BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Selwyn Birchwood “Electric Swamp Fuckin’ Blues” (Alligator Records, 2026)

Il nuovo album di Selwyn Birchwood non ha un momento di stanca, prende la vostra anima e la imprigiona buttando via la chiave, grande ritorno e applausi a scena aperta.

Fatal Vision “Four Sides To Every Story” (Escape Music, 2026)

I canadesi Fatal Vision, il loro suono evoca band come Europe, Journey o Asia, per una piacevole sorpresa che riesce a rinfrescare il genere senza perdere le sue radici più classiche.

Sarvaega “Postumo” (Black Widow Records, 2026)

Con “Postumo” la scena doom italiana dimostra di essere più viva che mai e mi auguro che Sarvaega possa seguire la strada tracciata dai Messa, se lo meriterebbe

Taylor Campbell Band “Never Quite Enough” (Taylor Campbell, 2026)

Tom Petty, Turnpike Troubadors, Marshall Tucker Band, Guy Clark, The Steel Woods, c’è questo e molto altro ancora tra i solchi di “Never Quite Enough”, soprattutto grande musica, consigliato.

Fangus “Emerald Dream” (From The Urn, 2026)

Ottimo album per questi ragazzi canadesi che hanno verve e attitudine, peccato solo che l’album sia difficile da reperire, anche se sembra sia imminente la ristampa, speriamo in tutti i formati e con una distribuzione adeguata alla sua qualità.

L’Ombra Della Sera “Segreti In Nero” (Black Widow Records, 2026)

La stagione leggendaria del dark sound e della cinematografia oscura italiani degli anni ‘70 rivive in questo meraviglioso progetto alimentato da Fabio Zuffanti ed altri grandi musicisti.

Brother Wallace “Electric Love” (Ato Records, 2026)

“Electric Love” è la riprova che Brother Wallace, imbevuto di gospel fino al midollo anche in virtù di esperienze autobiografiche, è un testimone passionale ed appassionato di una grande e mai doma soul music.

“Burning Ambition – Iron Maiden” di Malcolm Venville (Universal, documentario, 100′, 2026)

“Burning Ambition” non è solo un film che celebra mezzo secolo di storia degli Iron Maiden, è uno degli ultimi baluardi contro la musica finta, contro l’algoritmo, contro la deficienza artificiale, contro la musica digitale gratis, è il nostro manifesto per dire che siamo ancora vivi e che abbiamo scelto il lato giusto della storia.

Brother Cane “Magnolia Medicine” (Double Dragon Records, 2026)

“Magnolia Medicine” è un buon album di southern rock moderno, magari dotato di meno impatto dei vecchi lavori ma pur sempre un prodotto lodevole.

Sevendust “One” (Napalm Records, 2026)

Senza sottolineare i brani meglio riusciti di un’opera di cui avrete già ascoltato ampiamente sul web, lascio appunto alla musica descrivere quello che i Sevendust targati 2026 hanno ancora da dire: sarà ancora una volta ottima musica rock.

The Black Keys “Peaches!” (Easy Eye Sound/Warner Records)

I The Black Keys hanno svoltato per arrivare al crocicchio dove hanno ritrovato lo spirito dei tempi migliori, ci voleva, avanti così.

Webradio nel 2026: il motore formidabile della musica che conta

Storia, pregi, limiti e futuro delle webradio nel 2026: il motore formidabile della musica che conta. La nostra indagine firmata da Edoardo Napoli.

Crown Lands “Apocalypse” (InsideOutMusic/Sony Music, 2026)

Con “Apocalypse” i Crown Lands esprimono tutto il loro immane talento compositivo ed esecutivo, confermandosi una delle migliori realtà dell’hard prog mondiale, proprio nell’anno del ritorno sulla scena dei loro conterranei, nonché ispiratori, Rush.

The Dead Daisies “Live Plus Five” (TDD PTY/Steamhammer, 2026)

Con l’aggiunta di cinque brani, la nuova uscita targata The Dead Daisies risuonerà nei supporti audio dei rockers di tutto il mondo in questa primavera estate 2026, esaltante, irresistibile ed assolutamente imperdibile.

Robin Beck “Living Proof” (Frontiers Records, 2026)

Un album con composizioni di qualità indiscutibile. I musicisti e il suono sono in sintonia con la voce fantastica dell’americana, Robin Bec, una leggenda al pari di Bonnie Tyler e Pat Benatar.

Heavenfall “Thorn” (Rockshots Records, 2026)

Gli Heavenfall pubblicano “Thorn” via Rockshots Records: un disco di heavy metal italiano azzeccato, ricco di idee e con una cattiveria nuova rispetto al passato.

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mickey E. Vil

Cantante e leader dei The Mugshots, autore di colonne sonore, DJ di un programma con quasi trenta anni di storia, autori di libri, articoli e interviste, Mickey E. Vil è uno dei personaggi di punta del nostra scena musicale underground. Andiamo a conoscerlo meglio!!

Von Groove “Born To Rock” (Frontiers Records, 2026)

Tornano i canadesi Von Groove, e “Born To Rock” ti lascia un gran sorriso, un meraviglioso lavoro di rivisitazione del passato ben piantato nel presente. Eccezionali i Von Groove.

Drivin N Cryin “Crushing Flowers” (Drivin N Cryin Records, 2026)

Il nuovo album è formato da una carrellata di brani che, in modo sagace, trovano ispirazione in una buona fetta del meglio che il rock americano abbia regalato nei decenni scorsi.

The Cold Stares “Texas” (Mascot Records, 2026)

Conferme che forse erano già state date in abbondanza in passato, ma che con “Texas” lasciano spazio alla convinzione di essere al cospetto di una delle band più significative del rock blues odierno.

Crippled Black Phoenix “Sceaduhelm” (Season Of Mist, 2026)

I Crippled Black Phoenix sorprendono ancora e dimostrano quanto l’underground inglese sia lontano dall’esaurire la propria capacità di produrre opere importanti.

Jesper Lindell “3614 Jackson Highway” (Yep Rock, 2026)

Un album che trasuda leggenda da tutti i pori e ci restituisce un artista dalla grande passione e talento, dalla voce sanguigna e dall’amore smisurato per queste sonorità.

Jonathon Boogie Long “Courage In The Chaos” (Myrical Records, 2026)

Se sei nato a Baton Rouge in Louisiana, che tu lo voglia o no cresci con il blues tatuato nel…

Confess “Metalmorphosis” (Frontiers Records, 2026)

Bravi i Confess che con questo quarto album, pubblicano il loro miglior lavoro e sono pronti a raccogliere l’eredità di Crashdïet e Hardcore Superstar.

Crobot “Supermoon” (Megaforce Records, 2026)

“Supermoon” è il tipo di album che dimostra come la coerenza sia la strada migliore per un album di qualità.  Le influenze non sono un mistero, ma il modo in cui vengono presentate dà vita a un suono davvero unico. Bravi!

Moonlight Haze – “Interstellar Madness” (Scarlet Records, 2026) – Recensione

Quinto capitolo della carriera Moonlight Haze: un EP cosmico e ambizioso, prodotto da Sascha Paeth, che porta il symphonic power metal italiano su standard internazionali.

Ben Brandt “Solid Ground” (Katalex Records, 2026)

“Solid Ground” è un album che riesce ad accontentare più palati, per questo consigliato sia ai fans del rock blues che a quelli più inclini a sonorità soul/funk.

Eliza Neals “Thunder In The House” (E & H Records, 2026)

Un nuovo album della cantante, pianista e produttrice discografica Eliza Neals è sempre sinonimo di grande blues rock, sanguigno e grintoso, di scuola metropolitana e di grande impatto.

Exhumed: teste mozzate e gore metal sul pubblico! (Traffic, 25 aprile 2026)

I californiani Exhumed riportano in auge i giorni gloriosi del gore metal, quello vero e putrefatto. E Roma risponde presente!

Venom “Into Oblivion” (Noise/Bmg, 2026)

A distanza di quasi mezzo secolo, l’essenza di ciò che rende speciale i Venom è rimasta intatta, un perfetto equilibrio tra aggressività e orecchiabilità, misto a quel rifiuto di prendersi troppo sul serio. “Into Oblivion” piacerà sia ai vecchi e ai nuovi fan.

Foo Fighters “Your Favorite Toys” (Roswell Records/RCA Records, 2026)

Non sarà sicuramente il migliore album dei Foo Fighters ma “Your Favorite Toys” è un riuscito ritorno alla vita; difficile, drammatico ma voluto con tutte le forza da una delle rock band più importati degli ultimi anni, bentornati.

Avon Desert Rock “Black On Sunshine” (Go Down Records, 2026)

Un buon ritorno, per il trio degli Avon, autori di un album che è vangelo per gli appassionati di stoner e desert rock.

Hardline “Shout” (Steamhammer, 2026)

Un buon ritorno questo degli Hardline, un disco ben interpretato da Johnny Joely, che si conferma un gran cantante, le canzoni scorrono con qualità, grazie ad una band preparata e che ama ciò che suona. Una conferma che farà piacere ai fan.

Arthur Brown, il padre dello shock rock

La prima maschera, le prime fiamme, le prime performance teatrali, il primo screaming, la prima elettronica, nella storia della nostra musica preferita. Ladies and gentlemen: Mr. Arthur Brown!

John Corabi “New Day” (Frontiers, 2026)

E’ un periodo dove John Corabi è presente nelle vetrine degli ormai quasi del tutto virtuali negozi di dischi e noi non possiamo che esserne felici e ringraziarlo di tanta bellezza, imperdibile.

Chäinfist “Chäinfist ” (Stormbound Records, 2026)

Nato da un profondo e condiviso rispetto per gruppi come Motörhead, Venom e Sodom, Chäinfist è esattamente ciò che sembra: un disco ruvido, la produzione è iper fragorosa, si fa apprezzare per la sua genuina sfrontatezza.

Astrolabio “Una volta qui era tutta campagna pubblicitaria” (Andromeda Relix, 2026)

Gli Astrolabio firmano un’altra opera irriverente, ironica e densa di significati, che alza il rock italiano a un livello altissimo, dove lo spettatore si trova in una regnatela di riferimenti ed è costretto a concentrarsi nell’ascolto, evitando di disperdere attenzione.

Twenty Four Hours “At The Edge Of Faith” (Andromeda Relix, 2026)

Un altro capitolo, il decimo, originale, ricco di musica affascinante e mai banale, che conferma gli italiani Twent Four Hors, una delle band più interessanti del panorama prog psichedelico internazionale.

Angine De Poitrine “Vol. 2” (Spectacles Bonzaï, 2026)

Non è una baracconata, è musica vera e originale, dissonante alle orecchie degli abituali consumatori di rock e anche per questo interessante. Resta da capire il motivo dell’enorme successo di una proposta decisamente underground.

Dark Millennium “Come” (Massacre Records, 2026)

Death, Doom, Black, Prog tutto mischiato insieme senza soluzione di continuità e senza un ordine apparente. Se ti lasci trasportare questo disco è un bel viaggio.

Dimmu Borgir “Grand Serpent Rising”  (Nuclear Blast, 2026)

Otto anni di attesa ma non tutto funziona. Grand Serpent Rising è come una nera montagna, arrivi al picco verso metà album e poi ricominci a scendere. Indomabili ma forse stanchi.

Satellite Inn “From Nowhere Revisited” (Cortez, 2026)

Il ritorno dei nostri eroi dell’alt country è quanto di meglio si potesse sperare, rendendone l’ascolto un rito obbligatorio per tutti gli appassionati del genere.

Da David Bowie a Freddie Mercury a Johnny Cash. Testamenti in musica: quando si muore cantando!!

𝑻𝒆𝒔𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒊𝒏 𝒎𝒖𝒔𝒊𝒄𝒂, 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒔𝒊 𝒎𝒖𝒐𝒓𝒆 𝒄𝒂𝒏𝒕𝒂𝒏𝒅𝒐
Partendo dal disco scritto da Mike Peters in punto di morte, il nostro Gabriele Bassanetti viaggia tra alcuni dei più grandi amati che hanno scelto di salutare la vita continuando a fare musica. Non è un tuffo nella tristezza o un elogio della morte, ma al contrario un elogio alla vita. Infatti ricordare questi artisti è il miglior modo per mostrarci grati a ciò che ci hanno donato: la loro arte.

Green Carnation “A Dark Poem, Part III: The Messiah Complex” (Season Of Mist, 2026)

Terzo e ultimo capitolo di “A Dark Poem”, che nella sua interezza è un’opera maestosa e impegnativa che richiede più di un ascolto per coglierne i tanti dettagli.

Green Lung “Necropolitan” (Nuclear Blast Records, 2026)

Con “Necropolitan” i Green Lung confermano di essere una grandissima band e, dopo l’addio di Ozzy e di fatto dei Black Sabbath più doom, si candidano per raccoglierne l’eredità artistica in patria e non solo.

Jehovah On Death “Lágrimas De Oro” (I, Voidhanger Records, 2026)

Gli Jehovah On Death sono una realtà del panorama rock internazionale della quale sentiremo molto parlare; hanno attitudine, idee, immagine, talento e sanno dove vogliono andare. Speriamo che presto si esibiscano in Italia, la loro proposta trova nel palco il suo ambiente ideale.

Cinquant’anni anni fa esatti nasceva il punk. O più precisamente cominciava a morire

𝐏u𝐧k: 𝐪u𝐚n𝐝o n𝐚s𝐜i𝐭a e m𝐨r𝐭e c𝐨i𝐧c𝐢d𝐨n𝐨. S𝐜o𝐩r𝐢a𝐦o p𝐞r𝐜h𝐞̀!
8 settembre 1976, esce “Anarchy In The UK”, primo singolo dei Sex Pistols, per convenzione il giorno in cui tutto ha inizio. E invece è la fine!

Andromeda presenta: 33+1 dischi anni ’80 di HARD, HEAVY, FM, AOR canadese!

Dalla fanzine n.8, che presenta 111 album di hard rock/heavy metal canadese, estrapoliamo 33 album. Non i migliori, ma quelli con cui vogliamo stimolare la vostra curiosità. Se siete interessati alla fanzine scrivetemi in privato.

Shakra “Just Live Loud!” (Frontiers Records, 2026)

Gli svizzeri Shakra ancora una volta non deludono, dinamiche ed energia vi faranno divertire, in questo nuovo album ricco di chitarre potenti e ritornelli melodici, scritti per essere riproposti in sede live.

Sweet Electric “Something Something Disco” (Autoprodotto, 2026)

Secondo disco per la band di Colonia Sweet Electric, “Something Something Disco”  è un disco pensato, non c’è una canzone decisamente brutta nell’album, e sebbene manchi un filo conduttore (cosa che potrebbe essere voluta) risulta difficile non innamorarsi di questi cinque simpatici, scanzonati ragazzi

Scorpion Milk “Flesh Masks For Skulls”  (Peaceville Records, 2026)

Nuovo EP per la creatura di Mat McNerney, quattro brani nuovo e un remix curato da ospiti sorprendenti

Avrak “Avrak” (Peaceville Records, 2026)

Il gruppo di Ted Skjellum, alias Nocturno Culto, al di fuori dei Darkthrone, per dare piena soddisfazione alla sua passione per l’old metal.

The Night Eternal “Cold Velvet” (Metal Blade Records, 2026)

Sono certo che “Cold Velvet” sarà l’album della consacrazione di una band solida, determinata e capace di schierare un vocalist riconoscibile al primo ascolto.

Ricky Warwick “Fire & Vengeance” (Earache Records, 2026)

RQuesto non è solo un disco, ma una raccolta di pensieri, umori e storie di Ricky Warwick, un rocker vero che da 40 anni canta e suona quello che ama.

CoreLeoni “Generection” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Il chitarrista e membro fondatore dei Gotthard torna in prima linea con i suoi CoreLeoni. Questo quarto album è il lavoro più pesante, per un hard Rock tirato mischiato ad une vena soul molto interessante.

Gjenferd “Black Smoke Rising” (Apollon Records, 2026)

La fiamma dell’hard rock dei ‘70 non cesserà mai di spegnersi, ovunque, tanto più nei paesi scandinavi, dove centinaia di band radicano le loro basi in quel periodo. Non è facile per gli appassionati e i cultori arrivare a conoscere tutto e, soprattutto, avere il...

Black Reflex “Zero Dawn” (Andromeda Relix, 2026)

“Zero Dawn” è un album importante, di vero heavy metal, che speriamo non si mescoli alla massa di titoli metal fatti con il metodo del copia/incolla e trovi l’attenzione che merita.

Stormbringer “Transcendence” (Attic Records, 2026)

La band del Northamptonshire torna con ‘Transcendence’. I ragazzi hanno confezionato un disco travolgente, di classico heavy metal, come si faceva ai tempi d’oro del genere. Assolutamente consigliato e per me è sicuramente uno dei migliori dischi del genere in questo 2026.

Pirate Queen “Sailing Around The World” (Despotz Records, 2026)

Le Pirate Queen proseguono il loro viaggio attraverso i mari dell’heavy metal con il secondo album “Sailing Around The World”. Un combinazione affascinante di epic, melodia ed energia, perfetta per mettersi in viaggio con le regine dei pirati.

“Over The Edge Ft. Mickey Thomas – XXX Anniversary Edition” (Frontiers Records, 2026) 

Arriva la ristampa di “Over The Edge”, l’acclamato album rock melodico che presenta la voce inconfondibile di Mickey Thomas (Starship, Jefferson Starship), originariamente pubblicato nel 2004,

Todd Adelman “Todd Adelman And The Woodsmen” (VFIB Recordings, 2026)

Todd Adelman And The Woodsmen risulta quindi un album di genere, niente di più niente di meno, ma pregno di atmosfere suggestive e belle canzoni. What Else?

Sha-Boom “Another Nail In The Coffin” (Silver Lining Music, 2026)

Dopo oltre vent’anni, gli hard rocker svedesi Sha-Boom sono tornati in vita con “Another Nail In The Coffin”, un un bel ritorno, un gran disco AOR, consigliatissimo per gli amanti del genere.

Jeffrey Halford And The Healers “Used Parts” (Shoeless Records, 2026)

Album piacevole, che non potete perdere se siete amanti dei suoni tradizionali d’oltreoceano.

Mad Max “Stories Of Destiny” ( Rock Of Angels Records, 2026)

45 anni di Mad Max, band tedesca che ha lasciato il segno nel mondo hard&heavy di stampo europeo. “Stories Of Destiny” si presenta pulito e moderno, Rolf Munkes ha compiuto un buon lavoro, per un ritorno che merita un plauso.

