Quando, il 22 novembre dello scorso anno, i Magnum, partiti da Birmingham mezzo secolo fa, hanno pubblicato il primo singolo “Blue Tango” per annunciare la pubblicazione del ventitreesimo album di una carriera lunghissima, forse nessuno poteva immaginare che questo disco avrebbe rappresentato l’epitaffio del gruppo. Infatti il 7 gennaio, quattro giorni dopo il secondo singolo “The Seventh Darkness” e a cinque dalla pubblicazione del disco, è morto Tony Clarkin, il chitarrista, fondatore e autore unico di tutto il repertorio dei Magnum.

Si chiude così una storia meravigliosa, costellata di grandissima musica, sempre in bilico tra hard rock, melodia, pomp rock tastieristico con spunti prog e folk, uno stile reso originale da una scrittura elegante, impreziosita dalla voce raffinata di Bob Catley, un cantante personale e senza imitatori.

L’ultima line up dei Magnum. Tony Clarkin (RIP) è il secondo da sinistra!

“Here Comes The Rain” è un album più intimo rispetto alla produzione recente, dove si respira un’atmosfera a tratti introspettiva, anche se non mancano pezzi più energici, come la citata “Blue Tago” e “Borderline”, carica di enfasi, con il timbro di Catley che assume sfumature inedite. Quello che non manca mai è la classe pura che ha sempre contraddistinto il repertorio dei Magnum. Naturalmente non cediamo al facile entusiasmo per omaggiare la scomparsa di un grande talento come Tony, ma non c’è dubbio che siamo al cospetto di un ottimo album, colmo di poesia e voglia di vivere, con testi belli e struggenti, e vi invito ad ascoltare “Some Kind Of Treachery”, che entra di diritto tra i classici della band inglese, per non dire dei ricami di pianoforte di “Broken City” che fanno coppia con l’emozionante title track.

E ad ascoltare oggi il coro imperioso di “I Wanna Live” non si può non pensare a Tony Clarkin che scrive il brano come una sorta di preghiera carica di speranza per il futuro.

Album bello, che diventa bellissimo, perché assume un significato grande, un emozionante tributo ad un grand artista che ci saluta, con il suo ultimo sforzo creativo per una band che già da anni avrebbe meritato di sedersi sul trono dei giganti dell’hard rock britannico di tutti i tempi.

Tony Clarkin: chitarra

Bob Catley: canto

Rick Benton: tastiere

Lee Morris: batteria

Dennis Ward: basso