BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

The Wine Barrels “Tales From Pianura Padana” (The Wine Barrels, 2026)

“Tales From Pianura Padana ha bisogno di qualche ascolto per essere apprezzato in pieno, ma appena farà breccia in voi non ne uscirà più. Bravi.

Europe (Roma, Auditorium Parco della Musica, 7 luglio 2026)

Europe: potenti, esagerati ma anche generosi e capaci di slanci emotivi. E chi se li può scordare? Grande concerto!

Ryan McGarvey “Up From The Ashes” (Ryan Mcgarvey, 2026)

Il nuovo album di Ryan McGarvey è consigliato a tutti quelli che vogliono ascoltare dell’ottimo rock blues, bentornato.

The Western Front “Eureka” (Music Theories Recordings, 2026)

“Eureka” è un disco dei The Western Front che riemerge dopo oltre 40 anni di congelamento, ed è un capolavoro per tutti gli amanti d AOR. E ci sono Scott Gorham e Richard “Moon” Calhoun!

Saeko “Back To Life” (Remaster Digital, 2026)

Torna la cantante giapponese Saeko con “Back to Life” un’artista capace di rivisitare il suo catalogo con maturità e creatività. I brani riarrangiati dell’EP mettono in mostra la sua crescita, l’abilità della sua band e una visione artistica rinnovata, per i fan del power metal.

Vindicta (Roma, Traffic, 6 luglio 2026)

Non potevamo perdere l’occasione di verificare in concerto la tenuta delle chiacchierate Vindicta. Il responso? Ce lo racconta il nostro inviato Nick Bondis!

Savatage “Madness Reigns From The Gutter (1990)” (earMusic, 2026)

Il consiglio spassionato di chi scrive è prendervi una pausa di un’ora e mezza, sedervi e ascoltare cosa sapevano fare i Savatage, magari tenendo a portata di mano un fazzoletto, le lacrime sono assicurate.

Joe Bonamassa “The Spirit Of Rory-Live From Cork” (J&R Adeventures, 2026)

I classici di Gallagher vengono eseguiti in modo magistrale da Bonamassa e dalla sua band, così da rendere questo live un appuntamento irrinunciabile per i fan di Rory e di “Great” Joe, uno dei più grandi artisti del nostro tempo.

Pride Of Lions “Unbridled” (Frontiers Records, 2026)

“Unbridled” segna l’ottavo album in studio dei Pride Of Lions,  Guidata da Jim Peterik e Toby Hitchcock, la band ha debuttato nel 2003 con il suo album omonimo ed è diventata da allora uno dei nomi più costanti della scena AOR.

Smoking Snakes “All Lights On” (Frontiers Records, 2026)

Originari di Göteborg, gli Smoking Snakes stanno gradualmente ritagliandosi un posto nella scena sleaze metal.

The Rolling Stones “Foreign Tongues” (RSR/Capitol, 2026)

Altra recensione multipla, inevitabile direi, visto che torna la più grande e longeva rock’n’roll band del mondo. E non è routine, ma un disco sentito e pieno di sentimento. Chapeau!

Devin Townsend “The Moth” (InsideOut, 2026)

“The Moth” non è un album per tutti, ma chi conosce e ama Townsend, troverà motivi per apprezzare queste nuove ventiquattro tracce, Ancora magie dal pianeta Devin!

Evil Blizzard “Death Songs & Lullabies” (Cracked Ankles, 2026)

Gli Evil Blizzard sono una band ottima, destinata all’ascolto dei rocker di larghe vedute, e “Death Songs & Lullabies” e l’album perfetto per iniziare a scoprirli.

All Them Witches “House Of Mirrors” (BMG, 2026)

Non un disco facile, in “House Of Mirros” è d’uopo la voglia di entrare nei meandri di una composizione che non lascia nulla al caso e ci ricopre di emozioni diverse rendendoci più ricchi, bellissimo.

Peter Karp “Jersey Town” (Autoprodotto, 2026)

Un album più profondo di quello che la musica suggerisce, anche se i motivi per divertirsi ci sono, grazie ad un songwriting tanto semplice quanto sagace nel dosare asperità rock ed emozionalità blues, conditi da momenti soul per un ritorno che non deluderà i fans di Karp.

Sam Morrow “Southern Boogie” (Blue Elan Records, 2026)

Tra hard rock, boogie e southern, il talentuoso musicista texano Sam Barrow ci offre un lavoro di transizione, ma comunque in grado di tenere alta l’attenzione sulle sue future mosse.

Hex A.D. “Surgical Cuts In The Cosmos” (Apollon Records, 2026)

Gli Hex A.D. si confermano una certezza nel panorama heavy rock odierno, dimostrando talento, attitudine e ambizione tali da meritare traguardi prestigiosi.

The Devil Wears Nada “In Lust We Thrust” (Eonian Records, 2026)

The Devil Wears Nada, pubblicano “In Lust We Thrust” secondo disco della band. Ricco di ritornelli esplosivi, atmosfera cinematografica e una produzione moderna tagliente come un rasoio

Evanescence “Sanctuary” (BMG, 2026)

Composto, come ha affermato la frontgirl Emily Lee, in tempi di guerra e paura, “Sanctuary” è un album che non porta novità stilistiche, ma ha tutto per piacere ai fan della band.

Deep Purple “Splat!” (earMusic, 2026)

La nostra redazione ha pensato che il ritorno dei Deep Purple, meritasse una recensione multipla. E, senza confrontarci, abbiamo scoperto che il parere è il medesimo: disco stratosferico, pazzesco se si considera che arriva dopo quasi 60 anni storia. L’aggettivo leggende è riduttivo.

Samantha Fish “Paper Doll Live” (Rounder Records, 2026)

Affiatamento, complicità e una sorta di momento magico che sul palco si trasformano in uno spettacolo esaltante. Otto dei nove brani di “Paper Doll” vengono suonati insieme ad altre chicche da scoprire e fare vostre. Dedicato a chi afferma che il rock è morto…

Datura4 “High On The Low Brow” (Alive Naturalsound Records, 2026)

“High On The Low Brow” è IL disco dei Datura4 senza se e senza ma. Approfittatene.

White Lies, Teatro Romano Verona, 29 giugno 2026

L’intimità del luogo ed il calore appassionante dei White Lies ci regalano un concerto semplice ma che, in caso di futura replica, richiama la necessità di non privarsene. Bella serata!

Harsh “Feels” (Fireflash Records/Edel, 2026)

Gli Harsh sono le nuove stelle emergenti nella scena hard rock. La band di Parigi riporta in vita il suo suono tradizionale anni 80, “Feels” è un buon disco da ascoltare in auto o mentre spensierati e con i pensieri leggeri ci gustiamo una buona birra.

Child “Rebirth” (Heavy Psych Sounds Records, 2026)

Altro lavoro da incorniciare per il trio australiano, altro passo verso l’immortalità artistica, non perdeteveli assolutamente.

Bill Kirchen “Cat Out Of The Bag” (The Last Music Company, 2026)

Un album di rilassante rock americano come piace agli ascoltatori abituati a rilassate sonorità country/roots, così come a un più divertente e ballabile western rock’n’roll. Consigliato.

Mike Campbell & The Dirty Knobs “Mission Of Mercy” (Indipendent, 2026)

Per gli amanti del genere, questo nuovo album di Mike Campbell & The Dirty Knobs risulta fondamentale, non solo per rivivere il sound degli “Heartbreakers”, ma soprattutto per ascoltare del grande rock americano.

Prince Of Failure “Prince Of Failure” (Kscope, 2026)

Se amate i il mondo stilistico che si muove intorno ai Tesseract ,“Prince Of Failure” è un album che non dovete assolutamente sottovalutare, vi regalerà intense emozioni.  

Vision Divine “A Clockwork Reverie” (Scarlet, 2026)

Un mini album che fa da ponte tra passato e futuro di una grande band italiana, amata anche all’estero. Attendiamo fiduciosi il nuovo album.

Enio Nicolini “UMA-Bot4” (The Triad Records, 2026)

L’AI e il futuro incerto, accompagnano questo nuovo capitolo di Enio Nicolini, sempre ricco di coraggio, tra sperimentazioni metal e contaminazioni elettroniche.

Mattador “III” (Frontiers Records, 2026)

Con il ritorno di “III”, i Mattador combinano melodie forti, emozioni sincere, forte di qualità che ne rendono l’ascolto, a tratti, stimolante e piacevole.

Duane Betts “Isle Of Hope” (Sun Records, 2026)

Duane Betts ha pubblicato la sua opera più intimista e personale, lasciando scorrere le emozioni che come uno tsunami travolgeranno anche chi avrà la fortuna di ascoltarlo.

Dead Kosmonaut “Retrospectre” (Edge Circle Productions, 2026)

Con “Retrospectre” i Dead Kosmonaut firmano un album di ottimo livello, dimostrando ancora una volta di essere una band trasversale, in grado di suscitare l’attenzione da parte dei metallari duri e puri, ma anche quella degli amanti dell’hard rock dei ‘70 e successivi.

Tarja “Frisson Noir” (earMUSIC, 2026)

Forse Tarja non ha ancora scritto il disco per cui verrà ricordata, ma certamente con “Frisson Noir” ci è andata molto vicino.  

Rock Justice “You’ve Been Served” (Fireflash Records, 2026)

Rock Justice sono un nuovo gruppo hard rock che vede la partecipazione della cantante Maggy Luyten (Ayreon, Beautiful Sin, The Prize, ex-Nightmare) e del chitarrista Bas Maas (Doro, After Forever). “You’ve Been Served” unisce stili musicali vari, con un’atmosfera nostalgica e una produzione ben costruita.

Carmen Ratti Band Featuring Jill Dineen “Come To Me” (MoMojo Records, 2026)

Scoprire band, musicisti e album di qualità superiore è la nostra missione e quando ci riusciamo, come per magia, tutto torna al suo posto, come sempre grazie alla musica…imperdibile.

Elder “Through Zero” (Stickman Records, 2026)

Gli Elder ci regalano cinquanta minuti di musica splendidamente semplice nelle sue complicate strutture progressive, pregne di una sagacia compositiva che è esclusiva dei grandi interpreti del genere, applausi!

Masterplan “Metalmorphosis” (Frontiers, 2026)

Alla fine del viaggio ci troviamo in mano un disco onesto e piacevole, opera di una band che dopo tredici anni di silenzio non ha la minima intenzione di adagiarsi sugli allori e che ogni tanto si diverte sinceramente a spiazzarci.

Delta Generators “On & On” (Self Relehase, 2026)

Un disco del genere, nel suo rude approccio rock, è consigliato anche agli amanti dei suoni più duri, soprattutto per la sua atmosfera live che risulta l’asso nella manica dei Delta Generators.

Boogie Beasts “Don’t Be So Mean!-A Tribute To R.L. Burnside” (Donor Productions/Naked, 2026)

Tutto l’album che risplende della luce leggendaria di Burnside e della sua musica. I Boogie Beasts si confermano cult band e grandi conoscitori della storia del blues.

The Zen Circus + Lamante, venerdì 12 giugno allo Sherwood Festival di Padova

Un concerto ricco di energia ed emozione, gli Zen Circus si confermano una delle band più importanti del rock italiani di questi confusi anni duemila.

Klimt 1918 “Àmor” (Prophecy Productions, 2026)

“Àmor” non solo si candida a personale disco dell’anno, ma scolpisce il nome dei Klimt 1918 nelle cime più alte delle band contemporanee.

Da David Bowie a Freddie Mercury a Johnny Cash. Testamenti in musica: quando si muore cantando!!

𝑻𝒆𝒔𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒊𝒏 𝒎𝒖𝒔𝒊𝒄𝒂, 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒔𝒊 𝒎𝒖𝒐𝒓𝒆 𝒄𝒂𝒏𝒕𝒂𝒏𝒅𝒐
Partendo dal disco scritto da Mike Peters in punto di morte, il nostro Gabriele Bassanetti viaggia tra alcuni dei più grandi amati che hanno scelto di salutare la vita continuando a fare musica. Non è un tuffo nella tristezza o un elogio della morte, ma al contrario un elogio alla vita. Infatti ricordare questi artisti è il miglior modo per mostrarci grati a ciò che ci hanno donato: la loro arte.

Green Carnation “A Dark Poem, Part III: The Messiah Complex” (Season Of Mist, 2026)

Terzo e ultimo capitolo di “A Dark Poem”, che nella sua interezza è un’opera maestosa e impegnativa che richiede più di un ascolto per coglierne i tanti dettagli.

Green Lung “Necropolitan” (Nuclear Blast Records, 2026)

Con “Necropolitan” i Green Lung confermano di essere una grandissima band e, dopo l’addio di Ozzy e di fatto dei Black Sabbath più doom, si candidano per raccoglierne l’eredità artistica in patria e non solo.

Jehovah On Death “Lágrimas De Oro” (I, Voidhanger Records, 2026)

Gli Jehovah On Death sono una realtà del panorama rock internazionale della quale sentiremo molto parlare; hanno attitudine, idee, immagine, talento e sanno dove vogliono andare. Speriamo che presto si esibiscano in Italia, la loro proposta trova nel palco il suo ambiente ideale.

Cinquant’anni anni fa esatti nasceva il punk. O più precisamente cominciava a morire

𝐏u𝐧k: 𝐪u𝐚n𝐝o n𝐚s𝐜i𝐭a e m𝐨r𝐭e c𝐨i𝐧c𝐢d𝐨n𝐨. S𝐜o𝐩r𝐢a𝐦o p𝐞r𝐜h𝐞̀!
8 settembre 1976, esce “Anarchy In The UK”, primo singolo dei Sex Pistols, per convenzione il giorno in cui tutto ha inizio. E invece è la fine!

Andromeda presenta: 33+1 dischi anni ’80 di HARD, HEAVY, FM, AOR canadese!

Dalla fanzine n.8, che presenta 111 album di hard rock/heavy metal canadese, estrapoliamo 33 album. Non i migliori, ma quelli con cui vogliamo stimolare la vostra curiosità. Se siete interessati alla fanzine scrivetemi in privato.

Shakra “Just Live Loud!” (Frontiers Records, 2026)

Gli svizzeri Shakra ancora una volta non deludono, dinamiche ed energia vi faranno divertire, in questo nuovo album ricco di chitarre potenti e ritornelli melodici, scritti per essere riproposti in sede live.

Sweet Electric “Something Something Disco” (Autoprodotto, 2026)

Secondo disco per la band di Colonia Sweet Electric, “Something Something Disco”  è un disco pensato, non c’è una canzone decisamente brutta nell’album, e sebbene manchi un filo conduttore (cosa che potrebbe essere voluta) risulta difficile non innamorarsi di questi cinque simpatici, scanzonati ragazzi

Scorpion Milk “Flesh Masks For Skulls”  (Peaceville Records, 2026)

Nuovo EP per la creatura di Mat McNerney, quattro brani nuovo e un remix curato da ospiti sorprendenti

Avrak “Avrak” (Peaceville Records, 2026)

Il gruppo di Ted Skjellum, alias Nocturno Culto, al di fuori dei Darkthrone, per dare piena soddisfazione alla sua passione per l’old metal.

The Night Eternal “Cold Velvet” (Metal Blade Records, 2026)

Sono certo che “Cold Velvet” sarà l’album della consacrazione di una band solida, determinata e capace di schierare un vocalist riconoscibile al primo ascolto.

Ricky Warwick “Fire & Vengeance” (Earache Records, 2026)

RQuesto non è solo un disco, ma una raccolta di pensieri, umori e storie di Ricky Warwick, un rocker vero che da 40 anni canta e suona quello che ama.

CoreLeoni “Generection” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Il chitarrista e membro fondatore dei Gotthard torna in prima linea con i suoi CoreLeoni. Questo quarto album è il lavoro più pesante, per un hard Rock tirato mischiato ad une vena soul molto interessante.

Gjenferd “Black Smoke Rising” (Apollon Records, 2026)

La fiamma dell’hard rock dei ‘70 non cesserà mai di spegnersi, ovunque, tanto più nei paesi scandinavi, dove centinaia di band radicano le loro basi in quel periodo. Non è facile per gli appassionati e i cultori arrivare a conoscere tutto e, soprattutto, avere il...

Black Reflex “Zero Dawn” (Andromeda Relix, 2026)

“Zero Dawn” è un album importante, di vero heavy metal, che speriamo non si mescoli alla massa di titoli metal fatti con il metodo del copia/incolla e trovi l’attenzione che merita.

Stormbringer “Transcendence” (Attic Records, 2026)

La band del Northamptonshire torna con ‘Transcendence’. I ragazzi hanno confezionato un disco travolgente, di classico heavy metal, come si faceva ai tempi d’oro del genere. Assolutamente consigliato e per me è sicuramente uno dei migliori dischi del genere in questo 2026.

Pirate Queen “Sailing Around The World” (Despotz Records, 2026)

Le Pirate Queen proseguono il loro viaggio attraverso i mari dell’heavy metal con il secondo album “Sailing Around The World”. Un combinazione affascinante di epic, melodia ed energia, perfetta per mettersi in viaggio con le regine dei pirati.

“Over The Edge Ft. Mickey Thomas – XXX Anniversary Edition” (Frontiers Records, 2026) 

Arriva la ristampa di “Over The Edge”, l’acclamato album rock melodico che presenta la voce inconfondibile di Mickey Thomas (Starship, Jefferson Starship), originariamente pubblicato nel 2004,

Todd Adelman “Todd Adelman And The Woodsmen” (VFIB Recordings, 2026)

Todd Adelman And The Woodsmen risulta quindi un album di genere, niente di più niente di meno, ma pregno di atmosfere suggestive e belle canzoni. What Else?

Sha-Boom “Another Nail In The Coffin” (Silver Lining Music, 2026)

Dopo oltre vent’anni, gli hard rocker svedesi Sha-Boom sono tornati in vita con “Another Nail In The Coffin”, un un bel ritorno, un gran disco AOR, consigliatissimo per gli amanti del genere.

Jeffrey Halford And The Healers “Used Parts” (Shoeless Records, 2026)

Album piacevole, che non potete perdere se siete amanti dei suoni tradizionali d’oltreoceano.

Mad Max “Stories Of Destiny” ( Rock Of Angels Records, 2026)

45 anni di Mad Max, band tedesca che ha lasciato il segno nel mondo hard&heavy di stampo europeo. “Stories Of Destiny” si presenta pulito e moderno, Rolf Munkes ha compiuto un buon lavoro, per un ritorno che merita un plauso.

