Nel vortice di uscite discografiche, diventa sempre più difficile districarsi e capire a chi rivolgere il nostro tempo e, se siete dei pazzi che ancora spendono soldi per la musica, decidere cosa acquistare. Dei Black Reflex mi ha colpito la copertina, bella e ricca di significati e vera. Ecco, anche solo per aver lavorato ad una copertina costruita da un vero grafico, questo secondo album dei Black Reflex ha meritato la mia attenzione. Ma c’è molto altro, tra queste canzoni si trova l’essenza del vero heavy metal (cito Judas Priest, Saxon, primi Anthrax e Primal Fear per darvi un’idea), riff imponenti, una ritmica trascinante e un cantato che suggella il tutto, creando un insieme che ci riporta all’essenza di questa musica, naturalmente elaborata con un’attitudine attuale. “Come To Real Life”, “I Feel The Fool”, “I’ll Be Your Home”, è un terzetto iniziali che ci travolge, creando un ponte con “Life Is Now”, “Nowhere Noway” e “I Won’t Let You Fall In”, corpo centrale di un disco potente, ricco di spunti originali, che non cede nemmeno nel tragitto finale, anzi “Time To be Mine”, “Nobody Talk” e “Escaping From The Nightmare” sono tra i pezzi più rappresentativi dell’intero CD. Non fermatevi solo davanti allo strapotere della voce di Francesca Battistini, perché i Black Reflex senza le chitarre di David “Ian” Valle e Mirko Dorian Fabris e soprattutto senza il lavoro enorme della sezione ritmica, puntellata sul bassista Bruno Collareda e sul batterista Giovanni Angiolin, elemento che fa da collante al progetto sin dal primo giorno di fondazione, non avrebbero lo stesso impatto e “Zero Dawn” non suonerebbe così bene. Inoltre, pur se concepito in un lasso di tempo ampio, cinque anni circa, l’album suona omogeneo, non ci sono differenze, questo dimostra che il gruppo, che ha pure ha sopportato alcuni cambi di line up, ha un’identità chiara. Mi hanno convinto anche la registrazione e la produzione, fondamenti che contribuiscono alla riuscita di un album importante, che speriamo non si mescoli alla massa di titoli metal fatti con il metodo del copia/incolla e trovi l’attenzione che merita. Lo ammetto candidamente: i Black Reflex sono una delle band metal italiane più interessanti di questi ultimi anni e “Zero Dawn” è una garanzia. Complimenti ragazzi!
