BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Tim Easton “fiREHORSE” (Campfire Propaganda, 2026)

L’album racconta di un musicista e cantautore che si muove agilmente in territori folk/rock e americana con una padronanza ed esperienza assolutamente invidiabili.

Morgan Freeman “Morgan Freeman’s Symphonic Blues Experience” (Decca Records, 2026)

La passione del grande attore americano, la bravura degli artisti coinvolti, la bellezza dei brani scelti e la sagacia dell’orchestra che ha accompagnato il tutto non poteva che regalare grande musica e così è stato, applausi.

The Karma Effect “Cruel Intensions” (Earache, 2026)

Grande band i The Karma Effect, tra e migliori del genere in circolazione e al momento “Cruel Intentions” è il mio disco hard rock dell’anno!

Samantha Martin And Delta Sugar “A Beautiful Buzz” (Gypsy Soul Records, 2026)

Questo nuovo lavoro targato Samantha Martin And Delta Sugar non fa che confermare l’ottima salute di cui gode il genere in questo inizio millennio, consigliato.

Delirium I.P.G. “Sesta Strada Lungo Il Tempo” (Black Widow Records, 2026)

Il mix tra esperienza e bravura dei membri dei Delirium, unito al loro entusiasmo, ha contribuito all’elaborazione di un ottimo album degno del loro illustre passato e della tradizione progressive italiana.

Andromeda presenta: 33+1 dischi anni ’80 di HARD, HEAVY, FM, AOR canadese!

Dalla fanzine n.8, che presenta 111 album di hard rock/heavy metal canadese, estrapoliamo 33 album. Non i migliori, ma quelli con cui vogliamo stimolare la vostra curiosità. Se siete interessati alla fanzine scrivetemi in privato.

Speed Stroke “Damage Control” (Scarlet Records, 2026)

Gli Speed Stroke tornano con un nuovo album, mixato e masterizzato da Erik Mårtensson (Eclipse), che ruota intorno al movimento tra  H.E.A.T, Hardcore Superstar, Crashdïet, W.A.S.P., Skid Row della prima era. Se siete amanti del genere vi piacerà!

Ian Perry’s Consortium Project VI “Legacy Of Empires” (Frontiers Records 2026)

IIan Parry annuncia con orgoglio il nuovo capitolo della rinomata serie Consortium Project. “Legacy Of Empires” è un’opera ambiziosa e cinematografica di progressive metal, e rappresenta un trionfale ritorno per uno degli artisti più visionari del genere.

Faded Rust “Nowhere To Hide” (Autoprodotto, EP, 2026)

Un piccolo gioiellino acustico, una produzione italiana che riporta in auge il rock anni ’90, davvero bello e ben prodotto.

Jon Spencer “Songs Of Personal Loss And Protest” (Shove, 2026)

Non fate gli schizzinosi, non è il caso, immergetevi nel putrido sound di “Songs Of Personal Loss And Protest” senza pensarci due volte, vi divertirete questo è sicuro, parola di Jon Spencer.

Delirio And The Phantoms “Strange Phenomena” (Black Widow Records, 2026)

Un ottimo lavoro, ispirato, oscuro e coinvolgente, meritevole di grande attenzione da parte del pubblico metal e non solo.

Ga-20 With Charlie Musselwhite – “Blues Now” (New West Records, 2026)

Charlie Musselwhite, a ottantadue anni, continua a mettersi in gioco e anche questa volta, aiutato dai Ga-20, non smette di regalarci grande musica, approfittatene.

Grand “Guilty Pleasure” (Frontiers Records, 2026)

I Grand, band proveniente dalla Svezia tornano con il loro terzo album intitolato “Guilty Pleasure”, una lezione magistrale di AOR melodico, proponendo ritornelli scintillanti, arrangiamenti ricchi e ritornelli senza tempo.

Toto: l’arte della versatilità e della perfezione. Discografia commentata!

La discografia dei Toto, commentata dal nostro collaboratore Francesco A. Brunale., in ordine crescente di apprezzamento. Quale sarà il suo disco preferito?

Parker Barrow “Hold The Mash-The Album” (EAG Music, 2026)

Li perdoniamo i Parker Barrow, non fosse che un giorno ci ritroveremo sotto il palco a cantare e innamorarci ancora una volta di Megan Kane.

Agnostic Front (Casilino Sky Park, 29 luglio 2026)

Un concerto dei grandi Agnostic Front è anche un modo per raccontare la New York punk e delinquenziale che fu.

The Cruel Intentions “All Hall Hypocrisy” (Indie Recordings, 2026)

Un gran bel disco questo che dimostra come questi ragazzi siano una delle migliori band del genere in questo momento e la freccia tira dritto verso il definitivo successo.

Bywater Call “Broken Souvenirs” (Bywatwer Call Records, 2026)

alberto centenari
Allegati
5 ago 2026, 16:21 (19 ore fa)
a me

“Broken Souvenirs” è un ritorno che potrebbe finalmente consentire ai Bywater Call quel salto a livello di notorietà assolutamente meritato.

Red Clay Strays “Grateful” (HYBCO Records/RCA Records, 2026)

I Red Clay Strays sono una realtà da seguire, non fosse altro per la loro assoluta mancanza di confini compositivi e per questo liberi di stupirci, non solo oggi ma sicuramente anche in futuro.

Muse “Wow! Signal” (Warner, 2026)

Gli inglesi Muse sono una delle ultime rock band ad aver segnato la storia di questa musica. Un trio capace…

Porto Metal Fest 2026: Crimson Dawn, Vanexa, Sadist e Bulldozer incendiano la Liguria – Live report

Macaia. Una macaia di quelle incredibili, di quelle che ti si appiccicano addosso e non se ne vanno più, con…

Sinner “Boom Bang Goodbye” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Il gruppo tedesco Sinner capitanato Mat Sinner, dopo 40 anni e 21 dischi, dice addio ai fan con questo “Boom Bang Goodbye”: una produzione stellare, suonato e cantato benissimo. Saluto migliore non poteva esserci!

Layout 19: The Xcerts, As It Is, The Dear Hunter e Katatonia, tra novità e recuperi!!

Layout 19: Katatonia, The Dear Hunter, Xcrets, As It As. Tre novità in breve e il recupero del disco dei Katatonia, uscito lo scorso anno e sfuggito alla morsa di BackInRock.

Oberon Rising “The Pierce, The Black And The Wicked” (autoproduzione, 2025)

Heavy metal artigianale fatto bene da chi ama il metal per chi ama il metal antico: bravi ragazzi!

The Heavy Eyes “Focus” (Magnetic Eye Records, 2026)

Immaginate una jam con Black Sabbath, Led Zeppelin, Fu Manchu, Kyuss e primi Soundgarden ed avrete un’idea di cosa sono capaci questi quattro musicisti di Memphis.

Marco Bonvicini “Naked” (Marco Bonvicini, 2026)

L’album annovera momenti di musica rock di alto livello, energica quanto basta, introspettiva, ma pure solare e valorizzata da una sensazione di epica speranza.

Iconic “II” (Frontiers Records, 2026)

Torna un vero supergruppo, con un secondo album che non solo continua il percorso della band, ma lo definisce. L’affinità tra i componenti è cresciuta e si sente, un bel lavoro di classe, che non delude le attese.

Lalu “A Mythmaker’s Demise” (Frontiers Records, 2026)

I francesi Lalu celebrano il ventesimo anniversario con “A Mythmaker’s Demise”, una capsula del tempo dell’anima del rock progressivo, una produzione eccezionale rende il tutto perfetto.

Jayler “Voices Unheard” (Silver Lining Music, 2026)

I britannici Jayler, con qusto ottimo debutto, si candidano ad essere la nuova sorpresa della nuova ondata di classic rock che guarda agli anni ’70.

Yes “Aurora” (InsideOut/Sony, 2026)

Ci avviciniamo con ritardo a questo nuovo disco dell’istituzione del prog Yes e, credetemi, “Aurora” è una bella sorpresa, che segna un ritorno a certo prog romantico, ma non prolisso.

Lachy Doley “Live In Paris” (Indipendent, 2026)

Il consiglio è quello di non perdervi questo magnifico interprete dei tasti d’avorio il giorno che lo avrete abbastanza vicino a casa per regalarvi qualcosa che non dimenticherete facilmente.

The Waterboys “Atlantic Rain: Lost Fisherman’s Blues Recordings” (Chrysalis, 2026)

Partendo dal presupposto che siamo nel periodo di maggiore creatività del gruppo, “Atlantic Rain”, oltre ad un libretto con foto ed uno scritto di Mike Scott, regala una serie di gioiellini imperdibili (almeno per i fans) tra cover e brani inediti.

Moonspell “Far From God” (Napalm Records, 2026)

Fernando Riberiro e soci, con il loro talento, dimostrano che il sacro fuoco dell’ispirazione arde sempre nei loro cuori e nelle loro menti, lunga vita ai re del rock portoghese che sembrano avere ancora molto da dire.

Jack White “Frozen Charlotte” (Third Man Records, 2026)

Album da avere assolutamente, perché ignorare uno dei geni assoluti del nostro tempo in campo musicale e non solo, sarebbe un peccato mortale.

Ghalia Volt “Burn The House Down” (Ruf Records, 2026)

Ghalia Volt è sicuramente un nome da seguire nella sua ascesa alle vette della scena underground del blues rock mondiale, noi ci saremo, spero anche voi.

Luppolo In Rock 2026: tre giorni di metal, tre giorni di passione vera!

Stili e generi diversi, ma medesima qualità e passione. Anche questa edizione del Luppolo In Rock ha dimostrato che l’heavy metal gode di ottima salute sia nei nomi storici, che nel panorama underground. E vertono già i preparativi per l’edizione del 2027!

Fantastic Negrito “Alive!” (Storefront Records, 2026)

“Alive!” probabilmente apparirà ovunque nelle classifiche di fine anno, nella mia ha già un posto in alto, molto in alto. Imperdibile!

Zan/Cody “Beatiful ‘N Damned” (Frontiers Records, 2026)

Quando due degli architetti fondatori dello sleaze hard rock svedese si riuniscono, il risultato non può che essere esplosivo. Zinny Zan (voce) e Harry Cody (chitarra), il duo originale di fronts dei cult leggende Shotgun Messiah, sono tornati insieme, “Beautiful ‘N Damned” è un gran disco come non se ne sentono molti.

American Aquarium “No Ways To Lose” (Losing Side Records, 2026)

Un album che spinge a ritornarci sopra e che anche dopo molti ascolti reclama nuovi emozionanti momenti di rock a stelle e strisce, consigliato.

The Pretty Reckless “Dear God” (Fearless, 2026)

La consapevolezza di sé ha portato una maturità che in alcuni casi sfiora la routine, ma “Dear God” riesce comunque a mantenere alta la qualità, e a piazzare un paio di assi, tali da renderlo un album da godere più volte.

Tesla “Homage” (Frontiers, 2026)

In “Homage” non manca qualche passaggio a vuoto, ma i Tesla non steccano e il loro cover album offre più di un motivo di interesse.

Troy Mercy “Let The Night Begin” (Gitcha Records, 2026)

“Let The Night Begin” è un lavoro piacevole che ci riporta indietro nel tempo e dove la chitarra si prende scena e applausi.

Da David Bowie a Freddie Mercury a Johnny Cash. Testamenti in musica: quando si muore cantando!!

𝑻𝒆𝒔𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒊𝒏 𝒎𝒖𝒔𝒊𝒄𝒂, 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒔𝒊 𝒎𝒖𝒐𝒓𝒆 𝒄𝒂𝒏𝒕𝒂𝒏𝒅𝒐
Partendo dal disco scritto da Mike Peters in punto di morte, il nostro Gabriele Bassanetti viaggia tra alcuni dei più grandi amati che hanno scelto di salutare la vita continuando a fare musica. Non è un tuffo nella tristezza o un elogio della morte, ma al contrario un elogio alla vita. Infatti ricordare questi artisti è il miglior modo per mostrarci grati a ciò che ci hanno donato: la loro arte.

Green Carnation “A Dark Poem, Part III: The Messiah Complex” (Season Of Mist, 2026)

Terzo e ultimo capitolo di “A Dark Poem”, che nella sua interezza è un’opera maestosa e impegnativa che richiede più di un ascolto per coglierne i tanti dettagli.

Green Lung “Necropolitan” (Nuclear Blast Records, 2026)

Con “Necropolitan” i Green Lung confermano di essere una grandissima band e, dopo l’addio di Ozzy e di fatto dei Black Sabbath più doom, si candidano per raccoglierne l’eredità artistica in patria e non solo.

Jehovah On Death “Lágrimas De Oro” (I, Voidhanger Records, 2026)

Gli Jehovah On Death sono una realtà del panorama rock internazionale della quale sentiremo molto parlare; hanno attitudine, idee, immagine, talento e sanno dove vogliono andare. Speriamo che presto si esibiscano in Italia, la loro proposta trova nel palco il suo ambiente ideale.

Cinquant’anni anni fa esatti nasceva il punk. O più precisamente cominciava a morire

𝐏u𝐧k: 𝐪u𝐚n𝐝o n𝐚s𝐜i𝐭a e m𝐨r𝐭e c𝐨i𝐧c𝐢d𝐨n𝐨. S𝐜o𝐩r𝐢a𝐦o p𝐞r𝐜h𝐞̀!
8 settembre 1976, esce “Anarchy In The UK”, primo singolo dei Sex Pistols, per convenzione il giorno in cui tutto ha inizio. E invece è la fine!

Andromeda presenta: 33+1 dischi anni ’80 di HARD, HEAVY, FM, AOR canadese!

Dalla fanzine n.8, che presenta 111 album di hard rock/heavy metal canadese, estrapoliamo 33 album. Non i migliori, ma quelli con cui vogliamo stimolare la vostra curiosità. Se siete interessati alla fanzine scrivetemi in privato.

Shakra “Just Live Loud!” (Frontiers Records, 2026)

Gli svizzeri Shakra ancora una volta non deludono, dinamiche ed energia vi faranno divertire, in questo nuovo album ricco di chitarre potenti e ritornelli melodici, scritti per essere riproposti in sede live.

Sweet Electric “Something Something Disco” (Autoprodotto, 2026)

Secondo disco per la band di Colonia Sweet Electric, “Something Something Disco”  è un disco pensato, non c’è una canzone decisamente brutta nell’album, e sebbene manchi un filo conduttore (cosa che potrebbe essere voluta) risulta difficile non innamorarsi di questi cinque simpatici, scanzonati ragazzi

Scorpion Milk “Flesh Masks For Skulls”  (Peaceville Records, 2026)

Nuovo EP per la creatura di Mat McNerney, quattro brani nuovo e un remix curato da ospiti sorprendenti

Avrak “Avrak” (Peaceville Records, 2026)

Il gruppo di Ted Skjellum, alias Nocturno Culto, al di fuori dei Darkthrone, per dare piena soddisfazione alla sua passione per l’old metal.

The Night Eternal “Cold Velvet” (Metal Blade Records, 2026)

Sono certo che “Cold Velvet” sarà l’album della consacrazione di una band solida, determinata e capace di schierare un vocalist riconoscibile al primo ascolto.

Ricky Warwick “Fire & Vengeance” (Earache Records, 2026)

RQuesto non è solo un disco, ma una raccolta di pensieri, umori e storie di Ricky Warwick, un rocker vero che da 40 anni canta e suona quello che ama.

CoreLeoni “Generection” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Il chitarrista e membro fondatore dei Gotthard torna in prima linea con i suoi CoreLeoni. Questo quarto album è il lavoro più pesante, per un hard Rock tirato mischiato ad une vena soul molto interessante.

Gjenferd “Black Smoke Rising” (Apollon Records, 2026)

La fiamma dell’hard rock dei ‘70 non cesserà mai di spegnersi, ovunque, tanto più nei paesi scandinavi, dove centinaia di band radicano le loro basi in quel periodo. Non è facile per gli appassionati e i cultori arrivare a conoscere tutto e, soprattutto, avere il...

Black Reflex “Zero Dawn” (Andromeda Relix, 2026)

“Zero Dawn” è un album importante, di vero heavy metal, che speriamo non si mescoli alla massa di titoli metal fatti con il metodo del copia/incolla e trovi l’attenzione che merita.

Stormbringer “Transcendence” (Attic Records, 2026)

La band del Northamptonshire torna con ‘Transcendence’. I ragazzi hanno confezionato un disco travolgente, di classico heavy metal, come si faceva ai tempi d’oro del genere. Assolutamente consigliato e per me è sicuramente uno dei migliori dischi del genere in questo 2026.

Pirate Queen “Sailing Around The World” (Despotz Records, 2026)

Le Pirate Queen proseguono il loro viaggio attraverso i mari dell’heavy metal con il secondo album “Sailing Around The World”. Un combinazione affascinante di epic, melodia ed energia, perfetta per mettersi in viaggio con le regine dei pirati.

“Over The Edge Ft. Mickey Thomas – XXX Anniversary Edition” (Frontiers Records, 2026) 

Arriva la ristampa di “Over The Edge”, l’acclamato album rock melodico che presenta la voce inconfondibile di Mickey Thomas (Starship, Jefferson Starship), originariamente pubblicato nel 2004,

Todd Adelman “Todd Adelman And The Woodsmen” (VFIB Recordings, 2026)

Todd Adelman And The Woodsmen risulta quindi un album di genere, niente di più niente di meno, ma pregno di atmosfere suggestive e belle canzoni. What Else?

Sha-Boom “Another Nail In The Coffin” (Silver Lining Music, 2026)

Dopo oltre vent’anni, gli hard rocker svedesi Sha-Boom sono tornati in vita con “Another Nail In The Coffin”, un un bel ritorno, un gran disco AOR, consigliatissimo per gli amanti del genere.

Jeffrey Halford And The Healers “Used Parts” (Shoeless Records, 2026)

Album piacevole, che non potete perdere se siete amanti dei suoni tradizionali d’oltreoceano.

Mad Max “Stories Of Destiny” ( Rock Of Angels Records, 2026)

45 anni di Mad Max, band tedesca che ha lasciato il segno nel mondo hard&heavy di stampo europeo. “Stories Of Destiny” si presenta pulito e moderno, Rolf Munkes ha compiuto un buon lavoro, per un ritorno che merita un plauso.

