Partito come progetto solista del cantante e chitarrista nel lontano 2008, Project Czar è diventato nel tempo una vera e propria band, con concerti in Italia ed all’estero in apertura di Don Airey, Macaluso, Vinnie Moore, Carl Sentance, Michael A. Batio ed altri, e con una discografia che conta due ep, un album del 2015 e questo secondo capitolo, arrivato dieci anni dopo. Tempi dilatati, che raccontano quanto sia difficile tenere viva una rock band in Italia, ma allo stesso tempo ci dichiarano la grande passione per la musica che alimenta il trio, che oggi si completa con Mauro Tosoni alla batteria e Giacomo Pettinati al basso. Quello che colpisce di questi dieci brani, aperti da un intro, è la varietà di stili messi in campo, si va dall’hard rock classico (“Considerations” e “Lay At Dawn”), all’heavy rock screziato di grunge (“Iris” e “Sustain”), a certo metal d’impatto (“Tos’hammer”), tutti elaborati con una personalità definita che ci consegnano un lavoro compatto, che non si perde durante l’ascolto. Il leader non cerca inutili virtuosismi, e sposa una linea hard cadenzata che permette alla sua voce di incunearsi tra riff e ritmiche e disegnare linee melodiche efficaci. Molto interessante “Max Human Zoo” che si sviluppa su un arpeggio elettrico e una linea melodica di chitarra, per un metal futurista, che lascia spazio al rock’n’roll di “As A Sputnik”, che chiude un album colpo di heavy rock pulsante e sufficientemente originale. Pur se pubblicato a fine 2025, abbiamo ritenuto necessario riferivi di questo album, con una bella confezione e contenuti artistici degni di attenzione. Bel disco!
