I norvegesi Madder Mortem fanno parte di quella elite di gruppi Metal che da almeno trent’anni cercano una loro particolare strada in un genere in cui troppe volte prevalgono i fenomeni pompati ad arte a discapito di artisti che, fuori dai giri discografici “importanti”, ci regalano musica fuori dai troppi confini tracciati da chi cerca di coltivare il suo orticello.

Nata nei primi anni novanta dalle menti di Agnete e BP.M Kirkevaag, prima come Mystery Tribe e, dal 1997, con il l’attuale moniker, con il nuovo “Old Eyes, New Heart” la band scandinava giunge al traguardo dell’ottavo album in studio, a sei anni di distanza dal precedente e splendido “Marrow”; quell’album, recensito all’epoca dal sottoscritto, confermava la strada intrapresa già da “Eight Ways” e “Red In Tooth And Claw”, rispettivamente licenziati nel 2009 e nel 2016, che si allontanava in parte dalla bellezza intrisa di adulto Gothic/Dark dei capolavori “Deadlands” del 2002 e “Desiderata” uscito nel 2006.

Madder Morten: ancora una volta sorprendenti!!

Attenzione però, perché il gruppo norvegese non ha abbandonato del tutto l’approccio prog/dark, bensì lo ha invece plasmato da par suo, con splendide partiture di originalissimo metal/rock a 360°, rendendolo ancora più emozionante e fascinoso grazie a quelle sfumature blues e post rock che ne fanno il primo capolavoro del genere di questo nuovo anno.

Meno moderni nelle ritmiche, oggi i Madder Mortem sono un’entità, inclassificabile nei normali generi, che fagocita musica e la restituisce sotto forma di un metal dalle mille sfaccettature, così come avviene nella stupefacente “Coming From The Dark”, traccia d’apertura dell’opera.

Agnete Kirkevaag si conferma una delle cantanti più originali e stupefacenti che la scena metal nordica possa vantare; infatti, nel nuovo album si supera con prove che su ogni brano cambiano registro, mentre tra le sfumature blues di “On Guard”, quelle thrash di “Master Tongue” e i rimandi ai Tool di “Tower” il resto del gruppo testimonia il fatto che si può giocare sulla tecnica senza sacrificare quelle emozioni che, in “Old Eyes, New Heart”, si trasformano in un fiume travolgente.

Heavy, dark, doom, prog, rock, thrash, alternative e blues, i nostri eroi non si fanno mancare nulla per sorprenderci ancora una volta. Imperdibile.