Joanna Connor “Live On 11/11” (MC Records, 2026)

Grandi brani, improvvisazioni e jam da infarto, fanno di questo live un documento prezioso su di un’artista magari qualche passo indietro a livello di popolarità rispetto ad altre colleghe della scena, ma sicuramente al top se si parla di passione, attitudine e bravura.

Flotsam And Jetsam “Rats In The Temple” (Napalm Records, 2026)

I Flotsam e Jetsam ci offrono il loro miglior disco post reunion, una produzione aggressiva e dura rispetto alle prime uscite anni ’80, ma i tempi chiedono questo e l’anima non ne esce snaturata. Gran disco thrash metal!

The Alarm “Transformation” (Twenty First Century Recording Company, 2026)

Il commovente ed entusiasmante testamento di Mike Peters. Qui giace un vinto che non si è arreso.

Triosphere “Oceans Above, Stars Below” (Frontiers Records, 2026)

La band norvegese heavy metal Triosphere ritorna dopo ben 12 anni con un nuovo lavoro ambizioso che raccoglie al suo interno molti stili, tra hard rock, power prog e thrash metal, un bel disco per gli amanti del genere.

Cimarron 615 “Same Sky” (Blue Elan, 2026)

Una raccolta di bellissime canzoni country, impreziosite da splendidi intrecci vocali, marchio di fabbrica dei musicisti coinvolti che, come tradizione, non rinunciano a quelle chitarre rock che rafforzano il sound.

Noveria “Becoming After” (Scarlet Records, 2026)

Non posso che dargli dieci, e lo scrivo senza il minimo imbarazzo, perché è un disco meraviglioso e perché ogni tanto conviene dirlo ad alta voce, così magari al prossimo giro non se lo perde nessuno.

Jon Lee & The Apparitions “Next Town” (Magic Hallway Records, 2026)

Un album a cui bisogna dedicare la giusta attenzione ma che non manca di momenti molto interessanti, le ispirazioni possono essere soggettive anche se è indubbio che i generi citati abbiano tutti la loro importanza, promosso.

Tokyo Blade “Hoist The Colors High” (Cherry Red Records, 2026)

Bentornati ai Tokyo Blade, oltre quattro decenni dopo con la formazione originale classica e un nuovo album “Hoist the Colours High”: un lavoro muscoloso e incisivo di heavy metal infuocato, con le radici nella NWOBHM!

Issa “Fire & Ice” (Frontiers Records, 2026)

La regina norvegese dell’AOR Issa torna con “Fire And Ice”, il suo disco più esaltante e cinematografico. Ogni traccia dell’album è scritta e prodotta dai leggendari fratelli Tom e James Martin, che hanno creato un suono che cattura perfettamente lo spirito del rock melodico degli anni ’80.

Social Distortion “Born To Kill” (Epitaph, 2026)

Il tempo passa per tutti, anche per un gruppo puro come questo ma, credetemi, “Born To Kill”, titolo troppo cattivo per quello che si ascolta, ci offre tante cose che meritano di essere ascoltate. Soprattutto se siete fan della band.

Robert Jon & The Wreck “Wreckage Vol.3” (Journeyman Records, 2026).

I Robert Jon & The Wreck fanno gli straordinari e noi non possiamo che esserne felici, questa raccolta ci offre uno spaccato odierno del gruppo e la sua voglia di andare per la propria strada, suonando quello che ad oggi riesce meglio, ovvero rock classico, energico e splendidamente sudista.

Kickin Valentina “Anthems From The Underground” (Mighty Music, 2026)

I Kickin Valentina tornano con u album che conferma Pete Newdeck come grande autore di hard ottantiano, tra melodia e street rock.

Night Ranger “Best Of” (Frontiers Records, 2026)

Sesta raccolta, per i californiani Night Ranger. Ma questa volta propone versioni remixate e rimasterizzate di successi che coprono la brillante carriera della band,

Gràinne Duffy “What Am I Supposed To Do?” (Indipendent, 2026)

Altro ottimo lavoro questo nuovissimo “”What Am I Supposed To You?”, Gràinne Duffy si conferma artista da seguire nell’immensa scena blues rock odierna.

Widowspeak “Roses” (Captured Tracks, 2026).

L’album che rientra in quella sfera di ascolti dove musica e magia sono divise da una linea sottilissima lascia che l’ascoltatore entri nel suo mondo con la delicata eleganza che ne conviene, mai troppo energico, ma assolutamente godibile, “Roses” è consigliato ai palati più fini del classic rock (dalle sfumature Indie) del nuovo millennio.

Alchem “Bloody Rose” (The Triad Records – distr. Black Widow Records, 2026)

Gli Alchem, con la loro musica coinvolgente e variegata, devono essere approfonditi da chi cerca emozioni aldilà di strade facili e immediate, andando ad arricchire ulteriormente la scena romana nella quale operano da tempo entità coraggiose e difficilmente etichettabili come Arpia e Dunwich.

The Cinelli Brothers “Live Here And There” (The Cinelli Brothers, 2026)

270 concerti in giro per il mondo, un lungo viaggio portando la propria musica dal vivo.“Live Here And There” è il risultato, il sunto di tanti chilometri, di concerti e storie che formano un pezzo di vita all’insegna del rock’n’roll.

The Eternal “Obscured Horizons” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Con “Obscured Horizons”, The Eternal firma il proprio album migliore, dimostrando che il legame con gli Amorphis ne ha favorito la crescita, forse ancor oltre gli ultimi lavori della stessa band di Helsinki, sempre buoni, ma non così sfaccettati.

Albert Castiglia “Grits & Glory” (Gulf Coast Records, 2026)

Per il prossimo Blood Brothers c’è tempo, intanto godetevi questo “Grits & Glory”, nuovo capitolo di questo grande musicista statunitense. Blues on!

Oddland “Unilluminate To Illuminate” (Frontiers Records, 2026)

Gli Oddland sono una band finlandese di progressive metal. Con questo quarto album hanno affinato il sound, con influenze dei Soen. Un ottimo esempio di progressive metal moderno scandinavo.

The Claypool Lennon Delirium “The Great Parrot-Ox And The Golden Egg Of Empathy” (ATO, 2026)

Una collaborazione che sembrava improbabile giunge al terzo album e la sensazione che sia un regalo troppo grande resta, perché il disco – non è rock, o si? – è follemente bello. Quel bello che non arriva nel cuore, ma nella testa.

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Tim Easton “fiREHORSE” (Campfire Propaganda, 2026)

L’album racconta di un musicista e cantautore che si muove agilmente in territori folk/rock e americana con una padronanza ed esperienza assolutamente invidiabili.

Morgan Freeman “Morgan Freeman’s Symphonic Blues Experience” (Decca Records, 2026)

La passione del grande attore americano, la bravura degli artisti coinvolti, la bellezza dei brani scelti e la sagacia dell’orchestra che ha accompagnato il tutto non poteva che regalare grande musica e così è stato, applausi.

The Karma Effect “Cruel Intensions” (Earache, 2026)

Grande band i The Karma Effect, tra e migliori del genere in circolazione e al momento “Cruel Intentions” è il mio disco hard rock dell’anno!

Samantha Martin And Delta Sugar “A Beautiful Buzz” (Gypsy Soul Records, 2026)

Questo nuovo lavoro targato Samantha Martin And Delta Sugar non fa che confermare l’ottima salute di cui gode il genere in questo inizio millennio, consigliato.

Delirium I.P.G. “Sesta Strada Lungo Il Tempo” (Black Widow Records, 2026)

Il mix tra esperienza e bravura dei membri dei Delirium, unito al loro entusiasmo, ha contribuito all’elaborazione di un ottimo album degno del loro illustre passato e della tradizione progressive italiana.

Andromeda presenta: 33+1 dischi anni ’80 di HARD, HEAVY, FM, AOR canadese!

Dalla fanzine n.8, che presenta 111 album di hard rock/heavy metal canadese, estrapoliamo 33 album. Non i migliori, ma quelli con cui vogliamo stimolare la vostra curiosità. Se siete interessati alla fanzine scrivetemi in privato.

Speed Stroke “Damage Control” (Scarlet Records, 2026)

Gli Speed Stroke tornano con un nuovo album, mixato e masterizzato da Erik Mårtensson (Eclipse), che ruota intorno al movimento tra  H.E.A.T, Hardcore Superstar, Crashdïet, W.A.S.P., Skid Row della prima era. Se siete amanti del genere vi piacerà!

Ian Perry’s Consortium Project VI “Legacy Of Empires” (Frontiers Records 2026)

IIan Parry annuncia con orgoglio il nuovo capitolo della rinomata serie Consortium Project. “Legacy Of Empires” è un’opera ambiziosa e cinematografica di progressive metal, e rappresenta un trionfale ritorno per uno degli artisti più visionari del genere.

Faded Rust “Nowhere To Hide” (Autoprodotto, EP, 2026)

Un piccolo gioiellino acustico, una produzione italiana che riporta in auge il rock anni ’90, davvero bello e ben prodotto.

Jon Spencer “Songs Of Personal Loss And Protest” (Shove, 2026)

Non fate gli schizzinosi, non è il caso, immergetevi nel putrido sound di “Songs Of Personal Loss And Protest” senza pensarci due volte, vi divertirete questo è sicuro, parola di Jon Spencer.

Delirio And The Phantoms “Strange Phenomena” (Black Widow Records, 2026)

Un ottimo lavoro, ispirato, oscuro e coinvolgente, meritevole di grande attenzione da parte del pubblico metal e non solo.

Ga-20 With Charlie Musselwhite – “Blues Now” (New West Records, 2026)

Charlie Musselwhite, a ottantadue anni, continua a mettersi in gioco e anche questa volta, aiutato dai Ga-20, non smette di regalarci grande musica, approfittatene.

Grand “Guilty Pleasure” (Frontiers Records, 2026)

I Grand, band proveniente dalla Svezia tornano con il loro terzo album intitolato “Guilty Pleasure”, una lezione magistrale di AOR melodico, proponendo ritornelli scintillanti, arrangiamenti ricchi e ritornelli senza tempo.

Toto: l’arte della versatilità e della perfezione. Discografia commentata!

La discografia dei Toto, commentata dal nostro collaboratore Francesco A. Brunale., in ordine crescente di apprezzamento. Quale sarà il suo disco preferito?

Parker Barrow “Hold The Mash-The Album” (EAG Music, 2026)

Li perdoniamo i Parker Barrow, non fosse che un giorno ci ritroveremo sotto il palco a cantare e innamorarci ancora una volta di Megan Kane.

Agnostic Front (Casilino Sky Park, 29 luglio 2026)

Un concerto dei grandi Agnostic Front è anche un modo per raccontare la New York punk e delinquenziale che fu.

The Cruel Intentions “All Hall Hypocrisy” (Indie Recordings, 2026)

Un gran bel disco questo che dimostra come questi ragazzi siano una delle migliori band del genere in questo momento e la freccia tira dritto verso il definitivo successo.

Bywater Call “Broken Souvenirs” (Bywatwer Call Records, 2026)

alberto centenari
Allegati
5 ago 2026, 16:21 (19 ore fa)
a me

“Broken Souvenirs” è un ritorno che potrebbe finalmente consentire ai Bywater Call quel salto a livello di notorietà assolutamente meritato.

Red Clay Strays “Grateful” (HYBCO Records/RCA Records, 2026)

I Red Clay Strays sono una realtà da seguire, non fosse altro per la loro assoluta mancanza di confini compositivi e per questo liberi di stupirci, non solo oggi ma sicuramente anche in futuro.

Muse “Wow! Signal” (Warner, 2026)

Gli inglesi Muse sono una delle ultime rock band ad aver segnato la storia di questa musica. Un trio capace…

Porto Metal Fest 2026: Crimson Dawn, Vanexa, Sadist e Bulldozer incendiano la Liguria – Live report

Macaia. Una macaia di quelle incredibili, di quelle che ti si appiccicano addosso e non se ne vanno più, con…

Sinner “Boom Bang Goodbye” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Il gruppo tedesco Sinner capitanato Mat Sinner, dopo 40 anni e 21 dischi, dice addio ai fan con questo “Boom Bang Goodbye”: una produzione stellare, suonato e cantato benissimo. Saluto migliore non poteva esserci!

Layout 19: The Xcerts, As It Is, The Dear Hunter e Katatonia, tra novità e recuperi!!

Layout 19: Katatonia, The Dear Hunter, Xcrets, As It As. Tre novità in breve e il recupero del disco dei Katatonia, uscito lo scorso anno e sfuggito alla morsa di BackInRock.

Oberon Rising “The Pierce, The Black And The Wicked” (autoproduzione, 2025)

Heavy metal artigianale fatto bene da chi ama il metal per chi ama il metal antico: bravi ragazzi!

The Heavy Eyes “Focus” (Magnetic Eye Records, 2026)

Immaginate una jam con Black Sabbath, Led Zeppelin, Fu Manchu, Kyuss e primi Soundgarden ed avrete un’idea di cosa sono capaci questi quattro musicisti di Memphis.

Marco Bonvicini “Naked” (Marco Bonvicini, 2026)

L’album annovera momenti di musica rock di alto livello, energica quanto basta, introspettiva, ma pure solare e valorizzata da una sensazione di epica speranza.

Iconic “II” (Frontiers Records, 2026)

Torna un vero supergruppo, con un secondo album che non solo continua il percorso della band, ma lo definisce. L’affinità tra i componenti è cresciuta e si sente, un bel lavoro di classe, che non delude le attese.

Lalu “A Mythmaker’s Demise” (Frontiers Records, 2026)

I francesi Lalu celebrano il ventesimo anniversario con “A Mythmaker’s Demise”, una capsula del tempo dell’anima del rock progressivo, una produzione eccezionale rende il tutto perfetto.

Jayler “Voices Unheard” (Silver Lining Music, 2026)

I britannici Jayler, con qusto ottimo debutto, si candidano ad essere la nuova sorpresa della nuova ondata di classic rock che guarda agli anni ’70.

Yes “Aurora” (InsideOut/Sony, 2026)

Ci avviciniamo con ritardo a questo nuovo disco dell’istituzione del prog Yes e, credetemi, “Aurora” è una bella sorpresa, che segna un ritorno a certo prog romantico, ma non prolisso.

Lachy Doley “Live In Paris” (Indipendent, 2026)

Il consiglio è quello di non perdervi questo magnifico interprete dei tasti d’avorio il giorno che lo avrete abbastanza vicino a casa per regalarvi qualcosa che non dimenticherete facilmente.

The Waterboys “Atlantic Rain: Lost Fisherman’s Blues Recordings” (Chrysalis, 2026)

Partendo dal presupposto che siamo nel periodo di maggiore creatività del gruppo, “Atlantic Rain”, oltre ad un libretto con foto ed uno scritto di Mike Scott, regala una serie di gioiellini imperdibili (almeno per i fans) tra cover e brani inediti.

Moonspell “Far From God” (Napalm Records, 2026)

Fernando Riberiro e soci, con il loro talento, dimostrano che il sacro fuoco dell’ispirazione arde sempre nei loro cuori e nelle loro menti, lunga vita ai re del rock portoghese che sembrano avere ancora molto da dire.

Jack White “Frozen Charlotte” (Third Man Records, 2026)

Album da avere assolutamente, perché ignorare uno dei geni assoluti del nostro tempo in campo musicale e non solo, sarebbe un peccato mortale.

Ghalia Volt “Burn The House Down” (Ruf Records, 2026)

Ghalia Volt è sicuramente un nome da seguire nella sua ascesa alle vette della scena underground del blues rock mondiale, noi ci saremo, spero anche voi.

Luppolo In Rock 2026: tre giorni di metal, tre giorni di passione vera!

Stili e generi diversi, ma medesima qualità e passione. Anche questa edizione del Luppolo In Rock ha dimostrato che l’heavy metal gode di ottima salute sia nei nomi storici, che nel panorama underground. E vertono già i preparativi per l’edizione del 2027!

Fantastic Negrito “Alive!” (Storefront Records, 2026)

“Alive!” probabilmente apparirà ovunque nelle classifiche di fine anno, nella mia ha già un posto in alto, molto in alto. Imperdibile!

Zan/Cody “Beatiful ‘N Damned” (Frontiers Records, 2026)

Quando due degli architetti fondatori dello sleaze hard rock svedese si riuniscono, il risultato non può che essere esplosivo. Zinny Zan (voce) e Harry Cody (chitarra), il duo originale di fronts dei cult leggende Shotgun Messiah, sono tornati insieme, “Beautiful ‘N Damned” è un gran disco come non se ne sentono molti.

American Aquarium “No Ways To Lose” (Losing Side Records, 2026)

Un album che spinge a ritornarci sopra e che anche dopo molti ascolti reclama nuovi emozionanti momenti di rock a stelle e strisce, consigliato.

The Pretty Reckless “Dear God” (Fearless, 2026)

La consapevolezza di sé ha portato una maturità che in alcuni casi sfiora la routine, ma “Dear God” riesce comunque a mantenere alta la qualità, e a piazzare un paio di assi, tali da renderlo un album da godere più volte.

Tesla “Homage” (Frontiers, 2026)

In “Homage” non manca qualche passaggio a vuoto, ma i Tesla non steccano e il loro cover album offre più di un motivo di interesse.

Troy Mercy “Let The Night Begin” (Gitcha Records, 2026)

“Let The Night Begin” è un lavoro piacevole che ci riporta indietro nel tempo e dove la chitarra si prende scena e applausi.

Da David Bowie a Freddie Mercury a Johnny Cash. Testamenti in musica: quando si muore cantando!!

𝑻𝒆𝒔𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒊𝒏 𝒎𝒖𝒔𝒊𝒄𝒂, 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒔𝒊 𝒎𝒖𝒐𝒓𝒆 𝒄𝒂𝒏𝒕𝒂𝒏𝒅𝒐
Partendo dal disco scritto da Mike Peters in punto di morte, il nostro Gabriele Bassanetti viaggia tra alcuni dei più grandi amati che hanno scelto di salutare la vita continuando a fare musica. Non è un tuffo nella tristezza o un elogio della morte, ma al contrario un elogio alla vita. Infatti ricordare questi artisti è il miglior modo per mostrarci grati a ciò che ci hanno donato: la loro arte.

Green Carnation “A Dark Poem, Part III: The Messiah Complex” (Season Of Mist, 2026)

Terzo e ultimo capitolo di “A Dark Poem”, che nella sua interezza è un’opera maestosa e impegnativa che richiede più di un ascolto per coglierne i tanti dettagli.

