovo inizio all’insegna dell’outlaw country dall’attitudine rock, per il musicista texano.

Joel Hoekstra’13 “From The Fade” (Frontiers Records, 2026)

“From The Fade” è sicuramente un disco ben confezionato di hard rock melodico, un album pensato con un songwriting maturo in continuità con i dischi precedenti, che cresce ascolto dopo ascolto.

It’sAlie “Wild Games” (Frontiers Records, 2026)

Tornano i rocker italiani It’sAlie con il nuovo “Wild Games”, un album davvero interessante, ben prodotto e mixato, pieno di riff hard rock con tinte blues.

Bacon Fat Louis “Come On!!!” (Autoprodotto, 2025)

Un album sfrontato e potente, un buon modo per fare la conoscenza dei Bacon Fat Louis e del loro sporco, irriverente e maleducato blues rock.

Tyler Ballgame “For The First Time, Again” (Rough Trade, 2026)

Folk rock poetico californiano, con Roy Orbison e Harry Nilsson nel cuore, per un debutto che non può passare inosservato.

Teskey “White Wolf” (Autoprodotto, 2025)

Debutto molto interessante che consiglio agli appassionati di rock blues sempre a caccia di novità, fatelo vostro non ve ne pentirete, parola di Back In Rock.

Igor Cavalera e Mai Mai Mai (Roma, Chiesa Valdese, 12 febbraio 2026)

La musica elettronica di Igor Cavalera non è per tutti e neppure per molti. Va sezionata, esaminata, capita, astraendosi da qualsiasi cosa abbia fatto in passato l’artista brasiliano. E non è detto che finisca per piacervi. È però una sfida che conviene raccogliere: magari la potreste vincere.

Misty Blues “The Other Side Of Blue” (Guitar One Records, 2025)

“The Other Side Of Blue” conta di undici brani che variano tra blues, jazz, roots music, funk e soul, per una musica senza confini, elegante, forte, piena di energia positiva.

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Jacopo Meille

Inauguriamo con il cantante Jacopo Meille (Tygers Of Pan Tang e tanti altri), questa nuova rubrica che, con brevi e dirette domande, vuole approfondire le personalità e i gusti degli artisti che incrociamo nel nostro lavoro. Ci sarà da divertirsi, ne siamo sicuri!!

Ponte Del Diavolo “De Venom Natura” (Season Of Mist, 2026)

I Ponte Del Diavolo, band di Torino, tornano con “De Venom Natura”, un misto di doom e post-metal. Atmosfere sferzate da violente accelerazioni condite dal canto di Erba del Diavolo, voce soave a volte con accenni di growl, sempre perfettamente posizionati. Band molto interessante, da seguire con attenzione.

Handsome Jack “Barburners!” (Alive, 2026)

Un altro buon lavoro, dunque, per gli Handsome Jack, e se sono una delle band preferite di Chris Robinson dei corvi neri un motivo ci sarà.

Namedroppers “Cool Blue Shoes” (Horizon Music Group/Blind Raccoon, 2025)

I Namedroppers coinvolgono e ci regalano una quarantina di minuti scarsi di rock/blues che citano il passato remoto senza perdere un grammo di energia e feeling.

Woda Woda “L’ultimo Testamento” (Sorry Mom, 2025)

Gli heavy rockers Woda Woda in poco più di mezz’ora distruggono antico e nuovo testamento a colpi di hard & heavy cantato in lingua madre , che difficilmente uscirà dai vostri supporti audio in tempi brevi, complimenti.

Joe Bonamassa “B.B. King’s Blues Summit 100-Celebrating The King Of The Blues” (KTBA Records, 2026)

Si tratta di un’opera che chiaramente non si può ignorare se si è amanti del padre di tutti i generi e per il lavoro davvero immenso fatto da chi ha voluto tributare il più grande di tutti. Imperdibile!

The Molotovs “Wasted On Youth” (Marshall Records, 2026)

Chiacchierati, pompati, amati da tutta la critica europea che vede in loro la nuova energia per trascinare il rock inglese in cima al mondo. Lo ammetto mi fa rabbia stare dalla parte dei vincenti, ma… Disco stupendo!

Roberto Formignani “202” (Autoprodotto, 2026)

Roberto Formignani con “202” ci regala un album ispirato e piacevole, suonato con passione e talento e per questo consigliato a tutti gli amanti del rock di matrice blues e southern.

Messa, Shores Of Null, Doomraiser (Orion, Ciampino, 6 febbraio 2026)

Serata italian doom con i Messa, oramai di caratura internazionale, con altre due splendide realtà come Doomraiser e Shores Of Null. Il nostro report!!

Klimt 1918 “Àmor” (Prophecy Productions, 2026)

“Àmor” non solo si candida a personale disco dell’anno, ma scolpisce il nome dei Klimt 1918 nelle cime più alte delle band contemporanee.

Voïvod “Symphonique” (Century Media, 2026)

“Symphonique” è un album/evento che soddisferà i tanti amanti dei Voïvod, ma può essere il punto di partenza per chi volesse conoscere e approfondire la band canadese.

Rock Justice “You’ve Been Served” (Fireflash Records, 2026)

Rock Justice sono un nuovo gruppo hard rock che vede la partecipazione della cantante Maggy Luyten (Ayreon, Beautiful Sin, The Prize, ex-Nightmare) e del chitarrista Bas Maas (Doro, After Forever). “You’ve Been Served” unisce stili musicali vari, con un’atmosfera nostalgica e una produzione ben costruita.

Carmen Ratti Band Featuring Jill Dineen “Come To Me” (MoMojo Records, 2026)

Scoprire band, musicisti e album di qualità superiore è la nostra missione e quando ci riusciamo, come per magia, tutto torna al suo posto, come sempre grazie alla musica…imperdibile.

Elder “Through Zero” (Stickman Records, 2026)

Gli Elder ci regalano cinquanta minuti di musica splendidamente semplice nelle sue complicate strutture progressive, pregne di una sagacia compositiva che è esclusiva dei grandi interpreti del genere, applausi!

Masterplan “Metalmorphosis” (Frontiers, 2026)

Alla fine del viaggio ci troviamo in mano un disco onesto e piacevole, opera di una band che dopo tredici anni di silenzio non ha la minima intenzione di adagiarsi sugli allori e che ogni tanto si diverte sinceramente a spiazzarci.

Delta Generators “On & On” (Self Relehase, 2026)

Un disco del genere, nel suo rude approccio rock, è consigliato anche agli amanti dei suoni più duri, soprattutto per la sua atmosfera live che risulta l’asso nella manica dei Delta Generators.

Boogie Beasts “Don’t Be So Mean!-A Tribute To R.L. Burnside” (Donor Productions/Naked, 2026)

Tutto l’album che risplende della luce leggendaria di Burnside e della sua musica. I Boogie Beasts si confermano cult band e grandi conoscitori della storia del blues.

The Zen Circus + Lamante, venerdì 12 giugno allo Sherwood Festival di Padova

Un concerto ricco di energia ed emozione, gli Zen Circus si confermano una delle band più importanti del rock italiani di questi confusi anni duemila.

King Tuff “Moo” (Thirty Tigers, 2026)

A volte bastano una chitarra, buone idee e un talento spropositato per fare dell’ottimo rock’n’roll e King Tuff ci è ancora una volta riuscito.

Abyssian “Let Me Die Under The Stars” (Black Widow Records, 2026)

Grande crescita per gli Abyssian e altro colpo della Black Widow Records che, dopo i Sarvaega (clicca sul link colorato per leggerne la recensione), conferma per l’ennesima volta di essere punto di riferimento per il dark sound italiano (e non solo).

Spread Eagle “The Brutal Divine” (Frontiers Records, 2026)

Gli  Spread Eagle band hard rock di New York  nata a fine degli anni ’80, pubblicano un quarto album che può essere apprezzato sia dai nuovi che dai vecchi fan. La band ha ancora spazio per crescere, la scrittura è solida ben arrangiata: un buon disco hard rock vecchia maniera.

Bolan “Gargoyle Of The Garden State” (earMUSIC, 2026)

Rachel Bolan si fa avanti con il suo primo album da solista sotto il nome di Bolan “Gargoyle Of The Garden State” è un debutto audace e profondamente personale, radicato nel coraggio, nell’atteggiamento e nello spirito narrativo del New Jersey.

Philip Sayce “Scorched Earth Vol. Two Live In LA/London” (Forty Below Records ,2026)

Un documento live che appassionerà non poco gli amanti del sound del nostro eroe, un vero satanasso quando mette i piedi su di un palco, consigliato.

Alice Armstrong Live “Blood In The Water” (Indipendent, 2026)

Alice Armstrong dà prova d’essere una grande interprete della sua musica e non solo, divina quando la potenza non inficia una raffinatezza innata per melodie soul che aleggiano su questi sette splendidi brani.

Brown Horse “Total Dive” (Loose Music, 2026)

La band inglese suona un crossover tra indie rock e country in cui non si contano i momenti di emozionante songwriting dove trapela la loro alchimia, con le atmosfere e le sensazioni scaturite dall’ascolto dei colleghi d’oltreoceano.

Ryan Bingham And The Texas Gentlemen “They Call Us The Lucky Ones” (Thirty Tigers, 2026)

Tra canzoni più ariose ed altre dove il senso di tragica disperazione è palese, con “They Call Us The Lucky Ones” Ryan Bingham si conferma come cantore di un’America più vera, seguendo le orme dei grandi autori del passato, bravo.

Vanden Plas “AcCult2” (Frontiers Records, 2026)

I pionieri tedeschi del progressive metal Vanden Plas tornano con “AcCult 2”, il tanto atteso sequel acustico del primo capitolo del 1996. Ecco brani selezionati del loro vasto catalogo con nuovi arrangiamenti acustici, che offrono una prospettiva completamente nuova sulla musica della band.

Jason Ricci And The Bad Kind “13 Hours” (Gulf Coast Records, 2026)

Dopo un’ora di grande musica l’album si chiude in crescendo con i dodici minuti della title track, salutandoci e dandoci appuntamento al prossimo giro di walzer, pardon… di blues.

Red Sun “Songs From Hidden Places” (Subsounds Records, 2026)

alberto centenari
Allegati
ven 5 giu, 14:01 (18 ore fa)
a me
Il nuovo album dei piacentini Red Sun è un viaggio tra deserti e psiche, là dove l’elettronica aiuta viaggi staccati dal tempo e da corpi, in bilico tra visioni e realtà.

Jared James Nichols “Louder Than Fate” (Frontiers Records, 2026)

“Louder Than Fate” mette in mostra il talento di Jared James Nichols, classe 1989, un disco ben suonato, in un misto di eleganza e spunti hard. Brani che dal vivo troveranno la massima espressione.

Manraze “Lock, Stock & Barrel” (Hear No Evil, 2026)

Un cofanetto che celebra i Manraze, un supergruppo ingiustamente poco ricordato, formato da Phil Collen, Paul Cook e Simon Laffy. Essenza rock’n’roll!!

