La label nostrana Cruz Der Sur Music pubblica il secondo album dei classic rockers Tarot, al secondo lavoro dopo l’esordio uscito nel 2016 intitolato “Reflections”; L’Australia è terra di ottimo rock underground e ancora una volta sforna un quintetto imperdibile per gli amanti delle sonorità classiche.

Tra hard e classic rock, folk, metal, il quintetto di Hobart ci regala quaranta minuti circa di ottima musica, sempre in bilico tra gli anni settanta e il decennio successivo, con un sapiente uso dell’Hammond e dei tasti d’avorio in generale.

Le chitarre graffiano, a tratti rifacendosi alla scuola inglese dei primi anni ottanta (Iron Maiden), in altri momenti si vestono di abiti folk o classic rock a misura delle canzoni eseguite.

Il gruppo è formato da Will Spectre (voce e chitarra), Felix Russell (chitarra), David Walsh (basso), Dave Harrington-George (tastiere) e The Hermit (batteria), cinque musicisti dalla buona tecnica e dalle brillanti idee ma, soprattutto, dotati di quella passione che rende i brani di “Glimpse Of The Dawn”caldi e avvolgenti, così come energici quando emerge l’anima più metal del sound, in un turbinio di emozionanti richiami a Rainbow, Thin Lizzy e Uriah Heep. Notevoli i passaggi strumentali nella title track, nella cavalcata “The Winding Road” e nella folk/psichedelica “The Harrier” che precede  “The Vagabond’s Return”, lo splendido brano di punta di questo nuovo “Glimpse Of The Dawn”, consigliatissimo agli amanti dei suoni ‘70/’80 i quali troveranno ottimi motivi per non lasciarselo scappare