Green Lung “Necropolitan” (Nuclear Blast Records, 2026)

Con “Necropolitan” i Green Lung confermano di essere una grandissima band e, dopo l’addio di Ozzy e di fatto dei Black Sabbath più doom, si candidano per raccoglierne l’eredità artistica in patria e non solo.

Jehovah On Death “Lágrimas De Oro” (I, Voidhanger Records, 2026)

Gli Jehovah On Death sono una realtà del panorama rock internazionale della quale sentiremo molto parlare; hanno attitudine, idee, immagine, talento e sanno dove vogliono andare. Speriamo che presto si esibiscano in Italia, la loro proposta trova nel palco il suo ambiente ideale.

Cinquant’anni anni fa esatti nasceva il punk. O più precisamente cominciava a morire

𝐏u𝐧k: 𝐪u𝐚n𝐝o n𝐚s𝐜i𝐭a e m𝐨r𝐭e c𝐨i𝐧c𝐢d𝐨n𝐨. S𝐜o𝐩r𝐢a𝐦o p𝐞r𝐜h𝐞̀!
8 settembre 1976, esce “Anarchy In The UK”, primo singolo dei Sex Pistols, per convenzione il giorno in cui tutto ha inizio. E invece è la fine!

Andromeda presenta: 33+1 dischi anni ’80 di HARD, HEAVY, FM, AOR canadese!

Dalla fanzine n.8, che presenta 111 album di hard rock/heavy metal canadese, estrapoliamo 33 album. Non i migliori, ma quelli con cui vogliamo stimolare la vostra curiosità. Se siete interessati alla fanzine scrivetemi in privato.

Shakra “Just Live Loud!” (Frontiers Records, 2026)

Gli svizzeri Shakra ancora una volta non deludono, dinamiche ed energia vi faranno divertire, in questo nuovo album ricco di chitarre potenti e ritornelli melodici, scritti per essere riproposti in sede live.

Sweet Electric “Something Something Disco” (Autoprodotto, 2026)

Secondo disco per la band di Colonia Sweet Electric, “Something Something Disco”  è un disco pensato, non c’è una canzone decisamente brutta nell’album, e sebbene manchi un filo conduttore (cosa che potrebbe essere voluta) risulta difficile non innamorarsi di questi cinque simpatici, scanzonati ragazzi

Scorpion Milk “Flesh Masks For Skulls”  (Peaceville Records, 2026)

Nuovo EP per la creatura di Mat McNerney, quattro brani nuovo e un remix curato da ospiti sorprendenti

Avrak “Avrak” (Peaceville Records, 2026)

Il gruppo di Ted Skjellum, alias Nocturno Culto, al di fuori dei Darkthrone, per dare piena soddisfazione alla sua passione per l’old metal.

The Night Eternal “Cold Velvet” (Metal Blade Records, 2026)

Sono certo che “Cold Velvet” sarà l’album della consacrazione di una band solida, determinata e capace di schierare un vocalist riconoscibile al primo ascolto.

Ricky Warwick “Fire & Vengeance” (Earache Records, 2026)

RQuesto non è solo un disco, ma una raccolta di pensieri, umori e storie di Ricky Warwick, un rocker vero che da 40 anni canta e suona quello che ama.

CoreLeoni “Generection” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Il chitarrista e membro fondatore dei Gotthard torna in prima linea con i suoi CoreLeoni. Questo quarto album è il lavoro più pesante, per un hard Rock tirato mischiato ad une vena soul molto interessante.

Gjenferd “Black Smoke Rising” (Apollon Records, 2026)

La fiamma dell’hard rock dei ‘70 non cesserà mai di spegnersi, ovunque, tanto più nei paesi scandinavi, dove centinaia di band radicano le loro basi in quel periodo. Non è facile per gli appassionati e i cultori arrivare a conoscere tutto e, soprattutto, avere il...

Black Reflex “Zero Dawn” (Andromeda Relix, 2026)

“Zero Dawn” è un album importante, di vero heavy metal, che speriamo non si mescoli alla massa di titoli metal fatti con il metodo del copia/incolla e trovi l’attenzione che merita.

Stormbringer “Transcendence” (Attic Records, 2026)

La band del Northamptonshire torna con ‘Transcendence’. I ragazzi hanno confezionato un disco travolgente, di classico heavy metal, come si faceva ai tempi d’oro del genere. Assolutamente consigliato e per me è sicuramente uno dei migliori dischi del genere in questo 2026.

Pirate Queen “Sailing Around The World” (Despotz Records, 2026)

Le Pirate Queen proseguono il loro viaggio attraverso i mari dell’heavy metal con il secondo album “Sailing Around The World”. Un combinazione affascinante di epic, melodia ed energia, perfetta per mettersi in viaggio con le regine dei pirati.

“Over The Edge Ft. Mickey Thomas – XXX Anniversary Edition” (Frontiers Records, 2026) 

Arriva la ristampa di “Over The Edge”, l’acclamato album rock melodico che presenta la voce inconfondibile di Mickey Thomas (Starship, Jefferson Starship), originariamente pubblicato nel 2004,

Todd Adelman “Todd Adelman And The Woodsmen” (VFIB Recordings, 2026)

Todd Adelman And The Woodsmen risulta quindi un album di genere, niente di più niente di meno, ma pregno di atmosfere suggestive e belle canzoni. What Else?

Sha-Boom “Another Nail In The Coffin” (Silver Lining Music, 2026)

Dopo oltre vent’anni, gli hard rocker svedesi Sha-Boom sono tornati in vita con “Another Nail In The Coffin”, un un bel ritorno, un gran disco AOR, consigliatissimo per gli amanti del genere.

Jeffrey Halford And The Healers “Used Parts” (Shoeless Records, 2026)

Album piacevole, che non potete perdere se siete amanti dei suoni tradizionali d’oltreoceano.

Mad Max “Stories Of Destiny” ( Rock Of Angels Records, 2026)

45 anni di Mad Max, band tedesca che ha lasciato il segno nel mondo hard&heavy di stampo europeo. “Stories Of Destiny” si presenta pulito e moderno, Rolf Munkes ha compiuto un buon lavoro, per un ritorno che merita un plauso.

Joanna Connor “Live On 11/11” (MC Records, 2026)

Grandi brani, improvvisazioni e jam da infarto, fanno di questo live un documento prezioso su di un’artista magari qualche passo indietro a livello di popolarità rispetto ad altre colleghe della scena, ma sicuramente al top se si parla di passione, attitudine e bravura.

Flotsam And Jetsam “Rats In The Temple” (Napalm Records, 2026)

I Flotsam e Jetsam ci offrono il loro miglior disco post reunion, una produzione aggressiva e dura rispetto alle prime uscite anni ’80, ma i tempi chiedono questo e l’anima non ne esce snaturata. Gran disco thrash metal!

The Alarm “Transformation” (Twenty First Century Recording Company, 2026)

Il commovente ed entusiasmante testamento di Mike Peters. Qui giace un vinto che non si è arreso.

Triosphere “Oceans Above, Stars Below” (Frontiers Records, 2026)

La band norvegese heavy metal Triosphere ritorna dopo ben 12 anni con un nuovo lavoro ambizioso che raccoglie al suo interno molti stili, tra hard rock, power prog e thrash metal, un bel disco per gli amanti del genere.

Cimarron 615 “Same Sky” (Blue Elan, 2026)

Una raccolta di bellissime canzoni country, impreziosite da splendidi intrecci vocali, marchio di fabbrica dei musicisti coinvolti che, come tradizione, non rinunciano a quelle chitarre rock che rafforzano il sound.

Noveria “Becoming After” (Scarlet Records, 2026)

Non posso che dargli dieci, e lo scrivo senza il minimo imbarazzo, perché è un disco meraviglioso e perché ogni tanto conviene dirlo ad alta voce, così magari al prossimo giro non se lo perde nessuno.

Jon Lee & The Apparitions “Next Town” (Magic Hallway Records, 2026)

Un album a cui bisogna dedicare la giusta attenzione ma che non manca di momenti molto interessanti, le ispirazioni possono essere soggettive anche se è indubbio che i generi citati abbiano tutti la loro importanza, promosso.

Tokyo Blade “Hoist The Colors High” (Cherry Red Records, 2026)

Bentornati ai Tokyo Blade, oltre quattro decenni dopo con la formazione originale classica e un nuovo album “Hoist the Colours High”: un lavoro muscoloso e incisivo di heavy metal infuocato, con le radici nella NWOBHM!

Issa “Fire & Ice” (Frontiers Records, 2026)

La regina norvegese dell’AOR Issa torna con “Fire And Ice”, il suo disco più esaltante e cinematografico. Ogni traccia dell’album è scritta e prodotta dai leggendari fratelli Tom e James Martin, che hanno creato un suono che cattura perfettamente lo spirito del rock melodico degli anni ’80.

Social Distortion “Born To Kill” (Epitaph, 2026)

Il tempo passa per tutti, anche per un gruppo puro come questo ma, credetemi, “Born To Kill”, titolo troppo cattivo per quello che si ascolta, ci offre tante cose che meritano di essere ascoltate. Soprattutto se siete fan della band.

Robert Jon & The Wreck “Wreckage Vol.3” (Journeyman Records, 2026).

I Robert Jon & The Wreck fanno gli straordinari e noi non possiamo che esserne felici, questa raccolta ci offre uno spaccato odierno del gruppo e la sua voglia di andare per la propria strada, suonando quello che ad oggi riesce meglio, ovvero rock classico, energico e splendidamente sudista.

Kickin Valentina “Anthems From The Underground” (Mighty Music, 2026)

I Kickin Valentina tornano con u album che conferma Pete Newdeck come grande autore di hard ottantiano, tra melodia e street rock.

Night Ranger “Best Of” (Frontiers Records, 2026)

Sesta raccolta, per i californiani Night Ranger. Ma questa volta propone versioni remixate e rimasterizzate di successi che coprono la brillante carriera della band,

Gràinne Duffy “What Am I Supposed To Do?” (Indipendent, 2026)

Altro ottimo lavoro questo nuovissimo “”What Am I Supposed To You?”, Gràinne Duffy si conferma artista da seguire nell’immensa scena blues rock odierna.

Widowspeak “Roses” (Captured Tracks, 2026).

L’album che rientra in quella sfera di ascolti dove musica e magia sono divise da una linea sottilissima lascia che l’ascoltatore entri nel suo mondo con la delicata eleganza che ne conviene, mai troppo energico, ma assolutamente godibile, “Roses” è consigliato ai palati più fini del classic rock (dalle sfumature Indie) del nuovo millennio.

Alchem “Bloody Rose” (The Triad Records – distr. Black Widow Records, 2026)

Gli Alchem, con la loro musica coinvolgente e variegata, devono essere approfonditi da chi cerca emozioni aldilà di strade facili e immediate, andando ad arricchire ulteriormente la scena romana nella quale operano da tempo entità coraggiose e difficilmente etichettabili come Arpia e Dunwich.

The Cinelli Brothers “Live Here And There” (The Cinelli Brothers, 2026)

270 concerti in giro per il mondo, un lungo viaggio portando la propria musica dal vivo.“Live Here And There” è il risultato, il sunto di tanti chilometri, di concerti e storie che formano un pezzo di vita all’insegna del rock’n’roll.

The Eternal “Obscured Horizons” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Con “Obscured Horizons”, The Eternal firma il proprio album migliore, dimostrando che il legame con gli Amorphis ne ha favorito la crescita, forse ancor oltre gli ultimi lavori della stessa band di Helsinki, sempre buoni, ma non così sfaccettati.

Albert Castiglia “Grits & Glory” (Gulf Coast Records, 2026)

Per il prossimo Blood Brothers c’è tempo, intanto godetevi questo “Grits & Glory”, nuovo capitolo di questo grande musicista statunitense. Blues on!

Oddland “Unilluminate To Illuminate” (Frontiers Records, 2026)

Gli Oddland sono una band finlandese di progressive metal. Con questo quarto album hanno affinato il sound, con influenze dei Soen. Un ottimo esempio di progressive metal moderno scandinavo.

The Claypool Lennon Delirium “The Great Parrot-Ox And The Golden Egg Of Empathy” (ATO, 2026)

Una collaborazione che sembrava improbabile giunge al terzo album e la sensazione che sia un regalo troppo grande resta, perché il disco – non è rock, o si? – è follemente bello. Quel bello che non arriva nel cuore, ma nella testa.

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Tim Easton “fiREHORSE” (Campfire Propaganda, 2026)

L’album racconta di un musicista e cantautore che si muove agilmente in territori folk/rock e americana con una padronanza ed esperienza assolutamente invidiabili.

Morgan Freeman “Morgan Freeman’s Symphonic Blues Experience” (Decca Records, 2026)

La passione del grande attore americano, la bravura degli artisti coinvolti, la bellezza dei brani scelti e la sagacia dell’orchestra che ha accompagnato il tutto non poteva che regalare grande musica e così è stato, applausi.

The Karma Effect “Cruel Intensions” (Earache, 2026)

Grande band i The Karma Effect, tra e migliori del genere in circolazione e al momento “Cruel Intentions” è il mio disco hard rock dell’anno!

Samantha Martin And Delta Sugar “A Beautiful Buzz” (Gypsy Soul Records, 2026)

Questo nuovo lavoro targato Samantha Martin And Delta Sugar non fa che confermare l’ottima salute di cui gode il genere in questo inizio millennio, consigliato.

Delirium I.P.G. “Sesta Strada Lungo Il Tempo” (Black Widow Records, 2026)

Il mix tra esperienza e bravura dei membri dei Delirium, unito al loro entusiasmo, ha contribuito all’elaborazione di un ottimo album degno del loro illustre passato e della tradizione progressive italiana.

Andromeda presenta: 33+1 dischi anni ’80 di HARD, HEAVY, FM, AOR canadese!

Dalla fanzine n.8, che presenta 111 album di hard rock/heavy metal canadese, estrapoliamo 33 album. Non i migliori, ma quelli con cui vogliamo stimolare la vostra curiosità. Se siete interessati alla fanzine scrivetemi in privato.

Speed Stroke “Damage Control” (Scarlet Records, 2026)

Gli Speed Stroke tornano con un nuovo album, mixato e masterizzato da Erik Mårtensson (Eclipse), che ruota intorno al movimento tra  H.E.A.T, Hardcore Superstar, Crashdïet, W.A.S.P., Skid Row della prima era. Se siete amanti del genere vi piacerà!

Ian Perry’s Consortium Project VI “Legacy Of Empires” (Frontiers Records 2026)

IIan Parry annuncia con orgoglio il nuovo capitolo della rinomata serie Consortium Project. “Legacy Of Empires” è un’opera ambiziosa e cinematografica di progressive metal, e rappresenta un trionfale ritorno per uno degli artisti più visionari del genere.

Faded Rust “Nowhere To Hide” (Autoprodotto, EP, 2026)

Un piccolo gioiellino acustico, una produzione italiana che riporta in auge il rock anni ’90, davvero bello e ben prodotto.

Jon Spencer “Songs Of Personal Loss And Protest” (Shove, 2026)

Non fate gli schizzinosi, non è il caso, immergetevi nel putrido sound di “Songs Of Personal Loss And Protest” senza pensarci due volte, vi divertirete questo è sicuro, parola di Jon Spencer.

Delirio And The Phantoms “Strange Phenomena” (Black Widow Records, 2026)

Un ottimo lavoro, ispirato, oscuro e coinvolgente, meritevole di grande attenzione da parte del pubblico metal e non solo.

Ga-20 With Charlie Musselwhite – “Blues Now” (New West Records, 2026)

Charlie Musselwhite, a ottantadue anni, continua a mettersi in gioco e anche questa volta, aiutato dai Ga-20, non smette di regalarci grande musica, approfittatene.

Grand “Guilty Pleasure” (Frontiers Records, 2026)

I Grand, band proveniente dalla Svezia tornano con il loro terzo album intitolato “Guilty Pleasure”, una lezione magistrale di AOR melodico, proponendo ritornelli scintillanti, arrangiamenti ricchi e ritornelli senza tempo.

Toto: l’arte della versatilità e della perfezione. Discografia commentata!

La discografia dei Toto, commentata dal nostro collaboratore Francesco A. Brunale., in ordine crescente di apprezzamento. Quale sarà il suo disco preferito?

Parker Barrow “Hold The Mash-The Album” (EAG Music, 2026)

Li perdoniamo i Parker Barrow, non fosse che un giorno ci ritroveremo sotto il palco a cantare e innamorarci ancora una volta di Megan Kane.

Agnostic Front (Casilino Sky Park, 29 luglio 2026)

Un concerto dei grandi Agnostic Front è anche un modo per raccontare la New York punk e delinquenziale che fu.

The Cruel Intentions “All Hall Hypocrisy” (Indie Recordings, 2026)

Un gran bel disco questo che dimostra come questi ragazzi siano una delle migliori band del genere in questo momento e la freccia tira dritto verso il definitivo successo.

Bywater Call “Broken Souvenirs” (Bywatwer Call Records, 2026)

alberto centenari
Allegati
5 ago 2026, 16:21 (19 ore fa)
a me

“Broken Souvenirs” è un ritorno che potrebbe finalmente consentire ai Bywater Call quel salto a livello di notorietà assolutamente meritato.

Red Clay Strays “Grateful” (HYBCO Records/RCA Records, 2026)

I Red Clay Strays sono una realtà da seguire, non fosse altro per la loro assoluta mancanza di confini compositivi e per questo liberi di stupirci, non solo oggi ma sicuramente anche in futuro.

Muse “Wow! Signal” (Warner, 2026)

Gli inglesi Muse sono una delle ultime rock band ad aver segnato la storia di questa musica. Un trio capace…

Porto Metal Fest 2026: Crimson Dawn, Vanexa, Sadist e Bulldozer incendiano la Liguria – Live report

Macaia. Una macaia di quelle incredibili, di quelle che ti si appiccicano addosso e non se ne vanno più, con…

Sinner “Boom Bang Goodbye” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Il gruppo tedesco Sinner capitanato Mat Sinner, dopo 40 anni e 21 dischi, dice addio ai fan con questo “Boom Bang Goodbye”: una produzione stellare, suonato e cantato benissimo. Saluto migliore non poteva esserci!

Layout 19: The Xcerts, As It Is, The Dear Hunter e Katatonia, tra novità e recuperi!!

Layout 19: Katatonia, The Dear Hunter, Xcrets, As It As. Tre novità in breve e il recupero del disco dei Katatonia, uscito lo scorso anno e sfuggito alla morsa di BackInRock.