Joanna Connor “Live On 11/11” (MC Records, 2026)

Grandi brani, improvvisazioni e jam da infarto, fanno di questo live un documento prezioso su di un’artista magari qualche passo indietro a livello di popolarità rispetto ad altre colleghe della scena, ma sicuramente al top se si parla di passione, attitudine e bravura.

Flotsam And Jetsam “Rats In The Temple” (Napalm Records, 2026)

I Flotsam e Jetsam ci offrono il loro miglior disco post reunion, una produzione aggressiva e dura rispetto alle prime uscite anni ’80, ma i tempi chiedono questo e l’anima non ne esce snaturata. Gran disco thrash metal!

The Alarm “Transformation” (Twenty First Century Recording Company, 2026)

Il commovente ed entusiasmante testamento di Mike Peters. Qui giace un vinto che non si è arreso.

Triosphere “Oceans Above, Stars Below” (Frontiers Records, 2026)

La band norvegese heavy metal Triosphere ritorna dopo ben 12 anni con un nuovo lavoro ambizioso che raccoglie al suo interno molti stili, tra hard rock, power prog e thrash metal, un bel disco per gli amanti del genere.

Cimarron 615 “Same Sky” (Blue Elan, 2026)

Una raccolta di bellissime canzoni country, impreziosite da splendidi intrecci vocali, marchio di fabbrica dei musicisti coinvolti che, come tradizione, non rinunciano a quelle chitarre rock che rafforzano il sound.

Noveria “Becoming After” (Scarlet Records, 2026)

Non posso che dargli dieci, e lo scrivo senza il minimo imbarazzo, perché è un disco meraviglioso e perché ogni tanto conviene dirlo ad alta voce, così magari al prossimo giro non se lo perde nessuno.

Jon Lee & The Apparitions “Next Town” (Magic Hallway Records, 2026)

Un album a cui bisogna dedicare la giusta attenzione ma che non manca di momenti molto interessanti, le ispirazioni possono essere soggettive anche se è indubbio che i generi citati abbiano tutti la loro importanza, promosso.

Tokyo Blade “Hoist The Colors High” (Cherry Red Records, 2026)

Bentornati ai Tokyo Blade, oltre quattro decenni dopo con la formazione originale classica e un nuovo album “Hoist the Colours High”: un lavoro muscoloso e incisivo di heavy metal infuocato, con le radici nella NWOBHM!

Issa “Fire & Ice” (Frontiers Records, 2026)

La regina norvegese dell’AOR Issa torna con “Fire And Ice”, il suo disco più esaltante e cinematografico. Ogni traccia dell’album è scritta e prodotta dai leggendari fratelli Tom e James Martin, che hanno creato un suono che cattura perfettamente lo spirito del rock melodico degli anni ’80.

Social Distortion “Born To Kill” (Epitaph, 2026)

Il tempo passa per tutti, anche per un gruppo puro come questo ma, credetemi, “Born To Kill”, titolo troppo cattivo per quello che si ascolta, ci offre tante cose che meritano di essere ascoltate. Soprattutto se siete fan della band.

Robert Jon & The Wreck “Wreckage Vol.3” (Journeyman Records, 2026).

I Robert Jon & The Wreck fanno gli straordinari e noi non possiamo che esserne felici, questa raccolta ci offre uno spaccato odierno del gruppo e la sua voglia di andare per la propria strada, suonando quello che ad oggi riesce meglio, ovvero rock classico, energico e splendidamente sudista.

Kickin Valentina “Anthems From The Underground” (Mighty Music, 2026)

I Kickin Valentina tornano con u album che conferma Pete Newdeck come grande autore di hard ottantiano, tra melodia e street rock.

Night Ranger “Best Of” (Frontiers Records, 2026)

Sesta raccolta, per i californiani Night Ranger. Ma questa volta propone versioni remixate e rimasterizzate di successi che coprono la brillante carriera della band,

Gràinne Duffy “What Am I Supposed To Do?” (Indipendent, 2026)

Altro ottimo lavoro questo nuovissimo “”What Am I Supposed To You?”, Gràinne Duffy si conferma artista da seguire nell’immensa scena blues rock odierna.

Widowspeak “Roses” (Captured Tracks, 2026).

L’album che rientra in quella sfera di ascolti dove musica e magia sono divise da una linea sottilissima lascia che l’ascoltatore entri nel suo mondo con la delicata eleganza che ne conviene, mai troppo energico, ma assolutamente godibile, “Roses” è consigliato ai palati più fini del classic rock (dalle sfumature Indie) del nuovo millennio.

Alchem “Bloody Rose” (The Triad Records – distr. Black Widow Records, 2026)

Gli Alchem, con la loro musica coinvolgente e variegata, devono essere approfonditi da chi cerca emozioni aldilà di strade facili e immediate, andando ad arricchire ulteriormente la scena romana nella quale operano da tempo entità coraggiose e difficilmente etichettabili come Arpia e Dunwich.

The Cinelli Brothers “Live Here And There” (The Cinelli Brothers, 2026)

270 concerti in giro per il mondo, un lungo viaggio portando la propria musica dal vivo.“Live Here And There” è il risultato, il sunto di tanti chilometri, di concerti e storie che formano un pezzo di vita all’insegna del rock’n’roll.

The Eternal “Obscured Horizons” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Con “Obscured Horizons”, The Eternal firma il proprio album migliore, dimostrando che il legame con gli Amorphis ne ha favorito la crescita, forse ancor oltre gli ultimi lavori della stessa band di Helsinki, sempre buoni, ma non così sfaccettati.

Albert Castiglia “Grits & Glory” (Gulf Coast Records, 2026)

Per il prossimo Blood Brothers c’è tempo, intanto godetevi questo “Grits & Glory”, nuovo capitolo di questo grande musicista statunitense. Blues on!

Oddland “Unilluminate To Illuminate” (Frontiers Records, 2026)

Gli Oddland sono una band finlandese di progressive metal. Con questo quarto album hanno affinato il sound, con influenze dei Soen. Un ottimo esempio di progressive metal moderno scandinavo.

The Claypool Lennon Delirium “The Great Parrot-Ox And The Golden Egg Of Empathy” (ATO, 2026)

Una collaborazione che sembrava improbabile giunge al terzo album e la sensazione che sia un regalo troppo grande resta, perché il disco – non è rock, o si? – è follemente bello. Quel bello che non arriva nel cuore, ma nella testa.

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Selwyn Birchwood “Electric Swamp Fuckin’ Blues” (Alligator Records, 2026)

Il nuovo album di Selwyn Birchwood non ha un momento di stanca, prende la vostra anima e la imprigiona buttando via la chiave, grande ritorno e applausi a scena aperta.

Fatal Vision “Four Sides To Every Story” (Escape Music, 2026)

I canadesi Fatal Vision, il loro suono evoca band come Europe, Journey o Asia, per una piacevole sorpresa che riesce a rinfrescare il genere senza perdere le sue radici più classiche.

Sarvaega “Postumo” (Black Widow Records, 2026)

Con “Postumo” la scena doom italiana dimostra di essere più viva che mai e mi auguro che Sarvaega possa seguire la strada tracciata dai Messa, se lo meriterebbe

Taylor Campbell Band “Never Quite Enough” (Taylor Campbell, 2026)

Tom Petty, Turnpike Troubadors, Marshall Tucker Band, Guy Clark, The Steel Woods, c’è questo e molto altro ancora tra i solchi di “Never Quite Enough”, soprattutto grande musica, consigliato.

Fangus “Emerald Dream” (From The Urn, 2026)

Ottimo album per questi ragazzi canadesi che hanno verve e attitudine, peccato solo che l’album sia difficile da reperire, anche se sembra sia imminente la ristampa, speriamo in tutti i formati e con una distribuzione adeguata alla sua qualità.

L’Ombra Della Sera “Segreti In Nero” (Black Widow Records, 2026)

La stagione leggendaria del dark sound e della cinematografia oscura italiani degli anni ‘70 rivive in questo meraviglioso progetto alimentato da Fabio Zuffanti ed altri grandi musicisti.

Brother Wallace “Electric Love” (Ato Records, 2026)

“Electric Love” è la riprova che Brother Wallace, imbevuto di gospel fino al midollo anche in virtù di esperienze autobiografiche, è un testimone passionale ed appassionato di una grande e mai doma soul music.

“Burning Ambition – Iron Maiden” di Malcolm Venville (Universal, documentario, 100′, 2026)

“Burning Ambition” non è solo un film che celebra mezzo secolo di storia degli Iron Maiden, è uno degli ultimi baluardi contro la musica finta, contro l’algoritmo, contro la deficienza artificiale, contro la musica digitale gratis, è il nostro manifesto per dire che siamo ancora vivi e che abbiamo scelto il lato giusto della storia.

Brother Cane “Magnolia Medicine” (Double Dragon Records, 2026)

“Magnolia Medicine” è un buon album di southern rock moderno, magari dotato di meno impatto dei vecchi lavori ma pur sempre un prodotto lodevole.

Sevendust “One” (Napalm Records, 2026)

Senza sottolineare i brani meglio riusciti di un’opera di cui avrete già ascoltato ampiamente sul web, lascio appunto alla musica descrivere quello che i Sevendust targati 2026 hanno ancora da dire: sarà ancora una volta ottima musica rock.

The Black Keys “Peaches!” (Easy Eye Sound/Warner Records)

I The Black Keys hanno svoltato per arrivare al crocicchio dove hanno ritrovato lo spirito dei tempi migliori, ci voleva, avanti così.

Webradio nel 2026: il motore formidabile della musica che conta

Storia, pregi, limiti e futuro delle webradio nel 2026: il motore formidabile della musica che conta. La nostra indagine firmata da Edoardo Napoli.

Crown Lands “Apocalypse” (InsideOutMusic/Sony Music, 2026)

Con “Apocalypse” i Crown Lands esprimono tutto il loro immane talento compositivo ed esecutivo, confermandosi una delle migliori realtà dell’hard prog mondiale, proprio nell’anno del ritorno sulla scena dei loro conterranei, nonché ispiratori, Rush.

The Dead Daisies “Live Plus Five” (TDD PTY/Steamhammer, 2026)

Con l’aggiunta di cinque brani, la nuova uscita targata The Dead Daisies risuonerà nei supporti audio dei rockers di tutto il mondo in questa primavera estate 2026, esaltante, irresistibile ed assolutamente imperdibile.

Robin Beck “Living Proof” (Frontiers Records, 2026)

Un album con composizioni di qualità indiscutibile. I musicisti e il suono sono in sintonia con la voce fantastica dell’americana, Robin Bec, una leggenda al pari di Bonnie Tyler e Pat Benatar.

Heavenfall “Thorn” (Rockshots Records, 2026)

Gli Heavenfall pubblicano “Thorn” via Rockshots Records: un disco di heavy metal italiano azzeccato, ricco di idee e con una cattiveria nuova rispetto al passato.

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mickey E. Vil

Cantante e leader dei The Mugshots, autore di colonne sonore, DJ di un programma con quasi trenta anni di storia, autori di libri, articoli e interviste, Mickey E. Vil è uno dei personaggi di punta del nostra scena musicale underground. Andiamo a conoscerlo meglio!!

Von Groove “Born To Rock” (Frontiers Records, 2026)

Tornano i canadesi Von Groove, e “Born To Rock” ti lascia un gran sorriso, un meraviglioso lavoro di rivisitazione del passato ben piantato nel presente. Eccezionali i Von Groove.

Drivin N Cryin “Crushing Flowers” (Drivin N Cryin Records, 2026)

Il nuovo album è formato da una carrellata di brani che, in modo sagace, trovano ispirazione in una buona fetta del meglio che il rock americano abbia regalato nei decenni scorsi.

The Cold Stares “Texas” (Mascot Records, 2026)

Conferme che forse erano già state date in abbondanza in passato, ma che con “Texas” lasciano spazio alla convinzione di essere al cospetto di una delle band più significative del rock blues odierno.

Crippled Black Phoenix “Sceaduhelm” (Season Of Mist, 2026)

I Crippled Black Phoenix sorprendono ancora e dimostrano quanto l’underground inglese sia lontano dall’esaurire la propria capacità di produrre opere importanti.

Jesper Lindell “3614 Jackson Highway” (Yep Rock, 2026)

Un album che trasuda leggenda da tutti i pori e ci restituisce un artista dalla grande passione e talento, dalla voce sanguigna e dall’amore smisurato per queste sonorità.

Jonathon Boogie Long “Courage In The Chaos” (Myrical Records, 2026)

Se sei nato a Baton Rouge in Louisiana, che tu lo voglia o no cresci con il blues tatuato nel…

Confess “Metalmorphosis” (Frontiers Records, 2026)

Bravi i Confess che con questo quarto album, pubblicano il loro miglior lavoro e sono pronti a raccogliere l’eredità di Crashdïet e Hardcore Superstar.

Crobot “Supermoon” (Megaforce Records, 2026)

“Supermoon” è il tipo di album che dimostra come la coerenza sia la strada migliore per un album di qualità.  Le influenze non sono un mistero, ma il modo in cui vengono presentate dà vita a un suono davvero unico. Bravi!

Moonlight Haze – “Interstellar Madness” (Scarlet Records, 2026) – Recensione

Quinto capitolo della carriera Moonlight Haze: un EP cosmico e ambizioso, prodotto da Sascha Paeth, che porta il symphonic power metal italiano su standard internazionali.

Ben Brandt “Solid Ground” (Katalex Records, 2026)

“Solid Ground” è un album che riesce ad accontentare più palati, per questo consigliato sia ai fans del rock blues che a quelli più inclini a sonorità soul/funk.

Eliza Neals “Thunder In The House” (E & H Records, 2026)

Un nuovo album della cantante, pianista e produttrice discografica Eliza Neals è sempre sinonimo di grande blues rock, sanguigno e grintoso, di scuola metropolitana e di grande impatto.

Exhumed: teste mozzate e gore metal sul pubblico! (Traffic, 25 aprile 2026)

I californiani Exhumed riportano in auge i giorni gloriosi del gore metal, quello vero e putrefatto. E Roma risponde presente!

Venom “Into Oblivion” (Noise/Bmg, 2026)

A distanza di quasi mezzo secolo, l’essenza di ciò che rende speciale i Venom è rimasta intatta, un perfetto equilibrio tra aggressività e orecchiabilità, misto a quel rifiuto di prendersi troppo sul serio. “Into Oblivion” piacerà sia ai vecchi e ai nuovi fan.

Foo Fighters “Your Favorite Toys” (Roswell Records/RCA Records, 2026)

Non sarà sicuramente il migliore album dei Foo Fighters ma “Your Favorite Toys” è un riuscito ritorno alla vita; difficile, drammatico ma voluto con tutte le forza da una delle rock band più importati degli ultimi anni, bentornati.

Avon Desert Rock “Black On Sunshine” (Go Down Records, 2026)

Un buon ritorno, per il trio degli Avon, autori di un album che è vangelo per gli appassionati di stoner e desert rock.

Hardline “Shout” (Steamhammer, 2026)

Un buon ritorno questo degli Hardline, un disco ben interpretato da Johnny Joely, che si conferma un gran cantante, le canzoni scorrono con qualità, grazie ad una band preparata e che ama ciò che suona. Una conferma che farà piacere ai fan.

Arthur Brown, il padre dello shock rock

La prima maschera, le prime fiamme, le prime performance teatrali, il primo screaming, la prima elettronica, nella storia della nostra musica preferita. Ladies and gentlemen: Mr. Arthur Brown!

John Corabi “New Day” (Frontiers, 2026)

E’ un periodo dove John Corabi è presente nelle vetrine degli ormai quasi del tutto virtuali negozi di dischi e noi non possiamo che esserne felici e ringraziarlo di tanta bellezza, imperdibile.

Chäinfist “Chäinfist ” (Stormbound Records, 2026)

Nato da un profondo e condiviso rispetto per gruppi come Motörhead, Venom e Sodom, Chäinfist è esattamente ciò che sembra: un disco ruvido, la produzione è iper fragorosa, si fa apprezzare per la sua genuina sfrontatezza.

Astrolabio “Una volta qui era tutta campagna pubblicitaria” (Andromeda Relix, 2026)

Gli Astrolabio firmano un’altra opera irriverente, ironica e densa di significati, che alza il rock italiano a un livello altissimo, dove lo spettatore si trova in una regnatela di riferimenti ed è costretto a concentrarsi nell’ascolto, evitando di disperdere attenzione.

Twenty Four Hours “At The Edge Of Faith” (Andromeda Relix, 2026)

Un altro capitolo, il decimo, originale, ricco di musica affascinante e mai banale, che conferma gli italiani Twent Four Hors, una delle band più interessanti del panorama prog psichedelico internazionale.

Angine De Poitrine “Vol. 2” (Spectacles Bonzaï, 2026)

Non è una baracconata, è musica vera e originale, dissonante alle orecchie degli abituali consumatori di rock e anche per questo interessante. Resta da capire il motivo dell’enorme successo di una proposta decisamente underground.

Dark Millennium “Come” (Massacre Records, 2026)

Death, Doom, Black, Prog tutto mischiato insieme senza soluzione di continuità e senza un ordine apparente. Se ti lasci trasportare questo disco è un bel viaggio.

Dimmu Borgir “Grand Serpent Rising”  (Nuclear Blast, 2026)

Otto anni di attesa ma non tutto funziona. Grand Serpent Rising è come una nera montagna, arrivi al picco verso metà album e poi ricominci a scendere. Indomabili ma forse stanchi.

Satellite Inn “From Nowhere Revisited” (Cortez, 2026)

Il ritorno dei nostri eroi dell’alt country è quanto di meglio si potesse sperare, rendendone l’ascolto un rito obbligatorio per tutti gli appassionati del genere.

Da David Bowie a Freddie Mercury a Johnny Cash. Testamenti in musica: quando si muore cantando!!

𝑻𝒆𝒔𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒊𝒏 𝒎𝒖𝒔𝒊𝒄𝒂, 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒔𝒊 𝒎𝒖𝒐𝒓𝒆 𝒄𝒂𝒏𝒕𝒂𝒏𝒅𝒐
Partendo dal disco scritto da Mike Peters in punto di morte, il nostro Gabriele Bassanetti viaggia tra alcuni dei più grandi amati che hanno scelto di salutare la vita continuando a fare musica. Non è un tuffo nella tristezza o un elogio della morte, ma al contrario un elogio alla vita. Infatti ricordare questi artisti è il miglior modo per mostrarci grati a ciò che ci hanno donato: la loro arte.

Green Carnation “A Dark Poem, Part III: The Messiah Complex” (Season Of Mist, 2026)

Terzo e ultimo capitolo di “A Dark Poem”, che nella sua interezza è un’opera maestosa e impegnativa che richiede più di un ascolto per coglierne i tanti dettagli.

