Marco Simoncelli è un chitarrista, autore e musicista italiano, originario di Roma, trasferitosi a Londra e co-fondatore della rock band anglo-italiana The Heat Inc. I The Heat Inc. sono un gruppo alternative/garage rock nato a Londra nel 2019. La formazione comprende il cantante Jon Dodd, il bassista Nicolas Rigot, il batterista napoletano Maurizio Vitale e successivamente il secondo chitarrista Fabio Staffieri. Il gruppo è noto per un sound energico che unisce il post-punk a radici rock d’autore. Sono stati definiti dalla stampa specializzata come una delle realtà più interessanti emerse nella scena londinese, ricevendo apprezzamenti da figure di spicco come Paul Simonon dei Clash e Richie Ramone. Hanno pubblicato un EP nel 2021 e l’album di esordio Asleep in the Ejector Seat (rilasciato nel 2023 con Punk Fox Records / Republic of Music. Leggi qui la nostra recensione)). La critica li ama e sono considerati una delle realtà più interessanti del rock britannico degli ultimi anni. Il nuovo disco “X, uscirà il prossimo febbraio. Abbiamo incontrato Marco per farci raccontare le sue origini, i gusti
Quando hai scoperto l’amore per la musica?
Intorno ai 12 anni, quando a scuola tutti i miei compagni erano affascinati dalla figura di Jim Morrison e così ho comprato una raccolta dei Doors ed in seguito il figlio di un collega di mio padre mi disse che “Stairway to Heaven” fosse la canzone più bella mai scritta e da quel momento l’ho ascoltata in ripetizione fino ad amarla. Ricordo di aver noleggiato la videocassetta di “The Song Remains The Same” e che non riuscivo a smettere di vedere quel concerto. Ad un certo punto il gestore della videoteca mi chiamò e mi disse che non mi avrebbe fatto pagare il ritardo accumulato ma che avrebbe solo voluto la cassetta indietro. In pratica l’avevo sequestrata e a malincuore l’ho dovuta restituire per poi comprare finalmente la mia copia.
Il desiderio di suonare (o cantare) quando nasce? Hai un ricordo particolare da regalarci?
Appena dopo essermi innamorato dei Doors e degli Zeppelin ho preso subito lezioni di chitarra classica e quando ho passato gli esami delle scuole medie ho chiesto una chitarra elettrica come regalo ai miei anziché il motorino che tutti i miei compagni avevano richiesto.

Il primo disco che rammenti di aver acquistato con i tuoi soldi?
Credo che dopo il periodo Zeppelin, dove compravo anche bootlegs live in cassette, il primo cd che ho comprato è stato “Three Imaginary Boys” dei Cure.
Il tuo musicista/cantante preferito? E perché?
Questa é una domanda davvero difficile però sicuramente nella mia top c’è Keith Richards, credo che non goda mai abbastanza dei crediti che merita come songwriter. Poi amo Bowie, specialmente nel suo periodo con Mick Ronson, chitarrista e autore che amo completamente. Con Ron Asheton, Warren Ellis e Mick Taylor è nella mia top di chitarristi. Poi credo che Robert Smith sia uno dei più grandi songwriters di sempre, probabilmente anche lui dovrebbe godere di un riconoscimento maggiore, specialmente in UK. Gli Zeppelin, i Doors, Lou Reed, Clash, Ramones, Pistols, Nick Cave e gli Oasis non possono mancare in questa lista.
I gruppi/artisti che ami di più, a cui perdoni anche i passi falsi.
Probabilmente godono di questa immunità Robert Smith, anche se ne ha fatti pochissimi di passi falsi e ci ha regalato degli album immensi come pochi. L’altro che perdono sempre è Bowie anche se avrei amato vederlo proseguire la sua carriera con Mick Ronson. Erano come Mick and Keith, una coppia micidiale di autori e musicisti.

Un regalo ai nostri lettori: una band del passato per te ingiustamente poco conosciuta e una nata in questo millennio, anche famosa, che ami.
Credo che i Pixies meritino un successo maggiore rispetto a quello che hanno. Quando hanno aperto per i Pearl Jam ad Hyde Park qualche anno fa, ho pensato che probabilmente la line up doveva essere invertita. Un altro artista che avrebbe meritato maggior fortuna commerciale sicuramente è Mark Lanegan, il suo “Bubblegum” è uno dei più grandi album di blues rock e non è conosciuto come meriterebbe. Tra i gruppi più recenti amo ci sono i Black Rebel Motorcycle Club anche se credo che i dischi migliori gli abbiano già dati e live non mi hanno colpito, come mi sarei aspettato. Gli Interpol, i loro primi due album sono fantastici. Però credo che i concerti più grandi di questi ultimi anni siano stati gli Stones, i Cure, gli Oasis nella loro reunion e Nick Cave.
Tre concerti che porti nel cuore. E uno che ti ha deluso.
Cure – Wembley Arena 2022
Nick Cave and the Bad Seeds – Victoria Park 2022
Oasis – Wembley 2025
Strokes al Victoria Park e Black Rebel Motorcycle Club al Troxy sono stati dei concerti davvero deludenti per me.
Tre dischi in cui hai suonato/cantato, che dobbiamo ascoltare per forza e perché?
Per fortuna di tutti non canto, ah ah!! Penso che l’ep e l’album di esordio degli Heat Inc., band nella quale suono la chitarra, siano due album fantastici, pieni di grandi canzoni come “Your After Love Song”, “98”, “Get Wild”, “Ultraviolence”, “Charlie”, “Raptors”, “Draw Blood For Proof”. Non vedo l’ora che esca il nostro nuovo album “Mind Control”, che sarà disponibile ad inizio 2027. I singoli del nuovo album hanno iniziato ad avere degli ottimi riconoscimenti, Classic Rock ha incluso la band nella loro Hot List nel numero di Agosto, Lamacq ha passato “Mind Control” nel suo show su BBC6 ed è stata votata come Track of the Week sul sito di Classic Rock.
Il momento più emozionante che hai vissuto sul palco?
Lo scorso anno abbiamo suonato al Maid of Stone Festival, evento organizzato in collaborazione con Planet Rock Radio, ed è stato fantastico vedere 4000 persone coinvolte ed entusiaste fino alla fine del set. Dei ragazzi sono rimasti sotto il palco perché volevano le scalette del concerto nonostante un altro set fosse già iniziato in un altro stage. L’apertura agli Stooges nel 2013 a Roma e Milano è stata un’emozione davvero potente che resterà per sempre nel cuore. Steve MacKay, sax degli Stooges e membro fondamentale per “Fun House”, è stato un fratello e uno dei più grandi sassofonisti della storia del Rock and Roll. Dio lo benedica.

Ci consigli un paio di libri e/o biografie musicali che hai apprezzato e che dobbiamo leggere anche noi.
Ho amato “Life” di Keith Richards, “What’s the Story” di Iain Robertson riguardo gli Oasis, Ronnie (Wood) e Rod (Stewart) anche sono due autobiografie splendide.
Cosa rispondi a chi afferma che il rock è morto? Hey Hey My My, Rock and Roll can never die.
Come vorresti essere ricordato come artista? Solo per le grandi canzoni che ho lasciato, sperando che la lista sia la più lunga possibile!
Una risposta non scontata sarebbe gradita: per te cos’è la musica? È il mio fuoco.
Pagina Facebook di Marco Simoncelli: https://www.facebook.com/marco.playsguitar
Pagina Facebook dei The Heat Inc.: https://www.facebook.com/TheHeatInc