Oberon Rising “The Pierce, The Black And The Wicked” (autoproduzione, 2025)

Heavy metal artigianale fatto bene da chi ama il metal per chi ama il metal antico: bravi ragazzi!

The Heavy Eyes “Focus” (Magnetic Eye Records, 2026)

Immaginate una jam con Black Sabbath, Led Zeppelin, Fu Manchu, Kyuss e primi Soundgarden ed avrete un’idea di cosa sono capaci questi quattro musicisti di Memphis.

Marco Bonvicini “Naked” (Marco Bonvicini, 2026)

L’album annovera momenti di musica rock di alto livello, energica quanto basta, introspettiva, ma pure solare e valorizzata da una sensazione di epica speranza.

Iconic “II” (Frontiers Records, 2026)

Torna un vero supergruppo, con un secondo album che non solo continua il percorso della band, ma lo definisce. L’affinità tra i componenti è cresciuta e si sente, un bel lavoro di classe, che non delude le attese.

Lalu “A Mythmaker’s Demise” (Frontiers Records, 2026)

I francesi Lalu celebrano il ventesimo anniversario con “A Mythmaker’s Demise”, una capsula del tempo dell’anima del rock progressivo, una produzione eccezionale rende il tutto perfetto.

Jayler “Voices Unheard” (Silver Lining Music, 2026)

I britannici Jayler, con qusto ottimo debutto, si candidano ad essere la nuova sorpresa della nuova ondata di classic rock che guarda agli anni ’70.

Yes “Aurora” (InsideOut/Sony, 2026)

Ci avviciniamo con ritardo a questo nuovo disco dell’istituzione del prog Yes e, credetemi, “Aurora” è una bella sorpresa, che segna un ritorno a certo prog romantico, ma non prolisso.

Lachy Doley “Live In Paris” (Indipendent, 2026)

Il consiglio è quello di non perdervi questo magnifico interprete dei tasti d’avorio il giorno che lo avrete abbastanza vicino a casa per regalarvi qualcosa che non dimenticherete facilmente.

The Waterboys “Atlantic Rain: Lost Fisherman’s Blues Recordings” (Chrysalis, 2026)

Partendo dal presupposto che siamo nel periodo di maggiore creatività del gruppo, “Atlantic Rain”, oltre ad un libretto con foto ed uno scritto di Mike Scott, regala una serie di gioiellini imperdibili (almeno per i fans) tra cover e brani inediti.

Moonspell “Far From God” (Napalm Records, 2026)

Fernando Riberiro e soci, con il loro talento, dimostrano che il sacro fuoco dell’ispirazione arde sempre nei loro cuori e nelle loro menti, lunga vita ai re del rock portoghese che sembrano avere ancora molto da dire.

Jack White “Frozen Charlotte” (Third Man Records, 2026)

Album da avere assolutamente, perché ignorare uno dei geni assoluti del nostro tempo in campo musicale e non solo, sarebbe un peccato mortale.

Ghalia Volt “Burn The House Down” (Ruf Records, 2026)

Ghalia Volt è sicuramente un nome da seguire nella sua ascesa alle vette della scena underground del blues rock mondiale, noi ci saremo, spero anche voi.

Luppolo In Rock 2026: tre giorni di metal, tre giorni di passione vera!

Stili e generi diversi, ma medesima qualità e passione. Anche questa edizione del Luppolo In Rock ha dimostrato che l’heavy metal gode di ottima salute sia nei nomi storici, che nel panorama underground. E vertono già i preparativi per l’edizione del 2027!

Fantastic Negrito “Alive!” (Storefront Records, 2026)

“Alive!” probabilmente apparirà ovunque nelle classifiche di fine anno, nella mia ha già un posto in alto, molto in alto. Imperdibile!

Zan/Cody “Beatiful ‘N Damned” (Frontiers Records, 2026)

Quando due degli architetti fondatori dello sleaze hard rock svedese si riuniscono, il risultato non può che essere esplosivo. Zinny Zan (voce) e Harry Cody (chitarra), il duo originale di fronts dei cult leggende Shotgun Messiah, sono tornati insieme, “Beautiful ‘N Damned” è un gran disco come non se ne sentono molti.

American Aquarium “No Ways To Lose” (Losing Side Records, 2026)

Un album che spinge a ritornarci sopra e che anche dopo molti ascolti reclama nuovi emozionanti momenti di rock a stelle e strisce, consigliato.

The Pretty Reckless “Dear God” (Fearless, 2026)

La consapevolezza di sé ha portato una maturità che in alcuni casi sfiora la routine, ma “Dear God” riesce comunque a mantenere alta la qualità, e a piazzare un paio di assi, tali da renderlo un album da godere più volte.

Tesla “Homage” (Frontiers, 2026)

In “Homage” non manca qualche passaggio a vuoto, ma i Tesla non steccano e il loro cover album offre più di un motivo di interesse.

Troy Mercy “Let The Night Begin” (Gitcha Records, 2026)

“Let The Night Begin” è un lavoro piacevole che ci riporta indietro nel tempo e dove la chitarra si prende scena e applausi.

Da David Bowie a Freddie Mercury a Johnny Cash. Testamenti in musica: quando si muore cantando!!

𝑻𝒆𝒔𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒊𝒏 𝒎𝒖𝒔𝒊𝒄𝒂, 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒔𝒊 𝒎𝒖𝒐𝒓𝒆 𝒄𝒂𝒏𝒕𝒂𝒏𝒅𝒐
Partendo dal disco scritto da Mike Peters in punto di morte, il nostro Gabriele Bassanetti viaggia tra alcuni dei più grandi amati che hanno scelto di salutare la vita continuando a fare musica. Non è un tuffo nella tristezza o un elogio della morte, ma al contrario un elogio alla vita. Infatti ricordare questi artisti è il miglior modo per mostrarci grati a ciò che ci hanno donato: la loro arte.

Green Carnation “A Dark Poem, Part III: The Messiah Complex” (Season Of Mist, 2026)

Terzo e ultimo capitolo di “A Dark Poem”, che nella sua interezza è un’opera maestosa e impegnativa che richiede più di un ascolto per coglierne i tanti dettagli.

Green Lung “Necropolitan” (Nuclear Blast Records, 2026)

Con “Necropolitan” i Green Lung confermano di essere una grandissima band e, dopo l’addio di Ozzy e di fatto dei Black Sabbath più doom, si candidano per raccoglierne l’eredità artistica in patria e non solo.

Jehovah On Death “Lágrimas De Oro” (I, Voidhanger Records, 2026)

Gli Jehovah On Death sono una realtà del panorama rock internazionale della quale sentiremo molto parlare; hanno attitudine, idee, immagine, talento e sanno dove vogliono andare. Speriamo che presto si esibiscano in Italia, la loro proposta trova nel palco il suo ambiente ideale.

Cinquant’anni anni fa esatti nasceva il punk. O più precisamente cominciava a morire

𝐏u𝐧k: 𝐪u𝐚n𝐝o n𝐚s𝐜i𝐭a e m𝐨r𝐭e c𝐨i𝐧c𝐢d𝐨n𝐨. S𝐜o𝐩r𝐢a𝐦o p𝐞r𝐜h𝐞̀!
8 settembre 1976, esce “Anarchy In The UK”, primo singolo dei Sex Pistols, per convenzione il giorno in cui tutto ha inizio. E invece è la fine!

Andromeda presenta: 33+1 dischi anni ’80 di HARD, HEAVY, FM, AOR canadese!

Dalla fanzine n.8, che presenta 111 album di hard rock/heavy metal canadese, estrapoliamo 33 album. Non i migliori, ma quelli con cui vogliamo stimolare la vostra curiosità. Se siete interessati alla fanzine scrivetemi in privato.

Shakra “Just Live Loud!” (Frontiers Records, 2026)

Gli svizzeri Shakra ancora una volta non deludono, dinamiche ed energia vi faranno divertire, in questo nuovo album ricco di chitarre potenti e ritornelli melodici, scritti per essere riproposti in sede live.

Sweet Electric “Something Something Disco” (Autoprodotto, 2026)

Secondo disco per la band di Colonia Sweet Electric, “Something Something Disco”  è un disco pensato, non c’è una canzone decisamente brutta nell’album, e sebbene manchi un filo conduttore (cosa che potrebbe essere voluta) risulta difficile non innamorarsi di questi cinque simpatici, scanzonati ragazzi

Scorpion Milk “Flesh Masks For Skulls”  (Peaceville Records, 2026)

Nuovo EP per la creatura di Mat McNerney, quattro brani nuovo e un remix curato da ospiti sorprendenti

Avrak “Avrak” (Peaceville Records, 2026)

Il gruppo di Ted Skjellum, alias Nocturno Culto, al di fuori dei Darkthrone, per dare piena soddisfazione alla sua passione per l’old metal.

The Night Eternal “Cold Velvet” (Metal Blade Records, 2026)

Sono certo che “Cold Velvet” sarà l’album della consacrazione di una band solida, determinata e capace di schierare un vocalist riconoscibile al primo ascolto.

Ricky Warwick “Fire & Vengeance” (Earache Records, 2026)

RQuesto non è solo un disco, ma una raccolta di pensieri, umori e storie di Ricky Warwick, un rocker vero che da 40 anni canta e suona quello che ama.

CoreLeoni “Generection” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Il chitarrista e membro fondatore dei Gotthard torna in prima linea con i suoi CoreLeoni. Questo quarto album è il lavoro più pesante, per un hard Rock tirato mischiato ad une vena soul molto interessante.

Gjenferd “Black Smoke Rising” (Apollon Records, 2026)

La fiamma dell’hard rock dei ‘70 non cesserà mai di spegnersi, ovunque, tanto più nei paesi scandinavi, dove centinaia di band radicano le loro basi in quel periodo. Non è facile per gli appassionati e i cultori arrivare a conoscere tutto e, soprattutto, avere il...

Black Reflex “Zero Dawn” (Andromeda Relix, 2026)

“Zero Dawn” è un album importante, di vero heavy metal, che speriamo non si mescoli alla massa di titoli metal fatti con il metodo del copia/incolla e trovi l’attenzione che merita.

Stormbringer “Transcendence” (Attic Records, 2026)

La band del Northamptonshire torna con ‘Transcendence’. I ragazzi hanno confezionato un disco travolgente, di classico heavy metal, come si faceva ai tempi d’oro del genere. Assolutamente consigliato e per me è sicuramente uno dei migliori dischi del genere in questo 2026.

Pirate Queen “Sailing Around The World” (Despotz Records, 2026)

Le Pirate Queen proseguono il loro viaggio attraverso i mari dell’heavy metal con il secondo album “Sailing Around The World”. Un combinazione affascinante di epic, melodia ed energia, perfetta per mettersi in viaggio con le regine dei pirati.

“Over The Edge Ft. Mickey Thomas – XXX Anniversary Edition” (Frontiers Records, 2026) 

Arriva la ristampa di “Over The Edge”, l’acclamato album rock melodico che presenta la voce inconfondibile di Mickey Thomas (Starship, Jefferson Starship), originariamente pubblicato nel 2004,

Todd Adelman “Todd Adelman And The Woodsmen” (VFIB Recordings, 2026)

Todd Adelman And The Woodsmen risulta quindi un album di genere, niente di più niente di meno, ma pregno di atmosfere suggestive e belle canzoni. What Else?

Sha-Boom “Another Nail In The Coffin” (Silver Lining Music, 2026)

Dopo oltre vent’anni, gli hard rocker svedesi Sha-Boom sono tornati in vita con “Another Nail In The Coffin”, un un bel ritorno, un gran disco AOR, consigliatissimo per gli amanti del genere.

Jeffrey Halford And The Healers “Used Parts” (Shoeless Records, 2026)

Album piacevole, che non potete perdere se siete amanti dei suoni tradizionali d’oltreoceano.

Mad Max “Stories Of Destiny” ( Rock Of Angels Records, 2026)

45 anni di Mad Max, band tedesca che ha lasciato il segno nel mondo hard&heavy di stampo europeo. “Stories Of Destiny” si presenta pulito e moderno, Rolf Munkes ha compiuto un buon lavoro, per un ritorno che merita un plauso.

Joanna Connor “Live On 11/11” (MC Records, 2026)

Grandi brani, improvvisazioni e jam da infarto, fanno di questo live un documento prezioso su di un’artista magari qualche passo indietro a livello di popolarità rispetto ad altre colleghe della scena, ma sicuramente al top se si parla di passione, attitudine e bravura.

Flotsam And Jetsam “Rats In The Temple” (Napalm Records, 2026)

I Flotsam e Jetsam ci offrono il loro miglior disco post reunion, una produzione aggressiva e dura rispetto alle prime uscite anni ’80, ma i tempi chiedono questo e l’anima non ne esce snaturata. Gran disco thrash metal!

The Alarm “Transformation” (Twenty First Century Recording Company, 2026)

Il commovente ed entusiasmante testamento di Mike Peters. Qui giace un vinto che non si è arreso.

Triosphere “Oceans Above, Stars Below” (Frontiers Records, 2026)

La band norvegese heavy metal Triosphere ritorna dopo ben 12 anni con un nuovo lavoro ambizioso che raccoglie al suo interno molti stili, tra hard rock, power prog e thrash metal, un bel disco per gli amanti del genere.

Cimarron 615 “Same Sky” (Blue Elan, 2026)

Una raccolta di bellissime canzoni country, impreziosite da splendidi intrecci vocali, marchio di fabbrica dei musicisti coinvolti che, come tradizione, non rinunciano a quelle chitarre rock che rafforzano il sound.

Noveria “Becoming After” (Scarlet Records, 2026)

Non posso che dargli dieci, e lo scrivo senza il minimo imbarazzo, perché è un disco meraviglioso e perché ogni tanto conviene dirlo ad alta voce, così magari al prossimo giro non se lo perde nessuno.

Jon Lee & The Apparitions “Next Town” (Magic Hallway Records, 2026)

Un album a cui bisogna dedicare la giusta attenzione ma che non manca di momenti molto interessanti, le ispirazioni possono essere soggettive anche se è indubbio che i generi citati abbiano tutti la loro importanza, promosso.

Tokyo Blade “Hoist The Colors High” (Cherry Red Records, 2026)

Bentornati ai Tokyo Blade, oltre quattro decenni dopo con la formazione originale classica e un nuovo album “Hoist the Colours High”: un lavoro muscoloso e incisivo di heavy metal infuocato, con le radici nella NWOBHM!

Issa “Fire & Ice” (Frontiers Records, 2026)

La regina norvegese dell’AOR Issa torna con “Fire And Ice”, il suo disco più esaltante e cinematografico. Ogni traccia dell’album è scritta e prodotta dai leggendari fratelli Tom e James Martin, che hanno creato un suono che cattura perfettamente lo spirito del rock melodico degli anni ’80.

Social Distortion “Born To Kill” (Epitaph, 2026)

Il tempo passa per tutti, anche per un gruppo puro come questo ma, credetemi, “Born To Kill”, titolo troppo cattivo per quello che si ascolta, ci offre tante cose che meritano di essere ascoltate. Soprattutto se siete fan della band.

Robert Jon & The Wreck “Wreckage Vol.3” (Journeyman Records, 2026).

I Robert Jon & The Wreck fanno gli straordinari e noi non possiamo che esserne felici, questa raccolta ci offre uno spaccato odierno del gruppo e la sua voglia di andare per la propria strada, suonando quello che ad oggi riesce meglio, ovvero rock classico, energico e splendidamente sudista.

Kickin Valentina “Anthems From The Underground” (Mighty Music, 2026)

I Kickin Valentina tornano con u album che conferma Pete Newdeck come grande autore di hard ottantiano, tra melodia e street rock.

Night Ranger “Best Of” (Frontiers Records, 2026)

Sesta raccolta, per i californiani Night Ranger. Ma questa volta propone versioni remixate e rimasterizzate di successi che coprono la brillante carriera della band,

Gràinne Duffy “What Am I Supposed To Do?” (Indipendent, 2026)

Altro ottimo lavoro questo nuovissimo “”What Am I Supposed To You?”, Gràinne Duffy si conferma artista da seguire nell’immensa scena blues rock odierna.

Widowspeak “Roses” (Captured Tracks, 2026).

L’album che rientra in quella sfera di ascolti dove musica e magia sono divise da una linea sottilissima lascia che l’ascoltatore entri nel suo mondo con la delicata eleganza che ne conviene, mai troppo energico, ma assolutamente godibile, “Roses” è consigliato ai palati più fini del classic rock (dalle sfumature Indie) del nuovo millennio.

Alchem “Bloody Rose” (The Triad Records – distr. Black Widow Records, 2026)

Gli Alchem, con la loro musica coinvolgente e variegata, devono essere approfonditi da chi cerca emozioni aldilà di strade facili e immediate, andando ad arricchire ulteriormente la scena romana nella quale operano da tempo entità coraggiose e difficilmente etichettabili come Arpia e Dunwich.

The Cinelli Brothers “Live Here And There” (The Cinelli Brothers, 2026)

270 concerti in giro per il mondo, un lungo viaggio portando la propria musica dal vivo.“Live Here And There” è il risultato, il sunto di tanti chilometri, di concerti e storie che formano un pezzo di vita all’insegna del rock’n’roll.

The Eternal “Obscured Horizons” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Con “Obscured Horizons”, The Eternal firma il proprio album migliore, dimostrando che il legame con gli Amorphis ne ha favorito la crescita, forse ancor oltre gli ultimi lavori della stessa band di Helsinki, sempre buoni, ma non così sfaccettati.

Albert Castiglia “Grits & Glory” (Gulf Coast Records, 2026)

Per il prossimo Blood Brothers c’è tempo, intanto godetevi questo “Grits & Glory”, nuovo capitolo di questo grande musicista statunitense. Blues on!

Oddland “Unilluminate To Illuminate” (Frontiers Records, 2026)

Gli Oddland sono una band finlandese di progressive metal. Con questo quarto album hanno affinato il sound, con influenze dei Soen. Un ottimo esempio di progressive metal moderno scandinavo.

The Claypool Lennon Delirium “The Great Parrot-Ox And The Golden Egg Of Empathy” (ATO, 2026)

Una collaborazione che sembrava improbabile giunge al terzo album e la sensazione che sia un regalo troppo grande resta, perché il disco – non è rock, o si? – è follemente bello. Quel bello che non arriva nel cuore, ma nella testa.

