Savonese e fondatore dei Vanexa che con il loro esordio omonimo firmarono il primo album di metal italiano, Silvano ha sempre affrontato con grande professionalità tutti gli ambiti legati alla musica nei quali ha operato: ottimo batterista, discografico con la Vinyl Magic3 e creativo con la Old Gallery Vintage. Apparentemente è un personaggio lontano dai riflettori, ma la sua esperienza e la sua passione non potevano essere trascurate da Back In Rock che ha avuto l’onore di poterlo intervistare.

Quando hai scoperto l’amore per la musica?

Quando avevo dieci/undici anni, mio fratello, più grande di me di qualche anno, era appassionato di musica, spaziando tra hard rock, prog e psichedelia, per cui in casa mia già allora circolavano alcuni dei dischi fondamentali dei generi a noi cari, veri capolavori che io divoravo e ascoltavo sognando. Parliamo degli anni ’60 e ‘70, quindi il mio imprinting musicale e la mia grande passione credo siano nate in quel momento!

Il desiderio di suonare (o cantare) quando nasce? Hai un ricordo particolare da regalarci?

Sì, intorno ai quattordici/quindici anni, molti dei ragazzi della nostra generazione si annoiavano, me compreso, per cui non mi bastava più sognare ascoltando i dischi di Hendrix, Pink floyd,… ma stava nascendo in me la voglia di poter creare quelle emozioni che mi dava la musica per poterle condividere con gli amici; così mi misi a suonare con Roberto Merlone, chitarrista originale dei Vanexa, purtroppo mancato prematuramente, e mio cugino Marco Boncristiano. La cosa curiosa è che io non avevo la più pallida idea di che strumento suonare, all’inizio mi attraevano le tastiere con le quali immaginavo di poter creare le atmosfere dei dischi prog che ascoltavo in quel periodo. In realtà capii subito che c’era molto da studiare per poter diventare bravi e non faceva per me, al contempo volevo divertirmi e decisi di provare con la batteria che mi sembrava uno strumento meno impegnativo a livello di studio e più istintivo. La provai e mi fu subito chiaro che quello sarebbe stato il mezzo espressivo con cui potevo comunicare!

Silvano (secondo da sx) nella prima line dei Vanexa

Il primo disco che rammenti di aver acquistato con i tuoi soldi?

Rammento il primo che rubai, “Ummagumma” dei Pink Floyd; inoltre, avevo già diversi dischi di mio fratello, da Hendrix ai Black Sabbath, dai Led Zeppelin ai King Crimson e tutti i mostri sacri di quel periodo; sinceramente il primo comprato in assoluto non lo ricordo, probabilmente è uno tra “Collage” delle Orme, “Wish you were here” dei Pink Floyd, Stomu Yamashta, Todd Rundgreen’s Utopia, “Happy trails” dei Quicksilver Messenger Service e Uriah Heep.

Il tuo musicista/cantante preferito? E perché?

Dai, sai che non è possibile per me dirne uno in particolare, in più di cinquant’anni ho veramente ascoltato di tutto: musica stupenda suonata da veri geni creativi. Ogni disco nuovo che ascoltavo e mi piaceva, in quel momento, diventava il mio preferito. Ho sempre avuto un debole per i grandi cantanti della scuola rock: Robert Plant, Ian Gillan, David Byron, Ozzy,… ma, forse, la band che mi ha coinvolto di più sono stati i led Zeppelin, che abbino a momenti e cambiamenti particolari della mia vita. Ti faccio un esempio stupido, quando iniziai l’attività con la Vinyl Magic3 uscì “Remasters” e io pensai che fosse un segno e un regalo degli Zepp.

I gruppi/artisti che ami di più, a cui perdoni anche i passi falsi.

Mi ripeto: Led Zeppelin, E.L. & P., AC/DC, Van Halen, Pink Floyd e molti altri… la verità è che per tutti, anche i più grandi, ad un certo punto il livello di creatività può avere un calo, è fisiologico; la ricerca di un artista è creare almeno un disco che valga la pena di essere ricordato, un capolavoro, o comunque riuscire a stupire regalando al pubblico sempre emozioni positive!

Un regalo ai nostri lettori: una band del passato per te ingiustamente poco conosciuta e una nata in questo millennio, anche famosa, che ami.

Allora, come tu sai, uno degli album più belli e importanti della mia vita, quello che io definisco capolavoro assoluto, è “Utopia” di Todd Rundgreen, disco uscito nel ’75 con musica fuori dallo spazio, dal tempo e da qualsiasi moda del momento, un’opera geniale che ascolto tuttora. Secondo me, pur essendo conosciuto dagli estimatori, non ha avuto mai il giusto riconoscimento dal grande pubblico. Purtroppo, negli ultimi anni c’è stata (e c’è tuttora) tanta buona musica, ma ho seguito meno le nuove realtà e non riesco a farti dei nomi in particolare; ho seguito meglio gli anni ’90, anche perché avevo il negozio di dischi ed ero molto aggiornato, per cui ho amato e seguito molto il grunge, perché secondo me si rifaceva molto alle radici del rock anni ’70, seppur più incattivito, e ha fatto conoscere al mondo gli ultimi grandi vocalist. Ora, a mio avviso, ci sono tante band che nascono e muoiono velocemente senza avere il tempo di sviluppare un proprio sound. Ultimamente amo ascoltare musica nera, no di certo l’hip pop o il rap, ma il soul-funk sempre degli anni passati, sarà l’età!

Tre concerti che porti nel cuore. E uno che ti ha deluso.

