Questo imponente progetto ideato dal grande Morgan Freeman, che tutti ricordano come uno dei più grandi attori degli ultimi quarant’anni, ma molti meno conoscono la passione per il blues che brucia dentro di lui da sempre, non fa che confermare come il padre di tutti i generi sia in una fase di grande popolarità. L’attore, trasferitosi a Clarksdale (Mississippi) nel 2001 dove ha fondato il Ground Zero Blues Club, vede finalmente concretizzarsi il suo sogno, firmando un album che unisce grandi interpreti del blues contemporaneo con i suoni sontuosi di un’orchestra. Shemekia Copeland, Keb’ Mò, Taj Mahal, “Boo” Mitchell, Alvin Youngblood Hart, Tiernii Jackson e lo Stax Academy Choir, insieme a musicisti e artisti che gravitano intorno al Ground Zero Blues Club Band come Luther Dickinson (chitarra) dei North Mississippi AllStars, Keith Johnson (chitarra, armonica e voce), Anthony Sherrod (polistrumentista), Mark Vacovone (tastiere), Steve Potts (batteria), James Kinard (basso), Lee Williams (batteria) e Rev Slim (arrangiatore), hanno dato vita a questa perfetta fusione tra blues e orchestra, lontani tanto quanto i Royal Studio di Memphis sono dai leggendari Abbey Road Studios di Londra dove ha registrato la Chineke! Orchestra. Una serie di cover, tra grandi classici e brani meno noti, compone una scaletta suggestiva, tutto guidato da Freeman che lo scorso anno ha portato in giro per diciotto concerti il suo progetto ma che ha preferito rielaborare tutto in studio e il risultato non può che essere eccellente. Il blues accompagnato dai suoni orchestrali non perde un grammo in incisività e forza espressiva, grazie anche agli ospiti che ne valorizzano atmosfere e sfumature. Lasciatevi quindi rapire dalle splendide versioni di grandi classici come “Crossroads”, “Death Letter Blues” con il leggendario Taj Mahal, Il classico di BB King “The Thrill Is Gone” con Alvin Youngblood Hart e i due capolavori, Cadillac Assembly Line con Keb’Mò e “Travelling Riverside Blues” illuminato dalla stella di Shemekia Copeland. La passione del grande attore americano, la bravura degli artisti coinvolti, la bellezza dei brani scelti e la sagacia dell’orchestra che ha accompagnato il tutto non poteva che regalare grande musica e così è stato, applausi.