Non si placa fortunatamente la voglia di Classic Rock, neppure nell’anno che va ad incominciare, ed è un piacere presentarvi questa giovane band statunitense che del genere ne porta fiera ed altissima la bandiera.

Neppure sessant’anni in tre, i The Steel Crows sono partiti poco tempo fa da Naples, si sono trasferiti ad Orlando (sempre in Florida) e dalla nuova base lanciano questo esordio che porta il loro nome e risulta una gradita sorpresa, almeno per quanto riguarda il Rock più classico.

Dimenticate l’hard rock ruffiano dei Dirty Honey o quello più altezzoso e progressivo dei Greta Van Fleet, tanto per fare due nomi che tutti (si spera) conoscono, perché The Steel Crows cattura l’essenza del rock , tra psichedelia di fine anni sessanta e Rock duro di quei primi leggendari anni del decennio successivo.

Giovanissimi, si diceva, e in effetti Henry Minor (cantante e chitarrista), Cole Whitman (bassista) e Jacob Tomorrow (batterista) sono poco più che ragazzi innamorati del Rock dei padri, tanto da dedicargli anima, corpo ed un album composto da otto brani bellissimi che a turno ci ricordano sia Rolling Stones che primissimi Aerosmith, ma anche tanti gruppi meno famosi che hanno contribuito alla storia (molte volte diventata leggenda ) della musica più bella che il diavolo ci abbia concesso per poterci imprigionare con contratti capestro.

Dall’opener “Jenny”, passando per il capolavoro “Straight Shooting Man” e l’altrettanta meraviglia intitolata “Take Me Back Again” è un susseguirsi di incontri/scontri con la storia del Rock e non solo, visto che il terzetto di Orlando non dimentica, oltre che vivere nel 2024, che grande musica ne è uscita pure dagli anni novanta e nei primi bagliori di questo ancora nuovo secolo.

“The Place Where No One Can Year You Scream” ci ricorda appunto quanto sia stato importante il periodo a cavallo dei due millenni, scomodando gli Wolfmother del loro omonimo capolavoro.

Non c’è un solo brano che, dopo qualche ascolto concesso in più per lavori così intensi ed interessanti, non porti con sé consapevolezza ed ispirazione, un dato sorprendente per dei musicisti così giovani.

Potrei nominare almeno un centinaio di band Hard e Psych Rock del periodo di cui vi ho parlato per descrivere questo bellissimo lavoro, ma sarebbe solo un mio inutile vanto. Album imperdibile.