Joanna Connor “Live On 11/11” (MC Records, 2026)

Grandi brani, improvvisazioni e jam da infarto, fanno di questo live un documento prezioso su di un’artista magari qualche passo indietro a livello di popolarità rispetto ad altre colleghe della scena, ma sicuramente al top se si parla di passione, attitudine e bravura.

Flotsam And Jetsam “Rats In The Temple” (Napalm Records, 2026)

I Flotsam e Jetsam ci offrono il loro miglior disco post reunion, una produzione aggressiva e dura rispetto alle prime uscite anni ’80, ma i tempi chiedono questo e l’anima non ne esce snaturata. Gran disco thrash metal!

The Alarm “Transformation” (Twenty First Century Recording Company, 2026)

Il commovente ed entusiasmante testamento di Mike Peters. Qui giace un vinto che non si è arreso.

Triosphere “Oceans Above, Stars Below” (Frontiers Records, 2026)

La band norvegese heavy metal Triosphere ritorna dopo ben 12 anni con un nuovo lavoro ambizioso che raccoglie al suo interno molti stili, tra hard rock, power prog e thrash metal, un bel disco per gli amanti del genere.

Cimarron 615 “Same Sky” (Blue Elan, 2026)

Una raccolta di bellissime canzoni country, impreziosite da splendidi intrecci vocali, marchio di fabbrica dei musicisti coinvolti che, come tradizione, non rinunciano a quelle chitarre rock che rafforzano il sound.

Noveria “Becoming After” (Scarlet Records, 2026)

Non posso che dargli dieci, e lo scrivo senza il minimo imbarazzo, perché è un disco meraviglioso e perché ogni tanto conviene dirlo ad alta voce, così magari al prossimo giro non se lo perde nessuno.

Jon Lee & The Apparitions “Next Town” (Magic Hallway Records, 2026)

Un album a cui bisogna dedicare la giusta attenzione ma che non manca di momenti molto interessanti, le ispirazioni possono essere soggettive anche se è indubbio che i generi citati abbiano tutti la loro importanza, promosso.

Tokyo Blade “Hoist The Colors High” (Cherry Red Records, 2026)

Bentornati ai Tokyo Blade, oltre quattro decenni dopo con la formazione originale classica e un nuovo album “Hoist the Colours High”: un lavoro muscoloso e incisivo di heavy metal infuocato, con le radici nella NWOBHM!

Issa “Fire & Ice” (Frontiers Records, 2026)

La regina norvegese dell’AOR Issa torna con “Fire And Ice”, il suo disco più esaltante e cinematografico. Ogni traccia dell’album è scritta e prodotta dai leggendari fratelli Tom e James Martin, che hanno creato un suono che cattura perfettamente lo spirito del rock melodico degli anni ’80.

Social Distortion “Born To Kill” (Epitaph, 2026)

Il tempo passa per tutti, anche per un gruppo puro come questo ma, credetemi, “Born To Kill”, titolo troppo cattivo per quello che si ascolta, ci offre tante cose che meritano di essere ascoltate. Soprattutto se siete fan della band.

Robert Jon & The Wreck “Wreckage Vol.3” (Journeyman Records, 2026).

I Robert Jon & The Wreck fanno gli straordinari e noi non possiamo che esserne felici, questa raccolta ci offre uno spaccato odierno del gruppo e la sua voglia di andare per la propria strada, suonando quello che ad oggi riesce meglio, ovvero rock classico, energico e splendidamente sudista.

Kickin Valentina “Anthems From The Underground” (Mighty Music, 2026)

I Kickin Valentina tornano con u album che conferma Pete Newdeck come grande autore di hard ottantiano, tra melodia e street rock.

Night Ranger “Best Of” (Frontiers Records, 2026)

Sesta raccolta, per i californiani Night Ranger. Ma questa volta propone versioni remixate e rimasterizzate di successi che coprono la brillante carriera della band,

Gràinne Duffy “What Am I Supposed To Do?” (Indipendent, 2026)

Altro ottimo lavoro questo nuovissimo “”What Am I Supposed To You?”, Gràinne Duffy si conferma artista da seguire nell’immensa scena blues rock odierna.

Widowspeak “Roses” (Captured Tracks, 2026).

L’album che rientra in quella sfera di ascolti dove musica e magia sono divise da una linea sottilissima lascia che l’ascoltatore entri nel suo mondo con la delicata eleganza che ne conviene, mai troppo energico, ma assolutamente godibile, “Roses” è consigliato ai palati più fini del classic rock (dalle sfumature Indie) del nuovo millennio.

Alchem “Bloody Rose” (The Triad Records – distr. Black Widow Records, 2026)

Gli Alchem, con la loro musica coinvolgente e variegata, devono essere approfonditi da chi cerca emozioni aldilà di strade facili e immediate, andando ad arricchire ulteriormente la scena romana nella quale operano da tempo entità coraggiose e difficilmente etichettabili come Arpia e Dunwich.

The Cinelli Brothers “Live Here And There” (The Cinelli Brothers, 2026)

270 concerti in giro per il mondo, un lungo viaggio portando la propria musica dal vivo.“Live Here And There” è il risultato, il sunto di tanti chilometri, di concerti e storie che formano un pezzo di vita all’insegna del rock’n’roll.

The Eternal “Obscured Horizons” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Con “Obscured Horizons”, The Eternal firma il proprio album migliore, dimostrando che il legame con gli Amorphis ne ha favorito la crescita, forse ancor oltre gli ultimi lavori della stessa band di Helsinki, sempre buoni, ma non così sfaccettati.

Albert Castiglia “Grits & Glory” (Gulf Coast Records, 2026)

Per il prossimo Blood Brothers c’è tempo, intanto godetevi questo “Grits & Glory”, nuovo capitolo di questo grande musicista statunitense. Blues on!

Oddland “Unilluminate To Illuminate” (Frontiers Records, 2026)

Gli Oddland sono una band finlandese di progressive metal. Con questo quarto album hanno affinato il sound, con influenze dei Soen. Un ottimo esempio di progressive metal moderno scandinavo.

The Claypool Lennon Delirium “The Great Parrot-Ox And The Golden Egg Of Empathy” (ATO, 2026)

Una collaborazione che sembrava improbabile giunge al terzo album e la sensazione che sia un regalo troppo grande resta, perché il disco – non è rock, o si? – è follemente bello. Quel bello che non arriva nel cuore, ma nella testa.

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

The Wine Barrels “Tales From Pianura Padana” (The Wine Barrels, 2026)

“Tales From Pianura Padana ha bisogno di qualche ascolto per essere apprezzato in pieno, ma appena farà breccia in voi non ne uscirà più. Bravi.

Europe (Roma, Auditorium Parco della Musica, 7 luglio 2026)

Europe: potenti, esagerati ma anche generosi e capaci di slanci emotivi. E chi se li può scordare? Grande concerto!

Ryan McGarvey “Up From The Ashes” (Ryan Mcgarvey, 2026)

Il nuovo album di Ryan McGarvey è consigliato a tutti quelli che vogliono ascoltare dell’ottimo rock blues, bentornato.

The Western Front “Eureka” (Music Theories Recordings, 2026)

“Eureka” è un disco dei The Western Front che riemerge dopo oltre 40 anni di congelamento, ed è un capolavoro per tutti gli amanti d AOR. E ci sono Scott Gorham e Richard “Moon” Calhoun!

Saeko “Back To Life” (Remaster Digital, 2026)

Torna la cantante giapponese Saeko con “Back to Life” un’artista capace di rivisitare il suo catalogo con maturità e creatività. I brani riarrangiati dell’EP mettono in mostra la sua crescita, l’abilità della sua band e una visione artistica rinnovata, per i fan del power metal.

Vindicta (Roma, Traffic, 6 luglio 2026)

Non potevamo perdere l’occasione di verificare in concerto la tenuta delle chiacchierate Vindicta. Il responso? Ce lo racconta il nostro inviato Nick Bondis!

Savatage “Madness Reigns From The Gutter (1990)” (earMusic, 2026)

Il consiglio spassionato di chi scrive è prendervi una pausa di un’ora e mezza, sedervi e ascoltare cosa sapevano fare i Savatage, magari tenendo a portata di mano un fazzoletto, le lacrime sono assicurate.

Joe Bonamassa “The Spirit Of Rory-Live From Cork” (J&R Adeventures, 2026)

I classici di Gallagher vengono eseguiti in modo magistrale da Bonamassa e dalla sua band, così da rendere questo live un appuntamento irrinunciabile per i fan di Rory e di “Great” Joe, uno dei più grandi artisti del nostro tempo.

Pride Of Lions “Unbridled” (Frontiers Records, 2026)

“Unbridled” segna l’ottavo album in studio dei Pride Of Lions,  Guidata da Jim Peterik e Toby Hitchcock, la band ha debuttato nel 2003 con il suo album omonimo ed è diventata da allora uno dei nomi più costanti della scena AOR.

Smoking Snakes “All Lights On” (Frontiers Records, 2026)

Originari di Göteborg, gli Smoking Snakes stanno gradualmente ritagliandosi un posto nella scena sleaze metal.

The Rolling Stones “Foreign Tongues” (RSR/Capitol, 2026)

Altra recensione multipla, inevitabile direi, visto che torna la più grande e longeva rock’n’roll band del mondo. E non è routine, ma un disco sentito e pieno di sentimento. Chapeau!

Devin Townsend “The Moth” (InsideOut, 2026)

“The Moth” non è un album per tutti, ma chi conosce e ama Townsend, troverà motivi per apprezzare queste nuove ventiquattro tracce, Ancora magie dal pianeta Devin!

Evil Blizzard “Death Songs & Lullabies” (Cracked Ankles, 2026)

Gli Evil Blizzard sono una band ottima, destinata all’ascolto dei rocker di larghe vedute, e “Death Songs & Lullabies” e l’album perfetto per iniziare a scoprirli.

All Them Witches “House Of Mirrors” (BMG, 2026)

Non un disco facile, in “House Of Mirros” è d’uopo la voglia di entrare nei meandri di una composizione che non lascia nulla al caso e ci ricopre di emozioni diverse rendendoci più ricchi, bellissimo.

Peter Karp “Jersey Town” (Autoprodotto, 2026)

Un album più profondo di quello che la musica suggerisce, anche se i motivi per divertirsi ci sono, grazie ad un songwriting tanto semplice quanto sagace nel dosare asperità rock ed emozionalità blues, conditi da momenti soul per un ritorno che non deluderà i fans di Karp.

Sam Morrow “Southern Boogie” (Blue Elan Records, 2026)

Tra hard rock, boogie e southern, il talentuoso musicista texano Sam Barrow ci offre un lavoro di transizione, ma comunque in grado di tenere alta l’attenzione sulle sue future mosse.

Hex A.D. “Surgical Cuts In The Cosmos” (Apollon Records, 2026)

Gli Hex A.D. si confermano una certezza nel panorama heavy rock odierno, dimostrando talento, attitudine e ambizione tali da meritare traguardi prestigiosi.

The Devil Wears Nada “In Lust We Thrust” (Eonian Records, 2026)

The Devil Wears Nada, pubblicano “In Lust We Thrust” secondo disco della band. Ricco di ritornelli esplosivi, atmosfera cinematografica e una produzione moderna tagliente come un rasoio

Evanescence “Sanctuary” (BMG, 2026)

Composto, come ha affermato la frontgirl Emily Lee, in tempi di guerra e paura, “Sanctuary” è un album che non porta novità stilistiche, ma ha tutto per piacere ai fan della band.

Deep Purple “Splat!” (earMusic, 2026)

La nostra redazione ha pensato che il ritorno dei Deep Purple, meritasse una recensione multipla. E, senza confrontarci, abbiamo scoperto che il parere è il medesimo: disco stratosferico, pazzesco se si considera che arriva dopo quasi 60 anni storia. L’aggettivo leggende è riduttivo.

Samantha Fish “Paper Doll Live” (Rounder Records, 2026)

Affiatamento, complicità e una sorta di momento magico che sul palco si trasformano in uno spettacolo esaltante. Otto dei nove brani di “Paper Doll” vengono suonati insieme ad altre chicche da scoprire e fare vostre. Dedicato a chi afferma che il rock è morto…

Datura4 “High On The Low Brow” (Alive Naturalsound Records, 2026)

“High On The Low Brow” è IL disco dei Datura4 senza se e senza ma. Approfittatene.

White Lies, Teatro Romano Verona, 29 giugno 2026

L’intimità del luogo ed il calore appassionante dei White Lies ci regalano un concerto semplice ma che, in caso di futura replica, richiama la necessità di non privarsene. Bella serata!

Harsh “Feels” (Fireflash Records/Edel, 2026)

Gli Harsh sono le nuove stelle emergenti nella scena hard rock. La band di Parigi riporta in vita il suo suono tradizionale anni 80, “Feels” è un buon disco da ascoltare in auto o mentre spensierati e con i pensieri leggeri ci gustiamo una buona birra.

Child “Rebirth” (Heavy Psych Sounds Records, 2026)

Altro lavoro da incorniciare per il trio australiano, altro passo verso l’immortalità artistica, non perdeteveli assolutamente.

Bill Kirchen “Cat Out Of The Bag” (The Last Music Company, 2026)

Un album di rilassante rock americano come piace agli ascoltatori abituati a rilassate sonorità country/roots, così come a un più divertente e ballabile western rock’n’roll. Consigliato.

Mike Campbell & The Dirty Knobs “Mission Of Mercy” (Indipendent, 2026)

Per gli amanti del genere, questo nuovo album di Mike Campbell & The Dirty Knobs risulta fondamentale, non solo per rivivere il sound degli “Heartbreakers”, ma soprattutto per ascoltare del grande rock americano.

Prince Of Failure “Prince Of Failure” (Kscope, 2026)

Se amate i il mondo stilistico che si muove intorno ai Tesseract ,“Prince Of Failure” è un album che non dovete assolutamente sottovalutare, vi regalerà intense emozioni.  

Vision Divine “A Clockwork Reverie” (Scarlet, 2026)

Un mini album che fa da ponte tra passato e futuro di una grande band italiana, amata anche all’estero. Attendiamo fiduciosi il nuovo album.

Enio Nicolini “UMA-Bot4” (The Triad Records, 2026)

L’AI e il futuro incerto, accompagnano questo nuovo capitolo di Enio Nicolini, sempre ricco di coraggio, tra sperimentazioni metal e contaminazioni elettroniche.

Mattador “III” (Frontiers Records, 2026)

Con il ritorno di “III”, i Mattador combinano melodie forti, emozioni sincere, forte di qualità che ne rendono l’ascolto, a tratti, stimolante e piacevole.

Duane Betts “Isle Of Hope” (Sun Records, 2026)

Duane Betts ha pubblicato la sua opera più intimista e personale, lasciando scorrere le emozioni che come uno tsunami travolgeranno anche chi avrà la fortuna di ascoltarlo.

Dead Kosmonaut “Retrospectre” (Edge Circle Productions, 2026)

Con “Retrospectre” i Dead Kosmonaut firmano un album di ottimo livello, dimostrando ancora una volta di essere una band trasversale, in grado di suscitare l’attenzione da parte dei metallari duri e puri, ma anche quella degli amanti dell’hard rock dei ‘70 e successivi.

Tarja “Frisson Noir” (earMUSIC, 2026)

Forse Tarja non ha ancora scritto il disco per cui verrà ricordata, ma certamente con “Frisson Noir” ci è andata molto vicino.  

Rock Justice “You’ve Been Served” (Fireflash Records, 2026)

Rock Justice sono un nuovo gruppo hard rock che vede la partecipazione della cantante Maggy Luyten (Ayreon, Beautiful Sin, The Prize, ex-Nightmare) e del chitarrista Bas Maas (Doro, After Forever). “You’ve Been Served” unisce stili musicali vari, con un’atmosfera nostalgica e una produzione ben costruita.

Carmen Ratti Band Featuring Jill Dineen “Come To Me” (MoMojo Records, 2026)

Scoprire band, musicisti e album di qualità superiore è la nostra missione e quando ci riusciamo, come per magia, tutto torna al suo posto, come sempre grazie alla musica…imperdibile.

Elder “Through Zero” (Stickman Records, 2026)

Gli Elder ci regalano cinquanta minuti di musica splendidamente semplice nelle sue complicate strutture progressive, pregne di una sagacia compositiva che è esclusiva dei grandi interpreti del genere, applausi!

Masterplan “Metalmorphosis” (Frontiers, 2026)

Alla fine del viaggio ci troviamo in mano un disco onesto e piacevole, opera di una band che dopo tredici anni di silenzio non ha la minima intenzione di adagiarsi sugli allori e che ogni tanto si diverte sinceramente a spiazzarci.

Delta Generators “On & On” (Self Relehase, 2026)

Un disco del genere, nel suo rude approccio rock, è consigliato anche agli amanti dei suoni più duri, soprattutto per la sua atmosfera live che risulta l’asso nella manica dei Delta Generators.

Boogie Beasts “Don’t Be So Mean!-A Tribute To R.L. Burnside” (Donor Productions/Naked, 2026)

Tutto l’album che risplende della luce leggendaria di Burnside e della sua musica. I Boogie Beasts si confermano cult band e grandi conoscitori della storia del blues.

The Zen Circus + Lamante, venerdì 12 giugno allo Sherwood Festival di Padova

Un concerto ricco di energia ed emozione, gli Zen Circus si confermano una delle band più importanti del rock italiani di questi confusi anni duemila.

Klimt 1918 “Àmor” (Prophecy Productions, 2026)

“Àmor” non solo si candida a personale disco dell’anno, ma scolpisce il nome dei Klimt 1918 nelle cime più alte delle band contemporanee.

Da David Bowie a Freddie Mercury a Johnny Cash. Testamenti in musica: quando si muore cantando!!

𝑻𝒆𝒔𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒊𝒏 𝒎𝒖𝒔𝒊𝒄𝒂, 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒔𝒊 𝒎𝒖𝒐𝒓𝒆 𝒄𝒂𝒏𝒕𝒂𝒏𝒅𝒐
Partendo dal disco scritto da Mike Peters in punto di morte, il nostro Gabriele Bassanetti viaggia tra alcuni dei più grandi amati che hanno scelto di salutare la vita continuando a fare musica. Non è un tuffo nella tristezza o un elogio della morte, ma al contrario un elogio alla vita. Infatti ricordare questi artisti è il miglior modo per mostrarci grati a ciò che ci hanno donato: la loro arte.

Green Carnation “A Dark Poem, Part III: The Messiah Complex” (Season Of Mist, 2026)

Terzo e ultimo capitolo di “A Dark Poem”, che nella sua interezza è un’opera maestosa e impegnativa che richiede più di un ascolto per coglierne i tanti dettagli.

