Tornano i Texas Headhunters, dopo il clamoroso debutto omonimo uscito lo scorso anno e che tanto ha fatto scrivere e parlare nella scena rock/blues d’oltreoceano. I tre chitarristi che compongono il nucleo principale della band (Ian Moore, Johnny Moeller e Jesse Dayton) sono ancora insieme, hanno suonato in giro con Samantha Fish e oggi tornano con un nuovo album, sempre all’insegna di un rock blues avvincente, con non poche sfumature roots e rock’n’roll. Si chiamano Texas Headhunters, la loro musica, ruvida e tagliente è frutto di tanti anni passati a suonare all’Antone’s Club, locale che fu di proprietà del guru del genere Clifford Antone e che vide muovere i primi passi nel mondo del blues uno che del padre di tutti i generi di scuola texana è diventato la leggenda “Steve Ray Vaughan”. E da Vaughan e dagli immancabili ZZ Top si parte, anche se i nostri eroi hanno il rock blues nel sangue, un’esperienza da regalare a dosi massicce a chi ci prova ma non riesce neppure ad avvicinarsi al groove sanguigno di brani come l’opener “Cut N’ Run”, “Bigshot” o la sensazionale “Dog’s Of Laredo”. Tre chitarre, tre musicisti che risultano assolutamente in grado di esaltare le proprie qualità in brani che dal rock blues, curvano ad altissima velocità verso il boogie rock (la title track) per poi rallentare e piantare il cavalletto su una semi ballad blues che non lascia scampo (“That’s The Kind Of Fool I’ll Be”). La notevole tecnica non fa perdere la bussola ai tre che danno importanza massima alla canzone,  licenziando una raccolta di brani composta da nove hits, applausi.