I Glasfold sono una band friulana di thrash metal che mi trasmette uno spirito che non provavo da anni di fronte a un nuovo progetto: innanzitutto cantano in italiano, hanno un sito web dove i singoli si presentano in modo professionale, ma senza esagerare con false arie di serietà che spesso non si addicono all’identità del proprio progetto.

Il loro percorso musicale si è nutrito di band come Anthrax, Agnostic Front, Nuclear Assault e i primi Metallica, con una spruzzata di hardcore-punk di quello buono. Tutte queste influenze sono state rielaborate in maniera personale e sapiente dai ragazzi, che ci regalano un album, questo “Nuovo Mondo”, assolutamente godibile e dal feeling fresco. Si sente la voglia di saltare e divertirsi, ma anche di esprimere rabbia quando serve e uno sguardo di classe a momenti introspettivi davvero suggestivi, come in “Senza Regole”.

Si coglie anche una copiosa ironia (o forse no) in “Il Peggio Senza Di Me” ed elementi stilistici più moderni, che ricordano i mai dimenticati e migliori Linea 77. Un plauso, in questo brano, a Dave per la versatilità vocale.

Quando c’è da spingere l’acceleratore i Glasfold non si tirano indietro, riportando alla luce quella “beata ignoranza” hc/punk che tanto ci piace, anche se forse non vogliamo ammetterlo. Sanno anche raccontare storie a ritmo serrato, più vicine alla tradizione del metal classico, ma non per questo meno incisive. C’è spazio anche per elementi più spettrali, tecnici e sinistri, come nel caso di “La Fine Del Mondo”.

Con “Spettri” l’italianità emerge, riportando alle nostre orecchie sonorità tipiche di band storiche come la Strana Officina, confezionando un vero e proprio inno metal che immagino il pubblico apprezzi molto dal vivo e che credo sia la hit del disco.

“Holy War”, di ispirazione Megadeth, scivola via creando un misto di ansia e amarezza e ci accompagna all’uscita, stremati e sbigottiti, verso una violenta e veloce “F*CK”, che sembra dirci:“Ok, siete arrivati fino in fondo, ora andatevene all’inferno e ciao!”.

Un’onda d’aria fresca in quest’epoca di grande incertezza e paura. Una sorpresa incredibile che non mancherò di riascoltare appena posso.

Voto 9/10