Green Lung “Necropolitan” (Nuclear Blast Records, 2026)

Con “Necropolitan” i Green Lung confermano di essere una grandissima band e, dopo l’addio di Ozzy e di fatto dei Black Sabbath più doom, si candidano per raccoglierne l’eredità artistica in patria e non solo.

Jehovah On Death “Lágrimas De Oro” (I, Voidhanger Records, 2026)

Gli Jehovah On Death sono una realtà del panorama rock internazionale della quale sentiremo molto parlare; hanno attitudine, idee, immagine, talento e sanno dove vogliono andare. Speriamo che presto si esibiscano in Italia, la loro proposta trova nel palco il suo ambiente ideale.

Cinquant’anni anni fa esatti nasceva il punk. O più precisamente cominciava a morire

𝐏u𝐧k: 𝐪u𝐚n𝐝o n𝐚s𝐜i𝐭a e m𝐨r𝐭e c𝐨i𝐧c𝐢d𝐨n𝐨. S𝐜o𝐩r𝐢a𝐦o p𝐞r𝐜h𝐞̀!
8 settembre 1976, esce “Anarchy In The UK”, primo singolo dei Sex Pistols, per convenzione il giorno in cui tutto ha inizio. E invece è la fine!

Andromeda presenta: 33+1 dischi anni ’80 di HARD, HEAVY, FM, AOR canadese!

Dalla fanzine n.8, che presenta 111 album di hard rock/heavy metal canadese, estrapoliamo 33 album. Non i migliori, ma quelli con cui vogliamo stimolare la vostra curiosità. Se siete interessati alla fanzine scrivetemi in privato.

Shakra “Just Live Loud!” (Frontiers Records, 2026)

Gli svizzeri Shakra ancora una volta non deludono, dinamiche ed energia vi faranno divertire, in questo nuovo album ricco di chitarre potenti e ritornelli melodici, scritti per essere riproposti in sede live.

Sweet Electric “Something Something Disco” (Autoprodotto, 2026)

Secondo disco per la band di Colonia Sweet Electric, “Something Something Disco”  è un disco pensato, non c’è una canzone decisamente brutta nell’album, e sebbene manchi un filo conduttore (cosa che potrebbe essere voluta) risulta difficile non innamorarsi di questi cinque simpatici, scanzonati ragazzi

Scorpion Milk “Flesh Masks For Skulls”  (Peaceville Records, 2026)

Nuovo EP per la creatura di Mat McNerney, quattro brani nuovo e un remix curato da ospiti sorprendenti

Avrak “Avrak” (Peaceville Records, 2026)

Il gruppo di Ted Skjellum, alias Nocturno Culto, al di fuori dei Darkthrone, per dare piena soddisfazione alla sua passione per l’old metal.

The Night Eternal “Cold Velvet” (Metal Blade Records, 2026)

Sono certo che “Cold Velvet” sarà l’album della consacrazione di una band solida, determinata e capace di schierare un vocalist riconoscibile al primo ascolto.

Ricky Warwick “Fire & Vengeance” (Earache Records, 2026)

RQuesto non è solo un disco, ma una raccolta di pensieri, umori e storie di Ricky Warwick, un rocker vero che da 40 anni canta e suona quello che ama.

CoreLeoni “Generection” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Il chitarrista e membro fondatore dei Gotthard torna in prima linea con i suoi CoreLeoni. Questo quarto album è il lavoro più pesante, per un hard Rock tirato mischiato ad une vena soul molto interessante.

Gjenferd “Black Smoke Rising” (Apollon Records, 2026)

La fiamma dell’hard rock dei ‘70 non cesserà mai di spegnersi, ovunque, tanto più nei paesi scandinavi, dove centinaia di band radicano le loro basi in quel periodo. Non è facile per gli appassionati e i cultori arrivare a conoscere tutto e, soprattutto, avere il...

Black Reflex “Zero Dawn” (Andromeda Relix, 2026)

“Zero Dawn” è un album importante, di vero heavy metal, che speriamo non si mescoli alla massa di titoli metal fatti con il metodo del copia/incolla e trovi l’attenzione che merita.

Stormbringer “Transcendence” (Attic Records, 2026)

La band del Northamptonshire torna con ‘Transcendence’. I ragazzi hanno confezionato un disco travolgente, di classico heavy metal, come si faceva ai tempi d’oro del genere. Assolutamente consigliato e per me è sicuramente uno dei migliori dischi del genere in questo 2026.

Pirate Queen “Sailing Around The World” (Despotz Records, 2026)

Le Pirate Queen proseguono il loro viaggio attraverso i mari dell’heavy metal con il secondo album “Sailing Around The World”. Un combinazione affascinante di epic, melodia ed energia, perfetta per mettersi in viaggio con le regine dei pirati.

“Over The Edge Ft. Mickey Thomas – XXX Anniversary Edition” (Frontiers Records, 2026) 

Arriva la ristampa di “Over The Edge”, l’acclamato album rock melodico che presenta la voce inconfondibile di Mickey Thomas (Starship, Jefferson Starship), originariamente pubblicato nel 2004,

Todd Adelman “Todd Adelman And The Woodsmen” (VFIB Recordings, 2026)

Todd Adelman And The Woodsmen risulta quindi un album di genere, niente di più niente di meno, ma pregno di atmosfere suggestive e belle canzoni. What Else?

Sha-Boom “Another Nail In The Coffin” (Silver Lining Music, 2026)

Dopo oltre vent’anni, gli hard rocker svedesi Sha-Boom sono tornati in vita con “Another Nail In The Coffin”, un un bel ritorno, un gran disco AOR, consigliatissimo per gli amanti del genere.

Jeffrey Halford And The Healers “Used Parts” (Shoeless Records, 2026)

Album piacevole, che non potete perdere se siete amanti dei suoni tradizionali d’oltreoceano.

Mad Max “Stories Of Destiny” ( Rock Of Angels Records, 2026)

45 anni di Mad Max, band tedesca che ha lasciato il segno nel mondo hard&heavy di stampo europeo. “Stories Of Destiny” si presenta pulito e moderno, Rolf Munkes ha compiuto un buon lavoro, per un ritorno che merita un plauso.

Joanna Connor “Live On 11/11” (MC Records, 2026)

Grandi brani, improvvisazioni e jam da infarto, fanno di questo live un documento prezioso su di un’artista magari qualche passo indietro a livello di popolarità rispetto ad altre colleghe della scena, ma sicuramente al top se si parla di passione, attitudine e bravura.

Flotsam And Jetsam “Rats In The Temple” (Napalm Records, 2026)

I Flotsam e Jetsam ci offrono il loro miglior disco post reunion, una produzione aggressiva e dura rispetto alle prime uscite anni ’80, ma i tempi chiedono questo e l’anima non ne esce snaturata. Gran disco thrash metal!

The Alarm “Transformation” (Twenty First Century Recording Company, 2026)

Il commovente ed entusiasmante testamento di Mike Peters. Qui giace un vinto che non si è arreso.

Triosphere “Oceans Above, Stars Below” (Frontiers Records, 2026)

La band norvegese heavy metal Triosphere ritorna dopo ben 12 anni con un nuovo lavoro ambizioso che raccoglie al suo interno molti stili, tra hard rock, power prog e thrash metal, un bel disco per gli amanti del genere.

Cimarron 615 “Same Sky” (Blue Elan, 2026)

Una raccolta di bellissime canzoni country, impreziosite da splendidi intrecci vocali, marchio di fabbrica dei musicisti coinvolti che, come tradizione, non rinunciano a quelle chitarre rock che rafforzano il sound.

Noveria “Becoming After” (Scarlet Records, 2026)

Non posso che dargli dieci, e lo scrivo senza il minimo imbarazzo, perché è un disco meraviglioso e perché ogni tanto conviene dirlo ad alta voce, così magari al prossimo giro non se lo perde nessuno.

Jon Lee & The Apparitions “Next Town” (Magic Hallway Records, 2026)

Un album a cui bisogna dedicare la giusta attenzione ma che non manca di momenti molto interessanti, le ispirazioni possono essere soggettive anche se è indubbio che i generi citati abbiano tutti la loro importanza, promosso.

Tokyo Blade “Hoist The Colors High” (Cherry Red Records, 2026)

Bentornati ai Tokyo Blade, oltre quattro decenni dopo con la formazione originale classica e un nuovo album “Hoist the Colours High”: un lavoro muscoloso e incisivo di heavy metal infuocato, con le radici nella NWOBHM!

Issa “Fire & Ice” (Frontiers Records, 2026)

La regina norvegese dell’AOR Issa torna con “Fire And Ice”, il suo disco più esaltante e cinematografico. Ogni traccia dell’album è scritta e prodotta dai leggendari fratelli Tom e James Martin, che hanno creato un suono che cattura perfettamente lo spirito del rock melodico degli anni ’80.

Social Distortion “Born To Kill” (Epitaph, 2026)

Il tempo passa per tutti, anche per un gruppo puro come questo ma, credetemi, “Born To Kill”, titolo troppo cattivo per quello che si ascolta, ci offre tante cose che meritano di essere ascoltate. Soprattutto se siete fan della band.

Robert Jon & The Wreck “Wreckage Vol.3” (Journeyman Records, 2026).

I Robert Jon & The Wreck fanno gli straordinari e noi non possiamo che esserne felici, questa raccolta ci offre uno spaccato odierno del gruppo e la sua voglia di andare per la propria strada, suonando quello che ad oggi riesce meglio, ovvero rock classico, energico e splendidamente sudista.

Kickin Valentina “Anthems From The Underground” (Mighty Music, 2026)

I Kickin Valentina tornano con u album che conferma Pete Newdeck come grande autore di hard ottantiano, tra melodia e street rock.

Night Ranger “Best Of” (Frontiers Records, 2026)

Sesta raccolta, per i californiani Night Ranger. Ma questa volta propone versioni remixate e rimasterizzate di successi che coprono la brillante carriera della band,

Gràinne Duffy “What Am I Supposed To Do?” (Indipendent, 2026)

Altro ottimo lavoro questo nuovissimo “”What Am I Supposed To You?”, Gràinne Duffy si conferma artista da seguire nell’immensa scena blues rock odierna.

Widowspeak “Roses” (Captured Tracks, 2026).

L’album che rientra in quella sfera di ascolti dove musica e magia sono divise da una linea sottilissima lascia che l’ascoltatore entri nel suo mondo con la delicata eleganza che ne conviene, mai troppo energico, ma assolutamente godibile, “Roses” è consigliato ai palati più fini del classic rock (dalle sfumature Indie) del nuovo millennio.

Alchem “Bloody Rose” (The Triad Records – distr. Black Widow Records, 2026)

Gli Alchem, con la loro musica coinvolgente e variegata, devono essere approfonditi da chi cerca emozioni aldilà di strade facili e immediate, andando ad arricchire ulteriormente la scena romana nella quale operano da tempo entità coraggiose e difficilmente etichettabili come Arpia e Dunwich.

The Cinelli Brothers “Live Here And There” (The Cinelli Brothers, 2026)

270 concerti in giro per il mondo, un lungo viaggio portando la propria musica dal vivo.“Live Here And There” è il risultato, il sunto di tanti chilometri, di concerti e storie che formano un pezzo di vita all’insegna del rock’n’roll.

The Eternal “Obscured Horizons” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Con “Obscured Horizons”, The Eternal firma il proprio album migliore, dimostrando che il legame con gli Amorphis ne ha favorito la crescita, forse ancor oltre gli ultimi lavori della stessa band di Helsinki, sempre buoni, ma non così sfaccettati.

Albert Castiglia “Grits & Glory” (Gulf Coast Records, 2026)

Per il prossimo Blood Brothers c’è tempo, intanto godetevi questo “Grits & Glory”, nuovo capitolo di questo grande musicista statunitense. Blues on!

Oddland “Unilluminate To Illuminate” (Frontiers Records, 2026)

Gli Oddland sono una band finlandese di progressive metal. Con questo quarto album hanno affinato il sound, con influenze dei Soen. Un ottimo esempio di progressive metal moderno scandinavo.

The Claypool Lennon Delirium “The Great Parrot-Ox And The Golden Egg Of Empathy” (ATO, 2026)

Una collaborazione che sembrava improbabile giunge al terzo album e la sensazione che sia un regalo troppo grande resta, perché il disco – non è rock, o si? – è follemente bello. Quel bello che non arriva nel cuore, ma nella testa.

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

The Wine Barrels “Tales From Pianura Padana” (The Wine Barrels, 2026)

“Tales From Pianura Padana ha bisogno di qualche ascolto per essere apprezzato in pieno, ma appena farà breccia in voi non ne uscirà più. Bravi.

Europe (Roma, Auditorium Parco della Musica, 7 luglio 2026)

Europe: potenti, esagerati ma anche generosi e capaci di slanci emotivi. E chi se li può scordare? Grande concerto!

Ryan McGarvey “Up From The Ashes” (Ryan Mcgarvey, 2026)

Il nuovo album di Ryan McGarvey è consigliato a tutti quelli che vogliono ascoltare dell’ottimo rock blues, bentornato.

The Western Front “Eureka” (Music Theories Recordings, 2026)

“Eureka” è un disco dei The Western Front che riemerge dopo oltre 40 anni di congelamento, ed è un capolavoro per tutti gli amanti d AOR. E ci sono Scott Gorham e Richard “Moon” Calhoun!

Saeko “Back To Life” (Remaster Digital, 2026)

Torna la cantante giapponese Saeko con “Back to Life” un’artista capace di rivisitare il suo catalogo con maturità e creatività. I brani riarrangiati dell’EP mettono in mostra la sua crescita, l’abilità della sua band e una visione artistica rinnovata, per i fan del power metal.

Vindicta (Roma, Traffic, 6 luglio 2026)

Non potevamo perdere l’occasione di verificare in concerto la tenuta delle chiacchierate Vindicta. Il responso? Ce lo racconta il nostro inviato Nick Bondis!

Savatage “Madness Reigns From The Gutter (1990)” (earMusic, 2026)

Il consiglio spassionato di chi scrive è prendervi una pausa di un’ora e mezza, sedervi e ascoltare cosa sapevano fare i Savatage, magari tenendo a portata di mano un fazzoletto, le lacrime sono assicurate.

Joe Bonamassa “The Spirit Of Rory-Live From Cork” (J&R Adeventures, 2026)

I classici di Gallagher vengono eseguiti in modo magistrale da Bonamassa e dalla sua band, così da rendere questo live un appuntamento irrinunciabile per i fan di Rory e di “Great” Joe, uno dei più grandi artisti del nostro tempo.

Pride Of Lions “Unbridled” (Frontiers Records, 2026)

“Unbridled” segna l’ottavo album in studio dei Pride Of Lions,  Guidata da Jim Peterik e Toby Hitchcock, la band ha debuttato nel 2003 con il suo album omonimo ed è diventata da allora uno dei nomi più costanti della scena AOR.

Smoking Snakes “All Lights On” (Frontiers Records, 2026)

Originari di Göteborg, gli Smoking Snakes stanno gradualmente ritagliandosi un posto nella scena sleaze metal.

The Rolling Stones “Foreign Tongues” (RSR/Capitol, 2026)

Altra recensione multipla, inevitabile direi, visto che torna la più grande e longeva rock’n’roll band del mondo. E non è routine, ma un disco sentito e pieno di sentimento. Chapeau!

Devin Townsend “The Moth” (InsideOut, 2026)

“The Moth” non è un album per tutti, ma chi conosce e ama Townsend, troverà motivi per apprezzare queste nuove ventiquattro tracce, Ancora magie dal pianeta Devin!

Evil Blizzard “Death Songs & Lullabies” (Cracked Ankles, 2026)

Gli Evil Blizzard sono una band ottima, destinata all’ascolto dei rocker di larghe vedute, e “Death Songs & Lullabies” e l’album perfetto per iniziare a scoprirli.

All Them Witches “House Of Mirrors” (BMG, 2026)

Non un disco facile, in “House Of Mirros” è d’uopo la voglia di entrare nei meandri di una composizione che non lascia nulla al caso e ci ricopre di emozioni diverse rendendoci più ricchi, bellissimo.

Peter Karp “Jersey Town” (Autoprodotto, 2026)

Un album più profondo di quello che la musica suggerisce, anche se i motivi per divertirsi ci sono, grazie ad un songwriting tanto semplice quanto sagace nel dosare asperità rock ed emozionalità blues, conditi da momenti soul per un ritorno che non deluderà i fans di Karp.

Sam Morrow “Southern Boogie” (Blue Elan Records, 2026)

Tra hard rock, boogie e southern, il talentuoso musicista texano Sam Barrow ci offre un lavoro di transizione, ma comunque in grado di tenere alta l’attenzione sulle sue future mosse.

Hex A.D. “Surgical Cuts In The Cosmos” (Apollon Records, 2026)

Gli Hex A.D. si confermano una certezza nel panorama heavy rock odierno, dimostrando talento, attitudine e ambizione tali da meritare traguardi prestigiosi.

The Devil Wears Nada “In Lust We Thrust” (Eonian Records, 2026)

The Devil Wears Nada, pubblicano “In Lust We Thrust” secondo disco della band. Ricco di ritornelli esplosivi, atmosfera cinematografica e una produzione moderna tagliente come un rasoio

Evanescence “Sanctuary” (BMG, 2026)

Composto, come ha affermato la frontgirl Emily Lee, in tempi di guerra e paura, “Sanctuary” è un album che non porta novità stilistiche, ma ha tutto per piacere ai fan della band.

Deep Purple “Splat!” (earMusic, 2026)

La nostra redazione ha pensato che il ritorno dei Deep Purple, meritasse una recensione multipla. E, senza confrontarci, abbiamo scoperto che il parere è il medesimo: disco stratosferico, pazzesco se si considera che arriva dopo quasi 60 anni storia. L’aggettivo leggende è riduttivo.

Samantha Fish “Paper Doll Live” (Rounder Records, 2026)

Affiatamento, complicità e una sorta di momento magico che sul palco si trasformano in uno spettacolo esaltante. Otto dei nove brani di “Paper Doll” vengono suonati insieme ad altre chicche da scoprire e fare vostre. Dedicato a chi afferma che il rock è morto…

Datura4 “High On The Low Brow” (Alive Naturalsound Records, 2026)

“High On The Low Brow” è IL disco dei Datura4 senza se e senza ma. Approfittatene.

White Lies, Teatro Romano Verona, 29 giugno 2026

L’intimità del luogo ed il calore appassionante dei White Lies ci regalano un concerto semplice ma che, in caso di futura replica, richiama la necessità di non privarsene. Bella serata!

