BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Signum Regis “Beyond Spacetime” (Fireflash Records/Edel, 2026)

Torna il gruppo dei Signum Regis, fondato nel 2007. Il loro prossimo nuovo e ottavo album in studio “Beyond Spacetime” un album convincente e potente di power metal melodico contemporaneo.

Bernie Marsden “Stage” (Conquest Music, 2026)

L’ultimo capitolo di questa splendida serie di lavori firmata da Marsden non poteva che essere una celebrazione sua e di tutti quei musicisti che lo hanno accompagnato e influenzato nella sua lunga carriera. Sarai sicuramente a jammare con i più grandi lassù, nel paradiso del rock, arrivederci Bernie.

Chrystal Throne “Chantry Of Sacrifice” (Autoprodotto, 2026)

Da anni non ascoltavo un disco di prog metal anni ’80, certamente derivativo, ma così ben delineato e ricco di valori tecnici e compositivi.

The Jayhawks “Sanctuary Park” (Thirty Tigers, 2026)

Grande ritorno per un gruppo che non ha mai perso la bussola compositiva e ha segnato la storia dell’alternative rock degli ultimi quarant’anni.

The Steel Woods “The Lexington Tapes, live ’17” (Thirty Tigers, 2026)

Peccato che un gruppo di valore assoluto come i The Steel Woods non possano più regalarci grande musica, rimarranno nella leggenda del rock americano così come il loro sfortunato leader.

Feline Melinda “Duets II” (Diotima Records, 2026)

I Feline Melinda celebrano il prestigioso quarantesimo anniversario con un rinnovamento della propria immagine. “Duets II” presenta cinque brani di epoche diverse con nuovi arrangiamenti e voci, proposti in duetto con la cantante Doris Albenberger.

Overwhelm “The Bad Blood Of Humankind” (Autoprodotto, 2026)

Thrash metal classico in questo quarto disco degli Overwhelm, realtà nazionale. Buona autoproduzione e attitudine, testi impegnati: la strada è spianata, ora bisogna correre.

7 Miles To Pittsburgh “Beyond Repair” (M-Theory Audio, 2026)

Tra hard rock e prog rock, il terzo album di questo quintetto, guidato dall’ex Sleeze Beez Andrew Wet, è una piccola gemma che fonde Rainbow, Kansas e tocchi AOR. Che bella sorpresa.

Paul Laine “The Long Road Back” (Frontiers, 2026)

“The Long Road Back” è la confessione di un ragazzo che ha sognato di fare la rockstar, per poi scoprire che il posto più bello, citando il titolo dell’album, è tornare alle origini. Un album di rock melodico carico di passione.

Jovin Webb “Son Of A Sinner” (Blind Pig Records, 2026)

Jovin Webb aveva fatto parlare di sé due anni fa con il debutto “Drifter” e ora, con il nuovo album, conferma la bontà della sua proposta ed il suo talento innato per il padre di tutti i generi.

Invincia “Echoes From The Past” (Escape Music, 2026)

E’ una grande bella sorpresa per me l’ascolto di questo esordio dei finlandesi Invincia. “Echoes From The Past”è un lavoro veramente interessante, fresco ben prodotto, un disco che ti coinvolge dall’inizio alla fine, ogni canzone è guidata da una vera passione per l’heavy metal.

Warren Haynes “Dreams & Songs: A Symphonic Journey” (Provogue Records, 2026)

Vi consiglio di non perdervi l’ennesima pubblicazione firmata da Warren Haynes, una garanzia di altissima qualità nella scena rock mondiale.

Stryper “Throne Of Thorns” (Frontiers Records, 2026)

I pionieri del metal cristiano Stryper tornano con un nuovo capitolo della loro carriera leggendaria. In “Throne Of Thorns” c’è molto heavy metal, ma altrettanta melodia, un ottimo album che si inserisce tra i loro ultimi migliori lavori.

Mason “Edge Of Destruction” (Eonian Records, 2026)

Marcus Mason e il suo gruppo ritornano con il terzo disco “Edge Of Destruction”. Uno dei migliori album AOR del’anno, raffinato e ben costruito.

Dinosaur Jr. “There Near” (Jagjaguwar, 2026)

“There Near” non sposta di una virgola tutto quello che si è detto e scritto sulla band, un manifesto della musica di J Mascis e compagni. Questo è il rock alternativo, questi sono i Dinosaur Jr.

Tygers Of Pan Tang “Electrifyed” (Mighty Music, 2026)

I veterani Tygers Of Pan Tang tornano con un disco compatto, pesante, potente, un nuovo tassello della band che porta avanti la storia con la consapevolezza che il livello qualitativo creativo è di qualità. Il metal classico senza nostalgia.

Europe “Come This Madness” (Silver Lining Music, 2026)

Ottima produzione e tecnica inappuntabile, ma il punto focale sono le canzoni, che sommate insieme formano un ottimo disco che ci (ri)consegna gli Europe del terzo millennio in piena forma.

Janiva Magness “Truth In The Room: Clearmountain Sessions (Blue Elan Records, 2026)

Un album che consiglio a tutti gli appassionati, troverete al suo interno momenti di grande musica, parola di BIR.

Villagers Of Ioannina City “Venceremos” (Napalm Records, 2026)

I Villagers Of Ioannina City sono una realtà da tenere in grande considerazione, coniugano tradizione rock settantiana, con elementi più moderni ispirati dal post rock e dal metal, senza mai perdere di vista la ricerca di linee melodiche. “Venceremos” ne conferma l’ulteriore crescita in fase compositiva.

The Right Reverend Crow “Demokracy Blues” (Need To Know Music, 2026)

Un album da leggere oltre che da ascoltare per apprezzare al meglio i testi di Nathan Bell seguiti da una copertina che la dice lunga sulle intenzioni dei “The Right Reverend Crow”, con in evidenza (oltre a Jimi Hendrix), i due atleti afroamericani Tommie Smith e John Carlos e il loro pugno chiuso durante la premiazione dei 200 metri alle Olimpiadi messicane del ‘68.

Chris Horses & The Slow Smoke “Nowhere Bound” (Devil’s Forks Records, 2026)

nuovo disco “Nowhere Bound” per Chris Horses & The Slow Smoke: un gran disco southen/country un lavoro che merita di essere ascoltato e diffuso, tanta carne al fuoco, bravi Chris Horses & The Slow Smoke

Gary John Barden “Empowered Emotions” (Frontiers Records, 2026)

Gary John Barden torna con “Empowered Emotions”, un formidabile cast di musicisti ospiti e una voce che rimane immediatamente riconoscibile, con cui ha registrato un album potente e sorprendentemente vivo e pieno di carattere.

Recensione concerto Judas Priest / Nevermore (Roma, Auditorium Parco della Musica, 9 settembre 2026)

Nel tempio della musica classica i giganti Judas Priest dimostrano che l’heavy metal è la nuova musica colta di oggi. Non da meno i Nevermore in apertura!

Velveteen Queen “The Greater Good” (Silver Lining Music, 2026)

Prodotto da un grande nome come  Sören Andersen, il secondo disco dei VQ cattura l’attitudine della Sunset Strip dei giorni d’oro, filtrata attraverso la grande tradizione svedese, C’è una nuova generazione di giovani glam rocker e i Velveteen Queen ne sono fieri protagonisti.

Alabama Shakes “I Must Be Dreaming” (Island Records, 2026)

“I Must Be Dreaming” non fa che confermare l’alto livello raggiunto ormai dal gruppo, sicuramente impegnativo, ma di assoluta qualità, consigliato.

Black Blood Sthlm “EP” (Autoproduzione, 2026)

Gli svedesi Black Blood Sthlm, nati dall’incontro di quattro musicisti con una lunga esperienza debuttano con un EP, quattro brani plasmati da chi conosce il linguaggio dell’hard rock dall’interno e lo affronta con autenticità piuttosto che nostalgia.

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Roby Vanni

Chitarrista veronese graduato nel 1995 al G.I.T. di Los Angeles, Roby Vanni è un chitarrista fieramente innamorato degli anni ’80, ma c’è molto altro da dire. Scopritelo in questa intervista, dove si parla del suo amico Steve Lukather, dell’incontro con Ringo Starr e… E in famiglia c’è già l’erede che ha superato il padre, il figlio Davi Lee.

Danielle Nicole “Fireflies” (Forty Below Records, 2026)

Un album ben fatto, suonato benissimo e dal songwriting di alto livello, dalla bassista e cantante statunitense non possiamo pretendere di più, brava.

Da David Bowie a Freddie Mercury a Johnny Cash. Testamenti in musica: quando si muore cantando!!

𝑻𝒆𝒔𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒊𝒏 𝒎𝒖𝒔𝒊𝒄𝒂, 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒔𝒊 𝒎𝒖𝒐𝒓𝒆 𝒄𝒂𝒏𝒕𝒂𝒏𝒅𝒐
Partendo dal disco scritto da Mike Peters in punto di morte, il nostro Gabriele Bassanetti viaggia tra alcuni dei più grandi amati che hanno scelto di salutare la vita continuando a fare musica. Non è un tuffo nella tristezza o un elogio della morte, ma al contrario un elogio alla vita. Infatti ricordare questi artisti è il miglior modo per mostrarci grati a ciò che ci hanno donato: la loro arte.

Green Carnation “A Dark Poem, Part III: The Messiah Complex” (Season Of Mist, 2026)

Terzo e ultimo capitolo di “A Dark Poem”, che nella sua interezza è un’opera maestosa e impegnativa che richiede più di un ascolto per coglierne i tanti dettagli.

Shakra “Just Live Loud!” (Frontiers Records, 2026)

Gli svizzeri Shakra ancora una volta non deludono, dinamiche ed energia vi faranno divertire, in questo nuovo album ricco di chitarre potenti e ritornelli melodici, scritti per essere riproposti in sede live.

Sweet Electric “Something Something Disco” (Autoprodotto, 2026)

Secondo disco per la band di Colonia Sweet Electric, “Something Something Disco”  è un disco pensato, non c’è una canzone decisamente brutta nell’album, e sebbene manchi un filo conduttore (cosa che potrebbe essere voluta) risulta difficile non innamorarsi di questi cinque simpatici, scanzonati ragazzi

Scorpion Milk “Flesh Masks For Skulls”  (Peaceville Records, 2026)

Nuovo EP per la creatura di Mat McNerney, quattro brani nuovo e un remix curato da ospiti sorprendenti

Avrak “Avrak” (Peaceville Records, 2026)

Il gruppo di Ted Skjellum, alias Nocturno Culto, al di fuori dei Darkthrone, per dare piena soddisfazione alla sua passione per l’old metal.

The Night Eternal “Cold Velvet” (Metal Blade Records, 2026)

Sono certo che “Cold Velvet” sarà l’album della consacrazione di una band solida, determinata e capace di schierare un vocalist riconoscibile al primo ascolto.

Ricky Warwick “Fire & Vengeance” (Earache Records, 2026)

RQuesto non è solo un disco, ma una raccolta di pensieri, umori e storie di Ricky Warwick, un rocker vero che da 40 anni canta e suona quello che ama.

CoreLeoni “Generection” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Il chitarrista e membro fondatore dei Gotthard torna in prima linea con i suoi CoreLeoni. Questo quarto album è il lavoro più pesante, per un hard Rock tirato mischiato ad une vena soul molto interessante.

Green Lung “Necropolitan” (Nuclear Blast Records, 2026)

Con “Necropolitan” i Green Lung confermano di essere una grandissima band e, dopo l’addio di Ozzy e di fatto dei Black Sabbath più doom, si candidano per raccoglierne l’eredità artistica in patria e non solo.

Gjenferd “Black Smoke Rising” (Apollon Records, 2026)

La fiamma dell’hard rock dei ‘70 non cesserà mai di spegnersi, ovunque, tanto più nei paesi scandinavi, dove centinaia di…

Black Reflex “Zero Dawn” (Andromeda Relix, 2026)

“Zero Dawn” è un album importante, di vero heavy metal, che speriamo non si mescoli alla massa di titoli metal fatti con il metodo del copia/incolla e trovi l’attenzione che merita.

Stormbringer “Transcendence” (Attic Records, 2026)

La band del Northamptonshire torna con ‘Transcendence’. I ragazzi hanno confezionato un disco travolgente, di classico heavy metal, come si faceva ai tempi d’oro del genere. Assolutamente consigliato e per me è sicuramente uno dei migliori dischi del genere in questo 2026.

Jehovah On Death “Lágrimas De Oro” (I, Voidhanger Records, 2026)

Gli Jehovah On Death sono una realtà del panorama rock internazionale della quale sentiremo molto parlare; hanno attitudine, idee, immagine, talento e sanno dove vogliono andare. Speriamo che presto si esibiscano in Italia, la loro proposta trova nel palco il suo ambiente ideale.

Cirith Ungol “All The Shadows” (No Remorse Records, 2026)

Con il nuovo disco “All The Shadows”, i Cirith Ungol mettono un altro mattone heavy/doom, che giganteggia in una carriera che da mezzo secolo tiene viva la fiamma del metal duro e puro.

Tony Iommi “From The Dark” (Bmg, 2026)

Alla fine dell’ascolto di “From The Dark” la sensazione che rimane è di magniloquenza, un senso di grandezza, per aver accolto ancora una volta nel nostro mondo Tony Iommi, l’ideatore dell’heavy metal.

Greta Van Fleet “Palace For The People” (Republic Records, 2026)

“Palace For The People” è un album maturo nella sua completezza, che omaggia il il rock, il blue e il folk in egual misura e ci consegna una band matura e consapevole che sta lasciando un segno forte nella scena rock di questi anni.

Eric Johanson “The Open Bayou” (Levee Ward Records, 2026)

Eric Johanson è nato in Louisiana, vive a New Orleans e suona rock blues. Con queste premesse il suo nuovo album (il quinto) non può non essere un investimento ad occhi chiusi per chi ama il genere. Allievo del grande Tab Benoit, Johanson pubblica il suo nuovo album...

Project Czar “Enjoy The Resistence” (UDU, 2025)

Un album colmo di heavy rock pulsante e sufficientemente originale. racchiuso con una bella confezione e contenuti artistici degni di attenzione. Bel disco!

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Marco Simoncelli, chitarrista dei The Heat Inc.

Oggi incontriamo il romano Marco Simoncelli, chitarrista della rock band inglese The Heat Inc. che, lo dice la critica di settore, è sul trampolino di lancio. Ci facciamo raccontare gusti, ricordi e le sue origini musicali.

Texas Headhunters “Rise And Shine” (Blue Elan, 2026)

La notevole tecnica non fa perdere la bussola ai tre che danno importanza massima alla canzone, licenziando una raccolta di brani composta da nove hits, applausi.

“La spalla sinistra di Malcolm Young” di Domenico Paris (Iride/Rubettino, 590 pag, 28 €, 2026)

La storia dei Beautiful Loserz è la storia di tutti noi, innamorati persi del rock’n’roll, senza un futuro, interessati solo al prossimo concerto, al prossimo viaggio, al prossimo pezzo da scrivere, suonare o ascoltare. Una storia rock che colpisce al cuore.

Beyond 1969 “Back To The Blues” (HMG Recordings, 2026)

Un album elegante, ispirato e suonato benissimo, direi che possiamo sicuramente promuovere i Beyond 1969.

Shogun Mojo “Shogun Mojo” (Frontiers, 2026)

L’unione che non ti aspetti: il chitarrista dei Kiss Tommy Thayer e il cantante Dan Reed dei Dan Reed Network si incontrano e nasce un bel disco funky rock estivo che scalderà il nostro inverno.

Electric Guitars “What Are We Waiting For” (Mighty Music, 2026)

TTornano gli svedesi Electric Guitars. Il sesto album “What Are We Waiting For” segna una nuova direzione creativa audace: da un suono tipicamente hard rock di matrice nord europea, sono passati a un sound decisamente più commerciale e moderno. Si dimostrerà vincente questo cambio?

Iron Savior “Deathbringer” (Frontiers Records, 2026)

L’astronave degli Iron Savior è una delle migliori in fatto di metal old school, “Deathbringer”è un disco proiettato nel futuro, se cercate riff, potenza, velocità e amatequesta storica band vi piacerà di sicuro.

Enslaved “Mið” (Nuclear Blast Records, 2026)

Trentacinque anni di carriera in costante evoluzione, fino alla formula composita di questo nuovo disco, che include anche un incontro con la nazione Blackfeet.

Teenage Fanclub “Do Not Dare To Dream” (Merge, 2026)

Non più “Teenage” ma sempre capaci di realizzare musica che fa stare bene con invidiabile naturalezza.

Ruthie Foster “Just Say Yes” (Sun Records, 2026)

“Just Say Yes”uno dei dischi più intensi di questo ottimo anno per la musica americana tradizionale.

Jack Browning “Painted Skies” (Too Fine Records, 2026)

“Painted Skies” è all’insegna della varietà di stili con cui il nostro eroe si affida per dare a “Painted Skies” una buona scusa per ascoltarlo ancora una volta, promosso.

Kant “Echoes Of Unfortunate Times” (Sound Of Liberation Records, 2026)

Un meraviglioso coacervo di doom, heavy pyscho e kraut rock. Lunga vita a band come i Kant che sanno unire ricerca sonora e talento compositivo.

Joe Stump “Lords Of The Strings” (Silver Lining Music, 2026)

“Lords of the Strings” non è solo un’esibizione di tecnica, ma un album sincero che si regge su belle melodie e una scrittura variegata, che va altro il circuito dei chitarristi.

Evergrey “Architects Of A New Weave” (Napalm Records, 2026)

Siamo arrivati in ritardo a raccontarvi di questo disco, uscito il 5 giugno, ma non informare della bellezza di “Architects Of A New Weave”, sarebbe stato delittuoso. Che bravi gli Evergrey!!

Kat “Death Is Not Enough” (Logosound, 2026)

I KAT band storica nata nel 1979 a Katowice, in Polonia, fondata dal chitarrista Piotr Luczyk, tornano con il decimo album in studio con materiale completamente nuovo, intitolato “Death Is Not Enough”. Il boia (Questo vuol dire Kat in polacco), ha affilato la sua ascia per mietere nuove vittime

The Temperance Movement “New Promise Land Incorporated” (Earache Records, 2026)

Parlare di influenze più di tanto sarebbe riduttivo, il nuovo album è in tutto e per tutto un’appendice dello splendido lavoro precedente, come se tutti questi anni non fossero passati, irrinunciabile.

Temperance “Arcani” (Napalm Records, 2026)

i Temperance, dal2013 si sono ritagliati uno spazio nel panorama melodic e symphonic power metal grazie ai loro riff energici, melodie immediate e contaminazioni elettroniche, il tutto supportato da un intricato labirinto vocale, “Arcani” è il loro ottavo album, un bel disco per gliappassionati ddel genere.