Stefano Dentone /Sundance Duo “The Seagull & The 7 Sisters” (Stefano Dentone, 2026)

Album da assaporare nota dopo nota, ritagliandosi lo spazio e il tempo per farlo vostro, bellissimo.

Armored Saint “Emotion Factory Reset” (Metal Blade Records, 2026)

Gli Armored Saint continuano imperterriti per la loro strada, presentando l’ennesimo grande album della loro carriera e confermando un’innata capacità a scrivere brani in cui si fondono potenza, melodia e immediatezza, ma che, al contempo, presentano sfumature variegate che invitano a più ascolti.

The 69 Eyes “I Survive” (BLKIIBLK, 2026)

“I Survive” è un EP che ha praticamente tutto il mood necessario ad entrare nella discografia dei 69 Eyes, è breve, ma affilato come un rasoio, un tassello che aumenta ancora di più l’attesa per il prossimo album.

The Nude Party “Look Who’s Back” (The Nude Party, 2026)

“Look Who’s Back” rimane un gioiellino da fare vostro se avete fame di rock americano baciato dal sole dello psych/country. Promosso.

Spell “Wretched Heart” (Bad Omen Records, 2026)

Altro album da avere assolutamente, “Wretched Heart” ha il compito di ribadire l’altissima qualità della proposta del gruppo canadese, che di fatto non assomiglia a nessuno se non a se stesso, come i gruppi che definiamo grandi e che indicano una via. chapeau.

Softcult “When a Flower Doesn’t Grow” (EasyLife, 2026)

Due gemelle canadesi firmano la combinazione perfetta: grunge e shoegaze, per un debutto che ammalia e seduce.

Il gatto, il topo e gli stem silenziosi: l’intelligenza artificiale sta cambiando le regole della musica. Ma chi le scrive?

Stem silenziosi, detection tool e il gioco del gatto e del topo: come l’intelligenza artificiale sta cambiando la musica e perché servono regole, non divieti.

Lynch Mob “The Final Ride live” (Frontiers Records, 2026)

George Lynch pubblica “The Final Ride” l’album live definitivo dei Lynch Mob, che cattura l’ultima corsa della band sul palco.
Il disco la linea fondamentale dei Lynch Mob e soprattutto un promemoria di quanto sia incredibile il repertorio di George Lynch.

Romeo “Déjà Vu Letters” (Street Symphonies Records, 2026)

I Romeo sono una rock’n’roll band dal carattere forte e senza compromessi, nata nel 2024, ispirata dal sound vintage di metà anni ’70 e ’80 attinge l’ispirazione da band come Thin Lizzy, UFO, Cheap Trick e The Dogs D’Amour. Un gran bel debutto!

The Alexis P. Sutter Band “Just Stay Live – Featuring Garth Hudson” (Nola Blue Records, 2026)

Una delle ultime apparizioni live di Garth Hudson che diventa anche la fotografia della The Alexis P. Sutter Band dell’epoca. Una band e un’interprete da scoprire se siete amanti del soul/blues e del gospel.

Layout 18: Azrael, Sconfitta, Alcstones, Elle

Una nuova puntata di Layout, per esplorare l’underground musicale nazionale, in tutte le sue forme creative.

The Quill “Master Of The Sky” (Metalville, 2026)

I The Quill sono tornati con un lavoro ispiratissimo, granitico e melodico come solo loro sanno creare…una garanzia.

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox, cantante degli Axe Hero, produttore, discografico, organizzatore di eventi e tanto altro. E per Mirko il motto è uno solo: il rock è immortale e la nostalgia non esiste!!

Scena metal italiana: il silenzio dei media non è una recensione

Scena metal italiana: perché le webzine non coprono le band di casa? Non è snobismo, è un meccanismo preciso che si può capire e cambiare.

Marc Broussard “Change Worth Taking” (KTBA Records, 2026)

Di Marc Broussard vi avevamo parlato poco più di un mese fa, in occasione della recensione sul nuovo album di cover “SOS V: Songs Of The 50s'”, ultimo di una manciata di lavori con sigla SOS, di cui il ricavato andava ad associazioni no profit come “Love Of People” in...

49 Winchester “Change Of Plans” (Lucille Records/MCA, 2026)

Capitanato da l’enorme talento vocale e compositivo di Isaac Gibson, il gruppo della Virginia va oltre le aspettative per avvicinarsi spedito ai lustri di quella manciata di gruppi che stanno dando nuova vita e linfa ai suoni americani “classici”.

Mandy Manala “Something Wicked” (Argonauta Records, 2026)

Era difficile ripetersi sui livelli del primo album, ma i Mandy Manala ci sono riusciti appieno e si confermano una delle migliori realtà odierne in campo hard rock.

Tori Amos “In Times Of Dragons” (Fontana, 2026)

Un disco che ci riconsegna l’artista che 35 anni fa con la sua voce ed il suo pianoforte ci fece sognare ed oggi, ci fa riflettere sognando.

Darkthrone “Pre-Historic Metal” (Peaceville Records, 2026)

Continua il viaggio nel passato della band di Fenriz e Nocturno Culto, con una barbarica odissea nel metal che fu, trattato alla loro maniera.

Mike Zito “Outside Or The Eastside” (Gulf Coast Records, 2026)

La chitarra blues di Mike Zito è sempre una garanzia di qualità e anche questo nuovo album lo conferma.

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Danny Bryant “Nothing Left Behind” (Jazzhaus Records, 2026)

Un album vario pregno di buone canzoni e caldo il giusto per piacere agli amanti del blues rock, consigliato.

“With A Little Help From My Friends – A Tribute To Matt Long” (Indipendent, 2026)

Il ricavato di questo colossale lavoro andrà al reparto oncologico del Royal Surrey County Hospital di Guildford dove Matt fu curato, motivo in più per non perdervi un pezzo di storia del blues britannico degli ultimi anni. Ciao Matt!

Giamprimo Zorzan del Giardino Music Club: l’artigiano della musica dal vivo!

La nostra intervista a Giamprimo Zorzan, factotum de Il Giardino Music Club, uno degli ultimi avamposti della musica dal vivo libera da vincoli imprenditoriale, dove regna la passione e un pubblico desideroso di buona musica, vecchia e nuova, lontana dalle mode passeggere.

U2 “Days Of Ash” (Island/Universal, 2026)

La rabbia fa bene, specie a una band sicuramente stanca e adagiata ormai da tempo su dischi realizzati forse più per dovere che per urgenza. Qui l’urgenza c’è e si sente e contribuisce alla realizzazione della migliore opera degli U2 da vent’anni a questa parte.

Voodoo Ramble “Made In The U.K – Live” (Autoprodotto, 2025)

alberto centenari
Allegati
5 mar 2026, 15:43 (18 ore fa)
a me

“Made In The U.K” conferma dunque la bontà del progetto Voodoo Ramble, band che si muove nell’underground europeo, così come tante altre realtà magari sconosciute ai più e che Back In Rock cerca di portare all’attenzione degli appassionati di musica del diavolo.

To The Max! “Two The Max!” (Go Down Records, 2026)

Arriva da Verona una bella novità, firmata da tre giovani rockers: Ale batteria e voce, Nico chitarra e voce e FRH al basso, propongono un heavy rock, con varie influenze, un disco veramente interessante, perderselo sarebbe un peccato!

Matt Mann & The Shine Runners “Wrong Side Of Histrory” (Autoprodotto, 2025)

Matt Mann ci sa fare con il microfono, ammicca ruffiano come le star del Sunset Boulevard di tanti anni fa, mentre i The Shine Runners lo assecondano in questo bellissimo secondo album che non dovete assolutamente perdere, rock on!

Neal Morse Band (NMB) “L.I.F.T.” (InsideOut, 2026)

Nonostante sappiamo cosa aspettarci, Neal Morse riesce sempre a sorprenderci. Se amate questo tipo di suoni, questo è un disco che non può mancare nella vostra discografia.

Transatlantic Radio “Midnight Transmission” (Frontiers Records, 2026)

I Transatlantic Radio debuttano con un grand disco AOR. Musicalmente, “Midnight Transmission” è una lettera d’amore ai giganti anni ’80 del genere – Foreigner, Toto, Danger Danger, Starship ma con una forte personalità.

Death Dealer “Reign Of Steel” (Massacre Records, 2026)

“Reign Of Steel”, come dice il titolo, è il regno del metallo, nulla che non sia già stato scritto o sentito, ma fatto decisamente bene e credo che i Death Dealer ne siano consapevoli. Suonano ciò che amano, che coincide esattamente con quello che amiamo noi.
https://backinrock.it/2026/03/death-dealer-reign-of-steel-

Altered Five Blues Band “Hammer & Chisel” (Blind Pig Records, 2026)

Una delle più grandi band della scena blues odierna è tornata, non fatevi trovare impreparati o vi travolgerà, blues on!

The Matt Swanton Band “Growing Pains” (Autoprodotto, 2025)

L’album non concede tregua, grazie ad una scaletta varia e ben dosata tra le tante sfumature che compongono il sound di un gruppo di cui sentiremo senz’altro parlare in futuro, noi ci saremo. Bravi.

Lost Society “Hell Is A State Of Mind” (Nuclear Blast, 2026)

Un disco coraggioso, che dimostra quanto la band sia tecnicamente preparata, ma che lascia la sensazione di un’occasione solo parzialmente sfruttata.

Dave Favours & The Roadside Ashes “Service Station Chicken” (Stanley Records, 2025)

“Service Station Chicken” non sposta gli equilibri del sound, che continua imperterrito a seguire la lezione del rock’n’roll australiano a cavallo tra gli anni ottanta e il decennio successivo.

Mayhem Mavericks “Mayhem Mavericks” (Street Symphonies/Burning Minds, 2026)

Una partenza che promette un futuro importante e ricco di soddisfazioni per questa nuova band tricolore, realtà che va ad aggiungersi ad una scena melodica di valore assoluto, consigliato.

Anna Calvi feat. Iggy Pop “God’s Lonely Man” (Domino, 2026, singolo)

Il singolo che anticipa il nuovo EP di Anna Calvi è un duetto con Iggy Pop. Un incontro così strano e affascinante, che abbiamo voluto documentare in anteprima.

“We Hate Donald Trump”: la protest song torna protagonista in America

Si sono risvegliate le coscienze americane. Era dai tempi del Vietnam che la canzone di protesta non era così forte e creativa. Una nostra analisi dell’urgenza di alcuni grandi artisti di scrivere nuovi brani contro la disfatta morale messa in atto da Donald Trump.

Nerve Star “White Hot” (Autoprodotto, 2026)

I Nerve Star esordiscono con un disco di cover, I brani sono tutti eseguiti molto bene e vi faranno calare nell’atmosfera di fine anni ‘70 primi ’80, complice anche un ottima produzione che ne esalta ogni passaggio.

Emir & His Band “Live!” (Autoprodotto, 2026)

Un album imperdibile per gli appassionati di queste sonorità, che si ritroveranno al cospetto di musicisti che nulla hanno da invidiare ai loro colleghi aldilà dell’Atlantico.

