Dopo aver parlato recentemente degli Jehovah On Death (leggi la recensione cliccando sul link colorato), ritorniamo in terra ellenica per occuparci dei Villagers Of Ioannina City, interessantissima band proveniente dalla città di Ioannina (Giannina), nel nord-ovest della Grecia in Epiro. L’anno di nascita è il 2007, per cui è da circa vent’anni che i V.O.I.C. propongono il loro rock psichedelico che si fonde spesso e volentieri con il prog, con l’hard e con il folk tipico della loro regione, attraverso strumenti come clarinetto, kaval e cornamusa. La prima tappa discografica, dopo un promo e un ep, è “Riza” (2014), il cui titolo, in Italiano “radici”, sottintende la ricerca delle origini musicali dell’Epiro, per poi reinterpretarle in chiave psych. La consacrazione arriva con il secondo album, “Age Of Aquarius” (2019), in cui la componente folkloristica si riduce in favore di un approccio più cosmico e fantascientifico, mantenendo sempre la propensione lisergica e adottando prevalentemente l’Inglese nel cantato. Un album stupendo, costituito da brani lunghi, coivolgenti e mai noiosi. La loro attitudine musicale trova terreno fertile nelle esibizioni dal vivo che suscitano consensi e portano alla pubblicazione del live “Through Space & Time (Alive In Athens 2020) (2021), lavoro che li vede esordire per la Napalm Death, etichetta prestigiosa per cui esce anche questo nuovo “Venceremos”. L’album continua il viaggio della band che, partito dalle loro radici, li ha condotti nello spazio e ora li trasporta, attraverso esilio, resistenza e risveglio, in un modo distopico dominato da illusione, controllo e paura, con un unico grande obiettivo: la libertà. La breve intro “Alienation” apre la strada a “Home”, quasi dieci minuti di magia lisergica che parte elettroacustica e si sviluppa dilatando i suoni su cui la voce espressiva di Alex interpreta linee vocali suadenti, mentre il brano intraprende la via di un crescendo guidato da chitarre ruvide e pesanti, concedendosi una pausa narrata prima dell’esplosivo finale. Seguono i due singoli che hanno anticipato l’uscita dell’album, prevista per il 18 settembre: il primo, “Ghosts in the sky”, seppur coerente ai modi espressivi della band, è un brano diretto, con atmosfere spaziali e rimandi post rock; il secondo, la title track, propone melodie efficaci, sorrette da un hard rock dinamico a base di riff ruggenti e accompagnato dai fiati nel finale. Con “Ruiner”, un’intro di cornamusa apre a un alternarsi tra sfuriate distorte e divagazioni psych, su cui aleggiano Kyuss e Roky Eriksson; mentre le splendide melodie vocali di “No fear” sono sorrette da un sound arrembante e futurista. Finora la durata dei brani è stata variabile, ma, comunque, mediamente inferiore alle loro abitudini, ci pensano i dodici minuti di “Here and now” a ristabilire l’equilibrio, dopo un inizio psichedelico rerefatto, le ritmiche si fanno serrate, i riff taglienti e si entra in un mondo space, in cui l’influenza degli Hawkwind si arricchisce di liriche fascinose e un assolo ispirato, per un brano superbo che scorre libero e invita al riascolto. “Epitaph” è un intermezzo strumentale ad appannaggio della strumentazione folk che introduce e accompagna il finale affidato a “Requiem”, pezzo dall’aura epica che progredisce in un crescendo di potenza prima di diradarsi col canto delle sirene. I Villagers Of Ioannina City sono una realtà da tenere in grande considerazione, capace di esprimersi coniugando suoni variegati, da quelli della tradizione popolare al rock settantiano, ma pure con elementi più moderni ispirati dal post rock e dal metal, senza mai perdere di vista la ricerca di linee melodiche accattivanti, e “Venceremos” ne conferma l’ulteriore crescita in fase compositiva.

Formazione:
Alex Karametis – voce, chitarra e synth
Akis Zois – basso
Aris Giannopoulus – batteria
Ospiti:
Konstantis Pistiolis – clarinetto, fiati e cornamusa
Achilleas Radis – tastiere
Tracce:
- Alienation
- Home
- Ghosts in the sky
- Venceremos
- The ruiner
- No fear
- PEpitaph
- Requiem