Quando, oltre dieci anni fa avevo letto di una collaborazione tra Les Claypool dei Primus e tale Sean Ono Lennon (si proprio lui!), aveva pensato per l’ennesima volta che il rock, per quanto venga definito stantio, statico, dimostrasse invece, ancora volta la sua capacità di abbattere barriere di ogni tipo e di metterci in connessione con l’imponderabile. Oggi siamo arrivati al terzo album del duo di cantanti e polistrumentisti che, aiutato da tanti amici, continua il viaggio meravigliosamente assurdo, definito da Sean “progadelica”, un misto di prog e psichedelia. I due “delirium” ci regalano molto altro, musica da cartoni animati, il rock contorto di Frank Zappa, i viaggi onirici dei Gong, le sonorità imprevedibili dei Faith No More, naturalmente i Primus, ma anche i ritmi strambi di Fela Kuti e infinitamente altro, tuttavia il tutto assemblato con la loro personale logica e, credetemi, un’attitudine pop, che si coglie ascolto dopo ascolto (chi ha detto che “Mantra Of The Manatee” sembra un pezzo dei Pink Floyd era Syd Barrett?). L’impianto compositivo, pur non essendo esageratamente schizofrenico è più vicino al mondo di Les Claypool, personaggio bizzarro, estroso, certamente non banale, tuttavia è evidente la mano di Sean, capace di aggiungere una certa razionalità e quel gusto melodico lineare che a Claypool alcune volte resta bloccato nel pennino. Il disco, che in cd è disponibile in una splendida confezione a libro a forma di 45 giri, con fumetto integrato, racconta in tredici brani più introduzione, dei pericoli dell’intelligenza artificiale, quando entra nel mondo dei sentimenti (cosa oramai tristemente diffusa!), di come sia complicato distinguere la realtà dalla finzione e la realtà scelta da quella imposta. Naturalmente questi non sono dischi da passeggiata di salute, richiedono un certo impegno e la voglia di misurarsi con qualcosa che non appartiene alla quotidianità. Ma è questa la bellezza della sfida, trovare una chiave di lettura in pezzi stralunati come la title track, accompagnata da un bellissimo videoclip cartoon, “Melody Of Entropy”; che sin dal titolo ci spiega dove gravita il duo e alla follia di tredici minuti di It’s A Warp; e alla fine uscirne vincitori. Avete voglia di provarci?