Leadfeather “Cath The Silvertrain” (Autoprodotto, 2026)

I Leadfeather sono una band hard rock britannica che fonde energia grezza guidata da riff e atmosfera anni ’70, questi ep in sei pezzi li conferma su ottimi livelli, tra Led Zeppelin e Black Crowes.

The Band Feel “What Of Now” (Autoprodotto, 2026)

“What Of Now” regala buoni momenti di rock vintage, suonato bene e ottimamente cantato il disco è quindi assolutamente consigliato agli appassionati del genere.

Haerdsmaelta “Haerdrock” (Icons Creating Evil Art, 2026)

Dopo oltre un decennio trascorso a costruire uno degli universi underground più imprevedibili della Svezia, gli Haerdsmalta tornano con “Haerdrock” il loro terzo album, il più imprevedibile e non catalogabile tra le uscite dell’anno. Da ascoltare assolutamente se siete curiosi. Bello!

Pure Reason Revolution “Terrifying Angels” (InsideOut Music, 2026)

I Pure Reason Revolution si confermano in continua evoluzione e ci consegnano un altro ottimo album, che si ascolta tra piacere e stupore.

Robin Trower “Shine” (Provogue Records, 2026)

Per gli amanti della musica di Robin Trower, “Shine” è l’ennesimo capitolo di una carriera eccezionale e lavoro da non perdere assolutamente, parola di Back In Rock.

John Diva & The Rockets Of Love “Your Favorite Drug” (Frontiers Records, 2026)

John Diva & The Rockets of Love sono una band interessante, Questo lavoro è in equilibrio tra raffinatezza e grinta. Perfetto per chi ricerca un sound che aiuta a distarsi, e a cantare senza pensare ai problemi che ci affliggono.

Elysion “Identity” (Massacre Records, 2026)

Vent’anni dopo la loro formazione e dopo tre album in studio, la band greca Elysion, torna con “Identity”. Il disco continua nel territorio consolidato di dark atmospheric metal, con chitarre più pesanti, una produzione più forte e una prospettiva lirica più matura.

In This Moment “Wicth” (Better Noise Music, 2026)

In generale il disco non affonda fino in fondo, ma veleggia fiero e si ascolta con piacere. Forse in studio gli In This Moment hanno già dato il meglio, ma restano comunque una band con un suono personale.

Forbidden “Forbidden” (BLK II BLK Records, 2026)

I Forbidden hanno storie e un bagaglio di esperienze da cui attingere. Tornano dopo 16 anni con il loro thrash old-school misto a groove prog, dimostrando una notevole capacità tecnica e compositiva.

Wasted Wizards “Wake Up Dead” (Scream For Existence, 2026)

Wasted Wizards pubblicano il loro EP di debutto “Wake Up Dead” con cinque brani completamente nuovi che catturano i diversi lati di una band che sta rapidamente sviluppando la propria identità. EP da ascoltare per gli appassionati sia di My Chemical Romance, ma anche per chi ama Hardcore Superstar o Extreme.

“B(l)ack In Time” (Autoproduzione, 2026)

Sebbene il marchio di fabbrica dei Necrodeath rimanga presente e distintivo di una formula portata avanti per quarant’anni, in tutto l’album persiste un sentimento di libertà e sperimentazione che permette di attingere da diversi discorsi musicali legati al metal estremo.

Elektradrive “Live! 40th Anniversary” (Andromeda Relix, 2026)

Un doppio dal vivo clamoroso, che racconta la storia di una grande band e dell’intera scena heavy rock italiana dagli anni ’80 ai giorni nostri. Imperdibile!!

Graveyard “Fever” (Nuclear Blast Records, 2026)

“Fever” riconferma i Graveyard come una delle migliori entità attuali di hard settantiano, proponendo una scaletta di brani ispirati, da ascoltare a volume sostenuto come ottimo antidoto per scacciare rabbia e tensione…

Airbourne “Airbourne” (Spinefarm Records, 2026)

Dopo 25 anni e 6 LP in studio, la macchina hard rock australiana nota come Airbourne, ha registrato un disco iconico, che rappresenta la tradizione consolidata della band, viene portata avanti, attraverso una raccolta di brani ben prodotti e suonati.

Ghost Hounds “Justified” (Maple House Records, 2026)

L’eccellenza è ormai l’asticella su cui il gruppo passeggia con la disinvoltura dei grandi e l’album arriva alla fine del viaggio attraverso un’America più grigia, emozionante e vera di quella che ci presentano i tg della sera di questi tempi, consigliato.

Johnny Winter “The Woodstock Experience” (Floating World/Retroworld, 2026)

Il blues trasformato in pane e pesci per trecentomila persone nella tre giorni più importante della storia del rock, questo è “The Woodstock Experience”. Blues on!

Alex Mari “Origins” (Art Of Melody Music/Burning Mind Music, 2026)

“Origins” è il primo album solista di Alex Mari (cantante dei Night Pleasure Hotel). Il progetto nasce dalla riscoperta e dalla trasformazione delle primissime canzoni scritte da Alex tra la fine degli anni ’90 e i primi anni Duemila. Tredici brani che sono praticamente ricordi recuperati. Tanti i musicisti ospiti.

Xion “When Stars Collide” (Fireflash Records, 2026)

Gli Xion sono una band Thrash fondata nel 2022, quando alcune componenti erano ancora minorenni. “When Stars Collide” è stato prodotto da Jonas Arnberg, è un ottimo secondo album, nel complesso il risultato è piuttosto orecchiabile e sicuramente riuscirà a conquistare nuovi fans, bravi questi cinque giovanotti svedesi.

Bobbie Dazzle “Star Power” (Rise Above Records, 2026)

“Star Power” è un album strabordante di energia hard rock, classe e fascino, con tutte le carte in regola per mietere ulteriori e meritati consensi, aumentando la notorietà di Bobbie Dazzle, artista cui non difettano teatralità, talento, bellezza e ambizione.

Åskväder “Wax” (Icons Creating Evil Art, 2026)

La rock band svedese Åskväder esce con il terzo disco “Wax” che segna l’inizio di un nuovo capitolo, inaugurato dall’ingresso di Saga Flygare-Täll nel ruolo di cantante e chitarrista, e fotografa una band nel pieno delle proprie forze. Un bel lavoro di rock scandinavo da ascoltare!

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Signum Regis “Beyond Spacetime” (Fireflash Records/Edel, 2026)

Torna il gruppo dei Signum Regis, fondato nel 2007. Il loro prossimo nuovo e ottavo album in studio “Beyond Spacetime” un album convincente e potente di power metal melodico contemporaneo.

Bernie Marsden “Stage” (Conquest Music, 2026)

L’ultimo capitolo di questa splendida serie di lavori firmata da Marsden non poteva che essere una celebrazione sua e di tutti quei musicisti che lo hanno accompagnato e influenzato nella sua lunga carriera. Sarai sicuramente a jammare con i più grandi lassù, nel paradiso del rock, arrivederci Bernie.

Chrystal Throne “Chantry Of Sacrifice” (Autoprodotto, 2026)

Da anni non ascoltavo un disco di prog metal anni ’80, certamente derivativo, ma così ben delineato e ricco di valori tecnici e compositivi.

The Jayhawks “Sanctuary Park” (Thirty Tigers, 2026)

Grande ritorno per un gruppo che non ha mai perso la bussola compositiva e ha segnato la storia dell’alternative rock degli ultimi quarant’anni.

The Steel Woods “The Lexington Tapes, live ’17” (Thirty Tigers, 2026)

Peccato che un gruppo di valore assoluto come i The Steel Woods non possano più regalarci grande musica, rimarranno nella leggenda del rock americano così come il loro sfortunato leader.

Feline Melinda “Duets II” (Diotima Records, 2026)

I Feline Melinda celebrano il prestigioso quarantesimo anniversario con un rinnovamento della propria immagine. “Duets II” presenta cinque brani di epoche diverse con nuovi arrangiamenti e voci, proposti in duetto con la cantante Doris Albenberger.

Overwhelm “The Bad Blood Of Humankind” (Autoprodotto, 2026)

Thrash metal classico in questo quarto disco degli Overwhelm, realtà nazionale. Buona autoproduzione e attitudine, testi impegnati: la strada è spianata, ora bisogna correre.

7 Miles To Pittsburgh “Beyond Repair” (M-Theory Audio, 2026)

Tra hard rock e prog rock, il terzo album di questo quintetto, guidato dall’ex Sleeze Beez Andrew Wet, è una piccola gemma che fonde Rainbow, Kansas e tocchi AOR. Che bella sorpresa.

Paul Laine “The Long Road Back” (Frontiers, 2026)

“The Long Road Back” è la confessione di un ragazzo che ha sognato di fare la rockstar, per poi scoprire che il posto più bello, citando il titolo dell’album, è tornare alle origini. Un album di rock melodico carico di passione.

Jovin Webb “Son Of A Sinner” (Blind Pig Records, 2026)

Jovin Webb aveva fatto parlare di sé due anni fa con il debutto “Drifter” e ora, con il nuovo album, conferma la bontà della sua proposta ed il suo talento innato per il padre di tutti i generi.

Invincia “Echoes From The Past” (Escape Music, 2026)

E’ una grande bella sorpresa per me l’ascolto di questo esordio dei finlandesi Invincia. “Echoes From The Past”è un lavoro veramente interessante, fresco ben prodotto, un disco che ti coinvolge dall’inizio alla fine, ogni canzone è guidata da una vera passione per l’heavy metal.

Warren Haynes “Dreams & Songs: A Symphonic Journey” (Provogue Records, 2026)

Vi consiglio di non perdervi l’ennesima pubblicazione firmata da Warren Haynes, una garanzia di altissima qualità nella scena rock mondiale.

Stryper “Throne Of Thorns” (Frontiers Records, 2026)

I pionieri del metal cristiano Stryper tornano con un nuovo capitolo della loro carriera leggendaria. In “Throne Of Thorns” c’è molto heavy metal, ma altrettanta melodia, un ottimo album che si inserisce tra i loro ultimi migliori lavori.

Mason “Edge Of Destruction” (Eonian Records, 2026)

Marcus Mason e il suo gruppo ritornano con il terzo disco “Edge Of Destruction”. Uno dei migliori album AOR del’anno, raffinato e ben costruito.

Dinosaur Jr. “There Near” (Jagjaguwar, 2026)

“There Near” non sposta di una virgola tutto quello che si è detto e scritto sulla band, un manifesto della musica di J Mascis e compagni. Questo è il rock alternativo, questi sono i Dinosaur Jr.

Tygers Of Pan Tang “Electrifyed” (Mighty Music, 2026)

I veterani Tygers Of Pan Tang tornano con un disco compatto, pesante, potente, un nuovo tassello della band che porta avanti la storia con la consapevolezza che il livello qualitativo creativo è di qualità. Il metal classico senza nostalgia.

Europe “Come This Madness” (Silver Lining Music, 2026)

Ottima produzione e tecnica inappuntabile, ma il punto focale sono le canzoni, che sommate insieme formano un ottimo disco che ci (ri)consegna gli Europe del terzo millennio in piena forma.

Janiva Magness “Truth In The Room: Clearmountain Sessions (Blue Elan Records, 2026)

Un album che consiglio a tutti gli appassionati, troverete al suo interno momenti di grande musica, parola di BIR.

Villagers Of Ioannina City “Venceremos” (Napalm Records, 2026)

I Villagers Of Ioannina City sono una realtà da tenere in grande considerazione, coniugano tradizione rock settantiana, con elementi più moderni ispirati dal post rock e dal metal, senza mai perdere di vista la ricerca di linee melodiche. “Venceremos” ne conferma l’ulteriore crescita in fase compositiva.

The Right Reverend Crow “Demokracy Blues” (Need To Know Music, 2026)

Un album da leggere oltre che da ascoltare per apprezzare al meglio i testi di Nathan Bell seguiti da una copertina che la dice lunga sulle intenzioni dei “The Right Reverend Crow”, con in evidenza (oltre a Jimi Hendrix), i due atleti afroamericani Tommie Smith e John Carlos e il loro pugno chiuso durante la premiazione dei 200 metri alle Olimpiadi messicane del ‘68.

Chris Horses & The Slow Smoke “Nowhere Bound” (Devil’s Forks Records, 2026)

nuovo disco “Nowhere Bound” per Chris Horses & The Slow Smoke: un gran disco southen/country un lavoro che merita di essere ascoltato e diffuso, tanta carne al fuoco, bravi Chris Horses & The Slow Smoke

Gary John Barden “Empowered Emotions” (Frontiers Records, 2026)

Gary John Barden torna con “Empowered Emotions”, un formidabile cast di musicisti ospiti e una voce che rimane immediatamente riconoscibile, con cui ha registrato un album potente e sorprendentemente vivo e pieno di carattere.

Recensione concerto Judas Priest / Nevermore (Roma, Auditorium Parco della Musica, 9 settembre 2026)

Nel tempio della musica classica i giganti Judas Priest dimostrano che l’heavy metal è la nuova musica colta di oggi. Non da meno i Nevermore in apertura!

Velveteen Queen “The Greater Good” (Silver Lining Music, 2026)

Prodotto da un grande nome come  Sören Andersen, il secondo disco dei VQ cattura l’attitudine della Sunset Strip dei giorni d’oro, filtrata attraverso la grande tradizione svedese, C’è una nuova generazione di giovani glam rocker e i Velveteen Queen ne sono fieri protagonisti.

Alabama Shakes “I Must Be Dreaming” (Island Records, 2026)

“I Must Be Dreaming” non fa che confermare l’alto livello raggiunto ormai dal gruppo, sicuramente impegnativo, ma di assoluta qualità, consigliato.

Black Blood Sthlm “EP” (Autoproduzione, 2026)

Gli svedesi Black Blood Sthlm, nati dall’incontro di quattro musicisti con una lunga esperienza debuttano con un EP, quattro brani plasmati da chi conosce il linguaggio dell’hard rock dall’interno e lo affronta con autenticità piuttosto che nostalgia.

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Roby Vanni

Chitarrista veronese graduato nel 1995 al G.I.T. di Los Angeles, Roby Vanni è un chitarrista fieramente innamorato degli anni ’80, ma c’è molto altro da dire. Scopritelo in questa intervista, dove si parla del suo amico Steve Lukather, dell’incontro con Ringo Starr e… E in famiglia c’è già l’erede che ha superato il padre, il figlio Davi Lee.

Danielle Nicole “Fireflies” (Forty Below Records, 2026)

Un album ben fatto, suonato benissimo e dal songwriting di alto livello, dalla bassista e cantante statunitense non possiamo pretendere di più, brava.

Da David Bowie a Freddie Mercury a Johnny Cash. Testamenti in musica: quando si muore cantando!!

𝑻𝒆𝒔𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒊𝒏 𝒎𝒖𝒔𝒊𝒄𝒂, 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒔𝒊 𝒎𝒖𝒐𝒓𝒆 𝒄𝒂𝒏𝒕𝒂𝒏𝒅𝒐
Partendo dal disco scritto da Mike Peters in punto di morte, il nostro Gabriele Bassanetti viaggia tra alcuni dei più grandi amati che hanno scelto di salutare la vita continuando a fare musica. Non è un tuffo nella tristezza o un elogio della morte, ma al contrario un elogio alla vita. Infatti ricordare questi artisti è il miglior modo per mostrarci grati a ciò che ci hanno donato: la loro arte.

Green Carnation “A Dark Poem, Part III: The Messiah Complex” (Season Of Mist, 2026)

Terzo e ultimo capitolo di “A Dark Poem”, che nella sua interezza è un’opera maestosa e impegnativa che richiede più di un ascolto per coglierne i tanti dettagli.

Shakra “Just Live Loud!” (Frontiers Records, 2026)

Gli svizzeri Shakra ancora una volta non deludono, dinamiche ed energia vi faranno divertire, in questo nuovo album ricco di chitarre potenti e ritornelli melodici, scritti per essere riproposti in sede live.

Sweet Electric “Something Something Disco” (Autoprodotto, 2026)

Secondo disco per la band di Colonia Sweet Electric, “Something Something Disco”  è un disco pensato, non c’è una canzone decisamente brutta nell’album, e sebbene manchi un filo conduttore (cosa che potrebbe essere voluta) risulta difficile non innamorarsi di questi cinque simpatici, scanzonati ragazzi

Scorpion Milk “Flesh Masks For Skulls”  (Peaceville Records, 2026)

Nuovo EP per la creatura di Mat McNerney, quattro brani nuovo e un remix curato da ospiti sorprendenti

Avrak “Avrak” (Peaceville Records, 2026)

Il gruppo di Ted Skjellum, alias Nocturno Culto, al di fuori dei Darkthrone, per dare piena soddisfazione alla sua passione per l’old metal.

The Night Eternal “Cold Velvet” (Metal Blade Records, 2026)

Sono certo che “Cold Velvet” sarà l’album della consacrazione di una band solida, determinata e capace di schierare un vocalist riconoscibile al primo ascolto.

Ricky Warwick “Fire & Vengeance” (Earache Records, 2026)

RQuesto non è solo un disco, ma una raccolta di pensieri, umori e storie di Ricky Warwick, un rocker vero che da 40 anni canta e suona quello che ama.

CoreLeoni “Generection” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Il chitarrista e membro fondatore dei Gotthard torna in prima linea con i suoi CoreLeoni. Questo quarto album è il lavoro più pesante, per un hard Rock tirato mischiato ad une vena soul molto interessante.

Green Lung “Necropolitan” (Nuclear Blast Records, 2026)

Con “Necropolitan” i Green Lung confermano di essere una grandissima band e, dopo l’addio di Ozzy e di fatto dei Black Sabbath più doom, si candidano per raccoglierne l’eredità artistica in patria e non solo.

Gjenferd “Black Smoke Rising” (Apollon Records, 2026)

La fiamma dell’hard rock dei ‘70 non cesserà mai di spegnersi, ovunque, tanto più nei paesi scandinavi, dove centinaia di…

Black Reflex “Zero Dawn” (Andromeda Relix, 2026)

“Zero Dawn” è un album importante, di vero heavy metal, che speriamo non si mescoli alla massa di titoli metal fatti con il metodo del copia/incolla e trovi l’attenzione che merita.

Stormbringer “Transcendence” (Attic Records, 2026)

La band del Northamptonshire torna con ‘Transcendence’. I ragazzi hanno confezionato un disco travolgente, di classico heavy metal, come si faceva ai tempi d’oro del genere. Assolutamente consigliato e per me è sicuramente uno dei migliori dischi del genere in questo 2026.

