Formati nel 1971, i Cirith Ungol pubblicano quattro album che sono diventati dei classici prima di sciogliersi nel 1992 a causa delle frustrazioni dell’industria. Ma nel 2015 quando il musicista e fan Jarvis Leatherby convinse la formazione principale: il cantante Tim Baker, il batterista Robert Garven e i chitarristi Jim Barraza e Greg Lindstrom, con Leatherby al basso, a riunirsi per il Frost and Fire Festival. Questa reunion ha scatenato una rinascita direi veramente prolifica, con la produzione di due album, “Forever Black” (2020) e “Dark Parade” (2023), oltre all’EP “Half Past Human” (2021). Con questo nuovo “All the Shadows” ci sono importanti cambiamenti di formazione dopo i ritiri di Barraza e Lindstrom, alla chitarra troviamo Armand John Anthony, che ha prodotto il recente catalogo della band e spesso sostituito nelle date dal vivo i due chitarristi e che rappresenta il successore ideale, integrandosi perfettamente con gli altri. L’album vede anche il ritorno del leggendario artista fantasy Michael Whelan, la cui impressionante copertina rende un omaggio visivo diretto al secondo capolavoro della band del 1984, “King of the Dead”.  il via con la title track, i riff sono incalzanti, sezione ritmica decisa e diretta,  l’interpretazione vocale unica e penetrante di Baker che può solo piacerti, o odiarla, “This Mortal Stain” sposta il tempo in un territorio carico di doom, definito da riff monolitici pesanti come macigni. “Turning Blind” da sola consolida quel riconoscimento che i Cirith Ungol hanno raccolto nel corso degli anni, sale gradualmente potente, prima di un cambio di tempo che permette alle linee melodiche di chitarra di volare via. Mentre “Empty Tomb” ci mostra una band ben ancorata, ma con derivazioni nel futuro, aggressiva e potente con “On Broken Wings” l’inizio acustico con Baker che offre una vocalità piatta e pacata prima di esplodere nel ritornello, “Hollow Nimbus” e il pezzo finale “Venus in Thirds” che inizia con linee di basso cupe che lasciano spazio a un riff schiacciante in stile Black Sabbath o comunque in linea con i vecchi brani dei Cirith Ungol. Musicalmente, il disco è un’altra lezione magistrale di heavy metal tradizionale mescolata a doom, non a livello del precedente “Dark Parade” ma poco ci manca,  i contributi di Anthony alla scrittura hanno introdotto dinamiche fresche pur restando fedeli al sound classico della band.

Tracklist:

  1. All the Shadows
  2. This Mortal Stain
  3. Turning Blind
  4. Shadow Reflection
  5. Empty Tomb
  6. On Broken Wings
  7. Hollow Nimbus
  8. Venus in Thirds