Un quartetto di veterani del blues rock si è riunito sotto il moniker Beyond 1969 per suonare ancora una volta classic blues: Tom “The Suit” Forst (chitarra e voce), Tony Delisio (basso e voce), Jeff Bousfield (tastiere) e Bryan Claude (batteria), tutti acclamati sessions e tutti con esperienze live di primordine. L’anno è iniziato suonando insieme su materiale dell’era hippie e flowers power e oggi, grazie a Forst che ha scritto tutti i brani, la band arriva sul mercato con un album composto da dieci brani originali. Il blues suonato dai nostri si rifà dunque al rock blues anni Settanta, anche se in molti passaggi può ricordare il primo Bonamassa o il Johnny Winter dei tempi d’oro ispirazione principale del combo. Non solo chitarra però, perché le tastiere hanno un ruolo importante nello sviluppo dei brani suonati con grande classe dai quattro musicisti. Registrato presso gli Horizon Music Group l’album è pregno di un’aura classica anche se arrangiamenti e produzione sono sicuramente in linea con le uscite odierne. Il blues di “Consolation Man” va a braccetto con l’acustica “Goin’ Down” che, al famoso crocicchio, prende strade selciate dal roots rock. “Comin’ Back To The Blues” è il brano più significativo, non solo per il titolo che riprende quello dell’album ma soprattutto per le ritmiche che dal blues si avvicinano al funky, per tornare al padre di tutti i generi. L’uso del sax a tratti rende ancora più elegante il sound ed è un attimo arrivare all’ultima “When It All Falls Down con la voglia di premere ancora il tasto play. Un album elegante, ispirato e suonato benissimo, direi che possiamo sicuramente promuovere i Beyond 1969.