In una recente apparizione tv a Via dei Matti n.0, Massimo Martellotta (Calibro 35) ha detto che uno dei compiti di una colonna sonora è narrare qualcosa che la storia del film non ha raccontato così esplicitamente. A volte ci sono colonne sonore che sono rimaste nella memoria degli spettatori più delle pellicole stesse per le quali erano state composte. Se oggi la musica in un film è un elemento che si dà per scontato, ai primordi della storia del cinema non era così. Quale sfida può rappresentare, per gli artisti contemporanei, mettere in musica un film muto, magari a distanza di decenni dalla sua prima apparizione sullo schermo?

A questa domanda provano a rispondere da più di dieci anni I Sincopatici, un complesso musicale di stanza a Milano fondato da Francesca Badalini che si occupa di produrre le musiche per grandi classici del cinema muto di inizio Novecento. La loro ultima avventura musicale è “La corazzata Potëmkin”, che fa da colonna sonora al film omonimo girato dal regista Sergej M. Ejzenštejn nel 1925. Per celebrarne il centenario, I Sincopatici hanno scritto nuove musiche originali ispirate alle scene del film, la cui suddivisione in cinque atti è rispettata dalle tracce dell’album.

Il primo brano, “Uomini e vermi”, evoca un’atmosfera misteriosa, scandita dall’interazione tra pianoforte e basso; con pazienza crescono l’emozione e lo spessore drammatico, facendo assumere al brano l’aspetto di una sobria ballata prog, pronta ad intensificarsi nel finale con suoni più duri e cupi. “Dramma sul ponte” si apre come una marcia solenne ma contenuta, che lascia presto spazio ad un momento di distensione dove sono protagonisti il piano e il violino. In tutto il brano si mantiene costante una temperie tacitamente inquieta, come se qualcosa di importante e drammatico fosse sul punto di scoppiare. Echi floydiani segnano l’incipit de “Il morto chiama”, dove a dialogare con il pianoforte questa volta è la chitarra elettrica, cupa e sognante. “La scalinata di Odessa” offre melodie più morbide e aperte, create dal basso a sostegno del pianoforte, strumento protagonista dell’intera opera. Tornano toni più drammatici grazie ai giochi ritmici della batteria, che fanno da sfondo al tema principale suonato dal piano, ancora presente nell’inizio di “Una contro tutte”, il pezzo di chiusura del disco, che alterna momenti di improvvisa energia ad altri di maggiore calma, prima del finale sobrio e solenne.

Classica, elettronica, psichedelia, hard-rock e sperimentazione: sono queste le diverse piste battute insieme da I Sincopatici in “La corazzata Potëmkin”, fruibile non solo sonoramente, ma anche visivamente. L’ensemble, infatti, ha reso disponibile su YouTube una versione a colori del film di Ejzenštejn realizzata con l’intelligenza artificiale e accompagnata dalle musiche del gruppo. Un esperimento pregevole e ambizioso, che segna la volontà de I Sincopatici di guardare al passato con gli occhi (e le orecchie) del presente, offrendo una nuova dimensione di ascolto agli spettatori e di visione agli ascoltatori. Doppio risultato: bingo!

P.S. I Sincopatici organizzano anche esibizioni dal vivo dove suonano le loro musiche accompagnando la proiezione dei film sui quali hanno lavorato. Seguiteli sui social per restare aggiornati sulle date dei concerti!