Green Lung “Necropolitan” (Nuclear Blast Records, 2026)

Con “Necropolitan” i Green Lung confermano di essere una grandissima band e, dopo l’addio di Ozzy e di fatto dei Black Sabbath più doom, si candidano per raccoglierne l’eredità artistica in patria e non solo.

Jehovah On Death “Lágrimas De Oro” (I, Voidhanger Records, 2026)

Gli Jehovah On Death sono una realtà del panorama rock internazionale della quale sentiremo molto parlare; hanno attitudine, idee, immagine, talento e sanno dove vogliono andare. Speriamo che presto si esibiscano in Italia, la loro proposta trova nel palco il suo ambiente ideale.

Cinquant’anni anni fa esatti nasceva il punk. O più precisamente cominciava a morire

𝐏u𝐧k: 𝐪u𝐚n𝐝o n𝐚s𝐜i𝐭a e m𝐨r𝐭e c𝐨i𝐧c𝐢d𝐨n𝐨. S𝐜o𝐩r𝐢a𝐦o p𝐞r𝐜h𝐞̀!
8 settembre 1976, esce “Anarchy In The UK”, primo singolo dei Sex Pistols, per convenzione il giorno in cui tutto ha inizio. E invece è la fine!

Andromeda presenta: 33+1 dischi anni ’80 di HARD, HEAVY, FM, AOR canadese!

Dalla fanzine n.8, che presenta 111 album di hard rock/heavy metal canadese, estrapoliamo 33 album. Non i migliori, ma quelli con cui vogliamo stimolare la vostra curiosità. Se siete interessati alla fanzine scrivetemi in privato.

Shakra “Just Live Loud!” (Frontiers Records, 2026)

Gli svizzeri Shakra ancora una volta non deludono, dinamiche ed energia vi faranno divertire, in questo nuovo album ricco di chitarre potenti e ritornelli melodici, scritti per essere riproposti in sede live.

Sweet Electric “Something Something Disco” (Autoprodotto, 2026)

Secondo disco per la band di Colonia Sweet Electric, “Something Something Disco”  è un disco pensato, non c’è una canzone decisamente brutta nell’album, e sebbene manchi un filo conduttore (cosa che potrebbe essere voluta) risulta difficile non innamorarsi di questi cinque simpatici, scanzonati ragazzi

Scorpion Milk “Flesh Masks For Skulls”  (Peaceville Records, 2026)

Nuovo EP per la creatura di Mat McNerney, quattro brani nuovo e un remix curato da ospiti sorprendenti

Avrak “Avrak” (Peaceville Records, 2026)

Il gruppo di Ted Skjellum, alias Nocturno Culto, al di fuori dei Darkthrone, per dare piena soddisfazione alla sua passione per l’old metal.

The Night Eternal “Cold Velvet” (Metal Blade Records, 2026)

Sono certo che “Cold Velvet” sarà l’album della consacrazione di una band solida, determinata e capace di schierare un vocalist riconoscibile al primo ascolto.

Ricky Warwick “Fire & Vengeance” (Earache Records, 2026)

RQuesto non è solo un disco, ma una raccolta di pensieri, umori e storie di Ricky Warwick, un rocker vero che da 40 anni canta e suona quello che ama.

CoreLeoni “Generection” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Il chitarrista e membro fondatore dei Gotthard torna in prima linea con i suoi CoreLeoni. Questo quarto album è il lavoro più pesante, per un hard Rock tirato mischiato ad une vena soul molto interessante.

Gjenferd “Black Smoke Rising” (Apollon Records, 2026)

La fiamma dell’hard rock dei ‘70 non cesserà mai di spegnersi, ovunque, tanto più nei paesi scandinavi, dove centinaia di band radicano le loro basi in quel periodo. Non è facile per gli appassionati e i cultori arrivare a conoscere tutto e, soprattutto, avere il...

Black Reflex “Zero Dawn” (Andromeda Relix, 2026)

“Zero Dawn” è un album importante, di vero heavy metal, che speriamo non si mescoli alla massa di titoli metal fatti con il metodo del copia/incolla e trovi l’attenzione che merita.

Stormbringer “Transcendence” (Attic Records, 2026)

La band del Northamptonshire torna con ‘Transcendence’. I ragazzi hanno confezionato un disco travolgente, di classico heavy metal, come si faceva ai tempi d’oro del genere. Assolutamente consigliato e per me è sicuramente uno dei migliori dischi del genere in questo 2026.

Pirate Queen “Sailing Around The World” (Despotz Records, 2026)

Le Pirate Queen proseguono il loro viaggio attraverso i mari dell’heavy metal con il secondo album “Sailing Around The World”. Un combinazione affascinante di epic, melodia ed energia, perfetta per mettersi in viaggio con le regine dei pirati.

“Over The Edge Ft. Mickey Thomas – XXX Anniversary Edition” (Frontiers Records, 2026) 

Arriva la ristampa di “Over The Edge”, l’acclamato album rock melodico che presenta la voce inconfondibile di Mickey Thomas (Starship, Jefferson Starship), originariamente pubblicato nel 2004,

Todd Adelman “Todd Adelman And The Woodsmen” (VFIB Recordings, 2026)

Todd Adelman And The Woodsmen risulta quindi un album di genere, niente di più niente di meno, ma pregno di atmosfere suggestive e belle canzoni. What Else?

Sha-Boom “Another Nail In The Coffin” (Silver Lining Music, 2026)

Dopo oltre vent’anni, gli hard rocker svedesi Sha-Boom sono tornati in vita con “Another Nail In The Coffin”, un un bel ritorno, un gran disco AOR, consigliatissimo per gli amanti del genere.

Jeffrey Halford And The Healers “Used Parts” (Shoeless Records, 2026)

Album piacevole, che non potete perdere se siete amanti dei suoni tradizionali d’oltreoceano.

Mad Max “Stories Of Destiny” ( Rock Of Angels Records, 2026)

45 anni di Mad Max, band tedesca che ha lasciato il segno nel mondo hard&heavy di stampo europeo. “Stories Of Destiny” si presenta pulito e moderno, Rolf Munkes ha compiuto un buon lavoro, per un ritorno che merita un plauso.

Joanna Connor “Live On 11/11” (MC Records, 2026)

Grandi brani, improvvisazioni e jam da infarto, fanno di questo live un documento prezioso su di un’artista magari qualche passo indietro a livello di popolarità rispetto ad altre colleghe della scena, ma sicuramente al top se si parla di passione, attitudine e bravura.

Flotsam And Jetsam “Rats In The Temple” (Napalm Records, 2026)

I Flotsam e Jetsam ci offrono il loro miglior disco post reunion, una produzione aggressiva e dura rispetto alle prime uscite anni ’80, ma i tempi chiedono questo e l’anima non ne esce snaturata. Gran disco thrash metal!

The Alarm “Transformation” (Twenty First Century Recording Company, 2026)

Il commovente ed entusiasmante testamento di Mike Peters. Qui giace un vinto che non si è arreso.

Triosphere “Oceans Above, Stars Below” (Frontiers Records, 2026)

La band norvegese heavy metal Triosphere ritorna dopo ben 12 anni con un nuovo lavoro ambizioso che raccoglie al suo interno molti stili, tra hard rock, power prog e thrash metal, un bel disco per gli amanti del genere.

Cimarron 615 “Same Sky” (Blue Elan, 2026)

Una raccolta di bellissime canzoni country, impreziosite da splendidi intrecci vocali, marchio di fabbrica dei musicisti coinvolti che, come tradizione, non rinunciano a quelle chitarre rock che rafforzano il sound.

Noveria “Becoming After” (Scarlet Records, 2026)

Non posso che dargli dieci, e lo scrivo senza il minimo imbarazzo, perché è un disco meraviglioso e perché ogni tanto conviene dirlo ad alta voce, così magari al prossimo giro non se lo perde nessuno.

Jon Lee & The Apparitions “Next Town” (Magic Hallway Records, 2026)

Un album a cui bisogna dedicare la giusta attenzione ma che non manca di momenti molto interessanti, le ispirazioni possono essere soggettive anche se è indubbio che i generi citati abbiano tutti la loro importanza, promosso.

Tokyo Blade “Hoist The Colors High” (Cherry Red Records, 2026)

Bentornati ai Tokyo Blade, oltre quattro decenni dopo con la formazione originale classica e un nuovo album “Hoist the Colours High”: un lavoro muscoloso e incisivo di heavy metal infuocato, con le radici nella NWOBHM!

Issa “Fire & Ice” (Frontiers Records, 2026)

La regina norvegese dell’AOR Issa torna con “Fire And Ice”, il suo disco più esaltante e cinematografico. Ogni traccia dell’album è scritta e prodotta dai leggendari fratelli Tom e James Martin, che hanno creato un suono che cattura perfettamente lo spirito del rock melodico degli anni ’80.

Social Distortion “Born To Kill” (Epitaph, 2026)

Il tempo passa per tutti, anche per un gruppo puro come questo ma, credetemi, “Born To Kill”, titolo troppo cattivo per quello che si ascolta, ci offre tante cose che meritano di essere ascoltate. Soprattutto se siete fan della band.

Robert Jon & The Wreck “Wreckage Vol.3” (Journeyman Records, 2026).

I Robert Jon & The Wreck fanno gli straordinari e noi non possiamo che esserne felici, questa raccolta ci offre uno spaccato odierno del gruppo e la sua voglia di andare per la propria strada, suonando quello che ad oggi riesce meglio, ovvero rock classico, energico e splendidamente sudista.

Kickin Valentina “Anthems From The Underground” (Mighty Music, 2026)

I Kickin Valentina tornano con u album che conferma Pete Newdeck come grande autore di hard ottantiano, tra melodia e street rock.

Night Ranger “Best Of” (Frontiers Records, 2026)

Sesta raccolta, per i californiani Night Ranger. Ma questa volta propone versioni remixate e rimasterizzate di successi che coprono la brillante carriera della band,

Gràinne Duffy “What Am I Supposed To Do?” (Indipendent, 2026)

Altro ottimo lavoro questo nuovissimo “”What Am I Supposed To You?”, Gràinne Duffy si conferma artista da seguire nell’immensa scena blues rock odierna.

Widowspeak “Roses” (Captured Tracks, 2026).

L’album che rientra in quella sfera di ascolti dove musica e magia sono divise da una linea sottilissima lascia che l’ascoltatore entri nel suo mondo con la delicata eleganza che ne conviene, mai troppo energico, ma assolutamente godibile, “Roses” è consigliato ai palati più fini del classic rock (dalle sfumature Indie) del nuovo millennio.

Alchem “Bloody Rose” (The Triad Records – distr. Black Widow Records, 2026)

Gli Alchem, con la loro musica coinvolgente e variegata, devono essere approfonditi da chi cerca emozioni aldilà di strade facili e immediate, andando ad arricchire ulteriormente la scena romana nella quale operano da tempo entità coraggiose e difficilmente etichettabili come Arpia e Dunwich.

The Cinelli Brothers “Live Here And There” (The Cinelli Brothers, 2026)

270 concerti in giro per il mondo, un lungo viaggio portando la propria musica dal vivo.“Live Here And There” è il risultato, il sunto di tanti chilometri, di concerti e storie che formano un pezzo di vita all’insegna del rock’n’roll.

The Eternal “Obscured Horizons” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Con “Obscured Horizons”, The Eternal firma il proprio album migliore, dimostrando che il legame con gli Amorphis ne ha favorito la crescita, forse ancor oltre gli ultimi lavori della stessa band di Helsinki, sempre buoni, ma non così sfaccettati.

Albert Castiglia “Grits & Glory” (Gulf Coast Records, 2026)

Per il prossimo Blood Brothers c’è tempo, intanto godetevi questo “Grits & Glory”, nuovo capitolo di questo grande musicista statunitense. Blues on!

Oddland “Unilluminate To Illuminate” (Frontiers Records, 2026)

Gli Oddland sono una band finlandese di progressive metal. Con questo quarto album hanno affinato il sound, con influenze dei Soen. Un ottimo esempio di progressive metal moderno scandinavo.

The Claypool Lennon Delirium “The Great Parrot-Ox And The Golden Egg Of Empathy” (ATO, 2026)

Una collaborazione che sembrava improbabile giunge al terzo album e la sensazione che sia un regalo troppo grande resta, perché il disco – non è rock, o si? – è follemente bello. Quel bello che non arriva nel cuore, ma nella testa.

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Selwyn Birchwood “Electric Swamp Fuckin’ Blues” (Alligator Records, 2026)

Il nuovo album di Selwyn Birchwood non ha un momento di stanca, prende la vostra anima e la imprigiona buttando via la chiave, grande ritorno e applausi a scena aperta.

Fatal Vision “Four Sides To Every Story” (Escape Music, 2026)

I canadesi Fatal Vision, il loro suono evoca band come Europe, Journey o Asia, per una piacevole sorpresa che riesce a rinfrescare il genere senza perdere le sue radici più classiche.

Sarvaega “Postumo” (Black Widow Records, 2026)

Con “Postumo” la scena doom italiana dimostra di essere più viva che mai e mi auguro che Sarvaega possa seguire la strada tracciata dai Messa, se lo meriterebbe

Taylor Campbell Band “Never Quite Enough” (Taylor Campbell, 2026)

Tom Petty, Turnpike Troubadors, Marshall Tucker Band, Guy Clark, The Steel Woods, c’è questo e molto altro ancora tra i solchi di “Never Quite Enough”, soprattutto grande musica, consigliato.

Fangus “Emerald Dream” (From The Urn, 2026)

Ottimo album per questi ragazzi canadesi che hanno verve e attitudine, peccato solo che l’album sia difficile da reperire, anche se sembra sia imminente la ristampa, speriamo in tutti i formati e con una distribuzione adeguata alla sua qualità.

L’Ombra Della Sera “Segreti In Nero” (Black Widow Records, 2026)

La stagione leggendaria del dark sound e della cinematografia oscura italiani degli anni ‘70 rivive in questo meraviglioso progetto alimentato da Fabio Zuffanti ed altri grandi musicisti.

Brother Wallace “Electric Love” (Ato Records, 2026)

“Electric Love” è la riprova che Brother Wallace, imbevuto di gospel fino al midollo anche in virtù di esperienze autobiografiche, è un testimone passionale ed appassionato di una grande e mai doma soul music.

“Burning Ambition – Iron Maiden” di Malcolm Venville (Universal, documentario, 100′, 2026)

“Burning Ambition” non è solo un film che celebra mezzo secolo di storia degli Iron Maiden, è uno degli ultimi baluardi contro la musica finta, contro l’algoritmo, contro la deficienza artificiale, contro la musica digitale gratis, è il nostro manifesto per dire che siamo ancora vivi e che abbiamo scelto il lato giusto della storia.

Brother Cane “Magnolia Medicine” (Double Dragon Records, 2026)

“Magnolia Medicine” è un buon album di southern rock moderno, magari dotato di meno impatto dei vecchi lavori ma pur sempre un prodotto lodevole.

Sevendust “One” (Napalm Records, 2026)

Senza sottolineare i brani meglio riusciti di un’opera di cui avrete già ascoltato ampiamente sul web, lascio appunto alla musica descrivere quello che i Sevendust targati 2026 hanno ancora da dire: sarà ancora una volta ottima musica rock.

The Black Keys “Peaches!” (Easy Eye Sound/Warner Records)

I The Black Keys hanno svoltato per arrivare al crocicchio dove hanno ritrovato lo spirito dei tempi migliori, ci voleva, avanti così.

Webradio nel 2026: il motore formidabile della musica che conta

Storia, pregi, limiti e futuro delle webradio nel 2026: il motore formidabile della musica che conta. La nostra indagine firmata da Edoardo Napoli.

Crown Lands “Apocalypse” (InsideOutMusic/Sony Music, 2026)

Con “Apocalypse” i Crown Lands esprimono tutto il loro immane talento compositivo ed esecutivo, confermandosi una delle migliori realtà dell’hard prog mondiale, proprio nell’anno del ritorno sulla scena dei loro conterranei, nonché ispiratori, Rush.

The Dead Daisies “Live Plus Five” (TDD PTY/Steamhammer, 2026)

Con l’aggiunta di cinque brani, la nuova uscita targata The Dead Daisies risuonerà nei supporti audio dei rockers di tutto il mondo in questa primavera estate 2026, esaltante, irresistibile ed assolutamente imperdibile.

Robin Beck “Living Proof” (Frontiers Records, 2026)

Un album con composizioni di qualità indiscutibile. I musicisti e il suono sono in sintonia con la voce fantastica dell’americana, Robin Bec, una leggenda al pari di Bonnie Tyler e Pat Benatar.

Heavenfall “Thorn” (Rockshots Records, 2026)

Gli Heavenfall pubblicano “Thorn” via Rockshots Records: un disco di heavy metal italiano azzeccato, ricco di idee e con una cattiveria nuova rispetto al passato.

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mickey E. Vil

Cantante e leader dei The Mugshots, autore di colonne sonore, DJ di un programma con quasi trenta anni di storia, autori di libri, articoli e interviste, Mickey E. Vil è uno dei personaggi di punta del nostra scena musicale underground. Andiamo a conoscerlo meglio!!

Von Groove “Born To Rock” (Frontiers Records, 2026)

Tornano i canadesi Von Groove, e “Born To Rock” ti lascia un gran sorriso, un meraviglioso lavoro di rivisitazione del passato ben piantato nel presente. Eccezionali i Von Groove.

Drivin N Cryin “Crushing Flowers” (Drivin N Cryin Records, 2026)

Il nuovo album è formato da una carrellata di brani che, in modo sagace, trovano ispirazione in una buona fetta del meglio che il rock americano abbia regalato nei decenni scorsi.

The Cold Stares “Texas” (Mascot Records, 2026)

Conferme che forse erano già state date in abbondanza in passato, ma che con “Texas” lasciano spazio alla convinzione di essere al cospetto di una delle band più significative del rock blues odierno.

Crippled Black Phoenix “Sceaduhelm” (Season Of Mist, 2026)

I Crippled Black Phoenix sorprendono ancora e dimostrano quanto l’underground inglese sia lontano dall’esaurire la propria capacità di produrre opere importanti.

Jesper Lindell “3614 Jackson Highway” (Yep Rock, 2026)

Un album che trasuda leggenda da tutti i pori e ci restituisce un artista dalla grande passione e talento, dalla voce sanguigna e dall’amore smisurato per queste sonorità.

