Dopo qualche mese dal nostro volo virtuale in Irlanda per parlarvi del bellissimo nuovo album della chitarrista e cantante Grainne Duffy, torniamo nella verde terra del trifoglio per un altro notevole lavoro ad opera del musicista e cantante Dom Martin.

Giunto al terzo album, Martin regala un lavoro ispiratissimo che abbina cantautorato e Blues Rock in una raccolta di brani che emozionano, dalla prima all’ultima nota.

Dom Martin i un bellissimo scatto di Jim Heal

Aiutato da Ben Graham (Basso, Contrabasso) e Jonny Mellroy (Batteria) il musicista Irlandese ha tutto quanto serve per sorprendere l’ascoltatore, con un sound che porta dritto nel sud degli States; la sua voce roca richiama vecchi Bluesman, la chitarra elettrica sciorina riff e solos sanguigni ma è quando l’atmosfera si fa drammaticamente acustica che esce inesorabile il talento di Martin.

“Buried In The Hail”, risulta così un’opera intrisa di poesia rurale, un avvicendarsi di alti e bassi emozionali, bianco e nero, luce e buio, e un sound che da essenzialmente acustico si fa pregno di suggestioni elettriche, con una title track che si gioca alla grande il podio di brano dell’anno nel genere.

Registrato ai Golden Egg Studios in Irlanda, prodotto dallo stesso Martin con Chris O’Brien e Graham Murphy, l’album ha nelle splendide trame elettro/acustiche di “Daylight I Will Find”, nel blues elettrico di “Belfast Blues” e nell’atmosfera intimista di “Crazy” i suoi brani migliori.

Un album dalle tonalità grigie, introspettivo, di non facile presa e per questo ancora più affascinante.