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Tim Easton “fiREHORSE” (Campfire Propaganda, 2026)

L’album racconta di un musicista e cantautore che si muove agilmente in territori folk/rock e americana con una padronanza ed esperienza assolutamente invidiabili.

Morgan Freeman “Morgan Freeman’s Symphonic Blues Experience” (Decca Records, 2026)

La passione del grande attore americano, la bravura degli artisti coinvolti, la bellezza dei brani scelti e la sagacia dell’orchestra che ha accompagnato il tutto non poteva che regalare grande musica e così è stato, applausi.

The Karma Effect “Cruel Intensions” (Earache, 2026)

Grande band i The Karma Effect, tra e migliori del genere in circolazione e al momento “Cruel Intentions” è il mio disco hard rock dell’anno!

Samantha Martin And Delta Sugar “A Beautiful Buzz” (Gypsy Soul Records, 2026)

Questo nuovo lavoro targato Samantha Martin And Delta Sugar non fa che confermare l’ottima salute di cui gode il genere in questo inizio millennio, consigliato.

Delirium I.P.G. “Sesta Strada Lungo Il Tempo” (Black Widow Records, 2026)

Il mix tra esperienza e bravura dei membri dei Delirium, unito al loro entusiasmo, ha contribuito all’elaborazione di un ottimo album degno del loro illustre passato e della tradizione progressive italiana.

Andromeda presenta: 33+1 dischi anni ’80 di HARD, HEAVY, FM, AOR canadese!

Dalla fanzine n.8, che presenta 111 album di hard rock/heavy metal canadese, estrapoliamo 33 album. Non i migliori, ma quelli con cui vogliamo stimolare la vostra curiosità. Se siete interessati alla fanzine scrivetemi in privato.

Speed Stroke “Damage Control” (Scarlet Records, 2026)

Gli Speed Stroke tornano con un nuovo album, mixato e masterizzato da Erik Mårtensson (Eclipse), che ruota intorno al movimento tra  H.E.A.T, Hardcore Superstar, Crashdïet, W.A.S.P., Skid Row della prima era. Se siete amanti del genere vi piacerà!

Ian Perry’s Consortium Project VI “Legacy Of Empires” (Frontiers Records 2026)

IIan Parry annuncia con orgoglio il nuovo capitolo della rinomata serie Consortium Project. “Legacy Of Empires” è un’opera ambiziosa e cinematografica di progressive metal, e rappresenta un trionfale ritorno per uno degli artisti più visionari del genere.

Faded Rust “Nowhere To Hide” (Autoprodotto, EP, 2026)

Un piccolo gioiellino acustico, una produzione italiana che riporta in auge il rock anni ’90, davvero bello e ben prodotto.

Jon Spencer “Songs Of Personal Loss And Protest” (Shove, 2026)

Non fate gli schizzinosi, non è il caso, immergetevi nel putrido sound di “Songs Of Personal Loss And Protest” senza pensarci due volte, vi divertirete questo è sicuro, parola di Jon Spencer.

Delirio And The Phantoms “Strange Phenomena” (Black Widow Records, 2026)

Un ottimo lavoro, ispirato, oscuro e coinvolgente, meritevole di grande attenzione da parte del pubblico metal e non solo.

Ga-20 With Charlie Musselwhite – “Blues Now” (New West Records, 2026)

Charlie Musselwhite, a ottantadue anni, continua a mettersi in gioco e anche questa volta, aiutato dai Ga-20, non smette di regalarci grande musica, approfittatene.

Grand “Guilty Pleasure” (Frontiers Records, 2026)

I Grand, band proveniente dalla Svezia tornano con il loro terzo album intitolato “Guilty Pleasure”, una lezione magistrale di AOR melodico, proponendo ritornelli scintillanti, arrangiamenti ricchi e ritornelli senza tempo.

Toto: l’arte della versatilità e della perfezione. Discografia commentata!

La discografia dei Toto, commentata dal nostro collaboratore Francesco A. Brunale., in ordine crescente di apprezzamento. Quale sarà il suo disco preferito?

Parker Barrow “Hold The Mash-The Album” (EAG Music, 2026)

Li perdoniamo i Parker Barrow, non fosse che un giorno ci ritroveremo sotto il palco a cantare e innamorarci ancora una volta di Megan Kane.

Agnostic Front (Casilino Sky Park, 29 luglio 2026)

Un concerto dei grandi Agnostic Front è anche un modo per raccontare la New York punk e delinquenziale che fu.

The Cruel Intentions “All Hall Hypocrisy” (Indie Recordings, 2026)

Un gran bel disco questo che dimostra come questi ragazzi siano una delle migliori band del genere in questo momento e la freccia tira dritto verso il definitivo successo.

Bywater Call “Broken Souvenirs” (Bywatwer Call Records, 2026)

alberto centenari
Allegati
5 ago 2026, 16:21 (19 ore fa)
a me

“Broken Souvenirs” è un ritorno che potrebbe finalmente consentire ai Bywater Call quel salto a livello di notorietà assolutamente meritato.

Red Clay Strays “Grateful” (HYBCO Records/RCA Records, 2026)

I Red Clay Strays sono una realtà da seguire, non fosse altro per la loro assoluta mancanza di confini compositivi e per questo liberi di stupirci, non solo oggi ma sicuramente anche in futuro.

Muse “Wow! Signal” (Warner, 2026)

Gli inglesi Muse sono una delle ultime rock band ad aver segnato la storia di questa musica. Un trio capace…

Porto Metal Fest 2026: Crimson Dawn, Vanexa, Sadist e Bulldozer incendiano la Liguria – Live report

Macaia. Una macaia di quelle incredibili, di quelle che ti si appiccicano addosso e non se ne vanno più, con…

Sinner “Boom Bang Goodbye” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Il gruppo tedesco Sinner capitanato Mat Sinner, dopo 40 anni e 21 dischi, dice addio ai fan con questo “Boom Bang Goodbye”: una produzione stellare, suonato e cantato benissimo. Saluto migliore non poteva esserci!

Layout 19: The Xcerts, As It Is, The Dear Hunter e Katatonia, tra novità e recuperi!!

Layout 19: Katatonia, The Dear Hunter, Xcrets, As It As. Tre novità in breve e il recupero del disco dei Katatonia, uscito lo scorso anno e sfuggito alla morsa di BackInRock.

Oberon Rising “The Pierce, The Black And The Wicked” (autoproduzione, 2025)

Heavy metal artigianale fatto bene da chi ama il metal per chi ama il metal antico: bravi ragazzi!

The Heavy Eyes “Focus” (Magnetic Eye Records, 2026)

Immaginate una jam con Black Sabbath, Led Zeppelin, Fu Manchu, Kyuss e primi Soundgarden ed avrete un’idea di cosa sono capaci questi quattro musicisti di Memphis.

Marco Bonvicini “Naked” (Marco Bonvicini, 2026)

L’album annovera momenti di musica rock di alto livello, energica quanto basta, introspettiva, ma pure solare e valorizzata da una sensazione di epica speranza.

Iconic “II” (Frontiers Records, 2026)

Torna un vero supergruppo, con un secondo album che non solo continua il percorso della band, ma lo definisce. L’affinità tra i componenti è cresciuta e si sente, un bel lavoro di classe, che non delude le attese.

Lalu “A Mythmaker’s Demise” (Frontiers Records, 2026)

I francesi Lalu celebrano il ventesimo anniversario con “A Mythmaker’s Demise”, una capsula del tempo dell’anima del rock progressivo, una produzione eccezionale rende il tutto perfetto.

Jayler “Voices Unheard” (Silver Lining Music, 2026)

I britannici Jayler, con qusto ottimo debutto, si candidano ad essere la nuova sorpresa della nuova ondata di classic rock che guarda agli anni ’70.

Yes “Aurora” (InsideOut/Sony, 2026)

Ci avviciniamo con ritardo a questo nuovo disco dell’istituzione del prog Yes e, credetemi, “Aurora” è una bella sorpresa, che segna un ritorno a certo prog romantico, ma non prolisso.

Lachy Doley “Live In Paris” (Indipendent, 2026)

Il consiglio è quello di non perdervi questo magnifico interprete dei tasti d’avorio il giorno che lo avrete abbastanza vicino a casa per regalarvi qualcosa che non dimenticherete facilmente.

The Waterboys “Atlantic Rain: Lost Fisherman’s Blues Recordings” (Chrysalis, 2026)

Partendo dal presupposto che siamo nel periodo di maggiore creatività del gruppo, “Atlantic Rain”, oltre ad un libretto con foto ed uno scritto di Mike Scott, regala una serie di gioiellini imperdibili (almeno per i fans) tra cover e brani inediti.

Moonspell “Far From God” (Napalm Records, 2026)

Fernando Riberiro e soci, con il loro talento, dimostrano che il sacro fuoco dell’ispirazione arde sempre nei loro cuori e nelle loro menti, lunga vita ai re del rock portoghese che sembrano avere ancora molto da dire.

Jack White “Frozen Charlotte” (Third Man Records, 2026)

Album da avere assolutamente, perché ignorare uno dei geni assoluti del nostro tempo in campo musicale e non solo, sarebbe un peccato mortale.

Ghalia Volt “Burn The House Down” (Ruf Records, 2026)

Ghalia Volt è sicuramente un nome da seguire nella sua ascesa alle vette della scena underground del blues rock mondiale, noi ci saremo, spero anche voi.

Luppolo In Rock 2026: tre giorni di metal, tre giorni di passione vera!

Stili e generi diversi, ma medesima qualità e passione. Anche questa edizione del Luppolo In Rock ha dimostrato che l’heavy metal gode di ottima salute sia nei nomi storici, che nel panorama underground. E vertono già i preparativi per l’edizione del 2027!

Fantastic Negrito “Alive!” (Storefront Records, 2026)

“Alive!” probabilmente apparirà ovunque nelle classifiche di fine anno, nella mia ha già un posto in alto, molto in alto. Imperdibile!

Zan/Cody “Beatiful ‘N Damned” (Frontiers Records, 2026)

Quando due degli architetti fondatori dello sleaze hard rock svedese si riuniscono, il risultato non può che essere esplosivo. Zinny Zan (voce) e Harry Cody (chitarra), il duo originale di fronts dei cult leggende Shotgun Messiah, sono tornati insieme, “Beautiful ‘N Damned” è un gran disco come non se ne sentono molti.

American Aquarium “No Ways To Lose” (Losing Side Records, 2026)

Un album che spinge a ritornarci sopra e che anche dopo molti ascolti reclama nuovi emozionanti momenti di rock a stelle e strisce, consigliato.

The Pretty Reckless “Dear God” (Fearless, 2026)

La consapevolezza di sé ha portato una maturità che in alcuni casi sfiora la routine, ma “Dear God” riesce comunque a mantenere alta la qualità, e a piazzare un paio di assi, tali da renderlo un album da godere più volte.

Tesla “Homage” (Frontiers, 2026)

In “Homage” non manca qualche passaggio a vuoto, ma i Tesla non steccano e il loro cover album offre più di un motivo di interesse.

Troy Mercy “Let The Night Begin” (Gitcha Records, 2026)

“Let The Night Begin” è un lavoro piacevole che ci riporta indietro nel tempo e dove la chitarra si prende scena e applausi.

Da David Bowie a Freddie Mercury a Johnny Cash. Testamenti in musica: quando si muore cantando!!

𝑻𝒆𝒔𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒊𝒏 𝒎𝒖𝒔𝒊𝒄𝒂, 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒔𝒊 𝒎𝒖𝒐𝒓𝒆 𝒄𝒂𝒏𝒕𝒂𝒏𝒅𝒐
Partendo dal disco scritto da Mike Peters in punto di morte, il nostro Gabriele Bassanetti viaggia tra alcuni dei più grandi amati che hanno scelto di salutare la vita continuando a fare musica. Non è un tuffo nella tristezza o un elogio della morte, ma al contrario un elogio alla vita. Infatti ricordare questi artisti è il miglior modo per mostrarci grati a ciò che ci hanno donato: la loro arte.

Green Carnation “A Dark Poem, Part III: The Messiah Complex” (Season Of Mist, 2026)

Terzo e ultimo capitolo di “A Dark Poem”, che nella sua interezza è un’opera maestosa e impegnativa che richiede più di un ascolto per coglierne i tanti dettagli.

Green Lung “Necropolitan” (Nuclear Blast Records, 2026)

Con “Necropolitan” i Green Lung confermano di essere una grandissima band e, dopo l’addio di Ozzy e di fatto dei Black Sabbath più doom, si candidano per raccoglierne l’eredità artistica in patria e non solo.

Jehovah On Death “Lágrimas De Oro” (I, Voidhanger Records, 2026)

Gli Jehovah On Death sono una realtà del panorama rock internazionale della quale sentiremo molto parlare; hanno attitudine, idee, immagine, talento e sanno dove vogliono andare. Speriamo che presto si esibiscano in Italia, la loro proposta trova nel palco il suo ambiente ideale.

Cinquant’anni anni fa esatti nasceva il punk. O più precisamente cominciava a morire

𝐏u𝐧k: 𝐪u𝐚n𝐝o n𝐚s𝐜i𝐭a e m𝐨r𝐭e c𝐨i𝐧c𝐢d𝐨n𝐨. S𝐜o𝐩r𝐢a𝐦o p𝐞r𝐜h𝐞̀!
8 settembre 1976, esce “Anarchy In The UK”, primo singolo dei Sex Pistols, per convenzione il giorno in cui tutto ha inizio. E invece è la fine!

Andromeda presenta: 33+1 dischi anni ’80 di HARD, HEAVY, FM, AOR canadese!

Dalla fanzine n.8, che presenta 111 album di hard rock/heavy metal canadese, estrapoliamo 33 album. Non i migliori, ma quelli con cui vogliamo stimolare la vostra curiosità. Se siete interessati alla fanzine scrivetemi in privato.

Shakra “Just Live Loud!” (Frontiers Records, 2026)

Gli svizzeri Shakra ancora una volta non deludono, dinamiche ed energia vi faranno divertire, in questo nuovo album ricco di chitarre potenti e ritornelli melodici, scritti per essere riproposti in sede live.

Sweet Electric “Something Something Disco” (Autoprodotto, 2026)

Secondo disco per la band di Colonia Sweet Electric, “Something Something Disco”  è un disco pensato, non c’è una canzone decisamente brutta nell’album, e sebbene manchi un filo conduttore (cosa che potrebbe essere voluta) risulta difficile non innamorarsi di questi cinque simpatici, scanzonati ragazzi

Scorpion Milk “Flesh Masks For Skulls”  (Peaceville Records, 2026)

Nuovo EP per la creatura di Mat McNerney, quattro brani nuovo e un remix curato da ospiti sorprendenti

Avrak “Avrak” (Peaceville Records, 2026)

Il gruppo di Ted Skjellum, alias Nocturno Culto, al di fuori dei Darkthrone, per dare piena soddisfazione alla sua passione per l’old metal.

The Night Eternal “Cold Velvet” (Metal Blade Records, 2026)

Sono certo che “Cold Velvet” sarà l’album della consacrazione di una band solida, determinata e capace di schierare un vocalist riconoscibile al primo ascolto.

Ricky Warwick “Fire & Vengeance” (Earache Records, 2026)

RQuesto non è solo un disco, ma una raccolta di pensieri, umori e storie di Ricky Warwick, un rocker vero che da 40 anni canta e suona quello che ama.

CoreLeoni “Generection” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Il chitarrista e membro fondatore dei Gotthard torna in prima linea con i suoi CoreLeoni. Questo quarto album è il lavoro più pesante, per un hard Rock tirato mischiato ad une vena soul molto interessante.

Gjenferd “Black Smoke Rising” (Apollon Records, 2026)

La fiamma dell’hard rock dei ‘70 non cesserà mai di spegnersi, ovunque, tanto più nei paesi scandinavi, dove centinaia di band radicano le loro basi in quel periodo. Non è facile per gli appassionati e i cultori arrivare a conoscere tutto e, soprattutto, avere il...

Black Reflex “Zero Dawn” (Andromeda Relix, 2026)

“Zero Dawn” è un album importante, di vero heavy metal, che speriamo non si mescoli alla massa di titoli metal fatti con il metodo del copia/incolla e trovi l’attenzione che merita.

Stormbringer “Transcendence” (Attic Records, 2026)

La band del Northamptonshire torna con ‘Transcendence’. I ragazzi hanno confezionato un disco travolgente, di classico heavy metal, come si faceva ai tempi d’oro del genere. Assolutamente consigliato e per me è sicuramente uno dei migliori dischi del genere in questo 2026.

Pirate Queen “Sailing Around The World” (Despotz Records, 2026)

Le Pirate Queen proseguono il loro viaggio attraverso i mari dell’heavy metal con il secondo album “Sailing Around The World”. Un combinazione affascinante di epic, melodia ed energia, perfetta per mettersi in viaggio con le regine dei pirati.

“Over The Edge Ft. Mickey Thomas – XXX Anniversary Edition” (Frontiers Records, 2026) 

Arriva la ristampa di “Over The Edge”, l’acclamato album rock melodico che presenta la voce inconfondibile di Mickey Thomas (Starship, Jefferson Starship), originariamente pubblicato nel 2004,

Todd Adelman “Todd Adelman And The Woodsmen” (VFIB Recordings, 2026)

Todd Adelman And The Woodsmen risulta quindi un album di genere, niente di più niente di meno, ma pregno di atmosfere suggestive e belle canzoni. What Else?

Sha-Boom “Another Nail In The Coffin” (Silver Lining Music, 2026)

Dopo oltre vent’anni, gli hard rocker svedesi Sha-Boom sono tornati in vita con “Another Nail In The Coffin”, un un bel ritorno, un gran disco AOR, consigliatissimo per gli amanti del genere.

Jeffrey Halford And The Healers “Used Parts” (Shoeless Records, 2026)

Album piacevole, che non potete perdere se siete amanti dei suoni tradizionali d’oltreoceano.

Mad Max “Stories Of Destiny” ( Rock Of Angels Records, 2026)

45 anni di Mad Max, band tedesca che ha lasciato il segno nel mondo hard&heavy di stampo europeo. “Stories Of Destiny” si presenta pulito e moderno, Rolf Munkes ha compiuto un buon lavoro, per un ritorno che merita un plauso.

Joanna Connor “Live On 11/11” (MC Records, 2026)

Grandi brani, improvvisazioni e jam da infarto, fanno di questo live un documento prezioso su di un’artista magari qualche passo indietro a livello di popolarità rispetto ad altre colleghe della scena, ma sicuramente al top se si parla di passione, attitudine e bravura.

