Uno dei migliori cantautori americani del nuovo millennio torna con un bellissimo lavoro intitolato “Orzaker”, conquistandosi un posto al sole, consolidato da qualche anno in verità, ma sicuramente rafforzato da questa raccolta di canzoni che sanno di tradizione classic rock a stelle e strisce.

Si tratta di Israel Nash Gripka, da qualche tempo conosciuto solo come Israel Nash, musicista originario del Missouri, dove si trova l’altopiano dell’Orzak, a cui il settimo album è dedicato.

Orzark per Nash è sinonimo di radici e partendo dall’opener “Can’t Stop” il cantautore inizia il suo viaggio a ritroso, raccontando di famiglia e di tradizione, accompagnato da quel rock che sa anch’esso di marchio di fabbrica, confrontandosi con i grandi rockers della tradizione classica nordamericana come Tom Petty, Neil Young e Bruce Springsteen, senza rinunciare ad un taglio chitarristico che marca il territorio.

Conosciuto in patria e molto rispettato nella scena rock (tanto che sul bellissimo “Barn Doors And Concrete Floors” del 2011 ci suonò Steve Shelley dei Sonic Youth, rimasto folgorato dal debutto del nostro intitolato “New York Town” uscito un paio di anni prima), Nash ci prende per mano in questo lungo viaggio nel Missouri e nella vita sua e di chi gli è stato vicino, raccontandoci di vita e difficoltà, di amore e disperazione con un tocco cantautorale di primo piano.

“Orzaker” fila via liscio e senza intoppi, ora pregno di atmosfere struggenti, ora con quella orgogliosa grinta che aiuta ad andare avanti, mentre una produzione e una cura per gli arrangiamenti sorprendente alzano la qualità di un songwriting in stato di grazia.

Questa volta il musicista americano è accompagnato da Curtis Roush alla chitarra, Seth Kauffmann al basso, Patrick Hallahan alla batteria e Eric Swanson alla Pedal Steel, tutti musicisti protagonisti della scena con le loro band madri che vanno da Bright Light Social Hour, a My Mourning Jacket passando per i Floating Point.

Un album che non può mancare nella discografia degli appassionati di rock americano e della sua tradizione. Consigliatissimo!