Jehovah On Death “Lágrimas De Oro” (I, Voidhanger Records, 2026)

Gli Jehovah On Death sono una realtà del panorama rock internazionale della quale sentiremo molto parlare; hanno attitudine, idee, immagine, talento e sanno dove vogliono andare. Speriamo che presto si esibiscano in Italia, la loro proposta trova nel palco il suo ambiente ideale.

Cirith Ungol “All The Shadows” (No Remorse Records, 2026)

Con il nuovo disco “All The Shadows”, i Cirith Ungol mettono un altro mattone heavy/doom, che giganteggia in una carriera che da mezzo secolo tiene viva la fiamma del metal duro e puro.

Tony Iommi “From The Dark” (Bmg, 2026)

Alla fine dell’ascolto di “From The Dark” la sensazione che rimane è di magniloquenza, un senso di grandezza, per aver accolto ancora una volta nel nostro mondo Tony Iommi, l’ideatore dell’heavy metal.

Greta Van Fleet “Palace For The People” (Republic Records, 2026)

“Palace For The People” è un album maturo nella sua completezza, che omaggia il il rock, il blue e il folk in egual misura e ci consegna una band matura e consapevole che sta lasciando un segno forte nella scena rock di questi anni.

Eric Johanson “The Open Bayou” (Levee Ward Records, 2026)

Eric Johanson è nato in Louisiana, vive a New Orleans e suona rock blues. Con queste premesse il suo nuovo album (il quinto) non può non essere un investimento ad occhi chiusi per chi ama il genere. Allievo del grande Tab Benoit, Johanson pubblica il suo nuovo album...

Project Czar “Enjoy The Resistence” (UDU, 2025)

Un album colmo di heavy rock pulsante e sufficientemente originale. racchiuso con una bella confezione e contenuti artistici degni di attenzione. Bel disco!

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Marco Simoncelli, chitarrista dei The Heat Inc.

Oggi incontriamo il romano Marco Simoncelli, chitarrista della rock band inglese The Heat Inc. che, lo dice la critica di settore, è sul trampolino di lancio. Ci facciamo raccontare gusti, ricordi e le sue origini musicali.

Texas Headhunters “Rise And Shine” (Blue Elan, 2026)

La notevole tecnica non fa perdere la bussola ai tre che danno importanza massima alla canzone, licenziando una raccolta di brani composta da nove hits, applausi.

“La spalla sinistra di Malcolm Young” di Domenico Paris (Iride/Rubettino, 590 pag, 28 €, 2026)

La storia dei Beautiful Loserz è la storia di tutti noi, innamorati persi del rock’n’roll, senza un futuro, interessati solo al prossimo concerto, al prossimo viaggio, al prossimo pezzo da scrivere, suonare o ascoltare. Una storia rock che colpisce al cuore.

Beyond 1969 “Back To The Blues” (HMG Recordings, 2026)

Un album elegante, ispirato e suonato benissimo, direi che possiamo sicuramente promuovere i Beyond 1969.

Shogun Mojo “Shogun Mojo” (Frontiers, 2026)

L’unione che non ti aspetti: il chitarrista dei Kiss Tommy Thayer e il cantante Dan Reed dei Dan Reed Network si incontrano e nasce un bel disco funky rock estivo che scalderà il nostro inverno.

Electric Guitars “What Are We Waiting For” (Mighty Music, 2026)

TTornano gli svedesi Electric Guitars. Il sesto album “What Are We Waiting For” segna una nuova direzione creativa audace: da un suono tipicamente hard rock di matrice nord europea, sono passati a un sound decisamente più commerciale e moderno. Si dimostrerà vincente questo cambio?

Iron Savior “Deathbringer” (Frontiers Records, 2026)

L’astronave degli Iron Savior è una delle migliori in fatto di metal old school, “Deathbringer”è un disco proiettato nel futuro, se cercate riff, potenza, velocità e amatequesta storica band vi piacerà di sicuro.

Enslaved “Mið” (Nuclear Blast Records, 2026)

Trentacinque anni di carriera in costante evoluzione, fino alla formula composita di questo nuovo disco, che include anche un incontro con la nazione Blackfeet.

Teenage Fanclub “Do Not Dare To Dream” (Merge, 2026)

Non più “Teenage” ma sempre capaci di realizzare musica che fa stare bene con invidiabile naturalezza.

Ruthie Foster “Just Say Yes” (Sun Records, 2026)

“Just Say Yes”uno dei dischi più intensi di questo ottimo anno per la musica americana tradizionale.

Jack Browning “Painted Skies” (Too Fine Records, 2026)

“Painted Skies” è all’insegna della varietà di stili con cui il nostro eroe si affida per dare a “Painted Skies” una buona scusa per ascoltarlo ancora una volta, promosso.

Kant “Echoes Of Unfortunate Times” (Sound Of Liberation Records, 2026)

Un meraviglioso coacervo di doom, heavy pyscho e kraut rock. Lunga vita a band come i Kant che sanno unire ricerca sonora e talento compositivo.

Joe Stump “Lords Of The Strings” (Silver Lining Music, 2026)

“Lords of the Strings” non è solo un’esibizione di tecnica, ma un album sincero che si regge su belle melodie e una scrittura variegata, che va altro il circuito dei chitarristi.

Evergrey “Architects Of A New Weave” (Napalm Records, 2026)

Siamo arrivati in ritardo a raccontarvi di questo disco, uscito il 5 giugno, ma non informare della bellezza di “Architects Of A New Weave”, sarebbe stato delittuoso. Che bravi gli Evergrey!!

Kat “Death Is Not Enough” (Logosound, 2026)

I KAT band storica nata nel 1979 a Katowice, in Polonia, fondata dal chitarrista Piotr Luczyk, tornano con il decimo album in studio con materiale completamente nuovo, intitolato “Death Is Not Enough”. Il boia (Questo vuol dire Kat in polacco), ha affilato la sua ascia per mietere nuove vittime

The Temperance Movement “New Promise Land Incorporated” (Earache Records, 2026)

Parlare di influenze più di tanto sarebbe riduttivo, il nuovo album è in tutto e per tutto un’appendice dello splendido lavoro precedente, come se tutti questi anni non fossero passati, irrinunciabile.

Temperance “Arcani” (Napalm Records, 2026)

i Temperance, dal2013 si sono ritagliati uno spazio nel panorama melodic e symphonic power metal grazie ai loro riff energici, melodie immediate e contaminazioni elettroniche, il tutto supportato da un intricato labirinto vocale, “Arcani” è il loro ottavo album, un bel disco per gliappassionati ddel genere.

Leadfeather “Cath The Silvertrain” (Autoprodotto, 2026)

I Leadfeather sono una band hard rock britannica che fonde energia grezza guidata da riff e atmosfera anni ’70, questi ep in sei pezzi li conferma su ottimi livelli, tra Led Zeppelin e Black Crowes.

The Band Feel “What Of Now” (Autoprodotto, 2026)

“What Of Now” regala buoni momenti di rock vintage, suonato bene e ottimamente cantato il disco è quindi assolutamente consigliato agli appassionati del genere.

Haerdsmaelta “Haerdrock” (Icons Creating Evil Art, 2026)

Dopo oltre un decennio trascorso a costruire uno degli universi underground più imprevedibili della Svezia, gli Haerdsmalta tornano con “Haerdrock” il loro terzo album, il più imprevedibile e non catalogabile tra le uscite dell’anno. Da ascoltare assolutamente se siete curiosi. Bello!

Pure Reason Revolution “Terrifying Angels” (InsideOut Music, 2026)

I Pure Reason Revolution si confermano in continua evoluzione e ci consegnano un altro ottimo album, che si ascolta tra piacere e stupore.

Robin Trower “Shine” (Provogue Records, 2026)

Per gli amanti della musica di Robin Trower, “Shine” è l’ennesimo capitolo di una carriera eccezionale e lavoro da non perdere assolutamente, parola di Back In Rock.

John Diva & The Rockets Of Love “Your Favorite Drug” (Frontiers Records, 2026)

John Diva & The Rockets of Love sono una band interessante, Questo lavoro è in equilibrio tra raffinatezza e grinta. Perfetto per chi ricerca un sound che aiuta a distarsi, e a cantare senza pensare ai problemi che ci affliggono.

Elysion “Identity” (Massacre Records, 2026)

Vent’anni dopo la loro formazione e dopo tre album in studio, la band greca Elysion, torna con “Identity”. Il disco continua nel territorio consolidato di dark atmospheric metal, con chitarre più pesanti, una produzione più forte e una prospettiva lirica più matura.

In This Moment “Wicth” (Better Noise Music, 2026)

In generale il disco non affonda fino in fondo, ma veleggia fiero e si ascolta con piacere. Forse in studio gli In This Moment hanno già dato il meglio, ma restano comunque una band con un suono personale.

Forbidden “Forbidden” (BLK II BLK Records, 2026)

I Forbidden hanno storie e un bagaglio di esperienze da cui attingere. Tornano dopo 16 anni con il loro thrash old-school misto a groove prog, dimostrando una notevole capacità tecnica e compositiva.

Wasted Wizards “Wake Up Dead” (Scream For Existence, 2026)

Wasted Wizards pubblicano il loro EP di debutto “Wake Up Dead” con cinque brani completamente nuovi che catturano i diversi lati di una band che sta rapidamente sviluppando la propria identità. EP da ascoltare per gli appassionati sia di My Chemical Romance, ma anche per chi ama Hardcore Superstar o Extreme.

“B(l)ack In Time” (Autoproduzione, 2026)

Sebbene il marchio di fabbrica dei Necrodeath rimanga presente e distintivo di una formula portata avanti per quarant’anni, in tutto l’album persiste un sentimento di libertà e sperimentazione che permette di attingere da diversi discorsi musicali legati al metal estremo.

Elektradrive “Live! 40th Anniversary” (Andromeda Relix, 2026)

Un doppio dal vivo clamoroso, che racconta la storia di una grande band e dell’intera scena heavy rock italiana dagli anni ’80 ai giorni nostri. Imperdibile!!

Graveyard “Fever” (Nuclear Blast Records, 2026)

“Fever” riconferma i Graveyard come una delle migliori entità attuali di hard settantiano, proponendo una scaletta di brani ispirati, da ascoltare a volume sostenuto come ottimo antidoto per scacciare rabbia e tensione…

Airbourne “Airbourne” (Spinefarm Records, 2026)

Dopo 25 anni e 6 LP in studio, la macchina hard rock australiana nota come Airbourne, ha registrato un disco iconico, che rappresenta la tradizione consolidata della band, viene portata avanti, attraverso una raccolta di brani ben prodotti e suonati.

Ghost Hounds “Justified” (Maple House Records, 2026)

L’eccellenza è ormai l’asticella su cui il gruppo passeggia con la disinvoltura dei grandi e l’album arriva alla fine del viaggio attraverso un’America più grigia, emozionante e vera di quella che ci presentano i tg della sera di questi tempi, consigliato.

Johnny Winter “The Woodstock Experience” (Floating World/Retroworld, 2026)

Il blues trasformato in pane e pesci per trecentomila persone nella tre giorni più importante della storia del rock, questo è “The Woodstock Experience”. Blues on!

Alex Mari “Origins” (Art Of Melody Music/Burning Mind Music, 2026)

“Origins” è il primo album solista di Alex Mari (cantante dei Night Pleasure Hotel). Il progetto nasce dalla riscoperta e dalla trasformazione delle primissime canzoni scritte da Alex tra la fine degli anni ’90 e i primi anni Duemila. Tredici brani che sono praticamente ricordi recuperati. Tanti i musicisti ospiti.

Xion “When Stars Collide” (Fireflash Records, 2026)

Gli Xion sono una band Thrash fondata nel 2022, quando alcune componenti erano ancora minorenni. “When Stars Collide” è stato prodotto da Jonas Arnberg, è un ottimo secondo album, nel complesso il risultato è piuttosto orecchiabile e sicuramente riuscirà a conquistare nuovi fans, bravi questi cinque giovanotti svedesi.

Bobbie Dazzle “Star Power” (Rise Above Records, 2026)

“Star Power” è un album strabordante di energia hard rock, classe e fascino, con tutte le carte in regola per mietere ulteriori e meritati consensi, aumentando la notorietà di Bobbie Dazzle, artista cui non difettano teatralità, talento, bellezza e ambizione.

Åskväder “Wax” (Icons Creating Evil Art, 2026)

La rock band svedese Åskväder esce con il terzo disco “Wax” che segna l’inizio di un nuovo capitolo, inaugurato dall’ingresso di Saga Flygare-Täll nel ruolo di cantante e chitarrista, e fotografa una band nel pieno delle proprie forze. Un bel lavoro di rock scandinavo da ascoltare!

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Signum Regis “Beyond Spacetime” (Fireflash Records/Edel, 2026)

Torna il gruppo dei Signum Regis, fondato nel 2007. Il loro prossimo nuovo e ottavo album in studio “Beyond Spacetime” un album convincente e potente di power metal melodico contemporaneo.

Bernie Marsden “Stage” (Conquest Music, 2026)

L’ultimo capitolo di questa splendida serie di lavori firmata da Marsden non poteva che essere una celebrazione sua e di tutti quei musicisti che lo hanno accompagnato e influenzato nella sua lunga carriera. Sarai sicuramente a jammare con i più grandi lassù, nel paradiso del rock, arrivederci Bernie.

Chrystal Throne “Chantry Of Sacrifice” (Autoprodotto, 2026)

Da anni non ascoltavo un disco di prog metal anni ’80, certamente derivativo, ma così ben delineato e ricco di valori tecnici e compositivi.

The Jayhawks “Sanctuary Park” (Thirty Tigers, 2026)

Grande ritorno per un gruppo che non ha mai perso la bussola compositiva e ha segnato la storia dell’alternative rock degli ultimi quarant’anni.

The Steel Woods “The Lexington Tapes, live ’17” (Thirty Tigers, 2026)

Peccato che un gruppo di valore assoluto come i The Steel Woods non possano più regalarci grande musica, rimarranno nella leggenda del rock americano così come il loro sfortunato leader.

Feline Melinda “Duets II” (Diotima Records, 2026)

I Feline Melinda celebrano il prestigioso quarantesimo anniversario con un rinnovamento della propria immagine. “Duets II” presenta cinque brani di epoche diverse con nuovi arrangiamenti e voci, proposti in duetto con la cantante Doris Albenberger.

Overwhelm “The Bad Blood Of Humankind” (Autoprodotto, 2026)

Thrash metal classico in questo quarto disco degli Overwhelm, realtà nazionale. Buona autoproduzione e attitudine, testi impegnati: la strada è spianata, ora bisogna correre.

7 Miles To Pittsburgh “Beyond Repair” (M-Theory Audio, 2026)

Tra hard rock e prog rock, il terzo album di questo quintetto, guidato dall’ex Sleeze Beez Andrew Wet, è una piccola gemma che fonde Rainbow, Kansas e tocchi AOR. Che bella sorpresa.

Paul Laine “The Long Road Back” (Frontiers, 2026)

“The Long Road Back” è la confessione di un ragazzo che ha sognato di fare la rockstar, per poi scoprire che il posto più bello, citando il titolo dell’album, è tornare alle origini. Un album di rock melodico carico di passione.

Jovin Webb “Son Of A Sinner” (Blind Pig Records, 2026)

Jovin Webb aveva fatto parlare di sé due anni fa con il debutto “Drifter” e ora, con il nuovo album, conferma la bontà della sua proposta ed il suo talento innato per il padre di tutti i generi.

Invincia “Echoes From The Past” (Escape Music, 2026)

E’ una grande bella sorpresa per me l’ascolto di questo esordio dei finlandesi Invincia. “Echoes From The Past”è un lavoro veramente interessante, fresco ben prodotto, un disco che ti coinvolge dall’inizio alla fine, ogni canzone è guidata da una vera passione per l’heavy metal.

Warren Haynes “Dreams & Songs: A Symphonic Journey” (Provogue Records, 2026)

Vi consiglio di non perdervi l’ennesima pubblicazione firmata da Warren Haynes, una garanzia di altissima qualità nella scena rock mondiale.

Stryper “Throne Of Thorns” (Frontiers Records, 2026)

I pionieri del metal cristiano Stryper tornano con un nuovo capitolo della loro carriera leggendaria. In “Throne Of Thorns” c’è molto heavy metal, ma altrettanta melodia, un ottimo album che si inserisce tra i loro ultimi migliori lavori.

Mason “Edge Of Destruction” (Eonian Records, 2026)

Marcus Mason e il suo gruppo ritornano con il terzo disco “Edge Of Destruction”. Uno dei migliori album AOR del’anno, raffinato e ben costruito.

Dinosaur Jr. “There Near” (Jagjaguwar, 2026)

“There Near” non sposta di una virgola tutto quello che si è detto e scritto sulla band, un manifesto della musica di J Mascis e compagni. Questo è il rock alternativo, questi sono i Dinosaur Jr.

Tygers Of Pan Tang “Electrifyed” (Mighty Music, 2026)

I veterani Tygers Of Pan Tang tornano con un disco compatto, pesante, potente, un nuovo tassello della band che porta avanti la storia con la consapevolezza che il livello qualitativo creativo è di qualità. Il metal classico senza nostalgia.

Europe “Come This Madness” (Silver Lining Music, 2026)

Ottima produzione e tecnica inappuntabile, ma il punto focale sono le canzoni, che sommate insieme formano un ottimo disco che ci (ri)consegna gli Europe del terzo millennio in piena forma.

Janiva Magness “Truth In The Room: Clearmountain Sessions (Blue Elan Records, 2026)

Un album che consiglio a tutti gli appassionati, troverete al suo interno momenti di grande musica, parola di BIR.

Villagers Of Ioannina City “Venceremos” (Napalm Records, 2026)

I Villagers Of Ioannina City sono una realtà da tenere in grande considerazione, coniugano tradizione rock settantiana, con elementi più moderni ispirati dal post rock e dal metal, senza mai perdere di vista la ricerca di linee melodiche. “Venceremos” ne conferma l’ulteriore crescita in fase compositiva.

The Right Reverend Crow “Demokracy Blues” (Need To Know Music, 2026)

Un album da leggere oltre che da ascoltare per apprezzare al meglio i testi di Nathan Bell seguiti da una copertina che la dice lunga sulle intenzioni dei “The Right Reverend Crow”, con in evidenza (oltre a Jimi Hendrix), i due atleti afroamericani Tommie Smith e John Carlos e il loro pugno chiuso durante la premiazione dei 200 metri alle Olimpiadi messicane del ‘68.

Chris Horses & The Slow Smoke “Nowhere Bound” (Devil’s Forks Records, 2026)

nuovo disco “Nowhere Bound” per Chris Horses & The Slow Smoke: un gran disco southen/country un lavoro che merita di essere ascoltato e diffuso, tanta carne al fuoco, bravi Chris Horses & The Slow Smoke

Gary John Barden “Empowered Emotions” (Frontiers Records, 2026)

Gary John Barden torna con “Empowered Emotions”, un formidabile cast di musicisti ospiti e una voce che rimane immediatamente riconoscibile, con cui ha registrato un album potente e sorprendentemente vivo e pieno di carattere.