New Found Glory “Listen Up!” (Pure Noise Records, 2026)

“Listen Up!” è un disco potente, ottimista e altamente ispirato, da molti temi, dall’indignazione socio-politica all’amore, alla malattia e alla nostalgia. punk al 100%

Un disco che creato in una situazione come quella a cui è sottoposto Gilbert (un cancro metastatico aggressivo), vuol dire amore e passione per ciò che la musica ti da e che puo lasciare alle nuove generazioni.

Stonetrip “The Fight EP” (Golden Robot Records, 2026)

Gli Stonetrip tornano con“The Fight” EP che fonde ritornelli di chitarra coinvolgenti, ritmi martellanti e voci che si collocano a metà strada tra l’inno e l’introspettivo. Non è un disco che segue qualsiasi moda, è genuino e può abbracciare moltissimi fan attenti alle buone uscite.

Spidergawd “From 8 To ꚙ” (Crispin Glover Records, 2025)

Gli Spidergawd fanno ancora centro e dimostrano una capacità compositiva non comune.

The Damned “Not Like Everybody Else” (EARmusic, 2026)

Un cover album di caratura superiore. Chi conosce bene i Damned, scoprirà un’ulteriore perla, per chi non ha avuto questa fortuna, un’ottima occasione per colmare una grave lacuna.

Furio Chirico’s The Trip “Atlantide 2025” (King Records/Ma.Ra.Cash Records, 2025)

Uno delle opere più belle uscite dallo straordinario universo del progressive italiano dei primi anni Settanta torna in questa nuova reinterpretazione, una versione aggiornata del capolavoro licenziato dai The Trip più di mezzo secolo fa.

Michael Monroe “Outerstellar” (Silver Lining Music, 2026)

“Outerstellar” è un album di grade rock, che unisce energia, attitudine e capacità di scrittura. E Michael Monroe si conferma uno delle ultime rockstar del pianeta. E’ incredibile quanto ha ancora da dare al rock questo istrionico artista.

Jackson Taylor & The Sinners “Red Lights” (Sinhaus Records, 2026)

Forte di una discografia importante, Jackson Taylor non teme di confrontarsi con il suo passato. “Red Lights” è la conferma di un nuovo inizio all’insegna dell’outlaw country dall’attitudine rock, per il musicista texano.

Joel Hoekstra’13 “From The Fade” (Frontiers Records, 2026)

“From The Fade” è sicuramente un disco ben confezionato di hard rock melodico, un album pensato con un songwriting maturo in continuità con i dischi precedenti, che cresce ascolto dopo ascolto.

It’sAlie “Wild Games” (Frontiers Records, 2026)

Tornano i rocker italiani It’sAlie con il nuovo “Wild Games”, un album davvero interessante, ben prodotto e mixato, pieno di riff hard rock con tinte blues.

Bacon Fat Louis “Come On!!!” (Autoprodotto, 2025)

Un album sfrontato e potente, un buon modo per fare la conoscenza dei Bacon Fat Louis e del loro sporco, irriverente e maleducato blues rock.

Tyler Ballgame “For The First Time, Again” (Rough Trade, 2026)

Folk rock poetico californiano, con Roy Orbison e Harry Nilsson nel cuore, per un debutto che non può passare inosservato.

Teskey “White Wolf” (Autoprodotto, 2025)

Debutto molto interessante che consiglio agli appassionati di rock blues sempre a caccia di novità, fatelo vostro non ve ne pentirete, parola di Back In Rock.

Igor Cavalera e Mai Mai Mai (Roma, Chiesa Valdese, 12 febbraio 2026)

La musica elettronica di Igor Cavalera non è per tutti e neppure per molti. Va sezionata, esaminata, capita, astraendosi da qualsiasi cosa abbia fatto in passato l’artista brasiliano. E non è detto che finisca per piacervi. È però una sfida che conviene raccogliere: magari la potreste vincere.

Misty Blues “The Other Side Of Blue” (Guitar One Records, 2025)

“The Other Side Of Blue” conta di undici brani che variano tra blues, jazz, roots music, funk e soul, per una musica senza confini, elegante, forte, piena di energia positiva.

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Jacopo Meille

Inauguriamo con il cantante Jacopo Meille (Tygers Of Pan Tang e tanti altri), questa nuova rubrica che, con brevi e dirette domande, vuole approfondire le personalità e i gusti degli artisti che incrociamo nel nostro lavoro. Ci sarà da divertirsi, ne siamo sicuri!!

Ponte Del Diavolo “De Venom Natura” (Season Of Mist, 2026)

I Ponte Del Diavolo, band di Torino, tornano con “De Venom Natura”, un misto di doom e post-metal. Atmosfere sferzate da violente accelerazioni condite dal canto di Erba del Diavolo, voce soave a volte con accenni di growl, sempre perfettamente posizionati. Band molto interessante, da seguire con attenzione.

Handsome Jack “Barburners!” (Alive, 2026)

Un altro buon lavoro, dunque, per gli Handsome Jack, e se sono una delle band preferite di Chris Robinson dei corvi neri un motivo ci sarà.

Namedroppers “Cool Blue Shoes” (Horizon Music Group/Blind Raccoon, 2025)

I Namedroppers coinvolgono e ci regalano una quarantina di minuti scarsi di rock/blues che citano il passato remoto senza perdere un grammo di energia e feeling.

Woda Woda “L’ultimo Testamento” (Sorry Mom, 2025)

Gli heavy rockers Woda Woda in poco più di mezz’ora distruggono antico e nuovo testamento a colpi di hard & heavy cantato in lingua madre , che difficilmente uscirà dai vostri supporti audio in tempi brevi, complimenti.

Joe Bonamassa “B.B. King’s Blues Summit 100-Celebrating The King Of The Blues” (KTBA Records, 2026)

Si tratta di un’opera che chiaramente non si può ignorare se si è amanti del padre di tutti i generi e per il lavoro davvero immenso fatto da chi ha voluto tributare il più grande di tutti. Imperdibile!

The Molotovs “Wasted On Youth” (Marshall Records, 2026)

Chiacchierati, pompati, amati da tutta la critica europea che vede in loro la nuova energia per trascinare il rock inglese in cima al mondo. Lo ammetto mi fa rabbia stare dalla parte dei vincenti, ma… Disco stupendo!

Roberto Formignani “202” (Autoprodotto, 2026)

Roberto Formignani con “202” ci regala un album ispirato e piacevole, suonato con passione e talento e per questo consigliato a tutti gli amanti del rock di matrice blues e southern.

Messa, Shores Of Null, Doomraiser (Orion, Ciampino, 6 febbraio 2026)

Serata italian doom con i Messa, oramai di caratura internazionale, con altre due splendide realtà come Doomraiser e Shores Of Null. Il nostro report!!

Klimt 1918 “Àmor” (Prophecy Productions, 2026)

“Àmor” non solo si candida a personale disco dell’anno, ma scolpisce il nome dei Klimt 1918 nelle cime più alte delle band contemporanee.

Voïvod “Symphonique” (Century Media, 2026)

“Symphonique” è un album/evento che soddisferà i tanti amanti dei Voïvod, ma può essere il punto di partenza per chi volesse conoscere e approfondire la band canadese.

Rock Justice “You’ve Been Served” (Fireflash Records, 2026)

Rock Justice sono un nuovo gruppo hard rock che vede la partecipazione della cantante Maggy Luyten (Ayreon, Beautiful Sin, The Prize, ex-Nightmare) e del chitarrista Bas Maas (Doro, After Forever). “You’ve Been Served” unisce stili musicali vari, con un’atmosfera nostalgica e una produzione ben costruita.

Carmen Ratti Band Featuring Jill Dineen “Come To Me” (MoMojo Records, 2026)

Scoprire band, musicisti e album di qualità superiore è la nostra missione e quando ci riusciamo, come per magia, tutto torna al suo posto, come sempre grazie alla musica…imperdibile.

Elder “Through Zero” (Stickman Records, 2026)

Gli Elder ci regalano cinquanta minuti di musica splendidamente semplice nelle sue complicate strutture progressive, pregne di una sagacia compositiva che è esclusiva dei grandi interpreti del genere, applausi!

Masterplan “Metalmorphosis” (Frontiers, 2026)

Alla fine del viaggio ci troviamo in mano un disco onesto e piacevole, opera di una band che dopo tredici anni di silenzio non ha la minima intenzione di adagiarsi sugli allori e che ogni tanto si diverte sinceramente a spiazzarci.

Delta Generators “On & On” (Self Relehase, 2026)

Un disco del genere, nel suo rude approccio rock, è consigliato anche agli amanti dei suoni più duri, soprattutto per la sua atmosfera live che risulta l’asso nella manica dei Delta Generators.

Boogie Beasts “Don’t Be So Mean!-A Tribute To R.L. Burnside” (Donor Productions/Naked, 2026)

Tutto l’album che risplende della luce leggendaria di Burnside e della sua musica. I Boogie Beasts si confermano cult band e grandi conoscitori della storia del blues.

The Zen Circus + Lamante, venerdì 12 giugno allo Sherwood Festival di Padova

Un concerto ricco di energia ed emozione, gli Zen Circus si confermano una delle band più importanti del rock italiani di questi confusi anni duemila.

King Tuff “Moo” (Thirty Tigers, 2026)

A volte bastano una chitarra, buone idee e un talento spropositato per fare dell’ottimo rock’n’roll e King Tuff ci è ancora una volta riuscito.

Abyssian “Let Me Die Under The Stars” (Black Widow Records, 2026)

Grande crescita per gli Abyssian e altro colpo della Black Widow Records che, dopo i Sarvaega (clicca sul link colorato per leggerne la recensione), conferma per l’ennesima volta di essere punto di riferimento per il dark sound italiano (e non solo).

Spread Eagle “The Brutal Divine” (Frontiers Records, 2026)

Gli  Spread Eagle band hard rock di New York  nata a fine degli anni ’80, pubblicano un quarto album che può essere apprezzato sia dai nuovi che dai vecchi fan. La band ha ancora spazio per crescere, la scrittura è solida ben arrangiata: un buon disco hard rock vecchia maniera.

Bolan “Gargoyle Of The Garden State” (earMUSIC, 2026)

Rachel Bolan si fa avanti con il suo primo album da solista sotto il nome di Bolan “Gargoyle Of The Garden State” è un debutto audace e profondamente personale, radicato nel coraggio, nell’atteggiamento e nello spirito narrativo del New Jersey.

Philip Sayce “Scorched Earth Vol. Two Live In LA/London” (Forty Below Records ,2026)

Un documento live che appassionerà non poco gli amanti del sound del nostro eroe, un vero satanasso quando mette i piedi su di un palco, consigliato.

Alice Armstrong Live “Blood In The Water” (Indipendent, 2026)

Alice Armstrong dà prova d’essere una grande interprete della sua musica e non solo, divina quando la potenza non inficia una raffinatezza innata per melodie soul che aleggiano su questi sette splendidi brani.

Brown Horse “Total Dive” (Loose Music, 2026)

La band inglese suona un crossover tra indie rock e country in cui non si contano i momenti di emozionante songwriting dove trapela la loro alchimia, con le atmosfere e le sensazioni scaturite dall’ascolto dei colleghi d’oltreoceano.