Jonathon Boogie Long “Courage In The Chaos” (Myrical Records, 2026)

Se sei nato a Baton Rouge in Louisiana, che tu lo voglia o no cresci con il blues tatuato nel…

Confess “Metalmorphosis” (Frontiers Records, 2026)

Bravi i Confess che con questo quarto album, pubblicano il loro miglior lavoro e sono pronti a raccogliere l’eredità di Crashdïet e Hardcore Superstar.

Crobot “Supermoon” (Megaforce Records, 2026)

“Supermoon” è il tipo di album che dimostra come la coerenza sia la strada migliore per un album di qualità.  Le influenze non sono un mistero, ma il modo in cui vengono presentate dà vita a un suono davvero unico. Bravi!

Moonlight Haze – “Interstellar Madness” (Scarlet Records, 2026) – Recensione

Quinto capitolo della carriera Moonlight Haze: un EP cosmico e ambizioso, prodotto da Sascha Paeth, che porta il symphonic power metal italiano su standard internazionali.

Ben Brandt “Solid Ground” (Katalex Records, 2026)

“Solid Ground” è un album che riesce ad accontentare più palati, per questo consigliato sia ai fans del rock blues che a quelli più inclini a sonorità soul/funk.

Eliza Neals “Thunder In The House” (E & H Records, 2026)

Un nuovo album della cantante, pianista e produttrice discografica Eliza Neals è sempre sinonimo di grande blues rock, sanguigno e grintoso, di scuola metropolitana e di grande impatto.

Exhumed: teste mozzate e gore metal sul pubblico! (Traffic, 25 aprile 2026)

I californiani Exhumed riportano in auge i giorni gloriosi del gore metal, quello vero e putrefatto. E Roma risponde presente!

Venom “Into Oblivion” (Noise/Bmg, 2026)

A distanza di quasi mezzo secolo, l’essenza di ciò che rende speciale i Venom è rimasta intatta, un perfetto equilibrio tra aggressività e orecchiabilità, misto a quel rifiuto di prendersi troppo sul serio. “Into Oblivion” piacerà sia ai vecchi e ai nuovi fan.

Foo Fighters “Your Favorite Toys” (Roswell Records/RCA Records, 2026)

Non sarà sicuramente il migliore album dei Foo Fighters ma “Your Favorite Toys” è un riuscito ritorno alla vita; difficile, drammatico ma voluto con tutte le forza da una delle rock band più importati degli ultimi anni, bentornati.

Avon Desert Rock “Black On Sunshine” (Go Down Records, 2026)

Un buon ritorno, per il trio degli Avon, autori di un album che è vangelo per gli appassionati di stoner e desert rock.

Hardline “Shout” (Steamhammer, 2026)

Un buon ritorno questo degli Hardline, un disco ben interpretato da Johnny Joely, che si conferma un gran cantante, le canzoni scorrono con qualità, grazie ad una band preparata e che ama ciò che suona. Una conferma che farà piacere ai fan.

Arthur Brown, il padre dello shock rock

La prima maschera, le prime fiamme, le prime performance teatrali, il primo screaming, la prima elettronica, nella storia della nostra musica preferita. Ladies and gentlemen: Mr. Arthur Brown!

John Corabi “New Day” (Frontiers, 2026)

E’ un periodo dove John Corabi è presente nelle vetrine degli ormai quasi del tutto virtuali negozi di dischi e noi non possiamo che esserne felici e ringraziarlo di tanta bellezza, imperdibile.

Chäinfist “Chäinfist ” (Stormbound Records, 2026)

Nato da un profondo e condiviso rispetto per gruppi come Motörhead, Venom e Sodom, Chäinfist è esattamente ciò che sembra: un disco ruvido, la produzione è iper fragorosa, si fa apprezzare per la sua genuina sfrontatezza.

Astrolabio “Una volta qui era tutta campagna pubblicitaria” (Andromeda Relix, 2026)

Gli Astrolabio firmano un’altra opera irriverente, ironica e densa di significati, che alza il rock italiano a un livello altissimo, dove lo spettatore si trova in una regnatela di riferimenti ed è costretto a concentrarsi nell’ascolto, evitando di disperdere attenzione.

Twenty Four Hours “At The Edge Of Faith” (Andromeda Relix, 2026)

Un altro capitolo, il decimo, originale, ricco di musica affascinante e mai banale, che conferma gli italiani Twent Four Hors, una delle band più interessanti del panorama prog psichedelico internazionale.

Angine De Poitrine “Vol. 2” (Spectacles Bonzaï, 2026)

Non è una baracconata, è musica vera e originale, dissonante alle orecchie degli abituali consumatori di rock e anche per questo interessante. Resta da capire il motivo dell’enorme successo di una proposta decisamente underground.

Dark Millennium “Come” (Massacre Records, 2026)

Death, Doom, Black, Prog tutto mischiato insieme senza soluzione di continuità e senza un ordine apparente. Se ti lasci trasportare questo disco è un bel viaggio.

Dimmu Borgir “Grand Serpent Rising”  (Nuclear Blast, 2026)

Otto anni di attesa ma non tutto funziona. Grand Serpent Rising è come una nera montagna, arrivi al picco verso metà album e poi ricominci a scendere. Indomabili ma forse stanchi.

Satellite Inn “From Nowhere Revisited” (Cortez, 2026)

Il ritorno dei nostri eroi dell’alt country è quanto di meglio si potesse sperare, rendendone l’ascolto un rito obbligatorio per tutti gli appassionati del genere.

Da David Bowie a Freddie Mercury a Johnny Cash. Testamenti in musica: quando si muore cantando!!

𝑻𝒆𝒔𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒊𝒏 𝒎𝒖𝒔𝒊𝒄𝒂, 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒔𝒊 𝒎𝒖𝒐𝒓𝒆 𝒄𝒂𝒏𝒕𝒂𝒏𝒅𝒐
Partendo dal disco scritto da Mike Peters in punto di morte, il nostro Gabriele Bassanetti viaggia tra alcuni dei più grandi amati che hanno scelto di salutare la vita continuando a fare musica. Non è un tuffo nella tristezza o un elogio della morte, ma al contrario un elogio alla vita. Infatti ricordare questi artisti è il miglior modo per mostrarci grati a ciò che ci hanno donato: la loro arte.

Green Carnation “A Dark Poem, Part III: The Messiah Complex” (Season Of Mist, 2026)

Terzo e ultimo capitolo di “A Dark Poem”, che nella sua interezza è un’opera maestosa e impegnativa che richiede più di un ascolto per coglierne i tanti dettagli.

Green Lung “Necropolitan” (Nuclear Blast Records, 2026)

Con “Necropolitan” i Green Lung confermano di essere una grandissima band e, dopo l’addio di Ozzy e di fatto dei Black Sabbath più doom, si candidano per raccoglierne l’eredità artistica in patria e non solo.

Jehovah On Death “Lágrimas De Oro” (I, Voidhanger Records, 2026)

Gli Jehovah On Death sono una realtà del panorama rock internazionale della quale sentiremo molto parlare; hanno attitudine, idee, immagine, talento e sanno dove vogliono andare. Speriamo che presto si esibiscano in Italia, la loro proposta trova nel palco il suo ambiente ideale.

Cinquant’anni anni fa esatti nasceva il punk. O più precisamente cominciava a morire

𝐏u𝐧k: 𝐪u𝐚n𝐝o n𝐚s𝐜i𝐭a e m𝐨r𝐭e c𝐨i𝐧c𝐢d𝐨n𝐨. S𝐜o𝐩r𝐢a𝐦o p𝐞r𝐜h𝐞̀!
8 settembre 1976, esce “Anarchy In The UK”, primo singolo dei Sex Pistols, per convenzione il giorno in cui tutto ha inizio. E invece è la fine!

Andromeda presenta: 33+1 dischi anni ’80 di HARD, HEAVY, FM, AOR canadese!

Dalla fanzine n.8, che presenta 111 album di hard rock/heavy metal canadese, estrapoliamo 33 album. Non i migliori, ma quelli con cui vogliamo stimolare la vostra curiosità. Se siete interessati alla fanzine scrivetemi in privato.

Shakra “Just Live Loud!” (Frontiers Records, 2026)

Gli svizzeri Shakra ancora una volta non deludono, dinamiche ed energia vi faranno divertire, in questo nuovo album ricco di chitarre potenti e ritornelli melodici, scritti per essere riproposti in sede live.

Sweet Electric “Something Something Disco” (Autoprodotto, 2026)

Secondo disco per la band di Colonia Sweet Electric, “Something Something Disco”  è un disco pensato, non c’è una canzone decisamente brutta nell’album, e sebbene manchi un filo conduttore (cosa che potrebbe essere voluta) risulta difficile non innamorarsi di questi cinque simpatici, scanzonati ragazzi

Scorpion Milk “Flesh Masks For Skulls”  (Peaceville Records, 2026)

Nuovo EP per la creatura di Mat McNerney, quattro brani nuovo e un remix curato da ospiti sorprendenti

Avrak “Avrak” (Peaceville Records, 2026)

Il gruppo di Ted Skjellum, alias Nocturno Culto, al di fuori dei Darkthrone, per dare piena soddisfazione alla sua passione per l’old metal.

The Night Eternal “Cold Velvet” (Metal Blade Records, 2026)

Sono certo che “Cold Velvet” sarà l’album della consacrazione di una band solida, determinata e capace di schierare un vocalist riconoscibile al primo ascolto.

Ricky Warwick “Fire & Vengeance” (Earache Records, 2026)

RQuesto non è solo un disco, ma una raccolta di pensieri, umori e storie di Ricky Warwick, un rocker vero che da 40 anni canta e suona quello che ama.

CoreLeoni “Generection” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Il chitarrista e membro fondatore dei Gotthard torna in prima linea con i suoi CoreLeoni. Questo quarto album è il lavoro più pesante, per un hard Rock tirato mischiato ad une vena soul molto interessante.

Gjenferd “Black Smoke Rising” (Apollon Records, 2026)

La fiamma dell’hard rock dei ‘70 non cesserà mai di spegnersi, ovunque, tanto più nei paesi scandinavi, dove centinaia di band radicano le loro basi in quel periodo. Non è facile per gli appassionati e i cultori arrivare a conoscere tutto e, soprattutto, avere il...

Black Reflex “Zero Dawn” (Andromeda Relix, 2026)

“Zero Dawn” è un album importante, di vero heavy metal, che speriamo non si mescoli alla massa di titoli metal fatti con il metodo del copia/incolla e trovi l’attenzione che merita.

Stormbringer “Transcendence” (Attic Records, 2026)

La band del Northamptonshire torna con ‘Transcendence’. I ragazzi hanno confezionato un disco travolgente, di classico heavy metal, come si faceva ai tempi d’oro del genere. Assolutamente consigliato e per me è sicuramente uno dei migliori dischi del genere in questo 2026.

Pirate Queen “Sailing Around The World” (Despotz Records, 2026)

Le Pirate Queen proseguono il loro viaggio attraverso i mari dell’heavy metal con il secondo album “Sailing Around The World”. Un combinazione affascinante di epic, melodia ed energia, perfetta per mettersi in viaggio con le regine dei pirati.

“Over The Edge Ft. Mickey Thomas – XXX Anniversary Edition” (Frontiers Records, 2026) 

Arriva la ristampa di “Over The Edge”, l’acclamato album rock melodico che presenta la voce inconfondibile di Mickey Thomas (Starship, Jefferson Starship), originariamente pubblicato nel 2004,

Todd Adelman “Todd Adelman And The Woodsmen” (VFIB Recordings, 2026)

Todd Adelman And The Woodsmen risulta quindi un album di genere, niente di più niente di meno, ma pregno di atmosfere suggestive e belle canzoni. What Else?

Sha-Boom “Another Nail In The Coffin” (Silver Lining Music, 2026)

Dopo oltre vent’anni, gli hard rocker svedesi Sha-Boom sono tornati in vita con “Another Nail In The Coffin”, un un bel ritorno, un gran disco AOR, consigliatissimo per gli amanti del genere.

Jeffrey Halford And The Healers “Used Parts” (Shoeless Records, 2026)

Album piacevole, che non potete perdere se siete amanti dei suoni tradizionali d’oltreoceano.

Mad Max “Stories Of Destiny” ( Rock Of Angels Records, 2026)

45 anni di Mad Max, band tedesca che ha lasciato il segno nel mondo hard&heavy di stampo europeo. “Stories Of Destiny” si presenta pulito e moderno, Rolf Munkes ha compiuto un buon lavoro, per un ritorno che merita un plauso.

Joanna Connor “Live On 11/11” (MC Records, 2026)

Grandi brani, improvvisazioni e jam da infarto, fanno di questo live un documento prezioso su di un’artista magari qualche passo indietro a livello di popolarità rispetto ad altre colleghe della scena, ma sicuramente al top se si parla di passione, attitudine e bravura.

Flotsam And Jetsam “Rats In The Temple” (Napalm Records, 2026)

I Flotsam e Jetsam ci offrono il loro miglior disco post reunion, una produzione aggressiva e dura rispetto alle prime uscite anni ’80, ma i tempi chiedono questo e l’anima non ne esce snaturata. Gran disco thrash metal!

The Alarm “Transformation” (Twenty First Century Recording Company, 2026)

Il commovente ed entusiasmante testamento di Mike Peters. Qui giace un vinto che non si è arreso.

Triosphere “Oceans Above, Stars Below” (Frontiers Records, 2026)

La band norvegese heavy metal Triosphere ritorna dopo ben 12 anni con un nuovo lavoro ambizioso che raccoglie al suo interno molti stili, tra hard rock, power prog e thrash metal, un bel disco per gli amanti del genere.

Cimarron 615 “Same Sky” (Blue Elan, 2026)

Una raccolta di bellissime canzoni country, impreziosite da splendidi intrecci vocali, marchio di fabbrica dei musicisti coinvolti che, come tradizione, non rinunciano a quelle chitarre rock che rafforzano il sound.

Noveria “Becoming After” (Scarlet Records, 2026)

Non posso che dargli dieci, e lo scrivo senza il minimo imbarazzo, perché è un disco meraviglioso e perché ogni tanto conviene dirlo ad alta voce, così magari al prossimo giro non se lo perde nessuno.

Jon Lee & The Apparitions “Next Town” (Magic Hallway Records, 2026)

Un album a cui bisogna dedicare la giusta attenzione ma che non manca di momenti molto interessanti, le ispirazioni possono essere soggettive anche se è indubbio che i generi citati abbiano tutti la loro importanza, promosso.

Tokyo Blade “Hoist The Colors High” (Cherry Red Records, 2026)

Bentornati ai Tokyo Blade, oltre quattro decenni dopo con la formazione originale classica e un nuovo album “Hoist the Colours High”: un lavoro muscoloso e incisivo di heavy metal infuocato, con le radici nella NWOBHM!

Issa “Fire & Ice” (Frontiers Records, 2026)

La regina norvegese dell’AOR Issa torna con “Fire And Ice”, il suo disco più esaltante e cinematografico. Ogni traccia dell’album è scritta e prodotta dai leggendari fratelli Tom e James Martin, che hanno creato un suono che cattura perfettamente lo spirito del rock melodico degli anni ’80.

Social Distortion “Born To Kill” (Epitaph, 2026)

Il tempo passa per tutti, anche per un gruppo puro come questo ma, credetemi, “Born To Kill”, titolo troppo cattivo per quello che si ascolta, ci offre tante cose che meritano di essere ascoltate. Soprattutto se siete fan della band.

Robert Jon & The Wreck “Wreckage Vol.3” (Journeyman Records, 2026).

I Robert Jon & The Wreck fanno gli straordinari e noi non possiamo che esserne felici, questa raccolta ci offre uno spaccato odierno del gruppo e la sua voglia di andare per la propria strada, suonando quello che ad oggi riesce meglio, ovvero rock classico, energico e splendidamente sudista.

Kickin Valentina “Anthems From The Underground” (Mighty Music, 2026)

I Kickin Valentina tornano con u album che conferma Pete Newdeck come grande autore di hard ottantiano, tra melodia e street rock.

Night Ranger “Best Of” (Frontiers Records, 2026)

Sesta raccolta, per i californiani Night Ranger. Ma questa volta propone versioni remixate e rimasterizzate di successi che coprono la brillante carriera della band,

Gràinne Duffy “What Am I Supposed To Do?” (Indipendent, 2026)

Altro ottimo lavoro questo nuovissimo “”What Am I Supposed To You?”, Gràinne Duffy si conferma artista da seguire nell’immensa scena blues rock odierna.

Widowspeak “Roses” (Captured Tracks, 2026).

L’album che rientra in quella sfera di ascolti dove musica e magia sono divise da una linea sottilissima lascia che l’ascoltatore entri nel suo mondo con la delicata eleganza che ne conviene, mai troppo energico, ma assolutamente godibile, “Roses” è consigliato ai palati più fini del classic rock (dalle sfumature Indie) del nuovo millennio.

Alchem “Bloody Rose” (The Triad Records – distr. Black Widow Records, 2026)

Gli Alchem, con la loro musica coinvolgente e variegata, devono essere approfonditi da chi cerca emozioni aldilà di strade facili e immediate, andando ad arricchire ulteriormente la scena romana nella quale operano da tempo entità coraggiose e difficilmente etichettabili come Arpia e Dunwich.

The Cinelli Brothers “Live Here And There” (The Cinelli Brothers, 2026)

270 concerti in giro per il mondo, un lungo viaggio portando la propria musica dal vivo.“Live Here And There” è il risultato, il sunto di tanti chilometri, di concerti e storie che formano un pezzo di vita all’insegna del rock’n’roll.

The Eternal “Obscured Horizons” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Con “Obscured Horizons”, The Eternal firma il proprio album migliore, dimostrando che il legame con gli Amorphis ne ha favorito la crescita, forse ancor oltre gli ultimi lavori della stessa band di Helsinki, sempre buoni, ma non così sfaccettati.

Albert Castiglia “Grits & Glory” (Gulf Coast Records, 2026)

Per il prossimo Blood Brothers c’è tempo, intanto godetevi questo “Grits & Glory”, nuovo capitolo di questo grande musicista statunitense. Blues on!

Oddland “Unilluminate To Illuminate” (Frontiers Records, 2026)

Gli Oddland sono una band finlandese di progressive metal. Con questo quarto album hanno affinato il sound, con influenze dei Soen. Un ottimo esempio di progressive metal moderno scandinavo.

The Claypool Lennon Delirium “The Great Parrot-Ox And The Golden Egg Of Empathy” (ATO, 2026)

Una collaborazione che sembrava improbabile giunge al terzo album e la sensazione che sia un regalo troppo grande resta, perché il disco – non è rock, o si? – è follemente bello. Quel bello che non arriva nel cuore, ma nella testa.

