Quando artisti con una lunga esperienza musicale si uniscono in un nuovo progetto, le aspettative sono alte: per fortuna, nella maggior parte dei casi, non vengono disattese. Ne è un chiaro esempio “Troika”, il primo disco firmato a nome D’Virgilio, Morse & Jennings e uscito nel 2022: una piacevolissima opera di rock acustico dove sono protagoniste le armonie vocali. A suonare e cantare ci sono tre musicisti di una certa rilevanza nell’universo progressivo (e non solo) attuale: Nick D’Virgilio (ex Spock’s Beard, Big Big Train), Neal Morse (ex Spock’s Beard, Transatlantic, Neal Morse Band) e Ross Jennings (Haken, Novena).

Soddisfatti dal felice esito di “Troika”, i tre hanno deciso di proseguire sulla stessa strada con “Sophomore”, un album intriso di sonorità ispirate alla tradizione country, nonché a classici del rock come Crosby, Stills & Nash. Il brano di apertura, “Hard to Be Easy”, si può considerare una dichiarazione d’intenti: melodie orecchiabili e non troppo elaborate, valorizzate però da una grande cura negli arrangiamenti e da armonie vocali molto sofisticate. Si procede con “Linger at the Edge of My Memory”, una ballata quieta e rilassata (l’ideale evoluzione di “Julia”, nel disco precedente). “Tiny Little Fires”, invece, sprizza ilarità e offre giochi ritmici che rivelano l’attitudine prog dei musicisti; il pezzo è ricco di suoni grazie all’uso dello xilofono, delle tastiere, dell’organo (frequente in tutto il disco) e delle percussioni. I toni si fanno più delicati e romantici con “Right Where You Should Be” e “The Weary One”, dove gli arpeggi di chitarra si fondono con le voci e danno calore ai brani.

Torna l’energia in “Mama”, un brano rock deciso e vigoroso in cui padroneggiano le chitarre elettriche e l’organo; anche qui non mancano alcuni interessanti passaggi progressivi. Quest’ultimo è un tratto che caratterizza l’intero l’album: la matrice dei pezzi è classica, ma viene poi arricchita da giochi ritmici e sonori che vanno al di là delle aspettative dell’ascoltatore. Così vale per “I’m Not Afraid”, forse il prodotto più ricercato del disco: da un inizio innocuo con riff acustico si procede con intensità crescente verso strutture più sofisticate. Stavolta il modello di riferimento per le parti vocali sembra essere James Taylor. “Weighs Me Down” offre atmosfere più delicate, con un finale dalle tinte quasi orchestrali. In “Walking on Water” riecheggia nientemeno che “All Along the Watchtower”; il pezzo è vario e lascia dialogare vivacemente le chitarre acustiche ed elettriche. A chiudere c’è “Anywhere the Wind Blows”, una summa dell’approccio adottato in tutta l’opera: una ballata acustica accompagnata dall’organo e da un reticolo polifonico a tre voci che comunica un senso di respiro e libertà.

“Sophomore” è l’ennesima prova non solo del talento musicale di Nick D’Virgilio, Neal Morse e Ross Jennings, ma anche della loro versatilità stilistica come musicisti, capaci di muoversi in territori sonori a loro – o meglio, ai loro fans – meno famigliari. I tre formano una squadra che, suonando, diverte e si diverte, ed è in grado di rielaborare la tradizione classica con originalità e intelligenza. Amici ascoltatori, il vento soffia in ogni dove!