Ryan Bingham And The Texas Gentlemen “They Call Us The Lucky Ones” (Thirty Tigers, 2026)

Tra canzoni più ariose ed altre dove il senso di tragica disperazione è palese, con “They Call Us The Lucky Ones” Ryan Bingham si conferma come cantore di un’America più vera, seguendo le orme dei grandi autori del passato, bravo.

Vanden Plas “AcCult2” (Frontiers Records, 2026)

I pionieri tedeschi del progressive metal Vanden Plas tornano con “AcCult 2”, il tanto atteso sequel acustico del primo capitolo del 1996. Ecco brani selezionati del loro vasto catalogo con nuovi arrangiamenti acustici, che offrono una prospettiva completamente nuova sulla musica della band.

Jason Ricci And The Bad Kind “13 Hours” (Gulf Coast Records, 2026)

Dopo un’ora di grande musica l’album si chiude in crescendo con i dodici minuti della title track, salutandoci e dandoci appuntamento al prossimo giro di walzer, pardon… di blues.

Red Sun “Songs From Hidden Places” (Subsounds Records, 2026)

alberto centenari
Allegati
ven 5 giu, 14:01 (18 ore fa)
a me
Il nuovo album dei piacentini Red Sun è un viaggio tra deserti e psiche, là dove l’elettronica aiuta viaggi staccati dal tempo e da corpi, in bilico tra visioni e realtà.

Jared James Nichols “Louder Than Fate” (Frontiers Records, 2026)

“Louder Than Fate” mette in mostra il talento di Jared James Nichols, classe 1989, un disco ben suonato, in un misto di eleganza e spunti hard. Brani che dal vivo troveranno la massima espressione.

Manraze “Lock, Stock & Barrel” (Hear No Evil, 2026)

Un cofanetto che celebra i Manraze, un supergruppo ingiustamente poco ricordato, formato da Phil Collen, Paul Cook e Simon Laffy. Essenza rock’n’roll!!

Stefano Dentone /Sundance Duo “The Seagull & The 7 Sisters” (Stefano Dentone, 2026)

Album da assaporare nota dopo nota, ritagliandosi lo spazio e il tempo per farlo vostro, bellissimo.

Armored Saint “Emotion Factory Reset” (Metal Blade Records, 2026)

Gli Armored Saint continuano imperterriti per la loro strada, presentando l’ennesimo grande album della loro carriera e confermando un’innata capacità a scrivere brani in cui si fondono potenza, melodia e immediatezza, ma che, al contempo, presentano sfumature variegate che invitano a più ascolti.

The 69 Eyes “I Survive” (BLKIIBLK, 2026)

“I Survive” è un EP che ha praticamente tutto il mood necessario ad entrare nella discografia dei 69 Eyes, è breve, ma affilato come un rasoio, un tassello che aumenta ancora di più l’attesa per il prossimo album.

The Nude Party “Look Who’s Back” (The Nude Party, 2026)

“Look Who’s Back” rimane un gioiellino da fare vostro se avete fame di rock americano baciato dal sole dello psych/country. Promosso.

Spell “Wretched Heart” (Bad Omen Records, 2026)

Altro album da avere assolutamente, “Wretched Heart” ha il compito di ribadire l’altissima qualità della proposta del gruppo canadese, che di fatto non assomiglia a nessuno se non a se stesso, come i gruppi che definiamo grandi e che indicano una via. chapeau.

Softcult “When a Flower Doesn’t Grow” (EasyLife, 2026)

Due gemelle canadesi firmano la combinazione perfetta: grunge e shoegaze, per un debutto che ammalia e seduce.

Il gatto, il topo e gli stem silenziosi: l’intelligenza artificiale sta cambiando le regole della musica. Ma chi le scrive?

Stem silenziosi, detection tool e il gioco del gatto e del topo: come l’intelligenza artificiale sta cambiando la musica e perché servono regole, non divieti.

Lynch Mob “The Final Ride live” (Frontiers Records, 2026)

George Lynch pubblica “The Final Ride” l’album live definitivo dei Lynch Mob, che cattura l’ultima corsa della band sul palco.
Il disco la linea fondamentale dei Lynch Mob e soprattutto un promemoria di quanto sia incredibile il repertorio di George Lynch.

Romeo “Déjà Vu Letters” (Street Symphonies Records, 2026)

I Romeo sono una rock’n’roll band dal carattere forte e senza compromessi, nata nel 2024, ispirata dal sound vintage di metà anni ’70 e ’80 attinge l’ispirazione da band come Thin Lizzy, UFO, Cheap Trick e The Dogs D’Amour. Un gran bel debutto!

The Alexis P. Sutter Band “Just Stay Live – Featuring Garth Hudson” (Nola Blue Records, 2026)

Una delle ultime apparizioni live di Garth Hudson che diventa anche la fotografia della The Alexis P. Sutter Band dell’epoca. Una band e un’interprete da scoprire se siete amanti del soul/blues e del gospel.

Layout 18: Azrael, Sconfitta, Alcstones, Elle

Una nuova puntata di Layout, per esplorare l’underground musicale nazionale, in tutte le sue forme creative.

The Quill “Master Of The Sky” (Metalville, 2026)

I The Quill sono tornati con un lavoro ispiratissimo, granitico e melodico come solo loro sanno creare…una garanzia.

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox, cantante degli Axe Hero, produttore, discografico, organizzatore di eventi e tanto altro. E per Mirko il motto è uno solo: il rock è immortale e la nostalgia non esiste!!

Scena metal italiana: il silenzio dei media non è una recensione

Scena metal italiana: perché le webzine non coprono le band di casa? Non è snobismo, è un meccanismo preciso che si può capire e cambiare.

Marc Broussard “Change Worth Taking” (KTBA Records, 2026)

Di Marc Broussard vi avevamo parlato poco più di un mese fa, in occasione della recensione sul nuovo album di cover “SOS V: Songs Of The 50s'”, ultimo di una manciata di lavori con sigla SOS, di cui il ricavato andava ad associazioni no profit come “Love Of People” in...

49 Winchester “Change Of Plans” (Lucille Records/MCA, 2026)

Capitanato da l’enorme talento vocale e compositivo di Isaac Gibson, il gruppo della Virginia va oltre le aspettative per avvicinarsi spedito ai lustri di quella manciata di gruppi che stanno dando nuova vita e linfa ai suoni americani “classici”.

Mandy Manala “Something Wicked” (Argonauta Records, 2026)

Era difficile ripetersi sui livelli del primo album, ma i Mandy Manala ci sono riusciti appieno e si confermano una delle migliori realtà odierne in campo hard rock.

Tori Amos “In Times Of Dragons” (Fontana, 2026)

Un disco che ci riconsegna l’artista che 35 anni fa con la sua voce ed il suo pianoforte ci fece sognare ed oggi, ci fa riflettere sognando.

Darkthrone “Pre-Historic Metal” (Peaceville Records, 2026)

Continua il viaggio nel passato della band di Fenriz e Nocturno Culto, con una barbarica odissea nel metal che fu, trattato alla loro maniera.

Mike Zito “Outside Or The Eastside” (Gulf Coast Records, 2026)

La chitarra blues di Mike Zito è sempre una garanzia di qualità e anche questo nuovo album lo conferma.

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Danny Bryant “Nothing Left Behind” (Jazzhaus Records, 2026)

Un album vario pregno di buone canzoni e caldo il giusto per piacere agli amanti del blues rock, consigliato.

“With A Little Help From My Friends – A Tribute To Matt Long” (Indipendent, 2026)

Il ricavato di questo colossale lavoro andrà al reparto oncologico del Royal Surrey County Hospital di Guildford dove Matt fu curato, motivo in più per non perdervi un pezzo di storia del blues britannico degli ultimi anni. Ciao Matt!

Giamprimo Zorzan del Giardino Music Club: l’artigiano della musica dal vivo!

La nostra intervista a Giamprimo Zorzan, factotum de Il Giardino Music Club, uno degli ultimi avamposti della musica dal vivo libera da vincoli imprenditoriale, dove regna la passione e un pubblico desideroso di buona musica, vecchia e nuova, lontana dalle mode passeggere.

U2 “Days Of Ash” (Island/Universal, 2026)

La rabbia fa bene, specie a una band sicuramente stanca e adagiata ormai da tempo su dischi realizzati forse più per dovere che per urgenza. Qui l’urgenza c’è e si sente e contribuisce alla realizzazione della migliore opera degli U2 da vent’anni a questa parte.

Voodoo Ramble “Made In The U.K – Live” (Autoprodotto, 2025)

alberto centenari
Allegati
5 mar 2026, 15:43 (18 ore fa)
a me

“Made In The U.K” conferma dunque la bontà del progetto Voodoo Ramble, band che si muove nell’underground europeo, così come tante altre realtà magari sconosciute ai più e che Back In Rock cerca di portare all’attenzione degli appassionati di musica del diavolo.

To The Max! “Two The Max!” (Go Down Records, 2026)

Arriva da Verona una bella novità, firmata da tre giovani rockers: Ale batteria e voce, Nico chitarra e voce e FRH al basso, propongono un heavy rock, con varie influenze, un disco veramente interessante, perderselo sarebbe un peccato!

Matt Mann & The Shine Runners “Wrong Side Of Histrory” (Autoprodotto, 2025)

Matt Mann ci sa fare con il microfono, ammicca ruffiano come le star del Sunset Boulevard di tanti anni fa, mentre i The Shine Runners lo assecondano in questo bellissimo secondo album che non dovete assolutamente perdere, rock on!

Neal Morse Band (NMB) “L.I.F.T.” (InsideOut, 2026)

Nonostante sappiamo cosa aspettarci, Neal Morse riesce sempre a sorprenderci. Se amate questo tipo di suoni, questo è un disco che non può mancare nella vostra discografia.

Transatlantic Radio “Midnight Transmission” (Frontiers Records, 2026)

I Transatlantic Radio debuttano con un grand disco AOR. Musicalmente, “Midnight Transmission” è una lettera d’amore ai giganti anni ’80 del genere – Foreigner, Toto, Danger Danger, Starship ma con una forte personalità.

Death Dealer “Reign Of Steel” (Massacre Records, 2026)

“Reign Of Steel”, come dice il titolo, è il regno del metallo, nulla che non sia già stato scritto o sentito, ma fatto decisamente bene e credo che i Death Dealer ne siano consapevoli. Suonano ciò che amano, che coincide esattamente con quello che amiamo noi.
https://backinrock.it/2026/03/death-dealer-reign-of-steel-

Altered Five Blues Band “Hammer & Chisel” (Blind Pig Records, 2026)

Una delle più grandi band della scena blues odierna è tornata, non fatevi trovare impreparati o vi travolgerà, blues on!

The Matt Swanton Band “Growing Pains” (Autoprodotto, 2025)

L’album non concede tregua, grazie ad una scaletta varia e ben dosata tra le tante sfumature che compongono il sound di un gruppo di cui sentiremo senz’altro parlare in futuro, noi ci saremo. Bravi.

