Forse nessuna band come gli Whitesnake di David Coverdale ha avuto due carriere ben distinte, separate non solo da ringiovanimenti fisici e di line up, ma soprattutto da un approccio che nella seconda metà degli anni ottanta si era allineato al metal da classifica tanto caro agli amanti dell’Hair Metal di matrice americana.

Ma il meglio il serpente bianco lo aveva già dato con una prima parte di carriera leggendaria, essendo nato da una costola dei Deep Purple con in testa Coverdale a dirigere un’orchestra Hard Blues che, tra le sue file, vedeva oltre a Jon Lord e Ian Pace, i chitarristi Micky Moody e Bernie Marsden.

Il dopo Whitesnake per Marsden è stato fatto di una serie di collaborazioni e tanti lavori solisti, fino ad arrivare a questi ultimi anni e ai tre bellissimi album di cover prettamente Blues, “Chess” e “Kings” (2021) e “Trios” (2022).

La sua scomparsa, avvenuta ad agosto di quest’anno, non ha impedito l’uscita di questa raccolta postuma di brani inediti, scritti nel periodo della pandemia da un Marsden ispiratissimo che qui si dilettava con il Rock di classe, alternato a quello più ruvido di scuola Whitesnake, un sound che contribuì ad inventare alla fine degli anni settanta.

Bernie Marsden in un bellissimo scatto di Fabio Gianardi (Che ringraziamo di cuore per averci concesso l’utilizzo dell’immagine)

Licenziato in doppio CD e Vinile, “Workin Man” è composto da dodici canzoni a cui si aggiunge,  per la prima tiratura limitata, un secondo cd con altre dieci tracce tra cui spiccano cover di Whitesnake e Robert Johnson.

Sono comunque gli inediti quelli che più interessano i fans del grande chitarrista inglese, che verranno inaspettatamente presi per mano dal calore di queste nuove composizioni, frutto di un talento inesauribile.

“Working Man” non è solo l’album di un musicista scomparso prima di vedere le sue ultime registrazioni prendere vita al tocco della puntina di qualche vecchio stereo che gracchia stanco, ma anche un eccellente esempio di come il Rock sappia essere senza età e senza tempo,

perfettamente bilanciato tra brani più riflessivi come “Long Time” e “You Know”, ad altri più grintosi come “Bein Famous” o “Bad Reputation”.

Bernie Marsden ha lavorato fino all’ultimo affinché il suo lavoro uscisse, con la certezza d’aver regalato ancora una volta grande musica, e la sua volontà è stata rispettata. Rock On !