Recensione concerto Judas Priest / Nevermore (Roma, Auditorium Parco della Musica, 9 settembre 2026)

Nel tempio della musica classica i giganti Judas Priest dimostrano che l’heavy metal è la nuova musica colta di oggi. Non da meno i Nevermore in apertura!

Velveteen Queen “The Greater Good” (Silver Lining Music, 2026)

Prodotto da un grande nome come  Sören Andersen, il secondo disco dei VQ cattura l’attitudine della Sunset Strip dei giorni d’oro, filtrata attraverso la grande tradizione svedese, C’è una nuova generazione di giovani glam rocker e i Velveteen Queen ne sono fieri protagonisti.

Alabama Shakes “I Must Be Dreaming” (Island Records, 2026)

“I Must Be Dreaming” non fa che confermare l’alto livello raggiunto ormai dal gruppo, sicuramente impegnativo, ma di assoluta qualità, consigliato.

Black Blood Sthlm “EP” (Autoproduzione, 2026)

Gli svedesi Black Blood Sthlm, nati dall’incontro di quattro musicisti con una lunga esperienza debuttano con un EP, quattro brani plasmati da chi conosce il linguaggio dell’hard rock dall’interno e lo affronta con autenticità piuttosto che nostalgia.

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Roby Vanni

Chitarrista veronese graduato nel 1995 al G.I.T. di Los Angeles, Roby Vanni è un chitarrista fieramente innamorato degli anni ’80, ma c’è molto altro da dire. Scopritelo in questa intervista, dove si parla del suo amico Steve Lukather, dell’incontro con Ringo Starr e… E in famiglia c’è già l’erede che ha superato il padre, il figlio Davi Lee.

Danielle Nicole “Fireflies” (Forty Below Records, 2026)

Un album ben fatto, suonato benissimo e dal songwriting di alto livello, dalla bassista e cantante statunitense non possiamo pretendere di più, brava.

Da David Bowie a Freddie Mercury a Johnny Cash. Testamenti in musica: quando si muore cantando!!

𝑻𝒆𝒔𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒊𝒏 𝒎𝒖𝒔𝒊𝒄𝒂, 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒔𝒊 𝒎𝒖𝒐𝒓𝒆 𝒄𝒂𝒏𝒕𝒂𝒏𝒅𝒐
Partendo dal disco scritto da Mike Peters in punto di morte, il nostro Gabriele Bassanetti viaggia tra alcuni dei più grandi amati che hanno scelto di salutare la vita continuando a fare musica. Non è un tuffo nella tristezza o un elogio della morte, ma al contrario un elogio alla vita. Infatti ricordare questi artisti è il miglior modo per mostrarci grati a ciò che ci hanno donato: la loro arte.

Green Carnation “A Dark Poem, Part III: The Messiah Complex” (Season Of Mist, 2026)

Terzo e ultimo capitolo di “A Dark Poem”, che nella sua interezza è un’opera maestosa e impegnativa che richiede più di un ascolto per coglierne i tanti dettagli.

Shakra “Just Live Loud!” (Frontiers Records, 2026)

Gli svizzeri Shakra ancora una volta non deludono, dinamiche ed energia vi faranno divertire, in questo nuovo album ricco di chitarre potenti e ritornelli melodici, scritti per essere riproposti in sede live.

Sweet Electric “Something Something Disco” (Autoprodotto, 2026)

Secondo disco per la band di Colonia Sweet Electric, “Something Something Disco”  è un disco pensato, non c’è una canzone decisamente brutta nell’album, e sebbene manchi un filo conduttore (cosa che potrebbe essere voluta) risulta difficile non innamorarsi di questi cinque simpatici, scanzonati ragazzi

Scorpion Milk “Flesh Masks For Skulls”  (Peaceville Records, 2026)

Nuovo EP per la creatura di Mat McNerney, quattro brani nuovo e un remix curato da ospiti sorprendenti

Avrak “Avrak” (Peaceville Records, 2026)

Il gruppo di Ted Skjellum, alias Nocturno Culto, al di fuori dei Darkthrone, per dare piena soddisfazione alla sua passione per l’old metal.

The Night Eternal “Cold Velvet” (Metal Blade Records, 2026)

Sono certo che “Cold Velvet” sarà l’album della consacrazione di una band solida, determinata e capace di schierare un vocalist riconoscibile al primo ascolto.

Ricky Warwick “Fire & Vengeance” (Earache Records, 2026)

RQuesto non è solo un disco, ma una raccolta di pensieri, umori e storie di Ricky Warwick, un rocker vero che da 40 anni canta e suona quello che ama.

CoreLeoni “Generection” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Il chitarrista e membro fondatore dei Gotthard torna in prima linea con i suoi CoreLeoni. Questo quarto album è il lavoro più pesante, per un hard Rock tirato mischiato ad une vena soul molto interessante.

Green Lung “Necropolitan” (Nuclear Blast Records, 2026)

Con “Necropolitan” i Green Lung confermano di essere una grandissima band e, dopo l’addio di Ozzy e di fatto dei Black Sabbath più doom, si candidano per raccoglierne l’eredità artistica in patria e non solo.

Gjenferd “Black Smoke Rising” (Apollon Records, 2026)

La fiamma dell’hard rock dei ‘70 non cesserà mai di spegnersi, ovunque, tanto più nei paesi scandinavi, dove centinaia di…

Black Reflex “Zero Dawn” (Andromeda Relix, 2026)

“Zero Dawn” è un album importante, di vero heavy metal, che speriamo non si mescoli alla massa di titoli metal fatti con il metodo del copia/incolla e trovi l’attenzione che merita.

Stormbringer “Transcendence” (Attic Records, 2026)

La band del Northamptonshire torna con ‘Transcendence’. I ragazzi hanno confezionato un disco travolgente, di classico heavy metal, come si faceva ai tempi d’oro del genere. Assolutamente consigliato e per me è sicuramente uno dei migliori dischi del genere in questo 2026.

Jehovah On Death “Lágrimas De Oro” (I, Voidhanger Records, 2026)

Gli Jehovah On Death sono una realtà del panorama rock internazionale della quale sentiremo molto parlare; hanno attitudine, idee, immagine, talento e sanno dove vogliono andare. Speriamo che presto si esibiscano in Italia, la loro proposta trova nel palco il suo ambiente ideale.

Cirith Ungol “All The Shadows” (No Remorse Records, 2026)

Con il nuovo disco “All The Shadows”, i Cirith Ungol mettono un altro mattone heavy/doom, che giganteggia in una carriera che da mezzo secolo tiene viva la fiamma del metal duro e puro.

Tony Iommi “From The Dark” (Bmg, 2026)

Alla fine dell’ascolto di “From The Dark” la sensazione che rimane è di magniloquenza, un senso di grandezza, per aver accolto ancora una volta nel nostro mondo Tony Iommi, l’ideatore dell’heavy metal.

Greta Van Fleet “Palace For The People” (Republic Records, 2026)

“Palace For The People” è un album maturo nella sua completezza, che omaggia il il rock, il blue e il folk in egual misura e ci consegna una band matura e consapevole che sta lasciando un segno forte nella scena rock di questi anni.

Eric Johanson “The Open Bayou” (Levee Ward Records, 2026)

Eric Johanson è nato in Louisiana, vive a New Orleans e suona rock blues. Con queste premesse il suo nuovo album (il quinto) non può non essere un investimento ad occhi chiusi per chi ama il genere. Allievo del grande Tab Benoit, Johanson pubblica il suo nuovo album...

Project Czar “Enjoy The Resistence” (UDU, 2025)

Un album colmo di heavy rock pulsante e sufficientemente originale. racchiuso con una bella confezione e contenuti artistici degni di attenzione. Bel disco!

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Marco Simoncelli, chitarrista dei The Heat Inc.

Oggi incontriamo il romano Marco Simoncelli, chitarrista della rock band inglese The Heat Inc. che, lo dice la critica di settore, è sul trampolino di lancio. Ci facciamo raccontare gusti, ricordi e le sue origini musicali.

Texas Headhunters “Rise And Shine” (Blue Elan, 2026)

La notevole tecnica non fa perdere la bussola ai tre che danno importanza massima alla canzone, licenziando una raccolta di brani composta da nove hits, applausi.

“La spalla sinistra di Malcolm Young” di Domenico Paris (Iride/Rubettino, 590 pag, 28 €, 2026)

La storia dei Beautiful Loserz è la storia di tutti noi, innamorati persi del rock’n’roll, senza un futuro, interessati solo al prossimo concerto, al prossimo viaggio, al prossimo pezzo da scrivere, suonare o ascoltare. Una storia rock che colpisce al cuore.

Beyond 1969 “Back To The Blues” (HMG Recordings, 2026)

Un album elegante, ispirato e suonato benissimo, direi che possiamo sicuramente promuovere i Beyond 1969.

Shogun Mojo “Shogun Mojo” (Frontiers, 2026)

L’unione che non ti aspetti: il chitarrista dei Kiss Tommy Thayer e il cantante Dan Reed dei Dan Reed Network si incontrano e nasce un bel disco funky rock estivo che scalderà il nostro inverno.

Electric Guitars “What Are We Waiting For” (Mighty Music, 2026)

TTornano gli svedesi Electric Guitars. Il sesto album “What Are We Waiting For” segna una nuova direzione creativa audace: da un suono tipicamente hard rock di matrice nord europea, sono passati a un sound decisamente più commerciale e moderno. Si dimostrerà vincente questo cambio?

Iron Savior “Deathbringer” (Frontiers Records, 2026)

L’astronave degli Iron Savior è una delle migliori in fatto di metal old school, “Deathbringer”è un disco proiettato nel futuro, se cercate riff, potenza, velocità e amatequesta storica band vi piacerà di sicuro.

Enslaved “Mið” (Nuclear Blast Records, 2026)

Trentacinque anni di carriera in costante evoluzione, fino alla formula composita di questo nuovo disco, che include anche un incontro con la nazione Blackfeet.

Teenage Fanclub “Do Not Dare To Dream” (Merge, 2026)

Non più “Teenage” ma sempre capaci di realizzare musica che fa stare bene con invidiabile naturalezza.

Ruthie Foster “Just Say Yes” (Sun Records, 2026)

“Just Say Yes”uno dei dischi più intensi di questo ottimo anno per la musica americana tradizionale.

Jack Browning “Painted Skies” (Too Fine Records, 2026)

“Painted Skies” è all’insegna della varietà di stili con cui il nostro eroe si affida per dare a “Painted Skies” una buona scusa per ascoltarlo ancora una volta, promosso.

Kant “Echoes Of Unfortunate Times” (Sound Of Liberation Records, 2026)

Un meraviglioso coacervo di doom, heavy pyscho e kraut rock. Lunga vita a band come i Kant che sanno unire ricerca sonora e talento compositivo.

Joe Stump “Lords Of The Strings” (Silver Lining Music, 2026)

“Lords of the Strings” non è solo un’esibizione di tecnica, ma un album sincero che si regge su belle melodie e una scrittura variegata, che va altro il circuito dei chitarristi.

Evergrey “Architects Of A New Weave” (Napalm Records, 2026)

Siamo arrivati in ritardo a raccontarvi di questo disco, uscito il 5 giugno, ma non informare della bellezza di “Architects Of A New Weave”, sarebbe stato delittuoso. Che bravi gli Evergrey!!

Kat “Death Is Not Enough” (Logosound, 2026)

I KAT band storica nata nel 1979 a Katowice, in Polonia, fondata dal chitarrista Piotr Luczyk, tornano con il decimo album in studio con materiale completamente nuovo, intitolato “Death Is Not Enough”. Il boia (Questo vuol dire Kat in polacco), ha affilato la sua ascia per mietere nuove vittime

The Temperance Movement “New Promise Land Incorporated” (Earache Records, 2026)

Parlare di influenze più di tanto sarebbe riduttivo, il nuovo album è in tutto e per tutto un’appendice dello splendido lavoro precedente, come se tutti questi anni non fossero passati, irrinunciabile.

Temperance “Arcani” (Napalm Records, 2026)

i Temperance, dal2013 si sono ritagliati uno spazio nel panorama melodic e symphonic power metal grazie ai loro riff energici, melodie immediate e contaminazioni elettroniche, il tutto supportato da un intricato labirinto vocale, “Arcani” è il loro ottavo album, un bel disco per gliappassionati ddel genere.

Leadfeather “Cath The Silvertrain” (Autoprodotto, 2026)

I Leadfeather sono una band hard rock britannica che fonde energia grezza guidata da riff e atmosfera anni ’70, questi ep in sei pezzi li conferma su ottimi livelli, tra Led Zeppelin e Black Crowes.

The Band Feel “What Of Now” (Autoprodotto, 2026)

“What Of Now” regala buoni momenti di rock vintage, suonato bene e ottimamente cantato il disco è quindi assolutamente consigliato agli appassionati del genere.

Haerdsmaelta “Haerdrock” (Icons Creating Evil Art, 2026)

Dopo oltre un decennio trascorso a costruire uno degli universi underground più imprevedibili della Svezia, gli Haerdsmalta tornano con “Haerdrock” il loro terzo album, il più imprevedibile e non catalogabile tra le uscite dell’anno. Da ascoltare assolutamente se siete curiosi. Bello!

Pure Reason Revolution “Terrifying Angels” (InsideOut Music, 2026)

I Pure Reason Revolution si confermano in continua evoluzione e ci consegnano un altro ottimo album, che si ascolta tra piacere e stupore.

Robin Trower “Shine” (Provogue Records, 2026)

Per gli amanti della musica di Robin Trower, “Shine” è l’ennesimo capitolo di una carriera eccezionale e lavoro da non perdere assolutamente, parola di Back In Rock.

John Diva & The Rockets Of Love “Your Favorite Drug” (Frontiers Records, 2026)

John Diva & The Rockets of Love sono una band interessante, Questo lavoro è in equilibrio tra raffinatezza e grinta. Perfetto per chi ricerca un sound che aiuta a distarsi, e a cantare senza pensare ai problemi che ci affliggono.

Elysion “Identity” (Massacre Records, 2026)

Vent’anni dopo la loro formazione e dopo tre album in studio, la band greca Elysion, torna con “Identity”. Il disco continua nel territorio consolidato di dark atmospheric metal, con chitarre più pesanti, una produzione più forte e una prospettiva lirica più matura.

In This Moment “Wicth” (Better Noise Music, 2026)

In generale il disco non affonda fino in fondo, ma veleggia fiero e si ascolta con piacere. Forse in studio gli In This Moment hanno già dato il meglio, ma restano comunque una band con un suono personale.

Forbidden “Forbidden” (BLK II BLK Records, 2026)

I Forbidden hanno storie e un bagaglio di esperienze da cui attingere. Tornano dopo 16 anni con il loro thrash old-school misto a groove prog, dimostrando una notevole capacità tecnica e compositiva.

Wasted Wizards “Wake Up Dead” (Scream For Existence, 2026)

Wasted Wizards pubblicano il loro EP di debutto “Wake Up Dead” con cinque brani completamente nuovi che catturano i diversi lati di una band che sta rapidamente sviluppando la propria identità. EP da ascoltare per gli appassionati sia di My Chemical Romance, ma anche per chi ama Hardcore Superstar o Extreme.

“B(l)ack In Time” (Autoproduzione, 2026)

Sebbene il marchio di fabbrica dei Necrodeath rimanga presente e distintivo di una formula portata avanti per quarant’anni, in tutto l’album persiste un sentimento di libertà e sperimentazione che permette di attingere da diversi discorsi musicali legati al metal estremo.

Elektradrive “Live! 40th Anniversary” (Andromeda Relix, 2026)

Un doppio dal vivo clamoroso, che racconta la storia di una grande band e dell’intera scena heavy rock italiana dagli anni ’80 ai giorni nostri. Imperdibile!!

Graveyard “Fever” (Nuclear Blast Records, 2026)

“Fever” riconferma i Graveyard come una delle migliori entità attuali di hard settantiano, proponendo una scaletta di brani ispirati, da ascoltare a volume sostenuto come ottimo antidoto per scacciare rabbia e tensione…

Airbourne “Airbourne” (Spinefarm Records, 2026)

Dopo 25 anni e 6 LP in studio, la macchina hard rock australiana nota come Airbourne, ha registrato un disco iconico, che rappresenta la tradizione consolidata della band, viene portata avanti, attraverso una raccolta di brani ben prodotti e suonati.

Ghost Hounds “Justified” (Maple House Records, 2026)

L’eccellenza è ormai l’asticella su cui il gruppo passeggia con la disinvoltura dei grandi e l’album arriva alla fine del viaggio attraverso un’America più grigia, emozionante e vera di quella che ci presentano i tg della sera di questi tempi, consigliato.

Johnny Winter “The Woodstock Experience” (Floating World/Retroworld, 2026)

Il blues trasformato in pane e pesci per trecentomila persone nella tre giorni più importante della storia del rock, questo è “The Woodstock Experience”. Blues on!

Alex Mari “Origins” (Art Of Melody Music/Burning Mind Music, 2026)

“Origins” è il primo album solista di Alex Mari (cantante dei Night Pleasure Hotel). Il progetto nasce dalla riscoperta e dalla trasformazione delle primissime canzoni scritte da Alex tra la fine degli anni ’90 e i primi anni Duemila. Tredici brani che sono praticamente ricordi recuperati. Tanti i musicisti ospiti.

Xion “When Stars Collide” (Fireflash Records, 2026)

Gli Xion sono una band Thrash fondata nel 2022, quando alcune componenti erano ancora minorenni. “When Stars Collide” è stato prodotto da Jonas Arnberg, è un ottimo secondo album, nel complesso il risultato è piuttosto orecchiabile e sicuramente riuscirà a conquistare nuovi fans, bravi questi cinque giovanotti svedesi.

Bobbie Dazzle “Star Power” (Rise Above Records, 2026)

“Star Power” è un album strabordante di energia hard rock, classe e fascino, con tutte le carte in regola per mietere ulteriori e meritati consensi, aumentando la notorietà di Bobbie Dazzle, artista cui non difettano teatralità, talento, bellezza e ambizione.

Åskväder “Wax” (Icons Creating Evil Art, 2026)

La rock band svedese Åskväder esce con il terzo disco “Wax” che segna l’inizio di un nuovo capitolo, inaugurato dall’ingresso di Saga Flygare-Täll nel ruolo di cantante e chitarrista, e fotografa una band nel pieno delle proprie forze. Un bel lavoro di rock scandinavo da ascoltare!