Lost Society “Hell Is A State Of Mind” (Nuclear Blast, 2026)

Un disco coraggioso, che dimostra quanto la band sia tecnicamente preparata, ma che lascia la sensazione di un’occasione solo parzialmente sfruttata.

Dave Favours & The Roadside Ashes “Service Station Chicken” (Stanley Records, 2025)

“Service Station Chicken” non sposta gli equilibri del sound, che continua imperterrito a seguire la lezione del rock’n’roll australiano a cavallo tra gli anni ottanta e il decennio successivo.

Mayhem Mavericks “Mayhem Mavericks” (Street Symphonies/Burning Minds, 2026)

Una partenza che promette un futuro importante e ricco di soddisfazioni per questa nuova band tricolore, realtà che va ad aggiungersi ad una scena melodica di valore assoluto, consigliato.

Anna Calvi feat. Iggy Pop “God’s Lonely Man” (Domino, 2026, singolo)

Il singolo che anticipa il nuovo EP di Anna Calvi è un duetto con Iggy Pop. Un incontro così strano e affascinante, che abbiamo voluto documentare in anteprima.

“We Hate Donald Trump”: la protest song torna protagonista in America

Si sono risvegliate le coscienze americane. Era dai tempi del Vietnam che la canzone di protesta non era così forte e creativa. Una nostra analisi dell’urgenza di alcuni grandi artisti di scrivere nuovi brani contro la disfatta morale messa in atto da Donald Trump.

Nerve Star “White Hot” (Autoprodotto, 2026)

I Nerve Star esordiscono con un disco di cover, I brani sono tutti eseguiti molto bene e vi faranno calare nell’atmosfera di fine anni ‘70 primi ’80, complice anche un ottima produzione che ne esalta ogni passaggio.

Emir & His Band “Live!” (Autoprodotto, 2026)

Un album imperdibile per gli appassionati di queste sonorità, che si ritroveranno al cospetto di musicisti che nulla hanno da invidiare ai loro colleghi aldilà dell’Atlantico.

New Found Glory “Listen Up!” (Pure Noise Records, 2026)

“Listen Up!” è un disco potente, ottimista e altamente ispirato, da molti temi, dall’indignazione socio-politica all’amore, alla malattia e alla nostalgia. punk al 100%

Un disco che creato in una situazione come quella a cui è sottoposto Gilbert (un cancro metastatico aggressivo), vuol dire amore e passione per ciò che la musica ti da e che puo lasciare alle nuove generazioni.

Stonetrip “The Fight EP” (Golden Robot Records, 2026)

Gli Stonetrip tornano con“The Fight” EP che fonde ritornelli di chitarra coinvolgenti, ritmi martellanti e voci che si collocano a metà strada tra l’inno e l’introspettivo. Non è un disco che segue qualsiasi moda, è genuino e può abbracciare moltissimi fan attenti alle buone uscite.

Spidergawd “From 8 To ꚙ” (Crispin Glover Records, 2025)

Gli Spidergawd fanno ancora centro e dimostrano una capacità compositiva non comune.

The Damned “Not Like Everybody Else” (EARmusic, 2026)

Un cover album di caratura superiore. Chi conosce bene i Damned, scoprirà un’ulteriore perla, per chi non ha avuto questa fortuna, un’ottima occasione per colmare una grave lacuna.

Furio Chirico’s The Trip “Atlantide 2025” (King Records/Ma.Ra.Cash Records, 2025)

Uno delle opere più belle uscite dallo straordinario universo del progressive italiano dei primi anni Settanta torna in questa nuova reinterpretazione, una versione aggiornata del capolavoro licenziato dai The Trip più di mezzo secolo fa.

Michael Monroe “Outerstellar” (Silver Lining Music, 2026)

“Outerstellar” è un album di grade rock, che unisce energia, attitudine e capacità di scrittura. E Michael Monroe si conferma uno delle ultime rockstar del pianeta. E’ incredibile quanto ha ancora da dare al rock questo istrionico artista.

Jackson Taylor & The Sinners “Red Lights” (Sinhaus Records, 2026)

Forte di una discografia importante, Jackson Taylor non teme di confrontarsi con il suo passato. “Red Lights” è la conferma di un nuovo inizio all’insegna dell’outlaw country dall’attitudine rock, per il musicista texano.

Joel Hoekstra’13 “From The Fade” (Frontiers Records, 2026)

“From The Fade” è sicuramente un disco ben confezionato di hard rock melodico, un album pensato con un songwriting maturo in continuità con i dischi precedenti, che cresce ascolto dopo ascolto.

It’sAlie “Wild Games” (Frontiers Records, 2026)

Tornano i rocker italiani It’sAlie con il nuovo “Wild Games”, un album davvero interessante, ben prodotto e mixato, pieno di riff hard rock con tinte blues.

Bacon Fat Louis “Come On!!!” (Autoprodotto, 2025)

Un album sfrontato e potente, un buon modo per fare la conoscenza dei Bacon Fat Louis e del loro sporco, irriverente e maleducato blues rock.

Tyler Ballgame “For The First Time, Again” (Rough Trade, 2026)

Folk rock poetico californiano, con Roy Orbison e Harry Nilsson nel cuore, per un debutto che non può passare inosservato.

Teskey “White Wolf” (Autoprodotto, 2025)

Debutto molto interessante che consiglio agli appassionati di rock blues sempre a caccia di novità, fatelo vostro non ve ne pentirete, parola di Back In Rock.

Igor Cavalera e Mai Mai Mai (Roma, Chiesa Valdese, 12 febbraio 2026)

La musica elettronica di Igor Cavalera non è per tutti e neppure per molti. Va sezionata, esaminata, capita, astraendosi da qualsiasi cosa abbia fatto in passato l’artista brasiliano. E non è detto che finisca per piacervi. È però una sfida che conviene raccogliere: magari la potreste vincere.

Misty Blues “The Other Side Of Blue” (Guitar One Records, 2025)

“The Other Side Of Blue” conta di undici brani che variano tra blues, jazz, roots music, funk e soul, per una musica senza confini, elegante, forte, piena di energia positiva.

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Jacopo Meille

Inauguriamo con il cantante Jacopo Meille (Tygers Of Pan Tang e tanti altri), questa nuova rubrica che, con brevi e dirette domande, vuole approfondire le personalità e i gusti degli artisti che incrociamo nel nostro lavoro. Ci sarà da divertirsi, ne siamo sicuri!!

Ponte Del Diavolo “De Venom Natura” (Season Of Mist, 2026)

I Ponte Del Diavolo, band di Torino, tornano con “De Venom Natura”, un misto di doom e post-metal. Atmosfere sferzate da violente accelerazioni condite dal canto di Erba del Diavolo, voce soave a volte con accenni di growl, sempre perfettamente posizionati. Band molto interessante, da seguire con attenzione.

Handsome Jack “Barburners!” (Alive, 2026)

Un altro buon lavoro, dunque, per gli Handsome Jack, e se sono una delle band preferite di Chris Robinson dei corvi neri un motivo ci sarà.

Namedroppers “Cool Blue Shoes” (Horizon Music Group/Blind Raccoon, 2025)

I Namedroppers coinvolgono e ci regalano una quarantina di minuti scarsi di rock/blues che citano il passato remoto senza perdere un grammo di energia e feeling.

Woda Woda “L’ultimo Testamento” (Sorry Mom, 2025)

Gli heavy rockers Woda Woda in poco più di mezz’ora distruggono antico e nuovo testamento a colpi di hard & heavy cantato in lingua madre , che difficilmente uscirà dai vostri supporti audio in tempi brevi, complimenti.

Joe Bonamassa “B.B. King’s Blues Summit 100-Celebrating The King Of The Blues” (KTBA Records, 2026)

Si tratta di un’opera che chiaramente non si può ignorare se si è amanti del padre di tutti i generi e per il lavoro davvero immenso fatto da chi ha voluto tributare il più grande di tutti. Imperdibile!

The Molotovs “Wasted On Youth” (Marshall Records, 2026)

Chiacchierati, pompati, amati da tutta la critica europea che vede in loro la nuova energia per trascinare il rock inglese in cima al mondo. Lo ammetto mi fa rabbia stare dalla parte dei vincenti, ma… Disco stupendo!

Roberto Formignani “202” (Autoprodotto, 2026)

Roberto Formignani con “202” ci regala un album ispirato e piacevole, suonato con passione e talento e per questo consigliato a tutti gli amanti del rock di matrice blues e southern.

Messa, Shores Of Null, Doomraiser (Orion, Ciampino, 6 febbraio 2026)

Serata italian doom con i Messa, oramai di caratura internazionale, con altre due splendide realtà come Doomraiser e Shores Of Null. Il nostro report!!

Klimt 1918 “Àmor” (Prophecy Productions, 2026)

“Àmor” non solo si candida a personale disco dell’anno, ma scolpisce il nome dei Klimt 1918 nelle cime più alte delle band contemporanee.

Voïvod “Symphonique” (Century Media, 2026)

“Symphonique” è un album/evento che soddisferà i tanti amanti dei Voïvod, ma può essere il punto di partenza per chi volesse conoscere e approfondire la band canadese.

Rock Justice “You’ve Been Served” (Fireflash Records, 2026)

Rock Justice sono un nuovo gruppo hard rock che vede la partecipazione della cantante Maggy Luyten (Ayreon, Beautiful Sin, The Prize, ex-Nightmare) e del chitarrista Bas Maas (Doro, After Forever). “You’ve Been Served” unisce stili musicali vari, con un’atmosfera nostalgica e una produzione ben costruita.

Carmen Ratti Band Featuring Jill Dineen “Come To Me” (MoMojo Records, 2026)

Scoprire band, musicisti e album di qualità superiore è la nostra missione e quando ci riusciamo, come per magia, tutto torna al suo posto, come sempre grazie alla musica…imperdibile.

Elder “Through Zero” (Stickman Records, 2026)

Gli Elder ci regalano cinquanta minuti di musica splendidamente semplice nelle sue complicate strutture progressive, pregne di una sagacia compositiva che è esclusiva dei grandi interpreti del genere, applausi!

Masterplan “Metalmorphosis” (Frontiers, 2026)

Alla fine del viaggio ci troviamo in mano un disco onesto e piacevole, opera di una band che dopo tredici anni di silenzio non ha la minima intenzione di adagiarsi sugli allori e che ogni tanto si diverte sinceramente a spiazzarci.

Delta Generators “On & On” (Self Relehase, 2026)

Un disco del genere, nel suo rude approccio rock, è consigliato anche agli amanti dei suoni più duri, soprattutto per la sua atmosfera live che risulta l’asso nella manica dei Delta Generators.

Boogie Beasts “Don’t Be So Mean!-A Tribute To R.L. Burnside” (Donor Productions/Naked, 2026)

Tutto l’album che risplende della luce leggendaria di Burnside e della sua musica. I Boogie Beasts si confermano cult band e grandi conoscitori della storia del blues.

The Zen Circus + Lamante, venerdì 12 giugno allo Sherwood Festival di Padova

Un concerto ricco di energia ed emozione, gli Zen Circus si confermano una delle band più importanti del rock italiani di questi confusi anni duemila.