Qui è più facile, ma ne cito più di tre: il primo in Svizzera, avevo 15 anni, non posso dimenticarlo, gli Uriah Heep nel tour di “Firefly” , purtroppo senza Byron; Le Orme a Savona nello stesso anno; gli Who, nel maggio ’79, a Frejus in Francia per un concerto senza eguali, anche qui il rammarico di non aver potuto vedere e soprattutto sentire Keith Moon, morto l’anno prima; Kiss nel tour di “Dinasty” con gli Iron Maiden a Genova nell’80; Ac/Dc visti 8 volte; ma la serata magica è stata quella al teatro Odeon di Londra nell’82 dove, per poter toccare Angus, presi delle gomitate nello stomaco dal suo roadie. Poi c’è stato anche Zappa con Steve Vai allo stadio di Genova nell’ 82 e tantissimi altri, ma non posso non citare uno degli ultimi mostri sacri che avevo perso quand’ero giovane, il concerto dei King Krimson a Lucca nel 2018, nella formazione con i tre mega batteristi, tanto da piangere quando hanno eseguito “In the court…”, Pino della Black Widow Records te lo può confermare!!! Nessun live cui ho assistito mi ha deluso in maniera particolare.

Tre dischi in cui hai suonato/cantato, che dobbiamo ascoltare per forza e perché?

Te ne dico quattro: Vanexa “Vanexa”, Vanexa “Too Heavy to fly”, Vanexa “Last in Black” e Black Pie “Angels”; obbligatorio ascoltarli per chi ama il rock, quello vero, perché sono tutti dischi che ritengo a loro modo innovativi, comprendenti grandi canzoni, ma soprattutto sono tutti suonati con il cuore, anima, disperazione e grande passione, tutte emozioni in via d’estinzione!!!

Il momento più emozionante che hai vissuto sul palco?

Troppi, rischio di essere troppo prolisso e nostalgico. Facendo una piccola selezione, posso dirti che abbiamo condiviso i palchi di alcuni Festivals con tantissimi bravi musicisti, sicuramente una grande emozione il primo Festival Heavy Metal Italiano da headliner a Certaldo (FI), nel 1983, insieme a Death SS, Strana Officina e altri…, aver suonato con il primo chitarrista degli Iron Maiden, Dennis Stratton, il tour europeo con i Klasse Kriminale e aver condiviso il palco con U.K. Subs, il concerto con gli Skiantos a Belluno, e ultimamente aver suonato l’anno scorso con il mio nuovo progetto Black Pie nella meravigliosa piazza centrale di Monopoli (Ba). Ma il bello deve ancora venire…

Vanexa, la storia del metal in Italia, e Black Pie, qualcosa di più di un sogno; ci parli delle due realtà che ti vedono protagonista e di eventuali progetti futuri di entrambe?

Vanexa, questo nome è legato a gran parte delle mie esperienze personali e alle persone più importanti che ho conosciuto nella mia vita; l’opportunità di aver suonato sempre con grandi musicisti dell’heavy rock originale, sempre senza regole imposte e con spirito free, ed in qualche modo aver anticipato e aperto la scena musicale metal italiana. Circa i programmi futuri, ancora tanti concerti, tra cui il Metal Fest di Padova il 25 luglio e il Metal Fest di Genova il 31 Luglio, fisico permettendo. I Black Pie sono una sfida con ancora la voglia di divertirsi e cercare sempre nuovi stimoli musicali mai scontati, una vibrazione magica scoperta e trovata all’improvviso suonando con Hellen, Clode e Stef. Con loro ci aspetta il grande evento del Festival Prog di Veruno, venerdì 4 Settembre, come gruppo di apertura. Mi ritengo fortunato di condividere ancora buona musica con i grandi musicisti di queste due band, mi hanno permesso di poter realizzare ciò che sognavo fare!

Silvano (in basso a dx) con la formazione attuale dei Vanexa

Vinyl Magic, negozio di dischi e casa discografica, e Old Gallery Vintage, la tua attività da un po’ di anni; ci parli di queste tue esperienze legate al mondo della musica?

Mi sono sempre sentito e visto più come un creativo che come un musicista, questo mi ha permesso di rimanere sempre a contatto con il mondo musicale, dapprima, aprendo un negozio di dischi con etichetta discografica insieme a Sergio Pagnacco (bassista dei Vanexa), e, dopo il crollo del mercato discografico, sfruttando la mia passione per il disegno e l’arte in genere, di essere riuscito a creare un lavoro nel campo della grafica musicale, di cui mi occupo attualmente. Ciò mi ha consentito di poter continuare la “carriera” con i Vanexa, potendo interagire con i meccanismi discografici della musica underground italiana.

Ci consigli un paio di libri e/o biografie musicali che hai apprezzato e che dobbiamo leggere anche noi. 

Assolutamente sì: Brian Johnson “Back in Black”, la divertentissima Odissea di come Brian riuscì ad arrivare al successo con gli Ac/Dc; poi consiglierei, a chi fosse appassionato di musica e arte grafica, il monumentale book “Art Of Rock”, dedicato al periodo favoloso dell’arte musicale dei poster psichedelici di fine anni ‘60’ primi ’70!

Cosa rispondi a chi afferma che il rock è morto?

Il rock morirà se le nuove generazione di musicisti suoneranno solo in cover o tribute band! Ci vogliono idee nuove e bisogna imparare a scrivere di nuovo belle canzoni, suonando con il cuore e non cercare di diventare solo funamboli o ipervirtuosi del proprio strumento, questo è il mio punto di vista…

Come vorresti essere ricordato come artista?

Geniale e free!!!:)))

Una risposta non scontata sarebbe gradita: per te cos’è la musica?

Per me la musica e l’arte sono due delle poche cose buone che ha inventato l’uomo, cerchiamo di tenerle tali, quasi tutto il resto è merda!!!

SIlvano Bottari (dx) con il suo nuovo progetto i Black Pie