Dei Damned e della loro trasversalità avevamo già parlato nel 2022, in occasione dell’uscita del loro splendido “A Night Of A Thousand Vampires – Live In London”, cui rimando per alcuni dettagli.

Precursori del punk e del gothic, hanno flirtato spesso e volentieri con glam, psichedelia e garage, dimostrando talento, classe e cultura.

Oggi, dopo una discografia ricca e di grandissima qualità, hanno deciso di incidere un album di cover, nel quale però non tributano solo brani e band seminali per i loro cinquant’anni di attività, ma, soprattutto, esprimono il ricordo dell’amico e compagno di avventura Brian James, mancato circa un anno fa, attraverso tracce che hanno avuto una grande influenza su di lui, selezionandole anche con l’aiuto di sua moglie.

Si tratta di dieci canzoni che hanno fatto la storia del rock, privilegiando la natia Gran Bretagna, ma con alcune significative puntate oltreoceano.

Interpretazioni di spessore che evidenziano la classe dei componenti della band al servizio del loro amore per le origini.

Si parte con “There’s a Ghost in My House” di R. Dean Taylor, musicista e produttore canadese del giro della Motown, la cui versione beat viene reintepretata con anima punk e impreziosita dalla timbrica di Dave Vanian, da cori soul e da un pregevole assolo di Captain Sensible.

Spazio anche alla Summer of Love americana con la celebre hit dei The Lovin’ Spoonful, “Summer In The City”, cui attribuiscono un’aurea gotica che dona fascino inaspettato, dovuto anche al grande lavoro di hammond di Monty e ancora ad un ottimo intervento della solista.

Al garage sbarazzino di “Making time” degli inglesi Creation viene data una struttura quasi hard rock, con un riff massiccio e cori maturi.

Si ritorna oltreoceano, più precisamente a Detroit, con quella “Gimme danger” di Iggy Pop &The Stooges che i Damned interpretano cogliendone l’essenza, ripulendola della selvaticità tipica dell’Iguana qui sostituita da un’aura sciamanica, come se a interpretarla fosse Jim Morrison, per poi divagare nella parte finale con spunti psichedelici della sei corde.

In un’opera preziosa non può mancare una gemma, nella fattispecie un diamante pazzo, il Syd Barret che con i primi Pink Floyd ha contribuito a cambiare la storia della musica in generale e della psichedelia inglese in particolare, ecco quindi una “See Emily Play” piuttosto fedele con la differenza che quel mondo lisergico e fatato visto da dei giovanissimi, qui è affrontato con la saggezza di scellerati settantenni.

I Kinks sono una delle band più importanti di tutti i tempi, precursori di svariati generi in ambito rock, di cui non si parla mai abbastanza; qui viene tributata la splendida “I’m not like everybody else”, un brano totale che alterna momenti da power ballad ad altri di puro hard rock, mentre Vanian e soci le attribuiscono un’anima gothic punk… da ascoltare all’infinito entrambe le versioni.

Ancora Terra d’Albione e ancora psichedelia, in questo caso siamo di fronte al primo singolo che The Yardbirds pubblicarono dopo l’entrata di Jeff Beck al posto di Eric Clapton, “Heart full of soul”, caratterizzato da un giro di chitarra e un refrain che si stampano nella testa senza più uscirne e che i Damned affrontano fedelmente, seppur attribuendogli un afflato dark.

Lo psych garage di “You must be a witch” degli statunitensi The Lollipop Shoppe, nell’originale presenta una lascività glam che in questa reinterpretazione viene sostituita da un fascino gotico.

Continua a respirarsi aria di immortalità con una riproposizione fedele di “When I was young” di Eric Burdon & The Animals, al cui proposito consiglio di rimanere sintonizzati sulle nostre pagine in cui verrà pubblicata un’intervista a Giamprimo Zorzan de Il Giardino Music Club di Verona.

Chiusura con “The last time” brano del 1965 dei Rolling Stones che qui viene suonata come se a farlo fossero gli stessi Jagger & company con il loro piglio dei ‘70.

The Damned è una band fondamentale che non ha praticamente mai sbagliato nulla nel suo percorso artistico e questo album ne conferma la regola… per chi li conosce bene, un’ulteriore perla, per chi non ha avuto questa fortuna, un’ottima occasione per scoprirli.

Band:

Dave Vanian – voce

Captain Sensible – chitarra e voce

Rat Scabies – batteria

Paul Gray – basso

Monty Oxymoron – tastiere

Ospite:

Brian James su 10

Tracce:

  1. There’s a ghost in my house
  2. Summer in the city
  3. Making time
  4. Gimme danger
  5. See Emily play
  6. I’m not like everybody else
  7. Heart full of soul
  8. You must be a witch
  9. When I was young
  10. The last time