Flotsam And Jetsam “Rats In The Temple” (Napalm Records, 2026)

I Flotsam e Jetsam ci offrono il loro miglior disco post reunion, una produzione aggressiva e dura rispetto alle prime uscite anni ’80, ma i tempi chiedono questo e l’anima non ne esce snaturata. Gran disco thrash metal!

The Alarm “Transformation” (Twenty First Century Recording Company, 2026)

Il commovente ed entusiasmante testamento di Mike Peters. Qui giace un vinto che non si è arreso.

Triosphere “Oceans Above, Stars Below” (Frontiers Records, 2026)

La band norvegese heavy metal Triosphere ritorna dopo ben 12 anni con un nuovo lavoro ambizioso che raccoglie al suo interno molti stili, tra hard rock, power prog e thrash metal, un bel disco per gli amanti del genere.

Cimarron 615 “Same Sky” (Blue Elan, 2026)

Una raccolta di bellissime canzoni country, impreziosite da splendidi intrecci vocali, marchio di fabbrica dei musicisti coinvolti che, come tradizione, non rinunciano a quelle chitarre rock che rafforzano il sound.

Noveria “Becoming After” (Scarlet Records, 2026)

Non posso che dargli dieci, e lo scrivo senza il minimo imbarazzo, perché è un disco meraviglioso e perché ogni tanto conviene dirlo ad alta voce, così magari al prossimo giro non se lo perde nessuno.

Jon Lee & The Apparitions “Next Town” (Magic Hallway Records, 2026)

Un album a cui bisogna dedicare la giusta attenzione ma che non manca di momenti molto interessanti, le ispirazioni possono essere soggettive anche se è indubbio che i generi citati abbiano tutti la loro importanza, promosso.

Tokyo Blade “Hoist The Colors High” (Cherry Red Records, 2026)

Bentornati ai Tokyo Blade, oltre quattro decenni dopo con la formazione originale classica e un nuovo album “Hoist the Colours High”: un lavoro muscoloso e incisivo di heavy metal infuocato, con le radici nella NWOBHM!

Issa “Fire & Ice” (Frontiers Records, 2026)

La regina norvegese dell’AOR Issa torna con “Fire And Ice”, il suo disco più esaltante e cinematografico. Ogni traccia dell’album è scritta e prodotta dai leggendari fratelli Tom e James Martin, che hanno creato un suono che cattura perfettamente lo spirito del rock melodico degli anni ’80.

Social Distortion “Born To Kill” (Epitaph, 2026)

Il tempo passa per tutti, anche per un gruppo puro come questo ma, credetemi, “Born To Kill”, titolo troppo cattivo per quello che si ascolta, ci offre tante cose che meritano di essere ascoltate. Soprattutto se siete fan della band.

Robert Jon & The Wreck “Wreckage Vol.3” (Journeyman Records, 2026).

I Robert Jon & The Wreck fanno gli straordinari e noi non possiamo che esserne felici, questa raccolta ci offre uno spaccato odierno del gruppo e la sua voglia di andare per la propria strada, suonando quello che ad oggi riesce meglio, ovvero rock classico, energico e splendidamente sudista.

Kickin Valentina “Anthems From The Underground” (Mighty Music, 2026)

I Kickin Valentina tornano con u album che conferma Pete Newdeck come grande autore di hard ottantiano, tra melodia e street rock.

Night Ranger “Best Of” (Frontiers Records, 2026)

Sesta raccolta, per i californiani Night Ranger. Ma questa volta propone versioni remixate e rimasterizzate di successi che coprono la brillante carriera della band,

Gràinne Duffy “What Am I Supposed To Do?” (Indipendent, 2026)

Altro ottimo lavoro questo nuovissimo “”What Am I Supposed To You?”, Gràinne Duffy si conferma artista da seguire nell’immensa scena blues rock odierna.

Widowspeak “Roses” (Captured Tracks, 2026).

L’album che rientra in quella sfera di ascolti dove musica e magia sono divise da una linea sottilissima lascia che l’ascoltatore entri nel suo mondo con la delicata eleganza che ne conviene, mai troppo energico, ma assolutamente godibile, “Roses” è consigliato ai palati più fini del classic rock (dalle sfumature Indie) del nuovo millennio.

Alchem “Bloody Rose” (The Triad Records – distr. Black Widow Records, 2026)

Gli Alchem, con la loro musica coinvolgente e variegata, devono essere approfonditi da chi cerca emozioni aldilà di strade facili e immediate, andando ad arricchire ulteriormente la scena romana nella quale operano da tempo entità coraggiose e difficilmente etichettabili come Arpia e Dunwich.

The Cinelli Brothers “Live Here And There” (The Cinelli Brothers, 2026)

270 concerti in giro per il mondo, un lungo viaggio portando la propria musica dal vivo.“Live Here And There” è il risultato, il sunto di tanti chilometri, di concerti e storie che formano un pezzo di vita all’insegna del rock’n’roll.

The Eternal “Obscured Horizons” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Con “Obscured Horizons”, The Eternal firma il proprio album migliore, dimostrando che il legame con gli Amorphis ne ha favorito la crescita, forse ancor oltre gli ultimi lavori della stessa band di Helsinki, sempre buoni, ma non così sfaccettati.

Albert Castiglia “Grits & Glory” (Gulf Coast Records, 2026)

Per il prossimo Blood Brothers c’è tempo, intanto godetevi questo “Grits & Glory”, nuovo capitolo di questo grande musicista statunitense. Blues on!

Oddland “Unilluminate To Illuminate” (Frontiers Records, 2026)

Gli Oddland sono una band finlandese di progressive metal. Con questo quarto album hanno affinato il sound, con influenze dei Soen. Un ottimo esempio di progressive metal moderno scandinavo.

The Claypool Lennon Delirium “The Great Parrot-Ox And The Golden Egg Of Empathy” (ATO, 2026)

Una collaborazione che sembrava improbabile giunge al terzo album e la sensazione che sia un regalo troppo grande resta, perché il disco – non è rock, o si? – è follemente bello. Quel bello che non arriva nel cuore, ma nella testa.

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Tim Easton “fiREHORSE” (Campfire Propaganda, 2026)

L’album racconta di un musicista e cantautore che si muove agilmente in territori folk/rock e americana con una padronanza ed esperienza assolutamente invidiabili.

Morgan Freeman “Morgan Freeman’s Symphonic Blues Experience” (Decca Records, 2026)

La passione del grande attore americano, la bravura degli artisti coinvolti, la bellezza dei brani scelti e la sagacia dell’orchestra che ha accompagnato il tutto non poteva che regalare grande musica e così è stato, applausi.

The Karma Effect “Cruel Intensions” (Earache, 2026)

Grande band i The Karma Effect, tra e migliori del genere in circolazione e al momento “Cruel Intentions” è il mio disco hard rock dell’anno!

Samantha Martin And Delta Sugar “A Beautiful Buzz” (Gypsy Soul Records, 2026)

Questo nuovo lavoro targato Samantha Martin And Delta Sugar non fa che confermare l’ottima salute di cui gode il genere in questo inizio millennio, consigliato.

Delirium I.P.G. “Sesta Strada Lungo Il Tempo” (Black Widow Records, 2026)

Il mix tra esperienza e bravura dei membri dei Delirium, unito al loro entusiasmo, ha contribuito all’elaborazione di un ottimo album degno del loro illustre passato e della tradizione progressive italiana.

Andromeda presenta: 33+1 dischi anni ’80 di HARD, HEAVY, FM, AOR canadese!

Dalla fanzine n.8, che presenta 111 album di hard rock/heavy metal canadese, estrapoliamo 33 album. Non i migliori, ma quelli con cui vogliamo stimolare la vostra curiosità. Se siete interessati alla fanzine scrivetemi in privato.

Speed Stroke “Damage Control” (Scarlet Records, 2026)

Gli Speed Stroke tornano con un nuovo album, mixato e masterizzato da Erik Mårtensson (Eclipse), che ruota intorno al movimento tra  H.E.A.T, Hardcore Superstar, Crashdïet, W.A.S.P., Skid Row della prima era. Se siete amanti del genere vi piacerà!

Ian Perry’s Consortium Project VI “Legacy Of Empires” (Frontiers Records 2026)

IIan Parry annuncia con orgoglio il nuovo capitolo della rinomata serie Consortium Project. “Legacy Of Empires” è un’opera ambiziosa e cinematografica di progressive metal, e rappresenta un trionfale ritorno per uno degli artisti più visionari del genere.

Faded Rust “Nowhere To Hide” (Autoprodotto, EP, 2026)

Un piccolo gioiellino acustico, una produzione italiana che riporta in auge il rock anni ’90, davvero bello e ben prodotto.

Jon Spencer “Songs Of Personal Loss And Protest” (Shove, 2026)

Non fate gli schizzinosi, non è il caso, immergetevi nel putrido sound di “Songs Of Personal Loss And Protest” senza pensarci due volte, vi divertirete questo è sicuro, parola di Jon Spencer.

Delirio And The Phantoms “Strange Phenomena” (Black Widow Records, 2026)

Un ottimo lavoro, ispirato, oscuro e coinvolgente, meritevole di grande attenzione da parte del pubblico metal e non solo.

Ga-20 With Charlie Musselwhite – “Blues Now” (New West Records, 2026)

Charlie Musselwhite, a ottantadue anni, continua a mettersi in gioco e anche questa volta, aiutato dai Ga-20, non smette di regalarci grande musica, approfittatene.

Grand “Guilty Pleasure” (Frontiers Records, 2026)

I Grand, band proveniente dalla Svezia tornano con il loro terzo album intitolato “Guilty Pleasure”, una lezione magistrale di AOR melodico, proponendo ritornelli scintillanti, arrangiamenti ricchi e ritornelli senza tempo.

Toto: l’arte della versatilità e della perfezione. Discografia commentata!

La discografia dei Toto, commentata dal nostro collaboratore Francesco A. Brunale., in ordine crescente di apprezzamento. Quale sarà il suo disco preferito?

Parker Barrow “Hold The Mash-The Album” (EAG Music, 2026)

Li perdoniamo i Parker Barrow, non fosse che un giorno ci ritroveremo sotto il palco a cantare e innamorarci ancora una volta di Megan Kane.

Agnostic Front (Casilino Sky Park, 29 luglio 2026)

Un concerto dei grandi Agnostic Front è anche un modo per raccontare la New York punk e delinquenziale che fu.

The Cruel Intentions “All Hall Hypocrisy” (Indie Recordings, 2026)

Un gran bel disco questo che dimostra come questi ragazzi siano una delle migliori band del genere in questo momento e la freccia tira dritto verso il definitivo successo.

Bywater Call “Broken Souvenirs” (Bywatwer Call Records, 2026)

alberto centenari
Allegati
5 ago 2026, 16:21 (19 ore fa)
a me

“Broken Souvenirs” è un ritorno che potrebbe finalmente consentire ai Bywater Call quel salto a livello di notorietà assolutamente meritato.

Red Clay Strays “Grateful” (HYBCO Records/RCA Records, 2026)

I Red Clay Strays sono una realtà da seguire, non fosse altro per la loro assoluta mancanza di confini compositivi e per questo liberi di stupirci, non solo oggi ma sicuramente anche in futuro.

Muse “Wow! Signal” (Warner, 2026)

Gli inglesi Muse sono una delle ultime rock band ad aver segnato la storia di questa musica. Un trio capace…

Porto Metal Fest 2026: Crimson Dawn, Vanexa, Sadist e Bulldozer incendiano la Liguria – Live report

Macaia. Una macaia di quelle incredibili, di quelle che ti si appiccicano addosso e non se ne vanno più, con…

Sinner “Boom Bang Goodbye” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Il gruppo tedesco Sinner capitanato Mat Sinner, dopo 40 anni e 21 dischi, dice addio ai fan con questo “Boom Bang Goodbye”: una produzione stellare, suonato e cantato benissimo. Saluto migliore non poteva esserci!

Layout 19: The Xcerts, As It Is, The Dear Hunter e Katatonia, tra novità e recuperi!!

Layout 19: Katatonia, The Dear Hunter, Xcrets, As It As. Tre novità in breve e il recupero del disco dei Katatonia, uscito lo scorso anno e sfuggito alla morsa di BackInRock.

Oberon Rising “The Pierce, The Black And The Wicked” (autoproduzione, 2025)

Heavy metal artigianale fatto bene da chi ama il metal per chi ama il metal antico: bravi ragazzi!

The Heavy Eyes “Focus” (Magnetic Eye Records, 2026)

Immaginate una jam con Black Sabbath, Led Zeppelin, Fu Manchu, Kyuss e primi Soundgarden ed avrete un’idea di cosa sono capaci questi quattro musicisti di Memphis.

Marco Bonvicini “Naked” (Marco Bonvicini, 2026)

L’album annovera momenti di musica rock di alto livello, energica quanto basta, introspettiva, ma pure solare e valorizzata da una sensazione di epica speranza.

Iconic “II” (Frontiers Records, 2026)

Torna un vero supergruppo, con un secondo album che non solo continua il percorso della band, ma lo definisce. L’affinità tra i componenti è cresciuta e si sente, un bel lavoro di classe, che non delude le attese.

Lalu “A Mythmaker’s Demise” (Frontiers Records, 2026)

I francesi Lalu celebrano il ventesimo anniversario con “A Mythmaker’s Demise”, una capsula del tempo dell’anima del rock progressivo, una produzione eccezionale rende il tutto perfetto.

Jayler “Voices Unheard” (Silver Lining Music, 2026)

I britannici Jayler, con qusto ottimo debutto, si candidano ad essere la nuova sorpresa della nuova ondata di classic rock che guarda agli anni ’70.

Yes “Aurora” (InsideOut/Sony, 2026)

Ci avviciniamo con ritardo a questo nuovo disco dell’istituzione del prog Yes e, credetemi, “Aurora” è una bella sorpresa, che segna un ritorno a certo prog romantico, ma non prolisso.

Lachy Doley “Live In Paris” (Indipendent, 2026)

Il consiglio è quello di non perdervi questo magnifico interprete dei tasti d’avorio il giorno che lo avrete abbastanza vicino a casa per regalarvi qualcosa che non dimenticherete facilmente.

The Waterboys “Atlantic Rain: Lost Fisherman’s Blues Recordings” (Chrysalis, 2026)

Partendo dal presupposto che siamo nel periodo di maggiore creatività del gruppo, “Atlantic Rain”, oltre ad un libretto con foto ed uno scritto di Mike Scott, regala una serie di gioiellini imperdibili (almeno per i fans) tra cover e brani inediti.

Moonspell “Far From God” (Napalm Records, 2026)

Fernando Riberiro e soci, con il loro talento, dimostrano che il sacro fuoco dell’ispirazione arde sempre nei loro cuori e nelle loro menti, lunga vita ai re del rock portoghese che sembrano avere ancora molto da dire.

Jack White “Frozen Charlotte” (Third Man Records, 2026)

Album da avere assolutamente, perché ignorare uno dei geni assoluti del nostro tempo in campo musicale e non solo, sarebbe un peccato mortale.

Ghalia Volt “Burn The House Down” (Ruf Records, 2026)

Ghalia Volt è sicuramente un nome da seguire nella sua ascesa alle vette della scena underground del blues rock mondiale, noi ci saremo, spero anche voi.

Luppolo In Rock 2026: tre giorni di metal, tre giorni di passione vera!

Stili e generi diversi, ma medesima qualità e passione. Anche questa edizione del Luppolo In Rock ha dimostrato che l’heavy metal gode di ottima salute sia nei nomi storici, che nel panorama underground. E vertono già i preparativi per l’edizione del 2027!

Fantastic Negrito “Alive!” (Storefront Records, 2026)

“Alive!” probabilmente apparirà ovunque nelle classifiche di fine anno, nella mia ha già un posto in alto, molto in alto. Imperdibile!

Zan/Cody “Beatiful ‘N Damned” (Frontiers Records, 2026)

Quando due degli architetti fondatori dello sleaze hard rock svedese si riuniscono, il risultato non può che essere esplosivo. Zinny Zan (voce) e Harry Cody (chitarra), il duo originale di fronts dei cult leggende Shotgun Messiah, sono tornati insieme, “Beautiful ‘N Damned” è un gran disco come non se ne sentono molti.

American Aquarium “No Ways To Lose” (Losing Side Records, 2026)

Un album che spinge a ritornarci sopra e che anche dopo molti ascolti reclama nuovi emozionanti momenti di rock a stelle e strisce, consigliato.

The Pretty Reckless “Dear God” (Fearless, 2026)

La consapevolezza di sé ha portato una maturità che in alcuni casi sfiora la routine, ma “Dear God” riesce comunque a mantenere alta la qualità, e a piazzare un paio di assi, tali da renderlo un album da godere più volte.

Tesla “Homage” (Frontiers, 2026)

In “Homage” non manca qualche passaggio a vuoto, ma i Tesla non steccano e il loro cover album offre più di un motivo di interesse.

Troy Mercy “Let The Night Begin” (Gitcha Records, 2026)

“Let The Night Begin” è un lavoro piacevole che ci riporta indietro nel tempo e dove la chitarra si prende scena e applausi.

Da David Bowie a Freddie Mercury a Johnny Cash. Testamenti in musica: quando si muore cantando!!

𝑻𝒆𝒔𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒊𝒏 𝒎𝒖𝒔𝒊𝒄𝒂, 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒔𝒊 𝒎𝒖𝒐𝒓𝒆 𝒄𝒂𝒏𝒕𝒂𝒏𝒅𝒐
Partendo dal disco scritto da Mike Peters in punto di morte, il nostro Gabriele Bassanetti viaggia tra alcuni dei più grandi amati che hanno scelto di salutare la vita continuando a fare musica. Non è un tuffo nella tristezza o un elogio della morte, ma al contrario un elogio alla vita. Infatti ricordare questi artisti è il miglior modo per mostrarci grati a ciò che ci hanno donato: la loro arte.

Green Carnation “A Dark Poem, Part III: The Messiah Complex” (Season Of Mist, 2026)

Terzo e ultimo capitolo di “A Dark Poem”, che nella sua interezza è un’opera maestosa e impegnativa che richiede più di un ascolto per coglierne i tanti dettagli.