Harsh “Feels” (Fireflash Records/Edel, 2026)

Gli Harsh sono le nuove stelle emergenti nella scena hard rock. La band di Parigi riporta in vita il suo suono tradizionale anni 80, “Feels” è un buon disco da ascoltare in auto o mentre spensierati e con i pensieri leggeri ci gustiamo una buona birra.

Child “Rebirth” (Heavy Psych Sounds Records, 2026)

Altro lavoro da incorniciare per il trio australiano, altro passo verso l’immortalità artistica, non perdeteveli assolutamente.

Bill Kirchen “Cat Out Of The Bag” (The Last Music Company, 2026)

Un album di rilassante rock americano come piace agli ascoltatori abituati a rilassate sonorità country/roots, così come a un più divertente e ballabile western rock’n’roll. Consigliato.

Mike Campbell & The Dirty Knobs “Mission Of Mercy” (Indipendent, 2026)

Per gli amanti del genere, questo nuovo album di Mike Campbell & The Dirty Knobs risulta fondamentale, non solo per rivivere il sound degli “Heartbreakers”, ma soprattutto per ascoltare del grande rock americano.

Prince Of Failure “Prince Of Failure” (Kscope, 2026)

Se amate i il mondo stilistico che si muove intorno ai Tesseract ,“Prince Of Failure” è un album che non dovete assolutamente sottovalutare, vi regalerà intense emozioni.  

Vision Divine “A Clockwork Reverie” (Scarlet, 2026)

Un mini album che fa da ponte tra passato e futuro di una grande band italiana, amata anche all’estero. Attendiamo fiduciosi il nuovo album.

Enio Nicolini “UMA-Bot4” (The Triad Records, 2026)

L’AI e il futuro incerto, accompagnano questo nuovo capitolo di Enio Nicolini, sempre ricco di coraggio, tra sperimentazioni metal e contaminazioni elettroniche.

Mattador “III” (Frontiers Records, 2026)

Con il ritorno di “III”, i Mattador combinano melodie forti, emozioni sincere, forte di qualità che ne rendono l’ascolto, a tratti, stimolante e piacevole.

Duane Betts “Isle Of Hope” (Sun Records, 2026)

Duane Betts ha pubblicato la sua opera più intimista e personale, lasciando scorrere le emozioni che come uno tsunami travolgeranno anche chi avrà la fortuna di ascoltarlo.

Dead Kosmonaut “Retrospectre” (Edge Circle Productions, 2026)

Con “Retrospectre” i Dead Kosmonaut firmano un album di ottimo livello, dimostrando ancora una volta di essere una band trasversale, in grado di suscitare l’attenzione da parte dei metallari duri e puri, ma anche quella degli amanti dell’hard rock dei ‘70 e successivi.

Tarja “Frisson Noir” (earMUSIC, 2026)

Forse Tarja non ha ancora scritto il disco per cui verrà ricordata, ma certamente con “Frisson Noir” ci è andata molto vicino.  

Rock Justice “You’ve Been Served” (Fireflash Records, 2026)

Rock Justice sono un nuovo gruppo hard rock che vede la partecipazione della cantante Maggy Luyten (Ayreon, Beautiful Sin, The Prize, ex-Nightmare) e del chitarrista Bas Maas (Doro, After Forever). “You’ve Been Served” unisce stili musicali vari, con un’atmosfera nostalgica e una produzione ben costruita.

Carmen Ratti Band Featuring Jill Dineen “Come To Me” (MoMojo Records, 2026)

Scoprire band, musicisti e album di qualità superiore è la nostra missione e quando ci riusciamo, come per magia, tutto torna al suo posto, come sempre grazie alla musica…imperdibile.

Elder “Through Zero” (Stickman Records, 2026)

Gli Elder ci regalano cinquanta minuti di musica splendidamente semplice nelle sue complicate strutture progressive, pregne di una sagacia compositiva che è esclusiva dei grandi interpreti del genere, applausi!

Masterplan “Metalmorphosis” (Frontiers, 2026)

Alla fine del viaggio ci troviamo in mano un disco onesto e piacevole, opera di una band che dopo tredici anni di silenzio non ha la minima intenzione di adagiarsi sugli allori e che ogni tanto si diverte sinceramente a spiazzarci.

Delta Generators “On & On” (Self Relehase, 2026)

Un disco del genere, nel suo rude approccio rock, è consigliato anche agli amanti dei suoni più duri, soprattutto per la sua atmosfera live che risulta l’asso nella manica dei Delta Generators.

Boogie Beasts “Don’t Be So Mean!-A Tribute To R.L. Burnside” (Donor Productions/Naked, 2026)

Tutto l’album che risplende della luce leggendaria di Burnside e della sua musica. I Boogie Beasts si confermano cult band e grandi conoscitori della storia del blues.

The Zen Circus + Lamante, venerdì 12 giugno allo Sherwood Festival di Padova

Un concerto ricco di energia ed emozione, gli Zen Circus si confermano una delle band più importanti del rock italiani di questi confusi anni duemila.

Klimt 1918 “Àmor” (Prophecy Productions, 2026)

“Àmor” non solo si candida a personale disco dell’anno, ma scolpisce il nome dei Klimt 1918 nelle cime più alte delle band contemporanee.

Da David Bowie a Freddie Mercury a Johnny Cash. Testamenti in musica: quando si muore cantando!!

𝑻𝒆𝒔𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒊𝒏 𝒎𝒖𝒔𝒊𝒄𝒂, 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒔𝒊 𝒎𝒖𝒐𝒓𝒆 𝒄𝒂𝒏𝒕𝒂𝒏𝒅𝒐
Partendo dal disco scritto da Mike Peters in punto di morte, il nostro Gabriele Bassanetti viaggia tra alcuni dei più grandi amati che hanno scelto di salutare la vita continuando a fare musica. Non è un tuffo nella tristezza o un elogio della morte, ma al contrario un elogio alla vita. Infatti ricordare questi artisti è il miglior modo per mostrarci grati a ciò che ci hanno donato: la loro arte.

Green Carnation “A Dark Poem, Part III: The Messiah Complex” (Season Of Mist, 2026)

Terzo e ultimo capitolo di “A Dark Poem”, che nella sua interezza è un’opera maestosa e impegnativa che richiede più di un ascolto per coglierne i tanti dettagli.

Green Lung “Necropolitan” (Nuclear Blast Records, 2026)

Con “Necropolitan” i Green Lung confermano di essere una grandissima band e, dopo l’addio di Ozzy e di fatto dei Black Sabbath più doom, si candidano per raccoglierne l’eredità artistica in patria e non solo.

Jehovah On Death “Lágrimas De Oro” (I, Voidhanger Records, 2026)

Gli Jehovah On Death sono una realtà del panorama rock internazionale della quale sentiremo molto parlare; hanno attitudine, idee, immagine, talento e sanno dove vogliono andare. Speriamo che presto si esibiscano in Italia, la loro proposta trova nel palco il suo ambiente ideale.

Cinquant’anni anni fa esatti nasceva il punk. O più precisamente cominciava a morire

𝐏u𝐧k: 𝐪u𝐚n𝐝o n𝐚s𝐜i𝐭a e m𝐨r𝐭e c𝐨i𝐧c𝐢d𝐨n𝐨. S𝐜o𝐩r𝐢a𝐦o p𝐞r𝐜h𝐞̀!
8 settembre 1976, esce “Anarchy In The UK”, primo singolo dei Sex Pistols, per convenzione il giorno in cui tutto ha inizio. E invece è la fine!

Andromeda presenta: 33+1 dischi anni ’80 di HARD, HEAVY, FM, AOR canadese!

Dalla fanzine n.8, che presenta 111 album di hard rock/heavy metal canadese, estrapoliamo 33 album. Non i migliori, ma quelli con cui vogliamo stimolare la vostra curiosità. Se siete interessati alla fanzine scrivetemi in privato.

Shakra “Just Live Loud!” (Frontiers Records, 2026)

Gli svizzeri Shakra ancora una volta non deludono, dinamiche ed energia vi faranno divertire, in questo nuovo album ricco di chitarre potenti e ritornelli melodici, scritti per essere riproposti in sede live.

Sweet Electric “Something Something Disco” (Autoprodotto, 2026)

Secondo disco per la band di Colonia Sweet Electric, “Something Something Disco”  è un disco pensato, non c’è una canzone decisamente brutta nell’album, e sebbene manchi un filo conduttore (cosa che potrebbe essere voluta) risulta difficile non innamorarsi di questi cinque simpatici, scanzonati ragazzi

Scorpion Milk “Flesh Masks For Skulls”  (Peaceville Records, 2026)

Nuovo EP per la creatura di Mat McNerney, quattro brani nuovo e un remix curato da ospiti sorprendenti

Avrak “Avrak” (Peaceville Records, 2026)

Il gruppo di Ted Skjellum, alias Nocturno Culto, al di fuori dei Darkthrone, per dare piena soddisfazione alla sua passione per l’old metal.

The Night Eternal “Cold Velvet” (Metal Blade Records, 2026)

Sono certo che “Cold Velvet” sarà l’album della consacrazione di una band solida, determinata e capace di schierare un vocalist riconoscibile al primo ascolto.

Ricky Warwick “Fire & Vengeance” (Earache Records, 2026)

RQuesto non è solo un disco, ma una raccolta di pensieri, umori e storie di Ricky Warwick, un rocker vero che da 40 anni canta e suona quello che ama.

CoreLeoni “Generection” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Il chitarrista e membro fondatore dei Gotthard torna in prima linea con i suoi CoreLeoni. Questo quarto album è il lavoro più pesante, per un hard Rock tirato mischiato ad une vena soul molto interessante.

Gjenferd “Black Smoke Rising” (Apollon Records, 2026)

La fiamma dell’hard rock dei ‘70 non cesserà mai di spegnersi, ovunque, tanto più nei paesi scandinavi, dove centinaia di band radicano le loro basi in quel periodo. Non è facile per gli appassionati e i cultori arrivare a conoscere tutto e, soprattutto, avere il...

Black Reflex “Zero Dawn” (Andromeda Relix, 2026)

“Zero Dawn” è un album importante, di vero heavy metal, che speriamo non si mescoli alla massa di titoli metal fatti con il metodo del copia/incolla e trovi l’attenzione che merita.

Stormbringer “Transcendence” (Attic Records, 2026)

La band del Northamptonshire torna con ‘Transcendence’. I ragazzi hanno confezionato un disco travolgente, di classico heavy metal, come si faceva ai tempi d’oro del genere. Assolutamente consigliato e per me è sicuramente uno dei migliori dischi del genere in questo 2026.

Pirate Queen “Sailing Around The World” (Despotz Records, 2026)

Le Pirate Queen proseguono il loro viaggio attraverso i mari dell’heavy metal con il secondo album “Sailing Around The World”. Un combinazione affascinante di epic, melodia ed energia, perfetta per mettersi in viaggio con le regine dei pirati.

“Over The Edge Ft. Mickey Thomas – XXX Anniversary Edition” (Frontiers Records, 2026) 

Arriva la ristampa di “Over The Edge”, l’acclamato album rock melodico che presenta la voce inconfondibile di Mickey Thomas (Starship, Jefferson Starship), originariamente pubblicato nel 2004,

Todd Adelman “Todd Adelman And The Woodsmen” (VFIB Recordings, 2026)

Todd Adelman And The Woodsmen risulta quindi un album di genere, niente di più niente di meno, ma pregno di atmosfere suggestive e belle canzoni. What Else?

Sha-Boom “Another Nail In The Coffin” (Silver Lining Music, 2026)

Dopo oltre vent’anni, gli hard rocker svedesi Sha-Boom sono tornati in vita con “Another Nail In The Coffin”, un un bel ritorno, un gran disco AOR, consigliatissimo per gli amanti del genere.

Jeffrey Halford And The Healers “Used Parts” (Shoeless Records, 2026)

Album piacevole, che non potete perdere se siete amanti dei suoni tradizionali d’oltreoceano.

Mad Max “Stories Of Destiny” ( Rock Of Angels Records, 2026)

45 anni di Mad Max, band tedesca che ha lasciato il segno nel mondo hard&heavy di stampo europeo. “Stories Of Destiny” si presenta pulito e moderno, Rolf Munkes ha compiuto un buon lavoro, per un ritorno che merita un plauso.

Joanna Connor “Live On 11/11” (MC Records, 2026)

Grandi brani, improvvisazioni e jam da infarto, fanno di questo live un documento prezioso su di un’artista magari qualche passo indietro a livello di popolarità rispetto ad altre colleghe della scena, ma sicuramente al top se si parla di passione, attitudine e bravura.

Flotsam And Jetsam “Rats In The Temple” (Napalm Records, 2026)

I Flotsam e Jetsam ci offrono il loro miglior disco post reunion, una produzione aggressiva e dura rispetto alle prime uscite anni ’80, ma i tempi chiedono questo e l’anima non ne esce snaturata. Gran disco thrash metal!

The Alarm “Transformation” (Twenty First Century Recording Company, 2026)

Il commovente ed entusiasmante testamento di Mike Peters. Qui giace un vinto che non si è arreso.

Triosphere “Oceans Above, Stars Below” (Frontiers Records, 2026)

La band norvegese heavy metal Triosphere ritorna dopo ben 12 anni con un nuovo lavoro ambizioso che raccoglie al suo interno molti stili, tra hard rock, power prog e thrash metal, un bel disco per gli amanti del genere.

Cimarron 615 “Same Sky” (Blue Elan, 2026)

Una raccolta di bellissime canzoni country, impreziosite da splendidi intrecci vocali, marchio di fabbrica dei musicisti coinvolti che, come tradizione, non rinunciano a quelle chitarre rock che rafforzano il sound.

Noveria “Becoming After” (Scarlet Records, 2026)

Non posso che dargli dieci, e lo scrivo senza il minimo imbarazzo, perché è un disco meraviglioso e perché ogni tanto conviene dirlo ad alta voce, così magari al prossimo giro non se lo perde nessuno.

Jon Lee & The Apparitions “Next Town” (Magic Hallway Records, 2026)

Un album a cui bisogna dedicare la giusta attenzione ma che non manca di momenti molto interessanti, le ispirazioni possono essere soggettive anche se è indubbio che i generi citati abbiano tutti la loro importanza, promosso.

Tokyo Blade “Hoist The Colors High” (Cherry Red Records, 2026)

Bentornati ai Tokyo Blade, oltre quattro decenni dopo con la formazione originale classica e un nuovo album “Hoist the Colours High”: un lavoro muscoloso e incisivo di heavy metal infuocato, con le radici nella NWOBHM!

Issa “Fire & Ice” (Frontiers Records, 2026)

La regina norvegese dell’AOR Issa torna con “Fire And Ice”, il suo disco più esaltante e cinematografico. Ogni traccia dell’album è scritta e prodotta dai leggendari fratelli Tom e James Martin, che hanno creato un suono che cattura perfettamente lo spirito del rock melodico degli anni ’80.

Social Distortion “Born To Kill” (Epitaph, 2026)

Il tempo passa per tutti, anche per un gruppo puro come questo ma, credetemi, “Born To Kill”, titolo troppo cattivo per quello che si ascolta, ci offre tante cose che meritano di essere ascoltate. Soprattutto se siete fan della band.

Robert Jon & The Wreck “Wreckage Vol.3” (Journeyman Records, 2026).

I Robert Jon & The Wreck fanno gli straordinari e noi non possiamo che esserne felici, questa raccolta ci offre uno spaccato odierno del gruppo e la sua voglia di andare per la propria strada, suonando quello che ad oggi riesce meglio, ovvero rock classico, energico e splendidamente sudista.

Kickin Valentina “Anthems From The Underground” (Mighty Music, 2026)

I Kickin Valentina tornano con u album che conferma Pete Newdeck come grande autore di hard ottantiano, tra melodia e street rock.

Night Ranger “Best Of” (Frontiers Records, 2026)

Sesta raccolta, per i californiani Night Ranger. Ma questa volta propone versioni remixate e rimasterizzate di successi che coprono la brillante carriera della band,

Gràinne Duffy “What Am I Supposed To Do?” (Indipendent, 2026)

Altro ottimo lavoro questo nuovissimo “”What Am I Supposed To You?”, Gràinne Duffy si conferma artista da seguire nell’immensa scena blues rock odierna.

Widowspeak “Roses” (Captured Tracks, 2026).

L’album che rientra in quella sfera di ascolti dove musica e magia sono divise da una linea sottilissima lascia che l’ascoltatore entri nel suo mondo con la delicata eleganza che ne conviene, mai troppo energico, ma assolutamente godibile, “Roses” è consigliato ai palati più fini del classic rock (dalle sfumature Indie) del nuovo millennio.

Alchem “Bloody Rose” (The Triad Records – distr. Black Widow Records, 2026)

Gli Alchem, con la loro musica coinvolgente e variegata, devono essere approfonditi da chi cerca emozioni aldilà di strade facili e immediate, andando ad arricchire ulteriormente la scena romana nella quale operano da tempo entità coraggiose e difficilmente etichettabili come Arpia e Dunwich.

The Cinelli Brothers “Live Here And There” (The Cinelli Brothers, 2026)

270 concerti in giro per il mondo, un lungo viaggio portando la propria musica dal vivo.“Live Here And There” è il risultato, il sunto di tanti chilometri, di concerti e storie che formano un pezzo di vita all’insegna del rock’n’roll.

The Eternal “Obscured Horizons” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Con “Obscured Horizons”, The Eternal firma il proprio album migliore, dimostrando che il legame con gli Amorphis ne ha favorito la crescita, forse ancor oltre gli ultimi lavori della stessa band di Helsinki, sempre buoni, ma non così sfaccettati.

Albert Castiglia “Grits & Glory” (Gulf Coast Records, 2026)

Per il prossimo Blood Brothers c’è tempo, intanto godetevi questo “Grits & Glory”, nuovo capitolo di questo grande musicista statunitense. Blues on!

Oddland “Unilluminate To Illuminate” (Frontiers Records, 2026)

Gli Oddland sono una band finlandese di progressive metal. Con questo quarto album hanno affinato il sound, con influenze dei Soen. Un ottimo esempio di progressive metal moderno scandinavo.

The Claypool Lennon Delirium “The Great Parrot-Ox And The Golden Egg Of Empathy” (ATO, 2026)

Una collaborazione che sembrava improbabile giunge al terzo album e la sensazione che sia un regalo troppo grande resta, perché il disco – non è rock, o si? – è follemente bello. Quel bello che non arriva nel cuore, ma nella testa.