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Selwyn Birchwood “Electric Swamp Fuckin’ Blues” (Alligator Records, 2026)

Il nuovo album di Selwyn Birchwood non ha un momento di stanca, prende la vostra anima e la imprigiona buttando via la chiave, grande ritorno e applausi a scena aperta.

Fatal Vision “Four Sides To Every Story” (Escape Music, 2026)

I canadesi Fatal Vision, il loro suono evoca band come Europe, Journey o Asia, per una piacevole sorpresa che riesce a rinfrescare il genere senza perdere le sue radici più classiche.

Sarvaega “Postumo” (Black Widow Records, 2026)

Con “Postumo” la scena doom italiana dimostra di essere più viva che mai e mi auguro che Sarvaega possa seguire la strada tracciata dai Messa, se lo meriterebbe

Taylor Campbell Band “Never Quite Enough” (Taylor Campbell, 2026)

Tom Petty, Turnpike Troubadors, Marshall Tucker Band, Guy Clark, The Steel Woods, c’è questo e molto altro ancora tra i solchi di “Never Quite Enough”, soprattutto grande musica, consigliato.

Fangus “Emerald Dream” (From The Urn, 2026)

Ottimo album per questi ragazzi canadesi che hanno verve e attitudine, peccato solo che l’album sia difficile da reperire, anche se sembra sia imminente la ristampa, speriamo in tutti i formati e con una distribuzione adeguata alla sua qualità.

L’Ombra Della Sera “Segreti In Nero” (Black Widow Records, 2026)

La stagione leggendaria del dark sound e della cinematografia oscura italiani degli anni ‘70 rivive in questo meraviglioso progetto alimentato da Fabio Zuffanti ed altri grandi musicisti.

Brother Wallace “Electric Love” (Ato Records, 2026)

“Electric Love” è la riprova che Brother Wallace, imbevuto di gospel fino al midollo anche in virtù di esperienze autobiografiche, è un testimone passionale ed appassionato di una grande e mai doma soul music.

“Burning Ambition – Iron Maiden” di Malcolm Venville (Universal, documentario, 100′, 2026)

“Burning Ambition” non è solo un film che celebra mezzo secolo di storia degli Iron Maiden, è uno degli ultimi baluardi contro la musica finta, contro l’algoritmo, contro la deficienza artificiale, contro la musica digitale gratis, è il nostro manifesto per dire che siamo ancora vivi e che abbiamo scelto il lato giusto della storia.

Brother Cane “Magnolia Medicine” (Double Dragon Records, 2026)

“Magnolia Medicine” è un buon album di southern rock moderno, magari dotato di meno impatto dei vecchi lavori ma pur sempre un prodotto lodevole.

Sevendust “One” (Napalm Records, 2026)

Senza sottolineare i brani meglio riusciti di un’opera di cui avrete già ascoltato ampiamente sul web, lascio appunto alla musica descrivere quello che i Sevendust targati 2026 hanno ancora da dire: sarà ancora una volta ottima musica rock.

The Black Keys “Peaches!” (Easy Eye Sound/Warner Records)

I The Black Keys hanno svoltato per arrivare al crocicchio dove hanno ritrovato lo spirito dei tempi migliori, ci voleva, avanti così.

Webradio nel 2026: il motore formidabile della musica che conta

Storia, pregi, limiti e futuro delle webradio nel 2026: il motore formidabile della musica che conta. La nostra indagine firmata da Edoardo Napoli.

Crown Lands “Apocalypse” (InsideOutMusic/Sony Music, 2026)

Con “Apocalypse” i Crown Lands esprimono tutto il loro immane talento compositivo ed esecutivo, confermandosi una delle migliori realtà dell’hard prog mondiale, proprio nell’anno del ritorno sulla scena dei loro conterranei, nonché ispiratori, Rush.

The Dead Daisies “Live Plus Five” (TDD PTY/Steamhammer, 2026)

Con l’aggiunta di cinque brani, la nuova uscita targata The Dead Daisies risuonerà nei supporti audio dei rockers di tutto il mondo in questa primavera estate 2026, esaltante, irresistibile ed assolutamente imperdibile.

Robin Beck “Living Proof” (Frontiers Records, 2026)

Un album con composizioni di qualità indiscutibile. I musicisti e il suono sono in sintonia con la voce fantastica dell’americana, Robin Bec, una leggenda al pari di Bonnie Tyler e Pat Benatar.

Heavenfall “Thorn” (Rockshots Records, 2026)

Gli Heavenfall pubblicano “Thorn” via Rockshots Records: un disco di heavy metal italiano azzeccato, ricco di idee e con una cattiveria nuova rispetto al passato.

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mickey E. Vil

Cantante e leader dei The Mugshots, autore di colonne sonore, DJ di un programma con quasi trenta anni di storia, autori di libri, articoli e interviste, Mickey E. Vil è uno dei personaggi di punta del nostra scena musicale underground. Andiamo a conoscerlo meglio!!

Von Groove “Born To Rock” (Frontiers Records, 2026)

Tornano i canadesi Von Groove, e “Born To Rock” ti lascia un gran sorriso, un meraviglioso lavoro di rivisitazione del passato ben piantato nel presente. Eccezionali i Von Groove.

Drivin N Cryin “Crushing Flowers” (Drivin N Cryin Records, 2026)

Il nuovo album è formato da una carrellata di brani che, in modo sagace, trovano ispirazione in una buona fetta del meglio che il rock americano abbia regalato nei decenni scorsi.

The Cold Stares “Texas” (Mascot Records, 2026)

Conferme che forse erano già state date in abbondanza in passato, ma che con “Texas” lasciano spazio alla convinzione di essere al cospetto di una delle band più significative del rock blues odierno.

Crippled Black Phoenix “Sceaduhelm” (Season Of Mist, 2026)

I Crippled Black Phoenix sorprendono ancora e dimostrano quanto l’underground inglese sia lontano dall’esaurire la propria capacità di produrre opere importanti.

Jesper Lindell “3614 Jackson Highway” (Yep Rock, 2026)

Un album che trasuda leggenda da tutti i pori e ci restituisce un artista dalla grande passione e talento, dalla voce sanguigna e dall’amore smisurato per queste sonorità.

Jonathon Boogie Long “Courage In The Chaos” (Myrical Records, 2026)

Se sei nato a Baton Rouge in Louisiana, che tu lo voglia o no cresci con il blues tatuato nel…

Confess “Metalmorphosis” (Frontiers Records, 2026)

Bravi i Confess che con questo quarto album, pubblicano il loro miglior lavoro e sono pronti a raccogliere l’eredità di Crashdïet e Hardcore Superstar.

Crobot “Supermoon” (Megaforce Records, 2026)

“Supermoon” è il tipo di album che dimostra come la coerenza sia la strada migliore per un album di qualità.  Le influenze non sono un mistero, ma il modo in cui vengono presentate dà vita a un suono davvero unico. Bravi!

Moonlight Haze – “Interstellar Madness” (Scarlet Records, 2026) – Recensione

Quinto capitolo della carriera Moonlight Haze: un EP cosmico e ambizioso, prodotto da Sascha Paeth, che porta il symphonic power metal italiano su standard internazionali.

Ben Brandt “Solid Ground” (Katalex Records, 2026)

“Solid Ground” è un album che riesce ad accontentare più palati, per questo consigliato sia ai fans del rock blues che a quelli più inclini a sonorità soul/funk.

Eliza Neals “Thunder In The House” (E & H Records, 2026)

Un nuovo album della cantante, pianista e produttrice discografica Eliza Neals è sempre sinonimo di grande blues rock, sanguigno e grintoso, di scuola metropolitana e di grande impatto.

Exhumed: teste mozzate e gore metal sul pubblico! (Traffic, 25 aprile 2026)

I californiani Exhumed riportano in auge i giorni gloriosi del gore metal, quello vero e putrefatto. E Roma risponde presente!

Venom “Into Oblivion” (Noise/Bmg, 2026)

A distanza di quasi mezzo secolo, l’essenza di ciò che rende speciale i Venom è rimasta intatta, un perfetto equilibrio tra aggressività e orecchiabilità, misto a quel rifiuto di prendersi troppo sul serio. “Into Oblivion” piacerà sia ai vecchi e ai nuovi fan.

Foo Fighters “Your Favorite Toys” (Roswell Records/RCA Records, 2026)

Non sarà sicuramente il migliore album dei Foo Fighters ma “Your Favorite Toys” è un riuscito ritorno alla vita; difficile, drammatico ma voluto con tutte le forza da una delle rock band più importati degli ultimi anni, bentornati.

Avon Desert Rock “Black On Sunshine” (Go Down Records, 2026)

Un buon ritorno, per il trio degli Avon, autori di un album che è vangelo per gli appassionati di stoner e desert rock.

Hardline “Shout” (Steamhammer, 2026)

Un buon ritorno questo degli Hardline, un disco ben interpretato da Johnny Joely, che si conferma un gran cantante, le canzoni scorrono con qualità, grazie ad una band preparata e che ama ciò che suona. Una conferma che farà piacere ai fan.

Arthur Brown, il padre dello shock rock

La prima maschera, le prime fiamme, le prime performance teatrali, il primo screaming, la prima elettronica, nella storia della nostra musica preferita. Ladies and gentlemen: Mr. Arthur Brown!

John Corabi “New Day” (Frontiers, 2026)

E’ un periodo dove John Corabi è presente nelle vetrine degli ormai quasi del tutto virtuali negozi di dischi e noi non possiamo che esserne felici e ringraziarlo di tanta bellezza, imperdibile.

Chäinfist “Chäinfist ” (Stormbound Records, 2026)

Nato da un profondo e condiviso rispetto per gruppi come Motörhead, Venom e Sodom, Chäinfist è esattamente ciò che sembra: un disco ruvido, la produzione è iper fragorosa, si fa apprezzare per la sua genuina sfrontatezza.

Astrolabio “Una volta qui era tutta campagna pubblicitaria” (Andromeda Relix, 2026)

Gli Astrolabio firmano un’altra opera irriverente, ironica e densa di significati, che alza il rock italiano a un livello altissimo, dove lo spettatore si trova in una regnatela di riferimenti ed è costretto a concentrarsi nell’ascolto, evitando di disperdere attenzione.

Twenty Four Hours “At The Edge Of Faith” (Andromeda Relix, 2026)

Un altro capitolo, il decimo, originale, ricco di musica affascinante e mai banale, che conferma gli italiani Twent Four Hors, una delle band più interessanti del panorama prog psichedelico internazionale.

Angine De Poitrine “Vol. 2” (Spectacles Bonzaï, 2026)

Non è una baracconata, è musica vera e originale, dissonante alle orecchie degli abituali consumatori di rock e anche per questo interessante. Resta da capire il motivo dell’enorme successo di una proposta decisamente underground.

Dark Millennium “Come” (Massacre Records, 2026)

Death, Doom, Black, Prog tutto mischiato insieme senza soluzione di continuità e senza un ordine apparente. Se ti lasci trasportare questo disco è un bel viaggio.

Dimmu Borgir “Grand Serpent Rising”  (Nuclear Blast, 2026)

Otto anni di attesa ma non tutto funziona. Grand Serpent Rising è come una nera montagna, arrivi al picco verso metà album e poi ricominci a scendere. Indomabili ma forse stanchi.

Satellite Inn “From Nowhere Revisited” (Cortez, 2026)

Il ritorno dei nostri eroi dell’alt country è quanto di meglio si potesse sperare, rendendone l’ascolto un rito obbligatorio per tutti gli appassionati del genere.

Da David Bowie a Freddie Mercury a Johnny Cash. Testamenti in musica: quando si muore cantando!!

𝑻𝒆𝒔𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒊𝒏 𝒎𝒖𝒔𝒊𝒄𝒂, 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒔𝒊 𝒎𝒖𝒐𝒓𝒆 𝒄𝒂𝒏𝒕𝒂𝒏𝒅𝒐
Partendo dal disco scritto da Mike Peters in punto di morte, il nostro Gabriele Bassanetti viaggia tra alcuni dei più grandi amati che hanno scelto di salutare la vita continuando a fare musica. Non è un tuffo nella tristezza o un elogio della morte, ma al contrario un elogio alla vita. Infatti ricordare questi artisti è il miglior modo per mostrarci grati a ciò che ci hanno donato: la loro arte.

Green Carnation “A Dark Poem, Part III: The Messiah Complex” (Season Of Mist, 2026)

Terzo e ultimo capitolo di “A Dark Poem”, che nella sua interezza è un’opera maestosa e impegnativa che richiede più di un ascolto per coglierne i tanti dettagli.

Green Lung “Necropolitan” (Nuclear Blast Records, 2026)

Con “Necropolitan” i Green Lung confermano di essere una grandissima band e, dopo l’addio di Ozzy e di fatto dei Black Sabbath più doom, si candidano per raccoglierne l’eredità artistica in patria e non solo.

Jehovah On Death “Lágrimas De Oro” (I, Voidhanger Records, 2026)

Gli Jehovah On Death sono una realtà del panorama rock internazionale della quale sentiremo molto parlare; hanno attitudine, idee, immagine, talento e sanno dove vogliono andare. Speriamo che presto si esibiscano in Italia, la loro proposta trova nel palco il suo ambiente ideale.

Cinquant’anni anni fa esatti nasceva il punk. O più precisamente cominciava a morire

𝐏u𝐧k: 𝐪u𝐚n𝐝o n𝐚s𝐜i𝐭a e m𝐨r𝐭e c𝐨i𝐧c𝐢d𝐨n𝐨. S𝐜o𝐩r𝐢a𝐦o p𝐞r𝐜h𝐞̀!
8 settembre 1976, esce “Anarchy In The UK”, primo singolo dei Sex Pistols, per convenzione il giorno in cui tutto ha inizio. E invece è la fine!

Andromeda presenta: 33+1 dischi anni ’80 di HARD, HEAVY, FM, AOR canadese!

Dalla fanzine n.8, che presenta 111 album di hard rock/heavy metal canadese, estrapoliamo 33 album. Non i migliori, ma quelli con cui vogliamo stimolare la vostra curiosità. Se siete interessati alla fanzine scrivetemi in privato.

Shakra “Just Live Loud!” (Frontiers Records, 2026)

Gli svizzeri Shakra ancora una volta non deludono, dinamiche ed energia vi faranno divertire, in questo nuovo album ricco di chitarre potenti e ritornelli melodici, scritti per essere riproposti in sede live.

Sweet Electric “Something Something Disco” (Autoprodotto, 2026)

Secondo disco per la band di Colonia Sweet Electric, “Something Something Disco”  è un disco pensato, non c’è una canzone decisamente brutta nell’album, e sebbene manchi un filo conduttore (cosa che potrebbe essere voluta) risulta difficile non innamorarsi di questi cinque simpatici, scanzonati ragazzi

Scorpion Milk “Flesh Masks For Skulls”  (Peaceville Records, 2026)

Nuovo EP per la creatura di Mat McNerney, quattro brani nuovo e un remix curato da ospiti sorprendenti

Avrak “Avrak” (Peaceville Records, 2026)

Il gruppo di Ted Skjellum, alias Nocturno Culto, al di fuori dei Darkthrone, per dare piena soddisfazione alla sua passione per l’old metal.

The Night Eternal “Cold Velvet” (Metal Blade Records, 2026)

Sono certo che “Cold Velvet” sarà l’album della consacrazione di una band solida, determinata e capace di schierare un vocalist riconoscibile al primo ascolto.

Ricky Warwick “Fire & Vengeance” (Earache Records, 2026)

RQuesto non è solo un disco, ma una raccolta di pensieri, umori e storie di Ricky Warwick, un rocker vero che da 40 anni canta e suona quello che ama.

CoreLeoni “Generection” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Il chitarrista e membro fondatore dei Gotthard torna in prima linea con i suoi CoreLeoni. Questo quarto album è il lavoro più pesante, per un hard Rock tirato mischiato ad une vena soul molto interessante.

Gjenferd “Black Smoke Rising” (Apollon Records, 2026)

La fiamma dell’hard rock dei ‘70 non cesserà mai di spegnersi, ovunque, tanto più nei paesi scandinavi, dove centinaia di band radicano le loro basi in quel periodo. Non è facile per gli appassionati e i cultori arrivare a conoscere tutto e, soprattutto, avere il...

Black Reflex “Zero Dawn” (Andromeda Relix, 2026)

“Zero Dawn” è un album importante, di vero heavy metal, che speriamo non si mescoli alla massa di titoli metal fatti con il metodo del copia/incolla e trovi l’attenzione che merita.

Stormbringer “Transcendence” (Attic Records, 2026)

La band del Northamptonshire torna con ‘Transcendence’. I ragazzi hanno confezionato un disco travolgente, di classico heavy metal, come si faceva ai tempi d’oro del genere. Assolutamente consigliato e per me è sicuramente uno dei migliori dischi del genere in questo 2026.

Pirate Queen “Sailing Around The World” (Despotz Records, 2026)

Le Pirate Queen proseguono il loro viaggio attraverso i mari dell’heavy metal con il secondo album “Sailing Around The World”. Un combinazione affascinante di epic, melodia ed energia, perfetta per mettersi in viaggio con le regine dei pirati.

“Over The Edge Ft. Mickey Thomas – XXX Anniversary Edition” (Frontiers Records, 2026) 

Arriva la ristampa di “Over The Edge”, l’acclamato album rock melodico che presenta la voce inconfondibile di Mickey Thomas (Starship, Jefferson Starship), originariamente pubblicato nel 2004,

Todd Adelman “Todd Adelman And The Woodsmen” (VFIB Recordings, 2026)

Todd Adelman And The Woodsmen risulta quindi un album di genere, niente di più niente di meno, ma pregno di atmosfere suggestive e belle canzoni. What Else?

Sha-Boom “Another Nail In The Coffin” (Silver Lining Music, 2026)

Dopo oltre vent’anni, gli hard rocker svedesi Sha-Boom sono tornati in vita con “Another Nail In The Coffin”, un un bel ritorno, un gran disco AOR, consigliatissimo per gli amanti del genere.

Jeffrey Halford And The Healers “Used Parts” (Shoeless Records, 2026)

Album piacevole, che non potete perdere se siete amanti dei suoni tradizionali d’oltreoceano.

Mad Max “Stories Of Destiny” ( Rock Of Angels Records, 2026)

45 anni di Mad Max, band tedesca che ha lasciato il segno nel mondo hard&heavy di stampo europeo. “Stories Of Destiny” si presenta pulito e moderno, Rolf Munkes ha compiuto un buon lavoro, per un ritorno che merita un plauso.

