Il 2023 che si è appena concluso non accenna a smettere di regalarci grande musica rock, con un Dicembre che ha evidenziato, se ce ne fosse stato ancora bisogno, l’ottima salute del Classic Rock.

BackInRock vola in Australia per l’ultimo splendido album dei rockers Palace Of The King, band famosissima nella terra dei canguri, ma conosciuta in Europa solo dagli ascoltatori più attenti.

Eppure il sestetto di Melbourne ha già una considerevole discografia, con una manciata di full lenght, ep e live supportati da una frenetica attività sui palchi australiani e non solo; la band ha alle spalle dieci anni di Rock’N’Roll, uscite dalla qualità altissima, a partire dall’omonimo album di debutto del 2014, e non smette di procurare brividi a profusione chi ne segue le gesta, sperando che “Friends In Low Places” riesca finalmente a fare breccia anche nel vecchio continente.

Il sound, assolutamente tradizionale e legato alle band Hard Blues di metà anni settanta, rimane ben saldo nel nuovo millennio grazie ad una produzione moderna; il Blues ne esce sempre vincitore, mentre riecheggiano note di matrice zeppeliniana, unite ad un istinto assassino alla gunners.

Armoniche, chitarre di una potenza mostruosa, voci che accompagnano umori e suoni perfettamente a loro agio, lasciano il segno sia che la band spinga sull’impatto Hard Rock, sia che ci faccia alzare centimetri di pelle d’oca con atmosfere Blues da brividi, il tutto legato da tastiere vintage.

Ho parlato di impatto e attitudine, virtù che rendono i Palace Of The King una delle realtà più convincenti di questo nuovo corso del Classic Rock.

I dieci brani, prodotti ottimamente dal cantante Tim Henwood, sprigionano sudore Hard Rock e sangue Rock/Blues rendendo “Friends In Low Places” un’autentica bomba sonora.

Rock On!!