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

The Wine Barrels “Tales From Pianura Padana” (The Wine Barrels, 2026)

“Tales From Pianura Padana ha bisogno di qualche ascolto per essere apprezzato in pieno, ma appena farà breccia in voi non ne uscirà più. Bravi.

Europe (Roma, Auditorium Parco della Musica, 7 luglio 2026)

Europe: potenti, esagerati ma anche generosi e capaci di slanci emotivi. E chi se li può scordare? Grande concerto!

Ryan McGarvey “Up From The Ashes” (Ryan Mcgarvey, 2026)

Il nuovo album di Ryan McGarvey è consigliato a tutti quelli che vogliono ascoltare dell’ottimo rock blues, bentornato.

The Western Front “Eureka” (Music Theories Recordings, 2026)

“Eureka” è un disco dei The Western Front che riemerge dopo oltre 40 anni di congelamento, ed è un capolavoro per tutti gli amanti d AOR. E ci sono Scott Gorham e Richard “Moon” Calhoun!

Saeko “Back To Life” (Remaster Digital, 2026)

Torna la cantante giapponese Saeko con “Back to Life” un’artista capace di rivisitare il suo catalogo con maturità e creatività. I brani riarrangiati dell’EP mettono in mostra la sua crescita, l’abilità della sua band e una visione artistica rinnovata, per i fan del power metal.

Vindicta (Roma, Traffic, 6 luglio 2026)

Non potevamo perdere l’occasione di verificare in concerto la tenuta delle chiacchierate Vindicta. Il responso? Ce lo racconta il nostro inviato Nick Bondis!

Savatage “Madness Reigns From The Gutter (1990)” (earMusic, 2026)

Il consiglio spassionato di chi scrive è prendervi una pausa di un’ora e mezza, sedervi e ascoltare cosa sapevano fare i Savatage, magari tenendo a portata di mano un fazzoletto, le lacrime sono assicurate.

Joe Bonamassa “The Spirit Of Rory-Live From Cork” (J&R Adeventures, 2026)

I classici di Gallagher vengono eseguiti in modo magistrale da Bonamassa e dalla sua band, così da rendere questo live un appuntamento irrinunciabile per i fan di Rory e di “Great” Joe, uno dei più grandi artisti del nostro tempo.

Pride Of Lions “Unbridled” (Frontiers Records, 2026)

“Unbridled” segna l’ottavo album in studio dei Pride Of Lions,  Guidata da Jim Peterik e Toby Hitchcock, la band ha debuttato nel 2003 con il suo album omonimo ed è diventata da allora uno dei nomi più costanti della scena AOR.

Smoking Snakes “All Lights On” (Frontiers Records, 2026)

Originari di Göteborg, gli Smoking Snakes stanno gradualmente ritagliandosi un posto nella scena sleaze metal.

The Rolling Stones “Foreign Tongues” (RSR/Capitol, 2026)

Altra recensione multipla, inevitabile direi, visto che torna la più grande e longeva rock’n’roll band del mondo. E non è routine, ma un disco sentito e pieno di sentimento. Chapeau!

Devin Townsend “The Moth” (InsideOut, 2026)

“The Moth” non è un album per tutti, ma chi conosce e ama Townsend, troverà motivi per apprezzare queste nuove ventiquattro tracce, Ancora magie dal pianeta Devin!

Evil Blizzard “Death Songs & Lullabies” (Cracked Ankles, 2026)

Gli Evil Blizzard sono una band ottima, destinata all’ascolto dei rocker di larghe vedute, e “Death Songs & Lullabies” e l’album perfetto per iniziare a scoprirli.

All Them Witches “House Of Mirrors” (BMG, 2026)

Non un disco facile, in “House Of Mirros” è d’uopo la voglia di entrare nei meandri di una composizione che non lascia nulla al caso e ci ricopre di emozioni diverse rendendoci più ricchi, bellissimo.

Peter Karp “Jersey Town” (Autoprodotto, 2026)

Un album più profondo di quello che la musica suggerisce, anche se i motivi per divertirsi ci sono, grazie ad un songwriting tanto semplice quanto sagace nel dosare asperità rock ed emozionalità blues, conditi da momenti soul per un ritorno che non deluderà i fans di Karp.

Sam Morrow “Southern Boogie” (Blue Elan Records, 2026)

Tra hard rock, boogie e southern, il talentuoso musicista texano Sam Barrow ci offre un lavoro di transizione, ma comunque in grado di tenere alta l’attenzione sulle sue future mosse.

Hex A.D. “Surgical Cuts In The Cosmos” (Apollon Records, 2026)

Gli Hex A.D. si confermano una certezza nel panorama heavy rock odierno, dimostrando talento, attitudine e ambizione tali da meritare traguardi prestigiosi.

The Devil Wears Nada “In Lust We Thrust” (Eonian Records, 2026)

The Devil Wears Nada, pubblicano “In Lust We Thrust” secondo disco della band. Ricco di ritornelli esplosivi, atmosfera cinematografica e una produzione moderna tagliente come un rasoio

Evanescence “Sanctuary” (BMG, 2026)

Composto, come ha affermato la frontgirl Emily Lee, in tempi di guerra e paura, “Sanctuary” è un album che non porta novità stilistiche, ma ha tutto per piacere ai fan della band.

Deep Purple “Splat!” (earMusic, 2026)

La nostra redazione ha pensato che il ritorno dei Deep Purple, meritasse una recensione multipla. E, senza confrontarci, abbiamo scoperto che il parere è il medesimo: disco stratosferico, pazzesco se si considera che arriva dopo quasi 60 anni storia. L’aggettivo leggende è riduttivo.

Samantha Fish “Paper Doll Live” (Rounder Records, 2026)

Affiatamento, complicità e una sorta di momento magico che sul palco si trasformano in uno spettacolo esaltante. Otto dei nove brani di “Paper Doll” vengono suonati insieme ad altre chicche da scoprire e fare vostre. Dedicato a chi afferma che il rock è morto…

Datura4 “High On The Low Brow” (Alive Naturalsound Records, 2026)

“High On The Low Brow” è IL disco dei Datura4 senza se e senza ma. Approfittatene.

White Lies, Teatro Romano Verona, 29 giugno 2026

L’intimità del luogo ed il calore appassionante dei White Lies ci regalano un concerto semplice ma che, in caso di futura replica, richiama la necessità di non privarsene. Bella serata!

Harsh “Feels” (Fireflash Records/Edel, 2026)

Gli Harsh sono le nuove stelle emergenti nella scena hard rock. La band di Parigi riporta in vita il suo suono tradizionale anni 80, “Feels” è un buon disco da ascoltare in auto o mentre spensierati e con i pensieri leggeri ci gustiamo una buona birra.

Child “Rebirth” (Heavy Psych Sounds Records, 2026)

Altro lavoro da incorniciare per il trio australiano, altro passo verso l’immortalità artistica, non perdeteveli assolutamente.

Bill Kirchen “Cat Out Of The Bag” (The Last Music Company, 2026)

Un album di rilassante rock americano come piace agli ascoltatori abituati a rilassate sonorità country/roots, così come a un più divertente e ballabile western rock’n’roll. Consigliato.

Mike Campbell & The Dirty Knobs “Mission Of Mercy” (Indipendent, 2026)

Per gli amanti del genere, questo nuovo album di Mike Campbell & The Dirty Knobs risulta fondamentale, non solo per rivivere il sound degli “Heartbreakers”, ma soprattutto per ascoltare del grande rock americano.

Prince Of Failure “Prince Of Failure” (Kscope, 2026)

Se amate i il mondo stilistico che si muove intorno ai Tesseract ,“Prince Of Failure” è un album che non dovete assolutamente sottovalutare, vi regalerà intense emozioni.  

Vision Divine “A Clockwork Reverie” (Scarlet, 2026)

Un mini album che fa da ponte tra passato e futuro di una grande band italiana, amata anche all’estero. Attendiamo fiduciosi il nuovo album.

Enio Nicolini “UMA-Bot4” (The Triad Records, 2026)

L’AI e il futuro incerto, accompagnano questo nuovo capitolo di Enio Nicolini, sempre ricco di coraggio, tra sperimentazioni metal e contaminazioni elettroniche.

Mattador “III” (Frontiers Records, 2026)

Con il ritorno di “III”, i Mattador combinano melodie forti, emozioni sincere, forte di qualità che ne rendono l’ascolto, a tratti, stimolante e piacevole.

Duane Betts “Isle Of Hope” (Sun Records, 2026)

Duane Betts ha pubblicato la sua opera più intimista e personale, lasciando scorrere le emozioni che come uno tsunami travolgeranno anche chi avrà la fortuna di ascoltarlo.

Dead Kosmonaut “Retrospectre” (Edge Circle Productions, 2026)

Con “Retrospectre” i Dead Kosmonaut firmano un album di ottimo livello, dimostrando ancora una volta di essere una band trasversale, in grado di suscitare l’attenzione da parte dei metallari duri e puri, ma anche quella degli amanti dell’hard rock dei ‘70 e successivi.

Tarja “Frisson Noir” (earMUSIC, 2026)

Forse Tarja non ha ancora scritto il disco per cui verrà ricordata, ma certamente con “Frisson Noir” ci è andata molto vicino.  

Rock Justice “You’ve Been Served” (Fireflash Records, 2026)

Rock Justice sono un nuovo gruppo hard rock che vede la partecipazione della cantante Maggy Luyten (Ayreon, Beautiful Sin, The Prize, ex-Nightmare) e del chitarrista Bas Maas (Doro, After Forever). “You’ve Been Served” unisce stili musicali vari, con un’atmosfera nostalgica e una produzione ben costruita.

Carmen Ratti Band Featuring Jill Dineen “Come To Me” (MoMojo Records, 2026)

Scoprire band, musicisti e album di qualità superiore è la nostra missione e quando ci riusciamo, come per magia, tutto torna al suo posto, come sempre grazie alla musica…imperdibile.

Elder “Through Zero” (Stickman Records, 2026)

Gli Elder ci regalano cinquanta minuti di musica splendidamente semplice nelle sue complicate strutture progressive, pregne di una sagacia compositiva che è esclusiva dei grandi interpreti del genere, applausi!

Masterplan “Metalmorphosis” (Frontiers, 2026)

Alla fine del viaggio ci troviamo in mano un disco onesto e piacevole, opera di una band che dopo tredici anni di silenzio non ha la minima intenzione di adagiarsi sugli allori e che ogni tanto si diverte sinceramente a spiazzarci.

Delta Generators “On & On” (Self Relehase, 2026)

Un disco del genere, nel suo rude approccio rock, è consigliato anche agli amanti dei suoni più duri, soprattutto per la sua atmosfera live che risulta l’asso nella manica dei Delta Generators.

Boogie Beasts “Don’t Be So Mean!-A Tribute To R.L. Burnside” (Donor Productions/Naked, 2026)

Tutto l’album che risplende della luce leggendaria di Burnside e della sua musica. I Boogie Beasts si confermano cult band e grandi conoscitori della storia del blues.

The Zen Circus + Lamante, venerdì 12 giugno allo Sherwood Festival di Padova

Un concerto ricco di energia ed emozione, gli Zen Circus si confermano una delle band più importanti del rock italiani di questi confusi anni duemila.

Klimt 1918 “Àmor” (Prophecy Productions, 2026)

“Àmor” non solo si candida a personale disco dell’anno, ma scolpisce il nome dei Klimt 1918 nelle cime più alte delle band contemporanee.

Da David Bowie a Freddie Mercury a Johnny Cash. Testamenti in musica: quando si muore cantando!!

𝑻𝒆𝒔𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒊𝒏 𝒎𝒖𝒔𝒊𝒄𝒂, 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒔𝒊 𝒎𝒖𝒐𝒓𝒆 𝒄𝒂𝒏𝒕𝒂𝒏𝒅𝒐
Partendo dal disco scritto da Mike Peters in punto di morte, il nostro Gabriele Bassanetti viaggia tra alcuni dei più grandi amati che hanno scelto di salutare la vita continuando a fare musica. Non è un tuffo nella tristezza o un elogio della morte, ma al contrario un elogio alla vita. Infatti ricordare questi artisti è il miglior modo per mostrarci grati a ciò che ci hanno donato: la loro arte.

Green Carnation “A Dark Poem, Part III: The Messiah Complex” (Season Of Mist, 2026)

Terzo e ultimo capitolo di “A Dark Poem”, che nella sua interezza è un’opera maestosa e impegnativa che richiede più di un ascolto per coglierne i tanti dettagli.

Green Lung “Necropolitan” (Nuclear Blast Records, 2026)

Con “Necropolitan” i Green Lung confermano di essere una grandissima band e, dopo l’addio di Ozzy e di fatto dei Black Sabbath più doom, si candidano per raccoglierne l’eredità artistica in patria e non solo.

Jehovah On Death “Lágrimas De Oro” (I, Voidhanger Records, 2026)

Gli Jehovah On Death sono una realtà del panorama rock internazionale della quale sentiremo molto parlare; hanno attitudine, idee, immagine, talento e sanno dove vogliono andare. Speriamo che presto si esibiscano in Italia, la loro proposta trova nel palco il suo ambiente ideale.

Cinquant’anni anni fa esatti nasceva il punk. O più precisamente cominciava a morire

𝐏u𝐧k: 𝐪u𝐚n𝐝o n𝐚s𝐜i𝐭a e m𝐨r𝐭e c𝐨i𝐧c𝐢d𝐨n𝐨. S𝐜o𝐩r𝐢a𝐦o p𝐞r𝐜h𝐞̀!
8 settembre 1976, esce “Anarchy In The UK”, primo singolo dei Sex Pistols, per convenzione il giorno in cui tutto ha inizio. E invece è la fine!

Andromeda presenta: 33+1 dischi anni ’80 di HARD, HEAVY, FM, AOR canadese!

Dalla fanzine n.8, che presenta 111 album di hard rock/heavy metal canadese, estrapoliamo 33 album. Non i migliori, ma quelli con cui vogliamo stimolare la vostra curiosità. Se siete interessati alla fanzine scrivetemi in privato.

Shakra “Just Live Loud!” (Frontiers Records, 2026)

Gli svizzeri Shakra ancora una volta non deludono, dinamiche ed energia vi faranno divertire, in questo nuovo album ricco di chitarre potenti e ritornelli melodici, scritti per essere riproposti in sede live.

Sweet Electric “Something Something Disco” (Autoprodotto, 2026)

Secondo disco per la band di Colonia Sweet Electric, “Something Something Disco”  è un disco pensato, non c’è una canzone decisamente brutta nell’album, e sebbene manchi un filo conduttore (cosa che potrebbe essere voluta) risulta difficile non innamorarsi di questi cinque simpatici, scanzonati ragazzi

Scorpion Milk “Flesh Masks For Skulls”  (Peaceville Records, 2026)

Nuovo EP per la creatura di Mat McNerney, quattro brani nuovo e un remix curato da ospiti sorprendenti

Avrak “Avrak” (Peaceville Records, 2026)

Il gruppo di Ted Skjellum, alias Nocturno Culto, al di fuori dei Darkthrone, per dare piena soddisfazione alla sua passione per l’old metal.

The Night Eternal “Cold Velvet” (Metal Blade Records, 2026)

Sono certo che “Cold Velvet” sarà l’album della consacrazione di una band solida, determinata e capace di schierare un vocalist riconoscibile al primo ascolto.

Ricky Warwick “Fire & Vengeance” (Earache Records, 2026)

RQuesto non è solo un disco, ma una raccolta di pensieri, umori e storie di Ricky Warwick, un rocker vero che da 40 anni canta e suona quello che ama.

CoreLeoni “Generection” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Il chitarrista e membro fondatore dei Gotthard torna in prima linea con i suoi CoreLeoni. Questo quarto album è il lavoro più pesante, per un hard Rock tirato mischiato ad une vena soul molto interessante.

Gjenferd “Black Smoke Rising” (Apollon Records, 2026)

La fiamma dell’hard rock dei ‘70 non cesserà mai di spegnersi, ovunque, tanto più nei paesi scandinavi, dove centinaia di band radicano le loro basi in quel periodo. Non è facile per gli appassionati e i cultori arrivare a conoscere tutto e, soprattutto, avere il...

Black Reflex “Zero Dawn” (Andromeda Relix, 2026)

“Zero Dawn” è un album importante, di vero heavy metal, che speriamo non si mescoli alla massa di titoli metal fatti con il metodo del copia/incolla e trovi l’attenzione che merita.

Stormbringer “Transcendence” (Attic Records, 2026)

La band del Northamptonshire torna con ‘Transcendence’. I ragazzi hanno confezionato un disco travolgente, di classico heavy metal, come si faceva ai tempi d’oro del genere. Assolutamente consigliato e per me è sicuramente uno dei migliori dischi del genere in questo 2026.

Pirate Queen “Sailing Around The World” (Despotz Records, 2026)

Le Pirate Queen proseguono il loro viaggio attraverso i mari dell’heavy metal con il secondo album “Sailing Around The World”. Un combinazione affascinante di epic, melodia ed energia, perfetta per mettersi in viaggio con le regine dei pirati.

“Over The Edge Ft. Mickey Thomas – XXX Anniversary Edition” (Frontiers Records, 2026) 

Arriva la ristampa di “Over The Edge”, l’acclamato album rock melodico che presenta la voce inconfondibile di Mickey Thomas (Starship, Jefferson Starship), originariamente pubblicato nel 2004,

Todd Adelman “Todd Adelman And The Woodsmen” (VFIB Recordings, 2026)

Todd Adelman And The Woodsmen risulta quindi un album di genere, niente di più niente di meno, ma pregno di atmosfere suggestive e belle canzoni. What Else?

Sha-Boom “Another Nail In The Coffin” (Silver Lining Music, 2026)

Dopo oltre vent’anni, gli hard rocker svedesi Sha-Boom sono tornati in vita con “Another Nail In The Coffin”, un un bel ritorno, un gran disco AOR, consigliatissimo per gli amanti del genere.

Jeffrey Halford And The Healers “Used Parts” (Shoeless Records, 2026)

Album piacevole, che non potete perdere se siete amanti dei suoni tradizionali d’oltreoceano.

Mad Max “Stories Of Destiny” ( Rock Of Angels Records, 2026)

45 anni di Mad Max, band tedesca che ha lasciato il segno nel mondo hard&heavy di stampo europeo. “Stories Of Destiny” si presenta pulito e moderno, Rolf Munkes ha compiuto un buon lavoro, per un ritorno che merita un plauso.