Joanna Connor “Live On 11/11” (MC Records, 2026)

Grandi brani, improvvisazioni e jam da infarto, fanno di questo live un documento prezioso su di un’artista magari qualche passo indietro a livello di popolarità rispetto ad altre colleghe della scena, ma sicuramente al top se si parla di passione, attitudine e bravura.

Flotsam And Jetsam “Rats In The Temple” (Napalm Records, 2026)

I Flotsam e Jetsam ci offrono il loro miglior disco post reunion, una produzione aggressiva e dura rispetto alle prime uscite anni ’80, ma i tempi chiedono questo e l’anima non ne esce snaturata. Gran disco thrash metal!

The Alarm “Transformation” (Twenty First Century Recording Company, 2026)

Il commovente ed entusiasmante testamento di Mike Peters. Qui giace un vinto che non si è arreso.

Triosphere “Oceans Above, Stars Below” (Frontiers Records, 2026)

La band norvegese heavy metal Triosphere ritorna dopo ben 12 anni con un nuovo lavoro ambizioso che raccoglie al suo interno molti stili, tra hard rock, power prog e thrash metal, un bel disco per gli amanti del genere.

Cimarron 615 “Same Sky” (Blue Elan, 2026)

Una raccolta di bellissime canzoni country, impreziosite da splendidi intrecci vocali, marchio di fabbrica dei musicisti coinvolti che, come tradizione, non rinunciano a quelle chitarre rock che rafforzano il sound.

Noveria “Becoming After” (Scarlet Records, 2026)

Non posso che dargli dieci, e lo scrivo senza il minimo imbarazzo, perché è un disco meraviglioso e perché ogni tanto conviene dirlo ad alta voce, così magari al prossimo giro non se lo perde nessuno.

Jon Lee & The Apparitions “Next Town” (Magic Hallway Records, 2026)

Un album a cui bisogna dedicare la giusta attenzione ma che non manca di momenti molto interessanti, le ispirazioni possono essere soggettive anche se è indubbio che i generi citati abbiano tutti la loro importanza, promosso.

Tokyo Blade “Hoist The Colors High” (Cherry Red Records, 2026)

Bentornati ai Tokyo Blade, oltre quattro decenni dopo con la formazione originale classica e un nuovo album “Hoist the Colours High”: un lavoro muscoloso e incisivo di heavy metal infuocato, con le radici nella NWOBHM!

Issa “Fire & Ice” (Frontiers Records, 2026)

La regina norvegese dell’AOR Issa torna con “Fire And Ice”, il suo disco più esaltante e cinematografico. Ogni traccia dell’album è scritta e prodotta dai leggendari fratelli Tom e James Martin, che hanno creato un suono che cattura perfettamente lo spirito del rock melodico degli anni ’80.

Social Distortion “Born To Kill” (Epitaph, 2026)

Il tempo passa per tutti, anche per un gruppo puro come questo ma, credetemi, “Born To Kill”, titolo troppo cattivo per quello che si ascolta, ci offre tante cose che meritano di essere ascoltate. Soprattutto se siete fan della band.

Robert Jon & The Wreck “Wreckage Vol.3” (Journeyman Records, 2026).

I Robert Jon & The Wreck fanno gli straordinari e noi non possiamo che esserne felici, questa raccolta ci offre uno spaccato odierno del gruppo e la sua voglia di andare per la propria strada, suonando quello che ad oggi riesce meglio, ovvero rock classico, energico e splendidamente sudista.

Kickin Valentina “Anthems From The Underground” (Mighty Music, 2026)

I Kickin Valentina tornano con u album che conferma Pete Newdeck come grande autore di hard ottantiano, tra melodia e street rock.

Night Ranger “Best Of” (Frontiers Records, 2026)

Sesta raccolta, per i californiani Night Ranger. Ma questa volta propone versioni remixate e rimasterizzate di successi che coprono la brillante carriera della band,

Gràinne Duffy “What Am I Supposed To Do?” (Indipendent, 2026)

Altro ottimo lavoro questo nuovissimo “”What Am I Supposed To You?”, Gràinne Duffy si conferma artista da seguire nell’immensa scena blues rock odierna.

Widowspeak “Roses” (Captured Tracks, 2026).

L’album che rientra in quella sfera di ascolti dove musica e magia sono divise da una linea sottilissima lascia che l’ascoltatore entri nel suo mondo con la delicata eleganza che ne conviene, mai troppo energico, ma assolutamente godibile, “Roses” è consigliato ai palati più fini del classic rock (dalle sfumature Indie) del nuovo millennio.

Alchem “Bloody Rose” (The Triad Records – distr. Black Widow Records, 2026)

Gli Alchem, con la loro musica coinvolgente e variegata, devono essere approfonditi da chi cerca emozioni aldilà di strade facili e immediate, andando ad arricchire ulteriormente la scena romana nella quale operano da tempo entità coraggiose e difficilmente etichettabili come Arpia e Dunwich.

The Cinelli Brothers “Live Here And There” (The Cinelli Brothers, 2026)

270 concerti in giro per il mondo, un lungo viaggio portando la propria musica dal vivo.“Live Here And There” è il risultato, il sunto di tanti chilometri, di concerti e storie che formano un pezzo di vita all’insegna del rock’n’roll.

The Eternal “Obscured Horizons” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Con “Obscured Horizons”, The Eternal firma il proprio album migliore, dimostrando che il legame con gli Amorphis ne ha favorito la crescita, forse ancor oltre gli ultimi lavori della stessa band di Helsinki, sempre buoni, ma non così sfaccettati.

Albert Castiglia “Grits & Glory” (Gulf Coast Records, 2026)

Per il prossimo Blood Brothers c’è tempo, intanto godetevi questo “Grits & Glory”, nuovo capitolo di questo grande musicista statunitense. Blues on!

Oddland “Unilluminate To Illuminate” (Frontiers Records, 2026)

Gli Oddland sono una band finlandese di progressive metal. Con questo quarto album hanno affinato il sound, con influenze dei Soen. Un ottimo esempio di progressive metal moderno scandinavo.

The Claypool Lennon Delirium “The Great Parrot-Ox And The Golden Egg Of Empathy” (ATO, 2026)

Una collaborazione che sembrava improbabile giunge al terzo album e la sensazione che sia un regalo troppo grande resta, perché il disco – non è rock, o si? – è follemente bello. Quel bello che non arriva nel cuore, ma nella testa.

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Selwyn Birchwood “Electric Swamp Fuckin’ Blues” (Alligator Records, 2026)

Il nuovo album di Selwyn Birchwood non ha un momento di stanca, prende la vostra anima e la imprigiona buttando via la chiave, grande ritorno e applausi a scena aperta.

Fatal Vision “Four Sides To Every Story” (Escape Music, 2026)

I canadesi Fatal Vision, il loro suono evoca band come Europe, Journey o Asia, per una piacevole sorpresa che riesce a rinfrescare il genere senza perdere le sue radici più classiche.

Sarvaega “Postumo” (Black Widow Records, 2026)

Con “Postumo” la scena doom italiana dimostra di essere più viva che mai e mi auguro che Sarvaega possa seguire la strada tracciata dai Messa, se lo meriterebbe

Taylor Campbell Band “Never Quite Enough” (Taylor Campbell, 2026)

Tom Petty, Turnpike Troubadors, Marshall Tucker Band, Guy Clark, The Steel Woods, c’è questo e molto altro ancora tra i solchi di “Never Quite Enough”, soprattutto grande musica, consigliato.

Fangus “Emerald Dream” (From The Urn, 2026)

Ottimo album per questi ragazzi canadesi che hanno verve e attitudine, peccato solo che l’album sia difficile da reperire, anche se sembra sia imminente la ristampa, speriamo in tutti i formati e con una distribuzione adeguata alla sua qualità.

L’Ombra Della Sera “Segreti In Nero” (Black Widow Records, 2026)

La stagione leggendaria del dark sound e della cinematografia oscura italiani degli anni ‘70 rivive in questo meraviglioso progetto alimentato da Fabio Zuffanti ed altri grandi musicisti.

Brother Wallace “Electric Love” (Ato Records, 2026)

“Electric Love” è la riprova che Brother Wallace, imbevuto di gospel fino al midollo anche in virtù di esperienze autobiografiche, è un testimone passionale ed appassionato di una grande e mai doma soul music.

“Burning Ambition – Iron Maiden” di Malcolm Venville (Universal, documentario, 100′, 2026)

“Burning Ambition” non è solo un film che celebra mezzo secolo di storia degli Iron Maiden, è uno degli ultimi baluardi contro la musica finta, contro l’algoritmo, contro la deficienza artificiale, contro la musica digitale gratis, è il nostro manifesto per dire che siamo ancora vivi e che abbiamo scelto il lato giusto della storia.

Brother Cane “Magnolia Medicine” (Double Dragon Records, 2026)

“Magnolia Medicine” è un buon album di southern rock moderno, magari dotato di meno impatto dei vecchi lavori ma pur sempre un prodotto lodevole.

Sevendust “One” (Napalm Records, 2026)

Senza sottolineare i brani meglio riusciti di un’opera di cui avrete già ascoltato ampiamente sul web, lascio appunto alla musica descrivere quello che i Sevendust targati 2026 hanno ancora da dire: sarà ancora una volta ottima musica rock.

The Black Keys “Peaches!” (Easy Eye Sound/Warner Records)

I The Black Keys hanno svoltato per arrivare al crocicchio dove hanno ritrovato lo spirito dei tempi migliori, ci voleva, avanti così.

Webradio nel 2026: il motore formidabile della musica che conta

Storia, pregi, limiti e futuro delle webradio nel 2026: il motore formidabile della musica che conta. La nostra indagine firmata da Edoardo Napoli.

Crown Lands “Apocalypse” (InsideOutMusic/Sony Music, 2026)

Con “Apocalypse” i Crown Lands esprimono tutto il loro immane talento compositivo ed esecutivo, confermandosi una delle migliori realtà dell’hard prog mondiale, proprio nell’anno del ritorno sulla scena dei loro conterranei, nonché ispiratori, Rush.

The Dead Daisies “Live Plus Five” (TDD PTY/Steamhammer, 2026)

Con l’aggiunta di cinque brani, la nuova uscita targata The Dead Daisies risuonerà nei supporti audio dei rockers di tutto il mondo in questa primavera estate 2026, esaltante, irresistibile ed assolutamente imperdibile.

Robin Beck “Living Proof” (Frontiers Records, 2026)

Un album con composizioni di qualità indiscutibile. I musicisti e il suono sono in sintonia con la voce fantastica dell’americana, Robin Bec, una leggenda al pari di Bonnie Tyler e Pat Benatar.

Heavenfall “Thorn” (Rockshots Records, 2026)

Gli Heavenfall pubblicano “Thorn” via Rockshots Records: un disco di heavy metal italiano azzeccato, ricco di idee e con una cattiveria nuova rispetto al passato.

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mickey E. Vil

Cantante e leader dei The Mugshots, autore di colonne sonore, DJ di un programma con quasi trenta anni di storia, autori di libri, articoli e interviste, Mickey E. Vil è uno dei personaggi di punta del nostra scena musicale underground. Andiamo a conoscerlo meglio!!

Von Groove “Born To Rock” (Frontiers Records, 2026)

Tornano i canadesi Von Groove, e “Born To Rock” ti lascia un gran sorriso, un meraviglioso lavoro di rivisitazione del passato ben piantato nel presente. Eccezionali i Von Groove.

Drivin N Cryin “Crushing Flowers” (Drivin N Cryin Records, 2026)

Il nuovo album è formato da una carrellata di brani che, in modo sagace, trovano ispirazione in una buona fetta del meglio che il rock americano abbia regalato nei decenni scorsi.

The Cold Stares “Texas” (Mascot Records, 2026)

Conferme che forse erano già state date in abbondanza in passato, ma che con “Texas” lasciano spazio alla convinzione di essere al cospetto di una delle band più significative del rock blues odierno.

Crippled Black Phoenix “Sceaduhelm” (Season Of Mist, 2026)

I Crippled Black Phoenix sorprendono ancora e dimostrano quanto l’underground inglese sia lontano dall’esaurire la propria capacità di produrre opere importanti.

Jesper Lindell “3614 Jackson Highway” (Yep Rock, 2026)

Un album che trasuda leggenda da tutti i pori e ci restituisce un artista dalla grande passione e talento, dalla voce sanguigna e dall’amore smisurato per queste sonorità.

Jonathon Boogie Long “Courage In The Chaos” (Myrical Records, 2026)

Se sei nato a Baton Rouge in Louisiana, che tu lo voglia o no cresci con il blues tatuato nel…

Confess “Metalmorphosis” (Frontiers Records, 2026)

Bravi i Confess che con questo quarto album, pubblicano il loro miglior lavoro e sono pronti a raccogliere l’eredità di Crashdïet e Hardcore Superstar.

Crobot “Supermoon” (Megaforce Records, 2026)

“Supermoon” è il tipo di album che dimostra come la coerenza sia la strada migliore per un album di qualità.  Le influenze non sono un mistero, ma il modo in cui vengono presentate dà vita a un suono davvero unico. Bravi!

Moonlight Haze – “Interstellar Madness” (Scarlet Records, 2026) – Recensione

Quinto capitolo della carriera Moonlight Haze: un EP cosmico e ambizioso, prodotto da Sascha Paeth, che porta il symphonic power metal italiano su standard internazionali.

Ben Brandt “Solid Ground” (Katalex Records, 2026)

“Solid Ground” è un album che riesce ad accontentare più palati, per questo consigliato sia ai fans del rock blues che a quelli più inclini a sonorità soul/funk.

Eliza Neals “Thunder In The House” (E & H Records, 2026)

Un nuovo album della cantante, pianista e produttrice discografica Eliza Neals è sempre sinonimo di grande blues rock, sanguigno e grintoso, di scuola metropolitana e di grande impatto.

Exhumed: teste mozzate e gore metal sul pubblico! (Traffic, 25 aprile 2026)

I californiani Exhumed riportano in auge i giorni gloriosi del gore metal, quello vero e putrefatto. E Roma risponde presente!

Venom “Into Oblivion” (Noise/Bmg, 2026)

A distanza di quasi mezzo secolo, l’essenza di ciò che rende speciale i Venom è rimasta intatta, un perfetto equilibrio tra aggressività e orecchiabilità, misto a quel rifiuto di prendersi troppo sul serio. “Into Oblivion” piacerà sia ai vecchi e ai nuovi fan.

Foo Fighters “Your Favorite Toys” (Roswell Records/RCA Records, 2026)

Non sarà sicuramente il migliore album dei Foo Fighters ma “Your Favorite Toys” è un riuscito ritorno alla vita; difficile, drammatico ma voluto con tutte le forza da una delle rock band più importati degli ultimi anni, bentornati.

Avon Desert Rock “Black On Sunshine” (Go Down Records, 2026)

Un buon ritorno, per il trio degli Avon, autori di un album che è vangelo per gli appassionati di stoner e desert rock.

Hardline “Shout” (Steamhammer, 2026)

Un buon ritorno questo degli Hardline, un disco ben interpretato da Johnny Joely, che si conferma un gran cantante, le canzoni scorrono con qualità, grazie ad una band preparata e che ama ciò che suona. Una conferma che farà piacere ai fan.

Arthur Brown, il padre dello shock rock

La prima maschera, le prime fiamme, le prime performance teatrali, il primo screaming, la prima elettronica, nella storia della nostra musica preferita. Ladies and gentlemen: Mr. Arthur Brown!

John Corabi “New Day” (Frontiers, 2026)

E’ un periodo dove John Corabi è presente nelle vetrine degli ormai quasi del tutto virtuali negozi di dischi e noi non possiamo che esserne felici e ringraziarlo di tanta bellezza, imperdibile.

Chäinfist “Chäinfist ” (Stormbound Records, 2026)

Nato da un profondo e condiviso rispetto per gruppi come Motörhead, Venom e Sodom, Chäinfist è esattamente ciò che sembra: un disco ruvido, la produzione è iper fragorosa, si fa apprezzare per la sua genuina sfrontatezza.

Astrolabio “Una volta qui era tutta campagna pubblicitaria” (Andromeda Relix, 2026)

Gli Astrolabio firmano un’altra opera irriverente, ironica e densa di significati, che alza il rock italiano a un livello altissimo, dove lo spettatore si trova in una regnatela di riferimenti ed è costretto a concentrarsi nell’ascolto, evitando di disperdere attenzione.

Twenty Four Hours “At The Edge Of Faith” (Andromeda Relix, 2026)

Un altro capitolo, il decimo, originale, ricco di musica affascinante e mai banale, che conferma gli italiani Twent Four Hors, una delle band più interessanti del panorama prog psichedelico internazionale.

Angine De Poitrine “Vol. 2” (Spectacles Bonzaï, 2026)

Non è una baracconata, è musica vera e originale, dissonante alle orecchie degli abituali consumatori di rock e anche per questo interessante. Resta da capire il motivo dell’enorme successo di una proposta decisamente underground.

Dark Millennium “Come” (Massacre Records, 2026)

Death, Doom, Black, Prog tutto mischiato insieme senza soluzione di continuità e senza un ordine apparente. Se ti lasci trasportare questo disco è un bel viaggio.

Dimmu Borgir “Grand Serpent Rising”  (Nuclear Blast, 2026)

Otto anni di attesa ma non tutto funziona. Grand Serpent Rising è come una nera montagna, arrivi al picco verso metà album e poi ricominci a scendere. Indomabili ma forse stanchi.

Satellite Inn “From Nowhere Revisited” (Cortez, 2026)

Il ritorno dei nostri eroi dell’alt country è quanto di meglio si potesse sperare, rendendone l’ascolto un rito obbligatorio per tutti gli appassionati del genere.

Da David Bowie a Freddie Mercury a Johnny Cash. Testamenti in musica: quando si muore cantando!!

𝑻𝒆𝒔𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒊𝒏 𝒎𝒖𝒔𝒊𝒄𝒂, 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒔𝒊 𝒎𝒖𝒐𝒓𝒆 𝒄𝒂𝒏𝒕𝒂𝒏𝒅𝒐
Partendo dal disco scritto da Mike Peters in punto di morte, il nostro Gabriele Bassanetti viaggia tra alcuni dei più grandi amati che hanno scelto di salutare la vita continuando a fare musica. Non è un tuffo nella tristezza o un elogio della morte, ma al contrario un elogio alla vita. Infatti ricordare questi artisti è il miglior modo per mostrarci grati a ciò che ci hanno donato: la loro arte.

Green Carnation “A Dark Poem, Part III: The Messiah Complex” (Season Of Mist, 2026)

Terzo e ultimo capitolo di “A Dark Poem”, che nella sua interezza è un’opera maestosa e impegnativa che richiede più di un ascolto per coglierne i tanti dettagli.