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Signum Regis “Beyond Spacetime” (Fireflash Records/Edel, 2026)

Torna il gruppo dei Signum Regis, fondato nel 2007. Il loro prossimo nuovo e ottavo album in studio “Beyond Spacetime” un album convincente e potente di power metal melodico contemporaneo.

Bernie Marsden “Stage” (Conquest Music, 2026)

L’ultimo capitolo di questa splendida serie di lavori firmata da Marsden non poteva che essere una celebrazione sua e di tutti quei musicisti che lo hanno accompagnato e influenzato nella sua lunga carriera. Sarai sicuramente a jammare con i più grandi lassù, nel paradiso del rock, arrivederci Bernie.

Chrystal Throne “Chantry Of Sacrifice” (Autoprodotto, 2026)

Da anni non ascoltavo un disco di prog metal anni ’80, certamente derivativo, ma così ben delineato e ricco di valori tecnici e compositivi.

The Jayhawks “Sanctuary Park” (Thirty Tigers, 2026)

Grande ritorno per un gruppo che non ha mai perso la bussola compositiva e ha segnato la storia dell’alternative rock degli ultimi quarant’anni.

The Steel Woods “The Lexington Tapes, live ’17” (Thirty Tigers, 2026)

Peccato che un gruppo di valore assoluto come i The Steel Woods non possano più regalarci grande musica, rimarranno nella leggenda del rock americano così come il loro sfortunato leader.

Feline Melinda “Duets II” (Diotima Records, 2026)

I Feline Melinda celebrano il prestigioso quarantesimo anniversario con un rinnovamento della propria immagine. “Duets II” presenta cinque brani di epoche diverse con nuovi arrangiamenti e voci, proposti in duetto con la cantante Doris Albenberger.

Overwhelm “The Bad Blood Of Humankind” (Autoprodotto, 2026)

Thrash metal classico in questo quarto disco degli Overwhelm, realtà nazionale. Buona autoproduzione e attitudine, testi impegnati: la strada è spianata, ora bisogna correre.

7 Miles To Pittsburgh “Beyond Repair” (M-Theory Audio, 2026)

Tra hard rock e prog rock, il terzo album di questo quintetto, guidato dall’ex Sleeze Beez Andrew Wet, è una piccola gemma che fonde Rainbow, Kansas e tocchi AOR. Che bella sorpresa.

Paul Laine “The Long Road Back” (Frontiers, 2026)

“The Long Road Back” è la confessione di un ragazzo che ha sognato di fare la rockstar, per poi scoprire che il posto più bello, citando il titolo dell’album, è tornare alle origini. Un album di rock melodico carico di passione.

Jovin Webb “Son Of A Sinner” (Blind Pig Records, 2026)

Jovin Webb aveva fatto parlare di sé due anni fa con il debutto “Drifter” e ora, con il nuovo album, conferma la bontà della sua proposta ed il suo talento innato per il padre di tutti i generi.

Invincia “Echoes From The Past” (Escape Music, 2026)

E’ una grande bella sorpresa per me l’ascolto di questo esordio dei finlandesi Invincia. “Echoes From The Past”è un lavoro veramente interessante, fresco ben prodotto, un disco che ti coinvolge dall’inizio alla fine, ogni canzone è guidata da una vera passione per l’heavy metal.

Warren Haynes “Dreams & Songs: A Symphonic Journey” (Provogue Records, 2026)

Vi consiglio di non perdervi l’ennesima pubblicazione firmata da Warren Haynes, una garanzia di altissima qualità nella scena rock mondiale.

Stryper “Throne Of Thorns” (Frontiers Records, 2026)

I pionieri del metal cristiano Stryper tornano con un nuovo capitolo della loro carriera leggendaria. In “Throne Of Thorns” c’è molto heavy metal, ma altrettanta melodia, un ottimo album che si inserisce tra i loro ultimi migliori lavori.

Mason “Edge Of Destruction” (Eonian Records, 2026)

Marcus Mason e il suo gruppo ritornano con il terzo disco “Edge Of Destruction”. Uno dei migliori album AOR del’anno, raffinato e ben costruito.

Dinosaur Jr. “There Near” (Jagjaguwar, 2026)

“There Near” non sposta di una virgola tutto quello che si è detto e scritto sulla band, un manifesto della musica di J Mascis e compagni. Questo è il rock alternativo, questi sono i Dinosaur Jr.

Tygers Of Pan Tang “Electrifyed” (Mighty Music, 2026)

I veterani Tygers Of Pan Tang tornano con un disco compatto, pesante, potente, un nuovo tassello della band che porta avanti la storia con la consapevolezza che il livello qualitativo creativo è di qualità. Il metal classico senza nostalgia.

Europe “Come This Madness” (Silver Lining Music, 2026)

Ottima produzione e tecnica inappuntabile, ma il punto focale sono le canzoni, che sommate insieme formano un ottimo disco che ci (ri)consegna gli Europe del terzo millennio in piena forma.

Janiva Magness “Truth In The Room: Clearmountain Sessions (Blue Elan Records, 2026)

Un album che consiglio a tutti gli appassionati, troverete al suo interno momenti di grande musica, parola di BIR.

Villagers Of Ioannina City “Venceremos” (Napalm Records, 2026)

I Villagers Of Ioannina City sono una realtà da tenere in grande considerazione, coniugano tradizione rock settantiana, con elementi più moderni ispirati dal post rock e dal metal, senza mai perdere di vista la ricerca di linee melodiche. “Venceremos” ne conferma l’ulteriore crescita in fase compositiva.

The Right Reverend Crow “Demokracy Blues” (Need To Know Music, 2026)

Un album da leggere oltre che da ascoltare per apprezzare al meglio i testi di Nathan Bell seguiti da una copertina che la dice lunga sulle intenzioni dei “The Right Reverend Crow”, con in evidenza (oltre a Jimi Hendrix), i due atleti afroamericani Tommie Smith e John Carlos e il loro pugno chiuso durante la premiazione dei 200 metri alle Olimpiadi messicane del ‘68.

Chris Horses & The Slow Smoke “Nowhere Bound” (Devil’s Forks Records, 2026)

nuovo disco “Nowhere Bound” per Chris Horses & The Slow Smoke: un gran disco southen/country un lavoro che merita di essere ascoltato e diffuso, tanta carne al fuoco, bravi Chris Horses & The Slow Smoke

Gary John Barden “Empowered Emotions” (Frontiers Records, 2026)

Gary John Barden torna con “Empowered Emotions”, un formidabile cast di musicisti ospiti e una voce che rimane immediatamente riconoscibile, con cui ha registrato un album potente e sorprendentemente vivo e pieno di carattere.

Recensione concerto Judas Priest / Nevermore (Roma, Auditorium Parco della Musica, 9 settembre 2026)

Nel tempio della musica classica i giganti Judas Priest dimostrano che l’heavy metal è la nuova musica colta di oggi. Non da meno i Nevermore in apertura!

Velveteen Queen “The Greater Good” (Silver Lining Music, 2026)

Prodotto da un grande nome come  Sören Andersen, il secondo disco dei VQ cattura l’attitudine della Sunset Strip dei giorni d’oro, filtrata attraverso la grande tradizione svedese, C’è una nuova generazione di giovani glam rocker e i Velveteen Queen ne sono fieri protagonisti.

Alabama Shakes “I Must Be Dreaming” (Island Records, 2026)

“I Must Be Dreaming” non fa che confermare l’alto livello raggiunto ormai dal gruppo, sicuramente impegnativo, ma di assoluta qualità, consigliato.

Black Blood Sthlm “EP” (Autoproduzione, 2026)

Gli svedesi Black Blood Sthlm, nati dall’incontro di quattro musicisti con una lunga esperienza debuttano con un EP, quattro brani plasmati da chi conosce il linguaggio dell’hard rock dall’interno e lo affronta con autenticità piuttosto che nostalgia.

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Roby Vanni

Chitarrista veronese graduato nel 1995 al G.I.T. di Los Angeles, Roby Vanni è un chitarrista fieramente innamorato degli anni ’80, ma c’è molto altro da dire. Scopritelo in questa intervista, dove si parla del suo amico Steve Lukather, dell’incontro con Ringo Starr e… E in famiglia c’è già l’erede che ha superato il padre, il figlio Davi Lee.

Danielle Nicole “Fireflies” (Forty Below Records, 2026)

Un album ben fatto, suonato benissimo e dal songwriting di alto livello, dalla bassista e cantante statunitense non possiamo pretendere di più, brava.

Da David Bowie a Freddie Mercury a Johnny Cash. Testamenti in musica: quando si muore cantando!!

𝑻𝒆𝒔𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒊𝒏 𝒎𝒖𝒔𝒊𝒄𝒂, 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒔𝒊 𝒎𝒖𝒐𝒓𝒆 𝒄𝒂𝒏𝒕𝒂𝒏𝒅𝒐
Partendo dal disco scritto da Mike Peters in punto di morte, il nostro Gabriele Bassanetti viaggia tra alcuni dei più grandi amati che hanno scelto di salutare la vita continuando a fare musica. Non è un tuffo nella tristezza o un elogio della morte, ma al contrario un elogio alla vita. Infatti ricordare questi artisti è il miglior modo per mostrarci grati a ciò che ci hanno donato: la loro arte.

Green Carnation “A Dark Poem, Part III: The Messiah Complex” (Season Of Mist, 2026)

Terzo e ultimo capitolo di “A Dark Poem”, che nella sua interezza è un’opera maestosa e impegnativa che richiede più di un ascolto per coglierne i tanti dettagli.

Shakra “Just Live Loud!” (Frontiers Records, 2026)

Gli svizzeri Shakra ancora una volta non deludono, dinamiche ed energia vi faranno divertire, in questo nuovo album ricco di chitarre potenti e ritornelli melodici, scritti per essere riproposti in sede live.

Sweet Electric “Something Something Disco” (Autoprodotto, 2026)

Secondo disco per la band di Colonia Sweet Electric, “Something Something Disco”  è un disco pensato, non c’è una canzone decisamente brutta nell’album, e sebbene manchi un filo conduttore (cosa che potrebbe essere voluta) risulta difficile non innamorarsi di questi cinque simpatici, scanzonati ragazzi

Scorpion Milk “Flesh Masks For Skulls”  (Peaceville Records, 2026)

Nuovo EP per la creatura di Mat McNerney, quattro brani nuovo e un remix curato da ospiti sorprendenti

Avrak “Avrak” (Peaceville Records, 2026)

Il gruppo di Ted Skjellum, alias Nocturno Culto, al di fuori dei Darkthrone, per dare piena soddisfazione alla sua passione per l’old metal.

The Night Eternal “Cold Velvet” (Metal Blade Records, 2026)

Sono certo che “Cold Velvet” sarà l’album della consacrazione di una band solida, determinata e capace di schierare un vocalist riconoscibile al primo ascolto.

Ricky Warwick “Fire & Vengeance” (Earache Records, 2026)

RQuesto non è solo un disco, ma una raccolta di pensieri, umori e storie di Ricky Warwick, un rocker vero che da 40 anni canta e suona quello che ama.

CoreLeoni “Generection” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Il chitarrista e membro fondatore dei Gotthard torna in prima linea con i suoi CoreLeoni. Questo quarto album è il lavoro più pesante, per un hard Rock tirato mischiato ad une vena soul molto interessante.

Green Lung “Necropolitan” (Nuclear Blast Records, 2026)

Con “Necropolitan” i Green Lung confermano di essere una grandissima band e, dopo l’addio di Ozzy e di fatto dei Black Sabbath più doom, si candidano per raccoglierne l’eredità artistica in patria e non solo.

Gjenferd “Black Smoke Rising” (Apollon Records, 2026)

La fiamma dell’hard rock dei ‘70 non cesserà mai di spegnersi, ovunque, tanto più nei paesi scandinavi, dove centinaia di…

Black Reflex “Zero Dawn” (Andromeda Relix, 2026)

“Zero Dawn” è un album importante, di vero heavy metal, che speriamo non si mescoli alla massa di titoli metal fatti con il metodo del copia/incolla e trovi l’attenzione che merita.

Stormbringer “Transcendence” (Attic Records, 2026)

La band del Northamptonshire torna con ‘Transcendence’. I ragazzi hanno confezionato un disco travolgente, di classico heavy metal, come si faceva ai tempi d’oro del genere. Assolutamente consigliato e per me è sicuramente uno dei migliori dischi del genere in questo 2026.

Jehovah On Death “Lágrimas De Oro” (I, Voidhanger Records, 2026)

Gli Jehovah On Death sono una realtà del panorama rock internazionale della quale sentiremo molto parlare; hanno attitudine, idee, immagine, talento e sanno dove vogliono andare. Speriamo che presto si esibiscano in Italia, la loro proposta trova nel palco il suo ambiente ideale.

Cirith Ungol “All The Shadows” (No Remorse Records, 2026)

Con il nuovo disco “All The Shadows”, i Cirith Ungol mettono un altro mattone heavy/doom, che giganteggia in una carriera che da mezzo secolo tiene viva la fiamma del metal duro e puro.

Tony Iommi “From The Dark” (Bmg, 2026)

Alla fine dell’ascolto di “From The Dark” la sensazione che rimane è di magniloquenza, un senso di grandezza, per aver accolto ancora una volta nel nostro mondo Tony Iommi, l’ideatore dell’heavy metal.

Greta Van Fleet “Palace For The People” (Republic Records, 2026)

“Palace For The People” è un album maturo nella sua completezza, che omaggia il il rock, il blue e il folk in egual misura e ci consegna una band matura e consapevole che sta lasciando un segno forte nella scena rock di questi anni.

Eric Johanson “The Open Bayou” (Levee Ward Records, 2026)

Eric Johanson è nato in Louisiana, vive a New Orleans e suona rock blues. Con queste premesse il suo nuovo album (il quinto) non può non essere un investimento ad occhi chiusi per chi ama il genere. Allievo del grande Tab Benoit, Johanson pubblica il suo nuovo album...

Project Czar “Enjoy The Resistence” (UDU, 2025)

Un album colmo di heavy rock pulsante e sufficientemente originale. racchiuso con una bella confezione e contenuti artistici degni di attenzione. Bel disco!

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Marco Simoncelli, chitarrista dei The Heat Inc.

Oggi incontriamo il romano Marco Simoncelli, chitarrista della rock band inglese The Heat Inc. che, lo dice la critica di settore, è sul trampolino di lancio. Ci facciamo raccontare gusti, ricordi e le sue origini musicali.

Texas Headhunters “Rise And Shine” (Blue Elan, 2026)

La notevole tecnica non fa perdere la bussola ai tre che danno importanza massima alla canzone, licenziando una raccolta di brani composta da nove hits, applausi.

“La spalla sinistra di Malcolm Young” di Domenico Paris (Iride/Rubettino, 590 pag, 28 €, 2026)

La storia dei Beautiful Loserz è la storia di tutti noi, innamorati persi del rock’n’roll, senza un futuro, interessati solo al prossimo concerto, al prossimo viaggio, al prossimo pezzo da scrivere, suonare o ascoltare. Una storia rock che colpisce al cuore.

Beyond 1969 “Back To The Blues” (HMG Recordings, 2026)

Un album elegante, ispirato e suonato benissimo, direi che possiamo sicuramente promuovere i Beyond 1969.

Shogun Mojo “Shogun Mojo” (Frontiers, 2026)

L’unione che non ti aspetti: il chitarrista dei Kiss Tommy Thayer e il cantante Dan Reed dei Dan Reed Network si incontrano e nasce un bel disco funky rock estivo che scalderà il nostro inverno.

Electric Guitars “What Are We Waiting For” (Mighty Music, 2026)

TTornano gli svedesi Electric Guitars. Il sesto album “What Are We Waiting For” segna una nuova direzione creativa audace: da un suono tipicamente hard rock di matrice nord europea, sono passati a un sound decisamente più commerciale e moderno. Si dimostrerà vincente questo cambio?

Iron Savior “Deathbringer” (Frontiers Records, 2026)

L’astronave degli Iron Savior è una delle migliori in fatto di metal old school, “Deathbringer”è un disco proiettato nel futuro, se cercate riff, potenza, velocità e amatequesta storica band vi piacerà di sicuro.

Enslaved “Mið” (Nuclear Blast Records, 2026)

Trentacinque anni di carriera in costante evoluzione, fino alla formula composita di questo nuovo disco, che include anche un incontro con la nazione Blackfeet.

Teenage Fanclub “Do Not Dare To Dream” (Merge, 2026)

Non più “Teenage” ma sempre capaci di realizzare musica che fa stare bene con invidiabile naturalezza.

Ruthie Foster “Just Say Yes” (Sun Records, 2026)

“Just Say Yes”uno dei dischi più intensi di questo ottimo anno per la musica americana tradizionale.

Jack Browning “Painted Skies” (Too Fine Records, 2026)

“Painted Skies” è all’insegna della varietà di stili con cui il nostro eroe si affida per dare a “Painted Skies” una buona scusa per ascoltarlo ancora una volta, promosso.

Kant “Echoes Of Unfortunate Times” (Sound Of Liberation Records, 2026)

Un meraviglioso coacervo di doom, heavy pyscho e kraut rock. Lunga vita a band come i Kant che sanno unire ricerca sonora e talento compositivo.

Joe Stump “Lords Of The Strings” (Silver Lining Music, 2026)

“Lords of the Strings” non è solo un’esibizione di tecnica, ma un album sincero che si regge su belle melodie e una scrittura variegata, che va altro il circuito dei chitarristi.

Evergrey “Architects Of A New Weave” (Napalm Records, 2026)

Siamo arrivati in ritardo a raccontarvi di questo disco, uscito il 5 giugno, ma non informare della bellezza di “Architects Of A New Weave”, sarebbe stato delittuoso. Che bravi gli Evergrey!!

Kat “Death Is Not Enough” (Logosound, 2026)

I KAT band storica nata nel 1979 a Katowice, in Polonia, fondata dal chitarrista Piotr Luczyk, tornano con il decimo album in studio con materiale completamente nuovo, intitolato “Death Is Not Enough”. Il boia (Questo vuol dire Kat in polacco), ha affilato la sua ascia per mietere nuove vittime

The Temperance Movement “New Promise Land Incorporated” (Earache Records, 2026)

Parlare di influenze più di tanto sarebbe riduttivo, il nuovo album è in tutto e per tutto un’appendice dello splendido lavoro precedente, come se tutti questi anni non fossero passati, irrinunciabile.

Temperance “Arcani” (Napalm Records, 2026)

i Temperance, dal2013 si sono ritagliati uno spazio nel panorama melodic e symphonic power metal grazie ai loro riff energici, melodie immediate e contaminazioni elettroniche, il tutto supportato da un intricato labirinto vocale, “Arcani” è il loro ottavo album, un bel disco per gliappassionati ddel genere.