Joanna Connor “Live On 11/11” (MC Records, 2026)

Grandi brani, improvvisazioni e jam da infarto, fanno di questo live un documento prezioso su di un’artista magari qualche passo indietro a livello di popolarità rispetto ad altre colleghe della scena, ma sicuramente al top se si parla di passione, attitudine e bravura.

Flotsam And Jetsam “Rats In The Temple” (Napalm Records, 2026)

I Flotsam e Jetsam ci offrono il loro miglior disco post reunion, una produzione aggressiva e dura rispetto alle prime uscite anni ’80, ma i tempi chiedono questo e l’anima non ne esce snaturata. Gran disco thrash metal!

The Alarm “Transformation” (Twenty First Century Recording Company, 2026)

Il commovente ed entusiasmante testamento di Mike Peters. Qui giace un vinto che non si è arreso.

Triosphere “Oceans Above, Stars Below” (Frontiers Records, 2026)

La band norvegese heavy metal Triosphere ritorna dopo ben 12 anni con un nuovo lavoro ambizioso che raccoglie al suo interno molti stili, tra hard rock, power prog e thrash metal, un bel disco per gli amanti del genere.

Cimarron 615 “Same Sky” (Blue Elan, 2026)

Una raccolta di bellissime canzoni country, impreziosite da splendidi intrecci vocali, marchio di fabbrica dei musicisti coinvolti che, come tradizione, non rinunciano a quelle chitarre rock che rafforzano il sound.

Noveria “Becoming After” (Scarlet Records, 2026)

Non posso che dargli dieci, e lo scrivo senza il minimo imbarazzo, perché è un disco meraviglioso e perché ogni tanto conviene dirlo ad alta voce, così magari al prossimo giro non se lo perde nessuno.

Jon Lee & The Apparitions “Next Town” (Magic Hallway Records, 2026)

Un album a cui bisogna dedicare la giusta attenzione ma che non manca di momenti molto interessanti, le ispirazioni possono essere soggettive anche se è indubbio che i generi citati abbiano tutti la loro importanza, promosso.

Tokyo Blade “Hoist The Colors High” (Cherry Red Records, 2026)

Bentornati ai Tokyo Blade, oltre quattro decenni dopo con la formazione originale classica e un nuovo album “Hoist the Colours High”: un lavoro muscoloso e incisivo di heavy metal infuocato, con le radici nella NWOBHM!

Issa “Fire & Ice” (Frontiers Records, 2026)

La regina norvegese dell’AOR Issa torna con “Fire And Ice”, il suo disco più esaltante e cinematografico. Ogni traccia dell’album è scritta e prodotta dai leggendari fratelli Tom e James Martin, che hanno creato un suono che cattura perfettamente lo spirito del rock melodico degli anni ’80.

Social Distortion “Born To Kill” (Epitaph, 2026)

Il tempo passa per tutti, anche per un gruppo puro come questo ma, credetemi, “Born To Kill”, titolo troppo cattivo per quello che si ascolta, ci offre tante cose che meritano di essere ascoltate. Soprattutto se siete fan della band.

Robert Jon & The Wreck “Wreckage Vol.3” (Journeyman Records, 2026).

I Robert Jon & The Wreck fanno gli straordinari e noi non possiamo che esserne felici, questa raccolta ci offre uno spaccato odierno del gruppo e la sua voglia di andare per la propria strada, suonando quello che ad oggi riesce meglio, ovvero rock classico, energico e splendidamente sudista.

Kickin Valentina “Anthems From The Underground” (Mighty Music, 2026)

I Kickin Valentina tornano con u album che conferma Pete Newdeck come grande autore di hard ottantiano, tra melodia e street rock.

Night Ranger “Best Of” (Frontiers Records, 2026)

Sesta raccolta, per i californiani Night Ranger. Ma questa volta propone versioni remixate e rimasterizzate di successi che coprono la brillante carriera della band,

Gràinne Duffy “What Am I Supposed To Do?” (Indipendent, 2026)

Altro ottimo lavoro questo nuovissimo “”What Am I Supposed To You?”, Gràinne Duffy si conferma artista da seguire nell’immensa scena blues rock odierna.

Widowspeak “Roses” (Captured Tracks, 2026).

L’album che rientra in quella sfera di ascolti dove musica e magia sono divise da una linea sottilissima lascia che l’ascoltatore entri nel suo mondo con la delicata eleganza che ne conviene, mai troppo energico, ma assolutamente godibile, “Roses” è consigliato ai palati più fini del classic rock (dalle sfumature Indie) del nuovo millennio.

Alchem “Bloody Rose” (The Triad Records – distr. Black Widow Records, 2026)

Gli Alchem, con la loro musica coinvolgente e variegata, devono essere approfonditi da chi cerca emozioni aldilà di strade facili e immediate, andando ad arricchire ulteriormente la scena romana nella quale operano da tempo entità coraggiose e difficilmente etichettabili come Arpia e Dunwich.

The Cinelli Brothers “Live Here And There” (The Cinelli Brothers, 2026)

270 concerti in giro per il mondo, un lungo viaggio portando la propria musica dal vivo.“Live Here And There” è il risultato, il sunto di tanti chilometri, di concerti e storie che formano un pezzo di vita all’insegna del rock’n’roll.

The Eternal “Obscured Horizons” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Con “Obscured Horizons”, The Eternal firma il proprio album migliore, dimostrando che il legame con gli Amorphis ne ha favorito la crescita, forse ancor oltre gli ultimi lavori della stessa band di Helsinki, sempre buoni, ma non così sfaccettati.

Albert Castiglia “Grits & Glory” (Gulf Coast Records, 2026)

Per il prossimo Blood Brothers c’è tempo, intanto godetevi questo “Grits & Glory”, nuovo capitolo di questo grande musicista statunitense. Blues on!

Oddland “Unilluminate To Illuminate” (Frontiers Records, 2026)

Gli Oddland sono una band finlandese di progressive metal. Con questo quarto album hanno affinato il sound, con influenze dei Soen. Un ottimo esempio di progressive metal moderno scandinavo.

The Claypool Lennon Delirium “The Great Parrot-Ox And The Golden Egg Of Empathy” (ATO, 2026)

Una collaborazione che sembrava improbabile giunge al terzo album e la sensazione che sia un regalo troppo grande resta, perché il disco – non è rock, o si? – è follemente bello. Quel bello che non arriva nel cuore, ma nella testa.

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

The Wine Barrels “Tales From Pianura Padana” (The Wine Barrels, 2026)

“Tales From Pianura Padana ha bisogno di qualche ascolto per essere apprezzato in pieno, ma appena farà breccia in voi non ne uscirà più. Bravi.

Europe (Roma, Auditorium Parco della Musica, 7 luglio 2026)

Europe: potenti, esagerati ma anche generosi e capaci di slanci emotivi. E chi se li può scordare? Grande concerto!

Ryan McGarvey “Up From The Ashes” (Ryan Mcgarvey, 2026)

Il nuovo album di Ryan McGarvey è consigliato a tutti quelli che vogliono ascoltare dell’ottimo rock blues, bentornato.

The Western Front “Eureka” (Music Theories Recordings, 2026)

“Eureka” è un disco dei The Western Front che riemerge dopo oltre 40 anni di congelamento, ed è un capolavoro per tutti gli amanti d AOR. E ci sono Scott Gorham e Richard “Moon” Calhoun!

Saeko “Back To Life” (Remaster Digital, 2026)

Torna la cantante giapponese Saeko con “Back to Life” un’artista capace di rivisitare il suo catalogo con maturità e creatività. I brani riarrangiati dell’EP mettono in mostra la sua crescita, l’abilità della sua band e una visione artistica rinnovata, per i fan del power metal.

Vindicta (Roma, Traffic, 6 luglio 2026)

Non potevamo perdere l’occasione di verificare in concerto la tenuta delle chiacchierate Vindicta. Il responso? Ce lo racconta il nostro inviato Nick Bondis!

Savatage “Madness Reigns From The Gutter (1990)” (earMusic, 2026)

Il consiglio spassionato di chi scrive è prendervi una pausa di un’ora e mezza, sedervi e ascoltare cosa sapevano fare i Savatage, magari tenendo a portata di mano un fazzoletto, le lacrime sono assicurate.

Joe Bonamassa “The Spirit Of Rory-Live From Cork” (J&R Adeventures, 2026)

I classici di Gallagher vengono eseguiti in modo magistrale da Bonamassa e dalla sua band, così da rendere questo live un appuntamento irrinunciabile per i fan di Rory e di “Great” Joe, uno dei più grandi artisti del nostro tempo.

Pride Of Lions “Unbridled” (Frontiers Records, 2026)

“Unbridled” segna l’ottavo album in studio dei Pride Of Lions,  Guidata da Jim Peterik e Toby Hitchcock, la band ha debuttato nel 2003 con il suo album omonimo ed è diventata da allora uno dei nomi più costanti della scena AOR.

Smoking Snakes “All Lights On” (Frontiers Records, 2026)

Originari di Göteborg, gli Smoking Snakes stanno gradualmente ritagliandosi un posto nella scena sleaze metal.

The Rolling Stones “Foreign Tongues” (RSR/Capitol, 2026)

Altra recensione multipla, inevitabile direi, visto che torna la più grande e longeva rock’n’roll band del mondo. E non è routine, ma un disco sentito e pieno di sentimento. Chapeau!

Devin Townsend “The Moth” (InsideOut, 2026)

“The Moth” non è un album per tutti, ma chi conosce e ama Townsend, troverà motivi per apprezzare queste nuove ventiquattro tracce, Ancora magie dal pianeta Devin!

Evil Blizzard “Death Songs & Lullabies” (Cracked Ankles, 2026)

Gli Evil Blizzard sono una band ottima, destinata all’ascolto dei rocker di larghe vedute, e “Death Songs & Lullabies” e l’album perfetto per iniziare a scoprirli.

All Them Witches “House Of Mirrors” (BMG, 2026)

Non un disco facile, in “House Of Mirros” è d’uopo la voglia di entrare nei meandri di una composizione che non lascia nulla al caso e ci ricopre di emozioni diverse rendendoci più ricchi, bellissimo.

Peter Karp “Jersey Town” (Autoprodotto, 2026)

Un album più profondo di quello che la musica suggerisce, anche se i motivi per divertirsi ci sono, grazie ad un songwriting tanto semplice quanto sagace nel dosare asperità rock ed emozionalità blues, conditi da momenti soul per un ritorno che non deluderà i fans di Karp.

Sam Morrow “Southern Boogie” (Blue Elan Records, 2026)

Tra hard rock, boogie e southern, il talentuoso musicista texano Sam Barrow ci offre un lavoro di transizione, ma comunque in grado di tenere alta l’attenzione sulle sue future mosse.

Hex A.D. “Surgical Cuts In The Cosmos” (Apollon Records, 2026)

Gli Hex A.D. si confermano una certezza nel panorama heavy rock odierno, dimostrando talento, attitudine e ambizione tali da meritare traguardi prestigiosi.

The Devil Wears Nada “In Lust We Thrust” (Eonian Records, 2026)

The Devil Wears Nada, pubblicano “In Lust We Thrust” secondo disco della band. Ricco di ritornelli esplosivi, atmosfera cinematografica e una produzione moderna tagliente come un rasoio

Evanescence “Sanctuary” (BMG, 2026)

Composto, come ha affermato la frontgirl Emily Lee, in tempi di guerra e paura, “Sanctuary” è un album che non porta novità stilistiche, ma ha tutto per piacere ai fan della band.

Deep Purple “Splat!” (earMusic, 2026)

La nostra redazione ha pensato che il ritorno dei Deep Purple, meritasse una recensione multipla. E, senza confrontarci, abbiamo scoperto che il parere è il medesimo: disco stratosferico, pazzesco se si considera che arriva dopo quasi 60 anni storia. L’aggettivo leggende è riduttivo.

Samantha Fish “Paper Doll Live” (Rounder Records, 2026)

Affiatamento, complicità e una sorta di momento magico che sul palco si trasformano in uno spettacolo esaltante. Otto dei nove brani di “Paper Doll” vengono suonati insieme ad altre chicche da scoprire e fare vostre. Dedicato a chi afferma che il rock è morto…

Datura4 “High On The Low Brow” (Alive Naturalsound Records, 2026)

“High On The Low Brow” è IL disco dei Datura4 senza se e senza ma. Approfittatene.

White Lies, Teatro Romano Verona, 29 giugno 2026

L’intimità del luogo ed il calore appassionante dei White Lies ci regalano un concerto semplice ma che, in caso di futura replica, richiama la necessità di non privarsene. Bella serata!

Harsh “Feels” (Fireflash Records/Edel, 2026)

Gli Harsh sono le nuove stelle emergenti nella scena hard rock. La band di Parigi riporta in vita il suo suono tradizionale anni 80, “Feels” è un buon disco da ascoltare in auto o mentre spensierati e con i pensieri leggeri ci gustiamo una buona birra.

Child “Rebirth” (Heavy Psych Sounds Records, 2026)

Altro lavoro da incorniciare per il trio australiano, altro passo verso l’immortalità artistica, non perdeteveli assolutamente.

Bill Kirchen “Cat Out Of The Bag” (The Last Music Company, 2026)

Un album di rilassante rock americano come piace agli ascoltatori abituati a rilassate sonorità country/roots, così come a un più divertente e ballabile western rock’n’roll. Consigliato.

Mike Campbell & The Dirty Knobs “Mission Of Mercy” (Indipendent, 2026)

Per gli amanti del genere, questo nuovo album di Mike Campbell & The Dirty Knobs risulta fondamentale, non solo per rivivere il sound degli “Heartbreakers”, ma soprattutto per ascoltare del grande rock americano.

Prince Of Failure “Prince Of Failure” (Kscope, 2026)

Se amate i il mondo stilistico che si muove intorno ai Tesseract ,“Prince Of Failure” è un album che non dovete assolutamente sottovalutare, vi regalerà intense emozioni.  

Vision Divine “A Clockwork Reverie” (Scarlet, 2026)

Un mini album che fa da ponte tra passato e futuro di una grande band italiana, amata anche all’estero. Attendiamo fiduciosi il nuovo album.

Enio Nicolini “UMA-Bot4” (The Triad Records, 2026)

L’AI e il futuro incerto, accompagnano questo nuovo capitolo di Enio Nicolini, sempre ricco di coraggio, tra sperimentazioni metal e contaminazioni elettroniche.

Mattador “III” (Frontiers Records, 2026)

Con il ritorno di “III”, i Mattador combinano melodie forti, emozioni sincere, forte di qualità che ne rendono l’ascolto, a tratti, stimolante e piacevole.

Duane Betts “Isle Of Hope” (Sun Records, 2026)

Duane Betts ha pubblicato la sua opera più intimista e personale, lasciando scorrere le emozioni che come uno tsunami travolgeranno anche chi avrà la fortuna di ascoltarlo.

Dead Kosmonaut “Retrospectre” (Edge Circle Productions, 2026)

Con “Retrospectre” i Dead Kosmonaut firmano un album di ottimo livello, dimostrando ancora una volta di essere una band trasversale, in grado di suscitare l’attenzione da parte dei metallari duri e puri, ma anche quella degli amanti dell’hard rock dei ‘70 e successivi.

Tarja “Frisson Noir” (earMUSIC, 2026)

Forse Tarja non ha ancora scritto il disco per cui verrà ricordata, ma certamente con “Frisson Noir” ci è andata molto vicino.  

Rock Justice “You’ve Been Served” (Fireflash Records, 2026)

Rock Justice sono un nuovo gruppo hard rock che vede la partecipazione della cantante Maggy Luyten (Ayreon, Beautiful Sin, The Prize, ex-Nightmare) e del chitarrista Bas Maas (Doro, After Forever). “You’ve Been Served” unisce stili musicali vari, con un’atmosfera nostalgica e una produzione ben costruita.

Carmen Ratti Band Featuring Jill Dineen “Come To Me” (MoMojo Records, 2026)

Scoprire band, musicisti e album di qualità superiore è la nostra missione e quando ci riusciamo, come per magia, tutto torna al suo posto, come sempre grazie alla musica…imperdibile.

Elder “Through Zero” (Stickman Records, 2026)

Gli Elder ci regalano cinquanta minuti di musica splendidamente semplice nelle sue complicate strutture progressive, pregne di una sagacia compositiva che è esclusiva dei grandi interpreti del genere, applausi!

Masterplan “Metalmorphosis” (Frontiers, 2026)

Alla fine del viaggio ci troviamo in mano un disco onesto e piacevole, opera di una band che dopo tredici anni di silenzio non ha la minima intenzione di adagiarsi sugli allori e che ogni tanto si diverte sinceramente a spiazzarci.

Delta Generators “On & On” (Self Relehase, 2026)

Un disco del genere, nel suo rude approccio rock, è consigliato anche agli amanti dei suoni più duri, soprattutto per la sua atmosfera live che risulta l’asso nella manica dei Delta Generators.

Boogie Beasts “Don’t Be So Mean!-A Tribute To R.L. Burnside” (Donor Productions/Naked, 2026)

Tutto l’album che risplende della luce leggendaria di Burnside e della sua musica. I Boogie Beasts si confermano cult band e grandi conoscitori della storia del blues.

The Zen Circus + Lamante, venerdì 12 giugno allo Sherwood Festival di Padova

Un concerto ricco di energia ed emozione, gli Zen Circus si confermano una delle band più importanti del rock italiani di questi confusi anni duemila.

Klimt 1918 “Àmor” (Prophecy Productions, 2026)

“Àmor” non solo si candida a personale disco dell’anno, ma scolpisce il nome dei Klimt 1918 nelle cime più alte delle band contemporanee.

Da David Bowie a Freddie Mercury a Johnny Cash. Testamenti in musica: quando si muore cantando!!

𝑻𝒆𝒔𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒊𝒏 𝒎𝒖𝒔𝒊𝒄𝒂, 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒔𝒊 𝒎𝒖𝒐𝒓𝒆 𝒄𝒂𝒏𝒕𝒂𝒏𝒅𝒐
Partendo dal disco scritto da Mike Peters in punto di morte, il nostro Gabriele Bassanetti viaggia tra alcuni dei più grandi amati che hanno scelto di salutare la vita continuando a fare musica. Non è un tuffo nella tristezza o un elogio della morte, ma al contrario un elogio alla vita. Infatti ricordare questi artisti è il miglior modo per mostrarci grati a ciò che ci hanno donato: la loro arte.

Green Carnation “A Dark Poem, Part III: The Messiah Complex” (Season Of Mist, 2026)

Terzo e ultimo capitolo di “A Dark Poem”, che nella sua interezza è un’opera maestosa e impegnativa che richiede più di un ascolto per coglierne i tanti dettagli.