King Tuff “Moo” (Thirty Tigers, 2026)

A volte bastano una chitarra, buone idee e un talento spropositato per fare dell’ottimo rock’n’roll e King Tuff ci è ancora una volta riuscito.

Abyssian “Let Me Die Under The Stars” (Black Widow Records, 2026)

Grande crescita per gli Abyssian e altro colpo della Black Widow Records che, dopo i Sarvaega (clicca sul link colorato per leggerne la recensione), conferma per l’ennesima volta di essere punto di riferimento per il dark sound italiano (e non solo).

Spread Eagle “The Brutal Divine” (Frontiers Records, 2026)

Gli  Spread Eagle band hard rock di New York  nata a fine degli anni ’80, pubblicano un quarto album che può essere apprezzato sia dai nuovi che dai vecchi fan. La band ha ancora spazio per crescere, la scrittura è solida ben arrangiata: un buon disco hard rock vecchia maniera.

Bolan “Gargoyle Of The Garden State” (earMUSIC, 2026)

Rachel Bolan si fa avanti con il suo primo album da solista sotto il nome di Bolan “Gargoyle Of The Garden State” è un debutto audace e profondamente personale, radicato nel coraggio, nell’atteggiamento e nello spirito narrativo del New Jersey.

Philip Sayce “Scorched Earth Vol. Two Live In LA/London” (Forty Below Records ,2026)

Un documento live che appassionerà non poco gli amanti del sound del nostro eroe, un vero satanasso quando mette i piedi su di un palco, consigliato.

Alice Armstrong Live “Blood In The Water” (Indipendent, 2026)

Alice Armstrong dà prova d’essere una grande interprete della sua musica e non solo, divina quando la potenza non inficia una raffinatezza innata per melodie soul che aleggiano su questi sette splendidi brani.

Brown Horse “Total Dive” (Loose Music, 2026)

La band inglese suona un crossover tra indie rock e country in cui non si contano i momenti di emozionante songwriting dove trapela la loro alchimia, con le atmosfere e le sensazioni scaturite dall’ascolto dei colleghi d’oltreoceano.

Ryan Bingham And The Texas Gentlemen “They Call Us The Lucky Ones” (Thirty Tigers, 2026)

Tra canzoni più ariose ed altre dove il senso di tragica disperazione è palese, con “They Call Us The Lucky Ones” Ryan Bingham si conferma come cantore di un’America più vera, seguendo le orme dei grandi autori del passato, bravo.

Vanden Plas “AcCult2” (Frontiers Records, 2026)

I pionieri tedeschi del progressive metal Vanden Plas tornano con “AcCult 2”, il tanto atteso sequel acustico del primo capitolo del 1996. Ecco brani selezionati del loro vasto catalogo con nuovi arrangiamenti acustici, che offrono una prospettiva completamente nuova sulla musica della band.

Jason Ricci And The Bad Kind “13 Hours” (Gulf Coast Records, 2026)

Dopo un’ora di grande musica l’album si chiude in crescendo con i dodici minuti della title track, salutandoci e dandoci appuntamento al prossimo giro di walzer, pardon… di blues.

Red Sun “Songs From Hidden Places” (Subsounds Records, 2026)

alberto centenari
Allegati
ven 5 giu, 14:01 (18 ore fa)
a me
Il nuovo album dei piacentini Red Sun è un viaggio tra deserti e psiche, là dove l’elettronica aiuta viaggi staccati dal tempo e da corpi, in bilico tra visioni e realtà.

Jared James Nichols “Louder Than Fate” (Frontiers Records, 2026)

“Louder Than Fate” mette in mostra il talento di Jared James Nichols, classe 1989, un disco ben suonato, in un misto di eleganza e spunti hard. Brani che dal vivo troveranno la massima espressione.

Manraze “Lock, Stock & Barrel” (Hear No Evil, 2026)

Un cofanetto che celebra i Manraze, un supergruppo ingiustamente poco ricordato, formato da Phil Collen, Paul Cook e Simon Laffy. Essenza rock’n’roll!!

Stefano Dentone /Sundance Duo “The Seagull & The 7 Sisters” (Stefano Dentone, 2026)

Album da assaporare nota dopo nota, ritagliandosi lo spazio e il tempo per farlo vostro, bellissimo.

Armored Saint “Emotion Factory Reset” (Metal Blade Records, 2026)

Gli Armored Saint continuano imperterriti per la loro strada, presentando l’ennesimo grande album della loro carriera e confermando un’innata capacità a scrivere brani in cui si fondono potenza, melodia e immediatezza, ma che, al contempo, presentano sfumature variegate che invitano a più ascolti.

The 69 Eyes “I Survive” (BLKIIBLK, 2026)

“I Survive” è un EP che ha praticamente tutto il mood necessario ad entrare nella discografia dei 69 Eyes, è breve, ma affilato come un rasoio, un tassello che aumenta ancora di più l’attesa per il prossimo album.

The Nude Party “Look Who’s Back” (The Nude Party, 2026)

“Look Who’s Back” rimane un gioiellino da fare vostro se avete fame di rock americano baciato dal sole dello psych/country. Promosso.

Spell “Wretched Heart” (Bad Omen Records, 2026)

Altro album da avere assolutamente, “Wretched Heart” ha il compito di ribadire l’altissima qualità della proposta del gruppo canadese, che di fatto non assomiglia a nessuno se non a se stesso, come i gruppi che definiamo grandi e che indicano una via. chapeau.

Softcult “When a Flower Doesn’t Grow” (EasyLife, 2026)

Due gemelle canadesi firmano la combinazione perfetta: grunge e shoegaze, per un debutto che ammalia e seduce.

Il gatto, il topo e gli stem silenziosi: l’intelligenza artificiale sta cambiando le regole della musica. Ma chi le scrive?

Stem silenziosi, detection tool e il gioco del gatto e del topo: come l’intelligenza artificiale sta cambiando la musica e perché servono regole, non divieti.

Lynch Mob “The Final Ride live” (Frontiers Records, 2026)

George Lynch pubblica “The Final Ride” l’album live definitivo dei Lynch Mob, che cattura l’ultima corsa della band sul palco.
Il disco la linea fondamentale dei Lynch Mob e soprattutto un promemoria di quanto sia incredibile il repertorio di George Lynch.

Romeo “Déjà Vu Letters” (Street Symphonies Records, 2026)

I Romeo sono una rock’n’roll band dal carattere forte e senza compromessi, nata nel 2024, ispirata dal sound vintage di metà anni ’70 e ’80 attinge l’ispirazione da band come Thin Lizzy, UFO, Cheap Trick e The Dogs D’Amour. Un gran bel debutto!

The Alexis P. Sutter Band “Just Stay Live – Featuring Garth Hudson” (Nola Blue Records, 2026)

Una delle ultime apparizioni live di Garth Hudson che diventa anche la fotografia della The Alexis P. Sutter Band dell’epoca. Una band e un’interprete da scoprire se siete amanti del soul/blues e del gospel.

Layout 18: Azrael, Sconfitta, Alcstones, Elle

Una nuova puntata di Layout, per esplorare l’underground musicale nazionale, in tutte le sue forme creative.

The Quill “Master Of The Sky” (Metalville, 2026)

I The Quill sono tornati con un lavoro ispiratissimo, granitico e melodico come solo loro sanno creare…una garanzia.

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox, cantante degli Axe Hero, produttore, discografico, organizzatore di eventi e tanto altro. E per Mirko il motto è uno solo: il rock è immortale e la nostalgia non esiste!!

Scena metal italiana: il silenzio dei media non è una recensione

Scena metal italiana: perché le webzine non coprono le band di casa? Non è snobismo, è un meccanismo preciso che si può capire e cambiare.

Marc Broussard “Change Worth Taking” (KTBA Records, 2026)

Di Marc Broussard vi avevamo parlato poco più di un mese fa, in occasione della recensione sul nuovo album di cover “SOS V: Songs Of The 50s'”, ultimo di una manciata di lavori con sigla SOS, di cui il ricavato andava ad associazioni no profit come “Love Of People” in...

49 Winchester “Change Of Plans” (Lucille Records/MCA, 2026)

Capitanato da l’enorme talento vocale e compositivo di Isaac Gibson, il gruppo della Virginia va oltre le aspettative per avvicinarsi spedito ai lustri di quella manciata di gruppi che stanno dando nuova vita e linfa ai suoni americani “classici”.

Mandy Manala “Something Wicked” (Argonauta Records, 2026)

Era difficile ripetersi sui livelli del primo album, ma i Mandy Manala ci sono riusciti appieno e si confermano una delle migliori realtà odierne in campo hard rock.

Tori Amos “In Times Of Dragons” (Fontana, 2026)

Un disco che ci riconsegna l’artista che 35 anni fa con la sua voce ed il suo pianoforte ci fece sognare ed oggi, ci fa riflettere sognando.

Darkthrone “Pre-Historic Metal” (Peaceville Records, 2026)

Continua il viaggio nel passato della band di Fenriz e Nocturno Culto, con una barbarica odissea nel metal che fu, trattato alla loro maniera.

Mike Zito “Outside Or The Eastside” (Gulf Coast Records, 2026)

La chitarra blues di Mike Zito è sempre una garanzia di qualità e anche questo nuovo album lo conferma.

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

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Un album vario pregno di buone canzoni e caldo il giusto per piacere agli amanti del blues rock, consigliato.

“With A Little Help From My Friends – A Tribute To Matt Long” (Indipendent, 2026)

Il ricavato di questo colossale lavoro andrà al reparto oncologico del Royal Surrey County Hospital di Guildford dove Matt fu curato, motivo in più per non perdervi un pezzo di storia del blues britannico degli ultimi anni. Ciao Matt!

Giamprimo Zorzan del Giardino Music Club: l’artigiano della musica dal vivo!

La nostra intervista a Giamprimo Zorzan, factotum de Il Giardino Music Club, uno degli ultimi avamposti della musica dal vivo libera da vincoli imprenditoriale, dove regna la passione e un pubblico desideroso di buona musica, vecchia e nuova, lontana dalle mode passeggere.

U2 “Days Of Ash” (Island/Universal, 2026)

La rabbia fa bene, specie a una band sicuramente stanca e adagiata ormai da tempo su dischi realizzati forse più per dovere che per urgenza. Qui l’urgenza c’è e si sente e contribuisce alla realizzazione della migliore opera degli U2 da vent’anni a questa parte.

Voodoo Ramble “Made In The U.K – Live” (Autoprodotto, 2025)

alberto centenari
Allegati
5 mar 2026, 15:43 (18 ore fa)
a me

“Made In The U.K” conferma dunque la bontà del progetto Voodoo Ramble, band che si muove nell’underground europeo, così come tante altre realtà magari sconosciute ai più e che Back In Rock cerca di portare all’attenzione degli appassionati di musica del diavolo.

To The Max! “Two The Max!” (Go Down Records, 2026)

Arriva da Verona una bella novità, firmata da tre giovani rockers: Ale batteria e voce, Nico chitarra e voce e FRH al basso, propongono un heavy rock, con varie influenze, un disco veramente interessante, perderselo sarebbe un peccato!

