Impegnato da più di trent’anni nel denunciare le tante contraddizioni del sistema U.S.A. tramite la sua geniale proposta musicale che, ad un ascolto superficiale sarebbe archiviabile come industrial metal pur essendo molto di più, Al Jourgensen torna con un nuovo capitolo a firma Ministry.

Intanto è doveroso sottolineare l’importanza del gruppo statunitense per lo sviluppo di certe sonorità grazie al genio del suo leader che, in quanto a carisma e personalità non è secondo a nessuno; tra cadute nell’abisso della tossicodipendenza e ritorni in linea con la sua reputazione, Jourgensen arriva in forma smagliante sul mercato con questo ennesimo diretto in pieno volto intitolato “Hopiumforthemasses”.

Trattandosi di una band che ha segnato la fine degli anni ‘80 e il decennio successivo con lavori che definire epocali è un eufemismo, i Ministry sono quindi sopravvissuti tra alti e bassi fino ad oggi.

Il nuovo album licenziato da Nuclear Blast non lascia dubbio alcuno riguardo all’intenzione, da parte di Jourgensen, di trasmettere il suo pensiero sulla situazione politica e sociale attuale grazie a una deflagrazione della durata di quarantadue minuti in cui thrash, industrial, campionamenti, filtri, elettro dub, psichedelia sono i molti tasselli assemblati per divenire la colonna sonora di una rabbia radicata che continua ad alimentarsi dal lontano 1983.

Certo è che capolavori sorprendenti come “Land Of Rape And Honey” (se si pensa che un album del genere uscì nel 1988, si ha la misura del genio del vecchio Al), i due manifesti sonori “The Mind Is A Terrible Thing To Taste” e il best seller “Psalm 69”, licenziati rispettivamente nel 1989 e nel 1992, sono lontani, ma dalla sua la band non ha mai perso un’oncia del suo approccio violento e senza compromessi, anche quando tra i tanti lavori pubblicati (sono ormai sedici gli album in studio) qualche passo falso fisiologico c’è sicuramente stato.

“Hopiumforthemasses” ci presenta dei Ministry più che convincenti, grazie ad un songwriting che non lascia spazio a indecisioni arrivando deciso al traguardo, potente e violento, perfetto nel ripetere ormai degli stilemi che sono religione per tutti gli amanti di un certo modo di fare rock/metal. Bentornato vecchio Al!