Dalla Grecia, patria dell’arte, delle scienze e della cultura classica, arriva una delle sensazioni occult rock più interessanti dell’ultimo decennio: Jehovah On Death. Nascono ad Atene nel 2022 e subito manifestano grande attenzione verso il mondo spagnolo dei tempi della “Santa” Inquisizione, definendosi una congregazione di penitenti che ruota intorno alla Señora Dolorosa (la vocalist), con l’obiettivo di ispirare una nuova ondata di “Satanic Panic”, attraverso attitudine e suoni. Già il moniker è eloquente, infatti, Jehovah On Death, deriva dal Deuteronomio 32:41-43, una fonte biblica che viene trasposta in qualcosa di blasfemo e teatrale. Come già accennato, il loro sound occulto, trova ispirazione nella tradizione spagnola, ma non solo in riferimento al periodo dell’Inquisizione, bensì anche nel cattolicesimo iberico, in varie situazioni religiose tipiche di quella terra, nelle superstizioni medievali, nel flamenco, nell’arte, in particolare con la pittura di Francisco Goya e le sue rappresentazioni della follia religiosa, e nella letteratura, traendo spunti da Federico Garcìa Lorca, ma pure da Aleister Crowley e William Blake. Ciò che viene fuori non è un attacco alla religione, ma la necessità di cogliere, attraverso la musica, il lato estetico e drammatico del sacro, del dolore, del peccato e della morte. Ci troviamo di fronte a un heavy rock con forti tinte psichedeliche e oscure, in cui convergono le influenze “storiche” dei seminali Black Sabbath, Coven e, soprattutto, Blue Öyster Cult, unite a quelle più “recenti” degli olandesi Devil’s Blood e dei primi Ghost, inoltre, la band cita anche stimoli derivanti da Roky Erickson e da entità estreme come gli Watain. I primi vagiti discografici si estrinsecano attraverso alcuni mini album editi solo in formato digitale: “Blood Madonna” (2022), lavoro embrionale che contiene già gli elementi caratteristici del loro sound, con la Vergine Maria che da figura sacra diventa erotica e sanguinaria; “Heart Of Guilt” (2023), un’ulteriore crescita musicale con temi incentrati sul dolore religioso e la sua trasmutazione in qualcosa di sensuale, con tanto di cover di “Deathwish” dei Christian Death, a testimoniare un’ulteriore influenza; ancora passi avanti con “Goya’s Witches” (2024), ispirato da alcuni quadri di Goya e dai loro riferimenti a superstizione, religione e stregoneria. Finalmente l’esordio sulla lunga durata con “Lágrimas De Oro”, edito sia in vinile sia in cd, opera nella quale convergono tutte le influenze di cui abbiamo parlato. Si tratta di un concept album, sebbene incentrato su una tematica specifica piuttosto che sulla narrazione di una storia vera e propria; gli argomenti ruotano attorno all’Inquisizione spagnola e alle credenze e superstizioni di quell’epoca, ripercorrendo strumenti di tortura, pratiche demoniache, atti di fede,… La title track è un emblema dello stile Jehovah On Death: riff ruvidi, linee vocali rituali, passaggi di flamenco con arpeggi acustici e nacchere, la solista ispirata, il tutto sorretto da un’ottima sezione ritmica. Seguono le dirette e anthemiche “Sacerdotal fire” e “Catherine wheel”, la prima corredata da spunti psych, la seconda introdotta dalla strumentale “Para tu sagrada angustia” e resa maligna dal filtraggio della voce. “Suspiria (Diableria)” ha un andamento marziale su cui Señora assume toni declamatori, mentre “Blood Madonna”, ripresa dal primo ep, offre un heavy rock dinamico e aggressivo. La breve strumentale “Por quien marchan la velas”, con le sue ritmiche flamencate, anticipa il rituale di “Ride on ye furious host”, in vista del meraviglioso finale garantito dalla coralità maestosa di “Lord, let me be your instrument of pain”, la cui bellezza contrasta con le macabre argomentazioni. Gli Jehovah On Death sono una realtà del panorama rock internazionale della quale sentiremo molto parlare; hanno attitudine, idee, immagine, talento e sanno dove vogliono andare. Speriamo che presto si esibiscano in Italia, la loro proposta trova nel palco il suo ambiente ideale.

Formazione:
Señora Dolorosa – voce
Grand Inquisitor Sextus A. Maximus – chitarra e voce
Wicked T. Latsos – chitarra
T. Woven – basso
N. Mandolas – batteria
Tracce:
- Lágrimas de oro
- Sacerdotal fire
- Para tu sagrada angustia
- Catherine wheel
- Suspiria (Diableria)
- Blood Madonna
- Por quien marchan las velas
- Ride on ye furious host
- Lord, let me be your instrument of pain