La scena southern rock esplosa in questi ultimi anni ha portato finalmente il genere alle orecchie degli appassionati europei, molti ancora fermi agli anni ‘70/’80 e a quei gruppi che hanno indubbiamente fatto la storia del sound nato negli stati del sud, tra Alabama, Georgia e le due Carolina.

I Blackberry Smoke da Atlanta sono insieme agli Whiskey Myers il gruppo di punta di questa rinascita e formano la coppia d’assi del southern rock 2.0., con i primi, guidati da Charlie Starr ,più popolari in Europa rispetto alla band di Cody Cannon, che invece riscuote enorme successo negli Stati Uniti.

I Blackberry Smoke, arrivano così all’ottavo album in studio di una discografia iniziata all’alba del nuovo millennio e che non ha mai trovato ostacoli nell’offrire qualità ed emozioni.

D’altronde, per suonare southern rock il talento che non deve mai mancare è quello di scrivere canzoni che vadano a toccare le corde emozionali di chi ascolta e a Charlie Starr questa virtù non fa certamente difetto, tanto più se supportato da una band praticamente perfetta.

I Blackberry Smoke, la nuova famiglia southern rock americana!

Diciamolo subito, “Be Right Here” riesce a fare breccia nei cuori sudisti di ognuno di noi, come forse solo in parte c’era riuscito il precedente e bellissimo “You Hear Georgia” (uscito nel 2021) in virtù di arrangiamenti più orientati verso il classic rock; l’ultimo lavoro segna a mio parere un ritorno a quelle sonorità pure e splendidamente country/roots delle uscite che hanno segnato la carriera e la popolarità del gruppo, tra cui l’immenso e meno conosciuto dal grande pubblico “Little Peace Of Dixie” (2009) e “The The Whippoorwill” (2012).

L’album, prodotto da Dave Cobb (cugino del Brent protagonista del notevole “Southern Star”, uscito pochi mesi fa e recensito su queste pagine) è un magnifico esempio di rock sudista, tra incursioni nel blues e, come già scritto, connotato da un piglio country/roots che è pura poesia.

Non manca ovviamente l’energia rock’n’roll che caratterizza da sempre i brani più scanzonati del gruppo (l’opener “Dig A Hole”, “Little Bit Crazy”), ma quando il gruppo si tratta di far scaturire le emozioni allora emergono le perle di questo nuovo bellissimo lavoro (“Like It Was Yesterdays”, “Be So Lucky” e la canzone capolavoro “Azalea”).

La ballata southern “Barefoot Angel” chiude questo ennesimo splendido album di una delle più talentuose band attuali e non solo per quanto riguarda il southern rock; Charlie Starr (voce, chitarra), Richard Turner (basso e voce), Brit Turner (batteria), Paul Jackson (chitarra e voce) e Brandon Still (tastiere), raccontano storie con il mezzo a loro più congeniale, la musica, e lo fanno dannatamente bene. Grazie!