Leadfeather “Cath The Silvertrain” (Autoprodotto, 2026)

I Leadfeather sono una band hard rock britannica che fonde energia grezza guidata da riff e atmosfera anni ’70, questi ep in sei pezzi li conferma su ottimi livelli, tra Led Zeppelin e Black Crowes.

The Band Feel “What Of Now” (Autoprodotto, 2026)

“What Of Now” regala buoni momenti di rock vintage, suonato bene e ottimamente cantato il disco è quindi assolutamente consigliato agli appassionati del genere.

Haerdsmaelta “Haerdrock” (Icons Creating Evil Art, 2026)

Dopo oltre un decennio trascorso a costruire uno degli universi underground più imprevedibili della Svezia, gli Haerdsmalta tornano con “Haerdrock” il loro terzo album, il più imprevedibile e non catalogabile tra le uscite dell’anno. Da ascoltare assolutamente se siete curiosi. Bello!

Pure Reason Revolution “Terrifying Angels” (InsideOut Music, 2026)

I Pure Reason Revolution si confermano in continua evoluzione e ci consegnano un altro ottimo album, che si ascolta tra piacere e stupore.

Robin Trower “Shine” (Provogue Records, 2026)

Per gli amanti della musica di Robin Trower, “Shine” è l’ennesimo capitolo di una carriera eccezionale e lavoro da non perdere assolutamente, parola di Back In Rock.

John Diva & The Rockets Of Love “Your Favorite Drug” (Frontiers Records, 2026)

John Diva & The Rockets of Love sono una band interessante, Questo lavoro è in equilibrio tra raffinatezza e grinta. Perfetto per chi ricerca un sound che aiuta a distarsi, e a cantare senza pensare ai problemi che ci affliggono.

Elysion “Identity” (Massacre Records, 2026)

Vent’anni dopo la loro formazione e dopo tre album in studio, la band greca Elysion, torna con “Identity”. Il disco continua nel territorio consolidato di dark atmospheric metal, con chitarre più pesanti, una produzione più forte e una prospettiva lirica più matura.

In This Moment “Wicth” (Better Noise Music, 2026)

In generale il disco non affonda fino in fondo, ma veleggia fiero e si ascolta con piacere. Forse in studio gli In This Moment hanno già dato il meglio, ma restano comunque una band con un suono personale.

Forbidden “Forbidden” (BLK II BLK Records, 2026)

I Forbidden hanno storie e un bagaglio di esperienze da cui attingere. Tornano dopo 16 anni con il loro thrash old-school misto a groove prog, dimostrando una notevole capacità tecnica e compositiva.

Wasted Wizards “Wake Up Dead” (Scream For Existence, 2026)

Wasted Wizards pubblicano il loro EP di debutto “Wake Up Dead” con cinque brani completamente nuovi che catturano i diversi lati di una band che sta rapidamente sviluppando la propria identità. EP da ascoltare per gli appassionati sia di My Chemical Romance, ma anche per chi ama Hardcore Superstar o Extreme.

“B(l)ack In Time” (Autoproduzione, 2026)

Sebbene il marchio di fabbrica dei Necrodeath rimanga presente e distintivo di una formula portata avanti per quarant’anni, in tutto l’album persiste un sentimento di libertà e sperimentazione che permette di attingere da diversi discorsi musicali legati al metal estremo.

Elektradrive “Live! 40th Anniversary” (Andromeda Relix, 2026)

Un doppio dal vivo clamoroso, che racconta la storia di una grande band e dell’intera scena heavy rock italiana dagli anni ’80 ai giorni nostri. Imperdibile!!

Graveyard “Fever” (Nuclear Blast Records, 2026)

“Fever” riconferma i Graveyard come una delle migliori entità attuali di hard settantiano, proponendo una scaletta di brani ispirati, da ascoltare a volume sostenuto come ottimo antidoto per scacciare rabbia e tensione…

Airbourne “Airbourne” (Spinefarm Records, 2026)

Dopo 25 anni e 6 LP in studio, la macchina hard rock australiana nota come Airbourne, ha registrato un disco iconico, che rappresenta la tradizione consolidata della band, viene portata avanti, attraverso una raccolta di brani ben prodotti e suonati.

Ghost Hounds “Justified” (Maple House Records, 2026)

L’eccellenza è ormai l’asticella su cui il gruppo passeggia con la disinvoltura dei grandi e l’album arriva alla fine del viaggio attraverso un’America più grigia, emozionante e vera di quella che ci presentano i tg della sera di questi tempi, consigliato.

Johnny Winter “The Woodstock Experience” (Floating World/Retroworld, 2026)

Il blues trasformato in pane e pesci per trecentomila persone nella tre giorni più importante della storia del rock, questo è “The Woodstock Experience”. Blues on!

Alex Mari “Origins” (Art Of Melody Music/Burning Mind Music, 2026)

“Origins” è il primo album solista di Alex Mari (cantante dei Night Pleasure Hotel). Il progetto nasce dalla riscoperta e dalla trasformazione delle primissime canzoni scritte da Alex tra la fine degli anni ’90 e i primi anni Duemila. Tredici brani che sono praticamente ricordi recuperati. Tanti i musicisti ospiti.

Xion “When Stars Collide” (Fireflash Records, 2026)

Gli Xion sono una band Thrash fondata nel 2022, quando alcune componenti erano ancora minorenni. “When Stars Collide” è stato prodotto da Jonas Arnberg, è un ottimo secondo album, nel complesso il risultato è piuttosto orecchiabile e sicuramente riuscirà a conquistare nuovi fans, bravi questi cinque giovanotti svedesi.

Bobbie Dazzle “Star Power” (Rise Above Records, 2026)

“Star Power” è un album strabordante di energia hard rock, classe e fascino, con tutte le carte in regola per mietere ulteriori e meritati consensi, aumentando la notorietà di Bobbie Dazzle, artista cui non difettano teatralità, talento, bellezza e ambizione.

Åskväder “Wax” (Icons Creating Evil Art, 2026)

La rock band svedese Åskväder esce con il terzo disco “Wax” che segna l’inizio di un nuovo capitolo, inaugurato dall’ingresso di Saga Flygare-Täll nel ruolo di cantante e chitarrista, e fotografa una band nel pieno delle proprie forze. Un bel lavoro di rock scandinavo da ascoltare!

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Signum Regis “Beyond Spacetime” (Fireflash Records/Edel, 2026)

Torna il gruppo dei Signum Regis, fondato nel 2007. Il loro prossimo nuovo e ottavo album in studio “Beyond Spacetime” un album convincente e potente di power metal melodico contemporaneo.

Bernie Marsden “Stage” (Conquest Music, 2026)

L’ultimo capitolo di questa splendida serie di lavori firmata da Marsden non poteva che essere una celebrazione sua e di tutti quei musicisti che lo hanno accompagnato e influenzato nella sua lunga carriera. Sarai sicuramente a jammare con i più grandi lassù, nel paradiso del rock, arrivederci Bernie.

Chrystal Throne “Chantry Of Sacrifice” (Autoprodotto, 2026)

Da anni non ascoltavo un disco di prog metal anni ’80, certamente derivativo, ma così ben delineato e ricco di valori tecnici e compositivi.

The Jayhawks “Sanctuary Park” (Thirty Tigers, 2026)

Grande ritorno per un gruppo che non ha mai perso la bussola compositiva e ha segnato la storia dell’alternative rock degli ultimi quarant’anni.

The Steel Woods “The Lexington Tapes, live ’17” (Thirty Tigers, 2026)

Peccato che un gruppo di valore assoluto come i The Steel Woods non possano più regalarci grande musica, rimarranno nella leggenda del rock americano così come il loro sfortunato leader.

Feline Melinda “Duets II” (Diotima Records, 2026)

I Feline Melinda celebrano il prestigioso quarantesimo anniversario con un rinnovamento della propria immagine. “Duets II” presenta cinque brani di epoche diverse con nuovi arrangiamenti e voci, proposti in duetto con la cantante Doris Albenberger.

Overwhelm “The Bad Blood Of Humankind” (Autoprodotto, 2026)

Thrash metal classico in questo quarto disco degli Overwhelm, realtà nazionale. Buona autoproduzione e attitudine, testi impegnati: la strada è spianata, ora bisogna correre.

7 Miles To Pittsburgh “Beyond Repair” (M-Theory Audio, 2026)

Tra hard rock e prog rock, il terzo album di questo quintetto, guidato dall’ex Sleeze Beez Andrew Wet, è una piccola gemma che fonde Rainbow, Kansas e tocchi AOR. Che bella sorpresa.

Paul Laine “The Long Road Back” (Frontiers, 2026)

“The Long Road Back” è la confessione di un ragazzo che ha sognato di fare la rockstar, per poi scoprire che il posto più bello, citando il titolo dell’album, è tornare alle origini. Un album di rock melodico carico di passione.

Jovin Webb “Son Of A Sinner” (Blind Pig Records, 2026)

Jovin Webb aveva fatto parlare di sé due anni fa con il debutto “Drifter” e ora, con il nuovo album, conferma la bontà della sua proposta ed il suo talento innato per il padre di tutti i generi.

Invincia “Echoes From The Past” (Escape Music, 2026)

E’ una grande bella sorpresa per me l’ascolto di questo esordio dei finlandesi Invincia. “Echoes From The Past”è un lavoro veramente interessante, fresco ben prodotto, un disco che ti coinvolge dall’inizio alla fine, ogni canzone è guidata da una vera passione per l’heavy metal.

Warren Haynes “Dreams & Songs: A Symphonic Journey” (Provogue Records, 2026)

Vi consiglio di non perdervi l’ennesima pubblicazione firmata da Warren Haynes, una garanzia di altissima qualità nella scena rock mondiale.

Stryper “Throne Of Thorns” (Frontiers Records, 2026)

I pionieri del metal cristiano Stryper tornano con un nuovo capitolo della loro carriera leggendaria. In “Throne Of Thorns” c’è molto heavy metal, ma altrettanta melodia, un ottimo album che si inserisce tra i loro ultimi migliori lavori.

Mason “Edge Of Destruction” (Eonian Records, 2026)

Marcus Mason e il suo gruppo ritornano con il terzo disco “Edge Of Destruction”. Uno dei migliori album AOR del’anno, raffinato e ben costruito.

Dinosaur Jr. “There Near” (Jagjaguwar, 2026)

“There Near” non sposta di una virgola tutto quello che si è detto e scritto sulla band, un manifesto della musica di J Mascis e compagni. Questo è il rock alternativo, questi sono i Dinosaur Jr.

Tygers Of Pan Tang “Electrifyed” (Mighty Music, 2026)

I veterani Tygers Of Pan Tang tornano con un disco compatto, pesante, potente, un nuovo tassello della band che porta avanti la storia con la consapevolezza che il livello qualitativo creativo è di qualità. Il metal classico senza nostalgia.

Europe “Come This Madness” (Silver Lining Music, 2026)

Ottima produzione e tecnica inappuntabile, ma il punto focale sono le canzoni, che sommate insieme formano un ottimo disco che ci (ri)consegna gli Europe del terzo millennio in piena forma.

Janiva Magness “Truth In The Room: Clearmountain Sessions (Blue Elan Records, 2026)

Un album che consiglio a tutti gli appassionati, troverete al suo interno momenti di grande musica, parola di BIR.

Villagers Of Ioannina City “Venceremos” (Napalm Records, 2026)

I Villagers Of Ioannina City sono una realtà da tenere in grande considerazione, coniugano tradizione rock settantiana, con elementi più moderni ispirati dal post rock e dal metal, senza mai perdere di vista la ricerca di linee melodiche. “Venceremos” ne conferma l’ulteriore crescita in fase compositiva.

The Right Reverend Crow “Demokracy Blues” (Need To Know Music, 2026)

Un album da leggere oltre che da ascoltare per apprezzare al meglio i testi di Nathan Bell seguiti da una copertina che la dice lunga sulle intenzioni dei “The Right Reverend Crow”, con in evidenza (oltre a Jimi Hendrix), i due atleti afroamericani Tommie Smith e John Carlos e il loro pugno chiuso durante la premiazione dei 200 metri alle Olimpiadi messicane del ‘68.

Chris Horses & The Slow Smoke “Nowhere Bound” (Devil’s Forks Records, 2026)

nuovo disco “Nowhere Bound” per Chris Horses & The Slow Smoke: un gran disco southen/country un lavoro che merita di essere ascoltato e diffuso, tanta carne al fuoco, bravi Chris Horses & The Slow Smoke

Gary John Barden “Empowered Emotions” (Frontiers Records, 2026)

Gary John Barden torna con “Empowered Emotions”, un formidabile cast di musicisti ospiti e una voce che rimane immediatamente riconoscibile, con cui ha registrato un album potente e sorprendentemente vivo e pieno di carattere.

Recensione concerto Judas Priest / Nevermore (Roma, Auditorium Parco della Musica, 9 settembre 2026)

Nel tempio della musica classica i giganti Judas Priest dimostrano che l’heavy metal è la nuova musica colta di oggi. Non da meno i Nevermore in apertura!

Velveteen Queen “The Greater Good” (Silver Lining Music, 2026)

Prodotto da un grande nome come  Sören Andersen, il secondo disco dei VQ cattura l’attitudine della Sunset Strip dei giorni d’oro, filtrata attraverso la grande tradizione svedese, C’è una nuova generazione di giovani glam rocker e i Velveteen Queen ne sono fieri protagonisti.

Alabama Shakes “I Must Be Dreaming” (Island Records, 2026)

“I Must Be Dreaming” non fa che confermare l’alto livello raggiunto ormai dal gruppo, sicuramente impegnativo, ma di assoluta qualità, consigliato.

Black Blood Sthlm “EP” (Autoproduzione, 2026)

Gli svedesi Black Blood Sthlm, nati dall’incontro di quattro musicisti con una lunga esperienza debuttano con un EP, quattro brani plasmati da chi conosce il linguaggio dell’hard rock dall’interno e lo affronta con autenticità piuttosto che nostalgia.

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Roby Vanni

Chitarrista veronese graduato nel 1995 al G.I.T. di Los Angeles, Roby Vanni è un chitarrista fieramente innamorato degli anni ’80, ma c’è molto altro da dire. Scopritelo in questa intervista, dove si parla del suo amico Steve Lukather, dell’incontro con Ringo Starr e… E in famiglia c’è già l’erede che ha superato il padre, il figlio Davi Lee.

Danielle Nicole “Fireflies” (Forty Below Records, 2026)

Un album ben fatto, suonato benissimo e dal songwriting di alto livello, dalla bassista e cantante statunitense non possiamo pretendere di più, brava.

Da David Bowie a Freddie Mercury a Johnny Cash. Testamenti in musica: quando si muore cantando!!

𝑻𝒆𝒔𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒊𝒏 𝒎𝒖𝒔𝒊𝒄𝒂, 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒔𝒊 𝒎𝒖𝒐𝒓𝒆 𝒄𝒂𝒏𝒕𝒂𝒏𝒅𝒐
Partendo dal disco scritto da Mike Peters in punto di morte, il nostro Gabriele Bassanetti viaggia tra alcuni dei più grandi amati che hanno scelto di salutare la vita continuando a fare musica. Non è un tuffo nella tristezza o un elogio della morte, ma al contrario un elogio alla vita. Infatti ricordare questi artisti è il miglior modo per mostrarci grati a ciò che ci hanno donato: la loro arte.

Green Carnation “A Dark Poem, Part III: The Messiah Complex” (Season Of Mist, 2026)

Terzo e ultimo capitolo di “A Dark Poem”, che nella sua interezza è un’opera maestosa e impegnativa che richiede più di un ascolto per coglierne i tanti dettagli.

Shakra “Just Live Loud!” (Frontiers Records, 2026)

Gli svizzeri Shakra ancora una volta non deludono, dinamiche ed energia vi faranno divertire, in questo nuovo album ricco di chitarre potenti e ritornelli melodici, scritti per essere riproposti in sede live.

Sweet Electric “Something Something Disco” (Autoprodotto, 2026)

Secondo disco per la band di Colonia Sweet Electric, “Something Something Disco”  è un disco pensato, non c’è una canzone decisamente brutta nell’album, e sebbene manchi un filo conduttore (cosa che potrebbe essere voluta) risulta difficile non innamorarsi di questi cinque simpatici, scanzonati ragazzi

Scorpion Milk “Flesh Masks For Skulls”  (Peaceville Records, 2026)

Nuovo EP per la creatura di Mat McNerney, quattro brani nuovo e un remix curato da ospiti sorprendenti

Avrak “Avrak” (Peaceville Records, 2026)

Il gruppo di Ted Skjellum, alias Nocturno Culto, al di fuori dei Darkthrone, per dare piena soddisfazione alla sua passione per l’old metal.

The Night Eternal “Cold Velvet” (Metal Blade Records, 2026)

Sono certo che “Cold Velvet” sarà l’album della consacrazione di una band solida, determinata e capace di schierare un vocalist riconoscibile al primo ascolto.

Ricky Warwick “Fire & Vengeance” (Earache Records, 2026)

RQuesto non è solo un disco, ma una raccolta di pensieri, umori e storie di Ricky Warwick, un rocker vero che da 40 anni canta e suona quello che ama.

CoreLeoni “Generection” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Il chitarrista e membro fondatore dei Gotthard torna in prima linea con i suoi CoreLeoni. Questo quarto album è il lavoro più pesante, per un hard Rock tirato mischiato ad une vena soul molto interessante.

Green Lung “Necropolitan” (Nuclear Blast Records, 2026)

Con “Necropolitan” i Green Lung confermano di essere una grandissima band e, dopo l’addio di Ozzy e di fatto dei Black Sabbath più doom, si candidano per raccoglierne l’eredità artistica in patria e non solo.

Gjenferd “Black Smoke Rising” (Apollon Records, 2026)

La fiamma dell’hard rock dei ‘70 non cesserà mai di spegnersi, ovunque, tanto più nei paesi scandinavi, dove centinaia di…

Black Reflex “Zero Dawn” (Andromeda Relix, 2026)

“Zero Dawn” è un album importante, di vero heavy metal, che speriamo non si mescoli alla massa di titoli metal fatti con il metodo del copia/incolla e trovi l’attenzione che merita.

Stormbringer “Transcendence” (Attic Records, 2026)

La band del Northamptonshire torna con ‘Transcendence’. I ragazzi hanno confezionato un disco travolgente, di classico heavy metal, come si faceva ai tempi d’oro del genere. Assolutamente consigliato e per me è sicuramente uno dei migliori dischi del genere in questo 2026.