Green Lung “Necropolitan” (Nuclear Blast Records, 2026)

Con “Necropolitan” i Green Lung confermano di essere una grandissima band e, dopo l’addio di Ozzy e di fatto dei Black Sabbath più doom, si candidano per raccoglierne l’eredità artistica in patria e non solo.

Jehovah On Death “Lágrimas De Oro” (I, Voidhanger Records, 2026)

Gli Jehovah On Death sono una realtà del panorama rock internazionale della quale sentiremo molto parlare; hanno attitudine, idee, immagine, talento e sanno dove vogliono andare. Speriamo che presto si esibiscano in Italia, la loro proposta trova nel palco il suo ambiente ideale.

Cinquant’anni anni fa esatti nasceva il punk. O più precisamente cominciava a morire

𝐏u𝐧k: 𝐪u𝐚n𝐝o n𝐚s𝐜i𝐭a e m𝐨r𝐭e c𝐨i𝐧c𝐢d𝐨n𝐨. S𝐜o𝐩r𝐢a𝐦o p𝐞r𝐜h𝐞̀!
8 settembre 1976, esce “Anarchy In The UK”, primo singolo dei Sex Pistols, per convenzione il giorno in cui tutto ha inizio. E invece è la fine!

Andromeda presenta: 33+1 dischi anni ’80 di HARD, HEAVY, FM, AOR canadese!

Dalla fanzine n.8, che presenta 111 album di hard rock/heavy metal canadese, estrapoliamo 33 album. Non i migliori, ma quelli con cui vogliamo stimolare la vostra curiosità. Se siete interessati alla fanzine scrivetemi in privato.

Shakra “Just Live Loud!” (Frontiers Records, 2026)

Gli svizzeri Shakra ancora una volta non deludono, dinamiche ed energia vi faranno divertire, in questo nuovo album ricco di chitarre potenti e ritornelli melodici, scritti per essere riproposti in sede live.

Sweet Electric “Something Something Disco” (Autoprodotto, 2026)

Secondo disco per la band di Colonia Sweet Electric, “Something Something Disco”  è un disco pensato, non c’è una canzone decisamente brutta nell’album, e sebbene manchi un filo conduttore (cosa che potrebbe essere voluta) risulta difficile non innamorarsi di questi cinque simpatici, scanzonati ragazzi

Scorpion Milk “Flesh Masks For Skulls”  (Peaceville Records, 2026)

Nuovo EP per la creatura di Mat McNerney, quattro brani nuovo e un remix curato da ospiti sorprendenti

Avrak “Avrak” (Peaceville Records, 2026)

Il gruppo di Ted Skjellum, alias Nocturno Culto, al di fuori dei Darkthrone, per dare piena soddisfazione alla sua passione per l’old metal.

The Night Eternal “Cold Velvet” (Metal Blade Records, 2026)

Sono certo che “Cold Velvet” sarà l’album della consacrazione di una band solida, determinata e capace di schierare un vocalist riconoscibile al primo ascolto.

Ricky Warwick “Fire & Vengeance” (Earache Records, 2026)

RQuesto non è solo un disco, ma una raccolta di pensieri, umori e storie di Ricky Warwick, un rocker vero che da 40 anni canta e suona quello che ama.

CoreLeoni “Generection” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Il chitarrista e membro fondatore dei Gotthard torna in prima linea con i suoi CoreLeoni. Questo quarto album è il lavoro più pesante, per un hard Rock tirato mischiato ad une vena soul molto interessante.

Gjenferd “Black Smoke Rising” (Apollon Records, 2026)

La fiamma dell’hard rock dei ‘70 non cesserà mai di spegnersi, ovunque, tanto più nei paesi scandinavi, dove centinaia di band radicano le loro basi in quel periodo. Non è facile per gli appassionati e i cultori arrivare a conoscere tutto e, soprattutto, avere il...

Black Reflex “Zero Dawn” (Andromeda Relix, 2026)

“Zero Dawn” è un album importante, di vero heavy metal, che speriamo non si mescoli alla massa di titoli metal fatti con il metodo del copia/incolla e trovi l’attenzione che merita.

Stormbringer “Transcendence” (Attic Records, 2026)

La band del Northamptonshire torna con ‘Transcendence’. I ragazzi hanno confezionato un disco travolgente, di classico heavy metal, come si faceva ai tempi d’oro del genere. Assolutamente consigliato e per me è sicuramente uno dei migliori dischi del genere in questo 2026.

Pirate Queen “Sailing Around The World” (Despotz Records, 2026)

Le Pirate Queen proseguono il loro viaggio attraverso i mari dell’heavy metal con il secondo album “Sailing Around The World”. Un combinazione affascinante di epic, melodia ed energia, perfetta per mettersi in viaggio con le regine dei pirati.

“Over The Edge Ft. Mickey Thomas – XXX Anniversary Edition” (Frontiers Records, 2026) 

Arriva la ristampa di “Over The Edge”, l’acclamato album rock melodico che presenta la voce inconfondibile di Mickey Thomas (Starship, Jefferson Starship), originariamente pubblicato nel 2004,

Todd Adelman “Todd Adelman And The Woodsmen” (VFIB Recordings, 2026)

Todd Adelman And The Woodsmen risulta quindi un album di genere, niente di più niente di meno, ma pregno di atmosfere suggestive e belle canzoni. What Else?

Sha-Boom “Another Nail In The Coffin” (Silver Lining Music, 2026)

Dopo oltre vent’anni, gli hard rocker svedesi Sha-Boom sono tornati in vita con “Another Nail In The Coffin”, un un bel ritorno, un gran disco AOR, consigliatissimo per gli amanti del genere.

Jeffrey Halford And The Healers “Used Parts” (Shoeless Records, 2026)

Album piacevole, che non potete perdere se siete amanti dei suoni tradizionali d’oltreoceano.

Mad Max “Stories Of Destiny” ( Rock Of Angels Records, 2026)

45 anni di Mad Max, band tedesca che ha lasciato il segno nel mondo hard&heavy di stampo europeo. “Stories Of Destiny” si presenta pulito e moderno, Rolf Munkes ha compiuto un buon lavoro, per un ritorno che merita un plauso.

Joanna Connor “Live On 11/11” (MC Records, 2026)

Grandi brani, improvvisazioni e jam da infarto, fanno di questo live un documento prezioso su di un’artista magari qualche passo indietro a livello di popolarità rispetto ad altre colleghe della scena, ma sicuramente al top se si parla di passione, attitudine e bravura.

Flotsam And Jetsam “Rats In The Temple” (Napalm Records, 2026)

I Flotsam e Jetsam ci offrono il loro miglior disco post reunion, una produzione aggressiva e dura rispetto alle prime uscite anni ’80, ma i tempi chiedono questo e l’anima non ne esce snaturata. Gran disco thrash metal!

The Alarm “Transformation” (Twenty First Century Recording Company, 2026)

Il commovente ed entusiasmante testamento di Mike Peters. Qui giace un vinto che non si è arreso.

Triosphere “Oceans Above, Stars Below” (Frontiers Records, 2026)

La band norvegese heavy metal Triosphere ritorna dopo ben 12 anni con un nuovo lavoro ambizioso che raccoglie al suo interno molti stili, tra hard rock, power prog e thrash metal, un bel disco per gli amanti del genere.

Cimarron 615 “Same Sky” (Blue Elan, 2026)

Una raccolta di bellissime canzoni country, impreziosite da splendidi intrecci vocali, marchio di fabbrica dei musicisti coinvolti che, come tradizione, non rinunciano a quelle chitarre rock che rafforzano il sound.

Noveria “Becoming After” (Scarlet Records, 2026)

Non posso che dargli dieci, e lo scrivo senza il minimo imbarazzo, perché è un disco meraviglioso e perché ogni tanto conviene dirlo ad alta voce, così magari al prossimo giro non se lo perde nessuno.

Jon Lee & The Apparitions “Next Town” (Magic Hallway Records, 2026)

Un album a cui bisogna dedicare la giusta attenzione ma che non manca di momenti molto interessanti, le ispirazioni possono essere soggettive anche se è indubbio che i generi citati abbiano tutti la loro importanza, promosso.

Tokyo Blade “Hoist The Colors High” (Cherry Red Records, 2026)

Bentornati ai Tokyo Blade, oltre quattro decenni dopo con la formazione originale classica e un nuovo album “Hoist the Colours High”: un lavoro muscoloso e incisivo di heavy metal infuocato, con le radici nella NWOBHM!

Issa “Fire & Ice” (Frontiers Records, 2026)

La regina norvegese dell’AOR Issa torna con “Fire And Ice”, il suo disco più esaltante e cinematografico. Ogni traccia dell’album è scritta e prodotta dai leggendari fratelli Tom e James Martin, che hanno creato un suono che cattura perfettamente lo spirito del rock melodico degli anni ’80.

Social Distortion “Born To Kill” (Epitaph, 2026)

Il tempo passa per tutti, anche per un gruppo puro come questo ma, credetemi, “Born To Kill”, titolo troppo cattivo per quello che si ascolta, ci offre tante cose che meritano di essere ascoltate. Soprattutto se siete fan della band.

Robert Jon & The Wreck “Wreckage Vol.3” (Journeyman Records, 2026).

I Robert Jon & The Wreck fanno gli straordinari e noi non possiamo che esserne felici, questa raccolta ci offre uno spaccato odierno del gruppo e la sua voglia di andare per la propria strada, suonando quello che ad oggi riesce meglio, ovvero rock classico, energico e splendidamente sudista.

Kickin Valentina “Anthems From The Underground” (Mighty Music, 2026)

I Kickin Valentina tornano con u album che conferma Pete Newdeck come grande autore di hard ottantiano, tra melodia e street rock.

Night Ranger “Best Of” (Frontiers Records, 2026)

Sesta raccolta, per i californiani Night Ranger. Ma questa volta propone versioni remixate e rimasterizzate di successi che coprono la brillante carriera della band,

Gràinne Duffy “What Am I Supposed To Do?” (Indipendent, 2026)

Altro ottimo lavoro questo nuovissimo “”What Am I Supposed To You?”, Gràinne Duffy si conferma artista da seguire nell’immensa scena blues rock odierna.

Widowspeak “Roses” (Captured Tracks, 2026).

L’album che rientra in quella sfera di ascolti dove musica e magia sono divise da una linea sottilissima lascia che l’ascoltatore entri nel suo mondo con la delicata eleganza che ne conviene, mai troppo energico, ma assolutamente godibile, “Roses” è consigliato ai palati più fini del classic rock (dalle sfumature Indie) del nuovo millennio.

Alchem “Bloody Rose” (The Triad Records – distr. Black Widow Records, 2026)

Gli Alchem, con la loro musica coinvolgente e variegata, devono essere approfonditi da chi cerca emozioni aldilà di strade facili e immediate, andando ad arricchire ulteriormente la scena romana nella quale operano da tempo entità coraggiose e difficilmente etichettabili come Arpia e Dunwich.

The Cinelli Brothers “Live Here And There” (The Cinelli Brothers, 2026)

270 concerti in giro per il mondo, un lungo viaggio portando la propria musica dal vivo.“Live Here And There” è il risultato, il sunto di tanti chilometri, di concerti e storie che formano un pezzo di vita all’insegna del rock’n’roll.

The Eternal “Obscured Horizons” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Con “Obscured Horizons”, The Eternal firma il proprio album migliore, dimostrando che il legame con gli Amorphis ne ha favorito la crescita, forse ancor oltre gli ultimi lavori della stessa band di Helsinki, sempre buoni, ma non così sfaccettati.

Albert Castiglia “Grits & Glory” (Gulf Coast Records, 2026)

Per il prossimo Blood Brothers c’è tempo, intanto godetevi questo “Grits & Glory”, nuovo capitolo di questo grande musicista statunitense. Blues on!

Oddland “Unilluminate To Illuminate” (Frontiers Records, 2026)

Gli Oddland sono una band finlandese di progressive metal. Con questo quarto album hanno affinato il sound, con influenze dei Soen. Un ottimo esempio di progressive metal moderno scandinavo.

The Claypool Lennon Delirium “The Great Parrot-Ox And The Golden Egg Of Empathy” (ATO, 2026)

Una collaborazione che sembrava improbabile giunge al terzo album e la sensazione che sia un regalo troppo grande resta, perché il disco – non è rock, o si? – è follemente bello. Quel bello che non arriva nel cuore, ma nella testa.

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

The Wine Barrels “Tales From Pianura Padana” (The Wine Barrels, 2026)

“Tales From Pianura Padana ha bisogno di qualche ascolto per essere apprezzato in pieno, ma appena farà breccia in voi non ne uscirà più. Bravi.

Europe (Roma, Auditorium Parco della Musica, 7 luglio 2026)

Europe: potenti, esagerati ma anche generosi e capaci di slanci emotivi. E chi se li può scordare? Grande concerto!

Ryan McGarvey “Up From The Ashes” (Ryan Mcgarvey, 2026)

Il nuovo album di Ryan McGarvey è consigliato a tutti quelli che vogliono ascoltare dell’ottimo rock blues, bentornato.

The Western Front “Eureka” (Music Theories Recordings, 2026)

“Eureka” è un disco dei The Western Front che riemerge dopo oltre 40 anni di congelamento, ed è un capolavoro per tutti gli amanti d AOR. E ci sono Scott Gorham e Richard “Moon” Calhoun!

Saeko “Back To Life” (Remaster Digital, 2026)

Torna la cantante giapponese Saeko con “Back to Life” un’artista capace di rivisitare il suo catalogo con maturità e creatività. I brani riarrangiati dell’EP mettono in mostra la sua crescita, l’abilità della sua band e una visione artistica rinnovata, per i fan del power metal.

Vindicta (Roma, Traffic, 6 luglio 2026)

Non potevamo perdere l’occasione di verificare in concerto la tenuta delle chiacchierate Vindicta. Il responso? Ce lo racconta il nostro inviato Nick Bondis!

Savatage “Madness Reigns From The Gutter (1990)” (earMusic, 2026)

Il consiglio spassionato di chi scrive è prendervi una pausa di un’ora e mezza, sedervi e ascoltare cosa sapevano fare i Savatage, magari tenendo a portata di mano un fazzoletto, le lacrime sono assicurate.

Joe Bonamassa “The Spirit Of Rory-Live From Cork” (J&R Adeventures, 2026)

I classici di Gallagher vengono eseguiti in modo magistrale da Bonamassa e dalla sua band, così da rendere questo live un appuntamento irrinunciabile per i fan di Rory e di “Great” Joe, uno dei più grandi artisti del nostro tempo.

Pride Of Lions “Unbridled” (Frontiers Records, 2026)

“Unbridled” segna l’ottavo album in studio dei Pride Of Lions,  Guidata da Jim Peterik e Toby Hitchcock, la band ha debuttato nel 2003 con il suo album omonimo ed è diventata da allora uno dei nomi più costanti della scena AOR.

Smoking Snakes “All Lights On” (Frontiers Records, 2026)

Originari di Göteborg, gli Smoking Snakes stanno gradualmente ritagliandosi un posto nella scena sleaze metal.

The Rolling Stones “Foreign Tongues” (RSR/Capitol, 2026)

Altra recensione multipla, inevitabile direi, visto che torna la più grande e longeva rock’n’roll band del mondo. E non è routine, ma un disco sentito e pieno di sentimento. Chapeau!

Devin Townsend “The Moth” (InsideOut, 2026)

“The Moth” non è un album per tutti, ma chi conosce e ama Townsend, troverà motivi per apprezzare queste nuove ventiquattro tracce, Ancora magie dal pianeta Devin!

Evil Blizzard “Death Songs & Lullabies” (Cracked Ankles, 2026)

Gli Evil Blizzard sono una band ottima, destinata all’ascolto dei rocker di larghe vedute, e “Death Songs & Lullabies” e l’album perfetto per iniziare a scoprirli.

All Them Witches “House Of Mirrors” (BMG, 2026)

Non un disco facile, in “House Of Mirros” è d’uopo la voglia di entrare nei meandri di una composizione che non lascia nulla al caso e ci ricopre di emozioni diverse rendendoci più ricchi, bellissimo.

Peter Karp “Jersey Town” (Autoprodotto, 2026)

Un album più profondo di quello che la musica suggerisce, anche se i motivi per divertirsi ci sono, grazie ad un songwriting tanto semplice quanto sagace nel dosare asperità rock ed emozionalità blues, conditi da momenti soul per un ritorno che non deluderà i fans di Karp.

Sam Morrow “Southern Boogie” (Blue Elan Records, 2026)

Tra hard rock, boogie e southern, il talentuoso musicista texano Sam Barrow ci offre un lavoro di transizione, ma comunque in grado di tenere alta l’attenzione sulle sue future mosse.

Hex A.D. “Surgical Cuts In The Cosmos” (Apollon Records, 2026)

Gli Hex A.D. si confermano una certezza nel panorama heavy rock odierno, dimostrando talento, attitudine e ambizione tali da meritare traguardi prestigiosi.

The Devil Wears Nada “In Lust We Thrust” (Eonian Records, 2026)

The Devil Wears Nada, pubblicano “In Lust We Thrust” secondo disco della band. Ricco di ritornelli esplosivi, atmosfera cinematografica e una produzione moderna tagliente come un rasoio

Evanescence “Sanctuary” (BMG, 2026)

Composto, come ha affermato la frontgirl Emily Lee, in tempi di guerra e paura, “Sanctuary” è un album che non porta novità stilistiche, ma ha tutto per piacere ai fan della band.

Deep Purple “Splat!” (earMusic, 2026)

La nostra redazione ha pensato che il ritorno dei Deep Purple, meritasse una recensione multipla. E, senza confrontarci, abbiamo scoperto che il parere è il medesimo: disco stratosferico, pazzesco se si considera che arriva dopo quasi 60 anni storia. L’aggettivo leggende è riduttivo.

Samantha Fish “Paper Doll Live” (Rounder Records, 2026)

Affiatamento, complicità e una sorta di momento magico che sul palco si trasformano in uno spettacolo esaltante. Otto dei nove brani di “Paper Doll” vengono suonati insieme ad altre chicche da scoprire e fare vostre. Dedicato a chi afferma che il rock è morto…

Datura4 “High On The Low Brow” (Alive Naturalsound Records, 2026)

“High On The Low Brow” è IL disco dei Datura4 senza se e senza ma. Approfittatene.

White Lies, Teatro Romano Verona, 29 giugno 2026

L’intimità del luogo ed il calore appassionante dei White Lies ci regalano un concerto semplice ma che, in caso di futura replica, richiama la necessità di non privarsene. Bella serata!