Green Lung “Necropolitan” (Nuclear Blast Records, 2026)

Con “Necropolitan” i Green Lung confermano di essere una grandissima band e, dopo l’addio di Ozzy e di fatto dei Black Sabbath più doom, si candidano per raccoglierne l’eredità artistica in patria e non solo.

Jehovah On Death “Lágrimas De Oro” (I, Voidhanger Records, 2026)

Gli Jehovah On Death sono una realtà del panorama rock internazionale della quale sentiremo molto parlare; hanno attitudine, idee, immagine, talento e sanno dove vogliono andare. Speriamo che presto si esibiscano in Italia, la loro proposta trova nel palco il suo ambiente ideale.

Cinquant’anni anni fa esatti nasceva il punk. O più precisamente cominciava a morire

𝐏u𝐧k: 𝐪u𝐚n𝐝o n𝐚s𝐜i𝐭a e m𝐨r𝐭e c𝐨i𝐧c𝐢d𝐨n𝐨. S𝐜o𝐩r𝐢a𝐦o p𝐞r𝐜h𝐞̀!
8 settembre 1976, esce “Anarchy In The UK”, primo singolo dei Sex Pistols, per convenzione il giorno in cui tutto ha inizio. E invece è la fine!

Andromeda presenta: 33+1 dischi anni ’80 di HARD, HEAVY, FM, AOR canadese!

Dalla fanzine n.8, che presenta 111 album di hard rock/heavy metal canadese, estrapoliamo 33 album. Non i migliori, ma quelli con cui vogliamo stimolare la vostra curiosità. Se siete interessati alla fanzine scrivetemi in privato.

Shakra “Just Live Loud!” (Frontiers Records, 2026)

Gli svizzeri Shakra ancora una volta non deludono, dinamiche ed energia vi faranno divertire, in questo nuovo album ricco di chitarre potenti e ritornelli melodici, scritti per essere riproposti in sede live.

Sweet Electric “Something Something Disco” (Autoprodotto, 2026)

Secondo disco per la band di Colonia Sweet Electric, “Something Something Disco”  è un disco pensato, non c’è una canzone decisamente brutta nell’album, e sebbene manchi un filo conduttore (cosa che potrebbe essere voluta) risulta difficile non innamorarsi di questi cinque simpatici, scanzonati ragazzi

Scorpion Milk “Flesh Masks For Skulls”  (Peaceville Records, 2026)

Nuovo EP per la creatura di Mat McNerney, quattro brani nuovo e un remix curato da ospiti sorprendenti

Avrak “Avrak” (Peaceville Records, 2026)

Il gruppo di Ted Skjellum, alias Nocturno Culto, al di fuori dei Darkthrone, per dare piena soddisfazione alla sua passione per l’old metal.

The Night Eternal “Cold Velvet” (Metal Blade Records, 2026)

Sono certo che “Cold Velvet” sarà l’album della consacrazione di una band solida, determinata e capace di schierare un vocalist riconoscibile al primo ascolto.

Ricky Warwick “Fire & Vengeance” (Earache Records, 2026)

RQuesto non è solo un disco, ma una raccolta di pensieri, umori e storie di Ricky Warwick, un rocker vero che da 40 anni canta e suona quello che ama.

CoreLeoni “Generection” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Il chitarrista e membro fondatore dei Gotthard torna in prima linea con i suoi CoreLeoni. Questo quarto album è il lavoro più pesante, per un hard Rock tirato mischiato ad une vena soul molto interessante.

Gjenferd “Black Smoke Rising” (Apollon Records, 2026)

La fiamma dell’hard rock dei ‘70 non cesserà mai di spegnersi, ovunque, tanto più nei paesi scandinavi, dove centinaia di band radicano le loro basi in quel periodo. Non è facile per gli appassionati e i cultori arrivare a conoscere tutto e, soprattutto, avere il...

Black Reflex “Zero Dawn” (Andromeda Relix, 2026)

“Zero Dawn” è un album importante, di vero heavy metal, che speriamo non si mescoli alla massa di titoli metal fatti con il metodo del copia/incolla e trovi l’attenzione che merita.

Stormbringer “Transcendence” (Attic Records, 2026)

La band del Northamptonshire torna con ‘Transcendence’. I ragazzi hanno confezionato un disco travolgente, di classico heavy metal, come si faceva ai tempi d’oro del genere. Assolutamente consigliato e per me è sicuramente uno dei migliori dischi del genere in questo 2026.

Pirate Queen “Sailing Around The World” (Despotz Records, 2026)

Le Pirate Queen proseguono il loro viaggio attraverso i mari dell’heavy metal con il secondo album “Sailing Around The World”. Un combinazione affascinante di epic, melodia ed energia, perfetta per mettersi in viaggio con le regine dei pirati.

“Over The Edge Ft. Mickey Thomas – XXX Anniversary Edition” (Frontiers Records, 2026) 

Arriva la ristampa di “Over The Edge”, l’acclamato album rock melodico che presenta la voce inconfondibile di Mickey Thomas (Starship, Jefferson Starship), originariamente pubblicato nel 2004,

Todd Adelman “Todd Adelman And The Woodsmen” (VFIB Recordings, 2026)

Todd Adelman And The Woodsmen risulta quindi un album di genere, niente di più niente di meno, ma pregno di atmosfere suggestive e belle canzoni. What Else?

Sha-Boom “Another Nail In The Coffin” (Silver Lining Music, 2026)

Dopo oltre vent’anni, gli hard rocker svedesi Sha-Boom sono tornati in vita con “Another Nail In The Coffin”, un un bel ritorno, un gran disco AOR, consigliatissimo per gli amanti del genere.

Jeffrey Halford And The Healers “Used Parts” (Shoeless Records, 2026)

Album piacevole, che non potete perdere se siete amanti dei suoni tradizionali d’oltreoceano.

Mad Max “Stories Of Destiny” ( Rock Of Angels Records, 2026)

45 anni di Mad Max, band tedesca che ha lasciato il segno nel mondo hard&heavy di stampo europeo. “Stories Of Destiny” si presenta pulito e moderno, Rolf Munkes ha compiuto un buon lavoro, per un ritorno che merita un plauso.

Joanna Connor “Live On 11/11” (MC Records, 2026)

Grandi brani, improvvisazioni e jam da infarto, fanno di questo live un documento prezioso su di un’artista magari qualche passo indietro a livello di popolarità rispetto ad altre colleghe della scena, ma sicuramente al top se si parla di passione, attitudine e bravura.

Flotsam And Jetsam “Rats In The Temple” (Napalm Records, 2026)

I Flotsam e Jetsam ci offrono il loro miglior disco post reunion, una produzione aggressiva e dura rispetto alle prime uscite anni ’80, ma i tempi chiedono questo e l’anima non ne esce snaturata. Gran disco thrash metal!

The Alarm “Transformation” (Twenty First Century Recording Company, 2026)

Il commovente ed entusiasmante testamento di Mike Peters. Qui giace un vinto che non si è arreso.

Triosphere “Oceans Above, Stars Below” (Frontiers Records, 2026)

La band norvegese heavy metal Triosphere ritorna dopo ben 12 anni con un nuovo lavoro ambizioso che raccoglie al suo interno molti stili, tra hard rock, power prog e thrash metal, un bel disco per gli amanti del genere.

Cimarron 615 “Same Sky” (Blue Elan, 2026)

Una raccolta di bellissime canzoni country, impreziosite da splendidi intrecci vocali, marchio di fabbrica dei musicisti coinvolti che, come tradizione, non rinunciano a quelle chitarre rock che rafforzano il sound.

Noveria “Becoming After” (Scarlet Records, 2026)

Non posso che dargli dieci, e lo scrivo senza il minimo imbarazzo, perché è un disco meraviglioso e perché ogni tanto conviene dirlo ad alta voce, così magari al prossimo giro non se lo perde nessuno.

Jon Lee & The Apparitions “Next Town” (Magic Hallway Records, 2026)

Un album a cui bisogna dedicare la giusta attenzione ma che non manca di momenti molto interessanti, le ispirazioni possono essere soggettive anche se è indubbio che i generi citati abbiano tutti la loro importanza, promosso.

Tokyo Blade “Hoist The Colors High” (Cherry Red Records, 2026)

Bentornati ai Tokyo Blade, oltre quattro decenni dopo con la formazione originale classica e un nuovo album “Hoist the Colours High”: un lavoro muscoloso e incisivo di heavy metal infuocato, con le radici nella NWOBHM!

Issa “Fire & Ice” (Frontiers Records, 2026)

La regina norvegese dell’AOR Issa torna con “Fire And Ice”, il suo disco più esaltante e cinematografico. Ogni traccia dell’album è scritta e prodotta dai leggendari fratelli Tom e James Martin, che hanno creato un suono che cattura perfettamente lo spirito del rock melodico degli anni ’80.

Social Distortion “Born To Kill” (Epitaph, 2026)

Il tempo passa per tutti, anche per un gruppo puro come questo ma, credetemi, “Born To Kill”, titolo troppo cattivo per quello che si ascolta, ci offre tante cose che meritano di essere ascoltate. Soprattutto se siete fan della band.

Robert Jon & The Wreck “Wreckage Vol.3” (Journeyman Records, 2026).

I Robert Jon & The Wreck fanno gli straordinari e noi non possiamo che esserne felici, questa raccolta ci offre uno spaccato odierno del gruppo e la sua voglia di andare per la propria strada, suonando quello che ad oggi riesce meglio, ovvero rock classico, energico e splendidamente sudista.

Kickin Valentina “Anthems From The Underground” (Mighty Music, 2026)

I Kickin Valentina tornano con u album che conferma Pete Newdeck come grande autore di hard ottantiano, tra melodia e street rock.

Night Ranger “Best Of” (Frontiers Records, 2026)

Sesta raccolta, per i californiani Night Ranger. Ma questa volta propone versioni remixate e rimasterizzate di successi che coprono la brillante carriera della band,

Gràinne Duffy “What Am I Supposed To Do?” (Indipendent, 2026)

Altro ottimo lavoro questo nuovissimo “”What Am I Supposed To You?”, Gràinne Duffy si conferma artista da seguire nell’immensa scena blues rock odierna.

Widowspeak “Roses” (Captured Tracks, 2026).

L’album che rientra in quella sfera di ascolti dove musica e magia sono divise da una linea sottilissima lascia che l’ascoltatore entri nel suo mondo con la delicata eleganza che ne conviene, mai troppo energico, ma assolutamente godibile, “Roses” è consigliato ai palati più fini del classic rock (dalle sfumature Indie) del nuovo millennio.

Alchem “Bloody Rose” (The Triad Records – distr. Black Widow Records, 2026)

Gli Alchem, con la loro musica coinvolgente e variegata, devono essere approfonditi da chi cerca emozioni aldilà di strade facili e immediate, andando ad arricchire ulteriormente la scena romana nella quale operano da tempo entità coraggiose e difficilmente etichettabili come Arpia e Dunwich.

The Cinelli Brothers “Live Here And There” (The Cinelli Brothers, 2026)

270 concerti in giro per il mondo, un lungo viaggio portando la propria musica dal vivo.“Live Here And There” è il risultato, il sunto di tanti chilometri, di concerti e storie che formano un pezzo di vita all’insegna del rock’n’roll.

The Eternal “Obscured Horizons” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Con “Obscured Horizons”, The Eternal firma il proprio album migliore, dimostrando che il legame con gli Amorphis ne ha favorito la crescita, forse ancor oltre gli ultimi lavori della stessa band di Helsinki, sempre buoni, ma non così sfaccettati.

Albert Castiglia “Grits & Glory” (Gulf Coast Records, 2026)

Per il prossimo Blood Brothers c’è tempo, intanto godetevi questo “Grits & Glory”, nuovo capitolo di questo grande musicista statunitense. Blues on!

Oddland “Unilluminate To Illuminate” (Frontiers Records, 2026)

Gli Oddland sono una band finlandese di progressive metal. Con questo quarto album hanno affinato il sound, con influenze dei Soen. Un ottimo esempio di progressive metal moderno scandinavo.

The Claypool Lennon Delirium “The Great Parrot-Ox And The Golden Egg Of Empathy” (ATO, 2026)

Una collaborazione che sembrava improbabile giunge al terzo album e la sensazione che sia un regalo troppo grande resta, perché il disco – non è rock, o si? – è follemente bello. Quel bello che non arriva nel cuore, ma nella testa.

BackInRock: Magazine di Cultura Musicale

Tim Easton “fiREHORSE” (Campfire Propaganda, 2026)

L’album racconta di un musicista e cantautore che si muove agilmente in territori folk/rock e americana con una padronanza ed esperienza assolutamente invidiabili.

Morgan Freeman “Morgan Freeman’s Symphonic Blues Experience” (Decca Records, 2026)

La passione del grande attore americano, la bravura degli artisti coinvolti, la bellezza dei brani scelti e la sagacia dell’orchestra che ha accompagnato il tutto non poteva che regalare grande musica e così è stato, applausi.

The Karma Effect “Cruel Intensions” (Earache, 2026)

Grande band i The Karma Effect, tra e migliori del genere in circolazione e al momento “Cruel Intentions” è il mio disco hard rock dell’anno!

Samantha Martin And Delta Sugar “A Beautiful Buzz” (Gypsy Soul Records, 2026)

Questo nuovo lavoro targato Samantha Martin And Delta Sugar non fa che confermare l’ottima salute di cui gode il genere in questo inizio millennio, consigliato.

Delirium I.P.G. “Sesta Strada Lungo Il Tempo” (Black Widow Records, 2026)

Il mix tra esperienza e bravura dei membri dei Delirium, unito al loro entusiasmo, ha contribuito all’elaborazione di un ottimo album degno del loro illustre passato e della tradizione progressive italiana.

Andromeda presenta: 33+1 dischi anni ’80 di HARD, HEAVY, FM, AOR canadese!

Dalla fanzine n.8, che presenta 111 album di hard rock/heavy metal canadese, estrapoliamo 33 album. Non i migliori, ma quelli con cui vogliamo stimolare la vostra curiosità. Se siete interessati alla fanzine scrivetemi in privato.

Speed Stroke “Damage Control” (Scarlet Records, 2026)

Gli Speed Stroke tornano con un nuovo album, mixato e masterizzato da Erik Mårtensson (Eclipse), che ruota intorno al movimento tra  H.E.A.T, Hardcore Superstar, Crashdïet, W.A.S.P., Skid Row della prima era. Se siete amanti del genere vi piacerà!

Ian Perry’s Consortium Project VI “Legacy Of Empires” (Frontiers Records 2026)

IIan Parry annuncia con orgoglio il nuovo capitolo della rinomata serie Consortium Project. “Legacy Of Empires” è un’opera ambiziosa e cinematografica di progressive metal, e rappresenta un trionfale ritorno per uno degli artisti più visionari del genere.

Faded Rust “Nowhere To Hide” (Autoprodotto, EP, 2026)

Un piccolo gioiellino acustico, una produzione italiana che riporta in auge il rock anni ’90, davvero bello e ben prodotto.

Jon Spencer “Songs Of Personal Loss And Protest” (Shove, 2026)

Non fate gli schizzinosi, non è il caso, immergetevi nel putrido sound di “Songs Of Personal Loss And Protest” senza pensarci due volte, vi divertirete questo è sicuro, parola di Jon Spencer.

Delirio And The Phantoms “Strange Phenomena” (Black Widow Records, 2026)

Un ottimo lavoro, ispirato, oscuro e coinvolgente, meritevole di grande attenzione da parte del pubblico metal e non solo.

Ga-20 With Charlie Musselwhite – “Blues Now” (New West Records, 2026)

Charlie Musselwhite, a ottantadue anni, continua a mettersi in gioco e anche questa volta, aiutato dai Ga-20, non smette di regalarci grande musica, approfittatene.

Grand “Guilty Pleasure” (Frontiers Records, 2026)

I Grand, band proveniente dalla Svezia tornano con il loro terzo album intitolato “Guilty Pleasure”, una lezione magistrale di AOR melodico, proponendo ritornelli scintillanti, arrangiamenti ricchi e ritornelli senza tempo.

Toto: l’arte della versatilità e della perfezione. Discografia commentata!

La discografia dei Toto, commentata dal nostro collaboratore Francesco A. Brunale., in ordine crescente di apprezzamento. Quale sarà il suo disco preferito?

Parker Barrow “Hold The Mash-The Album” (EAG Music, 2026)

Li perdoniamo i Parker Barrow, non fosse che un giorno ci ritroveremo sotto il palco a cantare e innamorarci ancora una volta di Megan Kane.

Agnostic Front (Casilino Sky Park, 29 luglio 2026)

Un concerto dei grandi Agnostic Front è anche un modo per raccontare la New York punk e delinquenziale che fu.

The Cruel Intentions “All Hall Hypocrisy” (Indie Recordings, 2026)

Un gran bel disco questo che dimostra come questi ragazzi siano una delle migliori band del genere in questo momento e la freccia tira dritto verso il definitivo successo.

Bywater Call “Broken Souvenirs” (Bywatwer Call Records, 2026)

alberto centenari
Allegati
5 ago 2026, 16:21 (19 ore fa)
a me

“Broken Souvenirs” è un ritorno che potrebbe finalmente consentire ai Bywater Call quel salto a livello di notorietà assolutamente meritato.

Red Clay Strays “Grateful” (HYBCO Records/RCA Records, 2026)

I Red Clay Strays sono una realtà da seguire, non fosse altro per la loro assoluta mancanza di confini compositivi e per questo liberi di stupirci, non solo oggi ma sicuramente anche in futuro.

Muse “Wow! Signal” (Warner, 2026)

Gli inglesi Muse sono una delle ultime rock band ad aver segnato la storia di questa musica. Un trio capace…

Porto Metal Fest 2026: Crimson Dawn, Vanexa, Sadist e Bulldozer incendiano la Liguria – Live report

Macaia. Una macaia di quelle incredibili, di quelle che ti si appiccicano addosso e non se ne vanno più, con…

Sinner “Boom Bang Goodbye” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Il gruppo tedesco Sinner capitanato Mat Sinner, dopo 40 anni e 21 dischi, dice addio ai fan con questo “Boom Bang Goodbye”: una produzione stellare, suonato e cantato benissimo. Saluto migliore non poteva esserci!

Layout 19: The Xcerts, As It Is, The Dear Hunter e Katatonia, tra novità e recuperi!!

Layout 19: Katatonia, The Dear Hunter, Xcrets, As It As. Tre novità in breve e il recupero del disco dei Katatonia, uscito lo scorso anno e sfuggito alla morsa di BackInRock.