Jehovah On Death “Lágrimas De Oro” (I, Voidhanger Records, 2026)

Gli Jehovah On Death sono una realtà del panorama rock internazionale della quale sentiremo molto parlare; hanno attitudine, idee, immagine, talento e sanno dove vogliono andare. Speriamo che presto si esibiscano in Italia, la loro proposta trova nel palco il suo ambiente ideale.

Cirith Ungol “All The Shadows” (No Remorse Records, 2026)

Con il nuovo disco “All The Shadows”, i Cirith Ungol mettono un altro mattone heavy/doom, che giganteggia in una carriera che da mezzo secolo tiene viva la fiamma del metal duro e puro.

Tony Iommi “From The Dark” (Bmg, 2026)

Alla fine dell’ascolto di “From The Dark” la sensazione che rimane è di magniloquenza, un senso di grandezza, per aver accolto ancora una volta nel nostro mondo Tony Iommi, l’ideatore dell’heavy metal.

Greta Van Fleet “Palace For The People” (Republic Records, 2026)

“Palace For The People” è un album maturo nella sua completezza, che omaggia il il rock, il blue e il folk in egual misura e ci consegna una band matura e consapevole che sta lasciando un segno forte nella scena rock di questi anni.

Eric Johanson “The Open Bayou” (Levee Ward Records, 2026)

Eric Johanson è nato in Louisiana, vive a New Orleans e suona rock blues. Con queste premesse il suo nuovo album (il quinto) non può non essere un investimento ad occhi chiusi per chi ama il genere. Allievo del grande Tab Benoit, Johanson pubblica il suo nuovo album...

Project Czar “Enjoy The Resistence” (UDU, 2025)

Un album colmo di heavy rock pulsante e sufficientemente originale. racchiuso con una bella confezione e contenuti artistici degni di attenzione. Bel disco!

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Marco Simoncelli, chitarrista dei The Heat Inc.

Oggi incontriamo il romano Marco Simoncelli, chitarrista della rock band inglese The Heat Inc. che, lo dice la critica di settore, è sul trampolino di lancio. Ci facciamo raccontare gusti, ricordi e le sue origini musicali.

Texas Headhunters “Rise And Shine” (Blue Elan, 2026)

La notevole tecnica non fa perdere la bussola ai tre che danno importanza massima alla canzone, licenziando una raccolta di brani composta da nove hits, applausi.

“La spalla sinistra di Malcolm Young” di Domenico Paris (Iride/Rubettino, 590 pag, 28 €, 2026)

La storia dei Beautiful Loserz è la storia di tutti noi, innamorati persi del rock’n’roll, senza un futuro, interessati solo al prossimo concerto, al prossimo viaggio, al prossimo pezzo da scrivere, suonare o ascoltare. Una storia rock che colpisce al cuore.

Beyond 1969 “Back To The Blues” (HMG Recordings, 2026)

Un album elegante, ispirato e suonato benissimo, direi che possiamo sicuramente promuovere i Beyond 1969.

Shogun Mojo “Shogun Mojo” (Frontiers, 2026)

L’unione che non ti aspetti: il chitarrista dei Kiss Tommy Thayer e il cantante Dan Reed dei Dan Reed Network si incontrano e nasce un bel disco funky rock estivo che scalderà il nostro inverno.

Electric Guitars “What Are We Waiting For” (Mighty Music, 2026)

TTornano gli svedesi Electric Guitars. Il sesto album “What Are We Waiting For” segna una nuova direzione creativa audace: da un suono tipicamente hard rock di matrice nord europea, sono passati a un sound decisamente più commerciale e moderno. Si dimostrerà vincente questo cambio?

Iron Savior “Deathbringer” (Frontiers Records, 2026)

L’astronave degli Iron Savior è una delle migliori in fatto di metal old school, “Deathbringer”è un disco proiettato nel futuro, se cercate riff, potenza, velocità e amatequesta storica band vi piacerà di sicuro.

Enslaved “Mið” (Nuclear Blast Records, 2026)

Trentacinque anni di carriera in costante evoluzione, fino alla formula composita di questo nuovo disco, che include anche un incontro con la nazione Blackfeet.

Teenage Fanclub “Do Not Dare To Dream” (Merge, 2026)

Non più “Teenage” ma sempre capaci di realizzare musica che fa stare bene con invidiabile naturalezza.

Ruthie Foster “Just Say Yes” (Sun Records, 2026)

“Just Say Yes”uno dei dischi più intensi di questo ottimo anno per la musica americana tradizionale.

Jack Browning “Painted Skies” (Too Fine Records, 2026)

“Painted Skies” è all’insegna della varietà di stili con cui il nostro eroe si affida per dare a “Painted Skies” una buona scusa per ascoltarlo ancora una volta, promosso.

Kant “Echoes Of Unfortunate Times” (Sound Of Liberation Records, 2026)

Un meraviglioso coacervo di doom, heavy pyscho e kraut rock. Lunga vita a band come i Kant che sanno unire ricerca sonora e talento compositivo.

Joe Stump “Lords Of The Strings” (Silver Lining Music, 2026)

“Lords of the Strings” non è solo un’esibizione di tecnica, ma un album sincero che si regge su belle melodie e una scrittura variegata, che va altro il circuito dei chitarristi.

Evergrey “Architects Of A New Weave” (Napalm Records, 2026)

Siamo arrivati in ritardo a raccontarvi di questo disco, uscito il 5 giugno, ma non informare della bellezza di “Architects Of A New Weave”, sarebbe stato delittuoso. Che bravi gli Evergrey!!

Kat “Death Is Not Enough” (Logosound, 2026)

I KAT band storica nata nel 1979 a Katowice, in Polonia, fondata dal chitarrista Piotr Luczyk, tornano con il decimo album in studio con materiale completamente nuovo, intitolato “Death Is Not Enough”. Il boia (Questo vuol dire Kat in polacco), ha affilato la sua ascia per mietere nuove vittime

The Temperance Movement “New Promise Land Incorporated” (Earache Records, 2026)

Parlare di influenze più di tanto sarebbe riduttivo, il nuovo album è in tutto e per tutto un’appendice dello splendido lavoro precedente, come se tutti questi anni non fossero passati, irrinunciabile.

Temperance “Arcani” (Napalm Records, 2026)

i Temperance, dal2013 si sono ritagliati uno spazio nel panorama melodic e symphonic power metal grazie ai loro riff energici, melodie immediate e contaminazioni elettroniche, il tutto supportato da un intricato labirinto vocale, “Arcani” è il loro ottavo album, un bel disco per gliappassionati ddel genere.

Leadfeather “Cath The Silvertrain” (Autoprodotto, 2026)

I Leadfeather sono una band hard rock britannica che fonde energia grezza guidata da riff e atmosfera anni ’70, questi ep in sei pezzi li conferma su ottimi livelli, tra Led Zeppelin e Black Crowes.

The Band Feel “What Of Now” (Autoprodotto, 2026)

“What Of Now” regala buoni momenti di rock vintage, suonato bene e ottimamente cantato il disco è quindi assolutamente consigliato agli appassionati del genere.

Haerdsmaelta “Haerdrock” (Icons Creating Evil Art, 2026)

Dopo oltre un decennio trascorso a costruire uno degli universi underground più imprevedibili della Svezia, gli Haerdsmalta tornano con “Haerdrock” il loro terzo album, il più imprevedibile e non catalogabile tra le uscite dell’anno. Da ascoltare assolutamente se siete curiosi. Bello!

Pure Reason Revolution “Terrifying Angels” (InsideOut Music, 2026)

I Pure Reason Revolution si confermano in continua evoluzione e ci consegnano un altro ottimo album, che si ascolta tra piacere e stupore.

Robin Trower “Shine” (Provogue Records, 2026)

Per gli amanti della musica di Robin Trower, “Shine” è l’ennesimo capitolo di una carriera eccezionale e lavoro da non perdere assolutamente, parola di Back In Rock.

John Diva & The Rockets Of Love “Your Favorite Drug” (Frontiers Records, 2026)

John Diva & The Rockets of Love sono una band interessante, Questo lavoro è in equilibrio tra raffinatezza e grinta. Perfetto per chi ricerca un sound che aiuta a distarsi, e a cantare senza pensare ai problemi che ci affliggono.

Elysion “Identity” (Massacre Records, 2026)

Vent’anni dopo la loro formazione e dopo tre album in studio, la band greca Elysion, torna con “Identity”. Il disco continua nel territorio consolidato di dark atmospheric metal, con chitarre più pesanti, una produzione più forte e una prospettiva lirica più matura.

In This Moment “Wicth” (Better Noise Music, 2026)

In generale il disco non affonda fino in fondo, ma veleggia fiero e si ascolta con piacere. Forse in studio gli In This Moment hanno già dato il meglio, ma restano comunque una band con un suono personale.

Forbidden “Forbidden” (BLK II BLK Records, 2026)

I Forbidden hanno storie e un bagaglio di esperienze da cui attingere. Tornano dopo 16 anni con il loro thrash old-school misto a groove prog, dimostrando una notevole capacità tecnica e compositiva.

Wasted Wizards “Wake Up Dead” (Scream For Existence, 2026)

Wasted Wizards pubblicano il loro EP di debutto “Wake Up Dead” con cinque brani completamente nuovi che catturano i diversi lati di una band che sta rapidamente sviluppando la propria identità. EP da ascoltare per gli appassionati sia di My Chemical Romance, ma anche per chi ama Hardcore Superstar o Extreme.

“B(l)ack In Time” (Autoproduzione, 2026)

Sebbene il marchio di fabbrica dei Necrodeath rimanga presente e distintivo di una formula portata avanti per quarant’anni, in tutto l’album persiste un sentimento di libertà e sperimentazione che permette di attingere da diversi discorsi musicali legati al metal estremo.

Elektradrive “Live! 40th Anniversary” (Andromeda Relix, 2026)

Un doppio dal vivo clamoroso, che racconta la storia di una grande band e dell’intera scena heavy rock italiana dagli anni ’80 ai giorni nostri. Imperdibile!!

Graveyard “Fever” (Nuclear Blast Records, 2026)

“Fever” riconferma i Graveyard come una delle migliori entità attuali di hard settantiano, proponendo una scaletta di brani ispirati, da ascoltare a volume sostenuto come ottimo antidoto per scacciare rabbia e tensione…

Airbourne “Airbourne” (Spinefarm Records, 2026)

Dopo 25 anni e 6 LP in studio, la macchina hard rock australiana nota come Airbourne, ha registrato un disco iconico, che rappresenta la tradizione consolidata della band, viene portata avanti, attraverso una raccolta di brani ben prodotti e suonati.

Ghost Hounds “Justified” (Maple House Records, 2026)

L’eccellenza è ormai l’asticella su cui il gruppo passeggia con la disinvoltura dei grandi e l’album arriva alla fine del viaggio attraverso un’America più grigia, emozionante e vera di quella che ci presentano i tg della sera di questi tempi, consigliato.

Johnny Winter “The Woodstock Experience” (Floating World/Retroworld, 2026)

Il blues trasformato in pane e pesci per trecentomila persone nella tre giorni più importante della storia del rock, questo è “The Woodstock Experience”. Blues on!

Alex Mari “Origins” (Art Of Melody Music/Burning Mind Music, 2026)

“Origins” è il primo album solista di Alex Mari (cantante dei Night Pleasure Hotel). Il progetto nasce dalla riscoperta e dalla trasformazione delle primissime canzoni scritte da Alex tra la fine degli anni ’90 e i primi anni Duemila. Tredici brani che sono praticamente ricordi recuperati. Tanti i musicisti ospiti.

Xion “When Stars Collide” (Fireflash Records, 2026)

Gli Xion sono una band Thrash fondata nel 2022, quando alcune componenti erano ancora minorenni. “When Stars Collide” è stato prodotto da Jonas Arnberg, è un ottimo secondo album, nel complesso il risultato è piuttosto orecchiabile e sicuramente riuscirà a conquistare nuovi fans, bravi questi cinque giovanotti svedesi.

Bobbie Dazzle “Star Power” (Rise Above Records, 2026)

“Star Power” è un album strabordante di energia hard rock, classe e fascino, con tutte le carte in regola per mietere ulteriori e meritati consensi, aumentando la notorietà di Bobbie Dazzle, artista cui non difettano teatralità, talento, bellezza e ambizione.

Åskväder “Wax” (Icons Creating Evil Art, 2026)

La rock band svedese Åskväder esce con il terzo disco “Wax” che segna l’inizio di un nuovo capitolo, inaugurato dall’ingresso di Saga Flygare-Täll nel ruolo di cantante e chitarrista, e fotografa una band nel pieno delle proprie forze. Un bel lavoro di rock scandinavo da ascoltare!

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Signum Regis “Beyond Spacetime” (Fireflash Records/Edel, 2026)

Torna il gruppo dei Signum Regis, fondato nel 2007. Il loro prossimo nuovo e ottavo album in studio “Beyond Spacetime” un album convincente e potente di power metal melodico contemporaneo.

Bernie Marsden “Stage” (Conquest Music, 2026)

L’ultimo capitolo di questa splendida serie di lavori firmata da Marsden non poteva che essere una celebrazione sua e di tutti quei musicisti che lo hanno accompagnato e influenzato nella sua lunga carriera. Sarai sicuramente a jammare con i più grandi lassù, nel paradiso del rock, arrivederci Bernie.

Chrystal Throne “Chantry Of Sacrifice” (Autoprodotto, 2026)

Da anni non ascoltavo un disco di prog metal anni ’80, certamente derivativo, ma così ben delineato e ricco di valori tecnici e compositivi.

The Jayhawks “Sanctuary Park” (Thirty Tigers, 2026)

Grande ritorno per un gruppo che non ha mai perso la bussola compositiva e ha segnato la storia dell’alternative rock degli ultimi quarant’anni.

The Steel Woods “The Lexington Tapes, live ’17” (Thirty Tigers, 2026)

Peccato che un gruppo di valore assoluto come i The Steel Woods non possano più regalarci grande musica, rimarranno nella leggenda del rock americano così come il loro sfortunato leader.

Feline Melinda “Duets II” (Diotima Records, 2026)

I Feline Melinda celebrano il prestigioso quarantesimo anniversario con un rinnovamento della propria immagine. “Duets II” presenta cinque brani di epoche diverse con nuovi arrangiamenti e voci, proposti in duetto con la cantante Doris Albenberger.

Overwhelm “The Bad Blood Of Humankind” (Autoprodotto, 2026)

Thrash metal classico in questo quarto disco degli Overwhelm, realtà nazionale. Buona autoproduzione e attitudine, testi impegnati: la strada è spianata, ora bisogna correre.

7 Miles To Pittsburgh “Beyond Repair” (M-Theory Audio, 2026)

Tra hard rock e prog rock, il terzo album di questo quintetto, guidato dall’ex Sleeze Beez Andrew Wet, è una piccola gemma che fonde Rainbow, Kansas e tocchi AOR. Che bella sorpresa.

Paul Laine “The Long Road Back” (Frontiers, 2026)

“The Long Road Back” è la confessione di un ragazzo che ha sognato di fare la rockstar, per poi scoprire che il posto più bello, citando il titolo dell’album, è tornare alle origini. Un album di rock melodico carico di passione.

Jovin Webb “Son Of A Sinner” (Blind Pig Records, 2026)

Jovin Webb aveva fatto parlare di sé due anni fa con il debutto “Drifter” e ora, con il nuovo album, conferma la bontà della sua proposta ed il suo talento innato per il padre di tutti i generi.

Invincia “Echoes From The Past” (Escape Music, 2026)

E’ una grande bella sorpresa per me l’ascolto di questo esordio dei finlandesi Invincia. “Echoes From The Past”è un lavoro veramente interessante, fresco ben prodotto, un disco che ti coinvolge dall’inizio alla fine, ogni canzone è guidata da una vera passione per l’heavy metal.

Warren Haynes “Dreams & Songs: A Symphonic Journey” (Provogue Records, 2026)

Vi consiglio di non perdervi l’ennesima pubblicazione firmata da Warren Haynes, una garanzia di altissima qualità nella scena rock mondiale.

Stryper “Throne Of Thorns” (Frontiers Records, 2026)

I pionieri del metal cristiano Stryper tornano con un nuovo capitolo della loro carriera leggendaria. In “Throne Of Thorns” c’è molto heavy metal, ma altrettanta melodia, un ottimo album che si inserisce tra i loro ultimi migliori lavori.

Mason “Edge Of Destruction” (Eonian Records, 2026)

Marcus Mason e il suo gruppo ritornano con il terzo disco “Edge Of Destruction”. Uno dei migliori album AOR del’anno, raffinato e ben costruito.

Dinosaur Jr. “There Near” (Jagjaguwar, 2026)

“There Near” non sposta di una virgola tutto quello che si è detto e scritto sulla band, un manifesto della musica di J Mascis e compagni. Questo è il rock alternativo, questi sono i Dinosaur Jr.

Tygers Of Pan Tang “Electrifyed” (Mighty Music, 2026)

I veterani Tygers Of Pan Tang tornano con un disco compatto, pesante, potente, un nuovo tassello della band che porta avanti la storia con la consapevolezza che il livello qualitativo creativo è di qualità. Il metal classico senza nostalgia.

Europe “Come This Madness” (Silver Lining Music, 2026)

Ottima produzione e tecnica inappuntabile, ma il punto focale sono le canzoni, che sommate insieme formano un ottimo disco che ci (ri)consegna gli Europe del terzo millennio in piena forma.

Janiva Magness “Truth In The Room: Clearmountain Sessions (Blue Elan Records, 2026)

Un album che consiglio a tutti gli appassionati, troverete al suo interno momenti di grande musica, parola di BIR.

Villagers Of Ioannina City “Venceremos” (Napalm Records, 2026)

I Villagers Of Ioannina City sono una realtà da tenere in grande considerazione, coniugano tradizione rock settantiana, con elementi più moderni ispirati dal post rock e dal metal, senza mai perdere di vista la ricerca di linee melodiche. “Venceremos” ne conferma l’ulteriore crescita in fase compositiva.

The Right Reverend Crow “Demokracy Blues” (Need To Know Music, 2026)

Un album da leggere oltre che da ascoltare per apprezzare al meglio i testi di Nathan Bell seguiti da una copertina che la dice lunga sulle intenzioni dei “The Right Reverend Crow”, con in evidenza (oltre a Jimi Hendrix), i due atleti afroamericani Tommie Smith e John Carlos e il loro pugno chiuso durante la premiazione dei 200 metri alle Olimpiadi messicane del ‘68.

Chris Horses & The Slow Smoke “Nowhere Bound” (Devil’s Forks Records, 2026)

nuovo disco “Nowhere Bound” per Chris Horses & The Slow Smoke: un gran disco southen/country un lavoro che merita di essere ascoltato e diffuso, tanta carne al fuoco, bravi Chris Horses & The Slow Smoke

Gary John Barden “Empowered Emotions” (Frontiers Records, 2026)

Gary John Barden torna con “Empowered Emotions”, un formidabile cast di musicisti ospiti e una voce che rimane immediatamente riconoscibile, con cui ha registrato un album potente e sorprendentemente vivo e pieno di carattere.