Harsh “Feels” (Fireflash Records/Edel, 2026)

Gli Harsh sono le nuove stelle emergenti nella scena hard rock. La band di Parigi riporta in vita il suo suono tradizionale anni 80, “Feels” è un buon disco da ascoltare in auto o mentre spensierati e con i pensieri leggeri ci gustiamo una buona birra.

Child “Rebirth” (Heavy Psych Sounds Records, 2026)

Altro lavoro da incorniciare per il trio australiano, altro passo verso l’immortalità artistica, non perdeteveli assolutamente.

Bill Kirchen “Cat Out Of The Bag” (The Last Music Company, 2026)

Un album di rilassante rock americano come piace agli ascoltatori abituati a rilassate sonorità country/roots, così come a un più divertente e ballabile western rock’n’roll. Consigliato.

Mike Campbell & The Dirty Knobs “Mission Of Mercy” (Indipendent, 2026)

Per gli amanti del genere, questo nuovo album di Mike Campbell & The Dirty Knobs risulta fondamentale, non solo per rivivere il sound degli “Heartbreakers”, ma soprattutto per ascoltare del grande rock americano.

Prince Of Failure “Prince Of Failure” (Kscope, 2026)

Se amate i il mondo stilistico che si muove intorno ai Tesseract ,“Prince Of Failure” è un album che non dovete assolutamente sottovalutare, vi regalerà intense emozioni.  

Vision Divine “A Clockwork Reverie” (Scarlet, 2026)

Un mini album che fa da ponte tra passato e futuro di una grande band italiana, amata anche all’estero. Attendiamo fiduciosi il nuovo album.

Enio Nicolini “UMA-Bot4” (The Triad Records, 2026)

L’AI e il futuro incerto, accompagnano questo nuovo capitolo di Enio Nicolini, sempre ricco di coraggio, tra sperimentazioni metal e contaminazioni elettroniche.

Mattador “III” (Frontiers Records, 2026)

Con il ritorno di “III”, i Mattador combinano melodie forti, emozioni sincere, forte di qualità che ne rendono l’ascolto, a tratti, stimolante e piacevole.

Duane Betts “Isle Of Hope” (Sun Records, 2026)

Duane Betts ha pubblicato la sua opera più intimista e personale, lasciando scorrere le emozioni che come uno tsunami travolgeranno anche chi avrà la fortuna di ascoltarlo.

Dead Kosmonaut “Retrospectre” (Edge Circle Productions, 2026)

Con “Retrospectre” i Dead Kosmonaut firmano un album di ottimo livello, dimostrando ancora una volta di essere una band trasversale, in grado di suscitare l’attenzione da parte dei metallari duri e puri, ma anche quella degli amanti dell’hard rock dei ‘70 e successivi.

Tarja “Frisson Noir” (earMUSIC, 2026)

Forse Tarja non ha ancora scritto il disco per cui verrà ricordata, ma certamente con “Frisson Noir” ci è andata molto vicino.  

Rock Justice “You’ve Been Served” (Fireflash Records, 2026)

Rock Justice sono un nuovo gruppo hard rock che vede la partecipazione della cantante Maggy Luyten (Ayreon, Beautiful Sin, The Prize, ex-Nightmare) e del chitarrista Bas Maas (Doro, After Forever). “You’ve Been Served” unisce stili musicali vari, con un’atmosfera nostalgica e una produzione ben costruita.

Carmen Ratti Band Featuring Jill Dineen “Come To Me” (MoMojo Records, 2026)

Scoprire band, musicisti e album di qualità superiore è la nostra missione e quando ci riusciamo, come per magia, tutto torna al suo posto, come sempre grazie alla musica…imperdibile.

Elder “Through Zero” (Stickman Records, 2026)

Gli Elder ci regalano cinquanta minuti di musica splendidamente semplice nelle sue complicate strutture progressive, pregne di una sagacia compositiva che è esclusiva dei grandi interpreti del genere, applausi!

Masterplan “Metalmorphosis” (Frontiers, 2026)

Alla fine del viaggio ci troviamo in mano un disco onesto e piacevole, opera di una band che dopo tredici anni di silenzio non ha la minima intenzione di adagiarsi sugli allori e che ogni tanto si diverte sinceramente a spiazzarci.

Delta Generators “On & On” (Self Relehase, 2026)

Un disco del genere, nel suo rude approccio rock, è consigliato anche agli amanti dei suoni più duri, soprattutto per la sua atmosfera live che risulta l’asso nella manica dei Delta Generators.

Boogie Beasts “Don’t Be So Mean!-A Tribute To R.L. Burnside” (Donor Productions/Naked, 2026)

Tutto l’album che risplende della luce leggendaria di Burnside e della sua musica. I Boogie Beasts si confermano cult band e grandi conoscitori della storia del blues.

The Zen Circus + Lamante, venerdì 12 giugno allo Sherwood Festival di Padova

Un concerto ricco di energia ed emozione, gli Zen Circus si confermano una delle band più importanti del rock italiani di questi confusi anni duemila.

Klimt 1918 “Àmor” (Prophecy Productions, 2026)

“Àmor” non solo si candida a personale disco dell’anno, ma scolpisce il nome dei Klimt 1918 nelle cime più alte delle band contemporanee.

Da David Bowie a Freddie Mercury a Johnny Cash. Testamenti in musica: quando si muore cantando!!

𝑻𝒆𝒔𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒊𝒏 𝒎𝒖𝒔𝒊𝒄𝒂, 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒔𝒊 𝒎𝒖𝒐𝒓𝒆 𝒄𝒂𝒏𝒕𝒂𝒏𝒅𝒐
Partendo dal disco scritto da Mike Peters in punto di morte, il nostro Gabriele Bassanetti viaggia tra alcuni dei più grandi amati che hanno scelto di salutare la vita continuando a fare musica. Non è un tuffo nella tristezza o un elogio della morte, ma al contrario un elogio alla vita. Infatti ricordare questi artisti è il miglior modo per mostrarci grati a ciò che ci hanno donato: la loro arte.

Green Carnation “A Dark Poem, Part III: The Messiah Complex” (Season Of Mist, 2026)

Terzo e ultimo capitolo di “A Dark Poem”, che nella sua interezza è un’opera maestosa e impegnativa che richiede più di un ascolto per coglierne i tanti dettagli.

Green Lung “Necropolitan” (Nuclear Blast Records, 2026)

Con “Necropolitan” i Green Lung confermano di essere una grandissima band e, dopo l’addio di Ozzy e di fatto dei Black Sabbath più doom, si candidano per raccoglierne l’eredità artistica in patria e non solo.

Jehovah On Death “Lágrimas De Oro” (I, Voidhanger Records, 2026)

Gli Jehovah On Death sono una realtà del panorama rock internazionale della quale sentiremo molto parlare; hanno attitudine, idee, immagine, talento e sanno dove vogliono andare. Speriamo che presto si esibiscano in Italia, la loro proposta trova nel palco il suo ambiente ideale.

Cinquant’anni anni fa esatti nasceva il punk. O più precisamente cominciava a morire

𝐏u𝐧k: 𝐪u𝐚n𝐝o n𝐚s𝐜i𝐭a e m𝐨r𝐭e c𝐨i𝐧c𝐢d𝐨n𝐨. S𝐜o𝐩r𝐢a𝐦o p𝐞r𝐜h𝐞̀!
8 settembre 1976, esce “Anarchy In The UK”, primo singolo dei Sex Pistols, per convenzione il giorno in cui tutto ha inizio. E invece è la fine!

Andromeda presenta: 33+1 dischi anni ’80 di HARD, HEAVY, FM, AOR canadese!

Dalla fanzine n.8, che presenta 111 album di hard rock/heavy metal canadese, estrapoliamo 33 album. Non i migliori, ma quelli con cui vogliamo stimolare la vostra curiosità. Se siete interessati alla fanzine scrivetemi in privato.

Shakra “Just Live Loud!” (Frontiers Records, 2026)

Gli svizzeri Shakra ancora una volta non deludono, dinamiche ed energia vi faranno divertire, in questo nuovo album ricco di chitarre potenti e ritornelli melodici, scritti per essere riproposti in sede live.

Sweet Electric “Something Something Disco” (Autoprodotto, 2026)

Secondo disco per la band di Colonia Sweet Electric, “Something Something Disco”  è un disco pensato, non c’è una canzone decisamente brutta nell’album, e sebbene manchi un filo conduttore (cosa che potrebbe essere voluta) risulta difficile non innamorarsi di questi cinque simpatici, scanzonati ragazzi

Scorpion Milk “Flesh Masks For Skulls”  (Peaceville Records, 2026)

Nuovo EP per la creatura di Mat McNerney, quattro brani nuovo e un remix curato da ospiti sorprendenti

Avrak “Avrak” (Peaceville Records, 2026)

Il gruppo di Ted Skjellum, alias Nocturno Culto, al di fuori dei Darkthrone, per dare piena soddisfazione alla sua passione per l’old metal.

The Night Eternal “Cold Velvet” (Metal Blade Records, 2026)

Sono certo che “Cold Velvet” sarà l’album della consacrazione di una band solida, determinata e capace di schierare un vocalist riconoscibile al primo ascolto.

Ricky Warwick “Fire & Vengeance” (Earache Records, 2026)

RQuesto non è solo un disco, ma una raccolta di pensieri, umori e storie di Ricky Warwick, un rocker vero che da 40 anni canta e suona quello che ama.

CoreLeoni “Generection” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Il chitarrista e membro fondatore dei Gotthard torna in prima linea con i suoi CoreLeoni. Questo quarto album è il lavoro più pesante, per un hard Rock tirato mischiato ad une vena soul molto interessante.

Gjenferd “Black Smoke Rising” (Apollon Records, 2026)

La fiamma dell’hard rock dei ‘70 non cesserà mai di spegnersi, ovunque, tanto più nei paesi scandinavi, dove centinaia di band radicano le loro basi in quel periodo. Non è facile per gli appassionati e i cultori arrivare a conoscere tutto e, soprattutto, avere il...

Black Reflex “Zero Dawn” (Andromeda Relix, 2026)

“Zero Dawn” è un album importante, di vero heavy metal, che speriamo non si mescoli alla massa di titoli metal fatti con il metodo del copia/incolla e trovi l’attenzione che merita.

Stormbringer “Transcendence” (Attic Records, 2026)

La band del Northamptonshire torna con ‘Transcendence’. I ragazzi hanno confezionato un disco travolgente, di classico heavy metal, come si faceva ai tempi d’oro del genere. Assolutamente consigliato e per me è sicuramente uno dei migliori dischi del genere in questo 2026.

Pirate Queen “Sailing Around The World” (Despotz Records, 2026)

Le Pirate Queen proseguono il loro viaggio attraverso i mari dell’heavy metal con il secondo album “Sailing Around The World”. Un combinazione affascinante di epic, melodia ed energia, perfetta per mettersi in viaggio con le regine dei pirati.

“Over The Edge Ft. Mickey Thomas – XXX Anniversary Edition” (Frontiers Records, 2026) 

Arriva la ristampa di “Over The Edge”, l’acclamato album rock melodico che presenta la voce inconfondibile di Mickey Thomas (Starship, Jefferson Starship), originariamente pubblicato nel 2004,

Todd Adelman “Todd Adelman And The Woodsmen” (VFIB Recordings, 2026)

Todd Adelman And The Woodsmen risulta quindi un album di genere, niente di più niente di meno, ma pregno di atmosfere suggestive e belle canzoni. What Else?

Sha-Boom “Another Nail In The Coffin” (Silver Lining Music, 2026)

Dopo oltre vent’anni, gli hard rocker svedesi Sha-Boom sono tornati in vita con “Another Nail In The Coffin”, un un bel ritorno, un gran disco AOR, consigliatissimo per gli amanti del genere.

Jeffrey Halford And The Healers “Used Parts” (Shoeless Records, 2026)

Album piacevole, che non potete perdere se siete amanti dei suoni tradizionali d’oltreoceano.

Mad Max “Stories Of Destiny” ( Rock Of Angels Records, 2026)

45 anni di Mad Max, band tedesca che ha lasciato il segno nel mondo hard&heavy di stampo europeo. “Stories Of Destiny” si presenta pulito e moderno, Rolf Munkes ha compiuto un buon lavoro, per un ritorno che merita un plauso.

Joanna Connor “Live On 11/11” (MC Records, 2026)

Grandi brani, improvvisazioni e jam da infarto, fanno di questo live un documento prezioso su di un’artista magari qualche passo indietro a livello di popolarità rispetto ad altre colleghe della scena, ma sicuramente al top se si parla di passione, attitudine e bravura.

Flotsam And Jetsam “Rats In The Temple” (Napalm Records, 2026)

I Flotsam e Jetsam ci offrono il loro miglior disco post reunion, una produzione aggressiva e dura rispetto alle prime uscite anni ’80, ma i tempi chiedono questo e l’anima non ne esce snaturata. Gran disco thrash metal!

The Alarm “Transformation” (Twenty First Century Recording Company, 2026)

Il commovente ed entusiasmante testamento di Mike Peters. Qui giace un vinto che non si è arreso.

Triosphere “Oceans Above, Stars Below” (Frontiers Records, 2026)

La band norvegese heavy metal Triosphere ritorna dopo ben 12 anni con un nuovo lavoro ambizioso che raccoglie al suo interno molti stili, tra hard rock, power prog e thrash metal, un bel disco per gli amanti del genere.

Cimarron 615 “Same Sky” (Blue Elan, 2026)

Una raccolta di bellissime canzoni country, impreziosite da splendidi intrecci vocali, marchio di fabbrica dei musicisti coinvolti che, come tradizione, non rinunciano a quelle chitarre rock che rafforzano il sound.

Noveria “Becoming After” (Scarlet Records, 2026)

Non posso che dargli dieci, e lo scrivo senza il minimo imbarazzo, perché è un disco meraviglioso e perché ogni tanto conviene dirlo ad alta voce, così magari al prossimo giro non se lo perde nessuno.

Jon Lee & The Apparitions “Next Town” (Magic Hallway Records, 2026)

Un album a cui bisogna dedicare la giusta attenzione ma che non manca di momenti molto interessanti, le ispirazioni possono essere soggettive anche se è indubbio che i generi citati abbiano tutti la loro importanza, promosso.

Tokyo Blade “Hoist The Colors High” (Cherry Red Records, 2026)

Bentornati ai Tokyo Blade, oltre quattro decenni dopo con la formazione originale classica e un nuovo album “Hoist the Colours High”: un lavoro muscoloso e incisivo di heavy metal infuocato, con le radici nella NWOBHM!

Issa “Fire & Ice” (Frontiers Records, 2026)

La regina norvegese dell’AOR Issa torna con “Fire And Ice”, il suo disco più esaltante e cinematografico. Ogni traccia dell’album è scritta e prodotta dai leggendari fratelli Tom e James Martin, che hanno creato un suono che cattura perfettamente lo spirito del rock melodico degli anni ’80.

Social Distortion “Born To Kill” (Epitaph, 2026)

Il tempo passa per tutti, anche per un gruppo puro come questo ma, credetemi, “Born To Kill”, titolo troppo cattivo per quello che si ascolta, ci offre tante cose che meritano di essere ascoltate. Soprattutto se siete fan della band.

Robert Jon & The Wreck “Wreckage Vol.3” (Journeyman Records, 2026).

I Robert Jon & The Wreck fanno gli straordinari e noi non possiamo che esserne felici, questa raccolta ci offre uno spaccato odierno del gruppo e la sua voglia di andare per la propria strada, suonando quello che ad oggi riesce meglio, ovvero rock classico, energico e splendidamente sudista.

Kickin Valentina “Anthems From The Underground” (Mighty Music, 2026)

I Kickin Valentina tornano con u album che conferma Pete Newdeck come grande autore di hard ottantiano, tra melodia e street rock.

Night Ranger “Best Of” (Frontiers Records, 2026)

Sesta raccolta, per i californiani Night Ranger. Ma questa volta propone versioni remixate e rimasterizzate di successi che coprono la brillante carriera della band,

Gràinne Duffy “What Am I Supposed To Do?” (Indipendent, 2026)

Altro ottimo lavoro questo nuovissimo “”What Am I Supposed To You?”, Gràinne Duffy si conferma artista da seguire nell’immensa scena blues rock odierna.

Widowspeak “Roses” (Captured Tracks, 2026).

L’album che rientra in quella sfera di ascolti dove musica e magia sono divise da una linea sottilissima lascia che l’ascoltatore entri nel suo mondo con la delicata eleganza che ne conviene, mai troppo energico, ma assolutamente godibile, “Roses” è consigliato ai palati più fini del classic rock (dalle sfumature Indie) del nuovo millennio.

Alchem “Bloody Rose” (The Triad Records – distr. Black Widow Records, 2026)

Gli Alchem, con la loro musica coinvolgente e variegata, devono essere approfonditi da chi cerca emozioni aldilà di strade facili e immediate, andando ad arricchire ulteriormente la scena romana nella quale operano da tempo entità coraggiose e difficilmente etichettabili come Arpia e Dunwich.

The Cinelli Brothers “Live Here And There” (The Cinelli Brothers, 2026)

270 concerti in giro per il mondo, un lungo viaggio portando la propria musica dal vivo.“Live Here And There” è il risultato, il sunto di tanti chilometri, di concerti e storie che formano un pezzo di vita all’insegna del rock’n’roll.

The Eternal “Obscured Horizons” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Con “Obscured Horizons”, The Eternal firma il proprio album migliore, dimostrando che il legame con gli Amorphis ne ha favorito la crescita, forse ancor oltre gli ultimi lavori della stessa band di Helsinki, sempre buoni, ma non così sfaccettati.

Albert Castiglia “Grits & Glory” (Gulf Coast Records, 2026)

Per il prossimo Blood Brothers c’è tempo, intanto godetevi questo “Grits & Glory”, nuovo capitolo di questo grande musicista statunitense. Blues on!

Oddland “Unilluminate To Illuminate” (Frontiers Records, 2026)

Gli Oddland sono una band finlandese di progressive metal. Con questo quarto album hanno affinato il sound, con influenze dei Soen. Un ottimo esempio di progressive metal moderno scandinavo.

The Claypool Lennon Delirium “The Great Parrot-Ox And The Golden Egg Of Empathy” (ATO, 2026)

Una collaborazione che sembrava improbabile giunge al terzo album e la sensazione che sia un regalo troppo grande resta, perché il disco – non è rock, o si? – è follemente bello. Quel bello che non arriva nel cuore, ma nella testa.