Oberon Rising “The Pierce, The Black And The Wicked” (autoproduzione, 2025)

Heavy metal artigianale fatto bene da chi ama il metal per chi ama il metal antico: bravi ragazzi!

The Heavy Eyes “Focus” (Magnetic Eye Records, 2026)

Immaginate una jam con Black Sabbath, Led Zeppelin, Fu Manchu, Kyuss e primi Soundgarden ed avrete un’idea di cosa sono capaci questi quattro musicisti di Memphis.

Marco Bonvicini “Naked” (Marco Bonvicini, 2026)

L’album annovera momenti di musica rock di alto livello, energica quanto basta, introspettiva, ma pure solare e valorizzata da una sensazione di epica speranza.

Iconic “II” (Frontiers Records, 2026)

Torna un vero supergruppo, con un secondo album che non solo continua il percorso della band, ma lo definisce. L’affinità tra i componenti è cresciuta e si sente, un bel lavoro di classe, che non delude le attese.

Lalu “A Mythmaker’s Demise” (Frontiers Records, 2026)

I francesi Lalu celebrano il ventesimo anniversario con “A Mythmaker’s Demise”, una capsula del tempo dell’anima del rock progressivo, una produzione eccezionale rende il tutto perfetto.

Jayler “Voices Unheard” (Silver Lining Music, 2026)

I britannici Jayler, con qusto ottimo debutto, si candidano ad essere la nuova sorpresa della nuova ondata di classic rock che guarda agli anni ’70.

Yes “Aurora” (InsideOut/Sony, 2026)

Ci avviciniamo con ritardo a questo nuovo disco dell’istituzione del prog Yes e, credetemi, “Aurora” è una bella sorpresa, che segna un ritorno a certo prog romantico, ma non prolisso.

Lachy Doley “Live In Paris” (Indipendent, 2026)

Il consiglio è quello di non perdervi questo magnifico interprete dei tasti d’avorio il giorno che lo avrete abbastanza vicino a casa per regalarvi qualcosa che non dimenticherete facilmente.

The Waterboys “Atlantic Rain: Lost Fisherman’s Blues Recordings” (Chrysalis, 2026)

Partendo dal presupposto che siamo nel periodo di maggiore creatività del gruppo, “Atlantic Rain”, oltre ad un libretto con foto ed uno scritto di Mike Scott, regala una serie di gioiellini imperdibili (almeno per i fans) tra cover e brani inediti.

Moonspell “Far From God” (Napalm Records, 2026)

Fernando Riberiro e soci, con il loro talento, dimostrano che il sacro fuoco dell’ispirazione arde sempre nei loro cuori e nelle loro menti, lunga vita ai re del rock portoghese che sembrano avere ancora molto da dire.

Jack White “Frozen Charlotte” (Third Man Records, 2026)

Album da avere assolutamente, perché ignorare uno dei geni assoluti del nostro tempo in campo musicale e non solo, sarebbe un peccato mortale.

Ghalia Volt “Burn The House Down” (Ruf Records, 2026)

Ghalia Volt è sicuramente un nome da seguire nella sua ascesa alle vette della scena underground del blues rock mondiale, noi ci saremo, spero anche voi.

Luppolo In Rock 2026: tre giorni di metal, tre giorni di passione vera!

Stili e generi diversi, ma medesima qualità e passione. Anche questa edizione del Luppolo In Rock ha dimostrato che l’heavy metal gode di ottima salute sia nei nomi storici, che nel panorama underground. E vertono già i preparativi per l’edizione del 2027!

Fantastic Negrito “Alive!” (Storefront Records, 2026)

“Alive!” probabilmente apparirà ovunque nelle classifiche di fine anno, nella mia ha già un posto in alto, molto in alto. Imperdibile!

Zan/Cody “Beatiful ‘N Damned” (Frontiers Records, 2026)

Quando due degli architetti fondatori dello sleaze hard rock svedese si riuniscono, il risultato non può che essere esplosivo. Zinny Zan (voce) e Harry Cody (chitarra), il duo originale di fronts dei cult leggende Shotgun Messiah, sono tornati insieme, “Beautiful ‘N Damned” è un gran disco come non se ne sentono molti.

American Aquarium “No Ways To Lose” (Losing Side Records, 2026)

Un album che spinge a ritornarci sopra e che anche dopo molti ascolti reclama nuovi emozionanti momenti di rock a stelle e strisce, consigliato.

The Pretty Reckless “Dear God” (Fearless, 2026)

La consapevolezza di sé ha portato una maturità che in alcuni casi sfiora la routine, ma “Dear God” riesce comunque a mantenere alta la qualità, e a piazzare un paio di assi, tali da renderlo un album da godere più volte.

Tesla “Homage” (Frontiers, 2026)

In “Homage” non manca qualche passaggio a vuoto, ma i Tesla non steccano e il loro cover album offre più di un motivo di interesse.

Troy Mercy “Let The Night Begin” (Gitcha Records, 2026)

“Let The Night Begin” è un lavoro piacevole che ci riporta indietro nel tempo e dove la chitarra si prende scena e applausi.

Da David Bowie a Freddie Mercury a Johnny Cash. Testamenti in musica: quando si muore cantando!!

𝑻𝒆𝒔𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒊𝒏 𝒎𝒖𝒔𝒊𝒄𝒂, 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒔𝒊 𝒎𝒖𝒐𝒓𝒆 𝒄𝒂𝒏𝒕𝒂𝒏𝒅𝒐
Partendo dal disco scritto da Mike Peters in punto di morte, il nostro Gabriele Bassanetti viaggia tra alcuni dei più grandi amati che hanno scelto di salutare la vita continuando a fare musica. Non è un tuffo nella tristezza o un elogio della morte, ma al contrario un elogio alla vita. Infatti ricordare questi artisti è il miglior modo per mostrarci grati a ciò che ci hanno donato: la loro arte.

Green Carnation “A Dark Poem, Part III: The Messiah Complex” (Season Of Mist, 2026)

Terzo e ultimo capitolo di “A Dark Poem”, che nella sua interezza è un’opera maestosa e impegnativa che richiede più di un ascolto per coglierne i tanti dettagli.

Green Lung “Necropolitan” (Nuclear Blast Records, 2026)

Con “Necropolitan” i Green Lung confermano di essere una grandissima band e, dopo l’addio di Ozzy e di fatto dei Black Sabbath più doom, si candidano per raccoglierne l’eredità artistica in patria e non solo.

Jehovah On Death “Lágrimas De Oro” (I, Voidhanger Records, 2026)

Gli Jehovah On Death sono una realtà del panorama rock internazionale della quale sentiremo molto parlare; hanno attitudine, idee, immagine, talento e sanno dove vogliono andare. Speriamo che presto si esibiscano in Italia, la loro proposta trova nel palco il suo ambiente ideale.

Cinquant’anni anni fa esatti nasceva il punk. O più precisamente cominciava a morire

𝐏u𝐧k: 𝐪u𝐚n𝐝o n𝐚s𝐜i𝐭a e m𝐨r𝐭e c𝐨i𝐧c𝐢d𝐨n𝐨. S𝐜o𝐩r𝐢a𝐦o p𝐞r𝐜h𝐞̀!
8 settembre 1976, esce “Anarchy In The UK”, primo singolo dei Sex Pistols, per convenzione il giorno in cui tutto ha inizio. E invece è la fine!

Andromeda presenta: 33+1 dischi anni ’80 di HARD, HEAVY, FM, AOR canadese!

Dalla fanzine n.8, che presenta 111 album di hard rock/heavy metal canadese, estrapoliamo 33 album. Non i migliori, ma quelli con cui vogliamo stimolare la vostra curiosità. Se siete interessati alla fanzine scrivetemi in privato.

Shakra “Just Live Loud!” (Frontiers Records, 2026)

Gli svizzeri Shakra ancora una volta non deludono, dinamiche ed energia vi faranno divertire, in questo nuovo album ricco di chitarre potenti e ritornelli melodici, scritti per essere riproposti in sede live.

Sweet Electric “Something Something Disco” (Autoprodotto, 2026)

Secondo disco per la band di Colonia Sweet Electric, “Something Something Disco”  è un disco pensato, non c’è una canzone decisamente brutta nell’album, e sebbene manchi un filo conduttore (cosa che potrebbe essere voluta) risulta difficile non innamorarsi di questi cinque simpatici, scanzonati ragazzi

Scorpion Milk “Flesh Masks For Skulls”  (Peaceville Records, 2026)

Nuovo EP per la creatura di Mat McNerney, quattro brani nuovo e un remix curato da ospiti sorprendenti

Avrak “Avrak” (Peaceville Records, 2026)

Il gruppo di Ted Skjellum, alias Nocturno Culto, al di fuori dei Darkthrone, per dare piena soddisfazione alla sua passione per l’old metal.

The Night Eternal “Cold Velvet” (Metal Blade Records, 2026)

Sono certo che “Cold Velvet” sarà l’album della consacrazione di una band solida, determinata e capace di schierare un vocalist riconoscibile al primo ascolto.

Ricky Warwick “Fire & Vengeance” (Earache Records, 2026)

RQuesto non è solo un disco, ma una raccolta di pensieri, umori e storie di Ricky Warwick, un rocker vero che da 40 anni canta e suona quello che ama.

CoreLeoni “Generection” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Il chitarrista e membro fondatore dei Gotthard torna in prima linea con i suoi CoreLeoni. Questo quarto album è il lavoro più pesante, per un hard Rock tirato mischiato ad une vena soul molto interessante.

Gjenferd “Black Smoke Rising” (Apollon Records, 2026)

La fiamma dell’hard rock dei ‘70 non cesserà mai di spegnersi, ovunque, tanto più nei paesi scandinavi, dove centinaia di band radicano le loro basi in quel periodo. Non è facile per gli appassionati e i cultori arrivare a conoscere tutto e, soprattutto, avere il...

Black Reflex “Zero Dawn” (Andromeda Relix, 2026)

“Zero Dawn” è un album importante, di vero heavy metal, che speriamo non si mescoli alla massa di titoli metal fatti con il metodo del copia/incolla e trovi l’attenzione che merita.

Stormbringer “Transcendence” (Attic Records, 2026)

La band del Northamptonshire torna con ‘Transcendence’. I ragazzi hanno confezionato un disco travolgente, di classico heavy metal, come si faceva ai tempi d’oro del genere. Assolutamente consigliato e per me è sicuramente uno dei migliori dischi del genere in questo 2026.

Pirate Queen “Sailing Around The World” (Despotz Records, 2026)

Le Pirate Queen proseguono il loro viaggio attraverso i mari dell’heavy metal con il secondo album “Sailing Around The World”. Un combinazione affascinante di epic, melodia ed energia, perfetta per mettersi in viaggio con le regine dei pirati.

“Over The Edge Ft. Mickey Thomas – XXX Anniversary Edition” (Frontiers Records, 2026) 

Arriva la ristampa di “Over The Edge”, l’acclamato album rock melodico che presenta la voce inconfondibile di Mickey Thomas (Starship, Jefferson Starship), originariamente pubblicato nel 2004,

Todd Adelman “Todd Adelman And The Woodsmen” (VFIB Recordings, 2026)

Todd Adelman And The Woodsmen risulta quindi un album di genere, niente di più niente di meno, ma pregno di atmosfere suggestive e belle canzoni. What Else?

Sha-Boom “Another Nail In The Coffin” (Silver Lining Music, 2026)

Dopo oltre vent’anni, gli hard rocker svedesi Sha-Boom sono tornati in vita con “Another Nail In The Coffin”, un un bel ritorno, un gran disco AOR, consigliatissimo per gli amanti del genere.

Jeffrey Halford And The Healers “Used Parts” (Shoeless Records, 2026)

Album piacevole, che non potete perdere se siete amanti dei suoni tradizionali d’oltreoceano.

Mad Max “Stories Of Destiny” ( Rock Of Angels Records, 2026)

45 anni di Mad Max, band tedesca che ha lasciato il segno nel mondo hard&heavy di stampo europeo. “Stories Of Destiny” si presenta pulito e moderno, Rolf Munkes ha compiuto un buon lavoro, per un ritorno che merita un plauso.

Joanna Connor “Live On 11/11” (MC Records, 2026)

Grandi brani, improvvisazioni e jam da infarto, fanno di questo live un documento prezioso su di un’artista magari qualche passo indietro a livello di popolarità rispetto ad altre colleghe della scena, ma sicuramente al top se si parla di passione, attitudine e bravura.

Flotsam And Jetsam “Rats In The Temple” (Napalm Records, 2026)

I Flotsam e Jetsam ci offrono il loro miglior disco post reunion, una produzione aggressiva e dura rispetto alle prime uscite anni ’80, ma i tempi chiedono questo e l’anima non ne esce snaturata. Gran disco thrash metal!

The Alarm “Transformation” (Twenty First Century Recording Company, 2026)

Il commovente ed entusiasmante testamento di Mike Peters. Qui giace un vinto che non si è arreso.

Triosphere “Oceans Above, Stars Below” (Frontiers Records, 2026)

La band norvegese heavy metal Triosphere ritorna dopo ben 12 anni con un nuovo lavoro ambizioso che raccoglie al suo interno molti stili, tra hard rock, power prog e thrash metal, un bel disco per gli amanti del genere.

Cimarron 615 “Same Sky” (Blue Elan, 2026)

Una raccolta di bellissime canzoni country, impreziosite da splendidi intrecci vocali, marchio di fabbrica dei musicisti coinvolti che, come tradizione, non rinunciano a quelle chitarre rock che rafforzano il sound.

Noveria “Becoming After” (Scarlet Records, 2026)

Non posso che dargli dieci, e lo scrivo senza il minimo imbarazzo, perché è un disco meraviglioso e perché ogni tanto conviene dirlo ad alta voce, così magari al prossimo giro non se lo perde nessuno.

Jon Lee & The Apparitions “Next Town” (Magic Hallway Records, 2026)

Un album a cui bisogna dedicare la giusta attenzione ma che non manca di momenti molto interessanti, le ispirazioni possono essere soggettive anche se è indubbio che i generi citati abbiano tutti la loro importanza, promosso.

Tokyo Blade “Hoist The Colors High” (Cherry Red Records, 2026)

Bentornati ai Tokyo Blade, oltre quattro decenni dopo con la formazione originale classica e un nuovo album “Hoist the Colours High”: un lavoro muscoloso e incisivo di heavy metal infuocato, con le radici nella NWOBHM!

Issa “Fire & Ice” (Frontiers Records, 2026)

La regina norvegese dell’AOR Issa torna con “Fire And Ice”, il suo disco più esaltante e cinematografico. Ogni traccia dell’album è scritta e prodotta dai leggendari fratelli Tom e James Martin, che hanno creato un suono che cattura perfettamente lo spirito del rock melodico degli anni ’80.

Social Distortion “Born To Kill” (Epitaph, 2026)

Il tempo passa per tutti, anche per un gruppo puro come questo ma, credetemi, “Born To Kill”, titolo troppo cattivo per quello che si ascolta, ci offre tante cose che meritano di essere ascoltate. Soprattutto se siete fan della band.

Robert Jon & The Wreck “Wreckage Vol.3” (Journeyman Records, 2026).

I Robert Jon & The Wreck fanno gli straordinari e noi non possiamo che esserne felici, questa raccolta ci offre uno spaccato odierno del gruppo e la sua voglia di andare per la propria strada, suonando quello che ad oggi riesce meglio, ovvero rock classico, energico e splendidamente sudista.

Kickin Valentina “Anthems From The Underground” (Mighty Music, 2026)

I Kickin Valentina tornano con u album che conferma Pete Newdeck come grande autore di hard ottantiano, tra melodia e street rock.

Night Ranger “Best Of” (Frontiers Records, 2026)

Sesta raccolta, per i californiani Night Ranger. Ma questa volta propone versioni remixate e rimasterizzate di successi che coprono la brillante carriera della band,

Gràinne Duffy “What Am I Supposed To Do?” (Indipendent, 2026)

Altro ottimo lavoro questo nuovissimo “”What Am I Supposed To You?”, Gràinne Duffy si conferma artista da seguire nell’immensa scena blues rock odierna.

Widowspeak “Roses” (Captured Tracks, 2026).

L’album che rientra in quella sfera di ascolti dove musica e magia sono divise da una linea sottilissima lascia che l’ascoltatore entri nel suo mondo con la delicata eleganza che ne conviene, mai troppo energico, ma assolutamente godibile, “Roses” è consigliato ai palati più fini del classic rock (dalle sfumature Indie) del nuovo millennio.

Alchem “Bloody Rose” (The Triad Records – distr. Black Widow Records, 2026)

Gli Alchem, con la loro musica coinvolgente e variegata, devono essere approfonditi da chi cerca emozioni aldilà di strade facili e immediate, andando ad arricchire ulteriormente la scena romana nella quale operano da tempo entità coraggiose e difficilmente etichettabili come Arpia e Dunwich.

The Cinelli Brothers “Live Here And There” (The Cinelli Brothers, 2026)

270 concerti in giro per il mondo, un lungo viaggio portando la propria musica dal vivo.“Live Here And There” è il risultato, il sunto di tanti chilometri, di concerti e storie che formano un pezzo di vita all’insegna del rock’n’roll.

The Eternal “Obscured Horizons” (Reigning Phoenix Music, 2026)

Con “Obscured Horizons”, The Eternal firma il proprio album migliore, dimostrando che il legame con gli Amorphis ne ha favorito la crescita, forse ancor oltre gli ultimi lavori della stessa band di Helsinki, sempre buoni, ma non così sfaccettati.

Albert Castiglia “Grits & Glory” (Gulf Coast Records, 2026)

Per il prossimo Blood Brothers c’è tempo, intanto godetevi questo “Grits & Glory”, nuovo capitolo di questo grande musicista statunitense. Blues on!

Oddland “Unilluminate To Illuminate” (Frontiers Records, 2026)

Gli Oddland sono una band finlandese di progressive metal. Con questo quarto album hanno affinato il sound, con influenze dei Soen. Un ottimo esempio di progressive metal moderno scandinavo.

The Claypool Lennon Delirium “The Great Parrot-Ox And The Golden Egg Of Empathy” (ATO, 2026)

Una collaborazione che sembrava improbabile giunge al terzo album e la sensazione che sia un regalo troppo grande resta, perché il disco – non è rock, o si? – è follemente bello. Quel bello che non arriva nel cuore, ma nella testa.