Recensione concerto Judas Priest / Nevermore (Roma, Auditorium Parco della Musica, 9 settembre 2026)

Nel tempio della musica classica i giganti Judas Priest dimostrano che l’heavy metal è la nuova musica colta di oggi. Non da meno i Nevermore in apertura!

Velveteen Queen “The Greater Good” (Silver Lining Music, 2026)

Prodotto da un grande nome come  Sören Andersen, il secondo disco dei VQ cattura l’attitudine della Sunset Strip dei giorni d’oro, filtrata attraverso la grande tradizione svedese, C’è una nuova generazione di giovani glam rocker e i Velveteen Queen ne sono fieri protagonisti.

Alabama Shakes “I Must Be Dreaming” (Island Records, 2026)

“I Must Be Dreaming” non fa che confermare l’alto livello raggiunto ormai dal gruppo, sicuramente impegnativo, ma di assoluta qualità, consigliato.

Black Blood Sthlm “EP” (Autoproduzione, 2026)

Gli svedesi Black Blood Sthlm, nati dall’incontro di quattro musicisti con una lunga esperienza debuttano con un EP, quattro brani plasmati da chi conosce il linguaggio dell’hard rock dall’interno e lo affronta con autenticità piuttosto che nostalgia.

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Roby Vanni

Chitarrista veronese graduato nel 1995 al G.I.T. di Los Angeles, Roby Vanni è un chitarrista fieramente innamorato degli anni ’80, ma c’è molto altro da dire. Scopritelo in questa intervista, dove si parla del suo amico Steve Lukather, dell’incontro con Ringo Starr e… E in famiglia c’è già l’erede che ha superato il padre, il figlio Davi Lee.

Danielle Nicole “Fireflies” (Forty Below Records, 2026)

Un album ben fatto, suonato benissimo e dal songwriting di alto livello, dalla bassista e cantante statunitense non possiamo pretendere di più, brava.

Da David Bowie a Freddie Mercury a Johnny Cash. Testamenti in musica: quando si muore cantando!!

𝑻𝒆𝒔𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒊𝒏 𝒎𝒖𝒔𝒊𝒄𝒂, 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒔𝒊 𝒎𝒖𝒐𝒓𝒆 𝒄𝒂𝒏𝒕𝒂𝒏𝒅𝒐
Partendo dal disco scritto da Mike Peters in punto di morte, il nostro Gabriele Bassanetti viaggia tra alcuni dei più grandi amati che hanno scelto di salutare la vita continuando a fare musica. Non è un tuffo nella tristezza o un elogio della morte, ma al contrario un elogio alla vita. Infatti ricordare questi artisti è il miglior modo per mostrarci grati a ciò che ci hanno donato: la loro arte.

Green Carnation “A Dark Poem, Part III: The Messiah Complex” (Season Of Mist, 2026)

Terzo e ultimo capitolo di “A Dark Poem”, che nella sua interezza è un’opera maestosa e impegnativa che richiede più di un ascolto per coglierne i tanti dettagli.

Shakra “Just Live Loud!” (Frontiers Records, 2026)

Gli svizzeri Shakra ancora una volta non deludono, dinamiche ed energia vi faranno divertire, in questo nuovo album ricco di chitarre potenti e ritornelli melodici, scritti per essere riproposti in sede live.

Sweet Electric “Something Something Disco” (Autoprodotto, 2026)

Secondo disco per la band di Colonia Sweet Electric, “Something Something Disco”  è un disco pensato, non c’è una canzone decisamente brutta nell’album, e sebbene manchi un filo conduttore (cosa che potrebbe essere voluta) risulta difficile non innamorarsi di questi cinque simpatici, scanzonati ragazzi

Scorpion Milk “Flesh Masks For Skulls”  (Peaceville Records, 2026)

Nuovo EP per la creatura di Mat McNerney, quattro brani nuovo e un remix curato da ospiti sorprendenti

Avrak “Avrak” (Peaceville Records, 2026)

Il gruppo di Ted Skjellum, alias Nocturno Culto, al di fuori dei Darkthrone, per dare piena soddisfazione alla sua passione per l’old metal.

The Night Eternal “Cold Velvet” (Metal Blade Records, 2026)

Sono certo che “Cold Velvet” sarà l’album della consacrazione di una band solida, determinata e capace di schierare un vocalist riconoscibile al primo ascolto.

Ricky Warwick “Fire & Vengeance” (Earache Records, 2026)

RQuesto non è solo un disco, ma una raccolta di pensieri, umori e storie di Ricky Warwick, un rocker vero che da 40 anni canta e suona quello che ama.

CoreLeoni “Generection” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Il chitarrista e membro fondatore dei Gotthard torna in prima linea con i suoi CoreLeoni. Questo quarto album è il lavoro più pesante, per un hard Rock tirato mischiato ad une vena soul molto interessante.

Green Lung “Necropolitan” (Nuclear Blast Records, 2026)

Con “Necropolitan” i Green Lung confermano di essere una grandissima band e, dopo l’addio di Ozzy e di fatto dei Black Sabbath più doom, si candidano per raccoglierne l’eredità artistica in patria e non solo.

Gjenferd “Black Smoke Rising” (Apollon Records, 2026)

La fiamma dell’hard rock dei ‘70 non cesserà mai di spegnersi, ovunque, tanto più nei paesi scandinavi, dove centinaia di…

Black Reflex “Zero Dawn” (Andromeda Relix, 2026)

“Zero Dawn” è un album importante, di vero heavy metal, che speriamo non si mescoli alla massa di titoli metal fatti con il metodo del copia/incolla e trovi l’attenzione che merita.

Stormbringer “Transcendence” (Attic Records, 2026)

La band del Northamptonshire torna con ‘Transcendence’. I ragazzi hanno confezionato un disco travolgente, di classico heavy metal, come si faceva ai tempi d’oro del genere. Assolutamente consigliato e per me è sicuramente uno dei migliori dischi del genere in questo 2026.

Jehovah On Death “Lágrimas De Oro” (I, Voidhanger Records, 2026)

Gli Jehovah On Death sono una realtà del panorama rock internazionale della quale sentiremo molto parlare; hanno attitudine, idee, immagine, talento e sanno dove vogliono andare. Speriamo che presto si esibiscano in Italia, la loro proposta trova nel palco il suo ambiente ideale.

Cirith Ungol “All The Shadows” (No Remorse Records, 2026)

Con il nuovo disco “All The Shadows”, i Cirith Ungol mettono un altro mattone heavy/doom, che giganteggia in una carriera che da mezzo secolo tiene viva la fiamma del metal duro e puro.

Tony Iommi “From The Dark” (Bmg, 2026)

Alla fine dell’ascolto di “From The Dark” la sensazione che rimane è di magniloquenza, un senso di grandezza, per aver accolto ancora una volta nel nostro mondo Tony Iommi, l’ideatore dell’heavy metal.

Greta Van Fleet “Palace For The People” (Republic Records, 2026)

“Palace For The People” è un album maturo nella sua completezza, che omaggia il il rock, il blue e il folk in egual misura e ci consegna una band matura e consapevole che sta lasciando un segno forte nella scena rock di questi anni.

Eric Johanson “The Open Bayou” (Levee Ward Records, 2026)

Eric Johanson è nato in Louisiana, vive a New Orleans e suona rock blues. Con queste premesse il suo nuovo album (il quinto) non può non essere un investimento ad occhi chiusi per chi ama il genere. Allievo del grande Tab Benoit, Johanson pubblica il suo nuovo album...

Project Czar “Enjoy The Resistence” (UDU, 2025)

Un album colmo di heavy rock pulsante e sufficientemente originale. racchiuso con una bella confezione e contenuti artistici degni di attenzione. Bel disco!

Dentro la musica. Oggi incontriamo… Marco Simoncelli, chitarrista dei The Heat Inc.

Oggi incontriamo il romano Marco Simoncelli, chitarrista della rock band inglese The Heat Inc. che, lo dice la critica di settore, è sul trampolino di lancio. Ci facciamo raccontare gusti, ricordi e le sue origini musicali.

Texas Headhunters “Rise And Shine” (Blue Elan, 2026)

La notevole tecnica non fa perdere la bussola ai tre che danno importanza massima alla canzone, licenziando una raccolta di brani composta da nove hits, applausi.

“La spalla sinistra di Malcolm Young” di Domenico Paris (Iride/Rubettino, 590 pag, 28 €, 2026)

La storia dei Beautiful Loserz è la storia di tutti noi, innamorati persi del rock’n’roll, senza un futuro, interessati solo al prossimo concerto, al prossimo viaggio, al prossimo pezzo da scrivere, suonare o ascoltare. Una storia rock che colpisce al cuore.

Beyond 1969 “Back To The Blues” (HMG Recordings, 2026)

Un album elegante, ispirato e suonato benissimo, direi che possiamo sicuramente promuovere i Beyond 1969.

Shogun Mojo “Shogun Mojo” (Frontiers, 2026)

L’unione che non ti aspetti: il chitarrista dei Kiss Tommy Thayer e il cantante Dan Reed dei Dan Reed Network si incontrano e nasce un bel disco funky rock estivo che scalderà il nostro inverno.

Electric Guitars “What Are We Waiting For” (Mighty Music, 2026)

TTornano gli svedesi Electric Guitars. Il sesto album “What Are We Waiting For” segna una nuova direzione creativa audace: da un suono tipicamente hard rock di matrice nord europea, sono passati a un sound decisamente più commerciale e moderno. Si dimostrerà vincente questo cambio?

Iron Savior “Deathbringer” (Frontiers Records, 2026)

L’astronave degli Iron Savior è una delle migliori in fatto di metal old school, “Deathbringer”è un disco proiettato nel futuro, se cercate riff, potenza, velocità e amatequesta storica band vi piacerà di sicuro.

Enslaved “Mið” (Nuclear Blast Records, 2026)

Trentacinque anni di carriera in costante evoluzione, fino alla formula composita di questo nuovo disco, che include anche un incontro con la nazione Blackfeet.

Teenage Fanclub “Do Not Dare To Dream” (Merge, 2026)

Non più “Teenage” ma sempre capaci di realizzare musica che fa stare bene con invidiabile naturalezza.

Ruthie Foster “Just Say Yes” (Sun Records, 2026)

“Just Say Yes”uno dei dischi più intensi di questo ottimo anno per la musica americana tradizionale.

Jack Browning “Painted Skies” (Too Fine Records, 2026)

“Painted Skies” è all’insegna della varietà di stili con cui il nostro eroe si affida per dare a “Painted Skies” una buona scusa per ascoltarlo ancora una volta, promosso.

Kant “Echoes Of Unfortunate Times” (Sound Of Liberation Records, 2026)

Un meraviglioso coacervo di doom, heavy pyscho e kraut rock. Lunga vita a band come i Kant che sanno unire ricerca sonora e talento compositivo.

Joe Stump “Lords Of The Strings” (Silver Lining Music, 2026)

“Lords of the Strings” non è solo un’esibizione di tecnica, ma un album sincero che si regge su belle melodie e una scrittura variegata, che va altro il circuito dei chitarristi.

Evergrey “Architects Of A New Weave” (Napalm Records, 2026)

Siamo arrivati in ritardo a raccontarvi di questo disco, uscito il 5 giugno, ma non informare della bellezza di “Architects Of A New Weave”, sarebbe stato delittuoso. Che bravi gli Evergrey!!

Kat “Death Is Not Enough” (Logosound, 2026)

I KAT band storica nata nel 1979 a Katowice, in Polonia, fondata dal chitarrista Piotr Luczyk, tornano con il decimo album in studio con materiale completamente nuovo, intitolato “Death Is Not Enough”. Il boia (Questo vuol dire Kat in polacco), ha affilato la sua ascia per mietere nuove vittime

The Temperance Movement “New Promise Land Incorporated” (Earache Records, 2026)

Parlare di influenze più di tanto sarebbe riduttivo, il nuovo album è in tutto e per tutto un’appendice dello splendido lavoro precedente, come se tutti questi anni non fossero passati, irrinunciabile.

Temperance “Arcani” (Napalm Records, 2026)

i Temperance, dal2013 si sono ritagliati uno spazio nel panorama melodic e symphonic power metal grazie ai loro riff energici, melodie immediate e contaminazioni elettroniche, il tutto supportato da un intricato labirinto vocale, “Arcani” è il loro ottavo album, un bel disco per gliappassionati ddel genere.

Leadfeather “Cath The Silvertrain” (Autoprodotto, 2026)

I Leadfeather sono una band hard rock britannica che fonde energia grezza guidata da riff e atmosfera anni ’70, questi ep in sei pezzi li conferma su ottimi livelli, tra Led Zeppelin e Black Crowes.

The Band Feel “What Of Now” (Autoprodotto, 2026)

“What Of Now” regala buoni momenti di rock vintage, suonato bene e ottimamente cantato il disco è quindi assolutamente consigliato agli appassionati del genere.

Haerdsmaelta “Haerdrock” (Icons Creating Evil Art, 2026)

Dopo oltre un decennio trascorso a costruire uno degli universi underground più imprevedibili della Svezia, gli Haerdsmalta tornano con “Haerdrock” il loro terzo album, il più imprevedibile e non catalogabile tra le uscite dell’anno. Da ascoltare assolutamente se siete curiosi. Bello!

Pure Reason Revolution “Terrifying Angels” (InsideOut Music, 2026)

I Pure Reason Revolution si confermano in continua evoluzione e ci consegnano un altro ottimo album, che si ascolta tra piacere e stupore.

Robin Trower “Shine” (Provogue Records, 2026)

Per gli amanti della musica di Robin Trower, “Shine” è l’ennesimo capitolo di una carriera eccezionale e lavoro da non perdere assolutamente, parola di Back In Rock.

John Diva & The Rockets Of Love “Your Favorite Drug” (Frontiers Records, 2026)

John Diva & The Rockets of Love sono una band interessante, Questo lavoro è in equilibrio tra raffinatezza e grinta. Perfetto per chi ricerca un sound che aiuta a distarsi, e a cantare senza pensare ai problemi che ci affliggono.

Elysion “Identity” (Massacre Records, 2026)

Vent’anni dopo la loro formazione e dopo tre album in studio, la band greca Elysion, torna con “Identity”. Il disco continua nel territorio consolidato di dark atmospheric metal, con chitarre più pesanti, una produzione più forte e una prospettiva lirica più matura.

In This Moment “Wicth” (Better Noise Music, 2026)

In generale il disco non affonda fino in fondo, ma veleggia fiero e si ascolta con piacere. Forse in studio gli In This Moment hanno già dato il meglio, ma restano comunque una band con un suono personale.

Forbidden “Forbidden” (BLK II BLK Records, 2026)

I Forbidden hanno storie e un bagaglio di esperienze da cui attingere. Tornano dopo 16 anni con il loro thrash old-school misto a groove prog, dimostrando una notevole capacità tecnica e compositiva.

Wasted Wizards “Wake Up Dead” (Scream For Existence, 2026)

Wasted Wizards pubblicano il loro EP di debutto “Wake Up Dead” con cinque brani completamente nuovi che catturano i diversi lati di una band che sta rapidamente sviluppando la propria identità. EP da ascoltare per gli appassionati sia di My Chemical Romance, ma anche per chi ama Hardcore Superstar o Extreme.

“B(l)ack In Time” (Autoproduzione, 2026)

Sebbene il marchio di fabbrica dei Necrodeath rimanga presente e distintivo di una formula portata avanti per quarant’anni, in tutto l’album persiste un sentimento di libertà e sperimentazione che permette di attingere da diversi discorsi musicali legati al metal estremo.

Elektradrive “Live! 40th Anniversary” (Andromeda Relix, 2026)

Un doppio dal vivo clamoroso, che racconta la storia di una grande band e dell’intera scena heavy rock italiana dagli anni ’80 ai giorni nostri. Imperdibile!!

Graveyard “Fever” (Nuclear Blast Records, 2026)

“Fever” riconferma i Graveyard come una delle migliori entità attuali di hard settantiano, proponendo una scaletta di brani ispirati, da ascoltare a volume sostenuto come ottimo antidoto per scacciare rabbia e tensione…

Airbourne “Airbourne” (Spinefarm Records, 2026)

Dopo 25 anni e 6 LP in studio, la macchina hard rock australiana nota come Airbourne, ha registrato un disco iconico, che rappresenta la tradizione consolidata della band, viene portata avanti, attraverso una raccolta di brani ben prodotti e suonati.

Ghost Hounds “Justified” (Maple House Records, 2026)

L’eccellenza è ormai l’asticella su cui il gruppo passeggia con la disinvoltura dei grandi e l’album arriva alla fine del viaggio attraverso un’America più grigia, emozionante e vera di quella che ci presentano i tg della sera di questi tempi, consigliato.

Johnny Winter “The Woodstock Experience” (Floating World/Retroworld, 2026)

Il blues trasformato in pane e pesci per trecentomila persone nella tre giorni più importante della storia del rock, questo è “The Woodstock Experience”. Blues on!

Alex Mari “Origins” (Art Of Melody Music/Burning Mind Music, 2026)

“Origins” è il primo album solista di Alex Mari (cantante dei Night Pleasure Hotel). Il progetto nasce dalla riscoperta e dalla trasformazione delle primissime canzoni scritte da Alex tra la fine degli anni ’90 e i primi anni Duemila. Tredici brani che sono praticamente ricordi recuperati. Tanti i musicisti ospiti.

Xion “When Stars Collide” (Fireflash Records, 2026)

Gli Xion sono una band Thrash fondata nel 2022, quando alcune componenti erano ancora minorenni. “When Stars Collide” è stato prodotto da Jonas Arnberg, è un ottimo secondo album, nel complesso il risultato è piuttosto orecchiabile e sicuramente riuscirà a conquistare nuovi fans, bravi questi cinque giovanotti svedesi.

Bobbie Dazzle “Star Power” (Rise Above Records, 2026)

“Star Power” è un album strabordante di energia hard rock, classe e fascino, con tutte le carte in regola per mietere ulteriori e meritati consensi, aumentando la notorietà di Bobbie Dazzle, artista cui non difettano teatralità, talento, bellezza e ambizione.

Åskväder “Wax” (Icons Creating Evil Art, 2026)

La rock band svedese Åskväder esce con il terzo disco “Wax” che segna l’inizio di un nuovo capitolo, inaugurato dall’ingresso di Saga Flygare-Täll nel ruolo di cantante e chitarrista, e fotografa una band nel pieno delle proprie forze. Un bel lavoro di rock scandinavo da ascoltare!