Green Lung “Necropolitan” (Nuclear Blast Records, 2026)

Con “Necropolitan” i Green Lung confermano di essere una grandissima band e, dopo l’addio di Ozzy e di fatto dei Black Sabbath più doom, si candidano per raccoglierne l’eredità artistica in patria e non solo.

Jehovah On Death “Lágrimas De Oro” (I, Voidhanger Records, 2026)

Gli Jehovah On Death sono una realtà del panorama rock internazionale della quale sentiremo molto parlare; hanno attitudine, idee, immagine, talento e sanno dove vogliono andare. Speriamo che presto si esibiscano in Italia, la loro proposta trova nel palco il suo ambiente ideale.

Cinquant’anni anni fa esatti nasceva il punk. O più precisamente cominciava a morire

𝐏u𝐧k: 𝐪u𝐚n𝐝o n𝐚s𝐜i𝐭a e m𝐨r𝐭e c𝐨i𝐧c𝐢d𝐨n𝐨. S𝐜o𝐩r𝐢a𝐦o p𝐞r𝐜h𝐞̀!
8 settembre 1976, esce “Anarchy In The UK”, primo singolo dei Sex Pistols, per convenzione il giorno in cui tutto ha inizio. E invece è la fine!

Andromeda presenta: 33+1 dischi anni ’80 di HARD, HEAVY, FM, AOR canadese!

Dalla fanzine n.8, che presenta 111 album di hard rock/heavy metal canadese, estrapoliamo 33 album. Non i migliori, ma quelli con cui vogliamo stimolare la vostra curiosità. Se siete interessati alla fanzine scrivetemi in privato.

Shakra “Just Live Loud!” (Frontiers Records, 2026)

Gli svizzeri Shakra ancora una volta non deludono, dinamiche ed energia vi faranno divertire, in questo nuovo album ricco di chitarre potenti e ritornelli melodici, scritti per essere riproposti in sede live.

Sweet Electric “Something Something Disco” (Autoprodotto, 2026)

Secondo disco per la band di Colonia Sweet Electric, “Something Something Disco”  è un disco pensato, non c’è una canzone decisamente brutta nell’album, e sebbene manchi un filo conduttore (cosa che potrebbe essere voluta) risulta difficile non innamorarsi di questi cinque simpatici, scanzonati ragazzi

Scorpion Milk “Flesh Masks For Skulls”  (Peaceville Records, 2026)

Nuovo EP per la creatura di Mat McNerney, quattro brani nuovo e un remix curato da ospiti sorprendenti

Avrak “Avrak” (Peaceville Records, 2026)

Il gruppo di Ted Skjellum, alias Nocturno Culto, al di fuori dei Darkthrone, per dare piena soddisfazione alla sua passione per l’old metal.

The Night Eternal “Cold Velvet” (Metal Blade Records, 2026)

Sono certo che “Cold Velvet” sarà l’album della consacrazione di una band solida, determinata e capace di schierare un vocalist riconoscibile al primo ascolto.

Ricky Warwick “Fire & Vengeance” (Earache Records, 2026)

RQuesto non è solo un disco, ma una raccolta di pensieri, umori e storie di Ricky Warwick, un rocker vero che da 40 anni canta e suona quello che ama.

CoreLeoni “Generection” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Il chitarrista e membro fondatore dei Gotthard torna in prima linea con i suoi CoreLeoni. Questo quarto album è il lavoro più pesante, per un hard Rock tirato mischiato ad une vena soul molto interessante.

Gjenferd “Black Smoke Rising” (Apollon Records, 2026)

La fiamma dell’hard rock dei ‘70 non cesserà mai di spegnersi, ovunque, tanto più nei paesi scandinavi, dove centinaia di band radicano le loro basi in quel periodo. Non è facile per gli appassionati e i cultori arrivare a conoscere tutto e, soprattutto, avere il...

Black Reflex “Zero Dawn” (Andromeda Relix, 2026)

“Zero Dawn” è un album importante, di vero heavy metal, che speriamo non si mescoli alla massa di titoli metal fatti con il metodo del copia/incolla e trovi l’attenzione che merita.

Stormbringer “Transcendence” (Attic Records, 2026)

La band del Northamptonshire torna con ‘Transcendence’. I ragazzi hanno confezionato un disco travolgente, di classico heavy metal, come si faceva ai tempi d’oro del genere. Assolutamente consigliato e per me è sicuramente uno dei migliori dischi del genere in questo 2026.

Pirate Queen “Sailing Around The World” (Despotz Records, 2026)

Le Pirate Queen proseguono il loro viaggio attraverso i mari dell’heavy metal con il secondo album “Sailing Around The World”. Un combinazione affascinante di epic, melodia ed energia, perfetta per mettersi in viaggio con le regine dei pirati.

“Over The Edge Ft. Mickey Thomas – XXX Anniversary Edition” (Frontiers Records, 2026) 

Arriva la ristampa di “Over The Edge”, l’acclamato album rock melodico che presenta la voce inconfondibile di Mickey Thomas (Starship, Jefferson Starship), originariamente pubblicato nel 2004,

Todd Adelman “Todd Adelman And The Woodsmen” (VFIB Recordings, 2026)

Todd Adelman And The Woodsmen risulta quindi un album di genere, niente di più niente di meno, ma pregno di atmosfere suggestive e belle canzoni. What Else?

Sha-Boom “Another Nail In The Coffin” (Silver Lining Music, 2026)

Dopo oltre vent’anni, gli hard rocker svedesi Sha-Boom sono tornati in vita con “Another Nail In The Coffin”, un un bel ritorno, un gran disco AOR, consigliatissimo per gli amanti del genere.

Jeffrey Halford And The Healers “Used Parts” (Shoeless Records, 2026)

Album piacevole, che non potete perdere se siete amanti dei suoni tradizionali d’oltreoceano.

Mad Max “Stories Of Destiny” ( Rock Of Angels Records, 2026)

45 anni di Mad Max, band tedesca che ha lasciato il segno nel mondo hard&heavy di stampo europeo. “Stories Of Destiny” si presenta pulito e moderno, Rolf Munkes ha compiuto un buon lavoro, per un ritorno che merita un plauso.

Joanna Connor “Live On 11/11” (MC Records, 2026)

Grandi brani, improvvisazioni e jam da infarto, fanno di questo live un documento prezioso su di un’artista magari qualche passo indietro a livello di popolarità rispetto ad altre colleghe della scena, ma sicuramente al top se si parla di passione, attitudine e bravura.

Flotsam And Jetsam “Rats In The Temple” (Napalm Records, 2026)

I Flotsam e Jetsam ci offrono il loro miglior disco post reunion, una produzione aggressiva e dura rispetto alle prime uscite anni ’80, ma i tempi chiedono questo e l’anima non ne esce snaturata. Gran disco thrash metal!

The Alarm “Transformation” (Twenty First Century Recording Company, 2026)

Il commovente ed entusiasmante testamento di Mike Peters. Qui giace un vinto che non si è arreso.

Triosphere “Oceans Above, Stars Below” (Frontiers Records, 2026)

La band norvegese heavy metal Triosphere ritorna dopo ben 12 anni con un nuovo lavoro ambizioso che raccoglie al suo interno molti stili, tra hard rock, power prog e thrash metal, un bel disco per gli amanti del genere.

Cimarron 615 “Same Sky” (Blue Elan, 2026)

Una raccolta di bellissime canzoni country, impreziosite da splendidi intrecci vocali, marchio di fabbrica dei musicisti coinvolti che, come tradizione, non rinunciano a quelle chitarre rock che rafforzano il sound.

Noveria “Becoming After” (Scarlet Records, 2026)

Non posso che dargli dieci, e lo scrivo senza il minimo imbarazzo, perché è un disco meraviglioso e perché ogni tanto conviene dirlo ad alta voce, così magari al prossimo giro non se lo perde nessuno.

Jon Lee & The Apparitions “Next Town” (Magic Hallway Records, 2026)

Un album a cui bisogna dedicare la giusta attenzione ma che non manca di momenti molto interessanti, le ispirazioni possono essere soggettive anche se è indubbio che i generi citati abbiano tutti la loro importanza, promosso.

Tokyo Blade “Hoist The Colors High” (Cherry Red Records, 2026)

Bentornati ai Tokyo Blade, oltre quattro decenni dopo con la formazione originale classica e un nuovo album “Hoist the Colours High”: un lavoro muscoloso e incisivo di heavy metal infuocato, con le radici nella NWOBHM!

Issa “Fire & Ice” (Frontiers Records, 2026)

La regina norvegese dell’AOR Issa torna con “Fire And Ice”, il suo disco più esaltante e cinematografico. Ogni traccia dell’album è scritta e prodotta dai leggendari fratelli Tom e James Martin, che hanno creato un suono che cattura perfettamente lo spirito del rock melodico degli anni ’80.

Social Distortion “Born To Kill” (Epitaph, 2026)

Il tempo passa per tutti, anche per un gruppo puro come questo ma, credetemi, “Born To Kill”, titolo troppo cattivo per quello che si ascolta, ci offre tante cose che meritano di essere ascoltate. Soprattutto se siete fan della band.

Robert Jon & The Wreck “Wreckage Vol.3” (Journeyman Records, 2026).

I Robert Jon & The Wreck fanno gli straordinari e noi non possiamo che esserne felici, questa raccolta ci offre uno spaccato odierno del gruppo e la sua voglia di andare per la propria strada, suonando quello che ad oggi riesce meglio, ovvero rock classico, energico e splendidamente sudista.

Kickin Valentina “Anthems From The Underground” (Mighty Music, 2026)

I Kickin Valentina tornano con u album che conferma Pete Newdeck come grande autore di hard ottantiano, tra melodia e street rock.

Night Ranger “Best Of” (Frontiers Records, 2026)

Sesta raccolta, per i californiani Night Ranger. Ma questa volta propone versioni remixate e rimasterizzate di successi che coprono la brillante carriera della band,

Gràinne Duffy “What Am I Supposed To Do?” (Indipendent, 2026)

Altro ottimo lavoro questo nuovissimo “”What Am I Supposed To You?”, Gràinne Duffy si conferma artista da seguire nell’immensa scena blues rock odierna.

Widowspeak “Roses” (Captured Tracks, 2026).

L’album che rientra in quella sfera di ascolti dove musica e magia sono divise da una linea sottilissima lascia che l’ascoltatore entri nel suo mondo con la delicata eleganza che ne conviene, mai troppo energico, ma assolutamente godibile, “Roses” è consigliato ai palati più fini del classic rock (dalle sfumature Indie) del nuovo millennio.

Alchem “Bloody Rose” (The Triad Records – distr. Black Widow Records, 2026)

Gli Alchem, con la loro musica coinvolgente e variegata, devono essere approfonditi da chi cerca emozioni aldilà di strade facili e immediate, andando ad arricchire ulteriormente la scena romana nella quale operano da tempo entità coraggiose e difficilmente etichettabili come Arpia e Dunwich.

The Cinelli Brothers “Live Here And There” (The Cinelli Brothers, 2026)

270 concerti in giro per il mondo, un lungo viaggio portando la propria musica dal vivo.“Live Here And There” è il risultato, il sunto di tanti chilometri, di concerti e storie che formano un pezzo di vita all’insegna del rock’n’roll.

The Eternal “Obscured Horizons” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Con “Obscured Horizons”, The Eternal firma il proprio album migliore, dimostrando che il legame con gli Amorphis ne ha favorito la crescita, forse ancor oltre gli ultimi lavori della stessa band di Helsinki, sempre buoni, ma non così sfaccettati.

Albert Castiglia “Grits & Glory” (Gulf Coast Records, 2026)

Per il prossimo Blood Brothers c’è tempo, intanto godetevi questo “Grits & Glory”, nuovo capitolo di questo grande musicista statunitense. Blues on!

Oddland “Unilluminate To Illuminate” (Frontiers Records, 2026)

Gli Oddland sono una band finlandese di progressive metal. Con questo quarto album hanno affinato il sound, con influenze dei Soen. Un ottimo esempio di progressive metal moderno scandinavo.

The Claypool Lennon Delirium “The Great Parrot-Ox And The Golden Egg Of Empathy” (ATO, 2026)

Una collaborazione che sembrava improbabile giunge al terzo album e la sensazione che sia un regalo troppo grande resta, perché il disco – non è rock, o si? – è follemente bello. Quel bello che non arriva nel cuore, ma nella testa.

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Selwyn Birchwood “Electric Swamp Fuckin’ Blues” (Alligator Records, 2026)

Il nuovo album di Selwyn Birchwood non ha un momento di stanca, prende la vostra anima e la imprigiona buttando via la chiave, grande ritorno e applausi a scena aperta.

Fatal Vision “Four Sides To Every Story” (Escape Music, 2026)

I canadesi Fatal Vision, il loro suono evoca band come Europe, Journey o Asia, per una piacevole sorpresa che riesce a rinfrescare il genere senza perdere le sue radici più classiche.

Sarvaega “Postumo” (Black Widow Records, 2026)

Con “Postumo” la scena doom italiana dimostra di essere più viva che mai e mi auguro che Sarvaega possa seguire la strada tracciata dai Messa, se lo meriterebbe

Taylor Campbell Band “Never Quite Enough” (Taylor Campbell, 2026)

Tom Petty, Turnpike Troubadors, Marshall Tucker Band, Guy Clark, The Steel Woods, c’è questo e molto altro ancora tra i solchi di “Never Quite Enough”, soprattutto grande musica, consigliato.

Fangus “Emerald Dream” (From The Urn, 2026)

Ottimo album per questi ragazzi canadesi che hanno verve e attitudine, peccato solo che l’album sia difficile da reperire, anche se sembra sia imminente la ristampa, speriamo in tutti i formati e con una distribuzione adeguata alla sua qualità.

L’Ombra Della Sera “Segreti In Nero” (Black Widow Records, 2026)

La stagione leggendaria del dark sound e della cinematografia oscura italiani degli anni ‘70 rivive in questo meraviglioso progetto alimentato da Fabio Zuffanti ed altri grandi musicisti.

Brother Wallace “Electric Love” (Ato Records, 2026)

“Electric Love” è la riprova che Brother Wallace, imbevuto di gospel fino al midollo anche in virtù di esperienze autobiografiche, è un testimone passionale ed appassionato di una grande e mai doma soul music.

“Burning Ambition – Iron Maiden” di Malcolm Venville (Universal, documentario, 100′, 2026)

“Burning Ambition” non è solo un film che celebra mezzo secolo di storia degli Iron Maiden, è uno degli ultimi baluardi contro la musica finta, contro l’algoritmo, contro la deficienza artificiale, contro la musica digitale gratis, è il nostro manifesto per dire che siamo ancora vivi e che abbiamo scelto il lato giusto della storia.

Brother Cane “Magnolia Medicine” (Double Dragon Records, 2026)

“Magnolia Medicine” è un buon album di southern rock moderno, magari dotato di meno impatto dei vecchi lavori ma pur sempre un prodotto lodevole.

Sevendust “One” (Napalm Records, 2026)

Senza sottolineare i brani meglio riusciti di un’opera di cui avrete già ascoltato ampiamente sul web, lascio appunto alla musica descrivere quello che i Sevendust targati 2026 hanno ancora da dire: sarà ancora una volta ottima musica rock.

The Black Keys “Peaches!” (Easy Eye Sound/Warner Records)

I The Black Keys hanno svoltato per arrivare al crocicchio dove hanno ritrovato lo spirito dei tempi migliori, ci voleva, avanti così.

Webradio nel 2026: il motore formidabile della musica che conta

Storia, pregi, limiti e futuro delle webradio nel 2026: il motore formidabile della musica che conta. La nostra indagine firmata da Edoardo Napoli.

Crown Lands “Apocalypse” (InsideOutMusic/Sony Music, 2026)

Con “Apocalypse” i Crown Lands esprimono tutto il loro immane talento compositivo ed esecutivo, confermandosi una delle migliori realtà dell’hard prog mondiale, proprio nell’anno del ritorno sulla scena dei loro conterranei, nonché ispiratori, Rush.

The Dead Daisies “Live Plus Five” (TDD PTY/Steamhammer, 2026)

Con l’aggiunta di cinque brani, la nuova uscita targata The Dead Daisies risuonerà nei supporti audio dei rockers di tutto il mondo in questa primavera estate 2026, esaltante, irresistibile ed assolutamente imperdibile.

Robin Beck “Living Proof” (Frontiers Records, 2026)

Un album con composizioni di qualità indiscutibile. I musicisti e il suono sono in sintonia con la voce fantastica dell’americana, Robin Bec, una leggenda al pari di Bonnie Tyler e Pat Benatar.

Heavenfall “Thorn” (Rockshots Records, 2026)

Gli Heavenfall pubblicano “Thorn” via Rockshots Records: un disco di heavy metal italiano azzeccato, ricco di idee e con una cattiveria nuova rispetto al passato.

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Mickey E. Vil

Cantante e leader dei The Mugshots, autore di colonne sonore, DJ di un programma con quasi trenta anni di storia, autori di libri, articoli e interviste, Mickey E. Vil è uno dei personaggi di punta del nostra scena musicale underground. Andiamo a conoscerlo meglio!!

Von Groove “Born To Rock” (Frontiers Records, 2026)

Tornano i canadesi Von Groove, e “Born To Rock” ti lascia un gran sorriso, un meraviglioso lavoro di rivisitazione del passato ben piantato nel presente. Eccezionali i Von Groove.

Drivin N Cryin “Crushing Flowers” (Drivin N Cryin Records, 2026)

Il nuovo album è formato da una carrellata di brani che, in modo sagace, trovano ispirazione in una buona fetta del meglio che il rock americano abbia regalato nei decenni scorsi.

The Cold Stares “Texas” (Mascot Records, 2026)

Conferme che forse erano già state date in abbondanza in passato, ma che con “Texas” lasciano spazio alla convinzione di essere al cospetto di una delle band più significative del rock blues odierno.

Crippled Black Phoenix “Sceaduhelm” (Season Of Mist, 2026)

I Crippled Black Phoenix sorprendono ancora e dimostrano quanto l’underground inglese sia lontano dall’esaurire la propria capacità di produrre opere importanti.

Jesper Lindell “3614 Jackson Highway” (Yep Rock, 2026)

Un album che trasuda leggenda da tutti i pori e ci restituisce un artista dalla grande passione e talento, dalla voce sanguigna e dall’amore smisurato per queste sonorità.

