Continua il lavoro di ricerca della Black Widow Records, orientato a dare luce a lavori del passato che avrebbero meritato più notorietà, ma che, a causa di un’infinità di problemi di varia natura, a suo tempo non ebbero la possibilità di uscire. I Vesuvius sono una band del nord-ovest dell’Indiana che ha operato negli anni ‘70. Il loro sound inglobava prog, hard e psichedelia, mischiando l’approccio teatrale dei Genesis con Peter Gabriel e il lightshow degli Hawkwind, seppur fatte le debite proporzioni per le differenze di budget a disposizione. La prima incarnazione fu originata da Joe Shingler e visse alcuni cambi di nome, passando da Crimson Cult, a Quatermass e in seguito ad Asylum. Quel periodo fu molto confuso e destabilizzato da continui cambi di formazione, con un viavai di musicisti e un groviglio di diverse attitudini e gusti musicali, nonché divergenze sulla strada da percorrere. Una maggior stabilità della band cominciò a delinearsi come Asylum. Se da un lato, l’unità di intenti e il talento li portarono ad avere un ottimo repertorio a trazione prog, dall’altro, il rifiuto di presentarsi come cover band ridusse le possibilità di ingaggi per suonare dal vivo, lasciando alle loro tasche il compito di supportare economicamente serate live e finendo per incidere negativamente sui bilanci, anche se a un certo punto, dopo tanti sacrifici, il nome cominciò a circolare e le proposte di show videro un sensibile incremento. Quando le cose sembravano aver preso la strada giusta, emerse il problema del moniker, visto che esistevano già degli Asylum e da più tempo. Da qui il passaggio a Vesuvius, ma, nonostante questo, la popolarità continuò la sua graduale crescita, compresa quella dei loro concerti, nei quali si distingueva Kevin Lazar che, oltre a deliziare con flauto e sax, interpretava vari personaggi attraverso costumi di scena, aumentando di fatto la teatralità macabra dello show in cui compariva anche Anna, moglie del tastierista. I problemi economici, però, restavano, dato che l’attività dal vivo costava più di quanto rendesse. Anche quella in studio, per quanto effettuata di notte a tariffe bassissime, comportava ulteriori esborsi, ma, nonostante tutto, con l’aiuto di un amico produttore, riuscirono a registrare in maniera incompleta un certo numero di brani. Tutto si interruppe con l’addio di Greg Shaginaw, batterista e cuore pulsante della band che finì per interrompere la sua attività. Da quelle registrazioni, solo un brano sarà completato e mixato, quella “Dream of youth” che comparirà nella compilation “WKQX The Hometown Album”, comprendente diverse band nordamericane, compresi i nostri che verranno denominati Vesuvious. Per Joe Shingler i Vesuvius sono un grande orgoglio e un grande rimpianto, per questo, nel momento in cui si è ritrovato tra le mani le vecchie registrazioni, non ci ha pensato un attimo a mettersi all’opera, cercando di sistemare al meglio il materiale recuperato e, dopo alcuni passaggi, trovando nella Black Widow Records l’etichetta disposta a dare luce a quest’opera che resta comunque un gran documento meritevole di essere portato alla luce. Seguendo l’ordine del cd, troviamo “Logic of the lunatic” che gioca su sonorità elettroacustiche, sinfonismi delle tastiere, il flauto, sfuriate hard prog e il cantato che ricorda un mix tra Ian Anderson e Daevid Allen, per un brano di sette minuti dai continui cambi di tempo che fa immediatamente capire che, nonostante tutte le difficoltà, le idee erano presenti così come la capacità di metterle in pratica. “Miss Mary” è una cavalcata che si muove tra Uriah Heep e Bloodrock, per il suono arrembante e la perizia nelle parti vocali, con la sezione ritmica che si dimostra di alto livello. Le tastiere delineano gli arabeschi progressivi della strumentale “Gazing at reality” che ricorda i Genesis. Una breve intro conduce in “Edward the mad grave digger”, uno dei brani più rappresentativi per descrivere uno dei personaggi interpretati da Kevin Lazar, qui voce principale, dove si incontrano prog e psichedelia in un contesto di follia compositiva. I tasti d’avorio di Shingler dominano un brano strumentale dalle ritmiche esuberanti, “Tales from the lamplight”, quindi fanno da base a “Unknown wonder” che esprime quel prog folkeggiante che porta subito alla mente i Jethro Tull. L’irruenza hard di “On the prowl” ha un imprinting anarchico e un cantato che sfiora il punk, mentre le tastiere si caricano sulle spalle l’onere delle melodie. Un inizio delicato, espone ad essere travolti dalla potenza di “Shipping though time”, in cui l’accoppiata basso-batteria, un organo svalvolato e chitarre acide non danno scampo, prima di confluire in un’apertura sinfonica in cui la voce di Tom Havens si esprime su toni onirici. “Dream of youth” è il brano più rifinito, in quanto è l’unico che ha avuto l’onore di essere mixato in maniera completa per finire sulla compilation di cui sopra, e si presenta con un progressive alla Yes nelle partiture tastieristiche, mentre Kevin Lazar è protagonista col flauto e con la voce. Maestosità prog a piene mani in “Grim reaper”, brano totale e rappresentativo di tutte le peculiarità della band, dove emerge l’amalgama che avevano raggiunto, aumentando il rimpianto. Seguono le bonus tracks, con una versione embrionale di “Gazing at reality” e quella alternativa di “Miss Mary” caratterizzata da una potenza orchestrale dirompente, in mezzo il prog puro di “Temptation and transgression” e quello marziale e psych della strumentale “March of the astral plainsmen”. Gli ultimi tre pezzi provengono dalle registrazioni del periodo Asylum, con le sonorità bucoliche di “Windswept sonata”, quelle sinfoniche di “Vision’s stare” e quelle folli di “Gates of thule”. Ancora un plauso a Joe Shingler per non essersi mai arreso e alla Black Widow Records per aver riscoperto l’ennesima gemma di un periodo irripetibile.

