270 concerti in giro per il mondo, un lungo viaggio portando la propria musica dal vivo.
“Live Here And There” è il risultato, il sunto di tanti chilometri, di concerti e storie che formano un pezzo di vita all’insegna del rock’n’roll. The Cinelli Brothers pubblicano il loro primo album ufficiale dal vivo dopo quasi una decina d’anni dal loro esordio, quel “Babe Please Set Your Alarm”, uscito nel 2018, che diede inizio all’avventura musicale dei due fratelli italiani Marco (voce, tastiere, chitarra) e Alessandro Cinelli (batteria e voce), originari di Latina ma trapiantati a Londra, con una passione per il blues, il soul e il rock’n’roll. Quattordici brani registrati in più parti del mondo, visitato dal gruppo londinese che, oltre ai due fratelli, è composto da Tom Julian-Jones (chitarra, armonica e voce) e Jorma Gasperi (basso, chitarra e voce). La band dal vivo ha una marcia in più e si sente, conferma quanto di buono si dice da chi ha avuto la fortuna di vederla all’opera su un palco e quindi “Live Here And There” arriva nel momento giusto per dare un’ulteriore spinta alla sua carriera. Un gruppo inglese con un grosso seguito aldilà dell’Atlantico, tanto che le richieste da parte dei fans di poter ascoltare un album dal vivo sono arrivate soprattutto dagli States; i due fratelli non hanno sicuramente tradito le aspettative, perché le loro canzoni diventano in molti casi delle stupefacenti jam soul blues. I brani sono tutti di casa Cinelli, ottanta minuti in compagnia di un sound che riesce a coniugare generi, atmosfere e sfumature diverse, dal blues al soul, dal rock, al Rhythm and blues passando per quel roots rock che ne è parte integrante e motore. Le canzoni più famose ci sono ovviamente tutte, ma siamo a dei livelli di qualità tale che ogni traccia è parte di un puzzle musicale che forma un quadro di note. Il gruppo, affiatatissimo, sciorina uno dietro l’altro brani come “Don’t Need No Favor”, “Fool’s Paradise”, “Lucky Star”, “Spell On Me”, “Last Cigarettes”, tra gli altri, a formare uno degli album dal vivo più belli di questo ricco anno musicale. E pensare che non mi ero ancora ripreso dal monumentale live di Fantastic Negrito.