Jonathon Boogie Long “Courage In The Chaos” (Myrical Records, 2026)

Se sei nato a Baton Rouge in Louisiana, che tu lo voglia o no cresci con il blues tatuato nel…

Confess “Metalmorphosis” (Frontiers Records, 2026)

Bravi i Confess che con questo quarto album, pubblicano il loro miglior lavoro e sono pronti a raccogliere l’eredità di Crashdïet e Hardcore Superstar.

Crobot “Supermoon” (Megaforce Records, 2026)

“Supermoon” è il tipo di album che dimostra come la coerenza sia la strada migliore per un album di qualità.  Le influenze non sono un mistero, ma il modo in cui vengono presentate dà vita a un suono davvero unico. Bravi!

Moonlight Haze – “Interstellar Madness” (Scarlet Records, 2026) – Recensione

Quinto capitolo della carriera Moonlight Haze: un EP cosmico e ambizioso, prodotto da Sascha Paeth, che porta il symphonic power metal italiano su standard internazionali.

Ben Brandt “Solid Ground” (Katalex Records, 2026)

“Solid Ground” è un album che riesce ad accontentare più palati, per questo consigliato sia ai fans del rock blues che a quelli più inclini a sonorità soul/funk.

Eliza Neals “Thunder In The House” (E & H Records, 2026)

Un nuovo album della cantante, pianista e produttrice discografica Eliza Neals è sempre sinonimo di grande blues rock, sanguigno e grintoso, di scuola metropolitana e di grande impatto.

Exhumed: teste mozzate e gore metal sul pubblico! (Traffic, 25 aprile 2026)

I californiani Exhumed riportano in auge i giorni gloriosi del gore metal, quello vero e putrefatto. E Roma risponde presente!

Venom “Into Oblivion” (Noise/Bmg, 2026)

A distanza di quasi mezzo secolo, l’essenza di ciò che rende speciale i Venom è rimasta intatta, un perfetto equilibrio tra aggressività e orecchiabilità, misto a quel rifiuto di prendersi troppo sul serio. “Into Oblivion” piacerà sia ai vecchi e ai nuovi fan.

Foo Fighters “Your Favorite Toys” (Roswell Records/RCA Records, 2026)

Non sarà sicuramente il migliore album dei Foo Fighters ma “Your Favorite Toys” è un riuscito ritorno alla vita; difficile, drammatico ma voluto con tutte le forza da una delle rock band più importati degli ultimi anni, bentornati.

Avon Desert Rock “Black On Sunshine” (Go Down Records, 2026)

Un buon ritorno, per il trio degli Avon, autori di un album che è vangelo per gli appassionati di stoner e desert rock.

Hardline “Shout” (Steamhammer, 2026)

Un buon ritorno questo degli Hardline, un disco ben interpretato da Johnny Joely, che si conferma un gran cantante, le canzoni scorrono con qualità, grazie ad una band preparata e che ama ciò che suona. Una conferma che farà piacere ai fan.

Arthur Brown, il padre dello shock rock

La prima maschera, le prime fiamme, le prime performance teatrali, il primo screaming, la prima elettronica, nella storia della nostra musica preferita. Ladies and gentlemen: Mr. Arthur Brown!

John Corabi “New Day” (Frontiers, 2026)

E’ un periodo dove John Corabi è presente nelle vetrine degli ormai quasi del tutto virtuali negozi di dischi e noi non possiamo che esserne felici e ringraziarlo di tanta bellezza, imperdibile.

Chäinfist “Chäinfist ” (Stormbound Records, 2026)

Nato da un profondo e condiviso rispetto per gruppi come Motörhead, Venom e Sodom, Chäinfist è esattamente ciò che sembra: un disco ruvido, la produzione è iper fragorosa, si fa apprezzare per la sua genuina sfrontatezza.

Astrolabio “Una volta qui era tutta campagna pubblicitaria” (Andromeda Relix, 2026)

Gli Astrolabio firmano un’altra opera irriverente, ironica e densa di significati, che alza il rock italiano a un livello altissimo, dove lo spettatore si trova in una regnatela di riferimenti ed è costretto a concentrarsi nell’ascolto, evitando di disperdere attenzione.

Twenty Four Hours “At The Edge Of Faith” (Andromeda Relix, 2026)

Un altro capitolo, il decimo, originale, ricco di musica affascinante e mai banale, che conferma gli italiani Twent Four Hors, una delle band più interessanti del panorama prog psichedelico internazionale.

Angine De Poitrine “Vol. 2” (Spectacles Bonzaï, 2026)

Non è una baracconata, è musica vera e originale, dissonante alle orecchie degli abituali consumatori di rock e anche per questo interessante. Resta da capire il motivo dell’enorme successo di una proposta decisamente underground.

Dark Millennium “Come” (Massacre Records, 2026)

Death, Doom, Black, Prog tutto mischiato insieme senza soluzione di continuità e senza un ordine apparente. Se ti lasci trasportare questo disco è un bel viaggio.

Dimmu Borgir “Grand Serpent Rising”  (Nuclear Blast, 2026)

Otto anni di attesa ma non tutto funziona. Grand Serpent Rising è come una nera montagna, arrivi al picco verso metà album e poi ricominci a scendere. Indomabili ma forse stanchi.

Satellite Inn “From Nowhere Revisited” (Cortez, 2026)

Il ritorno dei nostri eroi dell’alt country è quanto di meglio si potesse sperare, rendendone l’ascolto un rito obbligatorio per tutti gli appassionati del genere.

Da David Bowie a Freddie Mercury a Johnny Cash. Testamenti in musica: quando si muore cantando!!

𝑻𝒆𝒔𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒊𝒏 𝒎𝒖𝒔𝒊𝒄𝒂, 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒔𝒊 𝒎𝒖𝒐𝒓𝒆 𝒄𝒂𝒏𝒕𝒂𝒏𝒅𝒐
Partendo dal disco scritto da Mike Peters in punto di morte, il nostro Gabriele Bassanetti viaggia tra alcuni dei più grandi amati che hanno scelto di salutare la vita continuando a fare musica. Non è un tuffo nella tristezza o un elogio della morte, ma al contrario un elogio alla vita. Infatti ricordare questi artisti è il miglior modo per mostrarci grati a ciò che ci hanno donato: la loro arte.

Green Carnation “A Dark Poem, Part III: The Messiah Complex” (Season Of Mist, 2026)

Terzo e ultimo capitolo di “A Dark Poem”, che nella sua interezza è un’opera maestosa e impegnativa che richiede più di un ascolto per coglierne i tanti dettagli.

Green Lung “Necropolitan” (Nuclear Blast Records, 2026)

Con “Necropolitan” i Green Lung confermano di essere una grandissima band e, dopo l’addio di Ozzy e di fatto dei Black Sabbath più doom, si candidano per raccoglierne l’eredità artistica in patria e non solo.

Jehovah On Death “Lágrimas De Oro” (I, Voidhanger Records, 2026)

Gli Jehovah On Death sono una realtà del panorama rock internazionale della quale sentiremo molto parlare; hanno attitudine, idee, immagine, talento e sanno dove vogliono andare. Speriamo che presto si esibiscano in Italia, la loro proposta trova nel palco il suo ambiente ideale.

Cinquant’anni anni fa esatti nasceva il punk. O più precisamente cominciava a morire

𝐏u𝐧k: 𝐪u𝐚n𝐝o n𝐚s𝐜i𝐭a e m𝐨r𝐭e c𝐨i𝐧c𝐢d𝐨n𝐨. S𝐜o𝐩r𝐢a𝐦o p𝐞r𝐜h𝐞̀!
8 settembre 1976, esce “Anarchy In The UK”, primo singolo dei Sex Pistols, per convenzione il giorno in cui tutto ha inizio. E invece è la fine!

Andromeda presenta: 33+1 dischi anni ’80 di HARD, HEAVY, FM, AOR canadese!

Dalla fanzine n.8, che presenta 111 album di hard rock/heavy metal canadese, estrapoliamo 33 album. Non i migliori, ma quelli con cui vogliamo stimolare la vostra curiosità. Se siete interessati alla fanzine scrivetemi in privato.

Shakra “Just Live Loud!” (Frontiers Records, 2026)

Gli svizzeri Shakra ancora una volta non deludono, dinamiche ed energia vi faranno divertire, in questo nuovo album ricco di chitarre potenti e ritornelli melodici, scritti per essere riproposti in sede live.

Sweet Electric “Something Something Disco” (Autoprodotto, 2026)

Secondo disco per la band di Colonia Sweet Electric, “Something Something Disco”  è un disco pensato, non c’è una canzone decisamente brutta nell’album, e sebbene manchi un filo conduttore (cosa che potrebbe essere voluta) risulta difficile non innamorarsi di questi cinque simpatici, scanzonati ragazzi

Scorpion Milk “Flesh Masks For Skulls”  (Peaceville Records, 2026)

Nuovo EP per la creatura di Mat McNerney, quattro brani nuovo e un remix curato da ospiti sorprendenti

Avrak “Avrak” (Peaceville Records, 2026)

Il gruppo di Ted Skjellum, alias Nocturno Culto, al di fuori dei Darkthrone, per dare piena soddisfazione alla sua passione per l’old metal.

The Night Eternal “Cold Velvet” (Metal Blade Records, 2026)

Sono certo che “Cold Velvet” sarà l’album della consacrazione di una band solida, determinata e capace di schierare un vocalist riconoscibile al primo ascolto.

Ricky Warwick “Fire & Vengeance” (Earache Records, 2026)

RQuesto non è solo un disco, ma una raccolta di pensieri, umori e storie di Ricky Warwick, un rocker vero che da 40 anni canta e suona quello che ama.

CoreLeoni “Generection” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Il chitarrista e membro fondatore dei Gotthard torna in prima linea con i suoi CoreLeoni. Questo quarto album è il lavoro più pesante, per un hard Rock tirato mischiato ad une vena soul molto interessante.

Gjenferd “Black Smoke Rising” (Apollon Records, 2026)

La fiamma dell’hard rock dei ‘70 non cesserà mai di spegnersi, ovunque, tanto più nei paesi scandinavi, dove centinaia di band radicano le loro basi in quel periodo. Non è facile per gli appassionati e i cultori arrivare a conoscere tutto e, soprattutto, avere il...

Black Reflex “Zero Dawn” (Andromeda Relix, 2026)

“Zero Dawn” è un album importante, di vero heavy metal, che speriamo non si mescoli alla massa di titoli metal fatti con il metodo del copia/incolla e trovi l’attenzione che merita.

Stormbringer “Transcendence” (Attic Records, 2026)

La band del Northamptonshire torna con ‘Transcendence’. I ragazzi hanno confezionato un disco travolgente, di classico heavy metal, come si faceva ai tempi d’oro del genere. Assolutamente consigliato e per me è sicuramente uno dei migliori dischi del genere in questo 2026.

Pirate Queen “Sailing Around The World” (Despotz Records, 2026)

Le Pirate Queen proseguono il loro viaggio attraverso i mari dell’heavy metal con il secondo album “Sailing Around The World”. Un combinazione affascinante di epic, melodia ed energia, perfetta per mettersi in viaggio con le regine dei pirati.

“Over The Edge Ft. Mickey Thomas – XXX Anniversary Edition” (Frontiers Records, 2026) 

Arriva la ristampa di “Over The Edge”, l’acclamato album rock melodico che presenta la voce inconfondibile di Mickey Thomas (Starship, Jefferson Starship), originariamente pubblicato nel 2004,

Todd Adelman “Todd Adelman And The Woodsmen” (VFIB Recordings, 2026)

Todd Adelman And The Woodsmen risulta quindi un album di genere, niente di più niente di meno, ma pregno di atmosfere suggestive e belle canzoni. What Else?

Sha-Boom “Another Nail In The Coffin” (Silver Lining Music, 2026)

Dopo oltre vent’anni, gli hard rocker svedesi Sha-Boom sono tornati in vita con “Another Nail In The Coffin”, un un bel ritorno, un gran disco AOR, consigliatissimo per gli amanti del genere.

Jeffrey Halford And The Healers “Used Parts” (Shoeless Records, 2026)

Album piacevole, che non potete perdere se siete amanti dei suoni tradizionali d’oltreoceano.

Mad Max “Stories Of Destiny” ( Rock Of Angels Records, 2026)

45 anni di Mad Max, band tedesca che ha lasciato il segno nel mondo hard&heavy di stampo europeo. “Stories Of Destiny” si presenta pulito e moderno, Rolf Munkes ha compiuto un buon lavoro, per un ritorno che merita un plauso.

Joanna Connor “Live On 11/11” (MC Records, 2026)

Grandi brani, improvvisazioni e jam da infarto, fanno di questo live un documento prezioso su di un’artista magari qualche passo indietro a livello di popolarità rispetto ad altre colleghe della scena, ma sicuramente al top se si parla di passione, attitudine e bravura.

Flotsam And Jetsam “Rats In The Temple” (Napalm Records, 2026)

I Flotsam e Jetsam ci offrono il loro miglior disco post reunion, una produzione aggressiva e dura rispetto alle prime uscite anni ’80, ma i tempi chiedono questo e l’anima non ne esce snaturata. Gran disco thrash metal!

The Alarm “Transformation” (Twenty First Century Recording Company, 2026)

Il commovente ed entusiasmante testamento di Mike Peters. Qui giace un vinto che non si è arreso.

Triosphere “Oceans Above, Stars Below” (Frontiers Records, 2026)

La band norvegese heavy metal Triosphere ritorna dopo ben 12 anni con un nuovo lavoro ambizioso che raccoglie al suo interno molti stili, tra hard rock, power prog e thrash metal, un bel disco per gli amanti del genere.

Cimarron 615 “Same Sky” (Blue Elan, 2026)

Una raccolta di bellissime canzoni country, impreziosite da splendidi intrecci vocali, marchio di fabbrica dei musicisti coinvolti che, come tradizione, non rinunciano a quelle chitarre rock che rafforzano il sound.

Noveria “Becoming After” (Scarlet Records, 2026)

Non posso che dargli dieci, e lo scrivo senza il minimo imbarazzo, perché è un disco meraviglioso e perché ogni tanto conviene dirlo ad alta voce, così magari al prossimo giro non se lo perde nessuno.

Jon Lee & The Apparitions “Next Town” (Magic Hallway Records, 2026)

Un album a cui bisogna dedicare la giusta attenzione ma che non manca di momenti molto interessanti, le ispirazioni possono essere soggettive anche se è indubbio che i generi citati abbiano tutti la loro importanza, promosso.

Tokyo Blade “Hoist The Colors High” (Cherry Red Records, 2026)

Bentornati ai Tokyo Blade, oltre quattro decenni dopo con la formazione originale classica e un nuovo album “Hoist the Colours High”: un lavoro muscoloso e incisivo di heavy metal infuocato, con le radici nella NWOBHM!

Issa “Fire & Ice” (Frontiers Records, 2026)

La regina norvegese dell’AOR Issa torna con “Fire And Ice”, il suo disco più esaltante e cinematografico. Ogni traccia dell’album è scritta e prodotta dai leggendari fratelli Tom e James Martin, che hanno creato un suono che cattura perfettamente lo spirito del rock melodico degli anni ’80.

Social Distortion “Born To Kill” (Epitaph, 2026)

Il tempo passa per tutti, anche per un gruppo puro come questo ma, credetemi, “Born To Kill”, titolo troppo cattivo per quello che si ascolta, ci offre tante cose che meritano di essere ascoltate. Soprattutto se siete fan della band.

Robert Jon & The Wreck “Wreckage Vol.3” (Journeyman Records, 2026).

I Robert Jon & The Wreck fanno gli straordinari e noi non possiamo che esserne felici, questa raccolta ci offre uno spaccato odierno del gruppo e la sua voglia di andare per la propria strada, suonando quello che ad oggi riesce meglio, ovvero rock classico, energico e splendidamente sudista.

Kickin Valentina “Anthems From The Underground” (Mighty Music, 2026)

I Kickin Valentina tornano con u album che conferma Pete Newdeck come grande autore di hard ottantiano, tra melodia e street rock.

Night Ranger “Best Of” (Frontiers Records, 2026)

Sesta raccolta, per i californiani Night Ranger. Ma questa volta propone versioni remixate e rimasterizzate di successi che coprono la brillante carriera della band,

Gràinne Duffy “What Am I Supposed To Do?” (Indipendent, 2026)

Altro ottimo lavoro questo nuovissimo “”What Am I Supposed To You?”, Gràinne Duffy si conferma artista da seguire nell’immensa scena blues rock odierna.

Widowspeak “Roses” (Captured Tracks, 2026).

L’album che rientra in quella sfera di ascolti dove musica e magia sono divise da una linea sottilissima lascia che l’ascoltatore entri nel suo mondo con la delicata eleganza che ne conviene, mai troppo energico, ma assolutamente godibile, “Roses” è consigliato ai palati più fini del classic rock (dalle sfumature Indie) del nuovo millennio.

Alchem “Bloody Rose” (The Triad Records – distr. Black Widow Records, 2026)

Gli Alchem, con la loro musica coinvolgente e variegata, devono essere approfonditi da chi cerca emozioni aldilà di strade facili e immediate, andando ad arricchire ulteriormente la scena romana nella quale operano da tempo entità coraggiose e difficilmente etichettabili come Arpia e Dunwich.

The Cinelli Brothers “Live Here And There” (The Cinelli Brothers, 2026)

270 concerti in giro per il mondo, un lungo viaggio portando la propria musica dal vivo.“Live Here And There” è il risultato, il sunto di tanti chilometri, di concerti e storie che formano un pezzo di vita all’insegna del rock’n’roll.

The Eternal “Obscured Horizons” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Con “Obscured Horizons”, The Eternal firma il proprio album migliore, dimostrando che il legame con gli Amorphis ne ha favorito la crescita, forse ancor oltre gli ultimi lavori della stessa band di Helsinki, sempre buoni, ma non così sfaccettati.

Albert Castiglia “Grits & Glory” (Gulf Coast Records, 2026)

Per il prossimo Blood Brothers c’è tempo, intanto godetevi questo “Grits & Glory”, nuovo capitolo di questo grande musicista statunitense. Blues on!

Oddland “Unilluminate To Illuminate” (Frontiers Records, 2026)

Gli Oddland sono una band finlandese di progressive metal. Con questo quarto album hanno affinato il sound, con influenze dei Soen. Un ottimo esempio di progressive metal moderno scandinavo.

The Claypool Lennon Delirium “The Great Parrot-Ox And The Golden Egg Of Empathy” (ATO, 2026)

Una collaborazione che sembrava improbabile giunge al terzo album e la sensazione che sia un regalo troppo grande resta, perché il disco – non è rock, o si? – è follemente bello. Quel bello che non arriva nel cuore, ma nella testa.