Matt Mann & The Shine Runners “Wrong Side Of Histrory” (Autoprodotto, 2025)

Matt Mann ci sa fare con il microfono, ammicca ruffiano come le star del Sunset Boulevard di tanti anni fa, mentre i The Shine Runners lo assecondano in questo bellissimo secondo album che non dovete assolutamente perdere, rock on!

Neal Morse Band (NMB) “L.I.F.T.” (InsideOut, 2026)

Nonostante sappiamo cosa aspettarci, Neal Morse riesce sempre a sorprenderci. Se amate questo tipo di suoni, questo è un disco che non può mancare nella vostra discografia.

Transatlantic Radio “Midnight Transmission” (Frontiers Records, 2026)

I Transatlantic Radio debuttano con un grand disco AOR. Musicalmente, “Midnight Transmission” è una lettera d’amore ai giganti anni ’80 del genere – Foreigner, Toto, Danger Danger, Starship ma con una forte personalità.

Death Dealer “Reign Of Steel” (Massacre Records, 2026)

“Reign Of Steel”, come dice il titolo, è il regno del metallo, nulla che non sia già stato scritto o sentito, ma fatto decisamente bene e credo che i Death Dealer ne siano consapevoli. Suonano ciò che amano, che coincide esattamente con quello che amiamo noi.
https://backinrock.it/2026/03/death-dealer-reign-of-steel-

Altered Five Blues Band “Hammer & Chisel” (Blind Pig Records, 2026)

Una delle più grandi band della scena blues odierna è tornata, non fatevi trovare impreparati o vi travolgerà, blues on!

The Matt Swanton Band “Growing Pains” (Autoprodotto, 2025)

L’album non concede tregua, grazie ad una scaletta varia e ben dosata tra le tante sfumature che compongono il sound di un gruppo di cui sentiremo senz’altro parlare in futuro, noi ci saremo. Bravi.

Lost Society “Hell Is A State Of Mind” (Nuclear Blast, 2026)

Un disco coraggioso, che dimostra quanto la band sia tecnicamente preparata, ma che lascia la sensazione di un’occasione solo parzialmente sfruttata.

Dave Favours & The Roadside Ashes “Service Station Chicken” (Stanley Records, 2025)

“Service Station Chicken” non sposta gli equilibri del sound, che continua imperterrito a seguire la lezione del rock’n’roll australiano a cavallo tra gli anni ottanta e il decennio successivo.

Mayhem Mavericks “Mayhem Mavericks” (Street Symphonies/Burning Minds, 2026)

Una partenza che promette un futuro importante e ricco di soddisfazioni per questa nuova band tricolore, realtà che va ad aggiungersi ad una scena melodica di valore assoluto, consigliato.

Anna Calvi feat. Iggy Pop “God’s Lonely Man” (Domino, 2026, singolo)

Il singolo che anticipa il nuovo EP di Anna Calvi è un duetto con Iggy Pop. Un incontro così strano e affascinante, che abbiamo voluto documentare in anteprima.

“We Hate Donald Trump”: la protest song torna protagonista in America

Si sono risvegliate le coscienze americane. Era dai tempi del Vietnam che la canzone di protesta non era così forte e creativa. Una nostra analisi dell’urgenza di alcuni grandi artisti di scrivere nuovi brani contro la disfatta morale messa in atto da Donald Trump.

Nerve Star “White Hot” (Autoprodotto, 2026)

I Nerve Star esordiscono con un disco di cover, I brani sono tutti eseguiti molto bene e vi faranno calare nell’atmosfera di fine anni ‘70 primi ’80, complice anche un ottima produzione che ne esalta ogni passaggio.

Emir & His Band “Live!” (Autoprodotto, 2026)

Un album imperdibile per gli appassionati di queste sonorità, che si ritroveranno al cospetto di musicisti che nulla hanno da invidiare ai loro colleghi aldilà dell’Atlantico.

New Found Glory “Listen Up!” (Pure Noise Records, 2026)

“Listen Up!” è un disco potente, ottimista e altamente ispirato, da molti temi, dall’indignazione socio-politica all’amore, alla malattia e alla nostalgia. punk al 100%

Un disco che creato in una situazione come quella a cui è sottoposto Gilbert (un cancro metastatico aggressivo), vuol dire amore e passione per ciò che la musica ti da e che puo lasciare alle nuove generazioni.

Stonetrip “The Fight EP” (Golden Robot Records, 2026)

Gli Stonetrip tornano con“The Fight” EP che fonde ritornelli di chitarra coinvolgenti, ritmi martellanti e voci che si collocano a metà strada tra l’inno e l’introspettivo. Non è un disco che segue qualsiasi moda, è genuino e può abbracciare moltissimi fan attenti alle buone uscite.

Spidergawd “From 8 To ꚙ” (Crispin Glover Records, 2025)

Gli Spidergawd fanno ancora centro e dimostrano una capacità compositiva non comune.

The Damned “Not Like Everybody Else” (EARmusic, 2026)

Un cover album di caratura superiore. Chi conosce bene i Damned, scoprirà un’ulteriore perla, per chi non ha avuto questa fortuna, un’ottima occasione per colmare una grave lacuna.

Furio Chirico’s The Trip “Atlantide 2025” (King Records/Ma.Ra.Cash Records, 2025)

Uno delle opere più belle uscite dallo straordinario universo del progressive italiano dei primi anni Settanta torna in questa nuova reinterpretazione, una versione aggiornata del capolavoro licenziato dai The Trip più di mezzo secolo fa.

Michael Monroe “Outerstellar” (Silver Lining Music, 2026)

“Outerstellar” è un album di grade rock, che unisce energia, attitudine e capacità di scrittura. E Michael Monroe si conferma uno delle ultime rockstar del pianeta. E’ incredibile quanto ha ancora da dare al rock questo istrionico artista.

Jackson Taylor & The Sinners “Red Lights” (Sinhaus Records, 2026)

Forte di una discografia importante, Jackson Taylor non teme di confrontarsi con il suo passato. “Red Lights” è la conferma di un nuovo inizio all’insegna dell’outlaw country dall’attitudine rock, per il musicista texano.

Joel Hoekstra’13 “From The Fade” (Frontiers Records, 2026)

“From The Fade” è sicuramente un disco ben confezionato di hard rock melodico, un album pensato con un songwriting maturo in continuità con i dischi precedenti, che cresce ascolto dopo ascolto.

It’sAlie “Wild Games” (Frontiers Records, 2026)

Tornano i rocker italiani It’sAlie con il nuovo “Wild Games”, un album davvero interessante, ben prodotto e mixato, pieno di riff hard rock con tinte blues.

Bacon Fat Louis “Come On!!!” (Autoprodotto, 2025)

Un album sfrontato e potente, un buon modo per fare la conoscenza dei Bacon Fat Louis e del loro sporco, irriverente e maleducato blues rock.

Tyler Ballgame “For The First Time, Again” (Rough Trade, 2026)

Folk rock poetico californiano, con Roy Orbison e Harry Nilsson nel cuore, per un debutto che non può passare inosservato.

Teskey “White Wolf” (Autoprodotto, 2025)

Debutto molto interessante che consiglio agli appassionati di rock blues sempre a caccia di novità, fatelo vostro non ve ne pentirete, parola di Back In Rock.

Igor Cavalera e Mai Mai Mai (Roma, Chiesa Valdese, 12 febbraio 2026)

La musica elettronica di Igor Cavalera non è per tutti e neppure per molti. Va sezionata, esaminata, capita, astraendosi da qualsiasi cosa abbia fatto in passato l’artista brasiliano. E non è detto che finisca per piacervi. È però una sfida che conviene raccogliere: magari la potreste vincere.

Misty Blues “The Other Side Of Blue” (Guitar One Records, 2025)

“The Other Side Of Blue” conta di undici brani che variano tra blues, jazz, roots music, funk e soul, per una musica senza confini, elegante, forte, piena di energia positiva.

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Jacopo Meille

Inauguriamo con il cantante Jacopo Meille (Tygers Of Pan Tang e tanti altri), questa nuova rubrica che, con brevi e dirette domande, vuole approfondire le personalità e i gusti degli artisti che incrociamo nel nostro lavoro. Ci sarà da divertirsi, ne siamo sicuri!!

Ponte Del Diavolo “De Venom Natura” (Season Of Mist, 2026)

I Ponte Del Diavolo, band di Torino, tornano con “De Venom Natura”, un misto di doom e post-metal. Atmosfere sferzate da violente accelerazioni condite dal canto di Erba del Diavolo, voce soave a volte con accenni di growl, sempre perfettamente posizionati. Band molto interessante, da seguire con attenzione.

Handsome Jack “Barburners!” (Alive, 2026)

Un altro buon lavoro, dunque, per gli Handsome Jack, e se sono una delle band preferite di Chris Robinson dei corvi neri un motivo ci sarà.

Namedroppers “Cool Blue Shoes” (Horizon Music Group/Blind Raccoon, 2025)

I Namedroppers coinvolgono e ci regalano una quarantina di minuti scarsi di rock/blues che citano il passato remoto senza perdere un grammo di energia e feeling.

Woda Woda “L’ultimo Testamento” (Sorry Mom, 2025)

Gli heavy rockers Woda Woda in poco più di mezz’ora distruggono antico e nuovo testamento a colpi di hard & heavy cantato in lingua madre , che difficilmente uscirà dai vostri supporti audio in tempi brevi, complimenti.

Joe Bonamassa “B.B. King’s Blues Summit 100-Celebrating The King Of The Blues” (KTBA Records, 2026)

Si tratta di un’opera che chiaramente non si può ignorare se si è amanti del padre di tutti i generi e per il lavoro davvero immenso fatto da chi ha voluto tributare il più grande di tutti. Imperdibile!

The Molotovs “Wasted On Youth” (Marshall Records, 2026)

Chiacchierati, pompati, amati da tutta la critica europea che vede in loro la nuova energia per trascinare il rock inglese in cima al mondo. Lo ammetto mi fa rabbia stare dalla parte dei vincenti, ma… Disco stupendo!

Roberto Formignani “202” (Autoprodotto, 2026)

Roberto Formignani con “202” ci regala un album ispirato e piacevole, suonato con passione e talento e per questo consigliato a tutti gli amanti del rock di matrice blues e southern.

Messa, Shores Of Null, Doomraiser (Orion, Ciampino, 6 febbraio 2026)

Serata italian doom con i Messa, oramai di caratura internazionale, con altre due splendide realtà come Doomraiser e Shores Of Null. Il nostro report!!

Klimt 1918 “Àmor” (Prophecy Productions, 2026)

“Àmor” non solo si candida a personale disco dell’anno, ma scolpisce il nome dei Klimt 1918 nelle cime più alte delle band contemporanee.

Voïvod “Symphonique” (Century Media, 2026)

“Symphonique” è un album/evento che soddisferà i tanti amanti dei Voïvod, ma può essere il punto di partenza per chi volesse conoscere e approfondire la band canadese.

