Si definisce “dirty, sweet rock’n’roll” questo five piece inglese che segue la scia delle grandi band hard rock, e che nelle personali influenze cita in bella vista Aerosmith, Black Crowes, Bad Company e Thunder. E sinceramente non riuscirei a trovare accostamenti più appropriati. Detto ciò, la band del cantante e chitarrista Harry Gottelier, esibisce una propria personalità ed è bello leggere le interviste dove parlano di passione per il rock, di non aver opposto resistenza a questo amore arrivato sin dalla prima giovinezza. Argomento, in questi tempi di emozioni artificiale, più che convincente per affrontare la crescita graduale, con la consapevolezza che il grande successo è oramai una finta illusione, ma è molto più importante seguire il cuore e raggiungere i migliori risultati possibili, facendo solo ciò che si ama davvero. Questa regola irrinunciabile è alla base anche del terzo album, che sovrasta per maturità l’istinto dei primi due. Undici brani che cantato di vi riporteranno alle stagioni entusiasmanti dell’hard rock classico, lontani dal tecnicismo e dalle produzioni esagerate, per tuffarvi nei meandri di sonorità hard, boogie, filamenti di southern, il blues preso dall’antichità e portato ai tempi nostri, con testi leggeri, ironici, tra amore e sfighe quotidiane. Tra l’energia di “Ride Or Die”, un singolo che dice più di mille parole, “Dangerous Love”, “Raised On Rock’n’Roll”, “Waiting On A Miracle” i Thunder fusi con gli FM, e la title track, pezzi scritti, suonati e cantati con un’attitudine permessa a pochi oggigiorno, non può mancare la ballata, e vi garantisco che “Closest Thing to Crazy” vi riporterà ai tempi degli Aerosmith anni ’80. Grande band i The Karma Effect, tra le migliori del genere in circolazione e al momento “Cruel Intentions” è il mio disco hard rock dell’anno!
The Karma Effect: Henry Gottelier (Voce e chitarra); Robbie Blake (chitarra); Nate Keevil (basso, cori); Tom Pitt (tastiere, cori ); Alan Taylor (batteria)