Band lp:

Tom Havens – chitarre elettriche e acustiche, voce (su 7 e 9) e cori

Kevin Lazar – flauto, sax, voce (su 1, 5, 8 e 11) e cori

Joe Shingler – tastiere, voce (su 10) e cori

Roger Hutchins – basso, voce (su 2) e cori

Greg Shaginaw – batteria e percussioni

Tracce lp:

  1. Grim reaper
  2. Miss Mary
  3. Gazing at reality
  4. Edward the mad grave digger (preamble)
  5. Edward the mad grave digger
  6. March of the astral plainsmen
  7. Logic of the lunatic
  8. Dream of youth
  9. Tales from the lamplight
  10. Unknown wonder
  11. Supping through time

Band cd:

Tom Havens – chitarre elettriche e acustiche, voce (su 7, 9 e 12) e cori

Kevin Lazar – flauto, sax, voce (su 1, 5, 8, 11 e 13) e cori

Joe Shingler – tastiere, voce (su 10) e cori

Roger Hutchins – basso, voce (su 2) e cori

Greg Shaginaw – batteria e percussioni

Dominic Povlinski – basso su 12  e 13

Donny Augistino – chitarre elettriche e acustiche su 12 e 13

Joe Maxin – basso su 16, 17 e 18

Rick Scobey – chitarre elettriche e acustiche su 16, 17 e 18 e voce su 16

Tracce cd:

  1. Logic of the lunatic
  2. Miss Mary
  3. Gazing at reality
  4. Edward the mad grave digger (preamble)
  5. Edward the mad grave digger
  6. Tales from the lamplight
  7. Unknown wonder
  8. On the prowl
  9. Shipping through time
  10. Dream of youth
  11. Grim reaper
  12. Gazing at reality (rehersal) (bonus track)
  13. Temptation and trasgression (bonus track)
  14. March of the astral plainsmen (bonus track)
  15. Miss Mary (alternative remix) (bonus track)
  16. Windswpt sonata (Asylum recordings)
  17. Vision’s stare (Asylum recordings)
  18. Gates of thule (Asylum recordings)