Rock Justice “You’ve Been Served” (Fireflash Records, 2026)

Rock Justice sono un nuovo gruppo hard rock che vede la partecipazione della cantante Maggy Luyten (Ayreon, Beautiful Sin, The Prize, ex-Nightmare) e del chitarrista Bas Maas (Doro, After Forever). “You’ve Been Served” unisce stili musicali vari, con un’atmosfera nostalgica e una produzione ben costruita.

Carmen Ratti Band Featuring Jill Dineen “Come To Me” (MoMojo Records, 2026)

Scoprire band, musicisti e album di qualità superiore è la nostra missione e quando ci riusciamo, come per magia, tutto torna al suo posto, come sempre grazie alla musica…imperdibile.

Elder “Through Zero” (Stickman Records, 2026)

Gli Elder ci regalano cinquanta minuti di musica splendidamente semplice nelle sue complicate strutture progressive, pregne di una sagacia compositiva che è esclusiva dei grandi interpreti del genere, applausi!

Masterplan “Metalmorphosis” (Frontiers, 2026)

Alla fine del viaggio ci troviamo in mano un disco onesto e piacevole, opera di una band che dopo tredici anni di silenzio non ha la minima intenzione di adagiarsi sugli allori e che ogni tanto si diverte sinceramente a spiazzarci.

Delta Generators “On & On” (Self Relehase, 2026)

Un disco del genere, nel suo rude approccio rock, è consigliato anche agli amanti dei suoni più duri, soprattutto per la sua atmosfera live che risulta l’asso nella manica dei Delta Generators.

Boogie Beasts “Don’t Be So Mean!-A Tribute To R.L. Burnside” (Donor Productions/Naked, 2026)

Tutto l’album che risplende della luce leggendaria di Burnside e della sua musica. I Boogie Beasts si confermano cult band e grandi conoscitori della storia del blues.

The Zen Circus + Lamante, venerdì 12 giugno allo Sherwood Festival di Padova

Un concerto ricco di energia ed emozione, gli Zen Circus si confermano una delle band più importanti del rock italiani di questi confusi anni duemila.

King Tuff “Moo” (Thirty Tigers, 2026)

A volte bastano una chitarra, buone idee e un talento spropositato per fare dell’ottimo rock’n’roll e King Tuff ci è ancora una volta riuscito.

Abyssian “Let Me Die Under The Stars” (Black Widow Records, 2026)

Grande crescita per gli Abyssian e altro colpo della Black Widow Records che, dopo i Sarvaega (clicca sul link colorato per leggerne la recensione), conferma per l’ennesima volta di essere punto di riferimento per il dark sound italiano (e non solo).

Spread Eagle “The Brutal Divine” (Frontiers Records, 2026)

Gli  Spread Eagle band hard rock di New York  nata a fine degli anni ’80, pubblicano un quarto album che può essere apprezzato sia dai nuovi che dai vecchi fan. La band ha ancora spazio per crescere, la scrittura è solida ben arrangiata: un buon disco hard rock vecchia maniera.

Bolan “Gargoyle Of The Garden State” (earMUSIC, 2026)

Rachel Bolan si fa avanti con il suo primo album da solista sotto il nome di Bolan “Gargoyle Of The Garden State” è un debutto audace e profondamente personale, radicato nel coraggio, nell’atteggiamento e nello spirito narrativo del New Jersey.

Philip Sayce “Scorched Earth Vol. Two Live In LA/London” (Forty Below Records ,2026)

Un documento live che appassionerà non poco gli amanti del sound del nostro eroe, un vero satanasso quando mette i piedi su di un palco, consigliato.

Alice Armstrong Live “Blood In The Water” (Indipendent, 2026)

Alice Armstrong dà prova d’essere una grande interprete della sua musica e non solo, divina quando la potenza non inficia una raffinatezza innata per melodie soul che aleggiano su questi sette splendidi brani.

Brown Horse “Total Dive” (Loose Music, 2026)

La band inglese suona un crossover tra indie rock e country in cui non si contano i momenti di emozionante songwriting dove trapela la loro alchimia, con le atmosfere e le sensazioni scaturite dall’ascolto dei colleghi d’oltreoceano.

Ryan Bingham And The Texas Gentlemen “They Call Us The Lucky Ones” (Thirty Tigers, 2026)

Tra canzoni più ariose ed altre dove il senso di tragica disperazione è palese, con “They Call Us The Lucky Ones” Ryan Bingham si conferma come cantore di un’America più vera, seguendo le orme dei grandi autori del passato, bravo.

Vanden Plas “AcCult2” (Frontiers Records, 2026)

I pionieri tedeschi del progressive metal Vanden Plas tornano con “AcCult 2”, il tanto atteso sequel acustico del primo capitolo del 1996. Ecco brani selezionati del loro vasto catalogo con nuovi arrangiamenti acustici, che offrono una prospettiva completamente nuova sulla musica della band.

Jason Ricci And The Bad Kind “13 Hours” (Gulf Coast Records, 2026)

Dopo un’ora di grande musica l’album si chiude in crescendo con i dodici minuti della title track, salutandoci e dandoci appuntamento al prossimo giro di walzer, pardon… di blues.

Red Sun “Songs From Hidden Places” (Subsounds Records, 2026)

alberto centenari
Allegati
ven 5 giu, 14:01 (18 ore fa)
a me
Il nuovo album dei piacentini Red Sun è un viaggio tra deserti e psiche, là dove l’elettronica aiuta viaggi staccati dal tempo e da corpi, in bilico tra visioni e realtà.

Jared James Nichols “Louder Than Fate” (Frontiers Records, 2026)

“Louder Than Fate” mette in mostra il talento di Jared James Nichols, classe 1989, un disco ben suonato, in un misto di eleganza e spunti hard. Brani che dal vivo troveranno la massima espressione.

Manraze “Lock, Stock & Barrel” (Hear No Evil, 2026)

Un cofanetto che celebra i Manraze, un supergruppo ingiustamente poco ricordato, formato da Phil Collen, Paul Cook e Simon Laffy. Essenza rock’n’roll!!

Stefano Dentone /Sundance Duo “The Seagull & The 7 Sisters” (Stefano Dentone, 2026)

Album da assaporare nota dopo nota, ritagliandosi lo spazio e il tempo per farlo vostro, bellissimo.

Armored Saint “Emotion Factory Reset” (Metal Blade Records, 2026)

Gli Armored Saint continuano imperterriti per la loro strada, presentando l’ennesimo grande album della loro carriera e confermando un’innata capacità a scrivere brani in cui si fondono potenza, melodia e immediatezza, ma che, al contempo, presentano sfumature variegate che invitano a più ascolti.

The 69 Eyes “I Survive” (BLKIIBLK, 2026)

“I Survive” è un EP che ha praticamente tutto il mood necessario ad entrare nella discografia dei 69 Eyes, è breve, ma affilato come un rasoio, un tassello che aumenta ancora di più l’attesa per il prossimo album.

The Nude Party “Look Who’s Back” (The Nude Party, 2026)

“Look Who’s Back” rimane un gioiellino da fare vostro se avete fame di rock americano baciato dal sole dello psych/country. Promosso.

Spell “Wretched Heart” (Bad Omen Records, 2026)

Altro album da avere assolutamente, “Wretched Heart” ha il compito di ribadire l’altissima qualità della proposta del gruppo canadese, che di fatto non assomiglia a nessuno se non a se stesso, come i gruppi che definiamo grandi e che indicano una via. chapeau.

Softcult “When a Flower Doesn’t Grow” (EasyLife, 2026)

Due gemelle canadesi firmano la combinazione perfetta: grunge e shoegaze, per un debutto che ammalia e seduce.

Il gatto, il topo e gli stem silenziosi: l’intelligenza artificiale sta cambiando le regole della musica. Ma chi le scrive?

Stem silenziosi, detection tool e il gioco del gatto e del topo: come l’intelligenza artificiale sta cambiando la musica e perché servono regole, non divieti.

Lynch Mob “The Final Ride live” (Frontiers Records, 2026)

George Lynch pubblica “The Final Ride” l’album live definitivo dei Lynch Mob, che cattura l’ultima corsa della band sul palco.
Il disco la linea fondamentale dei Lynch Mob e soprattutto un promemoria di quanto sia incredibile il repertorio di George Lynch.

Romeo “Déjà Vu Letters” (Street Symphonies Records, 2026)

I Romeo sono una rock’n’roll band dal carattere forte e senza compromessi, nata nel 2024, ispirata dal sound vintage di metà anni ’70 e ’80 attinge l’ispirazione da band come Thin Lizzy, UFO, Cheap Trick e The Dogs D’Amour. Un gran bel debutto!

The Alexis P. Sutter Band “Just Stay Live – Featuring Garth Hudson” (Nola Blue Records, 2026)

Una delle ultime apparizioni live di Garth Hudson che diventa anche la fotografia della The Alexis P. Sutter Band dell’epoca. Una band e un’interprete da scoprire se siete amanti del soul/blues e del gospel.

Layout 18: Azrael, Sconfitta, Alcstones, Elle

Una nuova puntata di Layout, per esplorare l’underground musicale nazionale, in tutte le sue forme creative.

The Quill “Master Of The Sky” (Metalville, 2026)

I The Quill sono tornati con un lavoro ispiratissimo, granitico e melodico come solo loro sanno creare…una garanzia.

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mirko DeFox, cantante degli Axe Hero, produttore, discografico, organizzatore di eventi e tanto altro. E per Mirko il motto è uno solo: il rock è immortale e la nostalgia non esiste!!

Scena metal italiana: il silenzio dei media non è una recensione

Scena metal italiana: perché le webzine non coprono le band di casa? Non è snobismo, è un meccanismo preciso che si può capire e cambiare.

Marc Broussard “Change Worth Taking” (KTBA Records, 2026)

Di Marc Broussard vi avevamo parlato poco più di un mese fa, in occasione della recensione sul nuovo album di cover “SOS V: Songs Of The 50s'”, ultimo di una manciata di lavori con sigla SOS, di cui il ricavato andava ad associazioni no profit come “Love Of People” in...

49 Winchester “Change Of Plans” (Lucille Records/MCA, 2026)

Capitanato da l’enorme talento vocale e compositivo di Isaac Gibson, il gruppo della Virginia va oltre le aspettative per avvicinarsi spedito ai lustri di quella manciata di gruppi che stanno dando nuova vita e linfa ai suoni americani “classici”.

Mandy Manala “Something Wicked” (Argonauta Records, 2026)

Era difficile ripetersi sui livelli del primo album, ma i Mandy Manala ci sono riusciti appieno e si confermano una delle migliori realtà odierne in campo hard rock.

Tori Amos “In Times Of Dragons” (Fontana, 2026)

Un disco che ci riconsegna l’artista che 35 anni fa con la sua voce ed il suo pianoforte ci fece sognare ed oggi, ci fa riflettere sognando.

Darkthrone “Pre-Historic Metal” (Peaceville Records, 2026)

Continua il viaggio nel passato della band di Fenriz e Nocturno Culto, con una barbarica odissea nel metal che fu, trattato alla loro maniera.

Mike Zito “Outside Or The Eastside” (Gulf Coast Records, 2026)

La chitarra blues di Mike Zito è sempre una garanzia di qualità e anche questo nuovo album lo conferma.